Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Regno Unito-02

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Portaerei in Mediterraneo, 1994[1][modifica]

Con la guerra civile nell'Ex-Yugoslavia il Mar Adriatico ha cambiato faccia. Era il mare più tranquillo del Mediterraneo (che notare bene, a sua volta è considerato un mare: prima o poi qualcuno dovrà risolvere questa sorta di contraddizione in termini geografici), lo è rimasto abbastanza anche durante la drammatica, ultima guerra mondiale. Traghetti per i Balcani, motoscafi di contrabbandieri e pescherecci erano le presenze più assidue. Ma con l'embargo dell'ONU contro i belligeranti balcanici, una vera e propria flotta, persino le portaerei, è stata schierata in Adriatico per far rispettare l'embargo, e anche per eseguire missioni belliche più chiaramente offensive. Guardiamo al proposito quello che veniva riportato al riguardo della Royal Navy, per ottenere una fotografia non priva di valore storico di quell'epoca oramai passata (anche se non c'è stata una totale pacificazione, i Balcani continuano ad essere una regione considerata come altamente vulnerabile e instabile). Ecco come le navi di Sua Maestà erano impegnate nell'occasione, nell'ambito soprattutto della 'Deny Flight' chiaramente in funzione anti-serba (visto che questi ultimi avevano la quasi totalità delle risorse aeree dell'area). Erano presenti, in una lunghissima missione operativa dal gennaio all'ottobre 1994, la portaerei HMS Ark Royal e alcune navi di scorta, che verso la fine del periodo erano rappresentate dalla fregata Type 22 'Brave', dal rifornitore rapido 'Fort Austin' classe 'Fort', e la petroliera Orange Leaf. Vi era un ufficio di supporto all'aeroporto di Bari Palese, dove arrivavano i pezzi di ricambio e i generi di conforto, sia dalla Gran Bretagna che dalla stessa Italia. Per le consegne 'a bordo' la Royal Navy non aveva un aereo ad ala fissa tipo il C-2 Greyhound americano, e così doveva usare gli elicotteri pesanti Sea King. La formazione di 4 navi inglesi non era poderosa, ma nemmeno trascurabile. La 'Brave' è una Type 22 lotto 2, la prima che, oltre al sonar rimorchiabile Type 2031(z) ha anche predisposizioni per ospitare un Sea King o un EH-101. La componente aerea era importante, non meno quella logistica. Le navi di questa componente, qui la metà della flotta spiegata, si sono dimostrate indispensabili per la Royal Navy durante la guerra dell'82, e così si è continuato ad usarle inquadrate in un'organizzazione particolare: le RFA, Royal Fleet Auxiliary, ele STUFT, Ships Taken Up From Trade: ovvero navi noleggiate o addirittura requisite ad operatori civili in caso di necessità (per esempio, l'Atlantic Conveyor, affondato con 10 elicotteri il 25 maggio '82, era un porta-container requisito e trasformato in trasporto elicotteri e aerei V/STOL). Le 'Fort' sono petroliere importanti, con capacità di 12.800 m3 di materiali in 4 stive per materiali vari, 5 gru, due sistemi a tensione ('teleferiche') per il trasferimento laterale, e anche l'uso di elicotteri Sea King operanti da poppa, dove vi sono hangar e ponte di volo. La RFA 'Orange Leaf' invece è una petroliera, in origine una nave civile (noleggiata dalla Tamoil) noleggiata all'occorrenza. Con una formula del genere (le STUFT) vennero usate con successo oltre 50 navi per la guerra delle Falklands, dalla Queen Elizabeth II all'Atlantic Conveyor, il che consente di non stare a sobbarcarsi l'onere di una flotta logistica surdimensionata in tempo di pace: è un servizio 'on call', sostanzialmente.

Quanto alla Ark Royal, questa nave si stagliava imponente con lo sky-jump preceduto dalla 'sentinella', il Vulcan Phalanx dalla caratteristica cupolina bianca per il radar (il sistema, a tutti gli effetti, può essere considerato un vero 'robot da combattimento', anche se ovviamente non possiede la mobilità, poco importante a bordo di una nave), la grossa plancia (preceduta da una delle cupole del radar guidamissili Type 909) e dai due massicci fumaioli per i gruppi di turbine a gas.

La nave aveva a bordo un gruppo di volo del tutto congruo con una missione di peace-keeping e anche qualcosa in più. Per i suoi radar (quello da scoperta Type 1022, quello designazione bersagli Type 992, i due guidamissili Type 909, e quelli controllo elicotteri e navigazione ovvero i due Type 1006), nonché per controllare il sonar a scafo Type 2016 (insolito, ma del resto questa nave è un 'incrociatore tuttoponte', non una semplice portaerei) era a bordo l'ADAWS, il sistema di combattimento della nave. Il sistema d'arma di bordo era vecchiotto, ma pur sempre in grado di evitare una presenza tassativa dei caccia Type 42, che in effetti, vistosamente erano assenti. I Sea Harrier, all'epoca non ancora modificati nella versione Mk 2, non erano dei buoni intercettori contro bersagli in volo a quote e velocità elevate. Il Sea Dart è comunque un sistema obsolescente. Le navi della classe 'Invincible' non avevano un radar tridimensionale, ma piuttosto vi era l'appoggio al Tpe 1022 dato dal 992: ovvero, dato che la precisione del primo, una volta agganciato il bersaglio, non era sufficiente, si faceva intervenire il secondo per garantire la necessaria accuratezza per guidare, in particolare, gli intercettori sul bersaglio. I missili Sea Dart godevano pure di questa precisione, per l'aggancio con i radar Type 909. Dentro al deposito dei missili vi erano 22 armi, di cui due almeno, inerti, per l'esercitazioni al tiro, azionati dalla rampa GWS.30. Ma nell'insieme, e nonostante l'aggiornamento della fine degli anni '80, si trattava di un sistema assai vecchio, che ha subito la cancellazione del Sea Dart Mk 2, un sistema molto superiore, un po' come lo Standard SM.2 rispetto al Tartar. In questo modo, invece, sono solo migliorate alcune componenti come la guida finale sul bersaglio, la spoletta e così via. IL sistema è riuscito almeno a dimostrare la sua capacità con l'unico abbattimento confermato di un missile antinave del tipo 'Silkworm' irakeno, diretto contro la USS Missouri (che se fosse stata colpita, avrebbe comunque avuto ottime possibilità di sopravvivere data la sua costruzione). La difesa ravvicinata, a parte i Phalanx, era assicurata dalla fregata, ma in futuro erano previsti anche 4 lanciatori ottupli del sistema missilistico Sea Wolf VL (GWS.26 Mod. 2A), che si sarebbero aggiunti ai 3 Phalanx e alle ECM, nonché 2 impianti GAM-B01 manuali (con mitragliera Oerlikon KAA da 20 mm). Il Gruppo di volo era indubbiamente il più significativo dell'intera realizzazione, e dei. 1.193 uomini e donne della RN imbarcati, vi erano ben 450 addetti al reparto di volo. Questo peraltro non era particolarmente imponente, confermando la scarsa efficienza delle piccole portaerei rispetto alla spesa: in ogni caso, lanciabili con lo sky-jump (inarcato di 12 gradi come massima inclinazione) vi erano sei Sea Harrier dell'801° Sqn, di stanza alla RNAS di Yevilton; dalla RNAS di Culdrose provenivano ben 10 Sea King di cui 7 HAS. Mk. 5 e 6 (820° Sqn), e 3 AEW. Mk.2A dell'849°. I Sea Harrier FRS.Mk2 erano attesi, ma sarebbero stati portati solo dalla portaerei di rimpiazzo futuro alla Ark Royal, quando questa avrebbe lasciato la zona operativa. Essi erano già entrati in servizio e il loro radar Blue Vixen costituiva un passo in avanti notevole rispetto al Blue Fox, come del resto lo era la capacità di usare gli AMRAAM. In tutto vi erano dunque 16 apparecchi, un quantitativo consistente ma appena superiore a quello che era schierabile su di una nave più piccola come la 'Garibaldi' italiana. La ragione è che la portaerei inglese non era caricata al massimo delle sue possibilità, che arrivavano a 22 apparecchi (come dimostrato alle Falklands). Quanto agli elicotteri, questi erano in 3 casi il tipo AEW, che ha un utilissimo compito, quello dell'allarme precoce grazie al radar di ricerca tenuto nel grande radome. Questo era, in volo, tenuto abbassato, ruotato di 90 gradi, ma a terra era ruotato (per ragioni di spazio) all'indietro, e l'antenna del radar era basata dentro una struttura che non era la solita sistemazione rigida in plastica, ma una specie di 'pallone' in kevlar, da gonfiarsi in volo. Da notare che anche la Marina spagnola ha alcuni di questi Sea King speciali, ma ha trovato che, nonostante la portata del radar di 96 km contro bersagli in volo a bassa quota (i Sea King AEW furono la conseguenza, purtroppo realizzata solo quand'era tardi, delle lezioni della Guerra delle Falklands, quando gli aerei argentini arrivavano spesso senza essere rilevati, a pelo d'acqua: ma i primi elicotteri 'picchetto radar' arrivarono solo con la Ark Royal, giunta solo alla fine delle ostilità). Da notare che gli spagnoli hanno rilevato che i loro Seahawk americani hanno un radar che riesce addirittura a superare quello dei Sea King AEW, tanto che questi sono stati ritenuti piuttosto superflui. Questo nonostante che i Seahawk mantengano le capacità d'armamento e che il loro sensore radar, sistemato sotto la fusoliera in una installazione normale, sia stato pensato per la scoperta in superficie piuttosto che aerea (a bassa quota, beninteso). I Sea King 'normali', incaricati del collegamento e del SAR piuttosto che di improbabili attacchi sottomarini, erano in 5 casi del tipo Mk 5 con radar Thorn-EMI Sea Searcher, sito dorsalmente, con un'antenna più grande di quella dei tipi precedenti. Gli altri due erano gli Mk.6 ancora più avanzati, con eliche in compositi, sistema ESM 'Orange Crop 2', elaboratore digitale ASW con sonar ad immersione AQS-902 e boe sonore. I Sea King spesso hanno trovato il tempo di esercitarsi in missioni ASW, anche per tenere sotto controllo le poche unità subacquee serbe rifugiate nella base di Cattaro. Gli elicotteri AEW non hanno trovato molta utilità pratica, dato che la loro limitata autonomia e la capacità del radar Thorn-EMI Searchwater sono ampiamente superate dagli E-2 Hawkeye americani, per non parlare degli AWACS di Francia, GB e USA.

Quanto all'ARK ROYAL, è da notare che questa nave fa uno 'strappo' alla regola delle navi inglesi, che hanno tipicamente nomi limitati da una qualche caratteristica che le fa riconoscere come appartenenti ad una certa classe (per esempio l'iniziale). Originariamente si sarebbe dovuta chiamare 'Indomitable', ma l'opinione pubblica inglese protestò per il fatto che, con l'uscita della vecchia portaerei Ark Royal nel 1978, non sarebbero più rimaste navi britanniche con questo nome in linea, rompendo una lunghissima tradizione.

L'attività di volo era intensa ma non era dato sapere cose di preciso si facesse, mentre a bordo era possibile osservare una nave efficiente con un personale piuttosto sereno, nonostante la lunghissima crociera oltremare, mentre le donne erano piuttosto numerose e destinate a vari compiti amministrativi e tecnici, ma non di prima linea.

A proposito di attività, la piccola comunità di bordo non è stata molto scossa dal fatto che proprio in quell'anno, il 16 aprile, un Sea Harrier è stato abbattuto su Gorazde da un SAM portatile. Il pilota, caduto in territorio controllato dai Caschi blu, è stato riportato a bordo con un Sea King e ha chiesto di effettuare subito un'altra missione sullo stesso obiettivo. Poi è stato mandato in una breve licenza a casa, ed è poi rientrato a bordo in servizio attivo. Il nome non è stato rivelato, per cui niente interviste o scoop, nemmeno della pur agguerrita stampa inglese. Quel poco che si sà è che i Sea Harrier controllavano soprattutto l'applicazione della 'No Flight Zone' prevista dalla 'Deny Flight' (che si sarebbe confermata drammaticamente con l'abbattimento, da parte di due F-16, di ben 4 aerei d'attacco cetnici o serbi solo di lì a poco tempo). I Sea Harrier operavano normalmente a pieno carico di armi: due serbatoi e due AIM-9 sotto le ali, due cannoni sotto la fusoliera, dove però era sfruttato anche il terzo punto d'aggancio per portare una singola bomba, forse da 454 kg come disponibilità prontamente impiegabile in caso di necessità d'attacco al suolo (per il quale v'erano anche i cannoni da 30 mm). Inoltre il Sea Harrier è munito sia di radar che di una macchina fotografica: non sarà un G91, ma è pur sempre in grado di eseguire missioni di ricognizione basiche (più eventuali macchine azionate a mano dal pilota, cosa piuttosto comune nei jet da combattimento: basti pensare alle innumerevoli foto scattate agli aerei libici negli 'incontri' con l'US Navy) oltre alle missioni di caccia-bombardiere. Insomma un aereo limitato, ma capace di impieghi multiruolo anche nella stessa missione (oltre che della capacità di operare a bordo di navi, altro 'plus' di questa piccola ed originale macchina).


Detto della Ark Royal, visitata all'epoca da giornalisti di Aerei e di P&D, resta da parlare dello speciale di RID, firmato dal futuro direttore A.Nativi, che ha aperto una finestra sulla USS America[2]. Se il corpo di spedizione imbarcato inglese era un tipico esempio di 'minimalismo', utile per ottimizzare le risorse limitate di cui può disporre la Royal Navy, nel caso degli Stati Uniti la questione si poneva in termini tutt'altro che minimalisti.

La flotta usata era degna di una guerra ad alta intensità, e rispetto alla squadra inglese, v'erano qui le seguenti navi, incentre nella Joint Task Force America:

  • Portaerei CVA-66 America
  • 2 incrociatori AEGIS: CG-60 Normandy e CG-61 Monterey, classe 'Ticonderoga' (sistema SPY-1, 122 missili di vario tipoù+8 Harpoon, 2 elicotteri)
  • 2 cacciatorpediniere: il DD-988 Thorn (classe Spruance) e il DD-995 Scott (classe Kidd)
  • fregata FFG-28 Boone
  • Rifornitore AOR-4 Savannah, classe 'Wichita)
  • Trasporto munizioni veloce AE-27 Butte
  • 2 SSN 'Los Angeles': SSN-757 Alexandra e SSN-694 Groton
  • Portaelicotteri LPH-7 Guadalcanal (classe Iwo Jima)
  • LPD-12 Shreveport (LPD classe 'Austin').

Insomma, 1 portaerei da 80.000 t, 2 incrociatori, 2 cacciatorpediniere, 1 fregata, 1 portaelicotteri d'assalto, 1 nave da sbarco, 2 sottomarini nucleari, 2 navi da rifornimento veloce, e naturalmente centinaia di aerei, elicotteri e missili 'cruise'.

Il gruppo di impiego americano schierato era all'epoca incentrato sulla USS AMERICA. Questa unità, destinata ad essere l'evoluzione delle 'Forrestal', era stata autorizzata dopo avere provato varie soluzioni per risparmiare i previsti 215 mln di dollari rispetto ad una nave ulteriore di quella classe (notare bene che all'epoca un Phantom costava circa 1,2 mln di dollari: in giro non c'erano apparecchi da un miliardo di dollari come i B-2 attuali). Vennero studiate molte soluzioni, per esempio uno scafo delle dimezioni pari 'solo' a quelle delle 'Midway', ma poi si valutò poco conveniente questa soluzione 'minimalista', alla luce dei futuri aerei da combattimento sempre più capaci ma esigenti. Mentre la Kitty Hawk e la Constellation vennero realizzate come miglioramento delle 'Forrestal', la USS America divenne una specie di nave unica, e venne valutato anche di costruirla come una versione convenzionale del progetto della Enterprise, la prima portaerei nucleare del mondo (con ben 8 reattori), che costava evidentemente una fortuna rispetto anche a mezzi convenzionali. Alla fine venne approvata come nave leggermente modificata rispetto al progetto della Kitty Hawk (SBC-127A), con la realizzazione secondo il progetto SBC-127B, che si differenziava, soprattutto, per un sonar a bassa frequenza a prua, davvero insolito per una nave portaerei, e che fece ridisegnare le forme dello scafo anteriore, incluso lo spostamento delle ancore, mentre la prua, al solito, era chiusa (le tempeste del Pacifico causavano altrimenti troppi danni alle navi con prua aperta), e ridotte le mensole delle artiglierie presenti sulle 'Forrestal', dato che dopotutto, qui di cannoni non ce n'erano da subito. Con un ponte di volo di 320 m angolato nella parte posteriore, largo fino a 76,8 metri, circa il doppio della larghezza dello scafo (39,6 m), la USS America avrebbe offerto molto spazio per le operazioni degli aerei di bordo, serviti anche da 4 elevatori di cui 3 a dritta, una disposizione differente e più razionale rispetto alle 'Forrestal' (che hanno avuto per esempio, due elevatori posti di fronte l'uno dell'altro, causando problemi di congestione del ponte di volo). Alla fine, questa disposizione è stata riprodotta con successo anche nelle successive 'Nimitz' tanto è parsa soddisfacente. Le 4 catapulte C-13 a vapore erano lunghe 90 m, a prua e due sul ponte angolato, 'cadenza' di lancio: un aereo ogni 105 secondi, il che rendeva possibile lanciare in pratica un aereo ogni 30 secondi quando necessario (le catapulte N.3 e 4 erano su traiettorie convergenti, quindi erano da usarsi in maniera alternata).

La protezione dell'AMERICA, rimasta segreta anche ora che la nave riposa in fondo al mare, aveva ponti di volo corazzato, ponte galleria corazzata, ponti sopra sale macchine e depositi rinforzati (per un totale di spessori anche di 150 mm sommando tutte le protezioni orizzontali), corazzature verticali, 1200 compartimenti subacquei.

I motori sono a vapore da ben 280.000 hp complessivi, erogati da sole 8 caldaie ad alta pressione, con 4 turboriduttori Westinghouse e altrettanti assi con eliche pentapala. Era possibile raggiungere anche i 33 nodi per brevi periodi, il che era reputato necessario più che altro per seminare i sottomarini SSN sovietici come i rumorosi e veloci 'November'. I Turbogeneratori, 6 in tutto, erogavano 2.5 MW. Lo scafo da solo pesava 39.000 t, a queste si aggiungevano 4.015 t per i motori, 1.134 per i sistemi elettrici, 1084 per l'armamento: questo era costituito da due rampe Terrier Mk 10 (una Mod. 3 e una Mod. 4 rispettivamente a destra e a sinistra del ponte di volo a poppa). Non consentendo il tiro verso i settori anteriori, questi pesanti lanciamissili vennero sbarcati verso la fine degli anni '70 e sostituiti da 3 Sea Sparrow e 3 Phalanx. Quanto alle munizioni imbarcate, segrete come consistenza, si sapeva che nel 1965 vi erano 2000 bombe Mk 81 (stranamente la più piccola e meno usata) da 113 kg, 683 Mk.82 da 227, appena 46 Mk 83 da 454 (decisamente la taglia 'intermedia' non è gradita dalle F.A. americane). 36 Mk 84 da 907 kg, 260 missili Sparrow, 350 Sidewinder, 172 Bullpup e Shrike, 4.750 razzi da 70 mm e 1.220 da 127, 140 bombe a grappolo e 102 ancora più micidiali contenitori di napalm. Chiaramente in seguito queste dotazioni sono state cambiate (in ogni caso sembrano assai meno pesanti del massimo nominale di 1.800 t), con l'arrivo dei missili Harpoon, Maverick, Walleye e Phoenix.

I radar e sistemi elettronici vari: una autentica selva che mostrava lo standard di riferimento per le navi americane: radar 3D SPS-48C (della ITTGilfillan) in banda E/F, 2 kW, oltre 400 km di portata;Raytheon SPS-49 2D, banda C/D e portata di oltre 350 km (specie se era aggiornato alle ultime edizioni, molto oltre), con 280 kW di potenza (chiaramente non la usa allo stesso modo del radar 3D); un radar dedicato alla scoperta di superficie Sylvania SPS-10F, banda G/H, potenza 285 kW e portata 60 km; sistemi vari per la guida e l'avvicinamento degli apparecchi, come il Cutler Hammer SPN-41 (banda J, portata 90 km), l'SPN-43 con doppia funzione (assistenza avvicinamento e ricerca aerea), E/F e 850 kw di potenza, radar di navigazione, sistema direzione tiro Hughes Mk.23 TAS con 4 sistemi Mk.95 per la guida missili Sea Sparrow (ridondanti rispetto ai 3 soli lanciamissili) con due diverse direzioni di tiro Mk.91; sistema ECM SLQ-29A (ovvero l combinazione del WLR-8 e l'SLQ-17V2), 4 lanciarazzi Mk-.36 SBROC, sonar a bassa frequenza (5 KHz) a prua usato perché, data la minaccia nucleare, le navi americane si sarebbero trovate piuttosto separate tra di loro per mantenere una distanza di sicurezza; il tutto abbinato all'NTDS per la gestione dati e all'ASCAC che serve per la lotta ASW. Tutto questo è gestito da oltre 5.200 persone di cui 2.450 del gruppo di volo e 700 per la manutenzione degli aerei (praticamente quanto l'equipaggio della 'Garibaldi' messo insieme). Del resto a bordo di una portaerei USA tutto è mastodontico: dalle cucine da 18.000 pasti al giorno, alle ancore da 31 t con anelli da 180 kg, alle eliche da 31,5 t.

Considerando tutte le caratteristiche, l'America si presentava anche con i seguenti numeri:

  • Dislocamento: di progetto 58.680 t, a pieno carico 79.500 t; standard 61.100 t, a pieno carico 79.724 in condizioni reali
  • Dimensioni: lunghezza 319,3 m, larghezza 39,6-76.8 m, pescaggio 11,3 m, altezza massima 59 m
  • Ponte di volo: 312x72,7 m(max), superficie oltre 10.000 m2; hangar 225x30x7,6 m (6.750m2, 51.300 m3); 4 catapulte C-13, carburante avio 5.450 t, armamento aerei 1.800 t
  • Sistemi elettronici: radar SPS-48 3D; SPS-49 2D; SPS-10F; SPN-35, SPN-41, 2 SPN-42, SPN-43A, SPN-64, Mk.23, 4 Mk.95 (con due sistemi di tiro Mk.91), TACAN URN-25, ECM-ESM SLQ-29A, sonar SQS-23; sistema NTDS e ASCAC

Quanto alle note cronologiche, la nave venne impostata come scafo N.561 a Newport News, in Virginia, sullo scalo N.10 ed esattamente il 19 gennaio 1961, costruita dalla N.News Shipbuilding and Draydock Company. Poi è stata varata il 1 febbraio 1964 ed entrò in servizio il 23 gennaio del '65, giusto in tempo per l'escalation in Vietnam. Il costo di questa super portaerei, anche se non si trattava di un'unità nucleare, ammontava a 248,8 mln di dollari dell'epoca e la nave ricevette la sigla CVA-66. Dopo tre dispiegamenti operativi in Vietnam è stata usata maggiormente dalla 6a Flotta in Mediterraneo, ha curato nel '79 le qualificazioni del nuovissimo F-18, per poi installare, nel corso di lavori durati un anno, CIWS e Sea Sparrow. Partecipò agli attacchi del 15 aprile contro la Libia, poi venne ammodernata ancora nel novembre 1986 fino al febbraio 1988. Ai tempi di Desert Shield e Desert Storm lanciò oltre 3.000 sortite senza alcuna perdita. Nel '92 tornò nel Golfo, poi venne dislocata in Adriatico salpando per questa missione l'11 agosto 1993 e terminando all'inizio del 1994 il suo turno, giusto in tempo per 'evitare' l'HMS Ark Royal. Essendo stato annullato l'ulteriore intervento di estensione della vita operativa (SLEP) previsto nel 1996-99, vertente in corazze aggiuntive in kevlar, ristrutturazione spazi interni, modernizzazione sistemi di combattimento e telecomunicazioni etc., per estenderne la vita operativa di almeno 10 anni (ma con costi non indifferenti), è stato deciso di porre fuori servizio attivo la nave nel corso del 1995. In seguito, circa 2 anni fa, è stata affondata in mare, come già successo alla USS Oriskany, certamente non senza provare l'efficacia della sua protezione passiva contro le minacce probabili (siluri, mine, missili).

Nel 1994 l'America imbarcava invece il CVW-1, con 8 squadroni: VF-102 'Diamonds' su 14 F-14, VFA-82 'Marauders' e VFA-86 'Sidewinders' su 22 F-18 (11 per ciascuno); VA-85 'Black Falcons', su 14 A-6; VAQ-137 'Rooks' su 4(?) EA-6B; VAW-123 'Screwtops', su 4(?) E-2C; VS-32 'Maulers' su 10(?) S-3, HS-11 'Dragonslayers' su 6(?) SH-3, e qualche C-2 'Greyhound'. Da notare che la parabola degli F-14 stava già imboccando la fase discendente: nei tardi anni '70, 2 squadroni su 12 aerei l'uno, tutti da caccia, era la norma (anche se non tutte le navi erano ancora riequipaggiate con l'F-14); nei primi anni '80 ancora 2 squadroni con 24 aerei, ma 3-4 di questi nella configurazione caccia-ricognitore con il TARPS, che toglieva metà dei missili AAM di bordo; nei tardi anni '80 erano 2 squadroni con 10 aerei l'uno, per un totale di 20, ma solo 16-17 da caccia 'puri'; nei tardi anni '90 sarebbero diventati 10-12 in un unico squadrone, ma qui, attorno alla metà anni '90, i Tomcat erano in carico ad un unico, grosso squadrone, con 14 apparecchi, di cui ben 5 caccia-ricognitori TARPS, ma già equipaggiati per gli attacchi al suolo, sia pure con bombe non guidate: infatti, la Guerra fredda era finita e così la minaccia dei bombardieri sovietici, quindi i Tomcat erano largamente 'disoccupati', cosicché la loro capacità teoricamente multiruolo, prevista come tale in sede progettuale, venne sperimentata nei fatti ed estesa nella pratica dopo il 1991. La fase finale, con un unico piccolo squadrone di aerei configurati per attacchi al suolo, caccia, ricognizione, non era ancora stata raggiunta. Le 60 ore di lavoro per ciascuna ora di volo dell'F-14 lo rendeva una piattaforma obsoleta e dispendiosa nonostante le grandi capacità, che lo hanno fatto radiare con malicuore un paio d'anni fa, in leggero anticipo sui tempi previsti (2008).

La USS America aveva 50 aerei da combattimento (14 F-14, 22 F-18, 14 A-6) come richiesto dalla 'missione' affidata all'US Navy, più oltre 20 tra aerei ed elicotteri di supporto (anche armati), ma non solo questo: i 70-75 apparecchi complessivi a bordo erano circa 10 in meno del massimo, così c'era il posto per aerei come i 4 CH-46 di una piccola unità di Marines, forte di 220 soldati. Certo che questa 'commistione' con la portaerei dotata di un reparto da sbarco in proprio non era esattamente ottimale, e poi, dopo l'emanazione della dottrina 'From the sea', con i Joint Task Forces (in pratica la fusione delle flottiglie da sbarco con quelle delle portaerei, alla cui corte le prime venivano aggiunte) questa funzione della portaerei diventava decisamente illogica; per cui non c'è stata molta sorpresa quando questa attività ha avuto fine.

A bordo piuttosto sono rimasti i SEAL, che da giugno 1992 sono a bordo di tutte le portaerei americane e sono usati sia per la difesa della nave (che oltre ai sistemi d'arma normali ha anche una decina di mitragliatrici leggere e pesanti), sia per missioni offensive, dal controllo di mercantili con abbordaggio tramite gommoni o elicotteri, a missioni in profondità di tipo SAR o HUMINT, magari infliltrati con elicotteri o con il normalmente pacifico C-2 per il servizio COD di trasporto. Hanno anche installato il SOCRATES che è un sistema di gestione ed elaborazione specifico per le 'operazioni speciali'.

Note[modifica]

  1. (P&D Ottobre 1994: Amaritaggio, Marco: L'Ark Royal in Adriatico pagg. 25-29)
  2. Ovvero, la monografia N.1 allegata ad un numero di RID del 1994, iniziativa poi tramontata perché non del tutto pagante come costo-efficacia