Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/India

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Fin Flash of India.svg

    L' India, l'attuale ascendente superpotenza asiatica, nonché la più grande democrazia del mondo, ha uno strumento militare di tutto rispetto. Terra di antica civilizzazione, ma non unificata come successe altrove, entra nella storia occidentale con le campagne di Alessandro Magno che sull'Idaspe sconfisse Re Poro in una incerta e discussa battaglia, la più famosa di tante altre combattute dopo che il passaggio attraverso l'Afghanistan meridionale portò il suo esercito a confrontarsi con l'Himalaya, non lasciando altra alternativa che deviare verso sud.

    La sua forza moderna iniziò a costruirsi anche prima dell'indipendenza, per esempio l'aviazione anglo-indiana nacque nel 1932. Durante degli anni '40 la lotta contro il Pakistan si era conclusa nella prima, sanguinosa guerra indo-pakistana, in cui musulmani e induisti si massacrarono in un conflitto civile di grande violenza. In seguito vi fu una guerra contro la Cina nel 1962, contro il Pakistan nel 1965 e infine contro ancora il Pakistan nel 1971.

    Nel tempo vi sono state molte altre tensioni: la guerra combattuta ai confini per il ghiacciaio Siachen, praticamente ignota ai mass-media occidentali, ha visto il campo di battaglia più alto del mondo, spesso con operazioni oltre i 6.000 metri, mettendo a durissima prova gli uomini coinvolti. Più di recente, un'altra misconosciuta guerra ha visto l'Aviazione Indiana e le forze di terra contro forze pakistane nel Kargil. In quell'occasione 2 aerei e un elicottero indiani vennero abbattuti da missili, probabilmente Stinger o i nuovi Anza. Le tensioni non sono diminuite molto contro il Pakistan, ed entrambe le nazioni hanno una capacità, ancorché limitata, nel campo nucleare, come anche nel campo dei missili balistici.

    In ogni caso, con una popolazione di oltre un miliardo di persone (con una densità di circa 300 abitanti per kmq malgrado le immensità della superficie del subcontinente indiano) di cui oltre l'81% di religione induista (contro il 95% di musulmani del Pakistan), l'India ha potenziali problemi di tipo sociale e alimentare immensi. Con il Pakistan la differenziazione è avvenuta soprattutto dopo il 1948: prima gli induisti erano comuni anche lì, ma la guerra civile ha alzato un vero e proprio muro etnico-religioso tra le due nazioni che sono sorte dal tempo dell'indipendenza il 15 agosto 1947. La secessione del Bangladesh il 16 dicembre 1971 fu un fatto importante, come anche la disputa per il Kashmir e le sue riserve d'acqua (il ghiacciaio Siachen) che dura dal 1965, dopo un momentaneo abbassamento della tensione che già nel 1947 aveva cominciato ad esserci su chi dovesse prendere il controllo di questa regione. L'India era uno dei Paesi più importanti tra quelli 'non allineati', ma dopo la fine della Yugoslavia e lo 'sbilanciamento' dell'Egitto verso gli USA si considera il leader di questi, anche se oramai la Guerra fredda è finita. L'India è nemica anche della Cina. La Cina e il Pakistan, piuttosto freddi con gli USA sono tra di loro alleati. L'India è invece assiduo cliente dell'URSS e poi della Russia, ma anche di Israele. Visto che la Cina a sua volta è cliente della Russia e di Israele, finisce che per esempio, i Su-30 siano, in versioni diverse, in carico in entrambe le nazioni, come anche gli aerei della famiglia MiG-21, i missili SA-2 e altro ancora. In effetti, indirettamente o direttamente, entrambe sono fornite dai russi, dagli italiani, francesi e israeliani. Visto che molti dei sistemi europei e israeliani hanno tecnologie americane, di fatto anche gli USA, che non hanno mai fornito direttamente di armi l'India, sono un loro fornitore in termini di tecnologie militari, anche se per 'interposta persona' e senza nessun particolare entusiasmo.

    Le guerre indiane: il 1947-1948[modifica]

    Dal 1858 l'intero subcontinente indiano venne messo sotto il controllo della Gran Bretagna, di cui divenne il gioiello della Corona. Ma le proteste aumentavano nella prima metà del XX secolo e Gandhi cercò di usare al meglio la sua autorità morale per impedire che si arrivasse ad uno scontro violento e frontale con gli Inglesi, i quali del resto apprezzarono la cosa e si impegnarono, non senza dispiacere, ad accordare all'India l'indipendenza a seguito della sua partecipazione alla Seconda guerra Mondiale. Il ritiro inglese avvenne ufficialmente il 15 agosto 1947. Ma purtroppo, questo non diede nessuna pace all'aerea. Dopo un anno, si formò l'Unione Indiana, legata al Commonwealth, formata da India, Bengala e Belucistan, questi ultimi uniti nella nazione del Pakistan (indipendente dal 15 luglio 1947), una scelta infelice dato che non c'era modo di amministrare due parti di una stessa nazione divise da oltre 1.000 km di distanza; ma la guerra civile eruppe perché vi fu la disputa sul Kashmir, a maggioranza musulmana, incluso nel territorio dell'India induista. Quando i Pakistani passarono il confine e puntarono su Shrinangar, capitale della regione, gli indiani intervennero con i paracadutisti trasportati dai Dakota.

    La RIAF indiana era similmente equipaggiata rispetto alla PAF in termini qualitativi, ma maggiore in termini quantitativi. Essa aveva non meno di 89 Tempest FB. Mk2 una quarantina di B-24 e alcuni trasporti C-47 Dakota. Dal 1948 ebbe i suoi primi aviogetti, anche se si trattava dei modesti Vampire.

    La PAF aveva aerei simili, ma con i bombardieri pesanti rappresentati dagli Halifax. L'ONU risolse la controversia dando un terzo del Kashmir al Pakistan, ma i processi di riarmi continuavano, per esempio con i circa 60 Sea Fury Mk.60 e i Supermarine Attacker per la PAF, più ulteriori Halifax, aerei da trasporto ecc. Ad un certo punto però si alleò agli USA con F-86, B-57 e F-104.

    1965[1][modifica]

    Durante la guerra del 1965 non vi fu una netta superiorità da una parte sull'altra. Le forze aeree indiane erano state, negli ultimi anni, riequipaggiate con materiali di ogni genere, ed erano tra le più potenti a livello mondiale. Questo fatto derivò dalla guerra condotta contro la Cina nel 1962, anche se in tal caso l'aviazione indiana non venne portata in azione per motivi essenzialmente politici. Esse vertevano su 27 squadroni con:

    • diversi MiG-21(almeno 8-10 in servizio, numerosi altri in ordinazione)
    • 118 Hunter (forniti negli anni 1957-60 in 182 Mk 56)
    • 120 Dassault Mystere IVA , di cui almeno 80 in servizio al 1965(servizio 1956-74)
    • 50 Folland Gnat (forniti negli anni 1957-62 in 238 esemplari)
    • 56 Dassault Ouragan (arrivati in 104 esemplari, servizio 1953-67)
    • 132 De Havilland Vampire (forniti in 500 esemplari dal 1948, servizio fino al 1992 ma fuori dalla prima linea dal 1965)
    • 60 BAC Camberra (forniti negli anni 1957-60 in 93 Mk 8)

    Tutto questo arsenale di aerei, decisamente poderoso per una nazione del Terzo Mondo, era ripartito in 27 squadron da caccia e tre bombardieri.

    L'aviazione di marina aveva una portaerei e i Sea Hawk (forniti negli anni 1960-66 in 81 esemplari)


    • elicotteri Bell 47, dal 1957
    • Mi-4 (121) dai primi anni '60
    • Aluette II e III, oltre 800 comprati nel 1961-79
    • 89 C-119
    • 9 Super Constellation
    • 68 Avro Hs.748
    • 65 An-12
    • 26 Il-14

    In pratica, questa forza aerea era stata concepita per operare ai massimi livelli di potenza possibili per un Paese del Terzo mondo: il numero di caccia a reazione di prima generazione arrivava a circa 700 esemplari, ed era basata sugli eccellenti caccia Hunter Mk56 inglesi, appoggiati dai Folland Gnat, minuscoli ma agili apparecchi, mentre un cospicuo numero di aerei era costituito dai Mystere francesi, gli stessi apparecchi che consentirono alla HHA israeliana di sopraffare i MiG-15 egiziani nel '56. Macchine ben più vecchie erano i Vampire, mentre gli Ouragan, chiamati localmente Toofani erano abbastanza efficaci, ma obsoleti.

    La componente da bombardamento verteva su quasi 100 Camberra ultima versione, che costituivano un fatto insolito per una forza aerea del Terzo mondo, equipaggiata con un potente strumento di attacco a lungo raggio, nonché da ricognizione ad alta quota. Gli aerei da trasporto vertevano su macchine inglesi, americane e sovietiche. Tra quelle significative vi erano ben 65 Cub, che erano gli equivalenti russi del C-130. Missili di vario tipo cominciavano ad entrare in servizio, con gli AA-2 Atoll per i MiG, e gli SA-2 per i siti terrestri. Gli elicotteri erano numerosi e nel caso dei Mi-4, potenti.

    L'Esercito indiano, sempre nel 1965 aveva un totale di circa 1.450 carri armati tra Centurion, T-54/55, M4, PT-176 e AMX-13.


    La PAF aveva solo 92 F-86, 25 B-57, 10 F-104 e due F-104B, 12 T-33.

    La guerra nondimeno venne iniziata dai Pakistani, forse perché pensavano che gli Indiani fossero già preoccupati abbastanza dai Cinesi, con i qualie ebbero una guerra nel '62 (senza uso di aerei per limitarne la portata) sul fronte tibetano. L'ONU aveva deciso che ci volesse una consultazione popolare per stabilire a chi andasse il Kashmir, ma nessun referendum venne mai indetto e gli Indiani nel '64 vollero far presente che intendevano annettersi i 2 terzi della regione che già controllavano in maniera amministrativa. A questa dichiarazione i bellicosi pakistani mandarono in azione guerriglieri che innescarono l'intervento dei due eserciti.

    Il 1 settembre i Pakistani entrarono oltreconfine dando inizio a quella che venne chiamata 'guerra dei Poveri', forse ingenerosamente data l'entità delle forze in campo. La IAF reagì con 28 sortite dei Vampire, FB Mk.9 e Ouragan, rivendicando 14 carri e 30 veicoli, ma due F-86 abbatterono un quartetto di Vampire e questo fece sì che i superstiti venissero ritirati in seconda linea, un grosso colpo per la IAF. Gli Gnat, il 3 settembre, abbaterono 1 F-86F e un altro venne abbattuto dalla contraerea, il 4 settembre rivendicarono altri 2 Sabre. Nondimeno le forze di terra pakistane stavano cercando di circondare quelle indiane, e gli F-86 attaccarono con i razzi da 127 mm la base di Armitsar. Le divisioni indiane mandarono allora un attacco diversivo il 6 settembre su Lahore, pesantemente appoggiati dall'aviazione. Vi furono parecchi attacchi e combattimenti tra Sabre e Hunter e sorprendentemente i primi si dimostrarono migliori dei secondi, prevalentemente per i missili AIM-9 (che pure appesantivano di circa 250 kg l'aereo). Bombardieri Camberra e B-57 erano impegnati durante la notte, con uno dei secondi abbattuto dalla contraerea, e uno dei primi colpito da un F-104A. IL 7 settembre venne attaccato Sargodha nel Punjab con sei Mystère, la contraerea abbatteva uno degli attaccanti, un altro venne colpito da un F-104 che poi venne distrutto da un secondo aereo. Poi ci fu il famoso episodio di Alam, che era a capo di una formazione di 4 F-86 e che distrusse 5 Hunter in pochi secondi con missili e mitragliatrici. In effetti il successo ci fu, ma secondo le ricostruzioni si trattò di 2-3 aerei. Gli Hunter erano robusti e le mitragliatrici da 12,7 erano poco efficaci contro i più piccoli MiG-15. Forse la presenza di serbatoi posteriori, sopra il motore, rendevano gli Hunter più vulnerabili al tiro dei caccia? In ogni caso Allam dichiarerà alla fine della guerra 11 vittorie, diventando l'eroe della situazione. In seguito divenne un predicatore islamico dopo una crisi personale negli anni successivi. Secondo osservatori internazionali, dopo 10 giorni c'erano 50 perdite per la PAF e 45 per la IAF, mentre già l'11 settembre vi fu uno scontro senza effetto tra F-104 e 4 MiG-21F decollati da Halwara, ancora in addestramento. Poi vi furono perdite il 14 settembre con un Hunter e un F-86.

    Il 17 settembre vi fu un attacco al suolo al suolo contro gli aeroporti pakistani, i Sabre colpirono un convoglio stradale vicino Sialkot e i B-57 sulla base di Sirsa a 150 km da Nuova Delhi. Finalmente, il 18 settembre vi fu l'inizio delle trattative per la pace in ambito ONU, ma ancora nel 19 settembre si dichiarò l'abbattimento di 2 F-86 contro un caccia Gnat, e un altro ancora vide la vittoria degli Gnat sul Sabre.Il 20 settembre un F-104A abbatté un Camberra con un Sidewinder, la prima intercettazione notturna senza contatto ottico, mentre il 19 settembre un F-104 andò distrutto durante l'atterraggio a causa di una tempesta di sabbia a Peshawar. La tregua venne accettata dal Pakistan il 23, dall'India già il 22. Oramai del resto, non c'erano più le risorse per continuare la guerra, dopo l'embargo USA e inglese. Le dichiarazioni parlavano da parte indiana di: 5.259 uccisi o catturati tra i Pakistani, 471 carri, 73 aerei distrutti. I Pakistani rivendicavano 8.200 uccisi o prigionieri, 500 carri, 113 aerei. L'ammissione delle perdite fu invece di 33 per la IAF e 19 appena per la PAF in termini di aerei.

    Le vittorie erano, secondo i Pakistani, 35 di cui ben 19 su Hunter, 6 Gnat, 4 Vampire, 1 Mystère colpiti dagli F-86 e deu Mystère e un Camberra da parte degli F-104, contro 7 Sabre e un F-104. Poi però si ridusse notevolmente a 12 Hunter, 4 Vampire, 3 Mystere, 2 Gnat e un Camberra. I missili AAM erano in servizio solo nella PAF e nei reparti non ancora operativi della IAF su MiG-21; la IAF però aveva anche i missili SA-2 che danneggiarono gravemente un RB-57 e ad abbattere un C-130B in missione di bombardiere notturno, che era usualmente svolta con 22 bombe da 454 kg. La PAF usò anche T-6 e T-33. Dato che gli Gnat riuscirono ad abbattere almeno 6 F-86, mentre i Mistèere si consolarono con la vittoria contro un F-104, e gli Hunter al contrario ottennero solo qualche successo contro gli F-86, forse perché usato soprattutto per l'attacco al suolo.



    Nonostante questa potenza, superiore in numero di 3-4:1 a quella pakistana, l'IAF non fu capace di surclassare i suoi oppositori pakistani. I caccia supersonici erano, da entrambe le parti, solo una manciata ma i missili aria-aria erano maggiormente diffuse nella PAF pakistana, con una parte degli F-86 già equipaggiati in merito.

    Nell'insieme la guerra si esaurì senza progressi sostanziali per i contendenti, anche se la IAF subì perdite superiori, e in una battaglia ad oltranza non è facile dire quale delle due forze aeree avrebbe cancellato l'altra. Il ridotto raggio d'azione degli aerei rendeva difficile far valere, su di un fronte ristretto, la superiorità numerica indiana, anche perché erano necessari vari reparti aerei per tenere sotto controllo il confine con la Cina.

    1971[modifica]

    Durante la guerra del 1971 vi erano i seguenti equipaggiamenti:

    • 7 sqn. con 88 MiG-21FL, in fase di consegna altri 50 MiG-21MF
    • 3 con 60 Camberra Mk 8,15,16,58
    • 4 con 100 Su-7BKL
    • 7 con 166 Gnat/Ahejeet
    • 150 Hunter+ 26 biposto T.Mk66
    • 60 HF-24 Marut
    • alcuni Tu-16
    • 2 sqn. con Mystère IVA
    • C-119, An-12, Il-14, Mi-4, Mi-8 e altre macchine minori.

    Più gli aerei della Marina:

    • 35 Sea Hawk
    • otto Lockheed Constellation, pare trasformati in AWACS
    • 6 Camberra PR. Mk 57
    • 12 Alizé ASW
    • 2 Sea King, 10 Alouette (la Vikraant in genere aveva 18 Sea Hawk, 4 Alizé, 2 elicotteri per volta).


    A tutto questo si aggiungevano gli aerei d'addestramento e gli elicotteri dell'aviazione dell'Esercito: Alouette, Mi-8, e Bell 47.

    L'esercito aveva disponibili, al dicembre 1971, un totale di 200 Centurion, 250 Sherman, 450 T-54/55, 300 Vijantia, 150 PT-76 e 140 AMX-13[2]. Essi erano ripartiti in due divisioni corazzate e tre brigate corazzate indipendenti. Questa dotazione di carri armati era realmente cosmopolita, mancando soltanto i carri armati tedeschi per completare una costellazione di Paesi fornitori che comprendeva 4 delle 5 potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale.

    Una novità rispetto alla guerra precedente era il Vjantia, ovvero il Vickers Mk1, un carro armato per l' 'export', con elementi dello Chieftain ma una stazza minore e un costo più modesto. Esso venne prodotto su licenza in India e utilizzato per modernizzare la linea carri dell'Esercito, grazie anche al cannone da 105 mm e al sistema di controllo del tiro che possedeva. Nell'insieme si trattò di un buon affare, e permise di attendere con una certa serenità l'arrivo di carri più moderni, quali i T-72.


    Quanto ai Pakistani, alle forze corazzate nemiche rispondevano con 135 M47, 65 M48, 50 T-55 e 200 T-59, più 200 blindati leggeri, ripartiti in una divisione corazzata e due brigate corazzate indipendenti.

    Tutti gli scontri principali di terra, esattamente al contrario di quelli aerei, si ebbero stavolta nella zona orientale, giustamente indicata dagli strateghi indiani come il punto debole dello strano stato 'composito' che era il Pakistan all'epoca. Lanciando i carri armati in zone dove il loro impiego era ritenuto impossibile, gli indiani vinsero in particolare a Shakargarh con i Centurion contro la 6a Divisione pakistana con M47 e 48, che venne sconfitta dal tiro dei carri indiani.


    Quanto alla campagna aerea e navale, esse meritano senz'altro un approfondimento, così come la situazione politica dell'epoca[3].

    Dunque, con la guerra del '65 non si riuscì a superare con la forza quello che la politica si era dimostrata incapace di risolvere con la diplomazia, specialmente per il Kashmir, a tutt'oggi conteso (e il cui grande ghiacciaio di Siachen è definito 'il campo di battaglia più alto del mondo', con incursioni di commandos e bombardamenti d'artiglieria continui e migliaia di morti in quella che resta una guerra non dichiarata tra le due potenze nucleari asiatiche). Nel marzo del '71 il Pakistan Orientale, ovvero il Bengala, si proclamò indipendente, il che era dovuto alle troppe differenze, anche economiche, tra le due 'parti' del Pakistan, ma soprattutto al regime militare e oppressivo che all'epoca aveva Islamabad, e che esasperò gli animi dei Bengalesi. A tutto questo ci si aggiunse il terribile uragano del '71 che provocò una catastrofe tra le maggiori (persino peggiore dello Tsunami del 2004) mai avute dall'umanità. La situazione era drammatica e visto che il governo in esilio del Bengala aveva sede in India, tanto valse che quest'ultima tentasse di recidere il legame tra i due Pakistan, che oggettivamente era molto debole di suo, se per l'appunto il Pakistan orientale si era dichiarato indipendente, e i Pakistani avevano represso con migliaia di esecuzioni i dissidenti. La cosa era favorevole all'India, ma bisognava stare attenti, perché sempre ai confini orientali c'era pur sempre la Cina, alleata del Pakistan e nemica degli indiani. All'epoca la IAF era nota, localmente, come Satyamewa Jyate Bharat, e disponeva delle maggiori forze aeree asiatiche, eccetto la Cina.

    Il Pakistan al confronto possedeva solo per la sua Fizai Fogg (PAF) 24 B-57B, C e D, nonché RB-57B ed F (4 in tutto, inclusi nel totale), e 5 Il-28 cinesi(?); 15 Mirage IIIEP, 3 IIIRP, 130 Sabre di cui 90 Mk 6 ex-LW, 17 F-104A e B di cui una decina giordani del No.9 Sqn, 70 (o forse meno, visto che la prima fornitura pare fosse solo di 60 in tutto) F-6 e 5 MiG-15UTI; non mancavano poi 25 T-37B e C, 5 RT-33A, 9 C-130B e E, 8 C-47, forse altri aerei tra cui una decina di C-130 sauditi; 14 Bell OH-13, 14 Alouette III, 7 UH-19, 4 HH-43B e 5-6 Mi-4 o Mi-8 cinesi, oltre a qualche altro elicottero fornito da nazioni amiche del mondo arabo.

    Dopo tanta tensione, la PAF entrò in azione per prima il 3 dicembre 1971, anche stavolta quindi si trattò di una guerra tutt'altro che improvvisa e imprevista, ma aggravata dall'incapacità politica di trovare una soluzione ragionevole (che d'altro canto, a quel punto avrebbe significato l'indipendenza del Pakistan Orientale, inaccettabile per Islamabad), con un'azione di Sabre e B-57 contro vari obiettivi militari e civili. Il 4 dicembre gli Indiani non si fecero indietro dal cercare una guerra a quel punto, totale: i MiG-21 andarono su Dakka e bastarono 4 di essi per metterne KO l'aeroporto con un preciso attacco in picchiata e 8 bombe da 500 kg in pieno sulla pista. Per i dettagli vedi la pagina del Bangladesh. Certo è che i piloti indiani si dimostrarono molto preparati, usando come interdittori dei caccia dalle capacità a dire il minimo limitate, anche se si trattava dei MiG-21FL e non dei primi F. La contraerea e i 14 Sabre Mk.6 presenti localmente dichiararono complessivamente 5 aerei, ma persero 3 caccia e soprattutto l'aeroporto rimase chiuso per la giornata, e definitivamente al terzo attacco del quartetto dei MiG. Allora i Pakistani puntarono sul Kashmir per alleggerire la pressione su Dakka. Dal 4 dicembre entrò in azione anche il Marut, ultimo caccia di Kurt Tank (quello dell'FW-190), una macchina dalla linea aggressiva ed elegante, ma piuttosto deludente in servizio operativo. Nondimeno, il 7 dicembre gli indiani rivendicarono un F-86 pakistano con tali aerei. L'8 dicembre contro il Pakistan orientale volarono anche i Sea Hawk della portaerei indiana. I Pakistani tentarono disperantamente di dissuadere gli Indiani a colpire il Bengala con attacchi condotto da Ovest con l'uso anche dei Mirage III. Ma nonostante vari successi, gli Indiani continuarono la pressione colpendo anche Karachi e poi, con Marut e Hunter, molti carri del 27th reggimento di cavalleria pakistano a Longewala. Era passata una settimana dall'inizio della guerra quando le dichiarazioni nei duelli aerei parlavano di 73 vittorie indiane e 102 pakistane. Si sà che un F-104 abbatté il 10 dicembre un Alizé, sempre vicino a Karachi, l'11 i paracadutisti indiani sbarcarono vicino a Dakka, il 12 era oramai quasi finita per questo teatro di guerra, mentre un MiG-21 abbatteva uno Starfighter pakistano, che era sfuggito ai missili Atoll con i flare, ma non riuscì a scappare anche al tiro del cannone da 23 mm, appositamente richiesto dagli indiani. Dal 15 dicembre i Pakistani trattarono la resa del Bengala, e alle 20 del 17 gli indiani sospesero ogni ostilità.

    Il Bengala venne sottoposto ad una votazione popolare e divenne indipendente come attuale Bangladesh, mentre i Pakistani avevano pagato il vano tentativo di difenderlo con 8.000 morti, 25.000 feriti e 85.000 prigionieri. Il Pakistan perse anche 22 navi di vario tipo (inclusi due sottomarini, rimasti imbottigliati con la caduta del Pakistan orientale), ma affondò la fregata Kukri indiana con 197 vittime grazie al suo sottomarino Anghkor, che dimostrò se ce ne fosse bisogno (vedi la fine dell'HMS Barham, della Shokaku, del Belgrano e di tanti altri) come il siluro pesante sia un'arma dalle capacità devastanti e pericoloso non solo per la nave, ma anche per il suo equipaggio. I reparti di terra persero anche non meno di 220 carri. L'aviazione avrebbe avuto 94 perdite secondo gli Indiani, con 54 Sabre, 9 F-104, 6 Mirage III e 25 altri tipi, ma la PAF riconosce solo 25 perdite.

    I comunicati indiani parlano delle proprie perdite come di 3.000 morti e 12.000 feriti, ma secondo fonti internazionali le perdite sarebbero state in tutto circa 20.000, oltre a 83 carri, la fregata e 106 aerei di cui 32 Hunter, 32 Su-7, 10 Camberra, 9 MiG-21, 5 Mystère IVA, 5 Marut, 3 Gnat, un Alizé, un Mi-8 e altri 8 di tipo non precisato. La IAF, però, riconosce solo 54 perdite.

    Dopo la guerra la fornitura di macchine supersoniche continuò, con il potenziamente dei reparti su MiG-21 fino all'introduzione dell'MF. In ogni caso l'FL era già un modello migliorato dell'F, in quanto aveva un cannone da 23mm in aggiunta ai poco affidabili missili AA-2. Gli Indiani reclamano parecchi F-104 distrutti, di cui almeno 4-5 dai MIG-21; i Pakistani ne ammettono, almeno in duello aria-aria, due. In ogni caso, dato che i MiG ebbero due sole perdite sicuramente avvenute, una contro un F-86 e una contro un F-6, è chiaro che il confronto, giusto rimandato nel '65, vide il MiG superare il '104, uno dei pochi confronti in cui un caccia dell'Est superò in pariclasse occidentale.

    Una delle innovazioni rispetto al 1971 fu l'introduzione del Marut, un progetto indigeno per un cacciabombardiere supersonico. Esso ottenne un successo limitato, ma comunque rappresentò un esercizio progettuale notevole per l'India. Un Marut abbatté durante la guerra un F-6 pakistano con i suoi 4 cannoni da 30 mm. I Su-7 erano un'altra innovazione, che comunque non mancò di suscitare perplessità. Esso venne ampiamente utilizzato e i pakistani reclamarono 32 vittorie a suo danno, mentre gli indiani ne riconobbero 14. Esso si dimostrò una macchina dai comandi pesanti, dal modesto raggio d'azione ed avionica. Tuttavia, nonostante questi ed altri difetti come l'alta velocità d'atterraggio, esso era una stabile piattaforma di tiro, molto robusto e capace di portare attacchi tattici devastanti. Non aveva il raggio e l'avionica del suo omologo americano F-105, ma era un cacciabombardiere d'appoggio tattico che superava notevolmente quanto in precedenza era a disposizione della IAF e come tale ebbe vari successi, tra cui uno a danno di un F-6 pakistano. Infine erano entrati in servizio le copie indiane degli Gnat, gli Hajeet, ora prodotte in quantità dalla HAL.

    Tra gli episodi meritevoli di menzione l'uso degli An-12 'Cub' come bombardieri pesanti a lungo raggio. Già i pakistani usarono in tal modo, pur avendo anche i B-57, i C-130A durante la precedente guerra, e gli indiani utilizzarono allo stesso modo gli An-12, tutto sommato più adatti in tale ruolo degli omologhi americani, essendo molto più veloci (con oltre 700 kmh) e dotati di una torretta caudale, utile anche per dare l'allarme ai piloti. Non uno di questi Antonov fu in effetti abbattuto, nonostante vari tentativi di intercettazione dei Mirage pakistani.


    Quanto alle operazioni navali, accennato del successo (l'unico di cui si abbia notizia) del sottomarino pakistano, e dell'impiego della portaerei indiana, ecco la vera novità della guerra sul mare: l'impiego massiccio delle unità missilistiche. Ma solo da parte indiana. Se le 'Komar' erano state le autrici dell'attacco all'EILAT israeliano nell'ottobre del '67, stavolta fu l'uso delle ben più potenti 'Osa' a catturare l'attenzione. L'attacco venne svolto contro Karachi con azioni notturne, per evitare che le forze aeree pakistane reagissero con la loro usuale rapidità[4].

    La prima di queste azioni era la 'Trident', e venne svolta nella notte del 3 dicembre dalle INS Nipat (Lt.-Cdr B.N Kavina, VrC), INS Nirghat (Lt.-Cdr I.J Sharma, AVSM, VrC), INS Veer (Lt.-Cdr O.P Mehta, VrC, NM). Avanzarono a 'cuneo', viaggiando a 24 nodi, dopo essere state rifornite in mare e con una quarta unità che copriva il fianco da eventuali attacchi pakistani. C'era anche una corvetta 'Petja', la INS Kiltan(Cdr K.P Gopal Rao MVC VSM).

    Avvicinandosi al principale porto del Pakistan, alle 20.30 localizzarono un bersaglio di grosse dimensioni. Nondimeno, è sorprendente come l'acquisizione dell'INS Nirgat avvenisse già a ben 45 miglia, che se si tratta di miglia nautiche equivalgono a ben 83 km, ben oltre i 40 km di linea d'orizzonte che teoricamente sarebbero il limite entro cui un'antenna, posta a circa 15 metri d'altezza, possa localizzare un altro bersaglio alla stessa altezza vedi l'apposito calcolatore. Evidentemente le riflessioni anomale, se possono cancellare contatti radar (specie aerei) aiutano spesso, grazie ai 'rimbalzi' sulla ionosfera, a beccare navi più lontane del dovuto. I radar appositamente costruiti sono chiamati anche OTH (Over the Horizon) e molti tipi navali hanno una certa capacità di fare questo tipo di scoperte, anche se non è una cosa così affidabile come l'acquisizione diretta e riguarda essenzialmente navi o al più, obiettivi lenti come elicotteri in hovering.

    In ogni caso, la nave avvistata era il KHAIBAR, una grossa silurante ex-britannica della classe 'Battle', particolarmente pensata proprio per il contrasto antiaereo, con 5 pezzi da 114 mm e e vari da 40. Non gli sarà però d'aiuto, quando l'equipaggio vide la 'luce brillante' che gli si dirigeva contro e a cui prontalmente si sparò. Ma nonostante lo Styx offrisse un valido punto di mira con il bagliore del suo potente razzo, non vi fu alcun successo e quello che si credeva il postbruciatore di un aereo in volo a bassa quota, si avvicinò ed esplose contro la nave alle 22.45 (c'era stato bisogno di serrare le distanze, solo gli Styx-C hanno una gittata pari alla portata di scoperta dimostrata dai radar quel giorno). Nonostante stesse viaggiando a 20 nodi, non ebbe modo di evitare l'attacco nemmeno contromanovrando e si ritrovò senza elettricità e motore, centrati in pieno dalla testata HEAT. Sparò nondimeno contro il secondo missile in arrivo, pochi minuti dopo, sempre credendo che fosse un caccia. Ma quest'arma, impattata 4 minuti dopo, era per l'appunto un altro missile e centrò in pieno la nave pakistana. Se c'erano volute 2 ore e 3 impatti diretti per l'Eilat, bastarono 2 missili e pochi minuti per il pur più grosso (2.400 vs 1.700 t) Khaiber, che presto affondò in fiamme.

    Mentre la Nirgat distrusse il caccia pakistano, la Nipat lanciò missili contro il cargo 'Venus Challenger' che stava portando munizioni da Saigon, e il caccia di scorta PNS Shahjahan, simile al Kheiber. La prima nave venne distrutta da un missile della Nipat, , a cui seguì un'enorme esplosione che la spezzò in due e la affondò in 8 minuti. Erano poco dopo le 23. L'altro missile sparato nella circostanza dalla NIPAT colpì presumibilmente il caccia che la scortava, ma la cosa è dibattuta e a tutt'oggi non si sa cosa colpì il secondo missile (in ogni caso, notevole è che le 'Osa' potessero già attaccare due bersagli in simultanea), mentre si sa che il caccia fu danneggiato (da cosa non è chiaro) oltre le condizioni per essere riparato. Il porto era a 32 miglia lontano e venne lanciato un altro missile, stavolta contro il INS Muhafiz, un grosso dragamine che venne colpito e disintegrato, senza nemmeno che avesse il tempo di lanciare un SOS alla radio. Nonostante la paura di attacchi aerei pakistani, con le difese oramai allertate, la NIPAT serrò fino a 14 miglia e lanciò un missile contro un bersaglio del porto, nonostante che gli Styx fossero solo missili 'antinave'. Ma dato il risalto radar dei serbatoi giganti di petrolio, si provò. Il primo missile colpì l'obiettivo, il secondo malfunzionò e con esso la NIPAT finì le munizioni, dopo avere affondato il caccia e colpito un serbatoio di petrolio, mentre nel frattempo i Camberra della IAF stavano bombardando il porto dalle 22.00 di notte. Nonostante i problemi di comunicazione, e quelli ai motori della Veer, la formazione si ritirò indenne. La corvetta ebbe dei problemi non propriamente marginali quando in rapida sequenza, le sue due turbine andarono in avaria, lasciandola sui soli diesel a 13 nodi. Anche la Nipat ebbe problemi con il sistema di lubrificazione: a pochi km dalla costa nemica, dovette diminuire a 7 nodi, per poi riamuentare, ma solo dopo 2 ore, a 30, limitandosi ai due terzi della velocità massima per non avere altri problemi meccanici, tanto che venne data per 'presumibilmente affondata'. Dopo l'arrivo a Mangrol, anche i diesel della corvetta di supporto INS Kiltan andarono in avaria. Decisamente, i motori delle unità sovietiche non si dimostrarono nella circostanza affidabili, benché fossero navi moderne (problemi simili li ebbero anche le 'Osa' arabe nel '73, quando difficilmente poterono tenere oltre i 23 nodi, non riuscendo a seminare le navi israeliane).

    Solo la notte del 4 dicembre una nave pakistana scoprì i superstiti del Muhafiz, che nemmeno si sapeva distrutto, mentre il caccia Shahjahan era rientrato in porto evidentemente danneggiato da qualcosa, se non poteva fare nessun'altra uscita in mare per il soccorso ai naufraghi del Kheiber. Il 5 dicembre i superstiti del caccia vennero presi, dopo quasi due giorni in mare, dalle navi mandate in soccorso e inizialmente indotte all'errore data la posizione riportata in maniera non corretta del caccia prima dell'affondamento. Nel frattempo vi furono discussioni animate tra il comandante della Marina pakistana e quello dell'aviazione, che nondimeno non ordinò un attacco aereo sulle unità indiane in ritirata, ma che non potevano essere andate molto lontane in 6 ore. In compenso, per proteggere Karachi venne istituita una piccola flotta di aerei da sorveglianza, anche civili. Ma l'unico risultato fu l'identificazione di una nave missilistica indiana che in realtà era l'INS Zulfiquar, mandata anch'essa in ricerca delle navi indiane e che venne invece mitragliata dagli F-86, con varie vittime e 900 proiettili a bordo. Fu un fatto veramente incredibile, che una fregata di rispettabili dimensioni fosse scambiata per una motocannoniera missilistica dai piloti della PAF, che evidentemente non avevano alcuna idea di come fosse fatta una 'Osa'.

    Mentre la flotta pakistana era tenuta prudentemente nelle acque costiere, anche perché l'attacco delle navi missilistiche indiane aveva dimostrato che ancor prima di essere localizzate potevano distruggere facilmente qualunque nave pakistana, gli Indiani iniziarono un'altra operazione, flagellata anche stavolta da guai meccanici ai motori, come quello della fregata KUTHAR e della motomissilistica VIJETA. Fu un grosso problema, perché la fregata venne addirittura trainata in porto dalla 'Kirpan' e con la scorta della Khukri, così avvenne per la VIJETA, il che decimò la flotta d'attacco partita il 2 dicembre da Bombay. Nel frattempo c'erano indizi che dei sottomarini pakistani fossero in azione, e vi furono anche contatti sonar da parte delle navi indiane. La presenza di un aereo da pattugliamento marittimo pakistano aumentò il timore di un prossimo attacco. Si divise la flotta in due parti per evitare d'essere localizzati in massa, ma così l'attacco simultaneo a Karachi e Makran dovette essere rinviato. Così avvenne fino al 5 dicembre, con un raggruppamento e un rifornimento in mare della flotta indiana. Il 6 dicembre l'attacco su Karachi venne annullato per ragioni ignote, forse perché, bene o male, l'attacco alla INS Zulfiquar aveva dato l'idea di come le navi di superficie fossero vulnerabili. Dopo varie manovre navali, venne ordinato un altro attacco a Karachi da farsi con le piccole navi missilistiche 'Osa' nella notte del 7/8 dicembre. Era stavolta solo la motomissilistica VINASH, scortata dalle fregate veloci INS Trishul e Talwar, del 15th Frigate Squadron. Nel frattempo l'incrociatore MYSORE e due navi di scorta tra caccia e fregate avrebbe attaccato la costa di Makran, e un terzo gruppo avrebbe continuato il pattugliamento anti-contrabbando (di armi).

    Alla fine di tutte queste rielaborazioni, venne fuori l'Operazion Grandslam, dopo la 'Python' già avvenuta. Era da farsi con l'incrociatore e le navi di scorta, una fregata e un caccia, contro Makrhan nella notte dell'8/9 dicembre. Prima fermarono, nel pomeriggio dell'8, un mercantile a cannonate, era il 'Madhumati' carico di riso Basmati. La nave venne catturata, e l'attacco annullato per il timore che i Pakistani reagissero con le loro forze aeree. Ma l'Operazione 'Python' andò avanti, dando parziale soddisfazione ad una frustrata marina che era ansiosa di vendicarsi del raid su Dwarka del '65. Ma il comando decise che non valeva la pena lanciare un attacco costiero del genere, troppo rischioso per i risultati ottenibili.

    L'Operazione Python fu fatta dalla sola VINASH, scortata dalle due grosse fregate, che localizzarono le emissioni radio di una nave pattuglia pakistana, demolita subito a cannonate da 114 e 40 m dalla Talwar, mentre la Trishul localizzò un radar costiero, che a sua volta le aveva 'viste' e le puntava. Alle 23.15 la VINASH chiese l'autorizzazione di sparare e da 12 miglia lanciò i missili in rapida sequenza contro tre navi e un bersaglio costiero. Poco dopo avvenne anche un attacco aereo indiano, che a dire il vero doveva partire prima. La flotta pakistana era frammista a navi civili, cercando di passare inosservata ai radar nemici. Il primo missile colpì un altro grande serbatoio di petrolio, che esplose e continuò l'incendio appena spento di tre giorni prima, sempre causato da un missile in azione 'land-attack' come i moderni sistemi antinave bivalenti. Una nave civile inglese, la Harmanattan, venne colpita dal secondo missile e affondata, il missile successivo centrò e affondò una nave panamense, la Gulfstar. La grande petroliera PNS Dacca, il rifornitore della flotta, venne colpita dal quarto, mortale ordigno, e prese presto fuoco, anche se riuscirono a salvarla dopo una lunga lotta. I cannoni a.a. spararono all'impazzata, credendo di avere a che fare con aerei indiani, e distrussero altre cisterne di petrolio nonché la nave mercantile greca Zoe. Solo in seguito arrivarono i Camberra del No.35 Sqn su Drigh Road e Mansoor, ma anche come 'bersaglio d'occasione' un altro gruppo di serbatoi. Gli attacchi continuarono fino alle 2 del nove dicembre, così da mettere KO l'aeroporto e far scappare le navi indiane. La Vinash, tanto per cambiare, ebbe un'avaria che la costrinse all'immobilità, ma poi, prima di essere rimorchiata, ripartì a tutto gas. La flotta venne ancora flagellata da guasti ai sistemi motori (a quanto pare, la Indian Navy era o molto sfortunata, o senza grande competenza per la manutenzione, dato che per tale missione a corto raggio ebbe forse più avarie di tutta la RN durante la guerra delle Falklands). Finalmente, il 13 dicembre la flotta ritornò alla base senza altri danni e senza altre missioni, dato che per il 16 dicembre i Pakistani erano già pronti alla resa del Bengala.

    A parte questo, i Pakistani, dal canto loro, dopo la seconda azione su Karachi presero la decisione (il 9 dicembre) di ridurre le munizioni delle navi militari del porto, cosa che praticamente lasciava le navi, già costrette al 'fermo' nelle loro basi, del tutto inerti di fronte al procedere delle guerra e al dominio indiano (guasti permettendo) del mare. Fu un'azione assolutamente degradante sul piano morale per la pur piccola Marina, e aspramente contestata. Forse così alcune navi vennero salvate, ma la guerra era a quel punto totalmente persa. Il blocco dell'Indian Navy aveva funzionato e i danni causati ammontarono a circa 3 miliardi di dollari, per una nazione già povera come il Pakistan, includendo riserve di petrolio e munizioni.

    La terza azione d'attacco missilistico, la 'Triumph' venne programmata per il 10 dicembre, ma c'era rimasto poco da fare per le unità indiane, tranne correre rischi inutili. La cosa fu chiara la notte del 9 dicembre, quando la KUKRI venne distrutta dall'HANGOR, della classe 'Daphne', con l'attacco silurante di cui sopra, mentre era impegnata in un'azione di pattugliamento. Le seguenti azioni navali indiane si limitarono quindi al pattugliamento al largo del Pakistan e anche in funzione ASW.

    La Marina indiana riuscì quindi ad ottenere un chiaro successo strategico nel neutralizzare il traffico navale nemico, e dei successi tattici parimenti e al solo merito delle piccole (e quindi 'sacrificabili') 'Osa' e dei loro micidiali missili Styx, poi ridicolizzati da Israeliani e Iraniani nelle guerre successive, ma in condizioni ideali si trattava di armi capaci di mettere a segno 10 colpi su 11, con effetti sempre devastanti, anche contro bersagli terrestri, e affondando complessivamente un caccia, un dragamine, 3 navi civili, danneggiando una petroliera e forse un secondo caccia, oltre ai serbatoi di carburante. Paradossalmente, nonostante le critiche fatte spesso all'elettronica sovietica, fu piuttosto la componente motoristica a lasciar desiderare. Ma questo fu un problema diffuso nelle navi indiane, anche di provenienza britannica, per cui è piuttosto plausibile che siano stati i problemi di base della marina indiana a causare tali avarie.

    1985[modifica]

    Organizzazione Indian Air Force:

    • 4 comandi operativi: SO, O, centrale,, E.
    • 50 squadrons con 12-18 aerei ciascuno, batterie missilistiche e unità di supporto.
    • Comando logistico
    • Comando addestrativo

    Equipaggiamento:

    • 12 squadroni da difesa aerea e 6 di attacco con il MiG-21, precisamente il 1°,3,4,7,8,15,17,21,23,24,26,28,29,30,37,45,47,101,108
    • 2 con i MiG-23MF,
    • 3 squadroni da attacco con MiG-23BN, il 10, 220, 221°
    • 2 (20 e 27°) con l'Hunter Mk 56
    • 31° gruppo con i HAL Marut
    • 221 (?) e 222° con i Su-7BM
    • 2,9,18 sqn con l'HAL Ajeet (Folland Gnat su licenza)
    • 5 e 14 sqn con i Jaguar
    • 6 e 57° con i Camberra
    • 12, 19, 48° sqn con i C-119G
    • 33° Gruppo con i DHC Caribou
    • 43 e 49° con i C-47
    • 41 e 59° con i DHC Otter
    • 11 e 106° con l'Hs748

    ? reparti con gli An-12

    • Mi-8 e 17 in servizio con il 105,109,110,118,119,121 sqn
    • SA 319 Aluette III in servizio con il 104, 107, 113, 115, 116°

    Addestramento: la scuola basica di Bidar aveva l'HT2, in sostituzione con l'HT-4 e la sua versione a turboelica HTT-34.

    L'accademia aeronautica di Dundigal con i superstiti di 190 Kiran a reazione e 50 TS-11 polacchi per la scuola di Hakimpet. Kalaikunda aveva gli Hunter mono e biposto. La scuola bombardieri di Agra aveva i Camberra T.Mk 54, lo stormo trasporto aereo di Yelahanka aveva 17 Hs 748 e altri 7 dello stesso tipo per la scuola di navigazione di Begumpet. La scuola paracadutisti di Agra aveva i C-119, quella istruttori di volo di Tambaram i Kiran.

    Infine, 27 battaglioni missili SAM avevano in totale 500 rampe SA-2 e altrettante SA-3.

    I reparti dell'Aviazione dell'Esercito avevano 12 Mi-24, e gran parte dei 200 Aluette III e 150 Lama prodotti su licenza, infine alcuni HT-2 ex-IAF erano usati come addestratori. La difesa aerea era in parte a carico dell'Esercito con un totale di sei battaglioni di SA-6 e SA-8.

    Note: all'epoca i MiG-21 erano i principali apparecchi da combattimento della IAF, anche se erano pure i più limitati. In tutto, l'URSS fornì 42 MiG-21Fl a partire dal 1963 come 'antidoto' agli F-104 pakistani, e ad esso seguirono 200 aerei montati su licenza a Nasik, prodotti per 8 anni fino al 1974. Nel frattempo vennero prodotti su licenza anche gli AA-2 e i motori R-11. La Hindustan Aviation Limited (HAL) si è adoperata fin dai primordi a consentire una relativa indipendenza all'India riguardo gli equipaggiamenti aerei, con progetti originali, versioni speciali o semplici costruzioni o montaggi su licenza delle macchine provenienti da tutto il mondo, essendo l'India una nazione non allineata.

    La produzione continuò con il MiG-21MF di cui l'URSS consegnò 50 esemplari mentre la HAL ne produsse altri 150. Infine, nel 1976 l'URSS consegnò decine di MiG-21 Bis per tre gruppi, e a Nasik venne impostata anche in questo caso la produzione su licenza, durata fino al 1986 con altre 150 macchine presumibilmente costruite, per un totale di ben 800 MiG delle tre generazioni.

    I caccia MiG-23 furono il successore adottato dalla IAF, ma il Flogger da caccia venne considerato un poco costoso e complesso, e usato solo con 40 macchine per un paio di gruppi, in attesa di qualcosa di più moderno (dopotutto, il progetto era già vecchio di oltre 10 anni) e ad integrazione degli ultimi MiG-21 bis. Sono noti come 'Rashak', guardiani, chiara allusione alla loro capacità di intercettori, i primi con un sistema d'arma realmente complesso nella IAF. Sono stati consegnati al 223 'Tridents' e al 224 Sqn 'Warlords'. I Flogger vennero consegnati nel 1983. Prima ancora, nel 1980-82 i MiG-23BN vennero consegnati smontati e allestiti dalla HAL a Nasik. In tutto, 95 monoposto e 15 biposto UB. Queste macchine, con una lunga autonomia e un sofisticato sistema d'arma erano in grado di sostituire vantaggiosamente i vecchi cacciabombardieri indiani. Andarono agli Sqn 10 'Winged Dagger', 221 'Valiant' (a Jodhpur), 31 'Ocelot' e 220 'Desert Tigers' (Halwara).

    Assieme ai Jaguar, i Flogger sono i principali striker della IAF

    Dal 1984 iniziò la produzione su licenza del MiG-23BN. Esso sostituì a Nasik il prededente MiG-21, mentre la licenza per il MiG-23MF non venne mai presa, nonostante i limiti del MiG-21. Nessuna traccia, invece, del successore del Su-7, il Su-22, cosicché il vecchio fitter, come anche i Marut, era in procinto di essere sostituito dal MiG. Il Flogger, nella versione d'attacco incontrò molta fortuna in India e la produzione, come al solito piuttosto lenta, ha totalizzato non meno di 165 esemplari fino agli inizi degli anni '90. Noto in Russia per il suo muso a 'becco di papero', che gli giova anche all'estetica ma soprattutto alla visibilità per il pilota, in India è conosciuto come 'Vijai'. La produzione indiana progressivamente arrivò a costruire la maggior parte delle parti dell'aereo. Poi, nel 1986 arrivò la produzione del MiG-27'Bahadur', 'prode', in riferimento alla sua capacità d'attacco. Era il cacciabombardiere tattico più moderno che l'URSS poteva offrire, superato solo dal bombardiere Su-24 Fencer. La produzione consentì di disporre del modello L, versione export del MiG-27M, con gli Sqn. 2 'Winged Arrow' a Kailakunda, 9 'Wolf Pack' e 18 'Flyng Bullets' a Hashimara, e poi, verso i primi anni '90 il n.20 'Thunderbolts'. Col tempo la HAL ha prodotto l'aereo in tutte le sue componenti, concludendo un processo durato anni, e il risultato è che il motore R-29-300 da 11,5 t. di spinta è stato prodotto a Koraput, l'avionica a Hyderabad.

    Sempre nel 1984 l'URSS autorizzò l'export del nuovissimo MiG-29, che stava giusto entrando in servizio nella V-VS. L'anno dopo iniziarono le consegne del Mirage 2000 ordinato in 36 monoposto e 4 biposto come primo vero cacciabombardiere multiruolo della IAF, tanto da essere usato prevalentemente per l'attacco a lungo raggio.

    I Jaguar, ancora preziose risorse per la IAF nel 2003

    Un'altra macchina importante, simile al MiG-23BN ma con maggiore autonomia (avendo due poco potenti turbofan invece di un singolo turbogetto da 11t. di spinta) era il SEPECAT Jaguar, prodotto su licenza in India. La fornitura di tali macchine ebbe luogo alla fine degli anni '70 o inizio anni '80 con 35 monoposto e 5 biposto costruiti in Gran Bretagna. Ad essi vennero sommati 18 aerei della RAF dati 'in prestito' nell'attesa dell'avvento dei 76 apparecchi prodotti su licenza, gli ultimi dei quali con un radar Agave nel muso e missili Exocet antinave, per il 6° Gruppo antinave.

    La ricognizione vedeva all'opera ancora i Camberra, ma anche un altro eccezionale apparecchio: il MiG-25R, comprato in 6 esemplari nel 1981. Nessun apparecchio delle versioni da caccia venne invece acquisito. I Camberra avevano compiti a lungo raggio, mentre i MiG erano capaci di penetrare lo spazio aereo nei settori più difesi grazie alla velocità trisonica che sviluppavano.

    Tra le altre macchine, giova ricordare che i Kiran vennero prodotti in 190 esemplari anche del tipo armato, mentre i vecchi aerei da trasporto, che nell'insieme costituivano una forte componente erano in procinto di essere sostituiti da 95 An-32, il più moderno trasporto tattico sovietico. 40 dei 100 Do228 costruiti su licenza a Bengalore avrebbero sostituito invece le macchine più leggere come i vecchi DHC Caribou e Otter. I Mi-8 vennero consegnati in oltre 100 esemplari esautorando i compiti dei C-47 Dakota oltre a sostituire i Mi-4 Hound. Lafornitura continuava con i Mi-17. Alcuni di questi elicotteri russi erano usati nell'attacco con i razzi aria-terra e forse anche missili e mitragliere.

    Nell'insieme, il principale problema della IAF era la mancanza di un addestratore moderno, essendo il Kiran men che modesto, ma questa carenza non si sapeva come colmarla all'epoca, e nemmeno dopo si è riusciti nell'intento.

    Inoltre, nonostante i MiG-27, Jaguar, Mirage 2000 e anche i MiG-25R non esisteva un vero bombardiere a lungo raggio classe Tornado o Su-24, moderno e a lunga autonomia al tempo stesso, che non fosse insomma obsoleto come i Camberra ancora in linea e che fosse di maggiore autonomia dei caccia monomotore, possibilmente con avionica ognitempo adeguata. Dati gli ampi spazi del subcontinente indiano, dei possibili combattimenti contro il Pakistan e la Cina la cosa era ovviamente non poco limitante, data l'impossibilità pratica di utilizzare la maggior parte dell'aviazione in simultanea sullo stesso fronte. La mancanza di AWACS e di aerorifornitori aggravava tale problema, mentre la radiazione dei vecchi Camberra non era esattamente compensata dai Jaguar o dai MiG, anche se si trattava di macchine piuttosto capaci.

    Esercito:

    Già all'epoca l'India, attualmente superante il miliardi di individui, aveva raggiunto una popolazione di 745 milioni, che si è incrementata di non meno del 30% nei successivi 20 anni appena. L'Esercito indiano, sparso su di una superficie di 3 milioni di km2 non appariva eccessivo in confronto alla popolazione, pur ammontando a 1 milione di soldati. L'organizzazione era prevalentemente britannica, con le divisioni e le brigate, ma le divisioni razziali e di casta interne mantenute in molte unità. I comandi erano 5, relativi alle regioni nord, meridione (PUne), occidente (Chandi Mandir), centro (Lucknow), orientale (Calcutta). Il comando settentrionale, per motivi di sicurezza, non era stato riportato nella sua ubicazione.

    Organizzazione:

    • 2 divisioni corazzate, in fase di riduzione a brigate, 1 divisione meccanizzata, 5 brigate corazzate autonome
    • 10 divisioni da montagna
    • 18 divisioni di fanteria
    • 1 brigata paracadutisti, sette brigate autonome di fanteria, diversi reggimenti Gurkha.
    • 17 brigate autonome di artiglierie, comprendenti anche 20 reggimenti di difesa contraerei.
    • 85.000 uomini parzialmente militarizzati erano guardie di confine
    • 21 battaglioni sicurezza dipendenti dal Ministero degli interni

    Dopo l'indipendenza l'India si diede molto da fare per produrre e talvolta progettare armi moderne, ma la situazione non venne mai totalmente risolta per via dell'enorme numero di armamenti da comprare e della povertà sostanziale della nazione, che nondimeno, doveva spendere il 20% del PIL per le Forze armate (contro il 6% degli USA, il 3% di molte nazioni come l'Australia e varie della NATO, l'1% del Giappone). Questo significava un profondo impatto sociale per spese puren non enormi in termini assoluti.

    La dotazione di armamenti variava molto. La fanteria aveva in ordine i missili MILAN (3700) ma anche in molti casi, i vecchi fucili Enfield Mk. III. Armi come i missili controcarro Harjion si sono dimostrate un costoso fallimento (da qui l'ordine per i MILAN), mentre altri programmi hanno avuto molto più successo, come la produzione su licenza del fucile FAL e soprattutto del Vickers Vjiantia, il principale MBT indiano, da cui venne estrapolato anche un potente semovente da 130mm a lunga gittata con i cannoni M46. Questi facevano parte della politica di acquisizione armamenti di una nazione non allineata, come è l'India. Essa conservava il sistema sociale all'interno dell'esercito, adottava l'ordinamento britannico (come del resto anche il Pakistan e l'Irak) ed era equipaggiata prevalentemente con armamenti sovietici, se non altro perché non v'era modo di ottenerne abbastanza dall'Occidente, che aveva prodotti più efficienti ma anche troppo costosi.

    Dotazione:

    Carri armati e blindati: 700 T-54/55, 300 T-72, 1900 Vijantia (nella divisione meccanizzata e nelle brigate indipendenti), BMP-1, BMP-2, PT-76, OT-62, OT-64, BTR-60.

    Artiglieria: pezzi da 76 da montagna, yugoslavi, da 57, 88, 94 e 140 mm ex-inglesi, da 105 mm ROF, da 122, 130, 180 mm sovietici, lanciarazzi multipli BM-21.

    Missili: MILAN, AT-3, AT-4, AT-5 controcarro, SA-6,7,8 antiaerei.

    Aviazione: centinaia di elicotteri leggeri e 12 Mi-24 Hind

    Marina: all'epoca la più potente della regione, status conservato anche in seguito. Essa era basata su:

    • 8 sottomarini Classe Foxtrot e 4 altri ordinati
    • 4 Type 209 in ordinazione
    • 1 portaerei, la Vikrant, ex britannica, munita di uno sky-jump nel 1983-84 per i Sea Harrier
    • 3 cacciatorpediniere Kashin II e altri 3 previsti
    • 23 fregate, tra cui 6 Type 12 inglesi missilistiche e con elicottero ASW
    • 3 corvette missilistiche Tarantul, altre 3 in ordine
    • 16 motovedette missilistiche 'Osa'
    • 7 navi pattugliamento di grande stazza
    • 16 dragamine, di cui 6 oceanici, 4 costieri, 6 litoranei
    • 10 mezzi da sbarco di cui 6 per mezzi corazzati (LCT) e 4 per veicoli LCV

    Aviazione navale:

    • 1 gruppo (300 Squadron) con 8 Sea Harrier e altri 12 in ordine
    • 1 gruppo ASW con Alizé
    • 2 gruppi ricognizione marittima con 4 Super Constellation e 3+3 in ordinazione Il-38
    • 4 gruppi elicotteri navali con: 10+12 ordinati Westland Sea King, 5 Ka-25 (per i caccia Kashin II), 8 Aluette III armati con siluri, destinati alle Type 12
    • 1 gruppo comunicazioni con 18 BN Defender
    • 1 gruppo elicotteri SAR/collegamento con 10 Aluette

    2 gruppi addestramento con 8 aerei e 7 elicotteri

    Note: i Kashin sono cacciatorpediniere sovietici, armati di due cannoni da 76 mm , 2 lanciarazzi, 1 lanciasiluri ASW e di due rampe per missili a medio raggio SA-N 1 (Versione navale dell'SA-3). Modifiche richieste dagli indiani hanno dato origine, su tali navi, ad un hangar per un elicottero Ka-25 al posto dell'artiglieria poppiera, mentre 4 missili SS-N 2 Styx sono stati istallati, rendendo così le navi molto più flessibili operativamente. Inoltre l'armamento antiaereo è stato rinforzato con 4 torrette da 30 mm, non è chiaro se si trattava di cannoni binati del tipo AKM-230 (come quelli delle OSA) oppure delle nuove torrette gatling con capacità effettiva antimissile del tipo AK-630 principalmente grazie al volume di fuoco di 3000-5000 c.min, e alla direzione di tiro su radar 'Bass Tilt'. Tutto questo consentiva di attaccare naviglio nemico fino a circa 80 km, come anche di difendersi da missili antinave nemici, mentre l'elicottero era importante per la lotta ASW. Anche i sovietici hanno ricostruito alcuni dei 20 caccia come Kashin II: 5 navi in tutto, dotate di 4 CIWS e di 4 missili antinave, come tante altre navi occidentali che di lì a poco sarebbero entrate nell'era della lotta missilistica antinave (che presupponeva sia armi offensive che difensive).

    Le 'Rajput' sono state tra le più grandi e significative navi della IN

    Nel caso delle navi sovietiche il secondo impianto da 76 a poppa rimase, ma anche così restò la dimostrazione di come i loro scafi avessero una buona capacità di crescita con nuovi sistemi d'arma aggiunti agli esistenti. Le navi apparivano anche assai automatizzate, con appena 280-300 membri dell'equipaggio. Di sicuro per la Marina indiana furono un notevole progresso e le prime capaci di offrire una certa copertura antiaerea di zona. Altre 3 navi del genere erano in ordinazione, in una versione migliorata. Di fatto, questo non sarebbe accaduto in questi termini, perché sebbene all'epoca probabilmente in Occidente non se ne avesse nessun avviso, le 3 nuove navi erano in realtà ben più grandi e moderne delle precedenti: sarebbero diventate, dopo varie riprogettazioni durate fino al 1988, la Classe Delhi. Le Tarantul cominciavano a sostituire le piccole 'Osa' offrendo maggiore potenza e capacità di sopravvivenza in guerra, e numerose altre navi sarebbero state ordinate in seguito. La principale risorsa offensiva della Marina era la Vikrant, capace di ospitare fino a 35 aerei, ma normalmente equipaggiata con non più di 18-24. Radiati i Sea Hawk, gli Harrier erano ancora troppo pochi. A parte questo, erano in ordine o consegnati molti equipaggiamenti aggiuntivi: elicotteri Sea King di costruzione inglese con missili Sea Eagle antinave a lungo raggio, elicotteri ASW Kamov Ka-25, e addirittura i Tupolev Tu-142 Bear a lungo raggio, da affiancare (l'India ne è stata l'unico utente estero) agli Il-38, già simili alle prime versioni dei P-3 Orion.

    Se la componente di superficie era impressionante per numero e potenza, la componente subacquea era ancora più insidiosa. Al momento basata sui vecchi sottomarini Foxtrot, ne possedeva nondimeno 8 esemplari di quelle che sono state forse le unità subacquee sovietiche di maggior successo tra i battelli convenzionali. Esse erano navi a lunga crociera, di grandi dimensioni. Un nemico a più corto raggio ma più moderno ed elusivo (come dimostrò il St. Louis contro gli inglesi alle Falklands) erano i Type 209, ordinati in 4 esemplari da aumentare anch'essi. In prospettiva vi erano anche i 'Kilo' con i quali si sarebbero raggiunte nuove capacità operative in potenza e autonomia.

    La componente subacquea indiana era quindi molto superiore a quella pakistana, limitata a soli 3, anche se moderni 'Agosta' e un paio di vecchi Dafpne. Uno di questi, il Bankgor affondò durante la guerra del 1971 la fregata indiana Kukri, confermando la pericolosità di un attacco sottomarino. Da notare che tale nave affondò in 3 minuti con quasi 200 vittime. Il Coventry inglese, devastato da 3 bombe, ci impiegò 45 minuti, mentre il suo gemello Sheffield, anch'esso perso alle Falklands, impiegò 5 giorni per affondare a causa di un missile Exocet che lo colpì ed incendiò (senza far esplodere le munizioni di bordo). Questi affondamenti dimostrano appieno come i siluri siano armi estremamente pericolose, anche rispetto alle bombe, e sebbene la perdita della nave sia occorsa in tutti questi casi, solo nel caso della Kukri l'equipaggio non ebbe scampo e andò ucciso quasi totalmente durante tale affondamento.

    1992[modifica]

    Forze aeree[modifica]

    L'evoluzione della IAF continuò con l'introduzione dei Mirage 2000 e dei MiG-29, oltre che di grandi quantità di Jaguar e MiG-27. Arrivati anche numerosi Il-76, possenti quadrireattori da trasporto, simili ai C-141 ma ancora più potenti e capaci di operare da piste non preparate. LA IN ebbe invece una seconda portaerei, la HMS Hermes, immessa in servizio come Viraant. Altri Sea Harrier vennero forniti, come anche una intera squadriglia degli enormi quadrimotori Bear-F da pattugliamento marittimo. Altri elicotteri erano gli Helix sovietici ASW e i Sea King, ora disponibili per ruoli di macchine navali multiruolo, armati con missili Sea Eagle antinave e armi antisommergibile, e nella versione Commando da assalto navale.

    IAF, 1991

    • 38 Mirage 2000H e 7 Mirage 2000TH 'Vajra'
    • 44 MiG-29A e 4 MiG-29B 'Baatz'
    • 30 MiG-23MF e 10 MiG-23UV(Flogger-B) (No.223-224 Sqn)
    • 165 MiG-27ML (Flogger-J) 'Bahadur' (No. 8, 18, 222)
    • 70 MiG-23BN (Flogger-H) 'Vijai' (No.10, 31, 220, 221 Sqn, in queste unità militano anche i MiG-23UV)
    • 50+ MiG-21M (Fishbed-M)
    • 100+ MiG-21bis (Fishbed-N)(No.15, 21, 23, 26 Sqn)
    • 115 Hindustan Jaguar 'Shamster'(No.5, 6, 14, 16, 27 Sqn)
    • 9 Hunter Mk.56A (No.20 Sqn)
    • 25 BAC CAmberra PR. Mk 57(No.6 Sqn)
    • 6 MiG-25RB 'Nimbus'

    IN

    • 11 Tupolev Tu-142M Bear-F
    • 5 Il-38
    • 23 BAe Sea Harrier Mk 51 e 4 T Mk 60
    • 23 Westland Sea King Mk 43
    • 6 Westland Commando Mk.43C
    • 23 Kamov Ka-25 Helix-A


    Gli addestratori indiani meritano un approfondimento. I jet sono costituiti dal Kiran, ovvero l'HAL HJT-16 Kiran I e II. Si trattava di un velivolo modesto, che venne prodotto come primo jet da addestramento con un motore Viper, posti affiancati, ala bassa, piccole prese d'aria laterali. Ne vennero prodotti 190 esemplari di cui 72 Mk IA armati. Il Kiran II era una versione migliorata ma ritardata da 10 anni di ritardo per i tanti problemi incontrati. Volò nel 1976 ed entrò in servizio non prima dell'84. Ne sono stati costruiti 100, inizialmente in 57 esemplari. Dotato di motore Orpheus da 1900 kgs, dimensioni 10,7 x 10,6 m, 4700 kg di peso massimo al decollo, l'aereo avrebbe una potenza paragonabile a quella dell'MB-339, ma essendo a posti affiancati non è molto veloce, con appena 705 kmh a livello del mare, tangenza di 12000 m, autonomia di 615 km, se non altro ha due mitragliatrici come armamento standard di bordo e 1000 kg di carico su 4 punti d'aggancio. Caratteristica l'antenna dorsale 'ad asciugamano' per la navigazione a lungo raggio. Esso è un velivolo di modeste prestazioni, con aspetto squadrato e al tempo stesso abbastanza grazioso. E pensare che con un motore da 1800 kgs Viper, il Super Galeb e l'MB.339 arrivano a circa 900 kmh e sono praticamente coevi. Purtoppo il Kiran non consente lo stesso livello di efficacia per addestrare i piloti.

    Per l'addestramento basico è stato introdotto l'HPT-2 e poi la sua versione evolute, la -32. Quest'ultima ha abitacoli affiancati, per migliorare la fase di apprendimento a scapito della resistenza aerodinamica. La HPT-32 volò nel 1977, ma lo sviluppo successivo, tanto per cambiare, andò per le lunghe e solo nel 1985 iniziarono le consegne di quello che dopotutto è solo un aereo leggero di tipo del tutto convenzionale, con motore Lycomibg da 264 hp, peso di 1250 kg, capacità di caricare se necessario 255 kg di carico in 4 piloni subalari, velocità di 253 kmh, quindi grossomodo un pariclasse dell'SF-260 ma essendo dotato di carrello fisso è più lento e con meno autonomia (745 km). La versione turboelica HTT-34 era oggetto d'interesse, alla fine degli anni '80 per 90 esemplari, mentre la versione a carrello retrattile venne abbandonata, non reputandola evidentemente vantaggiosa rispetto al costo da sostenere.


    Anni '90[modifica]

    Corazzati[modifica]

    Le forze corazzate continuavano ad essere le più considerate nell'organico dell'immenso esercito indiano, forte di personale ma non di equipaggiamenti, particolarmente di mezzi da trasporto truppe corazzati o anche meccanizzati.

    La concezione sovietica di grandi operazioni offensive in profondità è stata adottata per colpire con forze corazzate, artiglieria e aviazione settori profondi fino a 150 km, provocando il collasso logistico dell'esercito nemico in contemporanea con la sconfitta delle prime linee. Le forze corazzate indiane ebbero un ruolo fin dall'inizio, quando per esempio, carri leggeri Stuart conquistarono il passo di Zoji e quello di Kargil, arrivano a 4800 metri di altezza sul mare. Dopo avere subito l'operazione Grand Slam pakistana, che quasi accerchiò l'XI Corpo d'armata indiano (100,000 uomini) nel Punjab, ma l'operazione non riuscì grazie all'aviazione indiana. Nel 1971 furono gli indiani ad attaccare su tutto il confine sconfiggendo il Pakistan dopo diverse settimane. Le superpotenze riuscirono a far cessare le ostilità, ma dopo di allora il Pakistan perse lo stato orientale, che divenne il Bangladesh.

    Per combattere le forze pakistane, date le difficoltà di attraversare canali e fiumi, tra cui l'Indo del Pakistan orientale, è stato pensato da parte indiana che le migliori condizioni per le forze corazzate fossero presenti in zone come il deserto sabbioso di Thar. Là vi sono dune sabbiose alte fino a 15 metri, orientate da SO a NE, il terreno attorno ai tals, dove l'acqua si accumula in piccoli bacini durante le piogge, è molto duro e adatto anche come pista d'atterraggio. La popolazione è quasi assente. Le condizioni meteo sono estreme, con escursioni termiche elevate, e tempeste di sabbia anche a 150 kmh.

    Per sfruttare eventualmente questo settore di fronte onde sviluppare massicciamente la propria superiorità numerica, l'Esercito Indiano, nel 1992, aveva il I e il II Corpo d'Armata corazzati, con l'apporto degli altri Corpi d'armata di fanteria, schierati ad Occidente: X, XI, XII, XV, XVI.

    In tutto vi erano 2 sole divisioni corazzate, ma anche 8 brigate corazzate e una di fanteria meccanizzata indipendenti.

    Materiali ed aggiornamento dei mezzi corazzati:

    • Il Vijantia ha costituito un economico carro medio per l'India, simile in prestazioni a macchine come i Leopard 1. Esso ha meritato un ammodernamento, limitato peraltro a solo 400 dei 1.250 carri disponibili. Di questi, gli altri 800 hanno ottenuto il sistema di controllo del tiro BEL Mk-1B, con calcolatore Motorola MC-6800 e telemetro laser, e consente l'ingaggio di un bersaglio entro 8 secondi.

    Il BISON, iniziato nel 1981, riguardava tutte le componenti base del mezzo. Vi era un periscopio di visione notturno per il conducente. Il motore era il nuovo MTU MB833 da 750hp, parente del modello per il Leopard 1, ma meno potente. Esso eroga nondimeno 215hp di più del precendente, compatto Leyland Boxer, ma la mancanza di spazio non ha consentito di sostituirlo con un motore MTU più potente. Il sistema di controllo tiro era il Marconi SFCS-600, corazzatura aggiuntiva reattiva Kanchan e passiva, sui fianchi Jackal. Tre sistemi derivati sono stati il semovente da 130 mm con cannone M46 a lungo raggio, carro del genio e carro recupero con capacità di traino di 25t. e sollevamento di 10.

    I T-55 hanno avuto in 500 esemplari su 750 il programma GULHMOUR, consistente, grazie all'aiuto polacco, di sostituire il cannone con un pezzo da 105mm inglese, sensibilmente più potente, sistema di tiro ognitempo SUV-55, turbodiesel del T-72, telemetro laser, corazze reattive KANCHAN e sistema di navigazione terrestre, come per il BISON GLN-2. Il telemetro laser, sviluppato in India dalla IRDA, è in grado di eseguire anche 6 misurazioni al minuto, eseguendone anche 2 simultaneamente se molto vicine in azimuth.

    I BMP-1 sono stati sottoposti all'aggiornamento in particolare, a partire dal 1987 con un programma sviluppato dall'CVRDE di Avadi. Si pensava di sostituire la torretta monoposto con una torre triposto che prima era da 90 mm, poi è stata scelta la TLM-105 da 105 mm. Si pensava di farne un carro leggero per interventi rapidi, aviotrasportabile e utilizzabile in montagna. Nel frattempo i BMP-2 Sabah erano in produzione su licenza in India dalla IOF.

    I T-72 erano stati comprati dal 1982 in un totale di 500 esemplari dall'URSS, e 900 costruiti su licenza dall'HVFVA di Avadi, che ha consentito di mantenere l'efficienza della flotta anche dopo la caduta dell'URSS e la mancanza di parti di ricambio susseguente per molti clienti senza capacità produttiva. Per sopperire ai ritardi del programma ARJUN, 500 mezzi dal 1988 sono stati aggiornati, nonsotante fossero mezzi molto potenti e moderni rispetto agli altri veicoli indiani. L'aggiornamento ha comportato nuove munizioni, mentre il cannone è rimasto lo stesso. Il sistema di tiro yugoslavo e corazze KANCHAN.

    I carri ARJUN venne lanciato nel 1974. Estremamente ambizioso, puntava ad un mezzo di nuova generazione e al 1992 aveva assorbito quasi 290 milioni di dollari (quasi 400 Crore, ovvero milioni di rupie). Il programma inizialmente aveva un budget di 15 milioni, aumentati a 56 nel 1979, 90 nel 1981, 292 nel 1986. Questo carro armato da 57 t. avrebbe dovuto avere elevata mobilità con bassa pressione specifica dei cingoli, motore tedesco periscopio per il comandante, motore MTU da 1400hp, sospensioni idropneumatiche, corazze avanzate.

    Innumerevoli gli inconvenienti che hanno piagato questo programma. Esso doveva essere da 45 t, aumentato a 57. I 17 prototipi vennero provati dal 1988, ma già dall'anno precedente rapporti dettagliati dimostrarono che la cadenza di tiro era di 4 colpi al minuto, i colpi pronti al tiro in torretta 3 anziché 12, e aumento di peso di 12 tonnellate. Nel 1988 i prototipi funzionali dimostrarono che; il sistema di raffreddamento, il radiatore era corroso da 600 km di percorrenza, i cingoli da 5000 km garantiti erano ridotti ad appena 300 di percorso utile, e nuove unità basate su quelle del T-72 vennero richieste. Le sospensioni idropneumatiche perdevano di continuo gas, ed erano di complessa manutenzione con 8 ore di lavoro e un veicolo specifico; richieste 130 bombole di azoto per reggimento, e 10 volte tanto se anziché sul deserto sabbioso si trattava di zone rocciose. Le prove di questo carro in sviluppo da 14 anni vennero interrotte dopo 600 km rispetto ai 4000 previsti. Le ruote del treno di rotolamento dovevano essere sostituite nella ragione di 3 per 3000 km, ma invece accadde che ne venissero sostituite 130 per 3.000 km. Questi sono solo alcuni dei problemi mostrati nel 1988, e l'anno dopo il cannone da 120 mm ha mostrato altri problemi, non direttamente correlati con esso ma con il sistema di movimentazione, esclusivamente elettrico senza il back-up meccanico richiesto, e infine la protezione, richiesta anche contro munizionamento attaccante dall'alto, e invece assente, pur essendo abbondante sul resto della torre. I sistemi di comunicazione avanzata, infine, non era ancora stato installato. In una prova ulteriore, l'Arjun nome del mitico arciere del Bagavad Gita, è rimasto operativo 5 giorni su 28, mentre ancora le prove di tiro non erano possibili senza gli appositi algoritmi di tiro, all'epoca non ancora approntati.


    IAF, 1997[5][modifica]

    Nel 1997 la situazione della IAF, come sempre, presentava luci ed ombre. La consistenza numerica complessiva e l'introduzione di nuovi tipi di aerei erano parte delle prime, mentre la carenza di sicurezza e i numerosi incidenti facevano parte del 'lato oscuro'. All'epoca la Indian Air Force comprendeva un totale di oltre 114.000 uomini e tra le esperienze recenti aveva avuto il supporto ONU per la missione in Sri Lanka, che di fatto era indetta per debellare i terroristi delle Tigri Tamil, ovvero il movimento indipendentista del Nord dell'isola. Nell'occasione uno dei suoi aerei abbatté anche un velivolo noleggiato dai guerriglieri per portare munizioni e armi.Il comando della IAF era suddiviso in settori: Occidentale, Sud-Occidentale, Orientale, Centrale e Meridionale (vedi anche la IAR nel 2002, nella pagina successiva), più i comandi Addestramento e manutenzione, molto sotto sforzo dovendo supportare un tal numero di aerei, di tipi, generazioni e capacità molto diversi. I reparti, 15 squadroni da caccia, erano per lo più usati solo come intercettori, e i 3 con i MiG-29 e i 2 con i Mirage 2000H erano senz'altro i migliori (il secondo anche come componente d'attacco), ma c'erano anche 9 unità con i vecchi ma ancora non sostituibili con modelli più moderni, del tipo MiG-21, in fase d'aggiornamento allo standard MiG-21-93. La componente d'atacco era rappresentata da ben 22 squadroni, con MiG-21MF, FL e M, e sei squadroni costituiti invece dai MiG-27M, 4 di Jaguar e tre di MiG-23BN, che nell'insieme rappresentavano ovviamente la componente maggiore. Poi c'erano 15 squadroni di elicotteri di ricognizione e osservazione, trasporto leggero ecc., come i SA.315 Lama e Alouette III prodotti su licenza come Cheetah e Chetak. Gli An-32 Sutlej, aerei con motori potenti ma piuttosto assetati, erano invece presenti in sei dei dodici squadroni da trasporto e per i lresto non mancavano Il-76 quadrireattori e tipi più piccoli. Gli Il-76, aerei di notevole importanza e interesse, erano certo i mezzi più importanti, ma gli An-32 erano i più numerosi e fondamentali per i ruoli tattici, data la loro capacità STOL e la possibilità di volare ad alta quota, per questo erano apprezzati dalla IAF che ha a che fare con le montagne più alte del mondo. NOn mancavano i Mi-8 e 17, circa 200, i MiG-25RB e gli adestratori HPT-32 e HJT-16 ad elica e reazione rispettivamente. I missili erano di un gran numero di tipi, ovvero AA-2,7,8,10,11, R550, Super R530, AS-30, AS-7, AS-10, LGB russe da 500, 750 e 1.000 kg.

    Dopo che molti processi di ammodernamento, e il blocco degli ulteriori F-16 ordinati dal Pakistan sono andati a concretizzarsi, la IAF si è ritrovata piuttosto soddisfatta di sé, ma dopo il 1991, con la traumatica esperienza della Guerra del Golfo (II), ci si è chiesti come migliorare le capacità di difesa, come anche di offesa, dell'aviazione di Nuova Delhi. Anzitutto si è voluto aggiornare i sistemi disponibili, comprare sistemi più moderni e avviare produzioni in loco; il MiG-21 aggiornato allo standard MiG-21-93, con pochi milioni di dollari per aereo, era possibile allungare la vita operativa dell'aereo a 4.000 ore e un radar multiruolo, con consegne dal 1998 per un totale di 130 aerei, da mobilitare dalla HAL di Bengalore e Nasik. Altri sistemi erano i Su-30, ordinati con un primo ordine per 142 milioni (di anticipo), con altri 32 Mk II da comprare subito dopo come primo lotto (come è stato davvero) entro il 2001. I satelliti erano un altro problema, con il satellite INSAT per la comunicazione e una rete di comunicazione SAMYUKTA. I sistemi ELINT erano rappresentati da pod EW per i Mirage 2000H con appositi pod e 7 B-707 con appositi sistemi, ex-Air India. Per i progetti futuri spiccava l'elicottero ALH anche con armi come cannoni da 20 e missili controcarri, i missili AKASH simili ad un sistema SA-6 (il missile è praticamente uguale fisicamente) su scafo che sembra in effetti un BMP, associati al radar Phased-Array RAJENDRA, per rimpiazzare i sistemi SA-3 (S-125 Neva); un sistema AEW era invece sistemato su di un aereo HS-748 e programmi per aerorifornitori e sperabilmente, il caccia LCA leggero, aereo in sviluppo da moltissimi anni. L'addestratore avanzato doveva essere l'Hawk ma poi la gara era stata riaperta con contendenti come lo Yak-130 e il MiG-AT, e persino Alpha Jet ex-LW. Le spese erano di 185 milioni di dollari per la sola gestione ordinaria, ma gli ordini previsti erano per 3,2 miliardi di dollari; in tutto nel '96 erano previsti 2 miliardi di dollari, che restavano comunque molto ridotti quale spesa per una forza aerea moderna e attiva, con oltre 2.000 velivoli di ogni tipo. Evidentemente c'era un vantaggio nei bassi redditi dei militari, ma il problema era quello degli incidenti e della sicurezza. Un po' per via del clima, un po' per gli stormi di volatili, che a bassa quota sono un problema enorme per gli aerei, specie in atterraggio o al decollo. Ma soprattutto c'era il problema di aerei obsoleti e di addestratori parimenti inadatti per tali velivoli di questo tipo.

    Così è accaduto che in appena 3 anni ben 77 aerei indiani sono andati perduti ad un ritmo di 2 al mese circa, e la cosa è solo marginalmente migliorata nel '96, con la perdita di 15 aerei in 8 mesi. Tra gli aerei persi in quegli ultimi anni c'era da rilevare ben 24 Jaguar, 4 Mirage 2000, 4 MiG-29 e 2 MiG-25. Pare che l'apertura di mattatoi e di campi coltivati vicino a molte basi aeree ha causato parte di tali problemi. Però è anche vero che sia i Mirage 2000 che i MiG-29 hanno subito le stesse perdite, pur essendo i secondi bimotori e dotati delle piastre anti-FOD che dovrebbero prevenire i problemi di questo tipo, specie al decollo (il sistema anti-FOD è una delle notivà più interessanti del progetto, anche se pagato con una riduzione del carburante di bordo notevole per via dell'ingombro necessitante). Le perdite di bireattori Jaguar sono anch'esse elevatissime (circa il 20% del totale), con aerei del resto destinati al volo a bassa quota. La situazione negli anni '90 è stata in effetti drammatica, e non è stato facile migliorare la situazione, che in realtà era pesantemente afflitta, secondo gli osservatori internazionali, dalla disastrosa situazione dei vecchi addestratori a reazione Kiran, troppo lenti e superati per addestrare bene i piloti. La situazione in effetti ha continuato ad essere molto critica per la IAF, come è spiegato anche nella sezione del XXI secolo.

    Forze disponibili:

    • 15 Sqn. da difesa aerea ( 3 su 55 MiG-29, 2 con 35 M.2000, 10 con 240 MiG-21PFMA/Bis/U, 1 con 20 MiG-23):
      • 28 Sqn. 'First supersonics' su MiG-29, Poona
      • 223 - 'Tridents', MiG-29, Adampur
      • 47 - 'Black Archers', MiG-29, Poona
      • 1 - 'Tigers', 18 Mirage 2000, Gwallor
      • 7 - 'Battle axes', 17 Mirage 2000, Gwallor
      • 3 - 'Rattlers', MiG-21, Pathankot
      • 15 - 'Flying Lances' MiG-21, Pathankot
      • 4 - 'Oorials', MiG-21, Jaisselmer
      • 21 - 'Ankush',MiG-21, Chandigarh
      • 23 - 'Cheetahs', MiG-21, Ambala
      • 24 - MiG-21, Ambala
      • 26 - 'Warrior', MiG-21
      • 37 - 'Black Panthers', MiG-21
      • 45 - 'Colts', MiG-21
      • 224 - MiG-23MF, Adamampour
    • 22 Sqn. da caccia e attacco al suolo (5 con 90 Jaguar, 3 con 60 MiG-23BN, 8 con 140 MiG-27M/UM, 9 con 120 MiG-21M/MF/FL):
      • 5 - 'Tuskers', Jaguar, Ambala
      • 6 - Jaguar Maritime
      • 14 - 'Bulls', Jaguar, Ambala
      • 16 - 'Cobras', Jaguar, Gorakhpur
      • 27 - 'Flying Arrows', Jaguar, Gorakhpur
      • 29 - MiG-21
      • 221 - 'Valiants', MiG-23BN, Jodhpur
      • 220 - 'Desert Lions', MiG-23BN, Halwara
      • 2 - 'Winged Arrows', MiG-27, Hindan
      • 9 - 'Wolfpack', MiG-27, Hindan
      • 18 - 'Flying Bullets', MiG-27, Hindan
      • 10 - 'Winged daggers', MiG-23BN, Jodhpur
      • 22 - 'Swift', MiG-27, Hashimara
      • 222 - 'Tigersharks', MiG-23BN, Hashimara
      • 31 - , MiG-27, Halwara
      • 32 - , MiG-27
      • 8 - 'Eight Pursoot', Mig-21, Adampur
      • 17 - 'Golden Arrow', MiG-21
      • 30 - 'Charging Rhinos', MiG-21
      • 51 - MiG21
      • 52 - MiG-21
      • 101 - 'Falcons', MiG-21
      • 108 - 'Hawkeyes', MiG-21
    • 3 reparti elicotteristici d'attacco: 104 e 125 sqn, Pathankot, 116 sqn, con un complesso di 40 Mi-25 e 20 Mi-35.
    • 1 Sqn. d'attacco marittimo: 6 'Dragons' su 8 Jaguar GR.1
    • 3 Sqn. da ricognizione: 25 'Trisonics', Bareilly' su 6 MiG-25+2 MiG-25U, 35 e 106 'Lynxes', Agra, con 40 Camberra B.58/T.54.
    • 12 Sqn. da trasporto (119 An-32 'Suttlej', 43 Do-228, 30 HS.748, 30 Il-76, 2 Boeing 737-248, 30 HS.748M, 6 SA-365 Dauphin):
      • 12 Sqn. 'Bisons', An-32, Angra
      • 19 Sqn. , An-32, Tambaran
      • 33 - , An.32, Gauhati
      • 43 - 'Ibexes',An-32, Chandingarh
      • 48 - 'Camel', An-32, Chandigarh
      • 49 - 'Para Spears', An-32, Jorhat
      • 58 - 'Hornbills',Do-228, Gauhati
      • 41 - 'Otters', Do-228, Palam
      • 25 - 'Himalayan Eagles', Il-76, Chandigarh
      • 44 - 'Mighty Jets' Il-76, Agra
      • 11 - Hs.748
      • 106 - Hs.748
      • Sezione VIP con 2 Boeing 737-248, 7 HS.748M, 6 SA-365 Dauphin

    Addestratori: 100 HPT-32 e HJT-16, 30 PZL TS-11 ISKRA

    ELINT-EW: 2 Learjet 29A, 3 Gulfstream III SRA, alcuni MiG-23BN

    Elicotteri: 15 squadroni per collegamento e osservazione con 160 SA.315B Lama/'Cheeta', 180 SA316B Aloutte/'Chetak'. 4 reparti (Stormi?) da trasporto con 60 Cheetah, 80 Mi-17, 10 Mi-26, 50 Mi-8.

    SAM: 30 batterie SA-3, 8 SA-8, 100 S-13

    Basi principali: Allahabad, Bamrauli, Bangalore, Dundigal (Accademia aeronautica), Hakimpet (Addestramento caccia), Hyderabad, Jamnagar, Jodhpur, Nagpur,Nuova Delhi, Shillong, e altri per un totaled di oltre 60.

    Dotazione velivoli:

    • 758 combattimento: circa 35 Mirage 2000 (Vajra), 55 MiG-29 (Baaz), 60 MiG-23BN, 140 MiG-27, 8 MiG-25, 360 MiG-21, 100 Jaguar.
    • 229 Trasporti: 119 An-32 (Sutlej), 30 Il-76, 43 Do-228, 37 HS-748
    • 130 Addestramento: 100 HPT-32/HJT-16, 30 TS-11
    • 620 Elicotteri: 240 SA-315B (Cheetah), 180 SA-316 (Chetak), 50 Mi-8, 80 Mi-17, 40 Mi-25, 20 Mi-35, 10 Mi-26.

    Totale, 1.737 velivoli (4a forza aerea mondiale).

    Note e bibliografia[modifica]

    1. Sgarlato Nico: Le guerre dei Poveri, Aerei novembre 1995
    2. Pignato, op cit
    3. per la campagna aerea vedi Sgarlato, Nico: La terza guerra indo-Pakistana, Aerei ago 1998
    4. Per tutta questa parte, vedi Articolo sulle missioni navali indiane durante la guerra del '71
    5. Khan, M.A. L'aviazione militare indiana RID Aprile 1997 pagg. 46-51