Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/India-4

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Copertina

La nuova Marina Indiana[modifica]

I caccia[modifica]

Per parlare dell'Indian Navy moderna, nulla di meglio delle sue unità navali di punta, soprattutto se sono anche le più moderne (cosa non necessariamente vera, vedi le portaerei): i caccia classe 'Delhi'. In questo modo, come sempre accade per le Marine, sarà possibile osservarne 'lo stato dell'Arte', e quindi fare il punto sui vari programmi e sottosistemi che costituiscono una moderna nave da guerra, e che in genere sono condivisi con altre unità, anche estere.

Tornando ai Delhi, questi hanno cominiciato la loro carriera nella Marina Indiana il 15 novembre 1997, con la prima delle 3 navi della classe accettata in servizio. Queste grandi unità sono state progettate in India, ma nondimeno hanno una precisa impronta 'russa' per almeno 3 ragioni: perché l'OKB Severnoye è stato interessato alla loro progettazione, sia perché queste navi rappresentano la logica evoluzione dei precedenti Rajput, ovvero i Kashin prodotti per l'India, e infine perché come tali sono stati equipaggiati prevalentemente con sistemi sovietici-russi. La progettazione vide impegnato il Direttorato per la Progettazione della Marina Indiana, l'Organizzazione per la ricerca e sviluppo della Difesa, la Bharat electronicd e infine i cantieri Magazon Dock Ltd, Mumbai, che ne hanno curato la costruzione.

La capoclasse è stata consegnata al costo di circa 585 milioni di dollari. Essa era originariamente nota come Project 15, e il relativo lavoro iniziò fin dai primi anni '80, con un 'congelamento' delle caratteristiche attorno al 1988 e il varo nel 1991. Originariamente l'entrata in servizio avrebbe dovuto avere luogo nel 1995, ma vi sono stati inconvenienti di non poco conto, come le riduzioni di budget degli inizi anni '90, nonché il crollo dell'URSS, che essendo il fornitore di molti sistemi ha finito col compromettere la tempistica prevista. Insomma, come per tutti i programmi navali militari di una certa ambizione e complessità problemi economici, tempi di realizzazione, tagli ai bilanci e riprogettazioni per rimediare alla rapida obsolescenza delle tecnologie ma soprattutto delle filosofie, specialmente tra gli anni '80 e i '90, anche se la fine della Guerra fredda ha interessato relativamente l'India: infatti, la 'sua' guerra fredda l'ha combattuta contro il Pakistan e anche Cina, e con queste nazioni ben poco è cambiato prima e dopo il 1991. In ogni caso, chiaramente i lunghi tempi di realizzazione hanno reso molte delle attrezzature alquanto obsolete o quantomeno nella necessità d'essere aggiornate per consentirne la piena efficienza.

L'INS MUMBAI

Queste grandi navi, con grandi e complesse sovrastrutture, dominate da due alberi tronco-piramidali di stile sovietico (tra i primi esempi di stealthness applicata alle navi), sono diventate l'emblema della nuova marina indiana e la loro potenza e modernità rispetto a quanto disponibile le hanno rese, assieme all'aviazione imbarcata e ai sottomarini, le più importanti risorse offensive. La progettazione non ha molto di stealth, a parte gli alberi, e si caratterizza da una prua aguzza con cavallino piuttosto marcato, e un grande hangar poppiero con annesso largo ponte di volo. L'apparato motore è presumibilmente (almeno inizialmente l'incertezza ha regnato sovrana) basato su motori con turbine a gas in configurazione COGOG come sui Rajuput, che furono tra le prime navi con motori interamente basati su turbine a gas, 4 M36 da 100.000 hp complessivi. Questo poderoso apparato motore consentiva a quelle navi di raggiungere velocità di circa 35 nodi, eppure era ancora adeguato per 5000 miglia a 18 nodi di velocità. Secondo altre fonti si tratta invece di un sistema CODAG con due turbine AM50 da 54.000 hp complessivi e due diesel Bergen KVM-18 per 18.000 hp, il tutto chiaramente inteso per privilegiare l'autonomia (viaggiando con i soli diesel) piuttosto che la velocità, relativamente poco importante per una nave moderna, ma comunque attorno ai 30 nodi. Alla fine la realtà si è rivelata quella inizialmente ipotizzata, sia pure con qualche aggiornamento tecnico: un COGAG su due sistemi ucraini M36N da circa 45.000 hp l'uno, ciascuno con un riduttore RG-54 collegabile con due DT-59 da circa 22.000 hp l'una. Per le caratteristiche tecniche di dettaglio, i riduttori pesano ciascuno 29 t, con dimensioni 2,64 x 3,2 x 3,7 m. Le turbine DT-59 sono sistemi piuttosto sofisticati, con struttura trialbero, peso 16t, dimensioni 5,9 x2,7 x 3,1 m, con 16 stadi di cui 7 p.b. e 9 a.p, rapporto di compressione 12,7, camera di combustione cannulare con 10 iniettori e t. d'uscita di 360 centigradi. In questo modo, è possibile utilizzare una o due delle turbine su ciascun riduttore, collegato a sua volta ad un asse. La velocità massima arriva, nelle prove a non meno di 32,5 nodi, mentre l'automia, essendo navi tutto-turbina, si limita a 5000 miglia a 18 nodi. I fumaioli sono due, disassati, con le prese d'aria per le turbine incorporate. I diesel generatori sono del tipo R.R. Bergen KVG-18 da circa 5000 hp, a 18 cilindri e 720-750 giri.min. Essi forniscono energia alla nave per i bisogni delle numerose attrezzature interne, senza necessità di usare le costose turbine per tale scopo.

Come su altre navi medie e grandi moderne, le necessità di resistere ai danni in battaglia sono, dopo le utopie dell'era nucleare, tornate a farsi sentire: chiaramente nessuno ha intenzione di costruire una nave tanto grande e potente per vederla affondare da un singolo missile antinave. Così i DELHI hanno ben 6 'cittadelle' con sistemi indipendenti per l'alimentazione elettrica, difesa NBC, antincendio, sistemi di comunicazione. Probabile anche la presenza di corazzature, e di sistemi per ridurre la segnatura acustica e magnetica, nonché per stabilizzare la nave.

Le navi hanno una marcata capacità antinave grazie a ben 16 missili URAN (3M24E) su 40 lanciatori KT 184, ovvero gli SS-N 25 'Switchblade' che non fecero in tempo ad entrare in servizio prima della fine della Guerra fredda. Era possibile, negli anni '90, ottenere i missili SS-N 22 supersonici, ma questi non erano disponibili negli anni '80 e non si è ritenuto di richiederli riprogettando la nave per l'impiego, diciamo di 8 armi, senza difficoltà. Di fatto, i caccia di questa classe sono una sorta di ibrido tra i 'Sovrenemnji' e gli 'Udaloy', con il pesante armamento antinave e antiaerei dei primi e gli elicotteri e cannoni dei secondi. La dotazione è di 16 missili, come sugli incrociatori 'Slava', ma si tratta di armi molto più piccole, subsoniche e a medio raggio, quindi senza impatti pesanti sulla piattaforma di lancio. La questione dei missili antinave è forse l'aspetto più interessante e va approfondita. Gli SS-N 22 sono armi potentissime, ma bisogna dire che pesano oltre 4 t, costano molti soldi, e per molti bersagli (non tutte le navi in giro sono incrociatori AEGIS) sono letteralmente sprecati, inoltre integrarli con aerei o mezzi navali leggeri è difficile e solo in piccolo numero. Non casualmente, quando gli indiani sono passati dalle 'Tarantul' di prima generazione (con 4 vecchi SS-N 2) a quelle delle versioni successive hanno scelto il progetto con 16 missili URAN piuttosto che con 4 SS-N 22.

Sull'URAN l'Indian Navy ha investito molto e ne ha comprati centinaia, iniziando con 48 armi proprio per questi caccia. Si tratta di missili antinave che, nonostante la presa d'aria sporgente sotto la fusoliera, sono cloni degli Harpoon americani. Sono cioè pensati per impattare il meno possibile sulla piattaforma di lancio, agevolmente assemblabili in complessi di lancio quadrupli, oppure lanciabili da aerei. Perché, se un tale aereo tipo il MiG-21 o 29 non può trasportare 4 t di carico ma la metà sì, allora potrà avere 2-4 missili URAN. Non si potrebbe invece usare gli SS-N 22 perché questi non sono utilizzabili se tagliati a metà.. l'URAN è simile all'Harpoon, vola a pochi metri dal pelo dell'acqua, ha dimensioni ridotte e un'alta velocità, anche se resta subsonico. È più facile da abbattere dell'SSN-22, ma più difficile da avvistare. Soprattutto, una 'Tarantul' con 16 missili ha la possibilità di ingaggiare fino a 16 bersagli, e per obiettivi più 'difficili' può usare 2-4 armi, che nell'insieme pongono un problema non minore di un singolo SS-N 22. Inoltre costano poco, si dice un terzo di un Harpoon.

Per quanto meno spettacolari, gli URAN sono almeno altrettanto efficaci degli SS-N 22, essendo subsonici si possono permettere la stessa gittata anche spendendo meno energia e quindi accontentandosi di dimensioni molto minori che li rendono facilmente installabili su navi e aerei senza effetti drammatici. Per esempio, l'SS-N 22 non è un missile unico. La versione dei caccia 'Sovrennemny' era troppo pesante per le 'Tarantul' e così dovette essere progettato un altro SS-N 22, il P80, più leggero e pensato appositamente per queste navi. Di fatto, fatte salve poche eccezioni, i sistemi sovietici erano troppo voluminosi e compromettevano le navi che li portavano limitandone le funzioni multiruolo (I Sovrenemeny' e gli Udaloy, ma anche Kara e Krivak) o richiedendo una nave ospite di dimensioni e costo enormi (l'apice sono stati i 'Kirov'). Inoltre, nonostante le prestazioni brute, non erano poi tanto efficaci in pratica, per esempio i grossi Styx ebbero sì i loro momenti di gloria, ma si rivelarono meno efficaci di armi ben più piccole (dell'ordine dei quintali piuttosto che tonnellate) come gli Harpoon ed Exocet. Per tutte queste ragioni, l'SS-N 25 era il degno successore dello Styx come missile 'standard', ma non ha fatto in tempo ad entrare in servizio con la V-MF. È stato invece un valido contributo per l'Indian Navy, principale utente. Tecnicamente, il booster di lancio ha 54,5 kN di spinta, poi si accende un motore turbogetto R-95-300 da 2,7 kN. La massa al lancio è di appena 603 kg per 4,4 m di lunghezza e 1,24 m di diametro, con sistema di navigazione LINS (sistema inerziale con giroscopi laser) e radar attivo-passivo ARGS-35 con 20 km di portata utile. Sono simili come capacità rispetto all'Harpoon (che pesa al lancio 667 kg), con una testata peraltro più piccola (145 kg contro 227) ma una gittata maggiore (130 km contro 92-110), relativamente alle prime versioni di entrambi. Entrambi hanno un radar di ricerca attiva ma non un datalink, ma l'URAN ha la capacità di funzionare anche in maniera passiva, cercando i radar o le fonti ECM.

In tutto ben 416 armi vennero ordinate dal 1992 e consegnate dal 1997 al 2004. In futuro potrebbe arrivare la versione aggiornata, il nuovo URANIUM da 250 km di portata e sistema d'attacco anche contro bersagli terrestri. La designazione del missile è 3M24M1E.

Per il resto, la nave ha 4 CIWS da 30 mm (anche qui non c'è stato tempo per sostituire le piccole ed efficienti torrette ADG-630 con i più moderni e complessi CAS-DN 1) sull'hangar, una torretta da 100 mm, due lanciamissili SA-N 7 (in codice NATO), un lanciasiluri, due lanciarazzi e due elicotteri.

Gli SA-N 7 sono il sistema SHTIL, versione navale dell'SA-11/BUKH, con 2 lanciatori 3S90 per 48 armi (2 tamburi rotanti con 12 missili l'uno sotto ciascuna rampa), come sui Sovrenemny. Le rampe pesano scariche 30t, a cui si aggiungono le 26 del sistema 3R90 OREKH per la direzione del tiro e collegato al radar 3D FREGAT. Sono armi moderne, succedute agli SA-6 ma con un motore a razzo integrale e un aspetto simile all' SM-1 americano, di cui però, per qualche motivo, non hanno la gittata, limitata nelle prime versioni a circa 30 km, più o meno come i Tartar B. Va precisato anche che la loro gittata minima è 3,5 km, mentre quella utile contro aerei sotto i 1000 m è 18 km, e 12 contro missili antinave a volo radente (il che può sembrare poco, ma in realtà per i SAM a medio raggio è già una notizia la capacità di ingaggio contro missili a pelo d'acqua, almeno fino a non molti anni fa alquanto marginale se non impossibile). Le quote utili sono 15-15.000 m contro aerei e 10-10.000 m contro missili. La pK è di 0,8-96 per una coppia di missili contro un aereo, e di 0,48-86 contro un missile. Dimensioni: l. 5,55 m, diametro 40 cm, apertura alare 86, peso testata 70 kg e totale di 690. La versione base 9M38 o 9M38M1 è stata tuttavia sostituita da nuovi modelli, dato un aggiornamento quasi continuo su questo sistema d'arma, fino a che l'9M317 del 1998 ha portato finalmente la gittata a 45+ km. ,con una massa aumentata a 715 kg e velocità di 1230 ms o circa mach 4. La capacità di manovra passa da 20 a 24 g. Importante la presenza di un data-link per consentire ingaggi multipli ancora più efficientemente. Per quello che riguarda le capacità antisaturazione, l'originale M-22 URAGAN (nome del sistema completo)è stato pensato ai tempi della Guerra fredda e della minaccia delle portaerei americane, per cui non vi sono state economie nel renderlo il più efficiente possibile: esso insegue fino a 75 minacce, 15 prioritariamente, ingaggiandone fino a 6 simultaneamente sui 360 gradi. La versione SHTIL per l'export, usata sui DHELI, dovrebbe essere meno sofisticata.

La capacità antimissili è elevata, con possibilità di ingaggio contro bersagli volanti fino a 700 ms, circa mach 2, grazie alla velocità raggiungibile dei missili usati (quindi la limitata gittata dev'essere un problema relativo al sistema di guida relativamente poco efficiente: i Tartar, con una massa simile avevano la stessa gittata, ma con una velocità di punta di circa mach 1,8).

Per integrare i sistemi d'arma antiaerei sono anche imbarcati i missili da difesa ravvicinata Rafael BARAK, su lanciatori ottupli verticali per 32 armi, che hanno sostituito due dei CIWS ADG-360. Per risolvere il problema di combinare cannoni e missili esiste il 'Kasthan', ma non era disponibile all'epoca della progettazione, anche se vale lo stesso per i BARAK. Questi hanno dimensioni di 2,17 x0,17 (68,5 con le alette)m, peso 98 kg di cui ben 22 di una potente testata HE (esempio pratico: il Sea Wolf ha 14 kg per 114 di peso complessivo, il Crotale 15 kg su 85), gittata 12 km e manovrabilità di 45 g. Esso ha un sistema di lancio verticale al posto di quello ottuplo pensato originariamente, dal peso di appena 1150 kg completo dei missili. Il motore a razzo a propengolo solido ha ben tre stadi. La gittata arriva a 12 km e la guida è elettro-ottica. Pensato per la difesa ravvicinata e la lotta antimissili, è altamente efficace (nonostante la velocità sia solo di 580 ms) e ha un radar di tiro EL/M-2221 STGR presente in due esemplari. La compera di 7 sistemi Barak per 25 milioni di $ ebbe luogo nel 2006.

I cannoni da 100 mm AK-100 da 59 calibri pesano 35 t, sono prodotte dalla Arsenal con cannone A-214 da 50-60 c.min., gittata di 21 km e radar di tiro MR-145. È un'arma piuttosto potente, ma anche pesante. Ha se non altro anche un sistema elettro-ottico presente nella torretta, modello 'Kondensor' con canali diurni e notturni. È un cannone sviluppato dal 1967, impiega proiettili da 15,6 kg su munizioni da 26,8 kg, con un totale di 320 colpi a bordo (non moltissimi per una tale nave). Le torrette AKM-630 pesano 1850 kg senza munizioni e sono abbinate a coppie ai radar MR-123 'Bass Tilt'. Il peso delle 3.000 munizioni disponibili, sparabili a non meno di 3.000 colpi al minuto, è di 1.918 kg.

Altre risorse sono due elicotteri Westland Sea King Mk 42B (12 ordinati nel 1983 per 200 milioni di sterline), armati con siluri ASW ma anche missili SEA EAGLE, della stessa classe degli URAN, che non sono stati adattati essendo i missili britannici già disponibili (anche se questo fa sì che due tipi analoghi siano a bordo della stessa nave, situazione molto insolita). Sono armi sofisticate derivate dai Martel, con un turbogetto, raggio di +110 km, sensori attivi-passivi radar e programma di volo sofisticato.I 2 elicotteri pesanti pongono problemi non facili per una nave di medio tonnellaggio: per risolverli, il ponte di volo arriva a 500 m2. Per compiti ASW ravvicinati vi sono due compatti lanciarazzi RBU 6000 (3,2 t a vuoto, dimensioni 2,14 x1,88 x2,26 m), sistemi classici sovietici, assai efficaci specie in acque basse, dove i siluri stentano a funzionare, e utili persino come armi antisiluro se vi è tempo per usarli. Non sono armi da sottovalutare, avendo pronti al tiro in lanciatori tipicamente a 'ferro di cavallo', 12 armi da 213 mm, piuttosto tozze, da 120 kg di cui 21 di carica esplosiva, capaci in pochi secondi di arrivare a distanze tra 0,3-5,7 km e stendere un campo di esplosivi di circa 500 kg attorno al sottomarino, con un sistema di ricarica rapida per 4-5 salve complete, forse utilizzabili anche contro bersagli in superficie. Il sistema che le controlla è il BURYA. Particolare notevole, ai razzi normali RGB-60 si aggiungono i ZAPAD con portata di 600-4300 m. Nonostante un peggioramento sensibile in termini di portata sia minima che massima, essi hanno homing acustico, funzionando praticamente come un siluro ASW, forse abbinato ad una testata a carica cava. Sono potenzialmente, nonostante la portata relativamente corta (ma non da meno dei normali siluri ASW leggeri, rispetto ai quali sono molto più rapidi nell'arrivare a bersaglio), delle armi assolutamente micidiali e relativamente economiche contro i sottomarini, peccato soltanto che non ve ne sia una versione a gittata maggiore. Per esempio, i siluri leggeri moderni sono molto prestanti ma anche costosi: portare la carica esplosiva con un razzo, almeno contro bersagli abbastanza vicini alla superficie, è molto più semplice e conveniente.

Per affrontare pienamente i bersagli subaquei vi sono anche siluri ASW di grosso calibro (unico caso assieme alla marina francese che usa i 550 mm), alloggiati in un lanciasiluri quintuplo brandeggiabile PTA-53TT (8.565 x 3, 9 x 1,99 m, peso 11, 6 t) a mezzanave: un classico della Seconda guerra mondiale, ma con funzioni ASW (e anche antinave se necessario), quindi con un rinnovamento concettuale di un sistema apparentemente tradizionale. I siluri sono i Gidropribor SET-65E da 16 km di portata, versione export del modello 'sovietico'. Introdotti in servizio nel 1965, presumibilmente da allora aggiornati,1.740 kg,7, m, 205 kg di testata, velocità di 40 nodi per 16 km con batterie argento-zinco, sistema acustico di guida (senza filoguida) con portata di 800 m. La forza bruta non è indifferente, favorita dalle dimensioni e dal (relativamente) ridotto peso della testata. Basti dire che un siluro occidentale di penultima generazione tiene 35 nodi per 10-12 km, quindi il rapporto vede l'arma russa superiore del 50% circa. Gli elicotteri hanno invece siluri leggeri A244 (ordinati in 72 esemplari nel 1993 e consegnati dal 2000) o la loro copia NST-58 indiana.

L'INS MYSORE

Considerevole l'elenco degli apparatati elettronici, comprendenti tra l'altro ben 13 radar, costituiscono un lungo e complesso elenco che include le versioni evolute di molti sistemi russi dei tempi della Guerra fredda, a maggior ragione meritevoli di attenzione visto che fino a non molto tempo fa non vi erano certo molte notizie disponibili su di essi, rendendo difficile quindi valutare l'efficacia reale delle navi che ne disponevano:

  • radar di ricerca a lungo raggio è il RALW-02, ovvero il Signaal LW 08 con antenna di 8,8 x 7,52 m, rotazione 7,5 o 15 giri.min, banda L (15-30 cm) con frequenza di 1,25-35 GHz, portata 260 km contro un caccia da 2 m2 di RCS, potenza di picco 150kW, PRF di 500-1000 Hz, guadagno 30Db, precisione di 90 m e 2,2 gradi, capacità di seguire 64 tracce. È usato in navi neozelandesi, tailandesi, olandesi, argentine, greche e altre ancora. Nella marina indiana questa apparecchiatura a lunga portata bidimensionale è usata anche sulla portaerei VIRAAT, sulle fregate classi 'Nilgiri', Brahmaputra', Godavari
  • radar 3D MR-755 FREGAT (conosciuto come 'Top Plate' in codice NATO), sistema 3D con frequenza di 2-3 GHz, o 10-15 cm di lunghezza d'onda, per la prima volta impiegato dalla marina indiana. Si tratta di un ennesimo tipo di radar russo di questa grande famiglia di sistemi 3D, che in questa versione è stato pensato come aggiornamento per le fregate Krivak e corvette Grisha, pertanto si può dire che questo sistema sia leggermente sottopotenziato per i caccia da 6000 t di questo tipo, con una portata di 150 km su bersagli di 7m2 e 5000 m di quota avendo una sola faccia invece delle due tradizionali di questo sistema, con una portata di 130 km. È un modello relativamente poco potente per l'export. Pesa 6,5 t e ha potenza di picco di 30 kW.
  • I sistemi guidamissili sono i 3R90 'Front Dome' per gli SHTIL, con un totale di 6 radar (anche qui esattamente come nei 'Sovrenememny'). Notare che normalmente i radar guidamissili per i SAM non sono più di due, ma i sovietici hanno pensato bene di aumentare i canali di guida per scopi antisaturazione e per ingaggiare se necessario aerei nemici sui 360 gradi, cosa che i sistemi SM americani non possono fare, con lanciamissili e due radar concentrati o a prua o a poppa della nave. I radar 'Front Dome' o MR-90/OP-3 OREKH sono sistemi in banda C, 4-8 GHz. Il sistema SHTIL è collegato anche con il radar 3D MR-755.

La difesa CIWS è basata sui radar Bass Tilt, in russo Ametist MR-123, con radar pulse-doppler in banda H/I da 200 kW, fascio di 3 gradi di apertura e portata di 45 km, tuttavia questi sistemi sono in fase di sostituzione con gli Elta 2221 in maniera da integrare i cannoni superstiti con i Barak, funzionante in banda X e Ka.

  • I sistemi di direzione del tiro per le torri da 100 mm sono i 'Kite Screech' ovvero gli MR-145 DRAKON, banda I, apertura fascio 1°, 300 kW, e funzionante anche in banda Ka con frequenza che passava conseguentemente a ben 30-40GHz, con la lunghezza d'onda di appena 1 cm e l'apertura angolare di appena 0,25° riducendo la potenza di picco a 25 kW. Pesa 8 t e nonostante questo sofisticato sistema di ricerca dual band, difficile da disturbare, esso ha anche un sistema TV e telemetro laser per funzionare in silenzio radar totale.
  • Il GRAPUN 'Plank Shave' (in codice NATO) ha invece la designazione per i missili URAN, con funzionamento attivo in banda X e portata 45-50 km, persino 90 con condizioni di alta rifrazione, e in maniera passiva con portata oltre orizzonte di 120-140 km.
  • I sonar sono uno a media frequenza Bharat APSOH (Advanced Panoramic Sonar Hull) nonché quello a profondità variabile Garden Reach Model 15-750 oppure, sull'ultima, un Thales ATAS (Advanced Towed Array Sonar), mentre il sonar di scafo è il Bharat HUMSA.
  • Il radar di scoperta in superficie è il Nyada MR-212 Vaygach/Palm frond, banda X (8-12 GHz). Ve ne sono ben 3 radar sull'albero anteriore, sui lati e anteriormente.
  • Un radar nautico Decca completa la dotazione, invero complessa.
  • La suite ECM si chiama AJANTA, con capacità ECM e di lancio decoy.

I sistemi ECM sono derivati da apparati italiani dell'Elettronica, pare che l'AJANTA sia il derivato dell'INS-3 mentre il disturbatore è un TQN-2.

Molti i sistemi di comunicazione a bordo, mentre per la gestione della nave, in particolare dei sistemi di combattimento vi è un BEL EMCCA, Eltectronic Modular Command andControl Applications di tipo autoctono, utilizzante consolle BARCO a cristalli liquidi, connesse con una LAN Unicom, e particolare interessante, il sistema operativo di bordo, al posto dei vecchi sistemi militari 'dedicati' è semplicemente l'UNIX. Inizialmente vi era una versione indiana del sistema IPN-10 della AESN italiana, che l'India ha prodotto su licenza e ampiamente utilizzato sulle fregate GODAVARI, BRAMAPUTHRA e gli stessi RAJPUT dopo aggiornamenti vari. Forse la prima nave ha questo sistema, chiamato SHIKARI, ma non le altre.

  • Sensori per elicotteri: non meno importanti, sono un set completo con radar MEL SUPER SEARCHER e sonar HS-12 e processore dati AQS-902B.

In tutto:

  • 1 radar di ricerca a lungo raggio 2DRAWL-02 (L, 1,25-35GHz/15-30 cm)
  • 1 a medio raggio 3D MR-755 (10-15 cm),
  • 3 di ricerca in superficie MR-212 (X, 8-12MHz/2,5-3,75 cm)
  • 1 di navigazione Decca
  • 1 di tiro cannone MR-145 (I, 8-10/3-3,75 cm e Ka 30-40GHz/0.75-1 cm )
  • 1 di designazione SSM 3Ts25 GRAPUN (X, 12GHz)
  • 2 di tiro MR-123 (H/I) in sostituzione con 2 EL/M-2221 GM (X e Ka) *6 MR-90 (C, 4-8 GHz/3.75-7,5 cm)
  • Sonar APSOH
  • Sonar Model 15-750
  • ECM INS-3 e TQN-2
  • C3: EMCCA

Armi:

  • 1 cannone AK-100
  • 4 CIWS ADG-630 in sostituzione con 2 ADG e 32 Barak
  • 48 missili su due sistemi SHTIL
  • 16 missili URAN
  • 2 lanciarazzi RBU-6000
  • 1 lanciasiluri quintuplo PTA-53TT
  • 2 elicotteri S.King Mk-42B
  • Dimensioni: 163 lu.x 17,6 la.x 6,4 m pe.
  • Dislocamento: 5.500-6.900 t
  • Motori: 4 DT-59 con 2 riduttori RG-54, 90.000 hp
  • Prestazioni: 32 nodi, autonomia 5.000 NM a 18 nodi
  • Navi: INS DELHI, MYSORE e MUMBAI.

I BENGALORE sono i loro derivati evoluti. Essi hanno la versione migliorata e pertanto sono designati come Progetto 15A. La loro progettazione è stata approvata nel 2000 con 3 unità. Stavolta si sono curati al meglio anche i criteri stealth. Le navi sono state anche rapidamente realizzate, con la prima, il BENGALORE (D-63) importata il 26 settembre 2003, e varata il 30 marzo 2006. Se tutto andrà bene, l'entrata in servizio arriverà nel 2010, seguita dalle gemelle nei due anni successivi. Le differenze strutturali sono legate alla stealthness, mentre i motori sono gli stessi. Dimensioni simili, ma dislocamento di qualcosa maggiore si accompagnano nondimeno ad un sistema d'arma rivisitato.

Il nuovo, possente Yakhont. Notare la presa d'aria anteriore, che alimenta lo statoreattore e circonda il piccolo cono del radar, come nel MiG-21

Entrata nell'era missilistica con i sistemi come gli STYX, continuata l'esperienza con gli URAN, adesso la Marina Indiana punta sul BRAHMOS, un nuovo potente missile sviluppato dall'India (DRDO) e Russia (NAPO), dotato di statoreattore come l'SS-N 22 ma molto più compatto, con un raggio d'azione fino a 300 km. Esso deriva dal precedente progetto russo YAKHONT, ovvero la versione export dell'ONIKS, che la NATO definiva come SS-N 26. DImensioni: 8,75 x 0,64 m, peso 2990 kg di cui 250 di testata, velocità mach 2. Per ospitare questo ordigno sono previsti 16 lanciatori verticali. Altra novità, lo SHTIL 1ME, ovvero la versione a lancio verticale del precedente sistema missilistico SAM a medio raggio. Esso rende finalmente giustizia ad un'assurda linea di sviluppo sovietica: l'introduzione del sistema a lancio verticale per SAM a corto e a lungo raggio, ma non a medio. Finalmente ad Euronaval 2004 venne annunciato questo nuovo sistema, introducendo i missili (con alette totalmente ripiegabili 9M917M3. Vi saranno presumibilmente 4 moduli con 48 missili, assistiti dai 32 Barak ma non vi è certezza in quanto se è vero che recentemente sono stati ordinati altri 144 missili, è anche vero che l'eventuale adozione del KASTHAN/Palma, già avvenuta per altre classi di nuove navi indiane renderebbe di fatto superflui anche i Barak, essendo due Kasthan capaci di integrare tutti i sensori, i missili e i cannoni necessari per l'impiego antimissile. I cannoni dovrebbero essere un pezzo da 100 mm nella nuova torre stealth A-190 E da appena 14 t e cadenza di tiro di 80 c.min, paragonabile a quella dei cannoni francesi più recenti (e a quella stimata a suo tempo dalla NATO per le prime versioni), con canna raffreddata ad acqua (come i predecessori), oppure, cosa ben più congrua per una grande nave come queste, un cannone A-192M da 130/54 mm, nella nuova torretta singola stealth, da 25 t e 30 c.min, praticamente un concorrente del pezzo da 127 italiano LW, e soprattutto una base interessante se vi fosse un programma per munizioni a gittata prolungata, che per ragioni di potenza (32 kg contro 15) non avrebbe molto senso con il pezzo da 100 mm (infatti tali programmi sono essenzialmente per armi calibro 127 mm). I radar e il sistema C3 dovrebbero essere versioni più evolute di sistemi già in uso. Nondimeno, per esempio, il radar 3D sarà l'MS-760, versione di fascia 'alta' della famiglia di radar russi FREGAT, con la portata aumentata da 130 a ben 300 km.

Le fregate 'Nilgiri'[modifica]

La nuova realizzazione, dei cantieri Magazon Dock, Mumbai (Bombay), per la Marina indiana, di una nuova fregata missilistica ha avuto inizio nel 2001, su progetto della Marina Indiana e del PKB russo, con il supporto di società francesi e canadesi. Il dislocamento sarà di 4.600 t standard e 5400 p.c., per una lunghezza di 143 m. Tutta la nave è stata pensata in maniera modulare, con ben 172 unità prefabbricate, in stile La Fayette. I motori sono in configurazione CODOG con due GM/HAL 2500 IER da 23500 hp e due motori SEMPT da 7800 hp circa, per una potenza sufficiente per 30 nodi. Si tratta di fatto di un cacciatorpediniere missilistico a tutti gli effetti, sia pure di ridotte capacità. La nave è stata armata con missili Novato KLUB N/S, con sistema di lancio 3C14E verticale, a otto celle, con almeno 16 missili. Il lanciamissili del sistema STHIL/URAGAN con missili 9M38M1 e lanciatore 3S90 per 24 missili a medio raggio. VI sono anche 2 Kashtan antimissile, forniti di un formidabile set di radar, sistemi optronici, 8 missili iperveloci 9M311 (SA-19) e 2 mitragliere AO 18 da 30 mm. a 6 canne rotanti per 10.000 c.min. Il cannone è il pezzo A 190E da 100 mm oppure un SR da 76 mm. Lanciasiluri binati DTA 53-965 da 533 mm o forse lanciasiluri leggeri da 324 mm, lanciarazzi RBU 6000 con razzi non guidati RGB 60 o guidati 90R ZAPAD. 2 elicotteri Dhruv con siluri A 244S, APR-350 a razzo, missili Sea Eagle e Uran. Sensori: Salyut MR 760 FREGAT M2EM per sorveglianza a lungo raggio sull'albero di prua, Signal LW 08 (in india prodotto come RAWL 02) su quello poppiero, 2 radar Shikari (Contraves TMX)a prua e a poppa, 1 radar APARNA (Garpun) per la guida e designazione dei missili Klub, 2 radar OP3 verso prua e 2 a poppa per la guida dei SAM, per un totale di 9 radar, incluso un Decca Bridgemaster per navigazione. 1 sonar attivo di ricerca HUMSA a media frequenza a prua e sistema rimorchiato a bassa frequenza ATAS ovvero derivato dal Thompson Sintra DSBV 62. Sistema da scegliere, nel settore C3, tra il BEL EMCCA e il più moderno TAVITAC 2000, o il SENIT 7 o 8 offerti dai francesi. Entrata in servizio prevista per il 2005 e altre 2 negli anni successivi.

Scheda sintetica:

  • Dislocamento 4600/5400 t, lunghezza 143 m.
  • Motori CODOG, 2 turbine GM 2500 da 22500 e due diesel SEMPT da 7800 hp, 30 nodi
  • Armi: 16 missili KLUB, 2 Kasthan SAM/cannoni, 1 cannone da 76 o 100 mm, 4 tls da 533 o 6 da 324 mm, 1 RBU6000, 2 elicotteri Dhruv.
  • Sensori: radar scoperta aerea 3D MR 760 FREGAT M2EM, radar medio raggio RAWL 02/LW 08, 2 controllo tiro SHIKARI/TMX, APARNA/Garpun per i missili antinave, 4 OP3 per i missili SAM (+i sistemi dei Kasthan), sonar HUMSA e ATAS, C3I BEL EMCCA o sistemi analoghi francesi.

Da notare i KLUB N/S per la versione ALFA da attacco antinave: diametro 533 mm, lunghezza 8,22 m, peso 2.300 kg, della testata da 200 kg, velocità di crociera di 650-860 kmh alla quota di 10-15 m per 200 km. Questi grossi missili sono dotati di una velocità subsonica, ma per l'attacco sugli ultimi 20 km, entro cioè nella gittata utile dei sistemi antiaerei contro missili a volo radente, gli ALFA staccano leteralmente la parte anteriore, che contiene un missile capace di raggiungere mach 3 nella fase finale dell'attacco, mantenuta ad una quota veramente minima di 3-5 m: una soluzione estremamente brillante al problema di ottenere un missile che fosse: relativamente leggero, estremamente veloce, con una gittata elevata. Naturalmente sono requisiti contraddittori: il volo supersonico, specie a bassa quota, consuma tantissima energia per cui o il missile è a corta gittata o è molto grande. L'ALFA consente di ottenere una lunga gittata pagando il prezzo di essere un missile subsonico, ma volando a bassissima quota per ridurre il rischio di essere colpito da eventuali intercettori (i suoi peggiori nemici data la velocità non molto alta, ma d'altro canto si può dire lo stesso per i Tomawhak americani paricalibro). Il KLUB 'entra' quindi dentro le difese delle navi con il 'secondo' stadio con velocità tanto alta da renderne difficile l'intercettazione. proprio per l'ultima ventina di km in cui potrebbe essere intercettato. Le versioni ASW hanno siluro APR-350 -con peso di 350 kg- e 8 m per 1300 kg al lancio, con velocità costante di ben 2100 km, ma gittata ridotta a 40 km. La Versione ASW con il siluro di cui sopra ha una massa di 1300 kg oppure, per la versione da 50 km di gittata, 2050 kg.

La versione di più recente produzione 3M54E1 aumenta la gittata a 300 km, e cambia in sostanza la capacità d'attacco ipersonica con quella subsonica continua, aumentando solo da 650 a 860 kmh nella fase finale d'attacco. Per dare un'idea di quello che significa in termini di impatto sulla piattaforma, le dimensioni e i pesi scendono a 6,2 m x 1780 kg, ma il peso della testata aumenta da 200 a 400 kg e la gittata a 300 km. Ne esiste anche la versione d'attacco terrestre, stranamente con la stessa gittata nonostante non abbia più il radar di scoperta antinave. In sostanza questo missile, annunciato nel 1993 e che destò inizialmente poca attenzione visto il contemporaneo fenomeno dell'SS-N 22, si è rivelato invece un missile potente e flessibile con una intera famiglia per i più svariati compiti, ospitabile per giunta in lanciatori verticali, che sulle NILGIRI sono ospitati a prua, dietro al cannone e al lanciamissili SAM a medio raggio.

'Tarantul' migliorate[1][modifica]

Le navi che succedettero alle 'Osa' erano ben più grandi, pur portando ancora lo stesso numero di missili antinave. Questo nonostante il tonnellaggio raddoppiato. In relazione al dislocamento, ogni missile Styx aveva in media 30 t sulle Komar, 50 sulle Osa e 100 sulle Tarantul. I sovietici si occuparono di fornire le prime 5 navi, classe 'Veer', costruendole in Russia nei cantieri RSZ di Rbinsk. Erano state progettate nella loro forma dal CMKB Almaz di Leningrado, chiamate all'epoca MOLNYA 1 o Progetto 1241 RE. Queste navi divennero sempre meno 'unità d'attacco' e sempre di più 'navi' vere e proprie: da qui il dislocamento maggiore rispetto allo stesso numero di missili. Le prime 5 navi, K40-44 furono consegnate tra il 1987 e il 1991 mentre le successive 6, costruite dai Cantieri Magazon,Mumbai. Queste navi erano note come classe 'Vibhuti', con sezioni di scafo prefabbricate. Queste navi disponevano di capacità notevolmente maggiori rispetto alle 'Osa', inevitabilmente data la tecnologia e la stazza maggiorate. I motori a turbina COGAG M-15E con 2 M75 da 2.942kW ognuna per la crociera e 2 M70 da 8.826 kW per l'attacco a tutto gas. Da notare la caratteristica di queste ultime turbine. Mentre gli scarichi sono sistemati sul corto e piccolo fumaiolo a mezzanave, incluso nella tuga, dietro l'albero e davanti i CIWS, le turbine 'da combattimento', capaci di 24.000, hanno due caratteristici scarichi aperti nella poppa a specchio, con portelli specifici. Un potente cannone da 76 mm, di tipo 'superapido' (ma antecedente di diversi anni l'arma OTO analoga) ha una cadenza di 120+ colpi al minuto e riserva di munizioni di 152 colpi, un radar di tiro Bass Tilt che controlla anche i due CIWS poppieri grazie all'ampio campo di osservazione (è davanti all'albero e dietro alla plancia). Questo cannone, con spoletta di prossimità per le munizioni, sistemi di tiro (anche in torretta con un apparato ausiliario ottico) e cadenza di tiro elevata è capace di ingaggiare anche i missili antinave.

In effetti sarebbe stato meglio avere un secondo radar di tiro per i due poderosi CIWS da 30 mm AK-630 poppieri (i primi CIWS e pareggiati come volume di fuoco, forse, solo dai Goalkeeper), in ogni caso il cannone di prua, molto distanziato dalla plancia, ha un campo di tiro di ben 326 gradi. I due lanciamissili sono SS-N 2 Styx-C ovvero i P-21/22M che sono sostanzialmente i P-20 per sottomarini (SS-N 7). Hanno sensore radar relativamente avanzato in banda L, raggio di 70-80 km, sensore IR alternativo al radar (non sono presenti contemporaneamente), testata da circa 500 kg e massa di 2500, alette completamente ripiegabili, che permettono tubi di lancio simili a quelli dei sottomarini 'Charlie I'. La velocità raggiungibile arriva a 40+ nodi, in condizioni sperimentali a carico leggero si sono raggiunti addirittura i 50 nodi, paragonabile alla velocità di un aliscafo. Il pieno di carburante è di 100 t.

L'aggiornamento delle navi, specialmente per quello che riguardava il sistema missilistico antinave, potente ma obsolescente al tempo stesso, ha visto sistemi migliori in campo. Sono state offerte 'Tarantul' con 4 missili supersonici Moskit, come anche con 16 missili Zwiezda 3M24 Uran-Harponskiy (SS-N 25 'Switchblade'). Questa è la configurazione scelta dalla Marina Indiana, nel progetto 12421 con lo stesso sperimentato motore (peccato, se non altro perché l'autonomia poteva essere migliorata con i diesel per la crociera come su di un'altra versione delle navi, a 2500 miglia nautiche) che permette 1600 miglia a 14 nodi o 400 a 36 (che è la velocità massima continua a pieno carico), o ancora 10 giorni di mare. Queste nuove navi sono la classe 'Prabal'.

Le dimensioni della nave sono: lunghezza 56, 9 m, al galleggiamento 49,5 m, larghezza 13 m massima (ma solo 8,74 al galleggiamento), dislocamento standard 392 t, normale 450, massimo 560 t. Per risparmiare carburante sono presenti due generatori diesel DGR-2A-200/1500 da 200 kW e un 100/1500 da 100 kW.

I sensori comprendono, sulle navi di questa nuova classe, 1 radar Tayfun MR 352 POZITIV E, 1 BEL APARNA /3C25 GARPUN E, 1 BEL LYNX/Contraves TMX, 1 BEL RASHMI, 2 lanciarazzi KL 101 calibro 102 mm per razzi TSP 60 e TST 60, 1 Bel AYANTA Ml.2C, un sistema di elaborazione dati combattimento, 1 sistema KASU per designazione missili URAN 1 uno integrato di controllo e comando BEL. Totale equipaggio: 7 ufficiali e 69 sottoufficiali e marinai.

La dotazione di sistemi d'arma comprende 16 missili URAN, entrati in servizio (in Russia) nel 1997 anche se erano sviluppati da molto tempo. Hanno massa di 603 kg al lancio e in volo di 530 kg (senza booster), lunghezza di 4,44 m al lancio e 3, 75 m in volo, apertura alare di 67 cm con alette ripiegate e 1,24 con ali estese. Essi sono capaci -a seconda del tipo di profilo di volo- di 110-130 km di gittata, velocità di circa 620 kmh minima e 860 kmh massima di crociera, ma nel momento dell'attacco è possibile 'dare gas' raggiungendo i 1100 kmh, con ovvi vantaggi per la sopravvivenza alle difese avversarie, mentre la quota di crociera di 10 m cala ad appena 3-5 a seconda dello stato del mare per complicare la localizzazone da parte delle difese antiaeree. La testata di 145 kg di cui ben 90 di esplosivo, sistemati in lanciatori quadrupli KT 184 pesanti carichi 4,5 t l'uno. Il sensore radar di bordo è l'ARGS 35 da 40 kg, portata 20 km massima, angolo di visione 45 gradi per lato e 20 in verticale, utilizzabile fino a mare forza 6 su scala Beaufort. Forse la gittata massima è influenzata dalla velocità di crociera 'settata'. Se questa è più alta il missile, paradossalmente, avrà una gittata minore, mentre con il motore al minimo avrà una superiore portata, ma sarà più vulnerabile alla caccia nemica e agli spostamenti non previsti della nave (in altri termini: 115 km a 240 ms sono copribili in circa 450 s, 130 a 170 ms sono copribili in circa 700 secondi, una nave a 32 nodi si muove di circa 1 km al minuto). La gittata minima è di 5-7 km, non trascurabile come limite (ma normale per missili di questo tipo) e anche per questo il cannone da 76 è il benvenuto in queste navi. Per il resto il cannone da 76 AK-176 sovietico è stato sostituito dall'obiquo OTO SR, che è prodotto su licenza anche in India. Purtroppo, la 'standardizzazione' procede complice il fatto che a parte l'OTO, nel resto del mondo i cannoni di medio calibro non hanno goduto negli ultimi anni di molto interesse, pur continuando ad essere utilizzati da tutte le marine. Difficile spiegarsene il perché, ma in Russia questo cannone da 76, all'avanguardia negli anni '70 è rimasto senza sviluppi malgrado le sue indubbie potenzialità, mentre i cannoni da 100 e 130 mm di nuova generazione sono troppo pesanti per le 'Tarantul'. Le nuove munizioni, come il DART da 35 km non hanno fatto altro che aumentare questo successo e il divario con le vecchie armi. Come sistemi d'arma restano da citare il lanciatore quadruplo MTU 4US per i moderni missili SA-16/18 come i 9M32M Strela o 9M39 Igla, con 16 armi disponibili in un magazzino nella parte posteriore della sovrastruttura. Sono efficaci fino a 5,2 km e 3,5 km di quota.

I sistemi elettronici comprendono l'APARNA, aggiornamento del Garpun russo, con portata di 45 km in modo 'diretto', ma anche con l'importantissima capacità di osservazione 'indiretto' con riflessione nella ionosfera. In tal caso la portata in modo 'attivo' arriva ad almeno 140 km o addirittura 500 km in modo passivo (sentendo cioè l'eco riflesso dei radar avversari). È una capacità importante, che consente di lanciare oltre l'orizzonte i missili anche senza designatori esterni, anche se funziona bene solo in caso di riflessione ideale delle onde radar. Nella sua ultima versione è dotato di sottosistemi digitali. il POZITIV E è invece un sistema convenzionale, da difesa aerea e scoperta in superficie, sull'albero, con capacità di scoprire bersagli di superficie a 50 km e aerei a 100 km, seguendo fino a 5 bersagli di superficie e 5 aerei in simultanea, non sono molti, ma se vi è la versione aggiornata M1 o l'M2 allora i bersagli seguibili arrivano a 40-50. Quanto alle ECM, i razzi TSP 60 possono generare un bersaglio con RCS di 50m2 (come la nave) per 2-10 minuti. Il sistema C3 è l'EMCCA (Electronic Modular Command and Control System) della BEL, con display LCD a colori Barco. I sistemi di tiro sono il radar LYNX, ovvero il Contraves TMX costruito su licenza, che ha sostituito il Bass Tilt. Questo ha reso necessario usare dei convertitori analogici-digitali perché il TMX è un sistema digitale, differentemente dal sistema precedente. Vi è un sistema di designazione che indirizza gli URAN con i dati dell'APARNA, e per utilizzare le torrette (purtroppo rimaste ancora senza un radar specifico, con quello di prua teoricamente utilizzato principalmente per il cannone) vi è anche una colonnina elettro-ottica Kolonka davanti al fumaiolo. L'equipaggio è piuttosto numeroso per la stazza della nave, come ultima notazione relativa a quello che resta un riuscito progetto di 'revamping' di navi di tipo sovietico con elementi occidentali e indiani.

In tutto:

  • Dislocamento 392/450/560t
  • Dimensioni: 49,5-56,9m e 8,74-13 m, pescaggio 2,25 m, 3,64 con le eliche
  • Motori: 4 turbine M75 e M70 da oltre 40.000 hp
  • Autonomia: 1600 NM a 14 nodi
  • Equipaggio: 76
  • Armamento: 1 pezzo antiaereo/antimissile/antinave SR 76 mm (320 colpi), 2 CIWS ADG-630 (4.000, tutti pronti al tiro), 1 lanciamissili Strela (16 missili), 16 missili URAN
  • Elettronica: 1 radar MR 352 POZITIV E, 1 APARNA, 1 LYNX, 1 RASHMI, 1 sistema ECM AYANTA, 2 lanciarazzi KL 101, 1 sistema KASU 1521 guidamissili, 1 sistema EMCCA.

Il missile URAN:

  • Dimensioni: 3,75-4,4 m x 0,67-1.24 m.
  • Peso: 603-530 kg
  • Gittata: 115 km a 864 kmh, 130 a 612, attacco a 1100 kmh
  • Quota: 10 m, attacco a 3-5 m
  • Radar: portata 20 km, peso 40 kg, campo di tiro +_45° e 20° elevazione
  • Motore: R-95 turbogetto, più booster.

Programma: prima nave impostata il 16 febbraio 1998, varata il 28 settembre 2000, consegna 11 aprile 2002. È la PRABAL (K-92) seguita dalla PRALAYA (K-91) il 18 dicembre dello stesso anno, con almeno altre 3-4 navi in costruzione. Non è chiaro se vi siano piani per ammodernare anche le altre 11, relativamente recenti 'Tarantul', almeno con i missili URAN o il loro derivato potenziato URANIUM, da ben 250 km di gittata. La Marina indiana, attualmente ha ben tre tipi di missili antinave di nuova generazione: la famiglia KLUB, il BRAMHOS e l'URAN, che rappresenta la 'fascia bassa', ma pur sempre all'altezza dell'Harpoon delle prime versioni.

Altri progetti[modifica]

Fregate classe Kashmir': 3 nuove navi da guerra, anch'esse costruite come derivazione delle fortunate 'Krivak' del progetto migliorato 1135.6 o 'Krivak III'. La KASHMIR, capoclasse, era attesa in servizio per il 2004, a cui sarebbero seguite ARUNACHAL PRADESH e un'altra nave. Erano state costruite nei cantieri di San Pietroburgo (ex-Leningrado), per cui si tratta a tutti gli effetti di navi 'russe'. La modifica di maggior conto sarebbe stata l'installazione di un sistema a otto celle verticali per i missili ALFA di cui sopra. Quanto del resto: un cannone da 100 mm, 2 lanciarazzi RBU, due tls da 533 mm quintupli, un SA-N 4, 2 CIWS e un elicottero restava, non era chiaro.

Fregate classe Godavari: note anche come Progetto 16, sono navi di media sofisticazione, costruite tra il 1983 e il 1988 in 3 esemplari. Sono navi di struttura e progettazione 'occidentali', ma equipaggiate largamente con sensori ed armi sovietiche. Per esempio, vi sono due grandi radar di scoperta aerea sugli alberi a struttura (questa sì di scuola sovietica) tronco-piramidale con scarichi dei motori incorporati, un cannone binato da 57 mm è sito anteriormente, sul ponte di prua, e la sua elegante struttura con cupola emisferica sembra quasi scomparire nella mole della grossa nave, con un radar di controllo del tiro e 4 lanciatori di missili STYX appena dietro, sempre sul ponte di prua Essi sono accompagnati da un sistema di deflessione degli scarichi dei motori a razzo e da una sorta di svasamento sul ponte e lo scafo per consentirne l'utilizzo senza danneggiare le strutture, o senza che il mare danneggi i lanciatori (comunque il brodo libero è alto, essendo lo scafo, differentemente dalle navi sovietiche, assai stretto e profondo). La nave è nell'insieme ben armata nell'insieme, anche se l'artiglieria è piuttosto ridotta. Dietro al cannone binato da 57 mm e ai 4 missili vi è una ampia tuga, che inizia con un lanciatore di missili SA-N 4 a corto raggio. Poi si prosegue con una plancia alta e dall'aria massiccia, con finestre piuttosto piccole e grandi ali di plancia laterali. Pare che vi siano lanciasiluri a mezza nave di tipo leggero da 533 mm, poi a poppavia vi sono almeno 2 torrette (binate?) da 30 mm e in ogni caso, due radar di controllo del tiro 'Drum Tilt' o 'Bass Tilt' (in questo caso, per i CIWS) e infine un grande hangar con ponte di volo.

Fregate classe 'Brahmaputra': si tratta di un'altra classe di fregate, in corso di realizzazione all'inizio del XIX secolo, ma ancora sulla base delle 'Godavari'. Sono costruite nei cantieri Garden di Calcutta, dove però si sono verificati scioperi, problemi di fornitura degli equipaggiamenti e carenza di fondi che ne hanno ritardato la nascita. La loro progettazione è abbastanza datata, ma nondimeno hanno da offrire un generale aggiornamento delle dotazioni, per cui sostituiscono i 4 vecchi 'Styx' con ben 16 missili URAN, il cannone da 57 mm binato con un OTO SR da 76 mm, il sistema SA-N 4 con il TRISHUL, che però almeno sulla capoclasse ha dato problemi tali da consigliarne la sostituzione con un sistema come il BARAK o un missile russo analogo. L'hangar può ospitare due elicotteri.

Fregate Stealth: la SHIVALIK: il 18 aprile 2003, ai cantieri Magazon Dock Ltd. venne varata questa nuova nave, ordinata nel 1998 dalla Marina e impostata l'11 luglio 2001. Il 4 giugno è arrivato il varo della SATPURA, che impostata nel 2002 sarebbe stata consegnata nel 2007. la SAHYADURI venne varata nel 2006 e si presume in servizio nel 2009. Al solito, le classi di navi indiane sono di 3-4 unità se si tratta di fregate o caccia, con un numero che non è da prototipi e non è ancora una classe completa per una Marina. Esse sono state disegnate dall' Indian Naval Design Buerau o NDB e dall'SPKB russo di S.Pietroburgo. In sostanza sono un'evoluzione avanzata delle TALWAR, le 1135.6 o P17A. Queste navi sono state realizzate nel 1999-2003 in (indovinate un pò) 3 esemplari complessivi, tutti costruiti a S.Pietroburgo. Le nuove navi sono simili, tanto che le Talwar erano siglate P17A, ma più avanzate. Il disegno è stealth, con dislocamento di 4600 t standard e 5300 a pieno carico, lunge 143 m. Anche qui sono stati utilizzati 173 moduli prefabbricati 'à la Lafayette'.

Hanno due motori LM 2005IEC e due SEMPT 16PA6 STC con due riduttori Renk-Elecon in configurazione CODOG. La velocità arriva a 30 nodi, mentre ben 4 generatori da 1MW Wartsila-Cummings WCM 1000/5, protetti da appositi moduli antirumore della britannica IAC, che assieme alla canadese CAE, la francese DCNI ha contribuito a progettare le navi in questa fisionomia. La CAE ha anche fornito la consolle AMMC per la centrale di controllo. I sistemi d'arma diq uest navi, che sono di per sè progettate in maniera 'convenzionale' per essere navi stealth (con forme inclinate, sovrastruttura continua, albero triangolare centrale, tagliamare piuttosto acuto, poppa a specchio per l'hangar e ponte di volo). Le armi sono il cannone Super Rapido con scudo stealth, con munizioni di vario genere, anche SAPOM a gittata prolungata e DART a correzione di traiettoria, quando saranno disponibili. La dotazione di missili ha il sistema SHTIL 1E, ovvero l'ultima versione dell'SA-N 7. Il sistema MS 196E ha rampa singola e 2 tamburi di missili, che possono essere i Altair 9M39M1 da 32 km o M2 da 45 km. L'ultima versione ha velocità di picco di quasi mach 4 -circa 4200 kmh-, spoletta laser antiaerei-antimissile, a contatto per ruoli antinave, quota tra 5 e 25.000 m anziché circa 10-14.000 del primo tipo.

I missili KLUB N sono di diversi tipi, già elencati: antinave supersonico (finale soltanto) da 220 km 3M54E ALFA, E1 subsonico da 300 km, 3M14E per l'attacco a terra da 300 km, 91RE2 con portata di 40 km per un siluro APR-2ME a razzo e 3 km di portata. Pare che gli indiani abbiano ordinato ai russi 200 E1 da attacco terrestre, teoricamente anche nucleare. Il lanciatore è verticale, da otto celle, il Novator 3S14E. Il sistema ASW ZAPAD ha gli RBU 6000 con 96 razzi guidati e non, già menzionati, per il resto due lanciasiluri che pare siano gli ILAS-3 da 324 mm.

Inoltre, vi sono due KASTHAN (versione export del Kortik) a poppa, sopra l'hangar dotati di cannoni da 5400 cmin. l'uno, lanciamissili 3S87 da 8 km, radar Altair 3P87 in banda L/M con portata di 20 km, telemetro laser, sensore LLTV e IR per il controllo dei missili, sistema di caricamento automatico con 24 missili che sono di ben 3 tipi: 9M311 con spoletta laser, 9M311-1 con la più tradizionale spoletta radar, 3M87 con testata HEAT e spoletta a contatto (torna utile per affrontare eventuali carri armati anfibi..), sistema di alimentazione an nastro per 3000 colpi da 30 mm UOF 84 e UOR 84. Il totale delle munizioni di bordo arriva a 12000 colpi da 30 mm, e ben 200 missili SAM (?? possibilmente una capacità teorica, oppure il tentativo di battere un record mondiale). Il sistema ha la capacità persino di abbattere i detriti dei missili antinave esplosi (affermazione di un qualcosa ottimista, si riferirà semmai a quelli di maggiori dimensioni e relativamente poco numerosi?). La torretta è la Tula 6K30. Gli elicotteri sono due, inizialmente i Sea King Mk 42 e poi i DHRUV locali, dotabili di siluri A244, o i russi Region APR 2 da 350 mm, missili Uran, Sea Eagle o il nuovo HAL Koral (come se non fosse abbastanza alta la varietà dei missili di fornitura russa o origine russo-indiana), dotati di sonar filabile WGS 3 o BEL Ahalya, MAD, sonoboe. In tutto presenti a bordo, pare, 8 missili antinave e 16 siluri ASW. Per ottimizzare la loro operatività le navi hanno sia una massa non indifferente che un sistema di stabilizzazion con due coppie di alette fisse e 4 coppie di alette piccole e mobili, mentre il sistema SAMHAE francese consente la movimentazione degli elicotteri sul ponte fino all'hangar.

I radar sono il solito 'assortimento' di sistemi russi di ultima generazione e di apparati occidentali. Vi è il FREGAT nell'ennesima versione MR 760 MA FREGAT M2EM, il 755 FRIEGAT M2 per la scoperta aerea e di superficie, della russa Salyut. Hanno funzionamento in banda D/E e hanno portata di 400 km e il 760 ha anche capacità EW, utilizzabile per associarsi con i missili SAM. Il sistema radar di controllo del tiro missilistico è l'APARNA ovvero il 3C25E Garpun russo progettato dalla Bharat Electronics. Ha portata di 45 km in modo diretto, 180 OTH attiva, 500 passiva (in condizioni ottimali di propagazione delle onde radar, ma notare bene, in questo modo è possibile utilizzare i missili antinave ben oltre l'orizzonte, senza teoricamente nemmeno gli elicotteri per la guida di mezza corsa). Il radar è il BEL Lynx in banda Ka, ovvero il Contraves TMX costruito su licenza.

Vi sono anche gli Altair MR 90 o OP 3 in banda E, per i missili SAM. Per il resto vi sono 3 radar di navigazione BEL Ramshi e Rani, 1 sonar di chiglia BEL Humsa a media frequenza ( 7 KHz, il THomson TMS Sperhion con portata di 20 km) e un BEL ATAS rimorchiato a bassissima frequenza (derivato dal Thompson DSBV 62), un sonar leggero contro gli 'uomini rana' (incursori). Il sistema ECM è l'AJANTA Mk 3 con 9 antenne forse simile a quello delle Talwar (con 2 antenne Ajanta Mk 2, 2 antenne russe MP 405M e due Ajanta Mk 2C, il tutto per coprire tutte le frequenze utili per compiti militari di 0,1-20 GHz), un ssitema di lancio per decoys con 4 lanciarazzi Super Barricade, 1 decoy antisiluro BEL TOTED, ovvero il Graseby G 738, il tutto gestito da 257 uomini, di cui 35 ufficiali. Essi hanno a disposizione il sistema CMS della BEL, usato sulle fregate Bramaputra o Progetto 16A, oppure un TAVITAC 2000 francese, mentre le consolles sono 10 a colori del tipo LCD, le BArco MPRD 9651 collegati ad una LAN.

Dati utili:

  • dislocamento:4.600 /5.400 t
  • Dimensioni: 133-143 x15,5-17 x4,5 m
  • Equipaggio: 35+222
  • Motori: 2 LM 2500 IEC da 45000 hp complessivi, + 2 SEMPT Pleistick 16PA6 STC, 4 generatori da 1 MW Wartisila-Cummings 1000/5
  • Prestazioni: 30 nodi massima, 18 continua, autonomia 5000 NM a 18 nodi, carburante 900 t, autonomia con un rifornimento 30-40 gg.
  • Armamento:
    • 1 cannone SR Stealth
    • 1 lanciamissili Start MS 196E con 24 Altair 9M28M
    • 1 lanciamissili Novator 3S14E con 8 ALFA/KLUB
    • 2 lanciarazzi MIT RBU 6000 con 96 razzi
    • 2 KASTHAN con fino a 200 missili Tula 9M311 o 3M87 e 12000 colpi da 30 mm
    • 2 lanciasiluri da 324 mm ILAS-3 con 12 A244 o NST58
    • 8 lanciamissili 9P516 con 16 9M313 ovvero gli Igla SA-16
    • 2 elicotteri SeaKing Mk 42B o DHRUV con 8 URAN 16 siluri e altro ancora
  • Apparati:
    • 1 3D Salyut MR 760 MA FREGAT M2EM
    • 1 Salyut 755 FRIEGAT M2
    • 1 BEL APARNA
    • 4 Altair MR 90 o OP 3
    • 1 BEL Lynx
    • 3 radar di navigazione BEL Ramshi e Rani
    • 3 sonar di cui 1 antisub, 1 BEL Humsa e un BEL ATAS
    • 1 ECM l'AJANTA Mk 3 e 4 lanciachaff, 1 BEL TOTED
    • 1 sistema C3I

Sistema Uragan-Tornado-SHTIL 1

  • Servizio: 1998
  • Missile:
    • 9M38M2: 715 kg, testata 70 kg, raggio distruttivo >20 m. Lunghezza missile 5,55 m, diametro 400/330 mm, 90 cm apertura alare. Portata 3-45 km, quota 5-25.000 m, velocità 1230 ms, velocità bersaglio 1100 ms, carico massimo 24 g, tempo funzionamento motore a razzo 30 s.
    • 9M38 e 9M38M1: peso 690 kg, portata 25-32 km, quota 18-22 km, velocità 1080-1200 ms, accelerazione 19 o 20 g, spoletta radar.
  • Sistema di guida: 9E50M-2, peso 28 kg, diametro antenna 31 cm.
  • Sistema di lancio: MS 196 ,peso 30 t a vuoto, 24 missili, dimensioni caricatore 5,5 x 5,2 x 7,42 m, cadenza tiro 5 missili-min.
  • Guida: sistema 3R90M 2, collegato al FRIEGAT M2EM, 4 OP 3 (1,2 t, elevazione 70 gradi massimo),sottosistemi come il computer Biaget con consolle Barco, 2 OI 14 per estrapolazione bersagli, 2 OK 10 WP per autorizzazione lancio, 2 telecamere OT 10 con portata 35 km, peso totale sistema 3R90M 26 t, superficie 72 m2, bersagli inseguibilki 24-48, ingaggiabili 4, tempo reazione a freddo 3 min, a caldo (con il sistema già attivato) 6 secondi, energia 200 Kw, possibilità impiego mare forza 5, Pk distruzione 0,81-96 con 2 missili contro aerei, 0,43-86 contro missili, personale addetto 3 ufficiali e 10 marinai.

Chiaramente, queste nuove fregate sono navi innovative e potenti. Hanno una lunga autonomia in mare e di fuoco, capacità antiaeree, missili d'attacco terrestri (anche se solo 8 esemplari se tutti i sistemi di lancio sono loro dedicati, senza missili per attacco antinave), capacità stealth e antiaeree notevoli. Sono in sostanza mezzi navali d'attacco più che di difesa.

Corvette classe Khukri e Kora: le prime sono derivate dalle 'Tarantul', le seconde, da realizzarsi, manco a dirlo, in 3-4 esemplari, sono un'ulteriore evoluzione, con la capoclasse in servizio dal 1998 (Progetto 25A). Forse il SAM Trishul sostituirà il cannone da 76 mm prodiero. Intanto, i missili P-20M ovvero gli Styx ultima versione sono stati rimpiazzati con gli URAN, presumibilmente in 16 esemplari.

Pattugliatori 'Super Dvora Mk.II': duenavi ordinate in Israele, alla Israel Aircraft Industries di Ramta, servono dal giugno 1998 la prima e l'altra dal giugno '99. Altre due sono state costruite nell'Arsenale di Goa per entrare in servizio nel 2000 e 2004, e fare da capoclasse ad una forza di almeno 15 altre unità. Si tratta infatti di navi di piccole dimensioni, alcune destinate alla Guardia Costiera. Sono imbarcazioni da pattugliamento marittimo veloci, da circa 21 m e 47 nodi, con due mitragliere da 20 e due da 12,7 mm, in teoria anche due missili Gabriel antinave (ma non nel caso, si presume, delle navi indiane).

Hovercarft MURENA: sono i russi Progetto 12061, 6 navi comprate per la forza di Reazione Rapida della Marina indiana. Comprate in lotti di due a partire dal 2001.

LST classe Magar: Sempre a Calcutta sono state costruite non meno di 3 navi da sbarco per mezzi corazzati di questa classe, su di un ordine iniziale di 8, poi ridotto a 5. Per il resto erano in servizio le piccole navi Polnocny da circa 1000 t.

AOR DAITYA: Il problema di far operare una grande flotta fuori dalle acque territoriali è molto serio. Le navi da rifornimento in mare divengono essenziali in molti casi pratici e la Indian Navy non ha molto da offrire in questo settore. La nave DEEPAK è stata radiata da anni, mentre la DAITYA è entrata in servizio dopo che una serie di incredibili ritardi ha comportato oltre 15 anni di tempo dall'impopstazione alla consegna, mente la vecchia AOR da sostituire nel frattempo era già stata radiata. Chiaramente servivano altre navi del genere, ma l'Indian Navy non pareva avere molti fondi e volontà di dotarsene. Questa nave è di progetto tedesco, della Bremer-Vulkan

Sottomarini Classe Sindhushastra/Kilo: non meno di 10 unità. di cui l'ultima è stata varata nel '99. Almeno le ultime risultano del tipo Progetto 877EKM, migliorato rispetto ai primi sottomarini di questa classe. Hanno ricevuto e stanno ricevendo miglioramenti in ogni settore, specie come sonar ed ECM, e forse anche la versione lanciabile da sottomarini del KLUB.

Sottomarini Shishiumar/Type 209: sono del modello 1500, consegnati in 4 esemplari nel periodo 1986-94, i primi due realizzati in Germania e gli altri nei cantieri Magazon. Anche questi sono stati aggiornati, per esempio con sonar CSF ELDONE TSM 2272.

Sottomarini Progetto P75: il programma consisteva originariamente nell'ordinare 6 Type 209, ma poi le ultime due navi sono state rimpiazzate dalla loro versione 'indianizzata', che è il Progetto P75. In sostanza, la differenza è nel lanciare i missili ALFA/KLUB, che sono stati scelti contro il MOSKIT e lo YAKHONT (che poi sarebbe diventato il BRAMHOS in India), mentre l'URAN era una soluzione ad interim in attesa di questo nuovo e formidabile missile (soluzione ad interim che comunque è stata comprata in oltre 400 esemplari, quasi la metà, per esempio, dell'intera produzione di OTOMAT fino al 1996).

Portaerei: l'indisponibilità della vecchia VIKAANT ha costretto, durante la crisi del Kargil del 1999 a far schierare i Sea Harrier indiani su delle navi da trasporto appositamente adattate. Non certamente una buona situazione, a cui gli indiani hanno cercato di rispondere in tre vie: comprare la ex-Hermes inglese, ribattezzata VIRAANT, una buona nave certo superiore alla precedente, pure inglese, unità navale. Comprare la ADMIRAL GORSHKOV (ex- BAKU), portaerei russa della classe Kiev, riallestendola completamente e facendone una portaerei CTOL, e studiando una nuova portaerei chiamata progetto ADS, in collaborazione con i francesi, da 20000-24000 t. La GORSHKOV è stata comprata, e assieme ad essa gli apparecchi necessari. Gli ascensori sono un limite non modificabile essendo l'hangar del tipo chiuso, uno principale da 30 t e 19,2 x 10,3 m e l'altro da 20 e 18,5x 4,7 m. Chiaramente solo il primo è utilizzabile per gli aerei, l'altro solo per elicotteri o, forse, per gli Yak-38 che erano macchine molto snelle. La sovrastruttura ricostruita, sistemi d'arma rimossi, ponte di volo angolato da 195 m con sky-jump a 6 gradi. Le catapulte sono costruite solo dagli americani, questo vale anche per la De Gaulle francese che ha du Mk.13 mod 3 e non si tratta di un sistema facile da costruire, se è vero che per esempio i sovietici non ne realizzarono mai nonostante che fosse in programma per la terza nave classe Kutsetsoz, uno scafo della quale è stato comprato dalla Cina. Lo Sky-jump non è ottimale ma meglio che nulla, mentre l'atterraggio avrà una pista angolata lateralmente di 198 m. I velivoli saranno i MiG-29K o successivi, da ordinarsi in ben 60 esemplari, praticamente quanti quelli ordinati dalla IAF. Il dislocamento, dopo le modifiche dovrebbe essere di 45.400 t, molto notevole anche se ancora la metà delle superportaerei americane. In ogni caso consentirà di operare con aerei da caccia bisonici, il che è un fatto degno di nota, mentre al contrario, non vi è stato alcun interesse per lo Yak-141 a decollo verticale, pure una macchina interessante, pensata praticamente per rivitalizzare proprio le Kiev, visto che per le 'Kuznetzov' erano previsti i MiG-29K e i Su-27, solo questi ultimi effettivamente comprati per la portaerei ex-russa.

La prima portaerei indiana era perà la VIKRANT, ovvero la vecchia Hercules, classe Majestic, completata al 75% e trainata in India nel 1953 per essere completata dopo l'acquisto, mentre al contempo nasceva l'Aviazione navale indiana. Nel 1961 divenne operativa, venne utilizzata in guerra nel '71 con i suoi Sea Hawk, presenti in 16 esemplari, poi ebbe lo sky-jump e imbarcò i Sea Harrier. Venne radiata nel 1994, ma nel frattempo arrivò una consorella: la VIRAAT.

Questa era la vecchia HERMES, radiata dal servizio dalla Royal Navy e comprata il 24 aprile 1986, immessa in servizio il 12 maggio 1987, ammodernata ('restaurata') nel 2003 con un sistema IAI Barak a 16 celle di lancio ovvero 2 moduli. Il Barak è istallato anche su altre navi, ma curiosamente in quantità maggiori: 32 per i 'Rajuput', 24 per le fregate 'Godavari' e 'Brahmaputra'. I sistemi radar sono l'Elta STAR per la ricerca di superficie e aerea, sistemi radar di vario tipo per i lanciamissili. La forza imbarcata è di circa 30 aerei. Normalmente in tempo di pace vi sono 6 Sea Harrier, 3-4 Sea King, 2 Chetak/Alouette III. Gli elicotteri ASW normalmente sono i Sea King, di cui 41 sono stati consegnati, capaci anche di eseguire attacchi antinave. I 33 superstiti vennero messi a terra al tempo degli embarghi americani contro l'India quando ebbe l'ardire di completare i suoi test nucleari. I Kamov Ka-31 hanno funzioni AEW, vi sono anche elicotteri come i Kamov Ka-28 ASW. I 29 Sea Harrier consegnati di cui 6 biposto sono attualmente circa 20 su due squadroni, il INAS-300 'The White Tigers', e il INAS-551B 'The Braves' che è stato costituito nel 1995 e ha funzioni operative-OCU con i T.4 e T.60, mentre i monoposto sono i FRS.51. I piloti sono abilitati con gli aerei dell'IAF, specie i Kiran, e fanno almeno 50 prove d'appontaggio verticale prima di ottenere l'abilitazione (sicuramente la fase di transizione all'atterraggio verticale è la più delicata di tutte per i Sea Harrier, come ben ne sanno i Marines americani). Tra gli elicotteri i Sea King Mk.42B sono stati equipaggiati con il sonar Thales HS-12, ESM Hermes, radar Bendix-1400 (sulle macchine aggiornate allo standard Mk.42C). Hanno missili Sea Eagle, cariche di profondità, siluri A244 o i loro cloni indiani, mitragliatrice da 7,62 mm. I Sea Harrier dovevano essere aggiornati con un kit della Rafael con nuovi sistemi elettronici. Ma non se ne è fatto niente, il programma MiG-29M ha preso tutta la torta degli investimenti. In ogni caso, vi è almeno su alcune macchine il RWR 'Roshini' al posto dell'ARI.18223, con un archivio elettronico per 128 tracce radar.

Quanto all'aviazione navale, non c'è da dimenticare che l'India comprò gli Il-38 'May' simili ai primi P-3 Orion, e poi questi ebbero un successore con una macchina più grande e capace, per quanto costosa: il Tu-142M, comprato nel 1988 in otto esemplari della versione specifica MKE, simili ai Bear F mod 3 ovvero ai Tu-142MK con il sistema ASW Koshiun al posto del Berkut del Tu-142, meno efficiente.

La storia delle portaerei indiane[2][modifica]

L'India ha cominciato ad avere a che fare con le portaerei negli anni '50 con la HMS Hercules, comprata ancora incompleta e dotata di catapulte a vapore e ponte angolato. Divenne la VIKRAANT ed entrò in servizio nel 1961, partecipando con 16 Sea Hawk, alcuni Alizé e qualche elicottero alla guerra del '71. Dagli anni '80 ebbe i validi Sea Harrier, a maggior ragione validi se si considera che essi avrebbero avuto anche missili Sea Eagle. Ma non c'era lo sky-jump, del resto incompatibile con le catapulte a vapore, che venne introdotto con la VIRAANT, ex-HMS Hermes comprata negli anni '80 e ammodernata con nuovi sistemi elettronici e antincendio nel 1999-2001 per restare in servizio almeno fino al 2010. Nel 1989 l'India annunciò di voler uscire dall'era dell'usato con due nuove portaerei, anche per rimpiazzare la VIKRANT, uscita dalla linea nel 1994, dopo un periodo felice in cui la Marina indiana aveva avuto in contemporanea ben 2 portaerei in servizio. Inizialmente la DCN francese, interpellata in merito, diede dei progetti per una nave da 25.000 t da costruire ai Cochin Shipyard indiani. Poi nel '91 si pensò a navi di grandezza grossomodo dimezzata per risalire con una nave da 'difesa aerea' negli anni '90 e infine nel '99 una grossa nave che passava da 20 a 30.000 t, con disegni iniziali del 2001. IL tipo era una STOBAR, ovvero una nave dotata di cavi d'arresto ma non di catapulte, quanto piuttosto di uno sky-jump. Altra modifica nel 2002 per arrivare a 37.500 t e 252 m ed entrata in servizio nel 2014. Questa nave è costruita da un consorzio di ditte tra cui la Fincantieri e somiglia ad una grossa 'Cavour'. Tra le sue caratteristiche, 4 turbine LM-2500 e 4 cannoni OTO S.R., uno sky-jump da 14° e un gruppo previsto con una trentina di mezzi di cui la metà elicotteri e il resto MiG-29K, e fino a quando utilizzabili, i Sea Harrier ed eventuali LCA navalizzati. Almeno 17 mezzi saranno ricovarti nell'hangar in simultanea. A parte la futura nuova VIKRAANT, la Marina indiana è stata interessata a comprare altro usato, stavolta la vecchia BAKU sovietica, ora la Admiral Gorshkov del 1988 e con appena 5-6 anni di attività prima della sua radiazione. In fase di trasformazione con uno sky jump di 14,3°, 3 o 4 cavi d'arresto, elevatore anteriore aumentato a 30 t di portata, avrebbe dovuto entrare in servizio nel 2008 come INS Vikramaditya, ma adesso si parla del 2011. In ogni caso potrebbe far decollare solo un aereo per volta e non consentirebbe a quanto pare, di far decollare e atterrare in simultanea i velivoli di bordo. In tutto si prevedono due portaerei nuove oltre alla vecchia unità russa, che dovrebbe portare circa 24 aerei e una mezza dozzina di elicotteri, per portare a due i gruppi d'altura presenti in contemporanea in servizio e una terza portaerei ai lavori. L'obiettivo attuale è quello di contrastare l'espansione cinese, che ha comportato di recente anche l'apertura di alcuni aeroporti ad alta quota lungo il confine.

Il BRAHMOS[3][modifica]

Quanto ai costruttori russi di missili antinave, l'NPO Mashinostroyenia vanta un'importante tradizione: è l'erede dell'OKB-52, fondato nel settembre del '44 da Vladimir Chelomey, allora un giovane e brillante studioso dei pulsoreattori, a sua volta sulla base del precedente OKB-51. Era stato incaricato di costruire una V-1 sovietica, con gli esemplari disponibili, tra cui un'inedita versione allungata con due pulsoreattori, trovati in Polonia. Ma il primo risultato concreto fu l'X-10, con due statoreattori e un booster; esso entrò in servizio alla fine del '47 con rampa terrestre, ma in pochi esemplari; poi arrivò l'X-15 con un turbogetto Nene inglese e due booster, entrato in servizio alla fine del '48 e infine l'X-16. Ora che l'OKB-52 aveva assorbito il Polikarpov DB, vittima delle persecuzioni staliniane, la progettazione di armi avanzate continuava.

Ma la politica era un peso inscindibile nel sistema militare-industriale sovietico. Mentre Chelomey era fuori dagli intrighi politici, il MIG DB era diventato molto influente e si associò al KB-1 DB, specializzato in sistemi di guerra elettronica; il primo era diretto a Mikoyan, il secondo da Sergei Beria, il figlio del temutissimo capo della polizia segreta Lavrenty Beria; nel '52, lavorando a missili da crociera come già il Chelomey DB, lo mise di fatto fuori dai giochi; ma finalmente Stalin morì e venne alla ribalta il più giovane Khrushov, che inaugurò l'era tecnologica e la 'rivoluzione degli affari militari', puntando molto sulla missilistica. Ora che il figlio del premier (Sergei Khrushov) lavorava all'OKB-52 le cose cominciarono a cambiare e nel '54 il Comitato Centrale incaricò questo ufficio di progettazione di armare di missili la flotta russa (Voyenno Morskoi Flot). Il primo risultato fu il P-5, noto in Occidente come SS-N-3 Shaddock, in servizio dal '59 sulle unità Progetto 644 (Whiskey Twin Cylinder), 651 (Juliett) e 659 (Echo I), essenzialmente per attacchi nucleari. Venne fuori presto anche la versione da difesa costiera S-5 e il migliorato sistema P-5D; simile al Regulus e allo Snark degli americani, ma con velocità supersonica e portata più ridotta, aveva l'importante compito di attaccare il territorio americano da parte dei sottomarini sovietici, e solo in seguito anche di colpire le portaerei nemiche. Sostituì il poco riuscito SS-N-1 Scrubber e integrò i Raduga P-15, -15U, ovvero gli Styx, in servizio dal '58. Poi Chelomey riuscì, oramai da smaliziato politico, a convincere Krushov a inglobare nel suo DB anche i DB Lavochkin e Myasishev; il primo fu importante per realizzare i satelliti Polyot e Proton, e poi i mezzi spaziali ERS; il secondo fu invece usato per i missili balistici UR-100, 200 e 500; lo stabilimento di Fili accrebbe notevolmente le capacità produttive collegate all'OKB-52. Nel frattempo, nel '62, arrivò il P-35 o SS-N-3B, per i Project 58 (Kynda), i primi mezzi realmente 'missilistici' tra le grandi navi sovietiche; e poi i Project 1134 'Kara'; nel '64 arrivò il P-6 per i sottomarini Progetto 675 (Echo II) e 651B (Juliett Mod), armi antinave a guida radar attiva; nel '68 toccò ai missili 4K66 Amethyst ovvero gli SS-N-7 lanciabili da sottomarini Project 670 (Charlie I); nel '72 fu la volta del P-120 o 4K85 Malakit, per la NATO l'SS-N-9 Siren; esso venne usato per gli SSGN Project 670M (Charlie II) e le corvette Project 1234 (Nanuchka); nel '75 venne fuori il 4K80 BAZALT (SS-N-12 Sandbox) per gli SSGN Project 675MK e MKB (Echo II Modernizzati), le portaerei Project 1143 (Kiev) e 1143.4 (Admiral Gorshkov) nonché i Project 1164 (gli incrociatori Slava, ben 16 missili per nave); era il successore dello Shaddock, ma con velocità di circa 2,5 mach e profilo d'attacco a bassa quota; non era che una soluzione ad interim (così come il Malakit, che almeno dai sottomarini, ebbe parecchi problemi di accensione del turbogetto), in attesa del P-700 o 3M45 Granit, per la NATO SS-N-19 Shipwreck, destinato ai Project 949 e 949A (Oscar I e II), Project 1144 (Kirov), e 1144.2 (Kanilin), nonché le portaerei 1143.5 (Kutsnetsov); infine nel 1982 venne fuori il 4K44 Progress, un P-35 migliorato che venne definito dalla NATO come SS-N-3C Shaddock. Ma, sebbene non entrato in servizio, vi fu anche un altro progetto. Esso era il P-750 Meteorit. Un missile con una struttura simile ad un B-70 miniaturizzato: ali a delta ripiegabili, motore con presa d'aria ventrale, come lo Shaddock, ma di tipo più sofisticato, alette canard anteriori. Quest'arma del 1983 venne ignorata in Occidente, ma era un oggetto di straordinaria sofisticazione. Era destinato agli ex-SSBN Project 667M ovvero gli 'Yankee' trasformati in SSGN; ma sebbene sperimentata fino al 1989 a bordo del K-420, quest'arma ipersonica a lunga gittata non ebbe successo. Di fatto gli 'Yankee' ebbero i missili SS-N-21 Sampson e i Tu-95 gli AS-15, entrambi subsonici, ma anche molto meno costosi e pesanti, potendo quindi con il numero, la discrezione e la quota di volo fare bene il loro compito rispetto ai grandi missili supersonici. Questo sembrò segnare la fine della genia, fino a non molti anni fa, quando successe qualcosa di diverso dal passato. Infatti questi grandi missili non sono mai stati esportati e di essi poco si è sempre saputo, ma dove non poterono i servizi segreti, persino negli anni '80 incapaci di penetrare i segreti di queste grandi armi installate sulle navi più potenti della Marina, riusciranno in parte le esigenze di marketing. Ed ecco spuntare una nuova famiglia di missili antinave, forse la prima dell'era post-sovietica.

Tra i non molti programmi di successo dell'industria militare indiana vi è un potente missile antinave, adottato da tutte le piattaforme (a parte gli elicotteri), ma che non ha origini propriamente indiane. Si tratta dell'3M55 ONIKS, per la NATO l'SS-N-26, in versione export noto come Yakhont, e adattato dall'industria indiana e russa per le esigenze locali. BRAHMOS è l'abbreviazione di Brahmaputra e Moskova, due famosi fiumi, che di fatto costituiscono una 'mappa' di come il programma è stato portato avanti. Nasce come realizzazione dell'OKB-52, ora NPO Mashinostroyenia. Inizialmente era noto come ONIKS, la sigla del sistema completo era P-800, sviluppato dall'inizio degli anni '90, un po' in concorrenza con la Novator che proponeva il KLUB (SS-N-27) come arma in versioni diverse, qui invece si parlava di un missile da usare per lo stesso scopo, ma con diverse modifiche per adeguarlo ai possibili tipi di piattaforme, sistemi di lancio terrestri, navali, subacquei, aerei, e con una velocità supersonica per tutto il profilo di volo. La configurazione di questo grosso ordigno è infatti quella di un'arma a statoreattore, con presa d'aria nel muso tipo MiG-21, Sea Dart o Talos, ma soprattutto come discendente diretto, sia pure rimpicciolito, del P-700 Granit o SS-N-19, arma nota in maniera incompleta in Occidente fino al 2001, ma in servizio per l'epoca già da 20 anni, sulle classi 'Kirov', 'Oscar' e la portaerei Kutsnetsov. Arma capace di volare per 550 km e armabile con testata da 500 kT, velocità di circa mach 3 e avionica sofisticatissima, era davvero un missile micidiale, inteso soprattutto come arma anti-portaerei. Lo Yakhont ha un diametro di 640 mm per essere lanciabile anche dai tubi da 650 mm dei sottomarini russi, anche se con le alette dispiegate arriva a 1.280 mm di apertura; la lunghezza è di 8,75 m e il peso al lancio arriva a 2,99 t, 3,99 con la capsula SM 315 dal diametro esterno di 73 0mm (ma allora non sarebbe utilizzabile dai tls da 650 mm) e lunga 8,99 metri, dove il sofisticato missile può essere mantenuto per 3 anni senza controlli, e lanciato verticalmente o con angolo di 15 gradi. La velocità in quota è di mach 2,8 e in questo l'arma è simile al 3M80 Moskit della Raduga, l'SS-N-22, che però ha una fusoliera meno tozza in quanto le prese d'aria sono quattro, sistemate lateralmente al corpo dell'ordigno, che del resto è ancora più grande di questo missile.

Lo statoreattore è il PLAMIA (fiamma), con ben 500 kg di cherosene T-6, per una spinta di 39 kN, insomma per un'arma diverse volte più grossa e pesante di un Harpoon o di un OTOMAT, e con un ordine di grandezza in più quanto a spinta e carburante, con un rapporto potenza peso eccezionale di oltre 1 kgs per kg di peso, molto di più dei tipi occidentali. La spiegazione, ovviamente, è che si tratta di un'arma altamente supersonica e quindi con la necessità di molta più potenza installata per raggiungere le prestazioni desiderate. Ovviamente lo statoreattore è ideale per questo scopo, data la sua semplicità ed efficienza a velocità elevatissime, ma pone anche un problema non indifferente, ovvero il raggiungimento della velocità di accensione, perché lo statoreattore non parte mai da zero.Così è installato un booster di adeguate dimensioni e potenza, pesante ben 450 kg, per portarlo in pochi secondi a velocità supersoniche; questo è un passo fondamentale e la propulsione mista razzo-statoreattore è una faccenda delicata; è vero che anche i missili con motori a turbogetto ne hanno bisogno, ma qui il booster è molto più piccolo perché quel che serve è solo di raggiungere una velocità sufficiente per ottenere la portanza e restare in aria quel che basta per non avere problemi di sostentamento, mentre il motore dà la spinta e accelera ulteriormente il missile. Chiaramente un conto è accelerare un'arma da 600 kg a circa 500 kmh, un conto è portare un bestione da quasi 3 t a oltre mach 1. Non solo, ma le prese d'aria dello statoreattore vanno difese da eventuali ingestioni (FOD) e così anche per la primissima parte del volo, nonché ovviamente per il trasporto; il missile è quindi dotato di una copertura anteriore che resta anche dopo il lancio dal tubo contenitore-lanciatore, contribuendo a proteggere il 'naso' dell'arma durante la rottura della parete anteriore del contenitore-lanciatore. Questa capsula per il trasporto e lancio è addirittura presente nella versione aria-superficie, ma stavolta senza, ovviamente, il tubo di lancio.

Una volta lanciato, il missile si libera anche del 'tappo' anteriore, ma solo quando la velocità è sufficiente per l'azionamento dello statoreattore. La quota di crociera è di 14.000 metri con avvinamento finale a 10-15, nel qual caso è capace di volare per 300 km; se il missile è tirato con un profilo d'attacco interamente a bassa quota, però, oltre ad essere più lento è anche ridotto in portata a soli 120 km, grossomodo come un Harpoon e meno di un Otomat. La quota di crociera è fondamentale per ottenere una portata ideale, ma il missile si espone notevolmente alla scoperta da parte dei radar e all'abbattimento da parte delle difese aeree; se non si ottiene la sorpresa, la nave potrà difendersi molto più efficacemente (ECM incluse), così se è possibile, sarebbe sempre meglio selezionare la quota 'bassa' per tutto il tragitto. La testa di guida SGH pesa 89 kg e ovviamente è un ordigno complesso, al pari dell'arma di cui costituisce occhi e cervello. È in proporzione più leggera che negli altri missili antinave occidentali, ma del resto le dimensioni maggiori sono richieste dalle prestazioni supersoniche più che altro, e quindi è il corpo a costituire una struttura pesante, in questo caso circa 30 volte il sistema di guida (quando altri missili arrivano a 1/10). E' realizzata dalla Granit di S.Pietroburgo, con un INS basato su piattaforma SzJu 80-066B, prodotta a Omsk, un Navstar (Glonass?), radar altimetro e radar attivo-passivo ARG-55 o un sistema simile; la portata del quale è notevolmente elevata, giungendo a 50 km e, nella modalità ricettiva (grossomodo una ESM), di ben 80 km. Se si considera che i missili antinave in genere hanno sensori da circa 10 km di portata, questo dà l'idea della potenza nominale di quest'arma, ovviamente l'apparato è descritto come particolarmente resistente alle ECM, come del resto tutti i sistemi di guida moderni (l'era dello Styx è finita da un pezzo). La portata è veramente impressionante, anche perché è data da un'antenna costretta dentro il cono frontale, il che significa poche decine di cm di diametro; la modalità passiva potrebbe essere usata per prima, per ottenere dati su eventuali sorgenti elettromagnetiche. Questo dà vantaggi e svantaggi, ovviamente, con il profilo di volo 'hi-lo', perché la nave, una volta localizzatolo (nell'ipotesi che abbia un sistema d'arma adatto allo scopo) attaccherebbe il missile ma potrebbe anche disturbarlo. Anche le ECM potrebbero però essere usate come radiofaro (funzione 'home on jam'), il che consentirebbe di ignorare i falsi bersagli radar; ma esistono anche decoys con emittenti di disturbo attivo, e la nave potrebbe anche usare questi e spegnere i propri radar di tiro; solo che così rischierebbe che il missile 'non abbocchi' e localizzi la nave con il radar di bordo. Insomma, vantaggi e svantaggi, ma è meglio avere questa doppia funzione. In questo modo, per esempio, il missile può avere i dati con i sensori passivi da grande distanza, e poi affinarli per usare, al momento giusto, anche il radar attivo, lasciando poco tempo alla nave per difendersi; teoricamente, il sistema ESM eccede l'orizzonte radar, e così anche per il radar di bordo, beninteso quando il missile vola a bassa quota. Però l'eccesso di portata è utile per ovviare ai disturbi che ne degradino l'efficacia, per cui se il missile è programmato bene (e con la velocità che ha, non è difficile) viene 'piazzato' a meno di 8-10 km dal bersaglio e lì lo ingaggia con un radar largamente eccedente le necessità, mentre i radar di vecchio tipo occidentali erano già al limite (per l'Otomat si parla di 8 km per una motocannoniera, e 10 per una fregata) della portata utile e dunque più vulnerabili alla degradazione da disturbi radar; la funzione ESM aiuta nel contempo a localizzare la nave che a quel punto, vistosi sotto tiro, accende i radar di controllo del fuoco e le ECM. Se tutto funziona bene, non ha scampo. Anche il Tomawhak antinave ha (aveva) le ESM oltre alla testa radar dell'Harpoon, ma era necessario perché si tratta di un'arma subsonica piuttosto lenta (grossomodo stesso motore dell'Harpoon, ma quasi il triplo più pesante), e la lunga gittata causava problemi notevoli nella localizzazione dei bersagli in movimento, senza possibilità di aggiornamento datalink. Lo Yakhont non ha a sua volta un datalink, ma persino alla massima distanza è capace di arrivare (300 km ad alta quota) in appena 6-7 minuti, così ne ha poco bisogno, specie considerando la portata dei sensori di bordo. Chiaramente si tratta di un'arma costosa e impegnativa (anche per le piattaforme, difese terrestri escluse), diretta alle navi più potenti del nemico, sulle quali recapita una testata da 250 kg di cui ben 200 di esplosivo (una percentuale insolitamente alta, evidentemente non è una testata SAP), che assieme alla velocità e massa (energia cinetica) e carburante residuo consentono di distruggere anche navi importanti con un colpo solo. Inoltre, l'arma ha capacità di manovra fino a 20 g, per eludere le difese antimissile, sebbene più si avvicina al bersaglio, più è difficile (ovviamente) manovrare in maniera ampia, specie considerando che si tratta di un'arma velocissima e quindi con necessità di distanze di manovra elevate: a 750 m.sec, in 5 secondi vola per 3,7 km, mentre un Exocet si accontenterebbe di 1,5.

Detto del missile, resta da parlare della designazione del bersaglio. Questa è data dal radar di controllo DUBRAWA, imbarcato per prova sulla corvetta 'Nakat', un sistema russo di designazione bersagli in lunghezza d'onda D, E e F. La sua capacità di tracciamento bersagli, però, non è esaltante, appena 15 contemporaneamente. Tuttavia ha un vantaggio notevole, quello della designazione oltre l'orizzonte. La portata oltre l'orizzonte, con modalità attiva (rimbalzando le onde sulla ionosfera), è di 45-200 km, ma in modalità passiva (recependo le onde emesse da altre fonti, forse i radar delle navi da cercare) arriva a ben 500. Peccato dunque che gli elaboratori siano capaci di tenere sotto controllo così pochi bersagli, data la portata utile.

I primi lanci dell'ONIKS risalgono a metà anni '90, prima con lanci da parte della marina russa dal poligono di Nenoska, poi da parte della già citata Nakat, una 'Nanucha IV', e per i sottomarini da parte del 'Novgorod Velikiy', un Project 670M (Charlie II) modificato. Le navi che avranno l'Oniks nella marina russa sono le nuove corvette Project 20380 'Stieriegushchyi', ma non è ancora certo se sarà così, del resto la concorrenza è forte e l'economia russa debole. Ma vi è anche il sistema BASTION terrestre, o SS-C-5 per la NATO, con un mezzo 6x6 di comando e controlo su autocarro KamAZ 43101 e 5 uomini d'equipaggio, almeno 4 lanciatori (si può anche arrivare a 12) per tre missili l'uno, elevabili con tanto di contenitori-lanciatori, a 90 gradi e lanciabili in 2-5 secondi l'uno, in questo caso sono impiegati i grossi 8x8 MZKT 7930 con tre uomin d'equipaggio e 80 kmh di velocità su strada, autonomia di ben 1.000 km e vari sistemi di comunicazione e trasferimento dati, possibilità di passare dalla configurazione di marcia a quella di lancio in 5 minuti e vari sistemi di rifornimento e trasporto.

Quanto al programma BRAHMOS, questo nasce dalla necessità di trovare un partner internazionale e chi meglio della DRDO (Defence Research and Development Organization) indiana, che era impegnata con un progetto da 300 km chiamato SAGARIKA e destinato a piattaforme di lancio di superficie e subacquee? Alla fine, per non inventarsi duplicati inutili e ottenere due debolezze al posto di una forza (esempio, An-70 e FLA), il 12 febbraio 1998 venne già fatto un accordo preliminare da parte della Difesa di entrambe le nazioni, per poi perfezionare a tutti gli effetti questa collaborazione a luglio del '99 con la formazione di una joint-venture DRDO e NAPO Mashinostroyenia, con la nascita di una BRAHMOS Aerospace con sede a N.Deli, inaugurata niente di meno che da Putin. E il primo lancio di quello che è rimasto il più importante programma indo-russo (considerando lo sviluppo e non la produzione su licenza), è presto seguito. Per la precisione il 12 giugno 2001, da un centro di prova indiano nella regione di Orissa, con lancio verticale e centro sul bersaglio. Questo era il test DO1, a cui sono seguiti altri nel 2002 e il 13 febbraio 2003. Quest'ultimo test, che avveniva grossomodo in contemporanea della grande manifestazione pacifista anti-guerra del Golfo (per dare l'idea dell'inquadramento storico), è stato fatto al caccia RAJPUT, un vecchio 'Kashin' modificato (Project 61ME) nel golfo del Bengala. Il lancio DO4 venne fatto dal solito poligono di Chandipur con centro su di un bersaglio a 290 km di raggio, un test riuscito per sperimentare alcune modifiche al sistema di controllo. Il 9 novembre 2003 c'è stato il primo lancio da parte del tipo da difesa costiera, su autocarro Tatra 8x8 di costruzione indiana, altro centro nel Golfo del Bengala, e sempre a 290 km di raggi. È seguito un altro test, il DO6, da parte del Rajput contro la nave bersaglio Kaling, e il DO7, da parte stavolta dell'Esercito indiano, ma sempre a Chandipur. Questo ordigno era il primo prodotto dal complesso BrahMos (la dizione corretta della società) di Hyderabad, inaugurato nel 2003. Sono coinvolte 20 industrie indiane e 10 russe per costruire questo bestione, che nel frattempo, entro l'aprile 2005, è stato tirato 10 volte e per dieci volte ha colpito il bersaglio o comunque ha avuto successo; tanto che il 21 dicembre 2004 è stato tirato anche contro un bersaglio terrestre, da parte di un autocarro dell'esercito; l'ultimo tiro era stato fatto il 21 aprile 2005 distruggendo invece una nave bersaglio. Questi missili sono quindi una realtà di tutto rispetto, e come tali, destinati ai tre caccia 'Bengalore' o Type 15A autorizzati nel maggio del 2000 dal governo. Essi hanno, differentemente che il Rajput (che ha rampe di lancio inclinate) di lanciatori verticali, ben sedici missili disponibili a bordo in altrettanti tubi di lancio. A parte questo, la versione da difesa costiera, con tre missili trasportati 'nudi' dall'autocarro (molto meno massiccio di quello russo) è già in servizio; e infine il 5 dicembre 2004 è stato dato il via anche alla versione BRAHMOS-A, da parte dei governi indiano e russo; essa pesa solo 2,5 t perché è trasportata a bordo di aerei e quindi ha un booster più piccolo, ma la testata è di 300 kg. È previsto per i Su-30MKI e i Tu-142 ME della Marina.

A tutti gli effetti il BRAHMOS, per una volta, è stato un programma di successo, ma anche un enigma. Con l'adozione dei missili URAN (SS-N-25) e del Novator 3M54E1 KLUB (quest'ultimo sulle fregate 'Nilgiri') è difficile capire come la pur grande marina indiana abbia deciso per ben tre tipi di missile. Forse la minaccia degli SS-N-22 dei caccia 'Sovremenny' russi consegnati alla rivale Cina (i russi, come gli israeliani del resto, fanno affari senza badare alle bandiere, e del resto sono interessati ad avere come amici sia l'una che l'altra potenza asiatica), ha innescato il desiderio di armi analoghe per contrastarli. Anche se non si capisce perché non comprare semplicemente lo stesso missile, che è disponibile in una serie di versioni incluso il P-100 per sottomarini e il Moskit per cacciabombardieri Su-27-30. L'Uran è il più piccolo, economico e semplice (è l'Harpoonsky, una specie di equivalente dell'Harpoon), ma è anche subsonico; il KLUB/ALFA è supersonico, ma solo nella traiettoria finale; il BRAHMOS, pur se con una massa molto inferiore rispetto agli SS-N-22, è dotato di una portata maggiore di tutte le altre armi russe antinave (tra quelle esportate), ed è supersonico per tutta la traiettoria, tutto sommato è un progetto valido, ma risulta difficile capire come una marina abbia ben tre sistemi missilistici antinave moderni in servizio; anche se la Cina fa persino .. peggio, con un gran numero di modelli locali, russi o locali ma di derivazione russa. Nell'insieme, con questo programma anche l'industria russa è entrata nell'era delle Join-venture, e le conviene se vuol sopravvivere. Del resto l'industria missilistica russa è erede di un grande passato, ma con poco mercato -specie interno- attuale, e quindi con competenze in rottamazione. Solo nel mondo dei missili antinave operano la Zvezda, Novator, Raduga e NPO, davvero troppe perché qualcuna non ceda.

Riassumendo i dati del missile BRAHMOS:

  • Nome: P-800 ONIKS (sistema completo), all'export Yakhont, munizione 3M55, introduzione nella Marina russa forse attorno al 2001; la versione indiana è il Brahoms.
  • Dimensioni e peso: 8,75 x 0,64 x 1,28 m; peso 2.990 kg con booster, 2.540 senza, testata 250 kg di cui 200 di esplosivo; si tratta di una SAP (anche se è arduo crederlo, il carico d'esplosivo è ben l'80% del totale). Il contenitore SM 315 è 8,99 m x 0,73 m, peso 3,9 t tutto compreo, alzo tra 15 e 90 gradi, periodo di stoccaggio del missile sette anni priam di revisioni.
  • Motore: Plamia, statoreattore da 3,9 kN e 200 kg di peso, 500 kg di carburante e 450 del booster.
  • Prestazioni: velocità di crociera 680 m.sec (2.448 kmh), velocità d'attacco 750 m.sec o 2.700 kmh, circa mach 2,5; portata 120 km, con profilo misto 300-320 km; quota 15 m oppure 14.000 in crociera; il missile ha anche la capacità di manovrare nella fase finale fino a 20 g.
  • Sistema di acquisizione AR-55(?): portata 50 km attiva, passiva 80 km, precisione 75 metri alla max distanza, campo di ricerca 45 gradi per parte, velocità max del bersaglio 50 nodi; radar DUBRAWA con portata 45-500 km, bersagli tracciabili 15, attaccabili in contemporanea 8, tempo di reazione da zero 4 minuti.

Marina al 2008[4][modifica]

L'India, al centro di una rete di relazioni in competizione tra India, USA, Cina, Russia, ha una flotta che è la quinta al mondo, oltre che 5 volte quella pakistana. Il suo ruolo è quello di aiuto allo sviluppo dell'economia dell'India, diplomazia, anti-terrorismo, stabilità della zona. Il controllo dell'Oceano Indiano è ovviamente la sua principale ragione d'essere, ma non è facile se il Pakistan è alleato con l'India. Oltre che essere amica con la Russia, Israele e Francia, l'India è anche rimasta ultimamente legata agli USA, specie dopo Enduring Freedom. In pratica gli Indiani sono amici più o meno con tutti eccetto il Pakistan e almeno in parte, la Cina. Il documento sulla Strategia marittima indiana parla di voler acquisire finalmente una capacità sostenuta di operare in alto mare, oltre a migliorare la lotta ASW. Si vogliono 140 navi di cui la metà per il servizio d'alto mare, entro il 2020, e usare sottomarini per il controllo dell'oceano. Ma entro il 2014 si vogliono due portaerei, 9 caccia e fregate, 4 corvette, un rifornitore, e un'altra quindicina di unità minori missilistiche e ausiliarie. La Vikramaditya, ex-Baku, è stata comprata nel 2004 per 974 mln di dollari; sono state comprate anche 3 fregate Talwar da 4.000 t, stavolta già tutte in servizio; soprattutto, fa scalpore che assieme a queste navi russe vi sia una LPD da 16.900 t comprata di seconda mano dall'USN nel settembre 2007. Essa ha sei UH-3H Sea King, ed è capace di portare 1.000 uomini e 110 mezzi. Vi sono problemi di vario tipo: la portaerei russa costa più soldi e prende più tempo del pattuito, così come le tre 'Talwar migliorate', ma anche il nuovo sottomarino che ha i missili Klub, armi potenti ma che hanno mancato il bersaglio in sei occasioni durante i test, tanto che le rimanenti sono state sottoposte ad un lavoro di modifica che ne ritarda il servizio di almeno un anno; anche i sei sottomarini 'Skorpene' di progetto francese in costruzione ai cantieri Magazon di Bombay; i tre cacciatorpediniere 'Kolkata' vedono un ritardo dal 2008-10 previsto ad almeno il 2012. Questo causa ritardi a cascata per altri 3 caccia Project 15B e sette fregate Project 17A. Nonostante questo, nel 2009 era previsto di lanciare il sottomarino atomico ATV da 6.000 t, considerato 'avanzato' ma nondimeno basato sull'anziano progetto 'Charlie', di cui un esemplare venne affittato per un triennio nel 1988. Come peggioramento vi è l'obsolescenza della una volta possente flotta di 'Kilo' e Type 209 e i ritardi della consegna in prestito di un altro SSN 'Akula' russo, a causa di un incidente subito in collaudo che ha causato numerose vittime. La base di Karwar è una base che in futuro potrà ospitare anche 50 navi da guerra dopo il 2010.


  1. Schiele, Marcin: Tarantul migliorate per Marina Indiana, RID dicembre 2003 p.52-56
  2. Fassari Giuseppe, speciale portaerei su Aerei set-ott 08
  3. Po, Enrico, RiD Dic 2005
  4. Bordonaro, Federico: La Marina Indiana, PD ago 2008 p 58-61