Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Australia

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Flag of Australia.svg

    Essendo un Paese immenso e ricco di materie, eppure con una ridotta popolazione, l’Australia è interessata alla solidità degli scambi commerciali che ha con i Paesi limitrofi. Così, anche se non è direttamente minacciata da alcun nemico, nemmeno ai tempi della Guerra fredda (l’unico problema venne posto dal Giappone durante l’ultima guerra mondiale), l’Australia è protagonista di numerose iniziative tese alla stabilità della regione. Le sue piccole ma ben addestrate forze armate sono impiegate attivamente in missioni fuori area per poter garantire gli interessi nazionali, che includono la difesa delle nazioni limitrofe anche con dispiegamenti fuori area.

    Il più importante degli accordi con i Paesi dell’ASEAN venne siglato con il nome di Patto delle cinque Potenze, nel 1971, onde difendere la Malaysia e Singapore. Alla metà degli anni ’80 numerose truppe erano presenti oltremare a Singapore, in Sinai, in Papua e nelle Filippine. Essendo tanto piccole, queste forze armate non hanno bisogno di ricorrere alla leva, che ha avuto un ruolo marginale. Molto importanti i riservisti per aumentare in tempo di guerra gli organici, altrimenti troppo modesti per sostenere una grande guerra.

    Ad ogni modo, non stupirà certamente che l'Australia ha nella RAN, ovvero la Royal Australian Navy il suo elemento di maggior importanza. In effetti, degli appena 19 milioni di persone che a tutt'oggi abitano l'Australia, l'80% vive sulla costa, e la zona di interesse economico della nazione vede un'estensione di mare quasi pari a quella della terra emersa, ovvero oltre 7 milioni di km2. Da qui si sviluppa il grande interesse per le questioni marittime, per esempio considerando che l'industria ittica australiana è la quinta del mondo e occupa circa 90.000 persone, mentre l'ASEAN in generale è una zona di forte sviluppo economico e demografico che vede un gran numero di navi mercantili fare scalo in porti come Kobe o Shiangai. La Marina mercantile australiana ha più di 600 grandi mercantili per una stazza di oltre 2,2 milioni di tonnellate. Quanto all'importanza della RAN, ricordiamo che già il 1909 la Conferenza Imperiale aveva creato l'Australian Fleet Unit ed istituita come Marina a tutti gli effetti appena 2 anni dopo, il 10 luglio 1911 con decreto di Giorgio V. Durante le due guerre mondiali la RAN combatté duramente, e per esempio nel conflitto 1939-45 ebbe 2170 caduti. La successiva fase postbellica la vide impegnata attivamente in Corea, Vietnam, creando nel frattempo la ANZUS, ovvero un patto di mutua difesa con la Nuova Zelanda e gli USA, che venne creato nel 1951 (la Nuova Zelanda ne uscì nel 1986), poi nel 1954 fu la volta dell'equivalente della NATO atlantica per il sud Est Asiatico, la SEATO nata con la conferenza di Manila dell'8 settembre e sciolta nel 1975 quando Saigon cadde. L'ASEAN, nuovo patto tra nazioni del sud-Est asiatico nacque nel 1967 e la APEC, una sorta di CEE della regione, nel 1989.

    Una foto dei tempi moderni:i C-17,necessari per la proiezione di forze strategiche nella 'nuova era', sono oramai in servizio in tre nazioni tra cui la RAAF

    In tutti questi accordi l'Australia ha recitato una parte importante. In pratica, specialmente dopo la fine della Guerra Fredda l'Australia ha cominciato a considerarsi a tutti gli effetti una nazione 'asiatica' in quanto, obiettivamente, non aveva molto senso restare alleata di Europa e USA con tanto di 'sovranità' inglese, quando il 62% delle esportazioni australiane e il 41 delle importazioni erano relative ai commerci con le nazioni limitrofe, mentre il resto del 'Primo mondo' aveva circa il 25%. Il primo ministro Paul Keating affermò che l'Australia non doveva essere più la filiale dell'Impero (britannico) e possibilmente fondare una formale repubblica. La strategia militare vide in parte implementate queste decisioni e obiettive caratteristiche della situazione australiana, per esempio con il Libro bianco della difesa del 1994 in cui venivano riconosciute principalmente alleate nazioni come la Malesia e Indonesia, mentre la Cina restava fondamentalmente una rivale. In seguito i cambiamenti si sono, com'è noto, rivelati meno drastici e in particolare dopo l'11 settembre 2001 l'Australia, specialmente sotto la guida del conservatore L-Howard si è agganciata fermamente all'Occidente e in particolare, agli USA seguendoli nelle loro guerre al 'terrore' in Afghanistan e Irak.

    Gli inizi[modifica]

    Essendo tanto lontana dai maggiori 'punti caldi' mondiali, l'Australia ha avuto poca necessità di essere difesa da uno strumento militare potente, specialmente a livello di esercito.

    Nella Prima guerra mondiale gli Australiani vennero impiegati nei mari con le loro navi, ma anche a terra, prendendo parte alla disastrosa Campagna dei Dardanelli contro i Turchi, come elementi dell'ANZAC (la forza combinata Australiana-Neozelandese).

    Essa corse un rischio, invero limitato, di invasione da parte giapponese nel 1942-43 ma grazie alle lunghe distanze e alla reazione dei reparti da caccia (che peraltro subirono pesanti perdite, anche con gli Spitfire Mk V) la campagna di bombardamento non ebbe successo.

    Durante l'ultima guerra mondiale gli aviatori australiani, come del resto i 'kiwi', furono inviati in azione senza risparmio, come dimostra il 459 Sqn su bombardieri pesanti, qui illustrato al completo

    Nel frattempo l'Australia aveva inviato, come nel Primo conflitto mondiale, ingenti truppe e reparti sia navali che aerei in Europa, anche se stavolta vi era una minaccia potenziale di invasione del proprio territorio. Ma quando il Giappone attaccò gli Alleati l'Australia era già protagonista da oltre un anno e 5 mesi nelle battaglie sull'Africa settentrionale, così non ebbe modo di richiamare tali ingenti forze per la propria difesa, anche perché non vi era ancora una sicura superiorità degli Alleati contro l'Asse. Grazie all'esito (un sostanziale pareggio tattico, ma una vittoria strategica Alleata) della Battaglia del Mar dei coralli l'invasione giapponese andò in fumo, e i bombardamenti che durarono fino all'anno dopo solo poco più di un tentativo di causare confusione. La guerra su Rabaul e altre isole portò al dissanguamento dei giapponesi, che subirono troppi danni rispetto agli utili. Alla fine il progetto di invadere l'Australia settentrionale fallì totalmente.

    Nel frattempo, gli Australiani erano passati all'attacco dell'Asse in Europa: i loro reparti da caccia e bombardieri contribuirono molto al successo della guerra aerea. Tra i più noti 'assi' vi fu un propugnatore del bombardamento di precisione, Guy Gibson, che era in questo in netta opposizione al Bomber Command di Arthur Harris. La Marina Australiana a sua volta schierò navi in quantità e qualità apprezzabili: 3 cacciatorpediniere Tribal, 3 incrociatori leggeri, non meno di 2 incrociatori pesanti tipo County, dei quali il CANBERRA andò perso a Savo contro i Giapponesi. L'esercito di terra schierato non ebbe mai i carri armati Sentinel, ma nondimeno formò ben 3 divisioni corazzate, la 1, 2 e la 3a. La maggiore fama venne però dalla fanteria, con unità come la 9a Divisione, che combatterono con grande impegno ad El-Alamein.

    Dopoguerra[modifica]

    La piccola forza militare che rimase all'Australia nel periodo successivo, ma aggiornato e moderno nel suo complesso, differenziando lentamente i fornitori di armamenti, originariamente quasi esclusivamente rappresentati dalla Gran Bretagna. Nel frattempo, fin dal tempo della guerra si era dato inizio a progettazioni nazionali in termini di mezzi militari. Il caccia d'appoggio Boomerang era un velivolo lento, basato sul T-6, ma molto agile ed efficiente (il nome era stato ideato in base alla forma della pianta alare). Il carro AC1 Sentinel era una realizzazione ancora più notevole, un mezzo che non venne mai usato in guerra a seguito dell'avvenuta fornitura di mezzi americani: ma l'aver creato un carro medio moderno equipaggiato anche con un cannone da 76 mm 17Pdr iniziando da una pressoché inesistente industria pesante, nell'arco di qualche anno, fu una delle imprese di maggior rilievo della guerra, superando anche i canadesi che avevano creato il Ram, non un carro realmente originale ma una sorta di versione nazionale dello Sherman, di cui riprendeva molti componenti.

    Il primo jet 'strategico' della RAAF, il Camberra

    Nel dopoguerra molte iniziative vennero finalizzate, con varie realizzazioni di aeroplani leggeri. I missili furono anche più importanti, tanto che gli aerobersagli Jindviik ebbero un grosso sucesso. I missili ASW Ikara vennero adottati anche dalla Royal Navy che ebbe con essi l'unica arma della categoria. Infine, i missili Malkara, armi pesanti controcarro, vennero ideate in Australia. Non ebbero molto successo con la loro massa di 81 kg dei quali ben 27 erano la testata, di tipo HESH (fatto piuttosto insolito), me vennero usati come base per i missili Tigercat/Seacat antiaerei, di molto successo, anche perché, dato questo diverso ruolo, le loro dimensioni apparivano non eccessive (anzi, essi erano decisamente leggeri e di prestazioni limitate). L'industria aeronautica contribuì inoltre alla costruzione su licenza di parecchi tipi di aerei, mentre la cantieristica era quasi autosufficiente per le navi.

    Nell'insieme l'Australia era un Paese minore nel campo dell'industria bellica, come anche delle forze militari (Marina a parte), ma adeguato alle esigenze da soddisfare.

    I Mirage IIIO sono state i caccia della RAAF nei decenni trascorsi tra l'F-86 e l'F-18. Attualmente i superstiti sono in Pakistan, dove vennero trasferiti con un contratto di circa 100 milioni di dollari negli anni '90

    . In termini di aviazione militare, l'Australia si distaccò dalle macchine inglesi e americane negli anni '60 ordinando i caccia Mirage III francesi nelle versioni monoposto che biposto realizzate tenendo conto delle esigenze della RAAF. La tendenza continuò con gli addestratori Aermacchi MB.326H, che vennero ordinati in 10 esemplari per la RAN e ben 87 per la RAAF, venendo costruiti su licenza localmente. L'Australia restò per lungo tempo legata a questi due tipi di aerei, mentre i Canberra, pure molto importanti per decenni finirono sostituiti dai molto più potenti F-111C.

    La marina[1][modifica]

    L'Australian Navy è riuscita ad avere in servizio 2 portaerei classe Majestic, ovvero il tipo che alla fine della guerra stava per entrare in servizio con la Royal Navy.

    La SIDNEY, ex-HMS Terrible, venne comprata dall'Australia e la gemella MAGNIFICENT dal Canada. La costruzione delle 2 navi venne finalizzata proprio per l'interesse da parte delle due Nazioni in parola, visto che altrimenti i lavori sarebbero stati definitivamente interrotti.

    La Melbourne, all'apice della sua operatività

    Nel 1948 un'altra delle 4 navi incomplete venne ripresa e completata come Majestic, e poi inviata alla Marina Australiana nel 1955 dove venne presa in carico come Melbourne, che divenne la nave portaerei 'definitiva' della Marina Australiana. Questa nave aveva un sistema difensivo basato su radar Type 277Q, 293, 978M, 25 impianti contraerei (forse un misto di binati e singoli) da 40mm (il che dava una consistente difesa antiaerea a breve raggio, ma notare l'assenza dei cannoni da 114mm precedentemente impiegati per le gittate maggiori), un ponte angolato di 5,5 gradi (tra i primi esempi di quella che in seguito divenne norma), che era il meglio che si potesse fare con questa nave da 213 m e 20.320 t a pieno carico.

    Questa piccola nave portaerei, pannello numerico R21, era dotata di una piccola ma ben bilanciata forza di 8 aviogetti Sea Venom, 12 Fairey Gannet antisommergibile, e due elicotteri Bristol Sycamore SAR. Nel periodo che seguì alla radiazione della Sidney come nave portaerei (venne però usata come trasporto veloce per anni), dal 1963 al 1967, la Melbourne divenne l'ammiraglia della flotta, sia pure con solo 4 Venom, 6 Gannet, e 10 nuovi elicotteri Wessex (in pratica il ruolo cambiò da quello di portaerei d'attacco a quello di piattaforma ASW, con solo un minimo reparto di copertura aerea). Alla fine di quell'anno entrò in cantiere per una serie di lavori strutturali e radar, mente l'armamento antiaerei era ridotto a 4 impianti binati e 4 singoli da 40 mm. Tutto questo rimaneggiamento consentì di imbarcare gli A-4G Skyhawk e i Grumman S-2E Tracker.

    Le portaerei australiane avevano un piccolo nucleo d'attacco con gli A-4G, che sostituirono i Sea Venom

    Il nuovo organico era di 4 A-4, 6 S-2 e 10 Wessex, poi dal 1972 divenne 8 A-4, 6 S-2 e 10 Sea King HAS Mk 50, 2-3 elicotteri SAR., tornando ad essere una nave multiruolo. Altro turno di lavori nel 1976 con l'introduzione di radar olandesi LW-2 per la scoperta aerea e sistemi ECM, e ci si aspettava che la nave sarebbe rimasta in linea fino al 1985, invece venne radiata senza sostituzione nel 1982 e demolita nel 1984. Al di là della forza dello stormo imbarcato, con una velocità di appena 23 nodi data da turbine a vapore da 42.000hp,la Sidney era in sostanza una portaerei di scorta piuttosto che di prima linea, ma pur sempre preziosa per la Marina, a cui dava un piccolo ma fondamentale supporto aereo in alto mare. A seguito della radiazione della portaerei anche gli aerei ad ala fissa vennero venduti o passati all'Aeronautica.

    Nel frattempo le navi della flotta conoscevano varie nuove 'entrate': tra le entrate le fregate classe 'River' con missili Sea Cat a corto raggio, e i sommergibili Oberon. Tra i velivoli da segnalare 10 MB-326H costruiti per la RAN, in aggiunta a quelli per l'aeronautica australiana (RAAF).

    In termini di operazioni belliche, alla RAN venne ordinato di prendere parte ad almeno due guerre: Korea e Vietnam.

    Durante la guerra di Corea, la Marina australiana ebbe un ruolo di tutto rilievo, con una portaerei e tre navi di scorta per gran parte della guerra, anche se ovviamente oscurata dalla presenza americana e anche inglese.

    L'HMSA Hobart, caccia classe PERT, ebbe nell'agosto 1968 il non comune destino di essere 'sparrowato' da un F-4 a tutt'oggi ignoto

    La marina australiana ebbe un ruolo anche nella Guerra in Vietnam, dove d'altro canto vi era impegnato, tra i maggiori contingenti alleati, anche l'Esercito, che schierava i carri Centurion. Naturalmente gli Australiani avevano tutto l'interesse a limitare i successi comunisti, che per la teoria del 'Domino' avrebbero potuto raggiungere anche la loro isola.

    La Marina australiana incrociò con i cacciatorpediniere, commandos e persino portaerei. In dettaglio, tra il maggio 1965 e il marzo del '72 i cacciatorpediniere della RAN percorsero lungo le coste nord-vietnamite qualcosa come 400.000 miglia nautiche nell'ambito dell'Operazione SEA DRAGON, sparando circa 100.000 colpi di cannone e sfidando campi minati, aerei e batterie costiere. La portaerei SIDNEY venne utilizzata come trasporto veloce, e la MELBOURNE, che dal 1967 schierò anche un gruppo di elicotteri il RAN Helicopter Flight Vietnam, ovvero il RANHFV. La SIDNEY venne usata come trasporto veloce per 16.000 uomini e attrezzature varie, ed era soprannominata 'Vung Tau Ferry'. Due mercantili militarizzati vennero utilizzati in 42 missioni per trasportare 200.000 tonnellate di materiali.

    I commandos vennero utilizzati per azioni sia di superficie che subacquee, per bonificare le trappole esplosive e le mine con reparti CDT, e controllando 7500 mercantili, oltre che proteggere i porti delle navi australiane, nell'ambito dell'Operazione STABLE DOOR. La sanità schierò un certo numero di medici.

    I peggiori incidenti furono quelli capitati al caccia QUIBERON, speronato dal pattugliatore KY-HOA, che era della marina sudvietnamita (nel 1963), e ancora di più, nel caso del caccia Hobart colpito il 17 giugno 1968 da aerei USA, precisamente con una incredibile azione d'attacco condotta da caccia F-4 che nell'oscurità sopraggiunsero e lo colpirono con missili Sparrow, che in alcuni casi mancarono il bersaglio, e in altri lo colpirono ma senza esplodere, incluso uno che lo centrò nel deposito di munizioni dei missili IKARA. Vi furono due morti e diversi feriti, ma le cose potevano andare peggio, se il missile che centrò il deposito fosse esploso l'intera nave poteva andare perduta, e oltre tutto, questo attacco dimostrò come persino i primitivi missili Sparrow di prima generazione potevano se del caso colpire unità navali. Nonostante tutta questa attività, la RAN perse solo 8 marinai e altri 46 vennero feriti, fatto veramente incredibile se si pensa all'essere rimasta tanto in attività lungo una costa nemica per 4 anni, e in generale essere stata in azione per 7 anni nell'area.

    Le forze di terra[modifica]

    L'esercito immise in servizio i carri armati Centurion, con i quali andò a combattere anche in Vietnam con una forza terrestre di carri armati Centurion con cannoni da 20 libbre (83mm), quelli derivati dall'88/71 mm tedesco. Appartenevano al Primo reggimento corazzato, l'unico munito di carri, e includevano anche i mezzi recupero ARV. Non v'era molto da fare per tali pesanti carri armati in quella lunga e sanguinosa guerra, e le possibilità di movimento fuoristrada non erano buone nemmeno per carri più leggeri di questi bestioni di costruzione inglese. Nondimeno, quando colpiti da granate RPG vi era molta più resistenza dato lo spessore della corazzatura, che limitava l'effetto delle granate. Da notare che le skirts laterali in genere non erano montate, rendendo più vulnerabile il fianco del carro armato di quanto avrebbe dovuto essere. Probabilmente questo era dovuto al fango che s'incontrava nella zona. Negli anni '70, inopinatamente vennero comprati i Leopard 1 tedeschi, all'epoca considerati in generale i migliori carri armati disponibili. Essi erano, notare bene, della versione più recente, la 1A3, che aveva una torretta con corazza ad intercapedine, e come tale facilmente riconoscibile dalle forme squadrate, che assicuravano anche 1,2m3 di spazio in più.

    La RAAF[modifica]

    L'aviazione nel frattempo ottenne due macchine base: una era il caccia F-86 Sabre, l'altra il bombardiere Canberra. Il Canberra era un bombardiere leggero con autonomia e tangenza molto elevati, un degno successore del Mosquito. La flotta di F-86 cominciò ad essere aggiornata con la nuova versione della macchina, ovvero la Mk 32 che era un vero Super Sabre: armato con 2 cannoni Aden da 30mm, molto più potenti delle 6 mitragliatrici da 12,7mm o in seguito, 4 da 20mm. Inoltre vi era un motore assiale Avono molto più leggero e potente del J47.

    Ad essi si aggiunse la fornitura di nuovi ed efficienti addestratori armati a reazione, gli MB-326H della Aermacchi, montati prevalentemente in Australia dalla CAAC in un totale di 97 apparecchi, 10 per la Marina e gli altri per l'Aviazione.

    Assieme agli MB-326 arrivarono, più o meno negli stessi anni, 76 Mirage IIIO, che segnarono assieme ai Macchi una totale scissione dalle forniture tradizionali angloamericane. I Mirage IIIO erano la versione australiana dell'E multiruolo, uno dei migliori e più venduti caccia degli anni '60, famoso soprattutto per l'impiego dall'Aviazione israeliana. Non meno di 75 ne vennero forniti assieme agli addestratori biposto.

    A parte questo, i Canberra necessitavano di essere sostituiti. Nei tardi anni '60 sembrava certa una commessa per ben 60 nuovi bombardieri TSR.2 (il Buccaneer, di generazione intermedia era stato ignorato, apparentemente), ma il programma fallì miseramente per incapacità politica. Venne così scelto sia dalla Gran Bretagna che dall'Australia l'F-111 in versione 'Costumized' ovvero l'F-111K e C rispettivamente. Ma la Gran Bretagna non riuscì ad avere nemmeno quello e si dovette arrangiare con i Buccaneer ex-RN. La RAAF ebbe invece i suoi apparecchi, ma con un notevole ritardo che inizialmente sembrò anche maggior di quello che poi si dimostrò. Nel frattempo 24 F-4E vennero forniti ad interim e piacquero talmente tanto che quasi sembrarono mettere in discussione il programma F-111C. Sennonché per esprimere il raggio richiesto per le missioni sugli ampi spazi australiani necessitavano di aerocisterne che la RAAF non aveva, e siccome nel frattempo la fornitura degli F-111C era stata accelerata, alla fine questi ultimi vennero comprati: 20 F-111C e 4 RF-111C. Gli F-111C erano più pesanti anche se ancora con gli stessi motori degli A, e sebbene assai sottopotenziati avevano più autonomia. Gli RF-111C erano la versione addestrativa, un ottimo modello e l'unico della famiglia Aardwark con una vocazione di ricognitore. Il modello venne consegnato a partire dal 1972 e i Phantom restituiti eccetto uno perso in incidente. Questi sarebbero in buona parte diventati F-4G con l'USAF, e avrebbero avuto una lunga carriera.

    Sabre[2][modifica]

    In Australia nacque l'ultima versione del Sabre, e verosimilmente anche la migliore: il Sabre Avon, ovvero la rimotorizzazione con un motore inglese del progetto base del Sabre. Se si conta anche l'armamento, si può quasi dire che si trattasse di un incrocio con l'Hawker Hunter.

    L'F-86 venne scelto come nuovo caccia per la RAAF dopo il fallimento del programma congiunto con gli inglesi riguardo al P.1081

    Come nacque quest'ultima versione? Dopo che il caccia Hawker P.1081 in fase di sviluppo (che poi divenne l'Hunter) non si dimostrò alla portata dell'industria australiana, in quanto non v'era modo di contare sull'assistenza, in quel momento, dell'industria inglese troppo impegnata nei suoi programmi, fece sì che gli australiani si rivolgessero agli USA dopo l'abbandono nell'ottobre 1950 dei programmi inglesi, il che segnò la parola finale con l'industria inglese dei caccia: da allora nessun caccia di prima linea inglese venne adottato dalla RAAF o dalla RAN. Il 22 febbraio 1951 arrivò la decisione di procedere con il Sabre e nell'ottobre arrivò il primo ordine concreto per 72 aerei alla Commonwealth Aircraft Corporation, che per la storia era basata a Fishermen's Bend, vicino Melbourne. Dopo che i primi kit di montaggio vennero ordinati dagli USA, ci si adoperò per studiare, come spesso accade, vari miglioramenti al progetto basico con le tecnologie dei jet di seconda generazione che si intravedevano all'orizzonte e servivano per allungare la vita utile di questo aereo da caccia.

    Armamento e propulsione furono i campi in cui si lavorò maggiormente. Questo accadde con l'arrivo del Rolls-Royce Avon R.A.7, che era un nuovissimo motore assiale capace di circa 3.300 kgs, il che richiese come effetto secondario di aumentare il diametro della presa d'aria e modificando la fusoliera di conseguenza, con un abbassamento della fusoliera e l'allungamento di circa 10 cm della stessa. Cosa aveva da offrire l'Avon? La sua massa era molto minore, con un risparmio di 181 kg circa in termini di peso, eppure erogava al tempo stesso più potenza. Ma non era facile adattare questo motore alla macchina senza tenere conto di alcuni importanti fattori, spesso sottovalutati. L'Avon venne posizionato più all'indietro per mantenere il centro di gravità corretto, cosicché fu necessario allungare la fusoliera della parte anteriore e accorciare quella posteriore, mentre il condotto dei gas di scarico dovette essere ingrandito per scaricare la spinta dei gas, ora molto maggiore. La sostituzione dell'armamento fu più semplice, e inizialmente si pensò di usare i 4 cannoni da 20mm HS che erano il classico armamento dei caccia inglesi e il più equilibrato nel suo complesso, ma installato sulle macchine meno prestanti. Poi però arrivarono degli sviluppi che rivoluzionarono anche questo settore. Sviluppato dal Mauser MG213 tedesco, un rivoluzionario cannone-revolver, ma in calibro 30mm anziché 20 come l'originale, il nuovo Aden (parente stretto del DEFA) poteva sparare 1200 colpi al minuto a quasi 800 ms, anche se il peso della munizione era abbastanza leggero, dato che il bossolo era solo da 113mm di lunghezza e quasi senza forma allargata, tipica di armi più potenti come i cannoni sovietici. I cannoni avevano una forza di rinculo notevole che doveva essere affrontata con l'irrobustimento della fusoliera, mentre per vari motivi di spazio essi dovevano essere impiantati in maniera sfalsata di circa 20 cm. Le munizioni erano 162 per cannone e lo sparo era elettrico. Alla fine di tutta questa operazione, solo il 40% delle componenti del Sabre erano rimaste inalterate, e tra queste l'ala e i piani di coda.

    Quanto alla produzione, il motore Avon venne costruito su licenza dalla CAC, ma non da subito, quando piuttosto vennero forniti componenti dalla Gran Bretagna, fino a che nel 1953 partì la produzione australiana. Nel frattempo il primo F-86, che aveva il serial number A94-101 e veniva chiamato CA-26, fu approntato per il luglio 1953, e volò il 3 agosto successivo dal collaudatore Flt. lt. W.Scott e testato a Laverton, stato di Victoria, nel locale aeroporto sperimentale. La produzione venne iniziata con 22 Mk.30, che disponevano del motore Avon serie 20 e il primo Squadron cominciò a riceverli nel marzo 1956. La versione successiva era il CA-27 Mk 31 che aveva l'ala 6-3, quella che rivoluzionò l'F-86 dal block -40, che in cambio di una maggiore resistenza e quindi, diminuzione della velocità massima, permetteva manovre a bassa quota molto migliorate. 31 gli esemplari prodotti con serial che erano A94-922/942, che seguivano i -901/922 del lotto precedente. Nel frattempo altro carburante veniva aggiunto ai caccia sotto forma di serbatoi alari da 84 galloni, per un totale di 507, a cui si potevano aggiungere serbatoi esterni sotto ciascuna al, da 120 o anche da 200 galloni, per un totale di circa 4000 litri. Naturalmente vi era anche la capacità di portare bombe -2 da 227 kg- o 16 razzi da 127 mm. Infine arrivarono 28 Mk.32 con sn fino a A94-970 e avevano i motori Avon 26 da 7.500 libbre di spinta, e due punti d'aggancio aggiuntivi sotto le ali. Infine, altri 20 Mk 32 vennero ordinati nel 1957, in luglio e infine 21 esemplari nel 1959. GLi Mk 32 avevano la possibilità di portare due missili Sidewinder, prescelto rispetto al Fairey Fireflash, giudicato troppo esigente in termini di adattamento della piattaforma. In tutto, questa riprogettazione del Sabre ebbe successo con prestazioni e potenza di fuoco maggiorati in maniera consistente, ma non ebbe modo di raggiungere i numeri che si sarebbero potuti produrre, forse perché oramai il progetto era obsoleto e il 19 dicembre 1961, quando l'ultimo dei 112 prodotti venne consegnato alla RAAF, gli F-104 erano già in produzione in gran serie per la NATO.

    In termini di servizio, la RAAF mise in servizio 6 squadroni di aerei F-86 Avon, ovvero i No. 2 (OCU), 3, 75, 76, 77 e 79. Vennero usati durante la campagna malese dal febbraio 1959 fino al 1960, poi nella crisi thailandese del 1962 e infine addirittura nella prima parte della Guerra in Vietnam. Rimpiazzati dai Mirage IIIO, vennero ritirati entro il 31 luglio 1971. 16 aerei furono esportati in Malaysia dal 1969 e servirono fino al 1978 quando la Malesia li sostituì con gli F-5A. Questo e l'ordine indonesiano per altri 18 apparecchi fu l'unico export, davvero minimale, per questa che fu l'ultima e quasi di sicuro la migliore delle versioni dei Sabre. L'INdonesia in particolare, ottenne dal 1974 i suoi Avon-Sabre con cui sostituì i caccia MiG, oramai non più utilizzabili, nel No.14 Squadron fino a che all'inizio degli anni '80 vennero cambiati con i molto più veloci (anche se meno armati in combattimento aereo) F-5E/F.

    Qualcosa da segnalare in termini di prestazioni: la velocità era di oltre 1.120 kmh a bassa quota e circa 1.080 a 3.000 m, e scendeva a circa 980 a 12.000 m. La tangenza nondimeno raggiungeva i 16.800 m, mentre il raggio d'azione tattico era di 460 km oppure 640 con due missili e due serbatoi. Il peso arrivava a circa 5,4 t a vuoto, e circa 8500 kg a pieno carico. Così, se il motore era più leggero e potente, è anche vero che la macchina era più pesante leggermente più grande della precedente. Il motore consumava di più e all'inizio, era afflitto dal fenomeno del pompaggio che rischiava di far stallare la turbina in certi assetti e velocità, ma pare che questo non abbia influito più di tanto sul comportamento del velivolo in servizio, o almeno non eccessivamente.

    1984-85[3][modifica]

    Esercito[modifica]

    Esso era suddiviso in tre Comandi: forze di campagna, addestramento, logistica. Esistevano sette comandi distribuiti ai confini dell’isola.

    Questo Leopard 1 ha fatto davvero molta strada, dalla Krauss Maffei a questa incantevole spiaggia australiana
    • 1° Divisione: costituita da 3 brigate, basate a Holsworthy, Townsville, Brisbane (1, 3, 6°). La 1° era una brigata pesante, equipaggiata con mezzi pesanti, la 3° un’unità leggera di pronto impiego, la 6° un’unità di fanteria su 2 battaglioni.

    Il 1° Reggimento corazzato, Puckapunyal, aveva tutti i Leopard AS1, ovvero i 103 carri Leopard 1 che a suo tempo sostituirono i carri Centurion, nell’ambito di una differenziazione nella scelta di armamenti che vide Germania, Francia e Italia sostituire praticamente in ogni ambito la Gran Bretagna.

    I 5 reggimenti di cavalleria erano in 4 casi in riserva, uno di fanteria aveva gli M113, infine vi erano 3 squadroni da ricognizione.

    In tutto i veicoli M113 cingolati, dotati di buona mobilità come d’altro canto i Leopard, erano 790. Notare che 48 di essi avevano torretta dello Scorpion e 15 con quella del vecchio Saladin, entrambe con cannone a bassa pressione da 76 mm L23.

    In aggiunta vi erano tre reggimenti di artiglieria con 34 obici da 140mm inglesil, di vecchia costruzione, e 227 obici statunitensi da 105mm. In ordine vi erano anche i nuovi obici leggeri ROF da 105mm.

    L’unico reggimento antiaereo aveva i missili Rapire e i portatili Redeye.

    Un’ultima unità era il reggimento aviazione, con 11 GAF Nomad, 16 Pilatus Porter, 47 elicotteri Bell 206B-1. Infine da ricordare un cospicuo totale di 87 veicoli da sbarco anfibi LARC-5 americani. Le armi della fanteria comprendevano il mitra F1 da 9 mm e il fucile F1 da 7,62mm entrambi prodotti localmente, mitragliatrici M60 da 7,62mm, cannoni senza rinculo portatili Carl Gustav, l’arma svedese di maggior successo in questa categoria, da 84mm.

    Infine vi era la 2° Divisione di fanteria, stanziata a Sidney, con due brigate ridotte, e la NORFORCE.

    Vi erano altri 6 battaglioni di fanteria regolari, 14 di riserva, un reggimento di forze speciali SAS. Molti di questi servivano per l'appunto nella 2° Divisione.

    L'elencazione completa delle unità era:

    Truppe attive:

    • 3 brigate di fanteria, su 2 battaglioni l'una
    • 1 reggimento corazzato
    • 1 reggimento cavalleria da ricognizione
    • 1 reggimento truppe corazzate
    • 4 reggimenti d'artiglieria, incluso uno da difesa aerea
    • 1 reggimento genio artieri, 1 genio costruzioni, uno per 'la sopravvivenza sul campo di battaglia'
    • 5 reggimenti trasmissioni
    • 1 reggimento SAS
    • 1 reggimento aviazione
    • 1 reggimento trasporto
    • 1 reggimento supporto trasporto aereo

    Riserve:

    • 14 battaglioni fanteria
    • 4 reggimenti cavalleria
    • 188 unità campali supporto
    • 1 battaglione incursori
    • 1 forza regionale di sorveglianza (NORFORCE)

    Totale organico esercito, 32.850, riserve 30.000.

    L’aviazione[modifica]

    La RAAF (Royal Australian Air Force) era basata su di una linea d’attacco con gli F-111C (16), RF-111c(4), F-111 A (altri 4, in sostituzione degli C perduti in incidenti). Questa piccola forza d’attacco era ripartita in due gruppi. Altri 3 avevano 56 caccia Mirage IIIO. La dimostrazione dell’interesse per le vicende oltremare era data dalla presenza di un solo gruppo (per l’intera Australia) di caccia in patria. Gli altri 2 erano in Malaysia e a Singapore, nonostante che questo mini-stato aveva un territorio tanto piccolo da non essere possibile mantenervi costantemente tutte le proprie forze armate, decisamente consistenti per la taglia del Paese in parola. 2 gruppi da ricognizione erano infine equipaggiati con 20 P-3B e C Orion, che ovviamente erano molto necessari per il pattugliamento delle vaste aree marittime attorno all’Australia, tanto che ne erano richiesti altri 10.

    I nuovi caccia ordinati furono, a similitudine della Spagna, una settantina di F-18: precisamente 75 F-18 (contro i 72 della Spagna), tra monoposto e biposto. Essi avrebbero sostituito i Mirage, che finiranno i loro giorni nelle file della Pakistan Air Force, comprati per un centinaio di milioni di dollari. Un ottimo affare perché la PAF cercava di incrementare la sua flotta di Mirage, e i 50 apparecchi a due milioni l'uno erano non solo un buon affare ma vennero trovati, grazie al clima secco australiano, in perfette condizioni dopo anni di messa a terra.

    Dei 5 gruppi da trasporto, specialità molto sviluppata nella relativamente piccola RAAF, due avevano 24 C-130E/H, due con 19 DHC (De Havilland Canada) -4 Caribou, uno degli aerei da trasporto leggero di maggior successo nella Storia e 4 UH-1. L’ultimo gruppo era da trasporto VIP con 2 BAC 111, 2 Hs748, 3 Dassault Mystere 20, 4 Boeing 737-338C, in procinto di essere convertiti come aerorifornitori. Questo sarebbe stato direttamente correlato con gli F-18 Hornet, aerei moderni ma dallo scarso raggio d’azione, tuttavia predisposti per il rifornimento in volo. 2 Gruppi da trasporto avevano 35 UH-1B/H e un terzo aveva i CH-47, 8 in servizio attivo e altri 4 in riserva.

    Una squadriglia controllo aereo avanzato aveva infine i sei CA-25 Winjel di costruzione locale.

    L’addestramento, anche al tiro, comprendeva 51 NZ Aerospace CT/4, 74 MB-326H, 8 Hs-748, 15 Mirage IIIOD.

    Un ulteriore aiuto per la difesa del Paese era dato dall’Ufficio delle dogane, equipaggiato con 10 GAF Searchmaster, altro tipo dei numerosi concepiti in Australia, ma poco noti al di fuori dei suoi confini.

    Totale organico, 22.475 uomini e 1.200 riservisti in 8 gruppi ausiliari territoriali.

    F-111C: gli Aardwaark 'a testa in giù'[4][modifica]

    Gli F-111 australiani hanno una lunga storia. Essa iniziò il 24 ottobre 1963, con il governo australiano che prese una storica decisione, quella di abbandonare la genealogia di un bombardiere inglese, ovvero il Camberra, per comperare un velivolo americano. Il nuovissimo F-111 era una macchina da sogno per l'epoca, e probabilmente senza paragoni nemmeno con gli apparecchi che vennero poi, quantomeno in raggio e carico bellico.

    Una discreta parte della piccola flotta di F-111C procede volando quasi ala contro ala

    La sua capacità di volo transonico-supersonico automatico ognitempo e a bassa quota era quasi fantascienza per l'epoca. Gli F-111 asutraliani vennero ordinati in 24 esemplari, e inizialmente si trattò di macchine simili al modello A americano, ma poi vennero modificate per essere una sorta di ibrido tra il modello tattico A e il modello 'strategico' FB-111A (l'F-111, dopotutto, era stato concepito e voluto per essere il caccia 'standard' USA plurimpiego, ma nonostante la scelta di Mc Namara in suo favore, sarebbe stato il Phantom a detenere tale capacità in pratica). L'ala era maggiorata, con un'apertura di 21 metri massima e 8 punti d'aggancio, e siccome il peso era aumentato ben 51 tonnellate al pieno carico, allora aveva una massa superiore di 10 tonnellate rispetto a quella del modello A, di cui riprendeva i motori TF-30P-3, da 8380 kgs ognuno, per cui tale apparecchio era, in buona sostanza, analogo ad all’FB-111A ma con i motori meno potenti, possibilmente più affidabili, che lo rendevano l’Aardwaark più sottopotenziato, anche se forse anche quello con maggior raggio d’azione, se il consumo era dello stesso livello della spinta. La lunghezza, per quanto potesse sembrare strano, era minore di quella del modello A. L’armamento arrivava a circa 15 tonnellate, mentre l’avionica Mk 1 era uguale a quella dell’F-111A con il radar APQ-113 di ricerca e attacco, APQ-110 TFR, navigazione inerziale con il sistema AJQ-20!, RWR ALR-62 e MAW AAR-34, abbinati a ECM ALQ-94 e lanciatori ALE-28.

    Questi aerei ebbero sn. Dell USAF, dall’sn.67-125 al 148, che poi sarebbero stati sostituiti con gli sn. RAAF A8-125/148.

    L'arma 'segreta' dell'F-111: il burn-out dei motori con il carburante spruzzato nei postbruciatori: un sistema per 'bruciare' i missili IR in avvicinamento, ma in generare considerato alla sorta di 'autogol' dai piloti

    Nonostante che il primo F-111C fosse stato prodotto già il 6 settembre 1968, i problemi di messa a punto non vennero risolti subito, anzi le preoccupazioni sull’integrità strutturale dell’aereo furono tali da mettere in discussione l’esito di tutto il programma, cosicché la RAAF, dopo avere lasciato perdere la possibilità di dotarsi del TSR-2 britannico, rischiò di perdere anche l’F-111, anche perché i sostituti F-4E comprati ad interim si stavano dimostrando molto popolari, anche se con minor raggio d’azione. Dopo ulteriori accordi con la G.D, un programma di revisione iniziò il primo aprile (!) del 1972. Finalmente, i primi F-111C, dopo che si temette di dilazionare la consegna fino al 1974, fu accettato il 15 marzo 1973 e poi inviato in Australia il 1 giugno, per poi consegnare l’ultimo il 4 dicembre. Adesso questi ritardi sono la norma, ma all’epoca questi pochi anni di ritardo erano uno ‘scandalo’. Il nuovo poderoso aereo da combattimento venne messo in servizio negli Sqn. 1 e 6, che erano basati ad Amberley, nella regione del Queensland e così sostituirono i Canberra inglesi, dopo 20 anni di servizio. Il loro compito era quello di bombardieri a lungo raggio, ma il radar consentiva, nominalmente anche l’ingaggio aria-aria con AIM-9 e cannoni da 20mm, eventualità ben remote per ogni F-111, inclusi quelli australi.

    Gli incidenti furono rari, ma l’A8-133 venne perduto per collisione con ben 3 sfortunati gregari, cosa che portò il retrofit con parabrezza ADBRIT con vetro laminato e rinforzato. Ma l’F-1111C non era l’unico modello ‘austrialiano’. Vennero ordinati anche 6 RF-111C, sennonché la cancellazione da parte dell’USAF del programma per gli Aardwaark ricognitori già nel 1968, e allora il 31 dicembre 1974 venne siglato con la GD un contratto per modificare 4 C in RF-111C, cosa che accadde entro l’Agosto 1979 per il primo esemplare, mentre gli altri 3 vennero modificati in Australia con appositi Kit. La suite era basata nel vano portabombe, e includeva 2 KAI KS-87C camere verticali, una Fairchild KA-56E per riprese a bassa quota, una KA-93 A4 per le alte quote, ed infine un IR Linescan Honeywell AN/AAD-5, che dava una completa capacità di ricognizione. Vi era anche la possibilità di riprendere foto dalle immagini del radar APQ-113. Gli A8-126,134,143, 146 servirono poi con il 6° Squadron,. Notare che ritenevano la loro capacità di attacco convenzionale.

    L'F-111C in colori a bassa visibilità, adottati negli anni '90

    Come aggiornamenti, invero di notevole importanza, venne istallato il AN/AVQ-16 Pave Tack, che era un pod capace di offrire l’osservazione e la designazione di bersagli con sensori IR e laser. Questo apparato, sistemato nella baia portabombe era un sistema che nell’USAF solo alcuni F-4 e gli F-111F avevano: gli F-111A, D, E non avevano alcuna capacità di designazione bersagli con il laser e uso di bombe LGB Paveway. Era un apparato moderno e il primo F-111C che venne modificato in tal senso venne modificato nel dicembre 1983 e venne messo in servizio solo nel 1985. In seguito vennero implementati i missili AGM-84 A Harpoon con 92 km di gittata, mentre in seguito vennero modificati anche con i missili HARM, ma questi non sono stati realmente adottati.

    Per risolvere il problema delle perdite, sensibile data la ridotta forza disponibile, vennero in soccorso gli americani: nel 1982 altri 4 F-111 A vennero modificati allo standard C e forniti alla RAAF con i serial A8-109, 112, 113, 114.

    Infine, con un progetto chiamato AIR 5225 vennero sostituiti quasi tutti gli elementi dell'avionica degli F-111 australiani: mentre i primi F-111 venivano radiati dall'USAF, nel 1990 venne stabilito di rimpiazzare l'avionica di 18 C e dei 4 RF. La sostituzione venne completata per un totale di circa il 90 % dell'avionica, e tale massivo rimpiazzo vide anche l'introduzione del sistema databus MIL STD-1553B, 2 computer IBM AP-102 che, similmente ai Tornado, hanno la capacità di incorporare una intera pianificazione di missione prima del decollo. Altri elementi erano il laser gyro Honeywell AN/ASN-41 e un GPS della Rockwell-Collins, il che combinato dava una precisione formidabili, un sistema Fly By Wire digitale al posto di uno analogico, mentre i radar di volo vi erano il nuovo AN/APQ-171 al posto del 113, e l'aggiornamento del TFR allo standard APQ-169. E così l'aggiornamento degli F-111C iniziò e i primi aerei entrarono in servizio dal novembre 1999, per una vita pianificata di 20 anni almeno.

    Con la fine della Guerra fredda e lo scioglimento di molti reparti aerei americani (basti pensare che in un decennio, tra la metà degli anni '80 e '90, la sola USAF radiò i suoi 1.600 F-4, 350 A-7, 100 F-106, circa 100 B-52G, oltre alle macchine perse in incidenti ma non rimpiazzate perché fuori produzione) arrivarono altri F-111 ex-USAF: nell'ottobre 1992 venne annunciata la compera di 18 aerei F-111G che altro non erano che gli FB-111 'convenzionalizzato'. Il prezzo era basso, con un totale di 60-80 milioni di dollari australiani, ma includente anche altri 10-15 per ogni aereo onde aggiornarli. All'epoca il dollaro australiano valeva circa il 72% circa di quello americano. Consegne iniziate dal 1994, con gli aerei provenienti quasi tutti dal 27th Fighter Wing della base di Cannon, in cambio degli F-111E.

    Gli F-111G avevano pro e contro rispetto ai 'C': avevano un raggio d'azione anche maggiore, motori più potenti P-107, ma erano privi di Pave Tack. Vi erano però i computer AYK-18 di missione, ASN-41 laser gyro, APN-218 radar doppler, e prima della consegna, vennero dotati di controlli FBW digitali.

    Altra formazione di F-111 RAAF

    Benché inizialmente si pensò di usare gli F-111G come soli 'ricambi', diversi vennero utilizzati anche operativamente nel 6th Sqn. Il fatto è che oramai gli F-111 erano in fase di radiazione e non più in produzione da decenni, per cui, onde garantirne l'operatività era necessario accumulare quanti più pezzi di 'rispetto' possibili. In ogni caso, i primi G arrivarono già nel settembre 1992, mentre anche l'USAF li stava mettendo in servizio con il TAC, dato che oramai, con i B-1B in servizio, e la radiazione dei missili SRAM (oltre che l'annullamento del programma SRAM-2), gli FB-111 A non avevano più un ruolo preciso. Per aggiornare l'intera flotta degli F-111C vennero installati i motori TF-30-P109A, con una maggiore potenza ed affidabilità. Infine, era pianificato un ulteriore 'upgrade' con la sostituzione dell'RWR con l'ALR-2000 di concezione australiana al posto dell'ALR-62, mentre altre attrezzature comprendono le ECM ALQ-91 e 137, e l'AN/ALE-40 al posto del -20, e infine, a completamento di questa batteria di attrezzature (il Tornado, per esempio, ha solo un RWR interno), vi sono anche i pod esterni, di elevate prestazioni, ALQ-131 e in futuro, ALQ-184. Infine altri 10 aerei F-111G ex-USAF sarebbero stati comprati come 'parti di ricambio'. Se questo contratto si fosse realizzato, allora in tutto gli F-111 australiani sarebbero stati:

    • 24 F-111C dal 1973.
    • 4 ex-A nel 1982
    • 18 ex-G nel 1992-94
    • 10 eventuali dal 2000.

    In tutto, 56 aerei, ovvero circa il 10% di tutti gli F-111 prodotti, vennero alla fine mandati nell'unica nazione in cui siano mai stati esportati, in cui continuano ad operare come se fosse l'ultimo bastione della specie.

    A-18: gli Hornet 'Made in Avalon'[5][modifica]

    I successori dei Mirage IIIO della RAAF vennero scelti con un programma complesso, con una valutazione operativa durata circa 6 anni. Alla fine di questo, il 20 ottobre 1981, vennero scelti come successori dei Mirage gli F-18 Hornet.

    Un Hornet entra nella 'dimensione supersonica'

    Le ragioni della scelta sul più economico F-16 erano diverse: l'Hornet poteva usare missili a medio raggio, aveva superiori capacità di attacco al suolo ma soprattutto aveva la sicurezza dei due motori, fondamentale per il volo sul mare. Prima ancora che l'aereo fosse diventato operativo negli USA arrivò dunque la scelta da parte australiana, e l'ordine sottoscritto riguardava 57 monoposto e 18 biposto, per un totale di 75 aerei, appena 3 oltre

    quelli spagnoli che vennero all'epoca anch'essi ordinati. Naturalmente vi erano degli inconvenienti: l'Hornet era più complesso, costava di più, era più lento e con un raggio minore, dal momento che non era altrettanto efficiente in termini di aerodinamica. Il nome era talvolta indicato A-18A e B, anche se in seguito divenne desueta. Le compensazioni industriali erano consistenti, con il 40% del totale dell'aereo prodotto in Australia, eccetto i primissimi, prodotti direttamente dalla MDD. La produzione australiana era invece in una fabbrica nella 'leggendaria' Avalon, stato di Victoria, e servì molto all'acquisizione delle più moderne tecnologie aeronautiche. La CAC (Commonwealth Aicraft Corporation) costruì gli avanzati motori F404, la Computer Sciences Australia scrisse il software, la British Aerospace Australia ltd. produsse il radar APG-65. In termini di tempistica, nel maggio 1984 vennero consegnati i primi 2 AF/A-18 sotto forma di componenti da assemblare, mentre il 3 giugno 1985 il primo Hornet 'australiano' volò per la prima volta. Le modifiche erano, rispetto alle macchine americane, minime: gli Hornet australiani erano privi di gancio d'arresto e prese per la catapulta, ma avevano un ILS/VOR, un registratore di fatica strutturale (cosa che risultò molto utile visti i problemi dell'F-18), e un sistema radio a lungo raggio.

    Una immagine particolarmente 'operativa' della flotta di F-18 Hornet, con una intera formazione in rifornimento

    La capacità di lancio Sparrow, Harpoon, Maverick era conservata, mentre veniva aggiunto un pod da ricognizione portabile eventualmente al posto del cannone, anche se questo era interno, sistemato nel muso. I velivoli erano Block 14 per le prime versioni, Block 28 per le ultime macchine, e gli sn. erano A21-101 e A21-118. Dagli Hornet della prima generazione A e B vennero si passò, nel 1986, al modello C/D, capace di portare i missili AMRAAM e con altri miglioramenti. L'ultima macchina venne fornita il 16 maggio 1990.

    In termini di servizio, l'aereo venne immesso in linea con il No.2 OCU di Williamtown, Nuovo Galles del Sud, con inizio attività nell'estate del 1985, per poi essere seguito dal No.3 e 77 sempre nella stessa base, e il 75 a Tindal.

    Ovviamente, con l'avionica in rapida evoluzione non potevano mancare degli aggiornamenti: predisposizione per gli AMRAAM, migliorie ai comandi HOTAS, migliorate le ECM come per esempio il Loral AN/AAS-38 Nite Hawk FLIR in pod esterno, sistema AN/ALQ-162 e capacità di usare le LGB.

    Quanto ai sistemi da ricognizione, 23 macchine hanno avuto la capacità di ospitare le camere panoramiche KA-56 da 76mm, KS--87 da 6 pollici oblique, KA-93 con sistema panoramico da 610mm di focale e infine la KS-87 da 305mm. Altri Hornet vennero aggiornati allo standard Night Attack, quello usato per l'USMC: predisposizione per sistemi IL per i piloti, e FLIR AAS-38 (l'USMC ha l'AAS-50).

    Per le ultime modifiche vi erano la modifica del radar APG-65 allo standard APG-73, la compera degli AMRAAM, GPS, aggiornamento dell'F-404-GE-400 allo standard -402.

    Infine, da notare che le perdite sono state molto basse: nei primi 15 anni circa di servizio, solo 2 monoposto e 2 biposto sono andati persi, cosicché non vi erano necessità di rimpiazzi. L'annus orribilis è stato a cavallo del perioro 1987-1992, quando quasi ogni anno vi fu una perdita.

    La marina (RAN)[modifica]

    La vecchia e la nuova bandiera della RAN

    Persa la portaerei senza possibilità di reintegro, persi gli aerei ad ala fissa compresi i pattugliatori marittimi, la RAN aveva avuto una notevole riduzione delle sue possibilità operative e si trovava a quel punto costretta ad operare sotto la copertura della RAAF. In ogni caso, l'Australia ha seguito per le sue navi principali una politica 'allineata' a quella dei progetti internazionali di maggiore successo: i caccia 'Perth', le fregate 'Adelaide' e 'Leander', i sottomarini 'Oberon' e i cacciamine 'Lerici'. Essa restava, dopo la perdita dell'ultima portaerei ancora una forza potentemente equipaggiata con:

    • 3 cacciatorpediniere classe Perth: si trattava di navi classe C.F. Adams statunitensi, che avevano un armamento rimaneggiato a seguito della sostituzione dell’ASROC con l’Ikara, missile ASW dalle maggiori prestazioni in gittata, anche se più costoso, sempre destinato a fungere da vettore per un siluro ASW leggero come l’Mk 44. Per il resto, il principale motivo della loro esistenza era il fatto di essere dotati di un sistema di difesa d’aerea con i missili Tartar/SM-1MR, integrabili eventualmente anche con Harpoon dopo le opportune modifiche. Entrarono in servizio attorno dal 1965-66
    • Una forza di sottomarini basata su 6 'Oxley', del tipo Oberon, dotati di 8 lanciasiluri da 533mm. Queste eccellenti e molto silenziose unità subacquee, di concezione britannica, erano a tutti gli effetti il principale deterrente della RAN specialmente in termini offensivi, ma negli anni '80 erano oramai complessivamente superati.
    • 2 Fregate FFG-7 classe ADELAIDE del tipo 'Perry' di progettazione americana. Anch’esse erano armate con SM-1MR, inoltre avevano 2 elicotteri ASW.
    • 6 fregate di concezione inglese classe River, armate di missili SAM Sea Cat a corto raggio, cannoni e un elicottero
    • 20 navi pattuglia, 2 per la guerra di mine, 6 mezzi da sbarco mezzi corazzati, 1 nave da trasporto anfibio, 1 cacciatorpediniere d’appoggio, 2 navi scuola (1 cacciatorpediniere e un traghetto riattati), 1 nave appoggio flotta.

    Aviazione navale: 6 S-2G Tracker, aerei ASW oramai obsoleti e superstiti dello stormo imbarcato, 2 BAe Hs748 per addestramento ECM, 6 Westland Sea King, 16 Wessex, 4 UH-1B, 4 Bell 206, 6 elicotteri Ecoureil e 2 Sea King in ordine.

    Molti i programmi di aggiornamento per queste unità e in generale, per la flotta. Uno di questi era l’acquisto di altre due fregate FFG-7, inoltre vi erano in ordine 6 navi pattuglia d’altura, missili Harpoon. Questi ultimi missili antinave, capaci di oltre 90-110 km di gittata, erano previsti o già installati sui cacciatorpediniere, fregate FFG-7, sui sottomarini Oberon e, per quello che riguarda la RAAF, i missili erano destinati anche a un gran numero di macchine da combattimento e pattuglia.

    Infatti gli F-18 Hornet (57 monoposto e 18 biposto) erano capaci fin dall’inizio di impiegare i missili Harpoon (per la cronaca tale abbinamento, nei ranghi dell’USMC Aviation è immortalato nell’attacco ‘Kamikaze’ di Indipendence Day), in un totale che, a seconda delle combinazioni era di uno, due, o quattro. Importanti gli aggiornamenti anche per gli F-111C: essi vennero modificati per trasportare missili Harpoon, bombe LGB e missili HARM. Da notare che nessun altro F-111 ha mai avuto una simile panoplia di armamenti guidati. Nell’USAF gli FB-111 avevano i missili nucleari SRAM (massimo di 6-8, pratico pare, solo di 1-2 sistemati nel vano bombe), mentre gli F-111D ed E non ebbero mai ASM. Solo gli F-111F avevano bombe plananti a guida laser, ma gli F-111C erano dotati di una completa panoplia per gli attacchi antinave, e potevano trasportare anche 4 armi a distanze che gli F-18,armati con un solo missile, non avrebbero potuto coprire senza rifornimento in volo. Oltre all’aggiornamento degli F-111C e all’introduzione degli F-18, anche un altro apparecchio avrebbe beneficiato della capacità di tiro Harpoon: i pattugliatori P-3 Orion, almeno nella versione C. In tal modo queste macchine avrebbero potuto trasportare a velocità sostenute (sono una delle macchine ad elica più veloci, con punte di quasi 800 kmh) su di un raggio dell’ordine dei 3000 km anche, teoricamente, 6 missili Harpoon. Attaccando a bassa quota fin nelle vicinanze del bersaglio avrebbero potuto costituire un pericoloso avversario per qualunque forza navale, specialmente se priva di una efficace componente di caccia intercettori e AEW.

    Con 6 sottomarini, 4 (diventate nel tempo 6) fregate, 3 cacciatorpediniere e non meno di 111 aerei Harpoon-capable l’Australia, alla fine degli anni ’80 era una nazione dotata di una difesa molto migliore rispetto all’inizio del decennio, ma va ricordato che anche con gli F-18 Hornet la politica di proiezione di potenza non cambiò per anni, con non meno di 2 squadroni oltremare basati nell’arcipelago malese.

    Fonti[modifica]

    1. Da Fé, Giuliano: La Marina Australiana nel XXI secolo, RID Aprile 2007, pagg. 48-58
    2. Dall'apposita pagina del sito di J. Baugher
    3. Armi da guerra, fascicolo 78: Australia
    4. Dall'apposita pagina del sito di J. Baugher
    5. Articolo di J.Baugher