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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-5

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Indice del libro

Portaelicotteri e assalto anfibio

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L'US Navy ha il compito anche di consentire il trasporto delle truppe statunitensi, e in particolare del corpo dei Marines, che con una forza di picco negli anni '80 di circa 200.000 uomini sotto forma di tre Divisioni, dotati di un gruppo missili HAWK, oltre 500 carri M60A1 e con una forza da combattimento di circa 450 apparecchi ad ala fissa e centinaia di elicotteri, è da solo un utente di grande impegno. La capacità anfibia americana venne esercitata in azioni come quelle della guerra ispano-americana, spedizioni come quella in Marocco, ma soprattutto venne affinata durante la Seconda guerra mondiale con le grandi operazioni anfibie in Europa e soprattutto, nel Pacifico. Da allora non vi sono stati dubbi su chi avesse il maggior potenziale negli sbarchi anfibi e quindi, assieme a portaerei e bombardieri pesanti, proiezione di potenza.

L'LPD-9 Denver, classe 'Austin'

Usate durante la guerra in Corea, in Vietnam, in tante altre azioni, minacciando in altre di fare altrettanto (vedi Irak), le forze d'assalto anfibio americane sono un formidabile deterrente, e al pari delle navi logistiche, quelle anfibie americane sono state convenientemente sviluppate per stare al passo della richiesta e delle nuove tecnologie disponibili, fino ad arrivare a delle straordinarie concentrazioni di potere come le Tarawa, concepite per far operare un battaglione rinforzato di Marines (in pratica una intera brigata) con tutti i mezzi e tutte le capacità d'impiego, dai mezzi a cuscino d'aria (hovercraft) alle squadriglie di elicotteri e persino aerei VSTOL. Ecco una rassegna di navi anfibie statunitensi tra le più importanti, fermo restando le navi più tradizionali come le LSD (navi da sbarco con bacino allagabile) convenzionali o quelle da trasporto veloce, come le classi 'Charleston', 'Thomaston', 'Austin', 'Cabildo', San Antonio, Whibley Island' e 'Ancorage'.

La IWO JIMA ai tempi di Desert Shield, 1990, con il ponte letteralmente riempito con 10 enormi CH-53. Ingrandendo la foto si può apprezzare la disposizione degli armamenti, con i CIWS e almeno un lanciamissili a poppa, un altro a prua, davanti alla plancia di comando

Derivate da un progetto di portaerei di scorta dell'ultimo conflitto mondiale, le 7 navi classe Iwo Jima sono state a lungo un componente importante della US Navy, le prime navi del tipo portaelicotteri prodotte per assalti anfibi (LPH). Esse avevano una grande capacità di trasporto elicotteri, con uno scafo di qusi 200 metri, ma erano prive di bacino di carico per mezzi da sbarco, necessario per lo sbarco di mezzi pesanti. Tale lacuna sarebbe stata colmata dalle 'Tarawa'. Queste navi hanno avuto un intenso impiego, anche se la grande quantità di spazio che richiedono i compiti di trasporto anfibio hanno reso molto difficile sistemare un motore potente, che infatti è di appena 23.000 hp su di un solo asse. Esiste un hangar da 70 m, capace di ospitare 19 CH-46 o 11 CH-53, ma in tutto vi è la possibilità di ospitare fino a 24 elicotteri, 2-4 dei quali sono macchine d'attacco AH-1 Cobra, mentre vi sono stati esperimenti anche con gli aerei AV-8 Harrier, che però sono troppo grandi per operare con continuità da queste navi (ma va detto che operano continuativamente dalla portaerei spagnola ASTURIAS, che è molto simile in dimensioni). Al solito, solo una parte dei velivoli è ospitabile dentro l'hangar: nel caso delle portaerei americane, questa percentuale è di circa il 55%, il resto viene mandato a rotazione in aria o tenuto sul ponte di volo (differentemente dalle portaerei russe, che hanno un gruppo di volo interamente ospitabile in hangar a causa delle condizioni meteo avverse, e anche per questo portano meno apparecchi delle navi USA). Mezzi efficaci e capaci di eseguire elitrasporti d'assalto, più economiche delle 'Tarawa', sono state spesso utilizzate in situazioni di crisi. La loro sostituzione è avvenuta con le 'Wasp', che sono ancora più potenti delle 'Tarawa'.

Elenco navi: (LPH-2) USS Iwo Jima, (LPH-3) USS Okinawa,(LPH-7) USS Guadalcanal, (LPH-9) USS Guam, (LPH-10) USS Tripoli, (LPH-11) USS New Orleans,(LPH-12) USS Inchon

  • Servizio: 1961-69
  • Dislocamento: 18.300 t p.c.
  • Dimensioni: lunghezza: 180 m, larghezza 25,6 m, del ponte di volo 31,9 m
  • Propulsione: 1 solo asse per turbine a vapore, potenza 23.000 hp
  • Equipaggio: 650
  • Armamento: 2 cannoni binati da 76/50 mm, 2 CIWS, 1 lanciamissili Sea Sparrow
  • Carico: fino a 2.000 uomini, 400 m2 per veicoli, 600 m3 per carichi vari, 24 elicotteri.

Dalle navi di questo tipo sono derivate anche due altre importanti navi per operazioni anfibie: le due navi comando per operazioni anfibie classe 'Blue Ridge', ricche di apparati elettronici per scoperta radar e comunicazioni. Il fatto che vengano riempite con tali apparecchiature intere navi da 180 m di lunghezza rende chiaro che tipo di complessità sono previste per le operazioni anfibie americane: la maggior parte delle Marine nemmeno hanno navi d'assalto anfibio di queste dimensioni, figuriarsi se si potrebbero mai permettere mezzi del genere solo per esercitare azioni di comando e controllo (che d'altro canto vennero impiegati già durante l'ultima guerra mondiale, per cui dal punto di vista americano non è stato altro che riproporre la 'tradizione' in versioni aggiornate tecnicamente).

Facile identificare questa nave come una Newport, non ve ne sono altre con il 'ponte levatoio' a prua, per non parlare della sovrastruttura 'cubica'

Le unità LST (navi da sbarco per mezzi corazzati) statunitensi classe Newport News sono state le ultime di questo tipo per l'US Navy. Vascelli di grandi dimensioni, realizzate in circa 20 unità alla fine degli anni'60, avevano una caratteristica rampa di scarico mezzi prodiera per superare le asperità delle spiagge. Questa rampa, sostenuta da due enormi bracci da 34 m di lunghezza, aveva la capacità di 75 tonnellate (molto più di quanto necessario per ogni mezzo militare), ed era stata pensata chiaramente per ovviare alla pratica impossibilità, per navi tanto grandi, di raggiungere le spiagge fino a profondità abbastanza ridotte da far sbarcare i carri armati (per gli altri mezzi corazzati, anfibi, il problema non si pone), oltre che i veicoli leggeri ed autocarri, nessuno dei quali in genere anfibio. L'armamento era in origine di 2 cannoni binati Mk 33 da 76/50, poi sostituiti dai Vukcan Phalanx. Attualmente sono state radiate o messe in riserva, ma australiani e spagnoli non hanno mancato di comprarne alcune di seconda mano, apprezzando la complessiva efficienza che ancora garantiscono. Per dettagli ulteriori vedesi le parti relative alle loro Marine.

  • Dislocamento: 4.793-8,500 p.c.
  • Lunghezza: 159 m (Nb. eccetto il ponte levatoio, con il quale arrivano a circa 180)
  • Larghezza: 21 m
  • Pescaggio: 5,3 m
  • Motori: 6 diesel ALCO su 2 assi, potenza 16.000 hp e un motore ausiliario da 800 hp G.E. Altri 3 generatori ALCO/G.E. da 750 kw/.1200 hp sono pure utilizzati
  • Velocità : 20+ nodi, ben 27 confermati nel 1991 (a carico leggero)
  • Equipaggio: 14 ufficiali + 210 graduati e semplici
  • Trasporto: 400 marines + 29 carri armati o 30 LVTP-7
  • Armamento: inizialmente 2 canoni da 76/50 mm, rimpiazzati da 2 CIWS

Grazie alla loro massa, queste navi hanno potuto operare in maniera molto efficiente rispetto alle vecchie navi da sbarco del periodo della II GM. ma questo ha significato, nonostante la possibilità di 'appopparsi' con apposite casse di compensazione onde diminuire il pescaggio prodiero, la necessità di sostituire le porte di prua (tra l'altro potenziali punti deboli della struttura), con il suddetto ponte levatoio. Un sistema di vettoramento dato da uno speciale propulsore azimutale consente di spostare la nave lateralmente aumentandone la controllabilità in manovra. Le sovrastrutture sono letteralmente 'cubiche' con le pareti esterne che sono senza soluzione di continuità con quelle dello scafo laterale.

Non si può dire che per navi messe in cantiere nella seconda metà degli anni '60 esse non abbiano avuto successo all'export, dove sono andate solo recentemente, di seconda mano. La verità, al solito, che la maggior parte delle Marine non ha che fondi malamente sufficienti per comprare navi di prima linea nuove o 'usate di qualità', così le grosse navi di 'Zio Sam' sono le benvenute quando disponibili. Ecco l'elenco:

  • 2 per il Messico: LST-1179 Newport e LST-1184 Frederick sono diventate la ARM A-411 'Papaloapan' e SRM A-412 Ususmacinta.
  • 2 per Taiwan: La LST-1180 Manitowoc e la LST-1181 Sumter ora sono le LST-232 Chong He e LST-233 'Chong Ping'
  • 1 per la Marina Brasiliana: la LST-1186 Cayuga, ora G-28 NDCC Mattoso Maia.
  • 2 per La Royal Australian Navy: la LST-1188 Saginaw, ora HMAS Kanimbla, e la LST-1193, ora HMAS Manoora
  • 1 per il Cile: la LST-1189 San Bernardino, adesso LST 93 'Valdivia
  • 1 per la Malesia: LST-1992 Spartanburg Country, ora A-1505 KD Sri Indera Pura
  • 2 per la Spagna: ha ottenuto le LST-1196 Harlan County e LST-1197 Barnstable County, ora L-42 Pizarro e L-41 Cortés
  • 1 per il Marocco: LST-1198 Bristol County, ora 407 Sidi Mohammed Ben Abdallah

Totale: 12 navi su venti piazzate di seconda mano a 8 marine differenti: un record per una nave anfibia moderna.

l'imponente sagoma della TARAWA mostra tra l'altro pareti verticali per i due terzi della lunghezza

Le grandi navi dell'US Navy classe Tarawa, 5 unità in tutto varate tra gli anni '70 e l'inizio del decennio successivo (altre vennero cancellate), sono state per lungo tempo le più grandi navi anfibie del mondo con il loro scafo lungo un quarto di chilometro esatto e stazzante circa 40.000 tonnellate, dotate di un enorme ponte di volo, un bacino per ospitare mezzi da sbarco, un hangar e un magazzino per mezzi e veicoli. Per queste capacità combinate portaelicotteri-nave anfibia con bacino sono state siglate come LHA. Esse hanno anche apparati di comando e controllo delle operazioni anfibie e un pesante armamento difensivo. La precedente Classe Iwo Jima, sebbene derivata dal progetto di una portaerei della Seconda guerra mondiale, non era grande abbastanza per ospitare con continuità gli aerei AV-8, ma le riserve di carburante e le attrezzature aeree delle Tarawa non sono ancora totalmente ottimali, e così è arrivata la successiva, ancora più grande Classe Wasp.

La USS Saipan; l'altezza e la larghezza del suo scafo la rendono persino più maestosa di una portaerei di eguali dimensioni
  • Entrata in servizio: 1976-80
  • Dislocamento: 39.300 t
  • Lunghezza: 250 m
  • Larghezza: 32,4 m
  • Propulsione: 70.000 hp
  • Velocità: 24 (22 crociera) nodi nodi
  • Equipaggio: 902
  • Sensori di bordo
  • Armamento: 3 cannoni Mk 45 da 127 mm, 6 mitragliere da 20 mm, 2 lanciatori Mk 116 Sea Sparrow. In seguito i cannoni da 127 mm, che erano utili anche per il supporto d'artiglieria agli sbarchi, sono stati recentemente sbarcati. Essi erano ai lati dello scafo.

La capacità è elevatissima, in termini di potenzialità anfibie: oltre non v'é nulla se non le similari 'Wasp'. La capacità è di un hangar di 81,5 x 37 m che porta fino a 36 elicotteri CH-46 o 19 CH-53, o ancora ben 25 AV-8B. Sul ponte vi sono un massimo di 8 LCM e 10 LCVP. La parte poppiera ha un bacino allagabile di 80 x 23,4 metri con 4 LCU, 2 LCU, 3 LCM8 o ancora 17 LCM6. Il gruppo imbarcato può essere di 12 CH-46, 6 CH-53, 4 AH-1 e 2 UH-1, oppure 6 CH-46, 9 CH-53, 4 AH-1 e 2 UH-1. Inoltre vi sono anche 6-8 Harrier, mentre in generale è possibile ospitare fino a 30 CH-46 nell'hangar e 12 sul ponte, per un totale di 42 macchine.

Ecco l'entrata 'posteriore' delle 'Tarawa'

È possibile imbarcare fino a 2000 marines, 1,5 milioni di litri di carburante JP5 e 50.000 litri per veicoli, 160 dei quali possono essere portati nel ponte veicoli, mentre non manca nemmeno una palestra di oltre 400 m2. È possibile operare con 9 CH-53 o addirittura 12 più piccoli CH-46 con una singola ondata, il che dà l'idea di come questa nave, evoluzione definitiva del tipo da sbarco anfibio, sia a tutti gli effetti una poderosa macchina d'assalto anfibio con dimensione 'verticale', e la quantità di carburante imbarcato, circa 4 volte quella delle 'Iwo Jima' rende possibile operare, come è stato fatto per esempio, nel 1991 quando in assenza di un attacco anfibio reale, una delle navi ebbe il compito di far operare 20 aerei di uno Squadron di Harrier. In quell'occasione il VMA-331 'Bumblebees', basato sulla 'Nassau' ha operato solo negli ultimi 8 giorni di guerra ma ha eseguito 243 missioni sganciando 267 t di carico bellico su obiettivi all'interno del Kuwait, con la perdita di uno dei circa 20 apparecchi ivi basati.

Non è agevole distinguere immediatamente una 'Tarawa' da una 'Wasp'

La classe Wasp è una classe di portaelicotteri d'assalto anfibio in servizio con la Marina degli Stati Uniti a partire dal 1989.

La classe Wasp è un'evoluzione della classe Tarawa, della quale ha mantenuto molte caratteristiche. Elemento determinante dell'evoluzione di questa linea di navi da guerra è stato l'impiego di aerei V/STOL tipo Harrier, che le hanno fatte definire come una nuova categoria, la LHD. Questi aerei, che occasionalmente erano imbarcati anche sulle navi classe Iwo Jima e la cui presenza divenne abituale sulle Tarawa, sono mezzi molto capaci che hanno bisogno di molte parti e armi. In linea con questa necessità, la classe Wasp introduce più ampi depositi per i velivoli e aumenta in grandezza rispetto alle già considerevoli dimensioni delle Tarawa (249,9 m di lunghezza). Per questi motivi, le navi di classe Wasp possono essere considerate portaerei d'assalto anfibio e non solo portaelicotteri. Hanno il ponte di volo di 32 x 250 m con possibilità di operare con 9 elicotteri pesanti, bacino di 80 x 15 m con 3 LCAC o 16 LCM6, 2.100 m2 di parcheggio veicoli, 9.290 m3 per i materiali, 3 ospedali da 600 posti letto complessivi. È possibile far operare la nave anche come una vera e propria portaerei media, con 20 AV-8B e 6 elicotteri SH-60B.

Le Wasp non ha i cannoni da 127 mm delle classi precedenti, ma imbarca lanciamissili difensivi RIM-116 RAM.

Ecco come si presenta il bacino allagabile visto dall'interno della nave
  • Numero unità: 8
  • Dislocamento: 40.500 t
  • Stazza lorda t
  • Lunghezza: 257,3 m
  • Larghezza: 42,8 m
  • Propulsione: 2 caldaie alimentanti a vapore due gruppi turboriduttori eroganti 140.000 cavalli asse su due assi (104 MW complessivi)

La USS Makin Island (LHD-8) utilizza turbine a gas

  • Velocità 24 nodi
  • Equipaggio 104 ufficiali, 1.004 tra sottufficiali e comuni

,un distaccamento di 1.894 Marine

  • Armamento: RIM-116 Rolling Airframe Missile (in rimpiazzo dei 3 cannoni da 127 mm)

2 lanciatori NATO RIM-7 Sea Sparrow 3 CIWS Phalanx da 20 mm (2 nelle LDH-5/LDH-7) 4 mitragliatrici 12,7 mm 4 cannoni Mk 38 25 mm (3 nelle LDH-5/LDH-7) (inizialmente vi erano 6 mitragliere da 20 mm) Corazzatura Mezzi aerei 42 Boeing CH-46 Sea Knight, o 20 AV-8B Harrier II 6 elicotteri con compiti Antisom (ASW)

Disposizione interna delle San Antonio

Da qualche anno, alle 'Wasp' e 'Tarawa' si sono aggiunte anche le LPD 'San Antonio', previste con una conformazione più classica in cui il bacino di carico è forse più importante della capacità elicotteristica. Finalmente adottata una configurazione stealth.

In pratica questa nuova classe di navi rimpiazza quasi tutte le altre rimaste in servizio della vecchia generazione, come le 'Austin', 'Cleveland', 'Trenton' come LPD, 'Anchorage' e 'Newport' come LST, e persino i trasporti 'anfibi' Charleston'. Ne sono state programmate dodici unità di cui forse solo 9 verranno costruite, mentre già almeno 6 sono in servizio o si apprestano a diventare operative. Equipaggiate di mezzi a cuscino ad aria (LCA), elicotteri normali e V-22 Osprey, armate di RAM, esse sono un qualcosa di ben più evoluto delle altre che le hanno precedute. Hanno avanzate capacità in termini di comando e controllo, antenne di tipo avanzato e un network con 762 fibre ottiche per comunicazioni interne.

L'aspetto, invero imponente e minaccioso, delle nuove LPD. Notare i due RAM a prua e a poppa
  • Dislocamento: 25.000 t
  • Lunghezza: 208.5 m 201.4 m al galleggiamento
  • Larghezza: 31.9 m massima, 29.5 m galleggiamento
  • Immersione: 7 m (23 ft)
  • Propulsione: 4 diesel Colt-Pielstick su due assi, 40,000 hp (30 MW)
  • Velocità : 22 nodi (41 km/h)
  • Equipaggio: 28 ufficiali +333 graduati e semplici
  • Armamento: 2 cannoni da 30 mm Bushmaster II e due RAM-Rolling Airframe Missile launchers da 21(?) colpi per la difesa antiaerea e antimissile
  • Velivoli: 4 CH-46 Sea Knight o 2 MV-22 operabili contemporaneamente
  • Landing Craft: 2 LCACs o 1 LCU (conventional);14 EFVs/LVTP
  • Truppe: 699 (66+633); massimo 800
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Dopo la crisi di Cuba, durante gli anni dell'amministrazione Kennedy l'US Navy mise mano ad una classe di navi piccole e (relativamente) economiche, che fossero utilizzabili in contesti poco più che costieri.

Le Asheville ,realizzate in 17 esemplari -dai cantieri Tacoma Boabuilding e Peterson Shipbuilders- su 22 programmati, con il loro dislocamento di 245t. a pieno carico, avevano una struttura simile a quella delle Osa sovietiche, ma un armamento totalmente diverso, caratterizzato da una preferenza per i cannoni, che infatti vertono su un cannone da 76/50 mm. in impianto singolo, rispetto all'Mk33 normale, con 2 armi. Questa torre, chiusa, era la Mk 34, con una cadenza di 45c.min e una gittata di 13.000 m. Altre armi sono un impianto da 40 poppiero Mk3 e 2 mtg da 12,7 M2 HB. ogni cannone aveva un proprio radar di tiro.

Lo scafo è stato costruito in alluminio, le sovrastrutture, nell'intento di ridurre il baricentro, sia in alluminio che in fibra di vetro. Sia come sia, per la struttura come l'apparato motore si deve essere trattato di un progetto assai costoso.

L'apparato propulsivo era particolarmente rimarchevole per l'epoca: 2 diesel e una turbina a gas, per ottimizzare la velocità e l'autonomia. Per quanto capaci di sopportare il moto ondoso degli oceani, le Asheville erano poco popolari per i marinai in quanto assai scomode, nonostante e forse per via delle alte sovrastrutture, molto voluminose e che alzano forse troppo il baricentro. Le eliche, a causa della cavitazione, non consentivano poi il superamento dei 38 nodi.

Impiegate in Vietnam. queste navi hanno svolto anche altri compiti importanti: quello di simulare (molto bene) le motocannoniere missilistiche sovietiche durante le esercitazioni, quello di sperimentare nuovi apparati elettronici, ma anche un impiego ulteriore e importante.

4 di esse sono state impiegate nel Mar Mediterraneo, in funzione anti-omberggiamento delle navi sovietiche, che normalmente tampinavano le unità NATO negli anni '70. Per questo compito, esse imbarcavano addirittura missili Standard modificati per attaccare le navi nemiche in base alle loro emissioni radar. Non avendo disponibilità di altri missili, fu escogitata una soluzione particolare: si presero 4 missili Standard nella versione AGM-68 ARM usati dagli aerei come missili antiradar e si basarono nuovamente sulle navi, ovvero su alcune delle 'Asheville'. Con una velocità supersonica, teoricamente avrebbero colpito la nave nemica o l'avrebbero costretta a spegnere i radar, quindi potenzialmente si trattava di armi pericolosissime che avrebbero potuto consentire alla motocannoniera di distruggere successivamente la nave sovietica già messa fuori combattimento. Considerando le difficoltà dei missili antiradar dell'epoca non è chiaro quanto la cosa avrebbe funzionato in pratica.

la Classe PSMM5 destinata all'export ha un armamento diverso, probabilmente missili Harpoon. Si tratta di un modello multiruolo che è stato utilizzato per Taiwan (1+ 3 costruite localmente), Corea del Sud (4+4), Filippine (3 costruite in Corea). Per queste navi, o meglio, per l'addestramento dei loro equipaggi sauditi, ancora nel 1983 vi erano 2 'Asheville' in servizio a Norfolk. In ogni caso si tratta di navi di tipo piuttosto obsoleto rispetto a quelle disponibili all'epoca nel campo delle motocannoniere missilistiche.

  • cantiere:Tacoma e Peterson
  • completata:1966-71
  • stazza lorda:245
  • lunghezza:50,1 m
  • larghezza:7,3 m
  • altezza:
  • pescaggio:2,9 m
  • propulsione:CODOG (COmbined Diesel Or Gas): 2 diesel per l'andatura di crociera da 3500hp complessivi e 1 turbina da GE da 13000hp su 2 assi.
  • velocità: 38 nodi
  • equipaggio:28
  • passeggeri:
  • sensori:1 radar di navigazione Rayteon Pathfinder, 1 radar FC Mk50, 1 FC Mk 63
  • sistemi difensivi:
  • armamento: 1 cannone da 76 Mk 34, 1 da 40 mm Mk 3 1 binato da 12,7

Le 6 unità della Classe Pegasus, portanti ciascuna il nome di una costellazione, sono state le uniche navi missilistiche d'attacco veloce varate dall'US Navy negli ultimi 30 anni.

La sola vistosa eccezione che la Marina USA ha dedicato alle unità veloci d'attacco è quella relativa agli aliscafi missilistici, di cui dagli anni '50 vennero realizzati alcuni modelli interessanti, come l'Hig Point ASW ,e poi i modelli 'Flagstaff' e 'Tucumcari'. I nseguito ai programmi NATO, che vagheggiavano una flotta di aliscafi missilistici come soluzione sufficientemente tecnologica alle esigenze di unità veloci d'attacco, vennero elaborati vari progetti.

Il Tucumcari è stato irrilevante come realizzazione pratica nella US Navy, ma ha costituito, anche se oramai è un fatto poco ricordato, il modello base su cui è stata realizzata l'italiana classe Sparviero. Un altro progetto, realizzato quasi nello stesso numero (6 contro 7) ma molto più grande, è stato per l'appunto la classe Pegasus. Questi grandi aliscafi hanno lo stesso armamento d'artiglieria dei minuscoli mezzi italiani, ma il dislocamento è 4 volte maggiore, e così anche il numero dei missili antinave, 8 Harpoon, e il numero delle munizioni per il cannone, 330 contro 85. Gli aliscafi americani sono stati concepiti diversamente, e appaiono mezzi grandi e potenti rispetto agli 'Sparviero', con capacità complessive molto maggiori. Rimasti a lungo in servizio sono stati posti in riserva negli anni '90, visto che non avevano molta utilità operativa per le esigenze americane ed erano costosi, come tutti gli aliscafi lo sono rispetto agli scafi normali.

  • stazza lorda: 240 t
  • lunghezza: 44,3 m
  • larghezza: 8,6 m (14,3 con le alette)
  • pescaggio: 2,3 m
  • ponte di volo:
  • propulsione: 1 turbina a gase G.E. con 2 idrogetti, 18.000 hp, 2 diesel MTU con due idrogetti, 3,200 hp
  • velocità: 11 nodi in dislocamento, 48 in dislocamento
  • autonomia:
  • capacità di_carico:
  • equipaggio: 22
  • passeggeri:
  • sensori: 1 radar scoperta aerea SPS-63, 1 per direzione tiro Mk 92 o Mk 94 nel caso del Pegasus, 1 sistema ECM SLR-20, 2 lanciatori di chaff Mk 35
  • armamento: 1 cannone Mk 75 da 76,2 mm. e 2 da 20 mm. (predisposizione), 8 missili Harpoon

L'US Navy non ha mai avuto soverchia attenzione per le contrumisure mine, nonostante che la Marina sovietica ne avesse oltre 500.000, anche di tipi avanzati. Quello delle contromisure mine era essenzialmente un business per le marine NATO europee, che vi si specializzarono mentre i programmi americani, a parte gli elicotteri antimine (con speciali attrezzature a rimorchio, in particolare gli MH-53 Sea Stallion) non hanno mai avuto vita facile né grande diffusione. E dire che l'US Navy ha a sua volta una considerevole capacità offensiva in termini di mine, dalle potenti bombe Mk 84 modificate con spoletta magnetica che chiusero i porti vietnamiti nel 1972, alle Mk 67 semoventi, da rilasciare a distanza debita da obiettivi fortemente sorvegliati (sono praticamente dei siluri a lenta corsa), alle mine CAPTOR con siluro Mk 46 mod. 4 incorporato.

Anche se con scafo in legno, le 'Avenger' sono state testate contro esplosioni subacquee di tutto rispetto

Tra le navi americane, la classe Avenger è stata costruita come la prima di veri cacciamine per l'US Navy, che dal punto di vista della lotta antimine è rimasta anche dopo, un autentico 'gigante con i piedi d'argilla'. Gli esemplari classe Avenger sono stati ridotti da 21 a 14, e sono entrati in servizio negli anni '80 (dal 1986), ma per essere presto messi in riserva. Lo scafo era in legno di abete, cedro e (abbastanza ovviamente) quercia. Anche le sovrastrutture erano in legno, ma ricoperto di GRP. La classe Cardinal, che doveva seguire in 17 esemplari è stata annullata, e in seguito è stata realizzata la Oprey, praticamente un progetto ingrandito della Gaeta italiana.

Classe Avenger:

  • Dislocamento:1040-1240 t
  • Dimensioni: lunghezza 68,3 m x larghezza 11,9 x pescaggio 3,5 m
  • 4 motori diesel da 2400 hp, velocità 14 nodi
  • Armamento: 2 impianti da 12,7 mm, un ROV, chiamato anche MNS della Honeywell, operativo fino a 183 m di profondità, 1 radar di scoperta in superficie SPS-55, un di navigazione SPS-56, un sonar SQQ-30, un sistema comunicazioni satellitari
  • Equipaggio: 72
  • Cronologia della capoclasse: ordinata 19 giugno 1982, varate il 3 giugno 1983, in servizio dal 12 settembre 1987.Ancora attiva al 2008
  • Dislocamento: 1,390 t
  • Lunghezza: 68.3 m
  • Larghezza: 11,9 m
  • Immersione: 4 m
  • Propulsione: 4 diesel Waukesha Motors Co. con due eliche e due timoni
  • Velocità: 14 knots (26 km/h)
  • Equipaggio: 6 officiali+75
  • Sistemi di bordo: AN/SLQ-48 (V) Mine Neutralization System (ovvero il ROV filoguidato della Honeywell), sistema di dragaggio acustico/magnetico AN/SQL-37(V)3, sistema dragaggio meccanico

Oropesa type 0 size 1. MDG 1701 Marconi Magnetometer Degaussing System.

  • Sistemi elettronici: sistema di navigazione precisa AN/SSN-2 (PINS), sonar cacciamine AN/SQQ-32, radar di scoperta di superficie AN/SPS-55,
  • Armamento: 2 M2HB da 12,7 mm, 2 × M60 7.62 mm, 2 lanciagranate Mk19

La Avenger è stata la nave che più di ogni altra ha partecipato a Desert Storm, restando in aerea di guerra più di ogni altra nave e stabilendo il primato della prima nave a distruggere una mina di fondo. Attualmente fa parte della flotta attiva della Riserva. Nonostante il tipo di struttura assai obsoleta, essa ha dimostrato di essere una classe di navi resistente e robusta, anche nei test subacquei con esplosioni di grosse cariche esplosive. E le costruzioni in legno sono molto più facili e molto meno inquinanti da eseguire che posare su appositi stampi tonnellate di vetroresina.

Osprey

  • Dislocamento: 907 t p.c.
  • Lunghezza: 188 ft, larghezza 36 ft, immersione 11 ft
  • Propulsione: Two diesels da 800 hp ognuno e 2 propulsori cicloidali Voith-Schneider
  • Velocità: 10 nodi
  • Autonomia: 15 giorni
  • Equipaggio: 5 +46
  • Armamento: 2 M2HB da 12,7 mm, Mine Neutralization System

Si tratta dei cacciamine in GRP (vetroresina) più grandi del mondo, con uno scafo in un unico pezzo per non dare punti deboli alle esplosioni subacquee e altri ritrovati, come le paratie flessibili interne. La realizzazione di 12 navi ebbe luogo ai cantieri di Savannah dell'Intermarine e ai cantieri Litton-Avondale di N.Orleans.

Ne entrarono in servizio 12 tra il 1993 e il 1999, e 2 di questi vennero poi, essendo 'ridondanti', prontamente ceduti alla marina greca: il MHC-52 Heron che divenne Calypso, e l'MHC-53 Pelican, chiamato Euniki. Decisamente, la pur non grande flotta di MCM americane non ha vita facile.

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L'US Navy ha immesso in servizio una grande varietà di navi con compiti di supporto alle proprie forze di prima linea, assolutamente indispensabili per le missioni oltremare e di intervento, sia in pace che in guerra, oltreoceano. Tra le tecniche affinate, le postazioni per il rifornimento in mare durante la navigazione con manicotti di carburante passati attraverso apposite stazioni, e il VERTREP, ovvero il rifornimento tramite elicotteri, che in genere sono CH-46, capaci di oltre 3 t di carico (non per niente sono i 'baby Chinook'). Tra le classi di navi da rifornimento importanti vi sono le petroliere classe 'Sacramento', stazzanti circa 40.000 t. Soprattutto le navi che operano con i gruppi d'impiego portaerei sono caratterizzate da velocità molto alte (28-30 nodi) per stare al passo delle portarei in movimento rapido. Chiaramente non avrebbe senso avere una portaerei capace di filare i 30+ nodi se poi venisse servita da un rifornitore incapace di superare i 20, come spesso avviene con le navi ausiliarie 'normali'. Ovviamente questo rende necessario un sistema motore molto potente e dispendioso.

Tra le navi ausiliarie non mancano certo quelle trasporto munizioni, indispensabili per il rifornimento delle portaerei americane, per i marines e anche per le corazzate.

Per quello che concerne le classi di navi di altro genere, vanno ricordate tra le varie le unità con i sistemi di avvistamento e inseguimento missili di vario tipo, in genere ricavati dagli scafi di ampie dimensioni di petroliere o rifornitirici. Altre navi, di tipo del tutto diverso sono quelle destinate al trasporto del SURTASS, ovvero lunghi idrofoni rimorchiati per sorvegliare le parti dell'oceano in cui la rete di idrofoni e sonar fissi SOSUS non era stata, o non era ancora, piazzata dalla NATO.

Le navi di 'intelligence' classiche, invece, non sono in grande auge: dopo l'attacco alla 'Liberty' nel 1967 da parte israeliana, e dopo l'abbordaggio della 'Mayaguez' nel 1975 gli USA hanno concluso che non vale la pena rischiare inermi e grosse navi-spia, così dai tardi anni '60 si sono premurati di utilizzare mezzi ben più sicuri, anche se probabilmente meno efficienti: i sottomarini 'Sturgeon' sono stati modificati secondo il programma 'Holy Stone', che consiste in speciali sensori per la raccolta di informazioni lungo le coste di Paesi potenzialmente ostili. Vi erano alcune apparecchiature speciali di sorveglianza, da azionare in emersione, che erano gestite da personale CIA in appositi locali. Vi erano 4 sottomarini così configurati nella flotta pacifica e 5 in quella atlantica, su di un totale rispettivamente di 15 e 22 navi nel 1983.

Tra le navi di un certo interesse:


Le 18 navi classe Stalwart sono state concepite dalla marina militare statunitense come un sistema mobile per integrare il SOSUS (la rete di apparati di ascolto subacqueo installata durante la Guerra Fredda per tenere sotto controllo i sottomarini sovietici). Dal momento che nemmeno tale rete riusciva a coprire totalmente le vastità oceaniche, con un controllo deficitario o inesistente su parte di queste, venne ordinata la costruzione di questi vascelli, simili a grossi rimorchiatori d'altura.

Essi hanno una struttura adatta per affrontare il mare grosso, un apparato propulsivo su quattro motori diesel in due assi, con due piccoli fumaioli appaiati, ciascuno con un tubo per lo sfogo dei gas. La loro pitturazione è bianca, e le immatricolazioni sono T-AGOS1-18. La dotazione caratteristica è quella di un sonar passivo (idrofono) rimorchiato di grandi dimensioni, il SURTASS, con una serie di sensori sistemati su un cavo da 1829 metri, collegato ad un grosso argano, come fosse una rete a strascico. I segnali acustici non vengono processati a bordo ma inviati ai comandi americani di base a terra tramite il canale satellitare.

La loro funzione di navi non combattenti è testimoniata sia dalle immatricolazioni che dal fatto che su 30 uomini d'equipaggio vi sono 6 specialisti del SURTASS e il resto fa parte del comando trasporti dell'US Navy. La loro funzione è stata estremamente importante per sorvegliare gli oceani, specie ai tempi della Guerra fredda, quando i sottomarini nemici erano il principale motivo di preoccupazione della Nato, e continua ad esserlo ancora oggi.

  • Dislocamento: 1650 t
  • Stazza lorda: 2285 t
  • Lunghezza: 68 m
  • Larghezza: 13 m
  • Pescaggio: 4,5 m
  • Propulsione: 4 diesel su 2 assi, 3200hp complessivi
  • Velocità: 11 nodi
  • Equipaggio: 30
  • Sensori di bordo: 2 radar di navigazione, 1 sonar lineare SURTASS, 1 sistema WSC-6 satellitare.


La classe Vanguard era formata da 3 navi, tutte ex petroliere di flotta della classe Mission Buenaventura riconvertite, con compiti di ricerca scientifica e supporto ai programmi missilistici.

DI queste una, la USNS Mercury (T‑AGM‑21), già USNS Mission San Juan (AO-126), è stato ben presto tolta dal servizio, un'altra, la capoclasse USNS Vanguard (T-AGM-19), già USNS Mission San Fernando (AO-122), è stata trasformata in un’unità sperimentale per la guida di missili imbarcati, e l’ultima nave, la USNS Redstone (T‑AGM‑20), già USNS Mission De Pala (AO-114), alla metà degli anni ’80 svolgeva ancora ruoli simili a quelli originali, ma spostati su programmi militari piuttosto che scientifici. Essa collaborò a suo tempo al programma Apollo della Nasa, ma poi è stata ‘girata’ al centro missilistico e spaziale dell’USAF di base a Patrick, Florida.

  • Dislocamento: 16.882 t
  • Stazza lorda: 21.710 t
  • Lunghezza: 180,7 m
  • Larghezza: 22,9 m
  • Pescaggio: 7,6 m
  • Propulsione: 1 turbina a vapore da 87.00 hp
  • Velocità: 16 nodi
  • Equipaggio: 198
  • Sensori di bordo: 2 radar navigazione Raytheon serie 1660 e altre apparecchiature elettroniche

La Redstone è derivata da una petroliera civile, di cui mantiene l’apparato motore ad un asse, e le sovrastrutture poppiere, ma è stato aggiunto un ulteriore blocco anche a prua, dove è stata costruita anche la nuova plancia comando, mentre nel mezzo vi è una selva di antenne e di enormi radome. Circa 450 tonnellate di apparecchiature sono state sistemate a bordo, comprendenti tra l’altro 2 radar d’inseguimento, 2 antenne satellitari paraboliche, tutte protette da radome plastici a forma sferica, altre piccole antenne, apparati radio HF e palloni atmosferici per alte quote ,con relativo hangar poppiero.