Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Ecuador

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L'Ecuador, repubblica sudamericana della costa pacifica, ottenne l'indipendenza il 24 maggio 1822, ma come parte della 'Grande Colombia'. Dato che tale soluzione politica non fu trovata del tutto accettabile, nel 1830 divenne uno stato indipendente, e da subito la capitale divenne Quito.

LE Fuerzas Armadas del Ecuador sono state fondate nel 1830 e hanno l'attuale disposizione dal 2000. Il QG è a Quito, il comandante in capo (al 2008) è il presidente Rafael Correa, il Ministro della Difesa Javier Ponce Cevallos, e il capo di CSM Fabian Varela. L'età per il servizio militare è 20 anni e il servizio dura 12 mesi. I cittadini tra i 16 e i 49 anni sono circa 7,1 mln, di cui abili oltre 6 mln; ma quelli effettivamente in armi nelle piccole F.A. nazionali, sono soltanto 37.500. Le spese militari sono 1,691 mld di dollari o il 3,41% del PIL. Non molto, e sperando che l'inflazione non ritorni a colpire durissimamente come accadde qualche anno fa, quando saliva ad oltre il 40% l'anno, mandando in crisi ogni pianificazione. Le F.A. sono incaricate di difendere la sovranità nazionale e di partecipare al suo sviluppo economico, nonché la lotta anti-narcos e il controllo dell'immigrazione illegale, e infine la lotta anche contro le FARC, che sono presenti anche sul loro territorio. Tra gli impegni delle F.A. vi è anche l'educazione come gli insegnanti per le scuole rurali tramite un accordo con il Ministero dell'Educazione, il controllo del patrimonio forestale ecc. Dopo il trattato di pace del '98 i rapporti con il rivale storico Perù sono migliorati, ma in compenso si sono irrigiditi quelli con la Colombia, specie nel 2008. Nel frattempo, dal 2009 in particolare, è stata lanciata un'altra ristrutturazione delle F.A.

Dopo la lotta per l'indipendenza, che vide un primo tentativo nel 1811 annullato dagli Spagnoli con la Battaglia di Ibarra (dicembre 1812), ne seguì un altro con la nuova guerra iniziata nel 1820 in cui gli Ecuadoregni combinarono le loro forze con i Colombiani e i Venezuelani. Alla fine, con la battaglia di Pichincha nel 1822 venne ottenuta una vittoria decisiva. Nel 1828 però già vi fu un primo conflitto con il Perù che aveva mire annessioniste. Fu una guerra in piena regola, in cui la Gran Colombia combatté contro i Peruviani, con i quali s'iniziò una lunga e spesso guerreggiata ostilità. Questi erano nettamente più forti sulla carta, ma la Federazione li batté sonoramente. Circa la metà dei 'Colombiani' erano in effetti Ecuadoregni, e così in gran parte va a loro il merito della battaglia di Tarqui del febbraio 1829. Ma il successo durò poco: nel 1830 la Gran Colombia si disgregò. In effetti, la maggior parte degli ufficiali e molte truppe ecuadoregne erano in realtà venezuelani e la scissione lasciò l'Ecuador senza molte risorse. Vi furono tentativi di migliorare la situazione per tutto il XIX secolo, e nel 1900 si riuscì a respingere un attacco Colombiano organizzato da dissidenti ecuadoregni. Nel 1905 il territorio venne diviso in 4 zone di difesa e prima del 1914 c'erano 9 btg fanteria e 3 rgt cavalleria, più 3 d'artiglieria e 3 btg Genio. Dopo la rivoluzione nella provincia settentrionale di Esmeraldas, vi fu una guerra civile che durò 2 anni ma alla fine venne vinta dai governativi.

Dopo gli anni '20 l'esercito passò da 15 a 10 battaglioni, ma ciascuno con 4 anziché 3 cp fucilieri, e nel 1930 c'erano 5.500 effettivi in servizio. Nel '41 il Perù conquistò zone importanti della regione Amazzonica, e l'esercito ecuadoregno non riuscì a fare molto: i Peruviani misero in campo 13.000 soldati ben supportati, e i 1.800 soldati di Quito non poterono offrire che una blanda resistenza, durata circa 3 settimane. Con il Protocollo di Rio del 1942 gli Ecuadoregni dovettero accettare l'occupazione peruviana dell'Amazzonia, altrimenti sarebbero stati annientati, anche perché le loro zone costiere erano state occupate dai soldati di Lima. Grazie alla dichiarazione di guerra fatta al Giappone nel '42 gli Ecuadoregni poterono però ricevere armi e carri armati leggeri, rinforzandosi. Nel '52 avevano 15.000 soldati e continuarono ad espandere le proprie forze, a maggior ragione per le scoperte successive di petrolio. Gli scontri di frontiera, che non erano mancati nei decenni successivi al 1942, scoppiarono ancora nel 1981 in un'altra guerra, quella di Paquisha, in cui vennero usate grosse forze per sopraffare le posizioni ecuadoregne, con uso di aerei, commando ed elicotteri, il che causò l'uccisione di circa 200 soldati di Quito. Dopo questo successo, che cacciò indietro i confini dell'Ecuador fino alla cordigliera del Condor, vi furono altri incidenti nel 1983 e 1984. Tuttavia, in questo secolare confronto, l'ultimo round è andato all'Ecuador, che nella guerra di Cenepa ha ottenuto un efficace supporto aereo e ha ricacciato indietro i Peruviani; ma date le pressioni internazionali l'Ecuador ha dovuto firmare un trattato di pace poi ufficializzato con il Protocollo di Rio il 26 ottobre 1998, il che ha comportato alla rinuncia dei territori di Jaen, Tumbes e Mayanas.

Attualmente il Comandante in Capo è il Presidente Correa, ovvero il Comandante en Jefe de las Fuerzas Armadas; dopo c'è il Consiglio della Sicurezza Nazionale -El Consejo de Seguridad Nacional- con le maggiori cariche dello Stato, incluso il presidente del parlamento e della Suprema corte di giustizia. Il Ministero della Difesa -Ministerio de la Defensa National-, è il corpo amministrativo della difesa nazionale, mentre il COmando delle Forze armate congiunte, o El Comando Conjunto de las Fuerzas Armadas, è incaricato di pianificare le operazioni militari al livello più alto. Sotto vi sono le F.A. di cui i capi sono parte del Comando.

Attualmente (2002) l'Ecuador ha una superficie di 283.560 km2, non molto considerando gli standard sudamericani. Nel 2000 questa nazione aveva una popolazione di 12.920.000 abitanti, che corrispondevano a circa 40 per kmq, cifra che aumentava con un tasso di circa il 2% annuo. Ma il Paese non poteva vantare lo stesso dal punto di vista economico, con un progressivo impoverimento della popolazione a causa di vari problemi politici e economici. In particolare, nel 1998 si è verificata una crisi senza precedenti nella storia del Paese, tanto che nel 1999 vi è stata una riduzione del PIL del 7,3%. La conseguenza è stata drastica, ovvero il ricorso all'assistenza del Fondo Monetario Internazionale dato il debito pubblico di 15,3 miliardi di dollari. Al solito, questo si è dimostrato un rimedio di dubbia efficacia, infatti sono state imposte condizioni capestro, come la 'dollarizzazione' dell'economia nazionale. Purtroppo le nazioni del Sud America, ricchissime in materie prime e relativamente spopolate (con la parziale eccezione del Brasile, ma si tratta di una nazione con 2,5 milioni di km2 di superficie) per motivi tutt'altro che direttamente correlati con le potenzialità economiche effettive, si trovano in condizioni di povertà effettiva molto maggiori di quello che meriterebbero. Questo a causa di molti fattori, tra cui la scarsa presenza di una classe borghese media che faccia da distributore della ricchezza tra i pochi, ricchissimi latifondisti e la massa dei diseredati, che al solito sono prevalentemente indios. A questo si aggiunga la corruzione, le zone prive di controlli nelle montagne e nelle foreste, la criminalità e il narcotraffico, e le 'ricette' imposte dagli organismi internazionali, che hanno preteso liberalizzazioni 'selvagge', fatali con una popolazione povera e incapace di sopportare aumenti dei beni privatizzati, come l'acqua e l'elettricità. Attorno al 2001 l'inflazione era del 45% e questo causava un impoverimento di larghissime fasce della popolazione, finché la situazione si è un pò stabilizzata negli anni recenti.

L'Ecuador è tenuto anche a sorvegliare coste marittime, le Isole Galapagos, nonché 1.420 km di confine con il Perù e 590 con la Colombia.

Per le esigenze di difesa e in generale di interesse militare, hanno visto oscillazioni notevoli. Dall'inizio degli anni '80 l'aumento del prezzo degli idrocarburi ha portato grandi quantità di denaro dentro le casse ecuadoregne e quindi vi furono anche aumenti di spesa con molti nuovi equipaggiamenti moderni, ma dal 1986 il Paese venne colpito da un embargo per motivi politici, e la crescita economica venne rallentata, causando riduzioni del budget della difesa. All'inizio degli anni '90 arrivò una nuova crescita economica e sia per questo che per la crisi con il Perù il budget aumentò stabilizzandosi su circa 700 milioni di dollari annui, tanto da arrivare al 1998 con un 4,3% del PIL, quando le altre nazioni sudamericane stavano invece diminuendo le loro spese. Dopo la crisi, il presidente Abdallà Bucaram inizio delle importanti riforme costituzionali che si conclusero il 5 giugno del 1998. A quel giorno risale infatti l'approvazione di una nuova costituzione dell'Ecuador, che sostituisce quella del 1979.

L'Ecuador ha forze armate piccole ma il loro pregio è che esse (a differenza dei dirimpettai peruviani) sono assai efficienti, tanto dal 1958 partecipa a missioni ONU fuori area con funzioni di peacekeeping. Hanno preso parte anche a diverse esercitazioni in sudamerica, collaborando con il Cile e l'Argentina. Il materiale è abbastanza moderno e mantenuto in condizioni di discreta efficienza. Tra le missioni internazionali, la prima fu decisamente impegnativa trattandosi di quella di osservazione il Libano, nel periodo giugno-dicembre 1958, poi vi sono state altre missioni come quelle per il Salvador e il Nicaragua. Nell'insieme l'Ecuador pare essersela cavata bene e l'ONU ha tenuto recentemente un'esercitazione di Peace Keeping proprio sul suo territorio e con la sua assistenza.

Gli elementi di combattimento primari per le F.A. dell'Ecuador sono sostanzialmente la Brigata corazzata, quella forze speciali e quella artiglieria, nonché le tre squadriglie aeree di prima linea, tutte supersoniche e armate con Jaguar, Mirage e Kfir (fino a quando la prima è stata sciolta), la flottiglia corvette e quella sottomarini, accompagnati dalle altre due, per le unità missilistiche e le due vecchie fregate recentemente aggiornate in ambito nazionale con missili francesi e sistemi informatici.

Forze aeree, 1997[1][modifica]

Fuerza Aérea Ecuatoriana-FAE

Combattimento:

  • 13(16 comprati) AMD-BA Mirage F-1JA (JE) e 1(2) F.1JE(BE)
  • 7(13) BAC Jaguar S/GR Mk.1 e 2(2) Jaguar B
  • 16(16) IAI Kfir C-2 e 3(3) IAI Kfir TC-2
  • 4-6(16)BAC 167 Strikemaster Mk.89 e 89A e ?(6) Mk.90
  • 23(37) Lockheed T-33A Shooting Star
  • 7(12) Cessna A-37B Dragonfly
  • 3(6) E.E. Canberra B Mk.6

Totale: 79+(129)

Addestramento:

  • 5(8) Cessna Model 172F Skyhawk
  • 7(24) Cessna Model 150L Aerobat
  • 6(12) Cessna Model T-41D Mescalero
  • 17(23) Beech Model 34C-1 Turbine Mentor
  • 12(12) SF-260ME

Totale: 47(79)

Altro:

  • 2(?) UH-1D e 1(1)UH-1H
  • 5(5) DHC-6 Srs 300
  • 2(?) DHC-5
  • 3(4) SA-315B Lama
  • 6(6) SA-316B Alouette III
  • 1(2) SA-330C Puma
  • 1(3) C-130H
  • 1(1) L-100-30
  • 6(6) AS-332 Super Puma
  • 4(5) BAe 748 Srs.2A VIP
  • 3(3) Sabreliner 40R
  • 1(1) Beech Model E90 King Air
  • 1(1) Transall C-160F

Totale: 37(38+)

Totale gen. FAE
163 (246)

Servicio de Aviacion del Ejército Ecuatoriano

  • 2(2) Beech Model 100 King Air
  • 1(1) Super King Air 200
  • 1(2) T-41D
  • 1(1) Cessna 172G
  • 1(1) Cessna Model TU206D
  • 2(5) DHC-5D
  • 4(5) IAI Arava 201
  • 1(1) Leajet Model 24D
  • 2(2) Cesna Model 185D
  • 3(3) Pilatus PC-6B
  • 1(1) UH-1
  • 6(12) SA-342 Gazelle
  • 7(7) SA-342K
  • 1(1) SA-330C Puma
  • 6(6) AD-332
  • 4(4) AD-350B
  • 1(1) CASA CN-235M
  • 1(1) Sabreliner 40R

Totale: 45(74)

Aviacion Naval del Ecuador

  • 3(3) Beech T-34
  • 1(1) Beech Super King Air
  • 1(1) Cessna Model 320
  • 2(3) Cessna T-41D
  • 3(4) Cessna 337F e G
  • 1(2) IAI-201 Arava
  • 1(1) Cessna Model 500 Citation
  • 5(5) Bell 206B Jetranger II

Totale: 17(20)

  • Totale generale: 225 aerei (su 358) in servizio

Come si vede, è una tipica aviazione sudamericana. I numeri, tutto sommato, sono modesti. Numerosi però i tipi inclusi, molti dei quali di tipo civile o 'militarizzato', con molti velivoli usati per trasporti leggeri e collegamento. Infine, notevole rispetto alla disponibilità totale, la flotta di mezzi dell'Esercito e anche della piccola Marina, anche qui è una cosa tipica (si pensi solo ai G.222 venduti all'Esercito argentino). Chiaramente, le necessità di muoversi in ambiente equatoriale e senza vie sufficienti, in nazioni molto estese, rende il mezzo aereo molto importante, così come la diversificazione delle fonti per ovviare ad embarghi e difficoltà politiche con i fornitori, o un'eccessiva sudditanza nei confronti degli stessi (USA in primis).

Una piccola forza aerea, ma agguerrita soprattutto nella sua prima linea, con un mix costituito da alcuni dei migliori aerei da combattimento degli anni '70-80, il trio Mirage, Kfir e Jaguar, sebbene presenti in una sola squadriglia per ciascuno. La FAE, appena reduce dalla guerra del Cenepa, aveva però dimostrato di essere più che in grado di tenere testa alla pur più potente aviazione peruviana.

Situazione al 2002[2][modifica]

Esercito[modifica]

Si trattava di una forza tutt'altro che disprezzabile in relazione alla popolazione, come si è visto piuttosto ridotta. 40.000 uomini ripartiti in 4 teatri operativi, ovvero le Zone Militari. Queste hanno QG a Quito, Guayaquil, Cuenca e Puyo. In termini di organizzazione campale, vi erano 14 brigate su 3 battaglioni l'una.

Ecco l'elenco delle unità di combattimento suddivise per specialità: Fanteria:

  • Brigata N.1 'El Oro', QG Machala
  • N.3 'Portete', Cuenca
  • N.5 'Guyas', Guayaquil
  • N.7 'Loja', Loya
  • N.13 'Pichincha', Quito.

Come componente fondamentale dell'Esercito la fanteria ha il compito della sorveglianza territoriale e in particolare dei confini, dove le unità sono a organici pieni e con i migliori equipaggiamenti. A tal proposito, l'armamento standard è il fucile FN FAL da 7,,62 mm e i mitra Uzi da 9 mm.

Un'AML-90, autoblindo minuscola, ma pesantemente armata


Cavalleria blindata:

  • Brigata N.11 'Galapagos': si tratta dell'unica unità corazzata, anzi blindata, di tutto l'esercito, QG a Riobamba. Qui sono presenti tutti gli equipaggiamenti pesanti, che al 2002 erano costituiti da: 104 AMX-13+ varianti, 35 AML-60/90 e 10 EE-9 Cascavel. Insomma, si tratta di una forza corazzata leggera, da qui il nome nonostante la maggior parte dei mezzi sia cingolata. Di conseguenza, mentre per i carri pesanti e medi la scelta, in campo occidentale in genere varia tra UK, USA e Germania, nel campo dei mezzi leggeri la scelta è quasi sempre univoca: Francia, che con le famiglie di mezzi AML e AMX-13 ha letteralmente spopolato nel periodo tra gli anni '50 e 70. Si tratta di mezzi per molti versi discutibili, con blindature leggere e alle volte delle soluzioni ingegnose ma non tanto condivisibili in termini di impiantistica, tuttavia hanno i loro punti interessanti. Le AML sono economiche, ed hanno la torretta biposto da 90 mm o quella da 60-7 ovvero cannone-mortaio da 60 mm e mitragliatrice leggera da 7,62 o 7,5 mm. Vi sono versioni anche più armate, come quelle del tipo AML-60-20 ovvero con cannone mortaio da 60 mm e mitragliera da 20 mm, ma qui non sembra siano presenti.

Già il cannone-mortaio è da sola un'arma originalissima, con caricamento posteriore, e possibilità inedita di sparare anche nel primo arco di tiro. È una 'specialità francese', da 42 kg, utilizzabile anche su gommoni Zodiac tanto per dare un'idea della sua versatilità, anche se non ha installazioni in affusto da fanteria. Vi è anche una granata HEAT, mentre la versione da 81 mm è solo per mezzi corazzati e può sparare anche granate APDS, capaci di perforare 50 mm a 1000 m. Si tratta di armi a canna rigata, ma un modello da 120 mm di questo tipo di armamenti non ha mai avuto luogo: forse perché già il cannone-mortaio da 81 pesa 500 kg e il pezzo da 120 non sarebbe quindi un'arma pratica.

I cannoni-mortai Brandt da 60 mm hanno una gittata pratica di 500 m a tiro diretto e 2050 a tiro indiretto, ma esiste anche un proiettile da 5.000 m di gittata. I cannoni a media pressione da 90/33 mm hanno granate HE e HEAT da circa 300 mm di perforazione in acciaio. Il tutto per un piccolo mezzo da meno di 6 t, armato abbastanza da mettere KO un carro armato, e con una buona mobilità su strada e terreni poco accidentati, essendo solo dei 4x4. Gli AMX-13 hanno invece un caricatore automatico solidale con il cannone in una torretta basculante, che inizialmente aveva un cannone da 75/61 mm, derivato dal 75/70 mm del Panther, ma nonostante questo prestigioso ascendente il suo proiettile, inizialmente HEAT, perforando 170 mm di acciaio non garantiva la perforazione dei carri tipo T-54-55, anche se funzionava contro i T-34. Non va dimenticato che si tratta di un carro da 13 t, ovvero della massa di un M-13 o di un BMP-1. Per ovviare a tale problemi è stata messa a punto una versione con cannone da 90 mm per l'Esercito francese, molto meglio armata, mentre per l'export vi è una torretta da 105 mm, simile a quella del cacciacarri Kurassier SK-105 austriaco.

In tutti i casi la torretta ha due caricatori da 6 colpi a revolver sui lati della torretta in scatole corazzate, che possono essere esplosi in circa un minuto, ma poi bisogna ricaricarli con dei portelli esterni, anche se -contrariamente a quello che si dice spesso- è possibile caricare anche manualmente, ma con una cadenza di tiro molto più lenta. La soluzione della torretta basculante (con il cannone solidalmente collegato al caricatore posteriore) per ridurre la complessità del caricatore automatico è dopo tutto semplice ed elegante, posto che bisogna progettare un sistema d'elevazione che interessa tutta la torretta per muovere il cannone. Venne utilizzato addirittura per un carro pesante, l'AMX-50, da 50 t e con un cannone da 100, poi da 120 mm. Non ebbe peraltro seguito pratico, ma era il primo carro pesante con cannoni automatici e naturalmente con due soli uomini in torretta. Nell'insieme è una soluzione più sicura e anche efficiente dei caricatori tipici dei carri sovietici, anche se aveva qualche limite, come il numero di colpi, sufficiente per un breve periodo di combattimento tipo imboscate cacciacarri, ma non per un carro da battaglia che si batte per ore in prima linea. Per l'AMX-30 questo sistema non è stato adottato, e il caricatore automatico, di tipo più convenzionale, è riapparso solo con il Leclerc (forse per evitare i punti deboli nella corazzatura dati da questa soluzione tecnica?). In ogni caso, gli AMX-13 sono stati venduti in gran quantità e quelli ecuadoregni sono arrivati nel 1972 con un'intera famiglia di mezzi derivati, almeno 6 versioni. Essendo dell'ultima produzione avevano il pezzo da 105 mm e le mitragliatrici FN MAG belghe, non sempre installate sugli AMX-13, assieme ad almeno 4 lanciagranate fumogene (la MAG è un'arma standard anche per la fanteria). Nel 1988-90 questi mezzi, oramai obsoleti, hanno però ricevuto sistemi telemetrici laser francesi e proiettili APFSDS. Nonostante che la meccanica degli AMX-13, come tutti i blindati francesi, non sia eccelsa, e anche i motori erano in cattivo stato alla fine degli anni '90, così gli originari Sofam a benzina sono stati sostituiti dai diesel Deutz tedeschi.

Artiglieria:

  • Brigata d'artiglieria N.27 'Bolivar': obici leggeri da montagna M-56 e 50 M-101 da 105 mm, artiglierie pesanti da 155 mm: 10 sono gli obici Mk F3 (per l'appunto, la versione dell'AMX-13 dedicata all'artiglieria), e 10 M-198 americani, che sono armi più moderne e potenti, ma trainate (del resto il semovente francese non ha protezione per l'equipaggio, essendo di fatto solo un affusto semovente, tipo M-110).

Genio:

  • Brigata N.23 'Cenepa', QG a Quito. È utilizzato anche in tempo di pace per la realizzazione di opere pubbliche.

Logistica:

  • Brigata N.25 'Reino de Quito', Quito: è usata per diversi compiti, che spaziano dall'assistenza e rifornimento delle unità dell'esercito all'amministrazione della giustizia militare.

Unità forestali:

  • Brigata N.17 'Pastaza', Meca
  • Brigata N.19 'Napo', Puerto Napo
  • Brigata N.21 'Condor', Campamento Patuca.

Sono le classiche 'unita de selva', brigate leggere attrezzate per le operazioni nella foresta ,specialmente nelle aeree soggette a 'bonificazione' per raggiungere i giacimenti di petrolio recentemente scoperti.

Aviazione dell'esercito:

  • Brigata N.15 'Paquishia', QG a Quito: Il Servicio Aereo del Ejercito venne creato già nel 1954. Opera per il supporto alla fanteria e cavalleria dell'Esercito, come del resto le unità d'artiglieria, logistiche e del Genio. Attorno al 2002 avevano 14 elicotteri francesi Gazelle, Super Puma e Lama, questi ultimi utili per le alte quote.

Forze speciali:

  • Brigata N.9 'Patria', Quito. È la classica unità d'elite', utilizzata per missioni speciali, infiltrazioni, recupero feriti e ostaggi, acquisire informazioni etc.

Ulteriori unità: la Scorta Presidenziale e la Polizia Militare Ministeriale, per la protezione del Presidente e delle istituzioni principali: infatti entrambi hanno base a Quito.


Mezzi:

Armi leggere: FN FAL da 7,62 mm, HK 33, Steyr AUG, SIG SG 540, M16A2 tuuti da 5,56 mm; Uzi da 9 mm; mitragliatrici FN MAG, M1919, M2HB da 12,7 mm

Mortai: M1 e M29 da 81 mm, M30 da 107 mm

Armi c.c.: M67 da 90 mm, M40A1 da 106 mm

Corazzati: 30 Leopard 1, 108 AMX-13; 27 Panhard AML 245 H60/90, 30 Engesa EE-9 Cascavel, 10 Engesa EE-3 Jararaca; APC 80 AMX-VCI, 20 M113, 30 Engesa EE-11 Urutu, 3 BTR-3U in ordine, 10 ERC-90 in ordine

Artiglierie: 30 M101 da 105 mm, 24 M2A1 da 105 mm, 24 OTO Melara Model 56 da 105 mm, 12 M114 da 155 mm, 12 M198 da 155 mm, 12 semoventi AMX Mk F3 da 155 mm, 12 Soltam M-66 da 160 mm, 6 RM-70 da 122 mm

Armi c.a.: M1 da 40 mm L/60 e L/70, 10 M167 Vulcan da 20 mm, 18 semoventi M163 Vulcan, SAM Shorts Blowpipe

Velivoli, 26 aerei e 72 elicotteri:

5 Pilatus PC-6 Turbo-Porter
1 Beech King Air 100
1 Beech King Air 200
7 IAI Arava 201
1 de Havilland Canada DHC-5D Buffalo
2 CASA C-212-400 Aviocar
2 CASA CN-235M-100/300
1 Cessna 550 Citation II
4 Cessna T-41D Mescalero
1 Cessna 172G Skyhawk
2 Cessna 185D Skywagon
3 Maule MT-7-235 Super Rocket.
5 Aérospatiale SA 315B Lama
2 Aérospatiale SA 316B Alouette III
40 Aérospatiale SA 342L Gazelle
4 Eurocopter AS-350B Ecureil
5 Aérospatiale SA 330 Puma
6 Eurocopter AS 332B Super Puma
6 Mil Mi-17[3]

Aeronautica[modifica]

Roundel of Ecuador.svg

Ha una vecchia data di costituzione, precisamente il 27 ottobre 1927; nel 2002 aveva circa 5.000 dipendenti. QG a Quito, suddivisione del Paese in due zone operative, chiamate Zone Aeree.

La prima copre la zona centrale e orientale, e ha di conseguenza elementi di seconda linea, QG alla Base Aerea dell'Aeroporto Internazionel 'Mariscal Sucre' Quito. Le unità erano:

  • Stormo da Trasporto N.11, Quito:
    • Squadriglia presidenziale
    • Squadriglia trasporti 111
    • Trasporti Aerei Militari Ecuadoregni.

La Seconda Zona Aerea ha base sull'Aeroporto Internazionale 'Simon Bolivar', Guayaquil, ed è principalmente orientato per il combattimento.

Le sue unità, molto più consistenti, sono:

  • Stormo da Combattimento N.21, Taura:
    • Squadriglia N.2111: aveva i Jaguar Mk 1 ES e biposto T Mk 1 BS, comprati nel 1977 in 12 e 2 esemplari, ridotti col tempo a 6 e 2.
    • N.2112: aveva i Mirage F.1, con 16 JA e 2 DA, equivalenti alle versioni E e D. Sono stati comprati poco tempo dopo i Jaguar, perché gli Kfir al momento erano sotto il veto USA. Ne restavano in servizio 12 JA e 1 DA
    • N.2113: Ha ricevuto 10 IAI Kfir C.2 e 2 TC-2 biposto, comprati nel 1982. Anche se altre fonti riportano che la quantità è stata di 8+2, venivano riportati in carico ancora 9 monoposto e 2 biposto nel 2002

In tutto quindi sono stati comprati aerei sufficienti per 3 squadriglie, piuttosto piccole, ma con materiale di prim'ordine. Di 44 macchine comprate ( o 42?) ne erano ancora in carico 32, con una particolare sofferenza dei Jaguar, che erano ridotti a circa la metà. Nel frattempo, forse agli inizi degli anni '90, erano stati aggiornati allo standard Mk.3. Ma proprio nel 2001 o 2002 l'Escuadron 'Jaguares' venne sciolto e questi potenti aerei d'attacco a bassa quota vennero posti fuori servizio e attualmente sono in riserva, in attesa di compratori.

  • Stormo da Combattimento N.22, S.Bolivar, Guayaquil:
    • Squadriglia da Combattimento N.2211
    • Squadriglia SAR N.2212
    • Squadriglia d'addestrameno N.2213.

Queste unità hanno principalmente elicotteri, ma anche addestratori.

  • Stormo da Combattimento N.23, base 'Eloy Alfaro', Manta:
    • Squadriglia da combattimento N.2311
    • Squadriglia da combattimento N.2312

In tutto vi erano circa 20 A-37B

Aggiornamenti: principalmente per gli Kfir: un contratto a 60 milioni di dollari per comprare 2 Kfir ex- HHA e aggiornamento degli 11 Kfir rimasti (nel 1998, quando venne siglato l'accordo) alla versione C.7m con radar Elta 2032, HOTAS migliorato, nuovo computer di missione e altro ancora. I Mirage sono stati aggiornati con missili Python e modifiche al radar. Altri Strikemaster sono stati comprati per rimpinguare l'esigua forza disponibile.

Marina[modifica]

L'Esmeraldas, corvetta multiruolo pesantemente armata. A poppavia vi è un Bell 206

5.000 effettivi, inclusa la Fanteria di Marina. È divisa in Zone Navali:

  • la Prima, comando a Guayaquil, si occupa delle province di Manbì, Guayas e El Oro
  • la Seconda, Porto Baquerizo, comanda sulla zona dell'arcipelago delle Galapagos
  • Terza Zona Navale, Quito, giurisdizione sulle province settentrionali

L'organizzazione vedeva:

  • Flottiglia fregate
  • Flottiglia Corvette missilistiche
  • Flottiglia Unità d'attacco leggere
  • Flottiglia sottomarini
  • Fanteria di Marina
  • Aviazione navale
  • Unità guardiacoste

Per questa organizzazione erano al 2002 disponibili questi mezzi:

  • 2 fregate 'Type 12' ex-RN, vecchie navi comprate nel 1991 e battezzate PRESIDIENTE ELOY ALFARO e MORAN VALVERDE. Per quanto poco noto, nella Marina Ecuadoregna era presente, tra le tante piccole e medie unità anche un cacciatorpediniere 'Gearing' e una fregata 'Lawrence', entrambe vecchie navi del dopoguerra, che sono state vantaggiosamente rimpiazzate da queste 'nuove' navi, a dire il vero pur sempre risalenti agli anni '60. Hanno uno scafo robusto e dall'alto bordo libero, con vari aggiornamenti sono passate dall'armamento originale di un cannone binato Mk 6 da 114 mm e un lanciamissili Seacat a una batteria di missili antinave con 4 MM.38 Exocet e missili SAM Mistral, nonché nuovi sistemi informatici e di comando e controllo.
  • 6 corvette missilistiche 'Esmeraldas', comprate a partire dal 1982 dalla Fincantieri, e facenti parte di una famiglia di navi che forse è la più interessante tra tutte quelle militari sviluppate in Italia dal dopoguerra. Sono la ESMERALDAS (CM11), EL ORO (CM14), LOJA (CM16), LOS GALAPAGOS (CM 15), LOS RIOS (CM 13), MANABI (CM 12).

A seconda dei punti di vista, essendo il concetto di 'corvetta' tutt'altro che univoco, si possono considerare sia come 'super motocannoniere' che 'fregate compatte'. Di fatto sono state realizzate con criteri da fregata missilistica tipo 'Lupo' piuttosto che come grosse navi d'attacco missilistico. Non nascono dal nulla: prima la Libia comprò 4 navi del genere, ma più piccole, da 550 t. Erano la classe 'Wadi M'ragh', poi 'Assad'. Le navi libiche erano armate con il classico cannone COMPATTO da 76 mm a prua, un impianto binato da 35 mm a poppa, 4 lanciamissili OTOMAT a mezza nave e due lanciasiluri tripli appena in avanti dei missili. La loro progettazione, con alte sovrastrutture, era simile a quella di una piccola nave piuttosto che un battello d'attacco veloce. Potevano contare su di un dislocamento di oltre 100 t maggiore rispetto a quello di una grossa motomissilisica e circa doppio rispetto a quello di una nave media. Per esempio, una 'Ramadam' ha 1 pezzo da 76 e una torre binata da 40, oltre a 4 OTOMAT, sistemi di comando e controllo assai completi come anche quelli per le ECM e radar, eppure pesava solo 310 t a pieno carico. La differenza era che le navi libiche possedevano anche un minimo apparato ASW con un piccolo sonar di chiglia e i lanciasiluri leggeri, cosa del tutto ragionevole se il dislocamento era quasi il doppio. Le 'Esmeraldas' , ordinate nel 1978, erano ancora più grandi e per 620 t standard e 685 p.c. si permettevano motori più potenti (sempre 4 MTU diesel su 4 assi, ma in questo caso da 24.000 hp), una piattaforma SAM a mezza nave e una piattaforma poppiera per elicotteri. Quest'ultima serviva alle operazioni 'estemporanee' dei 3 elicotteri Alouette III all'epoca in carico alla Marina dell'Ecuador, con una piattaforma avventurosamente 'incastrata' tra i lanciamissili Exocet e la torretta Dardo, evitando di rimuovere gli uni o gli altri con l'escamotage di utilizzare come base il tetto della piccola sovrastruttura poppiera.

In termini di progettazione erano navi da 62,3 m di lunghezza e 9,3 di larghezza, con equipaggio di 51 uomini che bastava a gestire tutto il complesso delle apparecchiature e armi di bordo. Queste erano prevalentemente installate su di un grosso e alto albero dietro la plancia, irto di antenne elettroniche. Vi è un radar di scoperta aerea e di superficie RAN-10S, uno di tiro RTN-10X per il cannone e verosimilmente gli Aspide, 1 RTN-20X per il cannone da 40 mm del sistema Dardo, con oltre 700 colpi pronti e circa 1000 di riserva. Come armamento vi è una potenza di fuoco offensiva data da 2 complessi di 3 missili MM.40 Exocet, ma la nave è più grande di una normale motocannoniera non tanto per le capacità offensive ma per quelle difensive, specie antiaeree e antimissile, grazie ai sensori quasi tutti sistemati sull'albero centrale, dietro la plancia, ampia e dotata di ali laterali. Questo è stato considerato essenziale per operare in aree di elevata minaccia aerea, troppo pericolose per le navi missilistiche d'attacco più piccole. Ma portare armi e sensori validi per la difesa aerea significa necessariamente una nave ben più grande e costosa. Se questo sia o meno vantaggioso rispetto a piccole unità meno 'evidenti' è difficile dire. Se non altro, vi è la possibilità di permanere più tempo in azione, in mare aperto, e di esercitare un'azione di comando e controllo di un certo livello. Una piccola dotazione di armi e sensori ASW permette almeno operazioni basiche anche in questo settore.

Come peso, l'armamento è grossomodo simile a quello di una 'Combattante III': 1 cannone da 76, 2 da 40, 6 missili MM.40, 1 lanciamissili Aspide e 2 tls. da 324 mm contro 2 cannoni da 76, 4 MM.38, 2 torri binate da 30 mm, 2 tls singoli da 533 mm, con una certa parità se non vantaggio per le Combattante. La differenza in stazza va per la maggiore autonomia e abitabilità, per i sensori maggiorati come due radar di tiro e il sonar, ed è ragionevole dato che si tratta di 260 t o il 60% in più. In ogni caso, la Marina Ecuadoregna aveva una decisa inferiorità contro la Peruviana. In caso di guerra, le 'Esmeraldas' avrebbero dovuto vedersela, nemmeno a dirlo, con 4 fregate 'Lupo', praticamente con lo stesso armamento ma in maggiori quantità, sicuramente 'un bel match'. La flotta peruviana, comunque, era molto più completa delle sole 'Lupo', cominciando dai suoi sottomarini, una flotta molto consistente e insidiosa. A parte le corvette e le fregate vi erano anche:

  • 3 motocannoniere missilistiche Classe 'Quito', del modello Lurssen 45, con cannone da 76 mm e 4 MM.38. Comprate nel 1976, esse erano la QUITO, GUAYALQUIL e CUENCA.
  • 3 motocannoniere missilistiche Classe 'Manta', Lurssen 36, del 1971: MANTA, NUEVA ROCAFUERTE, TULCAN. Hanno ricevuto 4 missili Gabriel Mk.1 da 20 km.
  • 2 sottomarini diesel-elettici 'Shyri', ovvero i tedeschi Type 209, comprati nel 1977 nella versione 1300 da 59,5 m. Pare che siano stati decisamente aggiornati, tanto da essere inferiori solo ai TR-1700 argentini nell'aerea sudamericana.

Aviazione navale: costituita nel 1943, aveva al 2002:

  • 8 aerei: 1 CASA CN-235, 1 Raytheon King Air B-200 e 1 B-300, 2 CAPTASS B-200, 3 T-34C-1 (armabili in caso di necessità)
  • 10 elicotteri: 4 Bell 206, 4 TH-57, 2 TH-230.

Risorse equadoregne per la difesa e settore bellico:coordinate dalla Direzione delle Industrie dell'Esercito:

  • ANDEC, Acieries Nacionales del Ecuador
  • FUNASA, Fundiciones Nacionales SA
  • Fabrica Nacional de Municion Santa Barbara SA
  • MARESA, Manufacturas, Armaduras y Repuestos Ecuadorianos SA.

Esistevano anche cantieri militari: gli ASTINAVE, Astilleros Navales Ecuadorianos, basati nel porto di Guayaquil avevano due bacini da 115 m galleggianti da 3500 t, scalo di alaggio da 350 t di sollevamento e piattaforma di 400 t di compensazione per piccole navi.

Infine la Direccion de Industrias Aeronautica, Latacunga, venne creata nel 1985 e si occupa della manutenzione degli aerei civili e militari, capace di curare tutti gli aerei ecuadoregni e anche di macchine come i Boeing 727 di diverse compagnie americane e africane.

Fuerza Aerea Ecuadoregna (al 2007)[4][modifica]

  • Ala De Combate 21, Base Aérea Taura (unico aeroporto esclusivamente militare), organizzata su due Escuadrones, uno su Kfir (2113 Escuadron), l'altro su Mirage F.1 (2112 Esc). Il
  • Ala De Combate 23, Base Aérea Eloy Alfaro, Manta. Ha gli Escuadron 2311 'Dragones' su A-37B e 2313 'Halcones' su Strikemaster.
  • Addestramento su Cessna A150L, Beech T-34C.
  • Ala de Trasporte 23: Trasporti con un C-130B, un C-130H, un L-100-30, DHC-6, IAI Arava, alcuni aerei VIP come gli HS-748.
  • Ala de Combate 22: Gli elicotteri sono in carico maggiormente all'Esercito e Marina, ma anche nell'Ala 22 vi sono alcuni Alouette III e Bell TH-5A.
Un'immagine, purtroppo assai oscura, che racchiude la 'triade' dell'aviazione equadoregna: Kfir, F.1 e Jaguar

Aerei: I Mirage F.1 vennero comprati nel 1977 per ovviare all'embargo che gli americani posero sugli Kfir, per via dei motori che restavano i 'loro' J79. Vennero comprati monoposto JA e JE ed ebbero modo di mettersi in mostra in seguito, anche in combattimento.

Un altro aereo solido era ed è lo Kfir, sempre della seconda generazione bisonica. Esso è stato comprato nel 1982, quando finalmente il veto USA decadde e allora fu possibile comprare una minuscola forza di 8 Kfir C.2 e 2 TC.2 biposto, per l'Esc. de combate 2113. Dopo che nel 1996 arrivarono i MiG-29 l'Ecuador si ritrovò in difficoltà. Non v'era modo, economicamente, di comprare macchine equivalenti, come i MiG-29SMT che pure furono considerati, e allora venne dato incarico di aggiornare gli Kfir allo standard CE, grossomodo come il C.10 israeliano: radar EL/M-2032, sonda per il rifornimento in volo nel muso, che da piccolo e aguzzo, con un minuscolo radar telemetrico, diventava allungato, grosso e basso, inclinato verso il basso per non compromettere la visibilità. Lo Kfir ricevette anche i missili Python 4, paragonabili agli AA-11 ma senza missili a medio raggio, in ogni caso le macchine ancora in servizio erano ora in grado di competere meglio con i velivoli peruviani. Lo Kfir, che significa 'leoncino' è il clone israeliano del Mirage 5, e se ne differenzia per il motore J79, più pesante ma molto più potente, affidabile e compatto dell'Atar, tanto da incrementare drasticamente le prestazioni, specie in termini di accelerazione e salita, e da consentire una fusoliera visibilmente più corta dietro la coda. Il carico bellico arrivava a 4.700 kg con un buon raggio d'azione.

Ecco come si presenta lo Kfir CE, nella nuova tenuta da 'superiorità aerea'

In sostanza, grazie al motore J-79GE-19 si trattava dello stesso balzo in avanti che, per esempio, aveva fatto il F-104 passando dal modello G all'S. Da notare che l'Atar 9 originale (del Mirage III), pur motorizzando un aereo piuttosto pesante, era paragonabile in spinta solo alle primissime versioni degli J79 e ai motori R-11 sovietici. La versione Atar 9K-50 era, come spinta (a parte affidabilità, compattezza etc.), era solamente al pari della versione del J79 installata anni prima sull'F-104G e l'F-4B/C. Con questa è stato motorizzato l'F.1 e il Mirage 50.

Le alette canard, aiutate da due baffetti sui lati del muso, consentivano di migliorare la manovrabilità, specie alle basse velocità, anche se erano piccole, fisse e sistemate sopra le ali, dietro le prese d'aria. Da notare che il primo modello di Kfir non aveva queste alette, ma solo il motore e la fusoliera riprogettata per ospitarlo. I sistemi avionici vennero migliorati molto, specie con la versione C.7 e poi la C.10. Lo Kfir è risultato in sostanza un progetto elaborato dagli israeliani con cellula francese e motore americano, avionica israeliana. Una macchina robusta (capace di reggere anche 13+ g senza batter ciglio), economica e semplice, anche se mai adattata per il duello aereo a medio raggio come ci si poteva attendere per le sue origini (Mirage III). A meno che, beninteso, non si consideri il LAVI come l'estrema evoluzione dello Kfir: in effetti, si trattava di una sorta di cellula di F-16, rimotorizzata e dotata di una velatura a delta-canard.

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A parte questo piccolo nucleo di aerei, vi erano fino al 2001 i Jaguar, altri validi aerei di seconda generazione, pensati come striker per rimpiazzare, tra l'altro, i Phantom della RAF. Rispetto a questi, in generale, i Jaguar erano più piccoli ma con una impostazione non tanto dissimile, specie per la trave di coda. La differenza maggiore era che l'ala, oltre ad essere più piccola, era posta in alto sulla fusoliera per aumentare lo spazio per i carichi bellici, che non era molto se si considera che questa macchina è più piccola del Phantom e ha un'ala più piccola: addirittura, alcuni Jaguar (quelli inglesi e internazionali) per portare da 5 a 7 i punti d'aggancio sono stati costretti a installare delle rotaie di lancio sul dorso delle ali, per non sciupare per i missili AAM d'autodifesa due dei preziosi punti di carico subalari. Essi vennero aggiornati allo standard GR.3 della RAF, e si trattava di apparecchi con due motori turbofan ad alto rapporto di diluizione, dotati di postbruciatore e di potenza ridotta (sono gli stessi tipi degli Hawk). Questo dava una lunga autonomia, con spunti transonici e supersonici quando serviva, mentre l'ala piccola e caricata, sebbene inadatta alla maneggevolezza, specie in quota, era pensata piuttosto per essere veloce e stabile alle tipiche quote di volo, da pochi m a 3 km. Solo il Tornado ha dimostrato una maggiore stabilità nel volo a bassa quota del Jaguar, nella RAF e di fatto lo ha rimpiazzato ancora con lo stesso profilo di missione. Ma, tornando ai Jaguar equadoregni, la loro carriera finì nel settembre 2002, quando vennero messi a terra.

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Gli A-37B erano in carico con una squadriglia, e il loro compito era l'appoggio di fuoco, stando attenti a non venire scambiati per i dirimpettai peruviani. Inizialmente ne arrivarono 12 esemplari e in seguito ne vennero chiesti altri, ma la linea di costruzione era chiusa e l'EMBRAER tentò allora di piazzare gli Xavante. Tuttavia, l'ANG ritirò ad un certo punto tutti gli aerei di questo tipo e altri andarono, per un totale di 25, in carico alla FAC. Sono macchine simili agli addestratori T-37 e hanno quindi un abitacolo biposto affiancato, ma la loro struttura è più pesante (pur rimanendo straordinariamente compatti, specie come altezza) e portano carichi su ben 8 punti d'aggancio contro i 2 originari, per un totale di circa 2 t, inoltre hanno una minigun da 7,62 nel muso. Questo è stato possibile grazie alla rimotorizzazione con motori molto più potenti di quelli utilizzati originariamente con gli aerei d'addestramento. Pesantemente mimetizzati di verde scuro a due toni, hanno come compito l'appoggio aerotattico e ad un certo punto sono stei armati anche con missili Shafir per l'autodifesa e la lotta antielicottero. Pare che tra i tanti pretendenti alla loro sostituzione (M-346, L-159, T-50) il favorito non sia un jet, ma il Super Tucano EMB.314.

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Incredibilmente, l'unico altro aereo con posti affiancati per l'addestramento su jet è pure in carico alla piccola aviazione ecuadoregna, lo Strikemaster, derivato estremo del Provost e esportato in 143 esemplari, con motore Viper e 8 punti d'aggancio per 1.360 kg di carico, e 2 mitragliatrici nel muso. È una macchina motorizzata come l'MB-326 ma più lenta per via della disposizione degli occupanti, ancora affiancati. Serve sia per l'addestramento che per l'attacco. La forza inizialmente schierata era di 8 Mk.89A, consegnati nel '72 e rinforzati nel '76 da altri 6. Ma di tutti questi aerei, il 10% circa della produzione totale, nel 1981 quelli operativi erano solo 6, e allora nel 1987 ne vennero comprati altri 9, Anche così vi sono solo 4 aerei operativi, nella loro livrea a due toni di grigio con musetto nero e -differentemente dagli A-37- superfici inferiori chiare. A parte la coda (a trave per gli A-37 con impennaggi a mezzo timone e tubi di scarico motori dietro le ali, di tipo convenzionale per l'unico motore nello Strikemaster) è difficile distinguere tra queste due macchine. In ogni caso, i loro giorni sono segnati. Nonostante questo, gli Strikemaster, rimasti gli ultimi della loro 'specie' al mondo, sono stati rinforzati da altri 2 aerei, 4 motori e altre parti di ricambio ex-Botswana e vengono usati per addestramento, ricognizione, attacco leggero. Del resto, anche una buona parte dei 25 A-37B non è realmente operativa, cosicché non v'é molto da scegliere tra la potenzialità dei due tipi.


Nell'insieme, almeno comparata alla FAP peruviana, la FAC potrebbe definirsi 'pochi ma buoni', anche se, con la caduta d'efficienza degli Strikemaster, la radiazione dei Jaguar (che prima, assieme agli Kfir e agli F.1 formavano una 'triade' nient'affatto disprezzabile, tutti aerei unici nel Sudamaerica e con notevoli capacità) e l'obsolescenza dei Mirage F.1, sempre più appare come un 'buoni ma pochi'. In termini di equipaggiamenti, la notazione più importante sono i missili Python 4, per esempio portati in due esemplari dagli Kfir sotto le ali, come anche dai Mirage F.1 che li usano assieme a due più piccoli Magic alle estremità alari. In ogni caso, i piloti ecuadoregni sanno come usare anche queste limitate risorse, come la battaglia del 10 febbraio 1995 dimostrò.

In tale giornata, una coppia di Mirage F.1 stava sorvegliando la Cordigliera del Condor. Vennero vettorati contro due contatti radar nemici, e col radar li beccarono a 24 km, ma poi li persero nell'approssimarsi all'intercettazione. Li videro direttamente a 13 km e nell'avvicinarsi si trovarono agganciati ad un radar, temendo di scontrarsi con i Mirage 2000, tanto da rilasciare chaff per liberarsene. Poi riconobbero gli aerei come Su-22. Il lancio di un primo missile raggiunse uno dei due, che virò stretto ed evitò di essere colpito in pieno, ma la testata da 12.5 kg di cui 6 di esplosivo detonò nelle vicinanze per spoletta radar, danneggiandolo gravemente, tanto che non riuscì a rientrare alla base. L'abbattitore era Raul Banderas, mentre il secondo pilota Uscateghui attaccò il secondo Su-22 che venne distrutto da un altro missile. Di lì a poco due A-37B vennero localizzati sopra le truppe ecquadoregne e dopo una difficile identificazione (visto che potevano essere anche connazionali) una seconda coppia di aerei, stavolta Kfir, ne abbatté uno e ne inseguì un altro che scomparve con un volo rovescio nelle nubi, e non si sa se andò perso nella manovra tra le montagne andine[5].

2008[modifica]

Gli impegni equadoregni in ambito ONU sono stati parecchi:


1948 UNIMOGIP in Pakistan. 1948 UNIMOGIP, India. 1958 UNOGIL, Libano. 1961 ONUC Congo. 1965 DOMREP Repubblica Dominicana. 1990 ONUCA, Nicaragua. 1991 ONUSAL, El Salvador. 1994 MINUGUA, Guatemala. 2003 UNMIL, Liberia. 2004 UNOCI, Côte d'Ivoire. 2004 MINUSTAH, Haiti. 2005 UNMIS, Sudan. 2007 UNMIN, Nepal. 2008 MINURCAT, Chad. 2008 MINURCAT, Central African Republic.


Esercito. L'Ejército Ecuatoriano ha attualmente (o quantomeno in tempi recenti) 24.135 soldati (era arrivato a 40.000 nel 1989). Hanno forze da jungla e da montagna, ma vi sono i carri leggeri AMX-13 come principale forza corazzata, troppo poco contro il Perù. Allora sono stati ordinati gli SA-342 con i missili HOT. Finalmente è stata trovata anche una soluzione 'corazzata', ovvero un ordine per 30 Leopard 1V, che sono stati 'girati' dal Cile, il quale è in attesa di ricevere i Leopard 2. Inoltre è stata fondata una 5a Regione Militare. Ora ogni Zona di Difesa Militare è costituita da artiglieria, aviazione dell'esercito, Genio, logistica e MP. Le brigate sono incluse tra il n.1 e il 27. Vi sono 4 QG a Quito, Puyo, Cuenca, Guayquil. In tutto 12 brigate: la 1a 'El Oro', la 3a 'Portete', 5a 'Guayas', 7a 'Loja', 13a 'Pichincha', tutte brigate fanteria con QG a Machala, Cuenca, regione del Guayaquil, Loja, Quito. Poi vi sono le brigate da Jungla 17a 'Pastaza' di Mera, e la 19a 'Napo' di Francisco de Oreallana (o Coca). La 9a Brigata è di SF 'Patria', nata dal gruppo antiguerriglia (contro i guerriglieri comunisti d'Oriente). Vi è l'11a brigata corazzata 'Galapagos', di Riobamba. Infine vi sono le brigate 21a (Logistica), 23a (Genio), 15a (aviazione esercito), tutte vicino a Quito. La 15a era trasformata dai trasporti logistici con la consegna di elicotteri Puma, Super Puma e Gazelle dal 1981. Le brigate sono costituite di 3 battaglioni, anche se non sempre a pieni effettivi, eccetto che a Loja, al confine con il Perù.


Ecco la stima delle forze terrestri al novembre 2004:

1a Zona di Difesa Sierra/Nord (QG Quito), con la 1a Divisione "Shyris" :

  • 11a Cavalleria corazzata
  • 13a Brigata di fanteria
  • 23a Brigata Ingegneri
  • 25a Brigata logistica
  • 2 brigate di riserva

2a Zona di difesa Costiera/Ovest (QG Guayaquil), con la 2a Divisione SHYRIS:

  • 5a Brigata di Fanteria
  • 1 gruppo artiglieria
  • 1 btg supporto logistico
  • 2 Brigate di riserva

3a Zona di difesa Sierra/Sud, (QG Cuenca), 3a Divisione 'Tarqui':

  • 1a, 2a, 3a Brigate di fanteria
  • 27a Brigata d'artiglieria
  • 2 brigate di Riserva

4a Zona di difesa Amazon/Est (QG Shell Mera, Puyo), con la 4a divisione 'Amazonas':

  • 17, 19 e 21a Brigata da Jungla

Inoltre vi sono altre forze, come la 9a Brigata Forze Speciali PATRIA, per lo più con parà-commando e uomini-rana, da montagna, tiratori ecc. Ha 4 gruppi: GFE 24, GFE 25, GFE 26, GFE 27.Inoltre vi è una unità scuola, la GEK 9.

Vi è anche il GEO (Grupo Especial de Operaciones), un'unità speciale antiterrorismo, addestrata dai SEAL e dal SAS, perennemente in allerta quando necessario.

Le truppe paramilitari sono reclutate nelle tribù locali, come gli Shuar, Iwia e Arutuams, ovviamente esperti del loro territorio di impiego, la jungla, e ben capaci di combattere, come nella guerra del Cenepa contro il Perù. Alcuni sono adesso al confine Nord con la Colombia per via delle FARC.

Non meno importante è l'aviazione dell'Esercito, fondata nel 1954 e fondamentale per il movimento tra le montagne e la foresta, come dimostrato nella guerra di Paquisha e di Cenepa. Essa venne strutturata nel 1978 come una Brigata di Aviazione dell'Esercito o Brigada de Aviación del Ejército No.15 Paquisha. Adesso vi sono 10 gruppi di volo e ha una forza non tanto inferiore, numericamente parlando, a quella della stessa aviazione. È così per un po' tutte le F.A. sudamericane, dove l'Esercito ha bisogno di continuare ad avere una sua forte aviazione leggera, e talvolta persino media come i G-222. Secondo una valutazione vi sono attualmente 20 Gazelle, 4 Super Puma, 3 Lama, 2 Ecureil, alcuni Cougar, 5 Mi-171 e altri 3 in ordine, 7 Arava, 5 Turbo-Porter, 3 Super Rocket, 2 T-41D, 2 CN-235, 2 C-212-400, un Beech King Air 100, un Citation, un Buffalo 16.

Quanto all'Aviazione, essa è nata il 27 ottobre 1920, nata grazie all'iniziativa del Clu de Tiro Guayaquil, sulla scia della crisi con il Perù nel 1910. Venne ridenominata Club de Tiro Guayaquil e dopo poco tempo questo club sportivo divenne anche aviatorio. Il primo aereo arrivò e volò il novembre 1912 pilotato da un meccanico, tale Cosmo Renella, che si schiantò subito dopo ma sopravvisse e gli diedero il grado di capitano. In seguito combatté in Europa durante la I GM e divenne un asso con 17 vittorie aeree. A tutt'oggi ad egli è dedicata la Scuola Superiore dell'Aviazione o Escuela Superior Militar de Aviación. I piloti equadoregni nel dopoguerra andarono a seguire un primo corso di pilotaggio a Torino in ricordo del loro precursore. Ma l'aviazione divenne una realtà solo con gli anni '40 e la missione americana che riportò aerei come 6 CW-22, 6 PT-19, 3 AT-6A nel marzo del '42, aiutando l'attività della Scuola di Aviazione di Salinas.

Negli anni '50 vennero fatti molti più sforzi e nel maggio 1961 si arrivò a dividere lo spazio aereo in Zone Aeree, di cui la Prima aveva l'Ala de Transportes 11, e la IIa Zona con l'Ala de Combate 21 di Taura, quella de Rescate 22 di Guayaquil e l'Ala de Combate 23 di manta, nonché la Escuela Superior Militar di Salinas. In tutto vi sono 6.055 uomini che includono anche l'INFANTERIA AEREA, per protezione VIP e delle basi aeree, CSAR ecc. Include anche una unità Commando. I caccia tattici importanti sono 12 Mirage F.1, 9 Kfir (tutti a Taura) dell'Ala 21, sei Strikemaster, 12 A-37B di Manta (Ala 23) e poi i trasporti con un totale di almeno 16 aerei, più 23 elicotteri Huey, 7 nuovi HAL Dhruv, 4 Fennec e due Alouette. L'ALA 11 ha anche una componente civile, la TAME (Transporte Aérea Militar Ecuatoriana). Nella guerra del Cenepa la FAE Ecuadoregna rivendicò 9 aerei ed elicotteri. Attualmente sta soprattutto impegnandosi per azioni umanitarie e di lotta antidroga. Nel 2008 vi è stato l'acquisto di 7 elicotteri indiani Dhruv e 6 radar cinesi JY 11 per la scoperta a bassa quota.

Nel 1976 l'Ecuador era diventato il primo cliente straniero per lo Kfir il cui motore J-79 venne tuttavia sottoposto ad embargo dagli USA fino al 1981 con l'autorizzazione di Reagan. Vennero comprati 12 aerei con opzione, mai esercitata, per altrettanti, al costo di 196 mln di dollari, non così basso visto che per questi aerei piuttosto vecchi vennero comunque pagati circa 15 mln di dollari.

L'Ecuador in generale è stata una 'buona forchetta' per i contratti militari, e dalla fine degli anni '70 ha comprato circa 150 mln annuali, fino ad arrivare a 280 nel 1982, per poi cadere a circa 50 a causa della caduta degli introiti del petrolio.


Aviazione, stato attuale:[6]

  • Ala de combate 21 - base Taura
  • Esc. de combate 2111 "Jaguar" - SEPECAT Jaguar
  • Esc. de combate 2112 "Mirage"- Mirage F1JA/JE
  • Esc. de combate 2113 "Kfir"- IAI Kfir CE/TC2
  • Ala de combate 22 - base Simon Bolivar
  • Esc. de combate 2211 - Alouette III, Piper PA-34, Cessna 206
  • Esc. de combate 2212- TH-57
  • Ala de combate 23 - Manta Air Base
  • Esc. de combate 2311 "Dragones" - A-37 Dragonfly
  • Esc. de combate 2313 "Halcones" - BAC Strikemaster
  • Ala de transporte 11 - Base Mariscal Sucre
  • Esc. de transporte 1111 "Hercules" - C-130B/H
  • Esc. de transporte 1112 "Avro" - Hawker Siddeley HS 748
  • Esc. de transporte 1113 "Twin Otter"- DHC-6 Twin Otter
  • Esc. de transporte 1114 "Sabreliner" - Sabreliner
  • Escuela Superior Militar de Aviacion "Cosme Rennela" - Salinas - Cessna A-150L Aerobat, T-34 Mentor


Inventario:

  • 11 Dassault Mirage F.1JA e 1 JB, armati con Python Mk.3
  • 12 IAI Kfir C.2/C.10 e 2 TC.2
  • 20 Cessna A-37B Dragonfly, alcuni armati di Shafir Mk 2
  • 7 Jaguar (2EB e 5 ES), non volanti
  • 7 BAC Strikemaster Mk 89A, da rimpiazzare con i Super Tucano
  • 24 A-29 Super Tucano, da consegnare entro il 2012
  • 15 Beechcraft T-34C-1 Mentor
  • 2 Airbus A320
  • 4 Avro 748
  • 3 Boeing 727-200
  • 5 Cessna 150L
  • 3 DH-6
  • 2 IAI-201
  • 2 C-130B e H
  • 1 NA Sabreliner
  • 1 EMB Legacy 600
  • 2 Aérospatiale SA 316B Alouette III
  • 7 HAL Dhruv, da consegnare nel 2009
  • 4 Eurocopter AS 555 Fennec
  • 5 Eurocopter AS 350 Ecureuil
  • 9 Bell TH-57 Sea Ranger
  • 23 Bell UH-1N Twin Huey

In tutto: 177 velivoli di cui 84 utilizzabili in combattimento (ma inclusi anche i velivoli in radiazione, per cui non sono presenze contemporanee) e in particolare 33 supersonici e 26 da mach 2+; più 50 elicotteri e 38 velivoli di seconda linea.


La Marina è nata attorno al 1832 con la nascita del Dipartimento della Marina Ecuadoriana. Attualmente è la Armada Ecuatoriana, con 7.258 persone e protegge 2.237 km di costa.

  • 1 nave scuola 'La Guayana'
  • 2 fregate Leander ex-Cilene
  • 2 sottomarini Type 209 aggiornati nel 2009
  • 6 corvette 'Esmeraldas'
  • 3 unità d'attacco TNC 45
  • navi minori.

Essa ha anche una piccola Aviazione Navale (Aviacióin Naval Ecuatoriana), con 12 aerei ( 4 T-35, 2 CN-235, 1 Beech Super King Air 200, 1 Beech S.K.A.300, 2 Beech S.K.A. 200, 2 T-34 Mentor), più 8 elicotteri (6 Bell 206, 2 Bell 230). Sono alla base Aérea Simon Bolivar, a Guayaquil inquadrati nell'Ala Fija e Ala Rotatoria. Di recente sono stati comprati 6 Elbit Hermes 450, degli UAV israeliani.

La Guardia Costiera (Cuerpo de Guardacostas de la Armada) è operativa dal 1980, per controllare la costa con 30 mezzi e 250 uomini appena.

I Marines, ovvero il Cuerpo de Infanteria de Marina ha 1.700 effettivi, armati leggermente ma ben equipaggiati per gli sbarchi anfibi, sono basati a Guayaquil. Venne formata il 12 novembre 1962. Tra di loro vi è anche un comando per le Galapagos. Sono tra i Corpi più preparati dell'Ecuador.


Note[modifica]

  1. A&D Giu 1997
  2. Martinez, F.: La difesa e le F.A. dell'Ecuador, RID Febbraio 2002 pgg 75-79. La stessa fonte vale anche per la storia dell'Ecuador
  3. Dati da wiki.en
  4. Westebhuis, Roger: Fuerza Aerea Ecuadoriana e Operacion Acero, Aerei Set-ott. 2007, pagg. 20-26
  5. Westebhuis, Roger: Fuerza Aerea Ecuadoriana e Operacion Acero, Aerei Set-ott. 2007, pagg. 20-26
  6. Eric Katerberg & Anno Gravemaker, Force Report: Ecuador Air Force, Air Forces Monthly, July 2008 issue.