Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Ungheria

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Copertina

La piccola nazione centroeuropea, famosa per gli Unni che due millenni orsono invasero l'Europa, partecipò alla Seconda guerra mondiale assieme alle principali forze dell'Asse con una prima campagna militare contro la Yugoslavia e poi, contro l'URSS.

Produttrice di armamenti di secondo piano anche nell'ambito del Patto, l'Ungheria iniziò la Seconda guerra mondiale con molti apparecchi italiani come i Reggiane Re.2000 prodotti su licenza o comprati direttamente in un totale di oltre 200 unità, tanto da essere una delle più moderne aviazioni del 1941. Vi erano anche CR.42, CR.32 (con i quali aveva vinto la battaglia aerea della guerra di primavera con gli slovacchi, nel 1939), e i Caproni Ca.135, che erano macchine potenti ma di scarso rendimento, almeno quando le utilizzarono gli italiani nel 1937-38. Verso la fine della guerra ebbe prevalentemente equipaggiamenti tedeschi, come i Bf-109 e i Me.410.

L'Ungheria si ritrovò nel 1944 in crisi per l'avanzata dell'Armata Rossa e i sovietici cacciarono i tedeschi con un certo appoggio ungherese. Dopo le elezioni del dopoguerra i comunisti presero il governo del Paese anche se avevano solo il 20% dei voti. Nel 1956 vi fu la famosa rivolta di Budapest, repressa brutalmente, ma dopo vi sono stati progressi economici costanti con miglioramenti economici consistenti. Di fatto, l'Ungheria divenne uno dei Paesi più ricchi del Patto e le tensioni sociali si sciolsero lentamente. Nel 1991 si sciolse anche il Patto di Varsavia e così la nazione divenne a tutti gli effetti libera dai vincoli bellici.

1984-85[modifica]

L'Ungheria era una nazione di un certo livello di capacità militari, ma non era la sola forza armata presente entro il suo territorio, perché vi erano anche stanziati il gruppo di Armate sovietiche del Sud, basato a Budapest, con due divisioni corazzata (2 e 5a), due di fanteria motorizzata (35 e 102a) e unità minori. A differenza della Romania, che non permetteva l'accesso di forze straniere nei suoi confini, l'Ungheria era sede di ingenti forze sovietiche, che comunque non avevano una funzione primaria nel confronto con la NATO, quanto al più una forza di riserva, lontana dalla Germania e quindi dalla prima linea.

Il personale ungherese era di 105.000 unità in tutto, di cui 58.000 di leva, e la maggior parte prestava servizio nell'esercito, valutando che in tutto vi fossero 84.000 uomini di cui 58000 di leva in servizio.Le forze operative potevano contare anche su 150.000 uomini in tutto. Altre forze: 15000 guardie di frontiera, di cui 11000 di leva, e milizia dei lavoratori, 60.000 uomini.

Esercito[modifica]

Nonostante le sue piccole dimensioni, l'esercito poteva schierare un totale di:

  • 5 divisioni di fanteria motorizzata, -la 4, 9, 12, 17, 27a
  • una divisione corazzata (5a)
  • una brigata di artiglieria
  • una di missili Scud
  • una di artiglieria contraerea (con 3 reggimenti di SA-6 e uno di SA-4)
  • un battaglione autonomo aviotrasportato
  • la flottiglia del Danubio, l'unica 'marina' di questo Stato, con 40 mezzi fluviali di cui 10 armati e 500 uomini in tutto.

Materiale:

  • 1200 carri T-54/55, alcuni T-34/85, 100 T-72, 100 PT-76
  • 1.500 blindati da trasporto truppe tra BMP-1, OT-64, PszH-IV autoctoni
  • 500 mezzi da esplorazione tra BRDM e FUG autoctoni.
  • Artiglieria campale con 200 D-30 e M 1938 da 122mm, 50 2S1, 50 D-20 da 152mm, 100 M 1943, alcuni 2S3, 50-100 lanciarazzi da 122mm e da 240mm.
  • 9 rampe per Scud e 24 per FROG
  • Missili AT-3, AT-4, cannoni da 85 mm D44 e da 100mm. T-12 (150 in tutto)
  • Armi contraerei ZPU, 100 ZSU-23 e ZSU-57, SAM SA-4,6,7,9

Questo il totale di uomini e mezzi stimato all'epoca. Le forze ungheresi non erano le più imponenti del Patto di Varsavia, anzi, forse erano le più deboli, tuttavia erano ragionevolmente ben armate, equipaggiate ed addestrate. Potevano quantomeno difendere il territorio nazionale e consentire il passaggio dei rinforzi sovietici per il fronte europeo, se ve ne fosse stato bisogno. L'Ungheria era in ogni caso tra gli obiettivi dei bombardieri NATO, come i Tornado italiani, principalmente come retrovia logistica dei sovietici. In ogni caso, anche gli Ungheresi avevano i missili Scud da 300 km di gittata, armabili con testate nucleari e quindi sotto il controllo sovietico, non essendovi alcuna nazione del Patto dotata di autonome capacità nucleari.

Aeronautica (Magyar Legyero)[modifica]

21.000 uomini di cui 8.000 di leva:

  • 120 MiG-21 e 25 MiG-23 in 9 gruppi da difesa aerea
  • 2 gruppi da trasporto con 12 Il-14, e An-2, 24, 26.
  • 3 gruppi elicotteri con 30 Mil-8, 24 Mi-24, 20 Ka-26.
  • Addestratori MiG-15UTI e Aero L-29
  • Difesa aerea su un divisione con 120 rampe su 20 siti per SA-2 e SA-3.

Questa modesta forza aerea, che in realtà era anche integrata da Su-22, era indicata essenzialmente per i compiti di difesa del territorio, essendo costituita essenzialmente da circa 140 intercettori, un centinaio di elicotteri e alcuni aerei da trasporto. Le rampe dei SAM e i cannoni contraerei,in perfetto stile sovietico, integravano pesantemente l'azione degli intercettori ungheresi nei compiti di difesa aerea. Gli elicotteri Mi-24 consentivano una limitata capacità d'attacco al suolo e supporto all'esercito, anche per limitate offensive.


Aviazione, 1991[1][modifica]

L'Ungheria perse la guerra e con il Trattato di Parigi, del '47, si vide ridursi l'esercito a 65.000 effettivi, più un massimo di 5.000 per l'aviazione, che avrebbe potuto gestire appena 90 aerei di cui non più di 70 da combattimento. Sebbene con gli anni abbia superato tali limiti, non si è mai trattato di un valore di molto superiore, e nel '91 l'aviazione comprendeva ancora solo 5 gruppi da caccia, uno da attacco, uno da trasporto e 3 di elicotteri, ovvero la più debole tra le Forze aeree del Patto. Dopo le elezioni di maggio 1990, l'Ungheria si ritrovò con un nuovo Parlamento che decise quello che fino a qualche anno fa sembrava impossibile: uscire dal Patto di Varsavia, cosa avvenuta con grande rapidità, tanto che la data venne fissata per il 15 giugno 1990. Gli ultimi soldati sovietici di quella che era stato un vero Gruppo d'armate avrebbero lasciato il Paese entro il giugno 1991. Tornando al passato remoto, quando venne ricostituita la Magyar Légiero aveva solo 23 UT-2 e 3 Zlin 381, più 2 Ar 96B. Poi giunsero gli Il-10 e gli Yak-9, e dal '55 i jet da caccia MiG-15, poi i MiG-17F e PF, addestratori Yak-11 e 18, trasporti Li-2 e Il-14. Non mancarono nemmeno alcuni bombardieri Tu-2 e il loro tipo d'addestramento UTu-2. Il tentativo di rivolta, a cui partecipò anche l'aviazione, del novembre 1956 portò alla smobilitazione dell'aviazione, ricostituita il 15 april del '57 con un primo reparto d'addestramento. Negli anni '60 le cose ricominciarono a funzionare con l'arrivo anche degli Il-28, L-29 e MiG-19PF, e infine i MiG-21 delle prime versioni (F e PFM). Negli anni '70-80 giunsero i MiG-21MF e bis, più i MiG-23MF e Su-22M3; i trasporti videro gli An-2, 24 e 26 arrivare ai reparti, così come gli elicotteri Mi-2, 8 e 24 (prima erano giunti i Mi-1 e 4 a pistoni). Alcuni Ka-26 vennero forniti per un reparto di sorveglianza fluviale.

Nel 1991 l'aviazione aveva 15.000 effettivi al comando del col Janos Urban, da ridursi tuttavia entro pochi anni a 10.000 secondo quanto deciso dal Parlamento. L'aviazione aveva due comandi distinti: Difesa Aerea e Aerotattico. Il primo era chiamato Orszagos Legvedelmi PAracnsnoksag', e il secondo 'Csapetrepulo Parancnoksag'. Nel primo caso si trattava di varie batterie per un totale di circa 120 rampe di SA-2 e SA-3, più tre Vadasz, ovvero una sorta di stormi di volo. Si trattava del Reggimento (altro equivalente del Vadasz) 'Stromfeld', nella zona di Papa, a Nord del Paese. Esso aveva 2 gruppi, uno su MiG-21 bis e UM, il secondo su MiG-23MF.

A Kecskement vi era il Reggimento 'Szent-Gyorgy' con due gruppi su MiG-21MF e UM.

A Kaposvar vi era infine il Kapos, con due gruppi di MiG-21MF-bis-UM.

Quanto all'aviazione d'attacco vi erano 4 'Vadasz-Bombazo'.

Da Vesprem operava il reggimento Bakony, su due gruppi di Mi-24D ed E, più due gruppi trasporti Mi-8TB.

Szolnok aveva l'accademia di volo 'Killian Gyorgy', con vari An-26 e Mi-8.

Il servizio trasporti era a Budapest, sull'aeroporto di Tokol, dove il 'Vitez Hari Laszlo' aeva Let 410, An-24 e 26, nonché i velivoli Zlin 43.

Kaposvar aveva invece un gruppo del reggimento 'Kapos', ma con i Su-22M3 e U.

Vi era anche un grande centro manutentivo a Szekesferhervar, vicino al Lago Balaton.

Quanto agli aerei, i MiG-21 erano quelli principali, con 65 esemplari in servizio dei vari tipi di seconda e terza generazione, più gli addestratori. I MiG-23MF erano in servizio dal 1981 in una decina di esemplari, più 4 MiG-23UM con il meno potente motore R-27.

Il Su-22M3 era presente in pochi esemplari a Kaposvar, circa 10 monoposto e 3 biposto, armati anche con missili AS-7.

Circa 50 erano gli elicotteri Mi-8TD, armabili con razziere UV-17 e UV-32. I Mi-24 erano invece una quarantina di esemplari sia nel tipo D che E. I tipi più recenti avevano anche una antenna IFF vicina al parabrezza.

I piloti erano formati con il seguente passaggio: aeroclub cittadino; poi in Cecoslovacchia, che dal '74 curava la formazione dei piloti ungheresi (a Kosice) con gli L-29 e L-39, per una durata di circa 3-4 anni. Ritornati in patria venivano assegnati alla scuola Killian Giorgy oppure, se erano destinati agli elicotteri, in un istituto sovietico. In genere i piloti ungheresi erano capaci di volare per molte ore, dati i cieli abbastanza sgombri della loro nazione: circa 150 ore l'anno, circa il doppio di quelle di un pilota tedesco-orientale per esempio. Tuttavia non c'erano poligoni ed essendo l'Ungheria una nazione di appena 93.000 km2 (sebbene piuttosto 'tozza' come conformazione) era difficile anche non sconfinare, magari nella vicina Austria o Yugoslavia. Se si pensa che l'Ungheria, per quanto piccola, confinava anche con l'URSS ci si può immaginare i rischi che qualche minuto di volo sbagliato potevano causare. All'epoca c'erano propositi come quello di comprare l'F-16 e l'Alpha Jet, ma in concreto quello che si riuscì a fare fu ritornare alla vecchia insegna triangolare al posto della stella rossa.

L'organizzazione nell'insieme era:

  • 1 Base aerea di Papa: reggimento 'Stromfeld', con 2 gruppi su MiG-21bis/UM e MiG-23MF/UM
  • 2 Base aerea di Vesprem, reggimento 'Bacony', con 2 gruppi su Mi-24 e 2 su Mi-8TD
  • 3 Base di Szekedehervar, manutenzione generale e reggimento elicotteri Mi-2
  • 4 Base di Tokol, con il Vitez Hari Laszlo', gruppo trasporto e collegamento, An-24,26, LET,Zlin
  • 5 base di Szonlnok, con l'omonimo reggimento dotato di 1 gruppo trasporto su An-26, e uno di elicotteri da trasporto su Mi-8TB
  • 6 base di Kecskemet, con il Szentgyorgy, due gruppi caccia su MiG-21MF e UM
  • 7 base di Kaposvar, con il 'Kapos', gruppo su MiG-21MF e gruppo su Su-22


Quanto agli elicotteri, i primi dell'aviazione furono i Mi-1, per collegamento, nel '56; negli anni '60 giunsero 12 ka-26 Hoodlum; negli anni '70 fu la volta di circa 50 Mi-2 per compiti SAR, osservazione, ricognizione, collegamento. Ma soprattutto i Mi-8 e 24 di Veszprem, sull'unità d'attacco che riguardava 4 gruppi, due su 'Hind' e due su Mi-8; questi vennero consegnati dal 1971 per un totale di circa 50 mezzi presenti in servizio al 1991; essi potevano essere usati sia per portare fino a 28 persone che per 4 razziere con un massimo di 128 razzi da 57 mm, con sistemi di autoprotezione IR e radar di navigazione doppler. Le turbine da 1.700 hp consentivano una velocità max di 260 km/h e un'autonomia con 4 t di 500 km. Gli 'Hind' invece sono apparsi negli anni '80 e c'erano circa 40 macchine, sia del tipo 'Hind-D' che del più recente 'Hind-E', con motori TVS-117 da 2.200 hp e un raggio bellico di 200 km al peso max al decollo di 11.000 kg. I Mi-2 potevano operare all'occorrenza in loro supporto con il compito di osservazione. Questi ultimi erano prodotti, come gli altri Mi-2, dalla PZL, con due motori Isotov GTD-350 da 405 hp l'uno, e secondo il comandante del reggimento elicotteri 'Asboth Oszkar', a Szekesfehervar, tal col Kovacs Jozsef, non portavano armi offensive. Infatti questi mezzi all'occorrenza potevano portare mitragliatrici, razzi e persino 4 AT-3 Sagger. Essi non erano tuttavia macchine così prestanti come sarebbe stato necessario per assicurare loro la sopravvivenza in azione (specie quanto a maneggevolezza). Erano però molto robusti e degni contraltari degli UH-1. Potevano portare 800 kg di carico al gancio esterno oppure barelle (il reggimento aveva un centro medico, ed era incaricato di controllare la zona del Balaton). La città era l'antica 'Alba Regia' Romana. Alcuni Mi-2 erano dotati di doppi comandi. I piloti erano soddisfatti della robustezza della macchina, tanto che questo 'mulo' era in grado di restare nelle piazzole in campo aperto sia in inverno che in estate. C'erano circa 20 velivoli. L'unico limite manifestato era una certa lentezza nell'attivare le turbine e l'impianto idraulico, cosa che richiedeva maggiore tempo rispetto al minuto e mezzo ritenuto ottimale per questo scopo. C'erano anche gli ultimi Ka-26 fino a che questi velivoli non vennero tolti dal servizio e assegnati alla polizia. C'era ancora un Mi-1 'Hare' a pistoni, tenuto pronto ed efficiente per essere comprato da un ricco americano. Esso era un velivolo da cui poi è evoluto il ben più potente Mi-2, dotato di un motore a sette cilindri da 583 hp.

A Vesprem c'era il reggimento Bakony con gli elicotteri d'attacco al comando del col Simon Sandor. Alcuni degli 'Hip' erano in realtà i Mi-17 con motori da 1.900 hp e molto più prestanti, anche se esternamente quasi indistinguibili, dai precedenti Mi-8. C'era soprattutto anche il Mi-9, un elicottero posto di comando volante, l'unico dell'aviazione ungherese. Uno dei Mi-17 era invece di tipo ECM, era l'Hip-P con due grandi pannelli ricurvi sulle fiancate. Con questo semplice stratagemma era possibile infatti creare degli echi 'strani' che disturbavano la percezione dei sistemi radar. I Mi-24 'Hind' erano di tipo moderno, e come i Polacchi, anche gli Ungheresi li trovavano estremamente maneggevoli (anche se questo non era un giudizio così diffuso all'estero) e affidabili. Avevano tra l'altro radiogoniometri automatici, schermi cartografici, radioaltimetri RV-5, IFF SRO-2, ed erano capaci, se necessario, di essere riarmati con missili AT-2 o lanciarazzi senza rientrare alla base, grazie al lavoro di due avieri di bordo contenuti, assieme alle armi, nel vano di carico. A Papa, 200 m slm, erano presenti i MiG dello 'Stromfeld' su due gruppi, di MiG-21 e 23. L'attività di volo poteva essere, a seconda dei giorni, diurna o notturna. Il comando era del col. Gal Peter. A Kaposvar, a Sud, c'era un reparto cacciabombardieri con armi nucleari, i Su-22M3 'Fitter-H', con motore R29B (come quello dei MiG-23) da 11.500 kgs (quindi leggermente depotenziato rispetto ai 12.500 kgs del 'Flogger'), non aveva alla base della deriva la piccola presa d'aria per raffreddare l'avionica, così come non c'erano i sistemi ECM. C'erano anche due Su-22 Fitter-G, armati con un solo cannone da 30 mm; l'armamento comprendeva anche cannoni-pod da 23 mm (fino a 4, abbassabili durante i mitragliamenti), lanciarazzi UV32-57, AA-2, pod da ricognizione fotografica. Segno dei tempi, andati via i Sovietici, erano adesso attesi i Thunderbirds americani, anche se i prezzi dei premi assicurativi richiesti per la loro presenza erano decisamente elevati per le finanze degli ungheresi. Quanto alle visite oltre confine, la mancanza di sistemi di navigazione moderni, anche a bordo dei MiG-23 e Su-22 dell'aviazione ungherese (niente VOR, solo TACAN, INS e ADF ma di tipo antiquato, radio a frequenza fissa inutilizzabili fuori dai propri confini).

Situazione attuale[modifica]

L'età è di 18 anni, le persone abili al servizio sono 2,66 mln tra i 15 e i 49 anni, stima 2005, di cui 2 mln abili. Ogni anno arrivano all'età per il servizio militare 90.300 persone, ma il personale attivo in realtà è di appena 29.780 persone. La spesa è di 1,35 mld di dollari al 2007, da aumentare a 1,6 nel 2010 (al 2006 la spesa era del 1,2%). Le Magyar Honvédség sono divise tra forze di terra e d'aria. Sono da molto tempo presenti come forze di difesa, definizione nata fin dal 1848 con la rivoluzione ungherese; con il compromesso austro-ungherese del 1867, gli Ungheresi vennero autorizzati a tenere in patria le loro forze per la difesa, integrate con quelle imperiali. La storia militare della vecchia Ungheria è altamente interessante, dagli Unni in poi, ma qui non interessa granché. Quanto ai tempi più recenti, gli Ungheresi, persa la I GM erano preoccupati dai territori e popolazione persi con il trattato di Trianon (Versailles, 1920), e si allearono con i Tedeschi. Nella II GM l'Ungheria, che già aveva impegnato le sue forze in un tentativo di invasione contro gli Slovacchi, per recuperare i territori persi durante la I GM. Nel '40 gli Ungheresi avevano organizzato l'esercito in 3 armate, per scopi eminentemente difensivi. Parte del Patto Tripartito dal novembre 1940, partecipò all'invasione della Yugoslavia e poi, fin dal 22 giugno, dell'URSS. Dopo iniziali successi, gli Ungheresi vennero devastati a Stalingrado, sul finire del '42, ma riuscirono a ricostruire il loro esercito, che combatté ancora e in maniera efficace, ma perdendo troppi uomini e mezzi nella battaglia di Debrecen, tanto che poi la Seconda Armata ungherese venne sciolta alla fine del '44. I Tedeschi avevano già occupato l'Ungheria con l'Operazione Margarethe nel marzo del '44, onde impedire che questi cambiassero linea politica; gli Ungheresi comunque rifiutarono di partecipare alla repressione di Varsavia. Alcuni si unirono persino alla lotta. Budapest venne circondata il 29 dicembre 1944 e presa il febbraio del '45, con la distruzione della Prima Armata che cercava di difenderla. Il 20 gennaio il governo provvisorio di Miklos segnò un armistizio con i Russi, ma non tutte le forze cessarono di combattere. Al 2 febbraio la forza dell'esercito era di oltre 214.00 effettivi, ma circa un quarto erano nei battaglioni di supporto, disarmati. La città si arrese il 13 febbraio, ma i Tedeschi riuscirono ancora nel marzo del '45 a scatenare un'offensiva sul Lago Balaton, peraltro presto fermata dalle preponderanti forze sovietiche. Venne distrutta anche la terza armata ungherese tra il 16 e il 25 marzo e gli ultimi tedeschi se ne andarono il 4 aprile dal territorio nazionale. Alcuni elementi ungheresi seguirono i Tedeschi, essendo l'Ungheria altamente simpatizzante per l'estrema destra (con tanto di persecuzioni degli ebrei); combatterono fino a Vienna, Breslau, il Fiume Oder.

Finita la guerra il 7 maggio, poi 'rieditato' come 9 maggio quale data ufficiale, l'Ungheria è finita parte del Patto di Varsavia, dove ben 200.000 soldati del Gruppo Armate Sud era residente. Nel 1949-55 vennero fatti molti tentativi per consentire la rinascita di un forte esercito nazionale, ma i costi di questo 'build-up' (con tanto di metodi e mezzi sovietici) causarono un collasso all'economia del '56, e anche da qui venne fuori la Rivoluzione, la seconda dopo quella tedesca del '51. I Sovietici ripresero indietro molti degli equipaggiamenti dati agli Ungheresi. Anni dopo, quando i sovietici cominciarono a smobilitare, il presidente János Kádár chiese invece che restassero, perché al contempo si stava studiando di abolire la leva, praticamente causando il crollo del sistema militare nazionale. Questo significò che l'Ungheria poté ridurre le sue spese militari, grazie alla copertura sovietica, migliorando le condizioni della popolazione, presto diventata la più ricca del Patto di Varsavia. La leva non venne abolita del tutto, ma di fatto era diventata inutile. Infatti la coscrizione comprendeva un addestramento ridotto, e molti dei ragazzi di leva, dopo poche settimane, venivano usati piuttosto come costruttori di ferrovie e lavoratori agricoli. Questo dava all'Esercito, al contrario di quello che potrebbe sembrare, una cattiva reputazione e molti ragazzi tendevano ad evitare la leva con scorciatoie di ragioni 'mediche'.

Attualmente, dal 2007, le F.A. di difesa ungheresi sono sotto un comando unificato sotto il Ministero della Difesa, sotto il quale vi è il CSM.

Supporto amministrativo:

  • Centro militare addestrativo ed elaborazione dati
  • Comando reclutamento
  • Centro operazioni

Forze operative:

  • 5a Brigata di Fanteria ‘István Bocskai’
  • 25a Brigata di Fanteria ’György Klapka’
  • 25/88 battaglione Misto
  • 34° btg SF ’László Bercsényi’
  • 59a base aviazione ’Dezsõ Szentgyörgyi’
  • 12° Rgt SAN 'Arrabona'
  • 86a Base elicotteri Szolnok

Supporto combattimento:

  • 37° Btg Genio ’Ferenc Rákóczi II’
  • 93° Btg NBC ’Sándor Petõfi’
  • 43° Rgt comunicazioni e controllo
  • 54° Rgt sorveglianza aerea 'Vesprem'
  • Centro militare e civile Psy-Ops
  • Centro informazioni NBC ‘Artúr Görgei’
  • Centro addestramento supporto Pace
  • Centro Militare Trasporto
  • 1° Btg artificieri

Servizio:

  • 64o Rgt logistico ’József Boconádi Szabó’
  • Centro addestramento al combattimento Bakony
  • Base Pápa
  • Centro rifornimento materiali pericolosi
  • Centro rifornimento logistico
  • Impianto riparazione aerei
  • Censtro trasporti militari
  • Brigata supporto
  • servizio Geoinformazioni
  • Centro medico ’Dr György Radó’
  • Base d'addestramento centrale ‘Pál Kinizsi’
  • Addestramento ufficiali

Missioni in corso:

  • HDF Provincial Reconstruction Team, Afghanistan
  • HDF EUFOR (contingente Althea), Bosnia -Herzegovina
  • HDF UNFICYP Contingent, Cipro

Ultimamente le F.A. ungheresi hanno ridotto parecchio il numero dei carri armati e così per gli IFV, chiudendo anche molte infrastrutture militari e spesso vendendole ai municipi locali. Nel 1997 gli Ungheresi avevano speso 560 mln di dollari per la Difesa, e il 12 marzo 1999 entrarono come 'prima mandata' ex-Patto di Varsavia, nella NATO. Hanno provveduto (corsi e ricorsi della Storia) ancora una volta a fare da base per l'intervento NATO contro Belgrado, e poi hanno partecipato all'occupazione del Kosovo, e anche in Irak hanno seguito -come tanti altri 'parvenus' dell'Est- gli americani nella loro operazioni di occupazione dell'Irak, ma non senza essere osteggiati dall'opinione pubblica che vedeva in questo un atto di partecipazione ad una guerra d'aggressione. Uno dei soldati ungheresi venne ucciso da una bomba, e la partecipazione ungherese, ridotta alla logistica e buona per far numero (come per tante altre piccole nazioni della 'Coalition of the willings'), ebbe un mandato di un anno, ma non rinnovato dal Parlamento. Così gli Ungheresi lasciarono il Paese a metà del gennaio 2005, mettendo fine ad un'operazione altamente discussa e discutibile, ma soprattutto altamente impopolare. Invece continua l'impegno in Afghanistan, dal 2005, come forza di peace-keeping e di 'de-talebanizzazione'. Qui hanno cominciato anche ad usare i soliti Iveco LMV al posto delle vecchie Rover, e i fucili di grosso calibro Gepard. Nel 2001 venne deciso l'affitto-compera di 14 Gripen per 210 mld di HUF ovvero 800 mln di Euro. Una cifra invero molto elevata per così pochi aerei 'leggeri, che sono stati consegnati al prezzo unitario -compreso il simulatore, assistenza ecc- ad una media di circa 60 mln l'uno. I primi 5 sono arrivati, tra cui i due biposto, a Kecskemet il 21 marzo 2006, poi consegnati ufficialmente alle F.A. il 30 marzo. Sono stati messi in servizio prima possibile, e attualmente sono l'unico caccia operativo vista la messa a terra degli oramai vecchi MiG-29.


Esercito[modifica]

Questa è la forza principale delle ridotte risorse militari dell'Ungheria, fortemente ridotta dal 1991 e ridotto attualmente ad una forza di polizia-peacekeeping.

Hungarian Armed Forces.png


Equipaggiamenti:

  • Fanteria: pistole FEG 96M, fucili Szep per compiti Sniper da 7,62x51 mm, fuciloni Gepard M2A1, mitragliatrici PKM, fucili AMD-65 (di cui 20.500 dati agli Afghani nel 2007), in rimpiazzo dei più economici AK-63 (AKM modificati) di cui 7.000 pezzi aggiornati nel 2009 con lanciagranate da 40 mm e sistemi di visione notturna; carabine M4A1, KGP-9, MP5, fucili calibro 12 Remington 870, sniper M24, mitragliatrici M249, fucili M16.
  • Mezzi di supporto: Lanciagranate, bombe a mano 93M e 96M, baionette Ka'bar, sistemi di visione AN/PVS-14, telemetri laser HALEM-2, binocoli 15/80, mezzi FMG 68 di decontaminazione, ecc. Mortai da 60 e 82 mm; giubbotti antiproiettile e paracadute; sistemi NBC di vario tipo.
  • Corazzati al tardo 2006: 513 BTR-80 in aggiornamento allo standard BTR-80A, di cui sono disponibili 178 mezzi già aggiornati (in aggiunta o compresi, non è chiaro); 15 T-72 e 180 in riserva, 77 ceduti agli Irakeni nel 2005; 505 T-55, in riserva. Rimpiazzi previsti: Patria AMW o Pandur, e Leopard 2; per il resto: pochi MT-LB, 502 BMP-1 (per lo più in riserva, da sostituire forse con i CV-90); BRDM-1 e 2, con funzioni NBC, ATGM ma in gran parte in riserva; FUG, versione nazionale delle precedenti, in riserva.
  • Missili e lanciagranate: AT-4 (9M111), AT-5 (9M113), AT-7 (9K-115), RPG-7, lanciagranate UBGL-M1 da 40 mm, simile all'M203
  • Mezzi da trasporto: Mercedes Benz G-270(223) e 1017, Cougar H MRAP, 27 Hummer corazzati, Toyota Land Cruiser corazzati, UAZ-469; M-Benz Unimog 400 per i missili Mistral; Raba H-14 4x,4, H-18 6x6, H-25 6x6; MAN 8x8, Ikarus E-95 ed E-15. Ural 4320, Ford Transit (41), Tatra 815.
  • Sistemi a.a.: 140 (lanciamissili?) Mistral e altri in consegna, 44 SA-6 modernizzati con un programma congiunto con i Polacchi; SA-16 Igla.


Aviazione[modifica]

La Magyar Légierő è erede di una lunga tradizione che parte dalla dissoluzione dell'impero austro-ungarico. Si sa che essa ha avuto un periodo sovietico. Ma è poco noto che in realtà tali periodi furono due. Ebbe inizialmente una piccola arma aerea, che nella breve repubblica Sovietico-Ungherese divenne la Forza aerea Rossa dell'Ungheria, ma l'esperimento durò poco e tale realtà politica si estinse presto. Durante gli anni '30 ebbe modo di ricostruire le sue capacità nonostante il trattato di Trianon del 1920 le proibisse un'aviazione militare. Al solito, nacquero piuttosto dei piccoli aeroclub che un po' per volta diedero origine ad una forza di cui si ebbe notizia nel 1938, la Légierö. Durante quegli anni cominciò a comprare parecchi aerei, tra cui molti tedeschi ma anche, specie negli anni '30, molti italiani, tanto che divenne la più importante utilizzatrice dei poco fortunati Reggiane Re.2000, di cui intraprese anche la produzione su licenza. Essa era indipendente dall'Esercito dal 1 gennaio 1939. Con i CR.32 combatté contro gli Slovacchi nella cosiddetta 'Piccola guerra', e poi ebbe a che fare anche con la Romania in altri scontri di confine. Nell'insieme con i suoi aerei si fece valere, cosa piuttosto sorprendente se si considera che gli Avia 534 erano leggermente superiori rispetto ai CR.32. Nella II GM ebbe modo di farsi valere combattendo contro i Sovietici con le sue pur piccole forze. Il suo impegno era iniziato in aprile del 1941, attaccando la Yugoslavia; solo dal 27 giugno dichiarò guerra all'URSS. Il 1 marzo ritornò sotto il controllo dell'Esercito mentre nell'estate del '42 una brigata venne messa sotto il controllo dell'VIII Fliegerkorps tedesco. La guerra terminò in Ungheria con l'avanzata irresistibile dell'Armata Rossa tra il tardo 1944 e il 16 aprile 1945, quando i combattimenti finalmente cessarono.

Nel dopoguerra divenne operativa sotto il controllo sovietico, riorganizzata nel '47. Alcuni aerei ungheresi si opposero all'avanzata delle truppe sovietiche nel '56 per reprimere la rivolta popolare di Budapest, mentre il personale di terra resistette all'occupazione sovietica delle loro basi. Ma tutto finì piuttosto in fretta, e l'aviazione venne smobilitata presto. Venne tuttavia ricostituita nel '59, ma come parte integrante dell'Esercito e con funzioni essenzialmente difensive. In effetti, la piccola Ungheria è stata certo il meno potente tra i Paesi del Patto di Varsavia al 1990, quando tutto cambiò. Gli Ungheresi, non poverissimi, si ritrovarono comunque senza rimpiazzi sufficienti per la loro aviazione e dovettero accontentarsi di cambiare le insegne (con il caratteristico triangolo tricolore nazionale) agli aerei, e poi gli IFF compatibili con quelli occidentali. Nell'aprile 2002 anche l'Ungheria, dopo molte trattative, entrò a far parte della NATO.

La piccola aviazione ungherese, col tempo, è risultata ancora più striminzita e attualmente ha solo un Comando (Comando Aereo) e due basi attive, più 4 di riserva.

Quelle attive sono Kecskemét AFB e Szolnok AFB.

In riserva abbiamo invece Pápa AFB, Taszár AFB, Tököl AFB, Szentkirályszabadja AFB

Le unità di volo sono quindi poca cosa, organizzate in 4 stormi aerei.

  • 59."Szentgyörgyi Dezső" Harcászati Repülőbázis (59th Tactical Plane Base), a Kecskemét AFB:
    • 'Puma' Harcászati Repülőszázad ('Puma' Tactical Squadron)
    • 'Dongó' Harcászati Repülőszázad ('Bumblebee' Tactical Squadron)
    • Szállító Repülőszázad (Transport Plane Squadron)
  • 86. "Szolnok" Helikopterezred (86th Helicopter Regiment) aSzolnok AFB.
    • Szállitóhelikopter Zászlóalj (Transport Helicopter Battalion)
    • Harcihelikopter Zászlóalj (Attack Helicopter Battalion) (DISBANDED)
    • Kiképző Repülőszázad (Training Plane Squadron) (a Szolnok AFB)
  • 12. Légvédelmi Rakétadandár (12th Air Defense Missile Brigade)
  • 1. Logisztikai és Támogató Zászlóalj (1st Logistic and Support Battalion)
  • Pápa AFB

Tra le unità del 59° Stormo caccia tattici, vi sono due squadroni da caccia (Harcászati Repülőszázad), uno da trasporto e uno da addestramento: tutto quello che c'è ad ala fissa. Questi sono gli squadroni PUMA e DONGO. Dopo la radiazione dei MiG-21 qualche anno fa, sono stati affittati 14 JAS 39 Gripen di cui 2 biposto, per un tempo di 12 anni a cominciare dal 2006; entro il 2007 tutti sono stati consegnati. Questi si affiancano ai MiG-29B e UB e agli Aero L-39ZO.

Il Gruppo trasporti (Szállitó Repülőszázad)ha gli An-26.

Quanto al gruppo elicotteri, esso fa parte dell'86imo Stormo, con un battaglione d'attacco e uno da trasporto: essi operano con i Mi-8 e Mi-17 nel primo caso, e con i non meno abituali Mi-24 nel secondo.

Il gruppo da addestramento, facente parte dell'86th Wing ha gli Yak-52.

La Brigata da difesa aerea (12. Légvédelmi Rakétadandár) ha missili SA-6, non è chiaro se da rimpiazzare con SA-11 o Patriot; SA-18, Mistral, ZU-23-2, più i radar tra cui il 36D6 Tin Shield, modernizzato con sistemi elettronici digitali.

Esiste anche il Centro logistico e supporto, a livello di battaglione, istituito il 1 ottobre 2000, per il supporto della prima linea. Quanto a Pàpa Air Force Base, questa è parte degli sforzi congiunti per cooperare con la NATO piuttosto che una vera base nazionale.

Inventario:

  • 14 JAS-39 Gripen: 12 C e 2 B
  • 5 Mi-29 e un MiG-29U: la flotta è stata messa a tetta nella primavera del 2009, lasciando ai Gripen la difesa del territorio nazionale, a seguito di problemi di corrosione scoperti sullo stabilizzatore verticale, che ha comportato la perdita di due aerei russi.
  • 16 Mi-8 e 7 Mi-17N, questi ultimi da aggiornare, mentre 10 nuovi elicotteri sono richiesti per sostituire i Mi-8
  • 20 Mi-24D e 29 Mi-24V, di cui meno della metà è operativa; i Mi-24V dovrebbero essere aggiornati al livello Mi-35 dopo il 2010.
  • 5 An-26
  • 8 L-39ZO, dei 19 originali, da rimpiazzare con gli L-159 ALCA dal 2009
  • 11 Yak-52
  • ? Elbit Skylark UAV leggeri (usati in Afghanistan)
  • WB Electronics SOFAR polacchi, rimpiazzati però dagli Skylark per problemi di interferenze elettronici.

Vari MiG-21, 23 e 29 immagazzinati all'aperto in previsione di una possibile reintroduzione in servizio, sempre meno probabile col tempo che passa.


In tutto, quindi, anche considerando i mezzi a terra, vi sarebbero 116 velivoli appena più gli UAV.

Fonti[modifica]

  1. Viroli E, articoli su JP-4 gen e nov 1991 x 14 pagine