Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Norvegia

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Flag of Norway.svg

    Dopo avere dato origine alle grandi conquiste dei vichinghi, la Norvegia rimase piuttosto distante dal grosso della storia europea. Cristianizzata, colonizzatrice della Groenlandia e forse del Labrador, la Norvegia mantenne la sua marina ad alti livelli, soprattutto mercantili. La conquista tedesca del 1940 fu una brutta sorpresa per i norvegesi, anche se gli Alleati vennero battuti di pochissimo nel fare lo stesso: sostanzialmente non si poteva permettere alla Norvegia di restare indipendente. La successiva entrata nella NATO ebbe come effetto un notevole potenziamento della nazione scandinava e la partecipazione a molti importanti programmi, come quello dell'F-104 e dell'F-16. L'esercito ricevette i carri Leopard 1 tedeschi, mentre la marina immise uno dei primi missili antinave della storia, il Penguin, esclusivamente a guida infrarossa per ovviare ai problemi dei radar con le coste norvegesi, e in seguito sia esportato ad altre nazioni che installato sugli F-16.

    La Norvegia è rimasta una forza NATO che, per quanto importante strategicamente (controllando l'accesso all'Oceano Atlantico, in pratica ostacolava la Flotta sovietica del Nord) non ha voluto esporsi più di tanto nella Guerra fredda. Come la Danimarca non ha mai concesso alle forze NATO di stanziarvisi permanentemente sul suo territorio nonostante (o meglio, proprio perché) confinasse direttamente con l'URSS sia pure all'estremo e inospitale Nord dell'Europa. Nondimeno, la AMF ovvero Allied Mobile Force della NATO si addestrava regolarmente in Norvegia e gli USA e anche altre nazioni avevano ammassato scorte utili in caso di guerra per non dipendere solo dal traffico marittimo o dal trasporto aereo. In termini di risorse umane e militari, nonostante la sua superficie la Norvegia non poteva disporre di molto: appena 4 milioni di persone la abitavano negli anni '80, meno che la Danimarca. Il clima freddo e le montagne le davano di fatto una popolazione pari alla metà di quella svedese su di una superficie simile.


    L’Aviazione e la Marina agli esordi[1][modifica]

    Marina[modifica]

    La Norvegia, antichissima nazione vichinga, ha sempre avuto nella geografia la necessaria spinta all'esplorazione marittima, e data l'avversità del clima, le sue capacità marinaresche si sono affinate abbastanza da poter poi navigare dappertutto, fino forse alle Americhe, di sicuro alla Groenlandia. La Norvegia ha avuto varie vicissitudini storiche; dalla Svezia è diventata indipendente dal 1905; la prima flotta 'di stato' norvegese venne creata circa 1.000 anni dopo l'epopea vikinga, già durante il dominio danese, nel 1509, combattendo poi valorosamente nel 1510-1814. Nella II GM, a parte affondare con le difese costiere l'incrociatore Blucher, la più grave perdita subita dai tedeschi durante quella campagna del 1940. Durante la guerra i norvegesi fuoriusciti dalla patria continuarono a combattere con dure perdite, 27 navi e 933 marinai, davvero molto per una piccola forza esiliata.

    Dopo la fine della guerra, alla Marina norvegese è stato posto come compito la protezione delle ZEE e fin dal 1964, il parlamento ha autorizzato la partecipazione a missioni ONU; ma i soldati dell'esercito erano già impegnati all'estero fin dal '47.

    Aviazione[modifica]

    Tutto iniziò molti anni fa: era il 31 maggio 1912 quando venne comprato l'aereo HNoMS Start, pilotato da un ufficiale del sottomarino A-1 Kobben. Fino al 1940 gli aerei, cosa poco nota, erano per lo più di costruzione domestica, anche se di progettazione straniera.

    Al solito per quei tempi, non c'era un'arma indipendente ma due, una dell'esercito e una della Marina, rispettivamente Hærens Flyvevaaben e Marinens Flyvevaaben. Tra gli aerei comprati verso la fine degli anni '30, a parte i soliti Fokker, vi furono anche 12 Gladiator e persiono 6 moderni Heinkel He 115B dalla Germania, che poi sarebbero entrati in azione contro i loro stessi creatori nel '40. 19 dei 24 P-76A-6 Hawk erano già stati consegnati prima di quel tragico 9 aprile 1940, ma nessuno era operativo per l'epoca e vennero tutti catturati, tanto che poi vennero venduti all'aviazione Finlandese. Fino al '44 non vi fu un'aviazione, ma i 5 P-75 non ancora consegnati, più altri 38 P-75A-8 con il loro potente motore da 1.200 hp vennero usate negli USA (a 'Little Norway) per addestrare i piloti esiliati, vicino Toronto. Anche i 24 idrobombardieri Northrop N-3PB ebbero importanza per la guerra di continuazione, assieme agli Alleati, pattugliando il mare da Rekyavik.

    L'ineguale schieramento di forze aeree tra la tedesca Luftwaffe e la Kongelige Norske Luftforsvaret portò alla rapida capitolazione della Norvegia, anche se sette Gloster Gladiator difesero strenuamente l'aeroporto di Fornebu contro l'attacco tedesco, rivendicando anche l'abbattimento di due caccia pesanti Messerschmitt Bf 110, due bombardieri Heinkel He 111 e due aerei da trasporto Junkers Ju 52. Dopo la dichiarazione di guerra delle forze alleate il governo norvegese rinunciò a combattere sul suolo norvegese e si rifugiò nel Regno Unito il 10 giugno 1940.

    Gli unici aerei in grado di raggiungere direttamente il Regno Unito dalle poche basi aeree rimaste in mano ai norvegesi erano quattro idrovolanti Heinkel He 115; il resto delle forze aeree norvegesi avevano come unica opzione quella di riparare in Finlandia. In tutto soltanto due Fokker C.V ed un de Havilland DH 82 Tiger Moth riuscirono a varcare il confine con la Finlandia prima della completa capitolazione della Norvegia.

    Le forze aeree norvegesi si riorganizzarono nel Regno Unito sotto il comando di Joint Chiefs of Staff; da quel momento il personale d'aria e di terra norvegese operò come parte della Royal Air Force britannica. Nell'autunno del 1940 venne anche costruito un centro di addestramento norvegese chiamato Piccola Norvegia nella periferia di Toronto, in Canada.

    Sconfitta in casa, la Norvegia si rifece dando vita a diversi squadroni di caccia, e addirittura, il No.331 (Norwegian) Sqn difese Londra dal '41 con il maggior numero di successi nella Gran Bretagna meridionale. La RNoAF -Royal Norwegian Air Force venne istituita con un regio decreto il 1 novembre 1944 unificando le aviazioni di Esercito e Marina. Fino all'8 maggio 1945 335 aviatori norvegesi caddero durante la guerra, pagando senz'altro un alto prezzo per la loro esigua forza, non superiore a qualche migliaio.

    Nel 1947 la Divisione di Controllo e Sorveglianza acquistò il suo primo sistema radar e più o meno nello stesso periodo acquistò il de Havilland DH.100 Vampire, il suo primo caccia a getto.

    Nel 1949 la Norvegia fu uno dei paesi fondatori della NATO e di conseguenza ricevette aeromobili americani come parte del programma MAP (Military Aid Program). Durante la Guerra fredda la Norvegia fu uno dei due paesi europei (l'altro era la Turchia) ad avere il ruolo di sorvegliare un confine diretto con l'Unione Sovietica; infatti in quel periodo gli aerei da caccia norvegesi compivano circa 500-600 intercettazioni di velivoli sovietici all'anno. Nel '59 vi fu anche l'integrazione dell'artiglieria a.a. nella RNAF.


    1985[modifica]

    Esercito[modifica]

    Il comando del piccolo esercito norvegese era ripartito su due strutture: Bodo e Oslo, che comandavano i settori settentrionale e meridionale. La Guardia nazionale era un elemento prezioso, con gli uomini e donne capaci di mobilitarsi in appena 4 ore dall'allarme. L'addestramento minimo a cui si dedicavano doveva essere di 50 ore l'anno, per un massimo di 6 giorni consecutivi o nei fine-settimana. La disposizione era normalmente, in tempo di pace: a Nord vi era un raggruppamento tattico a livello di brigata con tre battaglioni fanteria equipaggiati per l'impiego in ambienti artici, una compagnia carri, un gruppo d'artiglieria semovente, una batteria contraerea, due battaglioni della guardia di frontiera. Il raggruppamento meridionale un battaglione di fanteria ,una compagnia di carri leggeri, un gruppo d'artiglieria semovente, una batteria antiaerea.

    Organizzazione: 19.500 uomini di cui 12.000 di leva, che prestano servizio per 15 mesi. Riserve di 165.000 uomini in caso di mobilitazione.

    • 12 brigate da 5.000 uomini l'una, 2 squadroni corazzati ed unità minori.

    Guardia Nazionale: 72.000 uomini, mobilitabili in 4 ore dalla chiamata.

    Armi ed equipaggiamenti

    • 184 carri: 78 Leopard 1 (1969-71) oltre a 6 nella versione ARV per un totale di 84, 30 carri M48A5 con cannone da 105 mm, 70 carri leggeri NM-16 (M-24) con pezzo da 90 mm
    • Blindati: 150 M113 inclusi i mezzi comando M557, NM-135 con cannone da 20mm, cacciacarri con missili TOW, veicoli da neve BV 202 e 206
    • 290 pezzi d'artiglieria: 250 obici di vecchio tipo M101 da 105 e M114 da 155 mm, 40 semoventi M 109 da 155
    • Armi controcarri: razzi LAW M72 da 66 mm costruiti su licenza (per vari eserciti NATO), cannoni SR M18 da 57 mm, M20 da 75 mm, M40 da 106mm, Carl Gustav da 84 mm moderni, missili SS-11 e BGM-71 TOW
    • Armi contraerei: cannoni FK 20-2 da 20 mm, Bofors da 40mm, SAM RBS-70
    • Aerei: 35 Cessna O-1E e L-18 da osservazione
    • Armi portatili: pistole Walter P1 da 9 mm e M1911 da 11,43 mm, mitra MP40 (ex-tedeschi), fucili HK G 3 da 7,62 mm, mitragliatrici MF 3 da 7,62 mm, M2HB da 12,7 mm, mortai L16 da 81 mm (britannici) e M 30 da 107 mm (americani).

    DA notare l'unica arma terrestre autarchica, il FK 20-2 con i cannoni Rh-202 tedeschi ma in una istallazione leggera e singola, pesante solo una frazione dell'arma binata standard e adatta al movimento in ambienti difficili. I cingolati da neve svedesi BV-202 e BV-206 erano largamente diffusi. Un carro caratteristico era l'NM16 con un nuovo cannone da 90 mm che gli dava capacità molto migliori nel ruolo controcarri.

    Da notare la presenza residuale di armi tedesche del periodo bellico: per esempio i mitra MP-40. Facevano da contrasto i fucili d'assalto G3, i numerosi cannoni SR americani, quelli svedesi della fortunata serie Carl Gustav e i missili BGM-71 TOW usati anche da mezzi corazzati cacciacarri.

    Marina[modifica]

    Si trattava di una piccola forza costiera, con il compito di difesa contro eventuali invasioni nemiche, in teoria non necessariamente solo da parte sovietica vista l'esperienza del 1940. I fiordi erano un ambiente ideale per nascondere le navi di piccole dimensioni che davano alla Norvegia la maggior parte della sua capacità operativa e di difesa costiera. La flotta comprendeva un gran numero di sottomarini costieri di progetto tedesco, molto adatti per le acque costiere, missili antinave Penguin a guida IIR molto adatti per operare sottocosta dove il disturbo radar della costa è troppo forte in molti casi per ottenere un aggancio positivo. Questo, nonostante che i radar siano migliori in caso di cattivo tempo per localizzare un bersaglio rispetto ai sensori IR.

    • Forza: 8.500 uomini di cui 5500 di leva con ferma di 15 mesi. 1500 inquadrati nella difesa costiera

    Navi:

    • 14 sottomarini classe 'Type 207' tedeschi (commissionati tra il 1965 e il 1967): hanno 8 tls da 533 mm e sistema di comando e controllo norvegese.
    • 6 sottomarini 'Type 210' ordinati nel 1983 e previsti tra il 1989 e il 1994
    • 5 fregate 'Oslo' ordinate nel 1966-67
    • 2 corvette 'Sleipner' del 1965-67
    • 14 motosiluranti missilistiche 'hauk' con missili e siluri antinave commisionate tra il 1977 e il 1980
    • 19 motocannoniere missilistiche 'Storm' (1965-68)
    • 6 motosiluranti missilistiche 'Snogg'
    • 8 motosiluranti 'Tjeld'
    • 3 battelli di pattugliamento costiero
    • 2 posamine costieri
    • 1 posamine
    • 10 dragamine costieri
    • 7 mezzi da sbarco costieri per corazzati
    • 1 nave deposito
    • 2 navi appoggio per immersioni
    • 1 battello recupero per siluri
    • varie navi di ricerca e rimorchiatori

    I battelli Type 207 erano simili ai 205 tedeschi con una capacità di attacco tramite 8 tubi di lancio siluri. Essi erano chiaramente la maggior risorsa offensiva della Marina. Altre navi erano le Oslo, che derivavano dai caccia di scorta americani 'Dealey', e inizialmente avevano un armamento abbastanza modesto di 4 cannoni da 76 americani e un lanciarazzi ASW, ma poi ebbero un lanciamissili Sea Sparrow NATO, una batteria di lanciamissili per 6 Penguin e 2 lanciasiluri tripli leggeri, migliorando così in ogni ambito principale le loro capacità operative, con i relativi sistemi di tiro come il radar WM-25.

    Una 'Hauk'

    Questa era la prima linea della marina, ma le unità sottili non mancavano, a cominciare dalle 'Hauk' che in 155 tonnellate di stazza concentravano 1 radar di scoperta, un radar di navigazione, un cannone da 40 mm anteriore, uno da 20 posteriore, 2 lanciasiluri da 533 anteriori, a lato del cannone Bofors, e ben 6 missili Penguin ( si tratta in effetti di un piccolo missile da circa 300 kg di peso) a poppa, con la postazione da 20 mm in mezzo.

    La classe 'Storm' aveva invece un cannone da 76 mm (verosimilmente americano dato che si tratta di una classe degli anni '60), uno da 40, 6 missili Penguin. Gli 'Snogg'avevano invece un cannone da 40 mm Bofors e un complesso equo di 4 tls da 533 mm e 4 missili Penguin. I 'Thjield' dei primi anni sessanta avevano un cannone da 40 mm, uno da 20 e 4 tls ed erano tenute in riserva. Infine i due posamine principali erano capaci di 300-400 mine, mentre i 10 dragamine erano da sostituire con 8 nuove unità essendo degli anni '50. Da notare che la profondità elevata dei mari norvegesi rendeva difficile l'uso delle mine, quantomeno meno facile che nel piatto mare del Nord e il Baltico.

    In tutto, le navi norvegesi d'attacco erano 47 comprese le unità in riserva. Le 39 armate con missili avevano in tutto 222 missili Penguin, un quantitativo che, anche se riferito a missili a corto raggio (più o meno della classe dei Gabriel israeliani) era veramente impressionante, specie se si considerano anche i 30 delle 'Oslo'. I tubi di lancio erano nel loro complesso 84 da 533 mm più i 112 dei sottomarini. Se si considera che i siluri usati dalle navi di superficie erano gli svedesi Type 63 a perossido d'ossigeno, capaci di viaggiare a 45 nodi per 20-30 km con autoguida sonar, si capisce meglio l'efficacia complessiva di questo schieramento. I siluri e i missili avevano la stessa portata, ma mentre i primi erano più veloci, i secondi non comparivano sugli schermi radar. Questo dispositivo di mezzi navali era così un valido deterrente per eventuali invasori, anche se i battelli d'attacco erano per lo più troppo piccoli per cannoni di calibro superiore al 40 mm, cosa che li limitava in caso di bombardamento costiero.

    Difesa costiera[modifica]

    15 forti con 50 batterie di mine, missili e siluri. Calibri 75, 120, 127 e 150 mm. In fase di approvvigionamento erano i cannoni svedesi Ersta da 120 mm in cupole corazzate, capaci di sparare 25 colpi al minuto con un sistema automatico.

    Guardia costiera[modifica]

    Costituita nel 1977 aveva dipendenza diretta dal comando supremo norvegese: 7 battelli noleggiati con un cannone da 40 mm, dislocanti tra 500 e 1200 t

    • 3 battelli 'Nordkapp' dei 7 inizialmente previsti con un cannone da 57 mm un elicottero Lynx, 4 cannoni da 20 mm
    • altre unità minori con armi da 40 mm. I sei elicotteri Lynx Mk 86 erano gestiti dal 337° dell'Aeronautica norvegese.

    Aeronautica[modifica]

    Anche la Kongelige Norske Luftforsvaert intraprese in quegli anni un importante programma di aggiornamento con l'F-16 come macchina standard da combattimento, anche se questo drenava molte delle risorse disponibili. La dotazione dell'aereo avrebbe compreso i missili Penguin ultimo modello, che davano una capacità antinave che all'epoca nessun F-16 aveva.

    La piccola aeronautica norvegese era di 9.500 uomini di cui 5.000 di leva. 25.000 erano le riserve che erano intese soprattutto per costituire interi battaglioni di cannoni Bofors, sia pure del vecchio modello L60 per la difesa antiaerea. L'Aeronautica norvegese era integrata pienamente con la NATO e non era difficile trovare nei suoi aeroporti caccia stranieri che facevano scalo dopo gli incontri sul Mar del Nord con l'Aviazione sovietica.

    Gli elementi operativi erano:

    • Il 331 e 334 squadrone d Bodo, il 331 e il 336° a Rygge, tutti in fase di approvvigionamento con gli F-16A/B.
    • Una unità OCU con 35 F-5A
    • Il gruppo 333° con i P-3B da pattugliamento
    • Un gruppo trasporti per i C-130H e Falcon
    • un gruppo trasporti su DHC-6 e 2 UH-1B
    • il 330° con compiti SAR su Sea King Mk 43 di costruzione Westland
    • 337° con Westland Lynx
    • 719° e 720° con 26 UH-1B e 21 Saab Safari
    • 4 batterie Nike Hercules
    • 4 gruppi contraerei con armi da 12,7 e 40 mm L60 e L70
    • 54 lanciatori HAWK in fase di fornitura in 9 batterie

    Aerei ed elicotteri:

    • 72 F-16 di cui 12 biposto, in fase di approvvigionamento al posto degli F-104
    • 35 caccia F-5
    • 7 P-3B
    • 6 C-130H
    • 3 Dassault Falcon 20
    • 4 DHC-6
    • 28 UH-1B
    • 6 Sea King Mk 43
    • 21 SAAB Safari
    • 4 batterie NIKE Hercules
    • 4 gruppi contraerei leggeri con cannoni da 40mm L60 e L70, mitragliatrici da 12,7mm
    • 54 lanciamissili HAWK con 162 missili in approvvigionamento
    • Missili AIM-9, Bullpup (per i P-3?), Penguin del tipo aerolanciato (da forse 40-60 km di gittata, per gli F-16)

    1992[modifica]

    Aviazione[modifica]

    Kongelige Norske Luftforsvaert (Norwegian air force):

    • 48 (60) Fokker F-16 A-10 Fighting Falcon
    • 8 (12) Fokker F-16 B-10
    • 3 (6) F-16 A-15
    • 2 (2) F-16 B-10
    • 18 (94) Northrop F-5 A
    • 13 (14) F-5B
    • 4 (4) Lockheed P-3C Update III Orion
    • 6 (6) C-130H
    • 3 (3) DHC-6 Twin Otter
    • 1 (1) DHC-6 Twin Otter 200
    • 3 (3) Dassault Falcon 20
    • 1 (1) Dassault Falcon 200
    • 10 (12) Westland Sea King Mk.43B
    • 18 (18) Bell 412SP

    Kistvakt (Aviazione di marina)

    • 1 (2) P-3N
    • 6 (6) Westland Lynx Mk.86

    Lufternartllerien (Aviazione dell'esercito)

    • 19(20) Cessna O-1 A Bird Dog


    La Marina Norvegese e le altre 'Nordiche', fine '91[2][modifica]

    Diamo un'occhiata d'insieme alle piccole ma agguerrite Marine scandinave, come si presentavano alla fine del confronto Est-Ovest. Tutte piccole, ma ben armate e di solito servite da una solida difesa costiera, con compiti comunque sia difensivi e a raggio piuttosto ridotto rispetto alle proprie coste.

    La Danimarca aveva all'epoca 1.150 ufficiali e 1.040 ragazzi di leva (9 mesi di ferma), più 5.900 riservisti e 4.000 effettivi della Guardia Nazionale (settore navale). C'erano solo elicotteri per la Marina, mentre gli aerei da pattugliamento marittimo erano gestiti dall'Aviazione danese.

    Il nucleo forse più importante era quello dei sottomarini: 1 3 classe 'Kobben' (Type 208), ex-norvegesi, aggiornati nel 1987. Erano i Tumleren, Saelen e Springeren. Sono stati allungati con una sezione di 1,6 m per ospitare sistemi di comunicazioni e di tiro di nuovo tipo molto moderno, tutto realizzato in Danimarca (Terma); l'ultimo dei tre era ancora da far rientrare in servizio a seguito di questo programma, ma il Saelen era in riparazione, in quanto perso e affondato nel Kattegat mentre era in rimorchio dalla Norvegia, dove era stato aggiornato. C'erano poi i 'Type 205' Narhvalen e Nodrkapern, costruiti in Danimarca, da aggiornare con lo stesso tipo di sistemi dal 1992. Tutti i sottomarini avevano siluri svedesi TP 61 ad alte prestazioni. Le navi erano invece anzitutto le 3 corvette 'Nils Juel', costruzione cantieri Aalborg Vaerft, progettate dallo studio Yard britannico. Una, la Olfert Fischer era stata anche inviata nel Golfo per la crisi del 1990. Erano navi ben armate (cannone da 76, missili Harpoon e Sea Sparrow) per ogni evenienza. I 4 pattugliatori 'Hvidbjornen' erano in corso di sostituzione con le 'Thetis', eccetto il Beskitternen, altro pattugliatore da 2.000 t e dotato di cannone da 76 e ponte per elicotteri Lynx, oltre che di scafo robusto per operare tra i ghiacci. I nuovi 'Thetis', costruiti in Danimarca ma sempre di progettazione britannica, avrebbero avuto un cannone SR da 76 e un hangar oltre al ponte, per un elicottero. Il primo, il Thetis, entrò in servizio nel marzo 1991, da seguire entro il 1994 da Triton, Hvibdjornen e Vederrn, tutti dai cantieri Svendborg Vaerft. C'erano già in servizio 4 delle corvette 'Stanflex' 300: le Flyvefisken, Hasen, havkatten e Laxen, più altre 9 di queste rivoluzionarie corvette in costruzione e in consegna tra il 1991 e il 1995 (ma 3 erano ancora da finanziare). Queste corvette avrebbero sostituito le 'Daphne', pattugliatori superati, nonché i dragamine.

    Le navi d'attacco Willemoes' erano 10 moderne FAC con cannoni da 76, missili Harpoon e siluri TP61, insomma il meglio ottenibile da piccole navi di questo tipo, che pure erano nate nella metà degli anni '70. Come si vede, i Danesi, differentemente dalla Svezia e dalla Finlandia, ma similmente alla Germania, erano clienti usuali dei cannoni da 76 OTO piuttosto che dei più deboli 57 mm Bofors, stranamente mai seguiti da cannoni di categoria 3 pollici. Per il resto c'erano 17 navi minori. Quanto ai 4.500 della G.N., erano attivi nel pattugliamento delle acque nazionali, consentendo alla Marina di dedicarsi alla geurra vera e propria; c'erano in tutto 37 navi e altre 6 MHV-800 in ordinazione (83 t e 23,7 m, velocità 13 nodi), da far seguire da altrettante per ogni piano triennale. Le consegne sarebbero iniziate nel maggio 1992.

    La Finlandia, per via del trattato di Parigi del 1947, non poteva eccedere le 10.000 t naviglio militare e 4.500 uomini; non c'era problema, infatti nel 1991 aveva solo 200 ufficiali e 1.600 altri, di cui 1.100 di leva (11 mesi), più corpo di Guardia di Frontiera che contava per le esigenze navali 600 uomini. Dopo il disimpegno da parte del trattato con la morente URSS, la Finlandia avrebbe potuto anche comprare dei sottomarini ed espandere la flotta, ma non sembrava per il momento esservi tale possibilità. Le corvette erano del resto solo due e piuttosto vecchie, le Turunmaa e Karjala, della fine anni '60 e tutto sommato superate, nonostante l'aggiornamento a Wartsila con nuovi sistemi elettronici e sonar. Si trattava di robuste navi con un pezzo Bofors automatico da ben 120 mm di calibro a prua, e due da 40 mm in postazioni singole aperte a poppavia. Inoltre erano state realizzate le piccole navi d'attacco Helsinski, costruite nel 1979-86 con cannone Bofors Mk 1, 2 ZU-23, 8 RBS-15 e sistemi di tiro digitali BEAB, lunghezza di 45 metri; le successive Helsinski II erano 3 m più larghe con 6 missili ma con cannoni da 40 mm. C'erano Rauma e Luokka in servizio per l'epoca, e altre 2 se ne attendevano. Assieme a 15 altre navi tra cui 4 OSA II, era tutto quel che c'era per la Marina. Tra queste risorse il posamine Pohjanmaa da 1.100 t del 1977-79 (armata con un cannone da 120 mm), più un'altra ordinata di simili caratteristiche, la Hamenmaa; 6 dragamine litoranei Kuha che in origine dovevano operare con MIN del tipo Kiiski, poi rivelatisi non affidabili e pertanto da cacciamine sono state retrocesse a dragamine. La Guardia di Frontiera aveva 8 grandi pattugliatori e 24 minori, ovviamente però era sotto il controllo del Ministero dell'Interno. Altre 2 navi da 270 t e 5 piccole erano attese.

    La Norvegia era la Marina più grande della Scandinavia: 9.000 uomini di cui 2.000 appartenenti all'artiglieria costiera (parte in servizio di leva, di 12-15 mesi); e la Guardia Nazionale di 90.000 effettivi di cui parte per compiti navali. All'epoca erano in consegna 3 SSK 'Ula' e in aggiornamento 4 dei 6 'Kobben' (superstiti di 15 navi); 2 erano stati radiati e altri due in radiazione, più 3 ceduti alla Danimarca. IL tutto avrebbe portato il servizio a circa 12 sottomarini entro la metà degli anni '90, tutti armati con siluri tedeschi DM2A3 oppure, nel caso degli SSK più anziani, gli Mk-37 e i TP-61 per compiti ASW e antinave.

    La flotta di superficie aveva le classiche 5 'Oslo', del 1963-66, basate sui caccia di scorta 'Dealey' e sovvenzionate dagli USA. All'inizio degli anni '80 vennero aggiornate pesantemente con missili Sea Sparrow e Penguin, in aggiunta ai 2 cannoni binati da 76, e nonostante l'età il loro scafo ha retto bene il refitting, durato fino al 1991 e comprendente alla fine anche il sonar Spherion trainato, sistemi EW e sistema di combattimento MSI-3100. Le navi era previsto che rimanessero in servizio fino alla fine del secolo. Per il resto c'erano le due corvette 'Sleipner' usate come navi-scuola. Mentre questa era la componente principale d'alto mare, la marina aveva anche una grossa capacità di difesa costiera con l'uso di navi d'attacco leggere fin dalla fine del XIX secolo (erano motosiluranti a vapore). Nel 1991 c'erano invece 14 motocannoniere 'Hauk', piccole ma decisamente ben armate, costruite nel 1977-80 e munite di missili Penguin Mk-2, siluri e cannone da 40 mm; c'erano anche le 18 'Storm' del 1965-68, modernizzate con i 'Penguin'; nel 1990 è iniziato un ammodernamento limitato per dare a loro e alle Hauk il lanciamissili binato Simbad per i Mistral; infine c'erano ancora le 6 'Snogg' del 1970-71, da ammodernare anch'esse con un simile standard, mentre i programmi di aggiornamento della flotta d'attacco leggera con una nuova classe erano stati lasciati cadere, almeno fino a che gli scafi SES dei cacciamine sperimentali avessero dimostrato la loro validità. Le navi posamine erano le due 'Vidar' del 1975-78, da 1.100 tls; 8 dragamine costieri, da sostituire al più presto con una nuova classe già ordinata, su base SES ovvero i 4 'Orskoy', da consegnare nel 1991-94, più 5 'Alta' di tipo convenzionale del 1993-96.

    La Guardia Costiera (Kystvakt) aveva una grossa componente navale per controllare le importanti ZEE norvegesi, tra cui i 3 'Nordkapp', da 3.240 t con cannoni Mk 1 da 57 mm e vari sensori, tanto che una di esse, l'Andenes, venne inviata nel Golfo nel 1990 come contributo alla Coalizione.

    Quanto alla Svezia, marginalmente più potente anche di quella Norvegese, aveva 3.100 ufficiali e 6.050 di leva (10-17 mesi), inclusa l'artiglieria costiera (presente beninteso, ma qui non trattata, anche in tutte le altre marine scandinave). I btg di artiglieria costiera erano in pesante ristrutturazione con un organico di 800 elementi e 25 navi da sbarco e altrettante per il rifornimento, questi battaglioni mobili sarebbero nati dal 1991 al 1996 al ritmo di uno l'anno. La Marina, dopo la decisione degli anni '60 di togliere progressivamente le grandi navi dalla flotta, era ridotta e priva di capacità d'alto mare. Tuttavia la Svezia era la fornitrice di armi e sistemi per tutte le altre nazioni della zona, grazie alla sua elevata capacità tecnologica e produttiva. I 12 battelli subacquei erano 4 moderni 'Vastergotland' del 1983-90, 3 'Nacken' 1972-80, e 5 Sjoormen del 1967-69 do cui due da aggiornare con nuovi sistemi elettronici e tutti dotati del sonar Hydra. tre dei battelli, quelli non aggiornati, sarebbero stati sostituiti secondo i programmi verso la fine degli anni '90 da 3 'Gotland' (A19) ordinati nel 1990 ai cantieri Kockums di Malmo: Gotland, Uppland e Halland, più altri 2 in opzione. Delle navi d'attacco c'erano l 12 Norrkoping (Spica II) da 36 m, le Spica III o Stokholm, 2 corvette del 1982-85 da 50 m, e infine 4 'Goteborg' da 57 m ordinate nel 1985, di cui due operative. Esse hanno ricevuto sonar VDS tipo Salmon e missili RBS-15. Per i compiti ASW la Svezia, a causa delle difficoltà di individuare oggetti subacquei nel Baltico, ha lasciato perdere per molto tempo, mentre poi, con le intrusioni sovietiche nelle sue acque, ha recuperato l'interesse. da notare che oltre alle 'Spica' c'erano anche le navi Hauk, scambiate negli anni '70 in cambio di forniture di sistemi di tiro PEAB e radar alla Norvegia. Queste Hauk, note in Svezia come 'Hugin' erano presenti in 18 esemplari, in servizio nel 1978-82. Tre grossi posamine da 2.660 t (2 del 1968-76) e 3.550 t (1982), più 32 posamine piccoli. Date le visite di sottomarini tascabili sconosciuti hanno portato a studiare meglio la guerra subacquea e vennero ordinati 6 cacciamine 'Landsort' del 1981-88, con una settima da consegnare nel 1992, tutte con scafo in GRP a sandwich, sviluppato dai cantieri Karlskronavervet, che ne sono anche i costruttori. Il pattugliatore SES 'Smyge' da 140 t era in sperimentazione, varata nel marzo 1991 e con caratteristiche stealth, armabile con due RBS-15 e un cannone Trinity da 40 mm; era in valutazione per un periodo di 2 anni e se fosse risultata positiva avrebbe visto una produzione in serie. La Guardia Costiera (Kusthevakuing) aveva una tradizione di 350 anni per i Servizi doganali ma dal luglio 1988 è passata ad essere un corpo autonomo, ma controllato dal Ministro della Difesa. Aveva 580 persone con piccole imbarcazioni e 25 pattugliatori più grandi.


    Marina al 2000: i pattugliatori classe Skjold[3][modifica]

    Norwegian missile patrol craft KNM Skjold (P 690) (2 Nov 2001).jpg

    Eredi di una lunga tradizione di navi da pattugliamento veloce, iniziata con la torpediniere 'Rap' costruita dalla Vosper Thornycroft nel 1873 e capace di 14 nodi, i nuovi 'Skjold' rappresentano la lunga tradizione delle unità velocità d'attacco norvegesi, considerate come utili per difendere le 2.200 km di coste da ogni eventuale invasore, magari stando opportunamente in agguato nei fiordi (che tuttavia, come dimostrato a Narvik, possono anche diventare trappole mortali per chi vi rimanesse imbottigliato). La prima delle nuove unità veloci è stata consegnata nel 1999 nell'aprile di quell'anno, e assieme all'aggiornamento delle 14 motomissilistiche 'Hauk' rappresentava il rinnovamento nel settore. La Marina norvegese aveva ancora 3 squadroni su 12 navi tra i pattugliatori veloci, e le 8 unità previste del tipo Skyold erano da considerarsi di nuova generazione e capacità, concepite dopo la Guerra fredda (dal '94) e maturate presto. Esse hanno scafo in vetroresina, trasparente alle onde radar, mentre per le parti metalliche si è ricorsi a materiali radar-assorbenti. Lanciare missili da uno scafo in vetroresina era complicato per via del rischio di incendi a bordo, mentre l'uso di sistemi elettronici ad alta potenza, proprio per la trasparenza alle onde EMP delle strutture, dava problemi di interferenza notevole con gli altri apparati. Alla fine si è deciso per questo materiale, ma soprattutto, la nave che ne è derivata è un tipo SES, ovvero Surface Effect Ship, una sorta di hovercraft evolutosi con scafo laterale rigido anziché con l'apposita skirt in gomma. Grazie alle capacità di tenuta del mare, e alla scarsa vulnerabilità alle mine e siluri, e ad un largo scafo con spazi abbondanti sul ponte, la nave, dotata di una sola alta sovrastruttura, sarebbe stata stabile e veloce al tempo stesso. La struttura era in vetroresina, con fibre di vetro coassiali e laminati di carbonio (radar-assorbente) nella stessa resina di poliesteri, mentre tutte le porte e i portelli della sovrastruttura sono a filo della stessa, senza sporgenze o rientranze di sorta, il che nega eventuali 'spigoli radar' che riflettano in maniera anomala. Vernice IR-assorbente e mimetizzazione ottica accurata aumentano ancora le capacità stealth della nave, così come accorgimenti per ridurre il calore emesso. I motori sono costituti da due idrogetti posteriori e due ventole di sollevamento anteriori, il tutto controllato dal computer. Le ventole sono il alluminio, le tubazioni in fibra di carbonio e titanio, per ridurre al massimo i pesi, elemento critico per una nave di questo tipo. Vi sono poi, in perfetta assonanza con questa nave 'non-metallica' i sistemi di comunicazione, con cavi non in rame ma in fibra ottica; previsti 8 missili antinave, cannone da 57 o 76, lanciamissili a corto raggio SAM; radar di sorveglianza, controllo del tiro, optronica, ESM ed ECM varie. Durante le prove la capoclasse, ancora priva di armi, ha toccato i 55 nodi, nonostante 46 t di zavorra a bordo per compensare la mancanza dei sistemi, sia pure con mare calmo.

    La sua velocità è quindi maggiore di quella di un aliscafo, anche se molto complesso è il sistema di propulsione adottato, dai costi non indifferenti. Effettivamente le navi SES sono state per un certo tempo considerate interessanti, ma al dunque l'unico tipo di nave 'non convenzionale' disponibile per impieghi pratici di un certo livello è stato l'aliscafo, anch'esso peraltro solo per compiti piuttosto limitati.

    • Dimensioni: 47x13,5 m
    • Dislocamento: 270 t
    • Immersione: 90 cm in sostentamento, 2,7 m in dislocamento
    • Motore: 2 turbine a gas Allison da 6.000 kW, 2 diesel MTU 183 da 350 kW; configurazione CODOG (Gas per la navigazione in sostentamento), con due ventole anteriori azionate (in sostentamento) da due MTU 183 diesel da 5000 kW; 800 nM di autonomia; velocità 8 nodi in dislocamento, 45 in sostentamento con mare forza 3
    • Equipaggio: 15


    Aviazione, al 1998[4][modifica]

    La Norvegia ha una popolazione modesta per la sua superficie, che nel '98 era pari a 4,3 milioni di abitanti ed era l'unico della NATO che confinava con l'allora URSS e poi la Russia. Al '98, passati i tempi dei decolli continui contro i ricognitori sovietici, l'Aviazione reale olandese aveva un totale di 9.480 elementi, 3.800 di leva, aumentabili a 27.000 a mobilitazione attuata.

    C'erano due comandi: Cmdo Difesa Meridionale o COMSONOSR, e il COMJTFNON per il settore settentrionale della nazione, con un totale di 14 squadroni, le basi principali di Rygge, Orland, Bodo, e 14 minori come Evenes, SOla, Vaernes, ma con la ristrutturazione della primavera ci sarebbe stato da aggiungerne un'altra, Bardufoss contro la chiusura di 5 vecchie basi minorie il personale ridotto, mentre infine dal 2000 le attività sarebbero state spostate, per tutti gli F-16, a Bodo. Il massimo degli aerei da combattimento, stando ai CFE, è di 100 e nessun elicottero da combattimento è stato ammesso nei trattati.

    Gli F-16 erano all'epoca su 4 squadroni, dei quali i 331 e 334 di Bodo, causa carenza di personale, erano praticamente riuniti in uno solo; gli altri due erano il No. 332 come unità OCU a Rygge, e il 338 di Orland, totale 58 aerei (quelli del 338 assegnati alle forze di reazione immediata). Gli aerei hanno missili Penguin Mk.3 e in fase di aggiornamento con il programma MLU che porta queste macchine di prima generazione ad uno standard operativo molto migliore, incluso un radar con il 25% in più di raggio e i missili AMRAAM. Per il resto c'erano 20 F-5A e B per attacco al suolo, DACT, difesa aerea, EW e aggiornati nell'avionica all'epoca. I 4 P-3C, da poco sostituti dei P-3B, erano sulla base di Andoya assieme ai 2 P-3N della Guardia Costiera. Infine c'erano i reparti di seconda linea, lo Sqn 335 di Gardermoen con 6 C-130H, il 717 di Rygge con 3 Falcon 20C, il 719 di Bodo con 3 DHC-6 per compiti di calibrazione elettroniche e di trasporto. Poi c'erano anche 4 squadroni di elicotteri: il 338 a Bardufuss e il 720 di Rygge per 18 elicotteri Bell 412SP; il 330 di Bodo con 12 Sea King Mk 43 (per il SAR), e il 337 dela Guardia costiera di Bardofuss con 6 Lynx Mk.86.

    Infine c'erano i sistemi di terra: 4 centri per il controllo aereo, 6 batterie di NASAMS e NOAH, con 3 sistemi di fuoco dotati di 9 lanciatori trinati l'una10 batterie RBS-70 Mk II e 10 di cannoni L70 da 40 mm. Una delle batterie NOAH con 4 unità di fuoco e 12 lanciatori è andata all'Esercito, in cambio di altri missili RBS-70.



    A parte questo, erano presenti al 1998 programmi per modernizzare i sistemi addestrativi con un simulatore assieme agli olandesi, mentre l'MLU era da farsi a Kjeller. L'AMRAAM era in introduzione, dopo che venne preferito in una lotta senz'altro molto significativa, perché l'antagonista era il MICA francese, che avrebbe fatto un passo significativo ad essere adottato da una flotta di F-16. Del resto l'AMRAAM era già adottato dal sistema terrestre NASAMS, il sistema SAM avanzato norvegese, della stessa aviazione, all'epoca nota come RNoAF in termini internazionali. Il costo era di 4,5 mld di corone e le consegne nel 1995-2000, con contratti FMS che coprono anche l'addestramento e il supporto tecnico.

    Le basi erano sottoposte ad un programma chiamato ADR, che significa per l'appunto difesa delle basi, con sistemi di C3I per la loro difesa, corazzati pesanti per rimuovere ordigni inesplosi e leggeri per ordigni esplosivi di minore potenza, materiali per consentire l'atterraggio con appositi cavi d'arresto e per riparare in fretta le piste danneggiate.

    Modernizzare i centri di comando e controllo, rimasti alle tecnologie anni '70 con l'istituzione del NADGE (MATO Air Defense Ground Enviroment), anche se integrati da sistemi più moderni, erano da uniformare a nuovi standard elettronici con computer e display di nuovo tipo formando il NADCORE (Norwegian Air Defence CRC Operation Room Enhancement), con hardware COTS (commerciale), assieme ai sistemi di comunicazione della Alcatel Norway. Quanto ai programmi futuri, dalla fine del '93 si cominciò a studiare un nuovo aereo da combattimento, esteso a un po' tutti i tipi di aerei disponibili, fino a quando si ridusse il totale, escludendo anche il Gripen, all'EF-2000 o all'F-16 Block 50, con scelta nel 1999. Non si sapeva ancora quale aereo sarebbe stato scelto. Allo stesso tempo, prevedendo un numero ridotto di macchine comprate, e la sostituzione dei caccia F-16 entro il 2020 è stato sottoscritto un MoU per co-sviluppare il JSF. Nel luglio 1995 è stato approvato il riammodernamento dei P-3C con il programma UIP assieme agli USA e in particolare alla Lockheed, con vari sistemi come il nuovo computer di missione ASQ-222 e il radar APS-137, ESM e alto ancora.

    Il NASAMS è il successore del NOAH. Quest'ultimo era stato sviluppato adattando il missile HAWK alle nuove tecnologie radar negli anni '80, ma poi ritirato dal servizio. Il suo successore era da mettere in servizio entro il 1998, e si avvaleva del radar LASR tridimensionale TPS-36A, sistema elettro-ottico, lanciatori sestupli e centro di lancio. Il sistema, inizialmente pensato come apparato tradizionale, in termini di batterie e lanciatori, è stato poi integrato con i missili RBS-70 e i cannoni Bofors L70. Ogni unità d'impiego poteva avere fino a 4 di questi 'team' integrati e connessi in banda larga. Ognuno di questi team era capace di collegare fino a 9 lanciatori sestupli. Era in corso di sviluppo un sistema più mobile, per supportare l'esercito.

    Gli aerei norvegesi[5][modifica]

    Un F-86K, caccia ognitempo derivato dal 'D'

    Iniziando l'era dei caccia moderni, se così si può dire, iniziò con l'F-86 Sabre, caccia di cui vennero forniti dal marzo del '57 un totale di 115 F-86F-35, in conto FMS, e prestarono servizio come successori dei precedenti F-84G; i primi di 90 arrivarono quel mese e gli altri nel maggio 1958, che portarono a 25 aerei in tutto per rimpiazzare le perdite. Operarono con gli squadroni 331 e 332 di Bodo e Orland rispettivamente, e poi aggiornati allo standard F-40. Ma negli anni '60 erano già affaticati strutturalmente e vennero sostituiti dagli F-5 che li rimpiazzarono entro il 1967. Altri F-86 ricevuti erano gli F-86K con radar ognitempo, una presenza importante dato che ebbero ben 60 di questi sofisticati apparecchi ognitempo tra il settembre 1955 e l'ottobre del '56, eccetto uno che venne perso per incidente durante le prove di accettazione negli USA e poi rimpiazzato solo nel gennaio 1960. Nel frattempo un incendio distrusse altri 4 aerei e vennero rimpiazzati con caccia assemblati dalla Fiat, consegnati già nel giugno del '56. Il loro servizio ebbe luogo con gli squadroni No.337 e 339 di Gardermoen, e poi il 332 e 334 di Rygge, dove rimpiazzarono gli F-86F. Anche questi caccia vennero ritirati dal servizio, come i tipi diurni, verso il 1967. Ma mentre i tipi ognitempo vennero per lo più rottamati, diversi esemplari norvegesi finirono in Portogallo e addirittura in Arabia Saudita, ai tempi in cui essa aveva solo un embrionale strumento militare.

    Immemore della sua passata carriera di 'cacciatore di stelle', questo CF-104 riposa mestamente in un angolo di una base norvegese

    Poi venne l'era degli F-104, di cui la Norvegia fu il primo utente in conto MAP.

    I Norvegesi, per la loro Kongelige Norske Luftforsvaret ebbero 16 F-104G e due TF-104G di costruzione Lockheed, più tre F-104G della Canadair, tutti arrivati nel tardo '63. Gli F-104 Lockheed vennero poi convertiti in RF-104G per il No.331 Skvadron di Bodo, fino a che l'arrivo degli RF-5A del No.717 Skvn permise di riportarli al ruolo originario, nel quale servirono fino al 1981. Altri '104 giunsero poi: due TF-104G ex- LW, direttamente consegnati dalla Luke AFB, e poi, quando nel '73 venne formato il No.334 Skvn, altri 22 Starfighter vennero consegnati dalla Canadair, stavolta erano la versione canadese CF-104 (18) e CF-104D (4), tutti modificati (almeno i monoposto) per usare gli AGM-12 Bullpup in compiti antinave. Dopo che i '104 iniziarono a cedere il passo, già all'inizio degli anni '80, agli F-16, 12 almeno finirono in Turchia (1981); l'ultimo '104 era un CF-104 del No.334 Skvn, radiato nell'inverno del 1982-83. Malgrado le difficoltà ambientali (si immagini cosa significa ritrovarsi in cattive condizioni di visibilità volando con una macchina dalla larga virata come il '104, con il solo vantaggio di una rapida salita quando serve), solo sei dei 44 '104 norvegesi andarono persi in azione. Gli squadroni che li impiegarono furono il 331 Skvn di Bodo, tra il tardo 1963 e il giugno 1981; e il 334 Skvn di Rygge, aprile 1973- inizio 1983.


    Norwegian F5.jpg

    Successivo a questo fu, per la Kongelige Norske Luftforsvaret (Royal Norweigan Air Force) o KNL, l'F-5. Con così pochi F-104 in effetti la difesa del territorio non era affatto garantita, ma il caccia in parola costava molti soldi e così venne trovato il suo 'compare' economico, ordinando il 28 febbraio 1964 ben 64 F-5, di cui 35 in conto MAP, ricevendoli già dal giugno del '65 con predisposizioni quali razzi RATO, sghiacciamento per il cruscotto, ganci d'arresto e, caratteristica unica di tutti gli F-5, la possibilità di usare i missili AGM-12, in cui i Norvegesi credavano a differenza degli altri utenti. In effetti, la testata da 113 kg semi-perforante dei Bullpup è rimasta nel successivo missile Penguin di concezione nazionale e ben più avanzato, ma inizialmente destinato solo all'uso su navi. In tutto, gli ordinativi continuarono con un totale di 78 A, 16 RF, 14 B per formare una completa forza aerea di 6 squadroni contro uno, poi due di F-104.

    Le consegne iniziarono dal No.336 di Rygge, per il resto vedi la scaletta dei reparti. Benché fossero aerei bimotore, le perdite furono elevate, con 16 aerei persi entro la metà degli anni '70, tanto che alla fine si ridusse il numero degli squadroni con appena tre unità d'attacco, oltre a quella da ricognizione e quella OCU.

    Nonostante questo, nel 1982 cedimenti strutturali delle prese d'aria costrinse a metterne a terra la maggior parte, fino a che nel 1984-86 gli aerei riuscirono a ricevere le riparazioni necessarie, grazie anche alla Fokker per il programma anti-corrosione, e in seguito vi furono nuovi sensori di sicura importanza: un RWR AN/ALR-46 e sistema ALE-38, poi -40 per lancio falsi bersagli. Il RWR digitale seguiva 16 emittenti alla volta, sulle frequenze tra i 2 e i 18 GHz, collegata ai lanciatori di chaff e flare. In seguito, dal '91, vennero istallati un HUD, una LINS Litton LN-93, GPS, ADC, HOTAS e un MFD a colori, più un sistema MIL-STD 1553B. Anche se successivo alla fine della Guerra fredda, anche se ancora privi di radar, questo ammodernamento rendeva gli F-5 un po' una sorta di piccolo F-16, armati anche con missili AIM-9 dei tipi più recenti (J, o L) e seguirono poi aggiornamenti da parte di una ditta canadese e il primo aereo così rinforzato ed aggiornato fu pronto per il 1993, l'ultimo nel 1994. Alla fine della sua carriera c'era rimasto solo uno Squadrone, il 336 di Rygge con compiti di addestramento avanzato per gli F-16, mentre altri aerei erano andati a Portogallo, Turchia e Grecia.

    In tutto c'erano stati i seguenti Skvadron (o in termini internazionali, Squadrons):

    • Il No.336 di Rygge, 1965 in poi, prima unità d'attacco e poi, dal 1983, d'addestramento OCU
    • 718, di Kola; 1965-1983, operò sempre come unità OCU
    • 332, Rygge: 1966-1973, poi riformato come OCU a metà del 1982
    • 338, Orlandet; dal 1967 al luglio 1986 (poi con gli F-16)
    • 334, Bodo: Dal giugno 1967 al 1973, quando passò ai CF-104
    • 717, Rygge: con gli RF-5A dal '67

    Un F-16 della RNAF in volo sui Balcani, armato di tutto punto con AIM-9 e AMRAAM

    Quanto ai caccia F-16, essi meritano sicuramente una disamina particolarmente interessante. La Norvegia faceva parte del consorzio che cominciò a produrre l'F-16, vincitore del concorso per il nuovo caccia post-F-104, venne costruito su licenza dalle ditte europee. Il primo norvegese volò già il 12 dicembre 1979, costruito dalla Fokker e consegnato il 15 gennaio 1980. In tutto ne vennero comprati 60 A e 12 B, tra il gennaio 1980 e il giugno 1984. Questi aerei erano veramente dei primissimi lotti, tanto che erano inizialmente del Block 1 (78-0272/0274), ma poi il Block 1 e il 5 vennero aggiornati al Block 10, mentre non ebbero tale trattamento, ovviamente, i Block 15 di ultima consegna. Gli aeroporti norvegesi erano corti, così tanto che anche l'F-16, pure capace di decolli e atterraggi relativamente STOL, vennero dotati di un parafreno alla base della coda, dove poi altri aerei ebbero invece una ECM interna, approfittando di tale innovazione. C'era anche un faretto di riconoscimento per illuminare gli intrusi dato che le lunghe notti artiche non consentivano certo diversamente.

    Sono entrati in servizio con lo Skvardon 331 di Bodo nel 1981 rimpiazzando gli F-104, e diventati pronti per il combattimento nell'estate del 1982, arrivando ai Block 15 nel 1984; l'OCU 332 di Rygge; il 334 di Bodo, dal 1982 (prima aveva i CF-104) e armato con missili Penguin (altra caratteristica degli F-16 norvegesi, all'epoca non c'erano altri caccia del tipo armati con missili antinave); infine il 338 di Orland con i Block 10 ex-331, ricevuti nel 1984. Tutti gli aerei hanno un numero identificativo che è le ultime tre cifre degli Snc assegnati, in conto FMS, dall'USAF.

    Inizialmente i caccia avevano soprattutto missili AIM-9L, ma anche razzi iperveloci CRV-7 e bombe di tipo NATO. I Penguin vennero consegnati dal 1987, con sistema INS e radio-altimetro, e attacco finale con sistema IR, raggio di circa 40 km. Ha capacità di programmazione del volo per manovrare eludendo per quanto possibile le difese nemiche. In ogni caso nel 1987 erano andati persi 6 aerei e prima si pensò di rimpiazzarli tutti, poi solo con altri due 'B', stavolta di produzione americana anziché olandese. Entro la fine degli anni '90, però, altri 6 sono andati persi in incidenti, assai peggio quindi di quanto fece registrare l'F-104.

    In seguito sono stati modificati 56 aerei di cui 11 'B', ma tutti del Block 15, per ricevere l'MLU che comporta miglioramenti tali da rendere possibile ottenere un livello di operatività paragonabile a quello degli F-16C e D: questo ha significato un radar aggiornato tipo APG-66(V2A), GPS, HUD grandangolare, MMC (Modular Mission Computer). Le prime consegne sono state assorbite dal 338 sqn. Presto l'aereo è stato spedito in missioni all'estero, specialmente grazie al radar, IFF e ai nuovi missili AIM-120 AMRAAM, importanti se si trattasse di affrontare avversari armati con ordigni a medio raggio, come i MiG-29 serbi che potenzialmente potevano essere incontrati sul Kosovo nel 1999.


    Royal Norwegian Air Force Lockheed C-130 at Basel in 1984.jpg

    Il C-130H, un infaticabile Ercole a tutte le latitudini, non ha mancato di servire anche in Norvegia con la sua autonomia di circa 4.000 km con un carico di 20 tonnellate e buone prestazioni in quota e velocistiche.

    Esso è entrato in servizio in sei esemplari fin dal '69; anziché aggiornarli, nel '97 si è pensato di sostituirli con 6 C-130J. Questi sono C-130J-30 allungati, con sistemi di autoprotezione EW, corazzatura per l'equipaggio, SATCOM e altro ancora.

    La Norvegia, piuttosto isolata dal resto della NATO, manteneva la capacità di eseguire grandi manutenzioni sugli aerei a praticamente tutti i livelli e di co-sviluppare, come F.A. e come industrie, i vari sistemi, per esempio la Kongsberg con la Hughes era l'autrice del NASAMS.


    Lo Skvadron 332 e il l'F-16MLU, 1999[6][modifica]

    Il primo reparto con gli F-16 MLU era a Rygge, 75 km da Oslo, ed era lo Skvadron 332. Esso divenne a quel punto anche l'unità che fungeva da OCU per il 'nuovo' F-16, con i primi allievi previsti per l'autunno del '99; essi avrebbero imparato ad usare armi di tutti i tipi, tra cui i missili AIM-120 e i razzi CRV-7 iperveloci, nonché i missili antinave Penguin. Le bombe GBU-12, erano invece esclusiva della base di Bodo, al Nord. Gli istruttori erano soddisfatti della loro mansione, e ritenevano gratificante addestrare i 'nuovi' alle meraviglie elettroniche dell'F-16 MLU, un aereo capace di rinnovarsi persino 20 anni dopo che apparve per la prima volta (nell'USAF). C'era anche un pilota, Bill 'Jocko' Jacobs, che faceva parte di un programma di scambio con l'aviazione norvegese, e che doveva, onde agevolare il suo compito, studiare per un semestre il norvegese. Gli allievi norvegesi erano prima formati a Sheppard, e poi sarebbero giunti a Rygge. Il reparto aveva circa 14-15 Falcon, ma alla fine del 1998 ce n'erano solo nove dato che gli aerei erano ancora in aggiornamento al nuovo standard; di questi c'erano anche tre biposto.

    In tutto la KNL aveva all'epoca un totale di 58 F-16, e doveva scegliere quale caccia avrebbe avuto in futuro: tra le offerte l'EF-2000, ma anche un lotto di Block 50 nuovi. Intanto, però, solo nove F-16 erano stati aggiornati, anche se il programma doveva essere completato entro il 2001. Il primo fu il n. 297. Nei primi mesi del 1999 si era già giunti a circa 15 aerei. Con il radar AN/APG-66(V)2 compatibile con gli AIM-120, le capacità operative del nuovo F-16 erano decisamente superiori in combattimento aereo, con capacità ECCM e anti-clutter molto migliori (e i norvegesi, di 'falsi bersagli' ne sapevano qualcosa, se si pensa a come i fiordi riflettessero le onde radar..), evitando 'come è accaduto per 20 anni, di dare la caccia ai fantasmi!'. Inoltre la funzione TWS consente di attaccare vari bersagli continuando la ricerca di altri, vi à il datalink migliorato, anche se non è ancora allo standard JTIDS 'ma ci siamo molto vicini' diceva un istruttore, nickanme Swede: l'aereo capoformazione di un gruppo di quattro F-16 poteva agganciare il bersaglio e passarlo ai suoi tre gregari; inoltre l'HOTAS era migliorato: da 9-10 comandi, addirittura 18-19 erano adesso presenti su manette e cloche.

    Quanto a Rygge di per sé, è una base NATO modernissima, anche se ha una sola pista; gli HAS sono estremamente moderni e ben costruiti. La presenza di una sola pista, naturalmente, causa problemi per via del vento al traverso (essendovi una sola pista, ovviamente non ci sono risposte opportunamente angolate alla sua azione),per non dire di un eventuale attacco nemico; la manutenzione è da farsi davanti agli shelter perché l'F-16, rullando con pista ghiacciata o umita, potrebbe facilmente 'scappare' di mano, data la potenza del motore. In pratica, tornato alla base, l'F-16 si ferma davanti allo shelter (di forma particolarmente 'triangolare', visto in sezione, e molto spesso come pareti protettive), un aviere aggancia un cavo alla coda e lo tirano dentro, al coperto. Così è possibile fare a meno di un trattore e di parte del personale altrimenti necessario.

    A Oerland v'erano anche gli F-5, in aggiornamento con HUD, LINS e altro ancora, nonché lo Skv.338, con gli F-16 dell'altro reparto, destinati a diventare anch'essi 'OCU'. Le zuffe tra F-15, F-16 e F-16OCU sarebbero state molto istruttive nel DACT, ricordando che in Norvegia non vi sono forze NATO permanentemente dislocate, nonostante (o forse, proprio perché) Oslo condivideva i confini, unica nazione dell'Alleanza, con l'URSS. Il tempo a Rygge era buono, tutt osommato, d'estate c'era una quindicina di gradi (sopra lo zero), alle volte anche 20. Tra novembre e aprile, invece, il tempo è tale che i piloti dovevano indossare la tenuta di volo tipo Mare del Nord (isolante anfibia), spesso anche in voli sulla terraferma. Ovviamente c'erano anche altri problemi: ghiaccio e neve; per fortuna gli F-16 norvegesi hanno un parafreno; la visibilità per il decollo è di almeno 500 metri, 1.200 per l'atterraggio, con tetto di nubi a 600 metri, vento laterale max 25 nodi (46 km/h), se supera i 45 (83 km/h) è necessario sospendere le attività di volo. In caso di guerra gli F-16 si sforzerebbero di operare ugualmente, ma se un pilota si dovesse eiettare, rischierebbe di venir trascinato dal paracadute anche una volta a terra, il che in tempo di pace è ovviamente troppo rischioso. La nebbia è un altro problema, ma i 'vichinghi' sono abituati anche a volare nei fiordi con tali condizioni meteo: del resto, altrimenti, in Norvegia semplicemente non esisterebbe un'aviazione!

    Vi sono anche le 'vacanze' dall'inclemente tempo nazionale, con uno o due dispiegamenti all'estero ogni anno. Nel 1997, per esempio, vi è stato un viaggio a Torrejon, in Spagna. A parte il sole, hanno trovato ad aspettarli gli F-18 spagnoli, pronti per i combattimenti aerei 'dissimili' (DACT), e questa è stata una cosa interessante, perché gli Hornet erano poco diffusi in Europa, pur essendo decisamente dei degni avversari.


    Nel 1998 cinque aerei vennero invece mandati in Islanda a Keflavik, addestrandosi con gli F-16C di Mountain Home, perché essi erano dotati di un'avionica migliore e si cercava di addestrare i piloti al loro impiego. In genere i rischieramenti duravano solo una settimana, ma potevano aumentare se ce n'era la necessità.

    Altro problema sono i gabbiani, il che comporta delle procedure per evitare i grossi pennuti: gli F-16 salgono subito a 150 metri di quota senza nemmeno ritrarre il carrello. Anche così, in un paio di casi i 'Falconi' sono stati .. abbattuti dai gabbiani. L'attività di volo era svolta tra le 7.30 e le 15.30, con una notevole compressione delle attività di volo; nel 1998 c'erano 11 istruttori e questi sarebbero aumentati per addestrare i piloti all'F-16MLU. Tra questi, anche la prima donna 'da caccia', Metti (Bunni) Grotteland, una delle pochissime donne abilitate all'impegnativo F-16 in tutto il mondo (purtroppo, i caccia ad alte prestazioni sono molto ...sessisti, come del resto le auto di F.1). Le missioni, in genere volate in coppia, duravano 60-80 minuti; l'esperienza media era, nei piloti del reparto, di 850-900 ore con il massimo raggiunto dal magg. Kleppesto, con 1.900; non era molto, l'attività dei piloti in media era di 140-150 ore l'anno, in genere con una missione al giorno e il resto della giornata lavorativa passata tra le scartoffie dei briefing e debriefing. L'attività era concentrata soprattutto in due turni: alle 10 e 13 partivano infatti i caccia, che rientravano così entro le 14.30; a questo seguiva un'ora di tempo in cui gli specialisti dovevano prendersi cura dei loro caccia; l'attività di volo, quindi, in realtà era più ristretta dei limiti di cui sopra, che comprendevano anche le manutenzioni e preparazioni a terra. Ogni missione era pianificata in un bunker sotterraneo. L'addestramento vero e proprio era fatto a notevole distanza, in quattro aeree, delle quali la più vicina era ad oltre 100 km, e la più lontana a circa 200 km. Il volo a bassa quota era limitato ad un minimo di 300 ore, nelle zone addestrative però si poteva scendere a 150 e anche a 60 metri (forse sul mare). La Norvegia, naturalmente, era ed è molto più decongestionata dal traffico aereo dell'Europa centrale e della Britannia, e per giunta poco popolata. Gli aerei norvegesi potevano così volare ben più bassi del normale di tante altre nazioni, ma così facendo incontravano i gabbiani e i cavi elettrici, alle volte passandovi sotto senza nemmeno accorgersene. A quanto pare questi erano una causa di incidenti maggiore dei volatili, ma del resto non esiste un posto perfetto per volare, eccetto forse Cold Lake, dall'altra parte dell'Atlantico.



    Aviazione Norvegese oggi[7][modifica]

    Luftforsvaret-emblem.gif

    La Kongelige Norske Luftforsvaret, spesso abbreviata in RNoAF e conosciuta internazionalmente anche con la denominazione in lingua inglese Royal Norwegian Air Force, è l'attuale aeronautica militare della Norvegia e parte integrante delle forze armate norvegesi. Gli impiegati, militari e anche civili, della Kongelige Norske Luftforsvaret sono circa 1.430, una forza esigua che è integrata da 600 ragazzi di leva; in caso di mobilitazione la RNoAF può contare circa 5.500 effettivi. È ancora una forza estremamente ridotta per il discreto potenziale che ha nel suo insieme. Essa ha attualmente 7 basi (Andøya, Bardufoss, Bodø, Gardermoen, Rygge, Sola e Ørland), due centri di controllo (Sørreisa e Mågerø) e due di addestramento (Kjevik, Kristiansand, e a Persaunet, Trondheim).


    Nell'ottobre 2002 una forza aerea comporta da 18 F-16 Fighting Falcon norvegesi, danesi e olandesi venne stanziata nella base aerea di Manas, in Kyrgyzstan come supporto alle truppe di terra NATO impegnate nell'Operazione Enduring Freedom.

    Nel 2004 quattro F-16 Fighting Falcon norvegesi parteciparono all'operazione Baltic Air Policing della NATO.

    Dal Febbraio 2006 otto F-16 Fighting Falcon norvegesi supportano le forze di terra NATO della International Security Assistance Force, principalmente nelle provincie meridionali dell'Afghanistan.

    La Norvegia investirà molte risorse nell'aeronautica negli anni a venire. Innanzi tutto gli elicotteri europei NH90 verranno introdotti per rimpiazzare i Westland Lynx come elicotteri di Marina, ma il governo norvegese ha anche un'opzione di acquisto di altri 15 NH90 per rimpiazzare i Sea King come elicotteri da soccorso. Entro un periodo di cinque anni il governo norvegese dovrà anche decidere in merito alla flotta di aerei da trasporto ed in merito ad un nuovo caccia-bombardiere. Per quanto riguarda gli aerei da caccia i due aeromobili in competizione sembrerebbero essere il Lockheed Martin F-35 Lightning II e il JAS 39 Gripen, prodotto in Svezia dalla Saab. Il 20 novembre 2008 il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha annunciato che l' F-35 è l'unico aereo da caccia che possiede tutti i requisiti richiesti dalla Norvegia, ma ha anche precisato che il programma di collaborazione con gli latri paesi nordici in merito alla sicurezza andrà avanti a prescindere dall'acquisto di questi aeromobili.

    Organizzazione[modifica]

    In tutto vi sono 6 Stormi con 9 squadroni, più 2 unità indipendenti da difesa aerea. Ecco l'OrBat dell'Aviazione norvegese:

    RNoAF F16A.jpg

    Bodø Main Air Station

    132. Air Wing

    • Squadron 331 (F-16A MLU)
    • Squadron 332 (F-16A MLU)
    • GBAD Battalion (NASAMS 2 batterie)
    • Squadron 330 (Detachment) (Sea King, SAR)
    • Station Group Banak, Banak Air Station (Lakselv Airport)
    • Squadron 330 (Detachment) (Westland Sea King, SAR)

    Ørland Main Air Station

    138. Air Wing

    • Squadron 338 (F-16A MLU, NRF - NATO Reaction Force)
    • GBAD Battalion (NASAMS, 2 batterie)
    • Mobile Base-set (IRF support)
    • Squadron 330 (Detachment) (Westland Sea King)
    • NATO Airborne Early Warning Force - Forward Operating Location (E-3A Sentry)

    Andøya Air Station

    133. Air Wing

    • No. 333 Squadron RAF|Squadron 333 (P-3N Orion, ASW/multiruolo)

    Bardufoss Air Station

    139. Air Wing

    • Squadron 337 (Westland Lynx|Lynx/NHI NH90, Coast Guard)
    • Squadron 339 (Bell 412 SP, transport)
    • Squadron 718 (UAV/UACV)
    • Royal Norwegian Air Force Flight Training School (Saab Safari)

    Gardermoen Air Station

    135. Air Wing

    • Squadron 335 (C-130J)

    Rygge Air Station

    137. Air Wing

    • Squadron 717 (Dassault Falcon 20, ECM)
    • Squadron 720 (Bell 412 SP, special forces transport)
    • Squadron 330 (Detachment) (Westland Sea King)
    • Squadron 336 (solo sperimentale) (Northrop F-5 Freedom Fighter, missile testing)

    Sola Air Station

    134. Air Wing

    • Squadron 334 (NHI NH-90, frigate force)
    • No. 330 Squadron RNoAF (Westland Sea King, rescue)

    Norwegian Air Force Academy (Trondheim)


    Tra le basi più importanti:

    Bodø Main Air Station: a 13 m sul livello del mare, con una pista da 2.794 m, ha gli squadroni 331 e 332 con gli F-16 e il detch. di Sea King, nonché, senza forse paragoni in ambito NATO, ha anche il centro di produzione per i missili NASAMS. Vi è anche un centro d'addestramento. In tutto vi sono circa 1.000 persone di cui 450 coscritti e la metà dei caccia norvegesi. Questa base ha una lunga tradizione, tra cui la resistenza fatta da parte dei Gladiator britannici che abbatterono diversi aerei tedeschi dal 26 maggio, anche se il giorno dopo cominciarono massicci bombardamenti tedeschi. Questi, dopo avere occupato la base, costruireono una pista (in legno) lunga 1.200 m soprattutto per gli Ju-87, 88 e Bf-109.

    Al tempo della Guerra fredda la base divenne la più importante della Norvegia, e con questi caccia era ritenuto di dover aprire le difese aeree sovietiche settentrionali per consentire ai B-52 di entrare nello spazio sovietico e bombardare con le loro 'atomiche'. La Norvegia, però, non acconsentiva allo stoccaggio di armi nucleari sul suo territorio, eccetto che in periodi di forte crisi. In seguito ha continuato ad essere aggiornato e a intercettare fino a 200 aerei sovietici all'anno.


    Ørland Main Air Station, con una pista in asfalto di 2.714 m, è un'altra base importanet, alta 9 m sul livello del marre e in zona centrale della Norvegia. Vicino al Trondheimsfjord è una base molto importante e ospita F-16 e la sezione E-3 Sentry della NATO. Ha lo stormo aereo 138 con gli squadroni 330 e 338. Vi è anche la sede della IRF, la Forza di Reazione Immediata. Il solo squadrone 338 ha la metà dei 57 F-16 norvegesi e 22 piloti. Le sue origini sono nei tempi della II Guerra mondiale, creata dai Tedeschi con l'uso di prigonieri di guerra, per attaccare i convogli a Murmansk con mezzi come i Fw 200, ma anche vari tipi di caccia e bombardieri leggeri. Ad un certo punto c'erano 7.000 tedeschi e 10.000 prigionieri di guerra. C'era persino una rete di difesa costiera con i cannoni della corazzata Gneisenau.

    Nel dopoguerra vi fu uno squadrone di Spitfire norvegesi, per poi essere chiuso nel '46, con l'uso del legno degli edifici per ricostruire Finmark, distrutta dai tedeschi. Nel 1950 però il governo decise di riaprire l'aeroporto e nel '52 c'era già una nuova pista aerea, che divenne idonea ad ospitare aerei NATO nel '54 e ospitò lo sqn 388 da Sola, e nel '58 una batteria di SAM; nel 1970 arrivarono i Sea King del servizio SAM e nel 1983 vennero fatte le predisposizioni per accogliere gli E-3 Sentry.


    Andøya Air Station è una base alta 13 m su livello del mare, con due piste, una da 1.672 e una da 2.468 m, in asfalto. Essa è a Nord, con il 333 sqn con gli Orion da pattugliamento. Venne costruita qui dopo una decisione NATO del '51, al posto del villaggio Haugnes, i cui 310 residenti vennero trasferiti altrove. Nel '54 arrivarono i primi aerei Dakota, poi l'operatività piena nel '57 e nel '61 il primo squadrone (333) da Sola, con aerei HU-16B. Vennero presto aperti anche servizi civili e nel '68 una seconda pista. Nel '69 gli Albatross vennero rimpiazzati dai P-3 Orion modello B, ma questi non avevano la capacità di fare anche il lavoro tipico della Guardia costiera e nel 1989 vennero venduti alla Spagna, per essere rimpiazzati dai P-3C.


    Quanto alla Bardufoss Air Station (IATA: BDU, ICAO: ENDU) (Bardufoss flystasjon), essa è a 77 m sul livello del mare e con una pista di 2.443 m in asfalto. Vi sono il 139° Wing con gli squadroni 337 (Lynx) della Guardia Costiera e il 339 con i Bell 412SP, e la scuola di addestramento. Inoltre si sta allestento il no.334 Sqn con i futuri NH-90. Questa base è anche usata anche per compiti civili. La sua storia è lunga, con il primo aereo, un DH Tiger Moth, arrivato già il 26 marzo 1938: questa è infatti la più vecchia base norvegese ancora operativa, da cui nel '40 combatterono Gladiator e Hurricane della RAF. E dire che in realtà, l'invasione norvegese fu una gara sia tra gli Alleati che tra i Tedeschi. Questi ultimi arrivarono prima e usarono anche questa base per i loro scopi, tra cui proteggere la Tirpitz, che però venne affondata. Dato che questo accadde senze che gli intercettori intervenissero, l'asso tedesco Heinrich Ehrler si ritrovò addirittura condannato a morte, ma lui finì piuttosto la sua vita investendo un B-17 sulla Germania. Nel dopoguerra, lo squadrone 339 arrivò nel '64 e poi il 337 nel 1983. La scuola di addestramento aereo è arrivata da Vaernes nel 2003.

    I Lynx del 337 saranno sostituiti da 8 NH-90, mentre il 339 ha 12 Bell 412SP per supportare l'Esercito, in sostituzione dei 18 UH-1 ex americani (spesso con le 'ferite' riportate in Vietnam), di cui gli ultimi 6 sono con lo squadron 720 a Rygge. La scuola aerea ha invece i Saab Safari.

    Quanto a Sola Air Station (IATA: SVG, ICAO: ENZV) (Norwegian: Sola flystasjon) essa ha due piste di 2856 e 2449 m in asfalto, ed è alta 9 m sul livello del mare. Questa ha lo squadrone elicotteri 330 e anche l'aeroposto di Stavanger è vicino, con la sua NATO Joint Warfare Center.

    Sola venne fondata il 29 maggio 1937, ma solo nel '39 divenne una base militare, quando il 5 agosto del '39 un Ca.310 atterrò sulla sua pista. Tuttavia il 9 aprile 1940 i parà e i bombardieri attaccarono, non senza perdite. L'unico bunker con mitragliatrice funzionante uccise circa 60 parà tedeschi (forse perché colpiti ancora mentre scendevano con i paracadute), e buon per gli altri del 1° battaglione Fallschirmjagers che non ce ne fossero altri.

    In seguito vennero altri parà, stavolta britannici, il 9 maggio 1945, quando la guerra era già finita. Il 330 sqn arrivò subito dopo, e la base rimase la più grande norvegese fino agli anni '60. Per o da qui si mossero vari altri squadroni: 333, 331 (1952), 718 (1952-88) ecc. Attualmente tra gli altri compiti vi è uno squadrone di supporto, il 426th dell'USAF con 220 uomini e le loro famiglie per l'impiego con il NATO JWC di cui si è detto prima.

    Gardermoen Air Station (IATA: OSL, ICAO: ENGM) (Norwegian: Gardermoen flystasjon), a circa 50 km da Oslo, è alta 208 m su livello del mare e ha due piste da 3,6 e 2,95 km. Essa ha il 135th Airwing e opera con i C-130, anzi la sua caratteristica è di essere una delle più avanzate tra tutte le installazioni ospitanti gli Hercules d'Europa. È una base di vecchia data: l'esercito la usava dal 1740, il primo volo ebbe luogo nel 1912, e nel 1920 venne costruito un vero aeroporto con vari hangar. I Tedeschi, dopo l'occupazione, costruirono una pista di 2 km. Tuttavia essa non è diventata una base militare vera e propria fino al 1996, quando vennero costruite installazioni sufficienti ed espandibili se necessario, visto che tutto sommato è chiaro che la Norvegia è una sorta di 'portaerei del Nord' per la NATO e come tale, capace di assorbire rinforzi quando necessario, sebbene oramai i tempi della Guerra fredda sono finiti e le incursioni di aerei con la Stella rossa una rarità.

    Velivoli in carico:

    • 57 GD (Fokker) F-16AM/BM
    • 15 Canadair CF-5 (usati per test di volo)
    • 6 P-3 Orion: 4 UIP e 2 N
    • 6 C-130H Hercules, dismessi (erano chiamati Odin, Thor, Frøy, Balder, Ty e Bragi ) in attesa di 4 C-130J da consegnare dal 2008.
    • 1 (più 13 in ordine) NH-90
    • 18 Bell 412SP
    • 3 Dassault Falcon 20
    • 16 Saab Safari da addestramento
    • 6 Westland Lynx Mk.86 SAR
    • 12 Westland Sea King Mk.42 SAR

    La Marina Norvegese oggi[8][modifica]

    Storia recente ed organizzazione[modifica]

    Data l'immensa estensione costiera, è chiaro che la Reale Marina Norvegese o Kongelike Norske Sjofrsvaret ha una gran parte nella 'Difesa Totale' pensata dal governo di Oslo nel periodo successivo alla fine della II GM.

    Pur facendo parte della NATO, la Norvegia non accetta basi permanenti e armi nucleari NATO sul suo territorio. Le sue coste arrivano a 2.700 km lineari, ma in realtà contando anche i fiordi si raggiungono circa 20.000 km! Le isole e gli isolotti sono parimenti numerosi. Chi ne indovinerebbe il numero? Circa 150.000. La Norvegia, che ha superficie di 387 mila km2, ha al contempo una ZEE di qualcosa come 2.240.000 km2. Tutto questo dice molto sulla necessità norvegese di controllare il mare, da cui dipende larghissima parte della propria economia, sia per la pesca, sia per il petrolio del Mare del Nord con le piattaforme off-shore. Infine la Marina mercantile, attualmente la sesta del mondo, oltre 1.400 navi; appena 10 anni fa erano 2.200 e assommavano a 24 milioni di tonnellate, cioè oltre 10.000 t di media. Una marina d'alto mare, dunque. La sua cantieristica è formidabile, soprattutto per le costruzioni civili. In tutto circa l'80% della popolazione si concentra sulle coste e la gran parte è impegnata nelle attività marittime.

    La Marina ha portato fino ad oggi 60.000 marinai oltremare in oltre 30 missioni NATO o ONU, dalla crisi del Golfo del '91 (un singolo pattugliatore) all'Enduring Freedom di 10 anni dopo con i Reparti speciali. La Marina norvegese, malgrado ciò, fino a pochi anni fa era intesa soprattutto per la difesa costiera con navi di piccole dimensioni e una robusta difesa costiera, nella più classica delle tradizioni scandinave; dal 1960, con un programma navale di nuova concezione, è stata notevolmente espansa, fino a rubare alla Svezia il titolo di marina più potente della regione: circa 15 sottomarini, 5 fregate, ben 46 unità veloci d'attacco e una nuova industria che vide sistemi interessanti di propria concezione. Uno fu il lanciarazzi ASW Terne, l'altro il missile antinave leggero a guida IR Penguin, che è entrato in servizio prima degli altri tipi occidentali (eccetto qualche modello minore, come gli SS-12), nel 1972, perché i Norvegesi non aspettarono certo l'affondamento dell'Eilat prima di pensare a tali armi; i sensori e i sistemi di combattimento della Konsberg sono pure estremamente interessanti e si ritrovano persino sui sottomarini U-212.

    A parte il gran numero di piccole navi, vi sono attualmente programmi importanti, anzitutto le fregate 'Nansen', i sottomarini 'Ula', pattugliatori Skjold e cacciamine.

    Ma in tutto, la Marina ha solo 3.700 effettivi, aumentabili a 9.450 in caso di mobilitazione parziale: se viene chiamata quella totale, per quanto improbabile, si arriva a 32.000, grossomodo come la Marina Italiana! Il servizio militare è ancora obbligatorio in Norvegia, a 19 anni, e dura tra 6 e 12 mesi. Poi si passa alla difesa attiva fino a 35 anni e dopo, fino a 44, ai servizi territoriali; vi sono richiami annuali tra due e 4 settimane. Da 45 anni in su è possibile far parte della Guardia Nazionale. Come si vede, si tratta ancora del concetto di 'nazione in armi', per opporsi a qualunque invasore seppure con un esercito in tempo di pace molto ridotto, il cui nucleo è in servizio permanente, che sono per lo più professionista. È l'unico modo per resistere ad un aggressore più numeroso senza spese rovinose. La Norvegia, come il Cile, è stretta e si potrebbe tagliare in due abbastanza facilmente, ma è anche montuosa e per giunta, gelida, così che sarebbe difficile avanzare al suo interno. Del resto era anche l'unica nazione NATO a diretto contatto con l'URSS, e le operazioni in clima artico rivestivano molta importanza per l'Alleanza Atlantica per questo settore relativamente secondario, ma pur sempre molto importante. Spesso inglesi, americani e altri venivano ad addestrarsi in questo settore. Ironicamente, visto che la Norvegia è stata invasa sì dai Tedeschi, ma solo perché batterono nel tempo gli anglo-francesi, anch'essi intenzionati a non lasciare neutrale la Norvegia. Un esempio di come si possa vincere una battaglia e perdere la guerra dell'informazione. Del resto la Polonia è stata invasa anche dall'URSS, ma in genere se ne ricorda solo l'invasione tedesca (come sostanzialmente è accaduto per il 70imo anniversario).

    Quanto alle donne, la società norvegese ne consente l'emancipazione anche nelle F.A., dove sono riuscite presto a fare carriera. Nel 2001 una donna è stata eletta Ministro della Difesa, prima con una esponente del partito conservatore, e poi dal 2005 con una dei progressisti. Dal 1995 la Norvegia vanta anche una donna comandante di sottomarino, la prima della Storia: l'allora trentaduenne Solveig Krey. C'é persino un contrammiraglio donna, dal 1° febbraio 2008. Tutte cose che in altri Paesi, tra cui l'Italia, nemmeno ci si sogna: ammiragli, comandanti, ministri 'masculi' devono essere.

    Ovviamente la KNS ha una piccola ma efficiente organizzazione, flessibile e interforze. Essa comprende le Forze Navali, Guardia Costiera, Comando Ranger Costieri, che è l'erede (dal 2001) del Corpo d'Artiglieria Costiera, la cui tradizione di lunghissima data è stata chiusa il 1 gennaio 2002, quando le sue artiglierie non avevano più una reale funzione contro chinchessia. Ma alcune delle sue postazioni potrebbero, se necessario, essere riattivate dai riservisti a suo tempo addestrati, specie i 'vecchi' della G.N.

    La Marina è stata riorganizzata in maniera interforze tra il 2005 e il 2008. Ora vi sono due comandi regionali: COMNON per il Nord, a Bodo; COMSONOR a Sud, comando Stavanger.

    I comandi marittimi COMNAVSONOR e COMNAVNON sono stati oramai sciolti, come anche gli otto compartimenti marittimi. Ora vi è come comando unico il QG Nazionale 'unificato' a Stavanger, che riguarda anche la KNS. Vi sono anche i comandi logistici, SF, intelligence e 12 distretti della Guardia Nazionale.

    Infine, come gerarchia NATO, la Norvegia fa parte dell'AFNORTH, ora (o meglio dal 2004) Joint Force Command), che è basato a Blossum (Olanda) e che dirige un comando sottoposto in UK e uno a Stavanger.

    Il Capo di CSM della Marina ha tre comandi sotto il suo controllo: flotta, Guardia Costiera, Scuole Navali.


    Per la prima delle tre componenti vi sono i seguenti raggruppamenti: Fregate, la Flottiglia SSK, 3 squadriglie motocannoniere missilistiche; 1a Squadriglia Cacciamine e Rangers Navali.

    Come si è detto, il Corpo di artiglieria costiera è stato sciolto definitivamente, esattamente nel 2007. Era stato fondato 108 anni prima. Le sue fortezze difensive in molti casi sono reperti storici importanti, come quella di Berghenhus che è del '200 anche se ha subito continue evoluzioni; ora è sede del comando navale di Bergen. Vardohus è del 1306, usata ancora per funzioni cerimoniali. Vi sono anche diverse altre fortezze, per ora lasciate in riserva, attivabili in caso di emergenza: almeno altre 9.

    Tra le riduzioni recenti vi è anche la chiusura della base di Fredriksvern, che risaliva al 1677.

    Poi c'è la Guardia Costiera, con due reparti, Squadroni Nord e Sud; il comando Scuole Navali ha diverse instituzioni tra cui l'addestramento basico a Stavanger, scuola ufficiali a Bergen; centro d'addestramento navale e Accademia Reale Navale di Bergen.

    Base principale: Haakonsvern, vicino Bergen, che è recente -1962, e ospita anche il centro reale di addestramento navale, più le officine, anche in protezioni cavernose.

    Poi vi sono altre basi, come quelle delle SF a Ramsund, vicino a Narvik, dove sono presenti anche i comandi dei Ranger. Infine il Comando Ranger Costieri è a Trondenes, una fortezza vicino Harstad, che è eredità dell'occupazione tedesca essendo costruita nel 1943. Questa fortezza, per quanto possa suonare strano al giorno d'oggi, vi è una batteria di ben quattro cannoni da 406, quelli destinati alle navi successive alle 'Bismarck'. Sebbene non siano più presi in considerazione dal 1961 nemmeno per la mobilitazione, in teoria potrebbero ancora essere utilizzati. Essi sono anche i più potenti cannoni ancora esistenti eccetto i 406 delle 'Iowa' oramai diventate a loro volta navi-museo. Vi è anche una base, a Olavsvern con ricoveri in caverna per sottomarini e navi d'attacco leggere, ma dal 2002 ridotta a stazione navale ausiliaria, forse da chiudere in futuro.

    Infine a Sortland c'è lo Squadrone Nord della G.C., ad Horten vi è un'altra base secondaria e un centro d'addestramento ufficiali.

    E ora veniamo, dopo il solito pesante e un po' noioso inquadramento storico e organizzativo, come sta messa la Marina per il suo 'core businness': le navi da guerra.


    Le unità navali[modifica]

    KNM Fridtjof Nansen-2006-06-01-side.jpg

    Iniziamo con la principale novità: le possenti fregate multiruolo NANSEN. Esse simboleggiano bene la crescita qualitativa e dimensionale delle navi rispetto al 'pulviscolo ben armato' tipico delle unità da difesa costiera, certo potenti ma non impiegabili oltremare con facilità (anche se le navi da guerra vikinghe erano ben più piccole). Quello che è certo, è che per impieghi a lungo raggio c'è bisogno di navi flessibili e ben equipaggiate.

    Le 5 'Nansen', ovviamente sostitute delle vecchie 'Oslo', sono state ordinate il 23 giugno 2000 alla spagnola Bazan, che attualmente è stata ribattezzata IZAR. La Oslo, capoclasse delle vecchie fregate, era addirittura affondata il 25 gennaio 1994 a causa di un incidente in mare, mentre la Stavanger era già radiata e cannibalizzata nel 1998. Le altre 3 sono state radiate nel 2005-7, una delle quali, la Narvik, è attualmente nave-museo, dopo 41 anni di onorato servizio come parte dell'unica classe d'alto mare della Marina norvegese, più volte ammodernata con missili Penguin e Sea Sparrow. Per fortuna, le loro eredi vennero previste fin dal 1993 come Future Escort Frigate Program, all'epoca si pensava a sei navi. Vi furono molte proposte e nel 1999 venne scelta quella vincente: Spagna -all'epoca ben piazzata con le moderne F-100 in costruzione- e la Lockheed-Martin per l'AEGIS SPY-1F leggero. Proprio così, si tratta di navi AEGIS malgrado che il contratto per 5 navi è stato di appena 1,63 mld di dollari. Eppure le critiche non mancarono a tutto campo, incluse le dimensioni eccessive delle navi, i costi, ecc, incluso l'armamento troppo teso ancora alla lotta ASW e in generale insufficiente.

    Le NANSEN sono state costruite tutte dai cantieri del Ferrol, con costruzione modulare fatta in parte dai cantieri Bergen norvegesi. Che piacciano o no, sono pur sempre delle ottime navi, sorelle minori delle altrettanto valide F-100. E non sono costate certo molto, appena 330 mln per nave è relativamente un buon affare.

    La prima, la Fridtjof Nansen, è stata impostata il 9 aprile 2003 e varata già il 3 giugno 2004, per poi essere messa in servizio il 5 aprile 2006, nemmeno tre anni di tempo! La rapidità della loro costruzione è indubbiamente stata un successo notevolissimo, considerando i ritardi che si verificano in molte altre classi. La seconda nave è la R. Amundsen, consegnata 21 maggio 2007, la Otto Sverdrup seguì il 30 aprile 2008. La quarta è la Helge Ingstad, ora in consegna; la Thor Heyerdahl, altro nome che fa 'tremare i polsi' agli amanti delle esplorazioni, è stata varata l'11 febbraio 2009 e si pensa di metterla in servizio nell'autunno 2010. Stranamente non c'è qualcuna di esse che abbia come nome Erik il Rosso, nome che sarebbe indubbiamente appropriato per questa classe di navi dedicate agli uomini di mare norvegesi.

    Il loro progetto è la versione ridotta delle Alvaro de Bazan, ovvero le F-100, che invece, in versione ingrandita, hanno trovato cliente la RAN australiana, con 3 classe 'Hobart'.

    Nel caso norvegese, si tratta di navi da 137,25 m (-10 metri circa rispetto alle F-100), larghezza 16,8 m, immersione 4,9. Il dislocamento è di 5.290 t; ovviamente la struttura è stealth, mentre il radar è sistemato con le sue 4 facce sopra la plancia, in un arrangiamento tutto sommato elegante per questo tipo di navi. L'enorme torrione domina totalmente tutta la sovrastruttura anteriore e supera nettamente anche quella posteriore. La plancia è bassa, ma ben raccordata sui lati dello scafo, data la sua larghezza. Le fiancate, al solito, sono a doppia inclinazione. Il sistema motore è limitato in potenza, di tipo CODOG, con 4 diesel spagnoli Bazan Bravo 12V da 4,5 MW e una LM-2500 da 21,5 MW, tutto questo abbinato a due eliche a passo variabile e che permette una notevole economia di esercizio, anche se non consente di superare i 27 nodi.

    L'autonomia è di 4.500 nm a 16 nodi, a dire il vero alquanto limitata. I motori generatori elettrici sono 4 MTU-396 da 900 kW. La velocità, comunque, non è peggiore, per esempio, delle FREMM e solo di poco inferiore rispetto a molte moderne unità da 28-29 nodi.

    Il sistema radar è l'AEGIS SPY-1F, ovviamente installato con l'aiuto della Konsgberg, che rappresenta l'eccellenza nell'elettronica in Norvegia. È il più piccolo apparato della famiglia, pensato proprio per tutte le Marine che non possono permettersi grandi caccia missilistici da 7.000 e più tonnellate, come quelli USA; del resto anche le F-100 spagnole lo hanno adottato, le prime in Europa, così l'estensione alle unità costruite per la Norvegia è stato qualcosa di abbastanza automatico. Poi vi sono due sistemi di controllo del tiro Mk.82, due radar AN/SPG-62 in banda I e J, tre radar per la ricerca in superficie in banda S e X, radar di sorveglianza navale RSR-210N, sistema di controllo tiro Sagem Vigy 20.

    Il sonar è l'MRS-2000 a scafo, un sistema moderno e sofisticato; così come il CAPTAS Mk.2 rimorchiato attivo-passivo, tutti e due forniti dalla Thales ma con migliorie locali.

    Le ECM sono la CS-3701 TRSS per la funzione ESM, il Terma DL-12T per le contromisure, lanciatori di falsi bersagli IR, radar e sonar, nonché il LOKI, sistema che serve per le contromisure anti-siluro.

    Detto questo, vi sono le armi. Il lanciatore singolo Mk 41 è peraltro ben poca cosa rispetto alle capacità multi-bersaglio dell'AEGIS. Solo un lanciatore, 8 celle, che in pratica rende necessario usare gli ESSM, visto che così è possibile ospitare ben 32 armi. Poi a prua vi è il SR da 76 mm in versione stealth. Si potrebbe anche usare un 127 mm, dati gli spazi disponibili, ma visto che la nave ha l'AEGIS, sarebbe molto più consigliabile aumentare i lanciamissili con almeno 2 o 3 Mk.41, visto che in genere le navi che hanno questo sistema e sono destinate alla difesa aerea hanno quantomeno 4 moduli. In effetti vi è la predisposizione per un altro sistema Mk 41 con ben 24 celle (tre moduli), che risolverebbe la questione e consentirebbe di usare in pratica anche l'ASROC e l'SM-2, che richiedono una cella di lancio per missile.

    A parte questo, vi sono due lanciamissili quadrupli per i nuovissimi NYTT o NSM, i successori dei Penguin, già selezionati dalla Polonia (anche se difficilmente eguaglieranno il successo dei predecessori); il contratto di produzione è del giugno 2007, quindi parliamo di armi davvero recenti. Costruiti in compositi per le migliori capacità stealth, hanno un raggio di 185 km (come gli OTOMAT), sono adatti alla guerra costiera e con turbogetto Microturbojet TRI-40, capacità sea skimming, velocità transonica, GPS, e ovviamente un sensore IIR, che è già stealth di suo (nessuna emissione E.M.), e che permette di trovare facilmente anche bersagli a terra; vi è anche un TERCOM, a testimonianza che si tratta in realtà di un'arma d'attacco contro-costa, più che antinave.

    Infine vi sono i sistemi ASW: un elicottero NH-90 con ampie strutture, due lanciasiluri binati che però, anziché gli obicui MU-90, hanno gli Stingray in versione presumibilmente evoluta (questi erano i primi 'siluri intelligenti' nel settore ASW), e quattro M2 Browning.

    Il tutto è gestito dall'IPMS e dall'IBS, sistemi di gestione della piattaforma avanzati che consentono di ridurre l'equipaggio ad appena 120 effettivi, migliorando il confort e le spese di gestione, ora che gran parte degli effettivi sono professionisti.

    La NANSEN è stata invitata il 26 febbraio scorso (2009) ad Aden, per compiti anti-pirateria, la nuova ragion d'essere delle Marine post-Guerra fredda. È stato questo l’esordio della nuova classe di navi da guerra norvegesi.


    Accanto ad una discreta componente di superficie vi è sempre anche una sottomarina. I 'Kobben' sono stati radiati e ceduti alla Polonia entro il 2003, erano i Type 207, derivati dai 205 della Marina tedesca. Costruiti in 15 esemplari nel periodo 1964-67, erano oramai al limite delle loro capacità operative senza lavori radicali che non sarebbero stati giustificati con la disponibilità di una nuova classe di sottomarini. Questa era ed è costituita dagli 'Ula', sei unità del 1989-92, e con la possibilità di restare in linea almeno fino al 2020. Ammodernati una prima volta nel 1998 per operare anche in climi caldi come il Mediterraneo e anche più .. a Sud, hanno avuto un altro aggiornamento nel 2006-8, quindi recentissimo, cosicché hanno potuto disporre di nuova elettronica. Questa comprende il Link 11 aggiornato secondo standard più recenti. Ma nel maggio 2008 è stato sottoscritto un contratto tra Marina e Konsgberg per 180 mln di corone. Questo comporta lo sviluppo di un nuovo sonar da installare tra il 2010 e il 2012. Ora che si è registrato il fallimento dei sottomarini destinati alle Marine scandinave, c'è un'esigenza di nuove unità, che potrebbero essere derivati degli A-26, il nuovo tipo svedese in sviluppo dal 2007. Il sonar di ultima generazione sarà senz'altro parte di questi nuovi battelli una volta radiati gli Ula. Non è chiaro di che sottomarini si riuscirà a disporre per i prossimi anni: in generale si vorrebbero unità da 1.400 t circa, con un equipaggio di 17-31 persone, mezzi UUV e costi che non oltrepassino quelli dei 'Gotland' svedesi. Non sono certo esclusi dai giochi i sottomarini della famiglia U-212, già comprati anche da Italia, Germania, Pakistan, Grecia, Turchia, Israele e Corea del Sud. Anche perché questi sub tedeschi adottano il sistema di combattimento MSI-91, che guarda caso è della Konsberg. Di questi SSK c'è da dire che vi è stata fin'ora la costruzione di 4 navi per la Germania e 2 per l'Italia, ma che adesso è in corso l'approntamento per una coppia aggiuntiva per entrambe, da realizzare entro il 2016, sono i tipi U-212B. Ma la Norvegia vorrebbe eventualmente un'ulteriore evoluzione, la U-212C, magari la stessa che in futuro potrebbe essere adottata dalle altre Marine europee, per esempio l'Italia sostituirà entro il 2020 gli ultimi 'Sauro', i due della 4a Serie.

    Gli SSK norvegesi, malgrado le passate esperienze del periodo bellico, sono fermamente di concezione tedesca. Prima i Type 207, poi gli Ula, che sono un progetto congiunto designato anche Type 210, da 1.040-1.150 t e 59 m, praticamente simili ai Type 209 piuttosto che ai piccoli Type 205 e 206. Così sono capaci ancora di manovrare bene in acque poco profonde, ma hanno capacità a lungo raggio e oceniche nettamente superiori ai vecchi sottomarini costieri, con scafo a goccia allungata seppure al solito con il sonar sistemato sopra la batteria di siluri anteriore. Questi sottomarini hanno acciaio HTS per lo scafo resistente, che permette profondità operative di oltre 250 m e di rottura di circa 500 metri, in più sono molto silenziosi, atlamente automatizzati e con un'autonomia di 40 gg. Ma forse la cosa più sorprendente è la velocità massima, che per un SSK raramente supera i 20 nodi, ma che per questi battelli può superare i 23, ovviamente quando immersi e azionati dai potenti motori elettrici che hanno i sub moderni. Il sistema di combattimento di bordo è l'MSI-90U nazionale, più il sonare CSU-83 a media frequenza dell'Atlas Elektronik tedesca, più il sonar laterale Thomson-Sintra LORAF, a bassa frequenza e passivo. Al solito, i siluri sono tutti a prua, con otto tls da 533 mm per 14 armi del tipo DM-2A3 ad alte prestazioni. Tutto questo è gestito da appena 21 uomini. Si tratta senz'altro di un battello molto potente e moderno per le sue piccole dimensioni, e il suo successore non sarà da meno, mentre si respinge nettamente l'idea di abbandonare gli SSK come hanno fatto i Danesi dopo il fallimento del Viking.


    Quanto alle unità leggere, i tipi moderni sono un risultato soprattutto del programma navale del 1960, che inizialmente diede il via libera a 20 'Tjeld', poi esportate anche in sei esemplari in Grecia (le 'Andromeda') e persino con la US Navy, per la quale vennero costruite ben 14 unità della classe 'Nasty' (terribile), forse le ultime navi di questo tipo della Marina americana, che pure aveva una ricca tradizione di successo in questo settore. Nella marina norvegese sono durate fino al 1992, ma già dal 1962 apparvero le 'Storm', altre 20 stavolta di tipo motocannoniera, che vennero messe in servizio nel 1965-69. Le unità di piccole dimensioni sono una minaccia potenziale gravissima per qualcuno che attacchi la Norvegia, grazie alle miriadi di nascondigli che forniscono i suoi innumerevoli e profondi fiordi, difficilissimi da tenere sotto controllo (ne sanno qualcosa i Tedeschi). A parte questo, nel 1971 esse cominciarono ad essere modificate per i Penguin, dotati di portata pratica maggiore rispetto ai siluri e più veloci: un valido complemento ai siluri e ai cannoni, sia pure senza mai sostituirli totalmente.

    Nel 1971-72 apparvero delle vere motocannoniere specificatamente pensate per questo tipo di armi, le sei 'Snogg', simili alle loro compagne, ma con soli 4 missili anziché 6, in quanto armate anche di ben 4 lanciasiluri da 533 filoguidati, oltre ai soliti cannoni da 40 mm.

    Questa potente flotta d'attacco leggero, minacciosa anche per formazioni navali ben più potenti che si fossero avventurate nelle acque norvegesi, è stata posta fuori servizio tra il 1991 e il 2001, e in parte cedute ai tre Stati Baltici. Ebbero indubbiamente successo, e vale la pena di ricordare che vennero progettate da un uomo del Genio Navale, Henriksen, quindi dalla stessa Marina. Questo progettista fu anche l'autore delle 14 'Hauk' del 1976-80, ingrandimento delle 'Storm': 155 t per 35 nodi, più autonomia e stabilità, migliori anche come abitabilità che ovviamente non è la parte migliore di navi 'tutte denti' ma molto piccole, come le unità veloci d'attacco norvegesi, pesanti circa 115 t. Queste nuove unità avevano invece sei Penguin Mk 2, due siluri da 533 TP-613 svedesi ad alte prestazioni (45 nodi per 20-30 km), e un Bofors da 40 mm L70 a prua, nonché uno a poppa. Questo è stato sostituito nel 1991-94 in cambio di un sistema SADRAL e sistema di direzione di tiro optronica di nuovo tipo per il rimanente cannone. Infine nel 1999 è stato introdotto il sistema SENIT 2000 e il datalink 11, più gli aggiornamenti ai Penguin. Ne sono venute fuori le 'Super Hauk', 8 navi in tutto (le altre non sono state aggiornate), quattro per ciascuna squadriglia d'attacco mentre le altre sei sono andate in riserva.

    Sempre il piano di Difesa del 2002-05, che ha programmato tale destino per le motocannoniere missilistiche, ha anche provveduto a rilanciare il progetto SMP-6081, che languiva da un po' di tempo, e che derivava dai cacciamine Oskoy. Si tratta di navi catamarane e stealth, da costruirsi in otto esemplari. La capoclasse-prototipo SKJOLD è stata ordinata il 30 agosto 199 e varata il 22 settembre 1998, per poi essere consegnata il 17 aprile 1999. Ma data la necessità di finanziare le nuove fregate, alla fine questo programma venne cancellato nel 2000. Eppure era un programma talmente avanti nella tecnologia, come del resto le cugine svedesi tipo Smyge, che l'USN chiese di affittare il prototipo per condurre dei test, cosa accordata con sperimentazioni fatte nel 2001-02. Tutto questo non poteva essere sopportato: come si poteva rottamare un programma che veniva così ben valutato dalla stessa USN? Alla fine, dopo forti polemiche pro e contro, è stato riavviato, sia pure ridotto a 5 unità totali da produrre di serie, sia pure con varie modifiche.

    Si tratta di navi da 47,5 metri, ma nondimeno, pesanti appena 274 t, le cui carene sono state impostate tra il 2005 e il 2007, e le cui consegne sono avvenute tra l'aprile 2008 e il giugno 2009. Al solito per la cantieristica norvegese, le consegne sono state molto veloci ed efficienti: in circa 4-5 anni il programma è stato riavviato e le navi realizzate e consegnate.

    Come la massa ridotta può far intuire (a maggior ragione se si considera che si tratta di derivate di cacciamine), lo scafo è in GRP e compositi, ovviamente anche con materiali RAM per assorbire i segnali radar. La velocità, incentivata dalla massa e il pescaggio ridotti, è di ben 45 nodi con mare forza 3. Queste unità, tra le poche SES (nave ad effetto superficie) con il loro largo ed efficiente scafo a catamarano, sono tuttavia capaci di fare molto di meglio: nei test in acque calme sono schizzate a 60 nodi, ben 110 km/h. La propulsione è naturalmente a turbina, potente e leggera. Si tratta di due Allison 571K, ma vi sono anche due diesel ausiliari MTU 123 che aiutano ad aumentare l'autonomia. Il tutto è collegato a due idrogetti Kamewa. L'autonomia non è eccezionale, 800 miglia a 40 nodi, ma è pur sempre possibile, ad una velocità così alta percorrere 1.480 km, praticamente da un capo all'altro della Norvegia. Da una nave di meno di 300 t non si poteva certo chiedere di più.

    Nemmeno a dirlo, il sistema di combattimento è di ultima generazione e comprende il Thales MRR-3D-NG, sistema di controllo tiro Saab CEROS-200FC, oprtonico Sagem VIGY 20, ECM CS-3701 e lancia-inganni MASS tedesco, mentre le capacità di comunicare sono affidate ai moderni link 11 e soprattutto al nuovo e veloce Link 16. Peccato che la traccia radar sia ovviamente un valore riservato, ma dev'essere davvero modesta. Tutta la nave è sormontata da una sola sovrastruttura nella zone a posteriore dello scafo, con un albero fortemente inclinato all'indietro e senza aperture ridondanti, come si conviene ad una nave stealth. Quanto all'armamento, vi sono state molte modifiche ed esperimenti. Attualmente vi è il cannone SR da 76 mm con scudatura stealth (la Norvegia e la Danimarca si sono di fatto dichiarate a favore del 76 italiano piuttosto che del meno potente 57 mm svedese, del quale inspiegabilmente non è mai stato fatto un compare da 3 pollici). Per il resto vi sono 8 missili NMS, i cui lanciamissili sono comunque sistemati dentro lo scafo; sistema binato SADRAL e mitragliatrici da 12,7 mm, più eventuali lanciasiluri da 533 mm, che con una nave stealth, quindi furtiva, tornano ad avere, paradossalmente, un senso, data la possibilità di avvicinarsi a distanze ridotte e tirare senza dare troppo nell'occhio sugli schermi radar nemici.

    Quanto alla guerra di mine, la KNS è molto esperta, specie dagli anni '50. Inizialmente sono stati costruiti i tipi 'Bluebird' di progetto americano, ma queste unità degli anni '50 sono state poi convertite in cacciamine nel 1977; in seguito sono arrivati gli Oskoy e gli Alta. In tutto nove navi del 1990-97, scafo a catamarano di tipo SES, costruito in materiali plastici, linee stealth, motori diesel e idrogetti per 20 nodi in crociera e ben 30 in condizioni di massimo effetto superficie. Le prime 4 sono le Orskoy, consegna del 1994-95, che hanno sonar TSM-2013M della Thomson-Sintra e due ROV Pluto. Poi sono seguiti i cinque 'Alta', consegnati nel 1996-97, sonar Simrad SUBSEA SA-950, sistemi di dragaggio vari (meccanici, acustici, magnetici e a pressione). Queste unità sono simili concettualmente ai catamarani 'Bay' australiani, ben più piccoli e lenti, che non ebbero successo in questo tipo di impiego antimine. Tuttavai, delle cinque navi costruite, ne restano solo due in servizio attivo. L'Orkla ebbe un grave incendio a bordo il 19 novembre 2002 e affondò; la Glomma subì un incaglio nel 2005 che le ha procurato danni tali da essere messa fuori servizio anche se non è detto che non verrà riparata. L'anno prima, nel 2004, era stata messa in riserva la Rauma. Non è chiaro il destino di queste navi, due delle quali era contemplato che venissero vendute, ma è anche vero che il programma navale del 2002 non aveva previsto la perdita -guarda caso- di due di queste SES antimine. Per il 2012 si è previsto un ammodernamento della calsse, che per ora è legato al sistema di controllo Simrad Albatross, armi da 12,7 e 20 mm, mentre hanno perso i Simbad originariamente imbarcati.

    Tra le altre navi del settore mine, va ricordata la vendita alla Lettonia nel 2003-6 dei due posamine da 1.700 t classe Vidar, navi ancora abbastanza moderne per il settore, essendo della fine anni '70. Sono mezzi piuttosto polivalenti, tanto che possono essere usati come unità scuola e pattugliamento. C'é anche la TYR da 800 t, in servizio dal 1993 ma nata 12 anni prima come nave appoggio per piattaforme petrolifere. È un mezzo con scafo rinforzato per operare tra i ghiacci e ha capacità di essere impiegata come posamine e anche nave comando cacciamine. Delle mine impiegate si sa che vi è anche la MP-80 della Misar italiana. Ha un ROV Scorpio 21, con il quale è stato tra l'altro fatta una ricerca fruttuosa di navi affondate durante la II GM, tra cui la localizzazione dell'incrociatore Scharnorst.

    Queste dunque le navi in servizio, relativamente poche: 5 fregate, 6 SES da attacco, sette (una di riserva) per impiego antimine, almeno 8 (e altre 6 di riserva) da attacco missilistiche e una nave posamine, più i sei SSK Ula.

    A queste navi di prima linea in compiti di combattimento, MCM e ASW si aggiungono le unità ausiliarie. La maggiore è il VALKYRIEN da 3.000 t, un rimorchiatore oceanico costruito nel 1981 e poi tasformato come nave logistica dopo l'acquisto nel 1994. C'é anche l'Horten, in riserva dall' 11 giugno 2008 e poi in vendita dal gennaio 2009, che è un'altra piccola nave appoggio da 2.500 t del 1978 con piattaforma elicotteristica e capacità di appoggiare anche gli incursori della Marina (fino a circa 60 elementi), e appoggio per navi e sottomarini.

    Per un compito diverso è presente la Marjata, una nave lunga 81,5 metri e larga ben 39,9, tanto che stazza 7.560 t. È una nave SIGINT e ovviamente il rapporto lunghezza-larghezza è così alto da darle un'eccellente stabilità in mare, che serve anche per via dell'elicottero. Lo scafo è rinforzato per operare tra i ghiacci, l'elettronica di bordo è allo stato dell'arte anche se la nave è in servizio dal 1994 (ma ovviamente, progressivamente aggiornata). Era vicino all'incidente del Kursk nell'estate del 2000 (un po' troppo vicino, sostengono i Russi) e in generale è una delle navi più segrete e moderne del mondo in questo delicatissimo settore di intelligence.

    C'é anche la NORGE, nave ex- RN costruita nel 1937 e poi comprata nel 1947. È la Nave reale, che venne danneggiata gravemente nel 1985 da un incendio, ma che attualmente è stat ammodernata e serve se necessario anche per compiti logistici.


    Poi vi sono le navi più piccole, circa due dozzine di unità come le 5 navi da trasporto 'Torpen' da 300 t (anni '70), due vedette per addestramento da 40 t e 20 nodi e altri mezzi minori.

    Le navi idrografiche, ben sei unità, sono in servizio sotto la dipendenza del Ministero dell'Ambiente, però hanno equipaggio della Marina. Tra queste vi è il LANCE da 960 t, costruzione nel 1978.


    Le navi non sono tutto per la Marina, e va ricordata l'esistenza storica dell'aviazione navale, nata nel 1912. Essa è uno dei servizi più antichi tra le aviazioni di tutto il mondo, ma ancora nel 1940 non aveva che un pugno di aerei. Essi erano gli idrovolanti He-115 e qualche caccia Gladiator. Fu il 10 novembre 1944 che Esercito e Marina fusero i loro servizi aerei, che all'epoca erano basati in Groenlandia e Scozia, come parte della Norvegia Libera. Diedero luogo alla KNL, l'aviazione, e da allora non vi sono più stati aerei specifici per la Marina. Però ce li ha l'aviazione vera e propria.

    Il primo degli Skvadron è il 333 di Andoya, che prima ebbe i Catalina, poi gli Albatross (anni '60), poi i P-3C Orion, attualmente quattro aggiornati allo standard UIP (nuovo sistema di combattimento ed elaborazione dati), più due P-3N per supportare la Guardia Costiera. A suo tempo i P-3 Orion erano sette (al 1969), nel modello B. Fu nel 1989 che cinque di essi vennero venduti alla Spagna e altri due modificati come N, al contempo vennero comprati 4 P-3C, pare di nuova costruzione.

    Lo Skvadron 330 è a Bodo, con circa 12 Sea King Mk-43 SAR. Il 337 è a Bardufoss con altri sei Lynx che sono usati soprattutto dalla Guardia Costiera per compiti SAR e collegamento. Questi elicotteri sono oramai datati, ma si sono dimostrati dei muli, tanto che i Sea King, ordinati nel 1970, ancora nel 1996 sono stati aggiornati ad uno standard più avanzato, il -43B. I Lynx sono dei primi anni '80, ma sono stati usati in maniera intensiva.

    Infine lo Skv 334 ha avuto gli F-16 con i missili Penguin Mk-3, ad un certo punto messo in riserva, e poi riattivato nel 2006, ma stavolta con gli elicotteri NH-90, dei quali 14 vengono consegnati tra il 2007 e il 2010.

    Si tratta di elicotteri scelti nel 2001. Di questi sei sono dello Skvadron 334 per l'imbarco sulle fregate, e gli altri 8 al 337 Skvadron. L'introduzione in servizio viene fatta con l'aiuto della RN, cosa piuttosto singolare visto che essa non ha l'NH-90; in futuro si parla di altri 4 aerei da pattugliamento e 15 elicotteri, forse anche AW-101 o forse -con i chiari di luna attuali- altri NH-90.

    Le navi logistiche sono forse l'unico problema della Marina norvegese: quasi inesistenti per il rifornimento di una forza navale distante dalla madrepatria; in futuro si pensa di dotarsi forse di una o due navi di nuovo tipo destinate al rifornimento, ma è ancora presto per dirlo. Certo che con le nuove fregate antiaeree, sarebbe assurdo non introdurre unità logistiche che le valorizzassero appieno.


    Guardia costiera[modifica]

    La SVARBARD, nonostante non sia l'ammiraglia della Guardia Costiera, è di gran lunga la più grande e potente della sua flotta

    La Marina Norvegese è essenzialmente una forza da combattimento, perché per i pattugliamenti civili ci pensa la Guardia Costiera. Dagli anni '70 la scoperta dei giacimenti petroliferi ha comportato sempre più impegni non combattenti ma pur sempre essenziali per pattugliare il mare, e così nel '76 venne creata la potente Guardia Costiera norvegese, o Kystvakt, rinforzata specialmente dopo le guerre del Pesce degli anni '70, il cui controllo ricade pur sempre sulla Marina militare, ma che è appunto un'organizzazione autonoma La Norvegia ha due aree di pesca protette di oltre 2 mln di km2. Per pattugliare queste e altre aree d'interesse, o semplicemente le linee costiere così lunghe, vi è quindi una forte componente navale d'altura, che supera le 30.000 tonnellate complessive, competendo con la stessa Marina. L'ammiraglia è la HARSTAD, un OPV moderno da 3.100 t, in servizio dal 2005. È lungo 83 metri ha ha due potenti diesel R.R. Marine per 19 nodi, sistemi anti-inquinamento per combattere persino fughe di carburante di petroliere da 200.000 t, oltre che sistemi anti-incendio e di salvataggio di altre navi, e due gommoni a chiglia rigida, un L70 da 40 mm e varie armi da 12,7 mm. Dal 2002 è in servizio lo SVARBARD, 18 nodi e stavolta armato di un Bofors da 57 mm e con la possibilità di portare due elicotteri anche di tipo NH-90. Infatti si tratta di una grande nave da 103 metri e ben 6.500 tonnellate (superando anche ogni nave della Marina quanto a dislocamento), prototipo di una classe che poi in Norvegia non si è concretizzata, ma che ha avuto successo in Canada con il programma di 8 navi PC-5 simili a questa. La possente OPV in parola, dal disegno moderno e forse inteso anche con un certo grado di stealthness, è accompagnata da altre tre navi meno moderne, le 'Nordkapp' da 22 nodi e 3.200 t, autonomia 7.500 nm e in servizio dal 1982. Figlie dei tempi della Guerra Fredda, queste unità non sono solo pattugliatori: come alcuni tipi dell'US Coast Guard sono anche stati pensati per impieghi di combattimento, per esempio sei missili Penguin, cannone da 57 mm, 4 da 20 mm, e persino due tls trinati da 324 mm, più un lanciabombe ASW. Anche se non sempre hanno quest'armamento a bordo, si tratta di navi degne in realtà di essere chiamate fregate 'a bassa intensità', anche per via dei sensori, che continuano a fare di questi vecchi combattenti dei validi mezzi navali: nel 2002-6 è stato portato un radar di superficie TRS-3D, sonar Simrad SP-270 e C3I EDO Combat System. PEr giunta sono navi a scafo rinforzato e operano anche con sistemi di comunicazione satellitare e un elicottero che può essere anche l'NH-90. In tutto si tratta di navi estremamente sofisticate e potenti per la loro epoca e in generale per navi 'non di prima linea', capaci di inseguire fino a 64 bersagli in simultanea. Vi sono anche sistemi di stabilizzazione, i GIROFIN dei CNR (Fincantieri) che sono anche a bordo delle 'Lupo' e 'Maestrale'. Fu proprio una di queste navi a partecipare a nome della Norvegia alle operazioni nel Golfo del 1990-91.

    Altre unità della Guardia Costiera sono tra le altre una da 814 t ex- nave civile olandese (la Eigun), una da 498 t (la Stalbas), la Lafjord da 814 t, la Tromso da 1.970 t, la Eikvin, l'Alesund da 1.400 t, il Titran (ex civile del 1989, comprata nel 1996), e il Garsoy da 200 t del 1988.

    Attualmente vi sono 5 pattugliatori tipo 'Nornen' da 750 t in costruzione, 2006-9, navi da 16 nodi e con armi da 12,7 mm, presi in leasing per 15 anni e usati anche per compiti di rimorchiatori e anti-inquinamento. Dal 2008 sono in servizio i tre grandi 'Barentshav' da 3.200 t con motori diesel-LNG (Gas naturale liquefatto), per 20 nodi di velocità massima, con un cannone da 40 mm e solo sedici uomini d'equipaggio inclusi civili, ma aumentabili a 40 se necessario.

    I reparti costieri[modifica]

    Infine vi sono le componenti 'terrestri' della Marina, a cominciare dalla Guardia Nazionale che ha una branca navale che fino a pochi anni fa aveva 4.900 effettivi su 4 comandi regionali o SHV e 31 di zona. In tutto possedevano 235 navi costiere e portuali, più 77 vedette veloci, sia civili che militari, spesso armate con armi da 12,7 mm, e infine a terra c'erano 74 stazioni di sorveglianza costiera. In caso di guerra tutta quest'organizzazione sarebbe passata sotto il controllo dei Comandi navali maggiori, COMNAVNON e COMNAVSONOR.

    Attualmente vi sono riorganizzazioni in corso e il servizio è su due comandi regionali e uno operativo, mentre la struttura è stata snellita e più adatta a respingere minacce asimmetriche (pirati, terroristi ecc.) La Guardia Nazionale, attualmente, ha un Consiglio Nazionale di 33 elementi con rappresentanza delle varie F.A. e associazioni d'arma e uffici diffusi capillarmente nel territorio.

    Ma è soprattutto la soppressione della potente artiglieria costiera la novità della ristrutturazione del XXI secolo, avvenuta nel 2002. La Kystartilleret risaliva al 1899 e ancora nel 1990 (?) aveva ben 34 batterie con due o 4 cannoni l'una, suddivise in trenta posizioni blindate costiere associate ad armi come i campi minati telecomandati, lanciasiluri di grosso calibro T-1, e i cannoni di per sè che erano da 75, 105, 120, 127 e 150 mm, molti dei quali risalenti all'era tedesca. Poi c'erano i reparti da Fortezza e il Genio Guastatori, difesa aerea e logistica.

    Il progetto di ristrutturazione del 1993 aveva già eliminato molti pezzi della II GM e lasciato l'artiglieria costiera con circa 1.400 elementi, ridotti poi a tre batterie con i soli pezzi svedesi da 120 mm, sei con cannoni pure svedesi da 75 m in torri blindate, mentre cinque batterie avevano ricevuto gli Hellfire da difesa costiera del tipo RBS-17 su mezzi ruotati 4x4 e vedette S-90N. Completavano il tutto tre lanciasiluri fissi ma stavolta con i TP-613 filoguidati a lungo raggio, e altrettanti campi minati telecomandati da centrali sotterranee.

    Tutto questo era potente, ma vulnerabile ai commandos, e allora fin dal '34 erano stati creati dei battaglioni di fanteria che recentemente avevano ottenuto tra l'altro armi da 20 mm, mortai da 81, cannoni da 84 mm Carl Gustav, missili RBS-70 e sistemi di sorveglianza radar; inoltre erano stati dotati di blindati e veicoli vari per muoversi con maggiore scioltezza nel respingere eventuali attacchi alle fortificazioni. Da non dimenticare anche il servizio anti-mine, che dipendeva sempre dall'artiglieria costiera.

    Poi, il 1 gennaio 2002, con la Guerra fredda oramai finita, il corpo di difesa costiera è passato in riserva ed è stato sciolto ufficialmente il 17 giugno 2007. Tuttavia gli effettivi dell'artiglieria costiera sono passati al KJK, il Comando Ranger Costieri, che venne creato il 10 dicembre 2001 per raggiungere poi l'operatività piena il 17 agosto 2005. Questo ha base a Trondenes e di fatto costituisce un'evoluzione della difesa costiera, stavolta è una forza mobile che ha spiccate capacità anfibie. Queste sono assicurate solo da 5 'Reynosund' di vecchio tipo, e altre due messe in riserva. Ognuna stazza 850 t e porta fino a 7 carri e 200 soldati, oppure 120 mine, o ancora vengono usate per appoggiare gli incursori subacquei. In più, di recente, sono apparse le piccole ma veloci CB 90N svedesi, comprate nel 1996-99; altre 16 sono state consegnate alla Guardia Nazionale nella sua branca navale (che in pratica, secondo la pratica scandinava, ombreggia l'esercito regolare in tutti gli aspetti). Ognuna porta fino a 20 soldati o 2,8 t di carico, missili Hellfire e armi leggere. Il lancio dei missili è possibile con il sistema Konsgberg Protector M-151. In futuro si parla di due LPD vere e proprie, perché i Ranger sono stati mandati per mare soprattutto con navi olandesi e britanniche. Ma i Ranger norvegesi sono anche famosi perché sono stati mandati in Afghanistan, precisamente dal novembre 2007. Pare che abbiano dato risultati eccellenti, essendo unità d'elite di alto profilo professionale; ma certo, in quel settore non c'è bisogno di LPD.

    Ma i veri reparti 'd'elite' sono per la Norvegia i Marinejegere, che sono parte del Marine Ranger Command, da non confondersi con i cugini 'costieri'. Sono circa 200 elementi il cui QG è a Ramsund con un altro paio di distaccamenti separati. La scuola subacquei è vicino a Bergen, la SDFS e serve per tutti i reparti di subacquei norvegesi. Del resto, fin dal 1981 la Norvegia ha un comando unificato per tutte le forze speciali, l'FSK (Forsvarets Spesialkommando). Gli Incursori risalgono al 1951, anche se sono indipendenti solo dal '68, e fanno un po' quello che ci si potrebbe aspettare da questo tipo di unità: dalla ricognizione alle tecniche d'infiltrazione, a quelle anti-infiltrazione, alle 'demolizioni subacquee' ecc. ecc. Ovviamente, data la geografia, sono anche bravi come rocciatori (almeno alcuni gruppi di questi, addestrati alla Jegerksole dell'Esercito norvegese), e sono anche utilizzati come paracadutisti d'assalto (addestrati sempre nella stessa scuola). Per completare il tutto, in tempi recenti sono stati anche addestrati maggiormente in compiti antiterrorismo e difesa delle piattaforme off-shore, grazie all'addestramento dato dai SEAL e dall'SBS. Incredibile quante cose sono richieste a questo minuscolo reparto che fa di tutto oltre al nuoto d'assalto subacqueo. Nemmeno a dirlo, anche loro sono stati mandati in Afghanistan con la TF K-BAR assieme alle SF USA, NZ, Canadesi, Australiane. I Norvegesi contribuirono con 70 di loro. Questa TF operò nel Nord del Paese tra l'ottobre 2001 (quindi ancora prima dell'invasione ufficiale) e l'aprile 2002, accreditandosi di 42 missioni in cui uccise o catturò 200 persone, senza avere morti propri. Prima ancora gli incursori norvegesi erano parte delle truppe mandate in Kosovo, fin dal '99. In seguito, le operazioni in Afghanistan sono continuate come l'Anaconda del 2002-3, quando i 'frogmen' norvegesi ebbero anche la Citazione del presidente Bush (NPUC) l'8 febbraio 2005, un'onorificienza americana. Infine da ricordare i Minedykkerkommandoen, gli esperti di esplosivi per demolizioni e guerra di mine navali, che sono di base a Ramsund. Essi sono stati per un certo tempo anche l'unità di riferimento per gli incursori navali veri e propri fino a quando non divennero indipendenti (anche loro ebbero il loro '68..), e che sono stati recentemente usati in Afghanistan, Irak e Macedonia.

    Quanto all'equipaggiamento, esso è difficile da conoscere, ma certamente comprende tutta la panoplia di armi leggere speciali, fucili d'assalto, mitra, cariche esplosive, lanciarazzi, fucili di precisione, pistole silenziate ecc. ecc, nonché mezzi speciali per muoversi sott'acqua.


    Fonti[modifica]

    1. Per questo capitolo, vedi wiki.en per l'aviazione e l'articolo di Da Fré per la Marina, entrambi posti in fondo alla pagina
    2. Williamson, Leslie: Le Marine del Nord Europa, RID dic 1991 p.60-67
    3. Stormoen KH, I pattugliatori veloci clase Skjold, RID apr 2000 p.44-47
    4. Gjetnes, Ivar: L'aviazione reale olandese oltre il 2000, RiD nov 1998 p.64-69
    5. Pagine dedicata del sito di J.Baugher
    6. Dawson, Neville, Aerei Gen 1999 p. 6-11
    7. Tratto da Aviazione norvegese
    8. Da Frè Giuliano, KNS, RID Agosto 2009