Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Giordania

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • L'antico regno di Giordania ha costituito e costituisce un elemento di stabilità nel Medio Oriente. Nonostante le sue piccole dimensioni, ha mantenuto forze armate consistenti su base volontaria. I rapporti con vicini turbolenti non sono stati comunque di poco conto. Nel 1967 la Brigata corazzata giordana combatté duramente prima di cedere agli israeliani il controllo di Gerusalemme, mentre nel 1973 ancora una volta, una brigata giordana, equipaggiata con carri Centurion, venne sconfitta durante le operazioni sul fronte settentrionale. In mezzo vi fu anche la durissima crisi che vide combattimenti con l'OLP e la costituzione del movimento Settembre nero, nato per ricordare le vittime palestinesi della repressione giordana del 1970.Negli anni '80 una forza di almeno 3000 uomini ha combattuto a fianco degli Irakeni nella Guerra del Golfo.

    Gli esordi[1][modifica]

    L'età per il servizio militare è 18 anni. Il totale di uomini tra 18 e 49 anni è di 2,373 mln (stime 2002), di cui 1,774 abili. Ogni anno (al 2005) circa 57 mila giovani arrivano a 18 anni. Le spese del 2001 erano di 1,39 mld di dollari; al 2005 erano l'8,6% del PIL, per cui, nonostante le spese ridotte in termini assoluti, il totale del PIL destinato al settore militare è molto rilevante. Il fatto è che la Giordania è sì un Paese arabo ma non ha risorse petrolifere. Formate il 1 marzo 1956, le F.A. sono sotto il controllo del Re di Giordania. Quel giorno venne sciolta la Legione araba e il comandante, John Glubb, fin'allora una sorta di 're non ufficiale' della Giordania, venne dimesso. Gli obiettivi delle F.A. sono di proteggere il Re, il popolo e i confini della nazione.

    La genesi delle F.A. di terra è piuttosto lunga e complessa. Nell'era moderna le Royal Jordanian Land Forces hanno un antenato nella dichiarazione ufficiale, il 10 giugno 1916, da parte del principe della Mecca, Sherif Hussien Bin Ali, di cacciare via i Turchi, il cui impero ottomano opprimeva l'un tempo fiorente civiltà araba da oramai 400 anni. Dopo che arrivò a Ma'an, il 5 dicembre 1920, espresse la volontà di cacciare via i Turchi anche dalla Siria e di diventarne re putativo. Molti arabi nazionalisti videro con favore la sua dichiarazione e si unirono alla sua campagna. Alla fine divenne re della Trans-Giordania. All'epoca aveva un forza di cavalleria di 400 uomini, una mobile di 150, un battaglione fanteria con 200 effettivi e 100 cammellieri. Da qui venne formata anche la Legione Araba.

    Inizialmente v'era una Forza di Frontiera Transgiordania che fu molto importante per il controllo delle linee di comunicazione britanniche durante la II GM tra Irak e Russia, e combatté contro i Francesi in Siria. La Legione Araba, d'altro canto, era fondamentale per il controllo interno e combatté anche contro i Francesi. Un suo distaccamento partecipò alla parata della Vittoria l'8 giugno 1946 per la vittoria degli Alleati a Gerusalemme. Infine v'era al Desert Force o Al-Badia Force, che era anch'essa usata per controllare i confini e proteggere i campi della Iraqi Petroleum Company, ma venne anche usata in azione contro Irak e Siria durante la guerra.

    La Legione Araba iniziò con una compagnia di fanteria, una di cavalleria, unità mitragliatrici e trasmissioni, nonché una banda militare. Nel 1923 era solo di 750 effettivi sotto comando di un ufficiale britannico, ma nel 1930 era arrivata a 11.000, nel '31 ebbe la prima unità mobile del deserto; la Legione attrasse molti Beduini volontari; nel '33 venne anche formata la prima unità meccanizzata con 3 blindo e 120 effettivi, usati soprattutto per contrastare le incursioni delle tribù del deserto. All'inizio della II GM pare che fosse ridotta a 1.600 effettivi; nel '42 venne formato il 2nd Battalion, poi diventato la 2nd Brigade.

    La Legione nel '48 aveva 2 brigate, 2 guarnigioni e 4 battaglioni, poi diventati 6. L'Esercito aveva invece una divisione di fanteria, una brigata d'artiglieria, batterie di mortai, unità genio e trasmissioni e il Re Hussein continuò a sforzarsi di espandere le sue forze, fino a che nel '56 mandò via anche Glubb sostituendolo con un comandante arabo, Habis Al Majali. Nel '57 Hussein ordinò di formare anche la 4a Brigata di fanteria e un'altra unità d'artiglieria, la quale ebbe anche i grossi calibri nel '58. La brigata corazzati divenne nello stesso anno un'unità divisionale e nel '61 divenne il Corpo corazzato. Nel frattempo nacquero la 40ima, la 60ima e la Brigata guardie reali. Nel '65 si arrivò a formare 5 brigate di fanteria e l'esercito diviso in due fronti: Occidentale e Orientale, con 10 btg di fanteria per ciascuno. Nel '67 venne formata un'altra brigata corazzata mentre la brigata artiglieria venne formata con 3 battaglioni campali e uno antiaereo. Dopo la guerra l'esercito venne riarmato ancora, e nel '68 attaccò le truppe israeliane che entravano in Giordania all'inseguimento dei guerriglieri palestinesi, in una battaglia in cui tutti i contendenti dichiararono vittoria. Nel '73 la 40ima brigata corazzata combatté ancora contro gli Israeliani.

    La Legione Araba, che alla fine della guerra era di circa 6.000 effettivi e che nel '48 assorbì anche le truppe di frontiera, nel frattempo sciolte, tra le altre cose partecipò a rinforzare i Palestinesi. Il 15 maggio 1948 i britannici decisero di ritirarsi progressivamente dalla Palestina e in quello stesso periodo gli arabi decisero di rinforzare gli Israeliani e così fecero i Giordani, passando con la Legione Araba per il Ponte Alleby e avvicinandosi con due direttrici, a Jenin e ad Alaffoula. Le battaglie della Legione iniziarono anche prima, come quella di Beit Nabala del 14 dicembre 1947, quella di Haifa il 9 febbraio 1948, quella della colonia di Jacob del 18 aprile, quella di Kfar Aitison del 7-13 maggio 1948 e altre ancora, tra cui il massacro di una delle colonie simbolo di Israele.

    Nel '56 venne combattuta una forza israeliana penetrata in Giordania e costretta al ritiro dalle Guardie del Deserto giordane. Il 10 ottobre vi fu un altro scontro con gli Israeliani entrati con una brigata di fanteria e il supporto di 10 aerei contro Hubla e altre città, ma venne fermata dalla Legione Araba. Il 19 giugno 1961 gli Irakeni annunciarono di considerare il Kuwait come parte integrale del loro territorio, ma stavolta la Lega Araba si oppose e oltre ai Britannici, anche alcune nazioni arabe parteciparono a questa protezione, tra cui un btg giordano rimasto in zona fino al '63. Il 13 novembre 1966 vi fu un'altra incursione israeliana sul villaggio giordano di Sammu, sostenuta in forze e che venne respinta dall'esercito giordano, sia pure con gravi perdite. La guerra del giugno del '67 vide i Giordani attaccare per via del trattato di alleanza con l'Egitto, anche se Israele non aveva attaccato per primo. I Giordani impiegarono diverse brigate di fanteria, 2 corazzate e 20 aerei, assieme all'Irak (2 brigate di fanteria, 1 meccanizzata, 1 corazzata e 34 aerei), Siria (una brigata fanteria inviata il 7 giugno in territorio giordano), Arabia Saudita (una brigata fanteria e una cp corazzata arrivata però solo il 21 marzo dell'anno successivo), Egitto (due btg Ranger il 3 giugno 1967 per distruggere sei campi d'aviazione israeliani con incursioni). Israele mobilitò l'aviazione, 4 brigate di fanteria, 3 meccanizzate, 2 parà, 2 corazzate e 286 aerei da combattimento, poi mandò rinforzi ulteriori dal fronte egiziano.

    Gli Israeliani, che attaccarono alle 7.30 l'Egitto, subirono circa 500 morti e 2.400 feriti sul fronte giordano, ma guadagnarono Gerusalemme. Nella guerra d'Attrito nel 1967-70 vi furono altri scontri, tra cui quello del '68, ennesima incursione israeliana, stavolta sulla città di Karameh, ma i Giordani si opposero con efficacia.

    Il settembre 1970, noto come 'Settembre nero', Re Hussein schiacciò i Palestinesi dell'OLP nel suo territorio, con gravi perdite umane. Il luglio 1971 vi fu una pace definitiva grazie al summit del Cairo e molti prigionieri palestinesi rilasciati dai Giordani si rifugiarono in Libano.

    1967[modifica]

    RJAF:

    • 7 Fiat-Macchi (DHC) Vampire FB Mk.52
    • 14 Hawker Hunter FGA Mk.9, 1 FR Mk.6, 2 FR Mk.10, 2 T Mk.66B

    Del compito di descrivere la guerra giordana del '67 dal punto di vista aeronautico, rimando alla pagina corrispondente per Israele. Per quello che riguarda la guerra di terra, però, trovo opportuno parlare dei Giordani nella pagina a loro dedicata. Ecco come si svolsero i fatti durante nel settore cisgiordano[2], solitamente trascurato dalle narrazioni di fronti più importanti. Dato che la fonte delle vicende narrate è di parte (D.Eshel, ufficiale delle IDF), non è escluso che vi siano 'forzature' nei fatti riportati.

    Un primo violento attacco venne sferrato dalla 45° Brigata Meccanizzata israeliana contro le postazioni giordane ch'erano ad Ovest di Jenin, distruggendo nel corso della notte del 5-6 giugno il 12° Reggimento Carri. Ma la mattina successiva i riservisti israeliani erano stremati e senza rifornimenti dato che le loro linee erano tagliate, la strada per Jenin chiusa. Il Colonnello Moshe Brill, comandante della brigata, aveva a disposizione essenzialmente M 4 Sherman ammodernati. Con questi presupposti avrebbe dovuto affrontare poi la 40a Brigata Corazzata, unità di punta di Re Hussein, che si stava muovendo lungo la valle del Giordano per fermarla, al comando del col Rakan Jazi, che subito pose il suo HQ vicino a quello della 25a brigata di fanteria, anch'essa impegnata in azione contro gli Israeliani. La brigata giordana era piuttosto depressa per le perdite subite, ma il comandante della 40a era sicuro di fermare gli Israeliani. Aveva una splendida unità ben addestrata, equipaggiata con due reggimenti di M48 Patton nuovi di zecca, con organici completi. La mattina del 7 giugno inviò un battaglione a Nablus e il resto si diresse a Nord vicino a Zabadeida, che per l'appunto si trova vicino al nodo stradale, di grande importanza, di Kabatiya. Degli 80 carri M48, il 10% non era più disponibile, ed era stato abbandonato lungo la strada per guasti o attacchi aerei israeliani. La brigata aveva anche un battaglione con gli M109 semoventid'artiglieria, anch'essi mezzi nuovi e prestanti, largamente superiori ai tipi delle IDF. Inoltre giunsero in rinforzo i carri M47 di una compagnia. Erano superstiti del 12° Reggimento carri.

    Come si vede, una linea di M47, 48, 109 che stava al pari con i materiali americani di punta, eccetto i nuovi e piuttosto goffi M60, da poco in distribuzione ad alcune delle migliori unità dell'US Army. Aiutata anche da elementi della 25a Brigata, il cui morale era migliorato con l'arrivo della 40a, sembrava che la forza d'impiego giordana potesse fermare gli Israeliani, la cui 45a era stanca, con le sue forze sfilacciate e sparse per la valle. Il 4° Battaglione carri giordano era a metà mattinata sulle posizioni previste e quando gli Sherman avanzarono, vennero presi sotto tiro e distrutti per gran parte. Dalle carcasse in fiamme gli equipaggi israeliani scappavano in cerca di riparo. A quel punto, però, un plotone carri giordano si mosse all'attacco degli Sherman, solo per essere preso sotto tiro di un'altra cp di carri israeliani. Le posizioni della cp di carri M48 erano però ancora valide, fino a che i mortai pesanti israeliani (da 120 mm) iniziarono il tiro e la costrinsero ad abbandonare la posizione, oltre a colpire una seconda cp che stava facendo rifornimento. Infine arrivarono gli aerei israeliani, che costrinsero anche il col Jazi a cercare un riparo in qualche provvidenziale buca. I suoi carri erano potenti, ma dal cielo vulnerabili agli attacchi dei razzi, napalm e cannoni nemici. Venne distrutto anche l'autocarro comando, una grave perdita per coordinare le operazioni, il che lasciò l'altro battaglione giordano ad Arabe (c'era un btg carri per reggimento), senza fare alcunché. Nella notte gli Israeliani decisero di attaccare verso Jenin liberandone la strada e soccorrere la 45a.

    Ma proprio allora giunsero al comando israeliano rapporti sull'imminenza degli attacchi giordani nella valle di Dotan, dov'era la 40a e i carri che dovevano appoggiare le fanterie vennero fatti salire sull'altopiano e colpire quindi i giordani sui fianchi, al comando del Col Uri Rom, 37a Brigata corazzata (riserva), che lanciò anzitutto i suoi leggeri ma letali AMX-13. I Giordani non erano ancora in grado di riunire i loro due battaglioni carri e rischiavano di essere tagliati fuori dall'azione israeliana. La battaglia continuò il giorno dopo con una confusa mischia in cui entrambe le parti non lesinarono le munizioni, ma nel frattempo una colonna di rifornimenti aveva passato le posizioni di Jenin e i cecchini che le difendevano, rifornendo la 45a Brigata corazzata. Questa venne lanciata all'attacco a Katabiya, appena attaccata dai grossi Vautour bigetti, assieme all'azione della 37a brigata. Il col Brill era ferito ad una gamba, ma diede l'ordine d'attacco per risolvere la situazione. Lungo la strada, sei Sherman fuori uso per i danni subiti nei primi scontri, ma ancora in grado di combattere, vennero attaccati dai carri del 2° battaglione giordano (4 M48). Dato che gli Sherman avevano granate HEAT per il cannone da 75 mm, potevano causare gravi danni anche ai ben più potenti Patton. Dopo una serie di azioni inconcludenti (nessun colpo a segno) gli israeliani mandarono una compagnia da ricognizione la cui polvere fece temere ai Giordani di trovarsi di fronte ad una colonna corazzata vera e propria. Allora mandarono una cp. di carri Patton a coprire i loro 4 mezzi in ritirata.

    I carri M4 Sherman di rinforzo erano solo 3, più vari mezzi. Ma assieme ad attacchi aerei prontamente sferrati, la loro iniziativa convinse i 20 carri Patton, che erano apparsi a 500 m di distanza dai sei Sherman immobilizzati, a ritirarsi e a sopravvalutare la consistenza degli attaccanti. Da allora i problemi aumentarono a dismisura per i Giordani. Anzitutto, la ritirata, favorita dal timore per la supremazia aerea conquistata dagli Israeliani, lasciò libero Arabe e il suo nodo stradale. Nonostante la visita al fronte di Re Hussein, il Col Jazi non era nella condizione di fare molto. I suoi carri dovevano ripiegare a Kabatiya e fermare gli Israeliani là, ripiegando con ordine con le loro forze superstiti. Ma dopo che il Col Rom era riuscito ad aggirare le posizioni, le due brigate israeliane e gli attacchi aerei scardinarono le posizioni giordane e queste non riuscirono a tenere nemmeno le ultime posizioni. Il Col Jazi tornò a piedi dal fronte, assieme ai resti della brigata. Il Re Hussein lo aspettò al ponte del Giordano, dove aspettava i suoi soldati in ritirata e lo abbracciò senza trattenere le lacrime. La 40a Brigata, scardinata dall'eccessiva dispersione e dalle manovre ai fianchi israeliane, non esisteva più come forza combattente.

    1973[modifica]

    Hussein si decise ad abbandonare la neutralità a causa delle richieste di aiuto Siriane. I Giordani dovevano andare all'attacco assieme agli Irakeni, difendendo attivamente Damasco con la loro solida 40a Brigata carri, localizzata dalla ricognizione aerea israeliana sulla strada di Jasim. Si trattava di una forte brigata equipaggiata con i Centurion, circa 90 carri, da spiegare assieme alla 5a divisione siriana e alla 3a Divisione corazzata irakena. Fu con reparti di quest'ultima che attaccò quel 16 ottobre. I comandanti dei carri erano a mezzobusto, esposti sopra i loro carri per dirigere le operazioni, e riuscirono a sfondare le linee israeliane, sia pure perdendo 14 mezzi. Il problema fu che il tiro d'artiglieria irakeno, mal coordinato, a quel punto colpì i Giordani che erano sopra le posizioni nemiche mentre doveva aprire il fuoco mezz'ora prima del loro attacco. I carristi giordani si ritrovarono sotto il tiro combinato proveniente da tutte le direzioni, sia 'irakeno' che nemico, il che li costrinse a ritirarsi dopo avere perso altri 14 carri. Il peso dell'artiglieria campale è una variabile non ben considerata in tanti scenari tattici, quando la sua azione può risultare devastante anche per i reparti corazzati, persino senza usare munizioni cluster. In pratica fu questa la partecipazione alla guerra da parte giordana. Coraggiosa, ma senza molti risultati. In ogni caso, Damasco non cadde in mano Israeliana (né era questo era nei piani israeliani, sia per ragioni politiche che materiali). Poi, per il 23 ottobre, era già previsto un altro attacco, grazie agli aiuti sovietici. Esso doveva coinvolgere ben 5 divisioni, di cui 2 siriane, 1 giordana e 2 irakene. Ma il 'Cessate il fuoco' dichiarato dall'ONU pose fine alla lotta proprio il giorno prima. Così finì l'ultima guerra giordana contro Israele. Sarebbero però seguite, dopo il 1980, le operazioni dei 'volontari' a fianco degli Irakeni, contro l'Iran, e il sostegno (assieme anche all'Egitto) materiale e logistico al regime di S.Hussein contro quello di Khomeini.

    1984[3][modifica]

    Esercito: Forte di 65.000 professionisti, di cui almeno 3000 in Irak combattenti contro gli iraniani (assieme ad altri corpi di volontari come gli egiziani), era equipaggiato con alcuni carri M 47, M 48 e Centurion. Questi mezzi erano in corso di sostituzione con gli M 60 americani e soprattutto, con i ROF Khalid, ordinati in ben 274 esemplari. Si trattava dell'ultima versione dello Chieftain, sviluppata in pratica per l'Iran con il nome di Shir-1, e uno dei mezzi più potenti dell'epoca. Altri mezzi erano i mezzi leggeri Ferret, 850 blindati M113, alcuni vecchi Saracen. Le artiglierie erano in parte trainate, ma seguendo la linea di ammodernamento che portò quasi tutto l'esercito alla totale meccanizzazione la maggior parte di questi sono stati comprati M 109 e M 110. Mortai e cannoni SR erano anche ampiamente utilizzati. Le armi controcarro erano il TOW e il Dragon americani. I sistemi antiaerei avevano invece una commistione di Est e Ovest, con missili SA-7, SA-6, SA-9, HAWK. Infine vi erano i 3550 uomini della forza mobile della Polizia, e 7500 della milizia civile.

    • 1 brigata autonoma di guardie reali
    • 5 brigate corazzate
    • 6 brigate meccanizzate
    • 2 brigate fanteria
    • 16 battaglioni d'artiglieria
    • 2 brigate di difesa aerea
    • 3 battaglioni avioportati

    Aviazione-RJSAF

    Si trattava di una piccola ma ben addestrata e armata aviazione, equipaggiate con una congerie di caccia F-5 e Mirage F.1. La forza era di 7500 uomini, le basi aeree erano state recentemente 'indurite' con shelters e batterie di missili sovietici SA-6 e SA-9, e americani HAWK, oltre che cannoni antiaerei. In tutto vi erano 94 aerei di ogni genere. Programmato l'aggiornamento con 24 AH-1F con missili TOW, una preziosa risorsa per azioni di contrasto ai carri armati.

    Organizzazione e organico:

    • 3 gruppi intercettori (F-5, Mirage F.1)
    • 1 gruppo attacco (F-5E)
    • 1 gruppo addestramento operativo (F-5)
    • 2 gruppi trasporto (C-130, C.212, RS 75A)
    • 1 gruppo VIP (1 Boeing , 1 Riley Dove)
    • 1 gruppo elicotteri (Aluette III, S.76, Hughes 500D)
    • Gruppi d'addestramento (T-37C, BAe Bulldog, 6 acrobatici Pitt S-2)

    Marina: Essendo una nazione interna, è persino sorprendente che ve ne fosse una. Basata a Aqaba, aveva 300 uomini d'organico 9 piccole navi e altre 3 in ordine.


    Al 1990[4][modifica]

    96.633 km2, 3.656.000 abitanti. 101.450 militari. 871 carri. 34 Mirage F.1J, 59 F-5E/F, 18 F-5A/B, 16 C.101CC, 24 AH-1S, 13 aerei da trasporto, 45 elicotteri. 45 Hawk, 20 SA-8, 20 Sa-13, AIM-9, R.550, S.R.530F, 60 AGM-65D (dati approssimativi).


    La RSJAF nel 2004[5][modifica]

    Il caccia F-16 hanno iniziato la loro carriera con la RSJAF grazie all'accordo tra Giordania con gli USA, che terminò con il progetto 'Peace Falcon' concordato nel luglio 1996, con i primi aerei che vennero forniti nel 1997, ad ottobre. I caccia F-16A, 12 A e 4 B erano tutti del Block 15 OCU nella configurazione ADF, recuperati da depositi a Tuxcun, e poi portati in Huta dove ebbero un aggiornamento per estendere la vita utile a 8.000 ore con una revisione della cellula. Poi sono entrati in servizio con il No.2 FS della Muafaq Ai-Salti Air Base, a Azraq. Il programma Peace Falcon II nel gennaio 2004 ha comportato la consegna di altri 13 A e 4 B aggiornati, e per la fine del 2006 era previsto di aggiornarli allo standard MLU o CCIP per l'USAF, il che significava portarli allo standard Block 50. I caccia F-5A e il biposto B, 31 macchine consegnate dall'IRIAF iraniana per rimpiazzare gli Hunter, entrarono in servizio nel 1974 e vennero seguiti poi da ben 61 F-5E e 12 F-5F nel 1975. Di tutti questi aerei alla fine del 2004 ne restavano in servizio ancora circa 50 aerei, in 3 Squadroni e una unità di addestramento al combattimento. Il No.17 OCU, la FWIS e il 6 Squadron erano sulla Prince Hassan Air Base o H-5, vicino al villaggio di Safawi, nella Giordania Orientale. Un altro squadrone era il Nono, normalmente della King Faisal Air Base. All'inizio degli anni '90 sono stati aggiornati con un HUD, INS LINS-3000 e predisposizione per missili AGM-65, il che comportò, per ottenere i necessari finanziamenti, di vendere 6 F-5 alla Spagna.

    I successori dei veccih F-104 vennero pianificati in base ad una decisione del 1978 durante il vertice arabo a Baghdad. Grazie al supporto finanziario dei sauditi vennero scelti i Mirage F.1, di cui 36 vennero ordinati nel 1979, di cui 17 CJ da caccia, 17 EJ multiruolo e 2 BJ biposto da addestramento. Furono forniti al No.1 e al No.2 FS di Muafaq Al-Salti AB, ma poi con l'arrivo dell'F-16 sono stati relegati nel No.1 FS. Come addestramento gli aviatori iniziavano dalla King Hussein Air College della Mafraq AB, a Nord. Veniva svolta la preselezione con 14 voli, poi quelli scelti volavano 2 mesi di addestramento militare basico, 10 di volo intermedio alla Flying School, poi vanno al 4 Training Sqn. sui Firefly con altre 70 ore di volo. Questi hanno sostituito i Bulldog di recente, in 16 esemplari dal luglio 2002, poi riparti in elicotteri con gli H-500, e con gli aerei C.101 dell'N.11 Sqn., dal 1987 in servizio come successori ai T-37. Questo aereo serve per altre 100 ore, e infine vanno al 17imo con gli F-5. Per gli elicotteri i piloti andavano al No.5 Helicopter Sqn, con gli Hughes 500 e UH-1H.

    I trasporti erano il No.3 di King Abdullah AB, con 4 C-130H, 2 CN-235 in leasing dall'aviazione turca, 2 C.212 in riserva, e infine 2 nuovi CN-295. Un interesse era anche espresso per gli Il-76 ma essendo le prime versioni con motori non tanto 'ecologici' e quindi sgraditi per gli aeroporti europei non se ne fece nulla.

    Dal 1950 entrarono in servizio gli elicotteri, dei primitivi Saro Scout e i Westland Widgeon e Whirlwind. Nel 2004 vi erano complessivamente 6 squadroni elicotteri, tra cui il No.10 e 12 con 24 elicotteri AH-1F, basati sulla King Abdullah II AB, nord di Amman. Sono stati ottenuti 24 elicotteri e altri 9 rimpiazzi nel gennaio 2003, dopo circa 20 anni dalla compera dei precedenti.

    Il trasporto era per il No.7 con gli AS-332M-1 dal 1987 in servizio in 11 esemplari, inclusi due per missioni di salvataggio, ma in generale usati per compiti di trasporto e evacuazione sanitaria. Sono ben giudicati come macchine potenti, estremamente utili e con ottima autonomia. Altri 18 elicotteri vennero comprati nel 1994 nella forma di 18 UH-1H ex-US Army, e altri 18 sono arrivati nel '96. IN tutto equipaggiano 3 squadroni: No.5, 8 e 14.

    Vi sono infine anche 7 elicotteri EC-635 ordinati dal Portogallo ma poi rifiutati e offerti a prezzo ridotto alla Giordania, che li ha messi in servizio nel No.14. Si pianificava di poter sostituire gli elicotteri Hughes 500 con gli Eurocopter Fennec mono e bimotore. Infine nel 2004 per le missioni speciali sono arrivati anche 12 UH-60, che si aggiungevano ai 3 usati come macchine VIP.

    I programmi erano quelli di ricevere 3 radar di scoperta AN/FPS-117 3D e poco di più, tra le macchine vi sono anche aerei leggeri dotati di FLIR per la ricognizione tattica, mentre vi sono anche programmi per aumentare la flotta di F-16.

    Il comandante della RSJAF all'epoca era Feisal Bin Al-Houssein, il figlio del defunto re di Giordania.

    Riassunto al 2008[6][modifica]

    Attualmente l'esercito giordano, contrariamente a molti altri arabi, ha continuato ad essere equipaggiato con armi moderne e così ha mezzi come i Challenger 1 ex- British Army e gli M-60A1 e A3, mentre i vecchi Chieftain e M48 sono ancora in servizio, ma in maniera limitata. Tra i programmi indigeni il sistema di tiro studiato dal KADDB, un apparato digitale chiamato Phoenix, e una nuova torretta per gli M60, con tanto di piastre ERA. Inoltre è previsto il potente cannone svizzero RUAG L50/52 da 120 mm, che notare bene, rimpiazzerà anche il cannone L15 del Challenger e l'M68 dell'M60. Se per quest'ultimo è normale, il caso del Challenger è diverso in quanto si tratta anche in questo caso di un 120 mm, ma di tipo rigato, visto che i britannici sono rimasti a tutt'oggi legati a questo tipo di arma. Il carro M60 modificato dal KADDB è un sistema complesso e moderno, per il quale hanno mostrato interesse Egitto e Sauditi. Quanto ai mezzi da fanteria vi è l'M113, ma è anche presente un progetto autoctono, chiamato Temsha, che non è altro che il Centurion trasformato in un APC pesante. Per il resto i 20-24 AH-1F sono stati aggiornati con sistemi di visione notturna.

    I carri Challenger 1 ex- British Army hanno sostituito i Khalid in maniera progressiva, sono stati un buon incremento di capacità per i Giordani, anche se in termini di potenza di fuoco e mobilità non c'è molta differenza tra i due tipi. Le armi portatili comprendono gli M-16A1-A3, M4A1, i fucili TF86 taiwanesi (equivalenti agli M4), TF56, le armi automatiche Browning, M-60, FN-MAG. La Badia Force ha anche i vecchi M-14.

    Dato che la Giordania è stretta tra Irak, Siria, Arabia e Israele, la guardia non può essere abbassata per il piccolo Stato Ashemita. Essa ha una disposizione difensiva con tre zone di controllo, il comando dell'esercito Nord, centro e sud ciascuno con un Generale di Campo, ma comunque sotto il controllo del Re al livello più alto.

    I gradi sono ancora basati su quelli dell'esercito inglese, come eredità dei tempi passati. Attualmente vi sono centri di addestramento anti-terrorista e missioni giordane all'estero, specie in Africa e Afghanistan, ma anche ex-URSS e Yugoslavia, Haiti e Timor Est.

    Secondo un analista americano, la Legione Araba fu nel 1948-56 la migliore unità militare araba e il nemico più temuto dagli israeliani, ma dopo di allora le capacità militari giordane cominicarono a decadere, come era già evidente nel '57, eccetto che per l'unità corazzata di punta, la 40ima brigata. Probabilmente la mancanza di ufficiali preparati ebbe un influsso molto negativo sull'efficienza delle forze impiegate, anche se i Giordani dopo il '73 hanno avuto ben poche occasioni di combattere, eccetto che in Irak come volontari.

    Aviazione[7][modifica]

    L'aviazione (RJAF o Silah al-Jaw Almalaki al-Urduni) pone le sue tracce dal 1931, sull'esempio della RAF e nel '50, 5 anni dopo l'indipendenza, venne iniziato lo sviluppo di una forza aerea di piccole dimensioni, chiamata ALAF, Arab Legion Air Force, assistita dalla RAF ed equipaggiata per lo più con i DH Vampire. Inizialmente erano state fondate due basi aeree della RAF in quello che era un territorio semi-libero (la Giordania, dal 1920, era una nazione sotto mandato britannico), una era la RAF Amman nella capitale, e l'altra era la RAF Mafraq, aperte nel 1931. Dopo che i Giordani presero il controllo della situazione, ebbero soprattutto aerei addestrativi e da osservazione, fino a che nel 1950 ebbero dei miglioramenti rispetto a quello che era disponibile all'epoca: 1 DH Rapide, 4 Proctors, 2 DH Tiger Moths e due Auster Autocrats.

    Il 25 settembre 1955, avendo Re Hussein riconoscuto l'importanza di una pur piccola forza aerea, la Arab Legion Air Force venne chiamata Royal Jordan Air Force allorché vennero donati dai britannici 9 Vampire. Aprile 1956, viene trasferito il comando della RJAF dai britannici ai Giordani (il cui primo comandante fu Ibrahim Othman), il 31 maggio del '57 i britannici evacuarono le basi di Amman e Mafraq. Dopo la rivoluzione in Irak del '58 la RJAF ebbe la necessità di rinforzarsi e ottenne vari Hunter per il suo No.1 Sqn, poi seguirono gli elicotteri Widgeno e Whirlwind, trasporti Doves, Rapide e Auster. Nel '62 venne formato il secondo squadrone con gli Hunter e rimpiazzati i Vampire. In tutto vennero forniti 4 T Mk 66B biposto e 21 FGA 73, 73A e 73B[8].

    Il primo combattimento, nel dicembre del '64, vide 4 Hunter decollare e e combattere contro i Mirage III quando uno dei caccia israeliani venne abbattuto e ne vennero rivendicati altri 3 danneggiati, nel '66 persero un Hunter contro Israele durante una battaglia sul loro territorio e il suo pilota Al-Salti venne ricordato come martire e con una base aerea. Nel '67 la RJAF combatté contro Israele e distrusse al suolo un C-47 ,ma poi subì un pesante contrattacco, in ogni caso continuarono a combattere contro gli Israeliani dai campi irakeni, in particolare dall'H3, dove gli israeliani ammisero di avere perso 2 aerei contro 3 Hunter. Nel '66 la RJAF volle entrare nell'era supersonica e per questo siglò un contratto con gli USA per gli F-104. Dicembre 1974, l'Iran ebbe una consegna di F-5E e ne trasferì subito 31 altri (dei tipi A e B ) alla Giordania; i modello E arrivarono nel '75 per il No.17 Sqn, il No.6 ebbe invece i T-37 nello stesso anno. La forza da trasporto, la Air Lift Wing, venne organizzata come tale nel '71 con 4 C-47 e vari Alouette III del No.3 Sqn. Poi vennero i C-119 e C-130, con i primi però tolti presto dal servizio per la limitata affidabilità.

    Dopo la Giordania, che restava forse il Paese arabo della regione più filo-occidentale, ebbe anche gli F-104, ex- USAF, proprio a seguito delle perdite subite nella guerra del '67, ma presto essi vennero donati al Pakistan dato che erano superflui per le necessità giordane. Così non si assistette mai a battaglie aeree tra F-104 e Mirage o Phantom, anche se gli Starfighter vennero tenuti in servizio, in piccolo numero, fino al 1977.

    Nel '75 vennero comprati 4 C.212A, poi sostituiti da 2 CN-235M. gli Alouette III del No.7 Sqn vennero integrati dagli S-76 Spirit. Negli anni '80 gli Alouette vennero rimpiazzati dai Super Puma. Dopo la consegna nel 1994 degli UH-1H ex-US Army, vennero riattivati nello stormo gli squadroni No.8 e 14, mentre i No.10 e 12 fanno parte dell'Attack Helicopter Wing, formato nel 1986 con gli AH-1F. Quanto agli S-76, vennero poi rimpiazzati dagli S-70.

    Nel 1981, dopo un gap durato 4 anni, vennero finalmente i rimpiazzi, i Mirage F.1 dal muso altrettanto appuntito, ma dall'ala alta e in generale più moderni. Nel '77 gli ultimi Hunter erano stati venduti all'Oman e così praticamente la Giordania fu per un certo tempo priva di una vera aviazione da combattimento. Per sua fortuna poté cominciare ad ammodernarsi grazie anche alla distensione tra Egitto e Israele. Il Mirage F.1 venne scelto contro un tipo prestigioso, l'F-16, ma nella versione degradata con il motore J79, e sebbene il Mirage fosse meno potente anche di questo F-16 nonché meno moderno, finì per vincere la competizione. La RJAF sostenne l'Irak durante la guerra con l'Iran, consentendo anche l'addestramento dei piloti sul suo territorio (una specie di esercitazioni Red Flag locali), e persino durante la guerra del '91 non volle partecipare alla coalizione anti-irakena. Quanto ai reparti di seconda linea, sono arrivati 6 C-130H e poi, nel 1987, vari C-101 per rimpiazzare i T-37.

    Nel 1988 vi fu una crisi economica molto seria in Giordania, e questo comportò la riduzione delle F.A. dall'anno successivo, includendo la cancellazione dei previsti 8 Mirage 2000EJ e l'aggiornamento dei Mirage F1CJ allo standard EJ. Tuttavia, nonostante questo e l'accusa alla Giordania di supportare l'Irak anche durante la crisi del 1990-91, la RJAF non ha subito più di tanto la situazione, anche se i programmi per aerei del tutto nuovi sono stati cancellati. Piuttosto venne aggiornato quello che già c'era, con 7 F-5E venduti a Singapore per poter trovare i soldi per aggiornare gli altri con l'APG-67, derivato dallo sfortunato F-20, a suo tempo valutato positivamente dalla RJAF.

    Dopo il trattato di pace con Israele del '94 gli USA pensarono di donare 16 F-16 armati con missili AIM-7M, con le consegne iniziate nel 1997 e completate nel 1998, riattivando il No.2 Sqn, poi (2003) arrivarono altri 17 aerei ex-AMARC (la riserva americana) e 3 ex-KLu olandesi del tipo BM, più 14 ex-belgi A e B MLU. Infine arrivarono 6 Mirage F.1CE ed EE dalla Spagna (ma in realtà provenienti, con una sorta di triangolazione, dal Qatar). La RJAF ha partecipato alle missioni Bright Star in Egitto, contro i locali F-16 e ha migliorato la qualità dei suoi piloti. Ultimamente sono stati anche procurati gli AIM-120 (ferocemente osteggiati da Israele). Nel 2003 arrivò un altro aereo da trasporto, un CN-295.

    In tutto la Giordania ha ricevuto 55 F-16 e la TAI (Turkish Aerospace Industries) li ha modernizzati con un programma MLU standardizzato che comprende anche capacità di lancio missili e armi intelligenti varie. Gli F-5, nel frattempo, si sono progressivamente logorati e dovrebbero essere radiati nel 2010, mentre Mirage e F-16 saranno ancora in campo per anni; altri 70-80 F-16 sarebbero desiderati per completare la linea. Intanto sono stati comprati due potenti Il-76 dall'Uzbekistan, per supportare le missioni ONU assieme ai C-130H e a due C-295, forse in futuro anche An-72 o 74 per operazioni speciali STOL. Attualmente il comandante della RJAF è il Mag. Gen Hussein Ahmad Shodash.


    Mezzi:

    • 57 F-16 di cui 28 A, 4 B, 3 Block 20MLU, 8 BM
    • 36 Mirage F.1 di cui 2 B, 17 C e 17 E
    • 31 AH-1 Cobra modello F e S aggiornati
    • 41 Northrop F-5E e F
    • 13 CASA C-101
    • 4 C-130H
    • 2 Il-76
    • 2 CASA CN-295
    • 10 Eurocopter AS 531 Cougar
    • 9 Eurocopter EC 635
    • 2 SA 2-37
    • 16 T-67 Firefly
    • 2 Socata TB
    • 5 Extra 300 per la pattuglia acrobatica 'Falcons' intestati alla Royal Jordanian Airlines.

    Vi sono 4 EC120 Colibri e 3 MBB Bo.105S per la Polizia.

    Si parla poi di vari altri aerei in servizio almeno fino a tempi recenti, non è chiaro cosa sia attualmente in servizio di questa lista:

    1 Antonov An-74 Coaler , 2 CASA C-212 Aviocar , 1 Dassault Falcon 20 , 2 Ilyushin Il-76 Candid , 1 Boeing 707 , 2 Bombardier CL-604 , 2 Dassault Falcon 50 , 2 Gulfstream III , 3 Gulfstream IV , 1 Gulfstream V , 1 Lockheed L-1011 Tristar ,

    22 Bulldog Series 125 , 12 Piper PA-28 Cherokee , 6 Piper PA-34 Seneca , 6 Short Sealand

    10 Sikorsky UH-60 Black Hawk , 5 Sikorsky S-70 Black Hawk , 3 MBB/Kawasaki BK-117 , 6 Kamov Ka-226 Hoodlum


    BASI:

    • King Abdullah AB / Amman-Marka (OJAM)
    3sq con C-130H e C295
    7sq con AS332M-1
    8sq con UH-1H
    14sq con EC635T1,

    AS350B3, Sweizer SA 2-37 ,

    SOCOM con H500E,

    UH-60L, An-32B

    Royal Flight con A340-211,

    A340-642, G-IV, G450, CL-604, S-70A-11

    Police Wing con Bo105CBS-5 e Squirrel
    • King Abdullah II AB
    10sq con AH-1F
    12sq con AH-1F
    • King Hussein Air College / Mafraq (OJMF)
    4sq con T67M260
    5sq con H500D,

    AS350B3

    11sq con Casa C-101
    • Al Azraq/As Shaheed Muwaffaq al Salti AB, 1076 m slm:
    1sq, con Mirage F1BJ,

    Mirage F1CJ e Mirage F1EJ

    • 2sq con F-16A/B ADF
    • 6sq con F-16A/B ADF
    • H5/Prince Hassan AB, 2220 ft di quota slm
    17sq, F-5E/F (OCU)



    Quanto agli aerei[9], gli F-104A erano reduci dell'83rd FIS dell'USAF, portato a Taiwan durante la crisi del '58, poi gli aerei vennero trasferiti alla RoCaf nel '60-61, forse 25 A e 2 B ma non vi sono certezze in merito al numero complessivo. Nel '64-68 vennero consegnati vari F-104G e derivati e questi aerei finirono in Giordania. Si sa anche quando, attorno al '69, per un totale di 18 F-104A (forse comprensivi anche dei pochi B?). Come si è detto, non durarono a lungo in servizio con la RJAF e vennero prontamente trasferiti in Pakistan, ma non tutti, probabilmente una decina di unità. Sembra che si trattasse degli aerei del No.9 Sqn della RJAF, che erano andati a dare man forte ai compari dell'omonimo squadrone della PAF, equipaggiato con un pugno di F-104. Non si sa quali siano state le perdite subite di preciso e quanti aerei rimasero in Pakistan dopo di quella guerra.

    Dato che le richieste per gli A-4 e gli F-16 erano state disattese, i Giordani si rivolsero ai Sauditi per finanziarsi un lotto di Mirage F.1CJ, ma nel contempo ebbero anche un altro 'regalo', la fornitura (tardo 1974) di 30 F-5A e 6 B ex-IIAF (che stava passando agli F-5E e F). Il primo arrivò nel tardo 1974, in tutto in quel primo lotto giunsero 20 A e 2 B. Vennero basati a Mafraq rimpiazzando gli Hunter dei No.1 e 6 Sqn. Altri 10 A e 2 B seguirano nel marzo del '75 per il No.2 Sqn. Per vari anni, assieme a pochissimi F-104, vennero usati come principali caccia giordani.

    Poi venne la volta anche degli F-5E e F, con radar in banda X e limitate capacità ognitempo. Iniziarono le consegne nel 1975 e i vecchi F-5A e B vennero accantonati in cerca di compratori, tanto che 13 A e 6 B vennero poi trasferiti in Grecia nel novembre del 1983. Quelli rimasti erano in servizio con il No.6 Sqn di Mafraq.

    Quanto agli F-16, essi sono stati la conseguenza degli accordi di pace con Israele nel luglio del 1994, quando la Giordania divenne un alleato americano a sua volta e quindi 'degno' di migliori armi. IL 29 luglio 1996 venne raggiunto un accordo per l'affitto di 12 F-16A e 4 B, ex-AMARC, tutti gli A e uno dei B del tipo ADF (con missili AIM-7), e prima della consegna vennero aggiornati alla base di Hill AFB. Il primo venne consegnato nel dicembre del 1997 per il No.2 Sqn di Mowafaq Al Salti Al Azraq, prima equipaggiato con i C.101. L'accordo era per un affitto di 5 anni, ma poi di fatto si è trattato di una cessione definitiva.

    Altri 13 A e 4 B ADF vennero comprati secondo l'autorizzazione del Congresso il 14 giugno 2000, stavolta

    Altro[modifica]

    Per il resto vi sono altre componenti delle F.A.: un piccolo servizio navale, le Royal Special Forces comandate a suo tempo dall'attuale Re Abdullah II; vi è la His Majest's Special Securitu comandata dal principe Al Hussein; e il servizio di informazioni Dairat al-Mukhabarat al-Ammah, formato nel '64 e attualmente cooperante con gli USA, i britannici, persino gli Israeliani dati i comuni interessi a prevenire i moti di insurrezione popolare. Questi sono stati molto forti specialmente dalla crisi irakena del 1991, ma soprattutto dal 2002-3, quando le manifestazioni di piazza contro l'invasione americana erano fortissime e misero a rischio la leadership ashemita, di fatto alleata con gli occidentali.

    Quanto ai gradi, le F.A. giordane usano un sistema derivato dal British Army, ma i gradi sono anche simili a quelli americani, sia pure con simboli diversi.


    Dall'ufficiale meno importante al comandante dell'Esercito:

    2nd Lieutenant "MOLAZIM THANI"- 1st Lieutenant "MOLAZIM AWAL" (ملازم أول)- Captain "NAQEEB" (نقيب)- Major "RA'ED" (رائد)- Lieutenant Colonel "MOQADDAM" (مقدم) - Colonel "AQEED" (عقيد) - Brigadier General "AMID" (عميد) - Major General "LIWA" (لواء) - Lieutenant General "FAREEQ" (فريق) - General or Full General "FAREEQ AWAL" (فريق أول) - Field Marshal "MOSHEER" (مشير)

    Per supportare la logistica dell'esercito vi è il Royal Maintenance Corps "silah al siyana al-malaki" (سلاح الصيانة الملكي). Esso è stato responsabile anche nell'aggiornamento dell'M60 e di 274 Chieftain (Khalid), nonché revisionare i Challenger 1 dotandoli di un caricatore automatico e di un pezzo da 120 mm svizzero. I suoi uomini sono addestrati negli USA e GB per i corsi avanzati. Esso ebbe una notevole spinta evolutiva con l'arrivo nel '72 dei Chieftain, mezzi più moderni di quanto era stato fin'allora lo standard (M47-48 e Centurion) per le forze giordane.

    Bibliografia[modifica]

    1. dati da wiki.en
    2. Eshel, David: Duello mortale a Kabatiya, Rivista Storica apr 1996
    3. Armi da guerra 8
    4. A&D ott 1990
    5. Aerei Nov-dic 2004
    6. dati da wiki.en
    7. dati wiki.en e da Scramble.nl
    8. L'Aviazione 13
    9. questa parte è basata sulle corrispondenti voci del sito di Joe Baugher