Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Congo

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Flag-map of the Republic of the Congo.png

    Attualmente le F.A. del Congo, fondate nel 1960, hanno Aviazione, Esercito, Marina. Il presidente e è Joseph Kabila (come Maj General), e capo CSM Gen Didier Etumba Longila. Vi sarebbero stati, al 2005, 11 mln circa di uomini tra 18 e 49 anni, di cui adatti circa 5,8 mln. Il personale attivo è di circa 130.000 effettivi. Il budget della difesa sarebbe stato, in quell'anno, di circa 93,5 mln di dollari che, per quanto modica come somma, rappresentava il 2,5% del PIL (però è una stima del 2004 contro il prodotto interno lordo del 2006). Non vi sono industrie domestiche per le pur cospicue F.A., almeno tra quelle di rilievo. In francese, lingua ereditata dal Belgio, le F.A. si chiamano Forces Armées de la République Démocratique du Congo, ovvero FARDC. Queste sono il risultato della ricostruzione post-bellica avvenuta dopo la seconda guerra del Congo, finita (ma non senza strascichi) nel luglio 2003. Abbastanza comprensibilmente, la maggior parte dei numerosi militari è costituita da fanteria, ma vi è anche la Guardia Repubblicana, una piccola aviazione e un piccolo esercito; la Polizia Nazionale Congolese non è invece parte delle F.A. Dalla capitale Kinshasa il governo centrale, assieme all'ONU e ad altri partner internazionali, cerca di stabilizzare il Paese, pacificarne le regioni e aiutare la popolazione. Ma tutto questo è più teoria che pratica. La corruzione delle autorità locali è pratica diffusa, gli stanziamenti non sono sufficienti né quelli internazionali, né tanto meno quelli interni. Per giunta, il Congo è territorio ricchissimo di risorse naturali che però, in assenza di un'autorità sufficientemente forte per proteggerne la sovranità, vengono sfruttate selvaggiamente, spesso proprio dagli 'stranieri', con disboscamenti massicci, estrazioni petrolifere, impianti elettrici che stravolgono fiumi ma che non portano elettricità nemmeno nella capitale[1]. In questo contesto non c'è molto da fare per salvare una situazione compromessa, che ha avuto due catastrofiche guerre civili negli ultimi anni. Queste hanno lasciato distruzioni, profughi, ma soprattutto oltre 3 milioni di morti (circa 10 volte le vittime dell'ex-Yugoslavia), senza tuttavia generare particolare 'attenzione' da parte dei mass media e della politica occidentale.

    Dal febbraio del 2000 l'ONU ha una missione chiamata MONUC che ha raggiunto la forza di 16.000 truppe, non certo trascurabile, ma non ancora sufficiente per i compiti. È appena sufficiente per proteggere le aree vitali del Nord e Sud del Kivu; vi sono però ancora fazioni di guerriglieri in azione, eredi di una tradizione oramai lunga circa 50 anni, di cui il più temibile è il Democratic Forces for the Liberation of Rwanda, contro cui i soldati del governo centrale hanno combattuto e probabilmente stanno ancora combattendo (le notizie sono alquanto scarse, ma ultimamente si parlava di qualche tregua); non meno temibile, però, il famigerato Lord's Resistance Army o LRA, dell'Uganda, un gruppo di guerriglieri ben noto per l'efferatezza e l'uso di un gran numero di bambini-soldati rapiti alle famiglie e poi costretti a diventare guerriglieri.

    Storia[modifica]

    Quando il Congo venne organizzato come forza armata indipendente, esso aveva già una tradizione piuttosto lunga, cominciata con la Force Publique (FP) del 1888, per volontà di Re Leopoldo II del Belgio; all'epoca il Congo era noto come 'Stato libero', ma al tempo stesso era una 'proprietà privata' del Re. Un modo poco ortodosso per coprire quella che era una situazione di colonialismo. Nel 1908, dopo oltre 20 anni, la situazione venne cambiata dalla pressione internazionale che spinse il re Belga ad assegnare il Congo Belga allo Stato. A quel punto la FP divenne la Force Nationale, sotto il controllo dei Belgi fino all'indipendenza del 1960. Questa forza ebbe varie esperienze, combattendo in Camerun e invadendo l'Africa Orientale Tedesca, l'odierno Rwanda. Non mancò nemmeno un certo impegno nella II GM, ma fu soprattutto la prima che vide queste campagne, in realtà tutt'altro che minuscole ma certamente poco ricordate, in cui le truppe coloniali si diedero battaglia sul territorio africano, con i Tedeschi che impegnarono una grande quantità di truppe Alleate prima della sconfitta finale, conducendo una guerra molto scaltra ed efficiente contro forze superiori e meglio equipaggiate.

    Dopo l'indipendenza l'FP divenne la Armée Nationale Congolaise (ANC), nota anche come Congolese National Army. Purtroppo, l'assenza degli ufficiali europei causò una caduta di efficienza drammatica,anche perché i Belgi non avevano addestrato personale locale, forse proprio perché in tal modo sarebbe stato più difficile per le forze locali rendersi autonome, e solo una ventina di cadetti erano in addestramento quando il Congo divenne davvero indipendente. Già 5 giorni dopo l'indipendenza vi fu una ribellione da parte della truppa contro i loro nuovi e impreparati ufficiali e questo, purtroppo, causò una prima avvisaglia della crisi che il grande Paese africano avrebbe dovuto fronteggiare, o meglio, subire, nei decenni successivi. Il primo leader congolese, Mobutu Sese Seko, costruì l'esercito con aiuti stranieri nell'estate del '60 ed esiliando chi era meno affidabile in aree remote del Paese. In ogni caso, nonostante il tentativo di costruire una forza unitaria, nel settembre di quell'anno vi era oramai una divisione del Paese in 4 parti e conseguentemente, 4 forze separate: l'ANC di Mobutu, il Souht Kasai Constibulary di Albert Kalojii, il Forze del Katagna (Moise Tshombe) e i dissidenti Kisanagani, di Antoine Gizenga. La situazione divenne presto tale, da richiedere un massiccio intervento dell'ONU: arrivarono per lo più Paesi piccoli o marginali a dare man forte, gli F-86 etiopi, i Camberra indiani, persino i J-29 Tunnan Svedesi; vi fu l'eccidio di Kindu, in cui vennero trucidati 13 aviatori italiani. L'aviazione Kaganghese era diventata una piccola ma temibile realtà, fino a che i suoi attacchi e le sue attività non vennero eliminati dai Tunnan Svedesi (vedi i caccia Svedesi per ulteriori dettagli). Dopo 5 anni, Mobutu era diventato il leader dell'intero Congo. Le F.A. ebbero un ruolo generalmente estraneo alla politica come protagonisti, ma vennero piuttosto usate dai politici e leader etnici in maniera politica. Esse ebbero un progresso nel 1968 con la formazione di una brigata di due reggimenti parà (su 3 battaglioni l'uno), che pare in seguito sia cresciuta a livello di divisione, una forza davvero senza paragoni nel continente. Eppure l'aviazione non era certo in grado di mobilitare una tale forza d'assalto.

    Nel 1971 il Congo divenne Zaire e quindi, nei 26 anni successivi, le sue F.A. divennero Forces Armées Zaïroises (FAZ). Nel 1975-76 queste forze divennero note per il loro coinvolgimento nella guerra civile angolana, dove, per volontà di Mubutu, assisterono l'FNLA, in lotta contro il potere dei marxisti dell'MPLA. Questo avrebbe poturo portare ad un risultato positivo per le ambizioni degli oppositori (tra cui Savimbi dell'UNITA), ma poi intervennero i Cubani appena sbarcati a Luanda e i guerriglieri vennero duramente battuti, incluse le forze zairesi che provenivano da Nord e che vennero risparmiate dal totale annientamento solo perché si rinunciò ad inseguirle. Tuttavia venne occupata la ricca provincia del Katanga (all'epoca nota come Shaba), nel marzo del 1977. In pratica gli Zairesi, sconfitti, non furono poi in grado di impedire la loro stessa invasione. Per respingere i marxisti, venne chiesto allora aiuto al Marocco. Ma l'umiliazione dell'intera operazione portò ad una rivolta civile all'inizio del '78, che poi venne repressa dall'esercito.

    I militari zairesi rimediarono complessivamente una brutta figura e Mubuto dovette cercare di rimediare; tra questi 'inconvenienti' c'era il fatto che molti soldati non erano pagati, perché i soldi se li tenevano (appropriandosene) i loro ufficiali; il morale diventava basso e spesso le truppe disertavano, visto che a quel punto dovevano prendere ordini e magari morire per volere di gente che disprezzavano.

    In seguito vi furono miglioramenti significativi tra cui la fusione del CSM con lo staff presidenziale, così che Mubutu finì per diventare il capo dell'esercito, oltre che comandante supremo e ministro della difesa, che aveva già. Le forze dell'esercito vennero disperse rispetto alla loro concentrazione attorno alla capitale, mentre la divisione Kamanyola, la migliore dell'esercito, venne destinata a Shaba; nel contempo l'esercito ebbe una contrazione numerica del 25% ma miglioramenti qualitativi con advisors esteri e materiali più moderni.

    Questo lavoro partiva su di una base che, nel luglio del '75, era costituita da 14 divisioni e sette battaglioni della 'Guardia', più altri 7 designati parà o commando. C'era un reggimento blindo e una divisione di fanteria meccanizzata, il tutto era suddiviso in sette gruppi di brigate e una divisione parà. Nel '79 venne formato anche un battaglione carri. Tutto sommato era una forza impressionante, e per il momento non diede grossi problemi. Ma nel 1990 gli aiuti stranieri al Congo cessarono data la fine della Guerra fredda e quindi della necessità di mantenere il 'bastione' anti-marxista attivo. Mobutu a quel punto fece una scommessa a dire poco azzardata: lasciò che le F.A. locali si indebolissero in maniera tale da non minacciarne il potere, cominciando dalle paghe, ridotte o addirittura assenti. Persino nelle unità d'élite, tra cui i parà che si diedero al saccheggio di Kinshasa già nel settembre del 1991. Tanto che per fermarli dovettero intervenire truppe straniere, segnatamente francesi e belghe con due distinte operazioni (Baumier e Blue Dream rispettivamente).

    Questo stato di cose non poteva certo essere tollerato, sebbene le FAZ al 1993 fossero ridotte ad appena 25.000 effettivi di cui buona parte serviva con una divisione fanteria (su tre brigate), e il resto su di una brigata aeroportata (3 btg), una speciale, la divisione Presidenziale, una brigata indipendete corazzata, e due indipendenti di fanteria (3 btg fanti e uno di armi di supporto), sparpagliate nel Paese (la ex-divisione presidienziale, la Kamanyola, era al solito a Shaba; la 21a Brigata fanteria a Lubumbashi, la 13a pure a Shaba, la 31 aerotrasportata a Kinshasa e la divisione speciale presidenziale vicino al palazzo presidenziale. Per il resto le unità note erano la 1a corazzata e la 41 brigata commando.

    In effetti, sembravano uno schieramento piuttosto forte, ma eccetto le unità presidentizli e la 31a aeroportata, per il resto le condizioni del grosso dell'esercito erano disperate, con le unità senza sufficiente addestramento e paghe, tanto che spesso erano protagoniste di saccheggi. Per giunta erano vittime della politicizzazione dei poteri e delle divisioni tribali, 'purghe' varie ecc. Mobutu in effetti era al corrente di questo, ma a lui interessava di indebolire le F.A. per meglio controllarle. Il suo regime era non meno inefficiente nel curare il resto della 'cosa pubblica', una vera cleptocrazia che stava impoverenedo il Paese e gli abitanti.

    Tutto questo non durò a lungo: dopo il genocidio del vicino Rwanda, nel 1994, vi fu la crisi dei Rifugiati dei Grandi Laghi, dove sorsero grandi campi profughi. Cominciando da Goma, dove vi erano gli Hutu, cacciati dalla controffensiva dei Tutsi, la guerriglia cominciò ad organizzarsi e a tornare ancora in Rwanda a portare altri attacchi. A quel punto emerse, forse il leader Laurent-Desire Kabila con la sua Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione del Congo. Questo portò la guerra nello Zaire, cercando di fermare gli attacchi sul Rwanda dal Paese vicino. Dopo un po' la situazione divenne incontrollabile e Mobutu venne finalmente rovesciato nel 1997, sostituito proprio da Kabila. A quel punto lo Zaire divenne la Repubblica Democratica del Congo. Nel 1998, però, il Congo fu squassato da un'altra guerra, la Seconda guerra del Congo. Questa causerà massacri e distruzioni terribili negli anni successivi. All'epoca il Congo contava sulla 50a Brigata di Kamp Kokolo, Kinshasa, e la 10a Brigata, di Goma (una delle migliori), nonché la 12a di Bukavu. Ma fu proprio la potente 10a brigata che vide il comandante annunciare che non riconosceva più Kabila come presidente, e questo fu uno degli eventi chiave per lo scoppio della guerra. Durante la quale le FARDC dimostrarono scarsa efficienza militare, di fatto erano inefficaci come forza armata dopo gli ultimi, drammatici anni di Mobutu. Ebbe così aiuto da parte di nazioni come lo Zimbawe, il Chad, e persino l'ex rivale Angola e la Namibia. Queste mandarono forze, ma cercarono anche -senza successo- di riaddestrare l'esercito nazionale, così come non ci riuscirono la Corea del Nord e la Tanzania. La guerra ebbe un primo anno, nondimeno, positivo, tanto che il primo anno vide le forze congolesi sconfiggere quelle Rwandesi di Bas-Congo e di Kinshasa, nonché l'offensiva nel settor est. Così venne siglato il cessate il fuoco nel luglio 1999 a Lusaka. Nel novembre successivo il Congo cercò di formare un forza paramilitare di 20 mila effettivi per aiutare la FARDC e la polizia nazionale. Nondimeno, questa forza paramilitare non divenne mai una realtà efficiente.

    Purtroppo l'accordo non funzionò a lungo, tanto che a settembre ripartì nuovamente la guerra. Ma anche qui le FARDC non funzionarono come sperato e le offensive del 2000 furono terminate in costose sconfitte, anche per l'inefficienza della gestione del presidente Kabila, dato che ancora c'erano problemi con le paghe e pure di cibo per le truppe. Nel mentre venivano comprate armi sofisticate che non sarebbe poi stato possibile mantenere in efficienza. Kabila non ebbe una lunga carriera politica: forse anche per le sconfitte subite, venne assassinato nel gennaio del 2001. Venne sostituito da un altro Kabila, Joseph, che riuscì a negoziare la fine della guerra nel 2003.

    Come si è detto, però, la parte orientale della nazione non è sicura a tutt'oggi, con dei conflitti ancora aperti come quello Ituri e le battaglie vicino al lago Kivu tra governativi e la guerriglia di Laurent Nkunda. Non c'è nessun risparmio delle sofferenze per la popolazione civile, ancora profuga nella zona, e che ha problemi di rifornimento di cibo ed efficienza delle poche infrastrutture.

    Situazione attuale[modifica]

    Attualmente le F.A. sono comandate da Joseph Kabila come comandante in Capo e Chikez Diemu, Ministro della Difesa, Disarmo e Veterani. L'efficienza delle forze locali non è aiutata dall'assenza di un'industria locale militare. Il CSM è al campo Colonel Tshatshi.

    Non è chiaro cosa vi sia sotto il CSM, ma dovrebbe esservi tra l'altro una sezione di intelligence militare, forze terrestri, navali e aeree, in dieci regioni militari e una base centrale logistica.

    Capi noti del Comando militare:

    • 1960: Mag Gen Victor Lundula
    • 1964–1965: Joseph-Desire Mobutu
    • Fino al 1972:General Louis Bobozo
    • 1970s – circa 1990: ?
    • 1991–1993 : General Mahele Lioko Bokoungo
    • 1993–1996 : General Eluki Monga Aundu
    • 1996–1997 : General Marc Mahélé Lièko Bokungu
    • 1997–1998 : James Kabarebe
    • 1998 – 2001: Joseph Kabila
    • 2001–2004 : Admiral Baudouin Liwanga Mata Nyamuniobo
    • 2004–2007 : Général de division Kisempia Sungilanga Lombe, Chef d’état-major des forces armées
    • Dal 2007 : Lieutenant General Dieudonné Kayembe Mbandakulu
    • Novembre 2008: General Didier Etumba

    Situazione al gennaio 2005:

    • FARDC chief of staff: Major General Sungilanga Kisempia (PPRD)
    • FARDC land forces chief of staff: General Sylvain Buki (RCD-G)[32]
    • FARDC navy chief of staff: General Major Amuli Bahigwa (MLC)
    • FARDC air force chief of staff: Brigadier General Bitanihirwa Kamara (MLC)
    • 1st Military Region/Bandundu: Brigadier General Moustapha Mukiza (MLC)
    • 2nd Military Region/Bas-Congo: non noto
    • 3rd Military Region/Equateur: Brigadier-General Mulubi Bin Muhemedi (PPRD)
    • 4th Military Region/Kasai-Occidental: Brigadier-General Sindani Kasereka (RCD-K/ML)
    • 5th Military Region/Kasai Oriental: General Rwabisira Obeid (RCD)
    • 6th Military Region/Katanga: Brigadier-General Nzambe Alengbia (MLC)
    • 7th Military Region/Maniema: Brigadier-General Widi Mbulu Divioka (RCD-N)
    • 8th Military Region/North Kivu: General Gabriel Amisi (RCD) - Brig. Gen. Vainqueur Mayala
    • 9th Military Region/Province Orientale: Major-General Bulenda Padiri (Mayi-Mayi)
    • 10th Military Region/South Kivu: Major Mbuja Mabe (PPRD)

    Esercito[modifica]

    Le Forze di terra sono nell'insieme 14 brigate reduci delle fazioni che si sono combattute più alcune brigate ancora sotto il controllo di singole fazioni tra cui movimenti come quello della liberazione del Congo, il conflitto di Ituri (MRC) e molti altri.

    In tutto, nel 2005, venne deciso di adottare un piano per 18 brigate, da formare in molta parte con gli ex-ribelli disarmati e mandati ai centri di orientazione, dove sarebbero posti alla scelta di tornare alla vita civile o di ritornare in armi ma come soldati. Nel frattempo avrebbero avuto una somma di 110 dollari come paga iniziale, se si sarebbero demobilizzati; in caso contrario sarebbero stati mandati in uno dei 6 centri di integrazione, per corsi di 45 giorni sparsi nel Paese come quelli di Kitona, Kamina, Rugambo e Kyaleke, che tra l'altro, è vicino al parco nazionale del Viruga. Vi è anche Luberizi, con il confine col Burundi, nel Sud Kivu. Tutto questo ha avuto problemi di realizzazione per organizzazione, ritardi, lunghezza dei viaggi. In tutto serviva poi un percorso a 3 stadi, non facile da percorrere per chi cerca il reinserimento. In seguito si parla di costituire una forza di Reazione rapida con 2 o 3 brigate (12 battaglioni); dal 2010, quando si suppone che il MONUC sarà ritirato, una forza di difesa principale su tre divisioni. Il tuto sarà implementato fino attorno al 2020. Tutto questo è stato anche reso più difficile dal tentativo di riunificare le forze della guerriglia, omettendo per le forze di Nkunda il periodo di 45 giorni di riaddestramento. Le brigate miste formate però sono state abbandonate dai guerriglieri di Nkunda nel 2007 e hanno ripreso il controllo dei territorio di Masisi e Rutshuru, ovvero il Nord Kivu.

    In più vi sono problemi di ordine e di abusi, anche commessi da parte delle brigate regolari, e spesso vi sono traffici comuni tra guerriglieri e soldati regolari, con il forte interesse per le risorse naturali locali. Ogni brigata è di circa 3-5.000 soldati e la forza delle truppe di terra totali ha una forza di 100.000 persone. Secondo la dicitura internazionale (inglese), e sono praticamente tutte considerate come 'integrate' (tra regolari ed ex-guerriglieri):

    • 1st Brigade, nota anche a causa del massacro di 40 civili denunciato nel 2007 da HRW; essa è basata a Bavi, 30 km a S di Bunia.
    • 2nd Brigade, Butembo, North Kivu
    • 3rd Brigade, Bukavu area, diventata poi la 101a Brigata
    • 4th Brigade, Ituri
    • 5th Brigade, Kananga, Kasai-Occidentale
    • 6th Brigade, Jiba
    • 7th Brigade, Kinshasa
    • 8th Brigade, Sud Kivu
    • 9th Brigade, North Kivu
    • 10th Brigade, Gemena
    • 12th Brigade, Baraka, DRC, Sud Kivu
    • 13th Brigade, Marabo, Nord Kivu
    • 14th Brigade, Kalima, ora 105a brigata; sarebbe stata parte di una forza di ben 25.000 soldati mandati a combattere nel Nord Kivu contro Nkunda
    • 15th Brigade
    • 16th e 17th Brigades
    • 18th Brigade
    • 103rd Brigade (integrated)—ex 11a.

    Quanto all'equipaggiamento, non è chiaro quanti siano i mezzi disponibili e soprattutto efficienti, sicuramente solo una parte del totale teorico che dovrebbe essere grossomodo il 20%:

    Circa 50 carri di cui 20 T-55 e 30 Type 59; carri leggeri, circa 40 Type 62 e 40 AML; 20 BMP-1, vari M113, Type 63, Casspir, M-3, TH 390; 100 cannoni tra l'M-116 da 75 mm al D-30 da 130 mm, più i Type 81 (MLR cinesi).

    La Guardia Repubblicana ha compiti di protezione del Presidente e sotto il suo controllo; avrebbe tra i 10 e i 15.000 effettivi e ovviamente, migliori condizioni di servizio e di paga rispetto ai regolari. Ma questo non impedisce che vi siano ancora casi di saccheggi e stupri attorno alle loro basi. Queste sono adesso interessate anche per gli aeroporti principali come Mbandaka, Kisangani e Kindu. Ma questi dispiegamenti hanno visto le truppe prive di comandanti locali e che hanno causato problemi persino alla forza ONU del MONUC ivi presenti. Anche la GN dovrebbe essere 'integrata' con gli ex-ribelli, ma al gennaio 2007 questo era stato fatto solo con un battaglione di 800 soldati, metà dei quali ex-guerriglieri.

    Attualmente, a proposito delle forze ONU, il loro compito è quello anche di ricostruire le infrastrutture e la giustizia militare, con un ex-generale canadese al vertice nel settore sicurezza. Non è chiaro infine quale sia la consistenza delle unità paramilitari, ma di esse va anche detto che la Costituzione non ne fa traccia, come del resto non risultano note risorse accessibili in internet sulla sua attività e consistenza.

    Tra le forze di guerriglia ancora all'interno del disastrato Paese, vi sono i guerriglieri come quelli del FDLR che da sola ha 6.000 effettivi, l'LRA e il Partito per la liberazione degli Hutu sono altri gruppi ancora.

    Marina[modifica]

    Quanto alle altre F.A., la Marina è piccola e pressoché disastrata, con poche navi efficienti, suddivise in 4 comandi a loro volta basati a Matadi (vicino alla costa), Kinshasa (vicino al fiume Congo), Kalemie (lago Tanganica), Goma (Lago Kivu). Questo significa che è una forza in larga misura 'd'acqua dolce'. Pare che vi sia anche una quinta base a Boma, vicino a Matadi. Le Regioni. In tutto vi sarebbero le regioni operative 1a di Kalemie, 4a vicino a Mdandaka e la 5a di Goma. In tutto appena un migliaio di uomini su 8 navi di pattugliamento di cui appena una è operativa (una cannoniera 'Shangai II' numerata 102). Alla base di N'Dagi vi è la base per parecchie navi di pattuglia, elicotteri e lo yacht presidenziale.

    Aviazione[modifica]

    L'Aviazione della Repubblica Democratica del Congo o Force Aérienne du Congo ha circa 1.800-4.000 (dipende dalle fonti) effettivi, e tra il 1971 e il 1997 è stata conosciuta come Forza aerea dello Zaire o Force Aérienne Zairoise

    Questa piccola forza è organizzata in due gruppi aerei, che comprendono 5 stormi e 9 squadroni, ma non tutti sono operativi. Il 1 Gruppo aereo a Kinshasa ha uno stormo di collegamento, uno di addestramento e uno logistico. In tutto sono 5 squadroni. Il secondo Gruppo Aereo è a Kaminia e ha uno stormo di caccia e attacco e un odi trasporto, in tutto 5 squadroni. Vi sono anche compagnie straniere che sono sotto contratto per compiti di ricognizione aerea con piccoli ma sofisticati aerei. È anche possibile che l'Angola si offrirebbe di proteggere la capitale se questa fosse sotto attacco o minaccia. Infatti, il Congo di per sé non è purtroppo in grado di difendersi e di prendersi carico del controllo del suo immenso territorio. Gli aerei, così importanti per muoversi rapidamente in zona, sono largamente non operativi e persino la scuola di pilotaggio sarebbe secondo il Jane's in completa disorganizzazione.

    Le notizie su cosa sia effettivamente in grado di volare sono poche: si parla di un paio di MiG-23 e 4 Su-25, più 6 Mi-23 e un Mi-26, e ancora vari Mi-8. Si parla anche di pochi velivoli ad ala fissa in servizio, 2 C-130, 1 DHC-5 e un B 727, più alcuni (non più di 8) Su-25, C-47, MB-326GB e forse MiG-23; tra i 9 e i 25 Mi-24/25 sono pure in carico, completa il tutto un Super Puma e un Mi-26. Pare che esista un secondo Mi-26, trattenuto in Belgio dal 2002, e ancora lì nel maggio 2007.

    Tra gli aerei forniti, i dati disponibili parlano di:

    • 8 MB-326GB e 6 MB-326K
    • 1 MiG-23UB
    • 1 MiG-23MS
    • 4 Su-25K
    • 5 SF-260M
    • 6 Mi-35
    • 1 Mi-26
    • 2 SA-316 Alouette III
    • 4 SA 330 Puma
    • Alcuni AS-332 Cougar
    • 1 AS-332 ex-francese
    • 1 An-26
    • 1 BN-2
    • 12 Cessna 150
    • 3 Cessna 310
    • 2 DHC-5 Buffalo
    • 4 C-47
    • 4 C-130H

    L'altra aviazione: il Congo Brazzaville[modifica]

    Il Congo Brazzaville attualmente ha circa 668.000 uomini tra i 15 e i 49 uomini, di cui adatti al servizio militare di circa 340 mila. L'età per il servizio è di 20 anni. Le spese sono di 110 mln di dollari (ma si tratta di un dato risalente al 1993, all'epoca era il 3,8% del PIL).

    La vecchia forza aerea congolese, del 1990-2000 era apparteneva alla Repubblica del Congo-Brazzaville, che peraltro ha perso gran parte delle sue poche risorse dal 2001, con un processo di declino che l'ha quasi azzerata, con la sopravvivenza solo di pochi MiG-21 e di qualche aereo ed elicottero leggero. Essa aveva in uso, nel periodo 1988-2000:

    • 20 MiG-17
    • 12 MiG-21
    • 5 MiG-15
    • 2 Noratlas
    • 1 Antonov An-24
    • 1 Douglas C-47 Dakota
    • 1 Aérospatiale SA 316B Alouette III

    Il suo compito era di contrastare il regime filo-occidentale dello Zaire (prima Repubblica Democratica del Cong). Ora ha compiti di anti-contrabbando e COIN, specie nelle provincie del Nord. Inizialmente ebbe una forza di MiG-15 e alcuni MiG-17, che giunsero nei primi anni '60, quando il Congo divenne indipendente dal Belgio. La sua forza era addestrata dai Sovietici, ma anche i Francesi contribuirono entro certi limiti. Attualmente vi sono efficienti solo pochi velivoli militari e sono tutti in carico all'aviazione, tra cui appena 3 elicotteri.

    • 1 SA-318C Alouette II
    • 1 SA 316C Alouette III
    • 5 An-24
    • 1 An-26
    • 1 SA-365 Dauphin
    • ? MiG-17
    • ? MiG-21
    • 1 Nord 2501 Noratlas
    • 8 Su-25K

    Fonti[modifica]

    Dati da wiki.en.

    1. Per saperne di più, vedi la puntata di Report: Chi sfrutta il Congo, andata in onda nel 2008