Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-22

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • F-4 ed F-16 del 52nd TFW. Entrambi esprimono un eccellente schema mimetico a bassa visibilità, ma il Phantom aveva ancora quello verde scuro da cacciabombardiere 'europeo' che, come si vede, era perfetto per il paesaggio tedesco

    Dal momento che una nuova arma si afferma, non resta 'assoluta' per molto tempo. Almeno non nel campo 'convenzionale', perché le armi NBC sono rimaste un vero tabù data la loro immensa distruttività. Nel caso dei radar non si è di fronte ad un'arma vera e propria, quanto ad una 'magic box', uno strumento di conoscenza che permette di sapere le cose a distanza, anche senza vederle direttamente. Chi l'avrebbe detto all'Ammiraglio Nelson, per esempio, di come sarebbe stato possibile combinare alcuni componenti meccanici e potenziarli con elettricità per ottenere un tale risultato! E che la battaglia di Matapan, l'ultima grande vittoria navale inglese, sarebbe stata decisa in parte almeno- da questo congegno, come del resto dall'intelligence e dall'addestramento notturno.

    Primordi[modifica]

    Come si saprà, Marconi inventò la radio, ma anche lui come tanti altri era debitore degli studi di altri scienziati, e in particolare di Coulomb, Ampere e Gauss. Le loro leggi sull'elettricità e il magnetismo vennero relazionate da Maxwell che con un colpo solo si fece 4 leggi fondamentali, che in sostanza dicono che non solo l'elettricità causa campi magnetici, ma anche il contrario. Hertz cominciò a investigare le applicazioni pratiche e il risultato sono le onde elettromagnetiche che hanno una frequenza in cicli al secondo che porta ancora il suo nome. Marconi, nel 1895, con un colpo di fucile del suo fattore (che serviva per far sapere allo scienziato autoditta della ricezione del segnale) mise in pratica la radio. Non era il solo: a dire il vero l'invenzione della radio era stata rivendicata anche da altri che nello stesso periodo e alla fine fu più che altro una questione di PR e di abilità nell'ottenimento dei brevetti che lo mise nelle condizioni di imporsi (un po' l'esatto contrario di quel che successe a Meucci), ma soprattutto furono le sue origini che l'aiutarono moltissimo. La madre era scozzese e consigliò a Marconi di fare i bagagli e partire per la Gran Bretagna: come S. Francesco, anche Marconi era un 'grande Italiano' ma di madre straniera. E oltremanica ebbe un successo che in Patria difficilmente avrebbe mai ottenuto. Ma erano solo queste le applicazioni delle onde Hertziane? Ovviamente no, anche se forse sono rimaste le più importanti. Già all'inizio del secolo un inventore tedesco era riuscito a costruire un congegno radiorivelatore capace di scoprire navi ad una certa distanza, alcune centinaia di metri. Purtroppo non era abbastanza (ma con la bassa frequenza disponibile per gli apparati dell'epoca era già tanto) e non ebbe seguito. La I GM scorse via con una certa facilità senza lasciare traccia apprezzabile in questa ricerca, ma le tecnologie progredivano e nel 1922 lo stesso Marconi s'interessò della radiolocalizzazione di bersagli, da cui anche la leggenda 'nera' del 'raggio della Morte' (che a parte la preconizzazione dei danni da EMP, era solo indiretta tramite la guida di armi apposite). In Italia gli studi vennero iniziati dal prof. Ugo Tiberio, ma era il 1935, un poco tardi rispetto a quello che faceva Watson in GB, ma anche gli americani e i Tedeschi. Era un'epoca in cui anche pochi mesi significavano moltissimo e comunque in Italia i radar erano intesi come sistemi telemetrici per i cannoni navali più che come mezzi di scoperta aerea. La guerra lasciò gli Italiani in 'mutande' senza un'attrezzatura radar pronta per l'inizio delle ostilità, e senza sistemi adatti per il resto del conflitto, a parte qualche radar ceduto dai Tedeschi e qualche tipo nazionale, che con grande lentezza venne messo a punto. Durante il periodo 1939-45 comparvero radar di ogni tipo, per esempio quelli aeroportati di scoperta aerea per i caccia notturni, o di superficie per ricognitori e bombardieri; i Tedeschi e gli Inglesi guidavano il gioco, ma non si capisce perché i primi non abbiano tentato di distruggere i radar in maniera organica durante la Battaglia d'Inghilterra (con torri alte 100 m era praticamente impossibile nasconderli); solo all'inizio dell'offensiva colpirono 5 stazioni e ne distrussero una danneggiando le altre; ma era troppo poco per la poderosa 'Chain Home' di difesa aerea. Gli Americani primeggiarono ben presto grazie alla loro industria elettrica, ma persino i Giapponesi riuscirono a mettere in campo una produzione di oltre 8 mila radar di tutti i tipi; mai quanto gli Americani che arrivarono addirittura a costruire bombe plananti radar-guidate (con sensore attivo della Bell Telephonics!) antisignane dei moderni missili Fire and forget (erano le ASM-2 Bat).

    L'ascesa dei SAM[1][modifica]

    Dopo la guerra, nel mondo devastato da un conflitto senza precedenti, da sopra le macerie delle città si sporgevano antenne radar le cui spazzate guardavano verso il cielo, da cui erano giunte tante distruzioni (e minacciavano di arrivarne altre). Il mondo, che era passato all'era della radio dopo la I GM, dopo la II GM era radarizzato, con oscillatori ad alta frequenza che permettevano ai sistemi di scoperta di funzionare in maniera accettabile, nelle onde di lunghezza decimetrica e centimetrica. Ma anche i Sovietici avevano fatto progressi e gli Americani se ne accorsero quando andarono in Corea, dove una fitta contraerea proteggeva punti strategici (come i famosi 'Ponti di Toko-ri) infliggendo pesanti perdite agli aerei ONU. Ma non era finita: nel 1960 un U-2 da spionaggio ad alta quota venne abbattuto sull'URSS; era guidato da un pilota CIA, Gary Powers e volava ad oltre 20.000 m di quota. Era stato tirato giù da una salva di missili V-75, ora noti come SA-2 Guideline, il secondo tipo di SAM identificato nell'URSS. Il primo era il formidabile, ma poco diffuso, SA-1 Guild, dalle prestazioni radar impressionanti con un radar a sei antenne da 60 gradi di copertura ognuna, chiamato Yo-Yo e con una potenza di circa 1 MW. La capacità era tale da ingaggiare diversi bersagli simultaneamente, ma i missili SA-1 erano privi di booster e per pesare circa 3 t erano sorprendentemente limitati quanto a gittata utile e prestazioni. Il V-75 era un sistema tattico e mobile, molto superiore anche se privo di sistemi radar di tiro altrettanto sofisticati e costosi. Strano che i Sovietici non abbiano messo insieme pranzo e cena abbiando i V-75 allo Yo-Yo. In ogni caso questo era solo l'inizio, altri ordigni furono costruiti sotto forma dei sistemi conosciuti in codice NATO come SA-3, SA-4, SA-5, SA-6, i missili 'single digit' sovietici di prima generazione. Del resto come meravigliarsene, quando gli stessi USA, per affrontare una minaccia piuttosto aleatoria di Tu-4 e poi Tu-95 e M-4 (prodotti in pochi esemplari) erano riusciti a mettere in servizio: i missili Nike Ajax da 40 km, 16.000 prodotti, dal '54 in servizio; i 25.000 loro successori Nike Hercules da 4,5 t e in carico dal 1958, con portata di 140 km e capacità di intercettare virtualmente qualunque cosa incontrassero, anche altri missili tattici (per esempio un altro Hercules, come fu sperimentato attorno al 1960, lo stesso anno dell'abbattimento di Powers: l'intercettazione ebbe luogo a oltre 30 mila metri con velocità di avvicinamento di mach 6..); il Nike Zeus, capace di abbattere persino i veicoli di rientro dei missili ICBM (ma con una testata H, non propriamente 'pulita' come soluzione) oltre che satelliti in orbite basse; i missili Nike Spartan, molto evoluti e a lancio verticale, entrati in servizio nel '75 e tolti dopo un giorno causa trattato ABM (e i mostruosi costi relativi); altre armi di ogni genere per impiego navale, come i missili serie 'T'; analoghe armi europee, prodotte da GB, Francia e persino Svizzera (che commercializzò a suo tempo persino il primo SAM messo sul mercato, della serie RB). Chi si ricorda che gli HAWK in Italia (e non solo) rimpiazzarono proprio i SAM svizzeri Modello 58? E che prima ancora degli Hercules (che sono a tutt'oggi in servizio, veri dinosauri della tecnologia analogica, sia pure aggiornati) c'erano gli Ajax? E l'elenco potrebbe continuare. Eppure, inizialmente gli Americani si rifiutarono di ammettere che Powers fosse stato abbattuto da un SA-2 mentre volava ad alta quota; il problema era che le prestazioni cinematiche dei missili V-75 non erano ancora valorizzabili appieno dai radar assegnati per la loro guida (attuata tramite impulsi radio), ma questo era vero nel '56 e si sapeva che gli U-2 non avrebbero superato i 2-3 anni prima di risultare vulnerabili alle difese, quindi in realtà gli Americani tirarono anche troppo la corda. I missili sovietici erano piuttosto primitivi ed inefficienti. Ma ora che i radar russi servivano, oltre che per scoperta aerea e guida caccia, oltre che per controllo tiro artiglieria, anche per guida missili SAM (che per ricordare meglio significa 'Surface to Air Missile', missile superficie aria: indimenticabili i cronisti di qualche anno fa quando li chiamavano pronunciando 'Sem' come se fosse un nome proprio..), le preoccupazioni piuttosto paranoiche di perdere anche una briciola della propria superiorità tecnologica e aerea degli Americani presero corpo in numerosi programmi, specie nei campi delle ECM, per disturbare i sistemi radar nemici. E funzionavano, ma non erano una risposta 'definitiva' e con la scarsa compattezza dell'elettronica a valvole o anche a transistor non era possibile attrezzare i singoli aerei tattici con ECM attive, al più con ricevitori di segnali radar (comunque ci furono delle eccezioni, specie nell'US Navy). Nel '65 l'SA-2 venne utilizzato per la prima volta. Ma non era in Vietnam, ma in India, dove riuscì peraltro a danneggiare solo un aereo, un RB-57 pakistano (ex-USAF) che ritornò alla base con oltre 100 schegge e vari danni. Non era moltissimo per vincere una guerra, ma il messaggio era forte e chiaro: ad alta quota non c'era libertà di azione. Del resto nel '62 un altro U-2 era stato abbattuto, stavolta durante la Crisi dei missili di Cuba. Suona strano, se si vuole metterla così, che Kruschev avesse insistito con il comandante dell'antiaerea sovietica dell'Operazione Anadyr (per il rinforzo di Cuba) di non attaccare altri U-2: quasi che questi ex-invincibili aerei spia avessero bisogno della protezione del leader dello 'schieramento avverso' per non essere uccisi. E dire che, grazie alla loro economia, sono sopravvissuti anche ai loro successori, i formidabili SR-71. Ma questa è un'altra storia, anche se mandare in azione degli aerei da mach 3 era decisamente costoso per antidoto alla presenza di missili SAM con la stessa velocità di punta (e quindi incapaci di raggiungere i bersagli se sparati alle loro spalle). Di lì a poco gli U-2 Taiwanesi ebbero a che fare con gli SA-2 cinesi, che contribuirono ad abbatterne almeno 4 (ma non è chiaro quanti furono vittime di avventurosi e prestanti, operanti al limite delle loro forze, MiG-19, uno dei quali tra l'altro venne abbattuto per errore anche nel caso 'Powers').

    Vietnam[2][modifica]

    F-105G

    Nel '65 cominciò anche in grande stile il conflitto vietnamita, e come per l'esercito fu l'era degli elicotteri a turbina (quelli a pistoni erano arrivati con la Corea), per l'aviazione fu l'era della sfida contro le difese aeree più dense del mondo. Tra queste i SAM. È di quell'anno il lancio di un missile che finalmente abbatté un aereo tattico americano. Il fortunato fu un F-4C, un nuovo e costoso cacciabombardiere dell'USAF, al contempo un secondo aereo venne danneggiato. Era esattamente il 24 luglio. I SAM in Vietnam non c'erano da molto tempo, ma la difesa si era rapidamente rafforzata.

    Che fare? Le ECM aiutavano a ridurre la minaccia, ma non ad eliminarla. Bisognava distruggere i radar. Ma come si poteva fare in concreto? Un passo indietro. Gli Inglesi erano gente con molta esperienza nel campo dei radar, e idearono anche modi per contrastarli. Uno famoso erano le windows, striscioline di carta stagnola che funzionavano da 'ripetitori' trasmettendo falsi ritorni sui radar tedeschi. Gli Inglesi non erano gli inventori di questo semplice e abbastanza efficace sistema: pare che i primi a pensare a questo ritrovato siano stati i Giapponesi con le Gimanshi, 'carta che inganna'. Anche i Tedeschi arrivarono ad una conclusione analoga con i 'duppel' (dipoli) e gli americani con la 'paglia' (chaff), il cui nome ha soppiantato quello britannico, ora noto più che altro come Sistema Operativo per computer (ma difficilmente Bill Gates avrà pagato alcun copyright). Le ECM attive erano state sviluppate durante i tardi anni '30: un grosso Short Sunderland inglese era stato attrezzato con un emettitore di radiazioni ad alta frequenza di origine ospedaliera (per un trattamento diatermico) aiutando a predisporre, su direzione del dr. Williams (tecnico, non medico) i radar della Chain Home su 4 frequenze diverse in funzione anti-disturbo. In seguito fu tutto un fiorire di attrezzature, la più parte delle quali dimenticata. Le ECM non sono aggeggi 'affascinanti' e non hanno molto pregio, nemmeno come tecnologia d'epoca.

    A parte le ECM attive di disturbo, efficaci ma complesse e con limiti nel raggio d'azione effettivo, a parte i windows' meno efficaci ma che richiedevano poca spesa e specializzazione (specie se si sapeva la lunghezza d'onda da disturbare, con lunghezze della striscia pari alla metà o a un multiplo l'effetto è ben superiore) e permanevano, sganciate ad alta quota, per ore sugli schermi radar 'imbrattandoli' anche dopo che le prime ondate degli aerei se n'erano andate; a parte delle tecniche di volo a bassa quota, che con i radar sono efficaci almeno per via della curvatura terrestre ma specie all'epoca, anche per l'eco del terreno o del mare (ma mettere insieme pranzo con cena, volo radente e notturno al tempo stesso, era qualcosa di difficilissimo da realizzare, specie se c'era tempo brutto e si doveva volare sulla terraferma, visto che il mare, icesberg a parte, ha un'altezza nota); a parte tutto questo c'era ancora una possibilità: distruggere il radar direttamente. I Tedeschi in fondo c'avevano provato nel 1940, anche se con poca convinzione (con meraviglia anche maggiore dei difensori di Malta, i cui sistemi non furono mai attaccati, anche se vennero disturbati da impianti speciali tedeschi sulle coste siciliane). Nel 1944 la tecnica era pronta. Qualunque radar emette radiazioni che un sensore passivo di opportuna fattura può 'percepire', quel sensore che è presente come elemento ricevitore di qualunque complesso radar. Ma un ricevitore lo si può usare anche da solo, e allora sarà un sistema ESM o RWR. I Tedeschi avevano usato il dirigibile Graf Zeppelin con un'attrezzatura di questo tipo per prendere informazioni, appena prima della guerra, delle difese inglesi (farlo volare a guerra iniziata sarebbe stato suicida). Gli Inglesi usarono un ricevitore radar su di uno dei potenti ma bizzosi Hawker Typhoon, era il progetto 'Abdullah'. L'aereo poteva risalire alla fonte dei segnali radar e poi attaccarla con i cannoni di bordo, o meglio, usare dei fumogeni per segnalare alla squadriglia di aerei 'normali' il bersaglio da attaccare, massimizzando l'efficienza dello sforzo. I B-17F del 16th squadrone da ricognizione vennero similmente utilizzati contro la Germania (ovviamente gli Americani pensavano in grande, con 33.000 bombardieri strategici potevano permetterselo). Nel Pacifico i pochi radar giapponesi correvano seri rischi con B-24 e B-29 chiamati 'Raven' (nome destinato a ritornare), e poi i B-25 Mitchell, sia dotati di ricevitore che di armi. L'esperienza non andò perduta del tutto in Corea, dove vennero usati B-26 (Invader, non i Marauder nel frattempo radiati), TB-25J Mitchell con B-26B come 'killer', RB-26 e B-26B in seguito. Ma erano ancora esperienze temporanee, e il primo squadrone da 'caccia ai radar' venne fondato solo nel 1954, almeno ufficialmente: era il 9th TRS della Shaw AFB. Nondimeno, non pare che la cosa sia andata molto avanti, almeno non se ne hanno tracce in Vietnam.

    Dopo l'abbattimento dell'F-4C gli Americani si accorsero d'essere stati malamente sorpresi dalle capacità tecnologiche dei Comunisti e reagirono al loro solito, con un'azione di forza bruta. C'erano da eliminare 8 postazioni SAM, e per attaccarle (non è chiaro con quali risultati) vennero persi altrettanti costosi jet. Nell'agosto del '65 era già pronta una risposta specifica: F-100F con sistemi elettronici sviluppati con il programma noto come 'Wild Weasel', donnola selvaggia, che è rimasto il nome della missione antiradar. 4 aerei arrivarono a Korat, Thailandia, il 21 novembre. Avevano configurazione biposto perché c'era bisogno di un EWO (Electronic Warfare Officer) che proveniva direttamente dai bombardieri del SAC, gli unici che evidentemente erano in grado di fornire queste professionalità. Così gli F-100F precedevano le formazioni cercando i radar e colpendoli con i cannoni e 2 lanciarazzi da 70 mm. Uno fu abbattuto il 20 dicembre, due giorni dopo però un sito SAM venne distrutto dagli F-100F e F-105D bombardieri. Non che fosse una formidabile combinazione, usare lanciarazzi per distruggere siti SAM con armi da 40 km di gittata. C'era bisogno di qualcosa di meglio: missili autoguidati. Se nel periodo bellico erano apparse le Bat con guida radar attiva perché non replicare il successo con un più semplice sistema radar passivo? Ma cosa usare per questo scopo, era un'altra domanda non banale. Proprio in quel periodo era in piena produzione lo Sparrow E, missile aria-aria a guida radar semiattiva. Quest'ultima basicamente è una guida radar passiva, in quanto il missile riceve le onde riflesse dal radar dell'aereo: la differenza è che un radar da attaccare non funziona su di una frequenza tanto stretta come quella del missile semiattivo, e il sensore deve essere più flessibile nella ricerca. D'altro canto non ha nemmeno bisogno di un radar di bordo per colpire, visto che l'illuminazione la fornisce l'obiettivo stesso. Diciamo che il missile è come la falena attirata dalla luce. Questa relativa identità semiattiva-passiva dei sensori era già nota con i primi esperimenti di missili a guida radar. I Tedeschi usavano gl Enzian (Genziana), grossi missili che somigliano ad un AS-5 Kelt, come distruttori di bombardieri, e tra i sistemi di guida di queste armi del crepuscolo erano stati studiati, in alternativa alla guida radio, quella radar semiattiva; che però lasciava il missile con la pericolosa tendenza ad attaccare radar di tiro di questo genere piuttosto che i bombardieri bersaglio. Non è un problema del tutto passato: alle volte, per esempio, è capitato anche di recente che le bombe a guida laser (semiattiva) abbiano colpito il raggio per il 'capo sbagliato' ovvero non il bersaglio, ma il designatore. Ora, trasformare un missile SARH in un ARM non era molto difficile. Venne montato un sensore passivo, mentre le valide prestazioni dello Sparrow, così come il carico bellico, vennero sfruttati adeguatamente: con una testata passata da 29 a 66 kg, di cui 22 di esplosivo, quest'ordigno aveva velocità di oltre mach 2 anche lanciato da bassa quota e una gittata di 10-20 km. Era un missile ,nei suoi limiti, efficace: uno, lanciato per sbaglio verso l'incrociatore USS Worden, gli mise il parco elettronico totalmente KO pur esplodendo a 30 m di distanza. Gli Shrike entrarono in azione nel '66, dopo che la produzione era iniziata già attorno al '65. Ma non era esattamente un'arma formidabile. Con una testata di ricerca limitata in ampiezza, era necessario usare ben 13 teste per coprire lo spettro radar nella sua interezza, e sebbene fossero intercambiabili, non era garantito di trovare subito quella giusta nei magazzini. Il missile anglo-francese Martel era invece dotato di un selettore di frequenza, anche se era regolabile solo a terra. Era però un 'bestione' da 550 kg e circa 40 km di gittata, pensato più per compiti antinave che antiradar 'terrestri', per i quali era di qualcosa eccessivo. La mancanza di un circuito di memoria era un'altra manchevolezza: se lo Shrike perdeva il contatto, perché gli operatori erano lesti a spegnere l'apparato dopo avere visto il missile, oppure erano abili nel cambiare frequenza o orientamento dell'antenna, il missile procedeva per 'inerzia' e colpiva a casaccio, magari km distante. Per rimediare ci voleva un missile più grosso: di fatto i 181 kg dello Shrike sono stati resi sufficienti solo con l'ALARM inglese degli anni '80, che aveva tutto quello che gli era necessario per la missione in un corpo missile molto piccolo. Pensando maggiormente in grande, gli americani adattarono il RIM-66 Standard, nuovissimo SAM navale a medio raggio. Notare bene che potevano usare comodamente il meno recente Tartar, ma vollero il meglio in termini di tecnologia. Il missile era pesante circa 600 kg e con una testata di circa 80 kg per una gittata di 40 o più km con lanci a bassa quota, anche di più ad alta quota (dopotutto, quando lanciato da navi contro velivoli raggiungeva i 46 km, qui le condizioni cinematiche son ben più favorevoli per l'arma vs il bersaglio). Nel frattempo anche l'USN aveva cominciato le missili WW. All'inizio usava giusto gli agili A-4F Skyhawk, ma ben presto adottò gli Shrike su alcuni A-6B Intruder, ciascuno guidante una coppia di A-6A da attacco. I radar delle postazioni SA-2 Guideline erano in genere uno al centro di una rete di 6 piazzole di lancio singole, come i 'Fan Song' da circa 2-3 GhZ. Colpirne uno significava mettere KO la batteria anche se si poteva usare anche il sistema ottico d'emergenza. Non solo, ma i missili di per sè erano oggetti vulnerabili, anche se protetti da muretti di terra sui lati delle rampe: due tonnellate lunghe 10 m e composte per gran parte di carburante ed esplosivo, molto più facili da vedere e da far saltare in aria di una tipica postazione contraerea, anche per le schegge dello stesso missile antiradar, che colpiva i radar, in genere al centro delle batterie. Nel 1968 vennero utilizzati anche gli AGM-78 Standard ARM (gli Shike erano gli AGM-45), ma la loro prima versione era ancora simile, elettronicamente, ai predecessori: un corpo da gigante per la testa di un nano. Per rimediare alla limitazione, presto apparve l'AGM-78B con circuiti di memoria, che peraltro si dimostreranno men che soddisfacenti. Al gennaio 1968 le incursioni dell'USAF avevano ottenuto la distruzione di 89 postazioni SAM, più altre decine colpite; ma gli attaccanti avevano perso 29 aerei. Le missioni antiradar vennero presto chiamate con un nome proprio, 'Iron Hand'. Dall'aprile dello stesso anno arrivarono gli F-105G, con sistemi ECM molto migliorati e i missili AGM-78. I precedenti F-105F, anch'essi biposto, erano invece armati dei soli Shrike. Nel 1972 i nuovi aerei aiutarono molto durante le missioni Linebaker, a superare le difese del Vietnam del Nord, assieme agli F-4 (che a quanto pare non ebbero missili ARM durante questo conflitto) e scortando i B-52, fino a che l'ultima missione venne volata il 2 agosto del '73, molto dopo la fine della Linebacker II che semidistrusse il Vietnam del Nord. Non che fosse un cosa facile, come si dirà poi.

    AGM-78

    Facciamo un esempio riportato dall'enciclopedia Take Off, quello di un F-105F mandato in azione nel 1970[3]. Quest'aereo si avvicinò per attaccare i bersagli radar nemici e lo fece al solito, volando in quota, visto che l'avvicinamento a bassa quota era difficile per la presenza di molta contraerea leggera (il Vietnam arriverà ad oltre 6 mila cannoni di calibro superiore al 20 mm). Ma questo poneva l'aereo ben dentro il raggio di tiro degli SA-2, prima di poter a sua volta lanciare contro di loro. Evitò una fila di missili SAM con manovre difficilmente credibili per quel ferro da stiro che era il Thunderchief, e sparò con successo i missili Shrike contro due postazioni radar, una per missile. L'ultimo missile tolse ai SAM il radar di guida proprio quando stavano arrivando al caccia americano, che a furia di piroette era riuscito a scansare gli ordigni uno dietro l'altro. In tutto subì il lancio di ben 10 missili, ma non gli andò del tutto bene: la potente testata di un SA-2 crivellò di schegge l'aereo, anche se non gli impedì di lanciare verso il radar il secondo ordigno. Però i serbatoi crivellati gli causarono perdita di carburante. Poteva quasi farcela, ma proprio quando avvistò un'aerocisterna era già con il motore spento: avrebbe potuto tentare di agganciarsi all'aereocisterna in quelle condizioni di carico leggero, ma le doti di planata di un F-105 sono pari a quelle di un ferro da stiro e l'equipaggio si lanciò come pianificato in caso fosse andata a finire in quel modo. Così uno dei non molti F-105F andò perduto. Nel '72 i B-52 colpirono duramente il Vietnam del Nord, con la 'guerra degli undici giorni' per le feste natalizie (eccetto Natale). Lo scopo era politico: costringere i Nordisti a ritornare al tavolo delle trattative, come in effetti fu ottenuto grazie anche a quasi 800 missioni di B-52. Ma i Nordisti reagirono veementemente: lanciarono oltre 1.200 missili SA-2 verso i bombardieri, mentre i MiG-21 venivano usati solo per misurare la quota e seguire gli aerei americani. Nonostante le tecnologie ECM e SEAD messe in campo, fu una campagna costosa. Gli SA-2 non dimostrarono molta precisione, ma ne vennero lanciati anche 100 per incursione. Il risultato fu l'abbattimento di ben 15 B-52, addirittura 6 in un solo giorno (20 dicembre), oltre a vari altri aerei.

    Il nemico per eccellenza, l'affusolato SA-2

    Non sembra molto come percentuale, ma la contraerea pesante danneggiò un solo Stratofortress. I MiG-21 ebbero un ruolo marginale, ma due di essi vennero sotto abbastanza da essere abbattuti dalla postazione quadrupla da 12,7 dei B-52. Non è chiaro perché non venissero utilizzati anche per azioni di intercettazione con i missili di bordo. Anche se l'USAF non ha confermato la cosa, i Vietnamiti hanno dichiarato 2 B-52 distrutti nei giorni successivi dai MiG, di cui esiste un resoconto dettagliato di almeno il primo di questi abbattimenti, con due missili Atoll[4]. Non è tanto strano che piccoli AAM possano abbattere un B-52, nonostante i suoi 8 motori raggruppati in 4 gondole subalari. Un caso documentato esiste davvero: un F-100, dei pochi armati con i Sidewinder, durante un'esercitazione per ragioni non ben chiare lanciò un AIM-9 (di cui l'Atoll è una copia non molto riuscita) che bastò per abbattere uno dei giganteschi bombardieri del SAC[5].

    Dopo la guerra il bilancio fu, nel suo complesso, di circa 9.000 SAM che abbatterono poco meno di 200 aerei americani, o almeno questo dicono le statistiche note. Solo il 2% di probabilità dunque, che un SA-2 da 2,3 t distruggesse dei velivoli americani. I cannoni contraerei ne distrussero circa 1.600. Ma i MiG vietnamini, su cui sono stati scritti fiumi d'inchiostro, sono riusciti ad abbattere solo un centinaio di aerei USA e il principale problema è stato quello 'relativo' del rapporto abbattimenti-perdite vinto 'solo' per 2:1 dagli americani. Del resto come dimenticare che gli SA-2 abbatterono anche il Phantom di 'Duke' Cunningham, l'Asso della Marina? Di fatto è un problema sia materiale che psicologico. Materiale, perché ad alta quota anche la potentissima contraerea pesante di Hanoi non era in grado di arrestare gli aerei americani, e i MiG erano troppo pochi per riuscirci a loro volta; psicologica perché per citare Cunningham: non c'è niente, ma proprio niente che spaventi un pilota da caccia come vedersi lanciato contro un SAM. Sapere che c'è un missile-robot in cerca e in avvicinamento a mach 3 è un qualcosa che non lascia indifferenti. Le missioni, per evitare il pericolo, devono essere molto ben pianificate, appoggiate dalla ricognizione, da costosi reparti ECM e o WW etc. Non è solo un fatto di numeri.


    Tempi moderni[modifica]

    Dopo la guerra gli F-105 erano bell'estinti, tranne che una cinquantina di F e G. Questi resistettero fino a che vennero costituiti i nuovi reparti su F-4G, e cedettero definitivamente solo nel 1984 circa. I loro successori furono i Phantom E Block 43-45, costruiti nel '69. Vennero modificati 15 aerei nel 1977, 60 nel '78, 39 nel '79, totale 116 caccia. Non moltissimi, ma erano i più validi cacciabombardieri dell'USAF allora disponibili, sebbene ci si possa chiedere come mai non si pensò ai pur numerosi F-15 o F-111, 42 dei quali modificati in EF-111A da guerra elettronica. Altri 18 aerei vennero ordinati negli anni successivi. Il primo volò nel '76 e nell'ottobre del '78 iniziarono le consegne al 35th TFW. Cos'hanno di tanto speciale questi Phantom? Essenzialmente il RHAW (Radar Warning and Attack Warning), un sofisticato sistema passivo che non ha una semplice antenna caudale come tanti aerei, ma una intera carenatura sull'estremità della deriva. Per ospitare l'elettronica aggiuntiva è stato rimosso il cannone Vulcan (dopo tutti gli sforzi per inserirlo nel Phantom..), ma l'attrezzatura avionica APR-38 è in grado di fornire all'operatore un vero 'ordine di battaglia elettronico' della difesa aerea nemica, niente a che vedere con le prestazioni basicamente solo di autoprotezione di un tipico cacciabombardiere.

    F-4G con lo schema 'Egyptian One' che testimonia anche il passaggio dalle basse alle alte quote di volo

    Ci sono, anzi c'erano (ma non è del tutto vero se alcuni Phantom esteri sono stati aggiornati a questo standard) antenne dappertutto, HUD, schermi presentazione dati relativamente moderni, in seguito l'APR-38 è stato sostituito dall'APR-47 più capace e con computer Sperry anziché Texas Instruments. Esiste una piattaforma digitale ARN-101 per navigazione, il radar APQ-120 è mantenuto, la capacità di usare gli Sparrow anche. L'agilità è stata migliorata con un serbatoio ventrale speciale, quello dell'F-15, che permette di sostenere a pieno carico 5 g di manovra anziché i soli 3 g di quello originale, che in pratica o era vuoto o era da eiettarsi in combattimento. Il Phantom 'G' è stato l'F-4 più pesante dell'USAF con pesi di 13.700-28.060 kg, velocità ridotta a mach 2 con carichi esterni, corsa di decollo non propriamente STOL di 1064 m e atterraggio in 1.073 o 887 con parafreno, raggio d'azione fino a 1.145 km e autonomia di 3.184 km. Il radar permetteva di navigare a bassa quota e di simulare un normale F-4E d'attacco.

    La panoplia dei 'ferri del mestiere' è stata migliorata con tutti i missili tattici disponibili. I soliti Shrike, costruiti in 13.000 esemplari e passa, sono stati raggiunti dagli AGM-78, di cui sono stati realizzati solo circa 3.000 esemplari, 300 dei quali ceduti a Israele (e usati, anche da piattaforme terrestri, in azioni come l'attacco del 1982 contro i Siriani con il nome di Purple Fist). Ma l'AGM-78, anche se migliorato, restava sempre un missile impegnativo: a parte la stazza, era necessario un aereo specializzato e con una capacità elettronica del tutto anomala per un caccia tattico. Così si cominciò ben presto a pensare all'AGM-88 HARM, un nuovo missile da 360 kg capace di armare quasi tutti gli aerei tattici, con una testa di ricerca molto migliorata e un'alta velocità che rende possibile sorprendere gli operatori dei radar. Inoltre esiste un circuito di memoria migliorato, per cui volando a mach 3 è facile che l'arma arrivi fino al radar nemico senza che questo sia stato spento oppure che lo colpisca ugualmente memorizzando la sua posizione con una ben maggiore precisione.

    Ora parliamo dei reparti con gli F-4G disponibili negli anni '80-90 nell'USAF. Uno di questi attorno al 1986 era il 90th TFS del 3rd TFW, a Daegu. La principale unità in patria era il 37th TFW sulla George AFB con il 561 e il 563rd TFS, nonché il 562nd TFS con compiti prevalentemente addestrativi.

    L'USAFE all'epoca aveva 700 aerei di cui uno stormo intero su F-111E, il 20th TFW; uno su F-111F, il 48th TFW; uno su A-10, l'82st TFW; due su F-16, il 401st TFW e il 50th TFW; uno su F-15, il 36th TFW, e il 52nd su F-4, di cui l'81st TFS su F-4G; infine l'86th TFW aveva un misto di F-16 e F-4E.

    Quindi il numero di squadroni con il Phantom 'G' era in tutto di 5, incluso uno addestrativo, e solo due di questi erano oltremare.

    F-4G ed F-4E del 52nd TFW

    Ma poi andiamo a vedere quello che è successo in seguito e la storia in dettaglio dei reparti. Il 53nd TFW lo abbiamo già visto prima; ora però le cose erano cambiate. Basato a 13 km da Bitburg, era in origine il 52nd Pursuit Group formato il 20 novembre del 1940, combattendo anche in Italia per tre anni (1942-45) con un totale dichiarato di 421 vittorie e ben 18 'assi' (5 o più abbattimenti). Subito dopo la guerra è sciolto, malgrado questa carriera prestigiosa, ma solo per essere riattivato nel '46, e poi diventando Wing nel '448, chiudendo i battenti nel '52. Riattivato nel '55, contuinua la sua opera come caccia da difesa aerea. I velivoli utilizzati, in queste 'esistenze' sono stati, diciamo in ordine cronologico: P-39, P-40, Spitfire (sì anche gli americani ne ebbero centinaia, non furono solo esportatori nei confronti degli inglesi),P-47, P-51, P-61, F-82, F-94, F-86, F-102 e F-101.

    Dopo due anni ricomincia l'attività con gli F-4, quando venne costituito proprio l'ultimo giorno del '71 in Germania. Ma era un'attività particolare: inizialmente aveva F-4D ed EB-66 da guerra elettronica, coabitando in una struttura destinata alla guerra elettronica. Non erano veri aerei Wild Weasel, che arrivarono invece nel '73 con gli F-4C, armati con gli Shrike. Dal 1982 vi è stata una profonda rielaborazione del reparto con F-4E e F-4G, e solo allora lo Stormo viene sistemato come unità specializzata nel compito WW o anche detto SEAD (Suppression Electronic Air Defence). In tutto si trattava di un'unità poderosa visto che la loro missione, del resto, era quella di fare breccia contro un nemico formidabile, con una rete di difesa aerea fittissima. Quindi ciascuno dei 3 squadroni, 81, 23 e 480, aveva 12 F-4G e 12 F-4E che erano usati come distruttori. Fino al 1987 era così, poi arrivarono gli F-16C/D Block 30 rimpiazzandoli entro il dicembre, appena 8 mesi dopo l'inizio delle consegne. Vi sono state delle variazioni, per cui vi erano inizialmente un F-16 e 2 F-4G, poi parità e alla fine è cominciata la sostituzione degli F-4G. Non subito, nel 1992 l'81st FS era ancora su 18 F-4G, il 23rd FS (è scomparsa la T di Tactical) era su 18 F-16 WW ma anche CAS, BAI e interdizione. Il 480th svolgeva addirittura l'attacco nucleare con i suoi 18 F-16, almeno fino a quando non sarebbe venuto fuori solo un ruolo convenzionale. Insomma, dopo che per alcuni anni il 52nd TFW ha avuto incarico eminentemente SEAD, si è poi trasformato in un reparto altamente polivalente, per poi, dopo la riorganizzazione dell'USAF, abbandonare la missione WW, con gli F-16 Block 50 e gli A-10, già entro il maggio 1993 per raggiungere ben 92 apparecchi su tre squadroni con gli F-16 e uno con gli A-10/AO-10 con 54+7 in riserva per gli F-16, 18 A-10+6 OA-10 +7 in riserva per l'altro reparto, totale per l'appunto quasi 100 velivoli e il comando sarebbe passato da un tenente colonnello ad un generale di brigata, perché secondo i nuovi criteri USAF questo serviva per le unità con oltre 4.000 elementi. Ricambio anche di gran parte dei piloti eccetto quelli già su F-16, ma nessun ritocco per i meccanici. E così, malgrado che quest'unità sarebbe stata destinata a restare la principale dell'USAFE, non avrebbe avuto più una vocazione strettamente SEAD. Quanto alla base, essa venne costruita nel 1951-53, in un zona poco popolata e piuttosto ricca di foreste, con un'area abbastanza contenuta di soli 550 ettari, ricca attualmente di shelter corazzati, pista di oltre 3 km più strisce secondarie. Quasi 4.500 il numero del personale presente alla base inclusi i civili, il 1st bt 1 st ADA, e il 5th bt, 44th ADA (ovvero due batterie di due unità di artiglieria contraerei), veicoli ruotati, anche corazzati fino addirittura ai carri armati. Quanto alla copertura d'area, essa era pertinenza anche degli F-15C di Bitburg, non tanto distanti. Le attività di volo erano aria-aria per il 40%con formazioni che ai tempi degli F-4 arrivavano a 2V2, con gli F-16 anche a 4V4. La formazione dei piloti e EWO era curata, con piloti esperti scelti per l'incarico ed operatori elettronici con una formazione comune con quella degli equipaggi dei bombardieri, e specializzazione sulla già menzionata George AFB. A Spangdahlem il livello del personale, quanto a capacità professionale, era valutato al 100% per i piloti e 81% per gli EWO, mentre gli F-16 avevano al massim, sia pure in miglioramento, il 40%. Anche per questo i successi contro gli Irakeni sono stati ampi e senza perdite dirette.

    Libano[modifica]

    Ora torniamo alla 'celebrazione' delle attività WW o SEAD che si voglia, dell'epoca moderna. Nel 1982 gli Israeliani sterminarono le 19 batterie di SAM, di cui ben sedici di SA-6 con un attacco combinato sulla Bekaa, e nonostante questa fosse difesa in maniera formidabile, ingannarono con i loro RPV (simulando attacchi aerei) gli operatori radar, facendo loro accendere troppi apparati di controllo. In genere le ECM erano utili per disturbare i radar di scoperta aerea, costringendo ad usare quelli di tiro a fascio stretto ma con una frequenza più alta (e una portata minore), più difficili da disturbare, per la ricerca sui bersagli, e soprattutto questi diventavano un bersaglio per i missili antiradar, anche se questo comportava che i missili per un aggancio efficace dovessero essere lanciati proprio quando l'aereo era illuminato da tali radar, rischiando di ricevere un missile SAM (e anche per questo c'era la necessità di un missile antiradar veloce, veloce almeno quanto un SAM..). In ogni caso fu un successo clamoroso, proprio contro quei SAM che avevano inflitto tante perdite agl Israeliani nel '73. Ma gli Arabi allora non dovettero affrontare la minaccia degli ARM e non ne trassero le dovute conclusioni, lo stesso si potrà dire degli Irakeni in seguito.

    Arriva l'HARM[modifica]

    Nel 1986 vi fu il debutto degli HARM contro i Libici da parte degli aerei USN, specie F-18 e A-7, e fu un congruo successo durante l'attacco a Bengasi.

    AGM-88 in alto, AGM-45 Shrike al centro, un mimetico Maverick in basso: gli attrezzi del mestiere WW

    Ora, per quello che riguarda l'HARM, esso descritto più in dettaglio è un'arma di nuova generazione, la cui genesi è piuttosto lontana nel tempo. Entrato in servizio nel 1984 con gli insegnamenti della guerra del Vietnam, aveva lo scopo di essere poco più difficile da portare dello Shrike, e almeno sofisticato e prestante come lo Standard ARM. Quest'ultimo era un discreto bestione e alla fine, venne portato solo da F-4G o E (israeliani), EA-6, F-105G, richiedendo apparecchi specializzati, troppo rari a dire il vero, e non convincendo abbastanza in costo e affidabilità. Alla fine venne rimpiazzato dall'HARM in pochissimo tempo mentre il più semplice Shrike è stato mantenuto in servizio ancora nei primi anni '90. La minaccia in Vietnam era piuttosto, quanto ai SAM, prevedibile: essenzialmente si trattava di SA-2. Ma i Sovietici avevano un'intera schiera di radar e SAM e quindi gli Shrike avrebbero sofferto troppo tale 'variabilità biologica' con la loro testata 'monocorde': SA-2,3,4,5,6,8 erano piuttosto dissimili e non potevano essere attaccati con un missile unico di quella tecnologia. L'HARM è stato costruito dalla T.I. pesando 360 kg, lunghezza 4,17 m, diametro 25 cm, apertura alare 1,13 m, praticamente appena più grosso (ed essenzialmente per la fusoliera) dello Sparrow, anche se si distingue per le alette simili a quelle di un grosso Sidewinder L, con freccia composita sul bordo d'entrata. I parametro di lancio permettono tiri fino a 12 mila m di quota e almeno 40 km di portata, il motore Thiokol-Hercules ha alta potenza di spinta elevatissima e bassa emissione di fumo. L'elettronica di missile ha una coppia di amplificatori, a basso e alto guadagno di rumore, ogni amplificatore ha un guadagno di 26-35dB, l'antenna ha un'ampiezza di banda recepibile molto ampia e quindi non ha molto bisogno (ma non del tutto annullato) di essere 'settata', mentre la precisione è di frazioni di grado nell'impatto. L'attacco è possibile con varie modalità, la Pre-Emptive Attack, con attacco pre-programmato su posizione nota, con lancio da oltre 40 km e persino con uno scarto di 180 gradi: praticamente lanciare con il bersaglio a poppavia, cosa inedita per qualunque altro missile ARM. Altri missili sono lanciabili sono in avanti all'aereo con la possibilità di attaccare fino a 3 bersagli, di cui due secondari, a seconda di che si trova in avanti, eventualmente cerca bersagli d'opportunità se questi radar non vengono ritrovati e se non si trova proprio niente il missile si autodistrugge. Il 'Direct Attack' viene lanciato con un'acquisizione diretta da parte dell'APR-47 con designazione diretta. Gli F-16 hanno invece usato l'ALIC, computer per il lancio dei missili HARM, con il POS equivalente del PE (ma serve anche la posizione e le caratteristiche del radar e non solo la distanza), HAS, con uso della testa del missile come sensore, LOR per autodifesa legato alle percezionid dell'RWR di bordo. I missili sono stati aggiornati: la testata ha, nel tipo A, migliaia di cubetti d'acciaio; nel tipo B vi sono oltre 10.000 cubetti di tungsteno capaci di perforare 6 mm d'acciaio balistico o 12,5 mm di acciaio 'dolce' (insomma, capacità di perforare anche i blindati porta-radar). La versione B è anche dotata di EEPROM, che è una memoria riprogrammabile per 'settare' il missile prima del lancio al reparto e non solo nei centri specializzati (che dovevano sostituire le memorie). L'AGM-88C ha avuto una singola antenna con una sensibilità eccezionale con frequenza di 0,5-20 GHz, ovvero dalla banda C all J, da quella dei radar di scoperta aerea a quelli di controllo del tiro, mentre il processore è più potente. La nuova versione è diventata disponibile solo nel 1993, tardi rispetto al 1987, quando vennero consegnati gli 'B'. Il software, così importante per i sistemi elettronici moderni, hanno avuto miglioramenti del software con il Block 3 appena prima della Guerra in Irak, e il Block 4 in sperimentazione attorno al 1992.

    La produzione era a pieno ritmo, e come poteva non essere così: l'USAF e USN avevano ordinato 14.000 missili, costruiti al ritmo forsennato anche di 250 unità mensili, nonostante un costo unitario di circa 220.000 dollari.

    Irak[modifica]

    Per l'impiego nel Golfo l'USAF ha mobilitato i velivoli del 35th TFW della George AFB, ancora loro dunque, ma stavolta in missione di prima linea. Ovviamente anche i velivoli del 53nd sono stati mobilitati, schierandosi a Incirlik (Turchia) e in Barhein con 1.300 uomini e due squadroni dei 3 che avevano. Grazie alle insistenze del personale di questo Stormo si preparò un attacco che coinvolse la forte difesa aerea irakena, usando tutti i mezzi disponibili.DESERT STORM scattò dall'Arabia Saudita, ma c'era un'operazione analoga, chiamata PROVEN FORCE. Nel 1991 c'erano 3 squadroni nel 53nd ciascuno con 12 F-4G e 12 F-16C. L'81st FS venne mandato in Barhein, 480th per arrivare nel Golfo, con gli aerei monotipo: il primo aveva raggruppati i 24 F-4G e il secondo gli F-16C. Dopo 4 mesi durante DESERT SHIELD si studiarono nuote tattiche e il territorio, mentre il 23rd in Europa si addestrava con simulazioni d'attacco in massa assieme a F-16, F-15, EF-111 ed EC-130, sul poligono di Speidhadam, che era in Scozia, grossomo con la stessa distanza tra Incirlik e Baghdad. Il carico degli F-4G era normalmente quello con un serbatoio ventrale da 2.200 l, pod ALQ-131, 2 AIM-7E o F, e 4 missili HARM. Erano questi ultimi la ragione per cui non venivano usati i ben più comprensibili Sidewinder per scopi d'autodifesa, per non togliergli punti d'aggancio preziosi per i missili HARM. Per le missioni più lunghe c'erano due HARM, 2 o anche 3 serbatoi di cui due subalari da 1.400 l, oltre a Sparrow ed ECM. I piccoli F-16 avevano 2 AIM-9, 2 HARM, ALQ-131, due serbatoi subalari supplementari da 1.400 l.

    F-4G con una collezione completa di missili, tra cui: HARM, Maverick (apparentemente da eserciazione, mancano infatti i piani di coda), ECM (forse ALQ-101), AGM-78, Shrike

    Nel frattempo il 23rd venne schierato in Turchia ma solo dal 17 gennaio 1991, con una forza composita di 12 F-4 e 12 F-16. C'era indubbiamente da lavorare molto. Attorno a Baghdad c'erano 100 postazioni SAM, 60 sul Kuwait, più 7.000 pezzi di contraerea e 3.000 lanciamissili IR. Gli Americani dovevano vedersela con una ampia ed estesa rete radar, c'erano anche 2-3 AWACS su base Il-76 chiamati Adnan-1 e Adnan-2 con rotodome dorsale anziché una semplice struttura fissa come il primo tipo. In teoria un aereo WW poteva attaccarli con i missili HARM, e in particolare sfruttando le prestazioni da mach 2 degli F-4G, oppure la stealthness degli F-117, che però sono stati utilizzati al dunque per tutt'altro compito. Un HARM pare che abbia davvero colpito un bersaglio aereo: danneggiando un B-52, probabilmente agganciandosi al radar difensivo di coda.

    La missione 'Wild Weasel' è stata sempre ben pianificata ma sempre pericolosa con difese aeree forti come quelle Irakene, che però erano digiune delle minacce SEAD, visto che gli Iraniani non erano in possesso di missili simili (nonostante alcune notizie sull'uso di Shrike almeno ai tempi dell'IIAF). La quota d'approccio alla FEBA è spesso ridotta, a 150 m in una missione notturna, ma se si vola a bassa quota era possibile scendere a 30 m, volando a pieno carico di armi. Ma se abbassarsi in quota era sufficiente per sfuggire alla scoperta radar precoce, era anche lesivo dell'efficienza dell'APR di bordo e poi per attaccare una postazione radar questa doveva emettere segnali, il che spesso accadeva solo se qualche maglia della difesa si accorgeva dell'aereo. Quindi in prossimità del bersaglio c'era da salire di quota e farsi 'beccare': il nemico avrebbe acceso i radar e i missili HARM sarebbero partiti. I SAM spaventavano i piloti e persino i veterani come il Col. Ballanco, 60 missioni di cui 15 notturne in Desert Storm, 11 postazioni radar accreditate, spiegava che non ci si riusciva mai ad abituarsi completamente di fronte alla minaccia dei missili in avvicinamento: l'unica era concentrarsi tanto sulla missione da non avere tempo per la paura. Sullo schermo del RHAWS c'erano 3 anelli: più si accendevano quelli interni più il pericolo era maggiore, a seconda dell'intensità del segnale. Ogni traccia era definita in distanza, tipo, etc, e soprattutto, per l'appunto, consentiva di stabilire quando era possibile lanciare il missile: se un radar era 'sentito' da 100 km non c'erano le condizioni, ma questo con un RWR era difficile da capire: per usare missili ARM con un normale aereo da caccia o si vola a bassa quota (per cui a quel punto se si è scoperti si può star certi che il radar è entro il raggio di tiro del missile) o ci si dirige verso un bersaglio noto. L'alternativa è che si è assistiti da un aereo ben equipaggiato. Gli F-4G erano spesso in volo con 1-2 caccia armati di missili HARM, e l'EWO dietro al Phantom determinava il piano tattico, anche perché la sensibilità all'ascolto, un poco come gli operatori sonar, era fondamentale: non c'erano solo i display tattici, ma soprattutto c'era la cuffia per capire cosa e dove si poteva trovare 'là fuori'.

    Non era facile arrivare sul bersaglio, specie se questo aveva missili a lungo raggio, si potevano inanellare virate strette al momento giusto, allontanarsi se si era nella condizione di uscire dal raggio del missile, puntare al contrario verso le quote più basse per sganciarsi dal radar (molti sistemi d'arma vecchi non sono molto capaci di seguire bersagli al suolo, come il Nike Hercules e l'SA-2: però attenzione, quest'ultimo aggancia sì bersagli sopra i 300-400 m di quota, ma dopo può seguirli fino a 90 m di quota con il radar d'inseguimento e persino di meno con il sistema elettro-ottico, mentre la testata del missile ha un raggio letale di almeno 60 m..). Gli F-100F che a suo tempo erano in volo con gli F-105D erano troppo più agili e le manovre combinate tra di loro erano più difficili; tra Phantom era diverso, ma anche con l'F-16 è possibile una certa capacità di virare insieme. L'F-16 proteggeva il Phantom anche dagli attacchi dei caccia: in genere questi si lanciavano contro il Phantom che era più grosso, ma si scordavano del piccolo F-16 là vicino.. inoltre il Phantom poteva usare anche i missili Sparrow, per ingaggi a distanza, prima ancora del duello manovrato, cosa che all'epoca l'F-16 non poteva fare. Non erano ancora i tempi degli F-16CJ con missili AMRAAM e HARM.

    I duelli con le batterie SAM erano spesso una partita a scacchi: lancio di SAM da una parte e di un HARM dall'altra; ma la batteria non poteva essere sicura che il suo missile era in grado di raggiungere il Phantom, essendo questi capace di manovrare e di difendersi con ECM come i pod ALQ-131 o 184 e i chaff, mentre se il radar restava acceso era quasi sicuro che il missile HARM di lì a pochi secondi gli era addosso, anche perché era difficile fermarlo abbattendolo con un altro missile.

    Su Baghdad vennero mandati anche i drone BQM-74 oltre ai TALD, lanciati dagli S-3 Viking: su 42 arrivati, 37 furono centrati dai SAM irakeni! Ma anche loro sbagliarono come nel caso dei Siriani (ma come facevano a capire l'errore nella notte oscura e confusa?). e diedero modo agli Americani di sparare salve su salve di missili HARM. La tecnica era poi esaltata dal concetto TRIAD: EF-111A per disturbare i radar da grande distanza (lo stesso facevano gli EA-6B Prowler di Marina e Marines), EC-130 che sono Hercules speciali, Chiamati COMPASS CALL per disturbare pure le comunicazioni radio, e naturalmente, in questo caos, che tendeva a degradare le capacità di comunicare e di vedere dei sistemi antiaerei, gli F-4G. Queste azioni inoltre erano successive all'attacco degli F-117 sui centri di comando e comunicazioni irakeni, per non dire dei missili Tomawhak convenzionali che hanno colpito lanciati dal mare in maniera altrettanto furtiva. Non solo: la prima mossa era stata assegnata, inusitatamente, all'esercito con una missione speciale affidata agli AH-64, che in un certo senso hanno vendicato il fallimento dell'Operazione Eagle Claw del 1980; volando bassi, 8 di questi apparecchi -riforniti da CH-47- hanno attaccato due importanti radar che avrebbero dato l'allarme all'approssimarsi dell'armata aerea americana, ma che dovevano essere messi fuori uso per alcuni minuti per impedire l'annullamento dell'effetto sorpresa. Invece con i missili Hellfire sparati da 5 km ad altrettanti metri di quota, gli Apache distrussero totalmente le centrali cominciando dai sistemi di generazione dell'energia, per metterle subito KO. Gli F-15 Eagle guidati dagli AWACS fecero infine da guardiani contro gli irakeni, il cui IADS era oramai in gravissima crisi essendo piuttosto accentrato e non avendo mai subito un'azione simile da parte iraniana. Ma quale nazione avrebbe conservato uno IADS al posto dell'Irak, almeno tra quelle di media grandezza? Gli Irakeni si ritrovarono addosso anche 200 HARM alla volta, e nella prima settimana ne vennero sparati oltre 1.000. Con procedure semplificate gli equipaggi WW iniziavano la preparazione 4 ore prima della missione vera e propria, e con schede di standardizzazione il tempo di briefing scendeva da 90 a 30 minuti. Si mandava in aria formazioni anche di 42 F-4G, 4 F-111, 26 A-6, 57 F-18(con HARM), 2 EA-6B, 30 F-16. Gli F-18, piuttosto ben attrezzati, non erano ancora al livello dei 'Wild Weasel' e in genere volavano più in alto, mentre i soli aerei veramente ben equipaggiati per la USN erano gli EA-6B. Prima venne attaccata Baghdad, poi il Kuwait. Le missioni in seguito si strutturarono con compiti non tanto di distruzione dei radar ma di scorta. Una composizione tipica proveniente dalla Turchia era per esempio di 12 F-15 per la CAP di copertura, 12 F-4G ed F-16, 4 EF-111, 20 F-16, 20 F-16 cacciabombardieri. C’erano due missioni diurne di questo tipo, tutte dirette su di un unico obiettivi; poi una notturna con 12 F-15E, andati verso 2-3 target, con 8 F-4G e 12 F-15C. Alla fine della guerra la definizione concettuale di 'Composite Wing' con vari tipi di velivoli, quasi forze aeree a se stanti, era diventata tanto matura da adottarla successivamente per molti reparti del neocostituito ACC. In seguito vi sono stati anche altri tipi di missioni, con il passare del tempo l’attività radar irakena calava di continuo. E molto: il 23 gennaio era diminuita del 95%. Non era tanto il fatto dei colpi a segno con gli HARM: era la difficoltà tattica che erano costretti a subire gli Irakeni con la minaccia dei missili HARM. Spesso tentavano di disorganizzare le formazioni americane lanciando missili con profilo balistico o tentando di usare i comandi radio, magari per accendere all’ultimo il radar e ingaggiare i caccia, cercando di abbatterli oppure di costringerli a manovrare scendendo sotto quei 4.500 m che erano considerati pericolosi per i missili IR, praticamente non eliminabili, e le artiglierie. Alle volte la chiamata radio 'Bear' che serviva ad annunciare un lancio di missili HARM, era sufficiente per spegnere tutti i radar degli irakeni, i quali terrorizzati dalla loro efficacia non volevano correre rischi con missili in probabile arrivo. Quanto ai missili, di fatto questi erano portati in due esemplari con due serbatoi ausiliari, mentre solo in Kuwait le distanze erano abbastanza ridotte da far rinunciare ai serbatoi alari e usare tutti i piloni per 4 HARM. 4-8 F-4G, nel prosieguo della campagna, erano sufficienti per scortare anche branchi di 60 F-16. Con la fine della campagna aerea le grandi formazioni non erano più strettamente necessarie contro singoli bersagli, e allora si attaccava più obiettivi con piccoli gruppi di aerei. Visto che gli F-4G erano troppo pochi per scortare tutti, vennero organizzati come 'Wiesel Police', una specie di reparto di pronto intervento che orbitava in zona per mezz’ora cercando di supportare eventuali minacce, fino a che gli schermi dell’APR-47 restavano vuoti e si sospettava persino malfunzionamenti. Solo per il 52nd TFW, che ha volato sia da Nord che da Sud dello schieramento, vi sono stati 542 lanci di missili HARM, qualche Shrike, 65 Maverick, dichiarando la distruzione di 142 radar. Un solo Phantom è stato perso per esaurimento carburante, nonostante spesso abbiano dovuto manovrare violentemente per sfuggire anche a 5 missili lanciati in serie. In tutto sono state volate 2061 missioni con ben 7.200 ore di volo, infatti le missioni arrivavano anche a 9 ore per gli aerei che da Sud giungevano su Baghdad, da Incirlik non più di 6 ore, naturalmente con vari rifornimenti in volo. L’APR-47 rendeva l’F-4G una specie di Awacs antiradar con la capacità di dare utili informazioni ai velivoli tattici. Alle volte si volava a supporto dei velivoli tattici, alle volte dei B-52, e bisognava stare attento perché questi ultimi sganciavano bombe da 7.600 o più metri mentre gli F-4G erano spesso appena più in basso. Volare più bassi di 6 km era sgradito: Ballanco ricordava che durante le missioni diurne poteva vedere, con suo disappunto, esplodere missili SAM a una certa distanza, che non aveva visto affatto avvicinarsi. In teoria, notare bene, anche le batterie di missili IR e di cannoni potevano essere attaccate dai WW: dopotutto faceva parte della loro attività distruggere le difese aeree nemiche e armi come i missili Maverick servivano e come. Gli Israeliani, dopo avere distrutto i radar in Libano, distrussero anche le batterie di lancio, sia pure non con gli stessi pochi aerei usati come lanciamissili ARM.

    Che le missioni siano state difficili era, specie all’inizio di Desert Storm, molto vero: un pilota racconta che i suoi 4 F-4 della formazione Wild Weasel lanciarono i loro 16 HARM in due minuti e poi se ne andarono, tanto era piena di segnali radar la zona su cui erano diretti. Alle volte i Weasel dovevano restare per supportare la formazione anche se non avevano più missili disponibili, per via del loro apparato APR-47 che aiutava a dare utili informazioni. Erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via.

    In seguito le cose sono andate diversamente. Dopo la guerra non c’è mai stata una pacificazione e batterie Irakene e aerei americani hanno continuato ad affrontarsi con duelli missilistici. Saddam, intestardendosi come Gheddafi anni prima (ma in un contesto politico con un'unica potenza mondiale, e nessun 'amico' attorno..) aveva promesso anche un premio a chi abbatteva un aereo americano, ma non ci sono riusciti. Ad un certo punto, però, durante le missioni che hanno continuato a susseguirsi, gli americani si sono resi conto che gli Irakeni, anche se erano di continuo fuori dalla loro portata utile di tiro (contro gli americani) avevano studiato tecniche di fuoco tali da essere in grado di rendere inefficaci anche i più moderni HARM, e infatti cominciarono a colpire le postazioni missilistiche con missili come gli AGM-130 e le LGB. I decoy che facevano da civetta quando il radar principale veniva spento erano forse una delle ragioni. Naturalmente se i radar principali venivano spenti non c’era rischio e gli attaccanti passavano indenni ma intanto sprecavano i loro missili inutilmente.

    Quanto ai missili HARM nel loro insieme, in 42 giorni di guerra ne sono stati lanciati 2.200 esemplari (=440 milioni di dollari: campagna efficace ma non economica) rendendo marginale la partecipazione del centinaio di ALARM inglesi. La tipologia delle azioni è stata per lo più 'sterzata' ad alta quota per evitare la contraerea leggera, ottenendo la demolizione della meno numerosa e più facilmente localizzabile contraerea pesante, come le batterie di SA-2, e la neutralizzazione della caccia nemica. Non era certo una cosa fattibile sempre e comunque. I missili HAWK usati dagli Irakeni, dopo averli catturati ai Kuwaitiani, erano una minaccia temuta e rispettata, ma non si sa se ne siano stati lanciati (alcuni HARM vennero comunque tirati verso i radar HAWK). E chissà se ci fossero stati i Patriot, gli SA-10 o gli SA-12, per esempio. Ma gli Irakeni non avevano molti sistemi moderni, dei quali i più numerosi erano gli SA-6.

    Anni '90[modifica]

    Prima della guerra, come già per gli A-10, si pensava di ridurre e magari azzerare i reparti WW, del resto uno squadrone di F-4G costava tre voltel’esercizio di uno di F-16; ma dopo si è ritornati sulle proprie decisioni, almeno per un poco di tempo vi sarebbero stati due reparti di F-4G di cui uno per l’ANG. Il successore sembrava l’F-15E, ma di fatto sarebbe finito per essere l’F-16C con pod ELS e sistema HTS, computer d’armamento ALIC, RWR ALR-56 di ultima generazione e un link IDM. Già si parlava di un HARM capace di essere usato con un apparato multisensore IR radar.

    Un Tornado ECR

    Dopo la guerra del Golfo i Wild Weasel in ogni caso, vennero piuttosto alterati nei loro organici. L’F-16C era modernissimo, ma non poteva operare in perfetta solitudine come poteva fare il Phantom G. Soprattutto è difficile capire come mai non si sia scelto un F-16 biposto per ripartire meglio il carico di lavoro: persino gli Irakeni usavano Su-22 biposto per questo motivo, ai tempi degli attacchi contro l’Iran[6].

    Nel 1994 i 'Wild Weasel' erano in carico anche all’ANG, sulla Gowen Field, Boise, Idaho, con il 190th FS. Nel 1991 gli americani evacuarono la Clark AFB appena prima dell’eruzione del vulcano Pinatubo, ma per cause politiche dovute al cambio di relazioni con il governo di Manila. Il 190th TFS aveva F-4E e G, e doveva essere trasferito in Alaska con gli F-15E. I suoi aerei andarono al 7740th Composite Wing di Incirlik durante la crisi nel Golfo, con sei F-4G, mentre altri andarono alla base di Gorge e Sheikh Isa AB per il 35th Provisional TFW (copia del 35th di George AFB), già pochi giorni dopo l’invasione del Kuwait da parte Irakena. Poi c’è stata la guerra, ma i Wild Weasel erano già segnati: il futuro non era più degli F-4G e l’APR-47, per quanto potente, non sarebbe stato retrofittato per ragioni di costi e ingombri in altri aerei. A metà del 1992 c’erano già ben 48 F-4G in open storage, cocoonizzati all’AMARC, due G vennero addirittura modificati come aerei-bersaglio, strana fine per un velivolo nato per cacciare i missili SAM.. Fu l’ANG che beneficiò di questi ultimi aerei operativi con il 190th TRS dell’Idaho ANG e il 192nd TRS della Nevada ANG, due squadroni che abbandonarono gli RF-4C. Così venne deciso inizialmente, poi però solo il primo venne davvero dotato di questi aerei WW, iniziando nel 1991 con le consegne per poi diventare operativo il 16 marzo 1992 nel nuovo ruolo con 24 aerei, una sezione addestrativi e alle dipendenze del 124th Fighter Group. Al contempo rimase anche un reparto attivo sull’F-4G, l’81st FS con un distaccamento di 8 aerei a Darhan con il 4404th Composite Wing impegnato nell’operazione Southern Watch contro l’Irak nel dopoguerra, aerei aumentati poi a 12 a dicembre 1992, mentre 15 giorni dopo un possente MiG-25 venne abbattuto da un AMRAAM lanciato da un F-16D. Dopo un’altra crisi diplomatica verso la fine di quell’anno vi fu un’altra serie di attacchi il 7 gennaio 1993, comprendente 6 F-4G, mentre un altro caccia MiG venne abbattuto lo stesso giorno. La ragione era che gli Irakeni avevano spostato batterie SAM sotto il 32 parallelo. Altri F-4G vennero spostati dalla Germania, praticamente lasciandola senza aerei, mandati tutti o in Turchia o nel Golfo. Alla fine l’81st venne sciolto, oramai privo di aerei, e venne riattivato il 561st sulla Nellis AFB, con 20 F-4 in aggiunta ai 24 del 190th FS di Boise. Questi ultimi diedero il cambio agli ultimi aerei del 91st nel Golfo all’inizio del marzo 1993, con il loro primo rischiaramento oltremare. A Spangdhalem i Phantom G rimasero fino al 14 gennaio 1994 quando gli ultimi 4, appena rientrati dalla Turchia, volarono via verso gli USA.

    Le missioni della 'Southern Watch' erano diverse da quelle solite di Desert Storm. Una tipica azione era diurna, con 4 F-16C armati di bombe Mk.84 e missili AGM-65, più due AIM-9M e pod ALQ-131; 4 Tornado GR Mk.1 con sistemi di ricognizione Bae 4000 e TIALD, una coppia di EF-111 e una di F-15C, nonché una coppia di F-4G con due AGM-88B l’uno, andando su Tallil, o nel caso dei Tornado, su Bassora per una ricognizione. I siti eventualmente da affrontare erano quelli SA-3, con radar 'Flat Face' di scoperta e 'Low Blow' di tiro, per missili con gittata di 25 km e tangenza di 13; i Phantom arrivavano su Tallil un minuto prima degli altri aerei, con un circuito a '8' per controllare la situazione tutt’intorno e proteggere da tutte le direzioni gli aerei tattici. Un lancio di un HARM diretto sul bersaglio consentiva di colpire in 30 secondi, ma un tiro indiretto, anche se consentiva di non perdere tempo nel virare verso il bersaglio, durava anche 50 secondi, non pochi mentre i missili SAM eventualmente venivano sparati contro i loro bersagli. Oramai i Phantom erano tuttavia molto usurati, con cellule prossime alla fine della loro carriera, con 4.000-7.000 ore di volo sulle ali. Non era ancora da attendersi molto prima della loro sostituzione con gli F-16, mentre gli F-15E erano apparentemente troppo pochi per essere adottati come macchine da reparti SEAD specializzati. Da ricordare, come segno dei tempi, che la loro mimetica originale era stata cambiata con l’elegante Egyptian One a bassa visibilità, con un tono di grigio chiaro, uno medio e uno scuro solo in alcune parti superiori della fusoliera e delle ali. Il muso era parzialmente grigio chiaro, ma con l’estremità del muso nera come se avesse un radar molto piccolo tipo quello dell’RF-4C, mentre non mancava il pod sotto il muso che sembrava ancora la struttura con il Vulcan, ma conteneva elettronica, e che aveva anch’essa l’estremità anteriore nera.

    Durante gli anni, come si diceva, il tipo di conflitto che la supremazia aerea occidentale ha affrontato contro gli 'Stati canaglia' si è evoluto. Contro gli Irakeni verso la fine degli anni '90 i missili HARM hanno perso molto di valore; contro gli Yugoslavi, che comunque dovevano stare con i radar spenti più a lungo possibile, sono stati tirati circa 1000 missili con pochi centri, alcuni HARM sono finiti in Ungheria.. mentre in un caso un singolo ALARM, missile poco noto per la sua capacità di loftering con un paracadute, è riuscito a colpire un radar che era stato improvvidamente riacceso troppo presto. Non prima che americani e tedeschi gli tirassero contro senza successo 100 HARM in numerosi attacchi, uno spreco da circa 30 mln di dollari. Un'altra innovazione è stata il concetto DEAD al posto di SEAD, che significa non solo la distruzione del radar, ma della batteria intera, perché dopo tutto non sempre è difficile riparare in fretta un radar colpito e perché l'HARM si è dimostrato piuttosto inefficiente nelle ultime prove (a parte le evoluzioni multisensore tipo AARGM, ma questa è un'altra storia).

    Tra l'eccezione 'alla regola' vi è quella di un episodio blue-on ble, che poteva finire anche peggio. I Patriot americani hanno abbattuto, nel 2003, un Tornado inglese e un F-18 americano durante l'invasione dell'Irak. Hanno agganciato anche un F-16, che però era armato di HARM e dati i precedenti, non ha esitato a tirargliene uno prima di fare una brutta fine, mettendo KO il radar della batteria (che nel Patriot si occupa di tutte le funzioni di acquisizione e di inseguimento). Lo spiegamento di aerei SEAD americani, per Iraqui Freedom, è stata definita, secondo RID Maggio 2003, il 23rd FS del 1st FW, Kuwait; 55th FS, 39th Air and Space Expeditionary Wing, Turchia; 14th FS, 363rd Air Expeditionary Wing, Arabia Saudita.

    Nel resto del mondo solo alcuni reparti sono rimasti attivi nel settore SEAD, e forse i Tornado ECR sono i migliori di tutti, in servizio con LW e AM, visto che gli F-16CJ sono in genere considerati inferiori anche ai vecchi F-4G e che i Prowler sono più che altro piattaforme ECM. I Sovietici avevano macchine specifiche anche se non eccezionalmente adatte come il MiG-25 BM Foxbat-F, i francesi si sono accontentati di reparti come quelli con i Jaguar, armati di missili Martel (ma fin da tempi remoti, mentre l'AM solo durante gli anni '90 ha comprato missili HARM) e gli inglesi hanno gli ALARM ma non aerei particolarmente specializzati al loro uso. Strano ma vero, l'AM è rimasta del tutto priva di una componente SEAD durante la Guerra fredda, e adesso è in posizione di privilegio nel settore grazie a 15 vecchi Tornado appositamente riattati durante gli anni '90, oltretutto con 'calma olimpica' nel completarne il programma (non erano pienamente operativi nemmeno nel 1999). Il fatto è che semplicemente gli aerei specializzati nei compiti SEAD sono sempre meno richiesti; la microelettronica fa 'miracoli' e sistemi di valutazione dei segnali elettronici e sofisticati apparati RWR, più i sistemi data-link, sono tali da rendere l'attacco antiradar sempre più 'facile', specie contro le minacce tipiche degli 'Stati canaglia'. Contro sistemi come il Patriot o l'SA-10 anche gli aerei WW/SEAD/DEAD sono in ogni caso al limite delle loro capacità. Di certo, si tratta di aerei complessi e costosi: ma nel 1991 gli americani prevedevano di perdere anche 150 aerei nei primi giorni contro le forti difese irakene. Se invece ne persero una trentina in 6 settimane di guerra il merito fu in larga misura dei 'Weasels' e dei loro micidiali missili antiradar. Un valido investimento, almeno all'epoca in cui un normale velivolo tattico non aveva un completo set di armi e sensori antiradar del tutto adatto, tanto che persino i Tornado IDS persero numerosi velivoli contro gli aeroporti irakeni, pur praticando la loro migliore tecnica: l'attacco a volo radente, 'sotto' la cortina d'avvistamento radar.


    Wild Weasel, al 2004[7][modifica]

    Spariti gli F-4G, il compito di sopprimere le difese aeree nemiche è passato ai più piccoli e più moderni F-16CJ, ovvero i Block 50/52 con un sistema AN/ASQ-213 in un apposito pod esterno di dimensioni particolarmente ridotte, al posto di uno dei due del sistema LANTIRN usualmente portato. Nonostante tutti i progressi dell'elettronica, non si tratta di un sistema capace di seguire lo stesso numero di bersagli né di assicurare la protezione entro i 360° assicurata dagli apparati dei vecchi Phantom, ma ha anche dei vantaggi dati dai recenti progressi tecnici, come una maggiore velocità di elaborazione dati. Certo, è strano che soltanto i monoposto siano così equipaggiati quando per missioni analoghe in genere si usano velivoli biposto, che ripartiscono meglio il carico di lavoro richiesto. Incaricati della 'Force Protection' (un nuovo modo di dire la vecchia 'Wild Weasel') con una prima missione di sei aerei in azione dall'ottobre del '94 con il 79th FS del 20th FW della Shaw AFB, prima equipaggiato con i Phantom, per la missione 'Southern Watch' sull'Irak. Il Block 50D era lo standard iniziale e venne consegnato a partire dal maggio 1993, con 57 aerei in totale di cui 51 effettivamente destinati alle missioni antiradar, seguiti poi da 20 biposto, che comunque sono rimasti assai meno numerosi. In tutto, al 2004 erano stati consegnati 231 CJ e solo 40 DJ biposto, per i Fighter Wing 20, 35, 52, 366 e 388th, più altri dell'ANG. Nel 2004 il maggiore utente era il 20th FW, sempre sulla Shaw AFB e che contava ben 72 aerei su 3 squadroni. Gli F-16 hanno continuato ad essere consegnati, per esempio 10 ne vennero ordinati ancora nel 2000 e 4 nel 2001, via via aggiornati nei particolari della loro avionica rispetto ai primi esemplari, e come tali dotati di software 3.1 di missione, MFD a colori e IFF AP/APX-113. Per aggiornarli in maniera omogenea in una missione tanto vitale e pericolosa come la soppressione delle difese aeree (di cui ancora nel 2003 gli Irakeni disponevano abbondantemente e contro cui gli aerei americani hanno operato con intensità) è stato consegnato dal 2003 un nuovo standard a cui aggiornare tutti gli aerei, il CCIP, iniziando con il 79th Sqn 'Tigers', che aveva 38 piloti e volava fino a 5.500 missioni l'anno, usando sia gli ovvi HARM, che le bombe normali e guidate fino a 907 kg nominali, nonché i missili Maverick. Peraltro gli aerei non hanno avuto, non da subito almeno, l'abilitazione all'uso del LANTIRN per gli attacchi notturni e ognitempo. L'armamento tipico comprende, oltre all'AGM-88, anche un altro ordigno di grande importanza per l'USAF moderna: l'AMRAAM. In caso di una tipica missione, gli aerei volavano con due HARM e con 4 AAM. Di questi due sotto le ali erano AMRAAM, mentre alle estremità v'era un solo AIM-9 Sidewinder e un altro AMRAAM, quindi un carico asimmetrico con l'arma a medio raggio che tendeva a rimpiazzare quelle a corto (anche se il futuro AIM-9X avrebbe rimesso un po' in discussione questa direzione degli eventi, essendo ben più capace dei precedenti Sidewinder). I missili HARM sono del modello C, il più moderno disponibile all'epoca. In caso di soppressione delle difese contro obiettivi che non hanno, o non hanno più l'uso di radar, vengono sostituiti due dei missili (aria-aria o gli HARM antiradar, a seconda delle necessità) con missili aria-terra o bombe di vario genere. Così gli F-16 'protettori di forze' sono capaci di scortare le formazioni d'attacco ingaggiando caccia, postazioni radar e qualunque altro obiettivo localizzato in aria o a terra, in assunto con la loro missione di copertura ai 'pacchetti' di aerei d'attacco. Già i Phantom, per varie ragioni, usavano in genere solo i missili a medio raggio Sparrow come armi aria-aria (certo non la migliore scelta per la propria autodifesa), ma adesso, con un radar multimodale moderno e flessibile, e un missile dalle capacità avanzate come l'AIM-120 le capacità anche di scorta aerea sono diventate molto importanti ed è per questo che le armi a medio raggio hanno maggiore impiego di quelle, più adatte all'autodifesa, a corta gittata.


    I Raven al capolinea[8][modifica]

    Anche se non si tratta propriamente di aerei WW, sono pur sempre macchine altamente dedicate alla guerra elettronica e spesso lavoranti assieme a quelle munite di missili HARM: una combinazione micidiale. Tutto andò avanti fino al 2 maggio 1997, quando il Congresso annunciò la radiazione dei potenti Raven con lo scioglimento del 429th ECS (Electronic Combat Squadron). Non fu un fulmine a ciel sereno, perché questi vecchi aerei erano già al limite della loro vita operativa: si trattava di F-111A ricostruiti, vecchi oramai di 30 anni, e mai integrati con gli F-111 più recenti. Così già nel 1995 il reparto era in fase di riduzione, mentre il compito ECM su larga scala era stato appaltato agli EA-6B, non certo più giovani come disegno e subsonici, ma armati e impiegabili da portaerei. Lo squadrone era all'epoca impegnato nella Southern Watch a fornire protezione ai 'pacchetti' di aerei di pattuglia sull'Irak, spesso impegnati nei duelli contro le postazioni SAM, che tentavano quasi disperatamente di abbattere almeno qualche velivolo statunitense. Il reparto era stato impegnato anche in Italia, Alaska, missioni Red Flag ecc, ma quel mese era in Bosnia. Infatti, la base di Incirlik finì a marzo 1995 sotto piogge torrenziali, mentre al contempo venna richiesto l'appoggio, invisibile ma molto concreto, per gli aerei in pattugliamento sulla Bosnia per la Deny Flight. Gli equipaggi vennero avvisati con un tempo d'allerta di appena 3 ore prima del trasloco a Udbina. Eppure, riuscirono a decollare nei tempi previsti, precisamente in 2 ore e 55 minuti, quindi con un anticipo di 5 minuti! Dopo il periodo passato a disturbare i radar serbi (ma non è chiaro quando, pare che l'effettivo impiego venne fatto tra il 21 novembre e il 19 dicembre), cominciò il rimpatrio. 60 persone tornarono a Clovis, NM, nel luglio successivo, dov'era la sede del reparto. Ma non fu un ritorno festante: erano gli scampati all'attentato delle Khobar Towers del 25 giugno 1996, a Dharan; là era in quel momento basato il 429th ECS e anche il suo personale venne coinvolto nell'esplosione. Poco dopo l'annuncio vi fu l'addestramento dell'ultimo specialista di guerra elettronica, che nemmeno era nato quando i primi F-111A divennero Raven; in tutto c'erano all'epoca ben 70 tra piloti e navigatori nel 429th.

    Quest'ultimo nacque come reparto il 26 maggio 1943 a Glendale, California, anche se divenne operativo il 1 ottobre. Trasferito a Van Nuys, sempre in California, si addestrò con i P-38; esso faceva parte del 474th Group, tutto sui Lighting. Presto arrivò in Gran Bretagna (12 marzo 1944) e iniziò le missioni il 25 aprile. Passata la guerra, il 474th FG ritornò negli USA, a Camp Kilmer, NY, il 5 dicembre per essere però semplicemente disattivato.

    La guerra in Corea ne richiese i servigi e ritornò in azione a Misawa, il 10 luglio 1952, per poi sbarcare in Corea del Sud con i suoi F-84G, con cui passò 19 mesi a Taegu. Fine 1954, il reparto torna negli USA a Clovis AFB (poi Cannon AFB). 1955, passaggio sugli F-86, 1957 passaggio su alcuni dei primissimi caccia supersonici, gli F-100; 1963, rischieramento per la crisi di Cuba, dicembre 1965-67, periodo senza operatività effettiva (pur restando ufficialmente uno squadrone attivo); maggio 1967, era previsto di farne un'unità con gli F-111A, ma questi andarono agli altri squadroni del 474th; in seguito anche il 429th li ebbe e li usò in azione dal marzo 1973, quando però la guerra in Vietnam era bell'e finita (ma gran parte del 474th operava in zona dall'autunno del '72); quanto al 429th FS, venne mandato a Takhli (Thailandia) in forza al 347th Wing; poi si spostò a Korat e nel settembre del 1975, presumibilmente dopo avere fatto varie operazioni in Cambogia e Laos, tornò negli USA. Arrivato alla Nellis AFB, ritornò al 474th TFW; nel '77 passò dagli F-111A ai meno potenti F-4D, ma nel novembre 1980 fu tra le prime unità a ricevere l'F-16. Con questi operò fino al settembre 1989, quando tutto lo stormo venne sciolto.

    Così l'EF-111A non ebbe impiego con il 429th durante Desert Storm. I due protagonisti del rischieramento di 20 anni prima, però, si reincontrarono nel settembre 1992, quando il 429th venne riformato come parte del 366th Wing, nella Mountain Home AFB (Idaho). Ma col tempo le cose erano cambiate: ora gli F-111A erano stati trasformati in EF-111A da guerra elettronica, e così il 429th divenne un ECS, squadrone da combattimento elettronico. Passò alla Cannon AFB nel giugno 1993 e da lì si involò per il mondo, soprattutto nel Golfo. Da qui lo squadrone ritornò solo il 1 aprile 1998, dopo 2.785 giorni di permanenza in zona (sia pure con missioni alle volte 'fuori area', come si è detto), operando assieme ai similiari 390th e 410th ECS.

    Così finì la carriera del 429th, con la disattivazione ufficiale il 19 giugno, all'epoca in cui gli EF-111 erano già all'AMARC. Dei 42 Raven ne erano sopravvissuti fino ad allora 37, ma erano oramai velivoli vecchi, anche se dalla sagoma e dall'aspetto molto moderni e aggressivi, grazie anche alla mimetizzazione di un tenue ed elegante blu chiato (superfici superiori) e grigio-azzurro, con il radome in un colore vagamente grigio. I più goffi Prowler, limitati dal dover portare i pod ECM esternamente alle ali, erano stati scelti per i 'Purple Squadrons', misti USN/USAF; si trattava dei VAQ-128, 133, 137, 142, tutti basati a Whidbey Island. I piloti dei Raven sono diventati per lo più istruttori di aerei tra il T-37C e l'F-15; i navigatori sono andati agli F-15E e ai Prowler.

    Per quel che riguarda l'EF-111A, esso era stato originariamente chiamato Electronic Fox, ma il suo soprannome di maggior successo fu 'Spark Vark' (Aardvark Scintillante). Venne scelto nel 1975 dall'USAF dopo un requisito del 1973 per un successore ben più veloce del vecchio EB-66. Nel '75 venne scelta la Grumman per l'integrazione del sistema ALQ-199, versione altamente automatizzata dell'ALQ-99 del Prowler. Nel 1979, dopo numerose prove nei poligoni elettronici, venne autorizzata la conversione di 42 F-111A, aerei oramai superati dai più moderni D, E ed F, tutti trasformati nello stabilimento Grumman di Calverton, dove l'impianto elettrico fu sostituito e la stiva bombe chiusa, mentre piuttosto nello stesso punto si costruiva una specia di 'baia' per il sistema ECM, assieme a quello sulla sommità della deriva e alle 4 antenne laterli su quest'ultima. È stato proprio per evitare di dover riprogettare tutto il sistema che venne pensato di farne un apparato altamente automatizzato, in maniera da non dover allungare l'F-111 per fargli ospitare altri due posti, come era stato fatto con successo sull'A-6 (ma si trattava di aerei nuovi e comunque, meno critici, per esempio erano subsonici e non avevano l'impedimento dei meccanismi di movimento dell'ala GV). I primi sono andati al 388th TFW di Mountain Home, al 388th ECS, che ha ricevuto ben 24 aerei e la IOC nel novembre 1983. Da allora l'aereo venne chiamato Raven (Corvo, un animale simbolo della guerra elettronica). Usato tra l'altro nell'attacco alla Libia nel 1986, ebbe impiego in una decina di esemplari anche nel 1991 sul Golfo. IL 17 gennaio, uno di questi, il 66-016, del 42nd ECS (66th ECW, Upper Heyford), si ritrovò inseguito da un Mirage F.1. Era la prima notte di combattimenti e l'aviazione irakena era ancora attiva; i due americani scapparono a bassa quota con il loro aereo, mettendo in atto manovre evasive e azionando le ECM; il pilota irakeno non era preparato a quest'eventualità e di notte finì per confondersi, schiantandosi al suolo durante un insegumento che se a buon fine, avrebbe causato agli americani un'importante perdita. Questi aerei ebbero anche una perdita, che causò una vera 'caccia al relitto' dati i segreti che rischiavano di essere compromessi.

    I vecchi Raven hanno continuato ad essere sfruttati largamente durante la loro ultima fase della carriera; il 67-039, l'8 maggio 1995, stava volando sulla Bosnia l'ennesima missione quando arrivò a superare l'impressionante valore di 7.000 ore di volo; tra gli aerei, il più anziano era il 66-013, che il 5 settembre 1997 festeggiò 30 anni di una vita 'vissuta pericolosamente', prima come bombardiere ognitempo a volo radente, e poi come segretissimo e moderno aereo ECM, impegnato in più comode missioni di disturbo stand-off, anche ad oltre 100 km di distanza dai radar da 'oscurare'.

    Bibliografia[modifica]

    Per la storia delle operazioni WW: ancora Nativi op. cit, idem per gran parte dei particolari delle armi, mentre per il resto vi sono fonti come Armi da Guerra fascicoli 74 (armi aria-superficie), 8 (SAM), e altre fonti minori.

    Note[modifica]

    1. Nativi, Andrea: Speciale aerei Wild Weasel, RID Agosto 1992 p.23-34: per tutte le descrizioni in dettaglio di Desert Storm
    2. Nativi, Andrea: Speciale aerei Wild Weasel, RID Agosto 1992 p.23-34: per tutte le descrizioni in dettaglio di Desert Storm
    3. Take Off p.645 Con il Thud su Son Tay
    4. Sgarlato, MiG contro B-52, Aerei
    5. ref. Aerei
    6. Per la Southern Watch: Foster, Peter: Wild Weasel Part Time, Aerei Dic 1994 p. 6-13 per la parte relativa all'ANG e Southern Watch.
    7. Foster, Peter: Force Protection, Aerei Ago 2004
    8. Carlson, Ted: Good bye Spark Vark, Aerei set 98 p. 6-13