Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Brasile

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Flag of Brazil.svg

    Il Brasile, Paese dalle mille ricchezze e altrettante contraddizioni, è influenzato in ogni contesto dalla sua particolare geografia, ovvero dal fatto di essere una nazione ancora in buona parte coperta dalla foresta Amazzonica, la più importante foresta e fonte di biodiversità del mondo, anche se in grave sofferenza per le selvagge speculazioni sul legname, acqua e terreno, oltre a periodi di inedita siccità. La sua lontananza dalle parti 'calde' del mondo in termini di conflittualità e i problemi sociali hanno fatto sì che le risorse per armamenti siano molto ridotte, anche se nell'insieme esse sono ancora sufficienti per tenere testa alla grande avversaria di sempre, l'Argentina. In termini di industrie militari il Brasile ha conosciuto tempi migliori, grazie all'attività di export della Engesa con i relativi mezzi corazzati caratterizzati dalla sigla EE. L'Avibras ha esportato una quantità di sistemi di razzi per usi aerei e d'artiglieria. L'Embraer ha prodotto non meno di 182 aerei AT-326 Xavante, ovvero gli MB-326 italiani su licenza, e li ha anche esportati in 17 esemplari. La sua successiva partecipazione nel programma AMX ha consentito di costruire una flotta di tali macchine, con alcuni miglioramenti rispetto a quelle italiane come il minuscolo radar 'Scipio' multimodale, che hanno costituito un notevole miglioramento per una forza aerea altrimenti legata a macchine come i Mirage III, gli F-5 e gli Xavante. Un altro lavoro di successo è l'Embraer Tucano, addestratore avanzato costruito anche su licenza dalla Shorts per la RAF. Anche l'industria aeronautica del settore turboelica ha prodotto vari apparecchi originali come l'EMB-111 da pattugliamento aereo, trasporto civile etc.

    Come storia antica, da ricordare che il Brasile ha partecipato alla terribile guerra della Triplice Alleanza contro il battagliero Paraguay, la cui popolazione fu praticamente sterminata nel corso del periodo 1864-70. In quella guerra, che pure i Paraguagi furono sul punto di vincere, la loro popolazione declinò a meno di 700.000 persone, di cui 30 mila uomini. Addirittura, vennero formati reparti combattenti di donne, qualcosa che ha punti di contatto con quel che sta succedendo in Eritrea. Nondimeno, appena 70 anni dopo il Paraguay batterà la ben più forte Bolivia.

    Come storia moderna, invece, uno degli impegni che il Brasile sta sostenendo è quello delle missioni di peacekeeping e del coordinamento tra le varie nazioni sudamericane. Di recente, circa 4 anni fa, i Brasiliani hanno cominciato una missione nella disastrata Haiti, ma i militari brasiliani sono molto criticati per i modi e i risultati della missione di 'mantenimento della pace' nella prima repubblica sudamericana per antichità. Dall'altro lato, il governo Brasiliano ha pronunciato parole pesanti contro la presenza e le ingerenze americane nell'Amazzonia, cosa che non ha forse precedenti, se si considerano i rapporti di cooperazione, nell'aviazione e la marina americana.

    Origini[modifica]

    La Marina ebbe un ruolo importante, ma non fu il solo. Nel 1893, durante i moti di rivolta ebbe pure un ruolo importante, mentre col programma del 1904 iniziò una competizione serrata contro l'Argentina, e il Brasile con le due navi da battaglia MINAS GERAIS e con una terza in ordine, ebbe per un certo periodo le più potenti navi da battaglia del mondo; ma la depressione del 1910 e la rivolta che scoppiò proprio sulla MINAS vide l'ordine cancellato. Un'altra rivolta scoppiò nel '24 a bordo della SAO PAULO, l'altra potente nave costruita in GB. Evidentemente l'attitudine delle marine a fermentare rivolte, all'epoca, non era specialità solo russa (vedi Rivoluzione Russa).

    La Marina partecipò nel 1917-18 alla I GM, dopo che i sottomarini tedeschi avevano affondato alcune navi mercantili brasiliane. Nel 1942-45 vi fu una partecipazione rilevante al successivo conflitto mondiale, con scorte atlantiche e persino gli sbarchi in Mediterraneo. A quell'epoca cominciarono a svilupparsi anche capacità cantieristiche nazionali con la realizzazioni dei caccia DIAZ e ACRE. Nel frattempo i brasiliani erano anche in azione con l'aviazione: ben noto in particolare il fatto che diverse unità con i potenti P-47 erano della FAB, operando in Italia. Negli anni '50 gli USA erano gli egemoni mondiali e la Gran Bretagna in decadenza. La loro supremazia nella vendita di navi ai brasiliani ebbe materiale realizzazione con la vendita di parecchi sottomarini e coacciatorpediniere. Ma negli anni '70, per ottenere navi moderne vennero chiesti ai cantieri inglesi 6 fregate e 3 sottomarini: si ritornò all'antico, e sostanzialmente ci si sarebbe rimasti. Ma già del 1956 vi era in servizio una portaerei, mentre l'accordo del 1958 con la società giapponese Ishikawa-Harima vide la realizzazione di due dei bacini più grandi del mondo in un nuovo cantiere. All'epoca anche una nave giapponese venne comprata, una delle prime della nuova cantieristica nipponica[1].

    L'aviazione ebbe origine il 20 gennaio 1941[2]. Ebbe nome ufficiale Forca Aerea Brasileira il 22 maggio 1941. Per la cronaca, esattamente un mese prima dell'invasione tedesca dell'URSS. Dopo essere nata con il corredo dei vecchi aerei della Marina e dell'Esercito di varia provenienza, la FAB ebbe aiuti consistenti quando entrò in guerra nel '42. Ebbe centinaia di bombardieri, caccia, pattugliatori marittimi, e i piloti vennero addestrati negli USA, almeno in molti casi. Il 1o Gruppo da caccia e la 1a Squadriglia osservazione prestarono servizio in Italia nel 1944-45, con macchine come i P-47, mentre le operazioni di pattugliamento aereo nell'Atlantico meridionale furono pure importanti. Purtroppo vi furono anche delle controindicazioni: l'abbondanza di aerei ex-USA riversati sul brasile uccise la nascente industria aeronautica, che non riuscì a proteggersi come accadde in Argentina. Ma fu solo per poco tempo, almeno in certi settori.

    Nel 1953 arrivarono i primi caccia a reazione: 61 Meteor F Mk 8 inglesi e 10 addestratori TF.Mk 7. Prestarono servizio fino al 1974 pur essendo più che obsoleti già all'epoca della consegna. Poi arrivarono 58 TF-33A, 33 F-80C americani, certamente non tanto migliori -se erano migliori- e addestratori che oltre i TF-33 compresero 30 MS-760 Paris e 65 T-37C. A quel punto rinaque l'industria aeronautica locale, la EMBRAER, che dalla fine degli anni '70 iniziò a produrre aerei di vari tipi, per esempio 182 EMB-326 Xavante, 171 per la FAB e 11 per altre forze sudamericane. Queste macchine erano anche più lente dei caccia precedenti, ma molto versatili, e furono utilizzate largamente come macchine d'appoggio tattico. Alcuni andarono al 1o Gruppo caccia di Rio fino al 1975, infatti nel frattempo erano arrivati 36 F-5E e 6 F-5B, seguiti da altri nel 1991. Queste macchine operano nel Sud del Brasile. Nel frattempo vennero comprati 17 Mirage IIIEBR e 6 DBR. Tutte queste macchine sono state modernizzate nel caso dei MIrage con superfici canard e altro ancora, dal 1988. Anche per gli F-5 vi sono programmi d'aggiornamento. Gli AMX o A-1 sono un poco il seguito naturale del rapporto con l'Italia per gli MB-326, e il primo prototipo volò nel 1981. Sono stati realizzati 58 aerei fino al 2002 rispetto ai 79 previsti (in Italia andò anche peggio, da 236 si scese a 136). GLi aerei brasiliani sono più efficaci di quelli italiani, anche se non di molto: di sicuro sono stati la flotta di aerei moderni sudamericani più numerosa di sempre. La loro dotazione è di un radar SCIPIO che è un'unità multimodale nonostante la ridotta antenna, certamente meglio dell' EL2001 telemetrico delle macchine italiane. I cannoni sono due DEFA da 30 mm con 250 colpi anziché 1 Vulcan da 20 mm con 400 colpi: i DEFA sono almeno altrettanto efficaci nel tiro aria-aria e molto migliori nell'attacco al suolo. Altre macchine di grande successo sono stati i velivoli regionali, come l'EMB-145, e macchine bimotori come l'EMB-111, spesso usato come pattugliatore marittimo con razzi, radar e fari ad alta potenza. Altro successo, l'addestratore TUCANO o T-27, venduto anche alla RAF e attualmente fornito alla FAB con ordine per 76 A-29 ALX e 29 in opzione, praticamente in sostituzione degli EMB-326 oramai invecchiati.

    Il programma AX per sostituire i Mirage è stato valutato in 700 milioni di dollari, onde comprare 12-24 aerei per 1-2 squadriglie. È un quantitativo irrisorio per la difesa del Brasile, ma in ogni caso il Brasile ha bloccato originariamente questo programma: i soldi sono andati al progetto 'Fame zero' voluto da Lula, certamente una impellenza maggiore di sostituire i Mirage, visto che il 50% della popolazione brasiliana è povera e il 15% soffre la fame (situazione al 2002).

    Altre realtà di rilievo, la Avibras per i razzi di ogni genere (anche spaziali), la TECTRAN per i veicoli leggeri e la ENGESA, ora fallita, che produceva una gamma completa di mezzi blindati 4x4 e 6x6 ad un certo punto di grande successo, ma poi dopo gli anni '80 le cose andarono peggio. Il riarmo con torrette da 90 mm a media pressione dei vecchissimi carri M-3 Stuart è stato poi solo il primo passo. A parte le blindo pesanti EE-9, sono stati pensati il carro medio EE-9 Osorio (mentre la Bernardini produceva il carro leggero Tamoyo) ma l'Arabia Saudita annullò gli ordini dopo la crisi nel Golfo per rivolgersi solo ai mezzi pesanti M1 Abrams al posto di un più economico mix hi-lo e così per la Engesa furono guai, che portarono al fallimento visto che in Brasile non vi era interesse per questo mezzo. Altre armi erano progettate in Brasile: i missili AAM a guida IR Piranha, bombe cluster BLG 120 e altro ancora

    A metà anni '80[3][modifica]

    Non esisteva un ministero della Difesa unificato, ma tre differenti, ovvero quello di Esercito, Marina, Aeronautica. La ripartizione dell'immenso territorio brasiliano, quinto al mondo per superficie, era di 11 regioni regioni militari per quello che riguarda l'Esercito, 7 distretti militari per la Marina e 6 comandi regionali per l'Aeronautica, testimonianza delle accese rivalità e della mancanza di coordinamento tre le forze armata nazionali. La situazione era anche peggiorata dal fatto che ogni forza armata aveva una serie di enti addestrativi separati, eccetto la recente costituzione di una scuola di guerra a Rio de Janeiro per gli ufficiali di tutte e tre le Forze armate.

    Organizzazione[modifica]

    L'esercito brasiliano vantava all'epoca una forza di 183.000 uomini di cui 132.000 in servizio di leva, che aveva durata di 12 mesi. Tale rilevante forza era ripartita in quattro armate e otto divisioni, per cui si può dire che di fatto le armate brasiliane erano corpi d'armata per gli standard internazionali.

    Le grandi unità erano costituite da comandi divisionali e un misto delle seguenti unità a livello, primariamente, di brigata:

    • 1 brigata corazzata
    • 6 di cavalleria corazzata
    • 1 di fanteria corazzata
    • 8 di fanteria meccanizzata
    • 21 di fanteria motorizzata
    • 2 di paracadutisti
    • 2 di autonome di fanteria
    • 1 brigata artiglieria contraerei
    • 6 battaglioni autonomi di fanteria
    • 1 battaglione per operazioni speciali
    • 10 gruppi autonomi artiglieria contraerei
    • 10 reggimenti artiglieria campale
    • 8 gruppi d'artiglieria costiera
    • 34 battaglioni del genio

    Come riserve addestrate vi era, in caso di guerra, la possibilità di richiamare fino a 1.115.000 riservisti, e altri 225.000 erano richiamabili con addestramento limitato alle unità di seconda linea. Tale massa umana faceva del Brasile il detentore dell'esercito di gran lunga più grande del Sud America e di uno dei più numerosi al mondo, come del resto confermato dal numero di brigate, ben 39 (l'E.I., all'epoca, aveva 26 brigate in tutto).

    La struttura dell'esercito brasiliano era però molto diversa rispetto a quella delle nazioni NATO: solo una piccola parte era meccanizzata, e meno ancora erano diffuse le unità corazzate. La fanteria leggera, specialmente ottimizzata per operare nelle difficili condizioni della foresta pluviale era un elemento fondamentale, anche se non vi era carenza di artiglierie. Ogni altro Paese confinante, del resto, era isolato dal Brasile per via della regione amazzonica, eccetto il relativamente modesto Uruguay.

    Quanto all'equipaggiamento, accanto al solito parco di mezzi americani di seconda mano, spesso risalente al periodo bellico, l'esercito brasiliano aveva una notevole percentuale di mezzi di origine, se non anche di progettazione nazionale, fino al 40% del totale. Tra gli equipaggiamenti vi erano armi leggere per la fanteria come l' originale e alquanto sgraziata Uiapuru Mekanica, una mitragliatrice leggera da 7,62 mm; gli autocarri della Engesa di Sao Paulo, blindati leggeri della stessa ditta, che all'epoca stava tentando anche di proporre un nuovo, interessante e potente carro, l'EE-9 Osorio, che faceva seguito al carro leggero MB-3 Tamyo della Bernardini. Questi carri erano i primi progettati interamente in Sud America, ma non vennero mai adottati dall'Esercito brasiliano, che invece usò i vecchissimi carri leggeri X1A, ovvero gli M3 Stuart riarmati con una torretta dotata di cannone da 90 mm a media pressione, facendo in piccolo quello che gli israeliani avevano fatto con l'M4 Sherman: una soluzione a basso costo per un incremento di potenza di fuoco notevole.

    dotazione:

    • Corazzati: Autoblindo EE-9 Cascavel, EE-11 Uturu da trasporto, X1A carri leggeri, altri veicoli di tipo non meglio precisato, autocarri CAMANF anfibi con scafo a barcone, ed eventuali mitragliatrici da 12,7mm.
    • Artiglierie: obici someggiabili da 75 mm M116, obici da 105 mm FH-18, M101 e M102, obici someggiabili da 105mm M56; Obici da 155mm M114; artiglierie da costa con cannoni da 57mm, da 152mm Vickers Mk V, da 304,8mm (12 in.). Semoventi: M7 e M108 da 105mm, lanciarazzi FGT108R da 108mm, ASTROS da 127, 180 e 300 mm.
    • Armi controcarri: missili SS.11, Cobra, TOW. Cannoni S.R. da 57 mm M18, M40 da 106mm. Lanciarazzi M9A1 da 60mm, M20 da 89mm.
    • Armi antiaerei: cannoni GDF-2 da 35 mm, Bofors M1, BOFI, L/60 e L/70 da 40 mm, cannoni da 57mm, da 90mm M118. 4 SAM Roland II
    • Armi da fanteria: pistole M1911 da 11,43mm, M973 da 9mm, M92 da 9mm. Mauser da 7,62mm, mitra INA da 12,7mm, M3A11 da 12,7mm, M12, MPK, Uru da 9mm; fucili FAL, G3, Para-FAL, Mosque-FAL, Mauser M1908 da 7,62mm, HK33 da 5,56mm; mitragliatrici Madsen, Browning, FN MAG da 7,62mm, Hutchkiss da 7mm, M2HB da 12,7mm; mortai da 60mm, M1 e M29 da 81mm, M2 da 107mm, IMBEL da 120mm.
    • Alcuni aerei leggeri per osservazione dell'artiglieria e ricognizione.

    Notare il gran numero di armi di vario tipo, generazione e provenienza: in particolare il numero di obici da 105mm consisteva in un totale di 6 modelli diversi, inclusi degli FH 105 tedeschi del periodo bellico catturati dall'esercito brasiliano in Italia (presumibilmente), gli M56 italiani someggiabili, la gamma completa di obici bellici e postbellici americani con altri 4 modelli tra trainati e semoventi. Chiaramente, la leggerezza delle artiglierie da 105 mm era il meglio che si potesse fare con le difficoltà di movimento nel territorio brasiliano.

    I razzi FGT-108 erano armi da 108 mm di calibro, 17 kg di peso, di cui appena 3 di testata per una gittata di 7 km. Il lanciatore era per 16 razzi, pesante 802 kg con una biga di lancio, oppure sistemabile sul telai di un autocarro leggero. Gli ASTROS erano un sistema molto più complesso e pesante, con caratteristiche di tutto rispetto: erano sistemati su autocarro 6x6 pesante di costruzione locale, leggermente corazzato e dotato anche di una mitragliatrice M2 HB, fatto (positivamente) insolito perché in genere non vi è spazio per armi difensive sui semoventi lanciarazzi. I sistemi per il lancio dei razzi sono di tipo modulare: vi sono 36 razzi da 127 mm con raggio di 30 km, o 16 da 180 mm da 35 km, oppure addirittura 4 razzi da 300 mm con gittata di 60 km. Recentemente si è arrivati al modello SS-80 dello stesso calibro ma con razzi da 80 km. La cosa può essere sorprendente: nel Sud America è stato sviluppato un sistema lanciarazzi d'artiglieria di tutto rispetto, con caratteristiche avanzate, anche se le testate a submunizioni sono presenti solo per i calibri maggiori. La cosa è spiegabile per vari motivi, come il costo di quelle, poco capaci, per i razzi da 127 mm, e soprattutto il fatto che la lunghissima gittata e lo scarso numero dei razzi da 180 e 300 mm, per cui colpire qualcosa con così pochi ordigni a distanze elevate era difficile, anche con bersagli areali. Per aiutare la mira vi è un veicolo radar di tiro e controllo delle traiettorie dei razzi, ovvero un autocarro del tutto simile ai lanciarazzi ma munito di un box corazzato con un radar circolare sopra. L'Irak ne rimase ben impressionato e così ordinò, negli anni '80, ben 60 batterie.

    La dotazione di artiglierie contraerei riguardava un misterioso tipo di cannone da 57 mm (Bofors?) e tutta la gamma di cannoni Bofors da 40mm, dal periodo bellico a quelli più recenti. Solo pochi i missili Roland erano in servizio, sembra esattamente 4 lanciamissili.

    Le armi della fanteria erano anch'esse della più varia provenienza, con l'intera gamma di mortai americani del periodo bellico abbinati ad armi più moderne, lo stesso dicasi per le mitragliatrici.

    Marina[modifica]

    Piuttosto disomogenea e vecchia anche la componente della Marina brasiliana, vertente in buona parte su vecchi cacciatorpediniere USA aggiornati allo standard FRAM ma non ottimizzati ulteriormente per la lotta antinave, come invece successo per altre navi come quelle argentine, taiwanesi e greche.

    La forza era di ben 41.500 uomini, solo 2.200 dei quali di leva. Questa forza ampiamente 'professionalizzata' era dotata di:

    • 1 portaerei, la Minas Gerais.
    • 3 sottomarini 'Oberon', 2 'Guppy II', 2 'Guppy III', 2 'Type 209'(in costruzione)
    • Cacciatorpediniere: 5 'Allen M. Summer', 2 'Gearing', 3 'Fletcher'.
    • Fregate: 6 'Niteroi', 2 'V28' in costruzione, assieme ad altre 10 in programma
    • Navi pattuglia: 21 e altre 2 in costruzione
    • Navi MCM: 6 dragamine costieri
    • Mezzi anfibi: 2 navi LST, 3 mezzi LCU, 3 LCM, 28 EDVP
    • Navi ausiliarie varie: 8 per rilevamenti, 7 lancie per rilevamenti, 1 nave per soccorso sottomarini, 1 nave-officina, 4 navi trasporto, 4 navi cisterna, 2 navi ospedale, 11 navi per addestramento, 70 navi minori
    La MINAS

    Flotta di superficie: la portaerei leggera Minas Gerais era l'ex-HMS Vengeance della Royal Navy, entrata in servizio nel 1945, prestata alla marina australiana nel 1953-55, poi ceduta al Brasile. All'epoca vi era una politica di equanimità nei confronti delle marine sudamericane, con gli angloamericani che si curavano di mantenere l'equilibrio tra Argentina e Brasile. La Minas Gerais non era altro che la gemella della Venticinquo de Mayo argentina. La nave brasiliana ebbe degli importanti lavori nel 1957-60 in cantieri olandesi dove il ponte di volo venne angolato di 8,5 gradi, aggiunta una catapulta a vapore da 13,5 t. di capacità, e apportate altre modifiche.

    La Minas Gerais venne ammodernata ancora nei tardi anni '70 81976-81), con la sostituzione del radar SPS-12 con il SPS-40, e altre migliorie in equipaggiamenti elettronici e strutturali. La dotazione all'epoca diventò esclusivamente idonea al compito di portaerei ASW leggera, con 8 S-2 Tracker dell'Aeronautica, 4 Sea King, 2 AS350 e 2 Bell 206. Dimensionalmente, si trattava di una nave lunga 211,8 m, larga 24,4 (37 per il ponte di volo), dislocava 15.980t standard e 19.890 a pieno carico, con un motore da 40,000hp che garantiva 25,3 nodi. L'equipaggio era di 1000 uomini più 300 del reparto aereo, l'hangar era di 135,6 x15,8 x5,3 m., l'armamento di 2 impianti quadrupli e uno binato da 40mm, pallida eredità dei 34 impianti Bofors originari, ma riduzione necessaria per alloggiare il ponte di volo angolato ed ingrandito e per risparmiare sul personale. La dotazione di radar era di 7 tipi diversi, inclusi due per il controllo del tiro dei sistemi da 40 mm quadrupli (SPG-34)[4].

    I vecchi cacciatorpediniere 'Gearing' erano stati molto aggiornati rispetto alle loro condizioni originarie, con le predisposizioni per un elicottero leggero Wasp, ospitato in un piccolo hangar poppiero. Le navi più moderne avevano bisogno di essere ben più capaci, e non potendo subito sostituire tutte le navi maggiori, il Brasile ha scelto almeno di comprare una serie di grosse fregate, le Niteroi, di cui alcune in configurazione multiruolo-antinave, altre antisommergibile -con una ricca dotazione di armi adatte al ruolo-, e una addestrativa. Le corvette 'Inahuma' erano invece ancora da venire: più piccole, erano destinate comunque a sostituire i vecchi cacciatorpediniere americani. Altri mezzi moderni erano un paio di Type 209 tedeschi per appoggiare la piccola flotta di Oberon, il tutto da armare con i siluri Tigerfish a doppio ruolo antinave-antisommergibile.

    Aviazione imbarcata: la forza aeronavale, Forca Aeronaval da Marinha do Brasil aveva 4 gruppi di elicotteri: anche in Brasile, come in Italia, la rivalità con l'Aeronautica era talmente pesante da impedire alla Marina il possesso di aerei ad ala fissa, che sulla portaerei operavano solo con i colori della FAB. I gruppi elicotteri erano: 1 con 13 SH-3D Sea King di costruzione americana e italiana, 1 con 9 Westland Lynx Mk.21, 1 con 8 Westland Wasp HAS Mk.1 e 9 AS.350, 1 con 16 Bell 206 Jet ranger per addestramento.

    Fanteria di marina: il Corpo dei marines brasiliani era molto sviluppato: 14.500 uomini erano in servizio nel Corpo de Fuzileiros Navale (CFN). Erano raggruppati in una divisione d'assalto anfibio su 1 gruppo d'artiglieria, 1 battaglione commando, 3 di fanti, 1 genio, 2 servizi. I servizi di supporto erano 1 battaglione forze speciali (toleneros), 1 battaglione fanteria antiguerriglia, 1 sanità, 1 servizi, 1 trasporti, 1 genio. Infine vi erano unità di supporto: 10 gruppi regionali incaricati della sicurezza delle basi e installazioni.

    Dotazioni principali: 30 carri leggeri M41C, veicoli LVTP-7, autoblindo EE-9, M113, CAMANF anfibi. Obici M102 da 105mm, lanciarazzi FGT-108, mortai da 60 e 81mm, fucili G3 da 7,62mm, mitra M12, mitragliatrici Browning da 7,62 e 12,7mm.

    Una grande flotta, ma senza artigli[modifica]

    Tutto considerato, la Marina brasiliana era obsoleta, ma restava la più potente del Sud America. Nondimeno, aveva grossi limiti relativi alla mancanza di difesa aerea (gli unici SAM erano i Sea Cat) e di capacità nella lotta antinave: gli unici missili SSM, 8 vecchi MM.38 Exocet, erano disponibili a bordo di due fregate 'Niteroi'.

    Tutte le altre principali marine del Sud america erano equipaggiate con un gran numero di navi missilistiche, e spesso anche di aerei equipaggiati con missili antinave. La Marina argentina, il diretto competitore, aveva una portaerei multiruolo con una squadriglia di cacciabombardieri Super Etendard, 10 fregate Meko 140 e 360, i due cacciatorpediniere Type 42 e 3 corvette A-69, tutte navi equipaggiate con gli Exocet, comprati dagli argentini in non meno di 212 esemplari, armate anche con missili SAM Aspide (le 4 MEKO 360) e missili a lunga gittata Sea Dart (i Type 42). La flotta brasiliana semplicemente era incapace di combattere uno scontro di superficie, potendo al più contare nelle vicinanze della costa sugli F-5, dotati anche di sonde per il rifornimento in volo ma abbinate ai due soli KC-130H disponibili. Essa era se non altro ottimizzata per compiti ASW con ogni arma disponibile, incluse le tramogge per bombe di profondità ancora presenti sulle Niteroi, in 4 casi su 7 navi specificatamente ASW, ma questo non bastava a farne una flotta equilibrata e capace di affrontare direttamente la aggressive forze di superficie dei dirimpettai.

    Aviazione (Forca Aerea Brasileira-FAB)[modifica]

    Forte di 45.000 uomini, è organizzata in 5 comandi ovvero: difesa aerea, aerotattico, marittimo, trasporti, addestramento.

    Le forze impiegabili erano, nel caso della difesa aerea:

    • 2 gruppi intercettori per la difesa aerea, 1 gruppo con 13 Mirage IIIEBR (F103 secondo la denominazione brasiliana), e l'altro con i Mirage III curiosamente tutti del tipo biposto F-103D ovvero i IIIDBR.

    Il comando tattico comprendeva:

    • 2 gruppi con 32 F-5E
    • 4 con F-5B
    • 5 gruppi con circa 100 AT-26A Xavante ovvero gli MB.326 con il ruolo di addestramento e attacco leggero.
    • 2 gruppi di ricognizione con EMBRAER RC-95 Bandeirante (8) e RT-26 (11).
    • 4 Gruppi misti con funzione di collegamento dotati di numerosi elicotteri e aerei leggeri.

    Il comando marittimo comprendeva:

    • 3 gruppi da pattugliamento marittimo con RC-130E, EMB-111 (noti per la FAB come P.95), C-95, UH-1H.
    • 1 gruppo imbarcato con 8 S-2E ASW e 8 S-2A da trasporto, ovvero i Tracker usati dalla portaerei Minas.

    Il comando da trasporto era una dei più grandi: 6 squadre da trasporto con 2 gruppi ognuna e altri 6 gruppi autonomi si occupavano dell'immenso compito di collegare i territori del Brasile:

    • 3 gruppi pesanti con 9 C-130E/H e 2 KC-130H.
    • Gli altri 15 gruppi avevano un totale di ben 165 aerei da trasporto tra cui 50 C-95, 20 C-95A, 20 C-95B Bandeirante, 19 C-115 -ovvero i DHC Caribou-, 12 C-91 (BAe 748)

    Infine, il comando addestramento aveva sei scuole di volo e 1 gruppo taratura radio con un totale di 280 aerei e elicotteri di cui 130 addestratori Aerotec T-23 Uirapuru e Neiva T-25 Universal. In fase di ordinazione 100 nuovi aerei leggeri YTA-17 Tangara e 120 T-27, ovvero gli EMBRAER Tucano.

    Quanto a prospettive per il futuro, per il 1987 era prevista la consegna dei primi, nuovi cacciabombardieri A-1, ovvero gli AMX, ordinati in 79 esemplari di produzione Embraer, di cui il primo volò nel 1985.

    La dotazione di armamenti per gli aerei della FAB era costituita primariamente di bombe e razzi, questi ultimi largamente realizzati dalla Avibras in modelli autoctoni, ma sempre nei calibri da 70 e 127mm (rispettivamente con 4 kg di testata e 9 di peso, e di 22 o 35 kg per 48-61 kg), mentre un armamento più sofisticato, da abbinare ai vecchi missili R.530, Sidewinder e Magic, era il nuovo missile MAA-1 Piranha, a corto raggio, probabilmente 'simile' al Python israeliano.

    1996: Marina[5][modifica]

    La forza della Marina era all'epoca di tutto rispetto in termini di personale; esso era di 52.401 persone, solo 2.000 dei quali coscritti, mentre 7.228 erano ufficiali dei quali 70 ammiragli, 2.617 capitani e comandanti e 4.541 ufficiali inferiori. Se questa forza non era abbastanza impressionante, va detto che la riserva ammontava a circa il doppio di quella attiva: in caso di guerra, dunque, si trattava di circa 150.000 uomini. Le basi navali erano Rio de Janeiro (HQ I), Salvador (HQ II), Natal (III), Belém (IV), RIo Grande do Sul (V), Ladio (HQ VI) che è per le forze fluviali. L'attività in mare era di circa 110 giorni in mare per nave, e una esercitazione navale combinata per tutti distretti navali. La ristrettezza del bilancio non era certo d'aiuto nel programmare bene la spesa e la gestione della flotta. Molte navi erano capaci di operare con un preavviso di 24 ore, ma altre necessitavano di almeno 10 o 30 giorni, a seconda dei gruppi.

    D'altro canto, l'Argentina, l'unico vero avversario 'storico' per il Brasile, non era apparentemente in condizione di minacciare il Brasile, inoltre oramai i rapporti erano piuttosto distesi rispetto al passato. Quanto al bilancio della difesa, già nel 1994 era chiaro che il 'maggior problema da affrontare non era quello del nemico'. La spiegazione era negli 'sghei', anzi nei real, che nel 1995 sono stati ridotti, per spese di investimenti e manutenzione (non contando quelle per il numeroso personale, tra l'altro quasi tutto professionista e con molti alti ufficiali), ad appena 427 milioni, che al cambio col dollaro di 1:1,1 significava 388 milioni.

    Se si considera che nel 1994 il bilancio, pur insufficiente, era di 435 milioni di real, ovvero 478 milioni di dollari (rapporto di 1 dollaro ogni 0,95 real, e questo da solo spiega il problema economico brasiliano). Così 'tutti i programmi navali brasiliani soffrivano di problemi di bilancio'. A parte il problema del controllo delle coste (non tanto contro gli argentini, ma per esempio, contro una rinascente pirateria), bisogna dire che i traffici via mare del Brasile non erano molto ingenti: al 31 dicembre 1992 ammontavano solo al 6,7% del PIL. Il Brasile era quindi al quart'ultimo posto tra le nazioni mare-dipendenti. Al terzo, con il 6,5% vi era l'arcinemica Argentina, piuttosto ironicamente. La flotta mercantile brasiliana era di 5.283.869 t di stazza, la zona d'interesse economico arrivava a 200 miglia dalle coste, ma nonostante tutto, il Brasile non era certo una nazione che dipendeva dai traffici navali per sopravvivere. Nondimeno, in termini assoluti, il mare era una risorsa di tutto rispetto per i brasiliani, che tra l'altro, al solito, vivevano in buona parte sulle coste. IL duebito pubblico era peraltro rilevante, di 134,9 milioni di dollari nel 1994 e purtroppo non avrebbe fatto altro che aumentare. Eppure, i programmi per sottomarini e addirittura armi nucleari erano attivi o lo erano stati fino a non molti anni prima, come del resto anche in Argentina. Il Brasile aveva una ragione in più: produttore di spicco in termini di uranio, era costretto a spendere molti soldi per importare quello arricchito da altre nazioni per le sue due sole centrali nucleari. A parte questo, la vera questione era il controllo della regione amazzonica, nel programma SIVAM che era principalmente dell'Esercito e Aeronautica, ma con una presenza della marina notevole, visto che il Brasile ha il più grande bacino fluviale del mondo e la più grande rete idrografica navigabile del pianeta.

    All'epoca la Marina brasiliana era impegnata nel programma INAUHMA, con le prime due navi completate che non avevano dato risultati validi e che minarono piuttosto radicalmente l'intendimento di realizzarne 12. In ogni caso 4 erano in servizio e si prefigurava una quinta nave, modificata. Per i sottomarini TUPI il programma di costruzione per 6 navi era stato ridotto di qualcosa. La principale novità era il programma di aggiornamento per le NITEROI con un set di sistemi d'arma e sensori che viene poi elencato in un capitolo successivo.

    Il TUPI S30

    I 3 HUMANITA', i vecchi Oberon, erano una preziosa risorsa assieme ai 3 TUPI, ma pare che di fatto non fossero più operativi pienamente già nel 1993, e nonostante un recente lavoro per migliorare la loro vita operativa con, tra l'altro un nuovo sonar, e per questo hanno avuto lavori che su una delle navi, il primo sub ad essere sistemato, hanno richiesto 5 anni. Si tratta del TONELERO, mentre nel 1998 erano cominciati quelli sull'HUMANITA' e infine era previsto uno sul RIACHELO. Un vecchio sottomarino, il BAHIA della classe GUPPY II, usato di recente solo in scopi addestrativi, era stato da poco radiato. E i TUPI? La realizzazione originaria parlava di 6 navi, del tipo 209/1400. Il primo venne impostato a Kiel nel 1985 e vnne celermente completato nel 1988. Ma la realizzazione degli altri, all'Arsenale Iiha das Cobras di Rio ha preso più tempo del necessario e ha visto la riduzione a 5 navi. La TAMOIO venne varata nel 1986 e in servizio c'è arrivata solo nel 1994, la TIMBIRA, impostata nel 1987 è stata varata addirittura il 14 dicembre 1995, sarebbe stata consegnata entro il 1996. Il TAPAJOS è stato impostato nel '92 per entrare in servizio attorno al 2000, da seguire con il TAMANDARE. Chiaramente, non era questo il modo di disporre prontamente di una flotta di navi moderne e all'altezza dei tempi.

    Non sorprendentemente, il quinto sottomarino avrebbe incorporato modifiche alla progettazione strutturale e alle capacità operative. La dotazione delle navi è di 16 siluri Mk 24 Tigerfish mod.1, per gli 8 tls da 533 mm.

    Il programma per il sottomarino nucleare poteva vedere una nave da 2.700 t dotato di un reattore da 12 MW, oppure un più ambizioso e veloce progetto da 2.825 t chiamato SNAC-2 con reattore da 50 MW che è capace di 25 nodi. Entrambe, manco a dirlo, congelate per mancanza di fondi, la triste sorte per una delle nazioni potenzialmente più ricche del mondo. Altro progetto era per un sottomarino convenzionale chiamato il NAC-1, accantonato temporaneamente.

    Le forze della flotta di superficie vedeva la MINAS dotata di 6 S-2, 4-6 Sea King, 3 Super Puma e 2 Ecoureil (quelli che in Brasile sono chiamati Esquilo). Era stata da poco modernizzata con caldaie a vapore danesi della Terna, mentre un sofisticato sistema di comando e controllo di concezione nazionale aveva pure fato la sua comparsa a bordo. Questi lavori erano stati fatto nel 1991-93 e pare che anche la catapulta a vapore, fuori uso dal 1987, fosse finalmente operativa. Esistevano piani per rimpiazzare la MINAS con una o due portaerei più piccole, ma abbandonati a loro volta. La Marina brasiliana era interessata ad una portaerei d'attacco degna di questo nome, e per equipaggiarla vi era il progetto di una inedita versione navale dell'AMX. Ma certo, il fatto che la Marina brasiliana non aveva ancora l'autorizzazione ad avere aerei ad ala fissa non aiutava. Per il resto, al 1995 vi erano le 6 fregate Niteroi, la prima Type 22 di quattro in fornitura, le 4 'Garcia', navi obsolete e di difficile impiego soprattutto in quanto dotate di un motore molto esigente e di un armamento piuttosto obsoleto e limitato, e l'ultimo 'Gearing', ovvero il MARIZ EBARROS. Le speranze per le navi classe 'Adams' erano invece perse. Il programma per ammodernare le Niteroi, il vero punto di forza della Marina, costava all'epoca 385 milioni di dollari, ma si riteneva di completarlo entro il 2000 (magari per loro..). Le corvette INAUHMA erano anch'esse bisognose di aggiornamento, con l'assistenza tedesca, ma questo programma, nato nel 1982, ha avuto molti problemi.

    La BARROSO, la quinta della serie avrebbe avuto uno scafo di 99,77 anziché 95,77 m, con ponte di volo allungato a poppa, dove era previsto il PHALANX, mai istallato. I motori sarebbero stati MTU 1163 tedeschi, sovrastrutture modificate e castello di prua più lungo di 1 m, stabilizzatori di chiglia e altro ancora. I cannoni da 40 mm sarebbero stati sostituiti da un Bofors Mk 3 'Trinity' sopra l'hangar e da due lancia-chaff al posto degli impianti originari, posti ai lati dell'hangar. Il radar Plessey AWS-4 sarebbe stato sostituito da un RAN-20S e un RTN-30X il 10X già presente, mentre la torre da 114 mm sarebbe stata dotata di un sistema optronico aggiuntivo MSI e la Trinity di un EOS-400. Altri sistemi da sostituire erano l'ECM Racal CIGNUS con un IPQM ET/SLQ-2, mentre un sistema tattico ESCA SICONTA-2 è stato aggiunto al Ferranti CAAIS.450. Previsti notevoli miglioramenti per la tenuta al mare e abitabilità.

    Tra le altre navi vi erano i 6 (pochi) dragamine costieri del tipo ARATU, ovvero gli SCHUTZE dell'inizio degli anni '70. i 3 dragamine, con scafo in acciaio sono i RIVER comprati nel 1995, con una funzione però di navi idrografiche ausiliarie e tender.

    I GRAJAU erano i Vosper QAF da 46,5 m, sono stati costruiti in Germania dalla Peen-Werft di Wolfgast. Il quarto arrivò il Brasile il 21 novembre 1995.

    1998: FAB[6][modifica]

    Combattimento

    • 16 (20) AMD-BA 'Mirage' IIIEBR/M
    • 4 (6) AMD-BA 'Mirage' IIIDBR
    • 47 (58) Northrop F-5E 'Tiger' 2
    • 3 (4) Northrop F-5F 'Tiger' 2
    • 4 (6) Northrop F-5B 'Freedom Fighter'
    • 30? (45) AMX International AMX
    • 8? (11) AMX-T

    Addestramento

    • 120 (150) Neiva T-25/T25C 'Universal'
    • 60 (100) Aérotec T-23 ìUirapurù'
    • 123(137) Embraer EMB-312 'Tucano'

    Pattugliamento

    • 21 (22) Embraer EMB-111/A/B 'éatrulha'
    • 4(4) Boeing Model 707T/T (320C)
    • 2(2) Lockheed KC-130H

    Vari ruoli

    • 10(11) Aérospatiale AS-355M 'Esquilo'
    • 5(6) Bell SH-1D 'Huey'
    • 7(7) Bell UH-1D 'Huey'
    • 1(1) Bell SH-1H 'Sapao'
    • 38(38) Bell UH-1H Sapao
    • 6(7) Bell AH-1H(?)
    • 2(2) Boeing Model 737-2N3
    • 9(9) Cessna Model 208 'Caravan' I
    • 17 (24) DHC DHC-5A 'Buffalo'
    • 33(35) Embraer EMB-810C 'Seneca'
    • 7(7) EMB-121E 'Xingu'
    • 104(127) EMB-110 'Bandeirante': (60 EMB-110/C-95, 20 EMB-110K-1/C-95A, 28 EMB-110P-1K/C-95B. 6 EMB-110B/R-95, 5EMB-110P-1K SAR/SC-95B, 1 EMB-110P-1/XC-95B, 22 EMB-111/P-95, 6 C-95C)
    • 10(10) EMB-120RT 'Brasilia'
    • 3(3) EMB-301A 'Ipanema'
    • 12(12) Hawker-Siddeley HS.748 Srs.2A 'Avro'
    • 7(11) HS.125-3B/400
    • 29(30) Helibras HB-350B 'Esquilo'
    • 12(12) Learjet Model 36A
    • 3(8) Lockheed L-382/C-130E 'Hercules'
    • 3(3) L-383C-47D/SC-130E
    • 4(5) L-382C-45D/C-130H
    • 60(110) Neiva N.591 'Regente'
    • 35 Cessna U-27A
    • 8 (11) Aérospatiale AS-332M 'Super Puma'

    Aviazione navale

    • 5(9) Westland Lynx HAS Mk.1/21/21A
    • 9(9) Westland Super Lynx Mk.23
    • 4(6) Solprsky S-61D-3 'Sea King'
    • 3(4) Agusta-Sikorsky ASH-3H 'Sea King'
    • 6(8) Sikorsky SH-3H

    Aviazione esercito

    • 16(18) Bell Model 206B 'Jet-Ranger II
    • 8(9) Helibras HB-350B 'Esquilo'
    • 9(11) Helibras HB-355F-2 'Esquilo'
    • 7(7) AS-332M Super Puma
    • 16 (20) Helibras HB-350L-1 'Esquilo'
    • 19 (24) Aérospatiale AS-550 'Fennec'
    • 36(36) Aérospatiale SA-365K 'Panther'
    • 4 Sikorsky S-70 'Black Hawk'

    Gli aerei brasiliani[modifica]

    Tucano[modifica]

    Esquadrilha fumaça 5.jpg

    Il velivolo di maggior successo tra quelli brasiliani militari + senz'altro il Tucano, designazione EMB-312. I lavori per questo biposto in tandem, con gli abitacoli sfalsati a mò di F-4 Phantom, per permettere una migliore visibilità per l'istruttore. I lavori cominciarono nel 1978 e l'aereo volò nel 1980. La sagoma di questo apparecchio, dalla caratteristica forma aggressiva del muso, specie considerando che si tratta di un aereo d'addestramento basico-intermedio. Nel proprio Paese ebbe un primo ordine per ben 118 esemplari, noti come T-27, consegnati tra il 1983 e l'86, con motore a turboelica a 3 pale P&W Canada PT-6 da 760 hp, ma limitata a 592 hp sull'asse (di trasmissione dell'elica). Le dimensioni sono di 11,14 x 9,86 x 19,4 m² di apertura alare, carrello triciclo anteriore, peso massimo al decollo 3175 kg e velocità massima di 433 kmh, per un raggio massimo di 1.845 km. Tra i clienti, 10 macchine + 30 (e opzione per altri 40) da montare localmente per l'Egitto, 12 per l'Honduras, 30 per l'Argentina, 80 per l'Irak. Questo solo considerado i successi dei primi anni. La situazione conobbe comunque altre importanti evoluzione che hanno comportato anzitutto la rimotorizzazione della macchina. Il fatto è che il Tucano, per quanto buono, era leggermente sottopotenziato e che dall'altra parte del mondo, in Europa, vi era un altro pericoloso concorrente che gli contendeva la leadership nel nuovo, lucroso mercato degli addestratori a turboelica.

    Infatti, il progresso nei motori a turbina stava erodendo il ruolo degli addestratori a reazione nel settore basico, specie per quegli aerei come il T-37 e il Magister, che di fatto non avevano praticamente niente da offrire se non una velocità leggermente maggiore (600-700 kmh) pagata con un costo assai superiore in termini di gestione operativa (=consumo carburante). Infatti, dopo la crisi energetica del 1974 il prezzo del carburante non era più quello di prima, prima cioè della guerra del Kippur. Allora il barile costava circa 2 dollari, poi schizzò a valori dell'ordine degli 80. Allora, differentemente da oggi, si trattava più di volontà politica che di possibilità pratiche di estrazione, ma nondimeno il concetto era chiaro: i costi delle materie prime non sarebbero stati più gli stessi. E mentre gli aviogetti di prima linea non erano sostituibili (ma era possibile 'farli più economici', perché sempre negli anni '70 vi fu una decisa affermazione dei motori turbofan, primariamente per garantire un maggior raggio d'azione con il carburante interno agli aerei, ma anche per ridurre i costi di gestione rispetto ai vecchi turbogetti, almeno nel caso del carburante. Gli addestratori jet 'ad initio' erano figli di un'epoca in cui il petrolio costava poco, i turboelica arrivarono di fatto negli anni '70 e anche questo non fu, per i motivi summenzionati, un caso.

    I Tucano erano stati preceduti dai PC-7 (originariamente noti come P-3B) della Pilatus svizzera, che rimasero per anni senza interessi concreti. Il prototipo volò addirittura nel 1966, non trovando letteralmente interesse. Non stranamente, questo interesse si concretizzò negli anni '70 e il prototipo volò nel '78, quando iniziarono anche i lavori sul Tucano. Questo era un velivolo che prometteva di essere superiore, ma la Pilatus non era rimasta con le mani in mano, e nel 1984 volò il PC-9, molto più potente, che ebbe numerosi estimatori. Il confronto tra i due sarebbe arrivato presto con un accanita competizione per la RAF inglese, che era, guardacaso, in cerca di sostituto per i Jet Provost, tramite la specifica RAF Staff Target 412. Questi apparecchi dall'aria piuttosto goffa erano la versione a reazione del precedente Provost a pistoni (altro passaggio epocale) e avevano dato origine agli Strikemaster, aerei specializzati d'attacco, esattamente come i T-37 americani (anch'essi con posti affiancati, ma bimotori). Il Tucano venne preparato in una apposita versione, capace di prestazioni ben superiori. Nel mese di marzo dell'95 il Tucano venne scelto come vincitore. Sarebbe stato proposto come macchina da produrre su licenza dalla Shorts, con una commessa di ben 130 apparecchi. La differenza strutturale con il precedente aereo brasiliano era di meno del 30% e in effetti il motore, un Garrett TPR 331 consentiva una potenza di 1160 shp (cavalli effettivi sull'asse), praticamente doppia di prima. L'ala era adesso bilongherone, il tettuccio a prova di impatti di volatili, l'elica permetteva di riconoscere subito la versione in parola, si trattava infatti di un modello quadripala Hartzell. L'impianto carburante era di 694 litri e due serbatoi da 660 litri istallabili. Dimensioni: 11,28 x 9,86 x 3,4 m, 19, 33 m², pesi di 2017 kg, 2.700 acrobatico, 3.500 kg massimo. La corsa di decollo era di 330 m e 314 d'atterraggio, autonomia 5,2 h o 722 km di raggio d'azione con 454 kg. Alla fine sono entrati in servizio nel tardo 1989.

    Le prestazioni della macchina, che con 454 kg ha raddoppiato la capacità di carico bellico rispetto al T-27, sono notevoli, con una velocità massima di circa 280 nodi (520 kmh), salita a 1100 m/min, tangenza di 10.500 m, consumo in crociera di 250 kg/h alla massima velocità di crociera che è di 250 nodi (consumo: 0,457 kg/hp/h). Altre prestazioni: velocità di rollio 150°/sec. a 290 kmh, leggermente inferiore a solo sopra i 410 kmh (220 nodi), rateo virata 15/sec a 333kmh con raggio di meno di 430 m a 3050 m, mentre a 1.525 m e 370 kmh si poteva ottenere 16 gradi-sec e meno di 400 m di raggio di virata. In sostanza, si trattava di una macchina che offriva prestazioni paragonabili a quelle di un caccia del 1940 tipo l'Hurricane Mk 1, quasi un ritorno ai caccia addestratori postbellici come il G.59. I seggiolini leggeri Martin-Baker eiettabili, 0-0 erano parte delle nuove tecnologie, tristemente assenti per i piloti del periodo bellico. La visibilità dall'abitacolo anteriore verso il basso è di -8,5 gradi, -5 dal posto superiore. La dotazione avionica è variante secondo la versione: la Shorts ha prodotto anche per il Kenya 21 T.Mk-51 e per il Kuwait 16 Mk.52. Il profilo di addestramento della RAF era stabilito con 60 ore sul Chipmunk, 146 per il Tucano e poi l'Hawk.

    Nel frattempo il Tucano è stato rimotorizzato nella versione 'Super' con motori anche da 1600 shp: in effetti, il Jet Provost dava sensazioni di velocità un attimino diverse da quelle dei turboelica da circa 500 kmh, essendo capace di oltre 650 kmh, il che non era la metà ma i 2/3 della velocità di un tipico jet. L'ultima versione, chiamata A-29 in Brasile, come si è visto, ha anche missili aria-aria ed ha sostituito largamente anche degli addestratori veloci da 800 kmh come gli EMB-326. Quanto al Pilatus PC-9, non ci si è persi d'animo: la rivincita non tardò ad arrivare, con il concorso JPATS, il più importante mai fatto per un aereo d'addestramento negli ultimi decenni, vinto su tutti gli altri aerei ad elica e jet.


    I Super Tucano si sono decisamente affermati anche in tempi recenti, quando letteralmente vi è stato un 'ritorno' all'elica, più parca nei consumi dei turbogetti. Così alla Colombia sono stati forniti 25 aerei in base di un contratto da 235 milioni di dollari firmato il 7 dicembre 2005, che si aggiungono ai 14 in servizio dagli anni '90. Vengono usati per addestramento e per sorveglianza dei confini, sicuramente anche per le loro capacità d'attacco al suolo, come dimostrato dall'azione in cui alcuni aerei attaccarono, il 28 febbraio 2008, un campo FARC in Ecuador, colpendolo all'1,30 con bombe CBU che uccisero una ventina di guerriglieri tra cui il comandante Reyes. Vi fu una forte tensione e Chavez, altro confinante, minacciò addirittura di far intervenire alcuni dei nuovi Sukhoi; il rischio di escalation tra le nazioni di 'sinistra' e la Colombia filo-americana di Uribe (nonché l'unica piattaforma rimasta in America Latina,assieme al Perù, di quello che fu il 'cortile di casa' degli Stati Uniti, non esattamente famosi per la promozione della democrazia nel Sud-America), non è forse mai stato così alto come in quell'occasione[7].

    Più traquillo, forse, il compito dei Super Tucano comprati dalla FAB, ben 99 macchine incaricate sia di addestramento che del controllo dell'Amazzonia nell'ambito del sistema SIVAM per la sorveglianza del suo spazio aereo, praticamente alla mercé dei trafficanti di droga e dei loro piccolo aerei 'civili'. I Super Tucano sono ben armati, anche con missili aria-aria e razzi, e costituiscono un segno dei tempi. Infatti, in base ai piani industriali di oltre 20 anni fa, erano piuttosto previsti come successori naturali degli EMB-326 gli A-1/AT-1 (AMX), ma di fatto i veri successori e rimpiazzi sono stati questi turbo-elica ad altissime prestazioni, anche se non dissimili da quelle di un caccia della fine della II GM. Ma è questo che molte nazioni, passata l'era dei jet a basso costo, possono permettersi[8].

    La storia dei Mirage[modifica]

    Ecco per sommi capi quello che si può definire la 'Mirage saga' in colori Brasiliani. Tutto iniziò negli anni '60 quando la FAB voleva una nuova macchina da combattimento e intercettazione, capace di raggiungere i favolosi mach 2 e quindi di mettere il Brasile al passo del progresso che inseguiva. Non era comunque solo una questione di prestigio, perché la creazione di una sistema di controllo integrato dello spazio aereo, il COMDA, rese necessario comprare un caccia all'altezza, ben superiore ai Meteor Mk.8 e F-80C. Si sarebbero voluti i Phantom, ma costavano troppo e mai misero radici in nessuna nazione sudamericana, ma per fortuna vi erano opzioni più economiche, quelle europee, delle quali la più abbordabile era il semplice ed efficace Mirage III, grazie anche alla pubblicità fattane dalle gesta israeliane nel 1967, non solo nella guerra di allora, in cui gli israeliani ebbero l'iniziativa distruggendo quasi tutta l'aviazione araba al suolo, ma anche in altri scontri con gli arabi. Inizialmente se ne volevano comprare circa 50 ma i soldi scarseggiavano e così nel 1970, aggiungendosi a quasi tutte le Forze aeree sudamericane dell'epoca, il Brasile firmò, ma per un totale di appena 12 Mirage IIIEBR monoposto e 4 DBR biposto. Sono stati chiamati F.103E e D, snc. 4910-22 e 4900-03 per i biposto. La nuova base aerea di Anapolis venne costruita vicino alla capitale Brasilia proprio per ospitare questi apparecchi e venne creato anche l'ALADA, reparto operativo e logistica per la gestione dei nuovi aerei. Le consegne degli aerei avvennero con parti smontate, con C-130E come vettori di trasporto, iniziando nell'ottobre del 1972. I piloti prescelti avevano oltre 1000 ore di volo d'esperienza e iniziarono l'addestramento a Digione e poi sarebbero stati destinati al nuovo ruolo di addestratori per i nuovi aerei. Alla fine, l'ultimo dei 16 aerei venne montato nel maggio del '73. Nel frattempo, ad una sfilata aerea in aprile erano stati presentati i nuovi caccia.

    Le macchine andarono al 1° Grupo de defensa aerea 'Jaguares' in sostituzione dell'ALADA. Nel frattempo l'Armeé de l'Air sostituiva i caccia Mirage III con gli F.1 e non ebbe difficoltà a cedere alcuni apparecchi ad altre nazioni: il Brasile aumentò la forza, nonostante le perdite operative, con 9 F.013E e 6 D biposto, di cui: 3 monoposto il 26 marzo '84, 1 il 29 settembre '88, 1 il 20 dicembre '88, 1 il 16 marzo '89, 1 il 17 aprile '89, 2 monoposto nel '99. I biposto vennero consegnati il 24 febbraio '84, il 15 giugno '88, 29 maggio '89, 26 giugno '89, 2 infine nel '99. Alla fine, insomma, il totale ha raggiunto 21 monoposto e 10 biposto. Davvero poco, se si considera che nazioni come il Perù e l'Argentina avevano ordinato 40-70 aerei. In effetti si trattava di una forza simbolica e solo la presenza degli F-5 americani assolveva in maniera decente la necessità di avere un sistema d'arma supersonico. Ai Mirage III non toccò davvero un compito pesante. Agli inizi degli anni '90 vennero aggiornati con alette canard, limitati aggiornamenti all'avionica, un esemplare a scopo addestrativo ebbe anche una sonda di rifornimento in volo. Nel 1997 arrivarono i missili Python 3 e chaff-flare, mentre i missili R-530 erano stati radiati. Infine venne introdotta la missione d'attacco al suolo con 1350 kg di armi anche con caratteristici punti d'attacco sui serbatoi ausiliari, data la scarsità di punti d'attacco complessivi.

    Il programma F-X, più volte procrastinato per gli 'splendidi trentenni' brasiliani per ragioni finanziarie,prevedeva spese per 700 milioni di dollari e 12-24 aerei. Ma la cosa si è dimostrata difficile da attuare, per i motivi di cui sopra, e la soluzione allo spinosissimo problema è arrivata alfine solo con la più logica delle soluzioni: comprare macchine di discreta qualità usate.

    Con una spesa di appena 80 milioni di Euro i Mirage III hanno trovato la sostituzione con 10 Mirage 2000 C e 2 B ex-Armeé de l'Air, che ha ritenuto surplus queste macchine nonostante la fornitura di Mirage 2000 non sia stata particolarmente abbondante, e i ritardi del Rafaele. La firma del contratto è arrivata nel 2005 e le consegne fino al 2007. Nel frattempo, già al 31 dicembre 2005 i Mirage III sono stati radiati, lasciando la difesa aerea un gruppo dei non molti F-5EM, basato ad Anapolis temporanemente. Nell'insieme è chiaro che la FAB ha avuto ed ha una forza solo marginale in termini di difesa aerea, specie con una superficie di 2,5 milioni di km2 da coprire, cosa improbabile anche per una forza di F-22 Raptor.

    EMB-100/111[modifica]

    Embraer EMB.110 Bandeirante G-TABS. cn 110-212 Skydrift.jpg

    L'EMBRAER, che è nata nel 1970, aveva prodotto a metà anni '80 già qualcosa come 3.000 aerei. L'EMB-110 'Bandeirante' (pioniere) è un velivolo leggero venduto in tutto il mondo, inclusa la versione EMB-110A1 con MAD e sensori vari, che però non è militare ma per ricerche geofisiche. La versione EMB-110P1K è un trasporto militare noto in Brasile come C-95A, l'EMB-121 Xingu è la versione con fusoliera corta e pressurizzata, VU-9 in Brasile. Quanto all'EMB-111, volò il 15 agosto del '77 e si tratta di una macchina da sorveglianza marittima, militare o para-militare. Ha un radar AIL, avionica Collins, ESM-RWR della Thompson, autopilota Bendix, comparto merci e passeggeri, anche paracadutisti. Come P-95 era in servizio con il comando costiero della FAB, ma vi erano anche molti altri clienti. Si tratta basicamente di un leggero biturboelica da 3,7-7 t, 15,95 x14,91 m, velocità massima di crociera di 385 kmh, oltre 2.900 km di raggio d'autonomia con 45' di riserva. Armamento: 4 punti d'aggancio per 4 coppie di razzi da 127 mm o 7 da 70 mm, uno dei quali possibilmente sostituibile con un faro da 50 milioni di candele (assieme, per esempio, a 3 coppie di razzi), mentre il muso ha un grosso radome nel muso. I motori sono due PW Canada PT6A-34 da 750 hp.

    EMB-145 'elettronici'[9][modifica]

    Per sorvegliare l'Amazzonia ci vogliono risorse molto avanzate e molto ben integrate. Con una regione grande il 60% di tutto il territorio brasiliano, con una popolazione residente in essa di appena il 2% sul totale dei Brasiliani. È una regione talmente inaccessibile via terra, che l'unico modo per raggiungerla e percorrerla è usare le vie d'acqua fluviali, ampiamente presenti specie per il Rio delle Amazzoni. Ma questa zona, per quanto inospitale, è anche un santuario di rara importanza per molti traffici illegali, per non dire poi dello sfruttamento selvaggio dell'ambiente. I satelliti e gli aerei sono fondamentali per controllare molte delle malefatte e delle attività criminose (ma spesso 'legittimate'), ma per controllare anche lo spazio aereo è necessario sviluppare strumenti ancora più avanzati. Se si pensa che sopra l'Amazzonia, ogni giorno, vi sono oltre 3.000 voli illegali, soprattutto narcotrafficanti, ma anche di traffici di minerali, è chiaro che a questo punto vi è stata l'esigenza di costruire una vera rete di scoperta aerea specifica per l'Amazzonia. Ecco il SIPAM, Sistema de Protecao da Amazzonia, di cui il SIVAM (Sistema de Vigilancia da Amazzonia) è il complesso di sistemi per la scoperta aerea e sorveglianza al suolo dallo spazio. I satelliti oramai sono un occhio indiscreto ovunque sulla superficie del pianeta. Se la Francia e Italia hanno costruito il sistema Cosmo/Skymed con vari satelliti radar (italiani) e IR (francesi), i Brasiliani hanno mandato in orbita due satelliti IMINT, dotati anch'essi di un sofisticato radar SLAR (inutile cercarne traccia nella stampa italiana, apparentemente convinta che nessun altro abbia tali programmi). A questi si sono aggiunti 300 punti di raccolta informazioni radio per sentire le comunicazioni, e una rete di 19 radar fissi, in appoggio dei quali operano anche 6 sistemi mobili. Completano il tutto 200 piattaforme per raccogliere dati ambientali, 70 stazioni meteo, 10 radar meteo, 11 postazioni rilevamento ambientale ad alta quota, 14 postazioni rilevamento fulmini, 3 centri di raccolta ed elaborazione informazioni, 900 terminali a cui sono collegati giornalmente.

    Tutto questo è molto interessante, ma per compiti anche militari esiste anche una componente di tutto rispetto, quella su EMB-145 e Super Tucano. I primi sono 8, i secondi una ventina ed operano come 'braccio armato' con capacità di attacco leggero. Ma più importanti sono gli Embraer, aerei del tipo LR (a lungo raggio) con motori turbofan RR. AR3007, potenziati per compensare i pesi di bordo. Questi EMB-145, in servizio nel 2° Squadrone del 6° Gruppo fanno parte del sistema SIVAM di cui sono l'occhio aeroportato. Infatti 5 sono del tipo AEW e sono noti come EMB-145SA, mentre i 'remote sensing' sono gli EMB-145RS che raccolgono dati ELINT e riprendono immagini di quanto sorvolano direttamente. Insomma, 5 aerei AEW e 3 ELINT. Questa flotta del pur pacifico Brasile è tra le più moderne del mondo, e del resto, data l'estensione del territorio, ve n'è la necessità. Questi aerei radar erano equipaggiati con il sistema Ericcson Erieye, lo stesso dei Saab 340 Argus svedese. Questo sistema è un radar 'pashed array' con un'antenna rettangolare e posta in verticale sopra la fusoliera. Variando l'orientamento del fascio può seguire bersagli che volino di fianco all'aereo stesso. Se si volesse, si potrebbe anche aggiungere moduli anteriori e posteriori per completare la visione a 360°, ma anche così si tratta di un sistema capace di vedere quasi a giro d'orizzonte e su portate di circa 350 km, molto più semplice rispetto ai radar rotanti sopra gli E-2 o E-3. La tentazione di trovare un sistema che facesse a meno del 'piatto' rotante con il radar dentro c'è sempre stata, soprattutto per motivi aerodinamici, ma non è facile realizzarla. Dai tardi anni '80, sistemi come il Phalcon della IAI israeliana e l'Erieye hanno permesso davvero di pensare alla loro realizzazione, con schiere di dipoli in fase orientabili elettronicamente, senza muoverli fisicamente. Ora bisogna dire che se il Saab 340B è un onesto turboelica, ma nulla di più, ed è privo di sistemi di elaborazione dati di bordo, essendo una specie di 'antenna radar volante', ma nulla di più, nel caso dell'EMB-145 le cose sono diverse. Infatti, piuttosto che mandare ai centri radar di terra i dati rilevati e lasciarne l'elaborazione e l'uso come accade negli Argus svedesi (che a bordo hanno un solo operatore radar), gli EMB-145 brasiliani sono macchine ben più potenti e veloci, e con lo spazio e le attrezzature necessarie per ospitare anche i sistemi di comando e controllo direttamente dall'aereo stesso. Insomma, si tratta di aerei AWACS a tutti gli effetti, anche se il Brasile ha un'aviazione militare poco sviluppata rispetto ad altre nazioni della stessa regione. Con 5 aerei disponibili, almeno uno dovrebbe essere sempre in giro, il che dà la possibilità di controllare una vasta regione aerea anche contro bersagli che volano a bassa quota, per poi dirigergli contro i Super Tucano se non anche caccia a reazione. Per queste capacità vi sono a bordo 7-8 persone: tra questi due piloti, TACCO, operatore guida caccia, uno per le comunicazioni, uno per le ESM, che sono pure presenti a bordo dell'aereo, capace anche di fare missioni COMINT.

    Una tipica missione dura 5-6 ore, ma può arrivare a 8 anche senza rifornirsi in volo, cosa di cui non è capace, mentre è possibile imbarcare a bordo non meno di altri 5 operatori. Si possono anche comunicare ordini agli ALX, gli EMB-314 Super Tucano, che sono indubbiamente velivoli interessanti. Ve n'è una versione monoposto, e la classica versione biposto che però qui diventa una specie di aereo ognitempo, con un sistema con un FLIR. Questi aerei hanno anche missili IR aria-aria e armi aria-superficie, e ricevono dati tramite il datalink MDP della Elbit. Gli EMB-145 sono aerei dall'aspetto moderno e dalle prestazioni elevate, e vengono meglio valorizzati nel tipo ELINT, l'RS, che è dotato di un grosso radome ventrale e due strutture piane ai suoi lati, un aereo valido se è vero che è stato anche valutato dall'AM per sostituire il G.222VS e i PD.808GE (programma JAMES). Quest'aereo in realtà non è un semplice velivolo ELINT, ma ha queste due strutture piane, davanti alle ali, che ospitano l'IRIS (Integrated Radar Imaging System), della MacDonald Dettwiler, che riprende immagini radar ognitempo del terreno, con un'elaborazione tridimensionale; per ulteriori dettagli vi è un sofisticato FLIR Star Safire davanti al carrello anteriore, più scanner multispettrali per rilevare inquinamento ambientale, ma anche per 'annusare' zone recentemente disboscate; dopo tutto questo set di sensori di alte capacità, vi sono i normali sistemi ELINT e COMINT, che danno la copertura pressoché totale per segnali radar e radio.

    Questi EMB-145 da sorveglianza sono diventati un erede molto credibile dei precedenti EMB-111 da pattugliamento marittimo, al punto che nei tipi AEW&C sono stati mandati a Messico e Grecia, quando i velivoli ELINT sono andati a competer per il programma ACS (Aerial Common Sensor) americano, per sostituire i pur sofisticati EP-3 Orion dell'USN. Gli aerei messicani hanno indubbiamente il loro bel daffare con i famigerati narcos (vedi anche il film Miami Vice), ma hanno anche avuto modo di localizzare e seguire degli UFO, piuttosto frequenti -qualunque cosa fossero- sul loro territorio.

    Neiva T-25[modifica]

    Ecco l'avo, poco conosciuto all'estero, del Tucano. Si tratta di una macchina pensata negli anni '60 per sostituire i T-6 Texan, con piene capacità acrobatiche e motore in linea, che è più complesso ma garantisce meno potenza a parità di prestazioni. L'aereo aveva posti affiancati, ala bassa, aspetto elegante e aerodinamico. Peso di 1700 kg al decollo, dimensioni 11 x 8,6 m. Volò nel 1966 e due anni dopo arrivò l'ordine come T-25. Consegne molto rapide, tanto che tra il 1971 e il '75 ne vennero consegnati 150, poi alla fine del decennio arrivarono altri 20 e 10 per il Cile. L'aereo base aveva capacità d'attacco leggero su due piloni per armi leggeri con 306 kmh di velocità massima. La versione T-25B con motore potenziato da 405 hp anziché 304 avrebbe avuto anche concrete capacità d'attacco con 6 piloni subalari, ma non venne passata in produzione: arrivò il Tucano con motore a turbina e abitacolo posteriore, rialzato, anche se con un aspetto più squadrato e meno aggraziato del precedente.

    Note[modifica]

    1. Cicalesi, J.C. e Del Gaizo, Cesar: La Marina brasiliana oggi, RID Giugno 2006 pagg. 50-55
    2. Bastos, Carlos: L'aeronautica Brasiliana e il programma AMX, RID marzo 2003 pagg 32-37
    3. Armi da guerra 133
    4. Il tutto è basato su Armi da guerra 119
    5. Cicalesi, J.C. e Del Gaizo, Cesar: La Marina brasiliana oggi, RID Giugno 2006 pagg. 50-55
    6. Fonte A&D
    7. Aerei dic 2008
    8. A&D news gen 2006
    9. Fassari, Giuseppe: A guardia dell'Amazzonia, Aerei Nov-Dic 2004