Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Francia-9

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Copertina

APC[modifica]

Un VAB con torretta Mephisto, armata con 4 missili HOT

Il trasporto truppa VAB ha avuto origine da una richiesta dell'Esercito francese per un veicolo da trasporto truppe ruotato da aggiungere ai tipi cingolati. In questo modo, con tale combinazione, le forze terrestri erano meglio servite per ogni tipo di esigenza, potendo affrontare meglio e con mezzi più economici le situazioni di crisi e guerre a bassa intensità. Così assieme agli IFV AMX-10P vennero introdotti in servizio i VAB, che significa 'Vehicule d'avant blindé', veicolo di prima linea blindato. Esso venne realizzato dalla Saviem/Renault, che iniziò a lavorarci nel 1970, mentre i prototipi apparvero nel 1972 e vennero poi considerati migliori del concorrente ideato dalla Panhard. Questo venne ufficializzato nel 1974, a maggio, mentre i primi mezzi vennero consegnati nel 1976 all'esercito francese, che aveva dichiarato all'epoca un fabbisogno di 4000 esemplari.

Il VAB è un mezzo alto e simile a un grosso furgone blindato. Ricorda molto il Saxon inglese, come forma, essenzialmente a parallelepidedo piuttosto che, come in tanti altri casi, basso e con pareti inclinate. Ha una struttura in acciaio saldato, con il pilota e il capocarro nella parte anteriore, godenti ampio campo visivo attraverso i blindovetri, se necessario ricopribili da una piastra blindata. I portelli di accesso sono sui lati, anch'essi con finestrini in blindovetro. Il capocarro è armato di una mitragliatrice da 7,62 mm in postazione aperta. Come sull' OT-64 cecoslovacco, dietro di loro vi è il motore, in questo caso un diesel MAN, di costruzione tedesca, da 235hp. Dietro ancora vi è un comparto per la truppa, una squadra di 10 soldati equipaggiati. La comunicazione con il capocarro è possibile grazie ad un passaggio a lato del motore. La parte posteriore del mezzo ha 2 o 3 portelli per lato con feritoie di tiro e osservazione. Dietro il veicolo vi sono 2 portelli d'accesso, che rendono rapido l'entrare e uscire quando necessario. Questa di avere un accesso posteriore assai comodo è una caratteristica tipica dei mezzi con motore centrale, o più spesso, anteriore del veicolo. L'armamento è basicamente, di una mitragliatrice leggera, ma è possibile anche usare un'arma pesante da 12,7, o un cannone in torretta Creusot-Loire. Si tratta di un'arma da 20mm o anche da 25mm in opzione.

Renault VAB 4x4:

  • Equipaggio: 2+10
  • Dimensione: lunghezza 5.98 m, larghezza 2.49 m, altezza 2.06 m
  • Peso: 13 t
  • Corazzatura: 8-12 mm.
  • Mobilità: MAN diesel 6 cilindri 235 hp
  • Prestazioni: v.max 92 km/h, autonomia 1.000 km, pendenza max 60%,

Esistono poi numerosi modelli derivati: un veicolo radar con il RATAC, radar di tiro d'artiglieria, per la direzione delle artiglierie Un veicolo comando è anche disponibile, grazie al volume disponibile e il tetto alto , ambulanza, veicolo officina, portamortaio da 81 mm, trattore di mortaio da 120 mm, veicolo contraerei con torre binata da 20 mm veicolo contraerei missilistico (di più recente produzione) con impianto Santal che è una sistema di lancio binato per missili Mistral ad azionamento manuale e mira ottica, lanciamissili UTM 800 con 4 Euromissile HOT controcarro a lungo raggio, una torretta similare, ma retrattile, del tipo Mephisto. Una decina di missili sono disponibili per la ricarica in ciascun caso. La meccanica è a 2 assi 4 x 4 oppure quella 6 x 6. Gli pneumatici sono di grande diametro, scolpiti in maniera accentuata per il movimento in acqua, mentre vi è, nel modello 4x4, una cassetta porta-attrezzi laterale. Opzionale anche la presenza di un sistema di movimento in acqua con idrogetti Messier-Dowty per 7kmh di velocità. Standard, invece, us sistema di visione notturna passiva e uno di protezione NBC (Nuclerare, biologico, chimico), necessario per la guerra in un teatro ad alta intensità.

I VAB hanno ottenuto un considerevole successo, con la loro robusta semplicità e l'ampio spazio interno. Già al 1984 vi erano state esportazioni per 800 esemplari, 400 dei quali comprati dal Marocco, che ne ha fatto uso contro il Polisario, perdendone ben presto alcuni esemplari in azione. Anche l'Esercito francese ha usato il VAB in teatri operativi vari, dal 1991 almeno in poi. Esso è presente in diverse versioni, ma incidentalmente, solo nella versione 4x4. Il modello 6x6 costava il 10% in più, ma questo aumento non esorbitante di costo era ed è più che compensato da una maggiore mobilità, consentendo il superamento di fossati di oltre 1 metro, che altrimenti sarebbero insuperabili per i VAB normali. Eppure, pur ordinando inizialmente 4000 veicoli, i francesi hanno voluto soltanto il modello più economico, anche se con il 6x6 sarebbero stati ordinabili comunque 3600 mezzi. Con il senno di poi non ordinare almeno un'aliquota di 6x6 si è dimostrato un errore sostanziale, specie adesso che gli eserciti hanno mezzi ruotati che facilmente sono 8x8.

Il VAB è stato impiegato nel Golfo, dalla ex-Jugoslavia e in numerosi altri posti. La sua economia, l'ottima autonomia e la gestione simile in generale a quella di un grosso autocarro lo hanno reso prezioso, come anche la velocità su strada di 92kmh per il modello 4x4, anche se il movimento fuoristrada è limitato in maniera assai marcata, come tutti i mezzi convenzionali a 2 assi. Alla fine del 1992 ne erano stati prodotti complessivamente 5.300 esemplari, 4.300 dei quali per i francesi. A quel punto finiva la produzione del modello 4x4, ma continuava quella del 6x6. Le esportazioni erano all'epoca state ottenute in 13 nazioni. Anche la Gendarmeie francese ne ha acquistati un certo quantitativo. Nel 1995 finiva anche quella del modello 6x6 'di prima genearazione', ma iniziava quella del VAB di 'nuova generazione'(stavolta solo 6x6, a quanto pare), dotato di un motore diverso (Renault MID-6), trasmissione automatica Transfluide, e corazzatura migliorata, ciò che porta il peso a 14,2 t.

Il M3 è un veicolo trasporto truppe (APC, Armoured Personal Carrier) blindato ruotato di fabbricazione Francese. Esso ha una massa di poche tonnellate, guidatore sul davanti e una squadra nella parte posteriore. Sviluppato con il 95% delle componenti meccaniche dell’AML, esso era una macchina straordinariamente leggera ed economica, anche per la sua comunanza con la famosa, piccola autoblindo. Dopo l’immissione nel mercato alla fine degli anni’60, sono stati prodotti migliaia di esemplari per decine di clienti, militari e paramilitari.

Lo scafo del piccolo APC è di acciaio, con spessore tra gli 8 e gli 11 mm. In avanti vi è il pilota, dietro di lui il motore, un Panhard a 4 cilindri a benzina, da 90hp, dietro il comparto truppa per un massimo di ben 10 uomini. Il motore ha i tubi di scappamento sopra lo scomparto truppa, anche per scoraggiare eventuali facinorosi a salire sopra il mezzo, durante le azioni di polizia. La trazione è 4x4, con un cambio manuale nell’angusta cabina di pilotaggio. Il veicolo è anfibio, in acqua si muove solo con le ruote ad un massimo di 4kmh, ovvero solo quanto basta per il movimento in corsi d’acqua calma. Per muoversi in caso di trincee sono disponibili una sorta di canali a rotaia, in cui il mezzo passa. È macchinoso, ma consente di superare persino 3,2metri. L’equipaggio ha una serie di uscite e feritoie molto nutrita. I fanti hanno 3 feritoie per lato, per vedere e sparare, 1 grande portello su ciascun lato, 1 sopra il mezzo e 2 dietro. Al centro del veicolo esiste infatti la possibilità di portare un armamento sul tetto: esso varia da una mtg. leggera scudata, ad un cannone teleguidato da 20 mm. Dietro il comparto equipaggio, vi è anche la predisposizione per un’altra mitragliatrice leggera.

Tra le tante versioni presenti, vi sono molte interessanti piattaforme di tiro, come quella antiaerea, chiamata M3 VDA, con una torretta dotata di 2 cannoni da 20mm, dotata anche di una mtg. leggera per la difesa vicina, 4 lanciagranate nebbiogene e addirittura un piccolo radar di ricerca leggero, capace di inseguire contemporaneamente 4 bersagli aerei, mentre la torretta ha una velocità di rotazione di 60 gradi/s. e una di elevazione di ben 90. Vi sono martinetti di stabilizzazione che si abbassano, elevando tutta la massa del mezzo a diversi decimetri di altezza sul suolo. Esso ha 300 colpi per arma, e un ragionevole sistema di controllo del tiro anche senza il radar, grazie ad un apparato P56 optronico. Esistono altre varie versioni, come quella portamortaio da 60mm (in torretta stabilizzata). Vi è una serie di mezzi secondari, come autoveicoli recupero, mezzi officina, veicolo autoambulanza.

Panhard M3:

  • Equipaggio 2+10
  • Dimensione: lunghezza 4.45 m, larghezza 2.55 m, altezza 2 m senza armi
  • Peso 6,1 t
  • Corazzatura: acciaio saldato, 12 mm max.
  • Mobilità: motore motore Panhard M4 HD 4 cilindri a benzina 90 hp
  • Prestazioni: v.max 90 km/h, autonomia 600km, pendenza max 60%

Oltre 1500 esemplari sono stati venduti nei primi 15 anni a ben 35 clienti, soprattutto paesi africani e medio-orientali.

Veicoli leggeri come l’AML, l’ERC ma soprattutto l’M3, il mini-semovente antiaereo di maggior successo, hanno una torretta con radar e 2 cannoni da 20mm Oerlikon da 200 (per bersagli a terra) o 1000 colpi al minuto e 600 proiettili complessivi. L'M3 è molto economico e essendo un mezzo da trasporto truppe ha un vano di discrete dimensioni per accogliere i sistemi elettronici. Il radar della Dassult ruota a 40 giri al minuto e segue fino a 4 bersagli aerei, la rapidità di brandeggio è di 60 gradi al secondo, l'alzo delle armi varia tra -5 /+85 con una velocità di ben 90 gradi/s. 4 martinetti hanno la necessità di essere abbassati a terra,sollevando totalmente il veicolo, per consentire la stabilità nel tiro antiaereo alla massima cadenza di tiro. In pratica è un veicolo molto efficiente e reattivo, con costi ridottissimi e capacità ognitempo. Entrò in servizio a partire dal 1975, destinato all'export.

Il VRC (Vehicule de Combat à Rues, veicolo da combattimento ruotato), è un mezzo blindato dalla sagoma compatta, meccanicamente imparentato al 90% con l'autoblindo ERC, come il predecessore M3 era parente della blindo AML (addirittura al 95%). La principale differenza tra le 2 generazioni è che l'ultima ha 6 ruote motrici, indispensabili per un buon movimento fuoristrada. Il prototipo venne completato nel 1977, e la produzione partì 2 anni dopo.

Questo piccolo veicolo, particolarmente grande quanto un'utilitaria, è una mezzo caratteristico e dalle soluzioni molto ingegnose, che permettono a una dozzina di uomini di muoversi e combattere in condizioni di guerra di elevata intensità. La corazza in acciaio saldato è di 8-12 mm., valore notevole per un mezzo da 7 t, spiegabile con la riduzione delle dimensioni, per esempio la lunghezza è molto inferiore a 5m. Le piastre sono per lo più ben inclinate. Esso ha una meccanica estremamente compatta, ed adattata alle minuscole proporzioni del mezzo, essendo essa ripartita su 3 assi e dunque di tipo 6x6, con pneumatici di limitato diametro, necessariamente viste le piccole dimensioni del veicolo, che ha una capacità di guado anfibio con movimento dato solo dagli pneumatici, a 4kmh.Esiste anche una versione 4x4.Sulla versione 6x6 le ruote centrali possono essere sollevate quando il veicolo cammina su strada,per ridurre il consumo di carburante e pneumatici. Sempre in termini di meccanica, le ruote sono sempre in presa, con servosterzo agente solo su quelle anteriori. Quando il mezzo viaggia su strada, per rendere il veicolo più efficiente ed economicamente vantaggioso, la ruota centrale è sollevata da terra, ma essendo sempre in presa, nondimeno, continua a girare disperdendo inutilmente potenza. Anche così il risparmio è sensibile. Quando il VCR è su terreno vario le ruote dell'asse centrale sono invece abbassate. Il motore è a benzina di buona potenza, un Peugeot da 155hp che dà oltre 20cv./ton. e prestazioni brillanti. Anche se non è stato adottato un diesel, la riserva di carburante è tale da garantire un'elevata autonomia. Il motore si trova al centro del veicolo, dietro il pilota, che invece è sul davanti. Il propulsore è dietro a destra, il capocarro dietro a sinistra. Dietro questi vi è lo scomparto equipaggio, con 2 portelli sul retro, 3 feritoie di tiro per lato, portelli superiori. Nonostante la compattezza estrema, e certamente anche in maniera un poco scomoda, sono disponibili posti per 9 soldati equipaggiati. L'armamento principale è possibile da scegliere in numerose configurazioni. Si parte da una mtg da 7,62mm scudata, per arrivare a lanciamissili controcarro a lungo raggio.

Panhard VCR:

  • Equipaggio: 3+9
  • Dimensione: lunghezza 4.47 m, larghezza 2.49 m, altezza 2.03 m senza armi
  • Peso: 7 t
  • Corazzatura: acciaio saldato, 12 mm max.
  • Mobilità: Peugeot PVR benzina a 6 cilindri a V 145 hp
  • Prestazioni: v.max 100 km/h, autonomia 800 km, pendenza max 60%, guado anfibio, trincea 1,1 m.

Il VCR è stato realizzato esplicitamente per l'esportazione, abbinata con quella della ERC. I risultati commerciali della nuova generazione di piccoli veicoli da combattimento francesi non hanno però raggiunto nemmeno lontanamente quelli dei più vecchi AML/M3, prodotti in migliaia di esemplari ma l'ERC è stato nondimeno esportato in Argentina, Iraq, Emirati Arabi Uniti. La versione più interessante è stata certamente quella per l'Irak, con 106 mezzi armati con una torretta UTM 800 dell'Euromissile, con 4 missili pesanti controcarri HOT (gittata 4,25km.x 800+mm. di perforazione), e 10 armi di ricarica, al posto del comparto truppa. Ciò potenziò a suo tempo in maniera notevole le capacità controcarri dell'esercito iracheno contro gli iraniani. Questa non è la sola versione realizzata, esistono infatti il modello ambulanza VCR/IS con 4 barelle, il posto di comando VCR/PC, il veicolo riparazioni VCR/AT, oltre a un molto interessante modello con torretta armata di cannone-mortaio da 81mm ERC/ENC (rimasto apparentemente allo stadio di prototipo), e naturalmente il modello base da trasporto VCR/TT con un armamento dato da una mitragliatrice o un cannone da 20 mm in torretta monoposto. 7t.

VBCI[1][modifica]

La Francia ha contato principalmente su di una componente ruotata per il suo esercito. Si è trattato soprattutto dei circa 4.000 VAB (pare per la precisione 3.993) solo considerando gli APC, grossomodo come in Italia c'erano un numero simile di M113. La potenza di questi mezzi consiste nell'elevata mobilità strategica e nei bassi costi di manutenzione, così come nel ridotto danno che causano alle strade durante il loro movimento. Per i compiti più diretti di combattimento c'erano in pratica solo i circa 800 (pare precisamente 713) leggeri AMX-10P, armati di un cannone da 20 mm a canna lunga e con una corazza in alluminio piuttosto leggera anche se ben inclinata. Erano loro, come successori dei tipi AMX-VCI, a dover accompagnare i carri armati AMX-30. La forza di questi numerosi mezzi si è oramai ridotta notevolmente, pare appena 335 AMX-10P e 840 VAB, tra l'altro questi ultimi comprati tutti nella più economica ma anche meno mobile versione 4x4 quando erano disponibili anche i 6x6. Alla fine, con l'attenzione che si sposta sempre di più sui mezzi ruotati per le loro capacità, mentre del resto la mobilità fuoristrada, il peso massimo e la protezione sono oramai simili a quelle dei mezzi cingolati, succede che anche in un Paese 'tutto cingoli' come l'Italia, gli M113 siano di fatto in sostituzione con i 'gipponi' Lince e Puma, mentre i VCC sono rimpiazzati da soli 200 Dardo e dai Freccia 8x8. Quindi non stupisce molto che i Francesi si siano addirittura imbarcati in un mezzo che resta l'unico appoggio per i carri Leclerc pur essendo un veicolo del tutto ruotato. Nel 1990 l'Esercito pensò bene di usare questo tipo di mezzo ruotato con il programma VBM, veicolo blindato 'modulare'; in seguito venne unito ai programmi tedeschi con il VBM/GTK e nel 1994, l'allora GIAT (oggi Nexer), in accordo con Renault e Creusot-Loire, mise mano al mezzo sperimentale 8x8 Vextra del 1994, dotato di una trasmissione ad H come quella del mezzo di riferimento della categoria, che allora era da poco il Centauro. Tuttavia bisognava anche considerare i costi e nel 1995 apparve l'X8A con trasmissione meno compatta, ad 'I' per valutare il nuovo mezzo VBM/GTK/MRAV (anche i Britannici si erano aggiunti al programma). Poi i francesi si ritirarono da quello che era un programma trinazionale e continuarono da soli, con una gara d'appalto che nel 1999 vide 7 aziende europee invitate alle presentazioni delle proprie proposte. Vinse GIAT, con l'L8 (co-sviluppato dalla Renault), e il 6 novembre venne assegnato un contratto di produzione per la realizzazione di 700 mezzi, di cui 550 in versione base. 65 mezzi sarebbero stati prodotti inizialmente, nel 2008 si è arrivati a produrne nell'anno altri 48, e per il periodo entro il 2020 si dovrebbero raggiungere, quindi in tutta calma, 630, forse altri 20 a seguire, il tutto per equipaggiare 8 brigate interarma.

Al termine di un durissimo periodo di sperimentazione con dimostratori e prototipi, con esplosioni di mine, fuoco delle armi di bordo, 50.000 km percorsi, il progetto è maturato grazie a questo concetto innovativo della 'qualificazione integrata', diverso e più complesso dei test svolti con i precedenti tipi di veicoli. Tra l'altro nel 2004-5 sono stati realizzati 5 prototipi veri e propri che hanno comportato la fine delle prove solo nel 2008, per procedere poi alla produzione sulle linee che prima producevano il Leclerc, carro che ha mestamente chiuso la sua attività produttiva nonostante le molte innovazioni apportate. I primi mezzi sono in distribuzione al 35° Reggimento di fanteria e poi al successivo 152° previsto nel 2010-11. L'addestramento, con tanto di simulatori, è da svolgersi a Canjuers e Montpellier, con tanto di simulatori di movimento. L'organico sarà di 62 mezzi per reggimento di cui 14 comando, 48 IFV, e 16 carri Leclerc. Per ora i VBCI ordinati, a tutto il 2008, sono comunque 298, meno della metà di quelli previsti.

Il compito del VBCI è quello di supportare le squadre equipaggiate di 9 uomini con il sistema di combattimento FELIN che trasforma anche il fante moderno in un sistema d'arma. Con un peso a vuoto di 18 t ma 26 in marcia e 28 come massimo, ha lo scafo del VEXTRA e la meccanica semplicifata del X8A Renault. La sospensione è così del tipo 'I' con asse centrale, il che significa che è meno sofisticata di quanto dovrebbe essere su di un mezzo militare moderno, essendo essenzialmente dello stesso tipo dei mezzi civili. La torretta è monoposto per varie ragioni, ma non è chiaro se queste siano del tutto valide. Come si vedrà, vi sono però anche interessanti innovazioni. Lo scafo è di 7,8x 2,98 m e porta il motore su di un lato, al solito quello destro, e pilota più capocarro in tandem, come sul BMP-1 per esempio, o sull'M113. Gli 8 fanti sono dietro, nel comparto di combattimento che peraltro non ha feritoie di tiro, mentre il guidatore ha tre episcopi e per la prima volta, quello centrale è provvisto di una piccola camera termica piuttosto che il solito visore IR o IL. Il vano di combattimento e guida in tutto dispone di ben 14 m3. La sagoma del mezzo è alta ben 2,26 m, circa 25 cm in più del VBC Freccia, ma l'esigenza di ospitare soldati sempre più alti e con equipaggiamenti sempre più ingombranti (specie gli zaini) ha reso il mezzo decisamente più grosso di quanto non fosse lo standard della Guerra fredda: il VCR aveva lo stesso numero di persone dentro ed era minuscolo rispetto a questo nuovo bestione. Per fare spazio e ridurre i costi, la torretta però è di tipo monoposto con un solo operatore, il cannoniere, al suo interno. È la Nexter TMC-25 che ha lunghezza di 1,42 m, larghezza di 1,545 e altezza sullo scafo di 739 mm, per un peso a seconda del livello di corazze, tra 2,5 e 3,7 t. Il diametro del cesto torretta di 1,03 m per 1,3 m di altezza. È l'ultima discendente della DRAGAR, a suo tempo (1983) sperimentata su di un AMX-10P e poi comprata dalla Turchia in 515 esemplari per i suoi IFV. Essa ha struttura in alluminio, predisposizione per corazze aggiuntive, ma il cannone è 'solo' il 25 mm, anziché i più potenti pezzi da 30 o 40 mm spesso usati attualmente. Del resto il suo scopo non è tanto di distruggere grossi mezzi corazzati ma di appoggiare le truppe. La M-811 da 25 mm pesa 105 kg ed è la stessa dei Bradley e dei VCC-80 essendo la Bushmaster prodotta in Francia. La sua alimentazione è a doppio sistema HE e APDS, funzionamento elettrico e stabilizzazione sul piano dell'elevazione, ha 169 colpi in torreta di cui 52 AP, alzo -7/*45°, cadenza 125 o 400 c.min, dal colpo singolo a raffiche prolungate. Visto che le munizioni di questo calibro fin'ora non erano state considerate valide per le tecnologie 'air busting', adesso sono state realizzate dalla Nexter delle nuove munizioni che consentono anche questa modalità, normalmente riservata ad armi almeno da 30 mm. Oltre alla mitragliera c'è un'arma da 7,62 con 200 cp pronti al fuoco in una struttura praticamente esterna alla torre e protetta da una 'scatola' d'acciaio. I sistemi di controllo sono molto interessanti. La torretta superiore ha un sistema di osservazione dato dal sistema panoramico MOP della Sagem a camera termica di tipo non raffreddato, che è sistemata sopra la torretta con una specie di periscopio dalla forma sferica. Così si può essere 'presenti' virtualmente in torretta, senza ingombrare con una torretta di grosse dimensioni, da sempre un problema per non coinvolgere troppo il vicino vano di trasporto truppe. Ma il capocarro ha la necessità di osservare da una posizione dominante sul mezzo e non dentro lo scafo. La telecamera sul periscopio ha dato modo di risolvere la situazione in maniera piuttosto soddisfacente. Per guardarsi attorno vi è dallo scafo un periscopio Selex Galileo PCOP sulla sua destra, solo diurno; può anche usare le armi e puntare tramite il suo display multifunzione il cannone del cannoniere. Per il resto i fanti hanno la rampa posteriore, degli iposcopi laterali e superiori, ma non le feritoie.

Quanto agli organi propulsivi vi sono il diesel Volvo D 12 da 550 hp, commerciale adattato ai requisiti militari, con varie modifiche, trasmissione ZD 7HP 902 con marce 7+2, sospensioni a bracci oscillanticon semialberi di trasmissione che si diramano dall'albero centrale collegato al motore e con due bracci oscillanti di movimento idropneumatici con escursione di 45 cm, freni a di sco e regolazione centralizzata della pressione, con i due assi anteriori sterzanti per un diametro di sterzata di 17 m grazie anche alla frenatura delle ruote con i freni che si fermano nella parte interna della frenata. In tutto si arriva a 100 kmh, 750 km di autonomia, superando gradini di 70 cm e trincee di 2 m, mentre il mezzo non è anfibio, ma può guadare senza preparazione 1,2 m.


La protezione è data da piastre di alluminio da 32 mm, che costituiscono lo scafo grazie a saldature ampiamente automatizzate nel solito stabilimento di Roanne. Su questo guscio, simile a quello che per esempio è presente, almeno come materiale, sul Bradley e sul VCC-80, sono fissati poi corazze in acciaio per resistere al 14,5 mm, ma sono state anche sviluppate corazze in titanio, che, nonostante il costo, è abbastanza leggero e resistente da tenere anche i colpi da 25 mm, mentre si sta sviluppando delle protezioni (ERA?) contro gli RPG. Ovviamente l'interno del mezzo ha una 'fodera'in materiale tipo kevlar in funzione antischegge, fondamentale per ridurre i danni di una penetrazione riducendo la proiezione di schegge all'interno del mezzo. Per proteggere il mezzo dalle mine, fin dall'inizio ci si è dati da fare, al punto che il mezzo resiste alle mine da 7 kg sotto lo scafo con moduli a deformazione controllata rimovibili quando necessario. I sedili sono individualmente fissati alle pareti e non al tetto, mentre per il resto vi è un sistema di protezione NBC e dei sistemi ECM veri e propri: il KBCM con il jammer IR LIRE più i lanciarazzi Galix; le ottiche esterne sono trattate per resistere alla visione dei laser (naturalmente quelli telemetrici o 'accecatori', non certo quelli di tipo 'weapon').

Quanto alla versione comando, essa ha in programma 150 esemplari ed è priva della torre da 25 mm rimpiazzata una torretta FN Herstal ARROW con arma da 12,7 mm, una delle ultime versioni della M2, la S, con telecamera CCD e una notturna con sistema IR non raffreddato, per un peso di 287 kgg di cui 70 per i 200 colpi e il caricatore. È azionabile anche manualmente se necessario. All'interno del mezzo ci sono 7 uomini e sei di questi fanno parte del sistema di comando della EADS chiamato SIR (Regimental Information System), sistema intermedio al SIT V1 e al più complesso SICF. Questi sistemi sono compatibili con il SIR, così come l'ATLAS dell'artiglieria, il MARTHA dell'aviazione dell'esercito ed altri ancora. Questo sistema, basato al solito oramai su componenti commerciali 'induriti', è stato sperimentato dal 2002 e dal 2004 fa parte di due brigate digitalizzate. Per ora vi sono 250 mezzi con il SIR e una nuova versione sarà sperimentata nel 2010. Quanto al SIT V1 è quello installato sui mezzi della sua categoria, completato come prototipo nel 2000, evolutosi dall'LBMS del Leclerc attraverso il contratto per i carri destinati agli EAU. Questi avevano il sistema operativo Unix, mentre i sistemi dell'attuale generazione sono con il Windows. Esso venne inizialmente installato sul terzo e ultimo lotto di 96 carri e anche sui VBL e AMX-10RC. Esso è capace di dialogare sia con i mezzi dei comandi superiori, che con i soldati equipaggiati con il sistema FELIN.

Quanto ai sistemi optronici, di cui si è già parlato, sono per l'appunto il periscopio PCOP e il Sagem MOP che vede nella banda 8-12 micron con FOV di 20x15 gradi, alzo -24 +35°, peso di 19 kg con capacità di scoperta di un carro di 3,5 km ed identificazione a 1 km. Non sono prestazioni eccezionali ma non è inteso che lo fossero, usando l'elemento IR del periscopio binoculare UAB dei fanti equipaggiati con il FELIN. Per il cannoniere invece c'è la Thales Catherine con la stessa lunghezza d'onda e peso di 2,5 kg, sensibilità migliore di 20 mK, alta affidabilità, usata anche dai CV 9030 dell'Olanda con prestazioni di scoperta eccezionali rispetto ai vecchi tipi: truppe a 6,8 km (allo scoperto), carri a 13,5 km, elicotteri a 17,5 km, aerei a 22,2. Le distanze di identificazione variano tra 2,6 e 4,6 km. Il periscopio ha anche un telemetro laser e visore ottico, sempre Thales, ma della filiale britannica. Infine, da ricordare che alcuni mezzi hanno i missili ERYX (12) trasportati da 4 team di due soldati l'uno. Vi sono poche differenze come un unico portellone superiore anziché 2.

Alla fine, con questi nuovi potenti mezzi l'Esercito francese ha un veicolo al top della categoria, pur con soluzioni particolari come la riduzione della torretta da biposto a monoposto, e la trasmissione e motore di tipo commerciale, che però consentono di ottenere un mezzo non eccessivamente costoso e complesso, anche in termini logistici. Anche così è un mezzo al top della categoria e un indicatore per il futuro piuttosto concreto: l'era dei cingoli è finita il larga misura.


  • Dimensioni: 7,8 x 2,98 x 2,26 m
  • Pesi: 18+10 t
  • V.interno: 13 m3
  • Equipaggio: 2+9
  • Motorizzazione: 8x8 con pneumatici tubeless, Michelin 395/90 XML; motore Volvo D12 da 405 kW/550 hp, 7+2 marce
  • Prestazioni: 100 kmh, autonomia 750 km, 60% di pendenza, 0,7 m gradino, 2 m trincea, guado 1,2-1,5 m
  • Trasportabilità: FLA, ma teoricamente anche da un C-130 (non in assetto di combattimento)
  • Corazze: 32 mm alluminio +corazze in titanio e protezione antimina
  • Armi: torre TMC-25 con arma da 25 mm e da 7,62 mm.

Blindo[modifica]

EBR 'prima maniera'

Iniziando il settore delle autoblindo, va ricordata la valida Panhard 178 del periodo prebellico, un robusto blindato da circa 8 t con cannone da 25 mm anziché i soliti pezzi da 20 mm (anche se era semiautomatico e non automatico), con maggiori capacità perforanti, cosa che tornava utile soprattutto contro i carri armati medi, in genere piuttosto immuni dalle armi di calibro inferiore. Ma a questo mezzo, già nel '37, si affiancarono gli studi sull'EBR, sempre costruito dalla Panhard et Levassor, che significava Engin Blindé de Reconnaissance. Il suo principale motivo d'interesse era che, anziché 4 ruote motrici, ne aveva 8, per migliorare le prestazioni fuoristrada. Il prototipo arrivò nel '39 con ancora il cannone da 25 mm. Era simile alle blindo tedesche ma solo in apparenza: le 4 ruote centrali erano con cerchioni d'acciaio per migliorare la trazione fuoristrada (erano di tipo scolpito, tipo quelle dei vecchi trattori), ma per questo durante il movimento su strada erano sollevate da terra con un congengno idraulico da parte del pilota, trasformandosi così in 4x4. Era destino che questo grosso blindato non arrivasse in tempo per la guerra, ma il futuro non sarebbe stato infausto. Nel dopoguerra l'Esercito francese indisse un altro concorso per una nuova blindo, e nonostante la concorrenza di un tipo Hutchkiss 6x6 vinse ancora la EBR, costruita come la rivale in due prototipi. Già nel 1950 arrivarono i veicoli di serie e dieci anni dopo si era arrivati a 1.200 mezzi. L'export interessò Mauritania, Marocco e Tunisia, mentre il tipo da trasporto truppe, EBR VTT, venne venduto al Portogallo. Le EBR sono mezzi che di fatto hanno avuto solo pochi predecessori, come le AEC britanniche. Di fatto sono carri armati su ruote. Il pilota era davanti, al centro dello scafo, dietro c'era la torretta con capocarro e cannoniere, poi il motore che si appoggiava sul fondo dello scafo e infine, similmente a molti tipi di blindo del periodo prebellico e bellico, il secondo pilota, la cui funzione era quella di provvedere ad invertire subito la marcia prendendo lui la guida, pur essendo sistemato in maniera opposta rispetto all'altro. In effetti, specchietti retrovisori a parte, è difficile capire quale sia la 'direzione' di una EBR vedendola di lato. Quanto all'armamento, inizialmente vi fu la torretta con cannone da 75 mm in una piccola torretta, che portava il peso a 13,5 t. Poi però sono giunti la torre LF-10 da 75 mm del carro leggero AMX-13, con la quale però il peso aumenta a 15 t. Le blindo francesi sono state poi riequipaggiate con la FL-11 simile ma armata del pezzo da 90 mm, che sparava munizioni HE a 635 ms, HEAT a 640, nebbiogene, shrapnel, per un totale di 43 colpi e 2000 da 7,5 mm della mitragliatrice coassiale. Si tratta di una realizzazione, per la sua epoca, davvero notevole e con una potenza di fuoco elevata. Ancora negli anni '80 era in sostituzione con l'AMX-10RC, ben più costosa, ma con sistemi di visione notturna, capacità anfibie, computer di tiro ecc, nonché canone da 105 mm (che in teoria avrebbe potuto avere anche la EBR con la torre FL-12). Due lancianebbiogeni per parte della torre completavano l'opera.

E' evidente la bassa sagoma del mezzo e la corazza a 'V' anteriore, come nel caso dell'AML

Caratteristiche:

  • Peso 13,5-15 t
  • Motore Panhard 12 cilindri da 200 hp a benzina
  • Dimensioni: lunghezza con cannone 6,15 m, larghezza 2,42 m, altezza 2,32 m
  • Prestazioni: vel max 105 kmh, autonomia 650 km, pendenza 60%, gradino 40 cm, trincea 2 m.

Assieme all'AMX-13/VCI, e integrata dalle più economiche AML/M3, l'EBR, per quanto poco nota, completava una famiglia di mezzi francesi leggeri (max 15 t) ad alta mobilità. Le caratteristiche operative dell'EBR erano un po' quelle di una Centauro ante-litteram, anche per via della sagoma dello scafo, molto bassa e allungata, tanto che si può ben dire che esso fosse di dimensioni minime indispensabili per ospitare 4 file di ruote d'elevato diametro come quelle che aveva. Inoltre, differentemente dalla Centauro, la torretta dell'EBR ha una sagoma estremamente ridotta, non solo di fronte ma anche vista di fianco. Anche le prestazioni non sono diverse, pur avendo un motore a benzina di potenza minore. Veloce, mobile, bassa di sagoma, in un'epoca in cui i sistemi di tiro dei carri erano meno sviluppati e precisi, poteva affrontare con discrete possibilità di successo i carri posti sotto tiro, specie con il pezzo da 90 mm[2].


L'autoblindo Panhard Panhard AML (Auto-Mitrailleuse Legeré), ben più leggera della precedente, è uno dei maggiori successi nel campo dei mezzi leggeri da esplorazione e combattimento. Caratterizzata da uno scafo incredibilmente leggero e piccolo (praticamente, quanto un'utilitaria, con una lunghezza inferiore a 4 m), ha un equipaggio di 3 uomini, 1 dei quali nello scafo e gli altri 2 nella torretta biposto.

La blindo leggera AML dava molta importanza alla potenza di fuoco, come risulta evidente dalle proporzioni di questa immagine

Lo sviluppo iniziò negli anni '50, in sostituzione dei mezzi leggeri che l'esercito francese aveva usato fino ad allora, con alterne fortune, nelle operazioni coloniali, come il Daimler Ferret, giudicato troppo leggermente armato. È entrata in servizio nel 1961.

Il nuovo veicolo aveva una torretta assai ampia, installata su uno scafo molto angusto, simile al veicolo predecessore, dotato di sole 4 ruote motrici e di un motore a benzina di bassa potenza. Per oltrepassare le trincee era necessario usare i 'canali' metallici, normalmente usati come paraurti.

Se lo scafo (in acciaio, spessore max. 12 mm) non aveva nulla per essere degno di citazione (eccetto il fatto che era molto angusto), la torretta ospitava un cannone da 90 mm, come quelli in uso nei carri dell'epoca, ma a media pressione, per rendere possibile il fuoco da tale leggero veicolo. L'arma, di produzione DEFA, aveva come principio base quello dell'utilizzo di testate a carica cava, riconosciute le uniche utilizzabili da un veicolo leggero con potenza sufficiente a distruggere un carro armato. Il proiettile anticarro (HEAT) aveva 320mm. di penetrazione assicurati, in un raggio di circa 1000 metri. Solo 21 i colpi HE/HEAT imbarcati, a causa del limitato spazio disponibile. Altre versioni comprendevano L'AML-60 con il particolare cannone-mortaio di tipica scuola francese, sia nel modello Serval con abbinamento cannone-mortaio+cannome da 20 mm., che nella versione AML-60-12 con mitragliatrice M2. Il veicolo non aveva protezione standard NBC, apparati di visione notturna o telemetri.

La meccanica, basata su una trasmissione integrale per i 2 assi, un cambio manuale, un volante e un motore Panhard a benzina, era usata anche nel veicolo per la fanteria M3, anch'esso molto diffuso a partire dagli anni '60, per un binomio che soddisfava, con macchine straordinariamente leggere ed economiche, praticamente tutte le esigenze tattiche.

AML-90:

  • Equipaggio: 3
  • Dimensioni: lunghezza 5.11 m, 3,79 (! praticamente è un'utilitaria anche sa da 6 t) solo scafo, larghezza 1.97 m, altezza 2.07 m
  • Peso: 5.5 t
  • Corazzatura: 12 mm
  • Motore: Panhard Model 4 HD 4 cilindri a benzina da 90 hp
  • Prestazioni: velocità max 90 km/h, autonomia 600 km

In servizio, il nuovo mezzo venne ben accolto, anche se andava usato secondo precise regole per non cadere vittima delle limitazini relative alla protezione e al movimento fuoristrada. L'AML era di per sé molto più piccola di un carro, quindi difficile da avvistare, anche assai silenziosa, e su strada anche molto più mobile. Aveva quindi una ragionevole possibilità di non essere avvistata e se così fosse stato, eseguire un tiro pericoloso per chiunque nel raggio di 1 km.

Il successo dell'AML divenne rapidamente di scala mondiale, e il veicolo, usato sia come mezzo da esplorazione che come macchina cacciacarri, venne esportato in numerosi Paesi. In Sudafrica venne riprodotto come Eland, un nome di antilope locale, ma in generale gli ampi spazi pianeggianti erano l'ideale per tale veicolo e l'Africa ha costituito la destinazione di molti dei 4000 veicoli prodotti.

La carriera bellica dell'AML ha avuto una serie incredibile di eventi, quasi tutti dati da conflitti locali in Paesi del Terzo Mondo, mentre in Europa essa venne usata con maggiore parsimonia, data la vulnerabilità in presenza di forze convenzionali molto organizzate e potenti. Il cannone dell'AML-90, capace di mettere fuori uso ogni carro dell'epoca, l'ha resa in conflitti regionali un formidabile mezzo da combattimento, veloce, sfuggente, dotato di semplice meccanica e impiegato in missioni in cui i carri armati non potevano essere impiegati, lenti e complessi come erano (e comunque, molti Paesi africani non ne avevano). Le versioni con armi di calibro inferiore hanno avuto molto meno successo, e raramente se ne è ssentito parlare o viste fotografie. Il cannone da 90 era l'unica arma capace di mettere fuori uso un carro armato e questo fatto ha reso l'autoblinda AML-90 molto più popolare degli altri modelli, anche se più costosa e pesante. Le AML hanno partecipato spesso alle sanguinose guerre civili o di confine, che tanto hanno afflitto il continente.

Nel deserto, assieme ad un impianto KPV quadruplo

L'Eland ha combattuto anche contro forze organizzate in un conflitto convenzionale, contro il corpo di spedizione cubano e l'esercito angolano durante numerose operazioni militari negli anni '70-80. Essendo vulnerabile a qualunque arma pesante nemica, è stata usata per colpire e scappare, con rilevante successo. Infatti, la sua persistenza in combattimento, con un numero di colpi appena sufficiente per sostenere un conflitto a fuoco di pochi minuti, e la vulnerabilità ad ogni mitragliera pesante o arma anticarro, la rendeva inadeguata ad un uso prolungato in azioni di prima linea. Si potrebbe valutare in questo senso la Eland/AML-90 in rapporto ad una delle sue vittime preferite: il carro T-34/85. Questo era dotato di un cannone leggermente più piccolo, eppure pesava circa 6 volte tanto. Però: poteva superare trincee di quasi 3 m, sopportare proiettili di mitragliera su tutto lo scafo anche da breve distanza, poteva persistere in combattimento con la sua dotazione di munizioni di 55 colpi per il cannone, dotato di alta velocità iniziale, e non doveva temere anche i proiettili e le schegge che potevano facilmente bucare le ruote di un mezzo ruotato: si pensi cosa questo significa in un campo di battaglia dove entro un km vi sia una mitragliera come le M2 o le KPV da 14.5 mm: pericoli mortali per qualunque blindato leggero, poco più che seccature per un carro medio. Per questo le AML andavano usate con sagacia e rapidi sganciamenti dai reparti nemici, magari approfittando dell'erba alta della savana. Entrambi i contendenti potevano annientarsi reciprocamente e quindi era solo una questione di chi per primo vedeva chi. Le AML non erano, a parte i limiti di mobilità, degli avversari facili: è come mettere un cannone su una dune buggy, per intendersi. Usate con criterio, sono un nemico insidiosissimo.

Durante la Guerra delle Falklands, il terreno cedevole ha reso praticamente impossibile alle poche AML-90 argentine il movimento fuori da Port Stanley, e i cingolati leggeri Scorpion, che pure avevano molto da perdere nello scontro, poterono muoversi indisturbati nelle lande dell'arcipelago.

L'esercito Israeliano ha impiegato un piccolo numero di AML, ma le ha radiate presto data la loro complessiva vulnerabilità.

Ancora oggi vi sono veicoli di questo tipo in servizio in almeno 40 eserciti africani, asiatici e latino-americani, anche se la loro sostituizione con mezzi a 6 o 8 ruote ha significato l'evoluzione verso veicoli decisamente più costosi e pesanti: la Rooikat sudafricana, per esempio, raggiunge le 28 tonnellate. Persino i 'gipponi' moderni, leggermente corazzati, tendono a superare in peso e potenza le piccole blindo francesi, che hanno fatto epoca, ma che sono ormai totalmente obsolete.

Anche il fabbricante francese provvide a progettare una sostituta più moderna, presentando la ERC nel 1977.

La Panhard ERC è una moderna autoblindo 6x6 francese, dotata di una struttura molto compatta e di una sagoma ridotta, ideata in sostituzione della precedente AML, divenuta troppo piccola ed angusta per molte delle esigenze degli utilizzatori dei moderni veicoli blindati.

Le sei ruote danno immediatamente il riconoscimento di questa blindo come ERC-90

La grande popolarità dell'AML non riusciva a nascondere i suoi limiti di protezione e mobilità: per quanto essa pesasse la metà di un M113, e avesse nondimeno la potenza di fuoco per distruggere carri 10 volte più pesanti, le caratteristiche fuoristrada erano limitate dalla formula 4x4, che rendeva necessario usare i canali metallici per oltrepassare trincee e fossi di modesta larghezza. La Panhard nel 1970 partecipò al concorso per un nuovo veicolo blindato da trasporto truppe francese, vinto però dal VAB della Renault. Le tecnologie sviluppate in questo frangente non vennero sprecate, allorché la ditta mise mano ad un nuovo progetto di autoblinda leggera e il risultato, abbastanza scontato, vide la realizzazione di una trasmissione 6x6 e l'aumento sensibile delle dimensioni dello scafo, come anche il miglioramento di tutta l'impiantistica. Il nuovo modello, chiamato ERC, venne presentato nel 1977. Nel frattempo, allo scopo di utilizzare in maniera efficiente ogni singolo franco speso nello sviluppo, venne messo mano anche al progetto di un mezzo successore dell'M3 da trasporto truppe e il risultato fu il VCR, basato in larga misura sulla meccanica ERC.

La Nuova autoblindo raggiunge un peso di 7,65 t. in assetto di combattimento, maggiore del 50% rispetto all'AML, come della stessa misura è l'aumento in termini di assi portanti, ma anche così il mezzo è piccolo, leggero e assai economico.

La struttura è convenzionale, il pilota è davanti e 2 membri d'equipaggio in torretta, al centro dello scafo. Il motore è nella parte posteriore.

La mobilità vede una velocità su strada di 100kmh, ma anche la capacità anfibia, con il movimento in acque calme possibile a 4,5 kmh. A richiesta è disponibile una coppia di idrogetti che raddoppiano la velocità in acqua, e questo rende il mezzo molto più capace di guadare corsi d'acqua e zone con moto ondoso. La caratteristica più interessante della trazione impiegata è che il mezzo ha le 2 ruote centrali sollevabili da terra per il movimento su strada, cosicché questo può essere svolto in maniera più efficiente. L'autonomia raggiunge gli 800km, nonostante il propulsore sia un Peugeot V-6 a benzina da ben 155hp.

La torretta, con 2 uomini d'equipaggio, ha un armamento normalmente costituito da un cannone DEFA a media pressione con 20 colpi. La possibilità di scelta, in verità, è ampia e possono essere installate torri con cannoni-mortai da 60mm+cannone da 20, o mortaio da 81mm. Sono disponibili anche torrette antiaeree con 2 armi da 20 o 25mm e la torretta dell'AML.

La versione in servizio con l'esercito francese ha un cannone GIAT ad alta pressione TS-90 da 90mm. con elevazione di -8/+15. essendo riuscito il tentativo di abbinare tale potente cannone a uno scafo così leggero, è possibile tirare anche proiettili APFSDS con V° di 1350m/s. e perforazione di 120mm a 60 gradi (forse a 2000 metri). Disponibili su richiesta apparati di condizionamento aria, visione notturna e telemetri laser, mentre standard è l'apparato di protezione NBC (nucleare-biologico-chimico).

ERC-90 Sagaie :

  • Equipaggio: 3
  • Dimensioni: lunghezza 7.69 m, larghezza 2.5 m, altezza 2.25 m
  • Peso: 8.3 t
  • Corazzatura: 10 mm
  • Motore: Benzina Peugeot a 6 cilindri da 155 hp
  • Prestazioni: velocità max 100 km/h, autonomia 700 km
  • Armamento: 1 cannone da 90 mm, 1 mitragliatrice da 7.62 mm, 4 lanciafumogeni.

Dal 1979 la Panhard ERC è andata in produzione equipaggiando tra l'altro le forze armate di Argentina, Costa d'Avorio, Messico ed Irak. In Francia, essa è stata adottata in circa 200 esemplari nel modello summenzionato, noto come ERC-90 TS-90 Sagaie.

Una nuova generazione di queste leggere ed efficienti blindo è nata nel decennio successivo, Denominata ERC-90 Sagaie 2, che si differenzia per numerose innovazioni, con uno scafo più lungo, una corazza migliore e una dotazione di munizioni aumentata dagli insufficienti (retaggio dell'AML) 20 colpi a 32 o 35, 10 o 13 di pronto impiego in torretta. I motori, dato il maggiore peso del mezzo, sono adesso 2 Peugeut XD 3T diesel a 4 cilindri da 196hp in totale oppure 2 Peugeot a 6 cilindri benzina, da 290hp complessivi. Mantenuta la capacità anfibia e il sistema di controllo del tiro è stato migliorato. Il modello è stato prodotto per l'export soltanto.

ERC-90 Sagaie 2:

  • Equipaggio: 3
  • Dimensioni: lunghezza 5.57 m, larghezza 2.7 m, altezza 2.3 m
  • Peso: 10 t
  • Corazzatura: 12 mm
  • Motore:Diesel Peugeot XD 3T o 2 Peugeot a benzina da 196 o 290 (+41/145) hp
  • Prestazioni: velocità max 100 km/h, autonomia 600 km
  • Armamento: 1 cannone da 90 mm F4 con 32-35 colpi (+12/15) ,2 mitragliatrici da 7.62 mm, 4 lanciafumogeni.

Nell'insieme, la ERC è stata uno dei progetti più interessanti e efficienti di autoblindo. Incapace di emulare il successo della più vecchia AML, ha tuttavia costituito un esempio di equilibrio nelle caratteristiche di progettazione, e soprattutto è forse la migliore concretizzazione di tale categoria di mezzi. Infatti, ancorché esistano veicoli più potenti e pesanti come la Centauro o la Rooikat, essi tendono ad essere :

  • 1-costosi: una Centauro raggiunge tranquillamente i 4 miliardi di vecchie lire, per un costo totale del programma al 1992 stimato in 1500 miliardi, mentre l'aggiornamento-cancellato- di 400 Leopard 1 ne richiedeva solo 655.
  • 2-non-anfibi: eppure in Europa, la presenza di acqua è pressoché certa in ogni percorso che si tenti di affrontare, la mancanza di capacità anfibie può limitare enormemente la mobilità effettiva (questo vale molto di più per la Centauro che per la Rooikat, che nel deserto africano non ha di questi problemi).
  • 3-non aviotrasportabili: le Centauro sono praticamente impossibili di trasportare per via aerea con i mezzi dell'AM (C-130 e G-222), mentre le ERC-90 possono facilmente essere portate, teoricamente, persino da un G-222. Se si considera che le ERC equipaggiano la forza d'intervento rapido francese, si può capire quanto questo fattore sia fondamentale.
  • 4-facili bersagli: nessuna blindo ha una protezione sufficiente per affrontare un carro armato o un missile anticarro pesante, ma la sagoma (e la segnatura termica ed acustica) di una blindo come l'ERC è enormemente più ridotta di quanto non accada per le macchine più grandi e pesanti: dimensioni di 5x 2,5x 2,3 metri contro, nel caso della Centauro, 7,85x 3x 2,75m. Anche la segnatura termica, con motori classe 200 hp, non eccede quella di un grosso furgone.
French AMX10RC dsc06849.jpg

L'AMX-10RC è la più potente blindo francese e anche la più pesante autoblindo e potente blindo anfibia, prodotta dalla GIAT Industries.

Dopo l'esperienza con la Panhard EBR 8x8 l'esercito francese voleva un rimpiazzo altrettanto potente ma più moderno. I lavori per il nuovo veicolo giunsero nel 1971, alla realizzazione del prototipo, e dopo di allora il mezzo entrò in produzione per le esigenze nazionali e di quelle del Marocco.

La potente AMX-10RC ha raggiunto le dimensioni massime per un veicolo trasportabile da C-130 e anfibio, il suo scafo è costituito di leghe d'alluminio saldato e così pure la torretta. La disposizione è convenzionale, con il comparto guida davanti, quello di combattimento al centro e il motore posteriormente.

L'impianto della trasmissione, come anche il motore sono derivati direttamente da quelli del cingolato AMX-10P della fanteria. In virtù di questo, le ruote, pure tutte motrici, non ruotano, ma sono regolate come i cingoli dei blindati, fermandosi o avanzando in maniera differenziale, anche per questo il veicolo appare tanto compatto, ma non ha una meccanica totalmente adeguata, essendo di fatto un compromesso. Il movimento comunque non ne è particolarmente inficiato, mentre esistono 2 idrogetti posteriori con i quali si possono raggiungere, previa l'erezione della piastra flangiflutti anteriore, i 7,2 kmh. Le sospensioni interamente idropneumatiche poi sono sofisticate al punto che il veicolo può alzarsi dal suolo tra i 330 e i 470 mm, se necessario differenziando anche l'altezza tra un lato e l'altro, in genere cambiando a seconda se il movimento avviene su strada o fuoristrada.

Vista sulla postazione di torretta

Il cannone da 105 mm è a media pressione (il meglio che si poteva fare con un veicolo di questo peso: l'AMX-10RC non è una Centauro) ed è servito da un sofisticato sistema di controllo del tiro con telemetro laser, computer balistico, apparati IL di visione notturna, persino un utile periscopio panoramico (diurno) per il capocarro. NB: come per l'Italia molti anni dopo, il primo sistema di controllo del tiro realmente moderno venne introdotto in Francia con una autoblinda e non un carro armato (sarebbero passati altri anni prima dell'arrivo degli AMX-30B2). La torretta ha 3 uomini, come nei carri armati: capocarro, tiratore e caricatore (cosa non pacifica: le AML-ERC ne hanno solo due, come del resto le vecchie ERC con il caricatore automatico posteriore). A bordo vi sono 40 colpi da 105 mm, e oltre 4.000 da 7.62. Esistono anche 4-6 lanciafumogeni.

Postazione di guida
  • Equipaggio: 4
  • Dimensioni: lunghezza 6.36 m, larghezza 2.95 m, altezza 2.66 m
  • Peso: 15.8 t
  • Corazzatura: alluminio saldato
  • Armamento: cannoneda 105 mm, 1 mitragliatrice da 7,62 mm
  • Apparati di tiro: ottici con telemetro e sistemi notturni.
  • Motore: Badouin diesel da 280 hp
  • Prestazioni: velocità max 85 km/h, autonomia 1000 km

In servizio l'AMX-10RC si è dimostrato un mezzo utile e potente. Non c'erano e non ci sono state altre autoblindo capaci di competere per almeno 15 anni, e i veicoli (roiikat e Centauro) che alla fine l'hanno superata si sono dimostrati ancora più costosi e pesanti, oltre che non anfibi né C-130-compatibili (due cose che hanno a che fare con la mobilità strategica e tattica).

L'AMX-10RC ha partecipato a Desert Storm e a numerosi scontri con il Polisario, nel Marocco meridionale. Nel primo caso non ha subito nemmeno una perdita, ma nel secondo è probabile che diverse siano andate perdute: il Polisario ha causato severi danni all'esercito marocchino.

Il TPK 4,2 VSC, corazzato 4x4 da trasporto truppe è stato realizzato dall'Ateliers de Costruction de l'Atlantique (ACMAT), che ha prodotto per decenni autocarri ad alta mobilità 4x4 e 6x6 rinomati per la loro durevolezza ma soprattutto per un'autonomia eccezionale, caratteristica conservata anche con questa versione 'corazzata' del loro telaio. Il loro successo è quantificabile che in 25 hanni (1945-70) questa serie di autocarri ha raggiunto almeno 30 nazioni, specialmente in Africa, oltre alle stesse Forze armate francesi.

La versione 'corazzata' di questi autocarri ha una storia partente dalla costatazione che nel mercato estero esisteva l'esigenza di un veicolo corazzato realizzato sulla stessa ottima meccanica dell'autocarro: simile a tanti alti adattamenti ' a bassa tecnologia' di grossi veicoli a trazione integrale, è stato realizzato in maniera conseguenziale, con il nome di TPK 4,2 VSC.

La struttura è quella di un autocarro di tipo convenzionale, con il motore anteriore, capocarro e pilota al centro e truppa dietro. IL posto di pilotaggio è rialzato rispetto al veicolo originario.

Il guscio corazzato è in acciaio saldato spesso al massimo 10 mm, con blindovetri per i 2 uomini avanti, copribili con pannelli d'acciaio per maggiore protezione. Ciascuno ha anche un portello superiore monoblocco e uno sportello laterale con un altro blindovetro (senza piastra d'acciaio). Vi sono 2 portelli laterali e il comparto equipaggio ha 8 posti con panche laterali. L'armamento è in genere dato da una sola mtg. da 7,62mm, talvolta su di una piccola torretta molto angolata della Creusot-Loire, con un piccolo proiettore coassiale per il tiro notturno. Esiste anche la possibilità di avere versioni con mortai da 81mm o missili controcarro Euromissile MILAN. Il mezzo è anche utilizzato come trattore di artiglieria da 105mm.

Il motore è un diesel Perkins, con cambio manuale a 4 velocità e una retromarcia, sterzo a 'vite senza fine', ma soprattutto, è presente un serbatoio da ben 370 litri, per un'autonomia record per un veicolo corazzato di 1600 km: caratteristica utile per i tipici clienti, che d'altro canto non richiedono invece capacità anfibie. Tra gli accessori di serie v'é una ruota di scorta trasportata dietro i sedili del pilota e capocarro, mentre tra quelli opzionali v'è un apparato di condizionamento dell'aria.

  • Equipaggio: 2+8
  • Dimensioni: lunghezza 5.98 m, larghezza 2.07 m, altezza 2.21 m
  • Peso: 7.3 t
  • Corazzatura: acciaio saldato
  • Armamento: 1xmitragliatrice da 7,62 mm
  • Apparati di tiro: ottici semplici
  • Motore: Perkins Modello 6,35 a 6 cilindri diesel

125 hp. hp

  • Prestazioni: velocità max 95 km/h, autonomia 1.600 km

In definitiva, il mezzo, comparato agli altri blindati corazzati francesi dell'epoca, è lungo quanto il Berliet VXB-170 e il VAB, ma pesa quanto il Panhard VCR, per cui ha una struttura blindata certamente più leggera che questi mezzi. È anche più stretto e alto, tradendo maggiormente la sua discendenza da un autocarro medio.

Il veicolo è in servizio in diverse nazioni africane, specie in Africa del Nord, dove ha svolto e svolge missioni di pattugliamento, traino artiglierie, trasporto truppe.

Il Berliet VXB-170, blindato da trasporto truppe ruotato, è nato dalla lunga tradizione della casa di produzione che fin dal dopoguerra è stata tra le fornitrici di maggior peso di autocarri per l'esercito francese.

Alla fine degli anni sessanta, essa ha costruito un prototipo di un veicolo blindato, chiamato BL-12, che era realizzato usando le componenti commerciali standard ovunque possibile per la parte meccanica. Strano ma vero, le dimensioni sono quasi esattamente quelle del VAB, quasi cm per cm.

Lo scafo del veicolo è di acciaio saldato, spesso 7 mm (non molto, ma del resto anche il BTR e il BRDM hanno un simile spessore). Il pilota ha un abitacolo al centro, con ampio campo visivo dato da 2 finestrini laterali e un parabrezza frontale. Quando necessario queste superfici sono protette da piastre d'acciaio e vengono usati solo gli iposcopi.

Lo scomparto motore è dietro a destra, mentre il cambio ha 6 marce avanti e 1 indietro, con un gruppo di rinvio a 2 velocità. Esiste anche il servosterzo, per ridurre la fatica del pilota nelle manovre di questo pesante APC, che supera le 12 t nonostante il ridotto spessore delle piastre, utili solo contro il fuoco delle armi portatili. La struttura della scocca prevede anche 3 grossi portelli per l'entrata e l'uscita, 1 per lato, e 1 dietro a sinistra. Essi sono integrati da alcuni portelli sul tetto, mentre non vi sono feritoie di tiro laterali. Tutto questo serve essenzialmente per la decina di uomini trasportati nel comparto truppa, sito posteriormente al mezzo, cosa che esso ha, nell'ordine: comparto guida, motore, equipaggio, da prua a poppa, configurazione simile al VAB e all'OT-64.

L'armamento base -incrementabile- è costituito da una mitragliatrice da 7,62 mm. con un piccolo scudo blindato. La famiglia VXB-170 è stata originariamente concepita con 3 derivazioni possibili studiate in parallelo, 1 per la sicurezza interna, 1 per l'export e 1 per il combattimento. Quest'ultima ha la possibilità di ospitare anche torrette biposto H-90 con cannoni da 90 mm, o cannoni-mortaio da 60 mm (tipica 'specialità' francese), o altre combinazioni di armamenti.

La mobilità fuoristrada è limitata dalla presenza di sole 4 ruote, ma il mezzo è anfibio senza preparazione in acqua a 4 km/h grazie ai soli pneumatici scolpiti. Le sospensioni sono simili a quelle di un autocarro civile, con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici coassiali. Opzionali pneumatici antiforo, sistemi di visione notturna, verricello etc., ma normalmente non vi è protezione NBC.

  • Equipaggio: 2+10
  • Dimensioni: lunghezza 5.99 m, larghezza 2.5 m, altezza 2.05 m
  • Peso: 12.7 t
  • Corazzatura: acciaio saldato
  • Armamento: 1 mitragliatrice da 7,62 mm
  • Motore: Diesel Berliet V800M a 8 cilindri

170 hp

  • Prestazioni: velocità max 85 km/h, autonomia 750 km. gradino 0.3 m

Questi mezzi,entrati in servizio nel 1973, per quanto pesanti, sono stati usati essenzialmente per compiti antisommossa. La Gendarmeria francese ne ha avuti 155, con torretta armata di una mtg. da 7,62mm e lanciagranate da 40mm. Altri 12 esemplari sono andati al Gabon e altrettanti al Senegal.

Il mezzo era assai riuscito, o almeno non vi erano motivi particolari di lamentela, ma ad un certo punto la Berliet venne comprata dalla Renault. Era il 1975, e la casa francese era già in affare per la produzione in grande serie dei VAB. Benché questi fossero più costosi dei Berliet, venne deciso, come spesso accade in questi casi, di fermare la produzione del veicolo per evitare interferenze tra le vendite dei 2 mezzi, praticamente identici in prestazioni e pesi (chissà quale è lo spessore dell'acciaio del VAB?). Questo ha tolto ovviamente parte della capacità di copertura del mercato per i clienti meno danarosi (e più contenti di avere un mezzo dalla meccanica unificata con quella degli autocarri), ma in ogni caso il Berliet si è fermato a 179 esemplari contro oltre 5000 VAB.

Veicoli non corazzati[modifica]

L'ACMA Troupes Aeról Portées Mle. 56 era indubbiamente alquanto anonalo per essere un veicolo militare: venne infatti realizzato partendo niente di meno che dalla Vespa ed utilizzato dalle truppe aerotrasportate francesi anche in teatri di guerra come in Indocina e in Algeria. Era realizzato dall'ACMA (Ateliers de Construction de Motocycles et Automobiles) che già produceva su licenza la Vespa per il mercato transalpino e che già aveva prodotto la ACMA Vespa 400. Su questo scooter veniva montato un cannone anticarro senza rinculo da 75 mm M20 capace di perforare una corazza di 100 mm di spessore, sistemato sotto la sella e lo scudo dello scooter.

Questi veicoli venivano aviolanciati in coppia ed erano serviti complessivamente da cinque militari. Un veicolo era armato di cannone mentre l'altro serviva per il trasporto di parte della squadra e delle munizioni. Sembra che una squadra di serventi ben addestrata riuscisse a sparare anche con il veicolo in movimento.

Il costo era inoltre molto basso: la Vespa all'epoca costava in Francia intorno ai 500 dollari USA mentre del cannone SR M20 esistevano grandi scorte. Ne furono realizzati così circa 800 esemplari. L'uso di veicoli (ultra)leggeri come forza da combattimento non era certo una novità: celebri i side-car tedeschi con una mitragliatrice MG3. Però l'idea di trasformare un motociclo in un semovente capace di sparare anche contro i carri armati era decisamente un estremo. Certo è che la predilezione francese per mezzi piccoli, leggeri ed economici trovava massima soddisfazione in questo mezzo che si potrebbe definire un Vespa-cannone (per assonanza con gli auto-cannoni).

Per circa un quarto di secolo, fino a metà degli anni '80, il Berliet GBU 15 è stato l'autocarro pesante standard 6x 6 dell'esercito francese.

Con un peso a vuoto di 15,8 tonnellate era capace di trasportarne fino a 6 t fuoristrada, 10 t su strada normale e trainare 15 t. Il motore era collocato sotto l'insolita cabina a quattro porte, con le due posteriori spostate alla fine dell'abitacolo, che aveva tetto e finestrini removibili. Il veicolo poteva usare una grande quantità di carburanti, incluso benzina, paraffina, JP4, gasolio, carburante agricolo e, a regimi più bassi, oli minerali e persino vegetali. In genere era anche applicato un argano che poteva sollevare fino a 8 t. Il GBU 15 veniva usato di solito per trainare l'obice da 155 mm Modele 1950.

Le varianti principali includevano un trattore d'artiglieria, un'autocisterna e un veicolo per le riparazioni. È stato in seguito sostituito dal Renault TRM 10.000.

  • Equipaggio: 1+3
  • Dimensioni: lunghezza 7.974 m, larghezza 2.5 m, altezza 3 m
  • Peso: 20.5 t
  • Motore: Berliet a 6 cilindri multi-carburante

214 hp

  • Prestazioni: velocità max 75 km/h, autonomia 800 km

Il fuoristrada Hotchkiss M201 è stato per molti anni il veicolo leggero standard dell'esercito francese.Era una Willys MB prodotta dalla Hotchkiss su licenza, produzione che arrivò a oltre 40.000 esemplari entro i tardi anni '60. Essa mostrava spesso equipaggiamenti particolari, come per esempio 4 rampe scatolate per missili controcarro Entac.

Il Peugeot P4 è un mezzo 4x4 che sostituisce nell'Esercito Francese il precedente Hotchkiss M 201. Esso è un fuoristrada con carrozzeria squadrata e robusta, con motore da 88hp, ordinato in non meno di 15.000 esemplari. La carrozzeria è derivata da quella del Veicolo leggero Mercedes-Benz, mentre il motore è prodotto in Francia dalla Peugeot.

A partire dalla metà degli anni '80, il principale autocarro francese pesante è diventato così il Renault TRM 10.000, un mezzo utilizzato per vari compiti, come il trasporto dei cannoni TR da 155 mm dell'artiglieria campale e altri carichi, vista la sua capacità di trasportare su terreno vario 10 ton. teoriche, 12,6 massime. In verità, questo mezzo costruito da Renault ha una storia complessa perché è il derivato del Berliet GBD, messo in commercio come Renault TRM 9000 ma non adottato dall'esercito d'oltralpe. In compenso ne vennero prodotti oltre 3.000 per l'export, la metà dei quali finita in Marocco. Il Renault TRM 10.000 ha quindi ancora discendenza Berliet, visto che rispetto al TRM 9000 ha solo poche modifiche che comprendono una leggera capacità di incremento del carico utile da 9 t. a 10 t., un sistema di trasmissione diverso, una maggiore lunghezza. L'autonomia è una delle migliori della categoria. La cabina del mezzo è di tipo 'moderno', con forma squadrata, ribaltabile in avanti per ispezionare il motore sottostante. Il cambio è manuale, con 9 marce avanti e 1 indietro. Il comparto trasporto ha copertura in tela e può ospitare se necessario 24 uomini in sedili appositi. Le opzioni sono varie, in termini di equipaggiamento; cambio automatico, verricello, postazione per mitragliatrice da 12,7mm. Oltre 5000 mezzi costruiti dal 1994 per le sole esigenze dell'Esercito francese, che così ha rinnovato il suo parco automezzi pesanti. Uno dei compiti è il traino dei cannoni TR da 155mm di nuova produzione, assai più pesanti e potenti dei tipi precedenti.

TRM-10000

  • Equipaggio: 2-3
  • Dimensione: lunghezza 9.46 m, larghezza 2.48 m, altezza 3.05 m senza armi
  • Peso: 12-29 t
  • Mobilità: diesel Renault MIDS 06.20-45 a 6 cilindri 320 hp
  • Prestazioni: v.max 89 km/h, autonomia 1.200 km, pendenza max 60%,

Per molti anni il Berliet GBU 15 6x6 da 6 t. è stato l'autocarro pesante standard francese, ma ad un certo punto anche questo veicolo ha avuto bisogno di un sostituto.

Note[modifica]

  1. Po, Enrico: VBCI, RID feb 2009 p 30-40
  2. Dati ricavati da Armi da guerra fascicolo 13