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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/El Salvador

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Indice del libro

Nazione del centro america tra le più tormentate da guerriglie e dittature, il piccolo stato in parola ha avuto una delle poche aviazioni di un certo livello di tutta la regione. La sua forza aerea è stata costituita da una forza di vecchi jets francesi ex-israeliani, come d'altra parte lo erano anche le dotazioni dell'esercito.

Dal 1977 il Salvador è rimasto sconvolto da una guerriglia interna con un governo di destra, appoggiato dagli USA, e movimenti di guerriglia appoggiato dal blocco orientale. La situazione a metà anni ottanta era talmente critica da richiedere il servizio obbligatorio per i cittadini tra i 18 e i 60 anni.

La guerra del Calcio (1969)[1]

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C'erano già stati scontri di frontiera tra Costa Rica, Honduras e Nicaragua tra il 1948 e il 1959, ma poi le tensioni di confine tra questi staterelli centro-americani vennero stemperate e si pensò di appianare i contrasti anche grazie alle cose 'in comune': l'ODECA, il CAFTA, e l'addestramento comune per le F.A. alla famigerata 'SCuola delle Americhe' di Panama.

Fu l'entrata nel confine honduregno di ben 300.000 lavoratori salvadoregni illegali, diretti verso le zone incolte del ben più grande vicino, che iniziò ad alterare i rapporti diplomatici. Per quando si giocò la partita delle nazionali a San Salvador il 15 giugno 1969, i problemi erano già diventati profondi: a Tegucigalpa vi furono assalti e vittime alle rappresentanze salvadoregne, decine di migliaia di immigrati venivano nel frattempo buttati fuori dai confini territoriali. Vi furono degli incidenti di confine, il 27 giugno le relazioni diplomatiche vennero rotte da parte del Salvador e il 4 luglio due T-28 honduregni venivano costretti all'atterraggio (erano disarmati) da un caccia salvadoregno. Il 14 luglio i salvadoregni attaccarono oltre confine e presto furono a 8 km entro il territorio, occuparono due isole del Golfo di Fonseca e colpirono con la loro piccola aviazione gli aeroporti dell'Honduras. La campagna d'odio contro i vicini non pagò il presidente Gererale Arellano, il despota honduregno dell'epoca.

Quanto alle forze aeree, il Salvador ebbe i primi corsi di pilotaggio nel 1917, 1922 con il servizio di Aviazione militare del Salvador, 1925, il Cuerpo de la Aviacion Salvadoregna; novembre 1934, i trasporti militari (TAS), 18 maggio 1946, nasce la FAS.

L'Honduras ha avuto la prima esperienza di aerei nel 1918 con l'Esercito, nel 1919 vengono comprati i primi aerei, il 14 aprile 1931 la Scuola militare dell'avizione e nel 1933 l'aviazione militare in una prima edizione, ufficializzata nel '54 come FAH, ora indipendente dall'Esercito.

La FAS Salvadoregna aveva migliorato le sue risorse dopo gli incidenti del '67, ma all'inizio del '68 aveva solo 34 piloti adatti al combattimento aereo, 7 P-51 e vari aerei secondari, tra cui anche un piccolo numero di Corsair della 2a Escuadrilla, che però erano poco operativi per mancanza di parti di ricambio. Sempre meglio del Mustang che nell'ottobre 1968 precipitò, riducendo a sei il totale disponibile. Questi caccia, all'epoca standardizzati per tutte le aviazioni della Mesoamerica, operarono fino agli anni '70, con i Dominicani addirittura fino al 1984. Ma c'erano troppo pochi caccia e piloti per combattere una guerra aerea, e così vennero mandati acquirenti negli USA per reperire altri Mustang, Corsair e B-26. Solo che gli 11 P-51, 4 B-26 e due elicotteri Hiller FH-1100 (i primi velivoli salvadoregni ad ala rotante) arrivarono solo a settembre. Per questo la guerra venne combattuta anche con gli aerei da turismo modificati con razzi da 60 e 81 mm, come efficaci anche se rozzi aerei d'attacco, per un totale di una ventina di esemplari. Venne anche un P-51 di un privato, tale Baldocchi, che poi aiutò a modificare i P-51 per aumentarne la maneggevolezza (come non è chiaro), con radio moderne e serbatoi ausiliari. In tutto nel luglio 1968 c'erano 18 P-51 e 4 Corsair, un B-26, 12 trasporti come i DC-3 e DC-4, 12 aerei d'addestramento T-41, 34 e 6.

In tutto, la modesta FAS aveva il Grupo de Combate con l'Escuadron Caza y Bombardero (1a sq con i Mustang, 2a con i Corsair); l'Escuadron de Transporte (3a e 4a squadriglia), e l'Escuadron de Riconocimiento (5a e 6a). Poi vi era il Grupo MART per la manutenzione, radiocomunicazione e trasporti; le unità di supporto e minori, tra cui una cp parà, l'Escuadron de Apoyo e quello di Seguridad (per la base di Ilopango).

Quanto all'Honduras, la sua aviazione era soprattutto a La Mesa. Ben armata e organizzata, aveva uno squadrone F4U con 11 aerei dei tipi -4 e -5, superstiti di 21 comprati nel 1956-61 e due squadroni con i T-28, non più di 24 in servizio dal '67, circa 20 trasporti C-47 e 54, una ventina di aerei leggeri come i C-45 e U-17A, infine addestratori BT-13 e AT-6 e finalmente 5 S-55 comprati nel '65.

Tutto questo non consentiva una netta superiorità di una parte sull'altra e così il risultato era da stabilirsi con l'abilità tattica dei soldati e comandanti. Circa 12.000 salvadoregni passarono il confine quel 14 luglio, una piccola armata su 2 divisioni e vari blindati e artiglierie, nonché reparti di cavalleria. Dalle 16.30 vennero fatti decollare circa 30 aerei che supportarono i combattenti a terra, ma nel caso dei C-47 modificati come bombardieri anche la capitale Tegucigalpa venne attaccata senza che i reparti da caccia potessero fare nulla per contrastarli. A terra non vi furono grossi danni, ma molto terrore e confusione.

Le battaglie aeree tra le opposte aviazioni iniziarono il 15 luglio, quando un Corsair salvadoregno ne abbatté uno honduregno; un Corsair salvadoregno venne a sua volta abbattuto da un piccolo T-28, e un C-47 venne colpito da un altro Corsair della FAH. Così per ora era un 2:1 per l'Honduras. La sua aviazione lanciò una serie di attacchi al suolo con i DC-3 e 4 Corsair, questi ultimi mandati su Ilopango. Questi si avvicinarono simulando di essere una formazione del salvador, invece all'improvviso virarono e sganciarono bombe sul campo, una sola delle quali centrò un hangar. Altri 3 Corsairc colpirono Porto Acajutla danneggiando una fabbrica e soprattutto una raffineria. La contraerea colpì due aerei e uno venne costretto ad un atterraggio forzato, venendo catturato dai Salvadoregni.

Questi persero poco tempo con questi attacchi strategici e si concentrarono nell'appoggio tattico. Nondimeno, un C-47 venne gravemente danneggiato da un F4U honduregno. ALtri sei aerei del Salvador andarono su Tegucigalpa e colpirono al suolo una mezza dozzina di aerei d'addestramento, addirittura una bomba atterrò sul palazzo presidenziale, ma senza esplodere.

Dopo un giorno di relativa calma, il 17 luglio due P-51 aiutarono l'11° btg. a vincere gli Honduregni a El Amarillo, occupando poi Nueva Ocotepeque. La FAH fece pagare la vittoria a terra con l'azione di un Corsair che abbatté un P-51. La FAS replicò con un Corsair (PH Lobo) che abbatté un tipo analogo della FAH.

Oramai la guerra tra poveri stava dimostrandosi insostenibile. Un P-51, ironicamente data la sua capacità a lunga autonomia, così si ritrovò senza carburante e costretto ad atterrare in Guatemala. Arrivarono anche 5 mercenari americani, uno dei quali (J. De Larm), quando lavorava per il Nicaragua, durante uno scontro del '55, usò il suo P-47 per abbattere un P-51 (altro misconosciuto scontro fratricida tra caccia americani). Tuttavia il 18 luglio il maggiore Soto, già autore dell'abbattimento del Mustang il giorno prima, si mise ancora in mostra. Nel corso di una breve battaglia aerea distrusse un F4U e un P-51 della FAS. Forse anche questo aiutò a migliori consigli i Salvadoregni, che oramai erano entrati di ben 65 km in territorio nemico e si apprestavano, malgrado le trattative internazionali, ad attaccare Tegucigalpa. Mancanza di carburante e di decisione (i combattimenti a terra erano sospesi in attesa delle trattative) rallentarono tutto lo svolgimento della campagna. Il Salvador aveva già respinto il 18 la richiesta dell'OAS (Organizzazione degli Stati Americani) di fermare le ostilità. Gli Honduregni iniziarono il 27 un'offensiva su 5 città di confine, mentre il 29 una nuova richiesta dell'OAS venne rifiutata e questo costò la condanna di aggressione ad un altro stato, con relative sanzioni economiche, che misero praticamente a terra la FAS. Il 5 agosto, finalmente, il Salvador accettò la tregua e ritirò le truppe da parte del territorio conquistato.

I due Paesi si imbarcarono in una guerra insensata persino per gli standard delle dittature sudamericane. Entrambi avevano all'epoca un governo dittatoriale retto da generali, i quali agirono ovviamente anche da comandanti in capo. Ma furono i Salvadoregni a vincere questa guerra tra poveri, costata circa 4.000 vittime e 100.000 profughi. Le truppe honduregne vennero sostanzialmente battute in casa, in una guerra che iniziò dopo gli incidenti via via accentuatisi dall'incontro delle due nazionali di un mese prima.

Non finì lì, perché gli incidenti di confine continuarono fino al giugno del '70, tanto che venne anche istituita una DMZ con osservatori internazionali per stabilire l'affermazione della pace. Durò fino al '71, poi le cose sembravano andare bene. Nel '76 vi furono altri scontri, ma nel '77 iniziò la guerra civile salvadoregna e così si regolò i rapporti delle due nazioni con un protocollo firmato nel 1980. Alla fine, l'arbitrato della Corte internazionale de l'Aja riconoscerà, nel 1992, la sovranità dell'Honduras sul 75% dei territori contesi nonché l'accesso al golfo di Fonseca. Nel 2002, infine, il Salvador ha fatto ricorso per avere almeno l'Isola dei Conigli nel suo territorio nazionale.

Tutto qui, la guerra si è spenta in una lunghissima tensione tra nazioni confinanti, mentre l'Honduras diventava la base per l'influenza americana nel territorio (a parte Panama) mesoamericano, appoggiando pesantemente il governo salvadoregno dalla guerriglia comunista e minacciando il Nicaragua. Di tutto questo macello umano la parte calcistica, che fece da detonatore ne l'69, ha avuto ben poca gloria. Il Salvador, che riuscì a guadagnare le finali mondiali, verrà battuto in tutte e tre le partite che sostenne nel girone eliminatorio.

Oltre 40.000 uomini con le seguenti unità:

  • 3 brigate di fanteria (su due reggimenti fanteria, ciascuna con 1 battaglione fanteria attivo e 2 di riserva)
  • 1 brigata di fanteria (su 4 battaglioni di forze speciali antiguerriglia)
  • 3 battaglioni autonomi forze speciali
  • 1 reggimento cavalleria meccanizzato
  • 1 reggimento artiglieria su due gruppi
  • 14 battaglioni autonomi fanteria leggera, uno per dipartimento
  • 9 reggimenti di fanteria di riserva su 3 battaglioni
  • 1 battaglioni del genio
  • 1 battaglione paracadutisti
  • 1 gruppo difese contraerei

Materiale:

Mezzi corazzati: 12 carri legeri AMX-13, 18 blindo AML-90, 20 blindati corazzati trasporto truppe UR-416 e 10 M113, alcuni M114

Artiglierie: Mortai francesi da 81mm, jugoslavi UBM-52 da 82 mm, 12 obici M56 (jugoslavi) da 105mm, 30 obici M101 da 105mm, 6 obici M114 da 155m.

Armi controcarri: cannoni SR M18 da 57mm, M20 da 75, lanciarazzi M72 da 66mm, lanciarazzi israeliani da 80 mm

Armi antiaeree: cannoni da 20 mm inclusi impianti trinati jugoslavi M55 da 20 mm.Bofors L/60

Armi da fanteria: fucili M1 e M14 da 7,62 mm, Galil, M16A2, G-3. Mitra Uzi da 9 mm, mitragliatrici Madsen danesi Model 1954 e M60 americane da 7,62 mm, mitragliatrici Browning da 7,62 e 12,7 mm.

Indubbiamente la principale risorsa delle forze armate nazionali, la Forza aerea del Salvador era dotata di un centinaio di apparecchi, molti dei quali erano jet, quasi tutti vecchi apparecchi ex-israeliani. Presenti molti elicotteri, alcuni aerei da trasporto, apparecchi da addestramento in buon numero, e infine una 'cannoniera volante' AC-47 Spooky, che aveva, al posto delle 3 mitragliatrici leggere minigun da 7,62 mm, altrettante M2 con minore cadenza di tiro ma con maggiore gittata utile.

  • Escuadrilla de Caza con 18 Dassault-Breguet Super Mystère (erratamente riportati da Armi da guerra, in realtà questi andarono in Honduras)
  • Escuadrilla de Caza-Bombarda con 11 Dassault Ouragan
  • Escuadrilla de Ataque con 17 Cessna A-37 Dragonfly, 7 CM.170 Magister, 1 AC-47.
  • Escuadrilla de Transporte con 2 C-123K, 2 DC-6B, 5 IAI Arava, 5 C-47
  • Escuela de Aviacion Militar con 3 C.M.170 Magister, 6 Cessna T-41, 8 N.A. T-6 Texan, 3 Beech T-34 Mentor, 7 Cessna 180, 1 182, 1 185
  • Unità varie: 6 Cessna O-2A, e Aérospatiale SA315B Lama, 2 Aérospatiale Aluette III, 1 Fairchaild-Hiller FH-1100, 18 UH-1H, 1 Hughes 500D.

Totale forze impiegate: 1.500 uomini.

La marina salvadoregna era piccola, con appena 130 uomini era sistemata nella costa pacifica, appena 7 navi pattuglia e un rimorchiatore. Essa aveva come scopo principale il contrasto di contrabbando di armi e rifornimenti, specialmente alle forze di guerriglieri all'interno dei confini, che provenivano dal Nicaragua.

La guerra civile[3]

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l'unico tipo di 'cacciabombardiere' vero e proprio tra i jet salvadoregni, l'Ouragan, subì tuttavia un 'attacco preventivo' tale da ridurne l'efficacia già all'inizio della guerra civile.

Nazione piccola, piuttosto povera, il Salvador ha anche una popolazione piuttosto numerosa che è in crescita sostenuta. Indipendente dalla prima metà del XIX secolo, è stato a lungo dominato da una piccola oligarchia e governato formalmente da vari esecutivi militari di destra, che non hanno mai apprezzato particolarmente i diritti umani. Anche se l'indipendenza del Paese era un grande risultato, quello che è successo dopo non è stato certo un luminoso esempio: tutto il XIX secolo e quasi tutto il XX sono stati caratterizzati da violenza, repressioni, e potere in mano ai militari. Tra il 1945 e il 1970 vi sono stati ben 10 governi, e 8 di questi erano militari. In più, quanto alle relazioni estere, il Salvador non ha avuto una buona tradizione ed è riuscito anche a partecipare ad una delle pochissime guerre 'convenzionali' del Centro America, quella 'del Futbol' contro l'Honduras nel 1969.

Nel '79 tutto lasciava intendere che una nuova, forte insurrezione sarebbe avvenuta, specie dopo che in ottobre di quell'anno era fallito un golpe militare e il caos era l'unica forma di governo rimasta. Anche i militari erano tra di loro divisi, mentre la situazione economica era diventata talmente insostenibile che molti salvadoregni dovettero emigrare in Honduras. Nel contempo, nel vicino Nicaragua la rivolta sandinista che scacciò Somoza incoraggiava anche i movimenti rivoluzionari salvadoregni, che cominciarono ad istigare la rivolta popolare. Ora, bisogna ricordare che Somoza aveva un regime estremamente autoritario e potente militarmente parlando, con il più grande esercito della regione; eppure era stato rovesciato. Contro il Salvador poteva a maggior ragione essere raggiunto lo stesso risultato.

I gruppi di sinistra attivi cominciarono ad organizzare dimostrazioni di piazza, ma già il 22 gennaio 1980 i militari non trovarono di meglio che aprire il fuoco contro dei dimostranti nella capitale di S.Salvador, un po' come aveva fatto lo Sha di Persia qualche anno prima. Vi furono molte vittime ai piedi della cattedrale della città. Per giunta, due mesi dopo una squadra della morte governativa uccise l'arcivescovo Romero, già lasciato solo dall'allora giovane pontefice G.P. II, non esattamente entusiasta delle svolte 'con il popolo' della Chiesa sudamericana (è rimasta famosa la pubblica reprimenda che fece a Romero). Questo portò i vari gruppi politici a fondersi nell'unico Frente Farabundo Marti de Liberación Naciónal (FFMLN o FMLN), che passò a dirigere le operazioni di resistenza, ora diventata decisamente 'attiva'.

Le fazioni di destra reagirono, tra forze armate e 'Squadroni della morte', in maniera violentissima. Le loro azioni si rivolsero contro chiunque fosse sospettato di avere simpatia per la sinistra, con rapimenti e uccisioni senza nessuna pietà: si pensa che nel solo 1980 siano state così assassinate qualcosa come 10.000 persone, per lo più colpite di notte. Questa cieca e furibonda azione di governo, che ricordava i metodi usati in passato, per esempio, da Ivan il Terribile (che istituì alcuni dei primi 'squadroni della morte', i Cavalieri neri), non spense la rivolta, anzi la esasperò: la gente non aveva più niente da perdere, nel senso più vero del termine. Carter, da buon Democratico qual era, non ebbe certo il desiderio di sostenere un regime militare così violento e pericoloso, così che terminò l'appoggio militare alla 'Junta'. Non sarà così per il suo più bellicoso successore, Reagan.

Per capire la misura dei massacri è sufficiente dire che le forze armate salvadoregne in tutto avevano circa 10.000 effettivi (come le vittime del loro regime, insomma), e 9.000 erano nell'esercito. Questo era suddiviso in 4 piccole brigate di fanteria, un battaglione di artiglieria e un battaglione corazzato leggero. In aggiunta a questa modesta forza armata, c'erano 7.000 uomini della polizia paramilitare (Guardia Nazionale).

Questa piccola forza di combattimento era tuttavia non solo modesta come valore militare, ma anche inefficiente: la tradizione salvadoregna in questo settore era di inefficienza, corruzione e ingerenza politica (era quindi una bivalente relazione tra militari e politici) e nonostante l'aiuto americano la situazione era disperante. Nelle F.A. poi c'erano diverse fazioni anche dentro il settore militare, con comandanti superiori di scarse capacità, ufficiali divisi tra di loro ed eletti più che altro per meriti 'politici' al loro ruolo, l'addestramento era scarso e verteva su di un'altra guerra con l'Honduras e nonostante i tanti conflitti interni, non c'era traccia di tecniche COIN. Così non c'è molto da stupirsi se la situazione uscì presto dal controllo.

La marina era piccola e pressoché irrilevante per la situazione in corso. Ma la FAS -Fuerza Aérea Salvadoreña - era senz'altro più professionale delle altre, sebbene mediocremente addestrata. Essa soffriva il fatto che per le esigenze regionali era vista più come un lusso che come una necessità, almeno dal punto di vista degli ufficiali dell'Esercito. Il suo comandante, il Gen. Juan Rafael Bustillo, Chief-in-Command dal 1979 al 1989, era un valido pilota ma anche una persona coinvolta in trame politiche che sono arrivate a sfidare o a minacciare persino il governo centrale in diverse occasioni. In ogni caso, non è che la FAS avesse molto da offrire. Nel 1980 aveva in tutto meno di 1.000 effettivi, e tra questi vi era anche un battaglione paracadutisti, un'unità a.a. e forze di sicurezza. Ovviamente gli effettivi disponibili per far volare gli aerei erano pochi, troppo pochi per l'esigenza, mentre la contraerea era solo poca cosa e non era addestrata per cooperare con l'esercito. In tutto c'erano 67 aerei in tutto e tra questi anche dei caccia a reazione.

IL maggior potenziale era infatti costituito da 11 MD.450 Ouragan ex- Israeliani, superstiti di 18 ordinati nel '73 e consegnati nel '74, visto che oramai la HHA non sapeva più che farsene di questi obsoleti apparecchi da caccia. Essi con il Salvador servivano nell' Escuadrón de Caza-Bombardeo. Fortunatamente erano macchine durevoli e facili da mantenere anche per una forza ridotta veramente ai minimi possibili per operare in maniera credibile. 9 di questi aerei erano persino predisposti per i missili Shafir Mk II, ma questi non vennero mai consegnati. Pare che piuttosto avessero sostituito i 4 cannoni HS da 20 mm con due DEFA da 30 mm. Le consegne vennero completate durante 4 anni, finendo nel 1978, con gli aerei inizialmente mimetizzati in stile USAF (teatro SEA, ovvero estremo Oriente). C'erano anche altri jets, 3 Fouga CM.170 Magister, anche qui solo una parte dei 9 (se non più) consegnati da Israele e 3 dalla Francia nel periodo 1973-78. Potevano essere usati anche come aerei d'attacco con 2 armi da 7,62 e varie armi aria-superficie. In tutto c'erano più cellule, ma non erano operative.

Vi era poi lo Squadrone da trasporto con 6 C-47 e 4 IAI-101 Arava (anche questi israeliani), più lo squadrone addestramento con i T-6, T-34 e T-41. Infine gli elicotteri: 1 SA.316B Alouette III, 1 FH-1100, un SA.315 Lama e 10 UH-1H, questi ultimi consegnati appena nel 1979 dagli USA.

Come si vede si trattava di una forza piccola, ma se non altro ben bilanciata, con tutte le sue componenti fondamentali: uno squadrone di cacciabombardieri, uno di trasporti, uno di addestratori e uno di elicotteri. Una delle poche, se non l'unica, così strutturata nella regione.

Quanto alle basi, la maggiore era Ilopango, periferia di S.Salvador, seguita in importanza da S.Miguel e varie altre piccole basi per un totale di circa 15 zone. Tutto l'addestramento e le procedure erano pensate per una guerra convenzionale, come quella delle 100 ore con l'Honduras (la 'Soccer War' o guerra del Futbol), ma la mancanza di denaro aveva ridotto le possibilità di addestramento e l'unica altra esperienza operativa era stata la partecipazione al colpo di Stato del 1972 (un anno prima che i colleghi cileni facessero lo stesso a Santiago). Quel che peggio era la mancanza di personale, specie di piloti addestrati (e in nessun caso a livelli veramente ottimali).

Le basi aeree del Salvador erano principalmente tre, mentre parecchi aeroporti secondari potevano essere usati, ma stando molto attenti date le azioni d'attacco della guerriglia con mortai e incursioni, che arrivarono in diverse occasioni anche contro Ilopango.

A quel punto l'FMLN aveva ottenuto il suo scopo: l'esercito salvadoregno era nel caos, mentre i 10.000 guerriglieri erano riusciti a ottenere il controllo di gran parte del territorio entro la fine del 1980, con il controllo delle montagne lungo il confine con l'Honduras e roccaforti ad appena 55 km da S.Salvador. Erano popolari, visto che nelle campagne forzavano i locali latifondisti a pagare a loro le tasse e a fornire cibo, altrimenti sarebbero stati espropriati e magari anche uccisi. Oramai i ribelli erano una realtà molto forte, grazie anche alla cattura delle armi dell'Esercito, e operavano in unità della grandezza tipica di un battaglione.

I loro rifornimento venivano anche da Honduras, Guatemala e Nicaragua, spesso con piccoli aerei volanti di notte. Uno di questi, nel gennaio del 1981, ebbe una cattiva sorte in quanto venne intercettato ed abbattuto da un Ouragan, in uno dei pochi successi che le armi salvadoregne ebbero in questa prima parte della guerra. Ma sembrava troppo tardi, tanto che al momento l'FMLN tentò di conquistare persino la capitale, fallendo di poco l'intento, anche perché Carter, seppure arrivato oramai alla fine del suo mandato, era talmente preoccupato della destabilizzazione seguita da una vittoria della guerriglia (di sinistra) volle togliere l'embargo per le armi, meglio insomma di far nascere un'altra forza di governo marxista che ovviamente non avrebbe più risposto alla volontà americana. Reagan ovviamente era particolarmente d'accordo in questo, e dopo la sua presa di potere nel gennaio 1981 aumentò notevolmente l'aiuto americano, ma non tanto per cercare di evitare un bagno di sangue finale, ma per usare il Salvador come braccio armato per estirpare la guerriglia comunista dal centro-America. E la delegazione americana a S.Salvador del gen. Fred Woerner fu così inviata per trattare per una svolta militare, ma che avrebbe dovuto comprendere anche una svolta politica (elezioni libere e sviluppo economico, rispetto dei diritti umani). Questo significava che in teoria l'appoggio militare sarebbe venuto meno o sarebbe stato ritardato se si fosse lasciato correre nell'attuare una vera democrazia in Salvador. La cosa non funzionò bene e anzi, procurò molti attriti ed inefficienze dati i differenti punti di vista in questo senso, ma se non altro andò nella direzione che gli americani volevano, ovvero fermare l'arrembaggio della guerriglia.

L'esercito salvadoregno operava in formazioni del livello di compagnie e battaglione, in quelle prime fasi della guerra, il che però non impediva a formazioni di guerriglieri di organizzare imboscate e annientare le unità dell'Esercito, scegliendo il posto da dove le loro formazioni tattiche - in genere dell'ordine di una compagnia- avrebbero attaccato. Oramai potevano controllare gli accessi e mettere sotto assedio intere città per vari giorni, e l'esercito non era in grado di fermarli. Gli USA premettero con i loro consiglieri per aumentare e di molto la forza del piccolo esercito e questo avvenne, con una triplicazione degli effettivi, malgrado le perdite subite, e l'ottenimento di armi più moderne, così come gli equipaggiamenti. Anche la FAS ebbe dei benefici, essenzialmente una flotta di elicotteri degna di questo nome per organizzare sia azioni aeromobili che di attacco al suolo.

La FAS del resto fu la ragione per la quale l'offensiva finale fallì nel gennaio del 1981 e di fatto era l'appoggio di fuoco per l'esercito; ma non c'era una reale cooperazione tra le due forze e di notte era pressoché impossibile operare con i mezzi disponibili e l'addestramento. Venne rapidamente rinforzata a 14 UH-1H e combatté meglio nella zona della Provincia di Morazan, sempre nel 1981, poi nell'aprile una brigata di 1.000 effettivi lanciò un'offensiva in cui i salvadoregni dichiararono 24 morti propri e 200 nemici (cifra smentita però da osservatori indipendenti). Nel frattempo, piuttosto, al maggio 1981 i ribelli controllavano stabilmente le 4 province più ad Est del Paese e così potevano ricevere aiuti dal Nicaragua (a sua volta aiutato da Cuba e URSS).

Vari successi vennero ottenuti anche contro le F.A. in operazioni offensive, incluso l'abbattimento nel maggio 1981 (l'11 maggio per la precisione ) di un UH-1H. A metà del 1981 arrivarono altri 8 elicotteri analoghi, più altri aiuti per 49 mln di dollari. Nel 1982 si era giunti ad un totale di 82,5, più i 2 per l'educazione degli ufficiali nella 'Scuola delle Americhe' di Panama. La prima controffensiva di questa piccola ma sanguinosa guerra civile venne lanciata l'8 luglio 1981 nella zona di Cabanas.

Gli Ouragan bombardarono in quest'occasione anche il confine con l'Honduras. Il loro armamento, oltre ai cannoni (non è chiaro se erano ancora i 4 da 20 mm o due da 30 mm al loro posto) era soprattutto costituito da razzi americani a 19 colpi calibro 70 mm, oppure due coppie di lanciatori a 7 colpi dei simili SNIA-BPD HL-7-80 da 80 mm (probabilmente erano gli Snora, antenati dei 'medusa' e figli di un programma congiunto con gli svizzeri).

I Fouga CM.170 Magister superstiti alla guerra erano 5, di cui negli anni '90 non più di due efficienti. In genere operavano congiuntamente con gli Ouragan e gli A-37B.


I Ribelli si erano resi conto che dovevano cambiare tattica e lo fecero, con un'azione di massiccia distruzione dell'economia, già traballante, del Paese, l'abbattimento dei pali dell'elettricità, di ponti ecc, mentre al contempo continuavano ad attaccare le F.A. Salvadoregne. Il miglior risultato lo otterranno il 27 gennaio 1982, quando 100 di loro entrarono nella base di Ilopango e distrussero ben 5 elicotteri UH-1H e 3 C-47 da trasporto, più altri due elicotteri e 4 Ouragan danneggiati, di cui due radiati dal servizio e altrettanti riparati, ma con un tempo di ritorno in servizio di qualche anni. Anche gli elicotteri danneggiati vennero poi radiati dal servizio. In pratica, per anni ben 14 velivoli vennero messi KO e solo due rientrarono in servizio successivamente. Il 20% dell'aviazione era stato cancellato. Ma al contempo gli USA erano dietro l'angolo, pronti con aiuti sufficienti a ricostituire le perdite, che altrimenti avrebbero praticamente messo a tacere definitivamente o quasi l'aviazione. Così, dopo che i guerriglieri avevano praticamente distrutto l'aviazione salvadoregna, entro una settimana vennero consegnati 12 UH-1M secondo il progetto 'Elsa', che erano non semplici mezzi da trasporto, ma delle vere 'cannoniere volanti'. Poi seguirono 8 A-37B (giugno 1982), e i primi di 23 O-2 da osservazione e attacco; non mancarono nemmeno 2 C-123K da trasporto, più 12 carichi di aereo e di una nave contenenti i rifornimento per far operare la FAS. Tutti equipaggiamenti ex-USA ma revisionati ed efficienti, forniti assieme a munizioni per 2 mln di dollari. Sono cifre piccole, ma servivano ugualmente a potenziare la piccola aviazione, su cui si reggeva gran parte della fortuna del gruppo di potere.

Ora si trattava di addestrare piloti e tecnici, ma non era facile. Il Congresso, nonostante Reagan, era fermamente deciso a non far procedere ad un'altra escalation tipo Vietnam, dove un piccolo gruppo di Advisors divenne presto un'armata. Così non più di 55 consiglieri militari americani vennero assegnati al MilGroup operante nel Paese, e in tutto non si superò mai quota 150, di cui solo 5 alla FAS. E all'epoca l'USAF era poco interessata all'addestramento COIN, come effetto della infelice campagna vietnamita. Insomma, alla fine per ottenere l'addestramento necessario la FAS si rivolse alla solita Accademia delle Americhe di Panama, ad Albrook Field.

Nel frattempo continuavano le perdite, come quella del 17 giugno 1982, con un UH-1H abbattuto con 14 persone a bordo, tra cui il Ministro della difesa. Per attaccare le roccaforti nemiche venne usata sempre di più l'aviazione, specie a Nord e nel settore centrale del Paese, con gli Ouragan e gli A-37B. Ma i risultati erano piuttosto scarsi, anzi, spesso colpivano civili inermi e questo causava proteste anche negli USA quando la notizia veniva fuori. Per giunta, c'erano delle dispute nella Junta militare, per esempio quella tra il COl Ochoa dell'Esercito e il nuovo ministro della Difesa Garcia; anche il Gen Bustillo, capo della FAS, appoggiò l'esercito e solo l'intervento degli advisors americani scongiurò una nuova guerra civile, ma il Ministro della difesa dovette dimettersi. Nel frattempo, nel 1983, l'aiuto cubano permise di formare la prima brigata della FMLN, mobile ed addestrata per la guerra convenzionale, che presto inflisse ai battaglioni Atlacatl e Atonal (COIN) dure perdite. Così dure, che la FAS non riuscì a recuperare tutti i feriti dal campo di battaglia. Gli UH-1M 'Hog' erano delle cannoniere, con cabina più piccola e muso più corto, armati con sistemi M21 (M134 Minigun e lanciarazzi M158 da 7 colpi; il serbatoio delle munizioni era omesso dal complesso e queste venivano direttamente portate dentro la fusoliera), e in seguito ebbero anche bombe Mk.82 e le più piccole Mk-81 al posto dei razzi. Inoltre erano ben corazzati nell'abitacolo e nella zona del motore, per cui nell'insieme si trattava di mezzi molto utili per la FAS. Così come lo furono gli A-37B, almeno 15 forniti tra il 1982 e il 1992.

Nonostante tutto, nel 1983, a febbraio, i ribelli catturarono Berlin anche se solo per perderla poco dopo, con la morte di centinaia di civili sotto i bombardamenti degli aerei e le pallottole di un battaglione dell'esercito, ma con poche perdite per i guerrilleros. Questi attaccarono e colpirono duramente poco tempo dopo, con parecchie vittorie e materiali catturati. A S.Miguel un loro bombardamento, a settembre, uccise almeno 19 soldati e ne ferì altri 100. Alla fine gli USA cominciarono a preoccuparsi al punto da schierare degli AC-130H del 16th Spec Ops a Panama, e li usarono direttamente sul Salvador, prima per il compito di localizzare i guerriglieri (e darne comunicazione), poi anche per attaccarli, rigorosamente pilotati da personale 'non militare' e senza distintivi di identificazione. Insomma, ufficialmente si trattava di 'civili'. I C-130 basati a Panama volarono anche parecchie missioni di rifornimento e la CIA usò ILopang come centro rifornimenti per l'altra guerra parallela e speculare, quella con i 'contras' in Nicaragua, riforniti da C-47 senza marchi distintivi.

Ma per i momento era inutile: nel giugno 1983 l'offensiva nella provincia di S.Vincente venne rovinata da un'imboscata alla brigata di 2.000 soldati mandata a 'ripulire' l'area, e salvata solo dall'azione di supporto degli A-37. La FAS aveva migliorato le sue prestazioni, con 227 attacchi aerei (inclusi quelli degli UH-1M) nell'anno 1983, ma non era sufficiente e i piloti in particolare scarseggiavano, tanto che dovevano saper volare con 4 tipi diversi di velivoli -senza padroneggiarne appieno nessuno-. Mancavano anche istruttori qualificati e anche per questo vi furono parecchie perdite anche per incidenti. L'addestramento dei piloti procedeva con lentezza, non essendo di madrelingua avevano bisogno di 6 mesi di corso per imparare l'inglese, come del resto gli altri piloti stranieri. Finalmente l'idea 'di Colombo': a Ft Rucker, in Alabama, vennero tenuti corsi di pilotaggio in spagnolo. Per gli A-37B la situazione era pure difficile, al pari degli elicotteri: solo nel 1985 vennero creati dei corsi appositi a Panama, con un ritardo di ben 3 anni.

Un certo sollievo lo diede piuttosto la politica, con l'elezione di Napoleon Duarte come presidente, nella tarda estate del 1983. Almeno lui era un moderato, e forse sarebbe stato anche più gradito al 'pueblo'. Di sicuro lo fu agli USA che consegnarono 6 OA-37B ex-ANG già il novembre successivo, sempre per il Grupo de Caza Bomberdero di Comapla (ma operante frequentemente a Ilopango). Ora il problema era dei guerriglieri, che volevano abbattere la Juncta e ora non avevano più tale nemico, inoltre pensavano di farcela in poche settimane, mentre erano passati 4 anni. Vi furono molti conflitti anche al loro interno, con guerre ed esecuzioni, perché le fazioni non erano certo una prerogativa dell'esercito salvadoregno. Dal 1984 iniziò il declino dell'FMLN, diventato via via meno popolare.

Ma questo non dissolse la guerriglia e nel 1984 continuò un'offensiva tale da catturare anche il QG della 4a Brigata ad El Paraiso; ma poi iniziarono i successi dell'esercito, che oramai era di oltre 30.000 effettivi contro appena 10.000 guerriglieri, e per giunta era adesso ben più preparato ed addestrato. Inabili a sconfiggere subito il governo, grazie all'aiuto americano adesso erano loro nei guai. Nel frattempo, nel 1984 gli americani fornirono altri 14 UH-1H, 10 A-37 B e anche un C-130 (sostituto del C-123 distrutto da una mina mentre atterrava a S.Miguel, il 20 marzo). Poi seguirono 2 C-47, che però non erano aerei 'normali', ma delle cannoniere con due o 3 armi da 12,7 mm (curiosamente scelte piuttosto che le minigun originali). Essi giunsero entro la fine del 1984. Eppure la FAS era in grado di operare solo con una media di 20 elicotteri, circa la metà di tipo cannoniera, mentre gli A-37 erano capaci di volare adesso fino a 74 attacchi (giugno 1984) mensili, ma non senza problemi logistici e di perdite operative. In sostanza, mai più del 50% di questi velivoli era operativo, anche per via del controllo del Congresso, intenzionato ad ostacolare l'azione dell'esecutivo e a trasformare il Salvador in un nuovo Vietnam. E questo, senza conoscere le operazioni 'coperte' in Nicaragua (scandalo Iran-Contras). Nel marzo del 1984 vi furono altri combattimenti finiti male, in uno dei quali 32 soldati vennero uccisi e altri salvati dagli Huey, mentre un O-2A venne perso (forse per incidente di volo).

L'UH-1M 'Hog', alias UH-1C modificato, è stato un attivo protagonista della lotta

Nel frattempo gli americani rischiavano di essere coinvolti direttamente:aprile 1984, dal vicino Honduras decollarono due UH-1, in uno dei quali a bordo c'era il senatore J.B Johnson, e vennero sottoposti al tiro delle armi leggere dell'FMLN mentre viaggiavano in una missione ufficialmente nota come 'di ricognizione'. Nel frattempo i ribelli organizzavano attacchi come quello alla diga di Caroon Grande, poi ripresa da due compagnie eliportate il giorno dopo (29 giugno) ma solo dopo un combattimento ferocissimo che lasciò in entrambi i contendenti perdite a dozzine. Gli USA approvarono l'operazione e fornirono altri UH-1, fino a che questi raggiunsero circa 50 unità alla fine del 1984, più 5 O-2A. Il 1 maggio la FAS aveva anche attaccato una base di guerriglieri in Nicaragua, nazione con un maggiore esercito, ma una piccola aviazione a causa degli attacchi preventivi che in caso di fornitura di MiG gli USA avrebbero quasi sicuramente lanciato. Questi attacchi strategici erano comunque delicati e sottoposti al controllo dello stesso presidente Duarte.

Ottobre 1984, altra offensiva salvadoregna a Perquin e La Laguna, in cui un elicottero venne abbattuto con 14 soldati uccisi. L'offensiva di 600 ribelli a Watikitu, dove era una base con un battaglione 'cacciatori' dell'esercito, venne lanciata con lo scopo di eliminare una nuova e pericolosissima posizione nemica, nata con lo scopo di eliminare la guerriglia dall'area. Nonostante gli interventi della FAS, questo scopo fu raggiunto distruggendo il battaglione e causando oltre 600 perdite agli sfortunati soldati della guarnigione.

19 ottobre, durante quest'offensiva accadde anche che un C-47 della CIA cadde a Nord di S.Salvador uccidendo il suo equipaggio di 4 persone, pare che fosse in azione di 'intercettazione' contro un aereo di rifornimento decollato dal Nicaragua (il C-47 invece volava dall'Honduras). Il 9 novembre vennero abbattuti 3 UH-1H durante il tentativo di riprendere Suchitoto, catturata il 9 novembre dai ribelli, grazie all'abilità dei guerriglieri di prevedere dove gli elicotteri avrebbero potuto atterrare, con conseguenti imboscate nelle LZ.

Ma dato l'accoppiamento tra i ricognitori O-2 e gli aerei d'attacco A-37, le colonne ribelli erano costrette a dividersi in unità sempre più piccole. Nel frattempo gli USA fornirono non meno di 80 elicotteri UH-1H fino ai primi anni '90. Alcuni UH-1H ebbero bombe Mk 81 e 82 oltre alle mtg da 7,62 mm M60 brandeggiabili. Al solito, i portelloni vennero omessi per la maggior parte degli elicotteri.

Al 1985 vennero forniti altri equipaggiamenti: mentre l'esercito continuava ad avanzare, vennero forniti altri 3 OA-37B in gennaio e poi 5 C-47 e 4 O-2 (due erano O-2B con altoparlanti e manifestini per operazioni di Psy-war).


Nel frattempo, per aumentare l'efficienza dei reparti vennero addestrati almeno 117 uomini della FAS a Panama nel solo 1984, più i 98 del 1983 e quelli che sarebbero seguiti, mentre altri 118 vennero addestrati negli USA, più altri 16,4 milioni in assistenza che vennero usati soprattutto per costruire infrastrutture come nuovi hangar a Ilopango o interi nuovi aeroporti. Ma anche così i problemi di efficienza non erano del tutto risolti, anche se si era sulla buona strada. Nel frattempo l'esercito aveva finalmente costituito unità speciali ben addestrate ed equipaggiate per compiti di ricognizione e fanteria leggera eliportata, con la possibilità di portare anche compagnie intere dagli elicotteri e con l'assistenza degli O-2 da ricognizione. Finalmente era possibile combattere scegliendo il posto e il momento, mentre i due AC-47 si dimostravano le migliori armi di supporto dell'intera FAS, anche perché operavano da quote abbastanza elevate (grazie anche all'uso delle 12,7 mm anziché le minigun da 7,62). Per gli elicotteri, invece, i problemi dati dalle armi leggere della guerriglia erano troppo elevati. Gli americani aiutavano talvolta anche in maniera diretta, per esempio recuperando (giugno 1985) un UH-1H con un CH-47E del 101 st Battalion (in Honduras), dopo che per i danni subiti era stato costretto ad atterrare in un territorio difficilmente raggiungibile. Ma i guerriglieri non mollavano e nell'ottobre 1985 colpirono duro, uccidendo 100 soldati al centro di addestramento di La Union.


Nel 1986 gli americani continuavano il supporto con la fornitura di fino a 63 elicotteri UH-1, il che aiutò a fornire un maggior supporto alle truppe di terra. Ora c'erano anche i piccoli Hughes 500 usati come cannoniere armate di Minigun. Inoltre l'esercito evacuava dalle zone controllate dai ribelli migliaia di persone mandandole in campi di sfollati, deprivando così del supporto del popolo i ribelli. Un altro importante contributo lo diedero 5 UH-1 trasformati in aeroambulanze (3 posti), che diedero molta più tranquillità ai militari salvadoregni in azione, almeno in termini morali (assieme all'assistenza degli ospedali militari, pure migliorata). Questo ridusse le perdite dell'esercito e i soldati, maggiormente rassicurati, combatterono con maggiore impegno dato che sapevano della possibilità di sopravvivere anche se feriti in combattimento.

In tutto la FAS era cresciuta fino a 2.500 effettivi di cui 5 squadroni e un battaglione di parà, ma solo 70 piloti che dovevano manovrare 135 velivoli, soprattutto elicotteri. C'erano adesso 8 Ouragan per lo squadrone cacciabombardieri, 10 A-37B e i due AC-47 per quello COIN, più 11 O-2A e 2 O-2B dello squadrone da ricognizione. Quello trasporti aveva 5 C-47, 1 DC-6, 3 Arava e due C-123K. Infine lo squadrone addestratori aveva 6 CM-170 e un T-41D. Erano soprattutti gli elicotteri i protagonisti della guerra aerea: nel 1987 c'erano 9 Hughes 500, 14 UH-1M, 38 UH-1H, 3 Lama e 3 Alouette III.

Inoltre v'era un centro specializzato in 'intelligence' specie per compiti COIN, a Ilopango, il che aiutava molto lo svolgimento delle operazioni, mentre l'apporto dell'US Army era svolto con i Grumman OV-1 Mohawk (vagamente parenti, in progettazione e funzioni, degli E-2 Hawkeye) del 24th Military Intelligence battalion di Palmerola AB (Honduras), con voli frequenti, così come lo erano quelli degli 'Spectre' da Panama. Oramai anche il rispetto dei diritti umani era di qualcosa migliorato, ma la FAS colpì anche con violenza certe aree controllate dai ribelli con gli A-37 e UH-1 armati anche con bombe. Tuttavia, nonostante i massacri, Duarte venne rieletto. Oramai l'FMLN aveva solo 7.000 effettivi contro 42.000 soldati, e le cose si mettevano male.

Senonché nel 1988 loro controllavano anche il 30% del territorio, nonostante che l'esercito fosse capace di lanciare operazioni complesse ed efficaci. Ma le perdite erano troppo gravi, con il 5% dei soldati uccisi in azione e molti elicotteri, specie nella zona di S.J. Guayabal. Oramai però si cominciava a capire che la guerra, che aveva provocato migliaia e migliaia di morti, non sarebbe stata vinta sui campi di battaglia.

Dopo Duarte venne eletto un moderato, tale Christiani, ma l'11 novembre 1989 venne lanciata una nuova offensiva da parte dei guerriglieri, una specie di 'Tet' alla salvadoregna. Era una vera sorpresa che vide attacchi e combattimenti anche nelle principali città come San Salvador, tanto che anche la base di Ilopango rischiò di essere distrutta dall'attacco. Tuttavia, come nel Tet vietnamita, tale azione, forse perché condotta chiaramente con forze insufficienti, fu un fallimento che causò alla guerriglia più danno che utile. A terra rimasero 1.773 guerriglieri e altri 1.717 vennero feriti. I salvadoregni ebbero a loro volta perdite terribili nelle forze armate, ma erano più numerosi e supportati dall'aviazione. Questa ebbe delle perdite, e forse la più sorprendente fu quella del 18 novembre: un A-37B venne colpito con una fucilata da un tiratore scelto con un Dragunov. Il copilota fu ucciso e il pilota, evidentemente non in grado di salvare l'aereo, si eiettò.

La guerriglia però rimase attiva anche dopo questo fallimento e le perdite continuavano a ritmi elevati: anche 2.000 all'anno tra militari e poliziotti. Soprattutto, però, successe finalmente quello che prima o poi era fatale che succedesse: l'arrivo di un lotto di missili SA-7 rinforzò l'armamento dei guerriglieri. Successe nel 1989, ma curiosamente una scena simile è riportata in Predator, un film ambientato in centro-America che già parlava di un elicottero abbattuto da un missile 'a ricerca di calore'. Una premonizione, visto che è una pellicola del 1987. Per i Salvadoregni cominciarono i guai nel 1990. Questi missili erano vecchi già allora, superati da Stinger, SA-14 ecc, ma nondimeno efficaci. Il 2 febbraio venne abbattuto un H-500E, il 18 maggio un H-500D e il 26 settembre un O-2A. Ma non era ancora che l'inizio, perché un anno dopo la fallita offensiva, nel novembre del 1990, oramai con la FLMN in trattative con il governo per un cessate il fuoco, vennero rinnovati gli attacchi su tutto il Salvador. In appena una settimana diversi elicotteri e almeno 4 aerei vennero abbattuti: unO-2A il 19 novembre, un altro distrutto al suolo il 20 da mortai, uno il 21 novembre (come l'altro, a Usulutan, mentre quello distrutto al suolo era a Ilopango); il 23 fu la volta di un A-37B e il 26 toccò ad un UH-1M. Ovviamente ricominciarono gli aiuti americani con il nuovo presidente Bush, che il 7 dicembre annunciò un aiuto per 48,1 milioni dal 1991. L'offensiva era però già ufficialmente terminata il 31 dicembre 1990 (pur continuando i combattimenti fino al febbraio successivo). Tra le perdite del 1991 figurava anche un UH-1 abbattuto con tre americani a bordo, di cui 1 venne ucciso nel crash e due mentre tentavano la fuga (ritorna l'episodio di 'Predator'). Tanto che, quando vennero consegnati il 29 gennaio altri 3 A-37B e 6 UH-1M, a tre di questi ultimi vennero assegnati i nomi dei tre americani uccisi (Pickett, Dawson, Scott).

I combattimenti continuarono fino al luglio 1991 almeno, quando finalmente si cominciò a fare sul serio in termini di pace: i guerriglieri non potevano vincere con gli USA pronti subito a ripianare le perdite materiali, e i governativi non potevano sopprimerli del tutto. IL 10 giugno 1991 un altro H-500 venne abbattuto e il 20 dicembre toccò ad un UH-1H dell'Honduras, che venne sorpreso dentro il territorio salvadoregno (Estonica, 130 km NE dalla capitale) uccidendo ben 11 soldati. Il 14 maggio toccò ad un H-500D andare perso per cause ignote, mentre l'ultima perdita ufficiale fu presumibilmente il C-123K caduto il 27 agosto 1992 a 100 km dalla capitale (l'sn-121). Alla fine, il cessate il fuoco venne raggiunto nel 1992 con una amnistia per tutti i combattenti e il disarmo della FMLN, diventata un partito legale; l'esercito salvadoregno ridusse di oltre il 50% la sua forza e venne soppressa la Guardia nazionale, famigerata per la sua brutalità. Venne creata una nuova polizia nazionale con membri ex-FMLN, ONU, osservatori stranieri ecc. Ovviamente vennero tenute anche libere elezioni.

Dei velivoli, solo 9 A-37 e OA-37 sopravvissero alla guerra, operando con la Brigada Aérea 1 prima da Ilopango e poi a Comalapa. Dei Magister, due erano considerati ancora idonei al volo alla fine del decennio, ma nondimeno i loro motori non funzionavano più.

Alla fine della guerra l'OrBat della FAS era la seguente:

HQ, Ilopango:

  • 2 Cessna 210, 1 Rockwell Commander 114

Brigada Aérea 1, Ilopango AB

  • Grupo de Transporte, 4 BT-67, 2 AC-47, 1 T-41D, 1 Cessna 337
  • Grupo Helicoptero, 20+ UH-1H, 13 UH-1M
  • Fond de Activadades Especiales, 1 MD.500D, 5 MD.500E, 1 UH-1M, 1 SOCATA 235 Rallye
  • Escuela de Aviación Militar, 4 SOCATA 235 Rallye, 4 ENAER T-35B Pilán, 5 Hughes TH-55

Brigada Aérea 1, Comapapa AB

  • Escuadrón de Caza-Bombardeo, 9 A-37B, 2 CM.170 (not airworthy)
  • Reconnaissance Squadron, 8 O-2A, 1 O-2B

Gli Snc: dei vari tipi erano, per quelli noti:

  • C-47 e AC-47: generalmente in colore metallico o grigio, si conoscevano tra l'altro le snc FAS 108, 119, 124 degli AC-47, di cui due sopravvissuti al 1995.
  • T-41D: colorati in verde oliva, c'erano i n.90, 91, 93 (l'ultimo rimasto) e 95.


  • Gli Ouragan avevano colorazione stile SEA con verde chiaro, scuro, grigio, e snc (data della radiazione): 700 (27/1/82), 701 (2002), 702 (27/1/82), 703 (27/1/82), 704, 705 (conservato in un museo), 706 (danneggiato il 27/1/82 ma presente ancora nel 2002), 707 (idem ma riparato), 708 (1976), 709, 710 (15/7/78), 711, 712, 713 (anc'esso preservato), 714 (idem), 715 (1979 o 1982), 716, 717. Si voleva riportare due aerei in operatività nel 1998, senonché i piloti si rifiutarono di volare ancora con questi vecchi scassoni.
  • C.170 Magister, colore ocra-verde, 500-510, di cui 5 sopravvissuti alla guerra e gli ultimi due erano i 509 e 510.
  • Arava: 801 in poi
  • C-123K: 120 (21/3/84) e 121 (14/5/92), 122
  • BT-67: 118 e 119
  • A-37/OA-37: sempre in stile mimetico SEA, poi in grigio: 420 (18/5/83 per incidente), 421, 423 (7/2/94 in atterraggio), 422-426 (16/6/88), 427, 428, 429 (abbattuto 18/11/89, un OA-37), 430 (15/3/87), 431 (23/11/90), 432-34. A metà anni '90 c'erano ancora in servizio i 421, 422, 424, 425, 427, 428, 432, 433, 434.
  • O-2A: su 23 consegnati in 'olive drab', i numeri 611 (4/12/89), 612 (3/2/84), 613, 614, (26/9/90), 615 (19/3/85), 616, 617, 618 (21/11/90), 619, 620, 621 (19/11/90), 622 (20/10/90), 623, 624, 625, 626
  • 2 O-2B: sn 610, 1 Cessna 337G 608
  • 80+ UH-1: 20 sopravvissuti negli anni '90 con numeri tra 210 e 299. Tra quelli persi: 210 (11/10/91), 219 (25/4/90), 240 (27/1/82), 242 (12/11/89), 243 (27/1/82), 244 (27/1/82), 245 (6/8/91), 246 (12/10/89), 247 (27/2/82), 254 (21/2/85), 270 (13/4/86), 280 (28/4/87)
  • 24 UH-1M: 14 sopravvissuti e 11 demoliti negli anni '90. Tra i numeri noti: 222, 223, 224, 225, 226, 227 (17/1/87), 228, 229 (23/3/91), 230, 231, 232, 233 (14/6/87), 234 (26/11/90), 235 (20/4/88), 236-39.
  • 1 Hughes 269, il 163
  • 6 Hughes 500D del 1979-83, uno sopravvissuto alla guerra, i numeri erano dal 30 in poi, di cui il 35 abbattuto il 18 maggio 1990
  • 12 H-500E: sei erano operativi a metà anni '90, dal 36 in poi, di cui il 37 abbattuto il 2/2/90, e almeno uno, il 42, in servizio.

In tutto, durante la guerra sono andati persi almeno 4 A-37 e OA-37 in azione, 2 C-123K, 17 UH-1, 6 H-500, 3 Ouragan, 1 AC-47.

Esercito: forze complessive di 24.000 uomini, organizzate su 6 brigate di fanteria, dalla Prima alla Sesta, e altre unità di fanteria e artiglieria.

  • 6 brigate di fanteria: La 1a ha QG a San Salvador, la 2a a Santa Anna, 3a a San Miguel, 4a Chalatenango, 5a San Vincente, 6a Usulutan. La costituzione di ogni brigata è su 2 battaglioni fanteria, e supporti vari.
  • 1 brigata speciale di sicurezza sempre su due battaglioni
  • 8 battaglioni indipendenti di fanteria
  • 3 del genio
  • 1 brigata di artiglieria su tre battaglioni di artiglieria campale e 1 di contraerea
  • 1 reggimento di cavalleria blindata su due battaglioni
  • 2 battaglioni di sicurezza e guardia presidenziale.

Totale, 33 battaglioni.

L'artiglieria vede la brigata armata con M-101 e 102 da 105 mm, obici americani solidi e affidabili. Il 102 è un tipo postbellico, che è più leggero e con affusto da 360 gradi di brandeggio anziché 58, mentre la bocca da fuoco è grossomodo la stessa, con 11 km di gittata. Altre armi sono gli obici M-56, che però sono quelli iugoslavi, mitragliere Rh-202 tedesche e M-55 jugoslave.

Il reggimento cavalleria blindata ha AML-90F1, UR-416 e M-37B

L'addestramento ufficiali per tutte le F.A. sono nell'accademia Militare di S.Salvador, la 'Capitan-General Gerardo Barrio', poi dopo questo corso di 4 anni vi sono altri tipi di approfondimenti, specie negli USA.

L'Aviazione ha una minima forza di 1.500 uomini, base principale a Ilopango e secondarie a S.Miguel, Ahuachapau, Consonate, Zacatecoluca, S.Vincente, Chalatenango e Usulutau. Il tutto ospita aerei da trasporto a Ilopango con C-47, C-123K, DC-6 e altri tipi, S.Miguel ha (ancora) gli Ouragan, A-37B, AC-47 Spooky (con 3 mtg. da 12,7 mm). Gli elicotteri sono gli UH-1H/M, e Hughes 500MD, quindi molto più moderni degli aerei ad ala fissa. Le scuole, oltre all'Accademia, sono a Ilopango.

La Marina ha 700 uomini, nondimeno ha 5 basi principali: La Union (Golfo di Fonseca) è la principale, assieme a La Libertad, Acajutla, El Trionfo, Puerto. Le navi disponibili ovviamente sono limitate a trasporti e pattugliamenti costieri: 3 'Camcraft', la GC-6, 7 e 8 da 100 t, costruiti in Louisiana, ai cantieri statunitensi Crown POint, 2 LCM e altre navi minori. Incredibile a dirsi, nonostante la simbolicità del servizio vi sono anche ben 2 battaglioni di marines, stanziati a Jiquilisco e La Union, ma in pratica sono stati sciolti recentemente o ridotti a livelli puramente simbolici.

Forze speciali

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Le forze speciali del Salvador hanno conosciuto una notevole evoluzione e diffusione, come è naturale che sia in una nazione con forze militari leggere e dedicate alla controguerriglia come queste. Dai primi anni '90 tutte le SP sono sotto controllo unificato di un comando per le forze speciali. La guerra civile, così speculare a quella in Nicaragua, ha imperversato per 10 anni nel Paese con l'azione del Fronte di Liberazione Nazionale Farabundo Marti, un movimento marxista che aveva basi e logistica in Nicaragua e Cuba. il CFE (Comando de Fuerzas Especiales) è incaricato della gestione delle operazioni speciali piuttosto che dei reparti veri e propri. La forza, nel 2002, era un battaglione paracadutisti, 1 reparto incursori e commandos, 1 gruppo antiterrorismo (Comando Especial Anti-Terrorista).

La storia delle SP Salvadoregne è piuttosto vecchia: i primi paracadutisti vennero istituiti nel 1963, con una ventina di militari addestrati a Fort Benning, in Georgia. La scuola para è stata istituita da questi uomini a Ilopango, che era l'ex aeroporto di S.Salvador, e entro la fine dell'anno circa 100 brevetti entro il 1964 e circa 10 anni dopo venne costituito il battaglione paracadutisti, alle dipendenze dell'aeronautica. Passarono all'Esercito solo nel 1983 quando la guerra civile nel Salvador stava divampando. Nel 1981 altri reparti vennero istituiti per combattere la guerriglia, e questi furono 6 battaglioni 'd'intervento speciali', ovvero i BIRI, Battallones de Infanteria de Reaccion Immediata, formati da paracadutisti, unità speciali ATONAL, ATLACALT e BRACAMONTE. Erano stati addestrati e cooperavano con i Berretti verdi americani e praticavano spesso l'elisbarco, mentre i lanci paracadutisti non vennero mai fatti a quanto risulta. Nel 1989 e 1992 i guerriglieri attaccarono direttamente la capitale, ma furono respinti proprio da questi reparti assieme a blindo leggere e altri reparti. I BIRI erano così efficienti e temibili che negli accordi per la cessazione delle ostilità i guerriglieri ne pretesero lo scioglimento. L'Esercito aveva anche due GOE, gruppi di operazioni speciali, creati fin dal 1967. Vennero usati contro l'Honduras e poi utilizzati contro i guerriglieri, ed erano temuti quanto lo erano i BIRI. Gli accordi di pace vennero firmati nel 1992, in Messico e la guerra civile finalmente finì. A quel punto le F.A. Salvadoregne, aiutate dagli USA, vennero ridotte da 60000 del 1992 a meno di 30.000 nel 1995 e infine 24.000 attorno al 2000. D'altro canto tali forze erano realmente incongrue per una nazione tanto piccola e povera, e giustificabili solo come 'febbre' causata da guerra interna. I corpi speciali residui vennero raggruppati in vari corpi: prima il BARCAP, poi GFE, poi ASR e infine CFE.

Quest'ultimo era basato a Ilopango, ad appena 20 km da S.Salvador. L'organico era di oltre 1000 soldati con un reparto comando, un battaglione paracadutisti (BAPAC, i Baschi rossi), il GOE (baschi verdi), CEAT (baschi neri). Il CFE controlla anche due strutture di addestramenteo, la scuola paracadutisti e quella forze speciali.

Il battaglione ha 4 compagnie e una di supporto. Armi in dotazione americane come l'M-9, M-16A1, M-60, M-79, M203 (questi ultimi due sono lanciagranate da 40 mm), mitragliatrici M2HB, M-72 LAW, mortai leggeri M-19 e medi M-29, infine cannoni SR M40A1. In tutto circa 500 uomini.

Il GOE ha 350 combattenti, e non è tanto un reparto di fanteria leggera paracadutisti, ma uno di ranger per l'acquisizione di informazioni, infiltrazioni con una compagnia di ricognizione profonda, due compagnie d'assalto e una di incursori navali. Per scendere ancora di più nei particolari, la compagnia di ricognizione (Compania de Reconoscimento) ha circa 50 uomini in 2 plotoni (Patrullas de Reconoscimento deAlcanne Largo o PRAL), con squadre di 6 elementi. Le compagnie d'assalto o Companias de Raccion y Esploration hanno attorno ai 60 elementi l'una suddivisi in plotoni da 20, chiamati Hachas, e sono incaricati di attacco a bersagli specifici o dietro le linee nemiche. La compagnia di assalto navale, ovvero la Compania de Comandos Navales è la più grande, con oltre 100 elementi suddivisi in 2 plotoni incursori subacquei, 1 d'assalto anfibio e 1 di comando e manutenzione mezzi. Questa compagnia è quanto rimane del Battaglione di Forze speciali della Marina che venne disciolto all'inizio degli anni '90, dopo essere stato costituito da due compagnie. In tutto, il GOE è piccolo ma come si vede, altamente micidiale e diversificata.

Del battaglione di Marina vi era ancora un centinaio di uomini incaricati di proteggere la base navale principale di Union.

Un'altra unità speciale, ma non sotto il controllo del CFE è il CEAT, che ha circa 100 elementi per compiti antiterrorismo, costituito nel 1988, con personale proveniente dal COPARA, la compagnia di ricognizione della Guardia nazionale, e il battaglione antiterrorismo 'Libertadores' dell'Esercito. Ha 4 squadre da combattimento.

Vi è anche un reparto antiterrorismo del Ministero della Pubblica Sicurezza, o GRP, costituito con l'aiuto dell' US Border Patrol.

I membri che costituiscono questi gruppi speciali sono militari professionisti in servizio da almeno 2 anni e selezionati tra i migliori. Poi vengono mandati ad un corso per paracadutisti di un mese, poi corsi specialistici di 2-4 mesi, i più lunghi per gli incursori subacquei. Gli armamenti del CEAT e del PRAL possono essere anche più specifici, come mitra Uzi, HK MP-5A3, fucili AUG austriaci, come Austriaci sono anche gli Steyr SSG-69 da tiratori scelti calibro 7,62.

Attualmente (2008)[4]

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Le F.A. Salvadoregne hanno una forza teorica di circa 1.428.974 tra i 18 e i 49 anni, di cui 906.656 effettivamente ritenuti idonei al servizio militare e una leva nominale di 67.200 circa, stabilita al 2000. Il personale attivo è di 1,4974 milioni (?), stima 2000. Il budget per la difesa arriva a ben 2,5 mld di dollari (dati 1998).

Le Fuerza Armada de El Salvador, che hanno seguito la nascita e l'indipendenza del loro stato (1840), hanno speso un ingente quantitativo di denaro: nel 1998 pare che si arrivasse al 16,4% del PIL, con una spesa pro-capite di circa 416 dollari all'anno, non poco per una nazione relativamente piccola e povera come questa.

L'aviazione attualmente ha circa 69 aerei tra cui:


  • 1 T-41 Mescalero
  • 5 MD-500 Defender
  • 1 Fouga Magister
  • 5 ENAER T-35 Pillan
  • 9 A-37B Dragonfly
  • 1 C-47
  • 9 Cessna O-2 Skymaster
  • 10 UH-1H e 5 UH-1M
  • 1 Bell 407
  • 4 Bell 412


I Salvadoregni sono stati coinvolti in parecchie guerre, da quella dell'indipendenza dalla Spagna a anche oggi sono tra le F.A. più potenti del centro-America, in verità non particolarmente agguerrito in termini convenzionali. Finita la guerra del 1980-92 ha preso a modello l'esercito israeliano e in seguito è andato anche in Irak come parte delle truppe d'occupazione della 'Coalition'.


Tra le sue forze di maggiore interesse la Guardia Nazionale, formata nel 1912 e dissolta nel 1992, una specie di unità paramilitare fondata dall'allora presidente Manuel Enrique Araujo e celebre per le violazioni dei diritti umani, specie durante la dittatura. Con gli accordi di pace di Chapultpec venne sciolta il 16 gennaio 1992.

Originariamente era soprajtutto una forza pubblica specialmente dedita al contrasto dei crimini nelle aree rurali del Paese, troppo complessi apparentemente per essere risolti dalla polizia 'normale'. Vennero così usati dei soldati, che però non avevano la preparazione per combattere contro i criminali in un ambiente molto difficile; così venne creata una istituzione che non era né totalmente civile né militare. Già riorganizzata attorno al 1914, ebbe tra l'altro il rimpiazzo del fucile Mauser di produzione spagnola con un altro Mauser di produzione Cecoslovacca (se così si può dire all'epoca) da 7,92x57 mm, rimasto in servizio fino al '61.

Nel corso degli anni, gli toccò anche partecipare alla 'Guerra del Futbol', o quella delle 100 ore, tra El Salvador e Honduras nel '69, supportando l'avanzata dei battaglioni 1 e 8 con un'ottima prova complessiva.

Nel 1983, il 28 dicembre, venne creato il Battaglione 15 de Septiembre, 218 elementi aumentati presto a 500, operando in seguito come centro per l'addestramento delle Special Forces e dissolto il 31 dicembre 1990. Vi furono successive evoluzioni nella struttura della Guardia nazionale, con una difficile definizione dei ruoli tra forza di sicurezza, unità antiterrorismo, persecuzione di nemici politici ecc. Il suo quartier generale a San Salvador era anche un centro di tortura, mentre la CIA era al suo solito, in supporto del governo di destra nella repressione di ogni genere di dissenso. Non casualmente venne dissolta nel 1992 dopo gli accordi di pace, con il personale integrato nell'Esercito e usato come guardie di confine: la Brigata speciale di pubblica sicurezza. Al 1988 aveva circa 4.200 elementi, aumentati fino a 7.700 alla fine del 1989, suddivisi in 14 cp, una per ciascun dipartimento dello stato, più altre unità come il gruppo di trasporti e la Polizia militare. Le armi all'epoca erano i fucili G-3 e gli M-16.

Tra le altre unità interessanti del Salvador vi è la Plus Ultra Brigate o Brigada Hispanoamericana, mista tra Spagna (1.300), Repubblica Domenicana, Honduras, Nicaragua (1.200) e per l'appunto il Salvador, che hanno supportato l'occupazione americana in Irak dal 2003, con mezzi e trasporti americani e addestramento avuto in Germania. Era davvero un segno dei tempi, che due nazioni prima rivali come il Salvador e il Nicaragua andassero a spalleggiare gli USA nella loro 'opinabile' campagna di occupazione dell'Irak. Gli ordini erano di evitare perdite umane proprie e anche altrui, con pochi episodi di combattimenti in cui morì un soldato salvadoregno. Erano basati vicino a Najaf e ad Al-Qadisiyyah, fino a che l'unità venne sciolta nell'aprile 2004, grazie all'elezione di Zapatero che subito dichiarò, come da intenzione, di ritirarsi da una guerra che non riteneva legittima. I Salvadoregni sono rimasti tuttavia in Irak; prima erano arrivati a 380 effettivi, poi ridotti -a dicembre 2008- a 200. Rimasti soli, peraltro, perché anche Nicaragua, Dominicani e Honduras hanno ritirato le loro truppe.


Un'altra unità dell'epoca della guerra civile è il CEAT, Comando Especial Anti-Terrorista, che venne creata nel 1985 per compiti che arrivavano anche alla liberazione degli ostaggi e protezione VIP. In realtà, sebbene sotto il comando dell'esercito e addestrato dalle SF americane, era composto da poliziotti. Tra i compiti più da campagna che hanno pare che vi sia anche l'azione di imboscata contro fanterie o guerriglieri, per esempio con l'impiego di mine claymore, con team di due elementi capaci di porle in essere e farle detonare, anche contro centinaia di nemici (le Claymore sono nate in Vietnam come armi anti-personale, sono mine speciali che sparano raffiche di pallettoni in maniera direzionale rispetto all'orizzonte).


Un'altra unità interessante è l'Atlacatl Battaglion, una forza di risposta rapida alle crisi, nato nel 1980 alla (tristemente) famosa 'Scuola delle Americhe' dell'US Army, a Panama (all'epoca, ora è negli USA). Questa è stata tra le responsabili di molti dei peggiori crimini avvenuti durante la guerra civile. Il suo personale era stato addestrato a Ft Bragg dalle SF americane e dalla 82a aviotrasportata. Tra i risultati della sua attività, il massacro di El Mozote del 1981 e l'uccisione di 6 gesuiti nel novembre del 1989. Anche questo battaglione è stato sciolto nel 1992.

  1. Da Fre, Giuliano: Guerre dimenticate, RID Maggio 2009
  2. enciclopedia Armi da guerra, fascicolo 99
  3. El Salvador, 1980-1992 di Tom Cooper, Acig.org
  4. Dati da Wiki.en