Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Corea del sud

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La Corea del Sud ha una situazione particolare fin dalla sua fondazione come Stato indipendente: nata come nazione alla fine della Seconda guerra mondiale, ripartita in una zona di influenza comunista e una 'occidentale', la Corea ha conosciuto una feroce guerra che in tre anni non ha cambiato i confini che hanno diviso la penisola. La capitale Seul ha una posizione particolare, essendo entro il raggio delle artiglierie sufficiente per raggiungerla senza nemmeno la necessità di un'incursione aerea. Questo è un caso particolare, che è condiviso da Damasco con le artiglierie israeliane poste sul Golan. La Corea del Sud ha una forza militare elevata ed è appoggiata da basi americane, ma questo non basterebbe in caso di guerra contro la Corea del Nord per evitare pesanti danni al territorio. La Corea del Nord è nota per le sue attività missilistiche ed è dichiaratamente in possesso di un programma nucleare. In termini convenzionali la Corea del Sud è ben preparata e ha numerosi sistemi d'arma moderni o modernizzati, parte dei quali, come i carri K-1, di realizzazione nazionale.

La storia militare della Corea ha visto molti momenti significativi: la dinastia Choson del XIII secolo, che portò la Corea ad una tale potenza da invadere due volte il Giappone, nel 1592 e 1596, con un esercito forte e ben organizzato, ma che non ebbe più fortuna dei mongoli di qualche secolo prima contro il valore dei giapponesi e le difficoltà logistiche dell'operazione. Poi la Corea divenne stato vassallo del potente vicino, la Cina Manchu, nel 1637, la gurerra cino-giapponese del 1895 che finì con il Giappone quale potenza dominante sulla penisola, a cui sarebbe seguito un feroce processo di giapponesizzazione di cui i coreani non hanno mai perso memoria. Dopo la vittoria giapponese sui Russi del 1905 la posizione si rafforzò ulteriormente e nel 1910 la Corea divenne definitivamente colonia giapponese. Dopo il 1945 la Corea venne sottoposta ad un regime di governo provvisorio che Truman acconsentì ad essere esercitato con la suddivisione della penisola al 38 imo parallelo. Questo si dimostrò un grave errore, e quando il 15 agosto 1948, tre anni esatti dalla fine della guerra tra Giappone e USA si formarono la Repubblica di Corea,seguita dalla Repubblica Popolare di Corea in settembre, il danno era oramai fatto. La successiva guerra fu quasi inevitabile: di fatto la Corea, pur essendo una penisola tutt'altro che ricca e dal buon clima, ha attirato per secoli giapponesi, cinesi, russi e ultimamente americani come obiettivo da conquistare e colonizzare. La Guerra di Corea fu una immane tragedia che vide tutto il Mondo scontrarsi sul suo suolo, ma soprattutto vide subire i coreani, sia del nord che del sud, e il territorio devastato.

Dopo la guerra la Corea del Nord e quella del Sud rimasero sul 38imo parallelo, su cui venne istituita la DMZ per evitare altri problemi, che si estende per decine di km in larghezza. Nondimeno, la capitale Seul è ancora entro la gittata dei sistemi d'artiglieria nordcoeani a più lunga gittata, situazione che ha solo un altro esempio, sostanzialmente: quello di Damasco, sotto tiro da parte degli israeliani dalle alture del Golan.

Le F.A. Coreane si sono sviluppate in maniera consistente, aiutate da materiale americano prodotto in quantità o fornito direttamente. Ma la Corea del Sud non è il Giappone, e la sua forza economica e tecnologica non sono mai state allo stesso livello, come del resto la popolazione. Ma la minaccia diretta della Corea del Nord ha stimolato il mantenimento di forze armate potenti, che hanno dovuto peraltro fare affidamento per lo più su armi di vecchio tipo, spesso di seconda mano, che come nel caso della Spagna, Grecia e Turchia erano l'unica ipotesi fattibile per le finanze nazionali.

All'inizio degli anni '90[1][modifica]

Nel 1992, le F.A. coreane erano rappresentate da un esercito imponente, una forte marina, e una efficiente aviazione. Ma erano soprattutto le F.A. americane che supportavano il tutto, essendo rimaste in zona anche dopo la guerra. Vi erano all'epoca, nell'organico delle USFK, US Forces of Korea, qualcosa come la 2a Divisione di fanteria, 2 stormi dell'aviazione USA e un totale di 43.000 uomini, di cui però il totale era previsto scendesse a 30.000 entro l'ottobre 1993.

Il bilancio della Difesa era nel 1991, di 9 miliardi di dollari, overo il 4,2% del PIL e il 27,5% del bilancio statale.

Questo spiega come fosse possibile che il ROKA, ovvero l'Esercito potesse essere mantenuto su elevati livelli di efficienza, e come il fatto di essere (differentemente dal Giappone) in auge la leva, fossero disponibili ben 550.000 uomini, organizzati in 11 corpi d'armata, e un comando indipendente per la difesa della capitale.

I Sudcoreani avevano per lo più fanteria: 2 sole divisioni di fanteria meccanizzata, ma ben 19 divisioni di fanteria, + 3 brigate indipendenti meccanizzate, 3 di fanteria, e addirittura 10 di forze speciali e commandos. In effetti, le Forze speciali sono l'arma 'avanzata' di eserciti con pochi mezzi ma alto addestramento. E i sudcoreani, memori delle distruzioni subite nella guerra sulla loro terra, parteciparono con grande impegno anche alla guerra in Vietnam, dove le loro forze erano il terzo contingente totale, dopo USA e vietnamiti. I loro uomini erano addestratissimi e non solo alle armi, ma anche nel taek-wondo, utilizzandolo con efficacia contro i vietcong nei feroci corpo-a corpo notturni e nella foresta.

A parte le prime forze, vi erano anche le riserve: era possibile in caso di guerra mobilitare rapidamente anche 25 divisioni di riserva e addirittura, il totale complessivo della forza sudcoreana in termini di risorse umane era di 4.4 milioni di persone, e 2.5 milioni inclusi in associazioni studentesche! Praticamente si trattava di una intera nazione in armi, grossomodo come nel caso dei rivali della Corea del Nord. Il territorio sudcoreano, essendo per il 70% montuoso ha reso molto difficile, economia a parte, meccanizzare ampiamente tale massa di soldati: di fatto la fanteria trasportata su mezzi ruotati è l'arma base della Corea del Sud. Tuttavia, la mobilitazione delle riserve è lenta e farraginosa, mentre la maggior parte di queste unità di riservisti è tutt'al più buona per compiti di difesa territoriale.

Quanto concerne per i mezzi corazzati vi erano anzitutto i Type 88 o K-1 o ROKIT. Cosa sono? Essenzialmente una versione leggermente rimpicciolita dell'M1 Abrams, progettato dalla General Dynamics e prodotto dalla Hyundai. In un certo senso, questo concetto ha anticipato la successiva produzione del T-50, anch'esso la riduzione dell'F-16 (oppure l'aggiornamento dell'F-20, almeno concettualmente). Il ROKIT entrò in produzione nel 1985 col cannone da 105 mm e nel 1992 era stato prodotto in 250 esemplari, un numero tutt'altro che eccezionale, ma destinato a raggiungere secondo le previsioni i 550. Non erano questi tuttavia i carri principali, almeno in termini quantitativi, né d'altro canto dovevano temere molto dai T-62 e dai mezzi più vecchi ancora che erano in carico al KPA, ovvero l'esercito nordcoreano. La flotta di M47 Patton, ricevuti a suo tempo in ben 900 esemplari, era ridotta a 300, ancora più numerosi di quello che erano all'epoca i ROKIT, ma erano totalmente obsoleti. La forza di corazzati principale non era ancora rappresentata da questi mezzi, ma dagli M48, dei quali non meno di 950 esemplari erano in servizio nelle versioni M48A2C, M48A3, M48A5K, quest'ultimo almeno con il cannone da 105 mm e di gran lunga il più numeroso. Il carro armato standard della Corea del Sud influenzava anche l'esercito USA, che ancora negli anni '80 aveva anch'esso i carri M48A5, per ottenere una logistica comune, oltre che per il mero fatto che l'M60 era troppo grosso per il territorio e il carro M1 era troppo necessario per l'Europa.

La produzione del ROKIT sarebbe finita nel 1993, poi sarebbe subentrato il carro K1 PIP che sarebbe stata armata con il potente cannone M256 da 120 mm e con il sistema di controllo del tiro della Computing Devices: in sostanza, se il K-1 era l'equivalente dell'M1, questo era destinato ad essere l'equivalente dell'M1A1, e se ne programmava la produzione in non meno di 1000 esemplari, costituendo a quel punto una forza assolutamente superiore rispetto a qualsiasi cosa schierabile dai nordocoreani.

La forza di mezzi speciali avrebbe dovuto comprendere anche veicoli gittaponte e recupero ricavati dai carri M47 radiati dal servizio.

2007 Seoul Air Show 063 K200.JPG

Ma per quello che riguarda la situazione dei mezzi di fanteria, la situazione non era altrettanto brillante, o quantomeno buona: vi erano solo 500 M113 in servizio, a cui si aggiungeva un mezzo non molto diffuso e noto, nientemeno che il Fiat 6614 da trasporto truppe, che è stato prodotto su licenza dalla Asia Motors. Ma nemmeno di questo modesto mezzo vi erano molti esemplari disponibili: solo 400 circa, prodotti fin dalla metà degli anni '70. Con una postazione di tiro per mitragliatrice leggera e corazza da circa 7 mm anche se ben inclinata, erano tutt'altro che mezzi poderosi. Un veicolo che avrebbe costituito una vera rivoluzione, specie per cooperare con i carri K-1, era il KIFV, Korean Infantry Fighting Veicle. Era prodotto dalla Daewoo, e in concreto si trattava di un AIFV della FMC, armato di mitragliera da 25 mm in torretta monoposto, ma motorizzato con un diesel MAN D-2848 9V con trasmissione automatica T-200, mentre la Alcan forniva le corazze in alluminio. La versione base era armata solo con la solita 12.7 mm, ma erano previste le torrette monoposto da 25 mm, una addirittura da 35-40 mm, un carro leggero da 105mm, portamortaio da 120 mm, velivolo comando e altro ancora, un po' troppo per un mezzo di cui si pensava di produrre inizialmente almeno solo 500 mezzi.

Molto meglio dei mezzi per la fanteria sono le artiglierie. Per quelle antiaeree, vi erano i semoventi antiaerei BI-HO, e i PEGASUS, entrambi opportunamente pensati per contrastare i nuovi aerei nordocoreani, come i MiG-23. La prima delle due macchine da guerra è un semovente da 30 mm con due cannoni KCB con radar di tiro Siemens MPDR-18X di tipo pulse-doppler in banda X, sistema EOTS di inseguimento ottico e ingaggio della Hughes, costituito da una camera termica e TV, mirino SFIM. In tutto ne vennero ordinati inizialmente 150 da aumentare fino a ben 400 in seguito. I Pegasus erano invece sistemi missilistici del tipo ROLAND o ADATS, utilizzante a quanto pare missili CROTALE NG, montate di scafo KIFV, con radar di scoperta aerea TSM-2630, radar di inseguimento, sistema optronico CASTOR, tutto di provenienza francese.

I sistemi di artiglieria antiaerea non erano certo solo questi, essendo certamente presenti anche cannoni e mitragliere di vario tipo, molti dei quali obsoleti. Possibilmente si trattava della solita gamma di mitragliere come i Bofors M1 da 40 mm, le M2 da 12.7 e armi anche più anziane. La dotazione di missili contraerei era stata approntata con 100 lanciamissili Shorts Javelin inglesi, da utilizzare essenzialmente da veicoli leggeri 4x4 Jeep. La successiva commessa era per altri 150 sistemi e 1000 missili, da scegliersi tra sistemi missilistici più moderni come il Mistral o lo Srtbust. Stranamente non erano previsti i più ovvi Stinger.

Le artiglierie campali erano poderose, come si addice ad un esercito povero di veicoli da combattimento in generale e su territorio montuoso.

Queste comprendevano in tutto oltre 1000 obici M-101 prodotti anche su licenza, armi leggere da 105 mm, anche se più probabilmente da integrare con i più moderni M102, dall'affusto più leggero e orientabile sui 360 gradi. Una nuova artiglieria era stata tuttavia approntata, sempre in questo calibro che evidentemente era giudicato valido per le caratteristiche di mobilità del territorio, ovvero il KH178 con gittata di 14.700 m contro 11.000 del vecchio tipo americano. È stata anche venduta alla Thailandia. Per il resto vi erano 400 obici M114 da 155 mm, ma in corso di sostituzione con il KH179 che similmente all'M198 americano poteva sparare la granata M107, in questo caso a 22.000 m oppure 30.000 con la munizione a razzo. 48 obici M115 da 203 mm erano la componente, sempre vintage della II GM più pesante del parco artiglierie. Non sono presenti però solo queste armi trainate, poiché vi sono anche i semoventi: almeno 400 M109A2 erano in corso di acquisizione o produzione su licenza e pur essendo piuttosto superati erano una forza da combattimento notevole, al pari di circa 100 M107 e M110, tutti in fase di trasformazione in M110A2. Ma soprattutto con i lanciarazzi d'artiglieria in cui i koreani erano forti: 140 sistemi calibro 130 mm, a canne multiple, erano in servizio. Basati sul telaio degli autocarri KM813A1 6x6. È un sistema potente con 22 km di gittata ovvero di qualcosa superiore al BM-21 sovietico. Era un acquisto recente rispetto al KPA, che invece ha sempre avuto interesse per queste armi. Altri sistemi d'arma erano gli obsoleti razzi Honest John, con 12 lanciatori su due unità di lancio. Questi vecchi armamenti, rimpiazzati nel resto del mondo dai 'Lance', sono stati integrati anche da razzi a lungo raggio sviluppati in loco, ma non hanno avuto molto successo. A tutti gli effetti, mancando dei Lance, degli HAWK e di altri sistemi fondamentali, l'Esercito sudcoreano non era molto ben equipaggiato.

Le armi controcarro erano ovviamente sviluppate, data la minaccia delle forze corazzate nord.coreane. Questi erano presumibilmente ancora in buona parte i vecchi cannoni SR come gli M40 da 106 mm e forse anche altri tipi più vecchi come gli M18 da 57 e M20 da 75 mm. Altri sistemi erano quelli più importanti: i lanciarazzi M72 LAW, da rispiazzare con i LAW-80 o altri tipi, da scegliere su di una competizione internazionale. Altre armi erano i TOW, a lunga gittata e utilizzati anche dagli elicotteri. Per ottenere un'arma intermedia, né a corta né a media gittata, era contemplato di comprare, eventualmente, il MILAN. Questo avrebbe aiutato a colmare il gap tra le armi a livello più basso, tipo il plotone, e quelle a livello di battaglione-reggimento.

Nel caso dell'aviazione dell'esercito, invece, vi erano ben 48 elicotteri AH-1F, i cui missili TOW erano un aiuto di non poco conto contro le forze corazzate dei nordcoreani. Altri 194 elicotteri erano i leggeri MDH-500 Defender, prodotti dalla Korean Air. Il problema era di rimpiazzarli (per esempio con i BK-117 tra i candidati), perché i nordcoreani si erano equipaggiati di mezzi del tutto analoghi, con estrema difficoltà per distinguere amici e nemici, specie nelle missioni speciali. Altri mezzi erano i UH-1, in fase di sostituzione con un primo lotto di 100 UH-60 per 500 milioni, e possibilmente altri 50 elicotteri. Recentemente erano stati poi comprati 18 CH-47.

La ROKAF ha funzioni di superiorità aerea, intercettazione, attacco al suolo e limitate capacità di interdizione. Aveva nel 1992 una forza di 45.000 uomini, con ferma di leva di ben 35 mesi. Questo consentiva di animare 7 stormi di combattimento, il cui livello di addestramento e di efficienza era molto maggiore delle unità della avversaria aviazione nordcoreane. L'efficienza, per esempio, era di circa l'80% contro il 40 dei 'nordisti', mentre le ore di volo erano non meno del 50% superiori. Il programma KFP significava Korean Fighter Program, ovvero il nuovo programma per il caccia coreano, che vide inizialmente vincere l'F-18 in 120 esemplari, ma poi è accaduto che i costi abbiano superato i preventivi e allora si è ritornati sull'altro concorrente, l'F-16. In tutto il programma valeva 5.2 miliardi di dollari. Un primo gruppo di 12 F-16C/D Block 50 sono stati forniti dalla GD, poi sono giunti altri 36 da montare in kit e infine gli ultimi prodotti solo in Corea del Sud dalla cordata di cui la leader era la Samsung. A parte questi aerei vi erano altri 44 F-16 di cui 10 biposto, -per un totale previsto di 160 aerei-, che erano stati forniti a suo tempo tramite canali FMS. Altri aerei della ROKAF erano gli F-5, di cui 8 superstiti F-5 da ricognizione, mentre per il resto vi erano numerosi caccia F-5A/F. 68 erano stati prodotti su licenza tra il 1979 e il 1981, il primo passo per la creazione dell'industria aeronautica coreana.

Il settore degli addestratori era in piena rivoluzione. Molti aerei erano alla fine della vita operativa. La prima fase di preselezione aveva i T-41 che dovevano essere sostituiti dai coreani CHANG-GONG 91, ma in seguito, come si sarebbe visto, i vincitori sarebbero stati i velivoli russi Il-103. Il successivo KTX-1 era inizialmente pensato il PC-7 con motore da 760 hp, ma poi venne aumentata la richiesta di prestazione per cui venne migliorato il progetto al livello del successivo PC-9. Nel frattempo i T-33 erano arrivati al capolinea e i T-37 costretti a ridurre il numero di ore di volo per salvaguardare le cellule oramai usurate di questi vecchi aeroplani. Ecco perché era necessario un successore che inizialmente si concretizzò con un ordine di 20 HAWK 67, anche perché nessuno dei vecchi aerei era ritenuto adatto a ordinare gli F-16. Il programma prevedeva la costruzione delle semiali da parte della Daewoo, mentre nel futuro era già prospettato il programma KTX-2 per un addestratore avanzato, quello che poi diventerà il T-50.

In tutto, alla fine del '91 vi erano, come forze aeree:

  • 4 aerei governativi: 1 Cessna 500 Citation, 1 Boeing 737-3Z8, 2 Bell 412 per i servizi governativi
  • 35 F-16: 29 F-16C e 6 D
  • 142 Phantom: 65 F-4D, 59 F-4E e 18 RF-4C
  • 237 F-5A/F: 20 F-5A, 25 F-5B, 6 RF-5A; 149 F-5E e 37 F-5F
  • 27 A-37
  • 24 OV-10
  • 6 C-130H e 4 C-130H-30
  • 12 O-2A
  • 5 BellUH-1D
  • 7 Bell 212/UH-1N
  • 20 T-41
  • 30 T-33
  • 35 T-37C

ROK Army:

  • 62 UH-1D/H/N
  • 200 M.500D
  • 55 Defender TOW
  • 49 AH-1: 8 AH-1J, 21 AH-1S e 20 AH-1F
  • 18 CH-47C
  • 1 UH-60P

RoK Navy:

  • 15 S-2 Tracker
  • 25 Hughes 500MD ASW
  • 12 Lynx Mk.99 (in ordine)
  • 8 P-3C (in ordine)
Ensign of the Republic of Korea Navy.jpg

La Marina o ROKN era un altro servizio riccamente 'popolato' con ben 60.000 uomini tra cui 2 divisioni di fanti di marina. Le navi erano molto meno numerose e potenti, con 7 cacciatorpediniere 'Gearing' che non erano altro che navi degli anni '40 potenziate allo standard FRAM I e II, e altre due del tipo SUMNER, tutte eccetto 2 delle prime erano state armate con missili Harpoon e un elicottero mentre le rimanenti avevano un lanciatore ASROC. Per sostituire questo obsoleto nucleo di navi erano in programma i caccia KDX, inizialmente da 3500 t con armamento di un pezzo da 127 mm, due Goalkeeper, un Sea Sparrow, lanciamissili Harpoon e elicotteri Lynx. La loro costruzione avrebbe dovuto essere dell'ordine di 10-12 navi, cominciando da una prima nave del 1992. Non erano navi eccezionali, ma comunque adatte allo scopo.

La marina aveva però soprattutto navi medio-piccole, in particolare le fregate leggere ULSAN, DONG HAE e PO HANG costruite in Corea dalla Hyndai, Korea Tacoma, Daewoo e altri cantieri. In tutto sono state realizzate 7 ULSAN, 18 PO HANG e 4 DONG HAE. L'armamento di queste ultime era costituito da 2 cannoni da 76 mm OTO e 2 impianti binati Breda, controllati da due radar di tiro, il tutto ripartito equamente tra prua e poppa. Vi erano anche siluri ASW in impianti tripli, e elettronica britannica e olandese. Altre navi, in particolare altre fregate leggere ULSAN e PO HANG erano in programma. Queste erano ancora più potenti delle altre, con un cannone da 76 a prua, un impianto Breda da 40 mm binato subito dietro, due Breda da 40 mm a poppa, con un radar di controllo del tiro, mentre per le artiglierie di prua vi è solo un sistema optronico RADAMEC. Esistono anche un radar ST08 sulla testa dell'albero di prua e un radar DA-08 su di un piccolo albero di centro nave.

A parte questo, esistevano, nel 1992, diverse motocannoniere missilistiche del tipo 'Asheville', ovvero la PAEK-51 fornita dagli americani e 8 cloni coreani classe PAEK KU con missili Standard e Harpoon. Infine, sempre figlie degli anni '70 vi erano due sole navi KILURKI-71 con missili Exocet, le uniche che non avevano missili antinave americani a bordo. Altri 32 pattugliatori KILURKI-11 e 39 CHEBI-51 completavano la forza di superficie, il cui compito era principalmente quello di controbattere la minaccia dei mezzi insidiosi, specie minisommergibili, dei nordcoreani.

Le navi MCM erano 8 piccoli dragamine costieri MSC-268/269 ceduti anni prima dall'US Navy come classe KUN SAN, mentre per aumentare le capacità, molto limitate, in questo settore è stata realizzata una classe di cacciamine che somigliano molto ai 'Lerici' dell' Intermarine, con cui vi sono stati contatti tecnici. In tutto dovrebbero esserne state realizzate 6, con una altra serie possibilmente più numerosa, e varie modifiche già con la quarta nave. La motorizzazione era data da diesel tedeschi MTU, e l'equipaggiamento antimine dato da ditte inglesi. Quanto ai sottomarini, sono stati ordinati 6 U-209/1400 di cui il primo costruito in Germania, e gli altri in Corea, come primi di una forza prevista in almeno 12-18 navi, da ripartire in ben tre flottiglie del Sud, Ovest e Est. Non sono intesi solo per compiti anti-nordcorea, ma anche per opporsi a eventuali 'invasioni dal mare' che evidentemente hanno a che vedere con il Giappone, nazione tanto odiata che ancora negli anni '90 era proibito usare parole giapponesi in Corea. L'aviazione navale aveva recentemente ordinato 12 Super Lynx con tanto di radar Seaspray 3 e missili Sea Skua, ordine del 1988. In totale erano previsti addirittura 60 elicotteri, parecchio oltre quanto fu possibile ordinare, ma quantitativo congruo per la marina in rapida ascesa di una potenza tecnologicamente avanzata come la Corea del Sud.

Altri mezzi erano i vecchi S-2 Tracker da pattugliamento marittimo, di cui si prevedeva la sostituzione con i nuovi pattugliatori P-7, che vedevano addirittura la partecipazione alla costruzione dell'ala da parte della Daewoo, ma questo programma venne cancellato e quindi riaperto la competizione con il P-3 e l'Atlantic come soli contendenti, da ordinare in otto esemplari. Nemmeno a dirlo, per una sorta di 'feudo americano' come è la Corea del Sud, tra l'Atlantic 2 e il P-3 ha vinto quest'ultimo, da consegnarsi dal 1995 senza alcuna partecipazione coreana alla loro realizzazione.

I caccia sudcoreani[modifica]

La Korea del Sud ha avuto anche gli 'eroi' della guerra del '50-53, gli F-86 Sabre. I primi arrivarono, in 5 esemplari, il 20 giugno 1955, e in tutto ne giunsero 85 ex-USAF nella sottoversione -25 e -30, il tutto giunto entro il giugno 1956. Rimpiazzarono gli F-51 Mustang ed equipaggiarono il 10th Wing. Non fu la fine delle consegne, perché ne giunsero altri 27 nel 1958, assieme a 10 RF-86F. Al solito molti aerei vennero aggiornati allo standard F-40 con gli slat di manovra, alcuni ebbero gli AIM-9 Sidewinder, poi giunsero gli F-5A negli anni '60 e li rimpiazzarono. Ma non subito: almeno 3 sopravvissero fino al 1987.

I caccia F-5 Freedom Fighters sudcoreani, con la loro semplicità erano pienamente abbordabili per la Corea del Sud, che ne ricevette 88 A, 30 B e 8 RF.5A da ricognizione. Iniziarono ad arrivare già nell'aprile del '65, e prestarono servizio con il 10th TFW di Suwon, rimpiazzando gli F-86. Altri 14 prestarono servizio poi con il 102nd FS, sempre di Suwon. Gli RF-5 vennero forniti ad un singolo squadron. In seguito la pattuglia acrobatica 'Black eagles' ebbe gli F-5. Questi caccia leggeri erano i sostituti ideali per gli F-86, visto che in Corea non giunsero gli F-104 e almeno all'epoca, non ancora gli F-4. In ogni caso, 36 F-5 vennero trasferiti al Vietnam del Sud, assieme a tutti gli RF-5A superstiti. Era il 1972 e al Vietnam servivano rinforzi urgenti per combattere l'offensiva dei nordisti. 19 tornarono in Corea, assieme a 2 ex-USAF. Alcuni F-5 sono stati modificati in seguito come RF-5A, con il muso 'fotografico' fino al 1990, con l'arrivo del secondo lotto dell'RF-4C.

La seconda generazione di F-5 non mancò a sua volta in servizio con la RoKAF, e eccetto l'RF-5E, i sudcoreani ne ebbero in servizio tutti i modelli. Gli F-5E arrivarono in servizio nel 1974 con 19 ex-vietnam del sud scappati dal Vietnam. Poi arrivarono 126 aerei nuovi, F-5E e F, specialmente con il 1st TFW con i suoi 115, 122 e 123 TFS di Kwang Ju. Nel 1980 venne ottenuta la licenza per produrre 48 F-5E e 20 F-5F da parte della Hanjin Corporation, che utilizzò alcune delle infrastrutture della KAL, e così in tutto arrivarono in Corea del Sud qualcosa come 233 F-5E/F tra il 1974 e il 1986, una forza seconda solo a quella di Taiwan (che peraltro non aveva certo F-4 e F-16). Il caccia della seconda generazione ha rimpiazzato la prima generazione degli F-5, che tuttavia sono rimasti in parte in servizio come addestratori. Non è chiaro, a causa delle misure di sicurezza del governo sudcoreano, quali siano state le unità ad utilizzare i caccia F-5, chiamati localmente Chegoong-ho, ovvero Skymaster o dominatori dei cieli, ma tra le unità dovrebbero esservi stati il 1st TFW di cui sopra, il 102, 103 e 111st TFS del 10st TFW di Suwon e Kunsan, e infine i 201 e 203 del 4th TFW, oltre all'unità OCU del 1st.

La Hankook Kong Gon o Republic of Korea Air Force, RoKAF è la utilizzatrice di una grossa flotta di F-4 Phantom, dei quali i primi arrivarono nei tardi anni '60. Erano necessari per rafforzare la forza dell'aviazione verso la minaccia della Corea del Nord. Inizialmente vennero ordinati 18 F-4D di seconda mano, ex-USAF e vennero forniti inell'ambito del programma Peace Spectator. Vennero posti inservizio nel 100th TFS di Taegu, una delle principali basi aeree coreane. Altri 18 vennero forniti nel 1972, ex-3rd TFW, mentre in cambio 36 F--5A vennero ceduti al Vietnam per rinforzarlo con questo processo a 'cascata'. Altri vennero forniti gli anni dopo, e non mancarono quelli dotati di pod Pave Tack per designazione laser con le bombe LGB. Alla fine la Corea ebbe ben 92 F-4D, oltre il 10% del totale costruito e di gran lunga i più numerosi esportati in questa versione. Accanto a questi arrivarono anche i più recenti 'È, che erano circa 60 nel 1991, forniti in un primo lotto di 37 con il programma 'Peace Pheasant'. Presero servizio nel 152 e 153 TFS del 17th di Chongju. Anche questi erano solo l'inizio: in tutto 103 aerei vennero forniti entro gli anni '90. Inoltre vennero posti in servizio 12 RF-4C ex-USAF, ceduti nel 1990 e messi in servizio col 131 TRS di Suwon, assieme a 11 ALQ-131 per le ECM. In tutto la RoKAF è arrivata a ben 216 Phantom, di cui oltre 100 erano in servizio attorno al 1991. Ancora nel 2000 erano in servizio 18 RF-4C (evidentamente ne giunsero altri in seguito), 60 D e 55 E, che ancora non riuscivano ad essere più numerosi della precedente. In tutto i Phantom hanno servito nel 110e 110 th dell'11 TFW a Taegu con il modello D, il 17th TFW di Chongju ha ottenuto gli E con il 152 e 153, e il 39th ha avuto gli RF-4C. In totale 5 gruppi. I Phantom sono stati aggiornati successivamente con alcuni programmi appositi, ma il più importante è stato rifiutato: era proposto dalla DASA con un kit per portarli al livello del Phantom ICE. In ogni caso, alcuni hanno ricevuto il 'Pave Tack' ovvero l'AN/AVQ-26, mentre 30 hanno ottenuto i missili 'stand-off' AGM-142 'Popeye', già comprati dall' USAF, RAAF e THK turca. Si tratta di un'arma potente, con una gittata di medio livello e una testata di oltre 300 kg.

Recentemente si ha notizia dell'acquisto del pod LOROP, ovvero un sistema di ricognizione tattica sistemato dentro la struttura base di un serbatoio standard da 1365l. Questo sistema, venduto al costo di 50 milioni di dollari, è stato annunciato come contratto firmato in 18 dicembre 2005, quando la Elbit israeliana ne ha confermato la vendita. Il LOROP venne presentato già nel 1995 ed è stato venduto anche per i Phantom turchi. È un sistema con sensore elettro-ottico e un FLIR e i dati sono inviabili con un datalink a banda larga e con una precisa ricostruzione della zona sorvegliata grazie all'abbinamento con un marcatore GPS.

GliF-16, di cui sono stati già stati definite in maniera larga le caratteristiche del programma, sono stati ordinati negli USA con una lettera d'intenti del dicembre 1981 per 36 apparecchi C/D Block 32 e quest'ordine rese la Corea niente di meno che la prima utilizzatrice dei caccia C/D. Il programma venne chiamato 'Peace Bridge' ed era fondamentale per aumentare la forza e la modernità della flotta aerea, basata su F-4 e F-5. In seguito venne ribattezzato 'Victory Falcon' nel 1986, dal presidente della Repubblica coreana Chun Doo Hwan. La flotta di questi F-16 è andata all'11 th TFW di Taegu. A questo seguì l'F-X program che vide l'F-16 perdere contro l'F-18, come annunciato il 18 dicembre 1989. A quel punto sembrava fatta: 120 Hornet sarebbero stati comprati come nuovo caccia sud-coreano, grazie anche alla produzione offerta in Korea del Sud. Ma sopraggiunsero difficoltà tecniche ed economiche, per cui si ritornò al 'perdente' ma più economico F-16, che avrebbe avuto uno standard stavolta elevatissimo: il block 52 con motori F100-PW-229, LANTIRN e missili AMRAAM e HARM. I primi 12 aerei vennero fabbricati a Forth Worth e poi 36 montati da kit americani in Corea del Sud. Infine gli ultimi 72 sono stati prodotti direttamente su licenza dalla Samsung Aerospace. I primi arrivarono il 2 dicembre 1994, quelli assemblati dal novembre 1995. Nel 2000, a luglio, è stato annunciato anche un contratto per altri 20 Block 52 sempre da produrre in Korea dalla oramai costituita KAI, il complesso industriale sud-coreano, e dotati di ASPJ per le ECM, radar APG-68(V)7, LANTIRN, missili di ogni sorta incluso lo SLAM e consegne dal 2003.

Gli SN sono partiti dal lotto 84-1370/1373 al 93-4100/4119

Tornando all'F-18, questo venne scelto per la superiore avionica, l'affidabilità data da 2 motori e capacità di svolgere azioni marittime di attacco e in generale di operare in condizioni ognitempo, sia per il poderoso radar APG-65/73 che per un FLIR in pod sotto la fusoliera. Questo era utile soprattutto perché i velivoli incursori nordcoreani come gli An-2 erano mezzi insidiosi, lenti, che potevano eventualmente sfuggire ai radar dei caccia anche del tipo doppler (a dire il vero, non sarebbe stato facile nemmeno vederli con il FLIR, data la ridottissima emissione termica). Infine, i nuovi MiG-29 sembravano meglio controbattibili da aerei come l'F-18. I primi 12 Hornet avrebbero dovuto essere forniti, 36 assemblati, 72 prodotti su licenza, e quanto ai motori, 27 F-404-GE-402 forniti dalla G.E., 10 assemblati e 144 prodotti su licenza. Ma nel marzo 1991 l'affare riguardo l'F-18 è stato talmente mal giudicato da portare, clamorosamente, da mandare la vittoria al concorrente 'perdente' ovvero l'F-16. Se non altro, il fatto di essere già presente in servizio in Korea non era certo una cosa marginale: mettere su una logistica del tutto diversa per due caccia di ultima generazione era piuttosto illogico e certo non economico.

Per quello che riguarda caccia più pesanti, la Corea del Sud considerò lungamente anche il Tornado, ma alla fine non se n'é fatto nulla. In ogni caso, per contrastare i caccia come i Su-30MKK cinesi e i possibili avversari nordcoreani era necessario un velivolo da caccia e superiorità aerea piuttosto che un interdittore e intercettore a lungo raggio. E non c'erano certo i margini per comprare due macchine pesanti moderne al tempo stesso (più adatto per i sauditi come ragionamento..).

Nel 1997 venne indetto un nuovo contratto chiamato F-X a cui parteciparono numerosi contendenti, e riguardava un caccia d'attacco a lungo raggio, da produrre su licenza in Korea.

Nel tardo 1997 vennero così emesse le specifiche: portare un carico di 6800 kg, 9 g di accelerazione e lunga autonomia. Tra i contendenti l'EF-2000, il Rafaele, il Su-35, e lo Strike Eagle. Alla fine, i finalisti divennero ufficialmente l'F-15K e il Rafaele Mk 2, annuncio fatto ai primi del 2002. La ROCAF ha considerato superiore il Rafaele per l'avionica di ultima generazione e l'eccellente maneggevolezza, e tecnicamente sembrava quindi questa la via da seguire. Ma la politica e l'economia non sono necessariamente omologhi, basti solo pensare al Canada, che aveva valutato positivamente il Phantom e in seconda battuta, il F-11 Super Tiger, ma poi si è ritrovata l'F-104. E così è stato: con gli USA che praticamente continuano ad occupare la Corea del Sud con alcune basi delle loro PACAF, le Forze aeree del Pacifico, oltre all'esercito, la Corea del Sud è stata pressata politicamente a comprare 'americano', tanto che il 19 aprile venne annunciato come vincitore l'F-15K per un ordine di 40 apparecchi. La Dassault ricorse alle vie legali (come ha fatto anche in Polonia che recentemente ha scelto l'F-16), ma a quel punto l'accordo era stato trovato e vennero semplicemente elencati gli innegabili punti di vantaggio del grosso F-15K: miglior raggio d'azione, carico maggiore, velocità etc. oltre alle capacità mostrate in combattimento. In breve, nonostante la valutazione militare pro-Rafaele, il muro eretto attorno alla decisione politica dei caccia F-15 è stato insuperabile per i francesi, che in Corea non sono mai stati molto presenti.

Bisogna dire che l'F-15, per quanto grosso e di un'altra categoria, forse non costa tanto rispetto al Rafaele, ancora disperatamente a corto di clienti: ma una macchina che ha volato per la prima volta attorno al 1970,circa 20 anni prima di un caccia di ultima generazione (da notare che l'EF-2000 era stato già escluso dalla competizione, alla faccia di tanti giudizi favorevoli rispetto al Rafaele che il consorzio Eurofighter vanta), è piuttosto curioso che continui a vincere concorsi per macchine di primissima qualità.

In ogni caso, non si può certo dire che gli americani non ci abbiano messo del loro meglio per vincere, essendo la grossa fusoliera dell'Eagle un ideale 'contenitore' per tutto quello che si può infilare nelle baie avioniche e dei motori. Così l'F-15K ha ricevuto il G.E. F110-GE-129 da ben 13.000 kgs, sperimentato su di un F-15E nel 1999 ma non passato in produzione. Naturalmente l'incremento di spinta rispetto ai primi motori dell'Eagle, oltre 2 t per motore, è il benvenuto. Non vi sono altri F-15 con questo motore e le prestazioni e la maneggevolezza ne risentono di conseguenza. Inoltre, l'avionica è del pari prestante essendo l'F-15K il più sofisticato di tutti gli Eagle, persino di quelli dell'USAF. Ha un radar APG-63(V)I che nonostante sia nato prima dell'APG-70 riesce a superarne le prestazioni con modi sofisticati per la ricerca in superficie, sia navale che terrestre, con capacità anche MTI, e l'US Departement ha autorizzato persino la versione (V)2 con antenna AESA, capace tra l'altro di ingaggiare 8 bersagli in simultanea. I piloti hann sofisticati elmettei JHMCS, esiste un computer avanzato, display multimode di ultima generazione, sistema MIL_STD 1760 per i piloni d'aggancio armi, capacità che consente di usare bombe JDAM: ma esistono anche missili AGM-84D per attacco antinave ed E per attacco contro bersagli in superficie in generale. Non bastasse (nessun F-15 in precedenza lanciava Harpoon) esistono anche i missili AIM-120C e AIM-9X, i pod AN/AAQ-13 e 14 per inseguimento terreno e designazione bersagli, anche aerei. Non manca nemmeno un sofisticato sistema ECM interno, più di qualunque altro F-15 esportato: un ALQ-135M ICMS, un ALR-36M (in alternativa al ALR-56C piuttosto inaffidabile). I caccia sono in fornitura nel periodo 2005--8 e presumibilmente rimpiazzano gli F-4D di due squadroni.

Corea del Sud, Aviazione al 1996[2][modifica]

Combattimento:

  • 13 (20 ordinati) F-16C e D Block 52
  • 22 (22) F-16C-40
  • 10 (10) F-16D-40
  • 37 (66) F-4D
  • 59 (67) F-4E
  • 12 (15) RF-4C
  • 18 (89-102) F-5A
  • 27 (35) F-5B
  • 126 (145) F-5E
  • 20 (20) F-5F
  • 23 (27) A-37B
  • 16 (20) Hawk Mk.67
  • 24 (24) OV-10G

Addestramento:

  • 20 (20) T-41D
  • 15 (24) T-28D
  • 25 (40) T-33A
  • 35 (50) T-37C

Seconda linea:

  • 10 (10) C-130H-30
  • 2 (2) Hs-748
  • 10 (12) O-2A
  • 20 (30) O-1A
  • 17 (20) UH-1D
  • 7 (7) UH-1N
  • 3 (3) Bell 412
  • 3 (3) AS-332L Super Puma
  • 1 (1) Model 500 Citation
  • 10 (12) CN-235M
  • 1 (1) Boeing 737-328
  • 3 (3) Aerocommander Model 500
  • 5 (5) MiG-21MF ex-LW
  • 2 (2) Mudry CAP.10

Republic of Korea Army:

  • 62 (120) UH-1
  • 145 (158) Model 500 Defender
  • 37 (50) Defender TOW
  • 8 (8) AH-1J
  • 21 (21) AH-1S
  • 36 (41) AH-1F
  • 18 (18) CH-47D
  • 7 (81) UH-60P

Republic of Korea Navy:

  • 1(8) P-3C
  • 15 (28) S-2 Tracker
  • 2 (2) Bell 206B
  • 12 (12) Lynx Mk.99

Forestry Commission:

  • 3(3) AS-350 Ecureil

La KAI e il T-50[modifica]

T-50 Golden Eagle Model, MSPO 2007.JPG

A suo tempo la famiglia dei Northrop N-156 era un progetto di notevole utilità, sebbene messo in ombra dal fatto che l'USAF non lo utilizzò se non in piccola quantità come macchina di prima linea, giudicandolo troppo leggero, mentre in compenso utilizzò molto il T-38 Talon che era un addestratore supersonico e come tale, macchina di assoluto lusso per l'addestramento. La sua sostituzione non è stata agevole: dopo oltre 3.800 aerei prodotti fino al 1989 la famiglia T-38/F-5 ha stabilito una diffusione tale, anche se non casualmente solo nelle versioni da combattimento o biposto derivate, che solo l'F-16 e il MiG-21 possono vantare. Eppure, è proprio con la sostituzione di questo aereo che i sudcoreani si sono cimentati. La KAI naque della presenza delle forze aeree americane di base nel Paese, che fecero sì che la compagnia di bandiera nazionale KAL iniziò a fornire, attorno al 1979, la manutenzione degli aerei con l'USAF. Poi, molto stranamente per una compagnia di bandiera civile, montò su licenza gli F-5, nel 1981. Visto che le forniture erano di qualità ineccepibile, questo stimolò diverse compagnie ad interessarsi all'argomento aeronautico. Una delle compagnie in parola fu la Hyundai che progettò il KT-1 WONG BEE, simile al PC-9 da addestramento basico, che rimpiazzò i T-37. Volò nel 1991, entrò in servizio con 84 esemplari nella RoKAF e venne esportato in appena sette esemplari in Indonesia. La Samsung, nel frattempo, produsse su licenza 108 F-16. A quel punto, tra le compensazioni industriali la Corea del Sud ottenne dagli USA il supporto per costruire l'addestratore avanzato e aereo da attacco leggero KTX-2. Il lavoro di progettazione terminò nel 1994 e si pensava ad un programma da 2 miliardi di dollari. Ma la crisi asiatica colpì anche la Corea, sospendendo il programma e alla fine aumentandone il costo del 50%. Nondimeno, passata la crisi ripresero i lavori del KTX-2 dal 1997. Nel 1999, ad ottobre il governo obbligò i costruttori sudcoreani a mettersi insieme in un unico organismo, che divenne poi la Korean Aerospace Industries, che era formata da Samsung, Daewoo, Hyundai. Nel 2000 venne ribattezzato il velivolo come T-50, e entro l'agosto 2000 vennero fatte 4800 ore di volo nella galleria del vento, e il 31 ottobre 2001 uscì l'aereo prototipico, che volò il 20 agosto successivo. Vennero prodotti 4 prototipi, e poi ordinati nel 2003 25 T-50 di serie, da assegnare al 52th Squadron dell'8 Wing di Sachon meò 2006, per concludersi nel 2008. La progettazione è stata fatta con 350 ingegneri, di cui 270 alla General Dynamics e gli altri 80 al centro di Sachon, in Corea del Sud. Ha avuto giovamento anche del CAD ovvero la progettazione computerizzata, ed è stata tanto accurata che il prototipo ha presentato solo 39 difetti, contro i 75 del primo F-16 fabbricato in Corea, a Samsung.

Nel dicembre 2006 arrivò l'ordine per altri 47 aerei, 25 T-50 e 22 aerei d'attacco A-50 da consegnare nel 2008-11. L'aereo ha avuto un tempo di progettazione breve, di 'appena' 11 anni, e ha consentito alla Corea del Sud di diventare una delle poche nazioni, la dodicesima, a progettare aerei supersonici, anche se il 70% del T-50 è sostanzialmente proveniente da tecnologia estera.

Il T-50 è un aereo da addestramento avanzato con peso di 6.355 kg a vuoto e 13.485 kg a pieno carico, macchina leggera con motore F404 da circa 8 t di spinta, e fattori di carico -3+8 g. La vita operativa prevista per la versione da combattimento è di 8.000 ore, 10.000 per la versione da addestramento. Come è fatto in dettaglio l'T-50? Essenzialmente come un F-16 rimpicciolito in scala 1:0.8, che ha le prese d'aria laterali aiutando a compattare il disegno complessivo.

Il motore F404-GE-12 da 8036 kgs è stato scelto una versione evoluta della famiglia, con l'esperienza di oltre 10 milioni di ore di volo accumulata nelle versioni di questo turbofan moderno, di applicazione essenzialmente sugli F-18. La sua struttura è simile a quella di un F-16, e pertanto si accontenta di un motore solo, simile in rapporto potenza-peso all'F-16 stesso grazie al minore peso. La struttura dei comandi di volo è FBW, con triplice ridondanza, anche se quella standard sugli aerei da combattimento è quadrupla, ma evidentemente si è trattato di ridurre la complessità del sistema. La tolleranza di lavorazione è di 25 millesimi di millimetro, tipica del futuro F-35 e assolutamente innovativa rispetto agli standard di qualche anno fa, grazie ad un sistema di misurazione laser di precisione.

L'aereo ha un'ala e un piano di coda simili a quelli dell'F-16, con tanto di una discreta LERX laterale, con le prese d'aria site sotto di essa, come sull'F-18. La lunghezza era di 13.5 m e appena 9.5 di apertura alare, con struttura fatta in lega d'alluminio, motore F404 con FADEC a duplice ridondanza derivato dall'F414, lungo 4.038 mx 88.9 cm, peso 1035 kg, compressione 26:1 e rapporto bypass 0.3:1. Il carburante è di 2220 kg o 2655 litri di JP-8, con eventuali serbatoi esterni da 570 l sotto la fusoliera e sotto le ali. L'avionica ha una ricca dotazione, con 2 display sa 127 mm a colori della Honeywell, un IFF avanzato APX-118, altimetro radar, VOR/ILS del tipo VIR-130A, TACAN ARN-152V, comandi HOTAS con sistemi di regolazione automatico della forza da applicare, con pesi tra il 1 kg e i 6 kg per lo sforzo richiesto. Il radar, presente solo sulla versione d'attacco A-50 e da combattimento F-50 è l'APG-67, capace di fornire, con un peso di appena 78 kg un raggio di scoperta su di un caccia di 75 km e inseguire 10 bersagli contemporaneamente.

L'armamento nelle versioni da attacco e combattimento, è costituito dal cannone Vulcan con appena 207 colpi, ma del resto si tratta della versione a 3 canne con 3000 colpi per minuto. I 7 punti d'aggancio sono capaci di portare 4.5 t di carico utile, con capacità di 1135 kg per quello ventrale e quelli alari interni.

L'aereo in generale sarebbe efficace anche come caccia da combattimento leggero, con efficienza elevata, 5.14 ore di manutenzione per ora di volo, incidenti previsti per 1 perdita ogni 100.000 ore di volo, e manovrabilità a tutta prova, potendo arrivare a 33 gradi di AoA ma è limitato a 25 gradi dal FBW. La fase di addestramento per i piloti è data dagli aerei da addestramento basico, che insolitamente, sono russi: gli Il-103 al posto dei vecchi T-41 sono presenti per la prima fase, la seconda ha i KT-1 a turboelica, la terza i T-50 (al posto dei T-38 noleggiati dagli USA) assieme ai T-59 (ovvero gli HAWK Mk.67) e infine la quarta gli A-50 in sostituzione degli F-5B.

Con la velocità di mach 1.5 in quota, mach 1-1.2 a bassa quota, decollo in appena 354 m e atterraggio in 700 m. l'T-50 sale a 9000 m in 102 secondi con tangenza di 16.000 m e autonomia di 1850 km. L'aero sarebbe, nella versione F-50, una macchina da combattimento leggero, economica e efficace e soprattutto con una notevole continuità logistica -eccetto per il motore e il radar- con l'F-16 avanzato, il che significa fare un favore a tutti i possibili clienti che vogliono affiancargli una macchina da addestramento-attacco leggero e combattimento con un prezzo ragionevole. Il costo del modello basico è di 18 milioni di dollari.

La versione da combattimento sarebbe sostanzialmente quello che l'F-20 era destinato ad essere: un sostituto economico dei vecchi F-5 e magari anche dei MiG-21. Non è un caso che l'altro sostituto designato, aereo ragionevolmente efficace ed economico, sia l'JAS-39, sempre con un motore F404. In sostanza, il mercato ha ignorato per troppo tempo la necessità di creare aerei meno costosi anche dell'F-16, anche perché questo ha teso ad essere sempre più complesso e costoso. L'offerta era con aerei da addestramento leggero come l'HAWK monoposto o aerei d'attacco AMX considerati baldanzosamente 'caccia multiruolo leggeri'. Ma in realtà il problema si poteva risolvere in questo modo e queste offerte hanno avuto poco successo, mentre l'aggiornamento dei caccia F-5 ha mostrato la corda e spesso ha costituito un costo non indifferente. L'F-20 era l'unico vero caccia leggero per tutte quelle aviazioni incapaci di comprare anche l'F-16, e che sono tutt'altro che poche. L'F-50 ne ha lo stesso motore e lo stesso radar, anche se ovviamente aggiornati, e se non fosse per la mancanza di prestazioni da mach 2, dovuta alle prese d'aria fisse, ne sarebbe l'esatta o quasi riproduzione, persino nel carico bellico di 4.5 t (contro 4.7). La KAI sta cercando attivamente clienti a livello mondiale, contando su di un cliente di lancio che in Corea non è certo per ragioni di budget, e una volta che ne verranno trovati si confida che l'aereo 'si venderà da solo' per le sue indubbie qualità di lavorazione e modernità del disegno.

In sostanza, quello che negli USA fu 'ucciso', tutto sommato è stato resuscitato in Corea. A maggior gloria dell'ironia del destino, è stato possibile grazie alla collaborazione fondamentale della GD o meglio Lockheed Martin, un disegno con ala media trapezioidale simile a quello dell'F-16, proprio l'aereo che aveva sconfitto l'F-20 negli anni '80. Assieme al caccia IDF taiwanese, è in sostanza un tentativo asiatico per succedere agli F-5, ma nel caso della macchina della di Taiwan si tratta di un altro 'quasi remake': quello dell'YF-17, sconfitto anche lui dall'F-16 e poi rinato come F-18 per la Marina.

I carri K-1 e oltre[modifica]

I carri K-1 sono, come si è detto, essenzialmente una versione in scala ridotta dell'M1, ma hano anche delle differenze, come la torretta dall'aspetto meno squadrato, più simile a quella del concorrente perdente per il nuovo carro dell'US Army e anche a quella di mezzi come il Challenger. Visto che la Corea del Sud aveva avuto solo come esperienza l'aggiornamento di 597 dei 1050 carri M48 in servizio allo standard A5 con motore diesel e cannone da 105 mm, Seul chiese aiuto agli USA e in particalre scelse il progetto presentato dalla General Dynamics, che sarebbe stato conosciuto universalmente come ROKTI o Type 88, o ancora K-1. Nonostante il nome, il prototipo venne approntato già nel 1983. I due prototipi vennero costruiti e provati negli USA; poi la produzione in serie ebbe luogo presso la Hyndai Precision & Industry Corporation, ovvero l'attuale Rotem. La costruzione iniziò nel 1984 e venne completata, per il primo lotto di 210 carri, già entro il 1987. Altri 325 vennero prodotti dopo tale data con un secondo contratto. Inizialmente moltissimi componenti provenivano dall'estero, ma poi col tempo vennero prodotti in Corea. La versione gittaponte AVLB da 22 metri venne realizzata con l'aiuto inglese da parte della Vickers, che fornì un sistema del tipo MLC-66, simile al N.8 usato dal British Army su scafo Chieftain. In tutto vennero realizzati 56 carri gittaponte, capaci di lanciare il ponte in 3 minuti e ritirarlo in 10. Un contratto venne stipulato nel 1993 quando la Hyundai comprò 3 sistemi completi e la licenza di produzione per 23 milioni di sterline. Mancava un ARV, ovvero un veicolo recupero, e allora chi meglio dei tedeschi per realizzarlo? Ecco che venne firmato un contratto nel 1991 con la MaK utilizzando l'equipaggiamento Bergpanzer che originariamente era su scafo Leopard 2, con verricello da 35 t e gru da 25. In tutto ne vennero realizzati, a partire dal '93, ben 149 esemplari in due lotti da 90 e 59. In tutto nel 1998 i K-1 prodotti erano oltre 800, tenendo testa alla superiorità numerica dei nordcoreani. Ma non era finita: come nel caso dell'M1 anche qui il carro originale era dotato di un cannone da 105 mm M68: nella metà anni '90 venne iniziato lo sviluppo di una versione col 120 mm M256 ben più potente, e generali miglioramenti al sistema di brandeggio della torretta, miglioramento della capacità di calcolo del computer balistico e migliore tenuta all'acqua per rendere più efficiente la manovra di guado. Agli inizi del '96 già venne completato il prototipo del K-1A1 che venne provato dall'Esercito sudcoreano, fino a che il nuovo tipo venne omologato nel '97. La versione K-1M venne approntata per la Malaysia con peso inferiore alle 50 t ma poi venne chiamato, più genericamente K-1E che sta per Export. Infine nel 2005, ad ottobre, venne presentato il KNMBT, ovvero il Korean Next Generation MBT, o XK-2. Questo nuovo mezzo ha una massa di 55 t, è stato sviluppato dal 2003 al 2008 e la produzione alla Rotem dovrebbe iniziare nel 2011.

I carri K-1 e K-1A1 sono in generale mezzi potenti e molto piccoli. La massa del primo è di 51 t e del secondo 53. La lunghezza è di 7.477 m. larghezza di 3.59 m, altezza al tetto della torretta 2.25 m. Praticamente sono dimensioni da carro sovietico, anche se qui vi sono 4 uomini d'equipaggio. L'M1 è un poco più alto, 44 cm più lungo. La corazzatura è di tipo composito, migliorata nel secondo modello, mentre il sistema di controllo del tiro è dato da un computer digitale, a 16 bit per il K-1 e a 32 per il K-1A1. Esiste un sistema di stabilizzazione a 2 assi per il cannone che nel primo tipo è un ROF da 105 mm che spara un proiettile con viniziale di 1525 msec per la granata APFSDS e 1173 per la HEAT. La dotazione munizioni è di appena 47 colpi, come facile da immaginare per un carro che ha dimensioni tanto ridotte. Cannone e munizioni sono prodotte su licenza in Corea del Sud. L'M256 del K-1A1 ha invece granate perforanti da 1670 ms e 1150 per il HEAT/MP. L'armamento comprende una mitragliera secondaria M-60D con 1400 colpi sulla torretta, un'altra con ben 7200 colpi coassiale, e una M2 con 1000 colpi sempre sulla torretta (che però, differentemente dagli M1 non è azionabile dall'interno). .Il sistema di controllod el tiro ha un periscopio panoramico VS 580-13 della SFIM francese, che nel K-1 è con capacità solo diurne, e stabilizzato, con due ingrandimenti (3 e 10x), campo di osservazione 35 gradi. Il sistema era efficace ma privo di capacità notturna, differentemente dai modelli adottati per il Leclerc e l'Ariete del resto di poco successivi, quindi sono stati migliorati i periscopi per il K-1A1 grazie al modello KCPS appositamente fatto per i coreani, con l'aggiunta di un canale notturno con ingrandimenti di 3 e 10x, mentre il sistema diurno ha 1 e 10x. Il sistema di puntamento del cannone, stabilizzato e fornito dalla Hughes si chiama GPS o GPTTS.L'ultimo dei due lotti ordinati, per 156 mezzi, costava 42.9 milioni di dollari. Ha un sistema di mira termico 3x e 10x, telemetro laser, stnsore diurno 1 e 10x. Le immagini sono inviate al puntatore tramite lo specchio rotante stabilizzato che differentemnte dagli M1 Abrams delle prime versioni lo è sui 2 assi. Il laser ha portata di 200-7999 m e la camera termica della Texas Instruments è quella del Leopard 2. Il sistema è asservito ad un calcolatore balistico digitale della CDC, che è collegato a sensori meteobalistici, sistema di controllo tra canna e sistema di puntamento (MRS), cannocchiale ausiliario di puntamento della Electro Optical Division, con ingrandimento 8x, di provenienza norvegese. I sistemi di comunicazione sono FM del tipo VCR-947K e 964K, oltre l'interfonico VIC-7K.

La mobilità è assicurata da un sistema a barre di torsione per le 3 ruote centrali, mentre un sistema idropneumatico è presente sulle prime due e l'ultima ruota. Consente tra l'altro di abbassare o alzare il carro in avanti o indietro, aiutandolo tatticamente nei campi di tiro possibili col cannone. Il motore non è, stranamente se si pensa all'esigenza della compattezza, una turbina come con l'M1, ma un diesel a 8 cilindri della MTU, un MB-871-Ka 501 e trasmissione automatica ZF LSG-3000, la stessa per esempio dell'Ariete. Il motore viene invece dal tipo sviluippato per lo sfortunato MBT-70, motore di grande compattezza per i suoi 1500 hp, che nella versione MB-873 venne poi evoluto nel Ka-501 per il Leopard 2. Nel caso dell'MB-871 Ka 501 si tratta della versione a 8 anziché 10 cilindri, da 1200 hp, pensato originariamente per il semovente d'artiglieria SP-70 poi abbandonato. Ha una lunghezza di 1.19 m, altezza 0.88, larghezza di 1.95 m e due turbocompressori azionati da gas di scarico, 1 per bancata. La cilindrata è di 31.7 litri, i consumi di 240 gr/KWh a 2600 giri-minuto e 225 gr a 1600 giri. Per confronto, un M1A1 consuma molto di più, anziché 2.35 litri al km arriva agevolmente a 4.1 nella versione M1A1. Anche per questo, e in generale per le migliori caratteristiche di consumo a basse velocità, quelle più tipiche per i carri armati, il K-1 si accontenta di 1173 l per percorrere almeno 500 km. La capacità di guado è di 2.20 m, trincea 2.74 m, gradino 1.1 m, pendenza 60% longitudinale e 30% laterale, pressione specifica di 0.87-90 kg/cmq più o meno per tutti questi carri.

La trasmissione è un tipo tedesco adottato anche sull'Ariete e su prototipi come l'AMX-40 francese. Ha 11 moduli rapidamente cambiabili e 4 marce avanti + 2 indietro. È possibile eseguire anche la rotazione del carro sul posto, mentre la riduzione finale è di tipo epicicloidale. La trasmissione LSG-3000 è il membro più capace della famiglia sviluppata dalla ZF e prodotta su licenza dalla IVECO. L'accelerazione non è tanto brillante con 9 secondi tra 0 e 32 kmh, quando il Leopard 2 arrivava a tale velocità in 6 secondi. La velocità massima è 65 kmh su strada e 40 fuori strada, prestazioni tipiche dei carri armati moderni ma niente di più.

Il programma per il KNMBT invece cominciò a prendere forma nel 1995 ma venne rivelato solo nel 2004, dopo ch erano già stati spesi 239 milioni di dollari. Esso comporta una notevole riprogettazione del mezzo, anzitutto perché basato su di un cannone da 55 calibri anziché 44, con acciaio con limite di snervamento di 1100 MPa anziché 1030, pressione nella camera di scoppio di 780 MPa anziché 740, è la migliore dei cannoni per carro armato, adottata finora solo sui Leopard A6. La granata DM 53 associata a questo cannone ha una velocità di 1730 ms iniziali, consente in 21 kg di cui 9 di carica di lancio di sparare un penetratore da 5 kg e 745 mm di lunghezza, con il 30% di energia cinetica in più e capace di perforare praticamente tutte le corazze di carro armato esistenti. La stessa munizione è sparabile anche dal 120/44 mm con v.iniziale di 1670 ms. La granata plurimpiego con spoletta selezionabile per esplosione ritardata, all'impatto o in aria arriva a un raggio di 80 m di letalità. I coreani hanno anche prodotto munizioni speciali di loro ideazione per il cannone da 120 mm. IL caricatore automatico riduce l'equipaggio e cambia la forma della torretta, ora simile a quella del LEclerc. Le munizioni pronte al tiro sono circa 20 e sono stipate nella parte posteriore della torre, che quindi è più alto di quella anteriore. In caso di esplosione le munizioni vengono fatte sfogare da pannelli di sicurezza al di fuori della torre, come sull'M1. La rotazione della torretta non è più oleodinamica, ma per maggiore sicurezza di tipo elettrico (il liquido usato dai circuiti idraulici è potenzialmente infiammabile). Le sospensioni sono idropneumatiche su sei ruote, al solito nonostante il maggiore peso. Le innovazioni sono in ogni campo, come il motore, un MTU 883 HSWL con dimensioni di 2.06 x 2.1 x 1.183 m e nondimeno capace di 1500 hp, che equipaggia anche il nuovo poderoso semovente da 155 mm THUNDER, sempre sudcoreano, ma nella versione a otto cilindri, mentre la trasmissione automatica è una Renk 295 a 5 marce. Il motore è estremamente avanzato, il migliore per carri armati attualmente disponibile, e dotato di due compressori a geometria variabile e controllo elettronico, a parità di potenza rispetto al motore del Leopard 2 ha un volume di appena il 60% nonostante i suoi 12 cilindri. La protezione è del 70% maggiore rispetto a quella del K-1, include anche corazze ERA sul tetto anti munizioni HEAT, radar di scoperta missili controcarro collegato a lanciagranate fumogeni speciali, protezione NBC e anti-neutrone. Inoltre il veicolo è anche un mezzo da combattimento 'networkcentrico' con sistemi di comunicazione sofisticati. In sostanza, questo percorso verso l'eccellenza ha fatto sì che la Corea del Sud riuscisse pienamente dove l'India, troppo spavaldamente ha tentato e fallito, ovvero nella creazione di un carro armato efficiente e moderno. D'altro canto non va nemmeno dimenticato che il K-1 originariamente venne progettato dalla GD americana, poi passato per la produzione in serie alla Hyundai.

I veicoli sudcoreani comprendono anche i cingolati anfibi BV-206: oltre ai 300 circa già in servizio, ne sono stati ordinati nel 2002 altri 96, forniti in kit dalla Hagglunds e montati dalla KIA per entrare in servizio tra il 2002 e il 2005. Quest'ordine ha portato il totale dei BV-206 esportati in 40 nazioni, in pratica il veicolo standard da neve mondiale.

Marina attuale[3][4][modifica]

La Corea del Sud ha una popolazione, attualmente, di oltre 70 milioni di abitanti, nonostante una superficie di 220.000 km. La linea di costa è di 8.700 km che aumenta a 1.7270 se si considerano anche le isole, 3.962 di cui una parte non abitate. Dal 1990 in particolare la Corea del Sud ha perseguito con particolare impegno il rinnovo della flotta, per competere appieno con la Corea del Nord, peraltro ben inferiore, ma forse anche il Giappone e la Cina. La Corea del Sud ha diversi piani di ammodernamento per la flotta, che hanno ottenuto molto denaro ed un efficace sviluppo tecnico. Le missioni a cui risponde la ROCN sono 5: deterrenza, controllo del mare, protezione linee commerciali, proiezione di potenza e supporto di operazioni di pace internazionale, cosa che in definitiva testimonia bene il cambiare dei tempi, con le nazioni sempre più protese 'oltremare' sotto la spinta di una globalizzante spinta di interessi economici e impegni politici. Questo, nonostante la presenza dei fratelli-nemici della Corea del Nord, ancora nominalmente capaci di bombardare Seoul con le artiglierie a lunga gittata. Ma del resto si tratta di una nazione in rapida ascesa economica e dagli anni '80 ha cominciato a pensare 'in grande' e soprattutto con una politica non più rivolta solo al confine con i tradizionali nemici del Nord. La cosa singolare è che Seul ha anche una certa cooperazione con la Cina (con la quale è stata aperta una linea Rossa funzionante 24h/7g), che è anche il mentore dei fratelli-rivali del Nord. Anche con il Giappone e la Russia vi è una certa cooperazione, ma il principale alleato sono gli USA.

Struttura[modifica]

Ecco l'organico della ROCN al 2007. Anzitutto il personale: vi sono pochi problemi di personale, 64.000 effettivi di cui 7000 ufficiali, 210 navi e 90 velivoli. I sudcoreani che fanno parte della Marina vera e propria sono 40.000, e le navi sono ripartite in 3 flotte: Stretto di Corea Mar Meridionale, Mar Giallo. Il Q.G. è a Pohang dove hanno sede anche altri servizi, come l'ospedale di marina, centro meteo della flotta e altri reparti. Il Comando Operazioni Navali di Chinhae che è la principale base navale del Sud-Est, e i comandi di flotta: 1a a Donghae (Kangwan), 2a a Pyongtaek (Kyonggi), 3a a Pusan. Altri comandi sono quello Sommergibili, Aviazione Navale, Truppe Anfibie, Addestramento.

Dal Comando Operazioni Navali dipendono le flotte, ripartite in squadrons:

  • La 1a flotta ha gli squadrons No. 11, 12 e 13 caccia-fregate, 101 e 102 da difesa costiera, 121 cacciamine, 111, 131, 181 e 191ima unità per la Difesa costiera, e la 1a unità NBC.
  • La 2a Flotta ha i 21, 22 e 23 squadrons caccia e fregate, 201, 202, 211 e 212 ima unità difesa costiera, 522 squadron cacciamine, 2 unità decontaminazione
  • La 3a Flotta ha il 301,302 e 303 per i caccia e fregate, 304 e 406 ima unità difesa costiera, e la 3a unità NBC.

Quanto alle basi e istituzioni varie, la principale base è Chinhae, le altre sono Cheju, Inchon, Mokpo, Mukho, Pukpyongni, Pohang e Pusan. L'accademia navale è Chinhae.

Ma per il futuro sono previste novità importanti, che di fatto mettono un inizio alla creazione di una flotta d'alto mare, chiamata Flotta Mobile Strategica. Questa sarebbe stata basata sulla rapidità d'impiego in caso di necessità e la sua progettazione venne annunciata dal presidente Kim Dae-Jung il 20 marzo 2001. Questa flotta, annunciata dal presidente all'Accademia navale in quel giorno, fu anche accompagnata al contempo dalla notizia della costruzione delle navi classe DOK-DO, ovvero le portaelicotteri d'assalto anfibio. Questa flotta era annunciata come necessaria per 'proteggere gli interessi nazionali nei 5 continenti', e particolare interessante, questa decisione era antecedente all'era dell '11 settembre'. In seguito, attorno al 2015 sarebbe arrivata la flotta stragegica vera e propria, con 2 o 3 flotte di Reazione rapida, ciascuna con una portaelicotteri, 1 caccia KDX-III, 2 KDX-II, fregate FFX, 1-2 sottomarini KSS-II. Il totale previsto è di 24 cacciatorpediniere, di cui 12 antiaerei e 12 ASW.

L'organico della Flotta sudcoreana era nel 2007 basato su queste navi:

  • 9 sottomarini convenzionali e almeno 10-12 per operazioni speciali
  • 7 cacciatorpediniere
  • 9 fregate
  • 28 corvette
  • 5 motovedette lanciamissili
  • 75 pattugliatori veloci
  • 8 navi MCM
  • 28 navi anfibie e trasporti
  • 14 navi supporto

Questa forza di navi è in larghissima misura rinnovata rispetto a 20 anni prima, quando v'erano essenzialmente vecchi caccia americani e altre unità ex-US Navy, sempre obsolete. La Corea del Sud è rimasta ancorata per molto tempo ad una concezione particolare delle sue necessità operative: anzitutto sono state messe in servizio moltissime navi piccole e medie, il che significa di fatto una marina 'costiera', e in effetti propensa più che altro a contrastare le azioni clandestine dei nordcoreani con i loro minisommergibili e altri mezzi insidiosi, e anche altre eventuali minacce. La dotazione d'armamento delle singole navi, spesso costruite con progetti assai originali, è caratterizzata da molti missili antinave, ma soprattutto da moltissime artiglierie moderne. La OTO-Melara ha trovato nella ROCN uno dei suoi più affezionati clienti, come del resto per la Breda e i suoi cannoni Bofors svedesi, prodotti su licenza.

Le navi maggiori: caccia KDX[modifica]

La marina Sudcoreana è attualmente equipaggiata con cacciatorpediniere del tipo KDX-II da 5.100 t a pieno carico, suddivise in 3 serie.

La prima è quella della DDH-975 Chung Mugong Yi Sun Shin, DDH-976 Munmudae Wang Ham e il DDH-977 Dae JoYoung, consegnate ed entrate in servizio nel 2004-2005. Poi nel 2006 è arrivato il DDH-978 Wanggun Ham, mentre è stato varato il 16 marzo 2006 il GAM GAM-CHANG, seguito il 20 ottobre dal CHOI YOUNG. Entrambi sono destinati ad entrare in servizio nel 2008. Queste navi hanno missili Mk 41VLS a 32 celle che possono anche usare i missili ASW e cruise di nuova generazione, questi ultimi sono in particolare i Hyunmoo III, simili ai BGM-109, più RAM, 8 Harpoon, cannone Mk 45, radar SPS-49, MW 08 e 2 STIR 240 ed ECM SLQ-200. Il progetto KDX II, per lo scafo, era della IABG tedesca.

Delle KDX III vi è la Sejoung-daewang-Ham e altre due in servizio. Lo scopo del raddoppio dei KDX-III è soprattutto il compito ABM, magari con i missili SM-3 e il radar AEGIS con la capacità di tracciare (nel modello SPY-1D) 900 bersagli a 500 km e un massimo di 128 missili (ESSM), ma saranno disponibili anche i misili SM-2 Block IIIA e B, il Chonryong d'attacco terrestre da 500 km e lo Hongsango è un missili ASW con gittata da 19 km. Esistono anche i RAM, cannoni Mk 45 Mod.4 e un Goalkeeper. In futuro vi saranno altre tre navi entro il 2015 per un totale di 6 KDX III, che a forza di ritocchi per la crescita del progetto, sono oramai dei quasi-cloni dei Burke americani di ultima generazione.

Queste navi si aggiungono a 3 KDX-I già in servizio da anni: KWANG GAETO (DDH-971), ULCHI MUN DOK (DDH-972) e YANG MAN CHUN (DDH-973). Questa prima sottoclasse era chiamata anche 'Classe Okpo', le prime grandi navi di progettazione interamente sudcoreana, da costruire in 10 esemplari ma poi ridotte a 3 per cercare navi di progetto più potente e moderno. Queste sono navi simili alle 'Maestrale' italiane per molti versi, a cominciare dal cannone OTO di prua, costruite nei cantieri Okpo Daewoo nel 1995-98, nell'isola di Koje. Entrarono in servizio nel 1998-2000, una per anno. Le dimensioni di 135.4 x 14.2 m, 3900 t a pieno carico, con motori in configurazione CODOG con 2 LM-2500 da 29500 hp per 30 nodi, e due MTU 20 V956 da 4800 hp, il che dà un'autonomia di 4500 miglia a 18 nodi. L'equipaggio è di 286 marinai. L'armamento di un pezzo OTO da 127 mm, 2 Goalkeeper da 30 mm, 8 missili Harpoon del modello G, 2 (16 celle) lanciamissili Mk 48 Sea Sparrow e lanciasiluri Mk 32 con missili Sea Sparrow P e siluri Mk 46 Mod. 5, e infine due elicotteri Super Lynx. I sistemi elettronici sono tutti di provenienza europea e americana, testati con l'aiuto dell'US Navy. Si è trattato di un intelligente primo passo verso le incognite di un difficile e potenzialmente disastroso tentativo autarchico: ma la Corea del Sud non è l'India, e i suoi programmi militari sono pragmatici a sufficienza (vedi K-1 contro Arjun) da ottenere risultati non strabilianti, ma affidabili.

Detto dei caccia attualmente in servizio, le navi dei lotti più recenti potenziati, con un cannone per la prima volta non italiano come arma di medio calibro, con l'Mk 45 americano in versione stealth con canna da 62 calibri. Anche i CIWS sono importanti: prima vi erano impianti binati Emerson da 30 mm, poi i Breda da 40/70 mm, ma per i caccia KDX sono stati adottati i Goalkeer da 30 mm gatling, nonostante l'affetto per i cannoni da 40 mm Breda-Bofors. I KDX-III sono invece previsti come mezzi di grandi capacità del tipo AEGIS.

Per le navi più piccole vi sono serie formidabili di fregate leggere e corvette, costruite in decine di esemplari e anche proposte per l'export.

Navi di scorta[modifica]

Le fregate ULSAN, innanzi tutto, designate FFK ovvero Frigate Korea, costruite da 4 cantieri che sono quelli della Daewoo, Hyundai, Korea Tacoma, Korean Shipbuilding and Engeneering nel periodo 1980-93, costruite in due versioni: 'Early' e 'Late': le prime sono la ULSAN, SEOUL, CHUNGNAM, MASAN e KYONGBUK che hanno distintivi ottici 951-93 e 955-56. Le altre sono le CHONNAM, CHEJU, PUSAN e CHONGJU, con pannelli 957/59 e 961.

A vuoto hanno un dislocamento di 1.496 t, a pieno carico le prime hanno 2.180 t, e le seconde 2.300. Sono navi con scafo in acciaio e sovrastrutture in lega d'alluminio da 102 m di lunghezza e 11.5 m di larghezza, con due motori LM-2500 da 58.200 hp e un paio di MTU diesel 538 TB82 da 5.940 hp. L'esuberanza di questa potenza consente, in uno scafo cos' piccolo una velocità di ben 37 nodi, 18 con i soli diesel che garantiscono 4.000 miglia a 15 nodi. Queste fregate leggere sono di circa 300 t e 10 m inferiori alle 'Lupo', per esempio classico tra le fregate leggere. La loro potenza di fuoco era, nella prima serie, di 2 cannoni da 76 OTO, 4 impianti binati da 30 mm Emerson, 8 missili Harpoon nei soliti due complessi quadrupli, 2 complessi lanciasiluri Mk 32 Mod.5 con 3 tubi da 324 mm. La seconda serie invece ha: 1 cannone da 76, 2 impianti binati da 40 mm e per il resto sempre i missili e i siluri di cui sopra. I radar di tiro sono i WM-28 nella prima serie, gli ST-1802 nella seconda. A dire il vero le serie sono tre, visto che esiste l'ultima delle 'early' che ha i cannoni da 40 mm al posto dei 30 mm: forse si è trattato di un esperimento di potenziamento, che ha dato origine a qualche problema di peso e si è preferito di aumentare la stazza di qualcosa, dando origine ad un progetto revisionato e in questo facilitata dal lungo tempo in cui queste navi sono state messe in servizio.

Una delle ULSAN è stata ordinata dal Bangladesh, consegnata nel giugno 2001 con il nome di BANGABANDHU da 2370 t p.c. che è costata 100 milioni, relativamente poco, ma che non pare che questa nave abbia dato buoni risultati con alcuni problemi di costruzione ed efficienza. Le ULSAN, in definitiva sono navi di tipo difficilmente valutabile, più che altro rispetto alle fregate leggere NATO non hanno elicotteri né missili SAM tipo Sparrow, ma una consistente batteria antiaerei più siluri e missili antinave.

Le corvette Classe PO HANG sono del tutto diverse, valutate come PCC, Patrol Combat Corvette. Sono navi da 1.220 t a pieno carico e sono state costruite in qualcosa come 24 esemplari. I primi 4 sono la POHANG, KUNSAN, KYONGIJU e MOKPO, che hanno distintivi PCC-756/59. Completate nel 1984-86, erano e sono oneste navi per impiego costiero. Hanno un aspetto caratteristico, con una torre anteriore con plancia di comando particolarmente alto e piuttosto stretto, sovrastato da un alto albero che porta in cima un radar racchiuso da una specie di sfera plastica, ospitante un WM-28 di controllo del tiro. L'apparato motore è un CODOG con una LM-2500 da 26.820 hp e due MTU 12V 956 TB 82 da 6.280 hp, il che consente di raggiungere la rispettabile velocità di 32 nodi. Sono navi da 83.3 m di lunghezza e 10 di larghezza, con equipaggio di 95 di cui 10 ufficiali. L'armamento delle prime 4 navi è di un cannone da 76, due complessi binati da 30 mm Emerson, 2 missili MM.38. A queste navi sono seguite altre 20, come la CHIMCOM, CHINGJU, CHINJU, YOSU, CHINHAE, SUNCHON, IRI, WONJU, ANDONG, CHONAN, PUCHON, SONGNAM, CHECHON, TAECHON, SOKCHO, YONGJU, NAMWON, KWANGMYONG, SINSUNG e KONGJU, corrispondenti alle sigle PCC 761/63, 65/69, 71/73, 75/79, 81//83, 785, e vennero completate nel 1985-93, e sono equipaggiate per azioni ASW, con un cannone da 76, 2 binati da 40 mm, 6 lanciasiluri da 324 mm, 2 lanciatori per 12 cariche di profondità.

Le 4 corvette classe TONGHAE, con la capoclasse, SUWON, KANGNUNG, ANYANG, che sono il pannello numerico PCC-751/53 e 755 hanno avuto origine nel 1982-83, le prime navi di questo tipo nate in Corea del Sud. Hanno un dislocamento di 1076 t, dimensioni di 78.1x 9.6 m, equipaggio di 95 uomini di cui 10 ufficiali, apparato motore CODOG uguale a quello delle PHOANG per un totale di 31 nodi (paradossalmente meno veloci pur essendo più leggere, per via della minore idrodinamicità dello scafo) con un cannone da 76 OTO, 2 binati da 30 mm Emerson EMERLEC, un cannone binato da 40/56 mm, 4 lanciarazzi per chaff, 2 lanciasiluti per gli Honeywell Mk 46 Mod.1-2 e 12 cariche di profondità Mk 9.

In tutto, le navi coreane hanno, nella loro prima linea:

  • 3 cannoni da 127 mm OTO e 6 Mk 45 (uno per ciascun caccia)
  • 42 cannoni da 76 mm OTO (per le 37 corvette e fregate)
  • 48 impianti da 40 mm Breda e 4 Bofors (4 fregate Ulsan, 20 Pohang, 4 Tonghae tutte con 2 impianti eccetto le ultime, con uno solo di tipo Bofors)
  • 36 impianti binati da 30/75 mm. (per le 5 Ulsan 'early', 4 'Pohang', 4 'tonghae')
  • 12 CIWS Goalkeeper da 30 mm (per i caccia)

Per un totale di 151 impianti d'artiglieria con 239 armi di cui alcune multicanna. Si tratta di una concezione al tempo stesso 'superata', ma anche potente, essendo quasi tutte queste armi di tipo moderno, con radar di tiro e sistemi d'alimentazione moderni. Le armi missilistiche sono 8 lanciamissili MM.38 e 120 Harpoon, mentre i lanciasiluri hanno fasci tripli per un totale di 174 tubi da 324 mm.

In contrasto, vi è una carenza di missili antiaerei SAM, che sono presenti solo sui KDX con lanciatori Mk 48 VLS.

SSK[modifica]

Quanto ai sottomarini, esiste una nutrita forza di 9 KSS-I 'Chang Bogo' che sono gli U-209/1200, costruiti in Corea della HDW dal 1993. Questi sono battelli 'classici', ma oramai piuttosto superati anche se tre hanno ricevuto gli UGM-84D Harpoon.

Non v'é problema, visto che la KSS-II è in costruzione con una prima unità alle prove l'anno scorso. Si tratta di un U-214. Il primo dei sottomarini è stato varato in Germania, a Kiel HDW nel giugno '92, con consegna un anno dopo. A questo è seguito un totale di 8 sottomarini costruiti nel cantiere di Okpo durante il 1994-2001. In tutto hanno pannelli numerici SS-61/63, 65/69, SS-71. Sono navi da 56 x 6.25 m, e dislocamento di 1100/1285 t. I motori sono 4 MTU con velocità di 11 nodi in superficie e 22 immerso. L'autonomia è di 7.500 miglia a 8 nodi a quota snorkel, o 370 miglia immerso. L'equipaggio è di 30 uomini di cui 6 ufficiali, 8 tubi di lancio da 533 hanno 14 siluri SUT Mod.2, o 28 mine, ma soprattutto i nuovi siluri WHITESHARK, siluri di nuova generazione ad alte prestazioni, a cui dovrebbero anche aggiungersi i Blue Shark leggeri, -per impiego navale e aeronautico. La capacità inedita per questa classe è anche quella di lanciare missili Harpoon UGM-84L, comprati in 16 esemplari ma utilizzabili solo per l'uso da parte degli ultimi 3 sottomarini che ne hanno la predisposizione. Altri 42 AGM-84L sono stati comprati nello stesso tempo con i tipi aviolanciati.

La classe KSS-II ha una pianificazione di 6 esemplari, il primo è il SON WONIL (seguito presto dal An Jung-geun), realizzato dalla Hyundai per essere consegnato entro il 2007 alla marina, mentre le altre sono in realizzazione per arrivare in servizio nel 2008, 2009, 2012-2020. Le unità tedesche hanno vinto la concorrenza contro i francesi (e spagnoli, con gli Skorpene) e dopo avere rinunciato a comprare niente di meno che 2-6 sottomarini 'Kilo' russi. L'U-214 è stato prescelto, e anche se di qualcosa meno avanzato rispetto agli U-212 di cui è la versione export, si tratta di un battello di tutto rispetto. Anche il costo lo è, si parla di 1 miliardo di dollari, ma molto probabilmente si tratta del costo di tutto il programma, visto che non ha proprio senso che un sottomarino medio-leggero costi quanto un incrociatore AEGIS. Come paragone, la seconda coppia di U-212 è stata ordinata dal governo italiano nel marzo 08 per un costo di oltre 900 milioni di euro, che corrispondono nello stesso tempo a circa 1400 milioni di dollari ovvero 700 per battello.

Questi battelli progetto Type 214 sono navi da 65,3 m e larghe 6,3, con dislocamento di 1.800 t e dispongono di un sistema AIP con 2 celle PEM da 120 kW della Siemens, e un motore MTU 16 che alimenta una batteria da 900V. Hanno la possibilità di operare anche a 400 m e con un equipaggio di 27-40 unità, autonomia pratica di 2 settimane e 8 tubi di lancio per siluri e missili. In prospettiva vi è il KSS-III da 3.000 t, unità ad alte prestazioni a cui stanno lavorando Hyndai e Daewoo.

La piccola flotta di sottomarini è completata da un numero notevole di battelli per operazioni segrete, che sono i KSS-51 Dolgorae in 3 esemplari realizzati dal 1983. Le loro caratteristiche sono talmente segrete da essere a tutt'oggi sconosciute, mentre oramai solo un battello sarebbe in servizio. Nel contempo sono stati comprati dei minisommergibili basati su di un progetto Cosmos, del tipo SX-756 W Dolphin di cui 3 comprati in Italia e altrettanti costruiti in Corea. Sono minibattelli da 26.7 t, dislocamento di 111/118 t, 6 uomini d'equipaggio e 8 incursori. La velocità immersi è di 6 nodi e in emersione di 8.5. Sono usati lungo le coste della Corea del Nord e sono basati su basi come quelle di Chejudo, Chinae e Pohang. Sono battelli molto più piccoli ed economici di quelli normali, anche se bisogna dire, si tratta pur sempre di mezzi di grosse dimensioni rispetto alla categoria dei mini-sommergibili: si pensi che i primi mezzi della Cosmos erano l'equivalente dei 'maiali' da 2-3 t. di dislocamento (?) e che per ottenere dei battelli con scafo resistente e protezione per gli uomini all'interno in uno scafo normale il minimo è di circa 25-30 t.

Navi minori[modifica]

Le navi leggere sono le 5 motocannoniere classe Paek Ku o PSMM-5 del cantiere Korea Tacoma Shipbuilding di Chinae. Vennero costruite in 8 esemplari durante il periodo 1974-78, e si tratta di una variante delle motocannoniere classe 'Asheville' della Tacoma, con dislocamento 240/270 t, dimensioni 50.3x7.3 m, due motori Avco L GTU da 12360 hp complessivi per 40 nodi. Hanno 32 uomini d'equipaggio, un cannone da 76 mm Mk 50 uno da 40/56 mm, 2 mitragliatrici da 12.7 mm e soprattutto un lanciatore quadruplo Harpoon. I loro sostituti sono i FAC-X. In seguito sono state forse ribattezzate PKX. I futuri pattugliatori marittimi da 440 t sono i PKX stealth da 63 m, 40 x9 m, con un pesante armamento anche antinave, un altro tipo ancora oltre ai tanti altri progettati: sono gli Hae Seong da 150 km più due pezzi da 76 e 40 mm. Molto validi i sistemi elettronici.

Poi vi sono le navi pattuglia KILURKI, che sono state a suo tempo costruite in ben 90 esemplari dal 1978 in 3 cantieri: ne restanto in servizio non meno di 71, della serie PKM-201 e 301, conosciute anche come Sea Dolphin o Chamsuri o infine, come PKM (Patrol Killer Medium). Anche queste sono un progetto della Tacoma, hanno dislocamento piuttosto consistente di 170 t, dimensioni 37x6.9 m, 31 uomini di cui 5 ufficiali, 2 motori MTU MD 16V 538 TB90 da 6000 hp che permettono 37 nodi. La matricola è da PKM-211. L'armamento è di 1 arma prodiera da 40/56 mm, 2 torri binate da 30/75 mm EMERLEC e due torrette da 20 mm Sea Vulcan, a 3 canne l'una. La disposizione non è sempre questa, ma è indicativa delle installazioni, invero molto consistenti con queste grosse vedette pesantemente armate e veloci. 5 sono state vendute alle Filippine e 2 al Bangladesh.

Le navi MCM sono le 6 Kang Keong del 1986-94 con una nave supporto e comando, che è anche una posamine. Sono sostanzialmente un progetto Intermarine prodotto su licenza simile ai Lerici, e sono note anche come classe 'Swallow', originariamente ne erano previste 10 ma poi al solito vi sono state decurtazioni e alla fine sono rimaste queste navi soltanto, le MHC 561/63, 565/67. Hanno dislocamento di 520 t. p.c., dimensioni 50x8.3 m, 2 motori MTU da 2.040 hp, velocità max di 15 nodi e 44 marinai di cui 3 ufficiali. L'armamento è per una volta modesto con un vecchio Oerlikon da 20 mm, mentre per la caccia alle mine esistono due ROV Pluto della Gaymarine. Ha sonar GEC 193M, sistema di combattimento MAINS 500.

La nave WONSAN è la capoflottiglia, costruita dalla Hyundai nei cantieri di Ulsan nel 1997, una grossa unità da 103.8 x 15 m, 3.300 t p.c., 4 motori SEMPT-Pielstick 12PA6 che sono anch'essi costruiti su licenza in Corea, per una velocità max- di 22 nodi e 160 marinai d'equipaggio. Di fatto è una specie di corvetta, con 1 cannone da 76 OTO, 2 torri da 40 mm Fast Forty che 'fast' lo sono davvero raggiungendo i 450 c.min anziché 230-300 come i tipi precedenti da 40/70 mm, mentre non mancano 2 lanciasiluri da 324 mm. e due lanciachaff.

Per rimpiazzare i cacciamine costieri, oramai radiati, è stata progettata nel 1999 la classe YANG YANG di 7 navi, poi ridotte a 2 che sono la MHC-571 che da il nome alla classe e la MHC-572 Ong JIN. Sono navi da 880 t pc (curiosamente sono più massive dei cacciamine d'altura) e hanno 2 veicoli filoguidati Pluto GIGAS, Thomson Marconi SAS TSM 2061 (sistema di combattimento) e sonar Marconi 2093, cannone Sea Vulcan da 20 mm. Ma il futuro è stata pensata piuttosto alla capacità elitrasportata per questo tipo di elicotteri: entro il 2011 8 nuovi S-92.

Anfibie e logistiche[modifica]

La nuova portaelicotteri d'assalto anfibio coreana

Quanto alle navi da guerra anfibia, la novità maggiore è la classe DOK-DO, originariamente nota come progetto 6111 e parte del programma d'acquisizione LPX; è la portaelicotteri d'assalto anfibio di cui recentemente la capoclasse è entrata in servizio. In tutto sono previste 3-4 navi di cui la seconda entrerà in servizio nel 2010. Si tratta di una nave da 18860 t p.c., dimensioni 199 x 32 m, capace di ospitare un battaglione rinforzato da 700 soldati con 10 nuovi veicoli anfibi AAV-7A1 o 10 carri Type 88, nonché 40 KIFV da 13 t, 15 elicotteri UH-60 oSH-60, 2 hovercraft LCAC. La progettazione ha avuto luogo in collaborazione con lo studio JJ McMullen e si tratta delle navi militari più grandi mai realizzate in Corea, precisamente nei cantieri Hanjin di Pusan. La capoclasse è stata varata il 12 luglio 2005, la MARADO segue nel 2007 con completamento nel 2010, la BAEK-RYONG-DO avrà rispettivamente varo nel 2010 e completamento nel 2013, mentre una quarta nave è prevista ma ancora non ha nemmeno un nome.

Il ponte di volo è lungo 199 m e largo 32, con 5 punti d'appontaggio per velivoli UH-60 o SH-60, con due ascensori per il collegamento con l'hangar che ospita fino a 15 macchine tipo elicotteri medi, e il ponte garage con la capacità di cui sopra. Vi è un bacino allagabile per due hovercraft LCAC-1, realizzati a Pusan dalla HHI&C, che è anche responsabile dell'allestimento della DOK-DO.

Le loro caratteristiche tecniche comprendono 4 motori diesel SEMPT-Pielstick 16 PC2.5STC da 7650 kW costruiti su licenza, e sufficienti per 23 nodi e per un'ottima autonomia, ben 10.000 miglia a 18 nodi. In ogni caso, l'equipaggiamento sensori-armi comprende un radar SMART-L da 400 km e il sistema TACTICOS della TNNL prodotto su licenza dalla Samsung Thales Corp, più il sistema MW-08 di sorveglianza di superficie e aerea a medio raggio, in 3D. 1 RAM e 2 Goalkeeper. Possibile la loro conversione in navi portarei con l'istallazione di uno sky jump sul ponte di volo (del resto sono decisamente più grosse della Garibaldi italiana), ma per ora è stato dichiarato che il loro compito sarà solo di portaelicotteri d'assalto anfibio. In pratica le loro deficienze sono 3: bassa velocità (ma paragonabile a quella delle portaelicotteri dell'USN), assenza di sistemi di difesa aerea complessi (idem, ma comunque non è lo stesso per la componente radar, molto sostanziosa), e soprattutto la necessità di installare uno sky-jump, altra cosa che non dovrebbe essere difficile in caso di necessità.

Non vi sono solo queste nuove navi, per servire la fanteria di marina: ne esistono in servizio altre 28: 4 LST-681 Kojoonbong, 5-6 LST-671 Un Bong, 2 LSM-655 'Ko Mun', 6 LCU-72 e 10 LCM-8.

Le prime di queste sono note anche come HDL 4000 e sono precisamente la 681 Kojoonbong, 682 Birobong, 683 Hyangrobong, 685 Sungoonbong. Costruite nl cantiere Hanjin Heay Industries Shipbuilding durante il periodo 1993-97, somiglianti alle vecchie navi americane da sostituire dei tipi LST-1 e 542, sono state a suo tempo decurtate massivamente visto che ve n'erano in programma 9, ma la crisi economica ad un certo punto ha investito, tra le 'tigri asiatiche', anche la Corea. In ogni caso le loro dimensioni sono 112.5x15.3 m, hanno ponte di volo poppiero, 16 nodi v,max e autonomia di 4500 miglia a 10. Internamente hanno un equipaggio di 120 uomini e trasportano 200 marines e 1700 t di materiali, per un totale di 4.278 t p.c. Differentemente dalle navi inglesi delle Falklands, sono ben armate per la propria autodifesa: 4 impianti binati Breda-Bofors (ora OTO) da 40 mm, e 2 Sea Vulcan da 20 mm. Trattandosi di navi LST, lo sbarco dei mezzi avviene ancora in maniera tradizionale: con un portellone anteriore e la nave praticamente spiaggiata. Anche le vecchie navi LST 'Un Bong' ex. US Navy, cedute nel 1955-58 sono ancora in servizio, ma per poco. Sono simili, con rimodernamento nel 1974, alle successive navi, con 4080 t p.c. 100 m di lunghezza e equipaggio di 125, anche se la velocità, tallone d'Achille per queste vecchie navi, è di appena 11 nodi. Da radiarsi prossimamente, cosa senz'altro avvenuta già se non vi fossero state le difficoltà con le 'Kojoonbong' di cui sopra.

La forza di navi ausiliarie è di 14 vascelli, di tutto rispetto se tra questi vi sono 3 rifornitori AOE-57,58 e 59 classe 'Chonji', di cui la capoclasse è stata costruita nel 1988-91 dalla Hyndai, la 'Taechong' nel1996-97, la 'Hwanchon' nel 1997-98. Si tratta di navi piuttosto grosse, con 130 x17.8 m e 9180 t p.c., velocità massima 20 nodi, ponte di volo poppiero e armamamento di 2 EMERLEC per la prima o 2 pezzi da 40/70 binati Broeda, oltre che i due Vulcan da 20 mm a tre canne rotanti. Quanto alla capacità di trasporto sono dotate di 4.200 t di carburante e acqua e 450 t di altri rifornimenti 'solidi'.

Esistono infine 2 navi logistiche AK Spt, 2 AT/F, 4 AGHS, una ASR e infine, due navi di salvataggio. La ASR è in particolare la ASR-21 'Hae Jin' del '96, nave di soccorso sommergibili da 103x16.4 m, 4350 t e 18 nodi, con 130 marinai e specialisti a bordo. Tra le sue attrezzature un minisommergibile DSRV da 12.4 t e 9.6 m, che ha equipaggio di 2 persone e ne porta altre 10, andando a soccorrerle fino a 457 m di profondità: più non vale la pena, visto che in genere i sottomarini tendono ad implodere oltre un certo livello. Esistono anche camere iperbariche, una mitragliera da 20 Vulcan. Ha realmente svolto il suo compito in occasione di incidenti a sottomarini, anche della Corea del Nord nel '98 e 99.

Programmi futuri[modifica]

Quanto ai programmi futuri della ROCN, esistono piani dal 2004 per i nuovi grandi sottomarini KSS-III, prima intesi addirittura come sottomarini nucleari da 4000 t, anche se poi, visto che il dislocamento pratico per tale nave era piuttosto dell'ordine delle 6000 (ma perché? I Rubis, gli 'Alpha' e altri tipi dislocano anche meno di 4000 t) allora si è ripiegato per un sottomarini convenzionale con motore AIP da 3500 t. Il programma per 3 battelli ha un costo di 3,7 miliardi di dollari (il che contribuisce a considerare che i 6 KSS-II abbiano un costo complessivo, non certo unitario di 1 miliardo) e sarebbe da completare entro il 2022. Ma saranno soprattutto i 6 caccia KDX-III le navi portanti, assieme alle portaelicotteri. Anch'essi saranno realizzati in due serie da 3 l'una con dislocamento cresciuto da 7000 a 9000 t p.c. Per le prime 3 si tratta di DDH-992 Ahn Yong Bok, DDH-992 Ji Deok Chil, e DDH-993 Yun Yeong Ha. Il primo di questi, con la costruizione approvata nel 2004, dovrebbe entrare in servizio proprio nel 2008. Gli altri seguiranno nel 2010 e 2012. La quarta nave, DDH-995 Yi Sabu sarà la prima di una nuova serie di 3. Si tratta di vascelli da 166x21 m, con radar SPY-1D, missili Standard SM-3, ma vi sono anche gli SM-2 e ESSM. Altre armi saranno 32 Cheong Ryeong o Sky Dragon, e 16 K-ASROC o 'Red Shark', il tutto usato da un lanciatore di progettazione locale da 48 celle e destinati rispettivamente all'attacco controcosta e alla lotta ASW. Per il resto vi saranno un cannone Mk 45, 1 Goalkeeper, 1 RAM, 8 missili antinave SSM-700K, siluri leggeri ASW 'Blue Shark' e infine due elicotteri Lynx. Le grosse navi saranno potenziate da 4 LM-2500 in configurazione COGAG con potenza di oltre 100.0000 hp.

Le navi FFX sostituiranno invece le ULSAN, riuscite (vennero proposte anche a Taiwan a suo tempo, prima di esser dichiarate vincitrici le Lafayette) ma piuttosto limitate all'ambito costiero. Saranno dotate di armamento completo, ed eccezionalmente ben fornite di autonomia, manovrabilità e tenuta al mare. Dovevano essere 10, del periodo 2011-2020, ma poi vi sono stati i soliti contrattempi: solo che ora si parla di 15 navi da costruire in 2 per anno fino al 2020, con inizio del programma nel 2006. Come prima fase vi sono 6 navi da 2300 t e 1,8 miliardi di costo complessivo, da completarsi a partire dal 2011. La loro massa effettiva sarà dell'ordine di 2600 t e 3100 a pieno carico, lunghe 124 m, larghe 14, armate con un cannone da 76, 8 SSM-700K, siluri leggeri K-741 ('Blue Shark'?), un RAM e un Goalkeeper, e infine un Lynx- Sono navi a tutti gli effetti delle dimensioni e capacità simili, di ciamo ad una Maestrale, con un cannone più piccolo ma con più missili antinave. Avranno un radar avanzato 3D e un sonar rimorchiato attualmente in fase di sviluppo. Secondo i più recenti sviluppi, pare addirittura che poi ne seguiranno 18 suddivise in due lotti, le FFX-II e III nel 2015-23 e nel 2021-2028. Programmi dunque a lunghissimo termine, e ovviamente sempre più aggiornate durante la produzione. Del resto, chi può dire oggi come sarà il mondo tra 20 anni? Certo cattive certezze e deboli speranze sono all'orizzonte, a cominciare dalla crisi del petrolio.

Al 2009 si parla invece di 7 ULSAN-I da realizzare entro il 2015, con un costo di 1,8 mld di dollari, che rimpiazzano le Ulsan attuali. Progettate da Thales-Samsung, la prima è in costruzione. Sono navi da 3.200 t con caratteristiche stealth, cannone da 127 mm, RAM, Goalkeeper, missili vari e soprattutto, un elicottero.

Anche per le navi minori vi sono molte novità: le 28 navi attualmente presenti sono in predicato di esser sostituite dalle future PC-X, ma non è stato possibile includerlo nel programma quinquennale del 2005, quindi si è dovuto ripiegare a quello del 2010. Si parla di navi di 1850 t con un cannone da 76 o 127 mm, armi antiaerei e ASW e un elicottero leggero, e un costo che dato il numero da costruire dovrebbe essere compreso entro i 230 milioni di dollari unitario, sempre che l'economia coreana continui a tirare.

Le PK-X o FAC-X sono invece per rimpiazzare le vecchie motomissistiche e sono possibili sia dislocamenti di 325-380 t, o 250 t, ma in ogni caso si tratta di navi da costruire in grande serie, così che vi potrebbero essere 20 'pesanti' e 20 'leggere'. La prima è stata già realizzata, è la Yoon-Yung Ha.

Infine vi sono le KP-X per il pattugliamento costiero, in costruzione al cantiere di Kangman di Busan, in 32 esemplari di cui 4 già realizzate. Sono navi da 200 t e 40x7 m, con un cannone da 30 mm, e 2 mitragliere da 12,7 mm.

Altro programma non da poco è quello per il completamento dei cacciamine Yang Yang, che alla fine dovrebbero essere realizzati in 10 esemplari.

Le navi di rifornimento sono le future AOR-X da 12.000 t da 175 mm, previste una dal piano quinquennale del 2010-15 e le altre dal 2015-2020. VI sono anche idee per una grande nave da sbarco da 24.000 t, mentre la base di Pyngtaek, costata ben 620 mln, è entrata in servizio per la Seconda Flotta.

Le armi da comprare in futuro sono tra l'altro 150 SM-2 Block IIIB, 60 Block A per un totale di 372 mln di dollari.

Aviazione navale[modifica]

La componente aerea della ROCN è tutt'altro che secondaria. Ne. 1990 vi erano 25 aerei ASW e pattugliamento del tipo S-2E, 25 Hughes 500-MC, 10 elicotteri SA-316 e 2 Bell 206. Poi sono stati comprati 8 P-3C Orion a metà anni novanta, e 12 elicotteri leggeri Lynx. Nel frattempo si riduceva il numero dei S-2 a 15, e venivano ritirati i due Bell 206. Nel 2000 arrivarono 3 Super Lynx, poi nel 2002 arrivarono 5 Cessna F-406, gli S-2E vennero ridoti a 8. In tutto, attorno al 2007 vi erano 8 S-2E, 5 Cessna F-406, 8 P-3C, 2 OH-58A. alcuni Hughes 500MD, 6 AS-316B e AS-319 Alouette, 17 Supe Lynx Mk.99, 2 Bell 206, 11 Super Lynx Mk.100, 10 S-70B e 10 UH-1.

Si pensa di integrare questa forza numerosa, ma non eccessivamente moderna con altri P-3C (precisamente 8 P-8CK, ex-P-3B trasferiti dall'USN dopo il 2004 e massicciamente aggiornati, consegne dal 2008), aumentare i Lynx da 24 a 25, non è chiaro se con altri Lynx, Superlynx o NH-90, possibilmente una trentina di SH-92, forse anche EH-101.

Marines, SOF, Costieri[modifica]

I Marines sudcoreani sono stati istituti nel 1949 con i primi 2 battaglioni e durante la guerra venne impiegato il 1 Reggimento al completo. Nel 1954 seguì il 2o Reggimento, e poi questi divennero brigate che nel 1955 costituirono la 1 Divisione di fanteria di marina. Nel 1965-72 la 2a Brigata prese parte alla guerra in Vietnam con i battaglioni 1,2,3 e 5. I Sudcoreani si distinsero particolarmente con un grado di addestramento molto elevato, disciplina, padronanza delle tecniche di controguerriglia e del combattimento corpo-a corpo essendo ben addestrati con il Taek-Won Do. A parte questo, i Marines sudcoreani erano integrati da una intera divisione dell'Esercito, anch'essa con personale ottimamente addestrato. La loro caratteristica in comune era anche l'odio per i comunisti, dopo le distruzioni che circa 10 anni prima subirono sul proprio territorio. Le tecniche di combattimento non erano tramontate nell'epoca delle armi da fuoco, non nel fitto della foresta e di notte, mentre tornavano utili anche per torturare con metodo i prigionieri vietcong.

I Marines erano un corpo indipendente fino al 1973, quando venne incorporato nelle risorse della Marina e strutturato su due divisioni, una brigata e reparti autonomi vari: un vero esercito, nemmen tanto in miniatura avendo in tutto 25 mila uomini. Attualmente ve ne sono 240000, di cui 1800 ufficiali (il cui numero, come anche sulle navi, non è particolarmente elevato) e ben70.000 riservisti. Vi sono, oltre alle due divisioni e alla brigata indipendente, anche 3 Marine Long Range Reconnissance Unit. Il loro equipaggiamento è di circa 50 carri M48A5 e M60, circa 100 AAV-7 e 57 AAV-7, obici da 105 mm e da 155 mm, missili SAM Mistral e pure 3 batterie di Harpoon su autocarri, che servono per la difesa costiera. Dal 2003 sono giunti anche in Corea del Sud (dopo che era già accaduto in Giappone e Taiwan) in servizio missili antinave nazionali, in una prima batteria.

Le Forze Speciali sono in Corea del Sud tutt'altro che una rarità, e costituitscono una vera variabile indipendente nel successo o meno di una offensiva. Ve ne sono ben 7 brigate nell'Esercito di cui la 5a coopera con la Marina, la quale ha a sua volta 2 unità SEAL sul modello americano, spesso operanti in incursioni oltre il 38imo parallelo, come del resto le forze speciali nordocoreane fanno: solo che quelle sudcoreane non fanno notizia, mentre le altre sono ampiamente pubblicizzate.

La Guardia costiera non è del resto marginale: la National Marittime Police ha 75 navi e imbarcazioni di cui 5 pattugliatori d'altura e 42 costieri oltre ad altre navi da pattugliamento veloce e 5 di salvataggio. Vi sono anche aerei 5 CHALLANGER 604 da pattugliamento marittimo.

I KDX[modifica]

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La marina della Corea del Sud iniziò la sua tradizione moderna il 5 marzo 1955, quando venne lasciata, da parte della United States Far East Naval Command, responsabile della difesa della nazione nel settore navale. All'epoca era formata da appena 4 fregate leggere classe 'Tacoma', 12 pattugliatori, 18 dragamine e un certo numero di navi minori. Era ben poca cosa ma col tempo la Corea del Sud ha saputo costruire la sua forza economica e assieme a questa la tecnologia e la capacità operativa per diventare, poco alla volta, quasi indipendente dalle forniture estere, quantomeno come prodotti finiti e completi. I cantieri navali si sono notevolmente rafforzati e attualmente sono tra i principali costruttori mondiali di naviglio mercantile e civile, e al solito in questa situazione non potevano mancare anche i programmi militari, nonostante che in Corea del Sud la democrazia sia piuttosto 'approssimativa' e che differentemente dal vicino Giappone, le contestazioni e gli scioperi siano stati numerosi, da parte di una popolo nell'insieme consapevole e impegnato in termini di lotta politica (sostanzialmente, anche qui vi è una decisa differenza con il Giappone). La realizzazione delle navi militari ha visto piccoli passi e questi si sono concretizzati con la realizzazione di navi leggere come le 'Asheville' prodotte su licenza. Poi, negli anni '80 iniziò la costruzione di 4 corvette che erano le DONG HAE, da 1080 t, entrate in servizio nel 1982-83. Non era che l'inizio perché nel periodo 1979-89 vennero realizzate anche le navi da 2.200 t ULSAN (che con le dovute differenze in scala, sono un poco come le 'Maestrale' italiane in termini cronologici e di importanza: a questo punto si potrebbe dire che le precedenti sono grossomodo come le 'Lupo': in entrambi i casi esiste anche una quasi perfetta equivalenza in numero). Infine comparve un numero spropositato di PO HANG; ben 25 navi tra l'087 e il 1990. Così rapido fu lo sviluppo economico e tecnologico dei sudcoreani negli anni '80. che cominciarono a pensare anche a navi per rimpiazzare i Gearing e Sumner in servizio, rimodernati ma di età troppo avanzata. Il progetto, conosciuto anche come DW 4000 D o OKPO, divenne noto soprattutto come KDX e venne completato nel 1993-94 dopo alcuni anni di gestazione. I 'Korean Destroyer type X che ne sono risultati non corrispondono all'idea 'occidentale' di cacciatorpediniere, ma sono piuttosto delle fregate missilistiche, anche se ben equipaggiate. Complice anche l'artiglieria scelta, nonché la plancia comando con la sala nautica sopra di essa, sembrano una sorta di fregate 'Maestrale' in versione 'super'. Di fatto queste navi hanno ponte continuo ('Flush Deck'), anche se scafo molto largo, e dietro l'inconfondibile sagoma del COMPATTO da 127 mm della OTO, hanno un lanciamisissili che però non è l'Albatross/Aspide, ma il Mk 48 Sea Sparrow. Anche la parte posteriore delle sovrastrutture è simile, con un doppio hangar affiancato per elicotteri medio-leggeri. La parte centrale non potrebbe essere più dissimile, invece, in quanto queste navi hanno al posto di un grosso fumaiolo un doppio fumaiolo gemellato, con una base comune da cui si diramano le canne inclinate su entrambi i lati (sostanzialmente una architettura all' olandese o alla tedesca, vedi i TROMP). La loro dotazione di elettronica e armi è buona, ma per la loro taglia queste navi appaiono di qualcosa meno 'armate' di quanto forse dovrebbero. Le dimensioni di queste navi comprendono una lunghezza di 135 m per lo scafo (circa il 10% più delle 'Maestrale'), larghezza di 14.2 m, altezza scafo di 9 m, pescaggio di 4.3. IL dislocamento arriva a 3.900 t e la velocità a 33 nodi. L'autonomia è di 4.500 miglia a 18 nodi. L'apparato motore comprende 2 turbine a gase LM-2500 e due diesel MTU 20V 965 TB 92, che comporta, in configurazione CODOG una potenza massima delle turbine di 59.000 hp e di 10280 hp sui diesel, e 3.200 kW per la generazione di elettricità, possibile grazie ai 4 generatori autonomi di bordo da 800 kW l'uno. L'equipaggio è di 286 uomini. Insomma, come diversi tipi di navi moderne le fregate KDX sono navi di dimensioni generose, capaci di ospitare senza costrizioni e compromessi un armamento e equipaggiamento che alcuni anni prima sarebbe stato magari compresso in circa 120 m e 3000 t. L'armamento, anzitutto, comprende la torretta da 127 mm OTO, capace di 45 c. min anche se pesante 34 t, ma nondimeno, per le sue capacità di fuoco antiaereo è stata prescelta rispetto all'eterna concorrente, la più leggera Mk 45 americana. Sono state fornite direttamente dalla OTO, anche perché non conveniva granché impiantare una linea di produzione per appena 3 torri. Queste sono del modello più moderno in termini di impiantistica, ma pur sempre della prima generazione, non dei tipi alleggeriti e -o stealth. 9 Marine hanno adottato questo cannone, 7 invece hanno adottato il Goalkeeper, che è stato prodotto in 70 esemplari e scelto, per l'appunto, per le KDX. È forse la differenza maggiore rispetto alle navi tipo 'Maestrale', e anche la disposizione lo è con un sistema a prua e uno a poppa, molto più razionali che i due Dardo sistemati 'nel sottoscala', ovvero in quella specie di insenatura dietro la plancia che non permette né di sparare direttamente a prua né a poppavia. Da notare che per quanto efficace il Goalkeeper è meno adatto del Dardo ad ingaggiare unità navali o anche aerei ad una certa distanza, essendo pur sempre un 30 mm anziché un 40 mm, con proiettili da 350 gr e gittata utile di 3 km contro circa 1 kg e 4 km (max addirittura 12), e che il 40 mm Breda/Bofors era già ampiamente diffuso nella Marina sudcoreana. Nondimeno, il sistema olandese si è imposto sul Dardo. Per il resto vi sono 2 lanciasiluri Mk 32 con armi Mk 46 da 11 km e 45 nodi, presente nel mod. 5 con sensori avanzati. Altre armi sono i lanciatori Mk 48 con i missili Sea Sparrow VL, mentre non mancano due classici lanciamissili quadrupli Mk 141 per Harpoon, con gittata di oltre 100 km, specialmente nella versione RGM-84C con gittata maggiorata. In tutto non meno di 23 marine utilizzano l'Harpoon, di cui sono stati prodotti oltre 6.000 esemplari. Ovviamente la maggiore utilizzatrice è l'US Navy. I due elicotteri Lynx hanno a loro volta siluri ASW, missili Sea Skua antinave a volo radente con gittata di 15 km e al posto della guida radar attiva (piuttosto ingombrante e costosa) un sistema più semplice di tipo semiattivo. I missili Sea Sparrow lanciati dall'Mk 48, presente in 2 moduli da 8 celle l'uno sono capaci di ingaggiare bersagli a giro d'orizzonte fino a 15- 22 km di distanza. Nella più recente versione P, le capacità di ingaggio della 'M', la prima con sensore monopulse, sono state ulteriormente aggiornate con tanto di predisposizione per un datalink in banda doppia -X e S-, mentre esiste un sistema di guida inerziale e un computer di missione riprogrammabile. Il motore Hercules Mk 4 aumenta la gittata di qualche km, e per la guida finale sono disponibili diverse opzioni, come la guida semiattiva, ma anche quella antiradar e IR. Cose piuttosto sorprendenti, perché a dire il vero non si sono mai visti sensori IR montati su di un missile tipo Sparrow passato in produzione, né si spiegherebbe allora, se esiste la guida 'anti-radar' l'esistenza dei missili RAM come apparato di difesa CIWS su molte navi che hanno anche il Sea Sparrow VL. Sarebbero aspetti da approfondire per capire se sono reali o meno, e in che misura. I moduli Mk 48, per la cronaca, sono disposti in 4 file di 4, essendo appaiati, per dimensioni complessive di 4.77 m di larghezza, 4.17 m di lunghezza, 4.74 m di altezza. Si tratta della versione Mod. 2 ovvero quella 'sottoponte', anche se in realtà qui esiste una piccola tuga prodiera che lo ospita.

Adesso l'elettronica o sarebbe l'ora di dire, 'navionica' (esiste l'avionica e anche la vetronica, strano che non siano stati ancora coniati neologismi per l'architettura elettronica delle navi, che sono state le prime a possederne un tipo integrato). Dunque, per la gestione del sistema d'arma e il combattimento vi è un avanzato BAE-SEMA SSCS Mk.7, che deriva da quello delle Type 23 'Duke' della RN inglese. Si tratta in questo caso di un sistema ad architettura distribuita con non meno di 100 processori che, particolare interessante (che conferma il definitivo sorpasso dei sistemi civili rispetto a quelli militari, più costosi e lenti nell'evolversi) sono di tipo commerciale, ovvero la famiglia degli Intel 80386. Le 10 consolles multifunzione hanno un collegamento LAN a doppia ridondanza, il tutto prodotto su licenza dalla Samsung. La versione definitiva del sistema apparve nel 1996.

Per il resto vi sono un radar bidimensionale AN/SPS-49(V)5 in banda L, che con la sua presenza in effetti giustifica la definizione di 'cacciatorpediniere'. Non è comune, al di fuori dell'US Navy e di marine strettamente imparentate possedere un radar di scoperta a lungo raggio, qui sistemato sul traliccio quadripode posteriore, sopra l'hangar. LE sue capacità sono di un raggio di 457 km su di un bersaglio di appena 2 m2 di RCS, scoperta simultanea di oltre 250 bersagli, vari 'modes' di funzionamento tra cui l'MTI per la ricerca a bassa quota, il Jamming Direction Finder per la ricerca di fonti di disturbo e altri tipi. Apparato standard per l'US Navy, questo sistema è tutt'altro che avanzato, ma nella sua ultima versione ha ancora prestazioni notevoli, inclusa la capacità di sorvegliare uno spazio aereo con un diametro di oltre 1000 km, ovviamente non a bassa quota. Per integrarlo vi è un radar di scoperta aerea e in superficie a media portata, tridimensionale, un olandese Signaal MW-08 che consente di tracciare ben 160 bersagli aerei e 40 di superficie in simultanea. Opera in banda G (4-6 GHz) e deriva dallo SMART. La portata è di 55 km contro un aereo da caccia, ma quello che conta soprattutto è la sua capacità di scoperta a bassa quota di missili antinave e aerei, la capacità di operare in presenza di clutter ed ECM intensi e la precisione per passare i dati per i missili. È presente anche sulle MEKO 200 'Hydra' greche e sulle similari 'De Gama' portoghesi, oltre che sulle corvette omanite 'Qahir'. Quando un bersaglio aereo è agganciato, entrano eventualmente in funzione due radar olandesi STIR per l'illuminazione del bersaglio in banda I/K per l'inseguimento e in banda J per la guida missili. Sono anch'essi ben noti e diffusi, e qui in particolare sono presenti nella versione 1.8 (metri in diametro dell'antenna). In 3 versioni ne sono stati realizzati 150 esemplari, in servizio in 11 marine, e capaci di guidare sia il tiro dei missili tipo Sparrow che del cannone di medio calibro. Gli STIR sono stati prodotti in Corea, come anche sistemi olandesi quali i MW-08 e consolles multifunzione. Il radar di scoperta in superficie è l'SPS-55 in banda I (8-10 GHz) da 130 kW, anch'esso apparato standard dell'US Navy. Le ECM sono fornite dalla Argo Systems (del gruppo Boeing) con l'APEX II e l'AR-700. Il primo è il sistema ESM, modulare e con capacità di sentire frequenze di 0.5-18 GHz, con capacitò anche di disturbo attivo grazie ad antenne del tipo 'Phased array', ovvero sistemi a scansione elettronica con orientamento del fascio d'energia, come i moderni radar multifunzione. Il secondo apparato è un sistema puramente ESM. Per disturbare eventuali sensori nemici vi sono anche due lanciatori DAGAIE francesi, del modello Mk 2, che sono in comune anche con navi come i DE LA PENNE e come questi hanno 10 canne l'uno da 330 mm, un poco come i lanciarazzi sovietici RBU per compiti antisommergibile. Anche questo sistema è ben noto: almeno 14 marine ne fanno uso. Come sonar, infine, vi è un Krupp-Atlas Electronic DSQS 21BZ a prua, sviluppato per le Bremen tedesche: anche questo è una sorta di celebrità con almeno 15 marine e 50 navi in cui è stato istallato. È stato stabilizzato in rollio di 25 gradi e in beccheggio di 8. Successivamente secondo i piani un molto necessario sonar filabile avrebbe dovuto trovare posto a poppa, della Thomson-Marconi.

A questo punto, l'evoluzione del progetto ha fatto sì che solo 3 delle KDX venissero completate a questo standard: la KWANG-GAETO-DAE WANG (DD-971), che porta il nome di un re della dinastia Koguryo del 19imo secolo, e che venne impostata nel 1995 nei cantieri Daewoo di Okpo, varata il 28 ottobre dell'anno dopo, consegnata il 27 luglio 1998. La DD-971 ULCHIMUNDOK venne varata il 15 ottobre 1997 e consegnata il 1 settembre 1999. Infine, il DD-973 YANG MANCHUN venne impostato nel 1997, varato nell'ottobre 1998 e consegnato nel 2000.

Come si è evoluto poi il disegno dei caccia KDX? Essenzialmente nella ricerca di maggiori capacità contraeree, ovvero con un nuovo bastimento da 5000 t che offre alcune significative novità: scafo di 154.4 m per 1.6.9, immersione invariata ma 1000 t di dislocamento in più, motori potenziati nelle turbine a gas portate a 64.960 hp complessivi, missili SM-2 e cannone da 127 mm che diventa l'Mk 45 americano, nel modello 4 con canna da 62 calibri a gittata prolungata. Questo vantaggio lo ha fatto prevalere sul precedente OTO, perché mentre quest'ultimo non ha ancora la versione a gittata prolungata, o almeno non l'aveva all'epoca, il cannone americano l'ha ottenuta, assieme ad una struttura stealth per ridurre l'eco radar, che non trovò praticamente alcuna attenzione sui KDX-1 (di fatto tra le ultime navi di prima linea prodotte senza accorgimenti particolari per ridurre di molto la traccia radar). Per il resto si tratta di navi leggermente aggiornate, come nel sistema di comando e controllo che è l'evoluzione del precedente e si chiama KDCom 2. Anche qui non si è trattato di un progetto definitivo. Il costo di 385 milioni di dollari è alto, ma le navi mancano ancora di alcuni elementi di un certo rilievo per essere credibili unità da difesa aerea e così dalle 6 previste si è scesi a 3. Le altre, ultime navi coreane sarebbero state le KDX-3 da 7.000 t e finalmente senza problemi di elettronica imbarcata. Dopo il ritiro della Daewoo nel 1999 dalla scena delle costruzioni navali la loro impostazione ha avuto luogo nei cantieri Hyundai. Nondimeno, si è poi ritornati alla decisione di costruire 6 navi anche se in due lotti, col secondo di qualcosa migliorato rispetto al primo. La prima delle navi del Lotto uno, la DDH-975 CHUNG MUGONG YI SUN SHIN (che fu un ammiraglio giapponese durante l'invasione di Hideyoshi, nel 1592-1598, e che sconfisse i giapponesi grazie anche all'impiego di una delle prime navi, se non la prima, corazzate della storia). Venne varata il 22 maggio 20002 e consegnata già nel novembre 2003. Si distingue agevolmente dalle precedenti anche perché ha una prua molto larga e bassa, in un certo senso quasi da nave mrecantile. Le sue capacità belliche vennero confermate da due tiri a segno con successo nel poligono navale delle isole Hawaii, luglio 2004, con l'impiego dei missili SM-2, e in seguito ebbe anche un ruolo di 'killer' affondando assieme ad un KDX-1 luna nave bersaglio americana. La MUNMUDAER WANG HAM, ovvero il nome di un re della dinastia Silla sono le Batch 1 veniva allestita e consegnata entro il settembre 2004. La DAE JO YOUNG (il fondatore della dinastia Palhae) venne invece consegnato nel giugno 2005.

Le altre 3 navi sono state varate successivamente, cominciando con il WANGGUN HAM il 4 maggio 2005. Una delle navi di questo lotto è stata a sorpresa ottenuta dal cantiere Daewoo di Keoje, da consegnarsi entro il 2007.

Queste navi da guerra sono caratterizzate da una grande sezione prodiera, con ottima stabilità e tenuta di mare, tanto da usare i propri sensori e armi anche con mare forza 6, e lo stesso vale per gli elicotteri. Finalmente è stato applicato un disegno sensibilmente stealth, con svasatura presente a metà scafo e profili di rilievo IR e radar studiati con l'aiuto della Davis Engereeng International Inc. Sono navi dotate anche di un sistema di protezione dagli impulsi elettromagnetici (EMP) e da un sistema di degaussing della SAM di Amburgo. Quanto riguarda l'apparato motore, esso si vale di due eliche a passo variabile con 5 pale, mentre i motori sono potenziati nel settore turbine, grazie all'arrivo del modello in uso con i Burke e i rifornitori AOE-6 americani, con potenza nominale di 32.616 hp. Questo fa sì che la velocità massima, nonostante la massa maggiore, sia ancora superiore ai 30 nodi. Per gestire questo complesso sistema motore esiste un apparato IPMS della CAE canadese, capce di monitorare con oltre 7000 sensori per monitorare continuativamente la situazione. Ve ne sono oltre 130 in servizio con 18 forze navali, dunque si tratta di un sistema di notevole successo, usato per esempio anche sulle nuove navi da sbarco stealth SAN ANTONIO e i cacciamine OSPREY dell'US Navy. Ha 7 consolles multifunzione per controllare la situazione, e un databus doppiamente ridondante a fibre ottiche.Il sistema di combattimento, già nominato, è costato 75 milioni di sterline per le prime 3 navi, e rispetto a quello utilizzato dalle Type 23 'Duke' ha una capacità espansa del 25% per poter sfruttare meglio la gittata dei missili Standard SM-2MR. Un ulteriore passo in tal senso, per adattarlo a compiti anche pià evoluti ebbe come conseguenza un contratto tra la BAe e l'US Navy, siglato nel 1999 e costato 16 milioni di dollari e due anni di lavoro. Nel frattempo la AMS, ora SELEX ha firmato un altro contratto di 35 milioni di sterline per gli altri 3 sistemi d comando e controllo destinati ai KDX-2 Batch 2.

Per quello che riguarda i sensori presenti a bordo, il radar principale continua ad essere l'SPS-49(V)5 con scoperta su di un raggio massimo di 457 km. e operante in banda L. Questo radar merita un approfondimentro, in quanto entrò in servizio nei primi anni '70 e nella versioen (V)2 venne istallato sulle fregate 'Perry', già una delle classi più numerose mai prodotte nella sua categoria, la (V)3 sull'incrociatore LONG BEACH (dopo la rimozione del FRESCAN), poi arrivò la (V)4 per le 'Perry', la (V)5, la (V)6 per gli incrociatori 'Ticonderoga' che hanno impiegato anche le -7 e -8. Alla metà degli anni '90 arrivò infine la SPS-49A(V)1. Il (V)5, capace di portate di 457 km strumentali (ma visto che si dice che valga per bersagli di 2 m², dovrebbe esservi energia sufficiente per vedere ben oltre), opera con potenza di picco di 360 kW e in banda L che significa 902-928 MHz. Può sembrare strana questa bassa frequenza, che corrisponde a circa 0.3 m di lunghezza d'onda, ma per via delle caratteristiche di propagazione delle onde è ritenuta la migliore per la scoperta di piccoli bersagli a bassa quota (missili antinave). In servizio con oltre 70 navi dell'US Navy (considerando solo quelle ancora in linea) tra la fregata e la portaerei incluse, opera anche con altre 8 marine e nell'insieme è presente in 115 navi. Il suo aggiornamento ha visto il passaggio ad un'elettronica a stato solido eccetto il Klynstron, una struttura modulare, capacità ECCM, agilità di frequenza, processamento automatico dei segnali etc. etc. L'antenna ha una struttura a paraboloide di 7.3 m di larghezza e 4.3 di altezza, è stabilizzata in rollio e beccheggio e gira a 12 rotazioni al minuto, ha un fascio di 3.4 gradi di apertura e antenna IFF AS-2188 incorporata. Opera con il MW-08, che è particolarmente indicato per la scoperta a bassa quota e anche per alti angoli di osservazione, pur essendo un radar tridimensionale ha tuttavia una portata relativamente ridotta, anche se la sua specialità è il controllo ravvicinato e combinato, anche di scoperta navale. Il sistema di scoperta in superficie è l'SPS-95, derivato dal -55, I radar sono gli STIR 2.4 ovvero la versione con antenna ingrandita e potenziata. La potenza in parola è in media di 4 kW ma nondimeno il raggio di scoperta arriva a ben 140 km per bersagli di appena 1 m2 di RCS, grandemente in eccesso rispetto alle capacità dello stesso radar MW-08 (55 km contro un caccia). La massa è di 2.2 t e grazie ad un sistema aggiuntivo OT-134 può guidare anche i missili SM-2. Al sonar tedesco di prua, leggermente migliorato rispetto a quello dei KDX-1 si aggiunge un TASS rimorchiato.

Quanto riguarda i sistemi d'arma, il principale è il complesso di lancio che ha sostituito l'Mk 48 VLS, ovvero i 4 moduli Mk 41. Pesante 14.6 t a vuoto, alto 6.76 m, lungo 3.4 e largo 2.54 m, di fatto ha soppiantato in numerose costruzioni navali l'Mk 48, in base al principio che un sistema grande puàò fare quello che fa uno piccolo, ma non vale il contrario. Infatti può usare anche i Sea Sparrow, che nella versione ESSM sono disponibili anche in complessi di lancio quadrupli Mk 25 per ciascun pozzo di lancio pur essendo di maggiore diametro (perché hanno le alette ripiegabili), di fatto sono diventati dei mini-Standard, adottandone anche la forma esterna, almeno in buona parte. Differentemente dall'Mk 48 possono anche portare i missili SM-2 e 3, e i razzi ASROC. Gli SM-2R Block IIIA ovvero i RIM-66K2 e L2 sono missili di 4.72 m x 34.3 di diametro e 91 cm di apertura alare, peso di 708 kg. Ha quindi massa simile a quella del SA-11 e in generale della famiglia STHIL, ma il motore a razzo Mk 104 a doppia spinta (adottato per la prima volta con il Block IIIA), e soprattutto il sistema di guida ICMG inerziale con aggiornamenti in volo consente di fargli raggiungere la gittata di 170 km nelle condizioni più favorevoli. Questa differenza è incredibile rispetto al missile SM-1MR originale, che arrivava a solo 46 km (ma ancora più dello STHIL). 110 esemplari consegnati per i 3 Batch 1 in un ordine da 160 milioni di dollari comprendente anche gli illuminatori STIR. I RAM sono altri tipi di missili SAM. Costosi e dallo sviluppo travagliato, sono disponibili attualmente nel lanciatori Mk31 basato sull'affusto Phalanx, ma con 21 celle per i missili e peso di 5.179 t totale. I missili sono da 2.8 m, diametro 127 mm e peso 74 kg e sostanzialmente sono l'evoluzione dei Sidewinder con alette ripiegabili e sensore duale RF e IR (dello Stinger, che avendo un diametro di appena 70 mm ben si presta ad essere ospitato assieme ad un altro sensore nel corpo del RAM), poi dal 1999 sono stati realizzati i Block 1 con guida solo all'infrarosso. Questo complesso di lancio è presente sulla sovrastruttura anteriore, in maniera simile a quelli delle fregate F-123(124 e ha rimpiazzato il precedente Goalkeeper, grazie soprattutto alla capacità di ingaggio massima di 7 km. Il costo di 400.000 e passa dollari non è invece il suo punto forte: si consideri che di fatto costa il doppio di uno Sparrow, laddove il Sidewinder originale costava al più la metà. L'altro Goalkeeper, con radar di tiro Flycatcher (con due antenne, una di scoperta in banda I 8-10 GHz, e l'altra di inseguimento, discoidale, in banda K da 18-27 MHz) e sistema di visione optronico, recentemente aggiunto. In tutto ne sono stati realizzati, in buona parte grazie alla Marina coreana, oltre 80 esemplari per 7 marine diverse. I sistemi difensivi ECM sono completati dalla presenza di un sistema APEX II-AR-900 e due Dagaie Mk 2. Per il resto da segnalare i missili Harpoon Block I provenienti dai vecchi Gearing radiati (versioni I, IB e IC) o gli L di nuova produzione (Block II) utilizzati anche per attacco costiero. E che l'attacco sia diventato la funzione primaria per queste navi lo dimostra anche il sistema d'artiglieria Mk 45 Mod 4 che è entrato in servizio nell'US Navy. È un cannone che non ha avuto miglioramenti in termini di cadenza di tiro, che al più è rimasta analoga, ma in termini di gittata utile, specie per le munizioni ERGM a razzo, costosi sistemi da 115 km di gittata e guida GPS. La sua gittata con munizioni normali arriva comunque a 37 km rispetto ai 23 originali, il che è già un notevole passo in avanti, quasi al livello dei cannoni delle corazzate IOWA. I lanciasiluri da 324 mm del tipo Mk 32, gli elicotteri e i sistemi VLS possono usare gli Mk 46 mod. 5 o i nuovi siluri leggeri coreani BLUE SHARK.

Per quello che riguarda i sistemi ASROC, infatti è possibile usare un missile della nuova versione VL dai lanciatori Mk 41, ma nel batch 2, per non sprecare le celle di lancio dei missili è stato realizzato a mezzanave un lanciatore di concezione coreana da 10 celle dedicato solo a questi missili. Quanto riguarda gli elicotteri Lynx, anzi i Super Lynx, al solito mettono a disposizione i missili Sea Skua, siluri e i sensori di bordo che costituiscono un completo sistema di scoperta: infatti essi sono un radar Seaspray Mk 3, un ESM Racal, un sonar filabile Allied Signal AQS-18(V), e un MAD ASQ-504(V). Tuttavia, con l'arrivo di tante navi (in tutto nove) non si può certo dire che la fornitura dei dodici Super Lynx Mk 99 originari, ordinati nel 1991, sia sufficiente per tutte, almeno nella dotazione di 2 elicotteri per nave.

Per ottenere una nave dotata di un radar multifunzione moderno, tuttavia, anche le KDX-2 non sono sufficienti: il passo successivo, da 2.31 miliardi di dollari, sono le KDX-3 da 7.000-9.000 t dotate di un sistema AEGIS che da solo ha significato un esborso di 1.2 miliardi alla Lockheed Martin nel 2002. Per il resto la massa impone di abbandonare la configurazione, relativamente economica, del tipo CODOG e puntare sulla COGAG con 4 LM-2500 che consentiranno di disporre di ben 120.000 hp. Da ricordare che le LM2500, di grande successo, derivano niente di meno che dai motori CF39 del C-5 Galaxy.

Il nuovo semovente d'artiglieria K-9[5][modifica]

È incredibile come la Corea del Sud abbia fatto la sua parte nello svilupo di una componente corazzata di elevato valore e soprattutto, in quantità tutt'altro che disprezzabili. La Samsung Thewin ha realizzato un efficiente e moderno semovente da 155/52 mm chiamato K-9 Thunder. Ma come sempre la cosa non nasce dal nulla. Ma l'artiglieria sudcoreana ha prodotto negli anni qualcosa come 1.040 M109A2, esattamente 4 volte il numero che è entrato in servizio, prodotti dalla OTO Melara, nell'E.I. Per superare gli inconvenienti e i limiti dell'M109, nel 1989 l'ADD del Ministero della Difesa Sudcoreano iniziò a studiare con quale mezzo rimpiazzarlo. Esso doveva conservare le qualità, specie la disposizione del vano di combattimento posteriore, e le altre qualità generali insite nella struttura dell'M109; o almeno, tale è stato il risultato finale. Lo sviluppo del mezzo, in pratica, venne affidato alla Samsung Techwin, e il prototipo XK-9 venne approntato entro il 1994, appena dopo 5 anni dalla richiesta. 3 mezzi di pre-produzione seguirono entro l'agosto del '97 e l'anno successivo completarono un programma di prove intensissimo, fatto di 18.000 km percorsi e 12.000 colpi sparati. Altri test seguirono in Turchia, Spagna e Malaysia. Forse non casualmente, perché almeno una di queste ha avuto poi a che fare con il semovente in parola. Dicembre 1998, tre giorni prima di Natale, ha visto un contratto di produzione siglato con il MoD coreano e il nome divenne K-9 Thunder. L'anno dopo venne già consegnato il primo esemplare di serie. Certo, tra l'inizio del programma e la materializzazione sono passati pur sempre dieci anni. Ma il risultato è stato comunque rapido e affidabile, se i Coreani sono il primo esercito asiatico che abbia messo in servizio (e il secondo al mondo) un semovente con canna da 52 calibri. E la quantità è del pari impressionante, con ben 532 esemplari previsti e 218 in opzione. Evidentemente per affrontare le forti artiglierie norcoreane vengono ancora in utilità le logiche dei grandi numeri, per grandi armate convenzionali. La Corea del Sud si vede così detentrice di un moderno sistema diverse volte più numeroso delle poche decine di PZh-2000 che l'E.I. metterà in servizio per rimpiazzare i 260 M-109L, anche se la qualità è dalla parte di questi mezzi tedeschi. La Turchia ha a sua volta iniziato la produzione su licenza, con una serie di parti importate progressivamente minore, del K-9 ribattezzato Firtina ovvero tempesta. I primi 8 vennero consegnati nel 2002 dalla Samsung, ma lo stabilimento Adapazari 1 o MKEK (della compagnia Alesan), che arriva a circa 24 mezzi l'anno per un totale di circa 300 previsti, di cui al dicembre 2006 72 consegnati. A parte alcuni non trascurabili elementi come il sistema di controllo del tiro no c'è molta differenza rispetto ai tipi originali sudcoreani. L'Esercito Turco non lo userà almeno inizialmente per sostituire gli M109, ma i ben più vecchi, e nondimeno molto numerosi, semoventi M-44T e M-52T che ammontavano ancora a 222 e 365 esemplari.

Il K-9 è uno dei pochi semoventi al mondo finora progettati per un pezzo da 155 lungo 52 calibri. Che differenze tra questo e il suo equivalente tedesco? Entrambi hanno una robusta protezione in acciaio, che nel caso del K-9 consente di resistere alle schegge da 152 mm e ai colpi diretti da 14,5 mm perforanti. Questo ha un prezzo, con un peso di ben 47 t in ordine di combattimento, circa 22 t più dell'M109 e questo significa un peso molto superiore, con la categoria di 50 t anziché 30. Le conseguenze sono che il mezzo ha una meccanica molto più robusta e dispendiosa, ovvero una sospensione idropneumatica della Tong Myung Heavy Industries, con il tipo noto come Hydrogas presente anche sull'AS-90. Il motore è basato sull'MT 881 Ka500 tedesco, quello del PzH-2000 con trasmissione automatica Allison X 1100-5A3 da 1.000 hp a 2.700 giri al minuto. È prodotto su licenza dalla STX e appartiene alla famiglia MTU 880 con diesel a 4 tempi a V e raffreddati ad acqua, sospensioni a geometria variabile. Questo motore nel tipo originale è l'MT 883 da oltre 1.500 hp, che è nient'altro che quello adottato dal Leclerc degli E.A.U. e dallo stesso carro K-2 sudcoreano, tanto per standardizzare il più possibile la meccanica dei moderni veicoli militari, adottando il migliore motore disponibile tra i diesel mondiali per impiego militare. Quindi davvero il meglio: motore tedesco, trasmissione americana e sospensioni britanniche. La trasmissione automatica X 1100-5A3 ha 4 marce avanti e due indietro, anche questa prodotta su licenza dalle Tongil Heavy Industries, parente della trasmissione presente sull'M1 Abrams visto che entrambe appartengono alla stessa famiglia X 1100 (ma nel caso del carro americano si tratta della X 11003B). Il carburante di bordo consente, con 847 litri, un'autonomia su strada superiore a 360 km e velocità superiore a 67 kmh con rapporto potenza peso di 21,5 hp-ton. Le prestazioni sono buone anche come fuoristrada con il 60% di inclinazione longitudinale, 30% laterale, 2,8 m di trincea, ostacoli di 0,75 m e guado di 1,5 m. Naturalmente non c'è modo di rendere il K-9 anfibio, che già era un impegno non indifferente anche per l'M109.

Il cannone-obice da 155/52 mm è stato costruito, si dichiara, aderente alle specifiche del Joint Ballistic MoU della NATO del 1986, e quindi con una capacità di 23 litri anziché 18,85 della camera di scoppio dell'M109, con un cuneo a movimento verticale ed evacuatore di fumo. Il lungo cannone è stato progettato dalla KIA da 8,06 m. Ma stranamente, nonostante la lunghezza della canna, la gittata con le munizioni M107 è solo di 18 km, giusto come quella dell'M109A2 e inferiore a quella di altri semoventi, come lo stesso M109A6 da 115/39 mm. La spiegazione è che il cannone ha una resistenza ridotta alle sovrapressioni, con la pressione inferiore a quella a cui resiste il cannone dell'artiglieria tedesca. La pressione con la munizione da 40 km è di 3.640 bar anziché 4.158, e questo con la carica K-676 zona 6, ovvero quella massima, associata ad un proiettile HE-RAP M-549A1.

Dunque, ricapitolando: granata M107 standard 18 km, HE-RAP M549 A1 con carica unica Zona 5, 30 km; BB-HE K-307 con carica K-676 Zona 6, 40 km, HE-RAP K-315 con carica K-676, 50 km. Ma soprattutto è interessante vedere come il sistema di alimentazione sia automatizzato con cariche di lancio modulari da inserire nella b.d.f manualmente, con 3 colpi entro i primi 15 secondi, cadenza max. 6-8 c.min per 3 minuti, contina 2 c.min per un'ora. Ha un braccio meccanico che prende i proietti dal magazzino da 45 colpi, nella parte posteriore della torretta e li mette sulla cucchiaia con calcatoio idraulico. Il sistema di controllo del tiro è AFCS, con un MAPS per il movimento e l'elevazione del pezzo con allineamento di precisione, quindi una volta inseriti i dati dal posto di comando il pezzo va automaticamente in punteria e la reazione si riduce a pochi secondi: 30 tra il movimento e il fuoco dopo l'arresto, 60 per ripartire. Non c'è bisogno di vomeri per sparare data la stazza rispettabile del veicolo. È possibile usare anche la tecnica MRSI, Multiple Round Simultaneus Impact, ovvero sparare diverse granate (3) con traiettorie diverse e cariche diverse, per arrivare più o meno simultaneamente sull'obiettivo, con effetto micidiale. I Turchi sembrano gradire quest'artiglieria tanto che hanno anche la versione ruotata del K-9, il PANTHER.

Al semovente si aggiungono un mezzo di carico munizioni, l'Armoured Resupply Vehicle K-10, costato come sviluppo 10 milioni di dollari, e ordinato in ben 179 esemplari dai Sudcoreani. Ha la capacità di trasmettere al K-9 48 munizioni in 18 minuti, circa 50 in meno che a farlo manualmente. È lo stesso sistema, concettualmente, dell'M-992 FAAVS dell'US Army, che esiste dal 1983 e tra l'altro ha visto la copia cinese come PCZ 45. In sostanza è un mezzo corazzato con la stessa struttura di base del semovente, ma con una grossa sovrastruttura poppiera e una specie di rotaia che si unisce ad un portello poppiero del semovente, sistemando le munizioni direttamente in questo deposito. Il K-10 trasporta 104 colpi, sufficienti per due K-9, e 504 cariche di lancio che bastano per 116 semoventi, con 132 spolette. La rotaia di convogliazione è controllata dal conduttore. Pesa 47 t, è lungo 8,43 m, largo 3,4 m, alto 3,56 m con appena 3 uomini di equipaggio, uno in meno del K-9. Il K-77 è il carro comando, che completa la famiglia, dotato di un Battalion Tactical Computer System o BTCS, perché oramai le batterie d'artiglieria sono un sistema estremamente preciso e scientifico. Pesa 19,8 t quindi non è certo un veicolo uguale al K-9, è lungo 6,8 m, largo 3,15 m, alto 3,45 m, con un motore Detroit Diesel 8V 71T con trasmissione Allison XGT-411-2A, con capacità comunque minori rispetto al semovente stesso, per esempio una trincea superabile di 1,83 m. L'equipaggio è di 6-10 persone e ha il compito di coordinare la'zione di fuoco di batteria o di battaglione.

Insomma, le caratteristiche del K-9 sono state di 7,44 m di lunghezza per il solo scafo, 12 m con il cannone, largo 3,4 m e alto 3,5 m.

Come se la cava verso il PhZ-2000? Quest'ultimo è il mezzo 'top class' della situazione, con una struttura più complessa e pesante. Ha 60 colpi contro 48, è capace di fermarsi in 30 secondi, sparare 8 colpi in un minuto e ripartire in 60 secondi (solo quest'ultimo dato è superiore al K-9), ma soprattutto valorizza com'é giusto la bocca da fuoco da ben 52 calibri, mentre lo squadrato K-9 è solo capace di eguagliare la portata, con le munizioni M107, dell'M109A2, e solo se usa delle munizioni speciali BB-RAP arriva a 40-50 km di gittata, ma queste munizioni costano molto di più di quelle normali e poi, che senso ha un cannone di questo tipo quando già i pezzi da 155/39 mm hanno una portata maggiore, tipo 24 km con munizioni normali, per non dire di quelli da 155/45 mm?

Ma lo squadrato K-9 è un mezzo interessante per altri motivi. Ha un'ottima meccanica e sistema di controllo del tiro, ha un'alta cadenza di fuoco, ampia dotazione di munizioni. Pesando 'solo' 47 t anziché 55, ha un miglior rapporto potenza peso anche se ha una minore autonomia (per via del carburante meno consistente), e soprattutto è movimentabile con il materiale del Genio pontieri e con i mezzi da trasporto carri da 50 t: ovvero i mezzi che sono capaci di portare gli M48 e 60 sono capaci di portare anche i K-9. Non è un vantaggio di poco conto. Certo che i vecchi M109, sebbene privi di sufficiente protezione per molte minacce, sono ancora un mezzo interessante, tanto che usa una bocca da fuoco sufficiente per competere con molte artiglierie moderne e al contempo, abbastanza leggero e mobile, di costo ridotto. Forse i moderni semoventi sono diventati davvero troppo pesanti e costosi per rimpiazzarlo con scioltezza, anche se l'evoluzione è inevitabile. Ma quanto è importante per un semovente resistere alle schegge da 152 mm, se il prezzo da pagare è un peso e un costo enormi? Il Crusader, dopo tutto, è stato cancellato per l'eccesso di costo e peso. Si è cercato di ridurre quest'ultimo da 55 t (che erano necessarie per farlo sopravvivere in una battaglia di tipo europeo) ad appena 40 t, ma non ha avuto modo di essere salvato nonostante la riprogettazione che ha tenuto conto delle esigenze di mobilità strategica. In questo senso almeno il K-9 è un veicolo ragionevole come costo e prestazioni. La sola limitazione veramente importante è la scarsa gittata, ma per il resto è pienamente possibile che possa competere con il PhZ-2000 come rapporto costo efficacia, a maggior ragione se in futuro si adottasse un cannone più resistente dalle prestazioni superiori.

Note[modifica]

  1. Saw, David, La Repubblica di Corea e la sua politica di difesa, RID, Marzo 1992, pagg. 42-55
  2. A&D lu 1996
  3. RID
  4. Bardonaro, Federico: La Marina Sudamericana, Mar 2009 p.42-47
  5. Po, Enrico: Il K-9 Thunder RID Febbraio 2008 p. 70-77