Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Albania

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Sotto il regime comunista albanese, questo piccolo stato balcanico ha conosciuto un isolamento crescente per via di scelte politiche che lo hanno portato di fatto fuori da ogni sorta di alleanza politica. Dal 1946, dopo 7 anni dall'invasione italiana che costrinse alla fuga Re Zog, l'Albania divenne una repubblica socialista alleata dell'URSS con Enver Hoxha, ed entrò nel Patto di Varsavia il 14 maggio 1955, per poi uscirvi appena 6 anni dopo, seguendo la Cina, da cui si distaccò nel 1978 per precipitare in un isolamento sempre più totale, e sebbene la morte di Hoxha del 1985 portò un certo miglioramento, la nazione rimase isolata fino a che il dittatore Alia dovette abbandonare il potere nel dicembre 1990, mentre l'anno successivo una grave crisi economica portò ad una fuga massiccia dal Paese, immortalata dai telegiornali dell'epoca e subito dopo, in senso artistico, dal film L'America di Gianni Amelio, con Enrico lo Verso e Michele Placido, del 1993. Paradossalmente, mentre Hoxha temeva paranoicamente una invasione italiana, di fatto negli anni '90 accadde l'esatto contrario, con navi e mezzi da sbarco anche militari (tristemente celebre la tragedia che coinvolse una motovedetta albanese speronata dalla 'Sibilla', corvetta italiana classe 'Minerva') usati per il trasporto di persone sulle spiagge italiane, anche se si trattava di civili e non certamente di fanti assaltatori di marina. I tempi erano cambiati, e le emergenze umanitarie da allora sono diventate la principale minaccia alla stabilità mondiale (con il loro corollario aggiuntivo di guerre, terrorismo e così via). Negli anni successivi la situazione albanese andò lentamente migliorando e attualmente la nazione cerca di consolidare la sua situazione economica. Le forze armate continuano ad essere equipaggiate con armi sovietiche o cinesi, aspettando nuovi e costosi equipaggiamenti, possibilmente di seconda mano, di tipo occidentale.

    Storia dell'Aviazione albanese[1][modifica]

    Dal 24 aprile 1951 divenne operativa la forza aerea albanese, forse la sua forza armata più famosa, chiamata Aviacioni Ushtarak Shqiptar, nata in realtà nell'agosto del '46, ma ebbero la necessità di addestrarsi lungamente in URSS da dove tornarono uomini e mezzi. Proprio in quel giorno piloti albanesi rientrarono con Yakovlev Yak-9 e Polikarpov Po-2 leggeri. Era l'epoca della Guerra di Corea, e lo scontro Est-Ovest conosceva uno dei momenti di maggiore drammaticità. Appena 12 giorni prima una formazione di B-29 sulla Corea del Nord venne pesantemente colpita dai MiG-15 nonostante la presenza di numerosi caccia di scorta americani. Solo nel 1955, grazie all'entrata nel Patto, ricevette i primi caccia MiG-15bis, ma anche aerei leggeri da trasporto An-2 e addestratori Yak-18A e U. Nel 1961 l'Albania si allontanò dall'URSS e si avvicinò alla Cina. La rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, dopo quella che avvenne con la Cina l'anno prima, fu un duro colpo per l'URSS, che perse una importante base mediterranea. Proprio poco tempo prima vi era stata una fornitura di MiG-19PM, armati con missili AA-1 e radar Scan Odd. Questo caccia supersonico venne ad esser molto utile, perché la Cina ne ottenne alcuni in cambio di una fornitura di aerei meno moderni e sofisticati.

    Il MiG-19 in versione cinese, ampiamente usato dall'Albania

    Il risultato fu la fornitura di addestratori Nanchang T-61 (copia dello Yak-18), le copie cinesi del MiG-15U (FT-2), MiG-17 (F-5), FT_5 (versione addestrativa del MiG-17,realizzata in Cina), F-6 (MiG-19), 20 F-7 (MiG-21F), 2 bombardieri H-5 (Il-28) e 40 Z-5. Purtroppo per l'Albania anche i rapporti con la Cina si spezzarono nel 1978 e il Paese si chiuse in un totale isolamento, fino all'epilogo di circa 10 anni dopo. La paranoia verso l'esterno era testimoniata dal mezzo milione di bunker costruiti con l'aiuto della Cina, mentre i carri armati T-59 erano il nerbo delle capacità di reazione, assieme alle artiglierie e agli aerei, ora lasciati relativamente senza assistenza tecnica, visto che la Cina la forniva direttamente, e solo l'officina di Kucovè, vicino Berat, poteva fare qualcosa per gli aerei albanesi.

    Nondimeno, la A.U.S. sopravvisse e conservò non solo quasi il 90% degli aerei, ma oltretutto anche in condizioni di mantenimento eccellenti, come i reportage negli anni '90 dimostrarono. Nel 1991 venne comprato anche il primo aereo occidentale, un Bell 222, perso poi in mare nel 2006 con il suo carico di personalità politiche.

    L'organizzazione dell'aviazione albanese era data, attorno al 1992 su di un organico di 8.000 uomini, equipaggiati con ciò che restava di circa 200 apparecchi ricevuti negli anni 50 e '60.

    Struttura: 3 reggimenti con tre squadriglie ciascuno, basati a Tirana (n.3), Berat (4), Scutari (8°). Vi era inoltre il reggimento elicotteri, basato a Farkas, vicino Tirana.

    Le basi aeree disponevano, in vari casi, di ricoveri in roccia, offrenti una buona protezione ma anche seri rischi di corrosione dei materiali, sebbene in pratica questo non pare essere avvenuto, con tutte le macchine presenti con colori alluminio perfettamente lucidati, in stile anni '60.

    L'addestramento: i piloti affrontavano un corso di 60 ore presso la scuola militare di Valona, con 60 ore sulle copie cinesi degli Yak-18, e 50-60 sui MiG-15UTI. Dal 1991 i gradi, aboliti nel 1966, sono stati reintrodotti con una apposita tuta azzurra per gli aviatori.

    Uno Z-5 albanese, non esattamente in condizioni ottimali

    I velivoli:

    • circa 20 MiG-15 nelle versioni sovietica, F-2 cinese, S.103 cecoslovacca (quella che gli albanesi hanno reputato migliore in termini di costruzione)
    • alcuni MiG-17F nella versione cinese, sia monoposto che biposto F-5 e FT-5
    • Decine di F-6, ovvero il MiG-19, armato con cannoni NR-30, 2 lanciarazzi ORO-57-k e 2 AA-2 o PL-2.
    • Circa 15 F-7, ovvero il MiG-21F prodotto in Cina. A detta dei piloti, il MiG-21 era inferiore al MiG-19 come maneggevolezza, specie a bassa quota. I seggiolini eiettabili erano di un modello obsoleto, con parametri di sicurezza dati da una velocità di 350 kmh e una quota di 180 m.
    • Un singolo H-5, versione cinese dello Il-28.
    • Circa 20 elicotteri Z-5, versione cinese del Mi-4. Dotati di un potente motore da 1723 hp a pistoni del tipo Shvetsov ASH-82V. Erano capaci di trasportare 1.600 kg di carico o 14 uomini. da notare che essi erano usati anche per il pattugliamento costiero, salvataggio in mare e supporto all'aviazione. Essi erano anche armati, in particolare con un cannone NR-30 da 30mm in una gondola ventrale, per cui, nonostante la loro età, erano dei veri elicotteri cannoniera.
    • Aerei da trasporto Il-14M Crate e Y-5 ovvero lo An-2 Colt costruito in Cina e usati anche per lavori di agricoltura.

    Il reggimento 4020 fu l'unico utente degli Il-28, di cui comprò 1 esemplare per la 2 Skuadrilja , poi scambiato per un H-5, la versione cinese, nel '71, il quale fu poi ritirato nel 1992. Da qui l'incertezza se vi siano stati o meno 2 Il-28 nell'aviazione albanese. Sì, ma non contemporaneamente e non dello stesso tipo.

    I caccia F-7A furono molto utili, stando al confine, per intercettare prontamente gli aerei dei potenti vicini della Yugoslavia.

    Al 1999, la situazione dell'Aviazione albanese era la seguente (il numero è quello fornito inizialmente, la seconda parentesi è il modello originario sovietico copiato o elaborato dai cinesi):

    Caccia

    • 10 Shenyang (12) F-7A (MiG-21F-13)
    • 60 Shenyang (72?) F-6 (MiG-19S)
    • 4 Shenyang (4) FR-6 (MiG-19R)
    • 11 Shenyang (12) F-5 (MiG-17F)

    Addestratori

    • 20 Nanchang (20) BT-6 (Yak-18)
    • 16 Shenyang (20) FT-2
    • 3 Shenyang (3) FT-5
    • 6 Shenyang (6) FT-6
    • 1 Harbin B-5 (Il-28) per traino bersagli

    Altri ruoli

    • 4 (4) Il-14M
    • 32 Harbin (41) H-5 (Mi-4/A/S)
    • 11 Shenyang(13) C-5 (An-2T)
    • 1 Bell 222
    • 3 (3) AS-350 Ecureuil

    Nell'insieme, si trattava di circa 85 caccia e decine di apparecchi di seconda linea. La consistenza numerica dell'AUS è stata trovata inferiore a quella stimata, ma dall'altro lato vi è stata la constatazione che nonostante le terribili difficoltà economiche dell'Albania, il livello di manutenzione era eccellente e i velivoli, in colorazione grigio argento o azzurrino, perfettamente conservati e tirati a lucido. L'attività di volo sarà stata pur limitata, ma nell'insieme, nonostante si trattasse di macchine con tecnologie anni '50, il rateo di incidenti è stato talmente basso che l'81% del totale fornito era ancora in carico ai reparti, e pronto al combattimento come dimostrato dagli schieramenti operativi al confine del Montenegro, dove all'epoca vi era uno dei 4 reggimenti da caccia presenti all'epoca (oltre ad uno di trasporti e la scuola di Valona). Sulla base di Zadrima-Lezha era infatti basato il Reggimento 4010 (questi numeri tanto grandi servivano per aumentare la percezione della potenza della AUS), con la 1° squadriglia equipaggiata, unica della AUS, con i F-7, e le altre 2 con gli F-6.

    Le altre forze armate[modifica]

    Dell'esercito si può dire che sia stato equipaggiato con attrezzature sovietiche e poi cinesi (per lo più cloni degli originali russi), e lo stesso vale per le armi. A parte i famosi 500.000 bunker comprati dai cinesi ed orientati in funzione anti-sbarco, specie contro l'Italia, i materiali a disposizione eranoin buona parte costituiti da artiglierie, mortai, autocarri e alcuni blindati. I più importanti di questi sono i carri armati della famiglia T-54/55, che sono in gran parte, se non tutti, le copie cinesi T-59. Le artiglierie comprendono sicuramente pezzi da 76, 100, 122 mm, mortai pesanti e lanciarazzi multipli.

    Un mezzo di interesse è anche il Tipo 62, un carro armato leggero, o più propriamente un carro armato medio T-55 miniaturizzato, con una massa di appena 21 t ma un motore che ancora è capace di erogare 430 hp, per oltre 21 Hp/ton. Armato con un cannone da 85 mm e leggermente protetto, si tratta di un veicolo lungo appena 5,55 m e largo 2,86, comparato ai 6,3 x 3,27 del T-55, mentre l'altezza arriva a 2,25m, eccetto la mitragliatrice da 12,7mm. Incapace di affrontare i carri armati più potenti, questo veicolo è tuttavia ideale per l'impiego come carro da montagna, un poco come l'MVLN rumeno che deriva dal BMP-1. L'Albania ne ha ottenuti 35 esemplari, prima che le relazioni con la Cina si interrompessero nel 1978, per cui essi non hanno ricevuto aggiornamenti successivi quali il telemetro laser apparso su alcuni di questi carri.

    Quanto alla marina, essenzialmente relegata alla difesa costiera, da rilevare la fornitura di 12 motosiluranti P4, le prime costruite dall'URSS nel dopoguerra.

    • 12 uomini di equipaggio
    • scafo in alluminio per un peso di appena 25 tonnellate nonostante i motori diesel
    • armate con 2 tls da 457 mm
    • qualche carica di profondità
    • un paio di mitragliatrici da 12,7 o 14,5 mm in un impianto binato

    Simili ai MAS italiani del periodo bellico, erano parimenti limitati specie in condizioni di mare agitato, ma con i 2.400 hp disponibili raggiungevano 42 nodi. Differenze di nota erano il radar 'Skin head', 2 IFF, lo scafo in alluminio e la presenza di motori diesel invece che che benzina, spesso di derivazione avio, precedentemente utilizzati. Per lungo tempo i diesel marini leggeri non avevano avuto l'affidabilità dei motori a benzina, ma una volta sviluppati offrivano maggiore autonomia e sicurezza. In seguito, con la pur più grande classe P6 i sovietici sarebbero tornati agli scafi in legno, verosimilmente per problemi di costi ma soprattutto, di corrosione causata dalla salsedine (che si è sempre dimostrata un nemico formidabile per le leghe in alluminio). Forse fu proprio una P4 ad essere affondata, carica di civili, dalla corvetta Sibilla nel 1997.

    Situazione al 2008[2][modifica]

    Le attuali F.A. Albanesi sono chiamate Forcat e Armatosura të Shqipërisë (FASH) . Al 2005 si stima che gli uomini disponibili per il servizio militare fossero 788.800 (18-49 anni), le spese al 2008 pari al 2,01% del PIL. Le F.A. Albanesi, nate dopo l'indipendenza del 1912, hanno attualmente una struttura particoolare, che fa capo all'Albanian Joint Forces Command Headquarter a Durrës, ovvero il QG delle F.A. Albanesi congiunte. Sotto il quale vi sono le strutture che in inglese si definiscono General Staff Headquarters, Albanian Joint Forces Command, Albanian Support Command e l'Albanian Training and Doctrine Command. Tutto questo include la Brigata navale albanese, quella aerea, un Rgt Commando, una Brigata di supporto d'area e una Brigata di reazione rapida. Il sostegno attuale, finiti per sempre i tempi dell'isolamento dal mondo, è affidato agli USA, Germania, Italia, Grecia e altre nazioni ancora. Attualmente vi sono in corso i lavori necessari per l'ammodernamento, un programma decennale con supporto americano e una professionalizzazione da ottenersi entro il 2010 per tutte le branche. In tutto vi saranno 14.500 soldati addestrati su standard NATO ed integrati in essa, meno di quelli attuali e precedenti, ma più efficienti. Del resto, oramai i vecchi mezzi e dottrine lasciate dal regime decaduto da un ventennio sono totalmente obsoleti e servono nuovi mezzi e filosofie per una forza armata credibile. La protezione del territorio, anche di tipo civile, è quanto si richiede, assieme alla protezione dell'ordine costituzionale e a missioni internazionali. Queste ultime, una novità recente, sono cominciate con la partecipazione alla brigata europea del Sud-Est, la SEEBRIG, nata nel '98 e a cui partecipano numerose nazioni, tra cui la Turchia e l'Italia come 'big', oltre agli USA, molto interessati all'area balcanica dopo l'intervento in Kosovo. Anche per la missione 'Althea' europea gli Albanesi hanno mandato 12 artificieri, per sminare nella zona della Bosnia e del Kosovo. Sono arrivati anche in Irak e in Afghanistan (nel primo già ritirati dal 20 dicembre scorso), e persino alla MINURCAT dell'ONU in Chad. Partecipano alla 'Active Endeveaur' in Mediterraneo.

    Come ricordato in precedenza, dopo la IIGM l'Albania, liberata dall'Asse, divenne parte del Patto di Varsavia, con struttura e gradi analoghi a quelli sovietici e un controllo del partito-stato anche sulle F.A. Il regime comunista era in effetti talmente influente, che gli ufficiali d'alto rango e molti di quelli inferiori erano persone del Partito; venne aumentata la coscrizione obbligatoria, aumentata la propaganda comunista specie nelle aree rurali, dove la gente poteva essere più facilmente manipolata dai commissari politici. Dopo il 1 maggio 1966 i gradi militari vennero aboliti sull'esempio del PLA cinese e si giunse ad adottare delle forme di lotta più simili alla guerriglia, in stile Vietnam, data la superiorità occidentale in termini convenzionali. Sebbene vi fossero ancora le tre armi tradizionali, i loro comandanti contavano ben poco rispetto ai commissari politici. C'era di peggio, ovvero il Sigurimi, il servizio segreto inspirato ala KGB, e che poteva uccidere o imprigionare o deportare elementi scomodi, tra cui più di 600 ufficiali delle F.A. In sostanza si voleva impedire a queste di organizzare un colpo di Stato, e per farlo si eliminavano gli ufficiali più influenti, specie quelli di formazione occidentale, come quelli educati nelle accademie in Italia nel 1927-39, ma poi non ci si fermò e nella paranoia del regime, rimasto nel frattempo isolato dall'URSS e fuori del Patto di Varsavia (dopo che per anni Valona e altre basi sul suo territorio erano diventate basi navali sovietiche), colpì anche gli ufficiali educati alla sovietica. Poi venne anche l'isolamento dall'unica nazione amica, la Cina comunista, e dopo vari anni, il regime comunista albanese, nel 1990, cadde. Il timore dell'intervento delle F.A., per impedire la caduta dello stesso regime, non si verificò. Nemmeno negli anni successivi, la crisi economica, le rivolte del 1997, videro l'intervento dell'Esercito. Anzi, il tentativo di usarlo finì così male che le F.A. si schiantarono e i civili saccheggiarono le loro infrastrutture nel conseguente caos, tra cui la perdita di aerei FT-6 saccheggiati. Praticamente, in quell'anno le F.A. albanesi si disintegrarono.

    In seguito le cose sono andate meglio: nel 1999 era segnalata una buona attività dell'aviazione, specie durante la guerra nel vicino Kosovo. Da quell'anno le spese militari sono arrivate a circa 110 mln di dollari annui, pari a circa l'1,35% del PIL per rialzarsi e raggiungere un minimo di integrazione NATO, fino a salire al 2% nel 2008.

    Dal 2002 il processo di ammodernamento decennale ha cercato di ridurre i circa 30.000 soldati a circa la metà, ma con miglioramenti qualitativi importanti. Lo stesso vale -ma con maggiori difficoltà- per i materiali, piuttosto numerosi e con grandi quantità di munizioni. Queste sono, da sole, 85.000 t da dismettere, e si pensa di arrivare a 104.000. Una quantità enorme voluta dalla paranoia del regime e con pochi paragoni al mondo data la 'taglia' del Paese, capace di 'far saltare in aria' mezza nazione. Un esempio tragico è stato quello del marzo 2008, in cui sono saltate in aria 400 t di polvere propellente e munizioni durante un processo di dismissione. Spesso le munizioni vengono fatte esplodere in campi aperti, ma quella volta qualcosa è andato male e il boato è stato sentito a Skopje, a 170 km, mentre l'onda d'urto dell'immane esplosione ha danneggiato case a parecchi km di distanza.

    Nel frattempo, dal maggio 2003, la Croazia, Macedonia e Albania sono impegnate con un programma di cooperazione chiamato Adriatich Charter. Nel 2003, nonostante l'opposizione europea, l'Albania ha firmato un accordo bilaterale con gli USA per non estradare cittadini americani nelle altre nazioni dell'EU. Nel frattempo con l'aiuto americano venivano eliminate le armi chimiche albanesi, complessivamente 16,7 t per un costo di 48 mln di dollari, che ha richiesto 4 anni di tempo (fino al 10 luglio 2007).

    Il 3 aprile 2006 sono stati ordinati 12 MBB BO-105, i primi elicotteri occidentali per l'aviazione albanese, di cui 2 per il ministero della salute, 4 per gli Interni e 6 per l'Aviazione (o meglio, la Brigata Aerea).

    Il 14 novembre di quell'anno è stata introdotta la nuova struttura delle F.A., basata sul concetto 'Joint' ovvero 'congiunto', sia pure con 3 Comandi. Questi sono le Albanian Joint Forces Command con la RRB (Rapid Reaction Brigade), una sorta di brigata di fanteria meccanizzata, il reggimento commando, la brigata navale e quella aerea, più quella di Supporto che ha il compito di dare assistenza logistica a tutte le unità. Infine vi è il Comando addestramento e dottrina. In tutto si pensa di arrivare a circa 13.800 elementi di cui 2.000 civili. Non vi sono unità di riserva, ma per aumentare la forza di quelle già esistenti vi sono fino a 10.000 riservisti.

    Nel frattempo la Brigata di Marina è usata per lo più per pattugliamenti in stile Guardia costiera, e nel febbraio 2008 ha cominciato a partecipare alla missione Active Endeavour, fino a che il 3 aprile successivo ha ricevuto anche l'invito alla NATO come membro.

    Il comando Addestrativo albanese è costituto dall'accademia della Difesa, l'università militare, l'accademia Tomson e la brigata addestramento basico, più una scuola truppa, un centro difesa analisi e il centro supporto addestrativo. In tutto vi sono 1.000 effettivi.

    L'Accademia della Difesa Albanese conduce corsi basici ed avanzati per ufficiali.

    L'università militare di Skanderberg è un'altra accademia militare in Albania, che gestisce circa 500 studenti soprattutto per specializzazioni elettroniche e gestione. In tutto erano 3 anni, poi diventati 4 nel 2007.

    Albania Military Forces.png

    Il Comando congiunto delle forze albanesi è stato instituito nel 2006 per rendere più efficiente il piccolo strumento militare albanese. Tra le armi dismesse i carri T-34 e PT-76, e molti dei carri T-54 e 59. Sono stati comprati missili C.c. HTJ-8 e FN-5. Si cerca un nuovo APC e armi c.c. moderne.

    Armi leggere: Makarov PM 9x18 mm, TT-33 da 7,62x25 mm, Beretta 92 da 9x19 mm, HK P-8 da 9 mm, HK MP7 da 4,6x30 mm, MP-5 da 9 mm, AK-47, AKS, Model 56 da 76,2 x 39 mm, HK G36 da 5,56 x 45 mm; Dragunov SDV da 7,62x54 mm, HK 417 da 7,62x51 mm; mitragliatrici RPK, DP-27, RP-46, PK, PKM, PKSMN, DShKM, KPVT, cannoni a.a. Type 65 da 37 mm, razzi RPG-7 e Type 69, mortai da 60 e 82 mm Type 67.

    Missili: c.c. HJ-8 e HN-5 SAM

    Artiglierie: Type 66 da 152 mm

    corazzati: 373 Type 59 e 130 M113

    Al 2005 c'erano 16.000 uomini e 35.000 riservisti. Pare che 5 brigate di riserva siano state disattivate e si ridurrà la forza complessiva ad appena 8.200.

    L'aviazione in Albania ha mosso i primi passi nel 1914. Attualmente è al comando del Brigadier Gen Astrit Jaupi. Chiamata attualmente Forcat Ajrore Shqiptare, FASH, è la Brigata aerea del Comando congiunto. Per la cronaca, nel 1914 vennero ordinati tre Lohner Daimle austriaci, ma l'ordine venne cancellato data l'entrata in guerra degli austro-ungarici. Praticamente questo impedì la nascita di un'aviazione fino a dopo la II GM, data la mancanza di soldi per questa specialità. NEl dopoguerra arrivarono i caccia Yak-9, anni dopo (1955) arrivarono i MiG-15, 17, e soprattutto i J-6 e MiG-19. Di questi vennero consegnati 12 esemplari PM da intercettazione nell'ottobre 1959 e in seguito barattati con i J-7A. Questi ultimi ebbero due perdite operative negli anni '70 e 8 ebbero poi problemi con la mancanza di batterie negli anni '80. Furono soprattutto i 72 J-6 a fare la forza dell'aviazione, 12 MiG-17, vari MiG-15, 4 Il-14, 37 Mi-4(Z-5) a Farka Tirana e un prototipo di H-5 a Rinas.

    Un MiG-15 disertò in Italia nel 1997, ai tempi dei disordini che sfasciarono anche le F.A., atterrando a Galatina dopo essere stato localizzato in maniera intermittente dai radar italiani (il che causò vari problemi politici in Parlamanto per il fallimento della difesa aerea). I due piloti albanesi chiesero asilo politico. Dopo la fine dell'assistenza cinese la situazione era talmente grave che non c'era nemmeno il carburante specifico per le turbine aeree, che si tentò di replicare in patria, ma con scarsi risultati (dal 1961 si tentò a Kusova, con il cherosene TSI), così da ridurre la vita delle turbine e causando anche parecchi incidenti che nel 1955-2005 causarono la morte di 35 aviatori albanesi. Al 2004 c'erano ancora, grazie ad aiuti bulgari e ex-DDR, circa 65 J-6C anche se la maggior parte non era operativa, e 2 J-7A in condizioni di volo. Nel tardo 2004 vennero radiati dal servizio dopo un altro incidente mortale all'aeroporto di Madre Teresa, Tirana. Dal novembre 2006 l'Aviazione opera con una nuova struttura, quella sotto comando congiunto come Brigata Aerea, che comprende anche un battaglione di difesa aerea con armi da 37 mm, mentre i missili SAM sono stati ritirati dal servizio nel 2008 a causa dell'obsolescenza dei sistemi. Anche i missili HQ-2 (SA-2, Hong Qian come denominazione cinese). Vi sono 4 trasporti Y-5.

    Fino al 2005 c'erano i seguenti reparti:

    • 4004 Regiment, 1st Squadron, CJ-6 Military, Aviation Academy Vlora
    2nd Squadron, CJ-6 Military, Aviation Academy Vlora
    3rd Squadron, MiG-15bis, MiG-15UTI, Kucova Berat
    • 4010 Regiment 1st Squadron Chengdu J-7A, Shenyang J-5, Zadrima Lezha
    2nd Squadron Shenyang J-6C, Zadrima Lezha
    3rd Squadron Shenyang J-6C, Zadrima Lezha
    • 4020 Regiment 1st Squadron Shenyang J-6C, MiG-15bis, Il-14, Rinas Tirana
    2nd Squadron Shenyang J-6C, MiG-15bis, Il-14 Rinas Tirana
    • 4030 Regiment 1st Squadron Shenyang J-6C, MiG-15bis, Kucova Berat
    2nd Squadron JJ-5, MiG-15bis, Kucova Berat
    • 4040 Regiment 1st Squadron Mil Mi-4, Z-5 Farka Tirana
    2nd Squadron Z-5, Farka Tirana
    3rd Squadron Z-5, Farka Tirana
    • 4050 Regiment
    1st Squadron Y-5, AS-350, Bell 222/VIP (perso in un incidente nel 2006), Mil Mi-8; base a Rinas Tirana

    Ministry of Health Aviation Unit: SA 316, Tirana Aerodrome

    Invece sono mai stati messi in servizio, contrariamente a molte notizie, gli An-12, Li-2, Mi-2 e 17.

    Attualmente vi sono 4 SA-316 Alouette III, ex-svizzeri per il ministero della salute; 1 A.109C, 7 AB-205A-1, 7 AB-205C-1 (totale 7 volanti), 12 Bo 105 da consegnare però dal 2009, 3 AS-350B, 1 Mi-8T, 4 Y-5B e altri 8 in magazzino, così come vari MiG. Gli elicotteri AB-206C-1, sette in tutto, sono arrivati nel 2001 dall'E.I., che poi fece seguire 7 AB-205,tutti per compiti trasporto-SAR con il Reparti Ushtarak 3340. Ma essendo tutti mezzi monomotore c'era il problema della sicurezza e per questo sono arrivati anche i Bo.105, che vennero consegnati ex-esercito tedesco, e non solo vennero revisionati, come gli altri, ma anche aggiornati con un programma di 10 milioni di euro, diventando Bo-105E-4. Nel disastro di Gerdec, del 2008 (esplosione del deposito di munizioni), essi furono molto attivi portando via 120 persone già nel primo giorno d'operazioni, mentre gli AB-205 venivano usati sulla zona di pianura.

    Le attività di manutenzione sono curate localmente, specie a a Farke. I tecnici albanesi erano già capaci di improvvisare molte cose negli anni '80, per esempio comprando batterie di Mirage III per i loro J-7. Questa base, sede degli Z-5 e Mi-4, ora ospita elicotteri occidentali, tra cui anche l'A.109C VIP e un Mi-8. L'addestramento degli albanesi viene svolto a Frosinone e anche a Farke, i militari italiani, A-W, e Eurocopter si incaricano delle manutenzioni[3].

    In tutto vi sono stati:

    • 13 Y-5 nel 1963-2005 ed olte
    • 4 Il-14 nel 1957-02 (semidistrutti già nel 1997), 2 sovietici e 2 comprati nel '71 dall'Avia
    • 1 H-5 1971-05
    • 26 MiG-15bis (altri 24 cinesi dal '56), 1955-05
    • 12 MiG-15UTI (4 MiG-15UTI, 4 CS.102 e 4 FT-2), 1955-05
    • 12-80 J-5, 1962-05
    • 12 MiG-19PM (1959-65), poi trasferiti in Cina (interessata al loro sistema di combattimento)
    • 82 J-6, 1959-05
    • 12 J-7A, 1965-05, ultimo volo 2002
    • 8-20 JJ-5, 1962-05
    • 20CJ-6, 1962-05, 4 ancora in servizio
    • 37 Z-5, 1957-05
    • 12 Yak-9P e V, 1951-56
    • 1 Il-28, 1957-71
    • Yak-11, 4 1952-63
    • 4 Yak-18, 1952-62 e 18 Yak-18A del 1953-62
    • 4 Po-2, 1951-64
    • 4 SA-316, 1999 in poi
    • 7 AB-205A, dal 2004
    • 7 AB-206C-1, dal 2001
    • 1 Bell 222, dal 1991 fino alla distruzione del 2006
    • 4 AS.350, dal 1986, uno perso in incidente

    La Brigata di reazione rapida è stat creata il 6 gennaio 2001, riorganizzata varie volte fino al novembre 2006. Ha compiti vari sia difensivi che offensivi, assistenza umanitaria ecc. In tutto ha 3 btg fanteria, 1 logistico e 5 unità secondarie.

    La Marina, ovvero la Brigata Navale, o anche la Forza navale di difesa (Forcat e Mbrojtjes Detare Shqipetare) era nota come Comando difesa costiera fino al 1996. Ora che è, un po' nello stile del Canada, parte di un comando congiunto piuttosto che una F.A indipendente, ha QG a Durres e due basi operative, ovvero questa e Vlora. I vecchi scafi sovietici e cinesi sono oramai fuori servizio mentre vi sono parecchie navi americane e italiane. 2 dragamine sovietici sono ancora in linea, in attesa di 4 grosse navi di pattugliamento olandesi Type 4027. Vi è anche un'accademia militare navale. Fino al 1996 c'erano ben 145 mezzi navali, di cui 45 piccoli aliscafi siluranti 'Huchuan', più alcune cannoniere 'Shangai'. Soprattutto, vi erano 4 sottomarini 'Whiskey', eredità sovietica (i rapporti vennero interrotti nel '61). Questi rimasero in efficienza con l'aiuto cinese fino agli anni '80, quando l'isolamento albanese era diventato insostenibile, fino a che vennero ritirati nel 1988. Uno di essi fece una missione di 22 giorni attorno a Malta nel '68, una delle missioni più a lungo raggio della flotta subacquea albanese.

    Le navi attualmente sono 2 T-43, 1 Projeckt 122bis (Kronshtadt), 1 Type 062, 1 LCT Mk 3, 1 Proj. 533, 1 Pr 368, 2 Pr 501, 1 nave pattuglia e poco altro. Le navi del Servizio Guardia Costiera sono 3 Sea Spectre Mk III, 2 PCC da 45 ft americane, 4 Type 227 Italiane, 1 ex-Guardia costiera, 7 motolance Type 51.

    Il tutto è suddiviso in due flottiglie, a Vlora la 2a e a Kepi la prima.

    Quanto alle armi di distruzione di massa, il totale ammontava a 16.678 kg di gas come il 'mostarda', la lewisite, adamsinte e cloroacetofene. L'Albania ha segnato la convenzione delle armi chimiche nel 1993 (CWC) e lo attuato dal 1997. Solo 6 nazioni, però, hanno dichiarato secondo il trattato, il loro totale di armi chimiche, tra cui l'Albania, ma solo nel marzo 2003, dopo la scoperta in qualche deposito, di 600 contenitori, comprati forse negli anni '70. Quando l'11 luglio 2007 l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche annunciò la distruzione dell'arsenale, l'Albania divenne la prima nazione a distruggerle secondo i termini della CWC per 48 mln di dollari con il contributo degli americani. Nel frattempo, con la convenzione sulle armi biologiche firmata nel giugno 1992 è stato bandito anche questo tipo di arm, mentre già nel settembre 1990 era stato siglato il trattato di non proliferazione nucleare, e prima ancora il 20 dicembre 1989 firmò la convenzione di Ginevra il 20 dicembre 1989 e infine il CNTBT sempre sulle armi nucleari il 23 aprile 2003.

    Il Comando Supporto è basato a Tirana e ha una brigata logistica, un reggimento supporto, un reggimento infrastrutture, un centro di reclutamento personale e reclutamento, un ospidale universitario, un centro di sviluppo e un battaglione polizia militare. Tra l'altro vi è anche la capacità di manutenzione fino al terzo livello, oltre a quello sanitario e il supporto per le missioni internazionali. In tutto si parla di 4.200 persone.

    Tra i reparti speciali quello chiamato RENEA, Reparti i Neutralizimit te Elementit te Armatosur, è il principale. È stato stabilito negli anni '90 soprattutto per azioni anticrimine dato il livello di delinquenza aumentato rapidamente dopo la caduta del comunismo. Si tratta di un personale altamente qualificato e con compiti molto delicati. Inizialmente, ai tempi del comunismo, c'era l'Unità 326 (Reparti 326), che era usata soprattutto per controllo delle rivolte, e che venne conseguentemente disciolta dopo la fine del regime. Attualmente questo reparto è simile al GIGN, NOCS, GIS, GSG-9 e altre unità speciali. NOn si sa quanti siano, ma originariamente erano militari e operavano in team di 4 elementi in stile SAS. Vengono addestrati duramente, incluse le missioni in montagna (la massima altura locale è mte. Korabi da 2.761 m). L'età massima di ammissione è di 26 anni. Le armi sono tra l'altro gli AK-47 (Type-56), G3, MP-5 SVD e altro ancora, tra cui i fucili SAKO TRG-22 e 42, più precisi dei pur popolari SVD, armi meno 'speciali' quanto ad impiego. Poi vi sono anche pistole come la Makarov e Beretta, la SIG-226 e 228, la Jericho, le mitragliatrici RPD e RPK.

    Diverse le missioni operative, come quella del gennaio del '91 nella prigione di massima sicurezza Shenkoll, dove però operò l'unità 326, antenata del RENEA. Nel novembre 1992 vi furono grosse alluvioni e il RENEA venne usato per distribuire cibo e rifugi con battelli ed elicotteri. 10 anni dopo, tra le altre azioni, vi è stato lo sgominamento dei trafficanti di droga sequestrando oltre 1.000 kg di eroina pura. Fino a quell'anno si ricordano tre vittime dell'unità speciale in parola.

    Nel 2002 venne anche sciolto il Reparti i Operacioneve Speciale (ROS) del ministro degli interni, anch'essa usata soprattutto contro il crimine organizzato. Il gruppo Shqiponjat (aquile) è un altro gruppo di intervento rapido, addestrato dalla polizia italiana.

    Il vecchio gruppo speciale era l'Unità 326. Aveva circa 600 effettivi per compiti antiterrorismo, antinsurrezione, ricerca e soccorso ecc. Venne abolito nel 1991 data la sua associazione stretta con il regime comunista. Esso nacque nel 1982 come unità per il Ministero degli Interni.

    1. Viroli, Elio: L'aviazione militare albanese, Panorama Difesa, giugno 1992
    2. Dati da wiki.en
    3. Da Aerei N.52