Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Belgio

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  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Flag of Belgium.svg

    Come altri piccoli Paesi NATO, il Belgio ha avuto una forza militare di tutto rispetto durante la Guerra fredda. Durante gli anni i suoi fornitori hanno visto uno spostamento consistente dalla sfera di influenza inglese a Germania Occidentale, USA, Francia e Italia.

    La principale risorsa dell'industria militare belga è quella delle armi leggere, con la FN di Herstal, di cui si dirà più approfonditamente poi.

    Le armi di altro genere sono anch'esse state concepite: per esempio i Sibmas, veicoli di buon livello, 6x6, costruiti per la Malaysia in 182 mezzi. La ditta Cockerill ha poi realizzato una gamma di cannoni per mezzi corazzati leggeri, soprattutto noti sono i cannoni da 90 mm a media pressione. Infine, la SABCA ha costruito su licenza molti aerei, come gli F-104 e gli F-16.

    A parte questo il Belgio, militarmente parlando è sempre stato dal dopoguerra nettamente inferiore in praticamente ogni campo rispetto all'Olanda, che ha comunque costituito una realtà complementare in numerosi programmi (essendo entrambi paesi del BENELUX, sigla che prima degli sviluppi nell'integrazione europea aveva la sua importanza).

    L'aviazione si è avvalsa di una certa capacità produttiva garantita dalla SABCA. Non vi è mai stata l'originalità dell'olandese Fokker, ma molti aerei come gli F-16 sono stati prodotti su licenza in quantità.

    La Marina ha avuto un certo sviluppo con navi costruite localmente, ma non ha avuto nessuna ambizione oceanica, come invece ha ottenuto la marina olandese.

    Gli inizi[modifica]

    Il Belgio iniziò il riarmo negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale. La sua forza militare era modesta, con pochi mezzi navali moderni, carri armati leggeri 'tankette', e una modesta forza aerea, nondimeno discretamente equipaggiata.

    L'origine della Belgian Air Force, meglio ancora Belgische Luchtmacht / Force Aerienne Belge, partì con la Compagnie des Ouveries et Aérostiers, formato dall'Esercito il 31 ottobre 1910. Il primo aereo, però, venne procurato solo il 5 maggio 1911; all'inizio della guerra aveva 4 squadriglie con vari Farman, diventati poi nel marzo 1915 la Militair Vliegwezen con sei squadroni. Nel periodo interbellico vennero ordinati alcuni aerei abbastanza moderni: circa 30 Fiat CR.42, alcune decine di Hurricane e Gladiator, bombardieri leggeri come i Fox, e in prospettiva c'erano anche i Buffalo americani. Questi aerei servivano in tre reggimenti, ma la maggior parte di questi apparecchi venne distrutta al suolo già nella primissima fase di combattimenti con i tedeschi, che mitragliarono e bombardarono al suolo la flotta aerea belga, soprattutto gli Hurricane, che all'epoca erano uno dei 3-4 apparecchi da caccia moderni esistenti a livello mondiale, costituendo il nerbo della RAF e quindi, la loro presenza nelle forze aeree belghe era tutt'altro che scontata, visto che l'aviazione inglese era ancora in fase di equipaggiamento e impegnata nella 'Phooney war' con i tedeschi, definibile come guerra 'a bassa intensità'.

    I Tedeschi passarono per le Ardenne, scardinando il piano alleato, e circondando le unità francesi che imprudentemente, pensando fosse impossibile passare per tale catena montuosa, con ingenti forze corazzate, si erano gettate in avanti. Questo avrebbe poi sortito un effetto devastante. I Belgi vennero travolti, gli Olandesi, nonostante una feroce resistenza, a loro volta non durarono molto, anche se provocarono gravi perdite ai tedeschi. Le divisioni di cavalleria meccanizzata francesi (DLM), la cosa più simile alle unità corazzate tedesche vennero sconfitte in tre giorni di battaglie, nonostante la resistenza opposta dai SUMUA S.35, quasi invulnerabili ai pezzi da 37 mm tedeschi, mentre i carri germanici lo erano nei confronti dei pezzi da 47 francesi. Alla fine i tedeschi vinsero, batterono i francesi e corsero fino a Dunquerke, passando per la costa, tagliando fuori le forze alleate del nord da quelle del centro della Francia e aggirando la maggior parte della famosa e potente Linea Maginot. La campagna di Francia durò fino al 25 giugno, ma di fatto, era già decisa dopo pochi giorni dall'inizio, il 10 maggio.

    Non fu una vittoria facile, con i tedeschi che persero circa 800 mezzi corazzati e tra 1000 e 2000 aerei. Ma la battaglia contro forze alleate nettamente superiori teoricamente, specie in mezzi corazzati e artiglierie, fu completa: la Francia venne sconfitta, parzialmente occupata (inclusa Parigi) e ridotta all'impotenza con il governo collaborazionista di Vichy. Ingenti forze francesi in Africa e Oriente, comprendenti circa 700.000 uomini, rimasero per lo più inerti per i successivi anni di guerra fino all'invasione tedesca del 1942, quando la Francia venne totalmente occupata e autoaffondò la flotta a Tolone. In tutto questo il Belgio non ebbe molta parte, sconfitto come l'Olanda e il corpo di spedizione inglese, costituito da quasi tutto l'esercito campale. L'Offensiva finale tedesca ad Ovest, ironia della sorte, venne ancora combattuta, alla fine del 1944, sul suolo belga. Fu un'altra carneficina, in cui i tedeschi gettarono le loro ultime riserve umane, e speranze, tentando grazie al maltempo che tolse la superiorità aerea alleata per giorni, di fare agli Alleati quello che i tedeschi già riuscirono a fare nel 1940. Era follia pura, e dopo alcuni successi iniziali i tedeschi vennero sconfitti. Uomini di mezza età, ragazzi, impiegati, vennero usati per questa battaglia senza speranza, e combatterono nondimeno al meglio delle loro capacità. I Belgi non s'arresero totalmente: per esempio, i reparti aerei continuarono a combattere nella RAF come "Belgische Luchtvaartsektie".

    Finita la guerra, il Belgio era un Paese semidistrutto da 5 anni di devastazioni e occupazioni. Ben presto cominciò a riprendersi da tale stato, e venne aiutato, come molti altri Paesi europei, dagli americani e inglesi. In termini di forniture militari esso rimase sempre vicino alla Gran Bretagna, almeno finché questa ebbe qualcosa di interessante da offrire.

    Dopoguerra e anni '60[1][modifica]

    La fornitura di aerei da caccia postbellici vide inizialmente macchine ad elica come gli Spitfire, poi arrivarono i jet, pure inglesi. Nel 1949 arrivarono i Meteor: 48 F.Mk 4, seguiti dalle macchine prodotte dalla Fokker olandese (anche l'Olanda aveva ottenuto i Meteor) per un totale di altri 212 apparecchi, includendo però 67 esemplari montati -come parti staccate- dalla Fairey belga (da non confondersi con la casa aeronautica inglese). Questi nuovi Meteor erano gli F.Mk 8. Essi non erano migliori come prestazioni rispetto agli Mk 4 nonostante i motori fossero più potenti, per via dell'aumento di peso. Il Meteor fu il secondo aereo da caccia a reazione che entrò in servizio. Nonostante questo, esso era manifestamente inferiore al Me-262, essenzialmente perché aveva un'ala diritta. Eppure, il Meteor ottenne nel dopoguerra un record di velocità massima a circa 980 kmh. Superato dalle macchine ad ala a freccia, si ritrovò -nonostante l'armamento adeguato per i duelli aerei- relegato a compiti marginali in Corea, superato dai Sabre e MiG-15.

    Era necessario un caccia migliore, ma gli inglesi, nonostante la loro leadership in motori aeronautici, non furono in grado per anni di mettere in servizio i nuovi apparecchi e si rassegnarono ad ordinare più di 430 F-86 per la propria aviazione, come soluzione 'ad interim'. I caccia notturni non avevano bisogno di eccezionali prestazioni velocistiche, ma di un buon radar. I Belgi avevano giù i Mosquito NF Mk.30, e li sostituirono con piccoli numeri di Meteor NF Mk.11.

    Per ovviare alla necessità di caccia dalle migliori prestazioni, il Belgio si accodò agli altri numerosi utenti di macchine americane, cosa che sarebbe stata confermata in numerose altre volte. Gli F-84G, capaci di 1.000 kmh con un motore Allison J35 da 2540 kgs, erano veloci nonostante l'ala diritta e portavano un potente carico utile di bombe. Dal marzo 1951, un mese dopo l'Olanda, il Belgio cominciò a ricevere i primi di ben 213 apparecchi, quasi quanti ne ricevette l'Italia partendo da oltre un anno dopo. I piani per riequipaggiare le forze aeree NATO con un megacontratto per 1000 D.H. Venom prodotti su licenza dalla Fiat aviazione (già coinvolta nei Vampire Mk.52) vennero stracciati da tali forniture, nonostante che il Venom fosse un apparecchi almeno altrettanto valido dell'F-84. Il successo arrise ad un caccia diverso e più avanzato, l'Hawker Hunter. Macchina elegante e armoniosa, volava in maniera eccellente con la sua ala a freccia a larga corda, quasi una rivisitazione dell'ala ellittica degli Spitfire. Questo apparecchio si distingueva per la sua forma rispetto agli altri caccia dell'epoca, che risultavano tozze macchine motorizzate da turbogetti assiali e con il muso deturpato da una grande presa d'aria che non lasciava spazio se non ad un radar telemetrici, quando questo era presente. L'Hunter aveva invece un turbogetto assiale Sapphire o Avon, che gli dava una linea molto snella e una fusoliera molto lunga, e le prese d'aria erano spostate e inserite in maniera elegante nella radice alare. Nondimeno, il muso non venne mai modificato per ospitare un radar da intercettazione, ma rimase con quello telemetrico in un cupolino dielettrico. L'armamento era di 4 cannoni Aden, armi estremamente potenti per l'epoca, essendo cannoni revolver da 30mm senza compromessi in cadenza di tiro (1300 c.min) e velocità iniziale, anche se leggermente carenti come peso del colpo singolo. L'Hunter iniziò tuttavia tardi la sua carriera rispetto alle macchine americane e sovietiche, soffrendo in accordo all'avvento dei primi caccia supersonici. La prima fornitura riguardò l'Hunter F.Mk4, 7 esemplari consegnati nel marzo 1955. 12 di produzione Fokker e 93 di produzione Fairey seguirono, per un totale di 112 esemplari. Seguirono altri Hunter, gli Mk.6 con motore Avon da ben 4540 kgs, quasi il doppio dei primi jet con ali a freccia come i MiG-15. L'Hunter era peraltro anche assai più pesante e non superò la velocità del suono in volo orizzontale (arrivava a quasi 11 t). Ne venero forniti esattamente 144: 95 dalla Fairey, 20 dalla Fokker, 29 prodotti dalla Fokker e montati dalla SABCA. La sinergia del Benelux era evidente visto che l'Olanda adottò nel frattempo 90 Mk.4 e 93 Mk.6. Per una volta il Belgio ottenne quindi una fornitura maggiore di macchine equivalenti rispetto all'Olanda, con un totale di 256 contro 183. Il Belgio non ebbe i cacciabombardieri F-84F, ma ebbe 34 RF-84F ricognitori-bombardieri. Un altro acquisto dell'epoca fu il caccia canadese CF-100 Canuck, che era un robusto bireattore simile all'F-89 Scorpion americano, ma molto più affidabile e veloce. 53 macchine vennero comprate dal Belgio mentre altre vennero schierate dal Canada.In effetti, fu proprio la constatazione della capacità di questo aereo che operava in Europa dal 1956 in poi, spinse il Belgio a comprarlo.

    L'F-104, il primo 'supersonico' della FAB

    Il caccia successivo comprato dal Belgio era un velivolo totalmente diverso. La Germania ebbe una proposta per il nuovo caccia, che non essendo stato presentato nella misura del costoso Lighting, venne presentato nella forma dell'SR.177 con turbogetto e motore a razzo. Sembrava che l'industria tedesca fosse sul punto di ottenere un clamoroso successo in Germania Occidentale, ma invece l'SR.177 venne cancellato dagli sviluppi finaziati in Gran Bretagna e così questo apprecchio non ebbe seguito. Una versione multiruolo del Lighting avrebbe potuto soddisfare la Luftwaffe, ma ancora una volta, la Gran Bretagna non fece la cosa giusta rifiutando di presentarla e inducendo i tedeschi a scegliersi un nuovo caccia, che per le esigenze produttive si trasformò rapidamente in un programma europeo. La vittoria arrise all'F-104G, macchina che non ebbe molto successo negli USA per le carenze originarie in raggio d'azione, ma che era molto veloce e potente. Il Belgio ne ebbe 12 TF-104G biposto, e 101 prodotti su licenza dalla SABCA. Non venne invece comprato alcun RF-104G.

    Le macchine vennero consegnate a partire dal 14 febbraio 1963, e gli aerei avrebbero servito fino al 19 settembre di vent'anni dopo. Essi equipaggiarono i No. 31 e 23 Sqn., cacciabombardieri basati a Kleine Brogel; i No. 349 e 351 erano caccia intercettori, basati a Beauvechain, e un reparto d'addestramento. Le perdite furono 38 monoposto e 3 biposto, una percentuale elevata per una forza aerea sostanzialmente piccola. Dagli inizi degli anni '80 vennero sostituiti con rapidà dagli F-16 A/B.

    Nel frattempo, i Belgi scelsero i carri da battaglia di nuova generazione: nonostante la forte concorrenza ed influenza francese, la scelta fu ancora una volta presa in accordo con gli olandesi, che giù avevano i Leopard 1. Così avvenne anche per i Belgi, mentre i veicoli da combattimento truppa erano gli M113 americani.

    Gli anni '80[2][modifica]

    In quel decennio ulteriori cambiamenti portarono al massimo delle proprie possibilità il Belgio, pur sempre un piccolo Paese con 9,9 milioni di abitanti. Era istituito il servizio di leva, ma a seconda se si prestava servizio in Germania o in patria questo arrivava a 8 o 10 mesi. In tutto vi erano 95.000 uomini in armi, più 160.000 riservisti dell'Esercito, 14.000 dell'Aeronautica, 4.500 della Marina. La Gendarmeria aveva 16.000 uomini, con 62 autoblindo FN, 80 APC BDX, 5 elicotteri Aluette II e tre Puma.

    Esercito[modifica]

    Esso era l'elemento numericamente più importante, con 69.670 uomini di cui 27,525 di leva. Questo piccolo esercito era basato principalmente in Germania, con la forza disponibile nel I Corpo d'Armata, a Colonia. Se ve ne fosse stata la necessità, il piano era di operare a sud del BAOR inglese. La forza principale era di tre Brigate meccanizzate e una corazzata. In tutto vi erano:

    • 1 brigata corazzata
    • 3 brigate meccanizzate
    • 3 battaglioni esploranti
    • 1 battaglione carri (M47?)
    • 2 battaglioni fanteria motorizzata
    • 3 battaglioni artiglieria
    • 1 battaglione missili Lance
    • 1 reggimento paracadutisti
    • 4 battaglioni contraerei
    • 5 battaglioni del genio
    • 4 gruppi aviazione esercito

    La dotazione era:

    • Carri; vi erano 334 Leopard 1 delle prime versioni, con programmi d'aggiornamento importanti.

    Il Belgio fu uno dei primi Paesi ad ordinare tale carro armato, nel dicembre 1967 con consegne iniziate nel febbraio 1968. Essi erano equipaggiati con mitragliatrici FN MAG al posto delle MG 3, nonostante la maggiore cadenza di tiro di queste ultime (la standardizzazione venne in tal modo assicurate con il resto dell'esercito). Con il tempo vennero consegnati anche 36 carri soccorso, 6 pionieri, 12 scuola e soprattutto 55 Gepard. Dal 1975 questi carri vennero aggiornati ad uno standard migliore, con manicotto antidistorsione, sistema di stabilizzazione Cadillac-Cage, e per un terzo dei carri, un sistema SABCA di controllo del tiro, che dal 1981 venne esteso a tutti i carri armati. Questo sistema era basato su di un telemetro laser e un calcolatore, che però era ancora (data l'epoca) analogico. Tutto questo incrementò molto l'efficienza del mezzo e il sistema belga venne applicato anche ai Leopard australiani e canadesi, visto che ancora non era disponibile, apparentemente, il COBELDA dei leopard 1A4 e tantomeno l'EMES del Leopard 2/1A5.

    Poco noto che anche l'M47 era presente in circa 60 esemplari, per un battaglione di riserva.

    • Blindati esploranti: 133 carri leggeri Scorpion e 153 Scimitar.

    Questi veicoli fanno parte della famiglia di blindati leggeri inglesi Alvis Scorpion, di grande successo e prodotta in oltre 4.000 mezzi: il Belgio, solo uno dei tanti utenti, ha ottenuto non meno di 597 esemplari, una forza considerevole, in quasi tutte le versioni principali, esclusa forse l'ambulanza Samaritan. Essi sono stati utilizzati anche come cacciacarri (Striker) e trasporto truppe (Spartan).

    Questi mezzi avevano una eccellente mobilità e un pesante armamento, che nel caso degli Scorpion era dato da un cannone L23 con proiettili HESH, mentre gli Scimitar avevano un pezzo RARDEN da 30 mm, utilizzabile anche contro gli elicotteri. Esso era molto più efficace del 76mm a bassa pressione, ma non era capace di mettere KO un carro armato colpendolo frontalmente. Tutti questi mezzi formavano 3 battaglioni esploranti. Gli Striker erano armati con 10 missili Swingfire, contendenti inglesi nel campo delle armi a lunga gittata controcarro, con gittata di oltre 4 km.

    • APC: 1365 mezzi in tutto, comprendenti numerosi M113, M75, Spartan.

    I vecchi M75 erano ancora in servizio, ma stavano arrivando in linea gli M113A2 con motore diesel, e soprattutto i derivati AIFV con torretta monoposto armata del potente cannone da 25 mm del Bradley. Essi erano stati ordinati anni prima in 525 e 514 esemplari rispettivamente, per dare ai reparti belgi finalmente un veicolo economico ma ancora definibile come mezzo da combattimento per la fanteria meccanizzata, ben armato e anche protetto per la sua classe. Gli Spartan erano parte della famiglia Scorpion, si trattava di piccoli e altamente mobili APC in servizio in ben 266 esemplari.

    • Artiglieria, supporto di fuoco:
    • 118 obici da 105mm
    • 11 semoventi M110 da 203mm
    • sei sistemi missilistici nucleari Lance
    • varie decine di M109 da 155mm ed altro ancora.
    • I missili controcarro erano 274 sistemi MILAN, e 43 Swingfire a lungo raggio sistemati, in rampe quintuple, su 43 veicoli Striker.
    • I 55 Gepard da 35mm, comprati in accordo alla scelta fatta anche dagli olandesi, che però comprarono 95 mezzi con elettronica in parte nazionale.
    • 37 lanciamissili HAWK erano presenti per la difesa aerea. I sistemi cacciacarri comprendevano anche 80 Jadpanzer con cannone da 90 mm Cockerill.
    • Armi portatili: fucili FN FAL, mitragliatrici FN MAG, mortai vari.
    • Elicotteri: 67 Aluette II, 12 aerei BN Islander leggeri

    Force Arienne Belgique (FAB)[modifica]

    L'aviazione era stata riequipaggiata con nuovi aerei di recente. Assegnata per la maggior parte (8 Gruppi complessivi) alla 2° ATAF, ovvero sotto comando NATO, essi erano equipaggiati con molti tipi di apparecchi. In tutto vi erano:

    • 5 gruppi cacciabombardieri: equipaggiati con un congruo numero di Mirage 5BA o biposto BD, per un totale di 54, e con 36 F-16A/B.
    • 2 gruppi intercettori con 36 F-16
    • 1 Gruppo ricognitori con 18 Mirage 5BR
    • 6 Gruppi contraerei, equipaggiati con i missili Nike-Hercules
    • 2 gruppi trasporto con 12 C-130H, 2 727, 3 BAe 748, Merlin IIIA, 2 Falcon 20
    • 1 Gruppo elicotteri con 5 Sea King e 3 HSS-1
    • Scuola aerea con un totale di 32 Alpha Jet, 28 SF-260, 23 Magister
    F-16C Fighting Falcon fires an AIM-9 Sidewinder.jpg

    La forza da combattimento era recentemente ridotta per tagli alla Difesa. Conclusa senza rimpianti l'era F-104 già el 1983, il Belgio si era nel frattempo riequipaggiato con i Mirage 5 e i nuovissimi F-16 A/B. Peraltro gli incidenti aerei continuarono,forse per le cattive condizioni di visibilità, ad essere consistenti. In ogni caso, con i Mirage 5 dedicati all'attacco e alla ricognizione, la FAB era diventata un importante cliente del Mirage di prima generazione, mentre l'F-16 arrivava come successione all'era Starfighter, quando alla fine degli anni '70 si aggiudicò il concorso NATO per un nuovo caccia leggero multiruolo, battendo il Viggen e di stretta misura, l'F.1 francese. La SABCA ne costruì su licenza un totale di 160 per le proprie esigenze (96 A e 64 B), a cui si aggiunsero altri 70 per la Danimarca. L'Olanda ne costruì un totale di oltre 200 esemplari (Fokker) per la sua KLU (e altri 84 per la Norvegia), ma il Belgio aveva una fisionomia diversa: infatti, la sua avizione aveva una struttura piccola ma completa, con una buona capacità di trasporto aereo e una scuola di volo autonoma con un misto di vecchi reattori Magister, addestratori basici SF-260 italiani, e 32 moderni Alpha Jet di costruzione francese, forse i migliori addestratori intermedi disponibili a livello internazionale.

    La difesa aerea comprendeva anche batterie di missili Nike-Hercules, obsoleti ma con un raggio persino eccedente le necessità belghe, essendo capaci di colpire a 140 km.

    Marina[modifica]

    Basi principali, Kallo, Ostenda, Zeerbrugge

    • 4 Fregate E-71
    • 7 dragamine d'altura Aggerssive
    • 6 dragamine costieri Adjuntant
    • 14 dragamine litoranei Herstal
    • 2 navi logistiche
    • 6 unità da pattugliamento fluviale
    • 3 elicotteri Aluette III
    • 10 cacciamine Tripartite (in acquisizione)

    La Marina non era particolarmente sviluppata, specialmente a confronto con quella olandese. Nessun sottomarino era presente, mentre le navi maggiori erano solo 4 fregate E-71 classe Wielingen, dotate di un cannone da 100 mm francese, un lanciamissili Sea Sparrow, 4 Exocet e altre armi, ma troppo piccole per avere anche elicotteri, comunque non disponibili eccetto pochi Aluette.

    Per il resto, oltre a queste piccole fregate (essenzialmente costiere) vi erano molti dragamine/cacciamine, per lo più obsoleti. In fase di acquisizione vi erano però 10, poi aumentati a 15 cacciamine classe Tripartite, moderne unità in vetroresina (per essere più resistenti degli scafi in legno e più smagnetizzate di quelle in acciaio) costruite con un programma francese, belga e olandese. Questo costoso programma confermava che la marina belga era primariamente destinata alla difesa costiera, soprattutto aiutando nella difesa antimine con una forza più consistente di quella di altre marine NATO. Le capacità di operare oltremare erano pressoché inesistenti, nonostante il recente passato di Colonia del Belgio.

    Al tempo attuale[3][modifica]

    Le attuali F.A. Belghe, ovvero le Belgische Strijdkrachten/Forces Armées belges, eredi di quasi due secoli (1830), sono al comando del Re Alberto II e, in pratica, gestite dal Ministro Pieter De Crem. Gli uomini e le donne disponibili sono 2,436 e 2,369 mln tra i 18 e i 49 anni, di cui quelli idonei sono 1,998 e 1,940 mln. Ogni anno arrivano ai 18 anni 64.263 e 61.402 persone rispettivamente, per cui anche in Belgio vi è una maggior popolazione maschile rispetto a quella femminile, come già visto in molti altri Paesi. La spesa è al 2008 di 3,4 mld di euro, pari all'1,3% del PIL nazionale. Il totale delle forze effettivamente disponibili è di 47.000 militari attivi e 100.500 di riserva. Tutto questo è ripartito tra Esercito o meglio, Componente terrestre, quella aerea o Aeronautica, quella navale o, detta convenzionalmente, Marina, e infine la componente medica. L'età per il militare è di 18 anni. Le spese del budget sono per il 63% per stipendi, 25% manutenzione, 12% per investimenti. I comandi delle componenti sono il COMOPSLAND, COMOPSAIR, COMOPSNAV e COMOPSMED, che si riferiscono alle varie componenti di terra, aria, marina e medicina. Tutte sono subordinate al Dipartimento per le Operazioni e addestramento del Ministro della Difesa. Tutte le componenti eccetto la Marina hanno attualmente gli stessi gradi.

    Nonostante le riduzioni considerevoli avvenute ultimamente, sono attualmente in corso ulteriori riduzioni per rendere lo strumento militare più rapido soprattutto nel rispondere alle crisi umanitarie e alle missioni di peacekeeping, il che presuppone una struttura 'leggera'. La situazione è tale che, rispetto ai vecchi tempi della Guerra fredda, sono in fase di radiazione i mezzi cingolati rimpiazzandoli con quelli ruotati, tant'è che vi sono programmi come quelli per gli obiqui Piranha e i Dingo 2, che sostituiscono i Leopard 1A5BE, nonostante che i Belgi avessero a suo tempo molto investito nell'ammodernamento di questi carri armati. Nel frattempo sono presenti programmi per elicotteri NH-90 e aerei A-400M, da completarsi nel 2015. Tuttavia non mancano soluzioni nazionali particolari, come il cannone CMI da 90 mm installato sul Piranha 3, un'arma ben poco diffusa e così i produttori di munizioni appositi. La concezione 'binaria' del Belgio è tale che tra Fiamminghi e Valloni, di fatto due nazioni diverse, sorgono spesso controversie, come la locazione della scuola di Cavalleria.

    Esercito[4][modifica]

    Questo era conosciuto come tale fino al 2002, dopo di che, dopo 172 anni, è stata cambiata la definizione ed è diventato la 'componente terrestre' delle F.A. militari (Composante Terre/ Landcomponent). In tutto ha 24.361 effettivi e 10.000 civili, al comando del Magg.Gen. Eddy Testelmans. Ha una lunga storia e tradizione, e a parte la I GM, dove venne coinvolto pesantemente, nel 1940 venne travolto dai Tedeschi. Con appena 100.000 soldati (aumentabili fino a 550.000 se necessario) non riuscì ad impedire alle truppe naziste di entrare per la 'porta girevole' delle Ardenne. Eppure non erano armati in maniera così scarsa, con 108 mitragliatrici leggere, 52 pesanti, 9 mortai pesanti o cannoni da fanteria e 6 controcarri per ciascun reggimento. In ogni caso, mancavano praticamente i mezzi corazzati e l'aviazione non riuscì a disturbare la Luftwaffe. I Belgi formarono una forza Libera nel 1940-45, in Gran Bretagna, e questa comprendeva la 1a Brigata di fanteria. Dopo la guerra le F.A. belghe vennero presto ricostruite e l'Esercito mandò il Primo Corpo in Germania, stavolta in funzione non di invasori, ma di deterrente contro la minaccia del Patto di Varsavia. Nel 1980 questa forza, che aveva QG a Haelen Kaserne, a Colonia, aveva la Prima divisione fanteria e la 16a Meccanizzata, per il settore centrale del fronte.

    Attualmente i Belgi sono usciti molto tempo dalla Germania, e le Forze terrestri sono andate ad assumere una costituzione molto più mobile e meno armata rispetto ad un tempo. Attualmente sono suddivise in 'capacità', comando, combattimento, supporto, servizi e addestramento. Il primo racchiude il comando COMOPSLAND, la Cellula di reazione immediata (parà), la prima Brigata (lingua olandese, Leopoldsburg), e la 7a brigata (in lingua francese, a Marche-en-Famenne).

    Belgium Army.png

    Il combattimento ha tre battaglioni para-commando, 4 di fanteria e due di carri. Non è certo molto quanto resta rispetto a decenni prima, e in particolare la fanteria ha attualmente il 5° reggimento, i Carabinieri (Prince Baudouin); quello delle Ardenne, il 12° Reggimento di Principe Leopoldo e il 13°. I due battaglioni carri sono il 1/3 Lancieri e il 2/4 Lanceri.

    La capacità di supporto ha caratteristiche miste civili e militari, ma anche le Forze speciali, tre unità d'artiglieria e due Genio. Le unità di ricognizione sono il 1° Reggimento Guide e il 2° Rgt Guide. Le unità d'artiglieria sono il 1° Rgt, il 2° d'artiglieria paracommando e il 14° Reggimento a.a. I due battaglioni Genio sono il 4° e l'11°.

    Il comando servizi ha sei battaglioni logistici, la polizia militare e il Distaccamento militare del Palazzo delel Nazioni, i DOVO (artificieri), centri d'addestramento e il gruppo di controllo movimenti. I 5 gruppi CIS (Comunicazioni e Informazioni) sono i n.2, 4, 5, 6, 10. I btg logistici sono i n.4, 8, 18, 20, 19 e 51. La Polizia militare ha circa 200 effettivi con 5 distaccamenti.

    La capacità di addestramento ha 4 dipartimenti: addestramento di Arlon, dipartimento di corazzati e cavalleria di Leopoldsburg, il dipartimento addestrativo di artiglieria di Brasschaat, e il Dipartimento Genio di Namur.

    Molti dei pochi reggimenti rimasti sono con nomi multipl, per esempio il Reggimento 12° è noto anche come 13°, perché questi due vennero uniti nel 1993.

    In tutto, vi sono due brigate normali e una struttura di Reazione immediata (ex-Para-commando).

    Prima Brigata

    Compagnia QG "8/9 Linie", Reggimento corazzato 2/4 'Lansiers', Reggimento ricognizione corazzata 1 Jagers te Paard; Rgt fanteria meccanizzata "Carabiniers Prins Boudewijn- Grenadiers"; Rgt fanteria "Bevrijding- 5 Linie"; 2° Reggimento artiglieria da campagna.

    Settima brigata: Compagnia QG "2 Chasseurs à Pied" Rgt corazzato "1/3 Lanciers"; Rgt corazzato esplorazione "2/4 de Chasseurs à Cheval"; Reggimento Fanteria meccanizzata "12 Ligne Prince Léopold- 13 Ligne"; 1° Rgt artiglieria da campagna.

    Cellula di reazione rapida HQ Company "Rgt. ParaCommando", 1st Paratroop Battalion, 2nd Commando Battalion, 3rd Paratroop Battalion.

    Armi e mezzi:

    • Armi leggere: Pistole FN Five-seven 5,7 mm, mitra P90 da 5,7 mm, FN FMC da 5,56 mm (fucile d'assalto), FN F2000 (Forze speciali), fucili sniper Accuracy International da 7,62 mm, mitragliatrici FN Minimi da 5,56 mm, FN MAG da 7,62 mm, M2HB da 12,7 mm.
    • Armi di supporto: M72LAW da 66 mm, Mecar M72 (granata a mano), M18 (idem), M93 (da fucile), HAFLA (lanciafiamme 'piccolo'), missili MILAN, MISTRAL. Obici LG1 Mark II da 105 mm, mortaio da 120 mm 120 RT, M1 da 81 mm, M19 da 60 mm, mine M6A2.
    • Mezzi corazzati (entro il 2015 da far diventare tutti ruotati): 242 Mowag Piranha III 8x8 al posto dei Leopard 1; 60 Pandur 6x6 (al postod egli AIFV e M113); 190 M113 (dei 514 originali), Leopard 1A5 (in progressiva dismissione).
    • Mezzi logistici: 220 Krauss-Maffei Dingo 2, altri 132 in opzione; 440 Iveco LMV + 400 in opzione + 120 up-protetion kit (al posto dei VW Iltis), M-Gator, Groundhog, BMW R 1150, Unimog U135L, VOlvo N10, Iveco M250.45WM 6x6, URO VAMTAC 4x4, Iveco EuroCargo 7,5 t 4x2 ed Eurotrakker MP 410 E44H 8x4, MB 814, Renault Kerax 8x4 (ARV), Caterpillar D6, Fiat-Hitachi W170, Krupp AS35, Grove GMK3050 ecc.

    Per approfondire i gradi militari vedi anche l'apposita pagina di Belgian_military_ranks wiki.en.

    La Prima brigata belga è l'ex- 1a Brigata meccanizzata, in lingua olandese (anche le F.A. sono suddivise per linguaggio, almeno per la componente terrestre), ed è basata a Leopoldsburg.

    • QG (Hoofdkwartier 1Brigade) con la compagnia comando 8/9 Linie
    • 2/4 Rgt Lansiers (corazzati)
    • 1 Rgt Carabiniers 'Prins Boudewijn' (Fanteria meccanizzata o Granatieri)
    • 2 Regiment Veldartillerie (artiglieria campale)
    • 18° Bataljon Logistiek (Logistica)

    La 7a Brigata, ex- 7a BM, è la brigata in lingua francese, QG a Marche-en-Famenne.

    Ecco l'organizzazione:

    • QG (Quartier Général) compagnia comando 2 Chasseurs à pied
    • 1/3 Régiment de Lanciers (corazzato)
    • Régiment 12e de Ligne Prince Léopold - 13e de Ligne (fanteria meccanizzata)
    • Régiment de Chasseurs Ardennais - (idem)
    • 2/4 Régiment de Chasseurs à Cheval - Ricognizione
    • 1 Régiment d'Artillerie de Campagne - Artiglieria campale
    • 4 Bataillon Logistique - Logistica

    Questa brigata nacque il 1 dicembre 1948 come 7a Brigata di fanteria e da allora ha avuto parecchie ridenominazioni, tra cui gruppo fanteria, Brigata fanteria, brigata fanteria corazzata, e infine, dal 1994 al 2004, Brigata di fanteria meccanizzata (ma sempre con la numerazione 7ima).

    La Brigata Paracommando è stata creata il 1 novembre 1991 ed è rimasta attiva fino al 2003, con un forza di circa 2.500 effettivi e QG ad Evere. Per una volta con un nome univoco (Brigade Paracommando) era formata da 3 battaglioni e varie unità di supporto, tra cui una btr d'artiglieria campale e una a.a., una cp logistica, una genio, una medica e un'unità di intelligence. Unità d'élite, è stata tuttavia sciolta nel 2003 come tale e sostituita con la IRC (Immediate Reaction Cell), totalmente formata su di una forza di tre btg di fanteria aviotrasportata, ma le unità di supporto sono adesso accorpate con i singoli battaglioni. Il QG è ad Heverlee. I btg 1 (para) a Dienst, il 2 (Commando) a Flawinne, il 3 (Para) a Tielen. A parte la differenza di denominazione, non vi sono in realtà particolari differenze nelle persone, addestramento ecc. ma solo la tradizione e tra questa, i diversi colori dei berretti, ovviamente verdi per i commandos, e rosso cremisi per i parà.

    Marina belga, dalle origini all'età moderna[5][modifica]

    L'ASTER, un cacciamine tipo 'Tripartite'

    Il Belgio non ha mai avuto una grande marina, e la cosa è strana tanto più se si considera sia la vicina Olanda, come il Belgio nazione piccola e con un importante impero coloniale, sia considerando i vicini decisamente bellicosi. La cosa è spiegabile con la storia della nazione. La Guerra d'indipendenza dall'Olanda del 1830-32 staccò il Belgio dall'unione con gli olandesi, e a quel punto i belgi ordinarono, con un atto del Congresso nazionale due brigantini, il CONGRES e LES QUATRE JOURNEES che costituirono la marina assieme a piccole navi olandesi catturate sulla Schelda. Vennero poi comprati altri due brigantini, ma soprattutto in funzione di controllo del traffico coloniale. In ogni caso, nella conferenza di Londra il Belgio venne dichiarato neutrale e questa neutralità sarebbe stata garantita dalle Grandi Potenze dell'epoca. Di punto in bianco il Belgio rinunciò alla marina militare eccetto una minima forza navale di protezione costiera e coloniale, ma gestita da altri ministeri o organizzazioni. Nel 1914 il Belgio era ancora neutrale, ma la Germania non esitò a invaderlo per sorprendere i francesi. La Marina belga venne riformata a Gravelines e addestrò cannonieri per i mercantili armati e dragamine.

    Nel Congo Belga vennero organizzate piccole forze navali: una piccola torpediniera e 2 cannoniere. Infatti all'epoca i tedeschi avevano un consistente possedimento africano, e la guerra venne combattuta anche in Africa. Nel 1918 venne finalmente creato un Corpo Navale che utilizzò 14 torpediniere e altre navi abbandonate dai tedeschi, per un totale di circa 40 navi, nei porti belgi. Il loro compito non era d'alto mare: pattugliare il Reno e sminamento delle acque territoriali. Una vera Marina Reale venne creata nel 1920, ma poi sciolta nel 1927 per ritornare al concetto di 'forza di polizia' o poco più. Del resto anche l'Olanda, nonostante la sua flotta mercantile di tutto rispetto, era dotata di una marina ridotta all'epoca. I tedeschi invasero il Belgio un'altra volta. I Belgi dovettero giocare in trasferta con quello che rimaneva delle loro forze armate (da notare che il Belgio pur non avendo una Marina militare, aveva un esercito e un'aeronautica di tutto rispetto, strano a comprendersi: lo stesso valse del resto anche per l'aviazione e l'esercito durante la I GM). La Belgian Section della RN ebbe vita tra il 1940 e il 1946 con due corvette e il 118 squadron di dragamine, ancora una volta fortemente impegnato nel dopoguerra per ripulire dalle mine le acque territoriali. Questa forza di dragamine avrebbe avuto un seguito nel dopoguerra, fondando un'eccellente tradizione della Marina belga in questo campo, praticamente la sua unica, vera ragion d'essere. Venne utilizzata durante la Guerra di Corea in incarico ONU, e nel '60 tutta la marina belga venne coinvolta durante l'indipendenza del Congo. Poi, negli ultimi anni la Marina belga ha partecipato alle operazioni Octopus e Calendar del 1987-88 nel Golfo Persico con cacciamine Tripartite e navi appoggio. Operava all'epoca congiuntamente agli olandesi, ma comunque sotto il controllo Belga. Nel 1990-91 partecipò all'operazione Southern Breeze, sempre con i Tripartite e fregate Wielingen. Ma operava sotto comando francese. Nel 1992-94 la Marina belga venne usata nell'Operazione Equator Kiss, per i soccorsi umanitari nella sfortunata azione della comunità internazionale per cercare di riportare un poco di ordine in Somalia, caduta nel caos. Nello stesso tempo era impegnata anche nelle operazioni Sharp Vigilantes, Sharp Defence e Sharp Guard, con una piccola forza di fregate e navi appoggio. Nel 1995-96 e 1998 era impegnata nell'embargo all'Irak con le operazioni Southern Breeze II e III. Infine, nel 1999 partecipò all'Allied Force contro la Serbia.

    Nonostante tutta questa azione, la Marina belga non è mai uscita fuori dalla sua marginalità. Per esempio, l'Esercito belga ha avuto una forza corazzata di tutto rispetto con 334 Leopard 1 e centinaia di mezzi corazzati, con diverse brigate corazzate e meccanizzate. L'Aeronautica belga (FAB) ha ricevuto 160 F-16 e dozzine di Mirage 5, oltre a detenere una piccola ma agguerrita forza da trasporto con C-130 e da addestramento con SF-260 e Alpha Jet, linee di seconda linea che nemmeno l'Olanda aveva, o le possedeva in maniera marginale. La Marina belga, com'era negli anni '80 è già stato spiegato. Come si presenta nei tempi moderni, essendo stata fondata definitivamente nel '45, è presto detto. Il suo nome è, al solito, bivalente fiammingo-vallone: Force Navale Belge/Belgische Zeemacht, ed è stata integrata il più possibile con l'Olanda nell'ambito del Benelux, oramai quasi dimenticata organizzazione pre-Unione Europea. Nel 2002 la marina belga è stata ancora una volta, sciolta. Le risorse del Belgio sono limitate, e allora è stata presa la decisione di unificare le sue F.A., un po' come ha fatto, non tanto felicemente, il Canada. Il Belgio ha scelto quindi una via pericolosa, non è chiaro se è stata agevolata o meno dalle piccole dimensioni di quello che restava dell'apparato militare belga, che potrebbe anche subire un colpo irreversibile in caso vi siano 'complicazioni' nell'unificazione. La Marina è diventata quindi la Belgium Naval Component o COMOPSNAV.

    La marina belga del resto era oramai stata già 'delocalizzata' da tempo a livello di comando, spostato a Dan Helder, in Olanda, mentre a Evere è rimasto il comando logistico, e la base principale resta Zeerbrugge. I test dei cacciamine sono gestiti da una struttura chiamata MOST e vi è una scuola per la guerra di mine fondata nel '56, e chiamata EGUERMIN, in comune con la marina olandese, a Ostenda. L'aviazione di marina ha sede a Koksjide. In tutto per le forze navali vi sono appena 2.500 uomini (al 2007) comandati dal Viceammiraglio Michel Hellemas, cinquantaseienne specialista (nemmeno a dirlo) in guerra di mine, che dal 2004 andò ad occupare questa carica. Certo, che pensare che tutta la 'marina' belga ha un personale sufficiente per metà di quello necessario ad una portaerei americana è impressionante e dà l'idea della modestia della componente navale belga.

    Al solito, i compiti per tale siffatta piccola forza navale sono limitati: 'mostrar' bandiera, protezione ZEE, supporto alla polizia doganale etc, non esclusa la formazione dei quadri della Marina Mercantile che non è del resto particolarmente significativa, con 200 navi scarse per 150.000 t (meno di una superpetroliera a pieno carico), e la ricerca oceanografica. In pratica si tratta di qualcosa di poco maggiore di una guardia Costiera ben armata.

    Tutto quello su cui può contare la Marina belga è attualmente una forza di due fregate, alcuni cacciamine, navi appoggio. Non vi è nessuna fanteria da sbarco, e non vi è mai stata una costosa ma preziosissima componente subacquea, quando l'Olanda può annoverarsi tra le nazioni che hanno 'inventato' il sottomarino. Del resto non v'è molto nemmeno per l'Olanda di questi tempi, con la flotta di superficie letteralmente falcidiata da una riduzione letteralmente selvaggia degli organici. Di buono c'è stato solo che gli olandesi hanno fatto affari vendendo le loro navi a numerose marine in cerca di usato 'di qualità'.

    La principale flotta di superficie è orientata alla lotta antimine, retaggio per l'appunto degli effetti di due guerre mondiali combattute sul territorio e le coste del Belgio. Questo comportò la presa in carico di una cinquantina di dragamine nel dopoguerra, la formazione di una scuola di mine, e una forza di sommozzatori. Fu nel '56 che il reparto venne fatto nascere come NAVCLEARMIN. Nel '61 è stata costituita la piccola forza aeronavale belga. La forza di specialisti mine sommozzatori è di un centinaio di elementi, un centinaio effettivamente operatori, mentre per le forze speciali vi sono quelli della Brigata Para-commando dell'Esercito (ex-esercito, ad esser precisi). Per il pattugliamento costiero non v'è una componente della Marina, ma spetta alla polizia doganale. La Marina, curiosamente, ha una piccola componente fluviale.

    Quanto riguarda la forza di navi, la Marina belga ebbe un salto di qualità notevole nei primi anni '70, passando dai vecchi 'scassoni' ex-USA da dragaggio mine e pattugliatori, a navi moderne con sensori e armi piuttosto corposi per vascelli di piccole dimensioni come rimanevano. Erano armate con missili Sea Sparrow, Exocet, cannoni da 100 mm, lanciarazzi ASW e altro ancora. Vennero progettate nei tardi anni '60 e autorizzate nel 1970, per poi essere costruite nei cantieri Cockerill di Hoboken e il cantier Boelverfe di Temse. Avevano un dislocamento p.c. di 2.300 t, motori CODOG per 26 nodi e 4.500 miglia a 18 nodi. Sono state aggiornate nel 1987-88 e poi nel 1990-91. Nel '93 la WESTHINDER venne posta in disarmo, mentre le sue 3 sorelle WIELINGEN, WESTDIEP e WANDELAR vennero ammodernate nel 1999-2002 e tenute 'in vita' con i pezzi di ricambio della fregata leggera messa fuori servizio. C'era un programma per navi d'altura di nuova generazione, ma nel 2005 venne cancellato e venne di conseguenza scelto di rivolgersi agli olandesi, che svendevano le loro moderne fregate tipo 'M'. Nel frattempo la WANDELAR venne posta fuori servizio ma ebbe un destino meno infausto della sua sorella: è entrato in servizio niente di meno che con la marina bulgara come DRAZKI. Forse anche le altre, da radiare nel 2008, saranno mandate in Bulgaria, anche se una per i pezzi di ricambio anziché servizio effettivo.

    I cacciamine sono l'altra risorsa. Nel 1983 arrivarono i progetti per i Tripartite da 600 t in vetroresina. In tutto le marine francese, belga e olandese realizzarono 35 esemplari (10+10+15) e altre per l'export (le 3 per la Marina pakistana). Di quelle realizzate per il Belgio, 3 sono state vendute alla Francia nel '93 durante un primo programma di riduzione delle F.A. Un'altra, la MYOSOTIS venne posta nel 2005 fuori servizio, ma era già utilizzata come nave portamunizioni. Quindi ne restano in servizio 6. L'ASTER (capoclasse, dal 1985 in servizio), BELLIS, CROCUS, LOBELIA, NARCIS e PRIMULA. Le forze d'impiego che le usano, a rotazione, sono l'SNMCG1 in Atlantico e il 2 nel Mediterraneo, che non sono reparti belgi, ma flottiglie Nato di cacciamine. Nel 2003 è iniziato un programma multinazionale chiamato BENECUP, per il Belgio e l'Olanda. L'aggiornamento ha visto la prima nave ritornare in servizio nel 2005, e verte su di un sistema di gestione guerra di mine, nuovo sistema comando e controllo, sonar d'identificazione SEAFOX della STN Atlas, e ROV Double Eagle Mk.3/1.

    Il programma per un successore di queste navi, un caccia-dragamine da 650 t che era tirato avanti con la Norvegia, Olanda e Portogallo grazie ad un accordo siglato nel 1989, ha segnato il passo e alla fine è stato annullato dopo che il programma era stato ridotto da 10 a 6 e infine a 4 navi. La classe era prevista come 'Type 926', ma di fatto l'aggiornamento dei cacciamine 'Aster' ne ha posto fine.

    Le navi ausiliarie sono poche: in riserva vi sono 4 dragamine classe 'Agile' della metà anni '50, ex-US Navy e trasformati come cacciamine negli anni '80, di cui 3 prontamente riarmabili e uno usato come nave sperimentale.

    La nave appoggio è la GODETIA da 2.300 t, 19 nodi e 6.000 miglia di autonomia e ponte di volo. La ZINNIA è simile da 2.700 t, 18 nodi, 10.000 miglia di autonomia, p stata posta in riserva nel 2003 dopo 36 anni di servizio e utilizzata come nave appoggio per i cacciamine. Aveva una dotazione di 500 t di carburante trasferibile ai cacciamine e un elicottero leggero Alouette III. Vi sono anche le navi idrografiche BELGICA del 1984 da 1100 t, che è usata anche per pattugliare le ZEE, e la minuscola (650 t) TRE STREEP dell'86 ma dipendente dal Ministero dei Lavori pubblici. Vi sono anche 4 navi oceanografiche leggere, il pattugliatore STERN da 375 t in Svezia e poi comprato 8 anni dopo (nel 1988) dai belgi, che nonostante le piccole dimensioni ha un ponte per elicottero leggero, cosa che nemmeno le Wielingen potevano vantare. L'ultima di una classe di 10 vedette fluviali, la LIBERATION, è stata aggiornata nel 1989, 35 anni dopo il varo, ed è ancora in servizio. Esiste anche la piccola nave a scuola, a vela, la ZENOBE GRAMME del '61, un hovercraft per ricognizione, che è il BARBARA, usato in mare ma di proprietà dell'Esercito. È un modello Griffon 2000TDX. Infine vi sono 5 rimorchiatori costieri e portuali, anche per compiti antincendio e antinquinamento.

    In tutto dunque vi sono:

    • 2 fregate Wielingen
    • 6 cacciamine 'Aster'(Tripartite)
    • 4 cacciamine 'Agile'
    • 2 navi ausiliarie, il GODETIA e il ZINNIA
    • Nave idrografica BELGICA
    • Pattugliatore STERN
    • 4 navi idrografiche minori
    • 1 nave a vela addestrativa-ricerca
    • 5 rimorchiatori portuali
    • 1 hovercraft
    • 1 vedetta fluviale

    Per rimpiazzare le Wielingen era prevista una nuova classe di navi, 4 fregate da 4.000 t a lunga autonomia, ASW, con proposte tedesche francesi e olandesi. Alla fine la cosa non è andata in porto, e ci si è accontentati di due 'Doorman' di seconda mano, d'altro canto prevedibile data la comunanza con gli olandesi e i problemi economici. Per 250 milioni di euro sono state comprate la KAREL DOORMAN e la WILLEM VAN DER ZAAN del '91, da rinominare e riarmare secondo le esigenze belghe come LEOPOLD I e LOUISE MARIE. Nel 2007-8 sono o saranno messe in servizio. Sono un'evoluzione delle ottime 'Kortenaer', ma con lo scafo ridotto da 122 a 130 m e 3.300 t di dislocamento. Hanno una velocità massima di 30 nodi e un'autonomia di 5000 miglia a 21 nodi con un apparato per la prima volta (per gli olandesi) CODOG, ovvero diesel-turbine a gas. Hanno un potente armamento di un pezzo da 76 OTO, 8 missili Harpoon, 1 Goalkeeper CIWS, 2 cannoni da 20/85 mm, due lanciasiluri binati da 324 mm e così via. Vi è anche un elicottero, o almeno potrebbe, se vi fosse la disponibilità effettiva. In questo senso, i 3 Alouette III e 5 Sea King sono utilizzati per compiti SAR, ma dovrebbero essere rimpiazzati dagli NH-90.

    Un programma che costituisce una svolta netta è l'arrivo di navi capaci di offrire una polivalenza reale per missioni a lungo raggio. In base al progetto olandese 'Enforcer', che è derivato dalla ROTTERDAM, del 1996-98. Questa importante nave d'assalto anfibio ha visto le 'Bay' inglesi e la terza dalla De WITT' olandese. È in effetti un progetto modulare, disegno stealth, flessibilità sufficiente da farla diventare, nell'ambio di un progetto comune, una nave d'assalto anfibio LPD da 13000 t come una vera portaelicotteri d'assalto anfibio da 18.000. Sono tutte navi progettate anche con compiti stealth. I motori sono diesel-elettrici e costruzione mista militare-civile. Problemi economici, e il dissenso con il Lussemburgo, parziale finanziatore dell'operazione (dopo lo Tsunami del 2004 ha richiesto una capacità effettiva di soccorso alle popolazioni, ma ai belgi interessa di più la possibilità di sostenere un gruppo di cacciamine, tanto per cambiare). Non è ancora chiaro come la cosa verrà risolta per questa nuova nave, né per la nuova unità logistica-comando, per sostituire la GODETIA, prevista in servizio almeno fino al 2015. Il programma qui è ancora più nebuloso della nave anfibia.

    Aviazione fino al tempo moderno[6][modifica]

    Il 15 ottobre 1946 l'aviazione belga divenne indipendente e divenne una 'Forza aerea' il 15 dicembre 1949 anche come denominazione, anche grazie all'adesione alla NATO, che fruttò grosse quantità di aerei negli anni successivi, in parte prodotti anche dalla Fairey, consociata locale della casa madre britannica. Nel 1955-56 aveva già oltre 600 aerei da combattimento a reazione su 12 squadroni da caccia diurna e 2 notturni, una forza tra le più grandi d'Europa e per giunta, concentrata in uno dei Paesi NATO più piccoli (e così anche per l'Olanda, forse anche superiore). In tutto erano presenti 4 stormi: 1st Wing a Beauvechain, 7th Wing a Chièvres, 9th Wing in Bierset - poi 3rd Wing -, 13th Wing a Koksijde, che gestivano 240 Meteor F.4 e F.8. Altri 6 squadroni, il 2th e il 10th a Florennes e Kleine Brogel rispettivamente, avevano 234 F-84E e G. Infine c'erano due squadroni da trasporto per il 15th Wing di Melsbroek e uno da ricognizione a Wahn, in Germania, che avevano altri aerei quali i C-47B, C-119F e G e Percival Pembroke.

    Seguirono dei caccia a reazione ben più potenti, per l'intercettazione notturna, ovvero i CF-104, che ancora una volta segnalavano il Belgio come un Paese relativamente originale nelle scelte (prima della guerra, tra l'altro, aveva ordinato i Brewster Buffalo e vari tipi piuttosto inusuali), mentre al posto degli F-84 arrivarono gli F-84F, e se i Meteor da caccia notturna vennero rimpiazzati dai CF-100, i Meteor diurni vennero sostituiti dai ben superiori Hunter F.4 e F.6. Negli anni '60, dopo appena 6 anni, i CF-100 vennero sostituiti dagli F-104G costruiti localmente (dalla SABCA), apparvero anche gli elicotteri HSS-1. Anni '70, introduzione del Mirage V in tre versioni recce, attacco e biposto, il C-130H, e l'HS-748. Gli elicotteri videro l'arrivo dei Sea King Mk 48 al posto dei vecchi tipi a pistoni. Nel '79 il vincitore della 'gara del secolo', l'F-16, venne prescelto anche dalla FAB belga e così ne vennero ordinati 116 tra A e B (20), per poi essere seguiti da altri 44 (40 A e 4 B) ordinati nel 1983 con lo scopo di sostituire i Mirage 5, peraltro rimasti a lungo in servizio, come controparte meno moderna degli F-16, come gli F-5 lo erano dei Fightin Falcon olandesi.

    Gennaio 1991: 18 Mirage 5 belgi vennero inviati alla base turca di Diyarbakir con diverse missioni lungo il confine irakeno. Fu dopo di quest'azione che i Mirage 5 vennero tolti dal servizio. I Mirage 5 erano privi di capacità ognitempo e la loro utilità era quindi limitata nelle condizioni tipiche del centro-Europa, né avevano armi intelligenti di sorta.

    Negli anni '90 l'aviazione venne considerevolmente ridotta con lo scioglimento del terzo stormo di Bierset, nel '96 anche il Primo Stormo di Beauvechain e il nono d'addestramento di St Trond, nonché la scuola di volo basica di Goetsenhoven. Infine, il 2 gennaio 2002 vi fu un'altra ristrutturazione che divenne di tipo 'Canadese' e che pose termine alla BAF come unità indipendente, venendo fusa nella componente aerea del comando unificato delle F.A. Adesso si sarebbe chiamata Belgium Air Component o COMOSOPAIR.

    Attualmente vi sono 2 basi con gli F-16: il secondo stormo tattico di Florennes e il 10imo di Kleine Brogel. Dei 160 F-160 complessivamente ricevuti, 90 (o 105, forse includendo anche i biposto) vennero aggiornati con il programa MLU, ma 16 sono stati venduti alla Giodania, precisamente 12 AM e 4 BM biposto, consegnati dal settembre 2008. Quanto ai vecchi F-16, ce ne sono diversi a Weelde mentre Rocourt ne è diventato il mattatoio. Nel 2015 si parla di una forza ulteriormente ridotta a 72 aerei di cui 60 attivi per 4 squadroni di due stormi. Per i C-130 v'è invece la sostituzione prevista con 7 A-400M, attualmente per il trasporto VIP la BAF ha vari EMB-135/145, A.310, Falcon 20/900. Elicotteri di vario tipo sono in servizio come i vecchi Sea King e Alouette, ma sono previsti per la sostituzione (di mezzi oramai troppo invecchiati e onerosi da mantenere) 10 nuovi NH-90, 4 NFH + 6 TTH. Quanto all'aviazione dell'esercito, essa si basava soprattutto sugli A.109, quelli del famoso scandalo Agusta; hanno servito nondimeno bene per i loro compiti e questi tipi (noti come versione BA) sono stati passati nel 2004 al COMOSOPAIR, assieme agli Alouette II d'addestramento, il tutto nello stormo elicotteri di nuova formazione. Attualmente vi sono ancora 32 A.109BA per compiti di ricognizione e controcarri, trasporto leggero ecc., ma con compiti stabiliti per ogni elicottero con i relativi 'gadgets' per semplificarne la manutenzione.

    Quanto alla formazione, prima c'è l'Accademia dell'aviazione ovvero la Fase I, poi la Fase II con i primi voli con gli SF260M e D del 1th Wing di Beauvechain, dopo di che vi è la selezione per scegliere i piloti idonei e la loro sorte, quella di pilota d'elicottero, trasporti e caccia. Per questi ultimi vi è la Fase III con gli Alpha Jet E della EAC00.314 di Tours (ora la BAF non ha più il proprio reparto d'addestramento, per 'semplificare' la sua organizzazione, affidandosi alla Francia). La Fase IV è sugli Alpha Jet 1B+ della Scuola Alpha Jet franco-belga della BA 120 di Cazaux (AJetS). Infine vi è la OCU per l'F-16, che è a Kleine Brogel, quindi si ritorna in patria. Per i trasporti, i piloti hanno la Fase III sugli Xingus dell'EAT00.319 della BA702 di Avord, sempre in Francia, la Fase IV è all'OTS di Melsbroek. La procedura per gli elicotteri è sui Gazelles dell'EAALAT di Dax (sempre in Francia), la IV alla OCTU di Bierset con gli A.109BA. Tra gli altri eventi da ricordare che l'ultimo CM-170 Magister venne ritirato nel 2007, si trattava di veterani dell'addestramento dei piloti belgi oramai attivi da decenni, ma anche obsoleti.

    L'unica altra forza aerea belga è la Dienst Luchtsteun Federale Politie o Service D'appui Aérien Police Fédérale, per la Polizia, erede negli anni '90 della precedente sezione aerea della Rijkswacht/Gendarmerie (al solito, doppio nome per rispettare la dicotomia belga), spostatasi nel frattempo da Brasschaat a Melsbroek. Prima aveva gli SA316C Alouette II, in tutto 5, e 3 grossi SA330 Puma, ma nel '93 ha visto anche un BN-2T Islander ad ala fissa e nel '94 un Cessna 180Q e due 182R. La scelta degli aerei leggeri è data da un fatto: sono più veloci e più economici degli elicotteri, e per giunta sono maggiormente utilizzabili in cattive condizioni di visibilità e meteo. Sono usati per controllo del traffico e dell'inquinamento, gli elicotteri sono invece impiegati per operazioni di sbarco di forze o per il pattugliamento, con i Puma che, essendo bimotori, possono volare anche sopra le città. I vecchi Puma sono stati ritirati, anzi uno, nel '93, andò distrutto durante un viaggio per la Francia, per essere revisionato. Nel 1998 vennero sostituiti i superstiti con 3 MD900 NOTAR. Nel frattempo, incidenti vari misero fuori uso un C182R (1994, appena consegnato), l'Islander (ottobre 2000) e infine gli Alouette II, decisamente vecchi, nel 1999 vennero sostituiti da due MD.520N.

    La forza di reazione rapida ha ottenuto 2 squadroni con 16 F-16 complessivamente. Dati i problemi denunciati nel 2008 quanto ad efficienza, i 2 A.310 verranno sostituiti con 2 aerei della stessa categoria.

    Il 15 luglio 1996 un C-130, il CH-06, stava trasportando 37 persone della fanfara dell'esercito olandese, più 4 aviatori dell'equipaggio belga. Purtroppo, a seguito di un impatto con volatili, perse 3 motori su 4; nonostante la sua proverbiale affidabilità, l'Hercules non resistette e cadde vicino ad Eindhoven. L'incendio successivo distrusse l'aereo e uccise 34 militari olandesi, di cui solo 3 musicisti sopravvissero, oltre ai 4 aviatori belgi.

    Dall'ottobre del 1996 la BAF ha cooperato strettamente con la KLu con una forza d'impiego sulla Bosnia, usando gli aerei degli stormi 2 e 10imo da Villafranca e Amendola. Nel periodo 24 marzo-10 giugno 1999 12 F-16OCU hanno anche combattuto, per la prima volta dopo la fine della guerra, portando a termine ben 679 sortite ovvero oltre per aereo, senza perdite. Rimasero in Italia fino all'agosto 2001; ironicamente, di lì a un mese il mondo sarebbe stato messo nuovamente in allarme, ma per ragioni del tutto diverse.

    Marzo 2004, trasferimento di 4 F-16 da Kleine Brogle per proteggere gli Stati baltici (operando da Sioulai in Lituania, per i tre mesi successivi).

    Luglio 2005, 4 F-16 sono stati mandati in Afghanistan per la missione ISAF (International Security Assistance Force). Il 9 settembre 2005 si riporta la perdita di un F-16 in Olanda, il pilota è rimasto purtroppo ucciso nello schianto.

    Nel 2006 un UAV Hunter è stato spedito a sorvegliare la Repubblica Democratica del Congo, in ambito EUFOR. Un grave incidente si è avuto il 5 maggio 2006, quando un C-130 Hercules, in revisione alla Sabena, venne distrutto da un incendio che danneggiò irreparabilmente anche altri 3 aerei commerciali. In seguito è stato comprato di seconda mano un C-130E come sostituto.

    Il 1 dicembre 2006 sono stati mandati 4 F-16 in Lituania per compiti di sorveglianza aerea sulle repubbliche baltiche.

    Tra le notizie più recenti, il 27 giugno 2008 un A.109 è caduto ad Halleux con il ferimento di 4 persone, in missione MEDEVAC. Dall'agosto dello stesso anno 4 F-16 sono andati a Kandahar, in Afghanistan, per supportare le forze olandesi ivi impiegate.

    Quanto all'Orbat della COMOSPAIR[7]:

    Un F-16 belga durante un airshow: le rotaie alari hanno fumogeni al posto dei missili
    • Beauvechain (EBBE) , 370 ft slm: 1 Wing con
    5e Escadrille/5de Smaldeel, SF-260M e D
    • Bierset (EBLG), 659 ft slm: Wing Heli con
    16 Sqn MRH, A.109BA
    18 Sqn MRHm A.109BA
    OCTU, A.109BA
    255 Gruppo manutenzione e prove, esso ha la proprietà formale degli elicotteri della BAF
    • Brasschaat (EBBT), 76 ft slm.
    • Brussel-Melsbroek (EBMB), 184ft. 15 Wing con:
    Flight Tactical Trasport su C-130H
    Flight Liaison & Long Haul, con A.310, ERJ-145, Falcon 20 e 900
    Ops & Training Squadron, idem come aerei.
    • Florennes (EBFS), 935 ft slm. Ha il 2 Wing con:
    1ère Escadrille/1ste Smaldeel su F-15AM e BM
    350e Escadrille /350ste Smaldeel, su F-16AM e BM
    • Goetsenhoven (EBTN) , 247 ft, ha il 1 Wing
    MCVZ/CMVV con L-21B Super Cub per il supporto ai cadetti belgi.
    • Kleine Brogel (EBBL) , 200 ft (61 m) slm. Ha il 10 Wing con:
    31ste Smaldeel/31e Escadrille con F-16AM e BM
    349 Esc. con F-16AM e BM
    OCU con F-16AM e BM

    Il 10 Wing è lo stormo responsabile delle missioni di reazione rapida, incluse quelle con missili AMRAAM a bordo

    • Koksijde (EBFN) , 20 ft
    40ste Smaldeel/40e Escadrille, Sea King Mk48
    Heli Flight, SA316B

    Da notare che l'unità nota come 'Les Cadets de l'Air de Belgique / De Belgische Luchtcadetten' è un'unità civile che ha 4 squadroni e opera da Florennes, Goetsenhoven, Weelde, Zoersel-Oostmalle. Ha alianti di vario genere come i DG 300, DG 505, Grob G 102 Astir e altri ancora, per un totale di 23 velivoli almeno.

    Infine la Polizia, da Brussel-Melsbroek, 184 ft slm, con il suo Squadrone con MD 520, 900, Cessna 180 e 182.

    Tra i velivoli, la 11e Escadrille d'addestramento è attualmente a Cazaux, dove dal giugno 2004 ha ben 29 Alpha Jet 1B+ per la scuola congiunta franco-belga. Questo modesto schieramento è tutto quello che resta di una forza aerea che superava i 500 velivoli da combattimento nei suoi momenti migliori, ovvero negli anni '50, e che era ancora (dati CFE) nel 1990 titolare di 186 aerei ufficiali.

    Aerei impiegati nel periodo della Guerra fredda:

    • 1 Aero Commander 560F, 1961-73 (trasporto reale)
    • 4 Airspeed Consul, dal 1948
    • 22 Auster AOP6, 1947-55
    • 14 Avro Anson, 1946-54
    • 53 Avro Canada CF-100 Canuck Mk.5, 1957-60+
    • 2 B727-200, dal 1975
    • 96 Dassaul Mirage 5: 63 BA, 16 BD, 27 BR, dal 1970.
    • 2 Dassault Falcon 20E, dal 1973
    • 15 DH Tiger Moth, dal '46
    • 7 DH Dominie, dal '46
    • 31 DH Mosquito, 24 TT3 e 7 NF.30, dal '47
    • 2 DH Chipmunk, dal '48
    • 41 C-47 dal '46 al '76
    • 33 Alpha Jet B
    • 2 DC-4, 1950-69
    • 4 DC-6, dal '54 al '60
    • 46 C-119F nel '52 al '73
    • 50 Fouga CM.170R dal 1960
    • 160 F-16
    • Gloster Meteor: 48 F4, 34 T7, 260 F8, 24 NF.11, dal '49
    • 3 Hawker Hurricane dal '46
    • 148 Hawker Hunter F4 e 144 F6, dal '76 (prodotti in Belgio)
    • 3 HS 748, dal '76
    • 38 T-33A e 1 RT-33A dal '52
    • 112 F-104, 100 F-104G e 12 TF-104G, dal '63
    • 1 Miles Magister, 1946-48 e 11 Miles Marinet, 1947-53
    • 6 Percival Proctor, dal '47
    • 12 Percival Pembroke, dal '54
    • 213 F-84E, dal '51
    • 197 F-84F dal '55
    • 34 RF-84F dal '55
    • 36 SF-160 dal '69
    • 20 Stampe SV.4B e 45 C
    • 181 Supermarine Spitfire Mk IX e XVI dal '45
    • 6 Swaringen Merlin, dal '76
    • 5 Westland Sea King Mk 48 dal '76

    Forza attuale:

    • 69 F-16 di cui 54 F-16AM e 15 BM MLU
    • 32 Mirage 5: sono ancora immagazzinati 4 BD, 13 BR e 15 BA
    • 6 RQ-5 Hunter
    • 9 CM.170R Magister
    • 29 SABCA Alpha Jet 1B+
    • 34 Aermacchi SF-260. 9 D e 25 M
    • 2 A.310-222
    • 7 A.400M in fornitura (dal 2018..)
    • 2 Dassault Fancon 2 e 1 900B
    • 2 EMB ERJ 135 e 2 ERJ 145
    • 6 Grob G-102 Astir
    • 12 C-130-10
    • 10 NH-90 in ordine dal 2011
    • 5 Aérospatiale SA 318C Alouette II di cui 3 resteranno in servizio fino al 2011
    • 3 SA 316 Alouette III, per lo più per usi navali
    • 41 Agusta A109BA
    • 4 Westland Sea King Mk.48, di cui 3 ancora operativi

    Le armi leggere[8][modifica]

    Di suo, il Belgio ha relativamente poco da offrire in termini di progetti originali per mezzi pesamti, nondimeno vi erano e vi sono importanti realtà nel campo delle armi leggere, soprattutto la FN (Fabrique National) che condivide il marchio Browning con gli americani. Questa ditta d'armamenti ha costruito molte delle migliori armi leggere da guerra e civili dell'epoca moderna, ottenendo anche molte commesse dall'estero. I fucili FN FAL usati sia dagli inglesi che dagli argentini (in versione automatica) erano entrambi un progetto belga, assai pesante e simile al Garand americano, ma con criteri di costruzione più moderni. Le MAG 1958 sono mitragliatrici eccellentemente realizzate e tra le migliori della loro generazione (quella del 7,62x51 mm NATO),tanto da essere usata in non meno di 80 nazioni e come nel caso dei fucili, gli inglesi hanno abbandonato la loro tradizione di armi nazionali per adottarle.

    La recente FN Minimi, da 5,56 mm, è una delle migliori mitragliatrici leggere realizzate nel mondo e attualmente largamente impiegata nella NATO, riuscendo nell'arduo compito di sostituire la serie MG-3: anche in Italia è possibile trovarne (nell'Aeronautica, per esempio, con le pattuglie per la difesa degli aeroporti -VAM- e gli elicotteri leggeri, sono entrate in servizio prima che nell'esercito).

    In particolare, dopo avere prodotto la cartuccia SS-109 adottata come standard NATO alcuni decenni orsono al posto del troppo potente 7,62x51mm, un'altra munizione, stavolta intesa per sostituire il pur potente 9x19 mm Parabellum, è stata recentemente approntata. Si tratta della munizione da 5,7x 28 mm approntata nel 1989. Da questa la Browning ha estrapolato due nuove e veramente molto temibili armi, un mitra, il P90, e una pistola, la Five-sevenN (che ovviamente si chiama così per ricordare il calibro). Prima di esaminarle, è opportuno considerare le caratteristiche di questo nuovo munizionamento, che spiegano poi quelle delle armi concepite per impiegarlo.

    La munizione SS-90 è un tipo nuovo ed estremamente preoccupante, per molte ragioni che consentono un reale progresso dopo decenni nel campo delle armi da fianco, ma non solo in termini 'difensivi'. La gittata utile e la precisione sono infatti molto superiori al minimo 'indispensabile' per la difesa personale, che è stata l'originale requisito posto in ambito NATO. Il concorso AC225 per un'arma leggera del 26 aprile 1989 ha richiesto un'arma da difesa leggera definibile come PDW Personal Defense Weapon, per le truppe di seconda linea che negli eserciti moderni arrivano tranquillamente al 60% del totale, e che non abbisognano di un vero fucile d'assalto. La FN rispose con la SS-90 e con le armi correlate.

    È difficile che un nuovo calibro riesca ad affermarsi nel mercato per i problemi di logistica e di costi, ma per ottenere un'arma che possa consentire un passo in avanti decisivo è necessario rischiare, come ha fatto la FN-Browing. In ogni caso, già nel 1996 dopo appena 7 anni dal lancio, non meno di 15 nazioni avevano adottato per una parte della propria forza militare o paramilitare queste nuove armi, ovviamente non solo per le forze di seconda linea. Anche le truppe speciali trovano ovvia soddisfazione con questo tipo di arma: basti pensare alla possibilità di montare un silenziatore e un mirino notturno-laser sul mitra, e trarne le dovute conclusioni: a tutti gli effetti si tratta di armamenti di capacità impressionanti entro i 100-150 m.

    Il peso della munizione 'calibro 0.225'(pollici) è di appena 5,5 grammi, e quello della pallottola è di circa 1,5 gr, qualcosa come un ottavo del peso di una vecchia munizione da 7,62x51mm. La velocità iniziale arriva quindi agevolmente a ben 850 ms e questo spiega la capacità di perforazione, che con il mitra P90, dotato di canna da 263 mm può perforare, dalla distanza di 100 m, 48 strati di kevlar oppure 20 più 1,5 mm di titanio, e riesce a perforare l'elmetto standard in kevlar da 150 m che è anche quella pratica. Inoltre, nonostante che non si frammenti all'impatto, la cartuccia SS-90 tende a ribaltarsi dopo 5 cm di penetrazione aumentando i danni che può fare ad un corpo umano. La penetrazione nella gelatina balistica, simile per consistenza alla carne, arriva a 25 cm.

    È realmente preoccupante come un oggetto talmente piccolo sia tanto pericoloso. Avendo massa ridotta, il proiettile è estremamente facile da accelerare e può quindi seguire una traiettoria molto tesa: pertanto, non solo riesce a perforare in maniera notevole, ma anche consente il tiro con precisione anche a 100 m di distanza, valore più che sufficiente per la maggior parte degli scontri a fuoco. Non solo, ma il rinculo è estremamente ridotto, per cui vi è molta facilità nel tenere una mira precisa anche sparando ripetutamente, e migliorando quindi la probabilità di colpire: si tratta di un rinculo, per il mitra P90, di 1,8 kgm/s contro 3,2 del 9x19 mm Parabellum. Questa capacità è anche data dalla balistica interna: la cartuccia ha un propellente speciale, che si consuma dentro la canna ottenendo una combustione ottimale per canne corte senza generare la vampa che al solito viene causata dallo sparo, e che in sostanza è uno spreco di propellente. A parte questo, oltre alla palla FMJ camiciata standard con nucleo interno in plastica, ha anche una forma molto aerodinamica, per non subire una rapida riduzione di velocità per l'attrito e quindi conservare letalità e precisione anche a lunga distanza, oltre che non subire gli effetti del vento trasversale. Non soltanto, ma un proiettile di tipo sabot, decalibrato, può arrivare ad oltre 950 ms e incrementare ancora la capacità perforante. Il tutto con una munizione non molto diversa in peso dal 22 LR, la cartuccia (quella usata per esempio, negli omicidi del Mostro di Firenze) meno potente. I tipi di munizione SS-90 sono 4: ordinaria, tracciante (fino a 200 m), il molto meno potente ma non meno temibile munizionamento subsonico e il meno pericoloso di tutti, quello a salve.

    La pistola Five-sevenN (ovviamente si riferisce al calibro) è stata definita la 'pistola definitiva': ha la capacità di perforare giubbotti in kevlar e mantenere ancora effetti 'disabilitanti', con un caricatore sottile che nonostante questo contiene 20 colpi (quando i 15 proiettili di armi come la Beretta 92 sembravano tanti, e persino troppi date le dimensioni del calcio), peso di appena 750 grammi caricata, che sono circa il 70% della massa di una pistola normale in calibro 9mm che porti la metà dei proiettili. La lunghezza è invece normale, con 207 mm x 143 di altezza, e uno spessore di appena 31 mm. Nonostante questo, è una delle pochissime pistole che possa avere ragione di un giubbotto antiproiettile standard.

    Il mitra P90 invece ha una lunghezza di appena 50 cm, altezza 21 cm, spessore 5,1mm. La massa a pieno carico è di 3,2 kg, ma il peso è comprensivo di ben 50 colpi. Il tiro preciso è possibile con una rosa da 30 cm a 100 m a colpo singolo, molto meno con fuoco automatico, eccetto che con cortissime raffiche. Combinando la precisione con l'autonomia di fuoco, l'arma risultante è molto più pericolosa di un normale mitra.

    Non vi è molto bisogno di aggiungere le potenziali implicazioni in caso di operazioni speciali, come anche di operazioni terroristiche: portare una pistola P90 completa di 20 colpi è facile e consente una autonomia di fuoco formidabile. Le munizioni subsoniche con i silenziatori sono estremamente silenziose anche se ovviamente molto meno potenti del normale proiettile.

    1. Pagg. 966-970 e 994-1000 (sui caccia NATO)
    2. fascicolo 93: Belgio
    3. Dati da wiki.en
    4. Dati da Belgian Land Component wiki.en
    5. Da Fé, Giuliano: La Marina belga nel XXI secolo, RID novembre 2007, pagg. 55-60
    6. Dati da wiki.en
    7. Dati da Scramble.nl
    8. Armi da guerra 83: le moderne mitragliatrici