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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Olanda

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Indice del libro

Per piccola che sia, l'Olanda ha dato molto alla civiltà europea e mondiale: la sua gente ha saputo costruire letteralmente il suo territorio con opere idrauliche di grandi ambizioni, contro un mare che non perdonava nulla, essendo direttamente collegato all'Oceano Atlantico. La sua attività commerciale consentì di sviluppare ricchezza, e al pari delle città della penisola italica (non ancora unificata politicamente in una nazione) diede vita al Rinascimento. La sua intraprendenza commerciale e l'abilità dei navigatori olandesi permise di ottenere un impero commerciale ma anche uno territoriale basato su colonie fino ad occupare, per breve tempo, Formosa (poi conosciuta come Taiwan) e altre isole, note poi come Indie olandesi. La forza militare dell'Olanda non era comunque pari a quella economica e culturale, cosicché in Europa si ritrovò a giocare un ruolo di secondo piano rispetto alle maggiori potenze. Tra le sue industrie, degna di nota la Fokker, che per decenni ha costituito la base delle forze aeree olandesi (e prima ancora, tedesche), e dell'industria aerospaziale civile. La seconda guerra mondiale la vide rapidamente occupata e vinta, anche se con pesanti perdite da parte dei tedeschi. Il dopoguerra ha visto l'Olanda risorgere come potenza economica, nazione civile, ma anche, per quello che riguarda l'argomento di questo libro, la titolare di una notevolissima forza militare. Pur essendo un 'midget state' con una superficie pari ad un decimo dell'Italia e con una popolazione pari a circa un sesto, l'Olanda riuscì ad un certo punto ad ottenere una forza di carri moderni pari a circa 900 mezzi, mentre gli aerei da combattimento erano circa 200. Si trattava di un valore considerabile rispettivamente pari a tre quarti e a due terzi di tutta la forza schierabile, negli stessi campi, dall'Italia. E anche la flotta, aiutata dai vivaci cantieri olandesi, è divenuta, col tempo, moderna e molto numerosa: solo il numero ridotto di sottomarini e la rinuncia alla portaerei dopo la radiazione della Karel Doorman (poi diventata la Venticinquo de Mayo argentina) ha costituito una limitazione. Le navi olandesi erano una dozzina di fregate e due cacciatorpediniere, che erano sufficienti per bilanciare quasi alla pari le navi della Marina Militare Italiana della flotta di superficie. In termini qualitativi, quando l'Aeronautica Italiana aveva ancora mezzi obsoleti come gli F-104 e G.91, quella olandese era standardizzata su oltre 200 F-16, e mentre la linea carri dell'E.I. aveva ancora centinaia di carri M.47 totalmente obsoleti, 300 carri M60A1 e 920 Leopard 1 di prima generazione, l'Olanda ottenne 445 Leopard 2 e 468 Leopard 1 di prima generazione. Mentre l'Olanda ottenne i Leopard 2 e gli F-16 all'inizio degli anni '80, l'Italia è riuscita ad ottenere un totale di 200 equivalenti carri Ariete dal 1995, ovvero 4 anni dopo la fine della Guerra Fredda, grossomodo quando arrivarono anche i Tornado ADV, i primi caccia veramente 'moderni' dell'AMI, ma solo 24 esemplari in leasing dalla RAF. Parimenti, l'Olanda riuscì a comprare 95 Gepard antiaerei e centinaia di AIFV con cannone da 25mm, quando l'Italia ha aspettato 20 anni per comprare 200 VCC-80 Dardo, e non ha mai ottenuto gli OTOMATIC. Invece, ci si dovette accontentare di 'rimedi' come i VCC-1/2 e i SIDAM, sia pure comprati in buona quantità. Naturalmente l'Olanda non ha sempre avuto condizioni di eccellenza in termini qualitativi: ma nondimeno, nonostante alcune lacune che per esempio, il dirimpettaio Belgio, pur essendo meno potente, non ha (con particolare riferimento alla linea di aerei d'addestramento, in Olanda quasi assenti), l'Olanda è riuscita a disporre di una forza militare di tutto rispetto. Con Belgio l'Olanda ha condiviso molto, dopotutto si trattava di nazioni del BENELUX. Entrambe hanno solo una piccola superficie, e hanno saputo costruire una industria relativamente autonoma, in entrambi i casi comprendente quella aeronautica (Fokker e SABCA). La cantieristica olandese e quella delle armi da fuoco belga sono altri due punti di forza di queste nazioni, con ampi riconoscimenti all'estero (basti dire che gli inglesi, ad un certo punto, avevano rimpiazzato tutte le loro armi leggere proprie con quelle belghe della FN, e lo stesso fecero gli olandesi). In termini di numeri, i carri Leopard vennero forniti a tutt'e due le nazioni, ma al Belgio andarono solo 334 Leopard 1 (a parte le versioni speciali, come del resto per l'Olanda), ma l'Olanda ebbe 468 carri e poi 445 Leopard 2. Gli F-16 erano 160 per il Belgio e 208 per l'Olanda. I carri Gepard erano 55 per il Belgio e 95 per l'Olanda. La flotta belga era irrilevante eccetto le 4 piccole fregate E-71, quando le Kortenaer e le Tromp olandesi formavano due gruppi ASW oceanici, con la relativa componente di elicotteri inglesi Lynx. Come l'industria delle armi leggere belga è ben nota ed affermata (basti pensare anche alla recente MINIMI da 5,56mm), in Olanda si è fatto lo stesso con l'elettronica, con la Hollandese Signapparaten, la Signaal e la Philips. Basti dire che parte dell'elettronica dei Gepard è stata, nei carri olandesi, sostituita da sistemi autoctoni della H.S. Tali attività sono particolarmente mirate ,a dire il vero, nel settore navale: i radar navali WM-35 e 28, gli STIR e una serie di radar di scoperta aerea e navale dai DA-05/08 all'APAR sono diventati estremamente popolari. Le fregate Perry americane hanno come radar guidamissili un WM-28 nella caratteristica cupola ovoidale, le fregate F-123 Brandemburg tedesche hanno due STIR multifunzione (per cannoni e radar), le fregate antiaeree e ASW olandesi, dalle Kortenaer alle Tromp (che condividono, con i Suffren francesi, una caratteristica, immensa cupola di plastica per proteggere il radar sopra la sovrastruttura, spesso chiamata 'basilica') fino alle attuali LCF con i suoi sistemi antiaerei molto moderni. Non sono mancati i programmi multinazionali nel settore navale (curiosamente, non così è stato per altri programmi, come quelli aeronautici), con le Kortenaer realizzate con un progetto in comune con le Bremen tedesche, leggermente più veloci. I cacciamine 'Tripartite' sono stati realizzati assieme al Belgio e alla Francia, e si è trattato del gruppo di navi di questa categoria più numeroso tra tutti quelli realizzati, con oltre 30 scafi realizzati.

Il dopoguerra

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Le distruzioni e le perdite della Seconda guerra mondiale non erano state certo di trascurabile entità, ma la ricostruzione del Paese e delle sue F.A. iniziò assai presto e in particolare, sia la cantieristica navale che l'industria aeronautica molto si diedero da fare per le esigenze nazionali ed estere, sia civili che militari. Una delle macchine da trasporto di maggior successo per molti anni è stato l'F.27 Friendship, che sono stati impiegati anche come pattugliatori marittimi. Prima di questo, vale ricordare come la nazione iniziò la ricostruzione.

Da un alto, la cantieristica riprese l'attività costruttiva e cominciò a costruire navi di ogni tipo o quasi. Alcune vennero realizzate su disegno estero, come le Type 12 'Van Spejik', altre vennero direttamente comprate come la portaerei Karel Doorman.

Questa non era la prima portaerei olandese: già la NAIRANA, piccola unità di scorta, era in servizio, quando la Venerable, impostata nel 1942 e completata nel 1945 venne ceduta alla KM olandese, presso cui divenne per l'appunto la Karel Doorman (R 81) e rimpiazzò la precedente. Essa era una buona nave di tipo 'intermedio' tra quelle di squadra e le lente e piccole navi di scorta, infatti disponeva di 40.000 hp che muovevano le sue 19.900 t e 211 m ad un massimo di circa 23,5 nodi. L'equipaggio era di 1425 uomini e ben presto ebbe un set di elettronica tutto olandese, coprendente il radar di scoperta aerea LW-01 e LW-02, quello di scoperta combinata aerea-superficie DA-01, un misuratore di quota VI-01 (all'epoca i radar tridimensionali moderni, come li conosciamo oggi non esistevano quindi era necessario l'impiego di due radar differenti per la visione 'tridimensionale' dello spazio aereo) e uno di navigazione ZW-01. Nel 1950, anno della Guerra di Corea, la Karel Doorman aveva 19 Hawker Sea Fury FB Mk 11 (tra i più potenti caccia ad elica mai realizzati con i loro 732 kmh) e Fairey Firefly Mk 4 (gli epigoni della dinastia iniziata,praticamente, con il Battle), e 5 aerei ASW (Anti Submarine Warfare), ma nel 1955 iniziarono i lavori che le avrebbero consentito di utilizzare gli aviogetti, cosa che a seguire avrebbe avuto grande importanza. Il ponte venne angolato a 5° e i cannoni antiaerei scesero da 32 a 12 calibro 40/60 mm. La dotazione standard dopo il 1958, quando rientrò in servizio, era di 6 Sea Hawk, eredi dei Fury, nella versione FGA.Mk, 6 aerei ASW (che erano sempre gli Avenger TBM-3 americani, dotati di rudimentali apparati MAD e siluri ASW) e 4 elicotteri Sikorsky HSS-1 Seabat più altri due leggeri per servizi generali. Poco dopo il suo compito passò alla lotta ASW contro i sottomarini sovietici, oramai anche di tipo nucleare, e la Karel divenne ammiraglia di un gruppo ASW con 8 nuovi S-2 Tracker S2F-1 e 6 HSS-1. Poi cambiò le caldaie nel 1965-66, ma la cosa non giovò molto perchénel 1968 subì un grave incendio proprio nei locali caldaie. I danni si rivelarono troppo gravi per riattivarla, ma all'epoca l'Argentina era alla ricerca di una nave per sostituire l'Indipendencia, gemella della Doorman, e si trovò interessata alla portaerei olandese. Gli argentini poterono riattare (nei cantieri olandesi) la nave e ottenere una nave quasi nuova, mentre gli olandesi da allora non ebbero più alcuna portaerei e ridussero la loro aviazione navale. Situazione che continua anche attualmente.


Le fregate 'Van Spjek' erano una versione delle 'Type 12' con radar olandesi e vennero scelte per garantire una rapida costruzione senza dover partire con nuovi disegni, per rimpiazzare i vecchi cacciatorpediniere olandesi. Nei tardi anni '70 vennero modificate con nuovi sistemi tra cui la sostituzione dei due cannoni da 114 mm con un piccolo OTO da 76, evidentemente più moderno nel tiro a.a. anche se è una decisione piuttosto drastica, specie considerando l'esistenza dell'Mk 8 britannico (o in teoria anche del 120 Bofors, già usato dagli svedesi) e dello stesso OTO da 127 mm, tutte armi che avrebbero potuto sostituire la grossa torre Mk 6. In ogni caso, nel 1986-89 vennero vendute tutte e sei alla Marina Indonesiana, che fu ben lieta di poter potenziare nettamente le sue capacità difensive. Almeno fino al 2006 esse erano in servizio come Classe 'Achmad Yani'. L'armamento originale era comune a quello delle sorelle inglesi con il cannone binato da 114 mm a prua, 2 sistemi Sea Cat, il pesante (e alquanto inefficiente, con il suo forte rinculo e la portata di appena 910 m) mortaio ASW Mk 10 Limbo a tre canne, e infine l'elicottero Westland Wasp.

Dopo gli ammodernamenti ricevuti alla fine degli anni '70 si ebbero l'installazione del lanciamissili Harpoon in due lanciamissili quadrupli, la rimozione del mortaio Mk 10 Limbo per rendere agibile il ponte di volo per l'elicottero Westland Lynx, mentre per non penalizzare le capacità antisommergibile vennero anche aggiunti due lanciasiluri tripli da 324 mm STWS-1 del tipo MK 32 per siluri leggeri Mk 46. Successivamente venne anche sostituito il Seacat ormai obsoleto con il sistema Simbad, e venne anche sostituito il cannone originario con un moderno 76 mm Compatto, passo indietro notevole come capacità antisuperficie rispetto ai due pezzi da 114 mm, o anche alle possibili alternative: cannoni Bofors da 120 o OTO da 127 mm singoli, entrambi compatibili con gli ingombri dell'impianto Mk 6 da 114 mm.

Le unità di questa classe dopo aver prestato servizio per circa un ventennio nella marina olandese una volta poste in disarmo sono state vendute tra il 1986 ed il 1990 all'Indonesia e ad oggi tutte attualmente in servizio. Nella Tentara Nasional Indonesia Angkatan Laut, la Marina Indonesiana, le Van Speijk costituiscono la Classe Ahmad Yani.

  • Dislocamento: 2.255-2.815 t
  • Lunghezza: 113,4 m
  • Larghezza: 12,5 m
  • Pescaggio: 4,2 m
  • Propulsione: 2 turbine a ingranaggi come la Classe Leander; velocità 28,5 nodi
  • Equipaggio: 180
  • Sensori di bordo:

1 radar da scoperta aerea LW-03, 1 radar per la designazione bersagli DA-05/2, 1 radar navigazione Decca 1229C, 2 radar WM-44 di controllo tiro SAM 1 radar WM-45 per il cannone, 1 sistema SEWACO II elaborazione dati, 1 sonar a scafo CWE 610, 1 sonar a profondità variabile rimorchiato SQR-18, 1 ESM 2 lanciatori chaff Corvus

  • Armamento: 1 cannone da 76,2 mm, 8 missili RGM84 Harpoon, 2 lanciatori quadrupli Sea Cat con 32 missili, 6 tubi lanciasiluri Mk 32 da 324mm in 2 impianti tripli per siluri Mk 46
  • Mezzi aerei: 1 elicottero SH-14B/C Lynx

Tutte le unità portano nomi di ufficiali olandesi

Koninklijke Marine - Van Speijkklasse

Le navi della classe sono state costruite così:

  • Van Speijk F802, costruita nei cantieri di Amsterdam nel 1967, venduta all'Indonesia come Slamet Riadi (F352) nel 1986
  • Van Galen F803, cantieri Royal Schelde 1967, venduta come Yos Sudarso (353) nel 1987
  • Tjerk Hiddes F804, Amsterdam dockyard 1967, venduta come Ahmad Yani (351) nel 1986
  • Van Nes F805 Royal Schelde 1967, venduta come Oswald Siahaan (354) nel 1986
  • Isaac Sweers F814 Amsterdam dockyard 1967, venduta come Karel Satsuitubun (356)
  • Eversten F815 Royal Schelde 1967, venduta come Abdul Halim Perdanakusuma (355) nel 1989


  • Dimensioni 113,4 x 12,5 x 5,8 m, dislocamento 2.200-2.850 t.
  • Motore: due turbine a vapore per 30.000 shp su due assi, 28,5 nodi, autonomia 4.500 nm a 12 nodi. *Equipaggio 251 elementi.
  • Sistemi elettronici: Radar LW-03, DA-02, M44 e 45, sonar Type 162 e 170B, sistema di combattimento SEWACO V
  • Armamento: 2 cannoni Mk.6 da 114 mm, 2 lanciamissili Seacat, 1 lanciabombe Mk 10 Limbo, 1 elicottero Wasp; dopo la modernizzazione: 1 OTO da 76 mm, 8 Harpoon 1D, 2 lanciamissili Mistral (dagli anni '90), 6 tls Mk 32, 1 elicottero Lynx Mk 2.

I motori sono stati rimpiazzati con nuove unità motrici tra il 2003 e il 2008, quando la ragion d'essere dei motori a vapore era diventata decisamente questionabile, specie considerando anche l'età degli stessi. Così i motori per le unità 351, 352, 353, 355 sono diventati 2 Caterpillare CAT DITA 3616 da 16.000 hp (2007-2008), per la 356 due Cat DIT 3612 da 12.000 hp (2003), e per la 354 due SEMT Pielstick 12PA6B da 11.800 hp (2006). Con questi motori le navi hanno perso parte della loro velocità massima, ma hanno guadagnato in tutto il resto, come consumi in particolare.


La Classe De Zeven Provinciën era costituita da due incrociatori leggeri costruiti in Olanda nei cantieri Rotterdamsche Droogdok Maatschappij di Rotterdam e Wilton-Fijenoord[2] di Schiedam, che hanno prestato servizio a lungo prima nella Marina Olandese e successivamente nella Marina Peruviana. Il nome della classe si riferisce alla Repubblica delle Sette Province Unite sorta tra il 1581 ed il 1795 nei territori che oggi costituiscono i Paesi Bassi.

Negli anni '30 l'Olanda allora potenza coloniale, per fronteggiare nel Pacifico la minaccia rappresentata dalla Marina Imperiale Giapponese pianificò un potenziamento della propria Marina militare. Questo programma comprendeva anche la costruzione di due nuovi incrociatori leggeri.

La costruzione delle due unità iniziò nel 1939. La prima unità, battezzata in un primo momento Kijkduin, venne rinominata Eendracht nel 1940, mentre la seconda, cui venne dato il nome De Zeven Provinciën, diede il nome alla classe.

La costruzione delle due unità per la Marina Olandese venne interrotta dall'occupazione tedesca dell'Olanda avvenuta il 10 maggio 1940 e venne proseguita dai tedeschi, nonostante fosse ancora alle prime fasi, con delle modifiche rispetto al progetto originale per utilizzarle come unità addestrative, da ultimate tra la fine del 1942 ed il 1943. La costruzione proseguì tuttavia a rilento a causa di continui sabotaggi della resistenza olandese.

Il De Zeven Provinciën, ribattezzato KH1 venne varato il 24 dicembre 1944 per essere affondato allo scopo di ostruire il Nieuwe Waterweg, il canale navigabile della città di Rotterdam, ma questa azione non venne portata a termine. Il Kijkduin rinominato KH2 non giunse neppure al varo.

  • Tipo: incrociatore leggero
  • Numero unità: 2
  • Dislocamento: 9.680-12.040 t
  • Lunghezza: 187.32 m
  • Larghezza: 17.25 m
  • Pescaggio: 6.72 m
  • Propulsione: 4 caldaie Werkspoor-Yarrow e 2 turbine a vapore Parsons

su 2 assi, 85.000 hp

  • Velocità: 32 nodi, 7.000 miglia navi a 12 nodi
  • Equipaggio: 973
  • Armamento: 8 cannoni Bofors da 152/53 mm in 4 torri binate,

8 cannoni Bofors da 57/60 mm in torri binate, 8 cannoni Bofors 40L/60, 2 lanciasiluri tripli da 533mm

  • Corazzatura: 50-76 mm cintura, 50-125 mm artiglierie, 50-125 mm torrione

Dopo la seconda guerra mondiale la loro costruzione venne ripresa e le due unità vennero completate tra il 1950 ed il 1953 entrarono in servizio cambiando i loro nomi. Il De Zeven Provinciën venne ribattezzato De Ruyter, mentre l'incrociatore Eendracht entrò in servizio con il nome De Zeven Provinciën. Il progetto originario venne modificato, con un sistema di propulsione che da 78000CV veniva potenziato a 85000HP, un secondo fumaiolo, un diverso armamento e nuove apparecchiature elettroniche.

L'armamento, che nel progetto originale era di 3 torri trinate e 2 binate da 152/53 mm, 2 impianti binati da 40 mm e 2 lanciasiluri tripli da 533 mm, venne modificato in 4 torri binate Bofors da 152/53 mm, di cui due a prora e due a poppa, 4 torrette binate Bofors da 57/60 mm e 8 cannoni Bofors 40L/60 mm singoli.

Nella Marina Olandese le due unità parteciparono a diverse esercitazioni NATO e spesso furono unità portabandiera di diverse Task force navali. Tra il 1962 e il 1964 il De Zeven Provinciën venne sottoposto a lavori di ammodernamento nel corso dei quali venne riconvertito in incrociatore lanciamissili con la sostituzione delle due torri poppiere da 152/53mm di con il sistema missilistico terra-aria Terrier. La mancanza di fondi impedì che le stesse modifiche venissero effettuate sul gemello De Ruyter che venne posto in disarmo nel 1973, mentre il De Zeven Provinciën rimase in servizio fino al 1976 quando entrarono in servizio le due fregate della Classe Tromp.

Le due unità dopo essere state poste in disarmo dalla Marina Olandese vennero acquistate dal Perù.

Il De Ruyter, acquistato nel 1973 venne ribattezzato Almirante Grau, raggiungendo la sua nuova base operativa di El Callao l'11 luglio dello stesso anno, diventando nave ammiraglia della flotta. Dal 1985 al 1988 fece ritorno nei cantieri olandesi per lavori di modernizzazione nel corso dei quali venne riconvertito in unità missilistica, facendo rientro alla sua base operativa il 15 febbraio 1988. Il suo disarmo è previsto nel 2008.

Il De Zeven Provinciën, acquistato nel 1976, venne ribattezzato Aguirre e riconvertito nei cantieri olandesi in unità elicotteristica prima della consegna ai peruviani. I lavori di riconversione, che videro la rimozione del sistema Terrier sostituito da un hangar fisso e dal ponte di volo per elicotteri ASH-3D Sea King, terminarono il 31 ottobre 1977 e dopo la consegna avvenuta a Den Helder il 24 febbraio 1978, l'unità raggiunse la sua nuova base di El Callao il successivo 17 maggio.

Dal 7 agosto 1986 al 15 febbraio 1988 in concomitanza dei lavori di ammodernamento del gemello Almirante Grau assunse temporaneamente il nome Almirante Grau ed il ruolo di nave ammiraglia della flotta riprendendo il suo nome al rientro del gemello. Nel 1999 venne posto in disarmo e venduto per demolizione.

Le due unità nel corso del loro servizio nella Marina de Guerra del Perù hanno preso parte ad importanti esercitazioni navali multinazionali tra cui la UNITAS.

La DAF e la motorizzazione dell'esercito

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La spinta motorizzazione dell'esercito olandese deve molto alla DAF già da prima della Seconda guerra mondiale. La costruzione di mezzi motorizzati e dei relativi motori di propria progettazione divenne di notevole importanza per compiti sia civili che militari, e tra i tanti veicoli approntati giova ricordare la serie YA 616 6x6 pesante da 6t, consegnata all'esercito dal 1957 al 1968 in molti esemplari. Ve n'erano versioni specializzate inclusi i mezzi recupero YB 616 e 626, autocisterne e altro ancora. Negli anni '80 questi mezzi pesanti erano in corso di sostituzione con i nuovi YA 2300, veicoli da 10 t di capacità su terreno vario grazie alla propulsione 6x6 e a un DAF DHS 825 diesel da 245 hp. La dotazione di serie era di luci militari, tetto modificato per una mitragliatrice contraerei, e altro ancora, ma nell'insieme si trattava di un mezzo molto simile ad un grosso autocarro civile. Vi erano versioni trattore 4x4 YTV 2300 e gettaponte YGZ 2300, varianti con vano di carico ribaltabile lateralmente o posteriormente nella versione YKZ 2300, mentre accessori facoltativi erano tra l'altro il cambio automatici o una cabina per 4 uomini anziché 3.

La DAF non si occupò soltanto di costruire autocarri: ad un certo punto sfruttò l'esperienza accumulata per progettare il grosso YP-408, un veicolo da trasporto truppe che aveva 8 ruote di cui 6 motrici. Esso aveva anche un motore sistemato anteriormente, anch'esso della DAF. Non vi erano molte differenze rispetto ad un autocarro, ma aveva un guscio d'acciaio dal considerevole spessore (8-15 mm) che forniva una buona protezione all'equipaggio di due uomini (capocarro e pilota, seduti dietro il motore) e ai 10 fanti trasportati seduti lungo i lati del mezzo, gli uni seduti di fronte agli altri e quindi con la schiena verso le pareti. Essi non avevano nessun impedimento di abitabilità perché il motore era sistemato anteriormente, in una posizione ideale perché dopotutto non disturbava minimamente equipaggio e carico, racchiuso com'era nel suo cofano corazzato (ma questa soluzione era assai obsoleta in termini meccanici), e le porte d'uscita erano due posteriori oltre ai portelli superiori del comparto. In effetti, l'YP-408 era praticamente coevo dei veicoli 8x8 BTR-60 sovietico e OT-64 cecoslovacco, rispetto ai quali aveva pregi e difetti, come il fatto di non essere anfibio o con sistemi di difesa NBC o di visione notturna, ma consentiva rispetto al BTR-60 un abbandono più agevole del mezzo per la squadra di fanti senza l'impedimento del motore posteriore. Il mezzo aveva un cambio manuale con 5 marce avanti e una indietro, e le sue gomme avevano una particolarità interessante: essendo ovviamente dei facili bersagli in combattimento, erano dotate di fianchi rinforzati per poter percorrere fino a 50 km a velocità ridotta in caso di forature. Lo sterzo agiva sulle prime 4 ruote con un servosterzo per assistere il pilota. La massa era di 12 t, la velocità di 80 kmh e l'autonomia con il DAF DS 575 diesel da 165 hp, di 500 km su strada. Il mezzo poteva passare sopra fossi di 1,2 m ma non era anfibio, limitando il guado a 1,2 m. Mancava di protezione NBC e sensori notturni. Nondimeno era un mezzo pesante e potente per l'epoca (anche se con prestazioni non particolarmente impressionanti) e venne consegnato tra il 1964 e il 1968 in 750 esemplari. La versione base APC era il PWI-S (GR) ovvero Panser Wagen Infanterie-Standaard (Gruep), mezzo da trasporto squadra standard corazzato, e gli uomini potevano essere supportati dalla mitragliatrice di bordo da 12,7mm con settori di brandeggio di 260° e di alzo -8/+70° (quindi utile anche come arma contraerei). Si trattava di un armamento piuttosto potente per un APC ruotato dell'epoca, spesso limitati ad una mitragliatrice leggera inutile contro altri mezzi corazzati. Altri mezzi approntati in versioni speciali erano quello per le comunicazioni, comandante plotone PWI-S(PC), compagnia PWCO, ambulanza PW_GWT disarmato con 4 barelle e due pazienti seduti, il mezzo da carico PW-V con 1500 kg di portata, portamortaio da 120 mm con 7 uomini, mortaio e 50 bombe, veicolo radar PWRDR e controcarri con missili TOW, PWAT, entrambi realizzati di recente. Entro il 1988 si prevedeva di ritirarli totalmente dalla linea grazie al cingolato YP-765 AIFV.

Nel frattempo gli olandesi comprarono anche il carro leggero AMX-13 e la sua meno nota versione IFV AMX-VCI, all'epoca un progetto d'avanguardia sebbene non molto riuscito (gli esemplari in servizio nell'E.I. hanno avuto apparentemente ben poco utilizzo e sono spariti velocemente sostituiti dai VCC). I carri Centurion entrarono a far parte, in centinaia di esemplari dell'esercito ed ebbero una carriera lunga anche se negli anni '60 cominciarono ad essere sostituiti per la prima linea dal Leopard.

La Fokker ebbe un compito di tutto rispetto nella ricostruzione della KLU e anche per altre aviazioni. I Gloster Meteor erano i primi caccia a reazione olandesi, e già nel 1948, ad aprile, cominciarono ad arrivare dalla Gran Bretagna 48 F.Mk 4 per il Belgio e 51 per l'Olanda. Questo era solo l'inizio: la Fokker a Schiphol costruì nel complesso 367 della successiva versione Mk 8 di cui 155 per la KLU e 212 per il Belgio, inclusi 67 in kit per la Fairey belga da montare nei suoi stabilimenti. Agli inizi degli anni '50 i progressi aeronautici erano molto rapidi e i caccia diventavano rapidamente obsoleti: i Meteor di fatto offrivano troppa resistenza aerodinamica per consentire prestazioni velocistiche davvero elevati, per cui subentrarono gli americani, che consegnarono al Belgio dall'aprile 1951 ben 213 F-84G, cacciabombardieri da 1.000 kmh, ma l'Olanda lo aveva preceduto, anche se con soli 187 esemplari: iniziò a riceverli nel marzo di quell'anno. A tutti gli effetti, questa prima fornitura denotò due cose: la supremazia britannica negli aerei a reazione era irrimediabilmente sciupata da troppe indecisioni politiche che avevano provocato ritardi nell'approntare nuove e migliori macchine, specie quelle con ali a freccia. L'altro era che la Francia aveva ancora un'industria impreparata a raccogliere la sfida dei caccia jet ad alte prestazioni. Di fatto, la Francia avrebbe sempre faticato a competere in Europa con gli USA e anche con la Gran Bretagna. Il programma di riequipaggiamento delle forze europee continuò con l'F-86K notturno dotato di radar APG-67 e di motore J47 con postbruciatore che costituiva il modo più semplice per ottenere un motore da 3,3 t rispetto alle 2,5 originarie, anche se a scapito di un consumo molto alto. L'Olanda ne ebbe 6 dalla Fiat oltre a 58 dagli USA. I Paesi del BENELUX restarono tuttavia fedeli alla Gran Bretagna (soprattutto il Belgio), e convertirono le linee di produzione dal Meteor all'Hunter. L'Olanda con la Fokker ne produsse 12 per il Belgio e 90 per le proprie esigenze nella versione Mk 4, poi andarono all'F Mk 6 con il nuovo motore Avon da 4,54 t di spinta, e la Fokker ne produsse 20 aerei e 29 kit per il Belgio, e 93 per le proprie esigenze. Alla fine, la Fokker produsse 244 aerei, di cui 183 per la KLU che ne ebbe anche 6 dalla Hawker per un totale di 189, mentre il Belgio ebbe in tutto 249 apparecchi.

La KLU ebbe anche l'F-84F dal giugno 1955 con 180 aerei per la KLU e altrettanti per la FAB belga. I Paesi Bassi ebbero anche 24 RF-84F. In tutto, il BENELUX ebbe una forza non indifferente che eccettuando i Meteor era costituito da:

249 Hunter, 180 F-84F, 54 CF-100, 6 F-86F e 213 F-84G (sostituiti direttamente dagli F-84F) per il Belgio, mentre l'Olanda ebbe 187 F-84G, 180 F-84F, 24 RF-84F, 189 Hunter e 64 F-86K. In totale vi furono per la FAB 702 jet 'moderni' e la KLU 644, con un leggero vantaggio per i belgi.

La Koninklijke Luchtmacht (Royal Netherlands Air Force) o KLu è stata un utente relativamente secondario dei '104, ma nondimeno riuscì a mettere insieme 138 Starfighter, prodotti da diverse nazioni.

La SABCA belga e la Fokker vennero coinvolte nella realizzazione dell'F-104G, essendo parte del Gruppo Nord (con la Fokker quale leader) e ne produssero centinaia. La SABCA ne consegnò 101 per la FAB e 88 per la Luftwaffe, mentre la Fokker ben 350, ma l'Aeronautica olandese ne ebbe un totale di appena 95 tra RF e F-104G, più 25 di produzione FIAT e 18 TF-104G Lockheed. Dei 120 monoposto, 25 erano ricognitori RF-104G.

Questi '104 sostituirono gli F-84 e i T-33 (per l'addestramento) ed entrarono in linea a partire dal dicembre 1962, con il No.306 sqn, unità OCU di Twenthe, che poi divenne un reparto da ricognizione dopo il gennaio 1964 e si spostò a Volkel dal settembre 1969 fino al tardo 1983.

Altre unità erano il 311 di Volkel, per l'attacco al suolo dal giugno del 1964 fino all'agosto 1982, il 312, idem per base e ruoli, dall'aprile 1965 al giugno 1984; il 322 di Leeuwarden -intercettazione ognitempo- dall'agosto 1963 a metà 1979, mentre il 323, stesso compito e base, ebbe gli F-104G tra il marzo 1964 e l'agosto 1980. Essi erano veloci e potenti, con una piattaforma inerziale (la Litton LN-3), capacità di bombardamento ognitempo anche a bassa quota, con la possibilità di rilasciare in cabrata una bomba nucleare, persino a velocità supersonica. Un progresso considerevole rispetto all'F-84F, anche se come ricognitore e come caccia intercettore (eccetto per la velocità di salita) l'aereo non era gran miglioramento rispetto agli aerei preesistenti. Cannone Vulcan e missili AIM-9B erano le armi usate assieme al radar NASARR, di impiego più difficile e con portata praticamente uguale rispetto all'APG-37 dell'F-86K.

Altre unità erano la OCU di Leeuwarden, gennaio 1964-marzo 1978, e un'altra unità simile (CAV) a Volkel dal gennaio 1969 al novembre 1984. Essa ebbe i 18 F-104G e 2 TF-104G del No.312 quando questo venne sciolto.

In tutto 43 aerei vennero persi in servizio nei 20 anni circa di servizio, pari al 35,8%. L'introduzione dell'F-104 fu un potenziamento notevole, ma come si è visto, solo pochi esemplari vennero costruiti per la KLu, riducendo grandemente il numero di reparti e aerei di prima linea. Del resto, anche la FAB ne ebbe solo 113 e l'AMI 153: il totale di 138 ottenuto dagli olandesi era per la prima volta maggiore di quello dei belgi, e la tendenza si sarebbe rinforzata con il successivo acquisto, l'F-16. L'ultimo volo dei '104 olandesi venne effettuato il 21 novembre 1984 al CAV di Volkel. Tuttavia, al solito, anche i veterani della KLu termineranno la loro vita operativa con Grecia e Turchia.

Questo è l'elenco delle unità olandesi:

No. 306 Sqn (OCU), a Twenthe dal dicembre 1962 al gennaio del '64, poi usato come reparto da ricognizione e spostato a Volkel nel settembre del '69-fine 1983.
311 Sqn, Volkel, attacco tattico (giugno 1964-agosto 1982)
312 Sqn, idem, Aprile 1965-giugno 1984
322 Sqn, Leeuwarden, caccia ognitempo, agosto 1963- metà '79
323 Sqn, idem, marzo 1964- agosto 1980
Unità addestramento e conversione A, Leeuwarden, gen 1964-marzo 1978
Conversie Afdeling Volkel, Volkel, gen 1969-nov 1984.

L'Olanda è stata la cliente principale, a parte l'aviazione canadese, dei caccia Canadair F-5. Nel 1966 la Koninklijke Luchtmacht li scelse per rimpiazzare i subsonici F-84F Thundestreak. Secondo quanti si intendeva originariamente si sarebbe dovuto giungere ad una coproduzione per ben 200 apparecchi, assieme al Belgio. Era già una cosa sperimentata con aerei precedenti, ma stavolta non funzionò allorché la FAB scelse il più prestante Mirage 5, sempre per rimpiazzare gli F-84F. A parte questo non è che vi fosse tutto questo entusiasmo nemmeno da parte olandese rispetto al piccolo, economico ma limitato apparecchio Northrop/Canadair, e così richiese varie migliorie, come del resto nel caso dei CF-5. Alla fine, le richieste si dimostrarono tanto simili che nel 1 primo febbraio 1967 accadde che si decise, a livello governativo di comprare direttamente gli aerei Canadair senza sobbarcarsi l'onere di produrli su licenza. E così fu.

Conosciuti nella KLU come NF-5A e NF-5B, i caccia di questo tipo mono e biposto erano noti per la Canadair come CL-226. Come primo ordine venne posto un totale di 90 monoposto e 15 biposto, poi modificato, lasciandone inalterato il numero complessivo in 75 e 30. Le consegne vennero iniziate nel tardo '69. Questi aerei, come del resto quelli similari canadesi vennero montati a livello di fusoliera e coda in Olanda, prima di imbarcarli su navi e portarli in Canada per l'assemblaggio finale. La macchina che ne derivò era la più avanzata tra i Freedom Fighter, dotata -differentemente ai CF-5- di speciali flaps di manovra e un'ala più robusta. Con i flaps di manovra, ad alta velocità era possibile addirittura incrementare del 50% il rateo di virata istantaneo (non quello continuo, perché qui era un problema di potenza disponibile). Inoltre venne aumentata la capacità di carburante esterna con più serbatoi più capaci, e nell'insieme l'ala più robusta permetteva maggiore carico. Molti sistemi avionici dei CF-5 vennero rimpiazzati con un sistema Sperry giroscopico per la mira sul sistema a riflessione disponibile per il pilota (non ancora un vero HUD), e un sistema Bendix di puntamento, un Canadian Marconi Type 668 che è un apparato di navigazione Doppler e il Type 703 consistente in una mappa mobile con rullo interno, su cui l'aereo è rappresentato al centro del visore rotondo ( come una sorta di lente d'ingrandimento). A parte questi, vi erano anche altri sistemi specifici, anche se meno importanti degli altri qui menzionati e relativi a radio, sistemi di assistenza alla navigazione etc. Il primo aereo olandese uscì dalla fabbrica il 5 marzo 1969 e volò il 24 successivo. Gli Sn. degli F-5 olandesi erano dal K-3001-al K-3075 per gli NF-5A, mentre gli NF-5B erano K-4001 fino al K-4030. Il primo di questi volò il 7 luglio 1969. Consegnati a partire dal 7 ottobre 1969, gli NF-5 vennero assegnati per primi al 313 Squadron di Twenthe, che poi al solito sarebbe diventato l'unità OCU per gli NF-5. IN seguito arrivarono aerei al 314 e 316 rispettivamente di Eindhoven e Gilza-Rijen, e il 315 e 313 a Twenthe. Gli ultimi vennero consegnati il 10 marzo 1972. In seguito vennero ammodernati con un RWR, lanciatore ALE-40, e infine le estremità alari ebbero i serbatoi rimpiazzati da missili AIM-9 Sidewinder, che prima, curiosamente erano assenti, semmai installati sotto le ali.

La carriera dei caccia leggeri olandesi fu in questo modo terminata: Il No 315 di Omoschloingvulucht passò con gli F-16 nel 1986, mentre il 314 di Eindhoven passò agli F-16 nel 1990. Il 313 di Twenthe era già passato con gli F-16 nel 1987. L'ultimo fu il 316 di Gilze-Rijen, passato agli F-16 nel 1991. L'ultimo NF-5 venne radiato il 1 maggio 1991 dal 316 Sqn., e il risultato fu che dei 79 aerei superstiti dopo circa 20 anni di servizio, ben mantenuti, 60 andarono alla Turchia, anche se non tutti in condizioni di volo, mentre solo 12 andarono alla Grecia e 7 al Venezuela. Altri ancora, non andati perduti, vennero mandati alle scuole tecniche o mandati in musei.

L'Olanda venne anche difesa da molti moderni armamenti contraerei: gli USA fornirono i missili NIKE-Ajax, poi sostituiti da decine di rampe NIKE-Hercules con prestazioni molto superiori e capaci di raggiungere 140 km e 30.000 metri d'altezza, coprendo l'intera Olanda ad alta e medi quota anche -in teoria, quantomeno- con testate nucleari. La successiva fornitura riguardò 13 batterie di missili HAWK, con una efficace capacità di copertura a quote medio-basse e una elettronica moderna e più resistente alle ECM rispetto all'obsoleto NIKE. Infine, da segnalare l'entrata in servizio di numerosi cannoni da 40 mm del tipo Bofors L70 di nuova generazione, sia con l'Aeronautica che con l'Esercito.

In seguito vennero forniti anche i micidiali missili Stinger per la fanteria, che vennero integrati con i missili HAWK e i nuovi Patriot.

Infine, nel 1983 vennero ordinati i missili MIM-104 Patriot, e l'Olanda fu il primo cliente estero di questi modernissimi ma costosi armamenti, pensati per sostituire gli Hercules. L'ordine era per 20 lanciatori con 160 missili, per un totale di 866 milioni di fiorini. In seguito tale costo lievitò a 866, ma 552 sono stati fatti 'rientrare' con cospicue compensazioni industriali. Non è chiaro quante batterie sono state ordinate.

Da notare, in paragone, che l'Italia durante gli anni '80 ordinò ben 20 batterie con 160 lanciatori quadrupli e 1280 missili. Il programma era realmente faraonico e costava 5.500 miliardi, ma si ridusse presto a 12 batterie e poi a 9 negli anni '90, prima di essere totalmente abbandonato per la carenza di fondi che all'inizio degli anni '90, tra crisi economica e fine della Guerra fredda, attanagliavano l'Italia. In ogni caso per questo programma senza esisto erano stati spesi già circa 50 miliardi.

L'Olanda all'epoca stava costruendo uno strumento militare di prima grandezza. La forza complessiva all'epoca era in tutto di circa 104.000 uomini di cui 50.200 di leva. La ferma all'epoca arrivava tra i 14 e i 17 mesi dipendendo dalla forza armata in cui i giovani olandesi erano arruolati.

Assegnato prevalentemente al Gruppo delle Forze terrestri della Nato del Nord o Northern Army Group, tuttavia stanziato prevalentemente in Olanda, eccetto che per una brigata corazzata nella Germania Occidentale. L'esercito aveva un organico di 67.000 uomini di cui 43.250 di leva. Le riserve, piuttosto consistenti per un esercito di piccole dimensioni come questo, erano di 145.000 uomini.

Organizzazione:

  • 3 brigate corazzate di cui 2 attive (Leopard) e 1 (Centurion) in riserva
  • 6 brigate di fanteria meccanizzata di cui 4 attive e 2 di riserva
  • 1 brigata di fanteria indipendente in riserva
  • 1 battaglione missilistico con 6 missili Lance
  • 3 quadriglie elicotteri dell'esercito (gestite dall'aeronautica)
  • 1 battaglione esploratori (in Germania)
  • 1 battaglione di genieri (in Germania)

Le brigate corazzate erano costituite da 2 battaglioni su 53 carri l'uno, mentre le brigate meccanizzate ne avevano solo 1, con la stessa forza. In caso di mobilitazione, però, la forza di 2 brigate corazzate e 4 meccanizzate diventava nel suo complesso di 3 corazzate, 6 meccanizzate e 1 indipendente, per un totale di 10 (l'E.I. all'epoca aveva 24 brigate). Da notare come la forza meccanizzata e corazzata era praticamente lo standard per tutto l'esercito olandese, grazie alle disponibilità finanziarie piuttosto elevate. Non vi era quasi fanteria leggera, anche se certamente i riservisti erano utilizzabili anche per la creazione di piccole unità di fanteria territoriali, probabilmente a livello di battaglione e di compagnia, come già in Germania. Non vi erano truppe alpine (curiosamente un'esigenza coperta dalla Marina), mentre in Italia si contavano ben 5 brigate da montagna, conseguenza diretta delle differenze orografiche tra le due nazioni: Paesi Bassi, in omen nomen.

Le dotazioni materiali erano all'epoca le seguenti:

  • Armi della fanteria: mitra UZI da 9 mm, fucili FN FAL e HK G3 da 7,62 mm, mitragliatrici FN MAG da 7,62 mm, M2 HB da 12,7 mm, mortai M1 da 81 mm, 194 M20 da 107 mm e 153 Hotchkiss-Brandt da 120 mm
  • carri armati: 468 Leopard 1, 343 Centurion, 126 AMX-13
  • blindati leggeri: 745 M113, 742 YA-408, 1051 YP-765, 66 AMX-VCI
  • Armi antiaeree: mitragliere quadruple M55 da 12,7 mm, 131 cannoni Bofors L70 da 40/70 mm, 95 semoventi Gepard da 35/90 mm
  • Armi controcarri: lanciarazzi Raufoss da 66mm, cannone SR Carl Gustav da 84, M40 da 106, 350 lanciamissili Dragon e TOW
  • Artiglierie: 136 M109 semoventi da 155mm, 12 M107 da 175 mm, 24 M110 da 203 mm; 44 obici trainati da 105 mm, 140 da 155 M114 e 28 da 203 mm M115
  • Aviazione (gestita dall'Aeronautica): 72 MBB BO 105 e 28 Aluette III
  • Mezzi ordinati o in fornitura: 445 Leopard 2, 464 FIM-92 Stinger, 37 M110

Note sull'equipaggiamento: Originariamente, l'Olanda era cliente in termini di artiglierie degli USA, mentre come corazzati si affidava a Francia e Gran Bretagna. La presenza di numerosi carri armati Centurion e AMX-13, da considerarsi residuale già negli anni '80, era per l'appunto discendente da questa situazione. In seguito, però, le cose sono cambiate: i carri sono diventati i Leopard 1 tedeschi, che sono stati forniti in 468 esemplari. Si è visto come le brigate erano strutturate: in tutto, gli otto battaglioni carri attivi comprendevano soltanto 424 carri armati, per cui i nuovi Leopard erano sufficienti per riequipaggiarli tutti. I Centurion e gli AMX, che portavano il totale alla non disprezzabile cifra di 937 carri armati erano presumibilmente utilizzati solo dalle truppe di riserva o per l'esplorazione. Verosimilmente, in origine la struttura era di brigate dotate di carri Centurion, supportate da carri armati leggeri da ricognizione AMX-13.

La successiva fornitura di carri Leopard rimpiazzò il Centurion ma apparentemente, questi non vennero subito ritirati, ma rimasero in riserva. Il totale dei carri olandesi era dunque molto maggiore di quanto le poche unità di prima linea erano capaci di utilizzare contemporaneamente. D'altro canto l'Olanda non poteva sostenere un esercito permanente di grandi dimensioni. I nuovi carri armati Leopard 2 erano in fase di fornitura e avrebbero inizialmente integrato i carri Leopard 1, per poi sostituirli. Con la forza totale di oltre 900 carri, l'Esercito olandese ebbe poi una forza di carri moderni pari ai 3 quarti dei 1220 M60/Leopard 1 italiani, ma come si è visto, solo in parte utilizzabili contemporaneamente (dalle truppe ordinarie). La cosa era peraltro controbilanciata dalla qualità, essendo anche i Leopard 2 ordinati in numero tale da rendere possibile il riequipaggiamento di tutti i reparti corazzati olandesi. In tutto, con 3 brigate corazzate e 6 di fanteria meccanizzata attivabili, la forza di carri era nel suo complesso aumentabile a 6+6 battaglioni, ovvero 636 carri armati in simultanea, ancora molto al di sotto della disponibilità complessiva.

I carri erano supportati da importanti blindati per la fanteria: la flotta di oltre 1.000 YP-765, ovvero degli economici IFV armati con mitragliere da 25mm in torretta monoposto, sufficienti per minacciare persino un carro armato di lato e capaci di sparare con precisione con fuoco automatico su un raggio di 2 km: pertanto si tratta di un armamento potente e temibile, che di fatto ha sostituito il 12,7 mm che già è un'arma molto potente contro bersagli non corazzati. Assieme ai BMP-1, gli AIFV erano veicoli da combattimento di prima generazione, e la loro torretta era un semplice modello monoposto, che successivamente sarebbe stato sostituito con torri biposto ben più efficienti (il capocarro era assieme al cannoniere nella posizione più alta del mezzo e con la migliore visibilità), ma con un prezzo non indifferente in termini di peso, costo, riduzione dello spazio interno (nel caso del BMP-2 questo è stato solo in parte vero, perché l'armamento pesante del tipo originario, una volta eliminato ha comunque compensato la nuova torretta biposto in buona misura).

Gli olandesi avevano già mezzi da combattimento per la fanteria prima della metà degli anni '70: i pochi AMX-VCI e i mezzi ruotati YP-408, questi ultimi della DAF olandese. Si trattava di uno dei primissimi mezzi a 8 ruote per la fanteria, anche se si trattava di un 6x8 (il secondo asse non era collegato alla trasmissione) per la fanteria, e anche se era piuttosto superato era ancora un buon veicolo da combattimento, cooperando a suo tempo con i Centurion e AMX-13. Vari veicoli di questo tipo erano armati con i missili TOW, come del resto alcuni '765, ma non in unione con i cannoni come nel grosso Bradley, quanto in alternativa ad essi, con un lanciatore telescopico ed elevabile sopra il veicolo in configurazione TUA (TOW Under Armour) e una mitragliatrice leggera per la difesa ravvicinata.

I sistemi d'artiglieria erano prevalentemente semoventi, aiutando l'elevata meccanizzazione dell'esercito. Il gruppo Lance era invece la risorsa nucleare tattica, assieme ai semoventi M110 da 203 mm a più corta gittata. La difesa antiaerea era correlata alle mitragliatrici quadruple da 12,7 mm ma in via di sostituzione con gli Stinger. La perdita di capacità contro bersagli al suolo e di autonomia di tiro (con 800 colpi in tutto pronti al fuoco) sarebbe stata compensata dalla maggiore gittata e probabilità di colpire i bersagli aerei. La difesa primaria erano però i 95 semoventi Gepard, che nonostante il costo elevato, erano stati comprati in quantità ed equipaggiati con un radar di ricerca aerea nazionale. Questo faceva dell'Esercito olandese la seconda potenza in temi di semoventi contraerei in Europa, dopo quello tedesco-occidentale con cui era ampiamente integrato. Per la difesa di obiettivi statici erano anche disponibili un buon numero di cannoni da 40/70 mm. Da notare che per fare un paragone, all'epoca l'E.I. aveva oltre 250 cannoni da 40/70, tutti a traino meccanico, oltre alle mitragliatrici quadruple M55. Nell'insieme, l'Esercito olandese con quasi 230 tra cannoni Bofors e semoventi Gepard era comparabile in numero e molto superiore in efficienza, soprattutto nello scenario di una guerra in rapido movimento (gli italiani eran ancora lontani dall'introdurre i loro numerosi ma modesti SIDAM).

La KLU era armata all'epoca con un equipaggiamento in rapido aggiornamento, e faceva parte della 2a Forza aerotattica alleata. Era suddivisa nel Comando aerotattico e in quello logistico-addestrativo. La sua forza complessiva era di 19.000 uomini di cui solo 4.600 di leva, mentre la forza complessiva di riservisti era di circa 6.000. Quella di aerei da combattimento, invece, era di 172 apparecchi di prima linea.

Organizzazione:

  • 4 squadroni di attacco
  • 3 squadroni cacciabombardieri
  • 1 squadrone da ricognizione
  • 1 squadrone da trasporto
  • 15 squadroni SAM
  • 3 unità OCU
  • 1 squadriglia da ricognizione marittima
  • 1 gruppo SAR

Le basi principali erano quelle di Volkel e Leeuwarden, ma vi erano anche Eindhoven, Deelen, Gilze Rijen e Twenthe. Le prime due erano ciascuna sede di uno stormo su tre squadriglie, e di queste, una da ricognizione e due d'attacco. La forza di F-104, una volta molto consistente, era riuscita a sostituire totalmente gli Hawker Hunter a suo tempo comperati, ma dagli inizi degli anni '80 era in fase di sostituzione con gli F-16. La forza di F-104 era calata, nell'agosto 1983, a 36 apparecchi F-104G e a 18 RF-104G mentre gli F-16, che sarebbero stati ordinati in ben 209 esemplari, erano a quel punto diventati 98 A e 28 B. Gli ordinati nel 1980 ammontavano a 124, e negli anni successivi altri 82 vennero ordinati.

Questa forza complessiva di 180 caccia da mach 2 era supportata da una piccola forza di non meno di 72 NF-5A e 18 NF-5B, superstiti di 101 apparecchi ordinati, il che li faceva servire con 3 unità cacciabombardieri e 1 da riqualificazione operativa. Probabilmente i 90 aerei summenzionati erano quelli in servizio di prima linea se 24 aerei fossero stati per ciascuno squadrone e 18 per quello di riqualificazione operativa. Quello che è certo è che alla fine del servizio, attorno all'inizio degli anni '90, vennero esportati 79 aerei in tre diverse nazioni. Nessun F-5 venne mai ordinato, a quanto pare nella versione da ricognizione RF-5, ma bisogna dire che l'Olanda diede un grande contributo alla ricognizione tattica grazie al pod ORPHEUS.

La sua struttura era basata su di un lungo contenitore con un peso di 700 kg, una macchina fotografica obliqua, altre tre verticali e laterali, e un visore termico. Esso venne utilizzato ampiamente con gli F-104, il che potrebbe sembrare strano considerando la presenza, anche nella KLU, di RF-104G, i caccia in versione da ricognizione. Ma la loro capacità di ricognizione, tranne che a bassa quota e di giorno, non erano affatto soddisfacenti. A quel punto venne ideato l'Orpheus, che però ha l'ovvio svantaggio di non essere integrato dentro l'aereo, svantaggio in termini aerodinamici che rende l'aereo più lento e con meno raggio d'azione (con missioni che erano limitate a 90-100 minuti anziché oltre 120). Ma la superiorità del sistema Orpheus era talmente evidente che non vi fu problema a sostituire di fatto tutti gli RF-104 dell'AMI e della KLU, che vennero relegati a ruoli addestrativi o forse come cacciabombardieri.

La forza della KLU comprendeva anche gli aerei da trasporto, ma la loro linea era di appena 12 velivoli, abbastanza ovviamente costituiti dai Fokker F.27M Friendship Mk 100, un aereo civile ma militarizzato in numerose versioni, e venduto in decine di nazioni anche per ruoli militari. La KLU non ha una struttura completa, con limitate forze di trasporto ( capacità degli F.27: attorno alle 6,4 t), e soprattutto, mancante di un qualche tipo di linea addestrativa: i piloti olandesi, differentemente da quelli belgi erano costretti ad addestrarsi in Canada sui CT-134A Musketeer, CT-114A Tutor e Canadair CF-5B, oppure negli USA e in tal caso volavano sui T-37C e poi sui Northrop T-38. In ogni caso, tornavano in patria e si addestravano con le versioni biposto dei caccia F-5,16 e 104.

Quello che non mancava era invece la difesa antiaerea, poiché l'esercito non possedeva nessuna arma antiaerea pesante. La KLU gestiva ben 11 batterie di HAWK con 66 lanciatori in altrettante squadriglie, mentre le altre 4 avevano i missili NIKE-Hercules, con 16 rampe residue di una dotazione probabilmente maggiore, ma messa fuori servizio. La difesa di punto era dotata di 25 sistemi Flycatcher, che controllavano cannoni Bofors L70 da 40 mm con diverse batterie (presumibilmente vi erano sezioni o batterie intere per ciascuno dei sistemi).

La potente marina olandese era organizzata in due gruppi di impiego ASW per impiego oceanico, per l' Atlantico settentrionale. La loro forza faceva perno su di una nave classe 'Tromp', che non solo forniva una massiccia copertura antiaerea ma anche possedeva una potente capacità di comunicazione, comando e controllo. Per il resto vi era un numero molto elevato di unità antisommergibile ma capaci nondimeno di eseguire azioni multiruolo, e oltretutto, vi erano anche le navi MCM: oltre 30 navi tra cui i nuovi Tripartite, ovvero dei grossi cacciamine in GRP del tipo studiato con la Francia e il Belgio, impostati dal 1982.

Una forza di pattugliatori Atlantic ASW era anch'essa una risorsa. In tutto vi erano 16.850 uomini, di cui solo 2.000 di leva a dimostrazione dell'estrema professionalità richiesta ad una marina moderna, e 20.000 riservisti di cui 9.000 di pronto impiego. Infine vi erano anche alcuni reparti di fanteria di marina, anche se la KM non aveva nessuna nave da sbarco. Il teatro operativo era prevalentemente nell'Atlantico settentrionale, ma i compiti riguardavano anche la difesa delle coste dai minamenti, molto temuti data l'ampia dotazione sovietica e l'efficacia di queste armi nell'interdire tratti di mare. Infine, le Antille olandesi erano anch'esse sede di forze navali olandesi. Le basi principali erano Vlissigen e Den Helder ma anche Curacao nelle Antille.

La D81 Tromp prende parte ad un gruppo navale inglese nel 1976, quello della HMS Ark Royal

Elenco delle navi:

  • 2 sottomarini classe 'Zwardvis'
  • 2 sottomarini 'Potvis'
  • 2 sottomarini 'Dolfijn'
  • 2 sottomarini 'Walrus' (in ordine)
  • 2 cacciatorpediniere 'Tromp'
  • 12 fregate 'Kortenaer' di cui 3 in ordine
  • 6 fregate 'Van Speijk'
  • 5 fregate 'M' (in ordine)
  • 6 corvette 'Wolf'
  • 2 navi rifornitrici 'Poolster'
  • 31 dragamine di cui 15 'Dokkum' e 16 'Van Straelen'
  • 15 cacciamine 'Alkmaar' in consegna tra il 1982 e il 1989
  • 3 navi posamine 'Aggressive'
  • 5 grandi vedette di pattugliamento
  • 10 mezzi da sbarco
  • 2 squadriglie di aerei ASW/pattugliamento
  • 2 squadriglie di elicotteri imbarcati
  • 1 squadriglia di elicotteri SAR
  • 2 gruppi di combattimento di fanti di marina
  • 1 compagnia di marines per impieghi artici
La Tromp nel 1975. L'enorme radome contiene il radar 3d SPS-01

Per quello che riguarda la descrizione in dettaglio delle navi e delle mansioni svolte, bisogna dire anzitutto delle Kortenaer: la loro classificazione era di fregate, ma in pratica si trattava di cacciatorpediniere, riconoscibili per l'enorme radome sopra il torrione. La loro dotazione di missili era molto rara su di una singola nave (si sarebbe rivista con le J.V.Eisembeek e poi con le navi 'Audace' modernizzate)in quanto erano presenti sia i missili SM-1MR a medio raggio che i sistemi Sea Sparrow NATO. In tutto, vi erano 40 missili del primo tipo, e soprattutto una quantità inusitata del secondo (60, quando il normale era di 16-24). Infine vi erano 8 missili antinave Harpoon, per un totale di 108 missili. Per qualche ragione i missili Sea Sparrow sono sempre stati considerati solo per navi non devolute particolarmente alla difesa antiaerea ma piuttosto ASW, nonostante la loro caratteristica di armi per la difesa antiaerea ravvicinata 'standard'. In pratica, solo con le navi più recenti dotate di lanciamissili Mk 41 si è integrato il Sea Sparrow con le navi armate di Standard. Invece, vedere il lanciatore Mk 29/NATO Sea Sparrow su navi munite di Mk 10/13/20/22/26 è risultato estremamente raro e solo su navi non americane.

Completavano la dotazione un poderoso impianto binato da 120 mm Bofors, il primo sistema realmente moderno di questo tipo, capace di garantire 80 colpi al minuto ma pesando altrettante tonnellate. Un armamento potente anche se la torre in acciaio spesso 4 mm contribuiva a renderlo piuttosto pesante, ma all'epoca non v'erano molte scelte in alternativa. Un elicottero Lynx, due lanciasiluri leggeri e pare, anche un CIWS Goalkeeper a partire dai (tardi?) anni '80. Meno importanti erano le Eisembeeck. Queste avevano una storia particolare. Originariamente le Kortenaer dovevano essere 12, tutte per la marina olandese.

La Kortenaer nel 1982. Notare che questa nave eveva un secondo cannone da 76 sopra l'hangar (la cupoletta bianca): forse si trattò di una soluzione ad interim in attesa del Goalkeeper, come sulle navi della Grecia che però lo mantennero

Le Kortenaer erano e sono fregate ASW, che sono nate da un programma congiunto tedesco e olandese che rese possibile realizzare una sorta di 'fregata europea', con un totale di oltre 20 navi realizzate, con dislocamento di circa 3000 tonnellate, un cannone da 76, lanciamissili Sea Sparrow, missili Harpoon, 2 lanciasiluri e due elicotteri. I CIWS però erano inizialmente assenti anche se poi vennero installati i Goalkeeper e i RAM. Prima che tutte le navi olandesi fossero consegnate tutte, due vennero vendute alla Grecia come HELLI e LIMNOS (i nomi di due vecchie corazzate greche). A quel punto, questa 'girata' ebbe l'effetto di rinforzare la KM olandese, in quanto al loro posto, come ricompensa, vennero comprate due Kortenaer contraeree, che erano le Eisembeek. La loro struttura venne rimaneggiata notevolmente, perché gli elicotteri di poppa vennero sostituiti da un sistema SM-1MR Standard con 40 missili. Forse per la prima volta, una nave rimpiazzò degli elicotteri con i missili, al contrario di quanto succede usualmente (vedi la serie delle Krivak sovietiche). Stranamente, se l'hangar venne rimpiazzato, anche il cannone di prua da 76mm venne omesso, per motivi difficilmente comprensibili date le sue dimensioni ridotte. Di fatto, le Eisembeek erano meno efficienti delle Perry americane, essendo prive di elicotteri e di cannoni di medio calibro. In compenso, esse avevano un secondo lanciamissili SAM con i Sea Sparrow NATO, e i missili Harpoon, oltre fin dall'inizio, il Goalkeeper. In effetti, per la KM non era un problema la mancanza di unità ASW, quanto piuttosto di navi antiaeree: con le due TROMP e le due V. EISEMBEEK fu possibile disporre di 4 piattaforme SAM antiaeree. Altre navi erano le vecchie 'VAN SPEIK'. Si trattava di 'Type 12 LEANDER' inglesi costruite su licenza. Esse ebbero inizialmente il solito cannone binato da 114mm Mk 6, lanciamissili Sea Cat ed elicottero oltre al mortaio ASW a tre canne Limbo, ma poi vennero aggiornate con molti nuovi sistemi, tanto che alla fine dell'aggiornamento esse avevano un cannone da 76mm OTO, migliore nel ruolo antiaereo dei 2 cannoni da 114mm, anche se questo non era vero nel ruolo antisuperficie, dove i pezzi da 114 potevano (su distanze non superiori a quelle del cannone da 76) sparare 30 colpi al minuto da 25 kg. I missili antinave erano 8 Harpoon, quando al massimo le navi inglesi avevano 4 MM.38 Exocet, mentre i Seacat non erano stati rimossi.

La flotta di sottomarini olandesi è qui mostrata quasi al completo, con i 4 'Walrus'

I sottomarini erano anch'essi di rilievo: i cantieri olandesi erano specializzati nella costruzione di navi di ottime capacità complessive, e tutte quelle entrate in servizio negli ultimi decenni erano olandesi. Due Zaardwis 'migliorati' vennero venduti a Taiwan con un ordine del 1981, ed equipaggiati con i siluri italiani A.184. I sommergibili olandesi, inclusi quelli della successiva classe Walrus, sono equipaggiati con siluri americani Mk 48 ad alte prestazioni: questi nelle versioni 1 e 3 hanno una portata di 32 km a ben 48 nodi di velocità con una testata di quasi 300 kg, può operare fino a ben 762 m di profondità raggiungendo così praticamente ogni sottomarino. L'Mk 4 ha una portata di 28 km a 55 nodi e può operare fino a 915 m. Hanno una filoguida doppia, che permette non solo di venire guidati dal sottomarino madre, ma anche di trasmettere (sistema TELECOM) i dati che i propri sensori raccolgono, permettendo una guida ben più precisa. Il sonar attivo del siluro arriva a circa 3,6 km di distanza, e la capacità di impiego è duale contro sottomarini (come facilmente immaginabile vista la profondità raggiungibile) e navi, con una testata potente e armata di una spoletta a contatto o di prossimità magnetica per scoppiare sotto la chiglia spezzandola e causando la perdita pressoché certa della nave. In uno dei test, un sottomarino bersaglio emerso venne affondato in 38 secondi netti, nonostante la robustezza dello scafo resistente. La versione ADCAP venne sviluppata per permettere prestazioni e capacità ancora superiori, ma non è chiaro se sia mai stata esportata. Di sicuro Taiwan non ebbe siluri del genere, ma si è dotata degli A.184, anch'essi bivalenti ma con prestazioni minori per via della propulsione elettrica: 25 km a 24 nodi oppure 10 a 36, quota massima di 520 m, sensore attivo e filoguida, testata da 250kg. Furono valutati dall'US Navy come possibile soluzione per siluri 'economici' in alternativa agli Mk 48, il che dà un'idea del maggiore limite di questi ultimi nonostante il gran numero prodotto ha consentito certamente economie di scala. Inoltre gli Mk 48 sono semplicemente sprecati, capaci di prestazioni oceaniche come sono, in acque costiere. Altri siluti utilizzati dai sub olandesi erano gli Mk 37 nella versione C o successive; esso aveva un calibro di 482 mm, ed era stato utilizzato originariamente come arma ASW poi divenne bivalente. Essendo di calibro ridotto aveva bisogno di adattatori per i tubi da 533m e le sue prestazioni, che nelle versioni più moderne erano molto maggiori grazie al sistema di alimentazione termico anziché elettrico (mutuato nel primo caso dall'Mk 46) ha comunque portate di circa 20 km e velocità massime di circa 18-20 km (non è chiaro se vi sia la scelta tra due velocità, di ricerca e attacco, come nell'originale Mk 37 elettrico). La massa dell'ultima versione è scesa a 640 kg, come del resto la lunghezza a 3,9 m (contro 740 e 4,506 m dell'NT37E mod 2). Si tratta quindi di armi non propriamente definibili come pesanti: circa 3 volte la massa dei siluri leggeri ma la metà di quelli pesanti. La testata a guida attiva sonar ha una massa ridotta di 150 kg (d'altra parte anche l'Mk 24 Tigerfish inglese, pur pesando 1547 kg, ha solo 134 kg). Ovviamente vi è la possibilità di utilizzare più armi a bordo di un sottomarino, incrementandone l'autonomia complessiva, fattore critico per ogni unità subacquea moderna. Altre armi, oltre ad una ventina di siluri erano i missili Sub-Harpoon UGM-84A, per un totale di 20 armi tra Mk 37, Mk 48 e Harpoon, rimpiazzabili con 40 mine da fondo magnetiche.

Anche gran parte dell'elettronica delle navi olandesi era di progettazione nazionale, dai radar di scoperta a quelli di tiro, ai sistemi di comando e controllo SEWACO. Molti di questi apparati erano stati anche esportati, si pensi in proposito al radar guidamissili WM-28 adattato agli SM-1 sulle oltre 50 fregate PERRY americane (normalmente questo radar viene usato con missili a più corto raggio come il Sea Sparrow) e alla serie STIR per i cannoni e i missili SAM. Tutto questo non valeva per la parte 'hard' della componente bellica delle navi, ovvero le armi che non erano in nessun caso nazionali eccetto il Goalkeeper, peraltro realizzato con il cannone Avenger dell'A-10 americano. Quest'ultimo è uno dei sistemi d'arma CIWS più potenti e ha conosciuto anche un buon successo di export, ma va detto che il Phalanx americano, nonostante il calibro modesto che non assicura la distruzione totale dei missili (perché le loro testate semiperforanti 'potrebbero' resistere all'impatto dei proiettili, che pure sono decalibrati con munizione DU da 12,7mm, recentemente sostituita da una in tungsteno), è assai apprezzato a sua volta (specie per la precisione) e soprattutto costa meno, pesa meno ed è più facile da integrare sulla piattaforma rispetto al Goalkeeper, che richiede spazio sottoponte (ma esiste almeno una versione 'sovraponte' con tutte le munizioni in un deposito simile ad una grande ciambella, ai piedi del cannone di per sé). I sensori, un radar distinto per la scoperta e uno per il tiro, sono olandesi e come struttura richiamano molto il Gepard o il Sgt. York. Nei test a fuoco un Goalkeeper è stato capace di distruggere due missili supersonici a circa 500 e 400 m in avvicinamento quasi simultaneo. Il 'Portiere' merita il suo nome, e ha trovato fortuna in Gran Bretagna e Korea del Sud tra gli utenti esteri.

A parte questo, la Marina aveva anche un servizio aereo con una aviazione navale di 1700 uomini, che controllava diverse squadriglie: 2 con 6 Atlantic (designati localmente SP-13H) l'una e 3 con 22 Lynx: 17 ASW (designati SH-14B) su due squadriglie imbarcate e 5 SAR (SH-14C) impiegati da terra. Curiosamente, alle Antille operava un singolo P-3C facendo dell'Olanda l'unico cliente di entrambi questi 'eterni' rivali. Infine da notare come per tutte le navi olandesi non bastavano certo i 17 Lynx, la cui forza era in programma di aumentare fino a 37 macchine, cosa che avrebbe permesso agevolmente di soddisfare l'esigenza di 20 macchine per le Kortenaer e una mezza dozzina abbondante per le altre: in effetti, così non v'era ancora modo di impiegare al meglio le Kortenaer, che spesso operavano con un unico elicottero, mortificando le loro capacità operative perché una sola macchina non può fornire una copertura continua (per avere almeno un elicottero pronto al volo se ne richiederebbero 2) nel ruolo ASW. Stranamente, l'acquisto di navi tanto costose non ebbe ricompensa con un numero di elicotteri adeguato.

La polizia paramilitare, in caso di emergenza, avrebbe potuto fornire 8.700 uomini, e altri 4.300 sarebbero stati disponibili grazie ad una minuscola guardia nazionale, a tutto questo si aggiungevano i 171.000 riservisti visti sopra. L'Olanda partecipava inoltre già a missioni di peace-keeping: un intero battaglione era impegnato con la forza ONU in Libano, 105 erano invece, sempre su mandato ONU, in Sinai, e distaccamenti delle tre forze armate erano presenti nelle Antille olandesi.