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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-13

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Indice del libro

Come facilmente intuibile, la grande superiorità tecnologica americana si è particolarmente sbizzarrita negli equipaggiamenti per aerei, dove prestazioni elevate e ingombri ridotti sono particolarmente difficili da ottenere, tenendo conto anche della tolleranza che i sistemi aeroportati devono avere anche verso tutte le variazioni di temperatura e di clima e le condizioni meteo che Giove Pluvio può creare, per esempio tra le nubi di tempesta del Sud Est asiatico o sopra l'Alaska. Eppure lo sviluppo è stato rapido ed efficiente, consentendo una risposta, tecnicamente parlando, per tutte le esigenze di chi osava contestare la supremazia USA ovunque questa fosse questionata. In questa rassegna non vengono presi in considerazione gli equipaggiamenti da ricognizione, gli RPV, le ECM e tutte le armi e attrezzature ASW.

Cannoni aeroportati

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Qui vi è una gamma di armamenti notevole da menzionare, ma in effetti tutto partì dalle Colt-Browning M2 da 12.7 mm, armi da 30 kg con cadenza di tiro, nella versione aerea, portata da 500 a 750-800 c. min per munizioni da circa 48 gr e velocità massima di 840 ms. nonostante la riduzione della canna da 1114 a 914 mm. La versione migliorata era la M3 con cadenza di 1200 c. min, pronta per la fine della II guerra mondiale e usata intensamente negli anni successivi. Nel frattempo venne utilizzato il cannone Hispano-Suiza da 20 mm dagli intercettori pesanti e dai caccia della Marina, che era stata più lesta a sostituire due dei 6 M2 su alcuni caccia Hellcat e poi a rimpiazzare tutte le 6 armi da 12.7 mm con 4 cannoni e abbondante munizionamento. Erano armi potenti da 600-700 c. min, peso 50 kg, velocità iniziale di 850 ms. (in effetti con una traiettoria simile a quella delle M2) e peso proiettili da 130 gr. Armi migliorate, come queste, continuarono ad essere imbarcate come per esempio le M12. La successiva generazione furono i cannoni-revolver a cadenza di tiro aumentata, ovvero i derivati dell 'MG213 tedesco, che in Europa vennero sviluppati nel calibro 30 mm con i DEFA e Aden, ma negli USA rimasero al pezzo da 20 mm, e vennero creati gli M39. In effetti, i razzi FFAR da 70 mm erano imprecisi già contro i bombardieri, per cui non v'era da attendersi molto contro i caccia molto più piccoli e manovrieri. L'F-86K per esempio derivava dal D ma aveva 4 cannoni da 20 anziché 24 razzi da 70 mm Mighty Mouse, anch'essi derivati da progetti tedeschi, ovvero gli R4M da 55 mm che erano armi supersoniche. 4 M39 erano per esempio montati sugli F-100 per un totale di ben 6000 c.min, ma nella Marina continuarono i cannoni Mk.12 ben meno rapidi in cadenza di tiro.

Alla fine entrambi i servizi vennero accontentati con l'M61 Vulcan, pensato per un compito diverso: siccome i caccia supersonici non solo erano sempre più veloci ma anche con meno spazio per i cannoni, la batteria da 4 armi M39 venne sostituita da un solo M61 Vulcan, che tra l'altro poteva logorare meno le canne che i cannoni a canna singola, e nell'insieme quest'arma da 102 kg consentiva la stessa cadenza di tiro che 4 M39. Il Vulcan, con proiettili molto leggeri per il suo calibro, era in compenso capace con la sua munizione col bossolo da 102 mm di una traiettoria molto tesa e precisa, fino a che l'arma era capace di raggiungere il massimo della gittata utile pratica, circa 450-600 m. I cannoni Vulcan hanno avuto vasta diffusione anche come armi contraeree trainate M167 e su veicoli M113 del tipo M163, oltre che come CIWS nel sistema Phalanx. Ma vi sono state altre applicazioni: alcuni Vulcan vennero sistemati in gunpod di cui gli F-4C, senza cannone interno, ebbero anche 3 esemplari come massimo, altri furono utilizzati in alcuni Cobra d'attacco, ma soprattutto ne venne utilizzata una versione con 3 canne e 800-1500 colpi.min per la torretta degli AH-1 Cobra, arma trovata consona per un elicottero leggero.

Tutti i tentativi di rimpiazzarlo con armi più avanzate, letali e con maggiore gittata sono andati per il momento nel nulla. Vi è stato persino il tentativo di utilizzare cannoni da 45 mm con proiettili guidati per l'F-22, ma presto annullato.

da notare l'uso di mitragliatrici per elicotteri: vi sono state impiegate soprattutto le M60 da 7.62 mm, ma anche le Minigun paricalibro e a 6 canne rotanti e 4000-6000 c.min. Inoltre, da alcuni anni sono disponibili anche le 12.7 mm a 3 canne rotanti come armamento difensivo per elicotteri, anche se sono relativamente poco diffuse.

Per l'attacco al suolo invece il Vulcan, nato come arma speciale per lo straordinario F-104 (sul Phantom venne montato solo in un secondo tempo e solo nel modello E/F), non era chiaramente sufficiente. Allora è arrivato per l'A-10 un pezzo formidabile: l'Avenger II o GAU-8 che aveva 7 canne da 30 mm e cadenza di 2100 o 4200 c.min., munizione con bossolo da 173mm che supera anche il 30x165 mm sovietico ed è usata anche dal KCA del Viggen, con una riserva di ben 1300 colpi per l'A-10, che in effetti è stato bisognoso di essere progettato in funzione di questo cannone.

Quando le immagini parlano da sole: l'Avenger contro il Maggiolino

Per i caccia F-16 è stato approntato un pod con lo stesso formidabile cannone ma solo 300 colpi, poco utilizzato. Un'arma più pratica è il cannone da 25 mm degli AV-8B, con cannone a 5 canne, 3000 c.min e 300 colpi disponibili. Esso è molto meno pesante e impegnativo del cannone dell'A-10 e offre un buon compromesso tra potenza e cadenza di tiro. Tutte queste armi possono avere i famigerati proiettili perforanti DU aumentandone l'efficacia, ma solo del tipo perforante iperveloce, non decalibrati per non rischiare di far ingoiare al motore dell'aereo i sabot dei colpi sparati. Un altro 30 mm, poco ricordato, è stato l'Aden da 30 mm che gli americani hanno utilizzato in un tipo specifico di aereo, ovvero l'AV-8A/C dei Marines. Questo perché l'aereo non era molto diffuso e non ha avuto modo di farsi vedere a lungo, limitato ai Marines e rapidamente sostituito dall' AV-8B.

Un terzo tipo di cannone è l'M230 'Chain Gun' destinato quasi esclusivamente agli AH-64 Apache, che hanno 600-800 colpi-min e una dotazione di ben 1200 proiettili che spesso sono ridotti a 320 o 830 per ragioni di peso. Il loro munizionamento, data la debolezza della munizione 30x113, compatibile con quella dei DEFA, era adatto come arma con colpi esplosivi, ma non tanto con quella perforante. La sua efficacia era tuttavia incrementata da un programma crash che ha portato alla munizione M789 che è un minuscolo proiettile HEAT, capace di perforare più o meno quei 50-100 mm equivalenti a quelli perforabili con cannoni ad alta velocità tipo quello dell'A-10. Ovviamente per la gittata utile pratica non v'è stato molto da fare, data la velocità iniziale bassa. La torretta sotto il muso è abbinata al casco del pilota. La cadenza di tiro non è alta, e per l'impiego aria-aria il Vulcan dell'AH-10 tutto sommato è meglio. Tom Cooper si riferisce all'M230 come ad una 'catapulta romana' in termini di cadenza di tiro. Questo non toglie che abbia ottenuto abbattimenti contro aerobersagli, ma i Cobra iraniani hanno ottenuto vittorie anche contro un paio di jet irakeni a bassa quota e velocità: cadenza di tiro e velocità iniziale elevate sembrano più utili nell'azione aria-aria della potenza.

I grossissimi calibri sono appannaggio dell'USAF. I pezzi da 40 mm Bofors sono stati adattati agli AC-130, con la loro velocità iniziale di 830 ms e granata da 0,9 kg nonché cadenza di tiro di 120 c.min (se si stratta degli L60 di vecchia generazione). Uno di questi AC-130H mise KO tre BTR-60 a Grenada, utilizzando appena 4 colpi. Non essendo proiettili perforanti sono stati nondimeno sufficienti per mettere KO questi leggeri blindati. Il pilota ebbe un cicchetto per avere sprecato il 25% dei proiettili sparati dai contribuenti..ignoto se stesse scherzando, al contrario si trattò di una prestazione straordinaria.

Infine il pezzo da 105mm, un obice M102 che rispetto al precedente M1/M101 era più leggero ma di simili capacità balistiche. Erano armi improbabili per una cannoniera volante, ma questo venne fatto e i risultati sono micidiali, anche contro carri armati. Di fatto è l'unica arma che attualmente funziona bene sui più recenti AC-130U, per il resto armati di un pezzo da 25 e uno da 40 mm.

I sistemi originari erano i razzi da 127 mm HVAR, sostituti di armi meno veloci apparse precedentemente. Gli 'Holy Moses' vennero sostituiti dagli Zuni, che in genere erano utilizzati in contenitori da 4 razzi essendo ad alette retrattili. Il loro uso è rimasto fino ai nostri giorni data la loro potenza. Uno di questi razzi, in Vietnam, distrusse un MiG-17 vietnamita sparato da un A-4.Il peso è di circa 60 kg di cui quasi la metà per la testata, in genere semiperforante. Per quanto vecchi, sono stati a lungo un'arma popolare con i Marines, anche sui loro moderni F-18. Solo in Corea i razzi lanciati da Marina e Marines sono stati dichiarati in 272.000, assieme a 120.000 t di bombe.

Razziere Hydra 70 irte di razzi di diverso tipo, e quindi differente lunghezza

I razzi ben più diffusi sono però quelli da 70 mm, prima come armi aria-aria del tipo 'Mighty Mouse' derivati dai razzi R4M tedeschi da 55 mm, ruolo in cui vennero utilizzati anche in 104 colpi suddivisi in 2 razziere nel caso degli F-89 e CF-101, poi quando vennero rimpiazzati dai missili aria-aria vennero utilizzati per attacco al suolo, in contenitori da 7 o 19 colpi, sempre più spesso utilizzati dagli elicotteri per un massimo di 76 razzi. Hanno nel tempo ottenuto miglioramenti e perfezionamenti vari. Realizzati in milioni di pezzi, esportati ampiamente, sono utilizzati con testate HE, fumogene/incendiarie, HEAT, persino con testate a submunizioni. Il peso è di circa 7 kg, velocità 600 ms, testata 3 kg. Di recente ne sono arrivate versioni potenziate anche come motore, e addirittura si punta a modelli con guida semiattiva laser, per trasformarli da ordigni di saturazione d'area, con gittata utile di poche centinaia, massimo qualche migliaio di metri a razzi capaci di colpire e distruggere singoli obiettivi in maniera più economica che impiegando, per esempio, un Hellfire. Anche quest'arma è essenzialmente aria-superficie, ma verrà trattata in un'altra sezione del libro, quella sugli armamenti terrestri.

Un'arma particolare, che era simile nel compito ai razzi da 70 mm aria-aria, era l' AIR-2A Genie. Tutt'altro che geniale, seguiva la paranoia della Guerra fredda: in quale altro periodo storico, per distruggere eventuali 'formazioni' di bombardieri sovietici si poteva concepire di sparargli contro addirittura un'arma nucleare? Eppure con i Falcon nucleari e con i Genie accadde. I Genie erano tutt'altro che 'geniali' essendo armi non guidate: un singolo intercettore portava quest'arma e la tirava con una gittata massima di 8 km e testata bellica di 1.5 kT, poi una volta lanciata si lanciava in una ripida picchiata invertendo la rotta: dopo pochi secondi l'esplosione dell'ordigno, che se lanciato a bassa quota poteva spianare agevolmente una cittadina (1.5 kT sono 1.500 t di TNT, sufficienti per devastare un'area di circa 1 km di raggio..).

Missili aria-aria

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AIM-4D sull'estrattore di un F-106.Notare un AIM-26 in posizione centrale

Lo sviluppo di un missile guidato aria-aria americano iniziò nel 1946, un grosso passo in avanti per l'USAAFche più di ogni altra era, malgrado fosse la più forte aviazione del mondo, era rimasta fedele alle armi 'classiche', ovvero le Browning da 12,7 mm (l'USN invece, cominciò molto prima a valorizzare i cannoni da 20 mm). La Hughes Aircraft vinse l'appalto per un missile subsonico il cui progetto era sotto il nome di MX-798, che presto portò al supersonico MX-904 nel 1947. Il proposito originale di quest'arma si basava sull'autodifesa per gli aeroplani da bombardamento, ma dopo il 1950 si decise che invece sarebbe stato impiegato come arma da caccia sugli aeroplani da intercettazione.

I primi collaudi iniziarono nel 1949, quando il progetto venne designato come AAM-A-2 o meglio battezzato come Falcon. Fu anche denominato F-98 per un breve periodo, nel 1951, seguendo una moda passeggera di dare nomi simili a quelli degli aeroplani. Nel 1955 il missile fu nuovamente ribattezzato come GAR-1. I primi GAR-1 e GAR-2 entrarono in servizio nel 1956, a bordo del Northrop F-89 Scorpion, del McDonnell F-101B Voodoo e del Convair F-102 Delta Dagger.

Il GAR-1 aveva un dispositivo di puntamento radar semi-attivo (SARH), il quale forniva un raggio operativo di circa 8 km. Furono prodotti circa 4000 esemplari ed in seguito venne rimpiazzato dal GAR-1D (denominato successivamente AIM-4A), il quale possedeva superfici di controllo più grandi. Di questa variante furono prodotti circa 12000 esemplari, il numero più grande del modello Falcon con SARH.

Il GAR-2 (chiamato poi AIM-4B) era un'arma IR, il quale limitava l'uso a combattimenti dove l'attaccante era dietro gli scarichi dei motori del nemico. Aveva però il vantaggio di essere un'arma "fire and forget" (letteralmente "spara e dimentica"), in quanto non era necessaria assistenza da parte dell'aereo che lo lanciava. Come accadeva nell'Unione Sovietica, era frequente l'uso di entrambi i tipi di arma, in modo da aumentare la possibilità di abbattere il nemico (arma a ricerca di calore per prima, seguita poi da un missile a guida laser). Il GAR-2 era circa 40 mm più lungo e 7Kg più pesante del modello a guida radar, mentre il raggio operativo era circa lo stesso. Fu poi rimpiazzato dal modello GAR-2A (noto anche come AIM-4C), il quale possedeva un modulo di ricerca di calore più efficiente. In totale furono prodotti 26000 missili a ricerca di calore.

Tutti i primi modelli di Falcon possedevano una piccola carica esplosiva (3.4 Kg), la quale limitava il loro raggio letale. Un altro fattore limitante era l'assenza di spoletta di prossimità nell'innesco della carica: i suoi sensori erano localizzati nelle ali e pertanto era necessario un colpo diretto per farlo detonare.

Nel 1958 la Hughes introdusse una versione leggermente più grande del Falcon, denominata inizialmente Super Falcon, con un motore più potente che garantiva maggiore velocità e raggio operativo. Aveva una carica esplosiva più grande (13 kg) ed un sistema di guida migliore. Le versioni a ricerca radar si chiamavano GAR-3 (AIM-4E) e, nella versione migliorata, GAR-3A (AIM-4F). Il missile a ricerca di calore era denominato GAR-4A (AIM-4G). Furono prodotti circa 2700 missili a guida radar e 3400 a ricerca di calore.

Il Falcon fu infine ridenominato AIM-4 nel Settembre 1962.

La versione finale del Falcon originale fu la GAR-2B (successivamente AIM-4D), il quale entrò in servizio nel 1963. Era progettata come un'arma per caccia, combinando il telaio leggero delle prime versioni del GAR-1/GAR-2 ed il modulo a ricerca di calore migliorato del GAR-4A/AIM-4G.

La USAF iniziò ad usare quest'arma nella Guerra del Vietnam sui caccia F-4D Phantoms. Le sue performance in combattimento furono particolarmente scarse, a causa degli alti tempi di raffreddamento del dispositivo di ricerca (dai 6 ai 7 secondi prima di diventare operativo, un'eternita nel combattimento aereo), una riserva di refrigerante limitata (il quale comportava che, una volta raffreddato il missile, veniva espulsa la riserva di azoto liquido, rendendo il missile inutilizzabile), carica esplosiva piccola, mancanza di innesco con sensore di prossimità. Purtroppo era incompatibile con gli altri missili quali gli AIM-9 e AIM-7, almeno i caccia che l'avevano inizialmente non erano dotati di tali capacità. I Phantom D portarono questo armamento in azione in Vietnam, non abbatterono nessun MiG-19 ma 4 MiG-17 e un solitario MiG-21. Le proteste verso l'uso di questo missile, che al più poteva essere valido per la difesa contro i bombardieri, ma troppo lento in termini di tempi di reazione contro i caccia pur essendo l'AIM-9D la versione per combattimenti aerei. Alla fine fu ritirato nel 1969 per essere rimpiazzato dal superiore AIM-9 Sidewinder.

I tentativi di ovviare ai limiti dell'AIM-4D portarono nel 1970 allo sviluppo del XAIM-4H, il quale possedeva un innesco a prossimità laser, una nuova testata esplosiva e una maggiore manovrabilità. Fu poi bloccato negli anni successivi senza entrare mai in servizio.

Il missile AIM-4F/AIM-4G Super Falcon rimase in uso nell'USAF e nella ANG, principalmente sugli F-102 Delta Dagger ed i F-106 Delta Dart fino a quando la serie completa fu ritirata nel 1988.

L'AIM-4C fu anche prodotto per le forze aeree svizzere con il nome in codice HM-58, e venne equipaggiato sui Mirage IIIS e dalle forze aeree svedesi nel Saab Draken e nel Saab Viggen.

Una versione più grande, con carica atomica, fu sviluppata con il codice GAR-11 (successivamente AIM-26 Falcon), mentre una versione a lungo raggio fu creata per due aerei, l'XF-108 Rapier ed il Lockheed YF-12 con il codice GAR-9 (successivamente AIM-47 Falcon).

Inizialmente noto come GAR-9, venne ribattezzato AIM-4 nel 1962. Un tipo migliorato è stato l'AIM-26, usato soprattutto dagli F-106A. Esso ha una massa raddoppiata e prestazioni migliori, sempre con una configurazione con 4 alette fisse triangolari anteriori, e alette di controllo posteriori. Non è più lungo ma più largo del precedente. La sua particolarità fu quella di ottenere una testata nucleare da 1.5 kT del tipo W-25.

L'AIM-26

Tipo: AAM a corto raggio.

  • Costruttore: Hughes
  • Anno introduzione: AIM-4, 1954, AIM-26 1959
  • Dimensioni: AIM-4 lunghezza 2.02 m, AIM-26 2.07 m, diametro AIM-4 163 mm, AIM-26 290 mm, apertura alare AIM-4 508 mm, AIM-26 62 cm
  • Peso: AIM-4: 61 kg, testata da 13 kg. AIM-26, 119 kg testata di 18 kg
  • Prestazioni: mach 3 (AIM-4C), 4 (AIM-4D), gittata 9,7 km. AIM-26: mach 2, gittata 9.7 km

Entrambi i tipi di missili sono stati a loro tempo esportati in Giappone, Svizzera, Svezia, Taiwan e Turchia. Gli Svedesi hanno prodotto come Rb.27 e 28 questi missili.

Il missile Falcon era fallimentare nei combattimenti aerei, ma nondimeno la versione AIM-26B con la testata convenzionale venne esportata e a lungo convisse con i Sidewinder sui caccia J35 e J37. Il vantaggio di questi missili era quello di essere molto compatti e con un disegno di bassa resistenza aerodinamica. Per i tiri a lungo raggio era un disegno valido e come prestazioni riusciva ad essere più veloce e di maggiore gittata utile rispetto ai Sidewinder. L'AIM-26 era un'arma presumibilmente valida, anche se mai usata in combattimento.

Nel numero di 'Armi da guerra n.33' vi è una foto di famiglia, che comprendeva gli AIM-4, AIM-26, AIM-54 e un altro missile, simile a quest'ultimo, ma noto come AIM-47. Un ordigno misterioso, perché mai entrato in servizio, e per decenni rimasto nel dimenticatoio, pur essendo l'anello di congiunzione tra Falcon e Phoenix.

Lo sviluppo degli AIM-4 e 26 continuò infatti con l'AIM-47, che era parecchio ingrandito, e destinato ad essere utilizzato da macchine estremamente avanzate. Nel '58, sfruttando l'esperienza dei 'Falcon', e riproducendone le fattezze in scala ingrandita, la Hughes iniziò a sviluppare l'avveniristico sistema di controllo del tiro AN/ASG-18, per il potente caccia North American XF-108 RAPIER, un intercettore con prestazioni da oltre mach 3 e capacità di sorveglianza strategica mai immaginate prima, grazie ad un'autonomia e portata del radar di scoperta molto superiori rispetto anche all'F-106 Delta Dart. Esso era il nuovo tentativo dopo l'abbandono dell'XF-103, parimenti ambizioso, in un tempo dove il futuro si immaginava popolato da macchine ipersoniche costruite in titanio. Il missile abbinato a questo sistema d'arma era il nuovo GAR-9, con portata prevista come di 'almeno 160 km'. Tuttavia, l'XF-108 venne cancellato già nel '59, ma il suo posto venne preso da una macchina ancora più potente, l'YF-12A, della famiglia 'Blackbird', in quanto derivato dal ricognitore monoposto A-12 Cygnus. Fu questo aereo ad impiegare il missile in azione, sia pure a titolo sperimentale. Nel '62 il prototipo venne ridenominato XM-47A, abbinato alla stessa FCS dell'F-108, ma con l'YF-12 come vettore, che lo portava in tre esemplari dentro vani nel muso. Per qualche capacità difficile da capire al giorno d'oggi (e che indubbiamente ha aiutato a parlare di tecnologie aliene, vedi i misteri dell'Area 51), già lo stesso anno la combinazione aereo-missile venne sperimentata in volo. I test videro diversi successi con prestazioni e geometrie di lancio inedite per l'epoca, con diversi centri anche pieni, quindi senza necessità, teoricamente, nemmeno di una testata. Esso era un'arma con la stessa configurazione generale della dinastia, con alette fisse allungate, e controlli posteriori mobili, ma da 380 kg e dotata di un motore a razzo a propellente liquido riutilizzabile (come l'AIM-7D), guida SARH e IR, testata da 0,25 kt nucleare. Ebbe successo in 6 test su 7 nei tiri in prova. La versione prevista in serie avrebbe potuto essere l'AIM-47B, con ali ripiegabili onde ridurre gli ingombri per i caccia che lo portavano (forse raddoppiandone il numero in ciascuna delle stive). Ma nel '66 questo fantascientifico programma venne cancellato, troppo onerosa era diventata nel frattempo la guerra in Vietnam. In tutto, degli AIM-47 vennero costruiti circa 80 esemplari, ma non tutto andò perduto.

In compenso, con l'introduzione della testa di guida autocercante attiva e il motore a razzo con propengolo solido, alla fine il missile divenne un formidabile armamento, terminando in bellezza una linea evolutiva del tutto diversa rispetto a quella degli Sparrow e dei Sidewinder. In effetti, se ci si pensa, l'aerodinamica dei Falcon/Phoeinx è pari a quella dei missili Tartar-Standard, mentre i missili Sparrow hanno ancora una struttura aerodinamica simile a quella dei primi missili Terrier HT-2 (che poi sarebbe stata cambiata per l'appunto con quella trasferita pari pari nei Tartar, sostanzialmente un Terrier senza booster). Anche i missili Super R.530 francesi hanno adottato questa soluzione aerodinamica, ottimale per una gittata elevata, anche se con una manovrabilità minore negli scontri ravvicinati delle ampie alette degli Sparrow.

L'AIM-54 Phoenix ne era l'erede diretto, differenziandosi relativamente poco in termini di aspetto: si trattavas sempre di un missile aria-aria a lungo raggio, ma impiegato, fino ad un massimo di sei unità, dal caccia navale Grumman F-14 Tomcat, l'unico caccia intercettore operativo che abbia mai avuto questo tipo di arma.

il Douglas F6D Missileer fu il primo caccia concepito con un grande radar e missili a lunga gittata, ma come il successivo F-111B non ebbe seguito, in quest'ultimo caso per via del peso eccessivo per operare dalle portaerei, specie quelle meno moderne con le catapulte da 76 m.

L'AIM-54 venne sviluppato dal 1960, quando l'F6D venne cancellato assieme ai suoi ordigni a lungo raggio Bendix AAM-N-10 Eagle. Questi missili erano non meno impressionanti degli AIM-47: anzi, in prestazioni sono addirittura superiori ai Phoenix attuali, cosa che è difficile da comprendere vista l'arretratezza della tecnologia. Eppure si parla di una portata di 200 km e con sistema di guida radar attiva, per giunta abbinata ad radar Westinghouse AN/APQ-81 'pulse-Doppler', un sistema moderno, il primo sviluppato con capacità 'track-while scan' (capacità di inseguire dei bersagli e cercarne di nuovi al contempo) per un caccia. Il Douglas F6D era troppo goffo e costoso, pur essendo una straordinaria piattaforma per la batteria di armi aria-aria, per cui il programma, nonostante la minaccia dei bombardieri e missili sovietici, venne abbandonato. Lo stesso ambizioso missile Eagle non venne mai sperimentato, cosa che sicuramente avrebbe riservato sorprese, data la sofisticazione eccessiva per l'epoca. Ma l'esigenza restava, e il nuovo missile AAM-N-11 ne era la diretta filiazione, abbinato al nuovo sistema AN/AWG-9. Secondo la volontà di Mc Namara, Segretario della Difesa, l'F-111 sarebbe stato il vero aereo multiruolo, per l'USAF e USN; ma quest'ultima, con l'F-111B (che era alleggerito rispetto all'A, e che aveva il radar d'intercettazione anziché quello TFR G.E. AN/APQ-112 e il T.I. AN/APQ-113 da attacco), non ebbe successo, essendo troppo pesante. Dal '65 vennero fatti esperimenti aria-aria, e nel '68 vi fu anche un ingaggio duplice in simultanea. Ma quell'anno si rinunciò all'F-111B, dopo avere speso 377 milioni di dollari, e questo fu un brutto colpo. Ma l'USN si rifece presto, il sistema d'arma e il missile erano funzionali e si dovette cercare di cambiare piuttosto la cellula, pur mantenendo sia i motori che la geometria variabile delle ali. In pratica, applicare le tecnologie ad una struttura più compatta. E il risultato fu l'F-14, volato nel '70 e in produzione di serie di lì a un paio d'anni; il Phoenix seguì nelle catene di montaggio nel '73.

Rispetto al precedente AIM-47 Falcon, il nuovo ordigno si differenziava per diversi aspetti interni: la guida, anziché con dispositivo IR, era radar attiva, un progresso significativo, possibile grazie alla miniaturizzazione dell'elettronica; inoltre l'arma non venne mai intesa come ordigno nucleare, ritenendo giustamente che l'era degli attacchi aerei massicci, in formazioni numerose, fosse passata, mentre per ingaggiare bombardieri singoli era molto meglio evitare gli 'effetti collaterali' delle armi atomiche, in cambio di un tipo convenzionale molto preciso e con una robusta testata HE.

Il Phoenix divenne l'unico missile a lungo raggio della Marina degli Stati Uniti e più in generale dell'Occidente, ed era parte di un sistema d'arma con possibilità di acquisizione ed ingaggio di bersagli multipli. Era possibile inseguire ben 24 bersagli, agganciarne fino a sei contemporaneamente in condizioni ognitempo e con sistemi di contromisure elettroniche (ECM) attivi. Quattro missili potevano essere agganciati ventralmente in due speciali piloni ventrali ed uno ad ogni pilone subalare, sotto alla parte fissa della semiala a geometria variabile. Il pieno carico superava le 6.000 lb, circa il doppio del peso degli Sparrow, quindi era più comune caricare un misto di Phoenix, Sparrow e Sidewinder. Un carico più flessibile era costituito da 4 Phoenix ventrali, due Sparrow e due Sidewinder, ma spesso, per ragioni di velocità e autonomia, i Phoenix non venivano portati, oppure solo in due esemplari. Nel caso degli F-14 ricognitori, il TARPS occupava il loro ventre e i Phoenix non erano in genere impiegati, sebbene ultimamente erano sorte delle combinazioni come uno Sparrow, un AIM-54 e due Sidewinder.

L'aeronautica USA non aveva armi paragonabili sino all'introduzione dello AIM-120 AMRAAM, ma anche in questo caso, con un raggio d'azione molto inferiore. Il Phoenix venne progettato per difendere la flotta contro missili da crociera a bassa quota, evitando riflessi e confusione da parte del suolo o della superficie marina, e aeroplani in alta quota e molto veloci, come il MiG-25 Foxbat.


  • AIM-54A: la prima versione in servizio dal 1974.
  • AIM-54B: versione leggermente aggiornata dei primi anni '80
  • AIM-54C: versione potenziata contro i missili da crociera in servizio dal 1986. Nel 1982 venne sospesa la costruzione dello AIM-54A.
  • AIM-54 ECCM(++): versione con contro-contromisure elettroniche, non richiedeva più un raffreddamento durante il volo agganciato al vettore. In servizio dal 1988. A causa dell'assenza del sistema di raffreddamento, il Tomcat non doveva superare una certa velocità quando lo portava in volo.
  • Ci furono anche versioni per le prove sperimentali designate ATM-54, AEM-54, DATM-54A, e CATM-54. Tutte volarono nella versione A e C eccetto il DATM-54, solo nella versione A.

Durante il suo sviluppo, una funzionalità chiave dello F-14 Tomcat era il buon accoppiamento con il suo radar, lo AN/AWG-9 e il missile AIM-54 Phoenix. La combinazione avrebbe fornito il Tomacat di un sistema di sorveglianza mai costruito prima, così come un raggio d'azione eccezionale. Il risultato fu un caccia intercettore che poteva volare molto lontano dalla portaerei, rilevare il nemico da grande distanza e ingaggiarlo quando questo era ancora a grande distanza dall'aereo ed ancora più lontano dalla flotta. Era il concetto dell'Outer Battle Space, che permetteva all'accoppiata caccia-incrociatori AEGIS (per la difesa più vicina) di espandere l'ingaggio dei bombardieri armati con missili supersonici AS-4 e AS-6, fino a colpirli possibilmente prima del lancio delle armi di bordo. Gli incrociatori potevano assicurare la difesa delle navi, e i caccia andare più lontano con compiti offensivi più che difensivi; a quel punto conta l'accoppiata F-14/E-2C, mentre dopo la localizzazione del bersaglio, conta la coppia F-14/Phoenix. Il missile è un concentrato di tecnologia, con radar di guida attivo finale, che inizia la ricerca a circa 18 km di distanza, mentre il Phoenix sta scendendo dalla quota elevata a cui si è arrampicato dopo la salita (chiaramente questo è il 'mode' a lungo raggio, per le distanze più brevi non avrebbe senso, a maggior ragione senza una quota e velocità sufficienti da parte del vettore). Il missile è capace di ingaggiare armi di ogni genere, e sebbene nato con funzioni anti-bombardieri, è utile anche contro missili e caccia. I test sono stati particolarmente significativi, per esempio nel '73 un Phoenix A, quindi meno potente degli ultimi tipi, è stato tirato da un F-14 contro un bersaglio simulante un nuovo T-22: la distanza di lancio, frontale, era di oltre 200 km, con il bersaglio in avvicinamento a circa mach 1,5; l'impatto avvenne a ben 134 km, con una velocità media del Phoenix di circa mach 2,8. Per ottimizzare la sua velocità, esso sale a quote alle quali ha pochissima resistenza aerodinamica, anche se al contempo ha anche pochissima portanza, quindi dovrebbe calare o di quota, oppure di velocità per mantenere lo stesso livello. L'arma è anche utile a breve raggio, ma necessita di almeno due miglia, 3,7 km, per attivarsi e funzionare; in questo caso il bersaglio è acquisito dal missile prima del lancio, attivando il suo radar. Normalmente, invece, esso segue una traiettoria di volo con aggiornamento periodico tramite illuminazione del bersaglio all'autopilota di bordo; nel tipo C, invece, vi è un vero e proprio INS, aggiornabile via datalink. L'arma è facilmente avvistabile in volo, quando si inerpica ad alta quota, e ovviamente, anche nei secondi che precedono l'attacco, per via del suo radar attivo in banda X. Le contromisure possono essere impiegate per disturbarlo, così come manovre molto violente, dato che il Phoenix, ottimizzato per le lunghe distanze, non dovrebbe essere dotato di capacità di manovra molto elevate. Tuttavia, le sue ECCM sono molto valide e può anche funzionare, se il radar è messo KO, in modalità HOJ, dirigendosi verso la fonte del disturbo; in termini di capacità a medio-breve raggio, il Phoenix dimostrò di essere all'altezza della situazione in più di un'occasione: per esempio, durante l'intercettazione di un QF-86, che da 17 km eseguì una virata di quasi 180 gradi a 7 g, ma venne ugualmente abbattuto da un missile che manovrò per seguirlo a 17 g.

Lo AN/AWG-9 fu un apparecchio rivoluzionario per l'epoca, prima della sua introduzione l'operatore era costretto ad interpretare un quadro luminoso analogico per distinguere i veri bersagli dal rumore di fondo. Questo radar era uno dei primi con filtro digitale che lasciava all'operatore una visuale molto più chiara dello spazio aereo davanti a lui. Aveva due unità di potenza, tre processori, cinque filtri digitali, quattro unità di controllo radar, tre trasmittenti ed un'antenna di 914 mm di diametro (36 pollici, oppure a scelta, tre piedi o una yarda). Sull'antenna era anche montato il sistema di identificazione amico o nemico (IFF) formato da due righe di sei dipoli. La potenza del radar era di 10,2 kW. La trasmittente era capace di generare un'onda continua, a impulsi ed a impulsi Doppler.

La capacità più straordinaria dello AWG-9 era quella di agganciare fino ad un totale di 24 bersagli simultaneamente, fornendo la posizione di sei di questi ai missili Phoenix. Come i moderni radar Track-While-Scan (TWS), cioè "aggancia mentre continua a scansire", il radar tiene in memoria i dati di ognuno dei 24 bersagli acquisiti, mentre l'antenna continua a girare e cercare. Al passaggio successivo compara le nuove acquisizioni con quelle vecchie aggiornandone la posizione. La capacità del sistema, all'epoca, era quella di un sistema RAM da 32 kB, per l'epoca molto.

Lo stesso metodo permetteva al radar di aggiornare i Phoenix mentre erano in volo verso il bersaglio, trasferendo via radio i dati del bersaglio appropriato a ciascuno dei missili inviati. Il missile avrebbe dovuto aggiustare appropriatamente la sua corsa. Prima del lancio dei missili il radar stabiliva anche una gerarchia tra le minacce che rilevava, aumentando così le possibilità di sopravvivenza dell'aereo lanciatore.

Tipo: AIM-54

  • Costruttore: Hughes, poi Raytheon
  • Anno introduzione: 1974
  • Dimensioni: lunghezza 3,9 o 4,01 m, apertura alare 0,925 m, diametro 0,381 m
  • Peso: 447,5 (A), 458 (C), kg totale con spolette ad impatto, prossimità, ritardata da 60 kg
  • Prestazioni: velocità massima mach 4 (mach 5 per il modello C), tangenza 24.000 m (A), 30.000 (C), gittata 130-150 km
  • Costo: 477.131+ $
  • Totale prodotti: circa 5.000, di cui 2.500 C.

L'impiego bellico ha visto soprattutto l'Iran come utilizzatore (non meno di 270 degli oltre 900 ordigni richiesti vennero forniti, assieme a 79 degli ottanta F-14 ordinati), ottenendo decine di successi a scapito degli irakeni nel corso di battaglie a volte epiche contro i MiG-25, e poi contro i Mirage F.1 con missili Super R.530. Gli americani, pur utilizzando il missile dei tipi più moderni AIM-54C+ non ottennero successi invece contro i Foxbat irakeni. Nell'insieme il fatto più importante dei Phoeinx è che hanno dato una capacità di intercettazione effettiva formidabile alle formazioni aeronavali, ciascuna in genere con un centinaio di missili al seguito (come d'altro canto facile da considerare, con i missili ripartiti tra 15 stormi imbarcati, 13 dei quali in effetti dotati di F-14, e con i missili AIM-54A -alcuni dei quali forse forniti agli iraniani- sostituiti piuttosto che integrati dai C), contro gli altrettanto formidabili bombardieri supersonici sovietici armati con i missili supersonici antinave come l'AS-4. Sommando questi missili con il radar degli F-14, gli AEW E-2C e le navi AEGIS il tutto era davvero un formidabile deterrente antiaereo-antimissile. il fatto che con missili di questo tipo, nei tests, sono stati colpiti bersagli anche da oltre 150 km di distanza (il sistema d'arma normalmente si attiva a 166 km di distanza, ma vi sono tiri di prova anche da oltre 200 km, head-on) è stato poi confermato in combattimento (ma dagli iraniani), mentre gli americani sono rimasti a bocca asciutta con i loro F-14. Pare, stando alle notizie diffuse da Tom Cooper (leader dell'Acig.org) che poi gli iraniniani siano riusciti anche a clonare i missili americani, prodotti in pochi esemplari.

Sull'affidabilità dei missili Phoenix in guerra vi sono valutazioni contrastanti, così come per il costo unitario. Stando a Cooper, i missili Phoenix funzionavano quasi sempre con esiti disastrosi per la vittima, alle volte abbattendo più di un aereo se in volo in formazione stretta, magari carichi di bombe. Tuttavia, secondo RiD 12/85 le cose non erano così rosee, e contro obiettivi a bassa quota il Pk del Phoenix era stimato del 10% contro aerei, e del 5% contro missili, e questo nonostante vi fossero armi in servizio più moderne dei tipi iraniani. Nel 1988 l'USN riteneva che solo il 40% delle armi avrebbero funzionato correttamente e si vociferava che fosse in essere una richiesta di risarcimento per una parte della colossale somma spesa nel programma Phoenix (stando a Take-Off, 'in volo sul Tacchino'). I Phoenix hanno avuto ad ogni modo parecchie migliorie, ma l'affidabilità dell'elettronica originale, pur sempre anni '60, non poteva essere certo all'altezza di quella dei tipi moderni. La prima generazione vide l'AIM-54A, l'ATM-54A per lanci ma senza testata; il DATM-54A con sistema telemetrico per lanci sperimentali.

La seconda versione operativa era l'AIM-54B, con modifiche più che altro volte a facilitare la produzione, per esempio le alette a nido d'ape sono state rimpiazzate con semplici tipi metallici, ma non è chiaro se quest'arma, ufficialmente apparsa attorno al 1980-81, sia mai stata adottata dall'USN, che non ne fa cenno nei suoi inventari, tuttavia vi sono le ATM-54B e AEM-54B per addestramento e prove.

Nel '77, dunque anche prima della Rivoluzione iraniana e dei timori di avere compromesso la tecnologia del Phoenix ai sovietici, venne iniziato il programma per l'AIM-54C, che incorporta tecnologia digitale, come il sistema di guida WGU-11/B, mentre la sezione controllo è adesso la WCU-7/B, e non manca il processore di segnale digitale e riprogrammabile, mentre le ECCM sono state migliorate. Come se non bastasse, il razzo è adesso più potente, e la spoletta più efficace grazie al sistema dedicato DSU-28/B, specie contro obiettivi difficili e a bassa quota. Il prototipo XAIM-54C venen completato nell'agosto 1979, poi vennero valutati gli YAM-54C di preserie, e infine la produzione in serie iniziò nel 1982; tuttavia, non pare che la valutazione finisse se non nel 1986; tra le versioni l'ATM-54C e AEM-54C. Tra le modifiche successive vi è stata la sostituzione della testata da circa 59 kg, la Mk-82, con la WDU-29/B, più efficace del 25%, e un sistema di regolazione interna della temperatura, prima presente sull'F-14 lanciatore; queste armi sono note come AIM-54C+ o 'sealed'. Dal 1988 gli AIM-54C++ hanno invece comportato migliori ECCM, nel frattempo le armi più vecchie venivano aggiornate. All'inizio del 1990 venne terminata la produzione di circa 9.000 armi. All'inizio del XXI secolo essi erano essenzialmente rappresentati dagli AIM-54C, mentre gli A erano a terra, nei depositi per compiti d'emergenza bellica. Attorno al 2003-2004 Tom Cooper, che di Phoenix molto si interessava, affermava nel suo forum che 'se ve ne fossero rimasti ancora un migliaio, sarebbe una notizia'. In effetti, sarebbero durati ben poco in servizio, persino meno della data prevista di radiazione, il 2010. Per la durata della Guerra fredda (almeno l'ultima quindicina d'anni, più o meno coevi del 'Backfire' quindi), i Phoenix hanno costituito assieme agli F-14 lo spauracchio dei bombardieri sovietici, ma finita l'era del confronto con l'URSS e i suoi missili a lungo raggio, anche per il Phoenix, arma molto costosa (variamente indicata fino al milione di dollari, ma la valutazione dipende dai lotti ordinati anno dopo anno; Nel FY 90 il costo era di 777.278 dollari per esemplare, praticamente più di molti vecchi caccia russi e cinesi), era arrivato al nonsenso. Oltretutto il costo di manutenzione è decisamente elevato, con molto lavoro richiesto, per non dire dell'F-14 (sia come struttura che come elettronica). A questo va aggiunto l'insuccesso del 1999, quando in almeno un'occasione vennero tirati missili Phoenix contro i caccia irakeni (forse i velocissimi MiG-25, già veterani degli incontri con i Tomcat iraniani), ma senza colpirne alcuno: si sa di almeno un lancio duplice, ma non è escluso che ve ne fossero altri. Nella circostanza parteciparono anche gli Eagle, tirando uno Sparrow e ben 3 AIM-120, sempre senza successo. Ma forse ancora peggio andò negli anni precedenti: tra le ipotesi sulla perdita dell'F-111F su Tripoli vi è persino che sia stato colpito per sbaglio da un F-14, e così si è detto anche di un A-6 Intruder nel 1991, durante Desert Storm. L'USN in generale non ha creduto molto nel Phoenix come arma da combattimento aereo, e raramente lo ha portato a bordo, persino nel Golfo Persico, dove forse si pensava davvero che i Tomcat iraniani non avessero più i Phoenix operativi, il che avrebbe comportato di sicuro qualche brutta sorpresa per i marinai americani.

Il Phoenix fu radiato il 30 settembre del 2004. I Tomcat seguirono la stessa sorte l'8 febbraio del 2006. Sono stati rimpiazzati rispettivamente dagli AIM-120 AMRAAM e dagli F/A-18E ed F Super Hornet, che nel bene e nel male rappresentano tutto quello che era necessario nel mondo globalizzato post-11 settembre, dove l'F-14 stesso trovava ragion d'essere solo come bombardiere.

Sparrow, un 'passerotto' da due quintali[2]

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Sebbene in predicato di una rapida sostituzione con armi più moderne, quali l'AMRAAM, lo Sparrow è ancora un missile importante, e a maggior ragione, come vedremo, lo è stato durante il periodo 1960-1990. E vedremo anche perché lo Sparrow è in realtà, quello che conosciamo, il terzo della dinastia: come per il Mirage III, insomma, sarà necessario risalire indietro nel tempo per conoscerne tutta l'oramai dimenticata dinastia.

Era il lontano 1947 quando la US Navy si interessò di un missile aria-aria per vettorare il razzo HVAR da 127 mm, il tipo HOT SHOT. Il progetto verteva su di un sensora di guida su fascio radar era noto allora come KAS-1, ma nel settembre del '47 divenne AAM-2 a settembre, e poi AAM-N-2 di lì a pochi mesi, ovvero all'inizio del '48. Ma ovviamente, il 127 mm era troppo poco e così, per ottenere un sistema pratico, venne aumentato da 5 a 8 pollici, un aumento del calibro che permise di immettervi sufficiente elettronica, mentre l'arma divenne la XAAM-N-2. All'epoca si faceva in fretta, e i primi test di volo avvennero già nel 1948. Tuttavia, i tempi erano immaturi e lo sviluppo si trascinò a lungo, tanto che i primi test di tiro veri e propri avvennero solo nel '52: o almeno, risulta che la prima intercettazione aria-aria avvenne il 3 dicembre 1952 (presumibilmente dopo altri tiri di prova).

Anche così, passarono circa quattro anni fino a quando l'AAM-N-2 Sparrow I entrò in servizio con gli F3H-2M Demon e F7U-3M Cutlass. Già questi nomi indicano che inizialmente, i vettori di questo missile fossero tutt'altro che riusciti, essendo tra i meno felici (seppure avanzati) caccia dell'USN. I caccia avevano un radar AN/APG-51B, modificato rispetto al precedente -A, e asservito ad un mirino ottico. Questo missile era quindi tutt'altro che 'over the horizon', anzi, richiedeva un'identificazione precisa per il lancio.

Insomma, il concetto, per non dire delle tecnologie, a nove anni dall'inizio dello sviluppo era lontano dallo svilupparsi. Nel mentre il 127 mm dava origine all'AIM-9 Sidewinder, ben più semplice e, tutto sommato, di successo.

Ma si fece in fretta, durante i 'favolosi anni '50', quel decennio che si iniziò con i caccia ad ali diritte e si finì con i progetti per macchine trisoniche. Il nuovo F-4 Phantom aveva il radar AN/APQ-50 e questo poteva essere usato direttamente, senza ricorrere al mirino di puntamento, perché poteva inseguire automaticamente i bersagli localizzati. Anche così, il missile SPARROW I non ebbe un grande successo, e ne vennero costruiti circa 2.000, radiati appena dopo pochi anni.

Nel frattempo la Douglas aveva voluto fare un salto quantico nella sofisticazione del progetto base. Questi primi Sparrow si riconoscevano dall'ogiva molto snella rispetto a quella che avrebbero avuto successivamente. Forse non sarebbe stato così per il nuovo sistema messo a punto, l'XAAM-N-2A SPARROW II, poi noto, dal '53, come XAAM-N-3. Con il sistema di guida Douglas, questo missile avrebbe dovuto armare il caccia leggero F5D Skylance, con radar AN/APQ-64. Cosa aveva di particolare questo missile? Il fatto che era a radar attiva. Oltre 40 prima dell'AMRAAM o degli studi sullo Skyflash -Aspide, già si pensava ad un piccolo radar di ricerca autonoma nell'ogiva. Forse troppo per l'epoca, in ogni caso, nel '58, la Marina lasciò perdere e il programma venne abbandonato. Concettualmente era una cosa già fatta, la bomba BAT era per esempio provvista di radar della Bell, ma si trattava di un sistema molto meno 'critico' di un missile aria-aria supersonico.

Nel frattempo, dopo avere esplorato i due estremi, radar su fascio e attiva, nel '55 si cominciò a pensare, da parte della Raytheon, ad un apparato più pratico ed efficiente, la guida SARH (semi-attiva, dove il missile vola verso il bersaglio illuminato dal radar); presto la Raytheon divenne responsabile del programma Sparrow e il suo modello ebbe la designazione di XAAM-N-6 Sparrow III. Dopo divenne noto come AAM-N-6, una volta superati i test di tiro, e infine venne posto in produzione nel gennaio del '58 e in servizio già quell'agosto.

Inizialmente aveva un motore Rocketdyne a propellente solido, bistadio, e una testata Mk-38 da 30 kg. Ne vennero costruiti 2.000, ma non era che l'inizio.

Infatti, nel '59 iniziò la produzione dell'AAM-N-6A. Gli Sparrow fino ad allora prodotti, a quanto pare, non erano supersonici, ma questo sì e come tale aveva il Thiokol Mk.6 Mod.3 o LR44-RM-2. Questo migliorò parecchio prestazioni e tangenza, però c'era un problema: era a propellente liquido, un grattacapo notevole per un'arma tattica. In ogni caso ebbe anche miglioramenti alle capacità ECCM e al sistema di guida in generale.

Adottato come AAM-N-6A, fu però da subito un missile per l'USAF e non per l'USN; serviva per l'F-110 Spectre, poi F-4C Phantom II, e inizialmente venne battezzato AIM-101.

Un progetto ulteriore, il più letale di tutti gli Sparrow, era l'XAAM-N-9 Sparrow X, che possedeva una testata nucleare a bassa potenza W-42. All'epoca era una cosa apparentemente normale, con la straordinaria miniaturizzazione delle armi nucleari dell'epoca (paragonabile alla corsa alla miniaturizzazione dell'elettronica di oggi); e c'erano in servizio armi come l'AIM-26 Falcon, con prestazioni forse assai inferiori, per cui la cosa sembrava normale. Tuttavia lo Sparrow nucleare venne cancellato già come progetto e non se ne sentì più parlare.

Nel '63 tutti gli Sparrow vennero considerati come AIM-7, e così, l'AAM-N-6B, proprio di quell'anno, divenne lo Sparrow IIIE. Questa era la prima versione realmente efficiente del missile (i precedenti erano stati ribattezzati: AAAM-N-2/AIM-7A; AAAM-N-3/AIM-7B; AAM-N-6/AIM-7C; AIM-110/AIM-7D), e al suo interno aveva finalmente un motore a razzo supersonico, ma a propengolo solido, del tipo Rocketdyne Mk.38, poi sostituito dall'Mk.52, che consentiva ben 35 km di portata nelle migliori condizioni.

I tipi da addestramento erano gli ATM-7E per i lanci, CATM-7E per addestramento aria-aria, ma senza motore a razzo (ma vi è anche una menzione di un tipo simile da addestramento con testata telemetrica, destinato al lancio), la DATM-7E per l'addestramento del personale di terra.

In tutto, vennero così prodotti: 2.000 AIM-7A, 2.0000 AIM-7C, ben 7.500 AIM-7D, e soprattutto, 25.000 AIM-7E. Il Phantom ne divenne il principale utente, e data la compattezza dell'arma, fu facile installarne quattro in altrettanti recessi sotto la fusoliera, a bassissima resistenza aerodinamica (e anche a basso impatto nella traccia radar, anche se all'epoca questo non era un vero problema), mentre per esempio, i missili sovietici e francesi dovevano essere portati in piloni piuttosto penalizzanti. I 5.000 Phantom prodotti hanno avuto quasi sempre come carico standard quattro Sparrow, oppure solo due nelle missioni cacciabombardiere. In pratica, per quanto numerosi, gli Sparrow sarebbero stati appena sufficienti per una 'carica completa' per ciascun Phantom, specie se si considera che queste armi vennero anche usate per altri aerei, come gli F-104S.

Questi ultimi vennero abbondantemente usati dall'USN e USAF in Vietnam, con un primo successo (duplice, in realtà) il 7 giugno 1965, con gli F-4B che distrussero due MiG-17. Ma nonostante quest'esordio felice (non certo per i 'nordisti') la situazione fu tutt'altro che rosea per gli utenti dello Sparrow, che pure erano immancabilmente i potenti Phantom, tra l'altro anche dotati di Sidewinder, e a un certo punto, di cannoni Vulcan. Lo Sparrow, in Vietnam, dimostrò una Pk bassa: era nato per intercettare bombardieri ad alta quota (come del resto lo era il Sidewinder) e non per i duelli aerei a quote medio-basse; inoltre le regole d'ingaggio erano troppo limitanti, per evitare fuoco 'amico', e quindi gli ingaggi oltre l'orizzonte diventavano pressoché impossibili. Per giunta, i radar dell'epoca erano tutt'altro che affidabili e a bassa quota erano quasi 'ciechi', a meno di non volare pressoché alla stessa quota. Cunninghan, per esempio, non aveva avuto esperienze 'buone' con quest'arma e così decise di usare i missili Sidewinder per i suoi abbattimenti. Gli Sparrow finivano per diventare una specie di missile da combattimento aereo, ma non di tipo 'fire and forget'; avevano maggiore velocità, distruttività e portata pratica dei Sidewinder, ma non erano altrettanto validi, pur costando molto di più. Nondimeno, nel gennaio 1967, quando gli F-4C sorpresero i MiG-21 nordvietnamiti 'simulando' d'essere una formazione di F-105 carichi di bombe, molti dei sette 'Fishbed' abbattuti vennero colpiti dagli Sparrow.

Malgrado tutto, però, la Pk del missile fu circa 0,07-0,08; alcune unità erano ben addestrate al loro uso, apparentemente, altre no e nel '67 il 367th TFW tirò 21 missili contro i MiG sotto i 4.000 m di quota, dove i caccia potevano manovrare al meglio e la portata dei missili era ridotta dalla resistenza dell'aria: ebbene, nessuno andò a segno.

Tuttavia gli Sparrow andarono incontro ad un'evoluzione e nel '69 divenne disponibile l'AIM-7E-2, che permetteva migliori prestazioni nel combattimento ravvicinato, iniziando dalla portata minima, troppo elevata inizialmente, ma qui ridotta di circa 1,5 km; in più aveva un miglior autopilota e spolette, e maggiore agilità di manovra. Poi vennero prodotti gli E-3 con altre migliorie, e infine l'E-4, destinato a caccia con radar ad alta potenza, ovvero gli F-14 e 15, e con prestazioni d'ingaggio non tanto diverse dal successivo AIM-7F. Del resto era naturale che gli Sparrow si evolvessero: anche se non sembra, i missili, specie quelli americani, sono sottoposti a continui aggiornamenti.

Un passo avanti decisivo vi fu con l'istituzione di corsi specifici per missioni aria-aria, che permettessero davvero di combattere i MiG (vedi 'Top Gun') con la conoscenza approfondita delle armi di bordo. Oggi sembra ovvio, ma all'epoca la guerra missilistica era ancora una relativa novità e gli equipaggi raramente sparavano i costosi missili (lo Sparrow valeva circa 25.000 dollari) in addestramento, e non ne conoscevano le caratteristiche operative.

L'arma stessa era tutt'altro che affidabile, e spesso nemmeno il motore al lancio si accendeva come previsto; per giunta, il 'clutter' rendeva molto difficile sparare ad aerei in volo a quote inferiori, anche per via dell'orografia vietnamita, piuttosto accidentata e montuosa. Alla fine, comunque, l'USAF totalizzò 50 abbattimenti con lo Sparrow (che richiesero presumibilmente non meno di 550-600 missili) contro 33 dei Sidewinder e cinque dei Falcon. La cosa era stata possibile anche per il miglioramento delle armi, radar e addestramento, ma come si è visto, i successi vi furono anche all'inizio della guerra, quando anche i Vietnamiti non erano certo consapevoli della minaccia.

Lo Sparrow, così usato, quasi sempre sul territorio vietnamita, inevitabilmente andò 'compromesso' e i sovietici ne produssero una copia, il K-25 che tuttavia venne sconfitto dal K-24 (AA-7 migliorato o R-24) dalle prestazioni (ma anche ingombro) superiori. Altrimenti, avremmo visto, dopo l'Atoll/Sidewinder, un altro clone russo di armi americane.

Nel gennaio del '72 la Raytheon iniziò lo sviluppo del nuovo Sparrow: l'AIM-7F; l'elettronica, in parte allo stato solido, permise di installare in avanti nella cellula la testata HE, che ora era la WAU-10/B, e questo diede il posto per il più potente motore Hercules Mk-58 (talvolta sostituito da un Aerojet Mk-65), sempre a doppio stadio (impulso-soustainer), con una portata notevolmente maggiore (più di 40-50 km, alcune fonti dicono 74); il sistema di guida era miniaturizzato, ma più capace, e questo lasciava spazio, in una cellula ancora formalmente uguale, sia al motore potenziato, che ad una testata Mk-71 da 39 anziché 29,5 kg, e ben più potente (non è chiaro, la WAU-10/B ne era forse un'altra definizione?); la produzione iniziò nel 1975, il servizio attorno al '76 (più o meno in contemporanea con l'F-15A), e durò fino al 1981.

Fu con questo missile che venne abbandonata la definizione di Sparrow III, limitata a 'Sparrow'; i tipi addestrativi erano un'infinità: ATM-7F, CATM-7F, DATM-7F, CAEM-7F, utili anche per i successivi AIM-7M, di cui poi si dirà.

Un tipo interlocutorio fu l'AIM-7G (secondo altre fonti, era il tipo D, almeno inizialmente) per l'avionica del sofisticato F-111D (che quindi tornava ad essere un 'cacciabombardiere'); ma esso, sviluppato già attorno al 1970 come prototipo, non entrò in produzione di serie.

Gli Sparrow fino ad allora prodotti in serie avevano sistemi di ricerca a scansione conica, facili da disturbare per le ECM nemiche; per ovviare a questo, si pensò già da molto tenpo a sistemi 'monopulse', che si abbinano anche a radar con capacità look-down (ricerca a bassa quota, eliminando il 'clutter' del terreno); la cosa cominciò ad essere pensata dalla BAe e dalla Selenia già nel '69, ma gli USA per il momento, sorprendentemente, non se ne curarono; tuttavia, saltando le versioni -mai assegnate- J-L (ma l'AIM-7E costruito in Giappone è talvolta noto come 'J', mentre l'Europa ha forse usato la versione H per designare i 'suoi AIM-7E, come il migliaio prodotti dalla Selenia e base del successivo Aspide), andarono anche loro, con diversi anni di ritardo, in questa direzione.

Il risultato fu l'AIM-7M, M per 'monopulse', più resistente alle ECM e al clutter, con computer digitale programmabile, autopilota per ottimizzare la rotta già prima dell'illuminazione del bersaglio (il che consente attacchi 'quasi multipli' con diversi missili in volo a breve intervallo), nuova spoletta, e testata WDU-27/B; la produzione partì nel 1982, dopo circa 3.000 (vi sono anche cifre più alte) AIM-7F, che vennero anche esportati in Israele, Spagna, Australia e Canada.

Lo Sparrow M divenne presto, entro la fine degli anni '80, il tipo più diffuso sui vari caccia di ultima generazione, ma l'AIM-7F era anch'esso in servizio sia su quelli più moderni, sia sugli F-4G e forse, E.

I tipi da addestramento erano i vari ATM-7M, CATM-7M, DATM-7M, CAEM-7M, tutte eccetto la prima usabili anche per il successivo AIM-7P.

Il modello N è un sottotipo, prodotto in pochi esemplari (tanto da essere passato inosservato) per i suoi F-15MSIP, e ricavato dall'aggiornamento dei tipi F.

Dal 1987 è in produzione l'AIM-7P, che tuttavia probabilmente non ha sostituito, non subito almeno, l'AIM-7M (che ancora nel 1996 era in fornitura in 600 esemplari a Taiwan); ha nuova elettronica, computer, sistema di guida, un nuovo LAG( Low Altitude Guidance) per l'impiego contro bersagli a bassa quota, e sistemi ECCM che sono stati definiti come 'particolarmente resistenti ai disturbi'. Anche dell'AIM-7P esistono aggiornamenti, i Block I e II, rispettivamente con sistemi di guida WGU/6D/B e WGU-23D/B, nonché un ricevitore posteriore (di che cosa non è chiaro), per i soli Block II.

All'inizio degli anni '90, il processo tipicamente americano di concentrare dentro cellule già sperimentate tutte le meraviglie della tecnologia moderna (lo Sparrow nacque all'epoca delle valvole, figurarsi di quanto le sue capacità sono aumentate con i transistor degli AIM-7F e i microchip degli M e successivi); così venne fuori l'AIM-7R (il Q non è stato adottato), che è stato basato sull'AIM-7P Block II più il Missile Honing Improvement Program. Esso si basava su di un sensore duale: un radar semiattivo, e un sensore IR; il computer è stato ulteriormente migliorato per gestire questi due sistemi in contemporanea. Si voleva aggiornare la maggior parte dei vari Sparrow M e P, e produrre il RIM-7R navale, ma questo micidiale ordigno, senz'altro il più letale degli 'Sparrow', venne giudicato troppo costoso dopo la fine della Guerra fredda, e infine cancellato nel dicembre 1996.

SI è accennato al Sea Sparrow: negli anni '50 l'USN voleva un sistema di difesa 'di punto' BPDMS (Basic Point Defense Missile System), un missile abbastanza piccolo per l'uso da parte delle navi minori, mentre all'epoca i grandi sistemi 'T' erano solo per unità specializzate e altamente costose. Prima era stato pensato il rivoluzionario RIM-46 Sea Mauler, per sostituire i cannoni da 40 e 76 mm, ma il costo superò il budget e nel '64 il programma venne cancellato. Allora venne chiesto un nuovo sistema e il RIM-7E-5 Sea Sparrow venne proposto come nuovo apparato. I britannici proposero il Sea Cat, meno costoso, ma molto più limitato, e lo Sparrow, oltre che essere americano, era anche in comune con le armi degli aerei: troppi vantaggi per non essere scelto, per non parlare di una gittata di 15-22 km contro 5,5 e mach 2+ contro mach 1, più la testata da 29,5 kg vs 10, e un sistema di guida ognitempo anziché radiocomandato, sebbene il Sea Cat fosse senz'altro superiore alle brevi distanze, per le quali era specificatamente concepito. La quota minima era apparentemente la stessa, 30 m nominali, ma il Sea Cat arrivava a quote pratiche di appena 900 m (anche se poteva essere tirato ben più in alto), lo Sparrow poteva arrivare a minacciare aerei ad alta quota, anche 10-15 km, quasi eguagliando un sistema ben più grosso come il Tartar a medio raggio. Il Sea Sparrow era però poco efficace contro bersagli a bassa quota; ma anche così, venne messo in servizio nel '67, inizialmente con lanciatori ottupli ASROC modificati. Era tuttavia un sistema rozzo, essenzialmente ad azionamento manuale e solo a metà anni '70 quest'arma, ben poco utile contro i missili antinave, venne migliorata, adottando il RIM-7F, che abbassava, grazie alla spoletta e testata, la quota d'ingaggio minima a circa 15 metri, grazie ad una migliore resistenza al clutter marino (che invece provocava la detonazione della testata dei missili più vecchi, data la forte impronta radar del mare); nel frattempo la NATO pensava ad un NSSMS (NATO Seasparrow Surface Missile System), con varie nazioni partecipanti tra cui Germania, Olanda, Italia e Norvegia. Questo possedeva adesso un sistema di direzione del tiro automatizzato, capace di ingaggiare i bersagli in maniera del tutto automatica, a tutto vantaggio della capacità di ingaggiare i missili antinave a volo radente: più rapidamente da parte del sistema radar, più velocemente e letalmente da parte del missile migliorato.

Il RIM-7H aveva alette più piccole per il lanciatore Mk-29, sempre ottuplo. Il notevole numero di armi previste al lancio era dovuto alla volontà di resistere agli attacchi di massa, e al voler evitare la complicazione dei sistemi di ricarica automatici (e lo Sparrow, pesante circa 200-230 kg, era assai difficoltoso da manovrare a forza di braccia); esso era leggermente meno avanzato dell'F, perché in realtà era antecedente, tanto che entrò in produzione attorno al 1973 come parte dell'NSSMS Block I. POi seguiranno altri tipi come i RIM-7F, M (con quota minima ridotta a circa 8 m), P. I tipi M e P, con apposita modifica (sistema JVC, Jet Vane Control) possono essere lanciati verticalmente dai sistemi Mk-41 e Mk-48, i primi un po' per 'ripiego', i secondi nati appositamente. Il Sea Sparrow e lo Sparrow sono anche utilizzabili rispettivamente dai sistemi ALBATROSS e SKYGUARD europei.

Il miglioramento delle prestazioni dei missili Sparrow, ma soprattutto delle procedure, radar, sistemi IFF e controllo aereo hanno permesso nel 1991 notevoli successi contro gli Irakeni, che già avevano avuto a che fare con le generazioni meno recenti che armavano F-4 e F-14 (lo Scià aveva comprato complessivamente migliaia di AAM americani), e che vennero massacrati dagli Sparrow americani, quasi sempre a segno sui bersagli designati: ben 26 vittorie con il consumo complessivo di 71 missili (secondo altre fonti, attorno a 85-88). Questo consumo include peraltro anche i missili persi con i loro aerei, abbattuti o persi, ma soprattutto i tentativi di intercettare i MiG-25. Mentre gli agili MiG-29 non ebbero spesso scampo, come la coppia che, avvistata e attaccata dagli F-15 del 32rd TFW, su distanze di circa 25-30 km, tentò di scappare scendendo a 150 metri di quota prima di essere colpita e abbattuta: una manovra che sarebbe riuscita senz'altro con i Phantom E e i missili AIM-7E e forse, anche gli F, ma non contro gli M (o forse i P) impiegati in tale occasione (da notare che l'esistenza del tipo P era ben poco nota all'epoca, ci si riferiva genericamente agli 'AIM-7M').

E Israele? Non ha mai avuto molta fiducia nei missili SARH, cercando piuttosto il combattimento ravvicinato: gli Sparrow hanno ottenuto, nel 1982, solo una manciata dell'ottantina di vittorie che gli israeliani si attribuirono, e non molti anche negli anni precedenti, come nel '73.

In tutto degli Sparrow sono stati costruiti qualcosa come 62.000 esemplari, più 9.000 Sea Sparrow (dati al 2003).

La descrizione dello Sparrow è semplice: vi sono quattro alette fisse di stabilizzazione, e altrettante, più piccole, di controllo. Il volo segue il lancio verso un obiettivo illuminato da radar con onda continua (CW). Vi sono cinque sezioni: radome con l'antenna di ricerca, sistema di guida, testata, sistema di controllo del volo e motore. La testa di guida ha una costruzione in moduli con radome, cavi di collegamento, antenna anteriore, spoletta, computer, e antenna ricevente posteriore. La sezione di controllo ha invece l'autopilota e un sistema idraulico per muovere le alette, mentre l'energia la dà una batteria: in mezzo alle due c'è la testata, attivata dal SAD (Safe Arma Device) al momento del lancio. La spoletta accende una prima carica 'Booster' che poi fa esplodere la testata nella migliore maniera possibile; il rivestimento esterno dovrebbe essere del tipo 'continous rod'. Se vi sono temperature elevate la spoletta Mk-38 Mod.2 è progettata per fondere senza detonare, cosa che ovviamente è stata voluta per evitare che, in incidenti e incendi vari, il missile esploda.

La testata è nella sezione WAU-10/B, con la sezione esplosiva Mk-71 Mod.0 e SAD Mk.33 Mod 0, con 'booster' Mk.33 Mod 1; la WAU-10A/B è simile, ma con booster Mk.33 Mod. 2. Vi sono poi le testate WDU-27B con la SAD Mk.33 Mod 9 e booster Mk38 Mod.1, e la WAU-17B/B con l'Mk.38 Mod.2

Quanto al motore, esso è in una lunghezza di 1513,8 mm, a doppia spinta, del tipo Mk-58 Hercules, con due contenitori fianco a fianco, uno per il lancio-accelerazione, un altro per il volo di 'crociera', anche se comunque durano solo pochi secondi in tutto. La gittata non è ben chiara: tra i 40 e i 90 km, a seconda delle fonti e delle condizioni (a bassa quota, il raggio difficilmente supera i 20 km): tra il lancio di un aereo in condizioni 'ideali', diciamo a 900 km/h e 10.000 m, contro un bersaglio in avvicinamento alla stessa quota e velocità, e il lancio a 60 m di quota contro uno in allontanamento, oppure un lancio supersonico a 15.000 m contro un obiettivo in avvicinamento, ci sono differenze sostanziali. La velocità di mach 4 vale per situazioni ideali: il Sea Sparrow ottiene circa 2 mach, con una velocità media di meno di mach 1 sulla massima distanza.


Il Sea Sparrow NATO attuale ha un NSSMS Mk-57, a rapida reazione, con un Guided Missile FCS Mk-91 con radar relativo, e sistema di lancio GMLS, l'Mk-29, il tutto gestito da computer che danno ordini ai lanciatori brandeggiabili, anche in modalità del tutto automatica; il tipo Mk-57 Mod. 6 ha circuiti in fibre ottiche per aumentare la velocità di reazione e il GMCFS è stato sostituito da un Tracking Illuminator System (TIS) Mk.9 Mod. 0, abbinato all'Mk-29 Mod.2 migliorato. La portata pratica dei Sea Sparrow è dell'ordine dei 12 km, ma non mancano valutazioni ben maggiori, fino a 26 km. Di sicuro, però, non all'altezza dell'ESSM, il nuovo RIM-162 che ha velocità raddoppiata, anche se non è previsto come arma aria-aria, e la sua fisionomia è più simile a quella di un piccolo SM-2 che ad uno Sparrow.

Dati:

  • Dimensioni:
AIM-7A, 3,74 x 0,203 x 0,94 m;
AIM-7B, 3,66 x 0,203 x 1,02 m;
AIM-7E, 3,66 x 0,203 x 1,02 m;
AIM-7F, idem;
AIM-7M e P, idem.
  • Peso: AIM-7A, 143 kg; C, 172 kg; E, 197 kg; F, 230 kg; M-P, 231 kg
  • Prestazioni:
AIM-7A, mach 2,5/10 km
AIM-7C, mach 3-4/11 km
AIM-7E, mach 3/35 km
AIM-7F, mach 4/40-90 km
AIM-7M, mach 4/idem
  • Motore e testata:
AIM-7A, Aerojet 1.8KS7800, solido; 20 kg HE
AIM-7C, idem, testata Mk-38 da 30 kg
AIM-7E, Rocketdyne Mk-38/52, Mk38 da 29,5 kg
AIM-7F, Hercules Mk-58 bistadio, testa Mk-71 da 39 kg
AIM-7M-P, Hercules Mk58, WDU-27B da 40 kg

Lo Sparrow, per quanto dato inizialmente per 'finito' dalla fine degli anni '80, in realtà ha resistito fino ad oggi. Questo per varie ragioni: l'AMRAAM ha avuto molte più difficoltà del previsto, ed è entrato in servizio nel 1991, non nel 1986; il costo è maggiore, e infine l'AMRAAM quasi annulla la capacità di pilotaggio dei piloti, cosa che per esempio, ai 'manici' israeliani non andava giù, tanto da non volere l'introduzione di armi di questa classe nella regione d'operazioni, il tutto ha consentito ai missili Sparrow di evolversi, posta la guida SARH, meno valida per certi aspetti, ma per altri migliore, e alla fine è rimasto un valido concorrente fino ad oggi. Profondamente rinnovato in diverse generazioni, il suo futuro non è più garantito per lungo tempo, ma anche se attualmente non pare sia ancora in produzione, la sua carriera durerà ancora a lungo. Criticato a lungo per costo e mancanza d’efficacia, lo Sparrow è diventato un sistema temibile grazie al costante sviluppo di tecnologie e tattiche migliorate, anche se per il suo pieno riscatto dovette aspettare il 1991. Da allora anche il suo declino, un po’ alla volta, è cominciato: l’F-16ADF, per esempio, lo ha ottenuto per un tempo ridottissimo, ma dopo venne ottimizzato per l’AMRAAM.

Nel frattempo è sparito dal servizio il derivato inglese Sky Flash, che non ha avuto molto successo all’export, mentre l’altro figlio dello Sparrow, l’Aspide, è ancora in produzione, così come i ‘cloni’ cinesi sia SAM che AAM (PL-10/12, anche con sistemi di guida radar attiva), ma questa è un'altra storia.


Tipo: AAM con guida SARH

  • Costruttore: Raytheon
  • Anno introduzione: 1955 primi modelli, 1958 AIM-7E, 1977 AIM-7F, 1982 AIM-7M, 1987 AIM-9P
  • Dimensioni: lunghezza 3,68 m, apertura alare 1.02 m, diametro 203 mm.
  • Peso: 193 kg E, 229 kg M, testata 29,5 kg E, 39 kg F/M con spolette ad impatto, prossimità, ritardata
  • Prestazioni: velocità max. mach 3 E, 3,9 F/M, versione SAM 2-2,5 mach, gittata 30+km E, 45+ km F/M, versione SAM 15-22 km.
  • Costo: circa 200.000$

L'AIM-120 Advanced Medium-Range Air-to-Air Missile, o AMRAAM, spesso indicato tra gli specialisti come "Slammer", è un moderno missile aria-aria (AAM) a medio raggio a guida radar attiva (ARH = Active Radar Homing).

Il missile viene guidato nella prima parte da un sistema di guida inerziale INS che può essere coadiuvato da aggiornamenti sui parametri del bersaglio se il caccia che lo ha lanciato continua ad illuminare il bersaglio, diversamente il sistema si limita a raggiungere un punto di navigazione preprogrammato dove entra in funzione il radar del missile stesso che a quel punto prosegue autonomamente verso il bersaglio permettendo all'aereo lanciatore di compiere manovre evasive.

Il missile, prodotto dalla Hughes e dalla Raytheon, rientra nella categoria dei missili BVR (Beyond visual range - con portata oltre l'orizzonte visivo) ed è nato come successore dell'AIM-7 Sparrow caratterizzandosi come un missile di concezione avanzata.

Impiegato tutt'ora da molte forze aeree, è stato sviluppato in 3 versioni principali, la A (del 1991), la B (sviluppata nel 1994) e la C. Mentre l'AIM-120B non è che un semplice aggiornamento tecnologico rispetto arsione A, la versione AIM-120C è nata per equipaggiare i caccia F-22A stealth grazie ad una riduzione dell'apertura alare delle alette che sono state troncate ed una diminuzione di lunghezza, migliorando inoltre le prestazioni sui modelli precedenti.

Dagli anni '90 è stato usato ormai in diverse occasioni: il 27 dicembre 1992, un MiG-23 iracheno diveniva la prima vittima dell'AIM-120 (sparato da un F-16 USAF sulla No-Fly-Zone). Da allora, nel Gennaio 1993, un secondo caccia iracheno (un MiG-25) è stato abbattuto e quindi nel 1994 un Orao serbo è stato abbattuto sulla No-Fly-Zone imposta sulla Bosnia (in quel combattimento altri 3 Orao sono stati abbattuti con missili AIM-9 Sidewinder dai 2 F-16C USAF che li hanno attaccati). Fino a quel momento per ognuno dei 3 AMRAAM sparati in combattimento reale un bersaglio era stato distrutto, per questo sul finire degli anni 1990 gli è stato dato il nomigniolo di "Slammer". A partire 1998 si sa che è stato usato ancora sulle No-Fly-Zone irachene in una o due diverse occasioni, ma questa volta registrando solo fallimenti, probabilmente più perché sparato ai limiti del suo raggio che per particolari doti di combattimento aereo dei piloti iracheni. Nella primavera del 1999, con i bombardamenti aerei della Jugoslavia, l'AMRAAM ha visto il suo impiego più massiccio: 6 MiG-29 sono stati abbattuti dai caccia NATO (4 da F-15C, 1 da F-16CG USAF, 1 da F-16A olandese), tutti con AIM-120A/B/C, anche se il numero preciso di missili lanciati è stato superiore al numero di bersagli distrutti. In tutto, finora, l'AIM-120 AMRAAM ha 9 vittorie all'attivo (6 MiG-29, 1 MiG-25, 1 MiG-23, 1 J-22 Orao).

Tipo: AAM con guida ARH

  • Costruttore: Hughes / Raytheon
  • Anno introduzione: 1991
  • Dimensioni: lunghezza 3,66 m, apertura alare 526 mm, diametro 178 mm
  • Peso: 152 kg
  • Prestazioni: velocità mach 4, gittata AIM-120A/B: 75 km
  • Costo: 386 000 $ (2003)
L'AIM-9L

L'AIM-9 Sidewinder è un missile aria-aria (in inglese: AAM - Air to Air Missile) a corto raggio, a ricerca infrarossa di calore, prodotto negli Stati Uniti ed utilizzato da molti tipi di aerei da combattimento. Il nome Sidewinder (crotalo ceraste) proviene dall'omonimo serpente a sonagli che è in grado di percepire le proprie prede attraverso il calore corporeo che emanano. Il Sidewinder non è stato il primo ad entrare in servizio tra gli AAM, ma è stato il primo ad effettuare un abbattimento nel 1958. Le ultime varianti di produzione sono attualmente in servizio presso molte aviazioni militari ed il progetto originale è stato utilizzato per diverse copie estere.

Nel 1949 un piccolo gruppo di tecnici del NOTS (Naval Ordnance Test Station), poi NWC (Naval Weapons Center, China Lake), diretto dal dottor McLean, studiava il problema della guida infrarossa, con fondi limitati. Sorprendentemente, il risultato di questa ricerca dal profilo basso portò a risultati di rilevanza mondiale. Dato che la scarsità dei fondi non era una restrizione sufficiente, lo stesso gruppo si impose una limitazione aggiuntiva: scelse una struttura di soli 5 pollici di diametro (127 mm), dove infilare l'elettronica necessaria. Si trattava semplicemente di un modo di far diventare 'guidato' un razzo HVAR da 127 mm. La ricerca portò ad un contratto, vinto dalla Philco nel 1951, per una testa cercante IR.

Il primo esemplare, designato XAAM-N-7, fu sparato l'11 settembre del 1953. Il nuovo missile raggiunse la piena produzione nel 1956. Le designazioni erano N-7 (per l'US Navy), GAR-8 (USAF) e SW-1 per i prototipi. La designazione AIM-9 venne assegnata solo nel 1962.

L'AIM-9B
  • AIM-9, AIM-9A, AIM-9B, AIM-9F: La versione originale venne costruita in 3 varianti abbastanza simili, la maggioranza della produzione incentrata sulla versione 9B. Uscirono di fabbriche Philco (poi Ford) e Raytheon 80.900 missili ed altri 15.000 furono costruiti da un consorzio europeo. Lo AIM-9B FGW.2 è una modifica introdotta nei missili europei verso la fine degli anni 60', che adottava una nuova testa cercante con una finestra ottica in silicio (il silicio è più trasparente del vetro ai raggi infrarossi), ed un sistema di raffreddamento ed elettronica allo stato solido. In sostanza, venne ribattezzato AIM-9F o AIM-9B NATO.
L'AIM-9J
  • AIM-9C, AIM-9D: I modelli C e D sono entrambi realizzazioni dello stesso modello, lo SW-1C costruiti dalla Motorola e dalla Ford rispettivamente, le quali introducono il nuovo motore a razzo Rocketdyne Mk.36, il quale fornisce un raggio d'azione maggiore (circa 8 km anziché 3.7), ed un nuovo sistema di guida che era abbinato al radar APQ-94 dell'F-8C Crusader. Il -9C era in effetti una variante SARH (semi-active radar homing, guida radar semi attiva) per l'F-8 Crusader ma si dimostrò inutilizzabile, mentre il 9D offriva un sistema IR raffreddato con azoto liquido, con un duomo in fluoruro di magnesio. Il modello -9D offriva un campo visivo più ristretto a causa della sagomatura della punta, ma un sistema di tracciamento della rotta più veloce, alette più grandi comandate da attuatori più potenti ed una testata da 22,4 libbre che rimpiazzava quella da 10. Si trattava di un missile di capacità maggiori ai tipi precedenti, in servizio specificatamente per l'US Navy, da 2.87 m e 88 kg, e si sarebbe fatto valere negli ultimi anni in Vietnam e in altri conflitti.
  • AIM-9E, AIM-9E-2: Il nuovo sistema di ricerca raffreddato con celle di Peltier conferisce la capacità di un'acquisizione più veloce. Lo AIM-9E possiede un sistema di guida migliorato ed un'aerodinamica del muso più curata. Questo modello mostra un esteso raggio d'azione e capacità più efficienti contro bersagli che manovrano a bassa quota. Lo AIM-9E-2 ha un motore con fumosità ridotta.
  • AIM-9G, AIM-9H: l'AIM-9G era la prima versione ad includere il sistema cosiddetto SEAM (Sidewinder Expanded Acquisition Mode, modo di acquisizione espanso), praticamente una testa cercante dello AIM-9D migliorata con la collaborazione di un sistema di designazione da parte del caccia lanciatore (vennero utilizzati anche caschi di designazione, poi però abbandonati), ma fu subito reso obsoleto dal nuovo AIM-9H. Quest'ultimo fu il primo modello ad offrire una limitata capacità ognitempo, così come una elettronica allo stato solido ed superfici di controllo a doppio-delta, che permettevano una migliore manovrabilità rispetto ai modelli più vecchi. Il sistema SEAM poteva scaricare i dati dal radar del vettore oppure acquisire il bersaglio direttamente dalla testa cercante del missile.
L'AIM-9J
  • AIM-9J, AIM-9J-1, AIM-9J-3, AIM-9N, Rb 24: Lo AIM-9J è sostanzialmente un AIM-9E modificato, il quale sacrifica il suo raggio d'azione per una maggiore velocità. Adotta elettronica allo stato solido ed un razzo più potente. Il sistema di ricerca ha la capacità di agganciare un bersaglio in coda, invece che solamente allo scarico. Lo AIM-9J-1 divenne poi lo AIM-9N. Lo Rb 24 è l'AIM-9J prodotto dalla Svezia.
  • AIM-9L, AIM-9M, AIM-9M-7, Rb 74: Lo AIM-9L del 1977 introduce un nuovo sistema di guida GaAs (Gallio e Arsenico) facendo di questo missile un ordigno veramente all-aspect, cioè lanciabile contro un bersaglio diretto in qualsiasi direzione, non solo in coda. Dotato di una testata a frammentazione circondata da barrette preformate di metallo. Viene usato un detonatore di prossimità che impiega un anello di laserdiodi e 8 corrispondenti fotodiodi. Se il bersaglio è abbastanza vicino da riflettere la luce emessa ad i fotodiodi, la testata viene innescata. Questo sistema ottico migliora la resistenza del missile alle contromisure elettroniche (ECM). A dispetto del suo semplice progetto lo AIM-9L resta un'arma letale, superato in efficacia probabilmente solo dal Molniya-Vympel R-73 (AA-11 Archer) il quale combina sistemi aerodinamici e di spinta vettoriabile per il controllo di tiro. Lo AIM-9L si fabbricazione svedese è designato Rb 74.
  • AIM-9P, AIM-9P-1, AIM-9P-2, AIM-9P-3, AIM-9P-4: Lo AIM-9M eredita la capacità all-aspect del 9L, ma introduce nuove prestazioni nella difesa contro le contromisure elettroniche infrarosse (flare, bengala), nella discriminazione della fonte luminosa (riflessi del terreno), ed un motore a razzo con una scia fumogena ridotta. Queste modifiche aumentano l'abilità di ingaggio del bersaglio e la possibilità di essere scoperto. La produzione è iniziata nel 1983. Il modello AIM-9M-7 era una specifica modifica del 9M per i teatri delle operazioni Desert Shield e Desert Storm. Lo AIM-9P è l'evoluzione del 9B, 9E e 9J, con un nuovo motore, una nuova fusoliera ed un'affidabilità migliorata. Possiede una capacità di acquisizione bersaglio da una distanza maggiore e quindi un raggio d'azione maggiore. Più manovrabile e con un'elettronica allo stato solido più efficiente. La fabbricazione cominciò nel 1978. È diviso in tre varianti: Lo AIM-9P-1 possiede un sistema di guida ottico invece che il solito sistema infrarosso ed un motore con una fumigazione ridotta. Introduce anche una più grande solidità meccanica nella sezione della testata. Lo AIM-9P-2 possiede un motore con uno scarico ancor meno rilevabile. Lo AIM-9P-3, combina sia il sistema di guida ottico attivo sia il motore con fumigazione ridotta ed una sezione della testata rinforzata. La stessa testata utilizza un nuovo esplosivo, meno sensibile alle alte temperature e con una più alta resistenza nel tempo. L'ultima versione, lo AIM-9P-4, aggiunge allo AIM-9P la capacità all-aspect.
  • AIM-9Q: AIM-9M con la sezione del sistema di guida migliorata.
  • AIM-9R : è il prodotto dello "AIM-9M Product Improvement Program", programma di perfezionamento del prodotto. La ricerca verteva a migliorare il sistema anti-clutter, ovverosia un sistema che evitava che il missile confondesse riflessi di luce con la sorgente di calore, il campo visivo, per riuscire ad acquisire bersagli molto manovrieri, ed infine le contro-contromisure elettroniche (IRCCM o infra red counter counter measures). La testa cercante incorporava una piattaforma ottica con un sistema focale planare, il quale poteva acquisire un bersaglio a più grande distanza, un processore di immagine digitale e delle EPROM per facilitare gli aggiornamenti dei programmi. Il 9R non necessitava del sistema di raffreddamento, nei modelli precedenti montato sia nel missile stesso (nei modelli per l'USAF) che nel pilone (modelli per l'US Navy). Lo sviluppo iniziò nel 1987, per un costo di 50 milioni di dollari ed i primi 65 modelli di preserie furono inviati alla Marina nel 1990. Cinque dei sei collaudi riuscirono. Nel settembre del 1991 l'Aeronautica militare si ritirò dal programma, calcolando che il costo di 103.000 unità fosse troppo grande. Il costo unitario era stimato dai 70.000 $ fino ai 180.000 $. A quel punto anche la Marina, che non poteva permettersi da sola il costo dell'intero programma decise di abbandonare lo AIM-9R.
  • AIM-9S: AIM-9M senza sistema IRCCM per l'esportazione.
  • AIM-9X : Lo AIM-9X potrebbe non essere l'ultimo sviluppo del Sidewinder. La costruzione di questo ordigno iniziò nel 1992 e l'introduzione dei modelli di preserie avvenne tra il 2001 ed il 2004, quando è prevista la piena produzione. Lo AIM-9X è una ulteriore versione potenziata della 9M. Dovrebbe risolvere le carenza della versione M nel campo visivo, nella interferenza delle contromisure infrarosse, e nella manovrabilità.
  • Costruttore: Philco
  • Anno introduzione: 1956
  • Dimensioni: B: lunghezza 2.83 m, diametro 127 mm, apertura alare 55.9 cm. J: 3.07 m, 127 mm, 55.9 cm. L: 2.85 m, 127 mm, 63 cm
  • Peso: B: 70.4 kg, J 78 kg, L 85.3 kg. Testata: B, 4.54 kg, J/L 10.2 kg
  • Prestazioni: velocità circa mach 2.5 a termine combustione, gittata 3.7, 14.5 e 17.7 kg
  • Costo: circa 80-100.000$

I primi Sidewinder consistevano in sezioni di tubi cilindrici d'alluminio, con una testa cercante posizionata ad una estremità vicino alle quattro alette di controllo. All'altra estremità erano montate quattro alette più grandi e fisse, ognuna delle quali conteneva un cosiddetto rolleron, un giroscopio che ruotava per effetto dell'attrito atmosferico. In questo modo il missile tendeva ad essere stabilizzato dai giroscopi.

I componenti principali del missile sono la testa cercante all'infrarosso, un sistema di guida che comanda le alette anteriori, una testata esplosiva ed un motore a razzo a propellente solido. Il sistema di guida dirigeva il missile verso lo scarico del motore del bersaglio, più calda e quindi più luminosa dello sfondo. Il sistema di guida all'infrarosso costava meno di qualunque altro e poteva essere impiegato sia di notte che di giorno ed in un ambiente con contromisure elettroniche (ECM). Inoltre il sistema infrarosso permetteva al pilota, una volta lanciato il missile, di iniziare manovre evasive per evitare eventuali minacce. Il missile avrebbe continuato da solo la sua corsa, senza bisogno dei dati del radar (fire and forget). I primi modelli erano dotati di un sistema di ricerca al solfuro di piombo con una probabilità di centro al primo colpo (gli statunitensi usano la sigla SSKP, single-shot kill probability) del 70% in condizioni ideali, ma assolutamente poco affidabili in circostanze meno favorevoli. La testa cercante aveva la tendenza di scambiare il sole od i riflessi sull'acqua come bersaglio. Il motore originale era prodotto dalla Hunter-Douglas, Hercules e Norris-Thermador, e accelerava l'ordigno a Mach 2,5 in 2,2 secondi grazie ad una spinta di circa 2.700 kgs.

In termini di efficacia, il missile iniziò a colpire efficacemente i caccia avversari nel 1958 con l'incidente di Taiwan, in cui 10 MiG-15 e 17 vennero abbattuti dagli F-86F taiwanesi ad alta quota. L'impiego in Vietnam vide complessivamente un rateo di 16% in termini di Pk. Negli ultimi anni di guerra in effetti, l'uso dei missili AIM-9D da parte della Navy e degli E da parte dell'USAF aumentò parecchio in termini di efficacia e di probabilità di colpi a segno, nonché di facilità d'impiego, anche se le azioni vennero generalmente concluse con lanci entro il paio di km dal settore posteriore. I Sidewinder C non ebbero praticamente parte, e in seguito trovarono miglior impiego come armi antiradar AGM-122 Sidearm, come del resto avvenne per i più grossi AIM-7 come AGM-45 Shrike.

AIM-7 e 9 nel Vietnam, con gli F-4C

Gli Israeliani nel frattempo avevano cominciato con la Guerra d'attrito ad ottenere i missili Sidewinder e ottenne le prime vittorie contro i MiG. A parte questo, in generale gli AAM a corto raggio erano un nuovo capitolo nella guerra aerea: gli aerei pakistani non erano tutti dotati di AIM-9 nel '65 ma il solo fatto che potessero esserlo aiutò non poco ad ottenere una certa superiorità tattica contro i caccia indiani,più numerosi, che spesso battevano in ritirata quando si ritrovavano un Sabre alle costole. Il fatto che da un secondo all'altro potesse partire un missile contro cui non avevano praticamente protezione entro i 3 km non li aiutava. Quella fu la prima guerra ufficiale con l'uso dei missili in parola, che nel frattempo si diffusero in tutto il mondo occidentale, vincendo rapidamente lo scontro con i Falcon ma anche con missili, pure assai sofisticati quali erano i Firestreak inglesi. L'arma fondamentale del Sidewinder era in effetti la semplicità: bastava un circuito elettrico di lancio e un microfono in cuffia collegato alla testata di ricerca: quando il suono emesso era costante e forte, il missile 'vedeva' il bersaglio e si poteva lanciare, posto che fosse entro il raggio utile. Anche i sovietici la pensavano allo stesso modo. Un MiG cinese, pare, ritornò con un Sidewinder inesploso nel tubo di scarico. È difficile confermare questa cosa, ma di sicuro dopo quella battaglia i sovietici riuscirono a mettere le mani sul missile, e l'analizzarlo significò prendere 'un corso all'università per missili americana'. La semplicità del missile era molto maggiore dei primi tipi che già i sovietici stavano utilizzando, per esempio per stabilizzarlo vi erano i 'rollerons', ovvero delle rotelle sulle alette di stabilizzazione posteriori, che aiutavano l'arma nel mantenere, con l'effetto giroscopico e renderla stabile senza sistemi complicati, la sua posizione, azionati semplicemente dal flusso dell'aria. La copia sovietica AA-2 Atoll o meglio K-3 o K-13 era onestamente, soprattutto nei primi modelli, poco efficace e assai inaffidabile, ma non era in ciò se non marginalmente peggiore del Sidewinder B. La versione con testata raffreddata K-13M arrivò nei primi '70, mentre erano anche disponibili i K-13R simili all'AIM-9C. A parte questo, il K-13M2 ebbe anche miglioramenti ulteriori, aerodinamici, ma non ebbe vasto successo, di fatto rimpiazzato dagli R-60 o AA-8 Aphid, peraltro più piccoli e meno letali, ma soprattutto dal loro ingrandimento, il R-73 o AA-11 decisamente superiore agli altri tipi.

Nel frattempo i Sidewinder L compirono un maggiore passo in avanti e nel 1982 alle Falklands ottennero facili vittorie (ma solo da settori poppieri, in sostanza il loro sistema di ricerca sofisticato capace di agganci frontali era utilizzato piuttosto per un affidabile aggancio posteriore) con 18 abbattimenti con 27 lanci, mentre anche in Libano ottennero vittorie contro i siriani. Molte vittorie anche per gli iraniani, mentre i pakistani ne ottennero 8 contro velivoli russi e afghani, in genere erano armati con due 'Lima' (L) e due 'Papa' (P), da utilizzare questi ultimi per gli ingaggi più facili. Relativamente rari i successi dei Sidewinder nel 1991 perché per la prima volta, la superiorità aerea americana con gli F-15 e gli AWACS riuscivano ad identificare e attaccare bersagli con ingaggi su radar da oltre 30 km. Il trend è continuato nel 1999 con 0 successi su 6 vittorie, tutte per gli AMRAAM. Di fatto, il miglior contributo del Sidewinder, costruito su licenza in Germania per la NATO (addirittura, nel 1986 si raggiunsero già i 10.000 esemplari), copiato in URSS (Atoll) e Cina (PL-2, poi migliorato come PL-5), è stato quello di dare alle aviazioni mondiali una diffusa e letale arma da combattimento aereo versatile ed efficiente, piccola e con pochissime richieste per la piattaforma di lancio. Per tutti questi motivi ne sono stati costruiti fin'oggi centinaia di migliaia di esemplari, e oltretutto missili come gli Shafir/Python, e forse anche i Magic sono partiti dalle sue tecnologie, e sono rimasti compatibili con esso.



Gli USA erano interessati al programma SDI, ma non c'era solo quello. Molti anni prima, ben pochi si ricordano di un test in cui un bombardiere B-47 lanciò un missile 'cruise' appositamente modificato (forse uno skybolt??) che intercettò l'orbita di un satellite, ma l'arma non divenne operativa in questo senso. L'ASAT era il successore, e soprattutto, un ordigno molto più pratico ed economico. Il programma iniziò attorno al 1977 con uno stanziamento iniziale di 78,2 mln di dollari andati alla Vought come capo-commesa, per un'arma da rendere operativa tra il 1985 e il 1988.

Inizialmente era stato approntato un primo apparato antisatellite, a limitata operatività, basato sul 'NIKE Zeus', e che consisteva nel raggiungere una distanza entro 1,6 km da un bersaglio e poi fare detonare una testata da 1 MT. Qui invece ci voleva una precisione assoluta, perché l'arma era ad impatto diretto, per evitare l'uso di armi nucleari nello spazio, proibita dai trattati internazionali, ma anche infausta perché le EMP possono distruggere i satelliti a distanze ben maggiori della pura forza dell'esplosione. Così l'ASAT è diventato un sistema in cui vi sono diversi stadi. Il primo è di responsabiltà Boeing, ed è basato sul motore dell'AGM-69A SRAM; la Boeing è anche responsabile dell'integrazione con gli altri due stadi e della programmazione della missione. Il secondo stadio è il Thiokol Altair III, che è usato dal vettore leggero Vought Scout, e infine vi è un terzo stadio MHV (Miniature Homing Vehicle), della Vought. Si tratta di un mezzo d'intercettazione che è costituito da 56 motori a razzo, i quali assicurano una velocità di rotazione di ben 20 giri al secondo, e la capacità di manovra al contempo, con la guida di un sensore a infrarossi. L'arma è quindi portata all'impatto diretto a quasi 50.000 km/h, per cui anche se fosse grande come una monetina sarebbe sempre micidiale.

L'F-15ASAT non ha più il contenitore da 20 mm, ma un sistema elettronico di controllo, mentre vi è una sorta di pod ventrale, forse per il collegamento in datalink.


In tutto, l'ASAT ha una forma a siluro con tre alette in coda, lunghezza 5,41 metri, diametro di 508 mm /20 pollici, peso 1.180 kg. Esso viene sospeso sotto un pilone ventrale da un F-15 che decolla senza altro carico esterno. L'F-15A è stato appositamente attrezzato e assegnato alla Langley AFB per l'Atlantico o alla March AFB per la costa del Pacifico. Il tutto è coordinato e preparato dallo SPADOC, ovvero il Comando spaziale (di Cheyenne Mountain Complex, dove ha la sede operativa), che programma la missione, e che si avvale di una SPADATS (le stazioni di rilevamento) per localizzare i satelliti nemici da localizzare e abbattere; dopo la richiesta positivamente esaudita a Washington o dagli E-4 della Casa Bianca, con il supporto degli E-3 AWACS della Tyndall AFB. A quel punto vengono allertati gli F-15A/ASAT, con collegamenti in datalink in HF; gli Eagle salgono a velocità enorme e con un alto angolo di salita; grazie a questa straordinaria macchina e alla sua velocità di salita e potenza, è possibile mandare nello spazio il mini-intercettore: il razzo si accende; è un primo stadio dal diametro di 444,5 mm, con due piccoli impennaggi di guida e tre di stabilizzazione; il secondo, l'ALTAIR III, ha un diametro di 533 mm, con piccolo propulsore a controllo ad idrazina per il controllo d'assetto. E infine si stacca il Vought 1005, una volta che viene aperta la sua carenatura di controllo: è un aggeggio da 305 x 330,2 mm, così piccolo, eppure capace di localizzare il satellite e di usare i suoi razzetti di controllo per dirigersi contro, con precisione elevatissima malgrado la velocità d'impatto.


Aria superficie strategici

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Come sia stato possibile, Roswell o meno, che gli americani in pochi anni passassero da macchine e progetti assolutamente convenzionali a sistemi assolutamente avveniristici e dalle prestazioni che a tutt'oggi sembrano avanzatissime, è difficile spiegarselo. Uno dei missili 'fantastici' che simboleggiava bene la volontà degli USA di porre la loro capacità industriale al servizio della tecnologia avanzata (magari con l'apporto di scienziati tedeschi..) era il RASCAL, un missile assolutamente d'avanguardia, supersonico e capace di trasportare una testata nucleare. Il programma iniziò nei tardi anni '40 e assieme al successivo Skybolt si potrebbe considerare il più audace e forse anche velleitario tra gli armamenti aria-superficie americani. Dopo anni di prove e problemi, alla fine il RASCAL venne cancellato. Lo avrebbero sostituito sistemi prestanti ma molto più tradizionali come l'Hound Dog.

Il North American Aviation AGM-28 Hound Dog era un missile nucleare (precisamente termonucleare) aria-superficie americano, in servizio a partire dagli anni sessanta fino al 1975.

La designazione di fabbrica del progetto era GAM-77, ma fu ribattezzato Hound Dog a causa di una contemporanea canzone di successo di Elvis Presley.

L'Hound Dog, pur progettato per essere lanciato in 2 esemplari dai B-52, era un'arma ingombrante anche per il gigantesco bombardiere, con i suoi 13 m di lunghezza e 4.350 kg di peso. A causa di ciò era stato previsto che il missile potesse essere usato per coadiuvare gli 8 turbofan del B-52 in fase di decollo, infatti il carburante consumato in tale maniera, poteva essere reinserito dal bombaridere nel serbatoio del missile. Il motore turbogetto Pratt & Whitney J52 che equipaggiava l'AGM-28, poteva spingerlo ad una velocità di Mach 2.1 (circa 2600 km/h) per una gittata massima di 1100 km. La testata termonucleare trasportata, da 790 kg, poteva avere una potenza tra i 500 kT e i 4 MT. Di Hound Dog ne sono stati prodotti circa 700, e ad esempio nel 1963 erano in servizio attivo addirittura 593 esemplari; tutti erano in forza allo Strategic Air Command (SAC) statunitense.


Il GAM-87/AGM-48 Skybolt era un missile balistico nucleare aviolanciato ALBM (Air-Launched Ballistic Missile) prodotto dalla Douglas.

In conseguenza di studi effettuati nel 1958 che affermavano la fattibilità del lancio di missili balistici nucleari da bordo di aerei in alta quota, venne commissionata nel 1959 una fornitura alla Douglas di missili da utilizzare sui B-52H Statofortress americani. In piena guerra fredda, nell'ambito degli accordi di collaborazione sulle tecnologie strategiche, si unì al programma la RAF programmando l'utilizzo di questi sistemi d'arma sugli Avro Vulcan. Nel gennaio 1961 iniziarono i test, ma dopo i primi cinque lanci falliti il programma venne cancellato nel dicembre 1962, proprio in concomitanza con il primo lancio riuscito, lasciando senza un programma di grande interesse sia l'USAF che la RAF, che per esso aveva rinunciato allo sviluppo autonomo del Blue Streak. Il presidente John_Kennedy cancellò il programma seguendo le raccomandazioni del segretario alla difesa Robert McNamara, creando una crisi dei rapporti USA-Regno Unito, non ottemperando agli accordi presi in precedenza dal presidente Eisenhower e relativi allo fornitura di tecnologie nucleari ai britannici.

  • Costruttore: Douglas
  • Anno di costruzione: 1960
  • Dimensioni: lunghezza 11,6 m, apertura alare 1,68 m, diametro 0,89 m
  • Peso: 5000 kg, W-59 termonucleare da 1,2 Megaton
  • Prestazioni: velocità 15 300 km/h (9500 mph), gittata 1850 km (1150 miglia)
  • Costo: 386 000 $ (2003)

Il missile era stato realizzato in una configurazione a due stadi a propellente solido. Il primo stadio aveva il controllo di traiettoria basato sull'utilizzo degli stabilizzatori, il secondo stadio aveva la guida basata sulla orientazione dell'ugello del motore a razzo. Il B-52H poteva imbarcare quattro Skybolt montati sotto i piloni alari. Al missile, in previsione dell'aggancio all'ala del bombardiere, veniva montato un cono aerodinamico a copertura dei suoi stabilizzatori, che serviva a ridurre l'effetto di freno aerodinamico sull'aereo vettore. Al momento del lancio, il missile veniva sganciato dall'ala del aereo, perdeva il cono aerodinamico e accendeva il primo stadio. Al termine della accensione del secondo stadio, l'arma assumeva una traiettoria balistica che la portava ad avere una portata dichiarata di 1850 km. Il progetto prevedeva l'utilizzo di un modulo di rientro Mk.7 con a bordo una testata nucleare W59 da 1,2 megatoni. Alcuni test continuarono anche dopo la cancellazione del programma e il missile venne designato XAGM-48A. Ne vennero costruiti meno di 100 esemplari.

L'AGM-69 SRAM era un missile aria-superficie a corto raggio nucleare, con una velocità ipersonica e una gittata di circa 80-200 km, tipicamente 160, con sistema di guida inerziale e antiradar passiva. Esso è entrato in servizio agli inizi degli anni settanta con i bombardieri B-52 (fino a 20), B-1B e FB-111 (1-6), ma ha avuto molti problemi di messa a punto, così la versione migliorata (anche in gittata) è stata abbandonata. I sovietici lo hanno copiato con l'AS-16 nel decennio successivo.

  • Anno di sviluppo: 1964
  • Consegna: 1972-75
  • Esemplari prodotti: 1500
  • Inventario: al 1984, 1150 circa
  • Peso: 1016 kg
  • Dimensioni: lunghezza 4.267 m, apertura alare 76.2 cm, diametro 44.5 cm
  • Possibilità di volo: 4 modi diversi: semibalistico, inseguimento del terreno con altimetro, cabrata balistica, misto balistico-TFR
  • Velocità: mach 3.5
  • Gittata: 56-80 km da lancio a bassa quota, 161-221 da alta quota
  • Testata: W69 da 150 kT esplosiva a contatto del terreno o in aria

L'ALCM, ovvero l'AGM-86, era un'arma da attacco strategico aviolanciabile dai bombardieri, in particolare dai B-52, armati anche con 20 missili. Dagli anni '70 in linea, dagli anni '90 venne impiegata anche la versione da attacco convenzionale, con testate particolarmente potenti per la taglia del missile (molto maggiori che nel caso del BGM-109 di taglia similare).

Dati:

  • Peso 1281 kg
  • Dimensioni: lunghezza 6.325 m, apertura alare 3.658 m, diametro 69.3 cm.
  • Gittata: 2500 km
  • Testata: nucleare o più di recente, convenzionale
  • velocità: mach 0,7 m.
  • Testata: W80 da 200 kT

I missili AGM-86 sono stati ospitati fino a 20 esemplari per B-52H modificati, e la loro versione convenzionale, sviluppata in gran segreto, venne usata dal 1991, con testate insolitamente pesanti da circa 1 t, molto di più di quelle dei Tomawhak. In effetti, l'ALCM non va confuso con il BGM-109, mai adattato dagli aerei, mentre curiosamente sono stati i sovietici ad utilizzarne una copia per i loro bombardieri.

Originariamente si pensava di avere missili comparabili in dimensioni rispetto agli SRAM, ma nel 1979 si decise che un tale missile cruise era troppo carente in gittata, e allora si andò dal modello AGM-86A allo B, più lungo del 30% e col doppio di gittata, visto che le dimensioni in più erano solo quelle per il carburante. La nuova arma non era compatibile con i lanciatori dei B-52G interni, ma lo era con i B-52H e tanto bastò per sceglierla. erano previsti 4348 missili.


I missili da crociera moderni sono già difficili da scoprire per le dimensioni minuscole e il volo radente, ma per continuare a servire contro le difese sovietiche previste nel futuro, venne iniziata la progettazione di un missile talmente stealth, che fino a pochi anni fa non esistevano nemmeno fotografie pubbliche. Le nuove armi, chiamate AGM-129 Stealth Cruise, destinate solo all'attacco nucleare, sono caratterizzate dalla stessa tecnologia usata da macchine come gli Lockheed F-117, con una difficoltà di rilevazione da parte dei sensori (non solo radar) anche maggiore di quella dei missili BGM-109. La velocità resta subsonica, ma questa caratteristica è ormai declassata di importanza rispetto alla furtività di azione. Da poco tempo, il missile è a quanto pare stato ritirato dal servizio.

Il missile AGM-45 Shrike è stato il primo missile antiradar statunitense. Esso derivava dall'AIM-7 Sparrow, con una testata aumentata da 29 a ben 66 kg, di cui 22 di esplosivo, il resto era l'involucro ad effetto schegge e le spolette. Lo Shrike nacque soprattutto per le esigenze della guerra in Vietnam, dato che i primi 'wild weasels' non erano abbastanza potenti e le postazioni di missili SA-2 a lungo raggio si dimostravano un pericolo tutt'altro che ipotetico per gli aerei americani; ma la limitatezza dell'elettronica dell'epoca faceva sì che non avesse circuiti di memoria e quindi se il radar smetteva di emettere proseguiva in traiettoria libera. Inoltre per coprire tutte le frequenza radar erano necessarie ben 13 teste di ricerca intercambiabili, per cui bisognava sapere con cosa si aveva a che fare ed avere la testata giusta sottomano in reparto. E dire che in Vietnam l'unico bersaglio valido erano solitamente le batterie di SA-2, mentre il Patto di Varsavia aveva anche gli SA-1 Guild, 2, 3, 4 ,5 e 6.

Lo Shrike aveva anche una gittata piuttosto modesta (di fatto sui 10-15 km), che costringeva ad entrare ben dentro la portata dei missili prima di sparare, a circa 10-20km.

Walleye, Sidewinder e Shrike: riuscite a distinguere chi è chi?

Eppure, uno solo di essi, sparato per errore, attaccò l'incrociatore USS Worden, Classe Belknap. Era una delle unità navali con le migliori capacità antiaeree dell'epoca e sebbene il missile esplodesse a 30 metri di distanza (per spoletta di prossimità?) con le sue schegge, disabilitò totalmente i radar della nave, che poté riprendere la navigazione solo 90 minuti dopo, ancora senza la metà dei radar di tiro. Per fortuna non era stato un colpo diretto. Lo Strike venne usato fino almeno agli ultimi anni ottanta, quando venne sostituito dall'HARM. In tutto circa 13.000 missili vennero prodotti.

Tipo: ASM ARM

  • Costruttore: Raytheon
  • Anno introduzione: Ordinato 1960, servizio 1963, ritirato 1992
  • Dimensioni: lunghezza 3.05 m, apertura alare 0.914 cm, diametro 20.3 cm
  • Peso: 177 kg testata 66 kg di cui 22 di esplosivo
  • Prestazioni: velocità max. mach 2+ raggio 20+ km
  • Costo: circa 32.000 $

L'AGM-78 Standard ARM era la versione antiradar dello Standard SAM, per cui era tre volte più pesante dello AGM-45 Shrike, circa 600 kg, ed utilizzato su distanze maggiori.

La testa di ricerca nella versione iniziale era la stessa del predecessore e così aveva anche gli stessi limiti. Nel modello B venne dotato di circuito di memoria ed altre migliorie. Sebbene capace di gittate teoriche di 40-110 km, esso era lontano dall'essere un'arma ideale, con una gestione complessa richiedente aerei specifici, quali gli F-105G (gli F-105F non potevano usare che gli Strike), pesante e con un circuito di memoria men che soddisfacente. Ecco perché venne prodotto in pochi esemplari (1000, più probabilmente 3000) e non sostituì mai lo Shrike, limitato ma più semplice.

Il suo impiego migliore non avvenne durante la Guerra del Vietnam, dove iniziò ad operare dal 1968, ma in Libano, durante la guerra del 1982, in cui i numerosissimi SAM siriani della valle della Bekaa, ben 19 batterie di cui 15 di SA-6 Gainful, vennero distrutte senza perdite dall'aviazione israeliana, che nell'operazione usò prima dei velivoli teleguidati per simulare aerei in arrivo, poi sparò ai radar delle batterie missili ARM e infine distrusse i veicoli di lancio con altre armi, come rivincita sanguinosa per le dure perdite subite nel 1973 dai SAM arabi. In tale contesto, l'HHA utilizzò anche parte dei 300 Standard ARM ceduti dagli USA, con il nome di 'purple fist'. Alcuni lanciatori tripli sono stati realizzati anche per lanci da veicoli terrestri, sempre in funzione di soppressione difese aeree, ma in questo caso ben difficile dev'essere l'aggancio verso un qualche radar, visto che è molto opportuno che il lancio avvenga con il bersaglio già agganciato.

Tipo: ASM ARM

  • Costruttore: General Dynamics
  • Anno introduzione: ordinato 1967, entrato in servizio 1968, uscito dal servizio negli anni '80
  • Dimensioni: lunghezza 4.57 m, apertura alare 1.08 m, diametro 34.3 m
  • Prestazioni: raggio oltre mach 2, gittata 90 km
  • Peso: 815 kg, 100 kg
  • Sistema di guida: guida radar passiva
  • Costo: circa 160.000$

L'AGM-122 Sidearm era stato prodotto riutilizzando missili AIM-9C che erano stati messi fuori servizio. L'AIM-9C era una variante dell' AIM-9 Sidewinder, sviluppato per l'F-8 Crusader dell'US Navy, impiegato solo per un periodo limitato di tempo. Un requisito dell' United States Marine Corps[1] per fornire missili antiradar per autodifesa agli elicotteri di attacco, portò a sviluppare l'arma, sostituendo al Sidewinder la parte di ricerca all'infrarosso con un ricevitore a langa banda, in grado di dirigere il missile contro i sensori radar. IL "Sidearm" (in inglese arma da fianco, pistola per autodifesa) derivava il suo nome dalla fusione di "Sidewinder" e "ARM". Il Sidearm è stato testato la prima volta nel 1981. Nel 1984 la Motorola fu incaricata di convertire ed aggiornare l'AIM-9C allo standard AGM-122A e tra il 1986 e il 1990 ne furono prodotti circa 700.

L'AGM-122 aveva prestazioni inferiori rispetto a quelle dei missili ARM più evoluti, quali l' AGM-88 HARM, ma risultava più economico e leggero, tanto da poter essere adottato sugli elicotteri d'attacco, oltre che da caccia e bombardieri, quantomeno per difendersi dalle minacce portate dai temuti semoventi sovietici ZSU-23-4 Shilka

Le riserve dei Sidearm sono state esaurite, sebbene non si ha conoscenza di un utilizzo bellico effettivo del sistema d'arma. Il missile non è più in servizio e le proposte di ricostruirne altri, denominati AGM-122B con testate di ricerca ammodernate, fino ad ora non sono state accettate.

Tipo: ASM ARM

  • Costruttore: Motorola
  • Anno introduzione: ordinato 1980, in servizio 1986
  • Dimensioni: lunghezza 2,87 m, apertura alare 63 cm, diametro 12,7 cm
  • Peso: 88 kg
  • Prestazioni: velocità max. mach 2.3 raggio 8-16,5 km
  • Costo: circa 200.000$

Il missile AGM-88 HARM è un missile antiradar della Texas Instruments (la stessa dello AGM-45 Shrike) che ha cambiato il modo di fare la guerra contro le difese aeree. Esso è un missile di 360 kg, molto veloce (Hig-speed Anti Radiaton Missile) per non dare tempo sufficiente a spegnere i radar, con una velocità prossima a Mach 3. Ha una testa di ricerca molto flessibile ed una traiettoria programmabile per essere lanciato anche con angoli di 90 gradi su bersagli predeterminati, ma spesso è usato con lancio in direzione generica del bersaglio, in caso questo si attivi, e ciò rende l'HARM un ordigno utilizzabile genericamente per interdizione delle difese aeree: quando è in volo, i radar possono essere agganciati e quindi gli 'conviene' spegnersi prima di un eventuale attacco. Questo significa spesso spendere il missile invano, ma permette agli aerei d'attacco di passare indenni attraverso difese pericolose, fermo restando che la differenza di velocità tra l'HARM e un cacciabombardiere è altamente significativa. Lanciato in oltre 2000 esemplari durante Desert Storm, ebbe un clamoroso successo contribuendo a mettere in scacco le poderose difese irakene, ma l'esordio avvenne già nel 1986 contro la Libia, anche qui con successo. Durante la guerra del 1999 ne sono stati lanciati oltre 1000, con pochissimi centri. Col tempo gli operatori iracheni hanno imparato tanto a temerlo ma anche a ridurre la vulnerabilità ad esso. Gli americani negli ultimi anni di battaglia contro la contraerea irachena, che cercava di abbattere almeno qualche aereo USA, usarono quasi esclusivamente bombe guidate e missili aria-terra di impiego generico, sebbene l'HARM abbia avuto molti progressi, inclusa la testata a frammentazione in tungsteno (nel modello AGM-88B) per una maggiore letalità ( con effetto shrapnel). Oltre 12 000 ne furono ordinati già nel 1992. Entrato in servizio nel 1984, dopo oltre 10 anni di sviluppo.

Un F-4G completo di Maverick, Sparroe e Harm

La chiamata radio che viene effettuata dai piloti dopo un lancio di un AGM-88 è "Magnum", ma originariamente era 'bear'. Pare che gli irakeni, quando sentivano per radio questa parola fossero molto lesti a spegnere tutti i radar. L'Irak aveva missili moderni, anche se non erano certo la maggioranza, per le difese aeree: SA-6 e SA-8 in particolare. Pare che il SAS britannico catturò addirittura una batteria di quest'ultimo missile. Era necessario per capire che caratteristiche avessero i SA-8 in dotazione agli irakeni e ci si fece pochi scrupoli ad organizzare un'operazione del genere, utilizzando elicotteri Mi-8 ex-DDR per simulare macchine irakene similari. L'Intelligence, per la guerra elettronica, è estremamente importante.

Una joint venture tra il Ministero della Difesa italiano e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha portato allo sviluppo di una nuova versione denominata AGM-88E Advanced Anti Radiation Guided Missile (AARGM).

L'AARGM è caratterizzato da un incremento delle capacità e da un aggiornamento del software mirate a mantenere efficace il sistema d'arma anche quando i radar bersaglio vengono spenti per autodifesa. Per questo motivo sull'AARGM sono stati installati un radar passivo e uno attivo in banda millimetrica.

Tipo: ASM ARM

  • Costruttore: Texas Instruments
  • Anno introduzione: ordinato 1969, entrato in servizio 1984
  • Dimensioni: lunghezza 4.17 m, apertura alare 1.18 m, diametro 35.4 m
  • Prestazioni: raggio oltre mach 3, gittata 40-105 km dipendente dalla quota di lancio e dalla velocità della piattaforma
  • Peso: 361 kg, testata 68 kg
  • Sistema di guida: guida radar passiva
  • Costo: circa 284.000 $

Aria-superficie

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Tanti anche i progetti nel settore dell'attacco contro bersagli di superficie generici. Tra i progetti ne sono spuntati così tanti, che si possono essenzialmente ricordare i tipi fondamentali, quelli entrati in servizio in numero apprezzabile.

L' AGM-12 Bullpup era un missile radioguidato. Ampiamente impiegato in guerra durante le campagne di bombardamento in Vietnam, esso non ottenne sufficienti successi, perché difficoltoso nell'impiego e poco potente. Poco tempo dopo venne sostituito dal Maverick, dotato di capacità lancia e dimentica. Perciò ben più utile per aerei come i veloci cacciabombardieri monoposto, che non potevano soffermarsi a lungo sopra un singolo bersaglio. In ogni caso per essere un missile degli anni '50 era un successo non indifferente. I Fury della Marina americana ne portavano fino a 5 nelle ultime versioni, anche se dovevano rinunciare praticamente a tutto il resto. Il raggio era attorno agli 8 km con una testata tipicamente da 113 kg semiperforante, poi utilizzata anche dai missili Penguin.

L'AGM-65 'Maverick' è un missile tattico aria-superficie, progettato per il supporto aereo ravvicinato, interdizione e missioni di soppressione delle difese aeree. È in grado di colpire un gran numero di obbiettivi tattici, compresi mezzi corazzati, difese aeree, imbarcazioni, mezzi di trasporto, infrastrutture e depositi di carburante. Originariamente progettato per le esigenze dell'USAF, le sue qualità lo hanno fatto adottotare anche dall'US Navy e poi da un gran numero di utenti nel mondo.

Sviluppato come il primo missile tattico fire and forget multiuso, il Maverick ha avuto l'esigenza di essere leggero, compatto, con una potente testata capace, data la precisione, di distruggere ogni obiettivo tattico. dato che il missile da sostituire era l'AGM-12 Bullpup radio-guidato e assai deludente, il nuovo ordigno era molto superiore già nelle specifiche. Con la sua primitiva intelligenza 'artificiale' esso aveva una capacità di discriminazione tra l'ambiente circostante e l'obiettivo designato, il nuovo missile a guida TV dava ai cacciabombardieri una capacità che prima esisteva solo nelle macchine di categoria superiore, con i missili Walleye. I lanciatori utilizzati erano poi disponibili anche in versione tripla, in quanto il peso e l'ingombro non eccedeva quello delle bombe Mk.82.

L'AGM-65 ha due tipi di testate, una HEAT e l'altra semiperforante ha una spoletta ritardata, che penetra l'obiettivo prima di esplodere. Il sistema di propulsione in entrambi i casi è un razzo a combustibile solido posto dietro la testata.

La prima versione era l'AGM-65A. Esso aveva una potentissima testata a carica cava, HEAT, che aveva un peso 10 volte superiore a quello dei normali missili anticarro. Nondimeno, non pare che fosse particolarmente potente nella penetrazione delle corazze, ma aveva anche un potente effetto esplosivo. Sarebbe stato un ordigno molto efficace nella Guerra del Vietnam, ma esso vi prese una parte assai marginale, utilizzato solo dal 1972 con circa 30 lanci. L'anno dopo nel conflitto del 1973, la HHA ne impiegò almeno una settantina contro obiettivi arabi durante la Guerra del Kippur. Nonostante il missile avesse ottenuto una percentuale di colpi a segno di oltre l'80%, la distanza da cui poteva essere acquisito il bersaglio era troppo ridotta, rendendo vulnerabile l'aereo lanciatore.

Il Successivo modello fu così l'AGM-65B, dotato di zoom ottico per aumentare le distanze di tiro.

L'AGM-65C aveva invece introdotto la guida laser semiattiva, ancora con la stessa testata originale. È stato adottato soprattutto dall'aviazione dei Marines, per il sostegno aerotattico.

L'AGM-65D, sviluppato dal 1977, ha introdotto un nuovo sistema di visione, un sensore IR che permette un impiego notturno e, entro certi limiti, ognitempo. La testata è quella standard, e è stato adottato dall'USAF.

Un modello migliorato rispetto al "C" è stato l'AGM-65E, sempre con la stessa tecnologia di guida, ma con una testata semiperforante di ben 136kg di peso (per un totale di circa 280) che lo rendeva una sorta di bomba a razzo.

L'AGM-65F, inizio anni Ottanta, con puntamento a infrarosso, è usato soprattutto dalla US Navy e aveva una guida a infrarosso termico e la testata dell'AGM-65E.

L'AGM-65G dei primi anni novanta, ha infine una testata con autoguida radar millimetrica ad alta precisione, con capacità ognitempo, ma non ha avuto molto seguito.

Ecco l'effetto di un AGM-65 su di un carro M-48 usato come bersaglio. I Maverick furono davvero una sgradita novità per i carristi

Il missile AGM-65 è stato impiegato in numerosi conflitti degli ultimi 30 anni, rivoluzionando le capacità tattiche degli aerei: lanciare un missile preciso e letale, con una buona gittata, a distanze di km e senza doverlo guidare ulteriormente, per giunta con lanciatori tripli per rendere un caccia capace di portarne parecchi anche senza privazioni significative per gli altri carichi utili. Oltre che nel conflitto del Kippur, gli israeliani hanno impiegato tali missili nelle numerose operazioni belliche compiute, come l'invasione del Libano meridionale del 1982, dove venne usato soprattutto per distruggere le rampe di lancio dei missili SAM siriani. Gli iraniani lo hanno usato già dal 1976 per la distruzione di una colonna di carri iracheni, durante un incidente di frontiera che fece molto scalpore nell'area del Golfo, confermando le capacità combattive degli iraniani. Nella guerra 1980-88 è stato ugualmente impiegato, con effetti anche in questo caso micidiali, nonostante fosse ancora il modello "A" originale, di cui gli iraniani acquistarono quasi 3000 esemplari fino al 1979. Tra l'altro, venne usato contro la marina irachena in una battaglia nel tardo 1980, che costò la perdita di gran parte delle unità veloci di tale marina a causa dei missili AGM-65 lanciati dagli F-4. Le 'Osa' irachene erano indifese contro tali missili e l'unica difesa, le cortine fumogene, non vennero impiegate, cos' i Phantom le distrussero con lanci di AGM-65 in pochi minuti.

L'uso maggiore di tale famiglia di missili è stata quella fatta, specialmente dagli F-16 Falcon,F-15 Eagle e A-10 Thunderbolt durante l'Operazione Desert Storm per attaccare obiettivi, specialmente corazzati, ma oltre 5000 missili sono stati lanciati in quei 42 giorni di guerra su praticamente ogni tipo di obiettivo tattico. Tali missili potevano essere portati in grappoli di 3 armi sotto ciascuna ala, oppure in rampe singole.

Con un costo di circa 100.000 dollari l'uno, il Maverick è relativamente economico rispetto alla sua efficacia complessiva. Oltretutto richiede solo una modesta interfaccia con l'aereo lanciatore, tanto che anche macchine semplici come il A-10 o l'Orao lo hanno adottato. L'Italia, nonostante questo, lo ha comprato solo negli anni '90 e per i soli AV-8B della Marina, lasciando gli aerei dell'AM, specialmente gli AMX da supporto tattico, privi di un ordigno di grande efficienza complessiva.

Prodotto in oltre 30.000 esemplari solo nei modelli a guida TV, esso è diventato rapidamente il missile tattico più diffuso della categoria a livello mondiale. Il segreto del suo successo è dato dalla compattezza e semplicità del sistema di guida, capace di assicurare una guida indipendente dall'aereo lanciatore, e una leggerezza complessiva data dalla mancanza di specifiche eccessivamente severe su gittate (quella pratica difficilmente supera i 5 km), velocità e peso della testata.

Tipo: ASM tattico

  • Costruttore: Raytheon Corporation, Hughes Aircraft Corporation
  • Anno introduzione: 1972
  • Dimensioni: lunghezza 1,55 m, apertura alare 0.71 m, diametro 0,305 m
  • Peso: AGM-65B/H, 207,90 kg; AGM-65D, 218,25 kg; AGM-65E, 353,2 kg; AGM-65F, 365,5 kg; AGM-65G, 301,50 kg; AGM-65K, 360,45 kg. Testata 57 kg di esplosivo dotata di spoletta di prossimità nei modelli A, B, D e H; 135 kg di esplosivo ad alta penetrazione con spoletta ritardata nei modelli E, F, G, J e K
  • Sistema di guida: Elettro-ottica nei modelli A, B, H, J e K; immagini infrarosse nei modelli D, F e G; guida laser nel modello E
  • Prestazioni: motore Thiokol TX-481 razzo a propellente solido, velocità circa mach 1, raggio 13-27 km
  • Costo: circa 160.000$


L'AGM-142 Have Nap è la denominazione statunitense del missile aria-superficie israeliano anche noto come Popeye. Questi missili, venduti anche all'USAF come arma a medio raggio, sono ultimamente prodotti anche nella versione con turbogetto, seguendo l'indirizzo dell'AS-18, e si sospetta che possano trasportare anche testate nucleari.

Tipo: ASM tattico-strategico

  • Costruttore:
  • Dimensioni:
  • Peso: 1360 kg, testata 340 kg
  • Prestazioni: gittata 78 km

L'Hellfire sarebbe un missile dell'US Army, ma stante la sua denominazione di arma aria-superificie (AGM) si può anche considerarla qui, essendo la sua sigla AGM-114 (Air-to Ground Missile). Quest'arma è nata per essere usata da parecchi tipi di piattaforme, anche se di fatto ha finito per legarsi quasi esclusivamente all'AH-64 Apache, a sua volta legato in larga misura all'Hellfire. In tutto nel 2003 ne erano stati prodotti già circa 30.000 esemplari[4].

Il suo nome significa Heliborne Launched, Fire and Forget Missile, e come programma nacque molti anni fa. Iniziò lo studio la Rockwell, che produsse l'arma a guida ottica AGM-64 Hornet, sperimentata nel '63-66. Alla fine di questo periodo venne creata la branca sistemi laser nel MICOM (MIssile COMmand) dell'US Army, per studiare le nuove tecnologie di guida. Nel '68, dopo ulteriori studi che coinvolsero compagnie private come la Martin e la Hughes, si stabilirono meglio i requisiti dell'arma che ci si aspettava e all'inizio del 1970 si cominciò il programma di sperimentazione per quello che all'epoca era il MISTIC, altro acronimo sostituito con un altro nome in un certo senso 'religioso', ma quasi all'opposto: Hellfire, per l'appunto, nome scelto nel '71, quando iniziarono già i lanci di prova. Dopo avere valutato anche i vari tipi di sensori, nel '72, venne dato alla Rockwell un contratto di sviluppo di 1,2 mln di dollari per altri esperimenti nel '74, seguiti da altri contratti e nel '75, a marzo, venne scelta la sua soluzione. Nel giugno del '76 vennero presentate le proposte complete da Hughes e Rockwell, e vinse quest'ultima. La presentazione del sistema laser a basso costo LOCALS nel settembre del '77 vide tuttavia un riscontro inatteso: la Martin Marietta con questo sistema, nel '78, spodestò la proposta della Rockwell, che comunque continuò lo sviluppo del missile in toto. Il primo lancio venne fatto con un AH-1G modificato alla fine del '78. Nel '79 cominciarono i lanci dei missili dagli AH-64. Nel 1981 la versione 'lancia e dimentica', pensata soprattutto per gli aerei come quelli dell'USAF, venne abbandonata dato che il sensore IIR necessario era ancora fuori questione per il suo costo e così la caratteristica 'interforze' dell'Hellfire andò persa. C'erano addirittura in ballo sistemi come quelli duali IR-radar, ma ovviamente costavano troppo. Così il missile divenne solo un sistema a guida laser-semiattiva, non un vero ordigno 'lancia e dimentica'. Marzo 1982, si raggiunge la possibilità di produzione in serie mentre il motore a razzo, potente ma fumoso, era da sostituire con un altro tipo a basse emissioni per non disturbare la designazione laser stessa e a luglio si pensò a come fargli raggiungere traiettorie molto tese, per evitare di farlo finire, con la traiettoria 'a campana', tipica dei sistemi a guida semiattiva. I primi missili vennero consegnati nel 1984 all'US Army; anche l'USN ne ricevette quantità a partire dal 1986, perché li comprava per gli AH-1W dell'USMC. Il primo reparto con gli Apache divenne operativo nell'aprile 1986 e nel 1987 arrivò il primo successo all'export. Infine, nel 1989, il battesimo del fuoco, quando gli AH-64 usarono 7 armi centrando altrettanti obiettivi durante l'Operazione Just Cause (Panama, 1989). Erano passati ben 18 anni dall'inizio dello sviluppo in concreto e pertanto non stupirà che già si volevano miglioramenti: nel 1988 vi fu un contratto per la doppia carica cava e nel 1990 per una versione di seconda generazione del missile, il LONGBOW, di progettazione Westinghouse e Martin Marietta.

La guerra del 1991 venne combattuta largamente con l'Hellfire, usato per azioni strategiche come la distruzione di due stazioni radar e poi oltre 500 corazzati, anche qualcuno amico. Il 1991 vide la qualificazione per un lanciatore su scafo Hummer e la richiesta per l'AGM-114F. Nel '93 vi fu il contratto per l'Hellfire II, nel mentre appariva l'AGM-114F in servizio. Il Longbow partì dal 1994 con un lancio sperimentale seguito da parecchi altri. Il missile, ancora più costoso del tipo base, è entrato in servizio nel 1998.

Nel frattempo le industrie hanno fatto un giro di gestione impressionante: la Rockwell è stata assorbita da Boeing, la Martin Marietta dalla Lockheed-Martin. C'erano due linee di produzione per l'Hellfire, ridotte ad una e infine, nel 1999, la Boeing passò tutto il programma alla L.M., facendosi pagare solo una percentuale per la produzione dei missili, di un programma di cui oramai aveva solo il 20%. Nel frattempo il LONGBOW è stato coprodotto da Northrop-Grumman e L.M.; dei circa 60.000 missili Hellfire, solo un decimo erano Longbow (arco lungo), di cui il 5000imo venne prodotto nel maggio del 2002. Gli ordini erano per 12.900 armi, molte, ma ancora non sufficienti per sostituire tutti gli AGM-114 a guida laser. Quanto al costo, tanto per capire qual è il problema, nel FY 2001 sono stati ordinati 2.200 missili a 282,7 mln (oltre 120.000 per arma), anche se in seguito il costo unitario è sceso leggermente a poco più di 100.000 dollari. L'export per tutte e due le versioni principali del missile è stato piuttosto interessante e ancora di più quando il TRIGAT-LR europeo è fallito, integrando a quel punto l'arma americana nel Tigre. Ora l'unico avversario occidentale è lo SPIKE-LR (prima noto come Dandy). Nel frattempo l'Hellfire è entrato in servizio tra l'altro con l'Australia, Arabia Saudita, Emirati, Giappone, Turchia, Singapore, UK, Taiwan, Norvegia e Svezia, mentre la produzione del missile era di 80 armi al mese, con un massimo senza modifiche di 500 se necessario, onde compensare eventuali conflitti ad alta intensità, come nel 1991, quando vennero tirati oltre 5.000 missili in 42 giorni.

Dei missili Hellfire, il tipo base ha sezione di guida con telescopio ottico ('Cassegrain') frontale, nella finestrella, dietro vi è l'autopilota, la carica cava, batteria e razzo. Il missile è 'nudo', trasportato cioè senza contenitore protettivo, al contrario dei missili TOW. La testata da 9,2 kg ha una carica HE da 6,8 kg. Il volo è controllato con attuatori azionati da un serbatoio d'aria toroidale. Il tutto dev'essere tanto robusto perché è necessario usare il missile senza protezioni di sorta. La capacità di manovra è pari ad un massimo di 13 g. Il razzo Thiokol è chiamato TX-657 e ha due versioni, la M109E per l'US Army e la M 120E per l'USN/USMC. Pesa tra le varie versioni 14,2 kg e le dimensioni sono di 58 x 17,5 cm e con propellente XLDB. Ha bassa emissione di fumo e funziona per appena 2-3 secondi, a seconda della temperatura dell'aria. Quanto alle dimensioni, il missile è decisamente grosso, pesante oltre 45 kg e con un diametro di 7 pollici. Il missile è scagliato ad oltre mach 1 e la spoletta si aziona quando l'accelerazione supera i 10 g, a circa 150-300 m dal punto di lancio.

Le modalità di lancio sono la LOBL e la LOAL, la prima con la scansione rettangolare e la seconda con quella sul solo piano laterale. Quanto al missile, esso ha una vita utile di 10 anni, aumentabili a 20 con opportune manutenzioni, e se ben mantenuto ha una efficienza tale da garantire oltre il 97% dell'affidabilità.

Le prestazioni del missile sono supersoniche, ma il missile impiega 13 secondi per arrivare a 4.000 m e a 8.000 m arriva a 37 secondi. La velocità massima, arrivando a 400 m/s, ma a 5.000 m scende a 150 m/s, e a 8.000 m a 80 m/s. Non si sa quanto perfori, ma ufficialmente supera quella del TOW 2, che arriva a 900 mm. Contro i bunker non è meno micidiale: provato contro un bunker da 75 cm di cemento, lo ha perforato, devastandone il volume interno lungo i 3,5 metri di lunghezza, poi il muro posteriore di 30 cm e altri 90 cm di terra pressata.

IL lancio di missili su diversi bersagli è possibile, tirando un missile ogni 8 secondi e lanciandone 2 in meno di 3 secondi con due designatori diversi.

Nel 1989 sono stati compiuti esperimenti di lancio con il missile in funzione AAM, che ha colpito nel 1990 un bersaglio volante a 111 km/h ad appena 180 m di distanza.

Un problema potenziale, anche abbastanza sostanziale, era la gittata minima di 1.500 m nelle prime versioni. Ma anche la parabola di lancio, con 1.700 m raggiunti su tiri a 7.000 m (più lontano, più in alto), rischiando di perdersi nelle nuvole. Con l'HELLFIRE II è però possibile tirare con nuvole ad appena 250 m, se si programma il lancio di tiro dopo un ritardo. La gittata minima, però, aumenta parecchio mentre tirando da una posizione defilata si devono calcolare, per esempio, 1.500 m di distanza da una collina di 300 m e con il missile che a quel punto raggiunge 2.300 m di quota, ma la quota minima delle nuvole è di 488 m. L'angolo di lancio laterale è di 10-20° a seconda della modalità di tiro.

L'attacco con un sensore semiattivo causa una portata maggiore e una minore velocità media, ma consente di attaccare dall'alto, colpendo spesso sul tetto. Gli effetti sono spesso tali da rompere le saldature vicine al punto d'impatto, causando cioè anche danni strutturali pesanti al bersaglio stesso. L'Hellfire perfora addirittura più del Maverick, pur avendo una testata molto meno pesante. Ovviamente i missili sono anche rilasciabili dal mezzo di lancio ad un designatore esterno, differentemente dai sistemi laser a guida su fascio.

Tra le piattaforme, è stato provato da un prototipo dell'A.129, dal Rooivalk sudafricano, dagli OH-58D, SH-60B e R navali e dai tipi terrestri (fino a 16) e l'AH-1W e Z, RH-66, Tigre, Predator armati, e persino le AC-130 Spectre e OV-10 Bronco. Esiste anche il sistema Seagull per le motovedette, con 4 missili e visore stabilizzato, una rampa di lancio leggera telescopica, lanciatori quadrupli corazzati per il Bradley e M113, M998 Humvee (con 6 missili più sei di riserva e un'arma da 12,7 mm con 750 cp), LAV 8x8, Pandur, rampe singole o doppie per gli Hummer (una soluzione del genere, pesante solo 340 kg, venne provata nel 1989). Nel 1992 un Chaparral ha usato i missili al posto dei Sidewinder, colpendo a 5 km un elicottero bersaglio volante a 100 m di quota (valore peraltro irrilevante dato che il missile non ha una testata di prossimità).

Tornando alle versioni prodotte, ecco l'elenco:

AGM-114A: modello basico, già descritto

AGM-114B: simile ma per l'USN

AGM-114C: dotato di motore senza fumo, con una traiettoria più piatta, consente di ridurre la possibilità di essere scoperto per il mezzo di lancio. Ha peraltro presentato dei problemi che nel corso di una esercitazione in Polonia, conclusasi con il lancio di oltre 400 missili (!) ha causato danni a ben 19 elicotteri. Per ora è considerato solo utilizzabile, almeno per uno dei lotti di produzione, in caso di guerra. Di sicuro durante Desert Storm tali problemi non si sono presentati con la versione A, che altrimenti avrebbe distrutto la flotta di elicotteri (circa 150) AH-64 che li utilizzarono per la gran parte.

RBS-17: la versione semi-perforante antinave del missile, ordinata come sistema per la difesa terrestre e costiera. Esso ha una gittata max accreditata passata a 10 km malgrado l'aumento di peso (dovuto soprattutto alla testata della Bofors semi-AP). Ne sono stati ordinati 700 nel 1987. I Norvegesi ne hanno ordinati altri 400, ma sono il tipo base con la testata semi-AP. Il contratto è stato nel 1994.

AGM-114D ed E: mai entrate in servizio, con autopilota digitale

AGM-114F: ha una doppia testata HEAT per superare anche i carri con corazze ERA. Prodotto per breve periodo (fino al 1994). Il tipo 'G' era la versione navale, mai realizzata.

AGM-114J: simile al tipo 'K', ma senza il sistema d'armamento di sicurezza navale (il SAD).

AGM-114K: con il programma HOMS sono state superate molte delle limitazioni del missile, appares anche durante la guerra del '91 e con dimensioni dell'elettronica ridotte dalla miniaturizzazione dei componenti, riduzione delle parti del 40%, aumento leggero per gittata e velocità, riduzione della gittata da 1.500 a 500 m. Sistema con maggiore capacità di accumulazione aria per il serbatoio di manovra, testate da 100 e 177 mm, cono metallico delle stesse non più in rame ma in molibdeno e peso di 9,7 kg, autopilota digitale e capacità di lancio passata da una velocità max di 1.100 a 1.400 km/h e programmazione del sistema in linguaggio ADA e riprogrammabile per le esigenze, per giunta il missile ha la capacità di ricordare la zona dove ha visto l'ultimo riflesso laser prima di perderlo. Nei test ha colpito 191 su 196 bersagli, 12.500 consegnati entro il 2005 e altri 5.400 ordinati da clienti esteri.

AGM-114M: è il modello aviolanciabile con testata antinave da 34,2 cm e 12,5 kg, peso di 47,54 kg totali e spoletta trivalente con esplosivo e materiali incendiari dentro l'ogiva, involucro in acciaio capace di formare frammenti di 2 cm. Si pensa che questo missile possa mettere KO una nave fino a 700 t. Il raggio è di 8 km.


AGM-114L: è il LONGBOW, un Hellfire II con sensore radar di guida autonoma e usato in genere dall'AH-64D assieme al missile normale. Era proposto un sensore millimetrico da 94 GHz della Marconi, ma poi è stato scelto il tipo americano a 35 GHz della N.Grumman, scelto soprattutto perché nazionale, ma anche capace di eccellente precisione. Vi è quindi capacità ognitempo e lancia-e dimentica, e come se non bastasse vi è anche un sistema di datalink per l'aggiornamento dati.

M36 e M34: versioni d'addestramento inerti.

In futuro il missile sarebbe olteriormente aggiornato con varie possibilità, con sensori doppi se non addirittura tripli. Uno è il sensore IIR da 256x 256 elementi con campo di visione di 2 gradi e doppia stabilizzazione, è lo stesso del missile JASSM e sperimentato da un AH-1W. Il peso sarebbe in tal caso di 49 kg tutto compreso. Si parla anche di esplosivi inerti PBX-135 e alette ingrandite, già pensate a suo tempo, per aumentare la gittata a circa 12 km.

  • AGM-114C--B--F--K--L:
  • Dimensioni: lunghezza, diametro, ap alare 163 x 17,8 x 33 cm (C, B e K), uguale ma 180 cm di lunghezza (F) e 175 cm (L).
  • Pesi totale e testata: 45,7/7,9 kg--48,3/12,5 kg--48,6/9 kg--45,4/9 kg---49/9,5 kg
  • Prestazioni (v.max, portata min. e max): 1,3 mach e 1,5-8 km--1,3 e 1,5-8 km---1,3 e 1,5/8 km--1,4 mach e 0,5-9 km--idem


  1. Zanzara, Leonardo: La difficile rinascita del Phoenix, RiD set 03, p.31-35
  2. Lanzara, Leonardo,Lunga vita allo Sparrow, RiD Feb 04
  3. A&D Mag 87 p.38-39
  4. Nativi, Andrea: Hellfire, RID Maggio 2003 68-79