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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Bulgaria

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Indice del libro

La storia nel primo XX secolo

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Questa la situazione presente della Bulgaria, che ha una lunghissima storia che sarebbe interessante approfondire ma che qui non ci interessa particolarmente. Nel tardo XIX e nel primo XX secolo iniziarono molte guerre a carattere nazionale. Tra queste la Guerra Serbo-Bulgara, che minacciò di coinvolgere anche l'Impero austro Ungarico dopo che i Bulgari erano riusciti a battere l'esercito Serbo. Era il 1885-86, e questo conflitto fu importante perché convalidò l'unificazione della Bulgaria, cosa accettata a livello internazionale. Ma la Serbia non rimase affatto in buoni rapporti con i vicini, rompendo un'alleanza che si trascinava dai tempi della lotta contro l'Impero Ottomano.

Nel 1908 gli Austro-ungarici annessero la provincia di Bosnia-Herzegovina frustrando la speranza serba di dominarla, e così i Serbi si concentrarono sul Kosovo. Dopo che vari eventi sbilanciarono il precario equilibrio balcanico, tra cui la vittoria italiana contro i Turchi nel 1911-12, a cui seguì un'altra offensiva condotta dalla Lega Balcanica con il comando bulgaro, dato che la Bulgaria forniva circa la metà dei 700.000 soldati (avendo aumentato la sua forza di pace da 60.000 a circa 6 volte tanto), nonostante una popolazione di circa 4,3 mln in totale. Combattuta a cavallo del 1912-13, ottenne di confermare l'importanza della Bulgaria come potenza regionale e ridusse il potere degli Ottomani nei Balcani. Tant'è che venne anche formato, in seguito a questo successo, lo stato indipendente dell'Albania. Ma dato che il trattato di pace non fu soddisfacente, specie perché i Serbi non erano contenti dell'indipendenza dell'Albania, alla fine le armi ritornarono a farsi sentire: stavolta i Serbi e i Greci contro i Bulgari, che potevano mobilitare 500.000 uomini e che li spiegarono alle frontiere di questi due ostili vicini, che oltretutto avevano anche il supporto di 12.000 montenegrini. Ma il resto della frontiera era necessariamente poco difeso, già i Bulgari erano esausti per l'altra guerra. L'attacco senza dichiarazione di guerra contro Serbo-Greci non funzionò e presto i Bulgari dovettero ritirarsi in uno schieramento difensivo, ma a quel punto, dalla 'porta di servizio' arrivarono i Rumeni e i Turchi. Dopo 1 mese e 2 giorni di guerra era tutto finito: la Bulgaria, spesso soprannominata 'la piccola Prussia' era stata battuta disastrosamente in questo gioco del 'tutti contro uno', l'economia era rovinata e i militari sopravvissuti rimasero largamente demoralizzati. Durante queste guerre balcaniche vi fu anche il debutto dell'aviazione militare in Europa, seguendo la logica e l'esempio un po' empirico dato dagli Italiani in Libia; stavolta toccò a piccoli aerei lanciare oggetti contro le truppe, in alcuni casi, in mancanza d'altro, persino cocomeri.

La guerra scoppiata nel 1914 vide i Bulgari impegnati solo dal 15 ottobre 1915, ma dalla 'parte sbagliata' ovvero delle Potenze centrali, trascinata dall'inimicizia con la Serbia. Il 29 settembre 1918 dovette soccombere con l'armistizio di Tessalonica. In seguito i Bulgari cominciarono ad essere sia ostili ai Russi che agli Occidentali, e di fatto divennero ancora alleati dei Tedeschi con il governo di Vasil Radoslavov. Durante la guerra avevano avuto anche modo di battere in maniera durissima i Britannici che nella Seconda Battaglia di Doiran persero 12.000 soldati contro 2.000 bulgari; durante la Terza Battaglia UK e Grecia vennero ancora battuti con la perdita di oltre 3.000 soldati contro 500 bulgari, e per giunta, nella Battaglia del Muro Rosso i Francesi ebbero 5.700 soldati uccisi su 6.000, il resto catturati. Ma nonostante questo, la Bulgaria aveva al suo interno movimenti fortemente contrari alla guerra e la Bulgaria, nonostante questi successi sul campo, ebbe alla fine del conflitto le dimissioni del governo Radoslavov e ammutinamenti nell'esercito, influenzato anche dalla Rivoluzione Russa. Dopo il Trattato di Neuilly sur-Seine i Bulgari vennero duramente ridimensionati a livello militare, senza un esercito di leva e uno professionale di non oltre 32.000 effettivi, senza artiglieria e bombardieri. Ma all'inizio della II GM i Bulgari furono pronti a riprendere le armi, con una forza militare tutto sommato efficiente.

Inizialmente, i Bulgari proclamarono la loro neutralità, dopo di che però cambiarono idea quando sperarono di guadagnare territori preziosi, soprattutto quelli con forti minoranze bulgare che però erano nei confini di altre Nazioni, dopo la fine della II Guerra Balcanica, il 1 marzo 1941 aderì al Patto Tripartito sotto il regno di Tzar Boris III. In seguito combatterono contro gli jugoslavi e i greci con l'obiettivo, pienamente raggiunto, di arrivare fino all'Egeo e occupare la Macedonia. I Bulgari però non parteciparono, differentemente alle tante altre piccole nazioni mittel-europee, all'invasione dell'URSS. Oggi non viene ricordato frequentemente, ma l'Asse aveva allora numerose nazioni estimatrici o Alleate: dalla Finlandia, all'Ungheria, Romania, Bulgaria, le Repubbliche Baltiche ecc. Quando i Tedeschi invasero l'URSS, al contrario, molti Bulgari protestarono apertamente e venne anche cominciato un movimento di guerriglia già nell'agosto del '42, specie dopo le vittorie Alleate che indicavano un cambiamento di rotta negli eventi storici. I Bulgari, tra l'altro, si opposero energicamente a che i loro Ebrei venissero perseguitati, a differenza delle altre nazioni dell'Asse. Nel '43 Boris III morì all'improvviso, nel '44 i Sovietici si approssimarono ai Balcani e il 26 agosto scoppiò una aperta rivolta contro il governo ancora pro-tedesco. I Sovietici non avevano dichiarato guerra ai Bulgari in quanto questi non li avevano invasi. Gliela dichiararono il 5 settembre, ma non incontrarono resistenza, anzi vennero salutati come liberatori. Nel frattempo, il 23 agosto la Romania aveva dichiarato guerra alla Germania cambiando alleanze: la partita per i Balcani era compromessa. L'8 settembre, appena 3 giorni dopo la 'guerra' contro l'URSS e un anno esatto dalla resa italiana, i Bulgari accettarono di dichiarare guerra ai Tedeschi.

La Guerra fredda

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Visto e considerato tutto, ai Bulgari non andò molto male. Inglobati nel centro del Patto di Varsavia, ebbero le F.A. ristrutturate e riorganizzate rapidamente come Esercito Popolare della Bulgaria o Bulgarska Narodna Armiya, BNA. Presto ebbero i mezzi tipici dell'epoc: T-34/85, Il-2, SU-100, caccia ad elica ecc e la Bulgaria divenne in fretta uno dei fondatori del Patto di Varsavia. Visto che era uscita dalla II GM praticamente imbattuta, anzi vincente, la Bulgaria ebbe presto un esercito di oltre 200.000 effettivi e un gran numero di riservisti, ben armato ed equipaggiato; dovendo fronteggiare il vecchio nemico Turco, ora parte della NATO, costruì la Lina Krali Marko, una specie di Maginot moderna, sul confine con la parte europea della Turchia. I Bulgari erano stati in grado di fortificarlo anche con carri Panzer III e IV tedeschi, catturati e inglobati nella linea difensiva. La Bulgaria fu anche l'unica nazione del Patto a partecipare alla sanguinosa azione di repressione della rivolta ungherese, cosa poi replicata a Praga nel '68. Governata da Todor Zhivkov, ebbe in quei tempi anche un significativo complesso industriale per produrre artiglierie, mezzi corazzati, armi leggere e munizioni. Sebbene non si trattasse di nulla di paragonabile a quanto si vedeva all'epoca in Cecoslovacchia, Polonia, Romania e anche DDR, l'industria bellica bulgara fu in grado di vendere armi a nazioni come l'Algeria, l'Irak, la Libia, la Siria e lo Yemen, e di contribuire marginalmente anche allo sforzo bellico Nordvietnamita. Al 1970 l'aviazione bulgara raggiungeva il massimo della sua efficienza, con almeno 500 aerei da combattimento moderni. Nel 1989, quando cadde il Muro di Berlino, la Bulgaria aveva circa 120.000 soldati in servizio attivo. Il cambiamento fu piuttosto lento e dei Bulgari poco si seppe per anni, ma ad un certo punto successe che anche loro chiesero di diventare parte della NATO, mandando anche 100 soldati in Irak, nel 2004. La cosa non ebbe certo il plauso di Mosca, che era preoccupata di come la NATO la stesse circondando, e assieme al suo allargamento ad Est, portasse con sé l'influenza americana con vari 'contrattempi' (come la questione dei sistemi ABM e radar da piazzare, in funzione anti-iraniana e anti-nordcoreana.. in Polonia e Cechia). L'adesione bulgara è stata un po' una sorpresa: mentre varie altre nazioni come la Romania, Polonia, Ungheria, Cechia, erano già in lista d'attesa e nel '99 entrarono davvero nell'Alleanza Atlantica, la Bulgaria seguì solo 5 anni più tardi, forse considerando realisticamente che questo fosse l'unico modo per non decadere totalmente nell'ottica geopolitica, economica e militare.

Attualmente le F.A. hanno QG a Sofia e comprendono le Forze di Terra (comandante Magg Gen Ivan Dobrev), navali (Contrammiraglio Minko Kavaldzhiev) e aeree (Magg Gen Simeon Simeonov), con una forza ridotta tra i 39.000 e i 45.000 effettivi, di cui 30.000 per le unità di terra. Pare che non vi siano grossi problemi di morale in quello che adesso è un esercito di soli professionisti, ma ai tempi dell'URSS i militari avevano molti privilegi mentre dopo, con il passaggio ad un'economia di Mercato, le paghe hanno avuto un calo di potere d'acquisto molto pesante, e ci sono voluti una decina d'anni per ricominciare a dare se non dei privilegi, almeno degli incentivi ai militari.

L'addestramento è attualmente ancora valido così come -nonostante tutto- il morale; parte del lavoro viene svolto spesso con la cooperazione degli USA, anche se le esercitazioni congiunte sono piuttosto rare. I problemi economici, come la mancanza di carburante per gli aerei hanno richiesto anni per essere rettificati e riprendere un'efficienza elevata. I Mi-24 sono ancora da aggiornare, ma i trasporti non hanno problemi di utilizzabilità, forse per la priorità ad essi assegnata accade che tra i pochi aerei moderni, i bulgari abbiano scelto i C-27J, due consegnati e altri 3 in attesa.

La Bulgaria ha anche offerto, in alcuni esercizi, l'occasione di essere un'efficiente forza OPFOR contro gli americani. Ma dei circa 2.000 T-55 molti sono inefficienti, demoliti o venduti ad altre nazioni. Quando, nei primi anni '90, l'economia era crollata, l'addestramento era ridotto e così gli ufficiali non riuscivano ad addestrare i nuovi soldati in maniera soddisfacente. Ancora nel 2005 il budget era di appena 400 mln di dollari, una cifra che si può comparare per esempio con i 20 mld di euro dell'Italia e ancora di più per Francia, Germania e GB. Nel 2009 le cose sono cambiate e si pensa di spendere 1,3 mld sempre che la crisi economica non flagellerà anche le F.A. che anche così non hanno abbastanza soldi per l'aggiornamento e l'efficienza. Questo è dovuto anche a cattiva gestione e in minor parte, alla corruzione. Proprio il discorso degli aerei da trasporto è stato altamente criticato. Chiaramente, il C-27J è il nuovo 'standard' di riferimento per gli Alleati degli USA che non possano permettersi il C-130J o addirittura il C-17, ma l'aviazione Bulgara, un tempo potente, è adesso disperatamente a corto non di cargo ma di caccia, visto che anche se ammoderati, i MiG-29 sono ai limiti della loro vita utile. Sono state pianificate anche 2-4 corvette 'Gowind', le quali però quasi certamente renderanno impossibile pensare ai nuovi sottomarini con i quali rimpiazzare eventualmente il vecchio 'Romeo' ancora nella flotta. Questo è un esempio delle difficoltà che nazioni molto povere hanno nel seguire anche solo un ruolo da comprimari nelle alleanze con grandi realtà come le potenze NATO. In più, il budget per le spese militari, dell'1,98% nel 2009, dovrebbe calare all'1,89% nel 2010.

Situazione attuale

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L'attuale condizione delle Forze armate della Bulgaria è la seguente. Il comandante in capo è il Presidente Georgi Purvanov, il Ministro della Difesa è Nikolai Tsonev, il capo del CSM è il Gen Zlatan Stoykov.

L'età per il servizio è di 18 anni di età, la fascia d'età tra 16 e 49 anni è di 1,7 mln di cui 1,37 circa adatti al servizio militare (stime 2008), ogni anno l'età per il militare è raggiunta da 39.477 persone. Le F.A. hanno un totale di 45.000 effettivi, che è il posizionamento mondiale n.72. Vi sono truppe all'estero: 100 in Bosnia, 48 Kosovo, 610 Afghanistan e due in Eritrea, ma l'elenco è incompleto. Le spese militari sono di 1,339 mld di dollari al 2008, pari al 2,1% del PIL. Le industrie locali non sono molto sviluppate e in particolare fanno capo al gruppo TEREM. Al 2008 l'export di armi, seppure di tipo non particolarmente avanzato, pare abbia fruttato ben 210 mln di dollari. La Bulgaria ha una lunga storia, anche prima del XX secolo. La sua presenza in qualità di 'zoccolo duro' e fedele del Patto di Varsavia è stata importante, non molto nota allo stesso tempo. Con l'entrata nella NATO nell'aprile del 2004 è stato approvato un piano (PLAN 2004) per ridurre le forze armate e circa 50.000 effettivi, ma naturalmente meglio equipaggiati e addestrati rispetto alla situazione precedente. Infatti vi sarebbe stata una forza di Reazione e due QG per dei Corpi d'impiego basati sulle brigate. Il servizio militare, rimasto a lungo in Bulgaria più che in altre nazioni europee, è stato abolito dal 1 gennaio 2008.

Attualmente le Forze di Terra sono suddivise in Attive e Riserva, con funzioni di difesa nazionale, peacekeeping, missioni di soccorso alla popolazione e anche funzioni sociali. Insomma, si conferma il fenomeno, anche nelle un tempo assolutamente ortodosse F.A. Bulgare, della trasformazione del mondo militare, dai grandi confronti armati tra Stati o Coalizioni, ad una sorta di super-polizia e Protezione civile, in cui le tattiche e gli equipaggiamenti contano in misura maggiore rispetto agli equipaggiamenti pesanti tipici della Guerra Fredda. Anche per ragioni di rischieramento rapido, tant'è che le forze Attive sono divise in quelle di Dispiegamento Rapido, Forze di Difesa Principali, Reazione Immediata. Le forze di Riserva consistono in quelle di Rinforzo, Difesa Territoriale, Addestramento a Terra.

Durante il tempo di pace le Forze di Terra mantengono una preparazione al combattimento e alla mobilitazione, almeno compatibilmente ai problemi di cui sopra, in tempo di crisi parteciperebbero ad operazioni antiterrorismo, difesa di obiettivi strategici, assistenza alle forze di sicurezza ecc. Nel caso di guerre a media e ridotta intensità possono difendere il territorio e i confini della nazione. Sarebbe invece difficile sostenere un conflitto militare su larga scala, ma in tal caso le Forze di Terra, Aviazione e Marina formerebbero il Gruppo di Difesa dell'Esercito Bulgaro, per riuscire almeno a resistere all'aggressore e a chiedere aiuto a livello internazionale. L'aviazione e la marina hanno raggiunto prima dell'Esercito la totale professionalizzazione dei propri ranghi.

L'Esercito Bulgaro ha sempre avuto delle forti unità di fanteria ben addestrata, e con il tempo, durante la Guerra Fredda, questa ha avuto altre armi di supporto: fino a circa 1.500-2.000 carri, centinaia di aerei, artiglierie, postazioni SAM. Erano intesi soprattutto come deterrente contro la Turchia, ma anche contro la Grecia. Lo scopo sarebbe stato essenzialmente difensivo: se invasa, la Bulgaria avrebbe dovuto difendersi e aspettare rinforzi. A tutt'oggi, malgrado la riduzione del personale (e dell'efficienza del materiale), l'arsenale bulgaro è ancora piuttosto consistente.

Alle F.A. si aggiunge anche la Guardia Nazionale, fondata nel 1879, che nel '42 si era evoluta fino al livello di una divisione. Solo nel 2001 divenne ufficialmente una parte dell'Esercito Bulgaro, oltre all'importante ruolo che ha nella simbologia e nella tradizione militare della nazione.

L'Esercito è parte delle 'Forze di terra' e in tempo di pace ha un QG e due Comandi (Est e Ovest) e un comando Operazioni Speciali. Tra le unità disponibili: brigate corazzate, meccanizzate, fanteria leggera, una di artiglieria, una logistica e unità minori.

Le unità:

  • 9a Brigata, con due btg meccanizzati, Gorna Banya
  • 13o Centro addestramento corazzati, Sliven
  • 5a Brigata meccanizzata 'Shipchenska', a Pleven
  • 2a Brigata di fanteria leggera (in realtà meccanizzata) a Stara Zagora
  • 61a Brigata meccanizzata 'Stryamska', Karlovo
  • 68a Brigata SF, Plovdiv
  • 101o Btg da montagna, Smolyan
  • 4o Rgt artiglieria, Asenovgrad

Comandante: dal 2006 magg Gen Ivan Kirev Dobrev.

Le unità Speciali sono anche rappresentate dal SOBT, del Ministero degli Interni, che è specializzato nel combattimento all'interno di centri abitati oltre che nelle missioni convenzionali, paracadutiste e in generale è usato per operazioni anti-terrorismo.

Mezzi:

Carri: 590, di cui 160-400 T-55 di cui 160 T-55AM2 ammodernati) e 160 T-72 (altri 270 in riserva), mezzi recupero TV-62M e ricognitori NBC Maritza.

Corazzati: 1.250 APC e IFV; 50 BMP-23 più 50 in riserva (93 in tutto), 20 BMP-1P e 80 in riserva (oppure 80 in tutto), 150 BTR-60PB e 700 in riserva (oppure 433 in tutto), 150 MT-LB e 800 in riserva (oppure 817) 100 IFV tra cui 7 M1117, 360 mezzi da ricognizione (tra cui 12 BRDM-2 e 300 Mercedes-Benz G, ordinate in 600 esemplari, e 52 Hummer), 24 controcarri (24 BRDM-2 con AT-5)

Armi leggere: AR-M1 (AK-47 modificato), AKS-74U, Dragunov, RPD, RPK, Uzi, pistole Makarov, Arcus 98, lanciarazzi RPG-7, cannoni SR SPG-9DNM, lanciagranate Mk 19, fucili M82 e mitragliatrici M2 da 12,7 mm.

Artiglierie: 529 trainate, 1.600 semoventi: centinaia di mortai calibro 60, 81, 82, 120 mm; 100 BM-21 e 250 in riserva (oppure 221 in tutto), 247 mortai semoventi 2S12 Tundzha da 120 mm, vari 2S12 da 82 mm, 68 SU-100 (in riserva), 506 2S1 da 122 mm, 359 semoventi 2S11 da 120 (?) mm. Artiglierie trainate 190 D-20 da 152 mm, 73 M-46 da 130 mm, 70 M-30 da 122 mm.

Armi c.c.: missili AT-2, AT-3, AT-4, AT-5, AT-7, AT-7, AT-10, 126 MT-12 controcarri e 16 BS-3, sempre da 100 mm, ma a canna liscia.

Armi a.a.: 350 cannoni e 208 lanciatori SAM (più quelli portatili): SA-7, SA-14, SA-16 (Gimlet), SA-18 (Grouse). Sistemi medi e pesanti tra cui 18 lanciatori SA-2, 30 per SA-3, 26 per SA-4 (in riserva), 10 per SA-5, 20 per SA-6, 24 per SA-8, 50 per SA-9 (in riserva), 2 batterie e 10 lanciatori complessivi per SA-10, 20 veicoli SA-13. Dozzine di cannoni ZSU-57-2, 27 ZSU-23-4, 128 ZU-23, 90 S-60 da 57 mm, dozzine di ZPU-4 da 14,5 mm.

Armi speciali: proiettili Starshel, che sono munizioni con scopo ECM per armi da 122 e 152 mm. Per i cannoni c.c. sono presenti anche le munizioni BM-2 APFSDS-T.

Missili balistici: 18 lanciatori (almeno 36 missili) per gli SS-21 Scarab.

Equipaggiamenti ritirati: 200 T-62, per lo più venduti a nazioni in guerra (Angola, Etiopia e Yemen); 177 T-34, alcuni venduti al Mali; BRDM-1, BTR-152, BTR-40, 20 moderni 2S3 da 152 mm, 8 lanciatori (almeno 24 missili) per gli SS-23; 24 lanciatori e dozzine di FROG-7; 36 lanciatori e dozzine di SS-1 Scud-B; MLR BM-13.

Da notare alcuni equipaggiamenti di punta: tra questi le due batterie SA-10, con i SAM più moderni che l'URSS abbia mai esportato. Non solo, ma fino a pochi anni fa erano ancora presenti i temibili SS-23 Spider, armi precise da quasi 500 km di gittata. Le altre nazioni le avevano ritirate da tempo (URSS nel 1987-91, in base all'accordo per gli Euromissili, DDR e Cecoslovacchia in seguito alla fine del Patto di Varsavia) e la Bulgaria era rimasta l'ultimo rifugio di quest'ordigno a cui, per ragioni essenzialmente politiche, è stato negato di sostituire gli obsoleti ma numerosi Scud. Non mancavano nemmeno i missili SS-21 Scarab, equivalenti grossomodo dei 'Lance' americani, e ancora in servizio. Non mancarono numerosi sistemi antiaerei tattici dei tipi più moderni, come gli ZSU-23-4, gli SA-6, 8 e 13. A livello d'armata erano anche presenti dei lanciatori per SA-4 a lungo raggio, ma mobili. La Bulgaria era tra le poche nazioni clienti di quello che è rimasto per decenni l'unico sistema SAM a lungo raggio semovente. Per la difesa degli obiettivi strategici c'erano anche gli ancora più grandi (oltre 200 km di gittata) SA-5 Gammon. In tutto, a tutt'oggi, l'Esercito bulgaro, per quanto ridimensionato, vanta oltre 200 lanciamissili SAM mobili, per la protezione sul campo di battaglia, nella più tipica tradizione sovietica (in cui v'erano complessivamente 16 cannoni semoventi e 36 SAM per ciascuna divisione, più le armi leggere).

Tra gli equipaggiamenti terrestri la percentuale di semoventi d'artiglieria è sorprendentemente alta, visto che i sovietici non investirono in semoventi se non dai primi anni '70, mentre prima, piuttosto che i sistemi d'artiglieria campale convenzionali, si interessavano ai semoventi a.a. (grossomodo al contrario della NATO, basti dire che il primo semovente a.a. dell'E.I., il SIDAM, entrò in servizio negli ultimi anni '80 e non ci sono mai stati semoventi SAM ad accompagnarlo). Per la mobilità delle artiglierie si seguivano invece tre vie: armi dalla balistica non eccezionale, ma leggere e altamente mobili (D-30), a lunghissimo raggio e quindi, difficili da controbattere (M-46 e S-23), e soprattutto, MLR che di fatto sono anch'essi artiglieria semovente, di tipo relativamente poco preciso, ma economico e dalla potenza distruttiva notevole (soprattutto i BM-21).

Invece, la Bulgaria si è anche premurata di costruire numerosi semoventi sia di tipo mortaio che obice, probabilmente tutti su scafo analogo a quello del 2S1 sovietico. I carri armati sono stati i T-55, ma la Bulgaria è stata anche tra le poche nazioni del Patto a comprare i T-62, scarsamente efficienti ma pur sempre superiori ai T-55, più ovviamente diverse centinaia di carri armati T-72.

Ma la cosa più interessante è la progettazione del BMP-23. Questo è in sostanza lo scafo (anfibio) del 2S1 trasformato in un mezzo da trasporto truppe. Così come i cecoslovacchi non risultarono soddisfatti dei BTR sovietici e si fecero il proprio tipo di veicoli APC (l'OT-64 SKOT) i Bulgari preferirono battere altre strade rispetto agli angusti BMP e anche qui, produssero un mezzo tutto sommato superiore a quello che passava Mosca. Il BMP-23 ha un largo scafo (necessario per assicurare al semovente da 122 mm la galleggiabilità), il che aiuta molto ad assicurare agli occupanti un miglior comfort. Sebbene più pesante e forse costoso rispetto al BMP, già per questo è superiore. Naturalmente è anche più grande: dimensioni 7,28 x 3,05 x 2,53 m, peso 15,2 t, ma è il prezzo da pagare per l'abitabilità interna. Un'altra innovazione del veicolo è la torretta, che ha una soluzione d'armamento particolare. Differentemente dal BMP-1 ha un cannone ad alta velocità iniziale, come nel caso del BMP-2; ma non è l'arma da 30 mm, ma la mitragliera da 23 mm, analoga a quella dello ZSU-23-4. Questo consente molte cose: il 23 mm è ancora un calibro ragionevolmente economico rispetto al 30 mm; l'alzo e la cadenza di tiro sono sufficienti per sparare anche contro i velivoli a bassa quota, specie se piuttosto lenti (elicotteri in primis), la potenza delle munizioni è comunque elevata, sia AP che HE (v.iniziale 970 m.sec, peso 180 gr circa); la precisione del tiro, anche a distanze ben maggiori di quelle del 73 mm, è ancora ottimale. Anche se non può perforare un carro armato, quindi si tratta di una soluzione d'armamento valida. È possibile poi intercambiare armi e munizioni con gli ZSU delle stesse unità corazzate, cosa che nel caso del 30 mm è stata possibile solo laddove siano stati anche immessi in servizio i 2S6 Tunguska (relativamente rari dato il costo), visto che il 30 mm non ha altre applicazioni in ambito terrestre al di fuori dei BMP e BMD. Inoltre lo scafo, che normalmente ospita 3 d'equipaggio e 7 fanti, è abbastanza grande da ospitare armi più pesanti e-o aggiuntive. Il mezzo presenta anche il lanciatore per i missili AT-3, poi sostituiti con gli AT-4. Venne visto per la prima volta sfilare nel 1984 e in questo è simile al suo collega M-980 jugoslavo, che anch'esso si affidava a un cannone automatico leggero e a lanciamissili c.c. Ne è stata presentata anche una versione con una torretta più moderna, pare direttamente quella del BMP-2, con cannone da 30 mm e lanciamissili AT-5. La corazzatura è in acciaio e sufficiente contro mitragliatrici pesanti e schegge. Il motore da 315 hp consente circa 61 kmh di velocità massima. Il BMP-23 non ha trovato apparentemente successo all'export. La soluzione della mitragliera da 23 mm, ampiamente diffusa ma non come arma per corazzati, è stata poi ripresa dai sovietici per il BTR-94, ordinato dalla Giordania (peraltro, pare che in tal caso avesse il 23 mm aeronautico, assai meno potente).

Forze navali

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Quanto alla Marina, essa è stata molto valorizzata nella riforma per la sua intrinseca capacità di 'proiezione di potenza', ed è stata messa a livello di operare con gli standard NATO. Lo sforzo ha richiesto di mettere fuori servizio i 4 sottomarini, mentre nel 2005 la Bulgaria ha comprato delle fregate NATO usate. Ha scelto le più piccole e semplici disponibili: le 4 E-71 Wielingen ex-belghe, di cui ha comprato un'unità, la BNS Wandelaar (F-912, costruita nel 1977), ora BG Druzki e ammiraglia della flotta. È stata usata per l'emergenza Libano, sotto comando della Marina Tedesca, la prima volta che la Bulgaria abbia organizzato una missione di peacekeeping navale. Del resto il Mar Nero non era visto, per la presenza della flotta sovietica, come un posto in cui la NATO potesse organizzare un assalto anfibio e quindi nemmeno la Marina bulgara era preparata più di tanto a sostenere un'eventuale assalto alle proprie, ridotte coste. Nel 2008 altre due delle 4 fregate vennero comprate e nominate SMELI e GORDI, assieme ad un cacciamine 'Tripartite'. La Marina Bulgara ha due basi principali, Varna e Atiya.

La Marina ha QG a Varna, la 1a divisione Fregate, il 18° squadrone sottomarini, il 3° di contromisure mine, il 5° contromisure mine, il 18° supporto. I Depositi sono ad Atyia- Vi è infine il 4° Sqn pattugliatori, il 6° Contromisure mine, il 7° da Sbarco, la Base navale per gli elicoterri Chayka, la 63a Forza speciale di ricognizione, la divisione missili antinave costiera, la Batteria d'artiglieria costiera, il battaglione Ingegneri navali, i Centri di comunicazione, servizio idrografico e la scuola 'Nikola Vaptsarov' per alti ufficiali di marina. Fino al 2005 c'era anche la NSRAD, un servizio di intelligence segreto, sciolto per ragioni sconosciute e considerato altamente segreto e senza dati disponibili riguardo alla sua attività. Una delle sue sezioni era la Omicron Unit, vi erano anche la Gamma, Theta e la Zeta unit.

Navi:

  • 3 fregate 'E-71' ex belghe:41 "Дръзки" ("Bold"),

42 "Верни" ("Loyal"), 43 "Горди" ("Proud")

  • 1 fregata 'Koni': 11 "Смели" ("Brave")
  • Una corvetta 'Tarantul' (101 MULNIYA)
  • 3 motocannoniere 'Osa'
  • 3 fregate 'Riga' (ora tolte dal servizio)
  • 2 corvette 'Pauk': 13 "Решителни" ("Intrepid") e

14 "Бодри" ("Vital")

  • un smg 'Romeo' (lo SLAVA)
  • 2-4 corvette 'Gowind' in ordine
  • 1 cacciamine 'Tripartite'
  • 4 dragamine 'Sonya'
  • 4 dragamine 'Vanya'
  • 2 LST 'Polnocny'
  • unità minori
  • Elicotteri Mi-14 Haze (di cui sarebbero disponibili tra 7 e 14 esemplari nel tipo PL a Varna per compiti ASW e SAR) e 6 Panther in ordine.
  • Missili P-15(SS-N-2), SA-N-4, SA-N-5, RIM-7, MM.38 Exocet.

Essa è parte dell'Esercito, che è una realtà che comprende le Forze Aeree, Navali e di Terra. L'attuale comandante è il Lt-Gen Simeonov.

Le sue origini si perdono indietro al tardo XIX secolo, nel 1892 già due ufficiali dell'Esercito volarono con l'aeronave 'La France' di Goddard, e in seguito, data l'esperienza, premettero per l'adozione dei mezzi volanti. Venne mandato a studiare il tenente Vasil Zlatarov alla scuola d'aviazione di S.Pietroburgo, e nel 1906 venne istituito (il 20 aprile) una specie di 'Dipartimento d'aviazione' e Zlatarov ne divenne il primo comandante. Il primo mezzo era il pallone Sofia-1, costruito dallo stesso Zlatarov con materiali prodotti in Russia. Sempre la Russia mandò un ingegnere nel 1910 che presentò un Farman III sull'ippodromo di Sofia., Nel 1912 un pilota, Petrov, si addestrò in Francia da Blériot, e riuscì per la prima volta nella Storia, ad atterrare con il motore spento. Tornato nel 1912, a luglio, in patria, entro la fine dell'anno arrivò anche il primo aereo, un Bleriot XXI, il che volò il 13 agosto la sua prima missione. Sebbene il teorico Ferdinand Foch, francese (proprio la nazione all'avanguardia in Europa nel settore aviatorio) dicesse che l'aviazione non fosse utile in termini militari, nella prima Guerra Balcanica l'aviazione è stata usata con profitto soprattutto per compiti di ricognizione con aerei come gli Albatros; e il 15 ottobre, non tanto tempo dopo la 'prima' italiana in Libia, anche i Bulgari lanciarono bombe su di una stazione (Kara-Aghatch). Per i Bulgari sarebbe questa la prima azione offensiva documentata di un aereo, il quale ebbe anche danni (scoperti solo all'atterraggio) dalla contraerea. Almeno 3 aerei bulgari vennero abbattuti durante la guerra, che vide molti aiuti da parte russa.

Nella I GM la Bulgaria, pur avendo solo 5 mln di abitanti, mise in campo un esercito di oltre 600.000 effettivi. C'era una discreta aviazione con aerei Albatros e Roland, i caccia Fokker (3 E.III consegnati nel 1916, ma c'erano anche altri tipi, come 8 D.VII nel settembre 1918, considerati i migliori caccia tedeschi della guerra e uno dei migliori, se non il migliore, della I GM). Anche la Marina ebbe vari aerei, per lo più idrovolanti. La guerra finì con la sconfitta anche della Bulgaria, che dopo la fine ebbe modo di conservare a Bozhurishte solo un gruppo di aerei su due compagnie di aerei, una scuola, un deposito e un'officina. Nessuno degli aerei doveva essere da combattimento. In seguito l'aviazione si riprese un po', e nei tardi anni '20 c'erano già programmi per ricostruire un'aviazione militare basata su diversi gruppi aerei (Orlyaks). Lasciando perdere i molti passaggi di quegli anni, alla fine degli anni '30 la Bulgaria si comprò numerosi aerei ex-Cecoslovacchi (dato che la loro patria venne annessa dai Tedeschi), tra cui 78 Avia B.534 e 32 bombardieri .71 (che erano i potenti SB-2 prodotti su licenza). Questo e altri programmi portarono ad una forza di 478 aerei, di cui 135 di costruzione bulgara. Nel periodo bellico i Bulgari comprarono soprattutto aerei tedeshi, tra cui parecchi Bf-109, Do.17, Bf-108, Ar-96 con 4 Gruppi Aerei dell'Esercito. Nel tardo 1940 aveva 595 aerei di cui 258 da combattimento e oltre 10 mila persone. Il 1 marzo 1941 entrò in guerra come Alleato tedesco facendo parte dell'azione contro la Jugoslavia e Grecia, ma di per sé aveva solo 91 aerei da caccia, e in seguito ebbe rinforzi tra cui 8 radar 'Freya'. L'aviazione bulgara ebbe un certo sviluppo e verso la fine del 1941 era di 609 aerei di 40 tipi diversi.

Il dopo-guerra fredda

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Alla fine della Guerra Fredda ha visto l'Aviazione decadere a circa 226 aerei in pochi anni, con la radiazione dei vecchi MiG-21, vennero disarmati i caccia in versione biposto e nel 1998 vennero chiuse 4 basi: Gabrovnitsa, Balchck, Uzundzhovo e Shtraklevo, poi nel 2000 fu la volta di Stara Zagora (dove operavano i Mi-24), nel 2001 Dobrich, Ravnets e Cheshnegirovo e nel 2003 Dobroslatvtsi, il che coincise con la radiazione dei MiG-23, reputati troppo costosi da mantenere rispetto ai MIG-21, e meno moderni rispetto ai MiG-29. I Su-22 seguirono poco dopo, nel febbraio 2004, nella lista degli 'ex'; erano basati a Dobrich e a Bezmer.

Attualmente l'aviazione bulgara ha MiG-21, 29 e Su-25, ma i Su-22, confermando la buona reputazione dei loro utenti, non sono stati del tutto radiati e vengono usati ancora per missioni di sorveglianza e ricognizione, sia pure in piccolo numero. In futuro, se tutto andrà bene, verranno comprati 16 caccia, 5 C-27J, 12 Cougar, 6 Panther (per la Marina) e modernizzati 12 Mi-24 e 6 Mi-17 (o Mi-35?).

Basi aeree attive:

  • 3rd Fighter Air Base - Graf Ignatievo Air Base
  • 1/3 Fighter Squadron - MiG-21bis, UM
  • 2/3 Fighter Squadron - MiG-29, UB
  • 12 Training Air Base - Kamenets
  • 1/12 Training Squadron - L-39ZA, Pilatus PC-9
  • 16th Transport Air Base - Vrazhdebna Air Base
  • 1/16 Transport Squadron - C-27J, An-24, An-26, An-30, L-410, Pilatus PC-12
  • 22nd Attack Air Base - Bezmer Air Base
  • 1/22 Attack Squadron - Su-25K, UBK
  • 2/22 Attack Squadron - Su-25K, UBK
  • 24 Vertoletna Aviobasa - Krumovo Air Base
  • 1/24 Attack Helicopter Squadron - Mi-24D, V
  • 2/24 Transport Helicopter Squadron - Mi-17, Eurocopter Cougar

Basi chiuse o in riserva:

  • 1st Fighter Airbase - Dobroslavtsi Air Base
  • 2nd Fighter Airbase - Gabrovnitsa Air Base
  • 5th Fighter Airbase - Ravnets Air Base
  • 25th Fighter-bomb Airbase - Cheshnegirovo Air Base
  • 26th Airbase - Dobrich Air Base

Ecco invece la situazione al 1991[1]. All'epoca c'erano anche in atto i trattati CFE: la Bulgaria aveva 2.888 carri da calare a 1.475, 2.401 mezzi corazzati da calare a 2.000, 1840 artiglierie sopra il 100 mm da calare a 1750, 361 aerei da ridurre a 245 e 100 elicotteri armati, però con un limite di negoziato di 120, quindi nessuna riduzione teoricamente prevista. La Bulgaria aveva 14 basi aeree che erano suddivise in due settori. La Stella Rossa era apparsa già nel '49 sugli aerei bulgari, differentemente dagli altri componenti del Patto, o almeno di molti degli altri, sia pure all'interno di una coccarda con i colori nazionali. Nel '55 era nato il Patto di Varsavia e la Bulgaria ne fu protagonista da subito. Nel 1991 la Voenno Vasduscni Sili era organizzata con un'Armata dell'Aria che comprendeva la Forza Aerea, unità a.a. scuole e reparti minori, con una filosofia simile a quella della V-VS. C'erano due divisioni aeree, con QG a Sofia e a Plovndiv, con Polk (reggimenti) da caccia o d'attacco, suddivisi in 2-3 Eskadrila e queste composte da 2-3 Grupi da 4-6 aerei l'uno, per un totale di una dozzina, spesso con tanto dei tipi biposto. Le squadriglie sono comunque di un solo tipo e specialità, ma il polk può avere varie Eskadrile con diverse funzioni. A Dobroslavtzi c'era il Polk con i MiG-23MF o ML, per la difesa aerea della capitale, con capacità anche secondarie, di attacco al suolo, mentre esternamente era possibile portare persino 4 serbatoi di cui due sotto l'ala in posizione di geometria minima per azioni di trasferimento, per un totale di 3.200 o forse 4.800 l, volando comunque con la freccia minima di 16 gradi, quella usata per il decollo. A Sadovo c'era il Polk 38790 con circa 30 MiG-23BN 'Flogger-H' più 6 U per l'addestramento. Essi avevano due visibili piastre blindate ai lati dell'abitacolo, illuminatore laser nel muso,armi come 2 AA-2 o AA-8, bombe da 250 e 500 kg HE, da 100 kg FRAG (RPK-100), CBU PTK-250 da 250 kg, razzi da 57 o 240 mm, pod per altri cannoni da 23 mm, missili AS-7 e forse anche AS-10; nei loro shelter c'erano spesso anche armi d pronto impiego in caso di necessità. La base era grande e disseminata di rifugi protetti e di alberi che davano una certa mimetizzazione, spesso erano shelter ricoperti di terra e di vegetazione successivamente cresciutavi sopra. Era possibile installare a bordo fino a 6 bombe da 500 kg più il serbatoio da 800 l. A Graf Ignatievo c'era il Polk 28000 con 3 Eskadrilla e circa 50 MiG-21bis, soprattutto intesi per difendere la regione industriale di Plovdiv. Su questa base vennero portati i primi caccia a reazione fin da circa il 1950 e dal '73 i piloti,in accordo con la ridefinizione della base come '1a Base da Caccia' erano tutti di Prima classe, ovvero capaci di volare nel tempo e quota minimi stabiliti per la loro missione. I MiG-21, molto rapidi nel decollare, necessitavano di 2 minuti per l'imbarco piloti, 1 per la preparazione al decollo e un per il decollo, ma se il pilota era già a bordo il tutto si poteva fare un circa 2-3 minuti al massimo. Spesso c'erano a bordo 2 R-13 e 2 R-60, questi ultimi adatti al combattimento aereo, mentre gli 'AA-2 Atoll' erano utili per l'intercettazione dei bersagli più facili, ed essendo dei tipi più moderni, tutto sommato ancora validi. Notare bene che non pare fossero presenti abitualmente gli AA-2 in versione radar, spesso accoppiati a quelli IR o agli R-60, sempre questi ultimi a guida infrarossa. Era anche possibile una certa capacità d'attacco al suolo. Nel Museo dell'Aviazione militare bulgara di Krumovo, vicino a Plovdiv, c'erano numerosi MiG radiati dal servizio, e anche un Ar.196 tedesco del periodo bellico. Per mantenere il museo, nonostante la crisi, il personale del Polk 33040, quello da trasporto, basato a Krumovo anch'esso, aveva devoluto un mese di stipendio.

Le basi e l'aviazione, dal dopoguerra ad oggi

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La Balgarski Voennovazdushni Sily (BVVS) era una forza aerea ben equipaggiata, che nel corso degli anni ricevette anche gli Il-14 e Li-2 negli anni '60, come anche gli elicotteri a pistoni Mi-1 e Mi-4, mentre i Mi-8 e 2 seguirono come sostituti negli anni '70, i MiG-23BN seguirono nel '78 (erano i Flogger-H e non i precedenti F) per un reggimento a Sadovo dove sostituirono i MiG-17, nel 1982 arrivarono anche 12 MiG-23MF intercettori, poi seguiti da altri caccia di tipi più moderni, mentre sempre negli anni '80 arrivarono i Su-22, L-39ZA e i Mi-24, e dal 1988 circa i Su-25.

Già nel 1991 i MiG-25 vennero ritirati per via dei costi eccessivi, rimpiazzati con 5 MiG-23MLD per il 18.IAP di Dobroslavtzi, mentre il 1991 vide anche la fine del 21.IAP di Uzundzhovo, dove arrivò la 3a Eskadrilla del 19.IAP di Graf Ignatievo o 3/19.IAE, con circa la metà dei 36 MiG-21bis e 6 UM ricevuti dall'URSS nel 1990, gli altri erano per la 2/15.IAE di Balchik; la base venne poi ridesignata negli anni '90 21.IBAB; nel 1992 la 1/2 UBAE di Kamenetz ritirò i MiG-21PFM e UM, mentre nel '93 il 16.TrAP passò da Dobroslavts a Sofia-Vrazhebna. Nel '96 vi fu un'altra riorganizzazione con l'abbandono del vecchio sistema sovietico e l'adozione di un sistema di basi aeree numerate, coincidenti con i reggimenti superstiti; le basi da caccia ebbero numeri singoli, quelle da attacco e ricognizione numeri a due cifre. Nel 1996 venne sciolto il 1 e il 2 DPVO e il 10.SAC stabilendo piuttosto un Kurpus Protivovazdushna Otbrana (Air Defence Corps) che inglobava i caccia e le unità da difesa aerea, mentre il Korpus Takticheska Aviatsia (Tactical Aviation Corps) incorporava le unità recce, attacco e cacciabombardieri.

Solo con i trattati CFE la Bulgaria fu costretta a demolire 152 caccia, cosa completata nel 1995, soprattutto con i MiG-17 'macellati' a Bezmer e i MiG-21 a Graf Ignatievo, ma tale sorte toccò anche a alcuni MiG-23MF e BN. Un'offerta russa pr 14 MiG-29SM, 10-12 Su-25TK e 12 Mi-24 venne rifiutata più o meno negli stessi anni.

Nel 1997 venne annunciata la chiusura di altre 4 basi ovvero la 2.IAB Gabrovnitza, 6.IAB Baltchik, 11.UAB di Shtraklevo, e il 21.IBAB di Uzundzhovo, cosa attuata entro il 1998 e le basi messe al rango di riserve. I MiG-23 del 2.IAB vennero trasferiti per l'epoca a Dobroslavtsi assieme al 1.IAB, mentre gli L-29 dell'11.UAB vennero mandati al 12.UAB di Kamenetz. Nel 1998 vennero sciolti il 6.IAB e il 212.IBAB con MiG-21bis e UM. Nel 1999, come se non bastasse, vennero chiuse altre basi, per ridursi ad appena 5 basi rimaste attive di cui una da caccia, una attacco-recce, un addestramento, una elicotteri e una trasporti. Così vennero chiusi Dobroslavstsi (1.IAB), Ravnetz (5.IAB), Star Zagora (23.VAB), Cheshenigivoro (25.IBAP) e Dobritch (26.RAB), tutti i MiG-23 vennero ritirati, ma gli L-29 vennero mantenuti come aerei di collegamento. I MiG-29 da Ravnetz vennero mandati a G.Ignatievo e i Mi-24 da Stara Zagora a Krumovo. Infine i Su-22 vennero spostati da Dobritch a Bermer. In seguito anche i Su-22 sono stati tolti dal servizio. Quanto ai nuovi caccia, si pensava ad F-16 di seconda mano, ma dati i costi si abbandonò l'idea e s preferì nel 2002 piuttosto revisionare e aggiornare i MiG-29, che assieme ai MiG-21 e Su-25 sono rimasti gli unici aerei di prima linea. La Bulgaria è entrata nella NATO nell'aprile 2004 e ha comprato vari elicotteri Cougar e C-27J da trasporto, oltre ai Panther navali per le nuove, previste corvette.

Ricapitolando le basi aeree bulgare:

  • 1a Base aerea da caccia, Dobroslavtsi, usata per uno squadrone di MiG-29 del 18° Reggimento da caccia, come parte della 1a Divisione da Difesa aerea. Dopo venne posta sotto il controllo dell'Air Defence Corps e il suo squadrone divenne noto come i 'Knights of the Sky', restando a proteggere la capitale fino alla sua disattivazione
  • 2a Base aerea da caccia, Gabrovnitsa, con uno squadrone di MiG--23 del 18° Reggimento, idem per i comandi superiori, lo squadrone divenne i 'Wild Cat' (il nome è stata una nuova prassi proveniente dall'Occidente), poi disattivata; essa era incaricata soprattutto di difendere il reattore nucleare bulgaro, non molto distante e unico nella nazione.
  • 3a Base Aerea da Caccia di Graf Ignatievo (196 m slm); ha avuto il 19° Reggimento con i MiG-21 del 10° Corpo Combinato, poi è stata trasferita sotto il controllo del Comando Aereo Tattico e il 19° Rgt sotto il controllo dell'Air Defence Corps. Essa è ancora la sola base attiva per aerei da caccia con due squadroni, 2/3 Iztrebitelna Avio Eskadrila con i MiG-29 ('Sharks') e 1/3 Iztrebitelna Avio Eskadrila con i MiG-21.

I Bulgari ricevettero 18 MiG-29A e 4 UB tra il 1989 e il 1990, per la 5 IAB di Ravnets, poi venne chiusa e gli aerei mandati alla 3 IAB di Graf Ignatievo, però poco dopo questo cambiamento, attorno alla fine del XX secolo, gli aerei vennero messi a terra in quanto bisognosi di revisione. Nel tardo 2003 4 MiG-29A e 2 UB vennero messi in condizioni di volo, nel 2007 toccò ad un quinto MiG-29A. In tutto, 16 MiG saranno aggiornati dai russi con un contratto del 1 marzo 2006, saranno 12 monoposto e 4 biposto, ma attualmente la difesa aerea bulgara è praticamente inesistente. Sui MiG-21 ci si può sempre contare, per quel che valgono: almeno 12 le versioni in servizio con la BVVS, ma attualmente ve ne sono solo una dozzina di Bis e qualche UM a G.Ignatievo.

  • a B.A.C. (Uzundzhovo), prima ebbe un reggimento da caccia, poi uno squadrone del 19° Reggimento, alla fine della sua carriera era diventata parte del Tactical Air Command come 21a Base Aerea Cacciabombardieri, per poi essere chiusa.
  • 5a B.A.C. (Ravnets): ebbe uno squadrone di MiG-21, poi '29 del 17° Reggimento, parte della 2a Divisione di Difesa Aerea. Poi venne messa sotto il controllo dell'A.D.C. e lo squadrone nominato 'Sharks', un reparto comunque d'élite data la vicinanza con i Turchi e la necessità di proteggere le raffinerie di Burgas, strategiche per la nazione. Dopo la sua disattivazione, il reparto venne mandato, in qualità di 2° Sqn, sulla 3a Base Aerea di G.Ignatievo.
  • 6a B.A.C., Balchik; ebbe nei tempi recenti uno squadrone di MiG-21 del 17° Reggimento, poi passò dalla 2a Divisione Difesa Aerea all'A.D.C. Venne chiusa e i MiG-21bis e UM trasferiti alla 26a Base da Ricognizione. Attualmente è usata per la conservazione di matertiali strategici per l'aviazione
  • 11a Base Aerea Addestramento (Shtraklevo), che ospitava il 1° Reggimento da addestramento della Scuola superiore d'aviazione militare, con 2-4 squadroni di L-29. La base è attualmente usata solo come deposito.
  • 12a Base Aerea Addestramento (Kamenets), con il suo 2° Reggimento d'addestramento, aveva MiG-21, L-29 e L-39, in seguito divenne parte del COmando Aero Tattico e vola ancora con uno squadrone di PC-9M e uno di L-39, ma a Dolna Mitropoliya, mentre Kamenets è stata chiusa.

Nella nuova base vi è il 12 Utchebna Aviacionna Basa (12.UAB) con l'1/12 Utchebna Avio Eskadrila, L-39ZA e 2/12 Utchebna Avio Eskadrila?, PC-9

  • 16a Base aerea da Trasporto (Vrazhdebna o Dolna MItropolia), a 1742 ft slm; ex- zona militare di Sofia, ospitva il 16° Reggimento da trasporto aereo, 16 Transportna Aviacionna Basa (16.TrAB), con uno squadrone che attualmente ha un PC-12, vari An-26 e Let L-410, prossimamente in arrivo i C-27J. Gli L-410 vennero forniti in 8 esemplari di 3 diverse versioni nel 1985-91,attualmente servono con il 1/16.TrAE, ma solo due di essi sono stati notati attivi negli ultimi anni.

ha la 1/16 Transportna Avio Eskadrila, C-27J- An-26- An-30- L-410UVP-E- PC-12M, e le unità di volo di collegamento KPO con An-2, il Pravitelstven Aviootryad 28 presidentizle con Falcon 2000, Mi-8PS, Tu-134 e 154M, il Avioeskadrila Ministerstvo na Vatreshnite Raboty con Mi-2, Mi-8PS e Mi-17.

Degli aerei, degni di nota i 5 An-26 in servizio dal 1984 per rimpiazzare gli Il-14, di cui solo tre attualmente sono ancora attivi.

  • 21a Base aerea Cacciabombardieri (Uzundzhovo), aveva originariamente un reggimento da caccia, poi cambiò ruolo e adesso è chiusa.
  • 22a B.A.CB. (Bezmer), 509 ft slm, oggi un'infrastruttura congiunta con gli USA, aveva il 22imo Reggimento d'attacco con i Su-25, parte del 10° Corpo aereo combinato, poi trasformato in Comando Aereo Tattico, che ad un certo punto ricevette i Su-22 di Bezmer, sempre con compiti di ricognizione, ma dopo un anno vennero ritirati, Attualmente il 22° Reggimento ha gli squadroni 1 (Rattlesnake) e il 2° (The Khans).

Nel periodo 1986-89 il 22 Iztrebitelen Bombardovaci Aviopolk (22.IBAP) ricevette 36 Su-25K e 5 UBK, per sostituire i MiG-17 ancora in servizio, una dozzina sono ancora in servizio. Le unità sono il 1/22 Shturmova Avio Eskadrila e la 2/22 analoga, mentre la Otdelna Zveno Razuznavatelna volava i Su-22M-3 e 4 ma venne sciolta a metà del 2004, quando del resto era rimasto operativo un solo Su-22M-3

  • 23a Base elicotteri d'attacco (Stara Zagora), che aveva il 13° Reggimento con un totale di 44 Mi-24 tra cui anche 6 Mi-35, del 10° C.A.C., poi TAC. C'erano due squadroni elicotteri: uno venne disattivato nei tardi anni '90, così come la base, mentre l'altro venne mandato alla 24a Base Elicotteri di Krumovo.

Quest'ultima ha avuto il 44° Reggimento con Mi-2, 8 e 17, del 10 CAC, attualmente il suo primo squadrone elicotteri ha integrato i Mi-17 con i Cougar AS 532AL, mentre i Bell 206 sono stati comprati alla fine degli anni '90 per una squadriglia addestrativa. La base è pronta per reagire prontamente ad eventuali disastri naturali e industriali, nonché per missioni CSAR, con un'unità speciale di 'rescuemen' in zona, e l'arrivo di altri 4 Cougar in versione specifica CSAR. Nella 2/24 Vertoletna Avio Eskadrila erano arrivati attorno al 1985 21 Mi-17 e anche 4 Mi-17PP (ECM), poi trasformati da efficienti piattaforme di disturbo a semplici trasporti entro il 1999. Vari Mi-17 sono in riserva, altri sono stati esportati e si attendono i Super Puma per rimpiazzarli, dato che i programmi per ammodernarli non sono andati a buon fine. Tra i Mi-24 vi è una progressiva inefficienza per la vecchiaia delle cellule senza interventi di manutenzione e revisione sufficienti. solo pochi sono ancora attivi, pare 4 esemplari con il 1/24 Vertoletna Avio Eskadrila

  • 25a Base aerea Caccia-bombardieri (Cheshnegirovo): ebbe i MiG-23BN e operava sotto il comando del 10 CACA, ma poi con i piani di cambiamento fu il primo reggimento a convertirsi in una struttura da base aerea (in Bulgaria c'è una sorta di immedesimazione tra le basi e le unità che ci volano, a quanto pare). Ad un certo punto ospitava tutta la flotta dei MiG-23, prima che questi venissero messi a terra.
  • 26a Base Aerea da ricognizione (Dobrich): era l'unica dedicata allo scopo, con il suo 26imo Reggimento da Ricognizione aerea che ebbe un po' tutti i tipi sovietici e ricevette anche vari MiG-21bis e UM da Balchik. Attualmente non è più operativa.
  • Base di Bozhurishte, per molto tempo la principale dell'aviazione, poi grande centro logistico e officina per missili e radar, ospitando una brigata SAM e una radar. Probabilmente, e nonostante il valore storico, sarà demolito per fare spazio a un centro d'affari.
  • Plovdiv: ha ospitato il QG del Comando Aero Tattico e ora è un centro logistico. Alto circa 200 m, ha il 1/24 Vertoletna Avio Eskadrila con Mi-24D, 2/24 Vertoletna Avio Eskadrila con Mi-17 e

AS532UL e la Otdelna Uchebno Aviozveno con i Bell 206B-3 . A Plovdiv, c'è anche la sede del TAC.

  • Bourgas, città difesa dalla 3a Brigata missili da difesa aerea.
  • 63a Base marittima indipendente per elicotteri (Carna), 70 m slm, ha l' OMEV Mi-14BT

Mi-14PL con i Mi-14 e in attesa degli AS.565MB.

Le basi più importanti

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Tra le basi, una di particolare importanza è la 26ima Base aerea da Ricognizione, vicino a Dobrich, ospitando l'unica unità da ricognizione dell'aviazione bulgara. Il 30 marzo 1951, con un ordine segreto venne istituito il 26° Reggimento da ricognizione aerea, semplicemente concentrando i 3 squadroni di Pe-2 all'aeroporto di Graf Ignatievo, poi quest'unità venne spostata in diverse basi fino a che, nel '55, venne mandata sull'aeroporto di Tolbukhin, quella che è stata poi ribattezzata Dobrich. Gli aerei provenivano dalla 30a Divisione aerea da bombardamento di Balchik, erano 20 Tu-2T siluranti-bombardieri, ma presto ebbe anche 10-12 Il-28 per migliorare le proprie capacità di ricognizione, e con il secondo lotto di questi jet vennero radiati anche gli ultimi Tu-2. Era il 1961, e nello stesso anno arrivarono anche i MiG-15bisR, poi i MiG-17 (che videro anche un gruppo di piloti algerini in addestramento); nel '69 arrivarono 6 MiG-21R supersonici e alcuni della versione F-13, ex-19° Reggimento aereo da caccia. Nel '72 ne giunsero altri dal 1° squadrone del 15° Reggimento, tutti vennero poi concentrati nel 1° Squadrone, mentre il 2° aveva i MiG-15 e 17, e il 3° altri 6 Il-28R, che rimasero in servizio fino al 1974; i MiG-15R, anch'essi chiaramente obsoleti, vennero ritirati nel 1981. A quel punto vennero introdotti in servizio dei velivoli che erano praticamente l'opposto: velocissimi, moderni e pesanti, arrivarono 4 MiG-25, 3 RBT e un biposto d'addestramento. Essi erano capaci di operare in missioni ELINT e fotografiche, ma anche di portare 8,5 t di carico bellico, incluse armi nucleari, e di sfruttare le prestazioni ad alta quota per rilasciarlo sul bersaglio. Bersaglio che sarebbe stato presumibilmente in Grecia e Turchia, ma avrebbe potuto essere agevolmente anche in Italia. Uno di questi velocissimi jet venne perduto per un incidente di volo dovuto alle condizioni meteo che a quanto pare causarono dei problemi all'atterraggio e il consumo del carburante durante tale momento di crisi. Nel 1991 i tre Foxbat vennero restituiti all'URSS in cambio di 5 MiG-23MLD, mandati al 1° Squadrone del 18° Reggimento di Dobroslavtsi. Chiaramente solo 4 aerei non bastavano per giustificare l'esistenza del reggimento, il cui 2° Squadrone venne convertito ai Su-22M-4 e UM-3K, consegnati fino al 1988, sempre per compiti di ricognizione. Nel frattempo l'ultimo MiG-17 venne tolto dal servizio nel 1989. Al suo apice il 2/26 RAR era un'unità d'élite, con ben 22 piloti di prima classe ben addestrati in missioni di ricognizione tattica e anche azioni belliche aria-superficie e aria-aria, con 120-130 ore di volo l'anno, non molte rispetto alle 180 tipiche della NATO, ma molte per il Patto di Varsavia. Erano anche abilitati all'uso di armi nucleari.

Infine, il MiG-21F-13 venne tolto dal servizio sostituito dal MiG-21MF ex-21 FAR, con il pod UB-16 (lanciarazzi da 57 mm) trasformato in un rudimentale sistema di ricognizione, sistemato sotto il lato sinistro della fusoliera. Nel 1994 il 26 RAR divenne la 26a Base aerea da Ricognizione. Il 1/26.RAB aveva i Su-22, il 2/26.RAB con i MiG-21 (anche biposto); nel 1995 arrivarono anche degli L-39ZA per l'addestramento dei piloti di linea, dato che le ore di volo erano calate parecchio. Spariti i MiG-21R, rimasero solo i MiG-21MF modificati e come tali, designati MF-R. Infine, nel 1998 venne chiusa la base di Balchik e aerei e personale vennero mandati a Dobrich. Questa base, a sua volta, venne chiusa nel 2002. Così continuava la contrazione dell'aviazione bulgara, che stava riducendosi ad una frazione di quel che era fino a pochi anni prima.

La prima base aerea di Dobroslavtsi, vicino a Sofia, è stata la sua principale base difensiva, fino a che non è stata chiusa nel 2002, e attualmente ha solo i MiG-23 conservati in deposito come unica attività militare. Essa venne aperta 50 anni prima, il 20 aprile, con i Reggimenti 18 e 43 della 4a Divisione, dopo che questa era stata formata nel 1950 a Vrazhdebna. Essa aveva gli Yak-9M e P e alcuni Yak-11 da addestramento. Presto arrivarono anche altri Yak: i caccia a reazione Yak-23, e siccome di questi non venne realizzato il biposto, si rimediò accoppiandolo con lo Yak-17U. Le operazioni iniziarono il 17 maggio 1952, ma gli Yak-9 vennero conservati in prima linea fino al 1954. Nel '55 fu la volta dei MiG-15 e nel '59 arrivarono anche i MiG-17F, in entrambi i casi per il 18°, mentre il 43° volò con i MiG-15 tra il '56 e il '60, dopo di che venne sciolto. Nel 1963 fu la volta dei MiG-19S e P, in servizio dal primo squadrone del 18.FAR, come premessa per il MiG-21PF, di cui 12 esemplari vennero trasferiti a Gabrovnitsa; fatto interessante, nel 1969 un aggiornamento permise di installare due missili K-13 (AA-2 'Atoll') per migliorarne le capacità combattive.

Nel '75 arrivarono i MiG-21MF, operativi dall'anno successivo; presto fu anche la volta dei MiG-23MF, arrivati al '78 con un gruppo di 12 aerei e 3 UM il 10 ottobre. I lanci dei missili R-23 e R-60 vennero fatti ad Astrakhan, a quanto se ne sa con pieno successo. Negli anni '80 vennero anche condotti con successo dei tentativi di intercettare i MiG-25 in volo a mach 2,5 e 20.000 m, provenienti dalla Romania. Nel 1982 il 18° Reggimento perse il 3° Squadrone, il 1° ebbe nel contempo 8 MLA con i loro missili R-24, nel 1991 vennero forniti gli ultimi Flogger, del tipo MLD (Flogger-K) che sono Flogger di terza generazione, con un sistema avionico ulteriormente migliorato, e modifiche all'aerodinamica per permetterne una maggiore agilità ad alto angolo d'attacco; erano 5 aerei ex-168° Reggimento sovietico, che era basato in Ucraina e poi mandato anche in Afghanistan. Erano questi gli aerei scambiati con i MiG-25R. Essendo caccia aggiornati, con maggiore agilità, ideati per competere contro i caccia occidentali di nuova generazione, potevano esprimere una buona capacità operativa, anche se erano pochi. La crisi economica ridusse l'attività di volo e nel 1994 il 18.FAR venne sciolto, mentre venne formata la 1a Base di Difesa Aerea, che aveva il 1° Squadrone da caccia 'Knights of the Sky', più unità di supporto di terra. Nel 1998 però la base venne chiusa e tutto venne mandato a Dobroslavtsi, inclusi i MiG-23MLD e UB. Nel 2002, infine, gli effetti del Plan 2004 comportarono la chiusura della base e il ritiro dei MiG-23 dal servizio attivo.

La base di Bezmer è invece ancora aperta, nella regione di Yambol Oblast. Essa è stata fondata nel 1955 come 22o Reggimento Aereo cacciabombardieri, poi diventato la 22a Base d'attacco aereo, equipaggiata con i Su-25 e Su-22. La base è anche oggi utilizzata per operazioni in associazione con gli americani, come le 'immediate Response 2006'. Essa è stata inclusa nel piano di cooperazione con gli americani raggiunto nel 2006. Basata a 15 km da Yambol, attualmente ha l'Aviacionna Esquadrilla, con i superstiti di 36 Su-25K e 4 UBK presi in carico a partire dal 1986. Nel 1998 hanno avuto il GPS, uno dei pochi aggiornamenti fatti sugli aerei, che per il resto sono dotati di blindovetro da 65 mm e piastre di titanio di 24 mm, missili Kh-25ML e Kh-29I, R-60 e armi varie, più il bicanna da 30 mm. SI spera di tenerli in servizio fino al 2015, ma il sostituto non è chiaro, pur guardando a caccia occidentali. I Su-25 hanno anche operato nel 2002 a fianco dei ben più sofisticati Mirage 2000N.

La 3a IAB, la base di Graf Ignatievo, vicino all'omonimo villaggio e vicino alla città di Plovdiv (la seconda per importanza in Bulgaria). Essa è rimasta l'unica base da caccia bulgara con i suoi due squadroni da caccia. Chiamata spesso 'l'aeroporto tedesco' in quanto costruito con l'aiuto dei Nazisti negli anni '30, era inteso per ospitare la LW e venne approntato nel 1940 ospitando però aerei bulgari, in particolare il 2° Rgt dell'aviazione dell'esercito con 4 gruppi di B.534, PZL.43 e tipi da ricognizione. Nel '43 divenne un Reggimento da attacco con gli Ju-87R-2 e poi i tipi D, formando un Reggimento chiamato 'Orlyak'. Il secondo Reggimento della base conservava gli obsoleti B.534 (21 aerei), anche per attacco al suolo. In seguito le unità vennero spostate per colpire la Germania.

Nel '45 la guerra era finita e il reggimento ebbe gli Il-2M3, e ad un certo punto ebbe anche i Pe-2. Nel '51 vennero mandati a questa base 3 reggimenti da caccia che nell'insieme formarono la 10a divisione aerea: erano i n.15, 19 e 21, discendenti del 6° Rgt da caccia del periodo bellico, reduce dalla difesa di Sofia dai bombardamenti Alleati nel '44. Questi reggimenti ebbero pochi Yak-11 e Po-2, ma era solo una preparazione, perché presto giunsero gli Yak-23 e 17, che cominciarono l'attività nell'aprile del '51. In tutto però si trattava di soli 30 Yak-23 e 4 Yak-17U. Ma anche questa era solo una fase intermedia, perché dal settembre arrivarono anche i MiG-15 e gli Yak vennero spediti alla Prima divisione aerea da caccia di Tolbukhin (poi Dobrich), del settore N.E. Il comandante della 10a Divisione era Simeon Simeonov, futuro comandante dell'aviazione bulgara. Aprile 1952: il 15° Reggimento da caccia venne mandato a Bezmer, il 21° poco dopo a UZundzhovo. Maggio 1955, il primo squadrone del 19° Reggimento, l'unico rimasto nella base, iniziò l'attività con i MiG-17PF, di cui ebbe 12 unità, si trattava del tipo da caccia notturna con radar di ricerca. Questi caccia vennero spesso usati contro i palloni-spia americani, di cui almeno 7 abbattuti. Estate 1957, altro cambiamento d'interesse: arrivano 40 MiG-19S per gli squadroni 2/19, 3/19 e uno del 21°.

Maggio 1959, forniti altri 12 MiG-19P al posto dei MiG-17P del 1/19, per poi essere a loro volta sostituiti da altri 12 MiG-19 del tipo PM. Nel '61 il 19.FAR divenne parte del 10° Corpo Aereo Combinato ex-10a Divisione Aerea da caccia. 1963, i piloti del 3/19.FAR si convertirono al MiG-21F-13 nella base di Krasnodar. 1969, il 2/19.FAR si convertì al nuovo MiG-21M. Negli anni '70 c'era uno squadrone su MiG-19 e uno su MiG-21M, mentre il 3/19 venne sciolto. Il 1978 vide la radiazione dei MiG-19 per essere rimpiazzati dai MiG-21MF. Il 2/19.FAR divenne addirittura un'unità d'attacco nucleare con piloti specifici per tale impiego. Nel 1982 il reggimento prese parte alla più importante esercitazione del Patto, la Scudo '82, quell'anno tenuta in Bulgaria e che vide 18 MiG-21MF. Nel 1983-85 arrivarono i MiG-21bis (36), giunti assieme a vari tipi d'addestramento U. Era un potenziamento notevole, visto che per le loro prestazioni essi erano un po' gli 'F-16' della situazione (quasi 300 m.sec di salita), molto superiori ai vecchi MiG-21. Nel 1990 il 21.FAR di Uzundzhovo venne sciolto e personale e aerei formarono il 3/19.FAR, sempre nella stessa base. Dopo di allora il 10imo Corpo Aereo Combinato venne trasformato nel Comando Aviazione Tattica. In seguito venne chiusa la base di Ravnets e allora il 1/3.FAB e il 2/19.FAB vennero fusi nel 2/3.FAB. Oggi la 3a Base Aerea da Caccia è l'unica della Bulgaria riservata ai caccia da difesa aerea, spesso in azione per le esercitazioni congiunte con gli aerei occidentali. In futuro si parla di fondere la 3a Base da Caccia di Graf Ignatievo con la 22ima Base d'attacco al Suolo di Bezmer, così da liberare quest'ultima per le esigenze delle forze americane. Per ora, con la 1/3.IAE vi sono una manciata di MiG-21bis superstiti e qualcuno dei 33 biposto UM, provenienti dallo stock del 1974-90, e mai aggiornati in maniera approfondita, con la sostituzione del solo trasponder. Entro pochi anni dovrebbero essere sostituiti, ma i MiG-21Bis ha ancora una coppia di macchine pronte per il decollo su allarme. La 2/3 IAE ha invece i MiG-29A e B, di cui 22 vennero forniti nel 1989-90, di cui 4 biposto. Un 'A' andò perso nel 1994. Attualmente sono aggiornati per allungarne la vita a 4.000 ore, ma essenzialmente con interventi strutturali. Per ora sono stati consegnati 7 esemplari e altri 9 sono sottoposti ad aggiornamento, riconsegnati anch'essi ai reparti di recente. Si spera che ulteriori 4 abbiano tali interventi.

Situazione attuale

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L'Aviazione, erede di una lunga tradizione, è attualmente basata ancora e per lo più su MiG-21, 29 e Su-25. I MiG-29 sono 16, modernizzati e NATO-compatibili, con il primo aereo consegnato nel novembre 2007 e l'ultimo nel marzo 2009, ma si vorrebbero anche altri 16 caccia moderni europei o americani. Invece, nonostante tale emergenza nella prima linea di combattimento, quasi estinta, nel 2006 è stato firmato un contratto con Alenia per 5 C-27J per sostituire An-24 e An-26, e benché questi velivoli necessitassero indubbiamente di un successore, la cosa non ha mancato di provocare osservazioni critiche sulle priorità. Il primo C-27J è stato consegnato attorno al 2007 e l'ultimo lo sarà entro il 2011, praticamente uno all'anno. Per gi elicotteri sono stati scelti 12 Eurocopter Cougar di cui 8 trasporti e 4 SAR, per rimpiazzare almeno in parte Mi-8 e 17; con la Elbit invece si è studiato come modernizzare 12 Mi-25 e 6 Mi-35. Le branche dell'aviazione comprendono la Difesa Aerea, ricognizione, caccia, radar, comunicazioni, supporto logistico, tecnico e sanitario. L'addestramento, dal 2006 soltanto, vede l'aviazione impegnata in tattiche 'occidentali' di guerra aerea, grazie all'eseercitazione di quell'anno con gli F-15 del 114th FS, la prima di tante altre[2].

In tutto ci sono 124 elicotteri, che assieme a quelli della Marina sono gli unici mezzi militari della Bulgaria. Di questi 46 sono jet da caccia e 42 elicotteri, solo una pallida ombra dei tempi del Patto, anche se qualitativamente migliori di allora. Di questi velivoli, solo pochi sono occidentali.

Armi: Kh-29 (con i Su-25), razzi S-5 e S-8, cannoni GSh-301 e GSh-23, NR-30, missili AA-2, 8, 10 e 11, bombe di vario tipo e mitragliatrici.

Velivoli:

  • 18 MiG-21bis e 3 MiG-21U, una sessantina in riserva
  • 16 MiG-29 e 4 UB
  • 28 Su-25 e 4 Su-25UB
  • 12 L-39ZA
  • 6 PC-9
  • 1 PC-12
  • 5 C-27J, in ordine
  • 2 An-24
  • 3 An-26
  • 1 An-30
  • 6 Bell 206
  • 10 AS-532 Cougar e altri 2 in consegna
  • 6 AS-565 Panther in consegna per la Marina
  • 7 Let L-410 Turbolet
  • 12-14 Mi-14
  • 18 Mi-17
  • 12 Mi-24
  • 6 Mi-35

Aerei radiati: MiG-15, 17, 19, 23, 25 (4 RBT), Mi-1, Mi-2, Mi-4, Li-2, Yak-18, 23, Il-10, Tu-2, Su-22M4

  1. Aerei nov 1991
  2. Aerei N.52