Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Australia-2

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Anni '90[1][modifica]

A questo punto il riequipaggiamento delle Forze armate australiane venne completato. Tutti gli F-18 erano stati forniti dalla McDonnel-Douglas, mentre le fregate tipo Perry vennero aumentate a 6, dalle 4 preventivate. I cacciatorpediniere classe 'Adams' vennero a loro volta aggiornati e la modifica più appariscente erano un paio di CIWS Phalanx, uno a prua e uno a poppa, che davano una buona difesa antimissile. La dotazione di missili incluse poi gli Standard SM-1MR e gli Harpoon, come del resto accadeva con le fregate della nuova classe.

Dal 1987, quando venne pubblicato il Libro Bianco della Difesa hanno intrapreso numerosi programmi di riorganizzazione e ristrutturazione delle Forze Armate. Innumerevoli le pubblicazioni ch sono state realizzate da allora, e in particolare 'Defending Australia' del 1994 era indicativo di come per il XXI secolo si intendeva riorganizzare le F.A. Australiane.

Naturalmente la minaccia di un attacco diretto e in forze contro obiettivi Australiani era remota, ma possibili colpi di mano sui territori poco popolati e molto estesi della parte settentrionale erano ritenuti possibili, anche se poco probabili. In realtà, la stabilità della regione era quella di maggiore interesse per gli Australiani e quindi, tendevano ad operare al di fuori del loro territorio: questo, nonostante si trattasse di un territorio di oltre 7 milioni di kmq, ma conteggiando le Aeree di Interesse economico e le isole annesse all'Australia questa superficie era quasi raddoppiata, e gli interessi sulla situazione in Malesia e Singapore, Indonesia e Polinesia erano come sempre, quelli di promuovere la pace regionale.

La Marina Australiana -RAN- era all'epoca (1995) equipaggiata principalmente con le 6 fregate classe ADELAIDE, ovvero le Perry americane, ordinate via via in questo totale di esemplari. Esse erano in fase di aggiornamento. Le portaerei erano invece solo un ricordo da molti anni, e non si può dire che la cosa non avesse indebolito le capacità complessive della flotta, che dopo la radiazione della MELBOURNE ha perso anche parte dell'Aviazione navale, come i cacciabombardieri A-4G Skyhawk. In compenso, almeno parziale, vennero non solo ordinate le fregate di cui sopra, ma vennero anche aggiornati i 3 PERTH, che ebbero anche 2 CIWS Phalanx. A parte questo venne avviato il programma ANZAC, che verteva su di una nave del tipo MEKO 200 equipaggiata con sistemi d'arma antiaerei. La prima nave venne varata nel settembre 1994. IL costo del programma, per un totale di 8 fregate, era stimato di 5 miliardi di dollari australiani, ovvero 3,8 americani.

l'HMSA Brisbane sarebbe stato l'ultimo dei PERTH a lasciare il servizio, cosa che avvenne nell'ottobre 2001

L'entità di questo programma era, in termini monetari, senza precedenti per l'Australia nonostante che durante la Guerra fredda questa avesse speso fino al 3% per la difesa. Destinate a sostituire i caccia classe PERTH di cui sopra, e persino le fregate Adelaide (in prospettiva) le ANZAC erano costituite da un programma binazionale con la Nuova Zelanda, per una piattaforma comune, anche se l'80% della loro flotta sarebbe stata per l'Australia. La contemporanea adozione di nuovi pattugliatori per sostituire i vecchi FREEMANTLE da 220t era un'altra mossa. Queste sarebbero state navi avanzate, armate con un cannone da 57mm Bofors ultimo modello e altre armi, oltre che un elicottero. Naturalmente erano anche previste capacità di comando e controllo, comunicazioni molto superiori. Il programma per i sottomarini destinati a rimpiazzare gli OBERON parlava anch'esso tedesco: i sei sottomarini in programma della Classe COLLINS erano considerati allora i più silenziosi ed avanzati del mondo ed erano disponibili anche altre due unità in opzione. L'affermazione sulla superiorità dei sottomarini di questo tipo era comunque questionabile in quanto anche i giapponesi stavano realizzando dei sottomarini molto avanzati, praticamente la versione 'convenzionale' delle tecnologie tipiche degli SSN americani, e difficilmente le loro più recenti navi della categoria avevano da invidiare qualcosa ai COLLINS.

Le unità per le MCM erano all'epoca giusto i due catamarani classe BAY, che erano piccole imbarcazioni costiere: nonostante la rivoluzione del loro disegno, data dalla configurazione a catamarano, essi erano stati giudicati, per qualche motivo, non del tutto rispondenti alla bisogna e allora vennero ordinati, dopo una gara internazionale, i cacciamine classe HUON, ovvero i GAETA italiani in versione specializzata per l'Australia. I Cacciamine in GRP hanno la capacità di resistere alle esplosioni subacquee e al tempo stesso di non avere traccia magnetica apprezzabile: questo non poteva essere fatto da navi in acciaio o in legno: le prime rischiavano di attivare le mine, le seconde avevano sì una ridotta segnatura magnetica, ma in caso fossero state coinvolte in una esplosione sarebbero state fatte a pezzi.

I cacciamine italiani della Intermarine di Sarzana ebbero successo in quanto non solo erano in GRP, ma anche in un unico pezzo per annullare l'esistenza di giunture e parti varie, che sono elementi deboli in caso di esplosioni subacquee. Tutto iniziò con i cacciamine della classe LERICI, adottati anche dalla Malaysia, ed entrati in servizio in 4 esemplari con la Marina Militare italiana, ma il loro progetto, per quanto innovativo, venne trovati qualcosa troppo piccolo, e così vennero costruiti i GAETA, che poi sarebbero stati adottati dall' US Navy e infine, dalla RAN. La commessa era per 8 navi e valeva ben 1 miliardo di dollari. La stazza nel suo complesso era di circa 700 t a pieno carico, la motorizzazione era data da un diesel GMT, mentre l'elettronica di missione, incluso il centro di comando e controllo, i radar e sonar, e le ECM di difesa erano inglesi, mentre infine i sistemi specificatamente antimine erano svedesi.

La commessa venne fatta partire nell'Agosto 1994 dopo parecchi ritardi rispetto ai tempi previsti. In quello stesso periodo, due LST classe NEWPORT Ex-US. Navy vennero comprate di seconda mano: queste navi hanno una sagoma inconfondibile, con una sorta di 'ponte levatoio' anteriore, che aiuta a portare a terra i carri armati. Si tratta dell'ultima classe di navi di questo tipo dell'US Navy, che entrarono in servizio attorno al 1969 e sono state modernizzate in anni successivi. Inizialmente avevano due impianti binati di cannoni da 76mm, poi sostituiti da 2 CIW Phalanx con le loro caratteristiche cupolette bianche a poppa e sopra la plancia. Le navi erano la HMAS Kanimbla e Manoora, almeno dopo essere state ribattezzate nella RAN. La loro carriera consisteva nel sostituire la vecchia Jervis Bay e la Tobruk e le consegne sono state fatte nel 1994 per farle entrare in servizio dopo il 1996 come navi d'addestramento e appoggio per l'esercito: in questo processo persero la caratteristica rampa prodiera, vero elemento di riconoscimento di una classe altrimenti del tutto convenzionale: in compenso, ebbero la capacità di portare a bordo fino a 450 uomini per periodi prolungati e ospitare 2-4 elicotteri Black Hawk dell'esercito.

A proposito degli elicotteri di questa categoria vi era in programma un nuovo lotto da aggiungere ai 16 SH-60 già in servizio, possibilmente equipaggiato con missili antinave Penguin o Sea Skua. Anche gli elicotteri per i nuovi pattugliatori erano necessariamente da scegliere tra il Sea Hawk e il Lynx. Tra le altre cose, l'aggiornamento delle dotazioni di missili Harpoon, arma fondamentale per la RAN ma non presente nelle versioni più recenti. Veniva infine ravvisata la necessità di portare un aumento del personale, che era all'epoca di 14.800 uomini.

In tutto, all'epoca la RAN era costituita da:

  • 3 cacciatorpediniere
  • 8 fregate di cui 6 missilistiche
  • 4 sottomarini Oberon
  • 15 pattugliatori 'Freemantle'
  • 7 navi contromisure mine di cui 2 cacciamine litoranei e 5 dragamine ausiliari
  • 1 nave da sbarco (era la Tobruk, trasporto d'assalto anfibio ex-Royal Navy) e 9 mezzi da sbarco
  • 2 rifornitori di squadra
  • 16 elicotteri SH-60
  • 7 elicotteri SH-3
  • 6 elicotteri leggeri AS-350B Ecureil e 3 Bell 206B Kiowa
  • 2 aerei d'addestramento ECM Hs-748EW
  • servizio idrografico: 2 navi idrografiche, 4 motolance di grosse dimensioni per lo stesso compito, 1 aereo Fokker F-27
  • 2 team di sommozzatori antimine e demolizioni subacquee

L'esercito aveva, al 1995 una forza di 52.000 uomini, ma compresi anche 26.000 riservisti. Si trattava di una forza ridotta, basata su 4 battaglioni di fanteria regolari, 3 di riserva ma pronti all'impiego, 14 della Riserva generale, e la loro prontezza operativa non era esattamente delle migliori: si variava da un mese ad un anno. Per aumentare la prontezza operativa erano necessari miglioramenti della forza di pronto impiego, che era in parte realizzata grazie ai 3 battaglioni della Ready Reserve, che formavano la 6 Brigata del Queensland. La formazione di forze di supporto maggiori era comunque necessaria per rendere possibile proiettare la forza di Pronto impiego in azioni oltremare senza depauperare totalmente la forza dell'Esercito. I programmi in corso o in pianificazione vedevano la formazione di un quinto battaglione di fanteria regolare, entro il 1999.

I programmi in termini di armamento erano previsti 300 veicoli leggeri 4x4 per i tre battaglioni della Ready Reserve, e poi 500 blindati leggeri, mentre i cingolati M113A1, leggermente migliorati nel corso degli anni, sarebbero stati sostituiti con nuovi mezzi corazzati del tipo LAV, che erano già in servizio con il Secondo reggimento di cavalleria. I carri Leopard, disponibili in 103 esemplari ebbero un aggiornamento limitato al sistema di mira, ma non vennero sostituiti con gli A5 surplus tedeschi, che vennero reputati non abbastanza buoni come rapporto costo-efficacia. L'acquisto di elicotteri Black Hawk e Chinook, mentre i 43 Kiowa ancora in servizio si presumeva sarebbero stati sostituiti da un nuovo modello negli anni successivi.

L'Aeronautica -RAAF era all'epoca in fase di aggiornamento, ma senza particolari programmi innovatori: si trattava di aggiornare i caccia F-18 e soprattutto il programma AUP per gli F-111C, di cui 21 restavano operativi, a cui vennero aggiunti altri 15 F-111G americani di seconda mano. Tra le altre cose, vi era un programma per aggiornare i P-3C Orion dal costo inusitato di 750 milioni di dollari australiani, vale a dire diverse decine di milioni di dollari americani per aereo. Altri programmi in corso erano l'acquisto di 12 C-130H al posto di altrettanti E, il programma di sostituzione degli obsoleti MB-326H e il nuovo programma di acquisto di un elemento di grande importanza per l'ottimizzazione delle poche risorse disponibili, ovvero un sistema avanzato di controllo aereo volante (AWACS) di cui all'epoca non si conoscevano i particolari precisi.

ANZAC[modifica]

Nel 1989 venne iniziato il programma più impegnativo in termini monetar nella Storia militare dell'Australia: quello delle fregate ANZAC, sviluppo congiunto con la Nuova Zelanda per un totale di 10 navi (8 e 2 rispettivamente) che erano un modello MEKO 200 tedesco altamente modificato. La modularità del progetto MEKO in questo caso si è dimostrata molto utile, perché le ANZAC non hanno quasi nulla in comune con le MEKO 'normali'. Le navi sono state costruite in Australia dal cantiere Tenix di Williamstown, che è vicino Melbourne, nello stato di Victoria.

Una delle nuove ANZAC, costruite con il sistema modulare MEKO tedesco

L'enorme costo -5,8 miliardi di dollari australiani- era dato dall'introduzione di sofisticati sistemi antiaerei, destinati a far compiere alle navi australiane un deciso salto di qualità in termini di capacità antiaeree. Vennero dotate così di radar SPY-1F, l'elemento leggero della famiglia AEGIS, e di lanciamissili Mk 41VLS. Ma questo programma, che ha visto tutte le navi consegnate entro il 2004 è stato segnato da un problema di compattezza che nemmeno i moderni sistemi elettronici sono riusciti a risolvere nonostante la miniaturizzazione dei componenti e il dislocamento della nave arrivato a 3600 t a pieno carico dalle 3000 circa che erano lo standard per le MEKO 200. Addirittura, nel corso degli studi sull'aggiornamento (chiamati WIP), sono stati richiesti come necessari un allungamento dello scafo con una sezione aggiuntiva, mentre i moduli di lancio per missili pare che fossero solo 2 in tutto: 16 missili per una nave da 500 milioni di dollari sono sembrati un'enormità e paradossalmente, alla fine le ANZAC si sono dimostrate peggiori delle navi missilistiche che le hanno precedute: per esempio, le Perry hanno 40 missili a prua e due elicotteri pesanti a poppa, e costano molto meno: per giunta sono anche più veloci, arrivando a 29 nodi.

A tutto il 2002 la situazione delle ANZAC, nonostante gli aggiornamenti previsti era ancora problematica: non avevano altro che i lanciasiluri, il cannone da 127mm Mk 45 e un elicottero, poiché i lanciamissili antiaerei, antinave e i CIWS non erano ancora installati, anche se per il futuro erano previsti i Sea Sparrow ESSM, che possono essere considerati una sorta di fase 'intermedia' tra la famiglia Sparrow e la Standard, e possono essere ospitati in 4 esemplari al posto di ciascun SM-2MR nelle celle di lancio (i lanciamissili hanno moduli da otto celle l'uno, il che comporta in tutto un peso di circa 13t. per modulo). In sostanza, le MEKO 200 australiane si sono rivelate una sorta di costosissimo flop e un problema di notevoli dimensioni da superare: in pratica, erano una sorta di pattugliatori anti-pirati, molto frequenti nella regione. Se non altro, i motori esclusivamente diesel garantiscono una ottima autonomia anche se a scapito della velocità massima.

La RAN al 1997[2][modifica]

La situazione della Marina Australiana è stata notevolmente cambiata nel 1996, quando si è stabilito da parte del Comitato di Programmazione e Pianificazione di renderla una Marina diversa e più agguerrita. Per esempio, se da un lato le Forze Australiane non avrebbero dovuto essere influenzate eccessivamente da missioni all'estero che le distogliessero dal compito di difesa della nazione, dall'altro avrebbero dovuto essere equipaggiate per pensare alla guerra più che alla pace, diversamente, ad esempio, dal programma per i pattugliatori sorveglianza pesca 'Freemantle'. Strategicamente, però, non erano prese in considerazioni regioni al di sopra del Vietnam del Nord e ad Ovest della Thailandia, tuttavia questo significava pur sempre Cina, Giappone, India. Infine, per i suoi compiti operativi, la RAN non avrebbe più disposto di aerei ad ala fissa, e quindi niente portaerei e dipendenza dalla RAAF per il supporto aereo.

Per concretizzare tutto questo erano previste le 8 nuove 'Anzac' come navi da 118x14,8x4,4 m, 1 turbina LM 2500 e due MTU da 8.500 hp, 27 nodi, 3.500 t di dislocamento con autonomia di 6.000 nm a 18 nodi e 7.000 e passa a 13. Queste navi avrebbero ricevuto un sistema del tipo 'Phased Array' nel torrione principale, dietro la plancia di comando, per un sofisticato sistema da difesa aerea, una scommessa azzardata per una piccola nave della classe 'Meko 200'.

Al momento presente, però, la disponibilità di navi era questa:

3 caccia 'Perth' (C.Adams)

1 ANZAC

6 Adelaide (Perry)

1 River (Type 12)

Queste le navi di superficie; con le 7 ANZAC in ordine (150 Anzac, prevista 1996, 151 Arunta, prevista 1998, 152 Warramunga, prevista 2000, 153 Stuart, prevista 2001; 154 Parramatta, prevista 2002; 155 Ballarat, prevista 2002; 156 Toowomba, prevista 2003; 157 Perth, prevista 2004) sarebbero state sostituite, con i 'Perth' da radiare tra il 1999 e il 2001 (Perth, Hobart, Brisbane). Navi che avevano servito bene e a lungo la Marina, rimodernate con CIWS Phalanx e altri sistemi, erano come le 'Perry' dotate di missili SM-1 e questo spiega come mai si sono voluti parimenti sistemi SAM a lungo raggio anche per le ANZAC: tutte le principali navi (9) australiane ne avevano. Le 'Adelaide' erano più recenti e quindi non sarebbero state sostituite ma integrate dalle ANZAC (due delle quali, da qui il nome, previste per la Nuova Zelanda). La questione non era però questa, ma il fatto che le nuove navi, nonostante la miniaturizzazione dell'elettronica, erano pur sempre un po' troppo piccole per le esigenze delle quali le si voleva caricare. Ora, per le Adelaide si pensava ai pattugliatori Project Sea 1400, navi ancora indefinite da ordinarsi fino a 8 elementi. I Freemantle erano invece da rimpiazzarsi con qualche altro tipo di nave dalle capacità non ancora ben definite.

La perdita dei caccia, comunque, si sapeva che avrebbe comportato anche la privazione di capacità importanti come il radar 3D, sistema SYS-1 per l'inseguimento bersagli, 3 canali di tiro (cannone e missili) anziché 1 o 2, una superiore centrale operativa, sistemi di comunicazione e spazi per il comando e controllo.

Piuttosto stranamente, quindi, si sarebbero rimpiazzati caccia che già in partenza offrivano qualità che i loro più piccoli successori non erano in grado di replicare. In genere si rimpiazzano un maggior numero di navi vecchie e piccole con meno unità più moderne e grandi. Previste però anche delle novità, a parte i sistemi radar multifunzione e missili Mk 41 a lancio verticale. Per esempio i 14 sistemi Nulka di sonar rimorchiati, i Super Seasprite che integreranno gli SH-60.

La serie di sensori imbarcati sulle ANZAC avrebbe compreso il radar SPS-49V8, il Celsius Tech 9LV 453 per bersagli e controllo tiro, radar navigazione, sonar di chiglia Spherion B Mo.5, sistemi Nulka antisiluro, come anche gli SLQ-25A NIXIE, lanciatori SRBOC Mk36, ESM Sceptre A, PTS-17, sistemi di comunicazione SATCOMM e Link 11.

Infine le armi: cannone Mk 15 Mod 2, 2 tls Mk 3, 8 missili RIM-7P con sistema Mk 41, rimpiazzabili con un max di 32 ESSM, predisposizione per un secondo modulo Mk 41, missili Harpoon, CIWS Phalanx, secondo sistema di controllo tiro Sea Sparrow.

Da notare che non c'erano missili SM-2 ma solo al più, gli ESSM.

L'aggiornamento delle Adelaide, con il Project Sea 1390, era in discussione, perché la solo due delle navi avevano meno di 5 anni di servizio e perché solo con una ricostruzione complessa era possibile superare i limiti tipici di queste navi, sprovviste di sistemi CIWS sufficienti e di capacità di ingaggiare bersagli multipli. Così è stato pensato di installare un modulo Mk 41 per gli ESSM onde migliorare la difesa da attacchi missilistici, e nuovi radar. Il tutto da farsi entro il 2004. Le navi 'Adelaide' erano la 01 Adelaide, servizio dal 1980; 02 Canberra, 1981; 03 Sydney, 1983, 04 Darwin, 1984, 05 Melbourne, 1992; 06 Newcastle, 1993.

Sono navi da 4.100 t a pieno carico, 136x14x4,5 m 2 LM2500 e due motori ausiliari elettrici, un solo asse, 29 nodi, autonomia 4.500 nm a 20 nodi (non molto), ma ben 7.000 e passa a 13

I sensori erano il radar di ricerca SPS-49, controllo tiro SPG-60 e Mk 92, ricerca superficie SPS-55, sonar chiglia SQS-56 per le prime navi, Mulloka per le ultime 2; missili SM-1MR e Harpoon (40 in tutto), cannone da 76 Mk 75, CIWS, lanciasiluri, mtg da 12,7 mm, 2 S70B2 Seahawk.

L'aggiornamento delle ANZAC, inizialmente entrate in servizio con Sea Sparrow, cannone, lanciasiluri (ed elicottero Sea Sprite quando disponibile) era tuttavia da farsi in varie fasi, aggiornamenti quali l'Harpoon, e sistemi per la posa di mine. Poi con l'ultima fase prevista, sarebbero giunti a bordo o l'SPY-1F o l'APAR, e i missili SM-2.

Gli OPC per rimpiazzare i 'Freemantle' erano da equipaggiare con cannoni da 57 o 76 mm e ESSM, più elicottero SH-2G Seasprite, link 11 e motore CODAG per 26 nodi e 6.000 nm a 12. Si parlava di sei navi, almeno inizialmente, ma queste erano giudicate poche per il rimpiazzo di 15 'Freemantle'.

Infine il Project Sea 1400 comprendeva 8 cacciatorpediniere veri e propri, destinati a rimpiazzare le 'Adelaide', ma ancora del tutto senza particolari per la loro realizzazione, tanto che si pensava potessero essere degli ANZAC ingranditi. L'unica cosa che si sapeva era la necessità di avere a bordo due elicotteri.

XXI secolo[modifica]

Dopo le tante aspettative per un futuro luminoso e pacifico, la Storia ha posto di fronte al mondo difficoltà 'apparentemente' impreviste, che sono esplose con la crisi successiva all'11 settembre. Gli Australiani, con il loro leader conservatore Leslie Howard sono stati al fianco degli americani e delle varie 'coalizioni dei volenterosi' in Afghanistan e nel Golfo, dove del resto avevano già operato negli anni precedenti sorvegliando prevalentemente gli irakeni. Durante queste azioni si sono svolti impieghi di commandos e forze speciali, ma per quello che riguarda la componente convenzionale, l'Australia ha inviato circa 2000 uomini, con il 75th Squadron con 14 F-18 Hornete, elementi del 36th con i C-130, e del 92th Wing con i P-3C. La RAN intervenne con le fregate ANZAC e DARWIN, e la nave LST KANIBLA, nonché un team di 60 sommozzatori per la lotta antimine, integrati in un comando multinazionale interforze. L'esercito ha inviato il 5th Regiment di elicotteri con i CH-47, reparti del SAS con uno squadron e 4 RAR di commandos. In tutto vi sono stati circa 2000 uomini usati nella guerra del 2003, con 600 uomini della RAAF e 1000 della RAN.

Marina[3][modifica]

La struttura della Marina ha visto, dopo il 2001 ma soprattutto dopo il 2003 una ricerca di maggiore flessibilità operativa. La decisione di accentrare il comando delle ADF (Australian Defence Forces) nelle mani del comandante in capo è stato uno dei passi compiuti. Nel frattempo, la RAN ha mantenuto i vari comandi: generale, con il Chief of Navy, il comando addestrativo Naval Training Command, il Naval Support Command, il Naval Material Command per i materiali utilizzati dalla flotta. La forza operativa è costituita da: Maritime Command Australia-MCAUST- che ha sede a Potts Point, Sidney. A parte il comando delle forze vi sono al solito, altri enti: tra questi vale la pena di ricordare in particolare i Task Group navali, mentre in generale le navi di superficie sono nei Australian Navy Surface Combatants Force, mentre i sottomarini lo sono nell'Submarine Group Command, le navi per MCM sono nel Mine Warfare and Clearance Diving Group, i pattugliatori nel Patrol Boat Force Element Group, altro ente dalla sigla lunga e complessa (CMAUSNAVPBFEG), l'aviazione navale RANFA, le forze anfibie e supporto AWF e ASF. Il centro della RAN resta Sidney, dove tra l'altro vi sono i comandi della marina, e altre basi sono nondimeno Freemantle, potenziata negli anni '90, la base di Nowna per l'aviazione navale, Darwin per i pattugliatori, e altre ancora minori, oltre ai porti di Adelaide, Darwin e Melbourne dove vi sono stazioni marittime con navi ausiliarie e della riserva.

L'elenco delle navi in servizio grossomodo è il seguente:

  • 4 fregate ADELAIDE
  • 8 fregate ANZAC
  • 6 sottomarini COLLINS
  • circa 15 pattugliatori FREEMANTLE
  • 6 cacciamine d'altura e 2 litoranei
  • 2 navi da sbarco
  • 2 navi logistiche
  • varie navi idrografiche
  • 2 navi d'addestramento
  • 2 navi sperimentali
  • circa 50 navi di vario genere
  • circa 40 elicotteri e 3 aerei per l'aviazione navale
  • reparti speciali per la lotta antimine e la guerra subacquea in generale

Programmati:

  • 3 cacciatorpediniere AEGIS
  • 2-4 sottomarini COLLINS
  • pattugliatori veloci ARMIDALE
  • navi logistiche e da sbarco, possibilmente portaerei
  • elicotteri NH-90
  • aggiornamenti per le ANZAC e COLLINS

I programmi navali in dettaglio[modifica]

Sbloccata in parte la situazione delle 8 MEKO 200 ANZAC, in costruzione dal 1993 come il programma più costoso della storia militare australiana, e che hanno ora ricevuto armamenti di un certo livello, come i missili Sea Sparrow ESSM (previsti) per l'unico lanciatore Mk 41VLS (e quindi un massimo di 32 missili), 8 missili Harpoon e siluri MU-90 ASW, nonché sistemi sonar avanzati con capacità antimine e sistema antisiluri TMS-4550 SEA DEFENDER e 2 mitragliatrici da 12,7 in torretta Raphael TYPHOON (presenti anche sulle ADELAIDE). I radar sono l'SPS-49 a lungo raggio, il sistema per la scoperta di bersagli a bassa quota e di superficie SEA GIRAFFE 150C, radar nautico, radar di tiro CEROS, sonar SPHERION, ECM Racal SPECTRE-A, DASA TELEGON, AEG PST 1720, Mk-36 lanciarazzi, e decoy SLQ-25 NIXIE.

HMNZS Te Mana F111 Sep 2007.jpg

Le navi sono rimaste comunque prive dell'AEGIS ma sono state equipaggiate con sistemi tradizionali di radar, almeno per evitare di spendere soldi preziosi per una flotta di navi che restano limitate, e che di buono hanno solo il cannone Mk 45, il primo 127 mm moderno della RAN, e i motori diesel che garantiscono solo 27 nodi ma anche 6.000 miglia nautiche (oltre 10.000 km) a 18 nodi (33 kmh). Un programma per dotarle finalmente di un sistema 'Phased-Array' di bordo è stato preso in atto: un programma noto come SEA 1448Ph2A con spesa prevista di 700 milioni di dollari australiani, e prevede la trasformazione delle navi con due nuovi radar, stavolta australiani: il CEA-FAR con banda E/F con sei facce piane, e il CEA-MOUNT con quattro, che è concepito come sistema di controllo del tiro, capace di guidare fino a 10 missili contemporaneamente, operando in banda I/J.

La HMSA Camberra lancia un Harpoon. Le navi Perry non hanno lanciamissili dedicati all'Harpoon, e devono usare i sistemi Mk 13

Le ADELAIDE sono così le uniche navi con capacità di difesa d'aerea ancora disponibili, ancorché limitate nelle loro capacità: ora sono state ridotte a 4 navi in servizio attivo, con le prime due, ADELAIDE e CAMBERRA poste in riserva rispettivamente nel 2006 e 2005. Esse erano state concepite come Perry leggermente modificate, per integrare i cacciatorpediniere del tipo Adams della classe Perth: questa ha prestato un lungo ed onorevole servizio nella RAN, iniziato nel 1965-67 e terminato con il ritiro del HMSA BRISBANE nell'ottobre 2001, proprio a ridosso degli attentati alle Twin Towers. Le ADELAIDE vennero consegnate alla RAN nel periodo 1980-84, ma a questo primo lotto seguì un altro di due navi, MELBOURNE e NEWCASTLE consegnate nel 1992-94, praticamente in contemporanea con i primi caccia Burke e a quel punto, dopo una pausa di 8 anni, un poco obsolete. In ogni caso, erano dotate di un sonare EMI/Honeywell MULLOKA che rimpiazzava l'SQS-56, e un ponte di volo capace di accogliere 2 SH-60 al posto dei più vecchi Seasprite. Con tali aggiornamenti applicati, il dislocamento finiva per raggiungere le 4100 t a pieno carico, essendo le ADELAIDE del tipo Perry a 'scafo lungo', in ogni caso tali aggiornamenti alla capacità elicotteristica vennero estesi a tutte le navi della classe.

Ecco un programma che è stato implementato con successo e rapidamente: il lanciamissili Mk 41 del tipo 'corto' davanti al lanciamissili Mk 13 prodiero. È stato necessario sistemarlo un po' sopra il ponte di coperta

4 fregate ancora in servizio state sottoposte a nuovi aggiornamenti tecnici: per esempio hanno avuto una dotazione di missili ESSM su di un lanciatore VLS, ma per fortuna non c'è stata la pretesa di sostituire con tale apparato il lanciatore Mk 13: esse hanno avuto a prua di questo, dove lo spazio era ancora rilevante, un modulo a 8 celle capace di portare 32 ESSM: con un colpo solo il numero dei missili SAM è stato quasi raddoppiato. Nel frattempo il Progressive Update Project SEA-1390 ha compreso anche, nel suo valore di ben 599 milioni di dollari australiani: la modernizzazione del sistema di tiro Mk 92 passato dalla versione 2 alla 12, del radar SPS-49 allo standard -49A(V) 1, i nuovi sistemi ESM della israeliana ELISRA dei tipo C-PEARL, mentre la Thales Undewater System ha modificato il sistema ASW con il PETREL per la navigazione su bassi fondali e scoperta mine, il SEA DEFENDER per la difesa dai siluri e il sonar a scafo SPHERION. Anche i lanciamissili Mk 13 sono stati aggiornati in termini meccanici allo standard -13/4 ed è stato introdotto il missile SM-2MR nella recente versione Block IIIA. I missili SM-2MR sono simili agli SM-1, ma tutt'altra cosa in termini di capacità operative: essendo dotati di autopilota hanno bisogno solo dell'illuminazione per gli ultimi km di volo, il che autorizza ingaggi di bersagli quasi in simultanea, cosa importantissima per una nave con un solo sistema radar di tiro anziché due come per esempio i cacciatorpediere ADAMS. La gittata inoltre arriva a 74 km, quasi il doppio dei primi SM-1MR.

E i pattugliatori? La classe FREEMANTLE è abbastanza moderna, realizzata dalla Brooke Marine britannica tra il 1977 e il 1984, armati con un cannone da 40mm, 2 mitragliatrici da 12,7mm e un mortaio da 81. Le loro caratteristiche sono 42m di lunghezza, 248 t a pieno carico, velocità di 30 nodi, ma i diesel sono in grado di assicurare una autonomia di 1.450 miglia alla massima velocità (circa 2 giorni di moto) che salgono a ben 4.800 miglia a 8 nodi, ovvero 25 giorni di moto, il che dà un'idea della differenza di consumi con il cambio della velocità. Si tratta di navi che hanno navigato in mare anche per 200 giorni l'anno per 20 anni e più, ma alla fine del 2000 due hanno accusato problemi di corrosione, e sono stati cannibalizzati. Le altre 13 navi hanno mostrato a quel punto la necessità di essere aggiornate con un intervento di oltre 300 milioni. Se si considera che le prime due navi sono state tolte dalla linea perché i costi di ripristino erano di 1 milione per nave, si capisce come la RAN ha avuto l'idea di comprare, piuttosto, nuove navi. Le alternative erano due: comprare corvette da circa 1350t e 25 nodi, con elicottero poppiero, oppure comprare un pattugliatore più piccolo, meno costoso, con un rapporto di 1:1 come numeri.

Orbene, venne scelta quest'ultima opzione, con un ordine per un progetto chiamato ARMIDALE (progetto SEA-1444), in onore di una nave affondata dai giapponesi nel 1942, con quasi tutto l'equipaggio australiano. Il contratto da 553 milioni venne vinto il 17 dicembre 2003 con il progetto presentato dalla DMS. Le nuove navi sono state realizzate dal 2005 al 2008: hanno una lunghezza di 56,8m, dislocamento di 270t, strutture stealth ma anche di derivazione commerciale ed ecocompatibili, e un motore MTU diesel gli dà 25 nodi di velocità massima, ma mantenibile con mare forza 3 e per 24 ore. L'autonomia è di 3000 miglia a 12 nodi, il 25% maggiore dei FREEMANTLE e permette di operare anche per 42 giorni con pattugliamenti anche ad oltre 1800 km dalla costa. L'equipaggio è di 21 uomini, altri 20 possono essere portati a bordo se necessario. L'armamento è dato da una combinazione leggera rispetto ai FREEMANTLE, con torretta Rafaele TYPHOON armata di mitragliera da 25mm, appoggiata da due postazioni da 12,7mm mentre a poppa vi sono due gommoni Zodiac da 7,2m.

La sorveglianza costiera aveva a suo tempo la Coastwatch, ma questa era costituita da una combinazione di mezzi della RAN e RAAF soprattutto per l'Agenzia per la pesca, ma adesso, anche per via dell'immigrazione vi è il progetto per un vera ed indipendente Coast Guard, che incredibilmente ancora non esiste in Australia.

La componente cacciamine è stata in lunga decadenza per anni, ma la Corea e il Vietnam hanno dimostrato la sua importanza: vennero ceduti allora 6 dragamine TON ex-RN due dei quali trasformati in cacciamine (classe CURLEW, rimasti in servizio fino agli anni '80), e poi nel 1987 vennero realizzati i due RUSHCUTTER, catamarani da 178t che però, date le loro limitate caratteristiche di dislocamento, non si sono dimostrati, malgrado l'innovativa concezione, di adeguato rapporto costo-efficacia, cosicché sono passati in riserva. La scelta è stata per la classe HOUN da 720t a pieno carico, realizzata con il programma SEA-1555 del 1991. Queste grandi navi, probabilmente le migliori della loro categoria, hanno visto il completamento delle 5 navi costruite in Australia entro il 2002 in aggiunta alla prima, varata a Sarzana. Esse sono realizzate con il 70% dei componenti nazionali, e hanno il doppio ruolo di cacciamine-dragamine, con nel primo caso, il ROV DOUBLE EAGLE II della Bofors presente in due esemplari e capace di vedere le mine e controminarle con una carica da demolizione, mentre per il resto vi sono i sistemi dragamine con il DOUBLE OROPESA e MINI DYAD. I sistemi di navigazione e controllo sono di tipo avanzato, prevalentemente inglesi e il cannone di bordo una mitragliera da 30/75mm a prua.

La componente di rifornimento e anfibia è data da diverse navi di recente acquisizione o anche costruzione. Le navi da rifornimento sono state due: la SUCCESS e dal 1989 dalla WESTRALIA. La prima è un progetto francese DURANCE prodotto su licenza, con dislocamento di 17900 t e capacità di carico di 10.000t e 4 stazioni di rifornimento in mare, nonché due elicotteri a poppa. L'armamento di un cannone da 40mm, mitragliatrici e la predisposizione per due costosi CIWS PHalanx, che non sono stati ancora comprati. La realizzazione avvenne nel periodo 1980-86 dall'arsenale Cockatoo.

La WESTRALIA è invece una vecchia nave britannica della classe LEAF, entrata in servizio nel 1979 e radiata dalla RN nel 1989: con 41.000 t di stazza si trattava di una nave relativamente recente e di grandi capacità di trasporto, con 2 stazioni laterali e una terza a poppa, mentre era capace di portare anche elicotteri per il VERTREP, ovvero il rifornimento verticale con elicotteri delle navi. Le dimensioni erano di 170m, le maggiori di una nave australiana del periodo contemporaneo. Purtroppo essa è stata danneggiata da un incendio nel 1998, ed è stata ricostruita come nave appoggio e comunicazioni.La linea di navi ausiliarie comprendeva anche 4 cisterne acqua costiere da 1.200 t, circa 6 rimorchiatori, circa 50 mezzi ausiliari minori

Le navi per appoggio ed esplorazioni subacquee sono anch'esse presenti, con la PROTECTOR del 1990, nata per collaudi di sperimentazione di equipaggiamento subacquei che costituiscono la maggior parte della sua attività, ma è anche utilizzata come nave salvataggio per sottomarini sinistrati, evento rarissimo ma che richiede una nave estremamente specializzata. Essa venne comprata nel 1990. La SEAHORSE STANDARD è utilizzata come nave per test di armi e sensori. Un'altra importante risorsa sono le 3 navi classe SEAL per appoggio subacquei con team da 16 uomini.

Il settore idrografico è un altro in cui la RAN è, per ovvie ragioni, molto preparata: vi sono navi civili come l'AURORA AUSTRALIS, le 2 navi oceanografiche LEEUVIN e MELVILLE del 1998-99, 4 catamarani PALUMA da 320t de l1987-90, e nove motolance FANTOME del 1992-93.

Per l'addestramento vi sono lo YOUNG ENDEAVOUR, che è una nave a vela comprata in Regno unito nel 1988 e la SEAHORSE MERCATOR che è del tipo PACIFIC FORUM: si tratta di una di un programma nato nel 1987 per equipaggiare la Micronesia con 22 pattugliatori da 165t per 3,8 milioni di dollari australiani, e una di queste unità è stata presa in carico anche dalla RAN.

La RAN ha una serie di navi per compiti anfibi: essenzialmente le due navi classe NEWPORT che dopo 5 anni di lavori hanno cominciato ad entrare in servizio nel 2000, col nome di KANIMBLA e MANOORA. costruite nel 1969-70 e comprate nel 1994 dalla RAN. Modifiche: eliminazione del ponte di sbarco anteriore, riduzione della velocità ma aumento dell'autonomia a 14.000 miglia, sistemazione di due LCM da 70t sul ponte di prua, hangar poppiero per 4 Black Hawk, 450 uomini dell'Esercito, struttura ospedaliera, mezzi corazzati e blindati, e chiamate ora LPA (Landing Platform Anfibious). La prima ha normalmente una funzione di nave scuola, l'altra è nave sede di comando. Il servizio di queste due navi, così abbondantemente modificate resteranno in servizio fino almeno al 2015. La vecchia TOBRUK, ovvero un tipo inglese d'assalto anfibio costruita nel 1978-81, con 5700 t, 18 nodi, 8000 miglia di autonomia, che porta 500 uomini e una compagnia di carri Leopard, 4 mezzi da sbarco e 2 elicotteri. Il disarmo era previsto per il 1999, ma la nave venne aggiornata nel 2000 e resterà in servizio almeno fino al 2010. Altri mezzi sono 6 LCU da 500t BALIKPAPAN dei primi anni '70, e 12 AWS del 2002-2004 in sostituzione dei vecchi LCM-8. Questi sono in servizio per l'esercito, che conta due brigate addestrate in questo tipo di impiego, la 1a basata a Darwin e la 3a a Townsville. Da notare che queste capacità sono rinforzate da unità civili noleggiabili. Tipico esempio è il JERVIS BAY, catamarano capace di trasportare un battaglione di fanteria alla fantastica velocità di 43 nodi. Essa è stata utilizzata per la crisi di Timor Est e venne restituita dopo un biennio di impiego avvenuto nel 1999-2001.

Vanno menzionati anche i reparti speciali della Marina Australiana, due Clearance Diver Team, che hanno sede ad Sidney e Cockburn Sound, mentre un terzo è di riserva. L'Esercito australiano ha anche dei reparti speciali per operare in ambiente navale: l'ASAS, il Primo Reggimento Commando e l'OAG. Il primo altro non è che l'Australian Special Air Service, fondato nel 1957 e veterano della Guerra del Vietnam, dove completò 1400 missioni, sostenne 300 scontri a fuoco e si stima, uccidendo oltre 500 vietnamiti contro una perdita. Questo contribuisce a spiegare il ridotto clamore dell'impegno armato degli australiani in Vietnam, in quanto le perdite umane furono decisamente trascurabili, specie nella tragedia vietnamita. Le altre due formazioni sono nate dall'ASAS, una nel 1980 e l'altra dopo ancora, con il compito della protezione delle piattaforme offshore, esso è inquadrato nel reparto specializzato nell'antiterrorismo dell'ASAS che ha in tutto 200 uomini, e che comprende anche dei sommozzatori della RAN. L'unica cosa che la RAN non ha in questo contesto è una forza di marines propria.

L'Aviazione della marina australiana era una volta potente, avendo le due portaerei SIDNEY e MELBOURNE (rispettivamente per il periodo 1949-75 e 1955-83), e nel mentre anche la VENCEANCE venne affittata dal 1952 al 1955. Passato il 1983, radiati gli A-4G si privò di molti apparecchi, specialmente ad ala fissa. L'Aviazione di marina venne istituita il 3 luglio 1947 e attualmente la Royal Australian Naval Air Arm ha un migliaio di uomini, e l'unica base è la HMAS ALBATROSS di Nowra, che si trova nel Nuovo Galles del Sud. Essa venne costruita attorno al 1942. Le macchine attualmente in linea sono 2 Hs-748/228 che servono per l'addestramento alla guerra elettronica ed infine un F-27 Friendship serie 500 per il collegamento e immatricolato con serial civili. Molto più importanti sono gli elicotteri, rimasti in servizio soprattutto grazie alle navi che li possono ospitare: circa 40 macchine che sono:

  • 6 AS-350B Squirrel (la versione militarizzata degli Ecureil) comprati negli anni '80 ed utilizzati per i collegamenti, tanto che la loro elegante e snella sagoma è spesso presente sui ponti di volo delle navi australiane.
  • Ben più potenti sono gli 11 SH-2F Seasprite americani, ex-US Navy e aggiornati allo standard G dopo una completa revisione. Essi sono destinati alle ANZAC, essendo queste poco adatte per le macchine più grosse e sono utilizzata per compiti ASW e antinave, mentre in opzione vi sono altri 18 apparecchi. Nemmeno a dirlo, non solo le ANZAC sono risultate costose e abbastanza modeste in termini di utilizzabilità, ma anche i loro elicotteri sono risultati costosi e di difficile messa a punto, per via soprattutto della nuova avionica che si è inteso installare. Opzioni di ogni genere si sono aperte, incluse quelle di comprare l'NH-90 o di abbandonare tutto, o ancora di completare il programma.
  • 16 SH-60, che iniziarono ad entrare in servizio nel 1988, e che sono i principali elicotteri della RAN. La loro avionica è in fase di aggiornamento, ottenendo finalmente un FLIR e un apparato ESM (ammesso che non ve fosse già uno installato).
  • circa 6 Sea King Mk50A, destinati a restare in servizio fino al 2010. Originariamente erano 12, comprati ed entrati in servizio, nell'insieme, in un lungo lasso di tempo ovvero tra il 1974 e il 1983. Essi sono stati aggiornati nel 1995-96. Per la sostituzione erano programmati gli elicotteri NH-90 che già l'esercito ha ordinato in un primo gruppo di 12 apparecchi.

Questo invece è l'organizzazione: 4 squadroni dei quali

  • l'HC-723 con gli aerei e gli Squirrel
  • HS-816 con gli SH-60/S-70B2
  • l'HS-817 con i Sea King

In appoggio, naturalmente, vi è la RAAF, aiutata oltretutto dalla vendita degli aerei della RAN per finanziare gli F-18. Essa opera con gli F-111C degli Sqn 1 e 6 dello Strike Reconnissance Group, armati con gli Harpoon e basati ad Amberley. Altri due squadroni sono ad Edimbough con circa 20 AP-3C Orion del 10 e 11imo Sqn consegnati, per la cronaca, tra il 1978 e il 1986 e ammodernati nel 1995 con un programma assegnato agli Israeliani (forse la Elbit) chiamato SEA SENTINEL che ha visto tra il 2002 e il 2004 la consegna di 17 nuovi apparecchi aggiornati.

E il futuro? La RAN ha previsto e pianificato molti programmi di qui al 2030 con il Blue Plan, e si tratta di un progetto di aggiornamento ambizioso, ma anche dipendente (visto per esempio quello che è successo alle ANZAC e persino ai COLLINS). Tra i programmi futuri: sostituire le KANIMBLA da assalto anfibio con una nuova classe che potrebbe avere dimensioni del tipo: 224 m di lunghezza per un dislocamento di 22.000t e una velocità di 22-25 nodi. La capacità di trasporto truppe fino a 1000 uomini e 150 veicoli, fino ai carri Abrams che oramai stanno entrando in servizio nell'Esercito, oltre a 4-6 elicotteri sul ponte di volo che copre la lunghezza intera della nave, tra le navi proposte le Aramis francesi modificate. È stato persino contemplato di costruire una vera portaerei da 29.000 t ma ancora tale programma non è stato ben definito e non si sà come le cose evolveranno nel futuro, se per esempio le navi da sbarco tuttoponte non si unificheranno con i requisisti della portaerei. La situazione in generale sembra simile al dibattito che in Italia ha portato via anni per capire che tipo di nave sarebbe stata da affiancare alla Garibaldi, e come è noto la Cavour è in pratica una portaerei pura, piuttosto che un ibrido portaerei-nave anfibia tipo le TARAWA americane. La sostituzione dei caccia PERTH non è di banale soluzione: essi sono armati con missili come le ADELAIDE, ma coprono capacità e possibilità di ingaggio sensibilmente superiori. Il SEA-4000 prevede la loro sostituzione con navi AEGIS. Dopo avere esaminato proposte tedesche e spagnole, pare che alla fine per questo programma da ben 6 miliardi di dollari australiani verrà scelto il progetto della Gibbs e Cox che è una versione ingrandita dei Burke americani. A tal proposito, giova ricordare che tra le proposte per rendere più economico tale imponente programma per i tre cacciatorpediniere classe HOBART vi è stata quella di comprare 3 dei 5 TICONDEROGA, incrociatori AEGIS di prima generazione che sono stati oramai messi in riserva dall'US Navy dal 2005. Alla fine il programma per questi caccia è relativo a navi che verranno realizzate tra l'ottobre 2013 e il 2017 dai cantieri ASC Shipbuilding di Osborne. Quanto alle caratteristiche previste vi sono: disegno stealth molto simile a quello dei Burke ma con sovrastruttura più alta, dislocamento di 7 tonnellate, che è sensibilmente inferiore a quello delle navi USA, come anche la velocità di 28-30 nodi, mentre l'autonomia sarà curata con circa 6000 miglia a 18 nodi. I sistemi d'arma saranno ridotti a loro volta, se comparati con i Burke con appena 48 missili anziché 90 sui sistemi Mk 41VLS, oltre agli 8 Harpoon, un cannone da 127mm del nuovo modello da 62 calibri e gittata aumentata ad oltre 100 km con munizioni speciali a razzo, CIWS di nuova generazione, due elicotteri, UAV, 30-40 commandos, sistema ASW completo con sonar a scafo e a profondità variabile e altro ancora. Altri programmi sono altri 2 COLLINS, possibilmente 4, con sistemi AIP, catamarani per trasporto truppe veloci, la consegna di un nuovo rifornitore derivato militarizzando il progetto di una nave, la DELOS di costruzione coreana (Yundai MDC), che riguarda una nave petroliera da 176 m e 37000 t a pieno carico. Essa è destinata a sostituire la WESTRALIA, che d'altra parte era a sua volta una petroliera militarizzata dagli inglesi. La trasformazione di questa nave del 2003 ha avuto inizio nel 2004 e la consegna è attesa entro il 2007. Originariamente erano previste due AMSTERDAM o due BERLIN (rispettivamente, si tratta dei nuovi rifornitori olandesi e tedeschi), per rimpiazzare la WESTRALIA nel 2009 e la SUCCESS nel 2016, ma tale programma non è andato in porto.

Collins: problemi e soluzioni[4][modifica]

Per quello che concerne i COLLINS, essi sono sottomarini moderni, ma privi di sistemi AIP per la navigazione subacquea. Nondimeno, sono scafi da 77,8 metri e 3.050 t in superficie, 3.350 immersi (notare che la differenza è di appena il 10%), costruiti con scafo singolo su due ponti, in acciaio Bissalloy 690, più leggero e facile da saldare del normale YH-80 o l'YH-100 usualmente impiegati per i sottomarini. Dopo che gli ultimi due battelli tipo Oberon, ovvero gli OXLEY (comprati in due lotti che entrarono in servizio nel 1968-70 e nel 1978) sono andati in riserva nel 1999, essi sono gli unici sottomarini australiani.

La commessa ebbe luogo con il programma SEA-1114 del 1987, con la vittoria dei cantieri svedesi Konkums e realizzazione con un nuovo cantiere vicino ad Adelaide con la creazione di una società congiunta, la Australian Submarine Corporation, e la classe venne chiamata COLLINS in onore del più famoso comandante australiano, che morì nel 1989 novantenne, dopo che tra l'altro ebbe il comando dell'incrociatore leggero SIDNEY (bestia nera degli italiani, assieme all'Ajax) che affondò l'incrociatore Colleoni a Capo Spada e poi divenne capo di stato maggiore della RAN dal 1948 al 1955. La prima nave venne impostata il giorno di S.Valentino 1990, entrando in servizio il 27 luglio 1996. Altri 5 battelli sono stati costruiti entro il 2001, mentre i successi export che ci si attendeva non si sono concretizzati, anche per i problemi che ebbe questo progetto, pure salutato come il più 'avanzato' SSK del mondo.

La loro dotazione d'armamento comprende 6 tubi di lancio tutti a prua, sistemati fianco a fianco sotto il sonar principale, per un totale di ben 4 cariche complete -22 armi- di siluri Mk 48, missili Sub-Harpoon o 44 mine. Per quello che riguarda i Sub-Harpoon, essi vennero testati dal Collins capoclasse su di un caccia 'Adams' in disarmo come nave bersaglio, che fu colpita ed affondata (non si sa se con un attacco radente o con la tecnica della picchiata finale, ma in ogni caso con danni sotto la linea d'acqua). La velocità arriva a 20 nodi, mentre l'autonomia è di 10.000 miglia circa a 10 nodi emerso sui diesel, oppure 400 miglia a 4 nodi immerso. Se si confronta questo dato con quello tipico di un sottomarino della II Guerra mondiale, si vede che l'autonomia risulta simile in superficie per entrambe le navi, anche se i battelli dell'epoca per lo più arrivavano a circa 1.000 t. I vecchi battelli erano dotati di maggiore velocità in superficie, ma sott'acqua era diverso: arrivavano a circa 8 nodi e l'autonomia massima di circa 100 miglia a 3-4 nodi. La differenza con le navi moderne è immensa e dovuta alla capacità delle batterie molto superiore, che riesce ad imprimere anche una maggiore velocità subacquea sott'acqua che in superficie. L'autonomia, però, ad alta velocità 10-20 nodi è comunque molto ridotta, dell'ordine di qualche ora al massimo: le batterie si consumano presto e vi sono solo due modi per ricaricarle: uno snorkel che consenta di accendere i motori diesel sott'acqua, oppure un sistema AIP che non richiede di arrivare alla quota periscopica per far uscire il tubo dello snorkel. Notare che l'AIP consente sì maggiore autonomia, ma non illimitata e costa moltissimi soldi, e a parte questo il sistema eroga una potenza limitata, sicché la velocità resta molto bassa. Ad ogni modo, sopra una certa velocità non vi è molto modo di utilizzare i sensori al meglio delle loro possibilità, per cui non è tanto questo il problema, quanto quello della velocità di movimento in determinate situazioni: non v'è modo per un sottomarino AIP di attraversare l'Atlantico in pochi giorni se non emerso, e non v'è alcun modo di inseguire o seminare una nave che vada a più di 10 nodi per più di qualche ora (o anche minuti, se la velocità si approssima a 20 nodi), visto che si potrebbero mantenere al più i 3-4 nodi data la potenza erogata da sistemi come le pile a combustibile. Questo, tra l'altro dice molto della difficoltà che i sottomarini attuali hanno nell'operare in scenari come quelli attuali: durante le guerre mondiali passate gli inseguimenti di mercantili isolati erano frequenti e la cosa era possibile perché le unità d'allora erano in effetti sommergibili, ovvero navi che all'occorrenza si immergevano, ma che a differenza dei sottomarini moderni e di quelli dei primordi, erano concepiti per muoversi perlopiù in superficie e anche combattere, come i cannoni di bordo dimostravano. La facilità con cui un sottomarino dell'epoca poteva tenere dietro, stando emerso, ad una nave mercantile tipica (10-15 nodi) curiosamente, è a tutt'oggi inarrivabile per ogni SSK, anche perché la velocità in superficie in genere non supera i 12-15 nodi al massimo, data la scarsa potenza dei diesel di bordo.

A parte questo, i problemi dei Collins sono anche altri: la rumorosità, a quanto pare, si è dimostrata maggiore del previsto (d'altro canto i cantieri svedesi non avevano mai costruito sottomarini tanto grandi), mentre la capacità, ben nota ed apprezzata degli Oberon di utilizzare minisommergibili ed incursori, è inficiata qui dalla mancanza di un apposito portellone. A parte questo, un problema maggiore era dato dal sistema di combattimento, apparentemente non all'altezza della situazione, e questo ha portato a sostituirlo con un sistema nuovo, il BSY-1 in conto FMS, mentre i siluri Mk 48 armi poderose (quasi 50 nodi per circa 30 km) sono state integrate dalle molto migliorate Mk 48 ADCAP con prestazioni ed elettronica ancora superiori, tra cui una velocità di almeno 55 nodi, mentre le mine erano le STONEFISH III. Anche gli alloggiamenti per gli incursori sono in via di realizzazione, come anche gli attacchi per due minisommergibili. Tutto questo programma viene chiamato SEA-1439 e ha comportato non meno di 439 milioni di dollari australiani per i sei sottomarini. Altre due unità potrebbero essere in costruzione se le opzioni saranno state onorate.

Questi sottomarini convenzionali si sono dimostrati quanto meno un progetto discutibile. Nelle intenzioni si trattò di costruire un sottomarino SSK con notevoli capacità, tipiche della Guerra fredda e come tali, funzionali in missioni ASW. Autonomia e portata del sonare erano richiesti al massimo delle capacità, anzi più precisamente oltre quanto fosse disponibile. Forse sarebbe stato meglio acquisire unità nucleari, ma per una ragione o l'altra ciò non venne fatto. Si scartò anche un progetto derivato, ma ingrandito, dal tipo Ulpholder. Non si voleva nemmeno spendere troppo per un sottomarino dal progetto interamente nuovo e alla fine ci si accontentò di uno scafo e sistemi già esistenti, ma aggiornati e potenziati. Così vinsero, inopinatamente, gli svedesi. Questi sottomarini, apparsi alla fine degli anni '90 su progetto derivato da una classe già esistente, sostituirono i vecchi Oberon.

I problemi sono stati di tipo strutturale, ma anche consistenti nel fatto che i vecchi SSK della RAN non avevano sistemi integrati in un sistema di combattimento moderno e gli australiani si trovarono lanciati in un'era che non conoscevano. I sottomarini americani, tanto per cambiare, ebbero questo vantaggio tecnologico sulla concorrenza, quando dagli inizi degli anni '60 apparve a bordo un sistema computerizzato capace di ingaggiare 4 bersagli in simultanea (in pratica però era sempre possibile gestirne uno per volta), dalla metà degli anni '70 si arrivò a gestire 10-20 bersagli, alla fine degli anni '80 l'informatica era giunta a tal punto che era possibile fare 10 volte meglio. E chissà oggi. Così vi sono differenze notevoli tra, diciamo, un Permit, un Los Angeles, un Seawolf e adesso un Virginia.

A parte questo, con un sottomarino più grande ci volevano anche motori più potenti, così che i diesel dei sottomarini svedesi ebbero due cilindri aggiuntivi, con il che aumentò la loro rumorosità fino a quando non si riuscì a dimostrare come fosse possibile renderli meno rumorosi con apposite modifiche di dettaglio, senza dover comprare nuovi motori.

Per il sonar la questione era anche peggiore: il tipo SCYLLA francese era stato abbinato non ad un sistema di combattimento francese, ma ad uno della Singer-Librascope. La mancanza di esperienza su sistemi di combattimento avanzati venne pagata con diversi inconvenienti, perché il sonar forniva semplicemente troppe informazioni perché fosse possibile elaborarle con i microprocessori Motorola 68000, quelli dei computer Apple dell'epoca. Ma proprio in quel caso vi fu la prima battuta d'arresto: la Apple passò infatti ai processori IBM PowerPC, e la Motorola uscì dal settore, cosicché divenne impossibile aggiornare i sistemi basati sui suoi processori precedenti. Il risultato fu un'elaborazione lenta e con ritardi pericolosi in caso di un'improvvisa minaccia, come un avversario che lanciasse un siluro contro i 'Collins', cosa che avrebbe richiesto un'immediata risposta. Inoltre il sistema di combattimento 'chiuso', per quanto avanzato, era difficilmente aggiornabile.

Alla fine, nel luglio 2003, la RAN ordinò il BYG-1 Mod 6 americano per risolvere la situazione, anche perché la portata del sonar francese, benché inferiore a quella dei Seawolf in modalità attiva, è comparabile in quella passiva, il che significa un gran numero di bersagli tracciabili. Alla fine, a furia di aggiornamenti i Collins, già giudicati a loro tempo i più silenziosi tra gli SSK, sono diventati via via provvisti di un'intelligenza, di un cervello sufficiente per l'uso ottimale dei sensori di bordo, tra cui sono comparsi sistemi ESM e SATCOM avanzati, mentre vi sono gli spazi per adattare i 'Collins' anche ai missili Tomahawk. Un po' per volta, ma alla fine sono diventati dei mezzi molto temibili. Certo che, alla luce di vari problemi e critiche attuali, dai 'Sauro' agli 'Ulpholer' agli stessi 'Collins', c'è solo di che meravigliarsi di quanto margine vi sia nel progresso, visto che in ogni caso, questi sottomarini sono già grandemente superiori a quelli degli anni '60, i quali a loro volta erano grandemente superiori a quelli degli anni '50, che a loro volta erano altrettanto superiori rispetto a quelli della IIG.M., con i quali centinaia di migliaia di uomini si sono battuti a suo tempo, colando a picco milioni di tonnellate di naviglio. Mentre l'ultima nave di superficie affondata in guerra da un sottomarino, nel 1982, fu l'incrociatore Belgrano, affondato dall'SSN Conqueror, che non era nemmeno allora una nave modernissima, e che per l'operazione si affidò a dei siluri di un modello anche più vecchio della nave argentina, un tipo americano degli anni '30 venduto nel dopoguerra, piuttosto che a siluri più moderni e teoricamente letali, ma meno affidabili. Non c'è niente di scontato nella guerra sottomarina.

La RAAF[5][modifica]

La RAAF ha lunghe tradizioni. Non meno di 4 squadroni combatterono, con piloti australiani, nella Prima guerra mondiale producendo anche vari assi. Alla fine vi erano 150 aerei e 140 persone nel servizio, perché i surplus di aerei erano molto consistenti dopo la guerra. La Seconda guerra mondiale venne combattuta con una forza inizialmente ridotta. Poi le cose cambiarono, nonostante la ridotta produzione di aerei locale, alla fine della guerra la RAAF era la quarta aviazione del mondo, con oltre 5000 aerei americani, inglesi e anche australiani, e oltre 200.000 uomini. Ebbe anche molte perdite, con più di 11.000 caduti (e, incredibilmente, un solo Squn. di bombardieri, con 200 uomini circa, ebbe da solo oltre 1000 morti, dovendo essere riformato più volte. Una cosa del genere, del resto, la ebbe anche l'Armata Rossa nel suo insieme). La RAAF in pochissimi anni si ridusse ad appena 4000 uomini. Partecipò nondimeno al Ponte aereo di Berlino, dove un aereo cargo della RAAF è ancora conservato in un museo locale, alla Guerra di Corea con obsoleti Meteor Mk 8, a quella del Vietnam con elicotteri UH-1, aerei Buffalo e bombardieri leggeri Canberra, perdendo 6 elicotteri e altrettanti uomini, 2 bombardieri e un equipaggio.

Tra gli acquisti recenti, gli aerei HAWK, 33 esemplari ordinati come sostituto degli MB-326. In effetti, si tratta di un aereo che ne ha ereditato i fasti, anche se il contratto è arrivato dopo 25 anni dalla loro entrata in linea. Però si tratta di HAWK di terza generazione, Mk 127 con avionica di prim'ordine e missili AIM-9L. Naturalmente sono i benvenuti per preparare i piloti degli F-18 come anche per ruoli operativi ridotti. La loro progettazione, con ali piuttosto piccole e basse, senza LERX, è tuttavia alquanto diversa da quella dei caccia moderni e nell'insieme comincia ad essere assai obsolescente in termini di caratteristiche di base.

Gli aerei d'addestramento basico-intermedio sono stati scelti tra i tipi più moderni disponibili: il PC-9 della Pilatus, ordinato in 67 esemplari. Ha avuto un successo paragonabile a quello del Tucano ma fin dall'inizio vi è stato un vantaggio in prestazioni dato da un motore da quasi 1000 hp di potenza, che dava 556 kmh di velocità di crociera massima e 583 come massima orizzontale. La loro utilità in termini d'addestramento per i caccia ad alte prestazioni era quindi utile in maggior misura rispetto ai più lenti Tucano di prima e seconda generazione (410-520 kmh), prima si passava ai velivoli intermedi M-326H, poi ai meno numerosi (33 contro 97 originari) Hawk di ultima generazione.

Tra le non molte evoluzioni da segnalare la fine degli F-111. Nonostante la fornitura dei 15 F-111G usati in sostanza come parti di ricambio, è sempre più difficile trovare il modo per mantenerli efficienti. Nemmeno l'ammodernamento dell'avionica è stato giudicato del tutto soddisfacente, nonostante gli innumerevoli programmi di aggiornamento (e pensare, in termini relativistici, che l'F-111 di 40 anni fa era giustamente considerato 'rivoluzionario' per la guida ognitempo TFR 'senza mani' con un sistema di navigazione e attacco ad alta precisione e sistema ECM integrato) e nonostante la possibilità di prolungare la loro vita operativa di alcuni altri anni, è stato stabilito che nel 2010 anche gli Aardvaark australiani verranno pensionati. Nel frattempo essi sono stati aggiornati, tra l'altro, con i missili israeliani AGM-142 Popeye (nonostante l'esistenza dello SLAM, versione d'attacco terrestre dell'Harpoon di cui condivide la logistica, ma evidentemente, si tratta di un'arma non favorevole in termini costo-efficacia). Per rimpiazzarli è stato piazzato un ordine 'd'urgenza' per 24 F-18 SUPER HORNET.

Altri programmi[modifica]

Il nuovo elicottero da combattimento australiano è il Tigre della EUROCOPTER, nonostante i guai che questo programma iniziato oltre 20 anni fa ancora si trascina dietro

Molto combattuta è stata la gara per il nuovo elicottero d'attacco dell'Esercito australiano: dopo una accanita competizione, l'Eurocopter TIGRE ha vinto contro l'Apache Longbow ed è stato ordinato in 22 esemplari, che assieme ai Blackhawk costituiscono il rinnovamento della linea di volo dell'esercito australiano. Il concorso, chiamato Air 87 prevedeva la sostituzione dei Kiowa, che volavano per l'Esercito dal 1971. La commessa valeva 1,3 miliardi di dollari australiani e riguardava macchine che erano un misto tra il modello controcarro e il modello multiruolo. I missili sarebbero stati non i TRIGAT LR ma gli Hellfire, assieme agli Stinger, al cannone DEFA 791 da 30 mm e ai razzi da 70 mm iperveloci CVR-70 da circa mach 3-4. La loro leggerezza relativa al possente Apache li rende i Tiger più economici, ma il sistema d'arma, dai missili anticarro al cannone, nonostante tutti gli anni passati, è ancora problematico quanto ad affidabilità di funzionamento. Inoltre un sensore FLIR avanzato, per quanto buono, non può certo competere con il Longbow, capace di vedere su di un raggio di 10 km ogni oggetto utile in condizioni ognitempo. La complessiva validità di questa scelta non è quindi al di sopra di ogni dubbio, anche se aiuta a dare ancora pluralità nel mondo aerospaziale, dopo l'asso pigliatutto della MDD. I carri M1 Abrams stanno nel frattempo sostituendo i pochi Leopard: mentre altre nazioni li hanno sostituiti con autoblindo pesanti gli australiani hanno seguito un percorso ancora di tipo 'classico', ma va detto che in operazioni di 'peace enforcing' i carri armati offrono tutto sommato più capacità dei vulnerabili mezzi leggeri e ruotati, come del resto in Irak si è dimostrato in innumerevoli occasioni.

L'Australia oggi e domani[6][modifica]

È stato presentato il 2 maggio 2009 quello che rappresenterà il futuro della difesa australiana, il 'White Paper' intitolato 'Difendere l'Australia nel secolo dell'Asia Pacifico: la Forza 2030'. È un titolo che è tutto un programma, fotografando lo spostamento della potenza economica e militare dall'Ovest all'Oriente. E l'Australia fa un po' da spettatore interessato. Comunque questo documento ha suscitato parecchie polemiche; oramai la Cina è vista come potenza economica in ascesa, ma anche la Corea del Sud, Thailandia, Malaysia; per fortuna dell'Australia, esse sono vicine ma non troppo, e poi i rapporti sono buoni. La volontà americana, però, è quella di contenere l'ascesa cinese, e cosa farà in questo frangente l'Australia? Ad ogni modo, per prepararsi a tutto, è stato posto in essere un importante piano di ammodernamento delle F.A. australiane, ma senza dimenticare che, pur essendo la 14ima potenza economica mondiale, l'Australia ha visto un notevole peggioramento con la crisi del 2008 (e che dura a tutt'oggi), una recessione che non fa intravedere facili vie d'uscita, specie finché la finanza, che l'ha di fatto già provocata, si ritrova anche a gestirla e a goderne i benefici (leggi aiuti di Stato per 'purificare' il sistema dai titoli spazzatura). Il Piano Orizzonte 2030 vede l'aumento delle spese del 3% annuo da qui al 2018 e poi del 2,2 fino al 2030, dopo di ché non è dato sapere. L'Australia dovrà essere pronta a guerre simmetriche e asimmetriche, e il ministro della difesa Fitzgibbon si è compiaciuto che il governo non abbia permesso alla crisi economica di ridurre le spese dello strumento militare, invero alquanto smilzo, dell'Australia. E dire che attualmente il governo è laburista, in opposizione ai conservatori -falchi che a suo tempo appoggiarono gli USA di Bush, anche in Irak. Ma ora la maggiore attenzione per gli australiani è la vicina Indonesia, territorio enormemente 'delicato', dove 240 mln di persone vivono su 17 mila isole, in gran parte sono musulmani e in gran parte a forte rischio catastrofi, essendo l'Indonesia, al contrario dell'Australia, sulla 'Cintura di fuoco' del Pacifico.

Insomma, l'Australia non abbassa la guardia rispetto ad un futuro incerto, con la Cina che sta decollando anche sul piano della potenza 'proiettabile', con l'arrivo dei nuovi SSN, SSBN e portaerei. Anche per questo è stato dato luogo ad un programma navale che comprende un gran numero di unità avanzate; si tratta di ben 12 sottomarini noti, per ora, come 'Future Submarine', da costruire nella South Australia su ben 30 anni come il più grande progetto militare mai fatto dagli australiani. Nonostante che i 'Collins' siano navi recenti e moderne, si pensa già a sostituirli, in particolare garantendo maggiore autonomia e capacità offensive, ed eccellente per comunicazioni e predisposizioni per incursori navali o anche sistemi UUV, i mezzi subacquei senza equipaggio, ma beninteso, senza ricorrere (in maniera esplicita) alla propulsione nucleare. Ovviamente questi sottomarini sono intesi per la proiezione di potenza, e forse avranno anche i missili tipo BGM-109 Tomahawk. Questo programma è comunque irto di difficoltà: l'Australia, al contrario dai suoi 'vicini', è un territorio enorme, ma a causa della sua natura essenzialmente desertica (insistendo soprattutto sul Tropico del Capricorno), è poco abitata. Trovare il personale sufficiente per costruire e portare avanti un gran numero di mezzi militari è difficile, anche perché non c'è leva militare, nella tradizione anglosassone. Presumibilmente verranno coinvolti gli USA nel programma, mentre i 'Collins' saranno migliorati nel contempo, per esempio con nuovi radar. Quanto alla flotta di superficie, saranno introdotti in servizio tre cacciatorpediniere e un quarto in opzione basati sui DDG di progetto spagnolo (Bazan), armati con i missili antiaerei più potenti disponibili, quei SM-6 che promettono ben 370 km di portata massima, e del CEC, che permette (la sigla significa Cooperative Engagement Capability) di usare le navi come parte di una rete di sistemi e sensori per condividere i dati dei bersagli e obiettivi. Inoltre verranno costruite otto fregate chiamate Future Frigate per ora, da usarsi per compiti ASW e risposta rapida, con elicotteri, UAV, missili vari; le ANZAC saranno potenziate (finalmente, dopo tutti i problemi che hanno avuto con eccessive ambizioni per la loro taglia) con armi come l'ESSM e le ECM Nulka, più altri sistemi di difesa antimissile e forze 'ostili' leggere come i barchini veloci. Inoltre vi saranno 20 pattugliatori da 2.000 t l'uno, 24 elicotteri (cifra minima) con capacità ASW avanzate, missili antinave e siluri; e questo senza considerare i 46 elicotteri MRH-90 per sostituire i Sea King della Marina e i pur recenti Blackhawk dell'esercito. Infine, la Mrina avrà una nave d'assalto anfibio portaelicotteri, ovvero una LHD, per compiti soprattutto di aiuto umanitario e di soccorso per i disastri naturali, oltre che per compiti militari. Infine vi sarà una nave da trasporto mezzi e personale da 10-15.000 t, con diversi elicotteri a bordo.

L'Esercito avrà una struttura con tre brigate da combattimento da 4.000 uomini l'una, suddivise in battaglioni; altri due battaglioni di fanteria sono in costituzione. In tutto si vorrebbero 10 battlegroups ottimizzati per i più vari teatri operativi. Tra i mezzi previsti, ben 1.100 veicoli protetti, meglio armati e corazzati, ma nel frattempo anche gli M113 saranno migliorati nelle capacità di difesa; inoltre verranno comprati anche altri 7.000 mezzi di terra; i CH-47D verranno sostituiti dai CH-47F che assieme agli NH-90 e ai Tiger saranno il futuro dell'aviazione dell'esercito (i Tiger sono assemblati in Australia, e usati soprattutto per ricognizione armata). Nuovi sistemi di difesa aerea dovranno sostituire gli RBS-70, mentre altri equipaggiamenti rivoluzioneranno le capacità dei reparti e soldati.

L'aviazione avrà inizialmente gli F/A-18E e F come rimpiazzo per i potenti ma invecchiati F-111, oramai senza più un futuro nella difesa dell'Australia, tanto che si prevede che lasceranno il servizio attorno al 2010; successivamente arriveranno 100 JSF di cui prima ne arriveranno 72, e poi gli altri 28 dopo il 2020, quando verranno radiati gli F-18; 12 di questi resteranno in servizio come aerei EW tipo 'Glower', aggiornati in Australia. Sono anche previsti i KC-30-A per il rifornimento in volo, dato che così si vuole ridurre il 'colpo' causato dalla perdita di mezzi a così lunga autonomia come gli F-111. Infine sono previsti altri due C-130 J, e più insidiosi ancora, i vari sistemi dell'attuale scenario bellico: apparati da ricognzione, intelligence e cyber-warfare. Nell'era di Second-Life, del resto, le guerre si vincono e si perdono anche sul web.

Quanto agli F-18 Hornet, essi hanno avuto una lunga vita e attualmente, con la radiazione in questi giorni (2010) degli ultimi F-111, sono rimasti anche gli unici aerei da combattimento della RAAF, ridotta attualmente ad un ancora rispettabile livello di 15.000 effettivi e 284 velivoli di ogni tipo, inclusi i 21 'Pig' (F-111), per sostituire i quali sono stati scelti gli F-18E/F, mentre per la sostituzione degli F-18A/B sono stati selezionati, malgrado la concorrenza dell'EF-2000, i JSF. Gli F-18 (o F/A-18) sono dei tipi A e B, ma aggiornati allo standard plus, che significa pressoché identici agli F-18C e D. Scelti il 20 ottobre 1981 per il programma Next Generation Fighter, essi sono stati i sostituti dei Mirage III per un valore di 2,788 mld di dollari che ha fruttato 57 AF-18A e 18 ATF-18A biposto (AF= australian fighter, designazione poi dismessa); tranne i primi due, vennero costruiti nella Government Aircraft Factory (GAF) e consegnati tra il 17 maggio 1985 e il 12 maggio 1990. Andarono al No.2 OCU dal maggio dell'85, il No.3 dall'agosto del 1986, il No.77 dal luglio 1987 (tutti a Williamtown), e il No.75 (maggio 1988) a Tindal. Il primo Hornet venne accettato a St. Louis già il 29 ottobre 1984, ma solo mesi dopo i due esemplari americani giunsero in Australia, seguiti da due esemplari allestiti con componenti americane (dal giugno successivo). Gli F-18 sono dei blocks 14-28 e noti anche come A-21 in Australia. L'aggiornamento negli anni '90 ha visto il radar Hughes AN/APG-73, standard degli F-18 nuovi fin dal 1994, e varie altre migliorie. Gli incidenti di volo non hanno pesato molto in questo quarto di secolo, se è vero che anche oggi vi sono ancora 54 monoposto e 16 biposto, vale a dire che solo cinque Hornet sono andati persi in 25 anni di attività: di questo passo, ne servirebbero quasi 400 per annichilire tutta la flotta. Certo il tempo in Australia è migliore che in Canada, ma la CAF canandese perse cinque Hornet solo nel 1990, per esempio. Dal 2001 gli Hornet, oramai pressoché identici ai C/D nuovi, sono anche a Diego Garcia, con quattro aerei per le attività connesse ad Enduring Freedom, mentre nel 2003 ben 14 vennero mandati in Qatar, per l'Operazione Falconet, ovvero l'attacco all'Irak, che vide gli australiani come unici compari degli 'alleati' USA e GB.

Attualmente gli F-18 Super Hornet sono in costruzione e 3-4 già di sicuro allestiti, e su questi si addestrano gli equipaggi che vengono dagli F-111. Dei Super Hornet ne sono stati ordinati 24 nel marzo 2007 e il primo uscì di fabbrica l'8 luglio 2009; l'ultimo seguirà già nel 2011. Metà di questi aerei saranno predisposti per diventare anche aerei ECM, similmente ai Glower americani. Ma gli F-18 Super Hornet sono solo una misura temporanea per aspettare gli F-35: di essi la RAAF ha ordinato, il 25 novembre 2009, i primi 14 esemplari, sebbene il fabbisogno indicato sia di 100 macchine. Vedremo cosa succederà in futuro, nel mentre gli F-18 hanno tra l'altro soppiantato gli F-35 dalla scelta fatta dall'aviazione danese[7].

  1. RID 1995
  2. Grazebrook, RID feb 1998
  3. Da Fé, Giuliano: La Marina Australiana nel XXI secolo, RID Aprile 2007, pagg. 48-58
  4. Friedman, Norman: I Collins, RID Mag 2009
  5. Da Fé, Giuliano: La RAAF nel XXI secolo, RID dicembre 2007, pagg. 40-47
  6. Bordonaro, Federico, PD Set 09
  7. Aerei mag-giu 2010, p.66