Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Guerre Arabo-israeliane

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Le origini e la guerra aerea[1][modifica]

Oggi si dà per scontato lo scontro tra arabi e israeliani ma non è stato sempre così e questo contenzioso è la dimostrazione del fallimento della diplomazia(Nico Sgarlato, op. cit)

Dal 1882 gli Ebrei iniziarono a ritornare nella Terra promessa, a causa dei feroci pogrom in russia; in occidente vi fu l'ignobile caso Dreyfuss (un ufficiale francese ebreo, che era stato accusato ingiustamente di essere una spia per le potenze straniere); nel 1897 Theodor Hertz teorizzò una 'terra senza popolo per un popolo senza terra'. La Palestina, parte dell'impero turco fino al 1917, venne liberata dagli alleati (all'epoca la Turchia era alleata con le Potenze centrali); il premier britannico Lord Arthur J. Balfour disse che la 'Palestina è la patria degli ebrei', il che, visto che la Società delle Nazioni diede ai britannici il mandato per governare la regione, causò un effettivo incoraggiamento per gli ebrei ad emigrare. All'epoca però esistevano anche gli arabi nella stessa regione, così come da migliaia e migliaia di anni. Era una terra povera, e arabi -sia musulmani che cristiani- ed ebrei erano in buoni rapporti. Ma l'aumento dell'immigrazione ebraica scardinò questo rapporto di buon vicinato, e nel 1921 tribù arabe cominciarono ad attaccare i coloni ebrei, il cui esercito irregolare, l'Hagana, rispose a queste azioni (particolarmente aumentate nel 1936-38); esso era comandato dal cap. Charles Orde Wingate, che era un cristiano del British Army. Al banditismo tribale arabo, specie da parte delle popolazioni del deserto e di montagna, fece presto contraccambio il nazionalismo ebreo, con attacchi terroristici veri e propri. Durante la II GM vi fu un momentaneo stop a queste azioni di guerra, ma poi si riprese a rivendicare l'indipendenza della regione, quale compensa per il sostegno dato alla causa antifascista. I britannici si resero presto conto che gli ebrei in arrivo stavano destabilizzando la regione e misero sotto blocco la zona, utilizzando anche i bombardieri Lancaster GR Mk.3 e B.Mk.7, che vennero usati in tal ruolo dal No.38 Sqn. Questi pattugliatori navali-bombardieri non riuscirono a bloccare totalmente l'afflusso dei coloni (vedi anche il caso dell'Exodus, una nave stracarica di persone che si cercò in tutti i modi di fermare, senza successo). L'ONU, appena nata, si trovava con molte grane e la questione palestinese (o meglio, all'epoca la ripartizione della palestina) vide la divisione in tre parti: quella ebrea, araba e internazionale, quest'ultima per i Luoghi Santi. Gli arabi avevano Haifa e Nazareth fino al Libano, Cisgiordania e la zona di Gaza, che poi confinava con l'Egitto. Il resto era, sebbene molto frastagliato, lo stato israeliano. I britannici passarono la mano a mezzanotte tra i l14 e il 15 maggio 1948, togliendosi un peso che non avevano più voglia di accollarsi dato che anche loro erano rimasti coinvolti in truci fatti di sangue (vedi attentato all'Hotel David). Ma le parti in causa non erano state ad aspettare quell'ultimatum. Il 30 novembre 1947 iniziarono già con la prima parte della guerra d'indipendenza d'Israele. Il mese prima l'Hagana (Difesa, ovvero l'esercito israeliano clandestino) aveva voluto dotarsi di un servizio aereo, clandestino anch'esso, chiamato Sherut Avir (per l'appunto, servizio aereo clandestino). Il primo comandante era Aaron Remez, ex-veterano RAF; c'era anche un assistente noto come Heyman Shertman, poi più noto come Heyman Shamir, ex-USAAF. Inizialmente vengono riportati due Taylorcraft Model C, ovvero apparecchi simili ai Piper Cub, con la differenza di avere posti affiancati; due rari RWD.13 polacchi, una sorta di Tiger Moth in versione monoplana; ben 15 Auster AOP Mk.5 da osservazione leggera e cinque J/1 Autocraft privati, e ribattezzati Primus. Il 'bombardamento pesante' era dovuto ad un D.H. Dragon Rapide, trasporto passeggeri leggero armabile con bombe da 20 e 90 kg, con un massimo di 4 da 113 kg. Infine c'erano due D.H. Tiger Moth. Successivamente arrivarono altre chincaglierie, come un Noordyun Norseman, un Beech 35 Bonanza un Republic Seabee e un Fairchild F-24. Tutto questo materiale era spesso in cattive condizioni d'efficienza, c'erano in tutto trenta piloti e pochi specialisti. Malgrado questo, il 10 novembre 1947 lo Sherut Avir divenne Shin Alep, perché nel frattempo la sua esistenza era stata 'ufficializzata', sempre nell'ambito dell'Haganah. La guerra era diventata sempre più difficile da fermare e dopo il 30 novembre specialmente. Nel marzo successivo gli arabi irregolari palestinesi dei Jihad Moqades (combattenti della Guerra Santa) erano stati in grado, entro il 20 marzo, di occupare tutte le vie che conducevano a Gerusalemme, dove c'erano quartieri ebraici ora sotto assedio. Una settimana dopo, finalmente lo Shin Alep entrò in azione, o meglio, per attacco aereo di prima linea. Circa mille combattenti palestinesi avevano bloccato un convoglio israeliano, usando un Tiger Moth e un Auster per colpirli con bombe artigianali. Ovviamente non bastò e solo i britannici salvarono la colonna ebraica dalla distruzione. Il 1 aprile venne lanciata una missione 'strategica' israeliana, con uno dei quattro 'nuovi acquisti' Avro Anson Mk.10, ex britannici. L'attacco è da 'fuori sede', perché parte da Parigi, dall'aeroporto di Toussus le Noble. Si trattava di cercare e colpire una nave trasporto, la LINO, che era carica di armi per i siriani; ma questa aveva fatto un cambiamento di rotta causa avaria e poi uno scalo a Bari, per cui non ricevette mai le due bombe da 200 kg dell'Anson. Se non altro, essa venne internata dalle autorità italiane. Quanto agli Anson, in seguito fecero scalo a Rodi, dove però vennero messi sotto sequestro dai greci. Nonostante tutto, la LINO rappresentava una minaccia secondo l'Haganah, e così degli incursori subacquei l'affondarono in porto, a Bari. Quest'episodio fu uno dei tanti che coinvolsero nel terrorismo israeliano anche l'Italia, che all'epoca aveva una politica piuttosto incerta tra arabi e israeliani. Era giunto l'aprile del '48, e nella prima decina di giorni gli aerei ebraici appoggiarono un'offensiva contro i palestinesi da parte dell'Haganah. Ma non c'era solo questa, per esempio il movimento di guerriglia-terrorista Irgun Zwai Leumi, il cui leader era Menachem Begin, ebreo polacco ed ex dell'Armata Rossa. Il 9 aprile questi, che pure diverrà presidente israeliano e premio nobel per la pace, condusse una delle più atroci azioni terroristiche, uccidendo 254 palestinesi, tutti civili. Ecco l'inizio del panico e della Nabka, con centinaia di migliaia di profughi che costituiscono un problema a tutt'oggi irrisolto. Gli arabi vollero comunque azioni di vendetta: il 12 aprile, c'era un convoglio che portava dei malati da una zona all'altra della Gerusalemme ebraica, quando vennero attaccati, con 77 vittime. Lo stesso giorno avvenne la prima perdita dell'aviazione israeliana, un Primus abbattuto da un reparto inglese dopo essere decollato dal Kibbutz di Kfar Etzion (che era vicino Gerusalemme). Gli Arabi il giorno 13 danno luogo alla prima azione 'anti-aviazione', colpendo l'aeroporto di Lydda, -ora noto come Ben Gurion- e distruggendo un RWD-15, che pure risultava ancora intestato al Palestinian Civil Flying Corps. Grazie alla migliore organizzazione e gerarchia, l'Haganah riesce a sconfiggere i guerriglieri palestinesi ed entro il 25 aprile la maggior parte di Gerusalemme era sotto il suo controllo. La RAF, il 27 aprile, cerca di fermare dei reparti dellHaganah che erano diretti verso Jaffa per occuparla, usando gli Spitfire per mitragliarli. Non bastò a fermarne l'avanzata, come sappiamo a tutt'oggi. Come si era detto prima, l'ONU dichiarò che l'indipendenza della Palestina avrebbe avuto luogo dopo la mezzanotte tra il 14 e il 15 maggio. Ma la guerra, in realtà, continua. Entrambe le parti non sono particolarmente ben addestrate ed equipaggiate, spesso hanno armi di fortuna o artigianali, così come i blindati. Non è chiaro nemmeno se gli 800 marocchini stanziati in Libano e la compagnia saudita entrarono in azione durante la guerra. Comunque Israele poteva contare sul Mahal, che è il volontariato internazionale. Tra i volontari c'erano anche Beurling, il grande asso canadese, e Slick Goodblin, un collaudatore americano parimenti noto. In zona c'era solo la Royal Egyptian Air Force con una forza adeguata per le necessità, anzi era la più potente della regione. Aveva circa 20 Hurricane Mk.IIB e C, che però erano rivendicati dal governo inglese come suoi e quindi, per evitare problemi, non vennero assegnati al corpo di spedizione egiziano contro Israele; circa 40 erano gli Spitfire LF Mk.IXC, alcuni Mk.VC, 25-30 C-47 e C-46, dei primi 5-10 vennero modificati come Dakota-bomber; c'erano i Lysander Mk.1 (non più di 5) e un unico Fury. I Siriani avevano la loro Force Aérienne Syrienne, con appena 15 N.A. SNJ-5 Texan e un Piper J-3 Cub. Quanto all'Irak, la Royal Iraqi Air Force possedeva sei Bagdhdad Fury, derivati dai Sea Fury modificati; tre di questi andarono sotto controllo della REAF; poi c'erano sei Avro 652A Anson, sei Bristol Freighter Mk.31M, poi seguiti da sette DH Dove, vari T-6 e Auster AOP; forse anche la Transgioradia aveva dei T-6, ma di essi non v'é conferma. Gli Egiziani cominciarono a fare sul serio attaccando l'aeroporto di Sde Dov, dove c'era il Tel Aviv Squadron, e distruggendo al suolo un altro RWD.13, un Seabee e un altro velivolo leggero israeliano. L'aeroporto non era tuttavia sprotetto. Sembra che quest'attacco fosse stato in realtà costituito da due ondate, avvenute nella mattina dei 16 maggio da parte degli 'Spit' di El Arish (Gaza). Il fuoco israeliano da parte di cannoni calibro 20 e 37 mm colpisce tuttavia uno Spitfire, costringendolo ad atterrare sulla spiaggia di Tel Aviv, senza molti danni. Tanto che quest'aereo, nella prima azione di fuoco ordinata da Israele durante la guerra 'vera', venne rimesso poi in servizio. Viene anche riportato l'attacco di Spitfire armati di bombe contro Akir e Haifa, ma il porto di quest'ultima località è protetto dalla RAF e tre Spit egiziani sono abbattuti. La REAF manda in azione anche i Lysander, armati con piccole bombe, mentre i Siriani lanciano all'attacco gli SNJ-5 Texan, che colpiscono a Sud del lago di Tiberiade. La REAF, malgrado l'incidente con la RAF, continua le azioni belliche nei giorni successivi contro Tel Aviv, Gerusalemme, Jaffa e altre località; dal 18 maggio entrano in azione i Dakota con bombe lanciate dai portelloni cargo sopra Tel Aviv, ottenendo l'incendio di un deposito di carburante; colpiti anche il porto e l'aerodromo di Petah Tiqua. Non c'era storia con queste premesse, almeno in aria e gli israeliani potevano replicare solo con i Primus armati di bombe leggere, e usati di notte, specie contro la Siria. Gli arabi si danno a loro volta al terrorismo internazionale. Il 20 stava decollando da Roma-Urbe un C-64A Norseman; poco dopo una bomba lo fece esplodere, uccidendo così Beurling e altri piloti diretti verso Israele. Non solo, ma altri due Norseman atterrano poi a Gaza, finendo catturati dagli egiziani, in quanto non avevano capito bene dove fossero le linee nemiche. In tutto, solo 17 dei 20 Norseman vennero portati a destinazione. Tra l'altro, il 21 i Primus attaccano Gaza con le bombe, tentando di distruggere gli aerei catturati. Gli altri diciassette Norseman vennero convertiti in bombardieri. Le missioni aeree oramai si susseguono in gran numero, per questo conflitto pressoché contemporaneo e simile a quello che stava dividendo India e Pakistan. Il 22 maggio la REAF attacca Ramat David in due ondate. Però là erano ancora presenti gli Spitfire RAF. I danni di questo fuoco fratricida sono pesanti, nove Spit sono danneggiati, un Dakota del No.620 Sqn è distrutto. Gli squadroni di Spitfire colpiti sono i No.32, 38 e 208; ma la seconda ondata non ha più l'effetto sorpresa e i potenti Mk.19 del No.208 Sqn danno la caccia agli aerei egiziani, abbattendone tre. Finalmente, il 27 maggio lo Shin Alep diventa la Heyl Ha'Avir o HHA, che il 29 maggio ottiene i suoi primi caccia S.199, cifcca 20 esemplari per il No.101 Sqn al comando di Moody Alon. Già poco tempo dopo attaccano al crepuscolo una colonna egiziana, ma uno è costretto ad atterrare dopo essere stato colpito. Malgrado tutto, questi mediocri caccia sono una brutta sorpresa, soprattutto psicologica, per gli egiziani, fino ad allora forti di una supremazia aerea. Ma le cose sono ancora difficili a terra, tanto che a Jenin, nella battaglia del 31 maggio-3 giugno, vincono gli arabi e in maniera netta, contro gli israealiani che infatti da allora dovettero mollare la regione. A quanto pare, durante la battaglia, degli Harvard irakeni contribuirono stando da basi transgiordane (quel territorio che poi divenne la Giordania dopo la guerra d'indipendenza). Finalmente un buon successo per la HHA viene marcato il 3 giugno, quando Alon abbatte ben due C-47 Dakota Bomber, inviati al solito a bombardare Tel Aviv. Ma gli egiziani tentano il giorno dopo uno sbarco anfibio contro la città : usano giusto una nave da carico , la A.Fauzia, un LCT e una corvetta per la copertura. Tuttavia vengono contrastati duramente, anche con un DH Dragon Rapide e un Argus; quest'ultimo, armato solo con una mitragliatrice, e che viene abbattuto nel corso dell'azione in cui gli israeliani fanno sei passaggi a fuoco e mettono a segno un'unica bomba. Eppure questo basta per far invertire la rotta alla flotta nemica. Tel Aviv è salva. L'11 giugno 1948 viene firmata una prima tregua sotto controllo ONU. La REAF e la HHA ne approfittarono per rinforzarsi. Si è parlato del Fury: la REAF ne incamerò uno, che altro non era che il prototipo F.2/43, con il Centaurus XV da 2.400 hp, in missione dimostrativa per cercare acquirenti. Ebbe successo, infatti venne comprato dalla REAF in maniera 'forzosa'. Era un supercaccia per l'epoca, da 732 kmh e 2.400 km di autonomia (con due serbatoi da 200 l l'uno). Poi arrivarono alcuni Baghdad Fury irakeni e solo dopo la guerra altri aerei seguirono, biposto inclusi. Quanto ai P-51 Mustang israeliani, quattro vennero comprati negli USA, settembre 1948; erano ufficialmente 'smilitarizzati' e anzi, all'epoca erano già noti come F-51D; uno era un F-6D o RF-51D da ricognizione; nel '51 la HHA comprò altri 25 aerei dalla Flygvapnet svedese; il 29 ottobre 1956 erano presenti 29 aerei, apparentemente tutti quelli comprati in precedenza. Sebbene meno agile e meno potentemente armato rispetto allo Spitfire, il Mustang era superiore in velocità massima e autonomia, nonché come capacità di carico, ma il suo pilotaggio piuttosto impegnativo non lo fece mai amare quanto lo Spitfire, almeno alla maggior parte degli utenti non americani. Nella notte dell'8-9 luglio Israele ruppe la tregua colpendo Lydda e Ramla, all'epoca tenute da forze palestinesi. Già il giorno dopo i Texan siriani fermarono la brigata Carmeli vicino al kibbuz di Kishmar, epicentro di successive battaglie. L'11 luglio un aereo sconosciuto colpice di notte Gerusalemme e il 14 per rappresaglia la HHA fa bombardare Il Cairo dai suoi B-17G (tre aerei 'smilitarizzati'), che erano in volo di consegna dalla Cecoslovacchia. Le bombe erano da 227 kg e gli abitanti della capitale egiziana rimasero profondamente colpiti da quest'azione, che causò molti danni. Nonostante un'altra tregua dichiarata il 19 luglio, i combattimenti continuarono alacremente tanto che il 25 i pochi B-17G colpiscono diverse località egiziane più Amman e Damasco. L'Egitto compra allora quattro Short Stirling cargo trasformandoli in bombardieri, per poi usarli di notte contro Israele, ma senza grandi successi. Quanto ai Lysander egiziani, colpiscono per errore un aeroporto RAF e vengono abbattuti dagli Spitfire; gli altri vengono ritirati da El Arish. La data del 16 agosto è un'altra che coinvolge l'Italia: le Officine Aeronavali di Venezia vengono colpite da un attentato israeliano, in quanto stavano costruendo sei SM-.95 e due G.212 per l'Egitto. IL 12 settembre tocca all'Aermacchi di Venegono, per via della fornitura di un primo lotto di 24 MC.205V all'Egitto. Poi è l'epoca dei ponti aerei: la HHA, nel periodo agosto-20 ottobre, deve rifornire le guarnigioni di terra, isolate in mezzo alle linee arabe: C-46, 47 e Norseman portarono 1.900 uomini e 4.991 t di rifornimenti (o forse solo 2.000). Ancora una tregua, scaduta il 15 ottobre: l'Operazione Youav degli israeliani vede un attacco sul Negev, il 17 gli S-199 colpiscono Ashdod, ma il fuoco da terra colpice due aerei, che si fracassano uccidendo i piloti (Alon, o Allom, e Mann). Ma lo stesso giorno accade anche un'altra cosa. Il Magg. Abu Zaid, il nuovo comandante di El Arish, era pilota dell'unico Fury egiziano. Poco tempo dopo, però, cade con l'aereo, colpito quasi certamente dal caccia Wedgewood, una nave israeliana. E' dopo di allora che vengono forniti tre Baghdad Fury e uno di essi, a rotazione, viene assegnato alla base di El Arish. Inoltre, l'11 novembre esplode uno Stirling su Almaza (Egitto), forse è un attentato. Finalmente, il 19 dicembre arrivarono gli Spitfire anche per la HHA, erano Mk.16 (in pratica degli Mk.IX con motore Packard come i P-51), anche se c'erano anche alcuni mezzi egiziani catturati dopo averli colpiti. La REAF nel frattempo metteva in campo i Centauro della Fiat, che a quanto pare erano stati comprati dalla Siria e poi 'girati' alla REAF. Una quindicina di questi fanno in tempo ad entrare in azione. Tra le azioni l'Egitto manda Spit G.55 e Stirling anche in missioni diurni; i soli bombardieri eseguono sei attacchi contro una colonna ad El Arish, senza riuscire a fermarla, tanto che i sionisti la prendono il 29 dicembre 1948, chiudendo gli egiziani nella 'sacca di Faluja'. Qui vengono attaccati anche dagli AT-6D Harvard del No.35 Flithg o Wing, armati con otto bombe da 50 kg in azioni di picchiata, condotte con notevole successo. Il 4 gennaio 1949 viene sospesa ogni avanzata da parte israeliana. L'Egitto ha dichiarato in quegli ultimi giorni un Cub, uno Spit, due Harvard in scontri aerei e altri cinque con fuoco da terra; la HHA a sua volta richiede sei Spit, otto G.55 e un C-47, nonché 5 Spit e un Tempest della RAF, esagerando un po' (la RAF però perse davvero quattro Spitfire, anche se uno potrebbe essere stato colpito dalla contraerea; in ogni caso gli Spitfire israeliani erano due, e sorpresero quattro Mk.19 egiziani abbattendoli; andò perso anche un Tempest). L'armistizio venne fatto il 13-20 gennaio 1949, e Israele occupò il 70% del territorio palestinese. Nella guerra aerea i veri protagonisti sono stati indubbiamente gli Spitfire, da almeno tre parti in lotta, mentre gli altri velivoli ebbero meno successo, anche se c'erano buone prove con i T-6.


  1. N.Sgarlato, giu 1991