Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Danimarca

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • La piccola Danimarca, il più meridionale degli stati nordici della NATO, ha sviluppato nel dopoguerra un deterrente militare di tutto rispetto. Anche se le sue tradizioni erano relativamente importanti, in termini militari, di fatto la Danimarca arrivò praticamente disarmata nel XX secolo, forse non essendosi mai più ripresa dopo la distruzione della flotta da parte di Nelson a Copenaghen, distruzione preventiva per il sospetto di resa nei confronti di Napoleone. La Germania non dovette faticare molto ad occupare la Danimarca nel 1940: praticamente priva di difesa sia militare che geografica questa piccola nazione, estrema propaggine settentrionale della parte centrale dell'Europa, capitolò senza combattere.

    1985[1][modifica]

    Al culmine della Guerra fredda la Danimarca si presentava come una realtà di tutto rispetto in termini militari. La posizione di blocco che era in grado di esercitare nei confronti dell'accesso al Mar del Nord era di importanza difficilmente sottovalutabile, visto che questa possibilità avrebbe chiuso l'accesso al mare aperto nei confronti della Flotta sovietica del Mar Baltico. La sua importanza in termini terrestri, invece, era prossima allo zero data la sua posizione decentrata rispetto alle direttrici d'avanzata sovietiche. La Danimarca, all'epoca abitata da circa 5 milioni di anime era dotata di un piccolo esercito di pace che nel suo complesso comprendeva 31.000 uomini incluse tutte le F.A. Le riserve, sulle quali si contava per mettere in piedi il grosso dei reparti terrestri e anche navali, erano capaci di aumentare di parecchie volte tale ridotta consistenza numerica.

    I professionisti in tempo di pace erano la maggior parte, poiché com'é normale in queste occasioni avrebbero svolto il ruolo di quadri per addestrare e comandare le truppe di riservisti. La leva durava 9 mesi, per cui non erano pochi i dubbi sulla reale efficienza possibile con un tal ridotto periodo di tempo. All'epoca non era insolito che gli altri paesi NATO avessero periodi di servizio di 18-24 mesi per le loro F.A., a parte questo la Danimarca era, come del resto la Norvegia, un Paese relativamente poco 'sottomesso' al volere NATO. Infatti non era una nazione 'sconfitta' nell'ultima guerra, ma solo liberata dagli occupanti nazisti. La Danimarca fino al 1963 non permetteva a forze armate di altre nazioni di entrare nel proprio territorio e in maniera categorica non ha permesso la presenza di armi nucleari. Le forze armate all'epoca erano in fase di ammodernamento, con preferenza all'Aeronautica per via del programma F-16. La Marina era abbastanza ben fornita, mentre l'Esercito aveva problemi di aggiornamento, anche se con alcuni settori di discreto valore.

    Esercito[modifica]

    Con una forza di pace di 18.000 uomini di cui 7.000 di leva, era la forza più numerosa. Comprendeva il Comando Occidentale per il settore dello Jylland con tre brigate, quello Orientale per il Sjaelland con altre due e la regione di Bornholm con un battaglione di fanteria, e unità carri e artiglieria. In tutto vi erano quindi 5 brigate, che erano ciascuna su due battaglioni di fanteria meccanizzata e uno carri, un gruppo d'artiglieria, una batteria antiaerea, una compagnia del genio e varie unità di supporto. Altre unità comprendevano 5 raggruppamenti definibili come reggimenti, su due battaglioni di fanteria, un gruppo d'artiglieria, uno controcarri e unità di ricognizione. L'Esercito era supportato da una minuscola aviazione con 8 aerei leggeri SAAB T-17 e 12 elicotteri Hughes 500M.

    In tutto, dopo la mobilitazione sarebbero stati presenti 6000 uomini della forza di 'incremento' che erano richiamabili immediatamente; una riserva di 35.000 uomini per l'esercito campale, capaci di formare un terzo battaglione di fanti per ciascuna delle brigate di fanteria; altri 20.000 uomini per servizi logistici e supporto; 24.000 uomini per la difesa regionale con 21 battaglioni di fanteria, 2 carri, 7 gruppi di artiglieria, più unità controcarri e supporto vario; la più consistente delle forze ausiliarie era comunque la Guardia nazionale, con 60.000 elementi, di cui 8000 erano donne.

    Quindi, ricapitolando vi erano:

    • 2 comandi principali
    • 5 brigate di fanteria
    • 5 raggruppamenti

    Tra la riserva e le unità costitutive di quelle maggiori vi erano:

    • 7 battaglioni carri
    • 46 battaglioni tra cui 21 di prima linea e 23 battaglioni di difesa regionale
    • 17 gruppi d'artiglieria campale
    • 5 batterie antiaeree

    EQUIPAGGIAMENTI:

    • Carri: 120 Leopard 1 (consegnati nel periodo 1976-78), 88 Centurion (riarmati col 105 mm), 48 M 41 (riarmati con un pezzo da 90 mm)
    • blindati: 650 APC M113+ 68 portamortaio M106 da 107 mm
    • Artiglierie: 144 obici M 101 da 105 mm, 96 M114 da 155 mm, 24 cannoni M 59 da 155 mm, 12 obici da 203 mm M115; 72 semoventi M 109 da 155 mm.
    • Armi contraerei: 36 cannoni da 40 mm.
    • Armi controcarri: cannoni SR C.Gustav da 84 mm, cannoni SR M 40 da 106 mm, missili Cobra, Dragon, TOW.
    • Armi portatili e di fanteria: pistole SiG P210 e P220 e Browning da 9 mm, mitra M49 da 9 mm, fucili HK e M1 da 7,62 mm (trasformati con il 7.62x51mm NATO), mitragliatrici MG 42/59 da 7,62 e M2HB da 12,7 mm. Mortai Brandt da 120 mm

    Note sulla dotazione: Anzitutto i carri armati, che erano 120 Leopard 1, comprati nella sola versione base da combattimento con il cannone da 105 mm NATO, e ben 217 Centurion inglesi, di cui 90 aggiornati nel 1983 con sensori IL e telemetro laser nel mirino del cannoniere, in seguito altri 16 sono stati aggiornati a questo standard. I Centurion erano della versione Mk5 e Mk 5/2, la principale differenza era data dal cannone da 105/51 mm che questi ultimi avevano grazie ad un aggiornamento intervenuto anni prima. Abbastanza ovviamente, i Centurion aggiornati erano gli Mk 5/2. I cannoni da 83,4 mm erano tuttavia ancora presenti in buona parte dei carri, anche se essi erano manifestamente obsoleti da decenni e non vi erano munizioni di nuovo tipo come nel caso dei pezzi da 105mm. A dire il vero, derivavano dai pezzi da 88/71 tedeschi e avrebbero dato in seguito il via al cannone da 105 mmL7.

    A parte l'armamento obsoleto per buona parte dei carri, un altro problema era il motore a benzina, che oltre a costituire un rischio per l'incendio della benzina (che è facilmente infiammabile anche come vapore, differentemente dal gasolio) garantivano un'autonomia molto modesta, ben inferiore a 200 km su strada. I carri Leopard erano molto più mobili e capaci di oltre 600 km di autonomia. La loro protezione era peraltro inferiore, ma nell'insieme erano mezzi assai superiori anche se non erano stati ancora aggiornati in qualche modo apprezzabile. La loro versione era comunque una delle più recenti e di maggior successo all'export, ovvero la 1A3 con torretta in piastre saldate ad intercapedine, per una migliore protezione rispetto a quella di fusione e con 1,2 m3 di spazio in più. Era previsto l'aggiornamento allo standard 1A5.

    I carri armati comprendevano anche gli M41 Walker Bulldog. Questo indovinato carro leggero era una sorta di M47 in miniatura, ed era inteso come sostituto dell'M 24 Chaffee. Il nuovo carro era più pesante, potente e dotato di un cannone da 76 mm anziché il vecchio pezzo da 75mm. Nondimeno, rimase piuttosto difficoltoso da inquadrare, perché era piuttosto pesante e costoso, il suo cannone era di potenza insufficiente contro i carri medi e la corazzatura era ancora assai limitata, non molto migliore di quella dell' M24. Ma l'affidabilità meccanica e la velocità di 64-72 kmh erano degni di nota e il mezzo ebbe successo anche se non sostituì mai (per esempio in Italia, dove vennero usati direttamente gli M47) il precedente M 24. I carri danesi erano dotati di un nuovo cannone da 90mm, che li rendeva capaci di combattere i carri medi avversari, soprattutto con le nuove munizioni perforanti decalibrate e in futuro, un nuovo motore diesel e trasmissione automatica. Erano un discreto appoggio, che portava in tutto la forza dei carri a quasi 400 mezzi tra obsoleti, obsoleti ma aggiornati e moderni ma non aggiornati, per cui si trattava di una situazione con luci ed ombre. Piuttosto numerosi i semoventi M109 assieme a molti vecchi pezzi della Seconda guerra mondiale.

    Tra gli altri mezzi da notare il SAAB MFI-17 Supporter, aereo leggero moderno che ha sia un'ala alta che un tettuccio a bolla. I piani di coda sono anch'essi alti, a T. La velocità massima è di circa 235 kmh,ma nonostante questo esso è adatto al ruolo di addestramento, osservazione aerea e persino attacco leggero.

    Le armi leggere comprendevano anche mitra e mitragliatrici Madsen, di progettazione locale da parte di quella che era una delle più antiche fabbriche di armi automatiche, con prodotti di qualità e successo.

    Kongelige Danske Flygvevaaben (Danish Air Force)[modifica]

    Forte in tempo di pace di 7.500 uomini di cui 1.500 di leva, aveva 9.400 riservisti e 12.400 elementi della Guardia nazionale dell'Aeronautica di cui 1800 donne.

    I suoi reparti erano:

    • 723, 727 e 730 sqn, con gli F-16 in fase di acquisizione
    • 725 sqn con i Draken S-35XD
    • 729 sqn con gli RF-35XD da ricognizione (16 come nel caso dei cacciabombardieri)
    • 721sqn con i C-130H da trasporto, i Gulfstream III da trasporto VIP e per ricognizione marittima
    • 722 sqn SAR con 7 S-61A
    • un reparto su T-17
    • Squadra difesa aerea, con gli Improved-HAWK, disponibili in 10 batterie (al 1991)

    Le basi principali erano Avno, Alborg, Skrydstrup, Karup, Vaerlose.

    Dotazione di aerei:

    • 48 F-16
    • 16 S-35 Draken
    • 16 RF-35 Draken
    • 3 C-130H
    • 3 Grumman Gulfstream III
    • 22 SAAB T-17
    • 7 S-61
    • 10 batterie HAWK

    Svedesi in Danimarca[modifica]

    Da notare gli F-16, in fase di acquisizione da qualche anno, ma soprattutto i Saab 35 Draken nella versione export F 35XD, che erano caccia multiruolo con una capacità multiruolo. Per la cronaca, vennero comprati nel 1969-71 quando oramai la produzione era quasi terminata. Erano simili come motore RM-6C da 7830 kgs ai Saab 35F, erano dotati della possibilità di portare 4 serbatoi da 1250 l oltre ai 4000 interni: questa capacità di carico di carburante, rispetto ai 1050+2800 l dei Saab 35F, permetteva un'autonomia di 3250 km anche se con un peso di 15 t anziché 13 come massimo al decollo. I punti d'aggancio erano 9 da 450 kg di cui 6 sotto le ali, più due canoni da 30 mm Aden/M55. 20 F-35 o (S35XD) cacciabombardieri vennero comprati assieme a 20 RF-35 (RS35XD) e 6, poi 11 TF-35 per un totale di 51. Altri 32 Saab vennero comprati nel modello MFI-17 Supporter per addestramento e supporto.

    F-104[modifica]

    I primi Starfighter che raggiunsero l'aviazione Danese (Kongelige Danske Flyvevaben) vennero consegnati nel novembre 1964 (o dal 29 novembre 1965, secondo Sgarlato), con 25 F-104G di costruzione Canadair, più 4 TF-104G della Lockheed su conto MAP. Successivamente, nel 1972-74, per compensare le perdite di questa piccola flotta vennero consegnati altri 22 aerei ex- canadesi, precisamente 15 CF-104 e sette CF-104D. Questi ultimi erano stati modificati per un compito che probabilmente nessun altro F-104 ha svolto: il disturbo ECM, impiego che ebbero con l'Esk 726.

    I due squadroni che ebbero i '104 erano:

    Esk 723 di Aalborg, dal '65 a tutto il 1982; il 1 gennaio del 1983 lo squadrone venne sciolto.
    Esk 726, stessa località, dal '65 all'aprile 1986, quando venne a sua volta chiuso.

    Tutti i '104 vennero ritirati dal servizio eccetto quattro per compiti di traino-bersagli. Dei 51 '104 danesi, un totale di 12 andarono persi in incidenti di volo, relativamente pochi (23,5%) rispetto al totale. Dopo circa 20 anni di servizio in Danimarca, gli F-104G in conto MAP e tre TF-104G vennero trasferiti a Taiwan, dove giunsero nel 1987.

    Marina[modifica]

    Con una forza di 4.500 uomini di cui 1300 di leva, la Marina danese era decisamente poco numerosa in termini di uomini, ma non lo stesso si poteva dire per quanto riguarda i mezzi, adeguati allo svolgimento della missione di combattimento nell'ambito della protezione del mare attorno alla Danimarca e soprattutto per sorvegliare lo stretto con la Norvegia. Le riserve erano di 10.000 e altri 5.000 erano per la Guardia nazionale per la Marina. Le bsai principali erano Arhus per il comando generale, Copenaghen, Korsar, Frederikshavn, Torshavn (isole Far Oer), Groenland (per l'appunto in Groenlandia).

    Navi:

    • 2 sottomarini classe 'Narhvalen'(ordinati nel 1965-70, 8 tls da 533 mm)
    • 2 sottomarini 'Delfinen'(1953-54)
    • 2 fregate 'Peder Skram' (1966-67, 8 Harpoon, 8 S.Sparrow, 2x127 mm)
    • 3 fregate 'Nils Juel' (1980-82, 8 Harpoon, 8 S.Sparrow, 1x76 mm)
    • 5 fregate 'Hvidbiornen' (1 cannone da 76 e per una di queste, elicottero)
    • 10 navi d'attacco 'Willemoes' (1976-78, 8 Harpoon, 2-4 tls, 1x76 mm)
    • 6 battelli d'attacco 'Soloven' (1965-67, 4-6 tls, 1 da 40 mm)
    • 8 battelli 'Daphne' (1960-66, un cannone da 40 mm e cariche)
    • 3 battelli 'Agdlek' (2x20 mm)
    • 2 battelli ìMagen' (2x20 mm)
    • 9 battelli 'O' (2x20 mm)
    • 28 battelli costieri (1 x 12,7 o 20 mm)
    • 4 posamine 'Falster' (1963-64, 4x 76 e 400 mine)
    • 2 posamine costieri 'Lindornen' (1978, 2x20 mm e 60 mine)
    • 1 posamine 'Langerland' (2x40 e 2x20 mm)
    • 6 posamine costieri 'Sund' (1x40 mm)
    • 1 battello recupero siluri
    • lo Yacht reale Dannebrog
    • 2 navi cisterna
    • 4 rompighiaccio
    • navi ausiliarie di vario tipo, di ricerca, protezione pesca etc.
    • 8 elicotteri Lynx
    • cannoni da 40 e 150 mm
    • Unità difesa costiera

    Note sugli equipaggiamenti: i sottomarini 'Narhvalen' del 1965-70, costruiti nei cantieri di Copenaghen e armati con 8 tls da 533 mm, e due più vecchi classe 'Delfinen' degli stessi cantieri nel 1954-64. *A parte questi vecchi sottomarini, vi erano due fregate 'Peder Skram' ordinate nel 1966-67 con 8 missili Harpoon, altrettanti Sea Sparrow, 2 cannoni da 127mm, 4 cannoni L60 Bofors da 40mm, e infine tls ASW e cariche di profondità.

    • Si trattava dunque di navi armate molto pesantemente, come anche le fregate 'Niels Juel' da circa 1.300 t, ordinate tra il 1980 e il 1982, con uno scafo a ponte continuo con una lunga tuga che racchiude tutte le sovrastrutture dominate da un alto albero centrale a sezione trasversale che porta un radar da scoperta aerea sulla sommità, un radar di scoperta di superficie davanti sui tre quarti d'altezza, uno di navigazione a destra, armate con 8 missili Harpoon antinave a mezzanave, 8 Sea Sparrow a poppa, un cannone da 76 mm a prua, 4 tubi di lancio Mk 32 ASW, nonché mine o cariche di profondità. I radar di tiro sono uno a prua per il cannone e ben due per i Sea Sparrow -uno a prua e uno a poppa-, sistemati sul torrione e su di un basso albero rettangolare, immediatamente dietro il basso e anch'eso quadrato fumaiolo. Le capacità di queste navi dall'aspetto raccolto e gradevole erano quindi elevate, anche se non avevano spazio anche per gli elicotteri. Esse sembrano abbastanza simili alle 'Minerva' Italiane, che hanno come differenza principale l'assenza dei lanciamissili (gli Harpoon nelle navi danesi sono a mezza nave, vicino al fumaiolo). Da notare che le navi danesi, differentemente da quelle scandinave, erano legate alle scelte 'continentali' dei loro vicini, ovvero con i missli Harpoon americani, mentre i cannoni di medio calibro erano quelli da 76mm anziché i pezzi Bofors da 57mm.
    • La dotazione di armamento era minore nel caso delle 'Hvibdiornen', del 1962-63 con un cannone da 76mm ma per il resto erano del tutto diverse, con una piattaforma per elicotteri Lynx, cariche di profondità e scafo rinforzato per navigare nel ghiaccio.
    • Le navi d'attacco leggero erano le unità missilistiche del tipo 'Willemoes' del 1976-78, con un concentrato di armamento potente dato da un pezzo automatico OTO da 76mm, 2-4 tls da 533 mm, lanciabengala e 8 missili Harpoon. La propulsione aveva 3 turbine a gas Rolls-Royce per un totale di 38 nodi. Altre navi erano le 'Soloven' ordinate nel 1965-67 con 2-4 tls da 533 e un cannone da 40 mm e tenuti in riserva, essendo le motosiluranti pure oramai piuttosto superate.
    • Le navi da difesa costiera erano le Dahne commissionate nel 1960-65, 8 navi con cannone da 40mm e cariche di profondità, le 'Adglek' con due cannoni da 20mm ed usate nelle acque della Groenlandia, 2 'Magen' con due cannoni da 20 mm, nove O, con due cannoni da 20 mm come anche i 28 battelli costieri con una mitragliatrice leggera o un cannone da 20 mm.
    • Le navi MCM erano le 4 'Falster' ordinate nel 1963-64 con 2 impianti binati da 76 mm e fino a 400 mine; i Lindormen, posamine costieri con due cannoni da 20mm ordinati nel 1978 e 60 mine, un 'Langeland' con due cannoni da 40 mm e 2 da 20 mm e sei 'Sund', costruiti negli USA e armati anch'essi piuttosto pesantemente con un cannone da 40 mm.
    • L'aviazione di marina aveva 8 Lynx con equipaggi della marina e manutenzione dell'aeronautica. Le postaziondi di difesa costiera con posti di osservazione, stazioni radar e batterie in postazioni protette da 40 e 150 mm.
    • Da considerare anche la MOBA, una unità di supporto per la difesa costiera e aveva una sezione di operazioni e una logistica con sistemi radar di scoperta di superficie, comunicazioni, veicoli di trasporto rifornimenti, carburante e armamemnti per le piccole navi danesi che sarebbero state così rifornite anche lontano dalle loro basi. In tutto vi erano programmi di ammodernamento con 4 sottomarini, elicotteri e navi MCM, oltre ad aggiornamenti vari.

    Nell'insieme la marina danese era una piccola forza, specie in termini di personale, e operava attorno alla madrepatria e in Groenlandia, ma aveva una sorprendente capacità offensiva e di contrasto per le sue dimensioni: 14 navi armabili con un massimo di ben 112 missili Harpoon (sempre che fossero stati disponibili in tal numero negli arsenali) e 16 con non meno di una quarantina di siluri, e la capacità di posare fino un paio di migliaia di mine per volta (gli irakeni, per esempio, ne schierarono in tutto 1200 nel 1990-91 e tanto bastò a dare molte difficoltà all'armada della Coalizione con oltre 120 navi moderne di cui due gravemente danneggiate dalle mine: l'incrociatore tipo AEGIS rischiò di affondare spezzato in due, salvato solo dal mare assolutamente calmo, che certo non sarebbe lo standard in una guerra nei mari settentrionali), nonché di schierare un congruo numero di cannoni automatici sulle navi e artiglierie costiere. In particolare, le 'Willemoes' erano armate a sufficienza per porre una minaccia mortale ad una intera squadra di navi nemiche se necessario con un solo passaggio a fuoco,, un fatto notevole per unità tanto piccole.

    1992, DAF[2][modifica]

    Kongelige Danske Flygvevaaben (Danish Air Force)

    • 41 (46) SABCA F-16 A-10
    • 10 (12 ) SABCA F-16B-10
    • 8 (8) Fokker F-16 A-10
    • 3 (4) Fokker F-16B-10
    • 16 (20) Saab A-25XD F-35 Draken
    • 18 (20) Saab S-35XD RF-25 Draken
    • 9 (11) Saab Sk.35XD TF-35 Draken
    • 3 (3) C-130H (Model 382 C-38D)
    • 3 (3) Gulfstream Aerospace G.1159 A Gulfstream SMA-3
    • 21 (21) Saab MFI-17-T-17 Supporter
    • 1 DC-3 (Historical museum)
    • 1 Aérospatiale NA-262
    • 8 (9) S-61 A-1 Sea King

    Haerens Flygvetjaneste (Army Air Force)

    • 8 (9) Saab MFI-17
    • 14 (14) Hughes Model 500
    • 12 (12) Aérospatiale AS-550L-1

    Soavaernets Flyvertjaeneste (Naval Air Force)

    • 6 (6) Westland Lynx Mk.80
    • 3 (3) Lynx Mk.90
    • 1 (1) Lynx Mk.28


    La situazione al 1998[3][modifica]

    Marina[modifica]

    Data l'importanza della geografia, non stupisce che la marina danese ha una sua importanza, di porta del Baltico, che è andata scemando dopo la fine della Guerra fredda, ma con conseguenze tuttavia importanti ancora per tutti gli anni '90 se non oltre. La principale risorsa era, negli anni '90, il programma di sostituzione delle vecchie navi con le 14 'Flyvefisken', del tipo STAFLEX 300, con scafo standardizzato in GRP e possibilità di essere convertite in navi dragamine, sorveglianza, ASW, persino antiaeree, oltre che antinave, nonché servizio idrografico e oceanografico, con tanto di possibilità di controllare l'inquinamento. Il tutto in appena 48 ore di lavori di modifiche, per renderle effettivamente sfruttabili nella loro polivalenza. Era la vecchia concezione delle navi convertibili a seconda del bisogno, già tentata in passato ma con risultati limitati (nel caso del CH-54 Tarhe, praticamente si sostituiva quasi tutta la fusoliera per i compiti più vari, poi è finita.. che l'unico compito reale del velivolo è stato la gru volante, non esattamente quello per cui era stato pensato in origine). La capacità di fuoco delle navi poteva essere indubbiamente accresciuta, con un'ottica ancora di grandi battaglie navali, in stile previsto nella Guerra Fredda; infatti era possibile, oltre al cannone da 76 di prua, usare per esempio a mezzanave un lanciamissili Mk 48 per i Sea Sparrow, due tubi lancio siluri pesanti e due sistemi quadrupli Harpoon, il tutto in pochi metri di ponte! La tradizione scandinava delle piccole navi 'tutto denti', quindi, si poteva continuare, anche se nel dopo-Guerra fredda questo avrebbe avuto ben poco senso. I sensori erano avanzati, come il radar DASA TRS-3D di scoperta aerea tridimensionale, un sistema molto interessante per navi tanto piccole. Queste, di per sé avevano un ponte di castello esteso fino a dietro la sovrastruttura che troneggiava al centro dello scafo, alta e con l'albero per il radar; una nave adatta alle cattive condizioni meteo e simile per certi versi ad un cacciamine o ad un rimorchiatore, a parte il pezzo da 76 con relativa cupola, ben in vista sul ponte di prora.

    Le fregate 'Niel Juel' erano ancora navi importanti con ben 1.300 t e un ricco armamento, e di recente erano state ammodernate con il sistema Link 11 per l'operatività in ambito NATO. I Danesi hanno avuto parecchie esperienze internazionali con la loro pur piccola marina da guerra, come le missioni Sharp Guard nell'Adriatico e varie nel Golfo. Il sistema C3I ha dvuto essere aggiornato, e di recente era stato introdotto il CCIS, dal 1986, un sistema modulare ma come tale, da aggiornare data l'evoluzione dell'informatica; si supponeva che entro il 2000 l'aggiornamento l'avrebbe di fatto rinnovato. La Marina danese era molto impegnata anche nel settore civile, con oltre 50.000 navi all'anno che attraversavano gli stretti. La professionalità era pure importante, dato che il 90% era costituito da professionisti. Le navi da sostituire secondo la programmazione erano tra l'altro le 10 'Willemoes', navi d'attacco ben armate, ma da radiare nel 2005-10; 3 corvette 'Niels Juel' da radiare nel 2008-10, e i 4 grandi dragamine-posamine 'Falster' nel 2003-7, il tutto con appena 6 navi di tipo Standardizzato, che sarebbero state una specie di ingrandimento delle SF 300 di cui abbiamo già parlato, e che erano entrate in servizio dal 1994, con una costruzione nel 1989-96; simili erano anche le fregate 'Thetis' del 1991-92. La differenza è soprattutto nelle postazioni per accogliere i container per le armi e attrezzature; le SF 300 ne hanno 4, le Thetis 3, ma le grandi unità standard ben 7, con tutti i sistemi relativi come i databus. Delle grandi navi, comunque convertibili, si volevano 4 navi in configurazione da pattugliamento e 2 da supporto; la velocità era di 24-26 nodi, lo scafo simile a quello delle 'Thetis' ma con dimenzioni aumentate da 112 a 125 m grazie ad una sezione aggiuntiva, mentre la larghezza passa da 14,4 a 15 m, il tutto con una riduzione del pescaggio per via del minor livello di crescita del dislocamento rispetto al volume dello scafo complessivo. Vi sarebbe stato un hangar per un elicottero da 10-12 t al massimo oppure due da 5, e un ponte a poppa estrensibile per i veicoli che accedessero sotto coperta, nell'apposito ponte-garage. Il dislocamento previsto per queste originali navi multicompito sarebbe stato di circa 4.600 t. Quanto alle ammiraglie 'Niels Juel', sebbene prodotte un po' troppo piccole (il che ha comportato soprattutto una ridotta autonomia), sono nondimeno state usate con successo anche in missioni lontane, come in Adriatico. Tra le altre priorità, le Unità Standardizzate 'Piccole', di cui un prototipo in FRP da 24 m e 7 di larghezza venne consegnato nel 1996, dislocante 100 t; 4 drone MCM basati su questa nave sono stati ordinati nel 1996, ma una versione allungata con spazio per due container e non uno, è stata già prevista per sostituire i 9 pattugliatori 'Barso' e varie navi minori.

    Quanto alla piccola forsa subacquea, i 5 sottomarini erano da ritirarsi entro il periodo 2001-2006, ma da sostituire, secondo la Commissione appositamente formatasi per trattare l'aggiornamento della Marina, con 4 costose navi con sistema AIP e capaci di operare anche in condizioni di acque più calde di quelle dei mari settentrionali. Per sostituire la nave protezione pesca da 2.000 t BESKYTTEREN del '76 e le tre pattugliatrici da 330 t 'Agdlek' del 1974-79, si pensava a 3 pattugliatori leggermente più grandi di questi ultimi.

    Esercito e Guardia Nazionale[modifica]

    Il collegamento con la NATO era attraverso la struttura nota come BALTAP, il settore NATO nel Baltico. Da questa struttura dipendeva il LANDJUT, le Forze Alleate nello Jutland, e il LAND_ZEALAND,. IL primo comprendeva la 14a Divizione dell'Esercito Tedesco e i Danesi; la difesa delle isole dipendeva dalla seconda delle due organizzazioni, che per l'appunto si chiamava così: la sigla significa 'Forze di sbarco della Zealandia'. Dopo la Legge sulla Difesa del Dicembre 1993, si è voluto dare all'Esercito una connotazione di tipo strategico, orientata alle missioni internazionali, pur mantenendo anche la sovranità sulla Danimarca. Il comando dell'Esercito era l'AOCDEN, creato all'inizio del 1991 per razionalizzare le F.A. Danesi, con QG a Karup, Jutland centrale, usando le strutture di una delle sole 4 basi aeree danesi. Il comandante dipendeva dal comando supremo delle F.A. o CHODEN.

    I Danesi erano ancora tenuti al servizio di leva, 8-12 mesi, poi passavano alla riserva; ma i mezzi corazzati erano gestiti dai professionisti, come tutti gli altri sistemi più sofisticati. L'Esercito era diviso in una 'struttura di pace' e una 'di guerra'. L'inizio degli anni '90 vennero sciolte varie unità, tra queste due gruppi paragonabili alle brigete, e queste ultime, nel '96, erano state ridotte da 5 a 4. La ristrutturazione era stata fatta tra il 1990-99, riducendo gli effettivi da 72.000 a 58.000 di tutto l'esercito. Tutto questo avrebbe aiutato a finanziare le missioni all'estero. Così è stata ridotta la consistenza sia della struttura di guerra che di quella di pace. Il LANDZEALAND ha anche mantenuto la capacità di condurre operazioni in ambito multinazionale.

    Le difese territoriali erano le Regioni MIlitari I-VI.

    Nella struttura di guerra, l'Esercito aveva: una unità leggera da ricognizione per le forze mobili ACE, la Brigata di Reazione Danese da 4.500 uomini, una cp guerra elettronica, pattuglie di ricognizione a lungo raggio.

    Per la difesa del territorio c'era la Divisione Danese o DDIV, costituita da 3 brigate meccanizzate nel 1977, mentre una brigata della divisione Jutland venne sostituita da una costituita nella Zealandia. Questa divisione, invece, era rimasta con due brigate, e poi venne ridenominata Divisine Jutland; per il resto c'erano le unità come il Gruppo Combattimento dello Jutland, battaglione trasmissioni, genio, artiglieria; forze di combattimento della Zealandia, con tra cui la brigata della Zealandia. Poi vi sono le 4 Regioni Militari dell'aerea dello Jutland, con battaglioni per la difesa locale e supporti vari. Poi vi era la Guardia Civile Danese, di 65.000 elementi. Infine v'era anche il Battaglione speciale HNSU.

    La struttura di pace era soprattutto vertente per l'addestramento e la scuola e l'Aviazione dell'Esercito.

    Le missioni di pace erano anche le missioni, in particolare il BALTBAT, iniziato nel '94 con i Paesi Baltici e Scandinavi, poi seguiti nel '97 dall'Olanda. Erano in tutto 721, e lo scopo era quello di formare entro il 1998 missioni di peace-keeping. Nella Bosnia era stato anche dispiegata anche la compagnia Lituana del BALTBAT, e vi sono state anche altre missioni di questo battaglione internazionale. Erano previste delle attività bilaterali anche con la Polonia. Nel frattempo i Danesi avevano 750 uomini con lo SFOR, parte della brigata nordico-polacca, a sua volta parte delle Divisione multinazionale al comando degli americani, con i Leopard 1A5 e gli M113. La partecipazione danese a missioni internazionali è storia vecchia: dal '53 al '98 almeno 45.000 uomini avevano partecipato a missioni internazionali, iniziando dal Kashmir. Nel '98 c'erano circa una dozzina di missioni internazionali a cui i Danesi stavano partecipavano,tra il Kuwait e l'Albania. Era poi in formazione la SHIRBRIG, un'altra brigata internazionale con numerosi Paesi del Nord Europa. Da notare che gli M113 sono stati modificati in una sorta di mini-IFV; almeno 50 sono diventati PNMK M92 con corazze EEK laterali e frontali, e una torretta biposto con un cannone da 25 mm, anche meglio degli AIFV perché hanno una torretta simile a quella degli M2, anziché monoposto, tanto che riesce ad essere persino sproporzionata rispetto allo scafo, con un layout più simile a quello di un carro armato. Gli elicotteri controcarri erano 12 AS-550C Fennec con FLIR EliTOW e 4 missili TOW. Il sistema di difesa aerea comprendeva lanciatori binati (DMS) del sistema DALLADS, basato sugli Stinger e sistemi radar e di distribuzione dati della Terma.


    La Guardia Nazionale venne fondata nel '45 come fondamentale parte della difesa della Danimarca, per lo più formata inizialmente dalla resistenza danese; il parlamento approvò un'apposita legge sulla Guardia Nazionale Danese. Costituita da uomini e donne, ha compiti di sorveglianza, osservazione e comunicazione, demolizioni, controllo traffico e comunicazioni ecc.

    In tutto c'erano 66.000 uomini di cui 65.000 volontari, 650 civili, 350 ufficiali in servizio permamente. In tempo di pace dipendevano dal Ministero della Difesa, con un doppio direttore militare e civile. Vi sono diverse Regioni cooperano tra di loro, e suddivise in distretti, a loro volta provvisti di compagnie: ben 550 con 52.000 elementi, tutti volontari. Ogni compagnia aveva il controllo di 100 km2 con altrettanti uomini. V'era anche la Guardia Nazionale Navale su due Distretti per un totale di 40 flottiglie di cui 37 per il servizio guardiacoste, con 4.000 elementi. Le missioni erano di sorveglianza marittima, supporto navi nei porti, protezione generale. Il comandante della G.N. aveva il controllo di consigliere per gli aspetti navali. Ma c'era anche la G.N.Aerea, che era suddivisa in Corpo degli Osservatori Terrestri e il Corpo della Difesa delle basi. I primi erano suddivisi in 8 distretti, con una rete di osservazione su tutto il territorio internazionale, collegati a 6 Centri di Allarme velivoli a bassa quota, onde integrare la rete di radar. I centri d'osservazione erano ben 400, distanziati tra di loro di 15 km. Così era possibile vedere, specie di giorno (di notte magari si 'sentivano') anche aerei in volo a bassa quota; si poteva anche dare allarmi come quello NBC, sorveglianza del terreno.

    Il Corpo della Difesa delle Basi aveva 20 squadroni, formati per lo più da dipendenti civili delle basi o dai 'vicini'. In tutto la G.N.A. aveva 7.500 uomini e donne. L'Ispettore generale era collegato con il resto della guardia nazionale, di cui era il consigliere. Ma vi erano anche altre tipologie di Guardia Nazionale, come queli che lavoravano in fabbriche, società e altro ancora. Insomma, una società più militarizzata di quanto non si penserebbe.

    Quanto all'armamento, c'erano i fucili G3, mitra, armi leggere varie, ben 10.000 armi c.c. tra cui lanciarazzi AT-4, cannoni SR Carl Gustav da 84 mm e sistemi più vecchi. Le unità navali aveano almeno 12 nuovi mezzi in consegna.

    L'addestramento era di 200 ore per i primi 3 anni di servizio e poi 24 di addestramento l'anno, e per chi aveva già fatto il servizio militare era anche meno. Obiettivamente era poco, ma le armi erano poco sofisticate, e poi questo era un addestrameno minimo, tanto che di fatto si arrivava a 7 giorni l'anno come media. Le attività in tempo di pace vertevano anche in collaborazione con alcune realtà internazionali, per esempio con i Paesi Baltici. Le comunicazioni al pubblico erano responsabilità del Commissariato per la difesa civile. La G.N era ben radicata nella società ed era vista come una sorta di servizio civile più che un'attività militare vera e propria, anche se c'erano anche armi relativamente pesanti in distribuzione.


    L'Aeronautica Danese era all'epoca aveva molte funzioni, nonostante la ridotta attività post-Guerra fredda, collaborazioni con varie nazioni, collaborazione con varie nazioni baltiche ed europee in generale, trasporti e collegamenti con località come le Isole Far Oer e Groenlandia, dove una compagnia civile non era incentivata ad operare. Nel 1994 era iniziata una ristrutturazione dell'Aeronautica (Kongelige Danske Flyvevaben) con il trasferimento delle Forze di Difesa Danesi dall'AFNORTH, ovvero il Comando Settentrionale della NATO, all'AFCENT, ovvero il Comando Settentrionale. Il comando del BALTAP, il settore Baltico, era a Finderup, ad Ovest di Vibog, Jutland. La struttura era stata stabilita con una Forza di Reazione rischierabile in territorio NATO con breve preavviso, suddivisa in Forze di Reazione Immediata e F.R. Rapide. Il primo compito era fatto da uno squadrone di 12 F-16, il secondo c'era un secondo squadrone di F-16, più uno di HAWK e uno di Gulfstream III, e nel '97 anche un singolo C-130 opzionale. Vi sono anche velivoli resi disponibili per ragioni umanitarie. Le basi aeree erano 4: Skrydstrup e Alborg per gli F-16 dei 4 squadroni, Vaerloose per i velivoli SAR, Karup è una base di rischieramento, e con gli addestratori T-17 Supporter e le officine mobili. In tempo di pace c'erano varie altre attività di volo, come la DTFW, la competizione tattica tra caccia NATO, capace di arrivare ad ospitare sulle sue basi fino a 200 e passa aerei. Il TACDEN era il Comando Aareo Tattico di Danimarca di Karup, quello di comando generale dell'Aeronautica.


    Il Comando Materiali Aerei era a Vaerloose, responsabile soprattutto per la pianificazione e collaborazione per gli acquisti dell'Aeronautica; c'erano 2 officine principali ad Aalorg e Vaerloose, più 3 depositi rifornimenti e una Divisione carburanti, Olio e lubrificanti (POL). Gli F-16 erano in aggiornamento nel tipo MLU, con un totale di 70 aerei in fase di aggiornamento, più 3 aerei di rimpiazzo comprati nel '94 per 161 mln di corone danesi, seguiti da altri 4 più di recente. I primi sono stati approntati per il 1996, con missili AIM-120, radar migliorato ecc. Il Gruppo di Controllo e di Rapporto faceva parte del NADGE, con una rete di radar in fase di aggiornamento (il sistema ACCS) con fondi NATO. Il sistema d'allarme precoce aveva sei grandi radar di terra del tipo MARTELLO di cui uno alle Faer-Oer. La Danimarca partecipava anche al NAEW, ovvero alla forza E-3 NATO. Infine c'erano gli otto squadroni dei missili HAWK del Gruppo missili SAM, suddiviso in 2 stormi. Il primo aveva 4 squadroni sulla Zealandia, l'altro con 2 sull'isola di Funen e due sullo Jutland. Poi c'erano 4 squadroni di cannoni L70 da 40 mm, a cui si aggiungevano i missili Stinger. In tutto c'erano 7.500 effettivi. L'addestramento era su due scuole, nello Jutland e nello Zealandia, ma c'era anche una scuola di sopravvivenza nella base aerea di Karup. L'addestramento dei piloti era curata negli USA, ma la preselezione era curata dai Danesi. C'era anche una scuola apposita per il Gruppo di Controllo e Rapporto, e l'Accademia Ufficiali vicino a Copenaghen, e la Scuola di guerra di base e avanzata.

    Insomma, una piccola aviazione ma ben armata tra F-16, HAWK, C-130 e altri tipi, e un'alta disponibilità alle operazioni fuori area.



    Aeronautica[modifica]

    Aeronautica danese, fino al 2006[4][modifica]

    l'Aviazione danese cominciò a muovere i primi passi nel giorno del 14 dicembre 1911, quando due ufficiali della Marina danese iniziarono i corsi di pilotaggio su di una scuola di pilotaggio civile, e nel 25 marzo 1912 aprì la sua attività la Marinerns Flyveskole, mentre l'Esercito danese arrivò con un ufficiale iniziato all'arte del pilotaggio dal 21 dicembre 1911 e l'istituzione di una scuola di pilotaggio, la Haerens Flyveskole per l'esercito. Il primo servizio aeronavale fu il Marinens Flyvertjenetse, il 1 febbraio 1913, seguito a ruota dallo Haerens Flyvertjenetse solo il 18 ottobre 1918. I primi aerei usati furono nel 1912 un BS III dell'Esercito e un Farman Svendsen Kopi, rispettivamente per l'esercito e la marina. Nel 1913-19 vennero comprati 100 aerei, di cui 60 per la marina, di cui 23 FB.II/V e 12 FB.5 per l'Esercito. Dopo la riorganizzazione del 1923 i servizi furono potenziati e riorganizzati, divenendo Flyverkopset per l'Esercito e Marinens Flyvevesen della Marina. In tutto nel 1940 vi erano 150 aerei su sei stormi, ma non spararono un colpo perché la Danimarca non poteva difendersi dalla Germania e non lo fece. Nel frattempo, dal 1932 i servizi erano diventati Haerens Flyvertropper e Svaernets Flyvevaesen. La LW tedesca incorporò i materiali più adatti. Nel 1944 i piloti danesei ricominciarono l'attività in Svezia con una brigata aerea , La Danske Brigades Flystykrker i Sverige, con piloti della marina e esercitoo grazie ad aerei scappati in Svezia e poi 15 Saab B.17C svedesi. Ricostituiti i servizi coi nomi d'anteguerra nel dicembre 1945, razionalizzando i vari servizi con le poche risorse disponibili, vennero riorganizzati in una Aviazione la Kongelige Danske Flyvevaben il 1 ottobre 1950 mentre l'anno prima la Danimarca aveva costituito la NATO assieme ad altre nazioni europee e nordamericane. Ebbe circa 48 Spitfirem 16 Catalina, 14 C-47 e C-54, circa 50 T-6 e AT-16, e financo un B-17G. Gli idrovolanti Catalina vennero usati fino agli anni '60 e i trasporti fino all'82. Ma presto arrivarono anche altri apparecchi: i caccia Gloster Meteor arrivarono nel 1949-52 in 69 esemplari, poi nel 1956-58 giunsero 34 Hunter, e soprattutto, dopo questa 'propedeuticità' ben 267 F-84E/G/F che cominciarono la loro carriera nel 1951 fino al 1971.

    Da notare che apparentemente non vennero utilizzati gli F-84F, mentre i ricognitori RF-84F servirono nel No.729 Squadron. Nel 1958 arrivarono 59 F-86D ex-USAF per le unità No.723, 726 e 728 squadrons, e altri 3 vennero comprati per rimpiazzo nel '62. Operarono fino al 31 marzo 1966, e poi vennero usati come 'esche' sugli aeroporti. Arriavarono poi 48 F-100D e 10 F-100F dal luglio '59, tra i primi caccia supersonici apparsi in Europa. Vennero usati nell'Eskadrille 725 di Karup e le 727 e 730 di Skrydstrup. Non furono molto amati e i piloti, pur non avendo mai avuto i F-86 'normali' ebbero a ridire sulla qualifica di 'Super'. Vennero comunque tenuti in servizio fino al 1982. Altre fonti parlano di 72, ma in ogni caso questi aerei operarono principalmente come macchine da supporto aereo avanzato, e solo secondariamente come aerei d'attacco antinave e caccia. Ebbero un primato di sicurezza tutt'altro che rimarchevole, con almeno un terzo degli aerei persi per incidenti, ma poi i superstiti vennero venduti alla Turchia. Due sono usati come 'gate guardians' e uno per un museao.

    La successiva macchina, stavolta bisonica, ricevette 25 F-104G di costruzione canadese e 4 TF-104 di costruzione Lockheed. Ancora una volta vennero messi in servizio con 2 squadroni, l'Esk 723 e il 726 di base ad Aalborgdal 1965. Poi giunsero, attorno al 1972 i primi di 22 ex-RCAF caccia, di cui 7 biposto CF-104D. Vennero usati anche dall'Esk 726 nel compito di addestramento ECM. Infine, venne sciolto l'Esk 723 il gennaio 1983, e il 726 nel 1986. Solo 4 F-104 vennero trattenuti come traino-bersagli. Di 51 aerei vennero persi 12 in incidenti. Alcuni vennero trasferiti a Taiwan dal 1987.

    Nel 1970-71 vennero forniti 51 caccia Draken tra cui 31 ricognitori o addestratori. Erano i caccia Saab 35 X con la capacità di usare fino a circa 4 t di carico bellico. In tutto, questi aerei rimasero in servizio fino al '93 e 12 vennero forniti all'USAF, nella loro National Test Pilot School nel '98. Nel frattempo arrivarono anche i caccia F-16. Ma se ne riparla poi. Adesso indietro nel tempo, per vedere la formazioneil 1 aprile 1958 dell'Artilleriflyvebatteri 'Vandel' con 16 Super Cub L18C. Questi restarono in servizio fino al 1977, ed erano aerei leggeri monomotore. Dal 1 luglio 1971 arrivarono (finalmente) anche gli elicotteri: 6 MD500 Defender con l'Esercito. La Marina ritornò agli apparecchi volanti il 1 febbraio 1962 con la 722 Eskadrille con compiti SAR sul mare, e 8 Alouette III. Poi venne rinforzato e divenne un vero squadrone anche con capacità ASW.

    La ristrutturazione della Danske Flyvevaben iniziò con una decisione del 1993, e comprende ristrutturazioni materiali, ma non quelle dei compiti, come la copertura aerea e la difesa delle zone di interesse economico del Paese, nonché la partecipazione alla NATO. Quanto alla partecipazione a questi ultimi vi è da dire che 50.000 militari delle piccole FA danesi hanno servito in missioni NATO all'estero, cominciando dalla crisi del Kashmir nel '53. Poi sono seguiti tanti altri compiti, come quelli nel Golfo Persico e anche sulla Iugoslavia con 6 F-16 schierati nel '99. Per i compiti di reazione immediata viene messo disponibile, in ambito NATO uno squadrone di 12 F-16, e per le forze di reazione 'rapida' ve ne è un altro oltre ad una batteria di HAWK e un aereo CL-604.

    Quanto alla organizzazione, la Danimarca è passata da ADNORTH a AFCENT ovvero le F.A. del Centro Europa. L'Aeronautica danese ha 2 grandi officine e 3 depositi di carburante e 7500 effettivi complessivi. Esistono la scuola di guerra e l'Accademia aeronautica a Copenaghen, e a Karup da poco vi è una scuola di sopravvivenza. Per aiutare il piccolo nucleo di personale aeronautico, esiste anche una Guardia Nazionale Aeronautica di 7500 effettivi, fondata nel '48 assieme alle altre componenti della Guardia nazionale, navale e terrestre. Vi è un Corpo osservatori terrestri e un Corpo di difesa delle basi, il primo con un posto d'osservazione ogni 15 km circa, ovvero 400 in tutto, e collegati con i 6 centri d'allarme radar nazionali per la difesa aerea. Il Corpo difesa basi ha 20 plotoni, formati anche da civili che sono per contratto obbligati a seguire 200 ore di addestramento nei primi 3 anni, poi 24 ore l'anno.

    L'organizzazione dei reparti vede:

    La presenza di un comando operativo aerotattico o TACDEN, Flyvertanktitsk Kommando vede l'assegnazione di tutti i reparti di prima linea. Il comando materiali -AMC si occupa della logistica e mantenimento basi che sono quelle di AAlborg, Skrydstrup, Karup e Vaerlose, in fase di chiusura. Le basi sono protette da uno stormo di missili HAWK, con 2 gruppi e 4 batterie l'uno con una forza totale di 36 rampe di lancio trinate (il che significa che ogni batteria ha solo 4 lanciatori e non sei, come normale), radicalmente aggiornate alla fine degli anni '90 nelle componenti di comando e controllo. 4 batterie sono sull'Isola di Zealand, 2 nello Jutland 2 sull'Isola di Fuen, e una batteria addestrativa a Karup, anch'essa su 4 lanciatori. Vi sono anche altre armi oltre a questi 'immortali' (e micidiali) missili SAM, comprati solo nel '78: i loro 'appoggi' sono i cannoni Bofors L70 e lanciatori binati Stinger dell'Esercito, comprati negli anni '90. La difesa aerea danese è integrata nel NADGE, attualmente in fase di sostituzione con l'ACCS, che entro il 2006 è stato completato. In ogni caso, i siti radar danesi sono 6, di cui due con radar BAe MARTELLO a Faer Oer e Bornholm. Esiste anche un'altra istituzione, il NAEW ovvero NATO Airborne Eearly Warning, anche se ovviamente senza che la Danimarca abbia materialmente possesso di aerei AEW. Contribuisce con personale logistico, e con gli osservatori della Guardia nazionale, che con i suoi punti d'osservazione ogni 15 km può controllare abbastanza bene l'avvicinamento anche a bassissima quota di eventuali aerei che volino troppo bassi per essere 'beccati' dai radar.

    Attualmente, l'unico tipo di caccia presente è l'F-16, che la Danimarca ha comprato, assieme ad altre 3 nazioni NATO (Norvegia, Olanda e Belgio) come vincitore del concorso per un caccia di nuova generazione. Venne posto un ordine già il giugno 1975 per 46 monoposto e 12 biposto. Vennero assemblati dalla SABCA belga, ed erano macchine veramente primigenia, essendo del Block 1. Le consegne iniziarono il 28 gennaio 1980, quando arrivò il primo F-16B, e alla fine venne formato con questo aereo il potenziale di volo dell'Eskadrilless 727 e 730 di Skrytrup, rimpiazzando senza rimpianto gli F-100. La prima di queste due Eskadrilles divenne operativa il 26 agosto 1981, nel 1983 arrivarono anche le 723 e 726 di Aalborg e così finirono per rimpiazzare anche gli F-104. Il 723 venne dichiarato operativo nel marzo 1984.

    In tutto, gli F-16 vennero aggiornati al Block 10 con il programma Pacer Loft 1. Poi seguirono nell'agosto 1984 forniture di altri 12 Block 15, provenienti dalla olandese Fokker, come rimpiazzi per le perdite: erano 8 monoposto e 4 biposto.

    Alla fine gli F-16 divennero operativi con l'Esk 723 di Aalborg nel gennaio 1983, rimpiazzando gli F-104, con la 726 di Aalborg, rimpiazzando nel tardo '83 gli F-104 con i Block 15. La Esk 727 di Skrystrup del 1 aprile 1981, e la 730 di Skystrup che completò il passaggio l'11 agosto 1982 dai Super Sabre.

    Quanto all'armamento di bordo, si tratta per lo più di missili AIM-9L, ma poi sono arrivati anche gli AMRAAM e AGM-65. L'Esk 726 ha compiti di ricognizione rimpiazzando in questo i Draken dell'Esk 725 e 728 e possono fare questo grazie al pod da ricognizione RED BARON che ha le macchine fotografiche prima usate dai Draken.

    La carriera operativa ha visto che già nel 1987 il numero di squadroni originale non era ancora supportabile dal ridotto numero di aerei disponibili. Evidentemente non era solo un problema con i caccia F-100 e nemmeno con gli F-104, tutto sommato non tanto flagellati dalle perdite. La forza di F-16, che allora condividevano ancora con i Draken il compito della prima linea, e senza altri aerei si dovette ridurre il totale delle unità operative. Ma l'ordine per altri 24 aerei per rimpiazzare i Draken non venne emesso per mancanza di soldi, nonostante la riduzione di personale. Solo 3 Block 15 vennero forniti dall'USAF, 170 th TFS dell'Illinois ANG, seguiti da altri 3 monoposto e 1 biposto dal deposito AMARC. Poi un programma che ha valorizzato la qualità ha visto l'aggiornamento MLU per portare questi aerei praticamente allo standard MLU con una capacità portata grossomodo al livello dei più recenti Block 50-52, non male considerando che si tratta di macchine Block 1 e 15. Si è trattato di modificare il radar allo standard AN/APG-66(V2A), aggiungere un GPS, un HUD a grande angolo, occhiali notturni, computer missione modulare e un sistema di cartografia digitalizzata, il tutto da completare entro il 1999. Infine un pod speciale è stato costruito dai danesi con uno scanner IR e 2 macchine Vinten F95 e un sistema più avanzato chiamato Per Udsen era in sviluppo qualche anno fa.

    Al 2006 vi erano 63 F-16 operativi dei 88 a suo tempo forniti, con un rateo di perdite, soprattutto iniziale, tutt'altro che modesto. Nondimeno, si tratta di una macchina ben popolare tra i piloti, specie con gli ultimi aggiornamenti. Di queste macchine ve ne sono 48 in servizio di prima linea e 12 per l'addestramento, tutti su squadroni che però sono accorpati in formazioni maggiori: 2 per ciascuna delle Eskadrille 726 di Aalborg, per la conversione operativa, 727 e 730 di Skrydstryp.

    I reparti logistici sono con la 721 Eskadrille di Vaerlose con 3 C-130H , comprati nel '75, e 1 Gulfstream III, 2 Canadair CL-604 Challenger, mentre i 5 origiari Gulfstream del 1981-82 sono stati radiati. Si tratta di aerei ricognitori marittimi, come anche trasporti VIP e collegamento.

    La 722 sempre sulla stessa base era in predicato di spostarsi a Karup con i suoi elicotteri S-61A1 Sea King, del 1965-67 usati per compiti SAR con 8 dei nove esemplari comprati a suo tempo, ancora in servizio e con diversi aggiornamenti.

    Infine i SAAB T-17 Supporter son anch'essi vecchiotti, anche se non così tanto, ma nondimeno del 1975-77. Quando ne vennero comprati 32 di cui 30 anni dopo ve n'erano ancora 28 in servizio con la Flyveskolen, sempre a Karup, e 4 gruppi addestrativi sparsi sulle altre basi aeree principali. Sono i successori dei T-33, anche se ovviamente si tratta di macchine totalemnte diverse, essendo aerei leggeri ad elica, con una velocità che arriverà a stento ad un terzo di quella delle macchine a reazione americane. È usato per molti compiti, anche d'attacco al suolo e ricognizione costiera.

    Quanto all'evoluzione recente e ai programmi futuri, la KDF ha chiuso nel 2003 l'importante base di Vaerlose, ha comprato i CL-604, di cui un'altra coppia sostituirà l'ultimo Gulfstream, e 3 +1 opzionale C-130J che rimpiazzeranno i vecchi C-130H. Ma soprattutto, nel 1998 venne stanziato un primo contributo di 10 milioni di dollari per il JSF, con il che la Danimarca arrivò al non molto prestigioso livello di 'cliente informato'. Poi venne eslezionato il JSF come rimpiazzo per gli F-16 nel ottobre 2001 e il 28 maggio 2002 la Danimarca ha aderito al terzo livello del programma SDD per la dimostrazione operativa delle capacità del nuovo aereo, con cui ha speso 125 milioni di dollari. Se tutto andrà bene, 48 F-35 sostituiranno gli F-16 dal 2015. È possibile anche un secondo contratto per un caccia come l'EF-2000.

    Inoltre, dal 2003 tutti gli elicotteri sono passati sotto il controllo centralizzato del TACDEN che controlla così tutti gli 8 elicotteri Lynx Mk 80A e 90A della Marina, trasferiti da Vaerlose a Karup e inquadrati nella 728 Eskadrille. In ogni caso possono operare dalle 3 corvette N.Juel e 4 Thetis. Sono state aggiornate con un contratto di 32 milioni di dollari allo standard Super Lynx, a parte i motori: la trasformazione iniziò nel 1999 e arrivò a compimento attorno al 2005. Le 25 macchine dell'Esercito sono 13 Hughes 500M, superstiti di 16 comprati in tutto durante gli anni '70, poi nel 1990-92 sono arrivati anche 12 Fennec AS.550C2 che sono armabili con missili TOW, 4 a testa, e sono basati a Vandel, su due squadroni: quello chiamato Panservaerns-Helicopter con i Fennec e Hughes, e l'Observations-Helikopter Kompagni con gli Hughes. Da trasferire a Karup e formare la 724 Eskadrille. Nel 2001 è stato firmato un contratto di 340 milioni di dollari per 14 EH-101 che sostituiscono i Sea King della 722 Esk, ma anche per supportare la brigata SHIRBRIG, che è la brigata d'intervento rapido nata da un accordo del '96 tra Danimarca, Austria, Canada, Olanda, Polonia, Norvegia e Svezia. Dopo il 2010 potrebbero essere necessari anche elicotteri medi NH-90. In seguito saranno forse realizzati anche programmi per rimpiazzare l'HAWK e i T-17.

    In tutto vi sono le seguenti unità:

    • TACDEN:
    • 721 Eskadrille, Aalborg con 3 C-130J e 4 Challenger CL-604
    • 722 di Karup, 8 Sea King S-61A in rimpiazzo con 14 EH-101
    • 724 di karup con 12 AS-550C2 Fennec da attacco e 13 Hughes 500M
    • 726 di attacco, Aalborg, con 16 F-16BM OCU
    • 727 di Skydstrup con 26 F-16AM su due squadroni
    • 728 di Karup, 8 Super Lynx
    • 730 di Skydstrup con 24 F-16AM
    • AMC:
    • Flyveskolen di Karup
    • Reparto addestrativo SNF-KAR di Karup
    • omologo SNF-ALB di Aalborg
    • omologo SFN-SKP di Skydstrup
    • omologo SFN-VRL di Vaerlose

    Organico della KDF, Kongelige Danske Flyvevaben:

    • 48 (57) F-16AM
    • 12 (16)F-16BM
    • 20 (28) SAAB T-17 'Supporter'
    • 4 (4) Lockheed C-130J 'Super Hercules'
    • 3 (3) Bombardier CL-604 'Challenger'
    • 8 (9) Sikorsky S-61A-1 'Sea King'
    • (14) EH-101U

    SF, Sovaernets Flyvetjaneste (marina):

    • 8 (10) Westland Sea King Mk.90B

    HF, Herens Flyvetjaneste (Esercito):

    • 12( 12) Aerospatiale AS-350C-2 Fennec
    • 12 (14) Hughes Model 500M


    La Marina al 2008[5][modifica]

    Originariamente la Marina Danese era incaricata di pattugliare gli Stretti contro le intrusioni di unità del Patto di Varsavia, e lo faceva con una flotta moderna ed efficiente, molto numerosa. Con la fine della Guerra fredda le cose sono andate diversamente, ma varie esigenze hanno continuato ad esistere o sono apparse poi. Tra queste c'è la natura marittima della nazione: il 30% è insulare, mentre il 70% fa parte della stretta penisola dello Jutland (29.766 km2). Le isole sono circa 500. Anche per questo la Marina, ovvero la Kongelige Danske Marine era considerata molto importante, sebbene per compiti prevalentemente costieri. Nel 1960 aveva 9 corvette come componente di maggiore stazza, ma c'erano anche 28 dragamine e 32 guardiacoste; nel 1970 c'erano 12 navi di scorta, 20 dragamine e 25 guardiacoste; nel 1980 le cose erano cambiate molto, perché l'evoluzione della dottrina e della tecnologia aveva prodotto navi leggere ma ben armate: 11 corvette e fregate tra cui le grosse 'Peder Skramm', 15 dragamine e 24 cannoniere missilistiche e navi di pattuglia; non mancavano comunque i sottomarini, che negli anni '70 erano un gruppo di sei battelli di buone caratteristiche.

    Di questo comunque si è già parlato in precedenza. Quanto alla geografia, è chiaro che una nazione che ha la sua stessa capitale in un'isola (sembra quasi una versione all'incontrario della penisola italica, se ci si pensa bene) non poteva dare importanza al mare e alla sua politica, anche se circa 100 delle isole danesi sono disabitate. Ma il semplice sviluppo costiero, ben 7.300 km, della pur piccola nazione nordica richiedeva e richiede una buona marina. La cantieristica la serve bene, essendo tra le migliori del mondo; la marina mercantile ha 9 mln di tonnellate di stazza, ben il 2% della flotta mondiale; esiste poi la necessità di gestire la Groenlandia, territorio autonomo della Corona danese, con appena 60 mila abitanti ma pur sempre di 2,166 mln di km2 e molto distante dalla 'madrepatria', se così si può dire. Altri numeri riguardano i commerci: il 95% delle esportazioni e il 90 delle importazioni avvengono via mare, tramite porti in cui si muovono 50.000 navi all'anno, con un movimento merci di 50 milioni di tonnellate. A questo si aggiungono 43 mln di passeggeri, e lo sfruttamento (in un'apposita aerea di sfruttamento nata nel '72) di giacimenti di petrolio nel Mare del Nord. Questo dà l'idea di cosa rappresenti il mare, pesca e parchi eolici a parte, per i Danesi.

    La Danimarca, come si diceva, ha ottimi cantieri, come quelli militari di Svengborg Skibsvaerft, Alborg Vaerft ecc; non vi sono produzioni indigene di armamenti, ma la Terma Elektronik SA ha ottimi sistemi radar, ECM, ESM e in generale di elettronica avanzata, ampiamente usati dalle F.A. danesi e non solo; il concetto di nave polivalente con le 'Stanflex' ergo Standard Flex ha riportato successi anche all'estero, con vendite anche a Grecia e Marocco.


    La riforma della Marina iniziò con la legge approvata dal Folketing (parlamento) della fine del '93, su cui la Marina era chiamata a rispondere delle responsabilità sulla sovranità nazionale, cooperazione con Paesi esteri per missioni di pace e mantenimento della monarchia, nonché prevenzione in generale dei conflitti e mantenimento della pace. La partecipazione dei Danesi a realtà più grandi del loro 'piccolo mondo nordico' aveva visto già le fregate Niels Juel partecipare alle missioni nel Golfo nel 1990-91, e poi alla 'Sharp Guard' in Adriatico, nel 1992-97. Fu davvero una fortuna per la Danimarca riuscire a mantenere in servizio un sia pur piccolo numero di navi di una certa stazza, capaci di fare operazioni oltremare, anziché dedicarsi solo alla difesa costiera, come per esempio è accaduto alla Svezia. La Marina nel 2008 era comandata dall'Amm. Chris Wang, e conta 3.500 effettivi.

    Essa è divisa in due grandi unità: la Prima Divisione navale di Frederikshavn, per sorveglianza acque costiere e ZEE, fino alla gestione della Groenlandia; e la 2a Divisione, di Korsor per le unità 'di Proiezione', per la difesa della nazione, ma anche per le missioni oltremare. Nel primo caso vi sono navi come i pattugliatori 'Thetis' e Agdelek, nonché 3 Stanflex 300; nel secondo caso ecco ancora le efficienti Niels Juel, piccole ma ben armate, anche se da radiare alfine nel 2010-11 dopo che dal 2007 solo una per volta è utilizzabile causa tagli di bilancio; la classe era stata ammodernata nel 1996-2000, nonché gli 8 'Flyvefisken' del tipo Stanflex-300; ora vi sono anche le due grandi 'Absalon' multiruolo; non mancano nemmeno le navi per la guerra di mine. Infine vi è la G.N.Marina con vedette MHV-800 e 900, e le MHV-90, queste ultime le più vecchie (anni '70). L'unica componente aeronavale è stata costititia nel 1977 e poi dal 2000 gestita in cooperazione con l'Aeronautica, il Soavernts Helikoptertjeneste. Essa opera da Karup e ha 8 Super Lynx. Manca qualcosa? La componente subacquea, che nel frattempo è stata sciolta, retrocedendo dall'intenzione di comprare 3 nuovi sottomarini. Questo avvenne nel novembre 2004, causando numerose polemiche. Esiste anche un Corpo speciale di Marina o Soavaernets Froemandskorps, a Kongsore; in Groenlandia opera la 'Sirius Patrol' che chiude l'elenco delle forze operative. Quanto ai comandi, l'Ammiragliato ha sede a Copenaghen e controlla sia i due squadroni e le altre unità minori, che i Distretti Navali e le scuole.

    I D.N. sono 5 e controllano i vari settori d'interesse; hanno comandi come quello di Copenhagen e Korsoer, la Groenlandia e le isole Faer Oaer. Il supporto alla Marina è dato dal Comando Materiali Navali. Per funzioni di pattugliamento vi sono anche le unità, incluse le rompighiaccio, che dal '96 sono parte del Ministero dell'Interno nonché la Guardia Costiera. Molto importanti anche il servizio idrografico e l'esplorazione degli oceani e le loro risorse.

    Quanto ai materiali, la commissione parlamentare aveva prodotto un memorandum presentato nel '96. All'epoca la Danimarca aveva una spesa pari al 2% del PIL per il settore militare, ma era necessario ridurre in futuro certo non senza problemi per uno strumento militare già modesto, per quanto moderno. Tra le prime misure, l'ammodernamento delle fregate leggere, l'acquisto di drones per la caccia alle mine e lo studio per realizzare e comprare in 3 esemplari i sottomarini Viking, adesso abbandonati (anche dalla Svezia, che procede con un progetto chiamato A.26).

    Nel 1999 venne approvato un programma pluriennale che prevedeva entro il 2011 di ritirare 17 navi tra cui le unità missilistiche e i posamine Falster, 2 delle prime cedute alla Lituania nel 2007. La sostituzione era con sei grandi unità multifunzione, ma poi nel 2004 la decisione è stata cambiata, e oltre alla dismissione del programma per i sottomarini, si è cambiato il destino delle ultime 3 navi della classe multifunzione.

    Questa è diventata nota come 'Absalon', esponente maggiore della tecnologia Stanflex di cui le Thetis erano il modello 2000 mentre le Flyvefisken il modello 300. Le Absalon sono il modello 3000 (tonnellate). La Absalon è entrata in servizio il 19 ottobre 2004 e la Ebsern Snare il 18 aprile 2005. Anche se sono state presto mandate in esercitazione e a farsi ammirare alle riviste navali, hanno ricevuto tuttavia il loro armamento solo dopo il 2006.

    Ben più piccole sono le 3 'Niels Juel' da 1.300 t ed entrate in servizio nel 1980-82, unità usate anche nel Golfo nel 1991 e nel 2003. Sono capaci di arrivare a 30 nodi; negli anni '90 hanno ricevuto aggiornamenti ai lanciamissili Harpoon (forse al Block II, capace anche di attacchi al suolo), al cannone (forse con il kit per aumentarne la cadenza di tiro ad oltre 100 c.min, come hanno fatto i Tedeschi), la sostituzione del lanciamissili classico a 8 colpi per i Sea Sparrow con due Mk 41 a lancio verticale, sempre a poppa, per ESSM; radar EADS TRS-3D al posto dell'ASW-5; il radar è sempre ospitato in un albero inusitatamente alto dietro la plancia, per ottenere un valido settore d'osservazione con un grande albero, piuttosto snello ma non esile, che lo sostiene.

    Nel 1989 si è cambiato parecchio dell'impostazione della Marina con il rimpiazzo delle fregate P.SKRAM e le corvette FYLLA con le 7 nuove Stanflex: le 4 'Thetis' del 1991-93, e le 14 Flyvefisken da 300 t, del 1989-97.

    Queste ultime, progettate dal 1985, sono un modello di polivalenza effettiva e di elevato valore: navi da 54 m in GRP, pesanti 450 t a pieno carico, propulse ad oltre 30 nodi da una LM500 e un diesel MTU 16V in configurazione CODAG, possono diventare un po' di tutto. Navi d'attacco missilistico, difesa aerea, pattugliamento antinquinamento, ASW, e altro ancora, grazie al sistema delle armi e sistemi su container standard; per i compiti contraerei vi sono 6 missili su lanciatori Mk41; vi sono anche lanciasiluri da 533 mm per armi svedesi FFV 613, probabilmente per compiti ASW piuttosto che antinave. Per compiti antimine sei navi possono essere equipaggiate con sonar TSM-2054 e ROV Double Eagle nonché guidare 4 drones di superficie. I 4 punti d'assemblaggio hanno la capacità di ricevere fino a 10 moduli d'armamento e di altro tipo, come quelli anti-inquinamento. Radar Terma Scanter di scoperta navale, o aeronavale TSR-3D per le 7 della 2a serie (le navi della prima avevano un AWS-6 2D), radar Celsius Tech 9LV-200 di controllo tiro, sistema optronico 9LV, sonar a scafo CTS--36 ad alta frequenza, sistema IBIS-43 di controllo, appena 24-35 membri dell'equipaggio. È possibile anche usare un TSM Salmon rimorchiato e filabile per la scoperta sonar dei bersagli in profondità.

    I tagli alla Difesa hanno fatto sì che queste unità, provviste anche di un sistema C3I di bordo sofisticato, siano state tuttavia ridotte: dal 2004 due sono state vendute alla Lituania, una messa in riserva e una come nave sperimentale.

    La realizzazione delle Stanflex 2000 è stata fatta nel 1988-93 dopo essere state progettate nel 1987 sulla falsariga delle precedenti. Esse sono le 'Thetis', unità da 3500 t e 20 nodi, motori economici per assicurare 8.000 nm di autonomia (3 diesel), scafo da 112 m rinforzato per operare nei ghiacci. Hanno normalmente solo un cannone da 76 mm (che però è il potente Super Rapido e non i precedenti 'Compatto'), due armi da 20 mm, il ponte di volo per elicotteri. I loro sistemi di bordo eccedono però il compito di pattugliatori: tra l'altro c'è un radar di scoperta navale, radar aeronavale, sistema direzione tiro, ECM con lanciatori Sea Gnat, sonare Salmon; così non stupisce che in caso di guerra possano anche essere armate in tre posizioni con in soliti container per i vari carichi d'armi.

    Per i compiti meno difficili, il pattugliamento delle acque della Groenlandia, i tre 'Agdlek' costruiti oltre 30 anni fa hanno due armi da 20 e stazzano 330 t, ma messe in riserva entro il 2008; anche per 9 vedette da 155 t del 1968-73 la carriera è giunta praticamente alla fine. Oramai è soprattutto la Guardia Nazionale Costiera con la sua sezione marina che cura la sorveglianza. Nata fin dal 1848 con i Corpi Volontari, aboliti nel '37, risorsero nel '48 come Guardia Nazionale Danese. Reclutamento volontario, armi detenute a domicilio, donne presenti dal 1989, nel 2001 vi sono state riforme per consentirne anche l'impiego oltremare se necessario. La GN ha 56.000 elementi di cui 9.000 donne, ha un comando sia civile che militare e la ripartizione in 3 settori navale, terrestre e aereo. Vi sono anche 800 civili impiegati, l'addestramento è curato da militari di carriera e comprende 200 ore iniziali e poi circa una settimana l'anno. La sezione navale ha 2 distretti con 39 flottiglie, comandate da tenenti di vascello, e 4.000 effettivi. Le flottiglie hanno 100-150 fucilieri e navi leggere. Tra le navi più moderne le Aldebaran, MHV-800. da 83 t in acciaio, 18 navi moderne ma limitate da una velocità di appena 13 nodi; costruite nel 1991-2002, hanno armi da 12,7 o anche predisposizioni per quelle da 20 mm. Vi sono anche parecchie altre classi, come le 11MHV-900 da 87 t.

    Le STANFLEX 300 hanno sostituito anche le ultime navi per la guerra di mine come le 8 'Sund', ritirati entro il 1999, mentre i posamine Falster e Lindormen sono stati tolti dal servizio nel 2000-2004. Con le Stanflex configurate per compiti di caccia-mine (e posamine, con la possibilità di rilasciare fino a 60 ordigni) sono stati anche comprati 12 piccoli natanti da 32 e anche 125 t, sono teleguidabili in alternativa all'equipaggio di 3 elementi e costruiti in materiali compositi, con sistemi di dragaggio. Sono stati comprati nel 1991-99.

    Infine poche navi ausiliarie comprendono 3 rompighiaccio di cui 2 con piattaforma per elicotteri, fino al '96 parte del Ministero dell'Industria; idem per le due navi anti-inquinamento. Vi è poi una nave portamunizioni da 460 t e lo yacht reale realizzato nel '32, da 1.200 t. Le navi anfibie non fanno parte della marina, ma di volta in volta vengono noleggiate navi Ro-ro (traghetti) commerciali, anche di oltre 20.000 t di dislocamento.

    L'Aviazione navale nacque già nel 1911 (il 14 dicembre, per l'esattezza), e nel 1940 aveva un gruppo da caccia, uno d'attacco e uno di ricognitori per un totale di circa 60 velivoli. Nel '50 venne accorpata con l'aviazione dell'Esercito e divenne l'Aeronautica. Nel '62 questa ebbe un reparto navale, l'Eskadrille-722 con 5 Alouette III per compiti SAR. A Vaerlose, nel '77, venne ricostuito infine il servizio aeronavale e nel 1982 8 Lynx rimpiazzarono i vecchi Alouette, con 200 effettivi. Data la perdita di 3 elicotteri, vennero rimpiazzati da 3 macchine Lynx 90A di sconda mano, ma nel 1999-2004 i piccoli ed efficienti elicotteri sono stati aggiornati dalla Westland con un contratto da 32 mln di dollari e così sono diventati Super Lynx 1000 con motori e avionica nuovi. Poi, nel 2003, sono stati mandati in carico allo Stormo elicotteri dell'Aeronautica a Karup, un'unità interforze che ha anche i Fennec. Nel frattempo l'Eskadrille 722 ha tolto dal servizio anche gli aerei da pattugliamento, i 3 Gulfstream III e 8 Sea King S-61A, rimpiazzati nel tempo con ben 14 EH-101. Questi sono stati ordinati nel 2001 di cui 8 SAR e 6 da trasporto. Il primo è diventato operativo nel 2007. Non ve ne sono di ASW o AEW, ma in ogni caso sono imbarcabili sulle 'Thetis', sulle Absalon e sulle future navi AAW. Queste sono il programma più importante, quello delle 3 'I.Huitfeldt'. La costruzione della capoclasse di tre navi è iniziata nel 2007 con varo nel maggio del 2009, consegna nel 2010 e operatività piena nel 2011. Navi da 6.200 t, 138 x 20 m, simili e derivate dalle Absalon, hanno capacità AAW notevoli e come motori, si permettono 28 nodi pur avendo solo dei diesel (ma si tratta degli MTU 8000, 4 unità). Avranno radar SMART-L e 4 moduli per lanciare fino a 24 ESSM e 32 SM-2; poi vi saranno il cannone da 127 Mk 45, 1 o 2 Millennium, 8 Harpoon, 2 lanciasiluri binati MU-90, 2 lanciatori Stinger e varie armi da 12,7 mm. Vi saranno anche radar Thales APAR e sonar Atlas Elektronik DSQS-24 a media frequenza, oltre ad altri sistemi di tiro, ECM ed elaborazione dati. Infine c'è la piattaforma per un elicottero. Partendo da una nave multifunzione, nemmeno particolarmente adatta a combattimenti di prima linea, anche se eccellentemente flessibile, si è giunti così ad una vera fregata antiaereei, che tra l'altro continua ad essere inusitatamente larga e pesante per la sua lunghezza, retaggio del suo massiccio scafo, d'altro canto pensato certo anche per operare in mari almeno parzialmente ghiacciati. Senza alcuni componenti come i cannoni, da finanziarsi successivamente, queste navi, quasi pari al meglio delle altre numerose fregate europee (unità norvegesi AEGIS, Horizon, LCF, Type 45, F-100), riescono anche a costare una cifra ragionevole, 800 mln stimati per le 3 navi da realizzare nei prossimi anni. La vita utile è stimata in 35 anni e l'equipaggio, grazie all'automazione, è ridotto ad appena 100 + 60 effettivi.

    Vi sono anche in realizzazione 2 OPV 'Rasmussen' da 1.700 t, armati con sole armi da 12,7 mm e piattaforma per elicotteri. Hanno appena 18 persone, aumentabili a 43 se necessario. Vi sono poi 6 nuovi cacciamine pilotati o teleguidati 'Holm' da 100 t e 10 membri d'equipaggi, e pattugliatori da 185 t 'Diana', anch'essi in introduzione. Tra le armi, i siluri MU-90 di cui nel 1999 vennero comprati per 25 mln di dollari. I lanciatori sono i B-515 italiani per gli Stanflex e gli Mk 32 americani per gli Absalon. Vi sono anche in acquisizione gli ESSM, 3 pezzi da 127 e altri materiali, mentre si vedrà se si può impedire la totale chiusura dell'era dei sottomarini.

    Le navi in servizio sono:

    • 2 'Absalon'
    • 4 'Thetis'
    • 3 'Niels Juel'
    • 11 'Stanflex 300'
    • 2 Rasmussen
    • 3 Agdlek
    • 6 'Diana'
    • 6 'Barso'
    • 6 'Holm'
    • 6 MSF
    • 6 MRD
    • 1 nave reale 'Dannebrog'
    • 1 rompighiaccio
    • 2 rompighiaccio elicotteristici
    • 2 navi appoggio
    • 1 nave trasporto


    Quanto ai sottomarini, essi sono spariti con l'approvazione del programma navale da parte del parlamento per gli anni 2005-09, con la radiazione dei due ultimi sottomarini del tipo 207 ex-norvegesi, comprati nel 1986, l'S-322 e 324, mentre il Nacken è stato restituito alla Svezia dopo essere stato affittato nel 2001 come S-325. Tutto è successo entro la fine del 2004, e già il 1 gennaio di quell'anno i due ultimi U-205 'Narhvalen' erano stati radiati dopo essere stati posti in riserva dal 2002. Il Saelen, uno degli U-207 ex-norvegesi, era stato fatto rientrare dal Golfo a seguito di un'avaria ai motori, issato a bordo di una nave speciale e venne anch'esso radiato nel capodanno del 2004. Così si è chiusa, almeno per il momento (e non senza polemiche), la carriera dei sottomarini danesi, 31 navi entrate in servizio fin dal 1909.


    Le Absalon e le nuove fregate a.a.[6][modifica]

    Questa è diventata nota come 'Absalon', esponente maggiore della tecnologia Stanflex di cui le Thetis erano il modello 2000 mentre le Flyvefisken il modello 300. Le Absalon sono il modello 3.000 (tonnellate). La capoclasse è entrata in servizio il 19 ottobre 2004 e la Ebsern Snare il 18 aprile 2005. Anche se sono state presto mandate in esercitazione e a farsi ammirare alle riviste navali (suscitando elogi a tutto campo), hanno ricevuto tuttavia il loro armamento completo solo dopo il 2006.

    Il concetto delle FSS (Flexible Support Ship), che poi darà origine alle Patrol Frigate (di cui poi si parlerà) è simile a quello MEKO, ma adattato a navi più piccole, sempre basato su containers dotati di una complessiva autosufficienza (generatori elettrici e così via). È talmente rapido sostituire i singoli moduli, che è possibile rimpiazzarli in 12 ore anziché le due settimane per le MEKO (sostituzione di tutti i moduli). La cosa è stata messa a punto alla metà degli anni '80 dala Comando Materiali navali (SMK) assieme alla società Promecon A/S. Così vennero equipaggiate le armatissime unità Standflex 300 costruite dal 1985 ed entrate in servizio nel 1989-96. Sono grandi navi pattuglia o piccole corvette a seconda dei punti di vista ed equipaggiamenti, da 450 t e con un totale di 14 navi prodotte come Flyverfisken. La Marina Danese ha 101 moduli complessivi per equipaggiarle, e di ben 11 tipi diversi. Sono tutti di 3 m di lunghezza, 3,5 larghezza, 2,5 di altezza, e pesano al massimo 18 t. Oguno ha una mezza dozzina di attacchi sistemati in una striscia orizzontale: antincendio, collegamento LAN, alimentazione elettrica, degaussing, video ecc. Questi hanno consentito di avere delle navi multiruolo in base alla preparazione specifica con gli equipaggiamenti, un po' come se fossero dei cacciabombardieri tattici piuttosto che delle navi. In precedenza non erano mancate navi leggere rapidamente convertibili, ma qui si è arrivati a nuove vette della tecnologia e della filosofia d'impiego. Da qui, con l'anello di congiunzione delle THETIS (primi anni '90) si è arrivati alle ABSALON. Questo è stato dovuto a tante cose, soprattutto alla fine della Guerra fredda e alla conseguente perdita di importanza delle unità piccole, da difesa costiera, quanto piuttosto alle lunghe missioni internazionali per le esigenze maturate dagli anni '90, per le quali erano disponibili praticamente solo le 'Nils Juel'. Dal 1996 il cambio di direttive è stato netto e si è previsto nella fase 2000-2011 di sostituire 17 navi tra cui le 3 fregate leggere 'Niels Juel', 10 unità d'attacco Willemoes e i 4 posamine a lungo raggio 'Falster'. Il tutto da rimpiazzarsi con sei grandi navi standardizzate o S3, dotate di 7 moduli standard, già presenti in 4 esemplari per le Flyefisken e in 3 per le Thetis. Questi moduli comprendono un po' di tutto: SSM; SAM; sonar, cannoni da 76, sistemi idrografici. Si decise la presenza di almeno un elicottero e motori tutto-diesel. E si sarebbero dovute realizzare in due configurazioni base, quella multi-impiego anfibia, da trasporto, due esemplari; poi quelle da 'pattugliamento veloce' che sarebero state in pratica fregate antiaeree. Iniizialmente si parlava per la prima delle due navi di soli 5 moduli: ASW, SAM, ELINT, materiali vari, SSM. Venne studiato il progetto anche con l'aiuto dei francesi della DCNI e della BAe Systems e per la fine del '99 venne completato il progetto. La gara partì nel maggio del 2001 con offerte per tre cantieri. IL 15 ottobre 2001 vinse l'Odense di Lindo, parte di un consorzio che comprendeva anche EADS e Thales. Grazie alla progettazione CAD e al sistema di produzione a blocchi hanno contenuto la spesa entro i 970 mln di corone danesi per ogni unità. La consegna è stata rapida, il 19 ottobre 2004 l'ABSALON e il 17 aprile 2005 la ESBERN SNARE, e anche se non erano stati ancora completati tutti i sensori e i sistemi di bordo, vennero dichiarate operative già il 21 dicembre 2005. Si sarebbe dovuto aspettare il 2009 per raggiungere il completamento del puzzle e dichiarare operative a tutti gli effetti le navi, ma anche così esse sono un notevole successo. Il costo delle navi, totalmente equipaggiate, è di 2,7 mld in tutto, anche grazie alla già pronta disponibilità di molti moduli nei magazzini della Marina. La ABSALON è diventata già veterana, dal 2008, delle missioni anti-pirati tra Somalia e Yemen, con notevoli risultati.

    Queste grandi navi sono state realizzate dai cantieri Odense S. di Lindo con contratto dell'ottobre 2001 dal valore di 355 mln di dollari, senza contare però sensori e armi; costruite in 10 o 11 (fonti discordanti) moduli poi assemblati, si presentano come grosse navi stealth, lunghe 137,6 m, larghe 19,5 con immersione di 6,3 m e una stazza di 6.300 t a pieno carico. Nonostante siano stati adottati criteri civili per ridurre i costi di costruzione, la robustezza è molto elevata e così la resistenza balistica, alle esplosioni e NBC secondo gli standard NATO; la costruzione è in acciaio. L'aspetto, nell'insieme, è imponente, del resto sono le navi più grandi di tutte le marine scandinave, ma è anche molto armonioso e sostanzialmente, si può definire una bella nave, dalla forma aggressiva e al contempo equilibrata. Le unità sembrano delle grosse fregate tipo 'Lafayette', con le sovrastrutture continue con lo scafo e senza aperture inutili, per ridurre la RCS.

    Nonostante la costruzione commerciale, sono state anche adottate specifiche NATO standard come le 4142, 4127, e la 4447 per la protezione NBC; infine è presente una blindatura per le parti più importanti che risponde alla STANAG 4569. Lo scafo stesso, poi, è suddiviso in ben sedici compartimenti stagni e dotato di sistema di stabilizzazione attivo. Il tutto consente di sopportare anche gravi danni a bordo. Questo è anche agevolato dalla presenza dei motori in locali separati, a ben 10 m di distanza longitudinalmente l'uno dall'altro, sala macchine anteriore a sinistra, posteriore a destra dello scafo, officina di riparazione nel mezzo dei due locali. Vi sono anche 4 diesel Caterpillar per fornire l'energia elettrica -920 kW di potenza l'uno. Il sistema di gestione della piattaforma è della Rockwell Automation con numerosi sensori remoti e cavi di collegamento in fibra ottica, sistemi di allarme ed estinzione incendi e 50 telecamere di sorveglianza. Tutto questo con un equipaggio ridottissimo, circa 100 elementi. Ma vi sono anche 70 posti in più per far lavorare le navi come comando complesso. Quanto ai motori, essi sono due MTU 20V800 con oltre 22.000 hp totali (sistemi Common Rail, 190 g/kW/h di consumo e doppio sistema di compressione seguenziale, più gestione elettronica EEMCS) consentono 23 nodi di velocità operativa (ma fino a 25 a dislocamento leggero) grazie a due eliche quadripala a passo variabile, 9.000 nm a 15 nodi e 28 giorni di autonomia in mare.

    La dotazione di sistemi elettronici è assai ricca, le armi sono in container d'acciaio lunghi 3 m, alti 2,5 e larghi 3,5. Essi sono gli stessi usati dalle altre classi. Vi sono almeno 2 contenitori a bordo, ma è possibile installarne ben 7, ciascuno dei quali potrebbe avere 4 missili Harpoon block II o 12 Sea Sparrow ESSM, quindi il massimo trasportabile è di tutto rispetto. A prua si nota la sottile sagoma della torre Mk 45 Mod 4 a lunga gittata, anche se il programma per il proiettile da oltre 100 km ERGM è stato cancellato nel marzo del 2008. La copertura è ancora quella del Mod 2, il peso di circa 26 t lo rende un cannone fisso e non in moduli installabili, come i pezzi da 76. L'ordine venne posto nel 2002. Una novità sono anche i CIWS Millennium da 35 mm, uno a prua dietro il cannone e uno a poppa sopra l'hangar, entrambi a canna singola e con una copertura stealth. Essi hanno capacità di tiro antiaerei fino a 4 km, 3 km antimissile, 3,5 antisuperficie. Con le nuove armi è possibile arrivare a 1.000 c.min, quasi quanto i 1.100 delle due Oerlikon da 35 mm terrestri. La loro efficacia, grazie soprattutto ai proiettili AHEAD è tale da rendere inutile una versione binata. Appena 252 colpi pronti sono sufficienti per garantire 10 ingaggi contro missili o 20 contro bersagli di superficie. Insomma, potrebbero in teoria -grazie alla sofisticata FCS in banda Ku- abbattere tutti gli 8 missili Harpoon di una normale nave NATO senza rifornimento di proiettili. Ciascuno di questi ha 135 letali cubetti di tungsteno che si aprono a guisa di rosa di pallettoni contro il bersaglio, esplodendogli davanti grazie alla programmazione tramite un solenoide all'uscita della bocca da fuoco. La Marina ne ha ordinati 6 nel dicembre 2004 con opzione di altri 4. Sono senz'altro tra i più letali CIWS esistenti, piccoli, poco ingombranti e ad alta rapidità di reazione, per giunta collegati ad efficienti radar ad altissima frequenza (Ku), molto precisi.

    I missili Harpoon sono ben 16 in due moduli di lancio Mk 141 di due contenitori Standard, e sono installati a metà della sovrastruttura, quasi invisibili dalla superficie. Altri tre moduli contengono 12 missili ESSMM, sono gli Mk-56A, ma sono possibili anche i moduli per i meno recenti RIM-7P del tipo a lancio verticale. I primi lanci ebbero luogo nell'aprile del 2008. I missili Harpoon sono intesi soprattutto come armi anti-obiettivi costieri. Tutti questi 52 missili sono sopra la sovrastruttura, ancorché nascoste alla vista dalla fiancata della sovrastruttura. Qui va notata una cosa senz'altro importante: la larghezza delle navi, notevolmente maggiore di quella di una nave da guerra. Essa penalizza la finezza e quindi la velocità, essendo di circa 7:1 anziché circa 8-10:1. Questo significa che, per la lunghezza data, si tratta di navi molto larghe rispetto ad un cacciatorpediniere o una fregata (per esempio, gli 'Audace' sono 140,7 x 14,6 m), il che consente circa due metri di larghezza in più per ciascun lato rispetto all'asse longitudinale. Ciò comporta molto più volume e stabilità, e permette di aumentare anche l'altezza della nave e i pesi in alto. Così le 'Absalon' hanno una tale batteria di missili (decine di tonnellate) in posizione estremamente elevata sul mare. E le loro derivate ripetono la posizione, come si vedrà, della batteria missilistica.

    Vi sono anche due lanciasiluri binati Mk 32 Mod.14 da 324 mm per i nuovi siluri MU-90, e infine, per contrastare le minacce 'vicine', fino a 7 M2, due lanciatori binati Stinger e fino a 300 mine scaricabili dai portelloni. Inoltre vi sono predisposizioni per due elicotteri EH-101. A parte la limitata velocità, per il resto sono quindi navi di tutto rispetto. La loro dotazione di sensori, sistemata su tre diversi alberi, tutti piuttosto bassi, tra plancia e sovrastruttura prodiera, è concentrata in un radar di scoperta aerea e superficie SMART-S Mk 2, di produzione Thales, banda E e F /7,5-15 cm di lunghezza d'onda) , 700 kg di peso, funzionamento semi-attivo (eliminazione delle guide d'onda) con 16 emettitori e 20 canali di ricezione. La portata è di 50 km contro un missile, 250 km contro aerei, velocità di rotazione nel modo a corto raggio di 27 giri-min, 13,5 per quello a lunga portata. Le Absalon sono le prime adavere questo radar multimodale, ordinandolo nel 2003.Nel frattempo l'antenna ha visto ridursi la RCS che gli era propria e altre modifiche per aggiornarla nella veloce corsa alla prestazione dei nuovi apparati elettronici; vi sono poi tra 2 e 4 radar Saab Tech Flexfire e Ceros 200 Mk 3 (la predisposizione è in effetti per 2 armi oltre le due installate, che servono per il cannone, SAM e CIWS), in banda Ku (15-17 GHz) con camera TV, termica (3,5 o 12 micron) e laser telemetrico; radar di navigazione e scoperta in superficie SCANTER 2001 (banda X, 9 GHz), due radar navigazione commerciali, sonar ASU-94 di Atlas Elektronik, sensore SEAFIRE per l'osservazione IR, e predisposizione per un sonar rimorchiato. Poi vi sono sistemi ESM EDOES-3701 TRESM anche se non vi sono disturbatori attivi antiradar; i compenso le navi, già come si è visto ben armate, hanno 4 lanciatori Terma DL-12T a 12 canne da 130 mm e due DL-6T a sei canne (modalità di lancio per ordigni in funzione confusione, dissimulazione, seduzione ecc, con munizioni standard NATO Sea Gnat 214, Pirate, Chimera, ecc.ecc, nonché i tipi antisiluro LEAD Mk-12-15 o LESCUT); previsti un sistema COMINT e un allarme laser. Il sistema C4I è ad architettura aperta, prodotto dalla Terma e previsto per l'aggiornamento anche delle Stanflex-300.

    Il controllo di tutto questo sistema è il C4I del tipo C-FLEX della Terma A/S con computer COTS e linea LAN locale, consolle multifunzione leggere con schermi da 21 pollici in due sale operative (e che possono arrivare, quando la nave opera come comando, fino a 50, sebbene normalmente siano 'solo' 24, con due o tre schermi l'una), più 10 schermi di grandi dimensioni per visione comune. I computer sono in un solo locale per ridurre i problemi di smaltimento di calore. Il sistema operativo è il Windows 2000; i dati sono scambiabili a 1 GbByte/sec con la rete locale in fibra ottica; vi sono sistemi Link 11 16, e in futuro i 22, comunicazioni satellitari, UHF ecc.

    Ma queste navi non sono solo pattugliatori, fregate e posamine, ma anche navi anfibie. I due EH-101 sono ospitati in un hangar doppio ben attrezzato; vi sono poi un ponte da 850 m2e che può accogliere anche un CH-47, e soprattutto il ponte di carico interno, da 915 m2 (240 m lineari per il parcheggio), detto Flex-Deck (per la sua flessibilità d'uso) che ha dimensioni di 84 x 10,9 x 4,5 m, sito sotto il ponte di coperta, rinforzato per tenere anche mezzi da 62 t, capace di accogliere fino a 54 mezzi o 10 carri Leopard 2 da ben 62 t nelle ultime edizioni, o ancora 1.700 t di rifornimenti. Non solo, è possibile trasformare il ponte in un alloggio, con 15 container per 130 uomini oppure un ospedale con 40 posti-letto. La nave è anche utilizzabile come posamine con la capacità di portare 300 armi e un elevatore collegato al ponte di volo.

    Si tratta di una vera nave logistica e da sbarco, con una rampa poppiera per la messa a mare di due SRC-90 E svedesi, battelli di pattugliamento e sbarco da 37 nodi e 9 t, di cui 2 di equipaggiamento oppure 10 soldati. Sono molto utili per le forze speciali incaricate di controllare le imbarcazioni. L'equipaggio è di 100 elementi, ma in aggiunta si possono ospitare 70 di uno staff di comando oppure 130 soldati e un ospedale mobile trasportato in 25 contenitori modulari. Insomma, un tipo di nave che, facendo di necessità virtù, ha raggiunto una polivalenza senza precedenti, il tutto integrato in uno scafo e sovrastrutture ben disegnate, stealth eppure dall'aspetto assai più imponente e minaccioso, oltre che più grande di quello che sono in realtà. Anche per via dell'albero sopra la plancia, molto ben raccordato al resto del torrione da cui si protende. Con batterie di missili antinave, antiaerei, cannoni antimissile, da bombardamento costiero e mitragliatrici per la difesa ravvicinata, la capacità di mandare a mare due navi d'assalto e di sbarcare anche carri armati (ma solo se vi siano disponibili dei moli utilizzabili, visto che è presente solo un portellone poppiero), si tratta di unità davvero ben difese ed equipaggiate. Se si pensa, per esempio, che le Lafayette non hanno armi ASW. Qui bisogna prima individuare la nave, poi attaccarla (alle prove è capace di arrivare a 25,5 nodi, 23 operativa, 18 con un solo motore, 11.500 miglia a 14 nodi di velocità), superare i falsi bersagli, gli ESSM, i Millennium, il cannone da 127 come le armi da 12,7 e infine infliggere danni significativi ad un'unità decisamente robusta. Il tutto non è certo agevole, nemmeno per la migliore nave da guerra.


    Anche per questo se ne è tratta l'ispirazione per le nuove navi classe 'Huitfeldt' che sono navi polivalenti, in realtà veri e propri cacciatorpediniere. Ridotte da 4 a 3, autorizzate secondo i piani del 2000-2004, ebbero uno stanziamento nel 2006 di 800 mln di dollari (4,7 mld di corone) per costuirle, decisamente a buon mercato. L'impostazione doveva partire dal 2007, ma è stata ritardata. Le unità diverranno comunque operative nel 2012-14 come Ivar Huitfeldt (F-361), Peter Willemoes (F-362), Niels Juel (F-363).

    Il dislocamento massimo è di 6.200 t, non c'è più il flex deck e così le navi sono più basse di un ponte, ma hanno due torrioni, uno con un radar multifunzione MRF, l'altro -quello posteriore- per il radar di ricerca aerea, mentre nella zona centrale vi è maggiore spazio per i missili che adesso sono gli Standard SM, degni compari degli ESSM. Anche qui torna l'utilità dello scafo inusitatamente largo: nessun'altra nave al mondo ha i lanciamissili Mk 41 nelle sovrastrutture. In genere sono sotto coperta, dove ovviamente ingombrano e costringono a compromessi costruttivi, visto che sono alti almeno due ponti. D'altro canto sono meglio protetti rispetto ai lanciamissili sistemati nelle sovrastrutture, che richiederanno senz'altro delle protezioni balistiche laterali. Ma, se si riesce ad installare i missili in sovrastruttura, si libera il ponte della nave da prua a poppa. La stabilità è garantita dall'abbassamento dello scafo stesso, come si è visto privo ora di un ponte (quello di carico), anche se del resto è necessario prevedere il peso delle due torri elettroniche. Ma il progetto base è talmente stabile, che tutto questo non dovrebbe creare problemi.

    I motori sono CODAG con potenza di 44.000 hp complessivi, eppure ancora capaci di portare la nave a 28 nodi, con ben 9.200 nm a 15 nodi; i motori sono 4 MTU 20V 8000, due volte quelli delle Absalon. Per il resto i sistemi restano simili, anche se aggiornati. Le dimensioni sono leggermente maggiori, 137,8 x 19,8 m, ma essendo più leggere di 100 t il pescaggio scende a 6,1 m. Il sistema di combattimento è molto simile a quello delle F-124 e delle LCF: APAR, SMART-L, mentre per ragioni di peso uno dei Millennium ha dovuto essere tolto, quello di prua. Il cannone di prua adesso è un 76 mm sovraponte (anche il Millennium ha le munizioni in torretta e non sotto il ponte), forse vi saranno due cannoni di questo tipo inizialmente, ma del tipo Super Rapido. Gli SM-2 Block IIIA hanno una portata di 170 km e velocità di 3,5 mach, con doppio stadio Mk-104 e testata Mk-125, è possibile usarli anche con designazione da un'altra piattaforma per migliorarne la portata contro bersagli a bassa quota. Vi saranno 32 armi a mezza nave con 8 moduli Mk 41, più 2 lanciatori a 12 celle per gli ESSM. Non è chiaro se in futuro verranno comprati anche i missili antimissile SM-3, e magari anche i futuri SM-6 a lungo raggio anti-balistici. I sistemi radar sono lo SMART, con portata di 400 km e 1.000 bersagli localizzabili, 65 km per un missile di 0,1 m2; funziona in banda D 1-2 GHz, con sofisticate tecniche digitali di funzionalmento; L'APAR è in grado di localizzare 350 bersagli di cui 150 di superficie, con l'ingaggio di 4 di essi con un massimo di 8 missili, funziona in banda I e J, portata di 150 km, molto adatto per scoprire missili antinave e con un peso, malgrado le 4 facce piane, di 8 t, con 3.424 moduli emettitori. Per il resto vi sono simili sistemi alle ABSALON, più il sistema ESM e ECM attivo Thales DR-3000. L'equipaggio è leggermente più numeroso, ma non più di 125 elementi in situazioni normali, anche se ampiamente aumentabili. Se si pensa che le Lupo avevano 187 elementi per un dislocamento di 2.550 t, si capisce che passi avanti abbia fatto l'automazione.


    • Dimensioni
    'Absolon', 137,5 x 19,5 x 6,3 m
    'Huitfeldt, 137,8 x 19,8 x 6,1 m
    • Dislocamento
    'Absolon', 5.400-6.300 t
    'Huitfeldt', 6.200 t circa
    • Prestazioni
    'Absolon', 2 diesel da 11.000 hp circa, 25,5 nodi, operativa 23 nodi, 11.500 nm o 28 giorni
    'Huitfeldt', 4 diesel da 44.000 hp, 28 nodi, 9.000 nm a 15 nodi
    • Sensori
    'Absolon', radar 3D SMART-S Mk.2, Scanner 2001, 2 nautici Furono, sistema IR Seastar Seafire, 2 (fino a 4) radar di tiro Saab CEROS 200 CWI; sonar Atlas Elektronik ASO 94-01
    'Huitfeldt', radar multifunzione APAR e SMART-L, radar ricerca Scanter 2001, 2 radar di tiro CEROS, sistema IR di ricerca passivo, sonar di tipo non precisato
    • Armamento
    'Absolon', 127/62 mm Mk-45 Mod 4 (gittata 38 km), 2 Millennium (4 km), 5 moduli per 6 Harpoon e 36 ESSM, 7 armi da 12,7 mm M2, predisposizioni per due moduli con lanciasiluri binati per MU-90; 2 elicotteri; 2 battelli veloci; mezzi e personale trasportati all’interno
    'Huitfeldt', simile, ma con 2 cannoni da 76 o uno da 76+ uno da 127; 32 lanciatori per SM-2, 2 per 16 ESSM, 2 per 16 Harpoon, 1 o 2 Millennium da 35 mm, 2 lanciasiluri MU-90 e sistema Terma SKWS con sei lanciarazzi (uguale a quello delle Absolon); uno o due elicotteri

    Esercito, 2008[modifica]

    L'aeren, fondato prima ancora del 1658, ha una lunga tradizione. Attualmente esso comporta 10.560 soldati, 4.070 riservisti, 2.150 coscritti e 12.000 coscritti della riserva. In tutto ha 809 veicoli corazzati cingolati e 257 ruotati. La storia dell'Esercito danese, prima ancora di essere quell'entità moderna che è attualmente, vede affondare nella notte dei tepi, all'inizio del XI secolo, campagne di vario tipo, dalle lotte con la Norvegia alle guerre civili, alle Crociate nordiche, a guerre nordiche contro paesi Baltici. Si difese con un minimo di reazione nel 1940, quando i Tedeschi conquistarono il Paese, e più di recente si è impegnato a lungo in missioni internazionali, anche molto discusse e discutibili e seguendo in genere l'amministrazione americana: per esempio nella guerra in Afghanistan dal 2001 e nel 2003-7 un congruo contingente è arrivato anche in Irak.

    Attualmente, da forza difensiva anti-invasione, l'Esercito danese diventa sempre più una forza d'intervento in altre aree del mondo e riducendo numero di riservisti e coscritti, entrambi piuttosto inutili, ma aumentando il numero dell'esercito regolare. Non solo, ma la percentuale dell'esercito dedicata alla logistica vs operativi, prima del 60-40 è adesso stata ribaltata. Questo per poter disporre di 1.500 truppe in maniera continuativa all'estero, o addirittura 5.000 per brevi periodi, senza dover per questo muoversi con legislazioni d'emergenza. Attualmente la Danimarca ha un'intera divisione meccanizzata per il Corpo Multinazionale del Nord Est (MNC NE), che comprende anche la 14a Meccanizzata tedesca e la 12a polacca, pure meccanizzata, più una brigata lituana dal 2007 assegnata direttamente al controllo dei danesi (il tutto al 2006). V'erano comunque discussioni su di una eventuale ritirata da tale C.M.

    Non così negli impegni NATO e ONU all'estero, in particlare in Kosovo e Afghanistan. La missione (discussa e discutibile) al seguito degli americani nel 2003 (12 giugno, fino al 3 agosto 2007), vide tra l'altro il primo morto non angloamericano della Coalizione.

    Unità:

    Cavalleria:

    • Jydske Dragonregiment - Jutland Dragoons(I/JDR Armor Battalion,Leopard 2A5 DK MBT e M113G3DK)
    • Gardehusarregimentet - Royal Hussar Guard(III/GHR Recon Battalion)

    Fanteria:

    • Den Kongelige Livgarde - Royal Life Guard(I/LG battaglione corazzato di fanteria, M113 e Piranha, Mercedes G270 CDI/28 e CV9035 MK III)
    • Gardehusarregimentet (I/GHR Armor Infantry Battalion)

    SOF:

    • Jægerkorpset - Hunter Force o Huntsmen Corps
    • Frømandskorpset - Frogman Corps
    • Slædepatruljen Sirius — The Sirius Patrol(pattuglia in Groenlandia)

    Supporti:

    • Danske Artilleriregiment - Artillery
    • Ingeniørregimentet - Engineers
    • Telegrafregimentet - Signals
    • Trænregimentet - Logistics
    • Militærpolitiet - Military Police

    Come si vede, è una forza ridotta, specie dopo la modifica strutturale del 2001, con la fusione dei reggimenti di fanteria, lasciando in tutto solo 4 reggimenti da combattimento, 2 di cavalleri e due di fanteria. Per il resto c'è una serie di scuole di cui la Royal Danish Army Officers Academy è la più importante.

    In termini di struttura, la cavalleria corazzata, ha un battaglione corazzato, uno corazzato da ricognizione e uno da addestramento. I battaglioni sono il I 'Jydske Dragonregiment ' e il III Opklaringsbataljon.

    La fanteria ha 5 battaglioni, tutti meccanizzati:

    • I Panserinfanteribataljon, Den Kongelige Livgarde
    • II Panserinfanteribataljon, Den Kongelige Livgarde (addestrativo)
    • I Panserinfanteribataljon, Gardehusarregimentet
    • II Panserinfanteribataljon, Gardehusarregimentet (addestrativo)
    • IV Panserinfanteribataljon, Gardehusarregimentet (addestrativo)

    Equipaggiamento:

    • Corazzati: 57 Leopard 2A5, 230 Leopard 1A5 (ritirati), 14 ARV di vario tipo, 10 mezzi gettaponte, più 12 mezzi spazzamine. 45 mezzi IFV CV9035 Mk III; 600 M113 e derivati (incluso il M113 G3 Waran): portamortai da 81 mm, veicoli di vario genere tra cui cacciacarri TOW e mezzi comando, genio, radar contromortai e sorveglianza territorio, mezzi di supporto di fuoco con cannone da 25 mm (alcune delle versioni sono state ritirate, inclusa questa); 113 Mowag Piranha III 8x8 versioni C e H: APC (armi da 12,7 su torretta Lemur), ambulanze, comando; veicoli da ricognizione XA-185 (11); 85 ambulanze corazzate Mowag Eagle 4x4; 29 Mowag DURO IIIP. 30 Hummer corazzati per servizio ambulanze; mezzi d'attacco veloce, tra l'altro con armi come i missili TOW.
    • Elicotteri: c'erano 8 AS550 (4 radiati), 14 OH-6 (ritirati), 14 EH-101, ora passati all'aviazione.
    • Supporti: M109A1 (ritirati), A3 (76), M114/39 (ritirati), M101 (ritirati), 12 MLRS; mortai da 120 mm, 81 (ritirati), da 60 mm (90), 6 radar localizzatori di artiglieria ARTHUR; UAV Sperwer (ritirati), Raven a corto raggio.
    • Sistemi di difesa aerea: centri di controllo Terma T-Core, radar 3D Thales, RAC, 100 km; 2D da 20 km, sistemi missilistici Stinger.
    • Mezzi logistici: tra gli altri, i MAN HX 77 e SX 45 corazzati, MAN 8.136 leggeri, MAN 13.192 medi, MAN 27.314 pesanti e vari tipi derivati da supporto, autocisterna, traino ecc; oltre 2000 mezzi leggeri Mercedes Gelaendewagen della serie 240-300. Moto BMW F650GS, R850RT, KTM 450EXC.
    • Armi della fanteria: fucili da 5,56 mm GV M/95 e M/96 (C7 e C8 Colt), M/75 (G3) da 7,62 mm; Mg M/62 da 7,62 mm (MG 42/59), LSV M/94 da 5,56 mm (Colt Canada LSW), M/07 da 5,56 (Minimi per rimpiazzare la M/04 in futuro), M/50 da 12,7 mm (M2); fucili da tiratori scelti M/04 SKAO TRG42RH cal 0.338LM; e il MRG M/95 da 12,7 mm (Barret M95); pistole P M/49 (Sig-Sauer P-210) da 9 mm, MP-5 , M/49 (Carl Gustav M/45, ritirati).
    • Armi c/c: Raketstyr M/87 (TOW II); DYKN M/79 (C.Gustav M2, ritirato), M/85 (C.Gustav M3), PVV M/95 e 97 (AT-4)
    • Mortai e lanciagranate: LMT M/06 Kombi mortar da 60 mm, anche in versione commando; GRK M/03 da 40 mm (M203A1); AGK 40 mm (Mk 19?). Bombe a mano M/54 da 540 gr, M/57, 77, 93 al fosforo e altri ancora; mine M/87 'd'allarme' (significa che se innescata genera un effetto pirotecnico, dando l'allarme alle sentinelle), M/62 (idem), APSM M/56 (antiuomo, ma ritirata dopo l'approvazione danese per il trattato sulle mine antiuomo).

    Equipaggiamenti vari: baionetta M/95, coltello Glock M/96; uniformi M/84, carichi M/96, armature M/2000, sistemi NBC protettivi M/84; radio PRR M/07 (Bowman), DA/PRC-361 e 371 (entrambi della Racal).


    Un episodio particolarmente di rilievo è stato quello in Bosnia, l'Operazione Bøllebank, quando una forza congiunta danese e svedese della UNPROFOR di Tuzla fu attaccato dopo che cercava di aiutare un posto di osservazione svedese sotto il tiro dell'artiglieria serba. Dopo che la colonna aveva subito lanci di razzi controcarri, ma che l'appoggio aereo venne negato, il comandante danese, dopo le esitazioni del caso (dovute alle ROE stabilite dall'ONU) decise di rispondere la fuoco. Dopo una ripresa dei combattimenti, i Leopard 1A5 danesi (7 mezzi in tutto) tirarono ben 72 colpi contro postazioni d'artiglieria e bunker. Non è chiaro se i 3 T-55 mandati in azione dai Serbi vennero colpiti da alcuni dei 19 proiettili perforanti esplosi, oppure, come si è detto in altri contesti, non siano stati ingaggiati. In ogni caso i carri danesi vennero impegnati in una delle maggiori battaglie dell'ONU in Bosnia, che causò ai Serbi almeno 9 vittime mentre l'ONU ebbe un mezzo danneggiato.



    Quanto riguarda l'altra forza terrestre, la Guardia nazionale Danese o Hjemmeværnet, fondata nel 1949, attualmente onta 56.000 volontari e 800 impiegati. Essa è diretta dal Mag. Generale Jan S.Norgaard e dal rappresentante del governo MP Ulrik Kragh, del partito Liberale.

    Il suo compito resta quello della difesa del territorio ed è su base volontaria e senza alcuna paga, a parte i rimborsi spese basici (e non tutti); questo non vale per gli ufficiali e altre persone chiave, ovviamente. Vi era anche il Lottekorpset, ovvero un Corpo dell'esercito (disarmato) femminile, fuso nel 1989 con la G.N. maschile. Attualmente, quindi la G.N. danese è unisex. Esso, differentemente dalle altre F.A. è diretto dal Ministero della Difesa e solo in tempo di guerra viene sottoposto al Comando difesa danese (FKO). Come si è già detto, il controllo è duplice al vertice: militare e civile, come è giusto che sia data la sua natura.

    I 58.640 effettivi (di cui 9.152 donne) hanno 4 branche: quella terrestre, che lavora strettamente con l'esercito (Hærhjemmeværnet) è la più importante. Il territorio è attualmente diviso in 5 Regioni di Difesa Totale, comandante da colonnelli full-timer, e suddivisi in 15 distretti della Guardia Nazionale, comandati da maggiori. Ogni municio ha almeno una compagnia o HVK, comandata da un capitano (senza paga). Vi è anche la Pilitichjemmevaernet, la Polizia della G.N. con 47 compagnie comandate da poliziotti professionisti; non vi sono compiti difficili, per esempio controllo traffico in occasione di grandi eventi, o altro ancora, mai in tempo di pace per confrontarsi direttamente con i civili con azioni di polizia o antisommossa.

    La Flyverhjemmeværnet è la componente aerea e serve, come è stato già detto, per osservare attività aeree a bassa quota e per proteggere le installazioni aeroportuali; qui la Danimarca è suddivisa in due settori, Est e Ovest per il settore aereo della G.N. danese. I municipi con aeroporti nelle vicinanze hanno uno squadrone (riprendendo quindi le terminologie aeronautiche) di 100-150 fucilieri, al comando di un tenente (non pagato). Vi sono 4 aerei civili noleggiati, e pilotati da piloti privati, per servire nella G.N. aerea. La Marinehjemmeværnet è la parte navale, anche qui il territorio è diviso in due settori, Est e Ovest. 39 municipalità hanno flottiglie da 100-150 fucilieri o piccoli battelli, condotti da ufficiali marittimi no pagati.

    Infine la G.N. per le infrastrutture (Virksomhedshjemmeværnet) aiuta le attività civili in caso di crisi, guerre, eventi naturali ecc. Vi sono 4 compagnie di ingegnieri per i servizi elettrici e idrici, 6 per i treni, 8 per le comunicazioni.

    La nascita della G.N. venne creata sulla falsariga della resistenza durante la guerra, iniziando l'11 giugno 1945 con 250 rappresentati dei partigiani e del governo, riunitisi ad Odense. Il fatto era che il governo non voleva un esercito governato dai militari senza parlament, mentre la Resistenza non voleva un esercito guidato dal governo. Alla fine si trovò l'accordo: due comandanti, un Maggiore generale e un rappresentante del Parlamento. Così l'organizzazione sarebbe stata fondata dal parlamento ma organizzata dal Ministero della Difesa. Era importante che sia i civili che i militari controllassero l'evolversi di questa milizia, che non avesse deviazioni potenzialmente 'pericolose'. La G.N. era nata dalla gente per proteggere la gente danese, specie dopo l'esperienza della guerra appena conclusa, proteggendo le persone dalle persecuzioni politiche e religiose. Così alla fine la G.N. divenne una realtà ben rispettata dalla popolazione. La protezione era necessaria per ogni tipo di nemico: il governo che aveva supportato i Nazisti e consegnato i cittadini alla Gestapo non era un ricordo lontano. Anche se i parlamentari del governo sotto occupazione si difendevano dicendo che avevano così voluto solo proteggere il popolo da ritorsioni anche peggiori.

    In ogni caso, la G.N. Danese è rimasta come una sorta di 'potere diretto' del popolo, non solo contro aggressioni esterne, ma anche per ricordare ai politici di non comportarsi in maniera del tutto arbitraria. Tuttavia, dopo la fine dell'URSS, la G.N. venne vista come un'organizzazione obsoleta e una spesa inutile. Nel 2004 però fu proprio il governo che diede responsabilità addizionali alla G.N., che di fatto è diventata una specie di protezione civile, utile non solo verso un eventuale aggressore, ma anche per problemi che possono verificarsi in ogni momento.

    Ora però le cose stanno cambiando: forse per la 'lotta al terrore', ma alla fine si sta delinando un compito di forza pienamente ausiliaria alle F.A. e quindi, potenzialmente leale al governo e non un contro-potere politico e di controllo. Ovviamente, dopo decenni in cui è stato proprio così, è difficile capire se la cosa sia fattibile o meno. È una questione delicata di poteri di bilanciamento interni. Di recente, è anche iniziata una diversa suddivisione dei volontari della G.N. in riserva e attivi. I secondi devono servire almeno per 24 ore in un anno. Inoltre i riservisti non hanno più armi ed equipaggiamenti disponibili. Nel frattempo è stata creata anche la Hjemmeværnets Indsatsstyrke, la forza di impiego rapido della Guardia Nazionale. Questa è una specie di unità militare con personale non solo molto preparato, ma reperibile nell'arco di 1-5 ore. Vi sono gruppi che comprendono anche sanità e fanteria motorizzata in questa nuova specialità. Alla fine, come era prevedibile, la 'Lotta al Terrore' ha richiesto che alcuni di questi team, lungi dal 'bilanciare' il potere del governo, sono stati dispiegati oltremare con le F.A. vere e proprie con compiti di supporto.

    Un'altra specialità era la Hjemmeværnets Patruljer, le pattuglie a lungo raggio di ricognizione (LRRP) e le unità di sorveglianza a lungo raggio (LRUS), simili come addestramento alle unità SOF, ma meno armate ed equipaggiate. Vennero create come unità di intelligence e ricognizione e commandos sulla falsariga delle analoghe unità americane. Vi sono una compagnia di LRSC per operazioni nazionali, per le Il comando operativo dell'Esercito; e plotoni della G.N. assegnati ad alcuni dei 23 battaglioni di difesa. La compagnia dell'Esercito è stata operativa dal 1959 al 1994, le unità della GN, le SEP, vennero disattivate nel 1994, ma nel 1995 venne fondata la HOK, una compagnia per impieghi speciali e di intelligence. Hanno sistemi sofisticati, addestramento severo, capacità di operare in vari ambienti ecc. Anche questa unità, naturalmente, ha personale volontario. Restano anche le pattuglie della G.N., dei plotoni di esploratori capaci tuttavia di operare in aree nemiche per 48 ore al massimo. Queste unità sono particolarmente interessanti perché, in ogni aso, hanno compiti di ricognizione, sorveglianza, azioni dirette, guerra urbana, anti-terrorismo ecc.

    Nell'insieme la Guardia nazionale non è chiaramente definibile come entità: militarmente limitata, con personale che varia molto in capacità e addestramento, ha una sola unità con qualifiche pienamente militari, la PTLCOY, che è diventata di fatto una Special Force di tipo classico, un compito molto diverso da quello tipico di difesa territoriale. Del resto è chiaro che, in caso di occupazione nemica vi sarebbero azioni di sabotaggio e spionaggio vari. L'organizzazione NATO Stay-behind è istruttiva in merito: cosa significa 'stare dietro le linee?' Operare nel proprio territorio occupato, oppure infiltrarsi dentro stati esteri? È una cosa molto ambigua e dottrinalmente, ben lungi dall'essere mai stata chiarita.


    1. Armi da guerra 104
    2. Sgarlato, Nico: I nordici della NATO, Aerei n.1/1992 pag.10-16
    3. autori vari, RID set 1998, p. 46-66
    4. Da Frè, Giuliano: La KDF nel XXI secolo, RID febbraio 2006, pagg. 41-45
    5. Da Frè, Giuliano: La Reale Marina Danese nel XIX secolo, RID Ago 2008 p.72-81
    6. Enrico Po, Le Absalon e Hiutfeldt, RID Ago 2009 p.36-46