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Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Francia-5

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Indice del libro

Le fregate missilistiche della classe La Fayette, originariamente designate FL-3000, («Frégate Légère 3000 tonnes») sono navi dall'aspetto particolarmente moderno, in servizio con la Marina militare francese, e con varie modifiche, anche in diverse flotte estere. Esse sono anche le navi francesi di maggiore importanza tra quelle esportate.

Hanno fatto scuola per i progetti di nuova generazione, in quanto rappresentano lo stato dell'arte di nave "stealth", ovvero caratterizzata da una bassa osservabilità elettromagnetica ed acustica, che tramite apposite tecniche permette di ridurre la segnatura di queste navi da 3 000 tonnellate in maniera considerevole, rendendo difficile la corretta esecuzione della sequenza localizzazione-identificazione-attacco da parte di forze ostili.

Cinque unità di questa famiglia sono state realizzate per la Francia, 6 per Taiwan, 3 per la marina saudita e 6 per quella di Singapore. Le navi esportate sono caratterizzate da molte differenze nell'equipaggiamento, generalmente tali da incrementarne le capacità operative. Ma come nacquero le 'La Fayette'?

Durante gli anni ottanta, la Marine Nationale avviò lo studio di una nuova generazione di navi classificate come «fregate a bassa intensità» e pensate per operare in scenari del tutto diversi da quelli tipici delle flotte nell'epoca della guerra fredda.

Spesso le missioni richieste alle unità francesi erano in zone del mondo lontane dalla madrepatria in scenari dove non esisteva un elevato livello di minaccia convenzionale come nel teatro europeo-nordatlantico, ove la NATO fronteggiava direttamente il Patto di Varsavia. Nonostante la presenza di 'Avisons' a livello di corvetta, spesso la marina francese doveva far operare navi di maggiore dislocamento e potenza nelle aree di crisi.

L'impiego di navi da combattimento convenzionali in tali missioni a lunga autonomia comportava un notevole spreco di risorse se si usavano navi con un pesante equipaggiamento di armi e sensori per la guerra convenzionale, e con un tipo di motorizzazione di elevata potenza, che comportava tuttavia costi elevati e ridotta autonomia.

Così vennero ideate navi specializzate di nuova generazione, che per un impiego ottimale vennero ripartite in due tipologie, una di basso livello e una di medio (se comparate alle navi da guerra convenzionali). La fascia 'bassa' è quella delle 'Floreal'.

La fascia 'alta', per navi con maggiori capacità di combattimento, è ricoperta dalla classe La Fayette, realizzata dalla DCN francese attraverso lo studio delle tecnologie stealth ha visto diversi rimaneggiamenti e riprogettazioni, per operare in teatri più complessi, come Gibuti e altre zone dell'Oceano Indiano.

Le specifiche che ne hanno guidato la realizzazione riguardavano la possibilità di operare per la difesa delle EEZ, ma anche come parte di gruppi navali e in operazioni di intelligence. Pur non specificando nel dettaglio le dotazioni richieste, una certa esuberanza rispetto ai ruoli tipici delle navi coloniali era certamente ben vista, perché altri programmi navali avevano subito pesanti ridimensionamenti, portando ad una crisi nell'organico della flotta. La prima nave venne varata nel 1992, i cantieri di Lorient la consegnarono già 15 aprile 1993 per le prove in mare.

  • Tipo: fregata missilistica
  • Cantiere: DCN, Lorient
  • Entrata in servizio: marzo 1996
  • Dislocamento: 3 600 t
  • Dimensioni: lunghezza 124,2 m, larghezza 15,4 m, pescaggio 5,85 m
  • Propulsione: 4 motori diesel SMPT-Pielstick 12 PAG STC da 4.000 CV, abbinati su 2 assi con eliche LIPS a passo variabile

un sistema ausiliario prodiero per le manovre in porto, velocità 25 nodi, autonomia 7 000/9 000 n.mi. a 15/12 nodi

  • Equipaggio: 141 (di cui 12 ufficiali)+ fino a 168 aggiuntivi
  • Sensori di bordo: radar bidimensionale Thomson-CSF DRBV-15C,

1 radar navigazione Racal Decca, 1 radar appontaggio Racal Decca, 1 radar direzione tiro Thomson-CSF Castor TSR-3000, 1 radar guidamissili Thomson integrato nel sistema Crotale NG Sistemi difensivi 1 sistema termico SAT-VAMPIR, 1 ESM ARBR-2, 2 lanciatori bersagli DAGAIE Mk 2, un intercettatore radio SAIGON

  • Armamento:1 cannone CADAM da 100/55 mm,

2 mitragliere da 20 mm, missili: 8 MM.40 Exocet, un lanciamissili Crotale Navale con 26 armi siluri:solo predisposizione per armi leggere, 1 elicottero medio

Le navi della classe 'La Fayette' colpiscono visivamente per la struttura moderna e avveniristica data dalle loro linee pulite e assai semplici, accentuate dalla colorazione chiara che le caratterizza, almeno in tempo di pace. Di fatto, il loro progetto stealth, ha segnato una differenza generazionale rispetto alle unità missilistiche squadrate e alquanto sgraziate apparse nei decenni precedenti.

La forma dello scafo e delle sovrastrutture è ideata per la riduzione della segnatura radar. Le strutture esterne al blocco principale sono considerevolmente ridotte per non causare facili aumenti dell'eco radar e ove possibile, hanno coperture in materiali sintetici GRP e materiali radar-assorbenti.

Tutto questo ha reso una RCS (radar cross section - superficie radar equivalente) decurtata di almeno il 60%, paragonabile a quella di un grosso motopeschereccio, cosa che dà intuibili vantaggi se la nave opera in un ambiente frequentato da imbarcazioni civili, permettendo la sorpresa e la dissimulazione, oltre che una certa capacità di dissuasione. Se un'imbarcazione pirata si avvicinasse a quello che al radar sembra un piccolo mercantile, non avrebbe la sicurezza di non imbattersi, piuttosto, in una 'La Fayette'.

Per quello che riguarda la segnatura in altri campi, la nave ha anche una bassa segnatura termica grazie all'adozione di poco potenti motori diesel e un dissipatore del calore per l'apparato motore, senza il fumaiolo classico sostituito da 2 più piccoli, sistemati nella parte posteriore di ciascuna delle alberature.

La segnatura magnetica è ridotta dalla presenza di una cintura di demagnetizzazione (degaussing), mentre in termini di segnatura acustica vi sono accorgimenti più o meno semplici: macchinari montati su supporti elastici per trasmettere il minimo di vibrazioni allo scafo, attacchi delle tubazioni fissati con guarnizioni gommate, ed il sistema canadese Prairie Masker, che consiste nella generazione di una scia di bollicine sotto lo scafo, che riduce sia il rumore irradiato, che l'efficacia dei sonar attivi nemici (ovviamente riduce anche quella di eventuali sonar a scafo della nave, qui non presenti).

È stata usata una costruzione modulare, realizzata con un sistema chiamato PHP. Si tratta di 11 moduli prefabbricati, che sono poi consegnati, già totalmente equipaggiati, al cantiere per l'assemblaggio finale entro lo scafo. Questo permette di avere una rapida costruzione e facilità sia di controllo danni che di aggiornamento tecnico, e rappresenta una riedizione di quanto fatto già con alcune classi di navi del periodo bellico, ma poi caduta in disuso. Questo sistema rappresenta già un'innovazione notevole, e rende possibile la realizzazione di una fregata in meno di 2 anni.

Lo scafo ha un pronunciato angolo a prua, con un corto castello che confluisce nelle sovrastrutture senza soluzione di continuità, fiancate con inclinazione negativa di 10 gradi. La poppa è a specchio, con svasature laterali. L'ancora, unica, è sistemata esattamente sul profilo prodiero, in cui è incassata quasi totalmente. Il ponte con le attrezzature di manovra, come gli ormeggi, è stato ricoperto da un falso ponte di coperta, che scherma i vari attrezzi dalle attenzioni dei radar e dà un'impressione vagamente di prua 'a sommergibile' delle navi. Le sovrastrutture sono in un unico blocco, senza alcuna discontinuità con lo scafo (murata unica), mentre l'inclinazione cambia diventando leggermente positiva. Davanti ad esse vi è un ponte rialzato, senza nessuna funzione evidente se non quella di consentire l'installazione di eventuali armamenti aggiuntivi. La plancia è appena sopraelevata rispetto al resto del blocco, in cui è totalmente integrata. Le lance sono al centro della nave in grandi alloggiamenti coperti da una paratia metallica. L'hangar è sistemato nel settore poppiero, contiguo con il ponte di volo. I lanciamissili sono pure installati sul blocco di sovrastrutture e l'hangar. Le alberature sono due, la principale ha una struttura piramidale con fumaiolo integrato (tipologia chiamata "mack"), che sostiene principalmente l'antenna del sistema satellitare Syracuse, mentre la secondaria, anch'essa con fumaiolo integrato, è tronco-piramidale e supporta il radar principale.

Il progetto delle 'La Fayette' ha una gestione della piattaforma con apparati di comando e controllo computerizzati, il locale macchine è controllato a distanza da un'apposita centrale, come anche i generatori elettrici e altre attrezzature ausiliarie, un apparato di stabilizzazione per operare con mare fino a forza 5-6, alette antirollio e 2 timoni semi-compensati, è lo stesso sistema della portaerei 'De Gaulle'. Esiste una anche un sistema di protezione NBC con sovrapressione di 5 mBar.

Dopo aver valutato altre possibilità più potenti, per il motore è stato adottato un sistema tutto-diesel, ovvero un CODAD (COmbinato, Diesel di potenza e Diesel di crociera), su 4 motori PA 76STC a doppio turbocompressore da 5 000 hp e 12 cilindri. La disposizione vede una coppia di motori per ciascun asse, calettati con un'elica a passo variabile. Nonostante la loro modernità la potenza motrice è ridotta con una velocità limitata, con un massimo di 25 nodi, e circa 15 in crociera. D'altro canto i vantaggi di questa scelta sono considerevoli: l'autonomia a 12 nodi, è di 9 000 miglia, la traccia infrarossa è molto contenuta e semplice da mascherare rispetto alle navi con turbine. Anche la manutenzione è facile, come elevata è l'affidabilità complessiva. La riserva di carburante è solo di 300 tonnellate, non eccezionale nonostante l'autonomia.

Le lunghe missioni 'fuori area', anche di 50 giorni consecutivi, non riguardano solo l'autonomia conteggiando il solo gasolio. I magazzini portano pezzi di ricambio per 6 mesi o 2 000 ore di movimento in mare, mentre per gli impianti elettrici esistono anche 3 generatori diesel alternatori da 1.000 hp l'uno che danno energia anche con i motori principali spenti. Vi sono poi spazi e volumi elevati in rapporto al numero, assai ridotto, degli uomini imbarcati, che hanno così alloggi relativamente comodi e un certo comfort, grazie anche all'impianto di climatizzazione. Questo spazio extra torna utile anche per l'imbarco di contingenti di truppe o profughi.

Il sensore principale è il radar Thomson-CSF DRVB-15, noto ora come "Tiger", per la scoperta aerea e di superficie, banda S, antenna rettangolare a scansione meccanica in direzione e elettronica in quota da 750 kg, rotante a 15 o 30 giri/minuto. La portata nominale è di 110 km contro un caccia, ma un missile con RCS di 0,1 m² (tipica di un'arma antinave) può essere scoperto fino alla massima distanza concessa dalla curvatura della superficie terrestre, 35 km. Esiste anche un avanzato sistema di scoperta aerea e terrestre VAMPIR, della SAT/CSEE, ovvero il Veille-Air-Mer-Panoramique-Infra Rouge: sistema di ricerca e scoperta all'infrarosso panoramico, con un sensore rotante similmente ad un radar. I sensori elettronici di analisi dei segnali radio e radar sono 2: l'ARBR-21 di intercettazione e analisi radar, e il sistema di intercettazione radio SAIGON, i migliori prodotti francesi del settore.

I sistemi di tiro sono un complesso CASTOR TSR-3000 da 15 km di portata, con un radar con l'antenna parabolica e apparati ottici (TV, telemetri laser) asserviti sulla stessa linea di mira, oltre ad un secondo complesso radar-ottico sull'impianto lanciamissili Crotale.

Esistono infine 2 radar Decca 1226, uno per la navigazione/scoperta di superficie, l'altro dedito alla guida dell'elicottero essendo in grado di scoprire velivoli lenti a bassa quota, caratteristica comune ai radar di navigazione, anche civili.

La difesa ECM viene svolta con i 2 DAGAIE Mk 2, lanciarazzi a 10 canne orientabili, ma con elevazione fissa, dal notevole calibro di 330 mm, con razzi per chaff (LEM), bengala IR (LIR), e di altri tipi noti come REM, per ruoli di "confusione". Il sistema DAGAIE, adottato da almeno 17 nazioni, è presente anche sui cacciatorpediniere classe Durand De La Penne, al posto dei soliti sistemi italiani, gli SCLAR. Infine sono presenti anche numerosi sistemi di comunicazione, di vario genere tra cui radio VHF, datalink, comunicazioni satellitari SYRACUSE.

Per coordinare al meglio tutti questi sistemi vi è il sistema di comando e comunicazioni SENIT-7, basato su computer Motorola a 32 bit interfacciati con una LAN (Local Area Network) di tipo Ethernet e consolle multifunzionali. Per l'esportazione il sistema è conosciuto come TACIVAC 2000 e rappresenta, con alcune decine di sistemi ordinati, l'apparato più diffuso e avanzato offerto dall'industria francese del settore. Si tratta di un sistema di tipo distribuito, che conta sulla miniaturizzazione dei calcolatori in modo da non subire un blocco totale in caso di danni o guasti; in ogni caso la centrale di combattimento è il cuore del sistema. La nave ha una duplice LAN, per motivi di ridondanza in caso di danni o guasti.

L'arma di "ordinanza", il cannone di prua, è il Compact della Creusot-Loire, da 100/55 mm e modello CADAM, ovvero con cadenza di tiro portata dal già notevole valore di 60 colpi/min ad 80, che corrisponde all'equivalente di altri sistemi di ultima generazione, come il 76 mm Super Rapido della OTO Melara, grosso modo coevo (120 c.min). Naturalmente le munizioni sono di peso molto maggiore, 13 kg contro 6,3 kg, ma la gittata non è molto diversa.

  • Canna: 100 mm, lunghezza 55 calibri
  • Peso: 17 t, munizione: 13 kg
  • Cadenza tiro: 80 colpi/min
  • Velocità alzo/brandeggio: 30 e 40 gradi/s

Un paio di cannoni da 20 mm F2 sono pure presenti in installazioni singole, per la difesa ravvicinata contro minacce generiche.

L'arma standard superficie-superficie è l'MM.40 Exocet, versione avanzata del noto missile antinave francese, con un motore a razzo di maggiore durata di funzionamento, aumentando il raggio da 42 a 65 km.

  • Prestazioni: gittata 65 km, velocità Mach 0,9 a 10 m di quota
  • Peso testata: 165 kg
  • Attacco: a volo radente sul mare o in picchiata, con radar di ricerca attivo nel muso, radar altimetro e computer tattico di bordo

Come SAM era presente il Crotale Navale, con sistema di lancio ottuplo sistemato sull'hangar, ora in sostituzione con il Crotale NG di migliori prestazioni contro bersagli difficili. Questo usa il missile iperveloce VT-1, capace di giungere a 8 km entro 10 secondi dal lancio (almeno il 50% più rapido, mach 3,5 vs 2,3), recapitando una testata a frammentazione di 10 kg con manovre fino a 30 g possibili sia per i comandi di volo che per l'energia cinetica più che doppia.

Caratteristiche Crotale Navale:

  • Peso: 85 kg, testata 15 kg
  • Prestazioni: velocità mach 2,3, quota 5 m - 5 km, gittata 12 km
  • Guida: radio con radar di inseguimento bersaglio

L'elicottero standard è il Panther, evoluzione del Dauphin. Benché sia della classe delle 5 tonnellate, può essere ospitato a bordo un velivolo anche da 12 t. Le attrezzature comprendono un sistema SAMAHE per il suo trasporto, agganciato su una specie di rotaia, tra l'hangar e il ponte di volo, migliorando la sicurezza in caso di maltempo. L'armamento è di mitragliatrici e 1-2 AM.39 Exocet.

Le 'La Fayette' hanno poi un proprio "esercito" dispiegabile ovunque, le cui armi (anche di tipo pesante, come missili SAM o controcarro) contribuiscono a difendere anche la nave stessa. Le capacità di trasporto sono sfruttabili anche per portare in salvo i profughi da zone di guerra.

Le 'La Fayette' erano previste in 6 esemplari, ma ne sono stati realizzati solo cinque per riduzioni di budget: L'elenco è il seguente:

  • F-710 La Fayette, servizio dal 22 marzo 1996
  • F-711 Surcouf, 7 febbraio 1997
  • F-712 Courbet, 1 aprile 1997
  • F-713 Aconit, 6 giugno 1999
  • F-714 Guépratte, 27 ottobre 2001

Il primo biennio ha visto la capoclasse percorrere complessivamente 98 500 miglia nautiche, oltre 160 000 km, visitando numerosi porti internazionali.

La cronologia dell'attività della La Fayette:

  • 1995: test di resistenza alle esplosioni subacquee, pienamente superato. Nello stesso anno, venne presentata al salone IDEX di Abu Dhabi, suscitando grande interesse.
  • 1998-1999: scali a Singapore, Madras, Chittagong, esercitazioni in Estremo Oriente
  • 2002: Partecipazione alla Mission Héracles, mirata alla sorveglianza contro i traffici navali di rinforzo al terrorismo, organizzata in maniera collaterale a Enduring Freedom.
  • 2004: partecipazione alla missione Licorne, in Costa d'Avorio.
  • 2005: partecipazione alla Operazione Enduring Freedom, con la sorveglianza del traffico navale tra il Pakistan e l'Arabia Saudita, nonché esercitazioni combinate con le forze armate indiane e mezzi navali francesi di vario genere.
  • 2006: Missione Baliste, ovvero evacuazione dal Libano di 200 persone durante la guerra d'estate tra Hezbollah e Israele. Nel mese di settembre, durante il transito nel golfo di Aden in rotta verso la Malesia, la nave ha acconsentito all'atterraggio sul proprio ponte di un elicottero Alouette della Marina Indiana, che ha portato il pezzo di ricambio per l'elicottero Panther/Dauphin fermo per avaria.

Le possibilità di crescita, dato il volume disponibile, sono peraltro considerevoli, e sia la marina francese che soprattutto i committenti esteri ne approfittano con programmi di aggiornamento anche molto estesi, aumentando notevolmente le capacità originarie.

Nonostante la loro modernità, le 'La Fayette' sono entrate in servizio con armamenti ed equipaggiamenti ridotti e inferiori a quanto previsto in sede progettuale. Come spesso accade a causa del costo di tali «accessori», la realizzazione della nave è raramente accompagnata da tutto quello che è previsto per le sue dotazioni standard, che ci si riserva di completare quando vi saranno soldi disponibili, in genere in occasione dei lavori di revisione.

Per esempio, il Crotale doveva essere il modello NG con missili VT-1 e nuova elettronica, ma almeno la capoclasse ha ricevuto il Crotale originale del 1971. Nonostante la gittata massima sia praticamente analoga, la capacità di contrasto contro bersagli ad alte prestazioni è marcatamente inferiore rispetto alle armi di nuova generazione.

Anche nel settore antinave, la prevista dotazione di 2 lanciamissili quadrupli MM.40 Exocet non è stata inizialmente rispettata, tanto che le foto dei primi anni mostravano solo 2 MM.38 in impianti singoli (riconoscibili dai lanciatori quadrati). I missili Crotale di prima generazione e i 2 MM.38 Exocet riducono la potenza delle navi in maniera considerevole. Ma se questi sono i problemi, legati essenzialmente a contingenze economiche, le possibilità di crescita sono l'altra faccia della medaglia.

La nave ha le predisposizioni tecniche per sistemi ASW (sonar e siluri), anche se non è previsto che verranno realmente esercitate.

Un aggiornamento certo comporta l'adozione dell'NH-90, elicottero da 9 tonnellate, capace di operare con sofisticati sensori, siluri e missili antinave in missioni multiruolo, inclusa la lotta ASW che il più piccolo Panther non può svolgere perché, pur essendo un tipo moderno, non ha equipaggiamento adatto. L'NH-90 è un velivolo di nuova generazione con massa doppia, quindi le sue capacità complessive sono molto superiori, ed è anche moderatamente stealth.

L'altra notevole possibilità di crescita è legata al miglioramento delle capacità contraeree, con il missile ASTER-15, il che significa anche la sostituzione del DVRB-15 con il Thomson-CSF ARABEL (Antenne Radar À Balayage Éléctronique), radar da ricerca tridimensionale e guida missili di nuova generazione.

Esso è caratterizzato da un'antenna di tipo Phased-array (ovvero una schiera di dipoli a scansione di fase per espletare la ricerca in quota), le cui caratteristiche salienti sono:

  • antenna rotante a 30-40 giri al minuto
  • portata di oltre 100 km, 50 contro missili da 0,1 m². di RCS
  • copertura in elevazione fino a 70 gradi
  • tracciabilità di oltre 120 bersagli, con inseguimento simultaneo di 60 e ingaggio contemporaneo di 10 bersagli, con un massimo di 16 missili guidati contemporaneamente, (praticamente tutta la dotazione di bordo). I missili MBDA ASTER-15, bistadio, hanno una massa di 300 kg, molto maggiore di quella delle altre armi a corto raggio, pertanto la portata, nominalmente 15 km., dipende in realtà dal tipo di bersaglio e varia tra i 7 e i 30. Una volta lanciati dai pozzi verticali, i missili si vettorano rapidamente contro i bersagli, con un sistema noto come PIF-PAF, ovvero controllo tramite alette che deviano il getto del razzo facendo puntare subito il missile verso l'obiettivo e riducendo molto la portata minima. Le distanze di tiro effettivo e la possibilità di ingaggiare rapidamente bersagli a giro d'orizzonte con ingaggi multipli danno alle La Fayette una effettiva capacità di difesa d'area, ovvero non limitata alla sola autodifesa.

I lanciatori ASTER, i Sylver, saranno presenti in 2 moduli da 8 colpi l'uno, sistemati sul ponte di coperta immediatamente dietro il cannone da 100 mm., spiegando così la presenza del 'rialzo' come la predisposizione per questi sistemi (che essendo verticali, occupano almeno 2 ponti). Oltretutto gli Aster non impedirebbero che venga mantenuto il Crotale, come utile sistema di back-up per la difesa ravvicinata, perché il lanciamissili è a poppa.

Taiwan: La classe Kang Ding

Tra i programmi di aggiornamento delle forze armate di Taiwan (la "Cina nazionalista", in perenne tensione con la Cina comunista), ci fu a un certo punto anche l'impellenza di sostituire molte navi obsolete, per lo più cacciatorpediniere statunitensi della seconda guerra mondiale, aggiornate ma pur sempre molto vecchie. Ma l'embargo che la Cina ha di fatto posto a Taiwan può essere rotto con relativa disinvoltura solo dagli USA, come evidente nel caso dei programmi per i nuovi sommergibili convenzionali.

Il motivo è duplice: da un lato gli USA, che quand'anche fossero intenzionati a fornirglieli, non hanno più le competenze per navi di questo tipo, visto che da decenni sono passati al "tutto nucleare" (che resta tabù anche per i taiwanesi). Dall'altro vi sono nazioni come la Germania che seppure tecnicamente capaci, politicamente non sarebbero in grado di sostenere un braccio di ferro coi cinesi. Di fatto, negli ultimi 30 anni i costruttori di sottomarini di tutto il mondo non hanno hanno fornito altri vascelli ai taiwanesi, oltre ai 2 vecchi battelli che ha in suo possesso (che devono confrontarsi con oltre 70 sottomarini nemici). Il fatto che a suo tempo sia stata una nazione 'minore' come l'Olanda a fornire 2 (Zwaardvis), spiega bene l'aumento di importanza che la Cina ha avuto in questi ultimi anni.

La Francia corse il rischio nei primi anni novanta, fornendo ai taiwanesi un grande quantitativo di armi,(esclusi i sottomarini), ma la reazione diplomatica cinese la "sconsigliò" di ripetere l'affronto. Tra le forniture francesi vi furono 6 fregate La Fayette modificate, nate con uno dei 2 programmi KANGHWA per le nuove costruzioni navali (l'altro è stato risolto con fregate americane classe Oliver Hazard Perry modificate). In questo frangente le La Fayette sono chiamate, a compiti di prima linea e non certo di sorveglianza in acque remote, pertanto il progetto si evolse di conseguenza.

Originariamente la commessa, per alcune corvette missilistiche moderne, avrebbe dovuto essere stata realizzata dai sud-coreani, ma le trattative fallirono.

Le navi del programma KANGWA-2, note come classe Kang Ding, sono state ordinate in 6 esemplari, tutti costruiti in Francia. I piani per costruirne altre 10 in Taiwan sono stati abbandonati, e forse mai presi seriamente in considerazione. L'indisponibilità sudcoreana a cedere la costruzione su licenza è stato uno dei motivi per cui ci si rivolse alla Francia, ma senza giungere a risolvere questo problema.

Classe Kang Ding (MOP-1)

  • 1202 Kang Ding, servizio dal 24 maggio 1996
  • 1203 Si Ning, 12 ottobre 1996
  • 1205 Kun Ming, 26 febbraio 1997
  • 1206 Di Hua 1, 8 agosto 1997
  • 1207 Wu Chang 1, 16 dicembre 1997
  • 1208 Chen Du 27, 19 marzo 1998

Il programma per queste unità, conosciuto in Francia come BRAVO è iniziato nel 1991. Sebbene completato in termini tecnici, attualmente è oggetto di grave scandalo con una richiesta di risarcimento danni presentata nel 2003 dalla marina Taiwanese che accusa la Thomson-CSF (ora Thales) di corruzione.

Gli equipaggiamenti delle Kang Ding differiscono molto da quelli delle similari navi francesi. I radar principali sono 2, uno dei quali è il Thomson-CSF JUPITER II in banda L, lo stesso sistema dei cacciatorpediniere francesi classe Cassard, mentre per la ricerca a breve raggio vi è TRITON-G in Banda C e i soliti CASTOR per il tiro. Presenti, come principale novità, anche 2 sonar: uno a scafo SPHERION e uno rimorchiato ATAS. Queste navi devono infatti fronteggiare la potente (anche se obsoleta) componente di sottomarini cinesi. Infine vi è anche un sistema ECM attivo, della locale azienda elettronica CSTI. Tutti i sensori, che per quanto concerne quelli principali sono passati da 1 a 4, sono controllati da un sistema C3 (ovvero comando, controllo, comunicazioni) TACIVAC-2000 (il SENIT-7 per l'export) con consolle ad alta risoluzione VISTA. Tutto questo ha apportato una notevole miglioria rispetto alla dotazione delle navi francesi.

L'armamento è basato su quanto disponibile a Taiwan. La Francia non ha potuto o voluto fornire anche le armi per le navi vendute ai taiwanesi, i quali a loro volta sono in grado di produrre armamenti tutt'altro che disprezzabili. L'elenco è dato dai sistemi seguenti:

Cannone COMPATTO da 76/62 mm a prua, 2 mitragliere da 40/70 mm Bofors ai lati dell'hangar, le armi per la difesa ravvicinata comprendono anche 2 cannoni da 20 mm Type 75 e un CIWS Vulcan Phalanx sull'hangar, al posto quindi del Crotale, 8 missili antinave Hsiung Feng-2. L'armamento con missili superficie-aria è dato da un vecchio lanciatore Sea Chaparral, sistemato sul ponte prodiero dietro il cannone, dopo essere stato rimosso dalle vecchie unità dismesse dal servizio. Un'innovazione rispetto all'originale francese sono stati i lanciasiluri tripli Mk 32 con 3 canne da 324 mm. Nonostante l'aumento dei cannoni, la carenza di buone capacità antiaeree dovuta al sistema missilistico ha provocato molte critiche, tanto che le navi vengono spesso definite "pattugliatori portuali" per la loro inadeguatezza a fronteggiare minacce aero-missilistiche complesse.

Esistono peraltro piani per equipaggiarle con i missili Tien Chien 2 da 70 km di gittata, con lanciatori verticali, e il relativo radar Tien Bing. Tutti questi lavori di aggiornamento sono estremamente costosi, ma se verranno portati in fase concreta, allora le Kang Ting diverrebbero le più potenti fregate mai costruite dai francesi, eccetto la nuova classe Orizzonte, in realtà considerabile un cacciatorpediniere missilistico, e comunque di realizzazione franco-italiana.

Arabia Saudita: La Classe AL RIYADH.

Le 'La Fayette' sono state ordinate in 3 esemplari anche dall'Arabia Saudita, con il nome di Classe 'Al Riyadh', costituita da esemplari ordinati con specifiche determinate nei dettagli già nel 1991, all'indomani dell'Operazione Desert Storm. Esse erano originariamente note come F 3000S (Saudi) e hanno fatto seguito alle Medina o F-2000 degli anni ottanta.

Le navi saudite sono entrate in servizio a partire dal 2002.

  • 812 Al Riyadh, luglio 2002
  • 814 Makkah, 2003
  • 816 Al Dammam, 2004

Esse hanno radar Arabel da 100 km di portata e capacità di ingaggio bersagli multipli (fino a 10), 1 cannone da 100 mm, 8 Exocet MM.40, e soprattutto lanciamissili ASTER-15 nonché 4 lanciasiluri da 533 mm ASW/AS, radar di scoperta a lungo raggio JUPITER da 380 km di raggio di scoperta, che rende possibile un'azione di sorveglianza a lungo raggio. I motori diesel a 16 cilindri non riescono a imprimere tuttavia più di 25 nodi con un dislocamento di 3.800-4.650 t in un grosso scafo di 133x17 m. Sono le navi più importanti della Marina Saudita.

Singapore: Classe Formidable

Questo mini-Stato ha una superficie di poco superiore a 600 km2, ciò nondimeno la sua popolazione supera i 2 milioni e la ricchezza pro-capite è molto elevata. Così hanno ordinato queste moderne navi missilistiche in una versione ad 'hoc'.

Vi è un cannone da 76 mm, 8 missili Harpoon, e come le navi saudite, hanno anche i lanciatori SYLVER per i nuovi missili SAM Aster-15. Una cosa su cui le 'Formidable' sono superiori alle altre navi della famiglia, giustificando appieno il loro nome, è la potenza maggiore dei motori, per una velocità massima di 27 nodi e un'autonomia, malgrado la potenza erogata, di 7200 miglia.

La prima nave, la RSS Formidable, è stata costruita nei cantieri DCN, ma le altre sono costruite dai cantieri locali della Singapore Technologies Marine.

  • 68 Formidable, 2005
  • 69 Intrepid, 2005
  • 70 Steadfast, 2005
  • 71 Tenacious, 2006
  • 72 Stalwart, 2006
  • 73 Supreme, 2007

Da segnalare anche un progetto derivato dalla La Fayette, proposto a suo tempo come "FF-1000". Si trattava di una fregata leggera da 1.450 t, motori diesel con massima velocità di 25 nodi e autonomia di 5.000 nm a 15, missili Exocet, Crotale, elicottero e cannone di medio calibro. Destinate a sostituire le navi del tipo "A-69", sarebbero state fregate leggere da 87 m di lunghezza, che tuttavia, onde accomodare tutte le armi e i sensori di bordo si sarebbero ritrovate armate di un'arma da 76 mm piuttosto che il tradizionale e più potente pezzo da 100. In contrasto con le loro sorelle maggiori, non hanno avuto nessun successo commerciale.

La classe A69 sono corvette relativamente moderne, idonee per la caccia antisommergibile, il pattugliamento marittimo e costiero, la scorta, ma anche per interventi oltremare (utilizzandole come una sorta di cannoniere coloniali moderne), di realizzazione francese. È stata ideata per sostituire vecchie unità che prestavano servizio di seconda linea e nelle acque dei territori oltremare che, per quanto ridotti, sono pur sempre sparsi in una area molto vasta del globo.

La struttura, con uno scafo molto tozzo e le sovrastrutture basse e larghe concentrate per lo più in una tuga a mezzanave con le pareti in comune con quelle laterali dello scafo, è stata studiata per semplificare i problemi di produzione e per assicurarela tenuta del mare in condizioni oceaniche, cercando di rendere migliore possibile la stabilità e la resistenza al mare grosso di questi piccoli bastimenti.

L'apparato di propulsione è basato su motori diesel, per assicurare un'elevata autonomia ma senza pretese in termini di velocità massima, dovendo far fronte a missioni di lunga durata, spesso fuori del Mediterraneo. La potenza dei 3 generatori elettrici è invece di 840 KWh (320 x 2 dei principali + 200 addizionali).

Le antenne elettroniche, di poco ingombro, sono per lo più sistemate in un traliccio a centro nave, dove si trova il radar di scoperta principale combinata aerea/superficie e le antenne radio. Il radar di tiro è posizionato davanti a quest'albero, e il terzo radar, quello di navigazione, è sopra la plancia di comando. Le apparecchiature di bordo comprendono un sonar a scafo di alta frequenza e raggio d'azione non elevato, che dà una limitata capacità antisommergibile in collegamento con le armi di bordo.

Non sono state trascurate le dotazioni difensive, per quanto fossero inizialmente limitate, probabilmente, alla sola apparecchiatura di intercettazione elettronica ESM. In ogni caso, la dotazione attuale comprende anche un paio di lanciatori di chaff/bengala Dagaie, standard per la marina francese, e un SLQ-25 Nixie, sistema statunitense per ingannare i siluri. Questo consiste in una sorta di pesce trainato che genera rumore attirando le teste di ricerca acustiche, ma funziona essenzialmente contro i lanci di poppa, e solo parzialmente contro quelli di lato. Ne esiste un unico esemplare anziché 2 (come al solito) per cui non è molto affidabile se venisse lanciata una coppiola di siluri (peraltro, in genere i sistemi come questo vengono filati uno alla volta).

Un'altra cosa da tenere presente è il fatto che in tal modo la nave può farsi localizzare in situazioni che altrimenti non la vedrebbero individuata, producendo rumore aggiuntivo. I decoy trainati antisiluro sono la difesa più adatta e forse anche l'unica, visto che è quasi impossibile scoprire in tempo utile le torpedini in arrivo, e quindi tanto vale tendere fin da subito un'esca che le svii dall'individuazione della nave, sperando che lo centrino in pieno o gli passino vicino, perché il Nixie ha probabilmente anche un sistema per simulare il campo magnetico di una nave, attivando le spolette di prossimità dei siluri.

L'unico risultato che questi sistemi hanno ottenuto in guerra, a parte le esperienze dell'ultima guerra mondiale quando dispositivi come il Foxer (una semplice gabbia metallica con tubi all'interno, trainata dalle navi) vennero inventati per rispondere ai siluri acustici tedeschi, ha visto un'involontaria conferma della loro efficacia durante la Guerra delle Falkland.

In tale situazione, diversi siluri antisommergibile lanciati contro sospetti sottomarini argentini si diressero contro le esche delle navi da guerra inglesi, distruggendole (in altri casi, invece, si sono diretti contro sventurate balene, perché i mari meridionali sono gli unici che conservano una ricca fauna di cetacei giganti).

In ogni caso, le esche per quanto pochissimo note, sono una delle componenti che rendono difficile calcolare gli esiti della guerra navale moderna, ma la minaccia dei siluri autoguidati è tale che anche piccole unità come le A-69 ne hanno avuto in dotazione (anche perché, con la loro modesta velocità sarebbero altrimenti fin troppo facili bersagli).

In termini di coordinazione delle operazioni, non risulta che le A-69 abbiano ricevuto un sistema di combattimento di moderna concezione, per cui tutto quello che possono ottenere è ottenuto in maniera tradizionale, con gli operatori che controllano gli strumenti, tracciano rotte sul tavolo tattico, eseguono le missioni di ricerca, ma senza integrazione tra i vari sottosistemi e sensori, per cui i tempi di risposta alle minacce e la coordinazione ottimale nell'uso dei sensori sono assai peggiori di quanto accade con navi equipaggiate in maniera moderna. La mancanza di sistemi data-link sul tipo NTDS e apparati satellitari è un limite non indifferente ma, vista l'epoca e la categoria, queste corvette difficilmente avrebbero potuto essere meglio equipaggiate per i loro compiti.

L'armamento verte su di una torre Compact dal calibro di 100 mm, che è sistemata a prua, sul ponte di coperta. Si tratta di un cannone di tipo leggero, dal peso di 17 tonnellate, molto potente ed efficiente, (60c.min, 13 km di gittata, 13 kg di peso per i proiettili) per una nave di poco oltre le mille tonnellate, in genere armate solo con cannoni al massimo di 76 mm di calibro. Le mitragliere da 20 mm sono sulle sovrastrutture,a circa metà nave. Oltre a questo armamento, esistono su molte corvette anche 4 mitragliatrici da 12,7 mm singole e talvolta anche un lanciamissili binato Simbad per missili SAM portatili Mistral, efficienti ordigni da 20 kg e autoguida all'infrarosso, uno dei prodotti di punta dell'industria missilistica transalpina.

Per essere una corvetta di seconda linea, usata spesso per azioni oltremare (come dimostra la predisposizione per ospitare una ventina di fanti di marina o commandos) questo potrebbe bastare, ma esistono invece altre 3 armi importanti, ovvero il lanciarazzi ASW da 375 mm M1972 di progettazione Bofors,(6 canne e magazzino di 30 razzi da 320 kg e 3 km di gittata), sistemato a poppa, e 4 tubi di lancio da 550 mm. per siluri pesanti. Queste armi, nell'insieme una dotazione rilevante per il ruolo |ASW, sono azionate con l'aiuto di un sonar a scafo a media frequenza.

Infine, come deterrente adeguato per dare preoccupazioni anche a navi da guerra di prima classe, esistono 2 missili antinave a volo radente MM.38 Exocet, anche se non sempre, e infatti se qualche nave non ne ha avuti, altre, le più recenti, hanno ottenuto al loro posto 4 MM.40, più compatti e moderni, capaci di attaccare bersagli fino a 65 km, sebbene sia necessario utilizzare un terzo operatore per localizzare oltre l'orizzonte radar navi tanto distanti.

Un totale di diciassette unità di questa classe vennero costruite per la Francia e vennero battezzate con nomi di eroi della Seconda guerra mondiale. Di queste otto sono state poste in disarmo dalla Marine Nationale, sei delle quali vendute alla Turchia.

  • Tipo: corvetta missilistica
  • Cantiere: DCN, Lorient
  • Entrata in servizio: marzo 1996
  • Dislocamento: 1.100-1.250 t
  • Dimensioni: lunghezza 80 m, larghezza 10.3 m, pescaggio 5,3 m
  • Propulsione: 2 motori Diesel SMT-Prielstick 12PC2 da 12.000 HP

successivamente 2 motori diesel 12 Pa-6BTC da 14.400HP 2 eliche quadripale a passo variabile Potenza motori elettrici 840 kW (2 DA x 320 + 1 DA x 200), velocità 24 nodi, autonomia 4500/3000 miglia a 15/18 nodi

  • Equipaggio: 17 ufficiali+79 sottufficiali e comuni
  • Sensori di bordo:

1 radar di scoperta aerea e di superficie DRBV 51A, 1 radar di controllo tiro cannone DRBC 32E, 1 radar di navigazione DRBN, 1 sonar DUBA 25, 1 sistema ESM ARBR 16, 2 lanciarazzi chaff Dagaie

  • Armamento: 1 cannone Compact da 100/55 mm,

2 mitragliere da 20 mm, 2 da 12.7 mm, 4 MM.40 Exocet, un lanciamissili Crotale Navale con 26 armi, 1 lanciarazzi ASW Bofors da 375 mm prodotto su licenza dalla Creusot-Loire, 4 lanciasiluri singoli da 533mm. L3 o L5

Classe D'Estienne d'Orves:

  • F782 Amyot d'Inville in disarmo nel 1999, venduta alla Turchia ribattezzata TCG Bartin,
  • F783 Drogou in disarmo nel 2000, venduta alla Turchia ribattezzata TCG Bodrum,
  • F784 Détroyat in disarmo nel 1997,
  • F785 Jean Moulin in disarmo nel 1999,
  • F786 Quartier-Maître Anquetil in disarmo nel 2000, venduta alla Turchia ribattezzata TCG Bandirma,
  • F787 Commandant de Pimodan in disarmo nel 2000, venduta alla Turchia ribattezzata TCG Bozcaada,
  • F788 Second-Maître Le Bihan in disarmo nel 2002, venduta alla Turchia ribattezzata TCG Bafra,
  • F789 Lieutenant de vaisseau Le Hénaff,
  • F790 Lieutenant de vaisseau Lavallée,
  • F791 Commandant L'Herminier,
  • F792 Premier-Maître L'Her,
  • F793 Commandant Blaison,
  • F794 Enseigne de vaisseau Jacoubet,
  • F795 Commandant Ducuing,
  • F796 Commandant Birot, F797 Commandant Bouan

L'Argentina he in servizio tre D'Estienne D'Orves, che costituiscono la Classe Drummond. Le prime due unità erano state costruite per il Sud Africa, ma a causa dell'embargo ordinato dalle Nazioni Unite dovuto all'Apartheid non vennero mai consegnate al committente originale ed offerte nel 1978 all'Argentina che ordinò una terza unità della classe che venne consegnata nel 1981.

Classe Drummond:

  • P-31 ARA Drummond (unità ex Sud Africa Good Hope)
  • P-32 ARA Guerrico (unità ex Sud Africa Transvaal)
  • P-33 ARA Granville

Le navi argentine hanno preso parte alla Guerra delle Malvinas e sono state impiegate ad Haiti, per l'attuazione del mandatodell'ONU, nel 1994, partecipando al blocco dell'isola per il ripristino della democrazia.

Turchia: Classe Burak Sınıfı Korvetler:

  • F-500 TCG Beykoz ex D'Estienne d'Orves
  • F-501 TCG Bodrum ex Drogou
  • F-502 TCG Bandirma ex Quartier-Maître Anquetil
  • F-503 TCG Beykoz ex D'Estienne d'Orves
  • F-504 TCG Bartin ex Amyot d'Inville
  • F-505 TCG Bafra ex Second-Maître Le Bihan

Classificate 'Avvisi scorta costieri', sono usate per mostrare la bandiera oltremare, pattugliamento costiero, ruoli generali di seconda linea, e hanno alloggi per 17 uomini di un plotone di fanteria di marina, per interventi fuori area, protezione traffico etc., e azioni antipirateria, una poco nota piaga dei mari tropicali (l'armamento potente e l'aspetto assai minaccioso, oltre ai fanti di marina a bordo, rendono queste navi ideali per tale compito). L'entrata in servizio ha avuto luogo a partire dal 1976, ma le navi più recenti, introdotte in linea in tempi assai rilassati, sono del 1984. Per dare un'idea delle differenze tra marine, per compiti non tanto dissimili, nello stesso arco di tempo delle 17 corvette da 1200t. francesi l'US Navy immetteva in linea 51 fregate classe Perry da 3800t.

Ordinate dalla Marina francese, altre 3 sono state vendute all’Argentina e usate anche nella Guerra delle Falklands. Una di queste navi, la Guerrico (P 2), venne usata per l'attacco iniziale a Grytviken nella Georgia del Sud, e subì qualche danno dal fuoco delle truppe inglesi, con armi leggere e persino controcarro.

Oramai la gran parte delle unità, a far tempo dal 1995, avrebbero dovuto essere state radiate, per lo più sostituite dalle Floréal, che hanno dalla loro essenzialmente il ponte per l’elicottero, considerato una necessità ineludibile per le missioni assegnate a queste nuove unità. In pratica a partire dal 1997 solo otto corvette erano state poste fuori servizio, e a dimostrazione della validità di queste robuste cannoniere, hanno trovato estimatori esteri, tanto che sei delle otto unità poste in disarmo dai francesi stanno vivendo una seconda vita nella marina turca, che come al solito non disdegna di accettare in servizio anche navi di seconda mano.

Sicuramente il progetto poteva avere un armamento diverso se le necessità lo avessero richiesto, per esempio un lanciamissili Crotale Compatto al posto del lanciarazzi ASW sarebbe stato perfettamente fattibile, per dare un miglioramento alle capacità di difesa aerea a scapito della capacità antisommergibile, mentre un'altra alternativa avrebbe potuto essere un hangar telescopico per elicotteri, ma nessuna altra versione è stata realizzata o modificata successivamente.

L'unica aggiunta è stata, almeno su diverse unità, quella di un lanciatore missilistico leggero Simbad, con una rampa binata manuale per i missili Mistral, che negli anni '90 alcune navi hanno avuto per migliorare la difesa aerea, ma a scapito del lanciarazzi ASW di grosso calibro, più per l'obsolescenza del sistema che per necessità di spazio. Nell'occasione è stata installato anche un sistema di comunicazioni satellitare Syracuse, la cui assenza costituiva una carenza assai grave quando le navi erano impiegate lontano dalla madrepatria.

La Classe Floréal è una classe di navi francesi costituita da grossi pattugliatori d'altura, chiamati anche fregate a bassa intensità, in quanto adatte ad operare solo in ambienti operativi moderatamente ostili.

La loro realizzazione è avvenuta tra il 1992 e il 1994, con un dislocamento raggiunge le 3000 tonnellate circa, 370 delle quali di carburante, il che consente ai loro motori diesel l'autonomia di 9.000 miglia a 12 nodi. La loro dotazione di armamento non è rilevante, comparabile con quella delle vecchie corvette A-69 da 1.200 t, ma con la fine della Guerra fredda, la minaccia dei sottomarini è molto calata, e così, non senza critiche, esse non hanno ricevuto alcuna attrezzatura e arma antisommergibile. In compenso, oltre al cannone da 100 mm e le due mitragliere da 20 mm nonché 2-4 missili Exocet, le Floréal hanno un ponte di volo per un elicottero. che dovrebbe assicurare una certa copertura nel campo della lotta antinave e di quella ASW, anche se essendovene uno solo è impossibile tenere uno schermo di ricerca operativo su tutto l'arco della giornata (riparazioni, rifornimenti e altro ancora renderebbero necessari almeno due elicotteri, ottenibili nella stessa nave o con la cooperazione tra più unità). Destinate alla protezione delle "Zone di Interesse Economico Esclusivo" (EEZ), le navi di questo tipo sono state realizzate per operare nei possedimenti francesi più lontani, vicino alle Antille, Polinesia e Nuova Caledonia, ove non vi è la probabilità di incontrare minacce significative. La loro velocità di 20 nodi (a carena pulita) è limitata da un sistema propulsivo privo di sufficiente potenza, sacrificata all'autonomia e all'affidabilità. Anche la lotta contro i veloci battelli pirata può essere problematica, comportando più un affidamento maggiore sull'elicottero di bordo che sulle doti nautiche. La dotazione di armi è ridotta, i sensori sono inadatti per conflitti ad alta intensità e manca un vero sistema di combattimento integrato. In effetti, le Floréal sono sovradimensionate come navi da pattugliamento e troppo deboli come unità da guerra, ma nondimeno sembrano un progetto assai riuscito, con la tenuta al mare, la batteria di armi e l'elicottero di cui dispongono, nonché l'elevata autonomia operativa di circa due mesi. Le navi hanno tutte nomi dei mesi del calendario rivoluzionario francese. La Florèal staziona nell'Oceano Indiano meridionale, e le altre cinque in vari punti dell'estremo oriente in cui i francesi hanno propri interessi, come l'ex-poligono nucleare di Mururoa.

  • Cantiere: DCN, Lorient
  • Entrata in servizio: marzo 1996
  • Dislocamento: 2.600-2.950 t
  • Dimensioni: lunghezza 93.5 m, larghezza 14 m, pescaggio 4.4 m
  • Propulsione: 4 motori diesel SEMT Pielstick 6PA6 L280 da 8.800 hp

3 alternatori diesel Baudouin 12P15 2SR, 3 alternatori Alsthom AA 49L9 3 x 590 kW, 20 nodi, autonomia 10.000 miglia a 15 nodi o 13.000 a 12

  • Equipaggio: 100
  • Sensori di bordo:

1 radar di scoperta aerea e di superficie DRBV-21C, 1 radar di controllo tiro cannone, 1 radar di navigazione Racal Decca RM1290, 1 sonar DUBA 25, ARBG-1A Saïgon 2 Dagaie decoy

  • Armamento: 1 cannone Compact da 100/55 mm,

2 mitragliere da 20 mm, 2 MM.38 Exocet, un lanciamissili Crotale Navale con 26 armi, 1 lanciarazzi ASW Bofors da 375 mm prodotto su licenza dalla Creusot-Loire, 4 lanciasiluri singoli da 533mm. L3 o L5

Elenco navi francesi:

  • F730 Floréal di base a La Réunion, 27 maggio 1992
  • F731 Prairial, Tahiti 11, 20 maggio 1992
  • F732 Nivôse, La Réunion, 15 ottobre 1992
  • F733 Ventôse, Martinica, 5 maggio 1993
  • F734 Vendémiaire, Nouméa, 21 marzo 1993
  • F735 Germinal, Brest, 17 maggio 1994

Tra le operazioni svolte da queste navi sono da ricordare la missione Azalee per neutralizzare un tentativo dei mercenari di Bob Denard alle Comore e l'intervento in Somalia nel 1993 nell'ambito dell'Operazione 'Restore Hope'.

La nuova generazione: Le FREMM francesi[1]

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Nate da un programma che mira alla sostituzione di navi come le corvette A-17 (ancora 15 in servizio), le 2 Tourville ASW e le 7 più moderne Leguyes, le FREMM (Fregate Europee Multi Missione) sono navi importanti per le due marine principali del Mediterraneo, sia quella francese che quella italiana. Ma quest'ultima marina, al solito, non ha lesinato in richieste di prestazioni e armi al top, senza riguardo per criteri d'economicità; quella francese, invece, aveva più in mente navi di relativa seconda linea, un po' delle 'Super La Fayette'. Così la comunanza, che viene dichiarata del 90% per i caccia Orizzonte, è scesa in questo programma apparentemente gemello a no più del 25%. In pratica si tratta di due tipi di navi del tutto diverse. Nell'agosto 2002 venne fatto un accortdo tra i due governi. Erano da subito in ballo cifre enormi, ma all'epoca si parlava di appena 6 mila miliardi, per 24 navi e quindi 250 mld per nave. Ad ottobre 2004 la presentazione del programma ad Euronaval, in cui si precisò che c'erano in ballo 17 navi per la Francia e 10 per l'Italia, quest'ultima interessata a rimpiazzare le 4 'Lupo' e le 8 'Maestrale', ottime navi ma che prima o poi sarebbero risultate obsolete e comunque strutturalmente invecchiate. Le 'Lupo' in effetti vennero radiate poco tempo dopo, le 'Maestrale' resistono ancora. Le navi francesi sarebbero state più numerose di quelle italiane ma anche meno costose: il programma fu dell'ordine dei 6,5 mld di euro come prezzo stabilito in maniera definitiva, contro 4,5 delle navi italiane. Il costo unitario era quindi di 285 mln contro ben 350. Tutte e due le Marine scelsero una versione ASW e una antisuperficie, ma siccome i francesi, come gli Italiani del resto, hanno ordinato solo due 'Orizzonte', è finita che hanno preferito aggiungere una quinta tipologia, la terza per loro, ovvero due 'FREDA', la versione da difesa aerea delle FREMM, che in pratica è un 'Mini-Forbin' (la classe 'Orizzonte' com'è nota in Francia), che si aggiungono alle AVT (antisuperficie) e alle ASM (ASW). Questa classe ha missili Aster 30 più pesanti e prestanti e radar HERAKLES. I lanciatori sono due da 8 colpi l'uno. Intanto vennero ordinate 8 navi il 16 novembre del 2005 al costo di 4,19 mld di euro: Aquitaine, Normandie, Provence, Bretagne, Languedoc, Lorraine del tipo ASM, e le 'Auvegne' e 'Alsace' per il tipo AVT. Le altre 9 dovevano essere ordinate nel 2011, ma poi l'ordine pare sia stato ridotto a 3, di cui due del tipo antiaereo. Infatti la Francia ha deciso di ridurre nel 2008 la forza delle sue fregate e caccia da 24 a 18, e le FREMM destinate a proteggere gli SSBN, il territorio nazionale e la portaerei C. de Gaulle. I lavori di costruzione sono iniziati nel 2007 e la nave impostata ufficialmente il 15 dicembre, a Lorient. Era la prima, la AQUITAINE e si presume sarà completata nel 2011. La NORMANDIE è stata invece venduta (per essere rimpiazzata? Non è chiaro) al Marocco come ammiraglia della sua flotta.

Le navi del tipo FREMM francesi sono più numerose e quindi, anche se meno costose, nell'insieme più impegnative delle unità della MM. Costruite con uno scafo di 142,2 x 19,7 m, immersione di 5,4 m e carico massimo di 6.040 t, hanno la costruzione in moduli pre-assemblati per un totale di 19 unità, comprendenti 10 moduli per lo scafo, 6 per le sovrastrutture e 3 per albero, torrione e fumaiolo. Queste unità hanno uno scafo pensato per la tenuta al mare, ma meno per la velocità, data la necessità di allargare la carena per i lanciatori missilistici Sylver A70. L'ottimizzazione è per velocità di una quindicina di nodi mentre le navi italiane sono ottimizzate per circa 25, praticamente quasi al massimo della loro velocità. Lo scafo non è solo largo, ma ha anche un sistema di stabilizzazione italo-francese per operare senza degradazioni fino a mare forza 5, grazie all'uso dei due timoni contro il rollio, cosa che è più economica delle alette di stabilizzazione. Segnature radar, IR e acustica sono ridotte al massimo, grazie all'esperienza con le La Fayette e le loro cospicue evoluzioni per le varie Marine estere che le hanno adottate, tanto da essere addirittura prevista una minore RCS pur con un dislocamento superiore del 50%, grazie alle superfici inclinate tra i 7 e gli 11 gradi sul mare o verso l'alto, per riflettere convenientemente le onde radar. AL solito tutte le aperture sono ridotte al minimo, e anche le imbarcazioni e i missili antinave sono nascosti alla rilevazione da saracinesche e strutture varie. Infine l'hangar da 18 m e 12,5 di larghezza con un ponte di volo di 18,5x26,5 m (larghezza e lunghezza), con sistema ad arpione Samahe come sulle La Fayette per operare con l'elicottero in sicurezza anche con mare agitato, grazie ad una griglia larga 1,8 m su cui viene sparato un arpione, e una rotaia per portare l'elicottero da e per l'hangar. Gli scarichi dei motori diesel sono sui lati dello scafo per ridurre l'emissione IR con apposite attrezzature norvegesi largamente costruite in titanio e provviste di raffreddamento degli scarichi ad acqua di mare.

Pur se dimensionalmente molto grosse, le navi hanno solo 108 membri d'equipaggio elevabili al massimo a 145, grazie ad un'estesa automazione che permette di ridurre il personale, il quale ha il 40% dello spazio in più rispetto alle navi attuali francesi e il 15% rispetto anche alle 'Forbin' in corso d'introduzione. L'autonomia è di almeno 45 se non 60 giorni e comporta 65 m3 di acqua potabile, 65 t di carburante TR5 per l'elicottero e 620 m3 di carburante per i motori, oltre ad attrezzature per rifornirsi in mare da entrambi i lati.

Quanto al motore, esso è stato un'altra grana da risolvere, dato che gli italiani volevano un sistema a turbine a gas più diesel, e i francesi per ragioni di economia un sistema tutto-diesel, un po' nella loro tradizione. I Francesi volevano sei motori diesel di cui 2 da 8 MW collegati agli assi e 4 ai generatori, inclusi quelli che servivano due motori elettrici da 2,1 MW; gli italiani volevano invece una turbina a gas al posto dei due motori principali da 24 MW complessivi. Alla fine si pensò ad una turbina, motori diesel generatori ed elettrici in configurazione CODLOG per la MN e CODLAG per la MM, il che significa poter usare sia la turbina che i motori insieme. Per la turbina, essendocene una sola, era necessario scegliere tra i motori britannici RR MT-30 e gli americani (co-prodotti con la Fiat Avio) LM-2500, qui nella 4a generazione con maggiore potenza. Non sorprendentemente la soluzione n.2 ebbe la meglio dato l'interesse della Fiat Avio. La turbina da 32 MW e i 4 diesel MTU tedeschi 16V 4000 da 2,2 MW l'uno hanno così costituito il motore e la generazione di potenza per la nave, assieme ai due motori elettrici Jermont da 2,1 MW. Le navi francesi sono state tuttavia limitate dai motori di un tipo inferiore rispetto alle esigenze della MM e soprattutto da eliche a passo fisso. I motori, insonorizzati in appositi comparti, sono due nel comparto di prua e due, più la turbina, in quello di poppa, nettamente separato. I generatori forniscono potenziale di 6,6 MV e 6 Hz. Infine sempre a poppa vi è un motore retrattile per le manovre di precisione, da 880 kW e capace di spingere la nave a 6-7 nodi in emergenza. In pratica, quindi le 'Aquitaine' sono navi elettriche, con motori elettrici che azionano tutta la loro capacità motrice ed energetica. Il carburante è per lo più a mezzanave, in mezzo ai due comparti motori massicciamente separati.

Quanto ai sistemi, per gestire la piattaforma c'è lo SHIPMASTER, ampiamente dotato di computer commerciali e sensori (oltre 7.000!) di tutti i tipi, controllato nella centrale operativa di piattaforma con vari sottosistemi, per la navigazione, gestione piattaforma. controllo danni, malfunzionamenti, addestramento di bordo per l'equipaggio.

Per il combattimento c'è il sistema SETIS (Ship Enhanced Tactical Information System), successore dei precedenti SENIT francesi e ad architettura aperta, con 17 consolles multifunzione con 3 schermi l'una e due grandi schermi di presentazione dati a parete. Tutte le consolles sono totalmente multifunzione piuttosto che specializzate su questo o quel tipo di operazioni. Insomma, è stato come passare dai vecchi videogiochi dei bar anni '80, ciascuno con un solo gioco e una sola scheda dati, ai sistemi come le consolles per giochi o semplicemente i PC, programmabili per un'infinità di diverse situazioni.

Quanto riguarda i sensori e le armi, è ovviamente il top dell'evoluzione delle tecnologie europee. Il Thales HERAKLES è il principale sistema della nave, un sensore radar phased array passivo sviluppato come private venture ma presto impostosi per le sue capacità. Opera in banda S, ha un sistema IFF, portata 250 km contro aerei e 80 km contro bersagli di superficie. È l'evoluzione del tipo ARABEL e gestisce fino a 500 tracce di cui 200 di superficie e 300 aeree. Usa dei sistemi modernissimi, con sfasatori che funzionano con il principio delle 'lenti a microonde'. Ci sono 1.761 sfasatori capaci di elevare il fascio elettronico fino a 70°ç e distribuiti su di una struttura troncoconica, formata da 40 moduli da 16 kg l'uno, raffreddati a liquido e con potenze di picco di 50 kW. La parte posteriore è la 'retina' del sensore, che spara questi impulsi verso la parte frontale del sistema per poi farli ritornare indietro e processarli con 200 microchip. Il radome ruota a 60 giri al minuto e ha peso di 3 t, con tempi di inseguimento del bersaglio dalla scoperta di 1-2 secondi e forme d'onda dedicate a ciascun bersaglio. È usato anche per la guida dei missili ASTER e nel settembre del 2004 è stato ordinato in sei esemplari per le 'Formidable' di Singapore. Il secondo sistema radar è lo SCANTER 2001 danese in banda X per navigazione e ricerca in superficie. Esso è capace di funzionare anche in cattive condizioni del mare e forti ECM. Ce ne sono due, di cui quello di poppa è usato anche per guidare l'appontaggio dell'elicottero. I radar sono solo questi, ma poi vi sono sensori ottici avanzati. L'IRST Thales ARTEMIS è un sistema di 3 sensori IR sull'albero della nave, ciascuno con un campo visivo di 120 gradi con altezza di 25, e serve per la scoperta continuativa sui 360°. Differentemente dal precedente Vampyr, esso è quindi un sistema fisso con tre occhi che rilevano continuativamente tutto l'orizzonte attorno alla nave. Può seguire e classificare 200 bersagli ed è stabilizzato sui movimenti della nave. Il NAJIR è della Sagem, e serve per controllare il tiro del cannone; pesa circa 90 kg de è una specie di cilindro dentro cui sono presenti una camera TV CCD, sensore IR operante (come l'Artemis) nella gamma di circa 3-4 nanometri, e un laser da 1,5 nanometri del tipo eye-safe. Ha settore di puntamento verticale di -30 e +80° e precisione di 1 milliradiante. Serve per il controllo del tiro del cannone. Quanto ai sonar, il Thales Underwater Systems /TUS 4110CL è a prua, con trasduttore prodotto dalla WASS di Napoli con peso di 9 t e 480 elementi ceramici, a media frequenza e modalità di funzionamento attiva e passiva anche in funzione antisiluro e antimina. Il sistema rimorchiato TUS 4229 è lo sviluppo del Type 2087 delle Type 23 inglesi con modalità di funzionamento attiva fino a 2,1 kHz e passiva per allarme antisiluro, 0,1-2 kHz, con un sensore lungo 2,2 m e pesante 1.250 kg, 4 trasduttori e 3 file di idrofoni, con cavo lungo 900 m e filabilità completa entro 20 minuti.

Quanto alle erami, le navi hanno un sistema assai vario. 8 missili Exocet MM.40 Block 3 a mezza nave, 16 MBDA MdCN SCALP Navale per i due complessi A70 a prua, missili Aster e cannone da 76 mm Super Rapido. I missili Scalp sono lo sviluppo dello Storm Shadow, con un programma iniziato nel 2002 e apposito lanciatore realizzato dalla DCN e da cui derivano le forme della prua più tozze data la necessità di un lanciatore alto 7 metri. Lo Scalp è stato poi ordinato in 250 esemplari, di cui 50 per i sei SSN 'Barracuda' di nuova generazione e gli altri per le FREMM. La consegna è per il 2012, i missili hanno gittata di oltre 1.000 km, sistema GPS o Galileo, INS, sensore IIR per l'attacco finale e datalink d'aggiornamento bidirezionale. Vi è una testata derivata dalla britannica BROACH e il turbogetto Microturbo TR-50.

Poi vi sono i 16 missili su due lanciatori A43, gli ASTER 15 da 30 km di gittata. Sono lunghi 4,15 m, pesanti 450 kg, gittata minima di 1,7 km, velocità oltre mach 3, eccellente agilità. Il missile bistadio ha una componente missilistica vera e propria lunga 2,66 m e con testata di 15 kg, con un sistema di guida radio e radar finale in banda Ku. È operativo dal 2002. Gli Exocet MM 40 hanno guida con sistema GPS e turboreattore che permette 180 km di gittata anche se il peso di 870 kg non è trascurabile. L'arma da 5,8 m è capace di mach 0,93 nonostante l'abbandono del precedente motore a razzo. Anziché un cannone da 100 mm come nelle La Fayette, vi è poi un pezzo Super Rapido da 76 mm, con peso di 7,5 t, scudatura a bassa segnatura e 81 colpi pronti dall'impiego. Per ora tuttavia vi è solo una capacità stimata contro bersagli di superficie piuttosto che un uso effettivo contro quelli aerei. Per il resto vi è previsione per 2-4 armi da 12,7 mm (prima erano previste due da 20), due lanciarazzi per falsi bersagli NGDS a 12 celle e nel caso delle ASM, lo SLAT con lanciatore e decoy ASW della WASS, così come i disturbatori, e il sistema di allerta della DCNS e Thales. I razzi sono capaci, una volta in acqua, di creare una immagine simile a quella della nave oppure di generare forti disturbi sonar, pesano 20 kg e sono lunghi 1,3 m. Qui si entra anche nel settore della guerra elettronica e allora va ricordata la presenza di sistemi del consorzio SIGEN, formato da Thales France e Elettronica Spa. La prima ha i sistemi di allerta ESM, il sistema attivo è il Nettuno 4100 con due disturbatori a prua e a poppa con antenna phased array attiva e capace, nonostante la leggerezza, di erogare anche centinaia di kW. Le comunicazioni sono i link 11, 16 e 22 realizzati dalla Thales. L'elicottero è un NH-90 sulle FREMM ASM e un EC-725 sulle AVT, in futuro da integrare con dei drones, mentre le AVT hanno anche due barchini veloci da 9,5 m al posto del sonar a profondità variabile di poppa del tipo RHIB, comprato in 20 esemplari e simile a quelli della RN britannica. Essi sono capaci con un peso di 7 t e scafo in GRP di arrivare a 40 nodi.

  • Dislocamento: 6.040 t max
  • Dimensioni: 142,2 x 19,7 x 5,4 m
  • Motore: CODLOG con 1 LM-2500 da 32 MW, 1 riduttore, 4 generatori MTU da 2,2 MW 2 due motori elettrici Jeumont da 2,2 MW con due eliche a passo fisso; 27 nodi max, 16 su motori elettrici, 6.000 miglia a 15 nodi o 45 gg di autonomia
  • Sistemi d'arma ed elettronici: 16 missili SCALP NAval con lanciatori Sylver A70; 16 missili ASTER 15 con lanciatori A 43; 8 MM-40 Exocet; 1 OTO SR da 76 mm, varie M2 da 12,7 mm, 2 tls binati con siluri MU 90, due lanciarazzi NDGS e due C-301 SLAT; 1 elicottero EC-725 o NH-90; radar HERAKLES, 2 SCANTER 4001; 1 di navigazione; un ARTEMIS IRST, un NAJIR MM; sonar TUS 4110CL e uno TUS 4249; ECM Nettuno 4100 e sistemi ESM e di comunicazione integrati.

Nell'insieme le FREMM francesi saranno unità polivalenti di tutto rispetto. Anche se semplificate per ragioni di costi e prive di cannoni pesanti anche nel tipo antisuperficie (da 127 o almeno da 100 mm) come nel caso delle navi italiane, la presenza di un sistema come lo SCALP e la versione antiaerea sono indubbiamente motivi d'interesse per le capacità delle unità in generale, ben più della minore velocità di uno o due nodi rispetto al tipo della MM. Anche se è stato necessario 'subire' sistemi di produzione straniera come le turbine LM 2500 e il cannone SR, per il resto la Francia è ritornata piuttosto indipendente con queste navi, scegliendo una via meno costosa ma più autarchica. Piuttosto strano comunque è l'abbandono dei cannoni da 100 mm di lunga tradizione e piuttosto efficaci ed evoluti, che così lasciano praticamente campo libero al pezzo da 76 della OTO, già tutt'altro che privo di mercato visto che apparentemente nessuno è interessato a fargli concorrenza nella stessa categoria dei cannoni di medio calibro navali.

A questo punto sembra che solo le ASM antisommergibile verranno costruite, in scapito delle poche AVT antinave. Le FREDA sono confermate egualmente, e la differenza è che hanno i 16 SCALP rimpiazzati da altrettanti Aster-30. Nel frattempo, la MM, che oramai si sta rassegnando ad ordinare non più di 6-8 navi delle 10 previste, si sarebbe orientata a richiedere per tutte, data la presenza del radar EMPAR a bordo già adatto alla loro guida, dei missili ASTER-30 oltre che del tipo meno potente, sia sulle navi ASW che anti-superficie. Considerando tutto le navi francesi continuano a mancare di armi per la difesa ravvicinata (anche se la Najir dovrebbe essere capace di dirigere il tiro anche contro bersagli aerei, se non limitatamente contro quelli missilistici), mentre le unità italiane hanno due SR o un SR più il sistema da 127 mm che con i proiettili VULCANO consente comunque tiri a lungo raggio e di precisione su bersagli costieri.

I Suffren erano grossi cacciatorpediniere lanciamissili entrati in servizio alla fine degli anni '60, prime navi francesi nate come piattaforme per SAM a lungo raggio. Sono talmente grosse, che in effetti originariamente sono state pensate come incrociatori leggeri e solo poi le D 602 Suffren e D 603 Dunquesne sono diventate cacciatorpediniere. Similmente ad altre grosse navi come la 'Type 82' inglese, è un grosso vascello a 3 ponti, con ponte di coperta che corre per quasi tutta la lunghezza, solo la parte finale è priva di questo ponte ma esiste una rampa di lancio binata per i grossi missili Masurca SAM, ordigni da oltre 1000 kg simili ad un Terrier, con gittata da 48 km e altrettanti ordigni di ricarica, asserviti a due radar di controllo del tiro sulla zona delle sovrastrutture poppiere, peraltro leggere e basse, con un piccolo albero a traliccio. Ma la nave è ben più caratterizzata da quelle medi e anteriori: a centro nave vi è un mac, ovvero un alto fumaiolo unico per le due potenti turbine con un corto albero a traliccio per radio e sistemi elettronici vari. Svettava alto nel cielo, ma ancora più notevole era la sovrastruttura anteriore, con un cannone da 100 mm sul ponte di coperta, poi un altro su di un piano più alto sovrapposto e sopra ancora un radar di controllo del tiro per questa coppia dei cannoni. Poi vi è la plancia, ancora più alta e dietro di questa il gigantesco radar DRBI 23 che era racchiuso in una enorme cupola dielettrica.

Suffren:

  • Dislocamento: 5.090-6090 t p.c.
  • Dimensioni: lunghezza 157.6 m, larghezza 15.54 m, pescaggio 7.25 m
  • Propulsione: 2 turbine a vapore a ingranaggi su due assi, da 75.000 hp, 34 nodi di velocità
  • Equipaggio: 355
  • Sensori di bordo: 1 radar di scoperta aerea bidimensionale DRBI-23, 1 radar di scoperta aerea e in superficie DRBV-50, 2 radar di tiro DRBR-51, 1 di navigazione DRBN 32, 2 TACAN URN-20, 1 sonar a scafo DUVB-23, un sonar a profondità variabile DUVB-43, un ESM, 3 lanciarazzi Dagaie, 1 sistema SENIT.
  • Armamento: 2 cannoni Compact da 100/55 mm,

4 mitragliere da 20 mm, 4 MM.38 Exocet, 1 lanciamissili Masurca da 48 missili, 1 Malafon con 13 missili, 4 tls da 533 mm

Negli anni '70 vennero aggiornate con la versione Masurca 2 Mod.3 e missili MM.38 a mezzanave, sul piccolo blocco posteriore delle sovrastrutture, mentre a mezzanave vi è un lanciamissili Malafon con 13 missili da 13 km di gittata e siluro L4 da 5.5 km e 30 nodi, testata da 104 kg. Il Malafon è utilizzabile anche per compito antinave entro la gittata grossomodo analoga a quella di un cannone da 100 mm, e assieme a 4 tls da 533 mm con siluri L5 costituisce l'armamento antisommergibile, asservito a sonar a scafo e rimorchiato. Le navi non hanno però nemmeno un ponte di volo o hangar. Sono state utilizzate come scorta per portaerei e assegnate nel Mediterraneo.

Le navi tipo 'C70' sono state le prime multiruolo della marina francese, e hanno introdotto una innovazione importante: una piattaforma che di base è capace di essere adattata con successo sia come nave ASW che antiaerea. Sebbene questo concetto sia stato già utilizzato per altre navi (es. 'Garcia' e 'Brooke'), queste sono state fin da subito pensate per questi due compiti, radicamente diversi tra di loro. La cosa è stata ovviamente apprezzata in termini di economia. Sono state pensata quindi come la nuova classe di navi medi francesi. Queste avrebbero sostituito i caccia ASW Type 53 e i caccia antiaerei con missili Tartar Type 47. Inizialmente si pensava di costruire una serie di 8 navi ASW tra cui il capoclasse George Leygues (D 640), Dupleix (D 641), Montcalm (D 642), Jean de Vienne (D 643). Ne dovevano essere realizzate altre: addirittura, si è parlato di ben 24 navi. Si tratta di cacciatorpediere missilistici, ma di fatto sono fregate se comparate alle navi delle altre classi a livello internazionale.

C70ASW o classe George Leygues:

  • Dislocamento: 3810-4170 t p.c.
  • Dimensioni: lunghezza 139 m, larghezza 14 m, pescaggio 5.7 m
  • Propulsione: 2 motori diesel Pielstick PA 6 V280 STD da 10.400 hp l'uno, 2 turbine a gas Rolls Royce Olympus TM3B da 52.000 hp, velocità su diesel 21 nodi, max. 30 (alle prove fino a 36 nodi). Autonomia 10.000 miglia a 15 nodi con diesel, 1.000 miglia a 30 nodi a TAG (NB il calo formidabile di autonomia tra diesel e TAG)
  • Equipaggio: 190-216
  • Sensori di bordo: 1 radar di scoperta aerea bidimensionale DRVB-26, 1 radar di scoperta aerea e in superficie DRBV-51, 1 radar di controllo del tiro cannone DRBC-32D e uno di controllo SAM SPG-51C, 2 radar Decca 1226, 1 sistema di scoperta passiva DIBV-1A Vampir IR, 1 sonar DUBV-13 e 1 filabile EBTF (ma solo per le ultime 3), poi rimpiazzati da un DUBV 23 e 1 DUVB 43C; 1 sistema di disturbo attivo ARBB-33, 1 sistema di intercettazione radar ARBR-17, 2 lanciarazzi Dagaie e 2 Sagaie, 1 sistema SQL-25 Nixie; un sistema elaborazione dati Senit-4.
  • Armamento: 1 cannone Compact da 100/55 mm,

2 mitragliere da 20 mm, 8 MM.40 Exocet, 1 lanciamissili Crotale Navale, con 26 missili, 2 tls da 533 mm per 10 siluri L5 Mod.4 (+12 Mk 46 per l'elicottero)

  • Velivoli: 2 elicotteri Lynx WG-13

Le ultime 3 sono le Type C70/2 con varie migliorie, tra cui una struttura di plancia più alta e un sonar variabile. Delle navi pianificate vennero realizzate solo 7 unità, utilizzate come le principali navi di scorta francesi, la loro propulsione è basata su di un potente sistema CODOG su turbine a gas e motori diesel per le andature di crociera.

  • Matricola-Nome-Cantiere-Impostazione-Varo-Entrata in servizio
  • D-640 Georges Leygues, Brest 16 settembre 1974 17 dicembre 1976 10 dicembre 1979
  • D-641 Dupleix, Tolone, 17 ottobre 1975, 2 dicembre 1978, 13 giugno 1981
  • D-642 Montcalm, Tolone, 5 dicembre 1975, 31 maggio 1980, 28 maggio 1982
  • D-643 Jean de Vienne, Tolone, 26 ottobre 1979, 17 novembre 1981, 25 maggio 1984
  • D-644 Primauguet Brest, 19 novembre 1981, 17 marzo 1984, 5 novembre 1986
  • D-645 La Motte-Picquet, Tolone, 9 febbraio 1982, 6 febbraio 1985, 18 febbraio 1988
  • D-646 Latouche-Tréville, Brest, 15 febbraio 1984, 19 marzo 1988, 16 luglio 1990

Le navi A.A., le C70AA, dovevano essere originariamente 4 ovvero le D614 Cassard, D615 Jean Bart, D616 Courbet, D617 Chevalier Paul. Ma le ultime due sono state eliminate dalla pianificazione per via dell'attesa rispetto ai caccia di nuova generazione armati con gli Aster. La cosa non è stata certo indolore per la Marina francese, che per anni ha sofferto di sottocapitalizzazione rispetto ai propri compiti. La situazione della difesa aerea ha oltretutto avuto un'aggravante con la crisi dei caccia navali francesi, i 30 Crusader superstiti di quelli consegnati nel 1964 alla Flotille 64F, che sono macchine chiaramente superate da anni. Ma il programma di sostituirle con i Rafale M non ha avuto rapido esito, tanto che si è pensato di comprare gli F-18 come 'interim', cosa osteggiata non senza ragione perché avrebbe potuto far saltare l'intero programma, già vacillante essendo solo francese e alla fine della Guerra fredda, del Rafale (di cui era la Marina ad avere la maggiore necessità, l'A de l'A aveva già i suoi Mirage 2000 considerevolmente moderni).

Le 'Cassard' sono navi a ponte unico, derivate della 'Leygues' e sono più pesanti nonostante le stesse dimensioni dello scafo, a causa della maggiore stazza richiesta dal sistema di difesa antiaerea. Questo aumenta il pescaggio e quindi la resistenza idrodinamica, ma nell'insieme la cosa è ragionevolmente 'incassata' da queste navi. Lo scafo è in acciaio saldato, con due ponti che aiutano anche ad irrigidirlo longitudinalmente, e il ponte principale che è il ponte stagno. La compartimentazione è ben sviluppata con 16 paratie come sui 'Leygues'. Ma qui vi sono sovrastrutture di maggiori dimensioni, che costringe ad estendere il ponte di volo fino all'estremità della poppa, senza lasciare lo spazio per il sonar rimorchiato dei C70 ASW. Lo scafo, in piena tradizione francese, ha forme solo leggermente insellate, prora molto stellata, poppa discretamente aggettata, cavallino negativo a prora estrema e bordo libero piuttosto alto. Lo scafo ha un bulbo prodiero per il sonar e due alette antirollio.

Le sovrastrutture sono imponenti per navi medie, estendendosi per 92 m continuativamente e quindi circa il 70% della lunghezza dello scafo. Hanno 3 blocchi che si elevano da un ponte, il che permette di passare agevolmente da un blocco all'altro (plancia, elettronica/fumaioli, e hangar) senza uscire allo scoperto e senza scendere sotto la coperta (con intuibili vantaggi in ambiente contaminato NBC e cattivo tempo in generale). Non vi sono se non limitati interventi per la stealthness, con solo alcune modifiche in corso d'opera. Il progetto del C70 era del 1974 e quindi non era certo l'epoca in cui questo tipo di attenzione fosse standardizzata per le navi NATO. La plancia è sul blocco di prua, con 3 ponti. Dietro vi è un albero a tripode che raggiunge i 43 metri d'altezza sul livello del mare. Dato che il motore è adesso un 'tutto diesel' che permette di eliminare le grosse prese d'aria per turbine, con solo dei piccoli scarichi laterali nella sovrastruttura di mezza nave, ai lati del radar 3D che quindi è libero di essere sistemato in maniera ottimale, senza intralcio per eventuali fumaioli,svettando sul blocco centrale. Inoltre, ai lati della cupola del radar 3D vi sono anche le piccole cupole chiare del sistema satellitare e altro ancora. Dietro questa torre vi sono anche due motolance di tipo chiuso, praticamente dei piccoli pattugliatori. Il blocco dell'hangar ha una rimessa con una saracinesca. Ai suoi lati,essendovi solo un elicottero, è stato possibile sistemare i sistemi Sadral, mentre il ponte di volo è di 16x11 m di larghezza. È dotato di un'apparecchiatura di movimentazione Samhae 210 capace di muovere dall'angar al ponte un elicottero anche di 10 t.

DD 614 Cassard e DD 615 Jean Bart:

  • Cantiere: DCNA, Lorient 1982-88 e 1984-90
  • Dislocamento: 4700 t p.c.
  • Dimensioni: lunghezza 139 m, larghezza 14 m, pescaggio 6.5 m
  • Propulsione: 4 motori diesel SEMT Pielstick 18 PA6 BTC da 43.200 hp totali su 2 assi con 5 pale fisse, 8.000 miglia a 17 nodi e 4.800 a 24
  • Equipaggio: 225 di cui 19 ufficiali
  • Sensori di bordo:

1 radar 3D di scoperta aerea DRBJ-11B, 1 radar di scoperta aerea bidimensionale DRVB-26, 2 radar guidamissili SPG-51C, 1 radar di controllo del tiro cannone DRBC-33, 2 radar Decca 1229, 1 sistema di scoperta passiva DIBV-1A Vampir IR, 1 sonar DUBA-25A; 1 sistema di disturbo attivo ARBB-33, 1 sistema di intercettazione radar ARBR-17, 2 lanciarazzi Dagaie e 2 Sagaie, 1 sistema SQL-25 Nixie; 1 sistema Sycaruse di comunicazioni satellitari; un sistema elaborazione dati Senit-6.

  • Armamento: 1 cannone Compact da 100/55 mm,

2 mitragliere da 20 mm, 8 MM.40 Exocet, 1 lanciamissili SM-1MR con rampa Mk13 e 40 missili, 2 tls da 533 mm per 10 siluri

  • Velivoli: 1 elicottero Lynx WG-13
  • Cassard(D614): impostata il 28 agosto 1986, in servizio 29 luglio 1988
  • Jean Bart(D615).

L'apparato motore è su diesel, 4 grossi motori in configurazione CODAD, dello stesso tipo delle fregate 'Madina' saudite. I diesel sono costruiti dalla Alsthom-Atlantique, con riduttori idraulici e gruppi riduttori, che muovono eliche a 5 pale da 4.2 m, che per semplicità sono a passo fisso. Con un dislocamento di 4.230 t e con carena pulita la nave arriva a 29.5 nodi. È raro che questa possa davvero essere raggiunta, perché si tratta di navi ottimizzate per impieghi a lunghissimo raggio d'azione. A bordo ha ben 630 tonnellate di gasolio che permette una lunga autonomia, vi è anche un totale di 60 t di acqua potabile, e predisposizioni di bordo per il VERTREP con carichi fino a 1700 kg. I motori sono siti in compartimenti stagni non adiacenti. Inoltre vi sono, nel compartimento che li divide, due coppie di diesel alternatori Jeurmount-Schneider da 850 kW con corrente alternata trifase da 450V e 60 Hz. Vi sono anche due generatori SACM AGO 195 da 1920 hp e la distribuzione energetica è affidata a 3 reti distinte. Vi sono poi 6 stazioni di filtraggio aria per la cittadella NBC, con capacità di filtrare 5400 m3 all'ora. Questo è necessario anche perché vi sono sì 225 persone a bordo, ma in caso di necessità potrebbero salire anche a 251. Questo numero di marinai è incredibilmente contenuto: la classe 'De la Penne' ne ha circa 400, ed è sia coeva che simile in compiti.

Il sistema di combattimento vede anzitutto un apparato da difesa aerea completo. Similmente ai caccia antiaerei italiani sono presenti 2 radar SPG-51 per l'illuminazione dei missili SAM SM-1MR, ma differentemente dai caccia italiani come gli 'Audace' o i de la Penne', veri equivalenti in cronologia dei 'Cassard', non solo il radar bidimensionale a lungo raggio, ma anche quello a medio raggio 3D sono nazionali. Il DRBV-26 nella nuova versione C lavora in banda L con emissione di 2.5 kW. È chiamato Jupiter, delle Thomson-CSF, ed è sistemato a prua, sopra la plancia. A mezza nave vi è invece il DRBJ-11B in banda E/F, con scanning in azimouth meccanico e in elevazione di tipo elettronico. L'antenna circolare è inclinata di 15 gradi, anche se inizialmente, data la sua indisponibilità, era presente un DRBV-15, presto sostituito. Un sistema IR Vampyr è sistemato sopra il torrione quadripode a traliccio. La sua sigla è precisamente DIVB-1A, e esegue uno scanning passivo sull'orizzonte alla ricerca di missili e aerei a bassa quota, in teoria anche oltre l'orizzonte grazie alla colonna di calore del motore. Un radar di tiro anteriore è presente per il controllo del tiro, un DRBC-33, in banda I con una telecamera e un IRST a immagine IR chiamato Piranha. 2 radar Decca 1229 di navigazione sono usati anche per la scoperta in superficie, utilizzati uno sul quadripode, sotto il IRST, l'altro sopra l'hangar (anche per controllo degli elicotteri).

La principale zona elettronica è quella a mezzanave, letteralmente devota ai sensori di scoperta, ECM e comunicazione: qui svetta la cupola protettiva del radar tridimensionale, davanti vi sono i due SATCOM, e appena oltre questi, le mensole del disturbatore ARBB-33 (in posizione estremamente delicata, dato che vi sono alte probabilità d'interferenza tra le comunicazioni e le ECM, vedi la perdita dell'HMS Sheffield). Dietro vi sono le due AN/SPG-51C e dietro ancora un radar Decca. E per i sonar, vi sono un DUBA-25A chiamato anches semplicemente Tarpon, a media frequenza (7 kHz), e nonostante questo, pesante ben 16 tonnellate (con i sonar non è facile fare miniaturizzazioni decisive), usato anche per le A-69. Il trasduttore, di forma cilindrica, è stabilizzato in rollio con modulatore di frequenza da 36 fasci sonori per una potenza di 36 kVA. Nonostante tutto, è più che altro un sistema d'autodifesa. Vi sono anche un telefono subacqueo TUUM-2D, uno scandaglio NUBS-8A, batitermografo SSQ-60A, antisiluro Nixie.

Come ECM vi sono ben 4 lanciarazzi per decoys IR e radar, siti giusto dietro la plancia. Questi sono due lanciarazzi 'Sagaie' e due 'Dagaie', sistema ESM ARBR-17 in banda C/J capace di controllare fino a 40 radar di cui 15 analizzabili in simultanea. Il Telegon 10 si occupa invece delle telecomunicazioni ed ELINT, mentre il disturbatore elettronico è l'ARBB-33, schermato per evitare interferenze con i Syracuse (ma forse era l'unico punto dove utilizzarli data la presenza dei radar), e opera in banda H, I e J. Ultima evoluzione della serie 32 dei C70, può disturbare 4 emittenti su 360 gradi.

La coordinazione di questo cospicuo parco elettronico è data da un databus digitale per il sistema di elaborazione dati SENIT 6, con 2 tavoli tattici, 1 consolle per due operatori e 12 singole, capace con i suoi 6 computer di rendere possibile l'elaborazione di manovre di scampo con minimi tempi di reazione, utilizzare le armi e le ECM, e comunicare con i link 11, 14 e in futuro, il link 16.

L'armamento è di un lanciamissili Mk 13 dietro l'hangar, e sotto coperta vi sono 40 missili in un lanciatore rotante. La portata di questi missili SM-1MR è di circa 46-67 km a seconda delle versioni, con i nuovi SM-2MR esiste la capacità di guida multipla per ciascun radar guidamissili e migliori capacità di ingaggio anche contro missili antinave, oltre a una gittata di almeno 74 km. Il lanciatore è stato recuperato da due dei 4 caccia 'Type-47', mentre gli altri due sono stati purtroppo demoliti, non essendo realizzate le altre due navi 'Cassard'. Insomma questo riutilizzo è lo stesso che venne fatto dalla Marina italiana per gli 'Impavido'-'De La Penne'. 2 lanciamissili Sadral a 6 celle con 39 missili in tutto servono come CIWS, ai lati dell'hangar. Questi lanciatori sono da 950 kg di peso, hanno una telecamera centrale e 2 bracci con 3 missili sovrapposti l'uno, pesanti 18 kg, lunghi 1.8 m, gittata 6-7 km e velocità mach 2.5. Sono ordigni simili come classe agli Stinger, ma pur essendo portatili, non sono lanciabili da spalla, pesando di più, ma per questo hanno anche prestazioni migliori, limitate capacità antimissile, sensore IR raffreddato e testata da ben 3 kg con spoletta di prossimità. Vi sono anche 2 mitragliere antiaerei da 20 mm a puntamento manuale a mezzanave. L'armamento, davanti al blocco di prua, è di due lanciatori da 4 missili MM.40 antinave, da 65 km di gittata, mentre il cannone Mod. 68 da 80 c.minuto, gittata 13 km utile, svetta in splendida soliturdine sul ponte di coperta a prua, vicinissimo alla plancia (del resto la coperta di prua è assai corta). I tubi lanciasiluri sono a mezzanave, con due tubi lanciasiluri inglobati internamente alla sovrastruttura anteriore, fissi, orientati a 90 gradi. Sistemati sul ponte di coperta hanno 10 armi di riserva del tipo L5 Mod. 4, il più recente di questi siluri francesi ASW pesanti usati sia per il lancio da sottomarini e da cacciatorpediniere: 35 nodi di velocità, 150 kg di testata, 4.4 m di lunghezza e 950 kg di peso. Eccetto la testata, non hanno particolari vantaggi nel ruolo ASW rispetto ai siluri leggeri da 324 mm e pesanti un quarto. Questi sono utilizzati invece dal Lynx di bordo con le armi Mk 44 e Mk 46. Altre armi sono quelle AS-12 antinave, filoguidate, da 8 km di gittata. La nave ha infine il supporto dell'elicottero anche come sensori: radar e sonar filabilit tra questi. La marina francese ha così ottenuto la sua piccola flotta di navi antiaeree moderne, in attesa delle 'Orizzonte'.

Nel 2001 la Cassard è stata sottoposta ad un raddobbo che l'ha dotata di nuovi rinforzi strutturali (longheroni) e del nuovo sistema di comando e controllo Senit 8, e di un nuovo datalink di interscambio dati NATO (liaison 11) oltre che di un sistema di supporto al comando (Aidcomer).

Incrociatori

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Una nave rimasta piuttosto isolata, residuo di un passato come poteva essere, diciamo, il Garibaldi per la nostra marina, era l'Incrociatore Colbert. Questa era lo sviluppo del tipo prebellico 'De Grasse', impostato nell'Arsenale di Brest e in servizio con il pannello numerico come C611 dal '59, allargato rispetto al progetto precedente di 1,1 m e con poppa a specchio per far atterrare un elicottero. Nel periodo 1970-72, come la nave italiana quasi 10 anni prima, esso venne rinnovato totalmente con il sistema Masurca, lo stesso dei 'Suffren', e pur simile ad un grosso Standard, è un sistema di tipo nazionale. Parte dell'armamento originario venne tuttavia lasciato al suo posto per la riduzione del bilancio disponibile. La potenza dei generatori di corrente aumentò a 5.000 kW, venne installato il SENIT-1 per il comando e controllo, e il Colbert divenne l'ammiraglia della Marina nel Mediterraneo. La sua sovrastruttura con il torrione era piuttosto alta, dietro v'era l'albero principale e dietro ancora, davanti a quello secondario, un unico fumaiolo piuttosto alto. Il Colbert, dal 1981 al 1982 ebbe un altro periodo di grandi lavori, grossomodo contemporaneamente al V.Veneto italiano, in maniera da prolungarne la vita operativa fino almeno al '95. Ebbe quindi un SATCOMM e i missili Masurca Mk 2 Mod 3 con guida SARH e gittata di 60 km. Per il resto conservò il pesante armamento di cannoni a.a. ed ebbe forse in tale occasione anche i missili MM.38 Exocet.

DD 611 Colbert:

  • Cantiere: Brest, servizio dal '59
  • Dislocamento: 8.500-11.000 t
  • Dimensioni: lunghezza 180,8 m, larghezza 19,7 m, pescaggio 7,6 m
  • Propulsione: 2 turboriduttori da 86.000 hp su due assi; 31,5 nodi
  • Equipaggio: 562 di cui 25 ufficiali
  • Sensori di bordo: 1 radar di scoperta DRBV 23C e DRBV 20; uno altimetrico DRBI 10D, uno navale DRBV 50, uno navigazione Decca RM 416, 2 guidamissili DRBR 51, un DRBC 31 direzione tiro, sistema SENIT-1, TACAN URN-20, 1 ESM, due lanciarazzi Sylex
  • Armamento: 2 cannone Compact da 100/55 mm a prua,

12 cannoni da 57/60 mm a mezzanave, 4 lanciatori MM.38 Exocet, 1 lanciamissili Masurca con 48 missili a poppavia, piattaforma elicotteri

Portaeromobili

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L'ARROMANCHES, assieme alla Lafayette fu la prima portaerei postbellica francese. La sua impostazione avvenne nel '42 e venne varata nel '43 come COLOSSUS la capoclasse dell'omonima classe di portaerei medio-leggere. Nel '46 venne prestata per 5 anni ai francesi, dopo appena un anno di servizio in Estremo Oriente. A quel punto divenne la R95 Arromanches, e ampiamente usata 'fuori aerea' in Estremo Oriente in due 'sessioni' contro obiettivi in Indocina, prima usando SBD Dauntless e Seafire Mk XV, poi gli SBC Helldiver e 24 caccia Hellcat. Nel '51 venne venduta definitivamente alla Francia, e partecipò alla guerra con altre due missioni fino al '54. Dopo servì con i suoi TBM Avenger e F4U Corsair a Suez, malgrado gli egiziani avessero una flotta di jet da caccia. Nel 1957-58 venne ricostruita con un ponte modestamente angolato di 4 gradi, specchio di appontaggio, armamento ridotto a 43 impianti da 40 mm contro 24 'pom-pom' e 19 impianti da 40 mm, tutte armi poi dismesse quando all'inizio degli anni '60 la nave venne utilizzata come nave addestrativa con i CM175 Zephir e gli aerei Alizé, così da rendere possibile la transizione sulle 'Clemenceau'. Vennero utilizzati anche un gruppo di elicotteri ASW HSS-1, tanto che nel '68 venne modificata ancora come portaelicotteri con 24 macchine. Oramai piuttosto vecchia, venne posta fuori servizio nel '74 e demolita a Tolone nel '78.

Le sue caratteristiche finali erano:

  • Dislocamento: 14.000 -19600 t
  • Dimensioni: lunghezza 211.84 m, larghezza 24.38 m, pescaggio 7.16 m
  • Apparato motore: turbine a vapore a ingranaggi su due assi da 40.000 hp e 25 nodi
  • Equipaggio: 1400
  • Apparecchiature elettroniche: 1 radar di scoperta aerea DRBV 22A e altri sistemi minori sia francesi, che americani e britannici.
  • Aerei: 24.

Le 2 portaerei Clemenceau sono state le prime nate fin dall'inizio come tali in Francia. CLEMENCEAU entrò in servizio nel 1961, la FOCH fu la 2a e venne impostata nel 1957 nei cantieri Altantique di Saint Nazaire. Entrò in servizio nell'oramai lontano 15 luglio 1963. La stazza della capoclasse arrivava a 22.000 t standard, ma a pieno carico era di 32.185 t, la FOCH arrivava a 32.789. La lunghezza della nave era di 265 metri, il ponte di volo arrivava a 165,5 m con larghezza di 29 m, inclinato di 8 gradi sull'asse longitudinale. La potenza delle catapulte, del modello Mitchell-Brown BS-5 a vapore, era tale da lanciare aerei da 20 t. La dotazione di carburante JP-5 ammontava a 1200 m3 oltre a 400 per l'AVGAS. Questo per la 'Clemenceau', ma la 'Foch' aveva una dotazione diversa e complessivamente maggiore: se l'AVGAS era sceso a 109.000 l, l'ammontare del JP-5 da aviogetti era salito a 1800 m3, a tutto vantaggio dell'autonomia operativa. In sostanza, si trattava di una classe di navi che risultava intermedia tra quelle leggere, come le Colossus, e le superportaerei americane. Esse erano anche le più grandi navi da guerra europee costruite, e tali rimasero fino alla CLEMENCEAU, rimasta comunque esemplare unico.

  • Entrata in servizio: 1961 e 1963
  • Dislocamento: 22.000 t, a pieno carico 32-85 e 32.789 t
  • Dimensioni: lunghezza 265 m, larghezza 31.7 m, pescaggio 8.6 m
  • Propulsione: 2 turbine a vapore a ingranaggi su 2 assi da 126.000 hp
  • Velocità: 33 nodi
  • Equipaggio: 1.338
  • Sensori di bordo:

1 radar di scoperta aerea e di superficie DRBV-50, 1 di scoperta aerea DRBV-23B, 1 di scoperta DRBV-20C, 4 radar di controllo tiro cannone DRBC-31 e 2 DRBC-32, 1 radar misuratore di quota DRBI-10, 1 radar di navigazione Decca 1126, 1 sistema d'appontaggio NRBA, 1 TACAN URN-6; 1 sonar 1 sonar SQS-503; 1 corredo ECM/ESM; 1 sistema elaborazione dati SENIT 2

  • Armamento: 8 cannone Compact da 100/55 mm,
  • aerei: negli anni '80: 16 cacciabombardieri Super Etendard, 3 ricognitori Etendard IVP, 10 caccia F-8E, 7 aerei ASW Alizé, 2 elicotteri ASW Super Frelon, 2 elicotteri utility Alouette III, oppure 30-40 elicotteri (capacità usata in varie occasioni, come nel '91 per l'Operazione Daguet).

Le navi potevano operare con macchine ad ala fissa e rotante, ospitabili in un hangar di 152 x 24 x 7 m, erano dotate di sistema francese di elaborazione dei dati di combattimento SENIT-2, un antisignano delle tante realizzazioni francesi in questo campo. Dopo i lavori di raddobbo degli anni 1980-agosto 1981, il gruppo di volo era costituito da 16 nuovi Super Etendard, 10 F-8E della versione appositamente sviluppata per la Marine Nationale, 7 aerei ASW Alizé, 2 elicotteri pesanti Super Frelopn e due leggeri Aluette III, oppure, come portaelicotteri pure, con 30-40 macchine. L'equipaggiamento era notevole: per esempio, le navi erano dotate di un sonar, tra le pochissime portaerei così equipaggiate. Per il resto vi erano 9 radar e alcuni sistemi di comunicazione e ECM. L'armamento comprendeva quelli che all'epoca erano le armi standard della Marina: i cannoni automatici da 100 mm, con una torretta singola e cadenza di tiro di 60 colpi/min, una nuova generazione che oltrepassava quelle dell'epoca bellica soprattutto per l'alimentazione automatica. Ve n'erano ben 8, una coppia su ciascun lato della nave con un radar di tiro DRBC 31 o 32 annesso, un poco come nel layout delle navi sovietiche con i CIWS e radar 'Bass Tilt' (in particolare le 'Kiev', simili in dimensioni ma molto più armate e incapaci di far operare aerei convenzionali, avevano 8 CIWS e 4 radar di tiro tra il loro armamento). I cannoni da 100 mm erano una buona difesa, ma in seguito vennero gradualmente considerati obsoleti, apparentemente non reputati del tutto adatti alla difesa antimissile. La metà venne sostituita da 2 lanciamissili ottupli Crotale Navale nei tardi anni '80. In seguito anche gli ultimi cannoni vennero rimpiazzati da un armamento, in realtà un poco leggero costituito da due lanciamissili SADRAL.

In ogni caso la FOCH doveva uscire dal servizio nel 1998 (la Clemenecau nel 1992) ma venne trattenuta più a lungo per aiutare l'Aeronavale dopo che alla nuova portaerei nucleare De Gaulle non s'era prontamente aggiunta la prevista sorella, indispensabile per avere almeno una nave sempre in servizio. Così dopo il rimpiazzo della Clemenceau, la 'De Gaulle' ha avuto per vari anni la Foch come compagna. La FOCH aveva meno autonomia, ma era più veloce, con 32/33 nodi grazie ai 126.000 hp su due assi. Quando venne ceduta ai brasiliani ebbe rimosso tutto l'armemento difensivo (e anche i sistemi ECM), e finora non è stato sostituito. Così una nave nata con un pesante armamento difensivo si è ritrovata disarmata. Anche ad alcune navi inglesi capitò lo stesso, ma se non altro perché dovettero essere adattate ai nuovi aerei a reazione, persino i Phantom. Invece la nave nella marina brasiliana ha avuto solo piccoli A-4 Skyhawk ed elicotteri. È già tanto, in verità, perché fino a non molti anni fa non era concesso alla Marina brasiliana di avere aerei ad ala fissa. Questo non rende comunque giustizia all'incremento di capacità sulla MINAS, che era di 19980 t, 212 m, 25,3 nodi, aveva 3 impianti da 40 mm, un hangar di 135,6 x 15,8 x5,3 m e ospitava 8 aerei ASW e 4 elicotteri. La nave arrivò in Brasile il 17 febbraio 2001, scortata molto significativamente dalla MINAS e altre navi, cominciando dal 30 luglio le prove con i FALCOES. Nel frattempo, mestamente, la 'Clemenceau' è andata per la demolizione in India, ma la presenza di materiali piuttosto tossici (ex. amianto) ha portato ad una clamorosa svolta nella politica di demolizione di navi in Paesi del terzo mondo: l'hanno restituita alla Francia.

Nei suoi 260 metri di lunghezza e 64 di larghezza massima del ponte, la Charles de Gaulle o PAN (Porte-Avions Nucleaire) è la più grande e potente nave della Marine Nationale. Nata come programma nel febbraio 1986, entrata in servizio nel 2000 con 4 anni di ritardo perlopiù causati da problemi di bilancio (ovviamente per lo più dovuti alla fine della Guerra Fredda), la C.d G, è una nave che avrebbe dovuto avere una sorella, che tuttavia non è stata mai impostata, handicappando gravemente tutto il programma delle portaerei francesi, visto che con una sola nave non si può assicurare la continuità di servizio.

Nave di grandi dimensioni, ma non certo se comparata ai giganti americani, il suo disegno è molto pulito, specie sotto carena: infatti dalle foto si nota che di fatto ha una ridottissima scia, cosa senz'altro positiva anche se si considera, oltre la riduzione della resistenza idrodinamica, anche il minor rischio di essere agganciata da un mortale siluro con sensore di scia.

La stabilità della piattaforma è garantita da un sistema SATRAP, capace di garantire le operazioni aeree fino con mare forza 5-6. Ma nonostante questo, la stabilità e la sensibilità alle condizioni del mare non sono ottimali rispetto ad altre navi. Forse questo ha a che fare con la dimensione delle sovrastrutture, che sono pulite, per quello che riguarda l'isola, ma che sono anche piuttosto alte, grosse e voluminose, con un'alberatura decisamente alta. L'equipaggio della PAN è di 1250 persone di cui 98 ufficiali, 722 sottufficiali e appena 430 marinai. Lo stormo di volo ha invece 98 ufficiali, 295 sottufficiali e 217 marinai per un totale di altri 610. Servono per comandare la nave, e il suo stormo di volo, che arriva a 30-40 aerei ed elicotteri, capace di alimentare fino a 100 sortite per giorno, anche con 'alpha strike' da 20-24 aerei per volta. Le macchine utilizzate saranno i Super Etendard Modernisé e i Rafale M, oltre ad elicotteri e a 2 (originariamente dovevano essere 3, ma solo uno venne consegnato nel dicembre 1998 e il secondo 4 mesi dopo) Hawkeye, capaci da soli di localizzare fino a 2000 bersagli aerei con i radar APS-145 di ultima generazione.

Le due catapulte sono presenti a bordo con due sistemi di lancio, e arrivano a lanciare aerei fino a 25 t, mentre il ponte sostiene atterraggi di macchine da 22 t. Dopo le prime prove, il ponte di volo è stato allungato, per quello che concerne il ponte inclinato d'atterraggio, di 4 metri.

La nave è capace di virare a 15 nodi in 8 minuti e 20 secondi con raggio di virata di 450 m, angolo di barra di 30 gradi e inclinazione della nave longitudinale di 0.31 gradi, quando il limite per le operazioni di volo è di 1.5 gradi. L'appontaggio è agevolato da un sistema DALAS, che è un apparato d'appontaggio basato su un sistema laser.

La Charles De Gaulle è una bella e moderna nave, ma senza progettazione stealth. L'interno della nave è ben progettato, con un COC grande e spazioso suddivisa in ben 4 aree: controllo operazioni aeree, controllo piattaforma (la più piccola), controllo situazione tattica e comando dello S.M. imbarcato.

I sistemi sensoriali sono dati da un ESM ARBG 2 'Maigret' in cima all'alto albero, un radar a lunga portata DRBV 26 sopra la plancia, un ARABEL multimodo di scoperta a medio raggio e controllo missili ASTER sull'labero, il ARBR 21 ESM sito sempre sull'albero alto, il radar DRBV 15C per la scoperta bidimensionale a medio raggio, un DRBJ 11B dietro la sovrastruttura. VI è anche un DIBV 2 Vampyr per la scoperta IR, 1 DRBN 34 di navigazione, un sistema Vigy per la designazione dei bersagli IR. In pratica, una dotazione estremamente completa: differentemente dalla marina inglese per la HMS Ocean, qui il sistema elettronico è il doppio di una nave da guerra normale, con ben 4 radar di scoperta, 2 bidimensionli e 2 tridimensionali. Esistono anche 2 ESM e il segretissimo disturbatore radar ARBB 33.

L'armamento è di due lanciatori Aster 15, 4 lanciatori Mistral, 4 mitragliatrici da 12,7 mm. Il ponte hangar, sotto quello di volo, ha una superficie notevole di oltre 4000 m2, grazie ad una struttura di 138x29x61 m, servito da due elevatori a destra della nave.

La De Gaulle è una nave da 20 miliardi di franchi (originariamente ne erano previsti 16) ovvero circa 6000 miliardi di lire. Una delle ragioni del suo costo è il motore nucleare, non particolarmente potente (27 nodi massima) ma capace di arrivare a Gibuti in 8 giorni a 18 nodi di crociera, e 15 a Città del Capo. Data la radiazione della Clemenceau nel '97, ad un certo punto la PAN ha condiviso solo con la FOCH la componente della marina francese, ma non per molto, visto che subito dopo la FOCH è stata venduta al Brasile. Eppure, l'attività della marina francese in termini di operazioni oltremare è sempre stata ottima. A parte gli anni precedenti, come nel caso della infelice Campagna di Suez, ha visto, per esempio, la marina entrare in azione per l'attacco a posizioni di guerriglieri in Libano, nell'83. La marina francese ha fatto altre operazioni di guerra, fino all'attacco alla Serbia nel '99 in cui i Super Etendard vennero impegnati per lanciare ben 268 bombe GBU-12 laser, con il 73% dei centri che addirittura sono stati il miglior risultato di tutti gli aerei alleati della campagna Allied Force. La seconda portaerei francese nucleare sarebbe costata solo 12-14 miliardi di franchi, magari anche meno per una nave convenzionale. Però non l'hanno realizzata, handicappando notevolmente il potenziale deterrente della MN.

Le portaelicotteri d'assalto anfibio[2]

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I Francesi non si sono persi l'occasione di integrare la loro portaerei media DE GAULLE con una coppia di portaelicotteri d'assalto anfibio, definite LHD, a similitudine della JUAN CARLOS I spagnola. Questo significa, grazie all'abbondanza di ponti intercomunicanti, la possibilità di trasformare queste navi in trasporti veicoli per impieghi terrestri anche se la loro normale attività è quella di nave supporto elicotteri. Queste due navi sono la Classe Mistral, costituita da MISTRAL e TONNERRE. Quest'ultima ha distintivo ottico L 9014 e stazza 21.600 t. Entrata in servizio da circa un anno, le sue capacità di combattimento sono non tanto inferiori a quelle delle grandi navi americane come le 'Wasp', anche se dislocano la metà: 199 m di lunghezza e 32 di larghezza contro 257, ma ancora solo 32 metri per la nave americana. Le portaelicotteri francesi sono dunque molto più tozze e nei loro ampi volumi interni imbarcano fo a 16 elicotteri medi contro i 24 delle 'Wasp', mentre esistono come su queste due elevatori per collegare l'hangar al ponte di volo, uno a poppa estrema, l'altro vicino all'isola, quest'ultima caratterizzata da una plancia con un doppio ponte ampiamente vetrato e due corti alberi, che peraltro sono privi della completa elettronica delle navi americane. Esiste la capacità di far operare contemporaneamente fino a 6 elicotteri (contro 9), di cui uno pesante e 5 leggeri. Essa ha capacità di comando e controllo e nave di supporto alle popolazioni civili. A parte 1-2 Alouette III per il soccorso aereo, ancora in uso dopo tanti anni, della Flotille 35F.

Il personale è in questi tempi quello della Charles de Gaulle, perché quest'ultima è non solo l'unica portaerei rimasta alla Francia (tristemente 'figlia unica' nonostante i programmi), ma anche ai lavori da cui uscirà tra un anno. Gli elicotteri e buona parte del personale tecnico fanno invece parte dell'Esercito. Infatti gli elicotteri usati sono, eccetto il SAR, dell'Esercito. E questo ci dà l'occasione di parlare della nuova unità francese, la 4a Brigata Aeromobile con 4 RHC, ovvero Reggimenti di elicotteri da combattimento, tutti uguali. Il loro tipico equipaggiamento e organico parla di 950 uomini e donne, 78 dei quali ufficiali e 482 sottufficiali, con qualcosa come 59 elicotteri. Questi sono anzianotti, in attesa d'essere rimpiazzati dagli NH-90 e dai Tiger. In tutto: 43 Gazelle e 16 Puma, suddivisi in 10 squadriglie, ma 3 sono di supporto e solo 7 di elicotteri. Questi sono, nel caso del 3ème RHC basato normalemnte ad Etain, le Escadrilles d'Hélicoptères légers de Reconnaissance, ovvero EHR-1, con 5 SA-342 Viviane con FLIR per la ricognizione notturna, più 4 SA-341 per la ricognizione diurna; le de squadriglie d' attacco o EHA-1 e 2 hanno 18 SA-342, ancora dotati del FLIR Viviane, apparso in massa dopo la Guerra del Golfo. Le due Squadrigli 'd'helicopteres de Maneuvre sono la EHM 1 e 2, con 8 SA-330B Puma di prima generazione. Purtroppo nonostante le loro dimensioni, accentuate da uno scafo ricco di ponti che è particolarmente alto, le portaelicotteri non sono in grado di ospitare un intero reggimento del genere. Ma una costituzione tipica era per esempio, 1 Alouette III della 35F, 2 Puma dell'EHM-2, un Gazelle RHT-1 e un dell'EHA-1, anche se questo va precisato che è solo una piccola parte di quelli ospitabili nella nave in caso di impegno bellico serio. I Viviane sono caratterizzati da un FLIR, camera ottica, telemetro laser il tutto in un sistema girostabilizzato, con i piloti utilizzanti le NVG per una visione panoramica della situazione.

Skorpene, l'SSK di nuova generazione[3]

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Quando si parla di sottomarini moderni, nel mercato, almeno quello occidentale, è presente un netto dualismo: quello tra gli 'Scorpene' francesi dei cantieri DCN, e i noti U-212/214 tedeschi. Parliamo stavolta di questi ultimi. I cantieri DCN sono in realtà franco-ispanici, per la DCN e Izar (ex-Bazan) spagnoli. Hanno fatto in anni recenti notizia per la vendita di due 'O' Higgins' al Cile, e due unità analoghe alla Malaysia, per poi andare alla ricerca di altri mercati. Notare bene, che a differenza degli U-212 non vi è un mercato interno, almeno non in Francia, sebbene sia piuttosto inevitabile che la Spagna vi aderisca, dato che non ha SSN o SSBN. Si tratta di unità a scafo singolo che beneficia della tecnologia degli SSBN 'Le Triomphant', hanno in quanto tali un disegno idrodinamicamente avanzato, e con l'impiego di acciatio HLES 100 (Haute LImite Elastique Soudable, che è equivalente all'HY-100 americano); la struttura esterna è in fibra di vero rinforzata; le dimensioni sono di 66,4 x 12,3 x 6,3 m (lunghezza x altezza x larghezza), 1.550 t emersi e 1.700 t immersi; quanto alla profondità, si parla di 'oltre 300 metri', ma è probabile che si arrivi fino a 600 metri, come del resto sono capaci gli SSBN; i timoni avanzati sono orizzontali sulla vela, come i mezzi americani (e giapponesi, questi ultimi molto avanzati, ma non disponibili per l'export); gli impennaggi di stabilizzazione sono a X, che sono ottimali sia per la manovrabilità (esempio classico, i sottomarini svedesi e quelli olandesi), come anche validi per appoggiarsi al fondale senza danni, non sviluppandosi sotto la chiglia. Vi sono un gran numero di accorgimenti per ridurre il rumore irradiato, come i sistemi d'isolamento acustico, ma anche la forma esterna per evitare indesiderati vortici, che sono negativi sia per l'efficienza che per la rumorosità durante il moto (disperdendo energia in maniera non prevista e non utile), grazie alla configurazione stile Albacore (goccia allungata, con prua ellissoide, centro cilindrico e poppa a parabola); l'accordo tra gli interni e lo scafo è su pochi supporti elastici e non manca una sorta di 'scheletro interno' su cui i vari equipaggiamenti sono installati: è una caratteristica tipica di questi battelli, visto che questo 'scheletro' viene infilato letteralmente dentro lo scafo stesso, costruito a parte come una sorta di tubo, ancora ovviamente suddiviso in due sezioni, poi chiuse. Vi sono due casse di zavorra a prua e due a poppa, il che li avvicina più agli SSBN che agli 'Agosta', che li hanno attorno attorno allo scafo. L'elica più ruota lentamente e meglio è, fermo restando la necessità di distribuire potenza, ma a parità di cavalli, è meglio avere grandi eliche con bassa rotazione, che tra l'altro, sono molto meno propense ad entrare in cavitazione (con la formazione di bolle di gas), fenomeno che si verifica spesso con i vecchi battelli quando accelerano rapidamente; il motore elettrico a magnete permanente dà 3,5 MW, è della Jeumont Industries ed è noto come EPM MEgtronic, un sistema innovativo finito di provare nel 2001 e poi consegnato a Cartagena per il primo degli SSK cileni. La resa di questo motore è comparabile a detta della DCN, a quello Siemens per gli U-212A/214, ma le batterie (presenti a poppa e a prua) sono della tedesca Hagen; la consolle di comando è della Alston e DCN, che comporta due consolle e altrettanti joy-stick, nonché altrettanti computer; infine la DCN cura anche la IPMS per il controllo della piattaforma; sui mezzi cileni questo controlla anche altri due computer e 4 display da 18 pollici, più due da 21. In tutto, guidare uno 'Scorpene' richiede appena due persone, uno per il timone e uno per la consolle IPMS, ma la marina malaysiana avrebbe avuto poi un sistema integrato che rende possibile addirittura la guida e la gestione del battello con un solo operatore. A parte questo capolavoro di automazione, il sottomarino ha una suite sonar simile a quella degli Agosta 90B pakistani; vi è un sistema SUBTICS, due sonar TSM 2253 a piano focale anziché uno rimorchiato come sulle navi pakistani. Gli O' Higgins cileni, in particolare, hanno un sonar con il classico trasduttore cilindrico con 96 elementi operanti a 800 Hz, e un sensore attivo con due elementi per entrambi i lati del sottomarino; poi vi è un sistema da 2,5-100 kHz, che è un apparato passivo di intercettazione (di altri sonar), e sensori passivi distribuiti che arrivano a 20 kHz, per poi completare la disamina con due sensori sonar passivi a scansione laterale, che operano fino a 10-15 kHz e sono sistemi a lunga portata; la maggior parte di questi sistemi hanno tecnologia PVDF con trasduttore piezo-elettrico polimerico, che permette, come nel caso dei sonar a scansione laterale, un notevole risparmio di peso. Il SUBTICS digitalizza tutti i segnali dei sensori di bordo. Le antenne di bordo, incassate nella vela quando il battello è in immersione, comprendono ben sette alberi (nel caso delle unità cilene), e sono precisamente: un periscopio d'attacco Sagem APS, che è l'unico della serie con struttura penetrante nello scafo; un altro SAGEM, l'SMS, per la ricerca; un apparato oprotnico, una ESM CONDOR (la ex-Argo Systems americana) AR 900, datalink SP100C (è un tipo specifico di produzione cilena), condotto snorkel e radar di ricerca di superficie Kelvin Hughes 1007.

Lo scafo è, da prua a poppa, la camera di lancio con sotto le batterie, alloggi e sala macchine-batterie poppiere; la sala macchina di per sé è costituita da motori diesel, alternatore e motore elettrico collegato all'elica con un solo asse. Gli alloggi sono abbastanza ampi, con cuccette singole per ciascun membro dell'equipaggio (eliminando finalmente la 'branda calda', una delle tante vessazioni per i marinai dei sottomarini). Come armamento, gli SCORPENE sono ben provvisti, per un totale di 18 armi tra siluri e missili, che nel caso della Marina cilne è costituito da armi Atlas Elektronik SUT266 tedesche, dagli italo-francesi WASS Black Shark, e i missili MBDA Exocet SM-39. Il tutto viene lanciato da semplici tubi lanciasiluri, ma di calibro molto superiore rispetto a quello delle armi di bordo, che sono 'insellate' al loro interno da supporti appositi. È un po' una scoperta del famoso 'uovo di Colombo', semplicemente accendono l'elica ed escono, ma non nel caso dell'Exocet, che viene spinto fuori da un pistone, che però è stato scelto, dalla Marina cilena, solo per due dei lanciasiluri; esso può anche espellere i siluri in avaria, cosa particolarmente desiderata dopo l'incidente del KURSK russo (estate 2000). In tutto vi sono tre ricariche complete, contro le solite due di battelli medio-piccoli come questi, e un sistema di ricarica rapido molto robusto per la loro movimentazione, che è una delle situazioni più difficili da gestire per un sottomarino; ma i tempi dei marinai che ci rimettevano le dita sembrano finiti con gli apparati di movimentazione moderni e due soli addetti possono movimentare gli ordigni. Questi possono essere di tutti i tipi, tra cui modelli francesi, americani e svedesi (e chissà, se necessario anche orientali); così, in tutto gli 'Scorpene' hanno 31 elementi dell'equipaggio, con un'autonomia tipica in missione di 50 giorni consecutivi in mare.

Al 2004 le varianti dello 'Scorpene' erano tre: la Basic, per Cile e Malaysia, il Basic AIP, notevolmente più grande ma con il sistema MESMA; e lo Scorpene Compact, che al contrario è più piccolo. Della prima versione abbiamo già detto, della seconda c'è da dire che si tratta di navi da 76,2 m e 2.000 t, mentre la terza è da 1.450 t e 59,4 m, con velocità però ridotta da oltre 20 a 'oltre 14' nodi, armamento (4 tubi) e autonomia ridotti, (cosa sia inevitabile per ridurre apprezzabilmente le dimensioni dell’unità, sia facile visto che non è un intervento qualitativo ma quantitativo), ma migliori capacità di operare in acque costiere (e si noti, anche così non è propriamente un battello 'piccolo', si pensi ai 45-46 m di unità come i 'Toti' o i Type 2009/650); al contrario di quel che si potrebbe pensare, questo tipo di battello sarebbe non solo dotato del MESMA, ma con un sistema di propulsione del tutto dipendente da questo. In tutto, quindi, lo 'Scorpene' è un tipo altamente modulare, che per esempio, è possibile equipaggiare con due diesel generatori MTU (navi cilene) o quattro più piccoli della SEMPT Pliestick. Le torrette sono di tre tipi, di cui una piccola con dotazione basica, la standard e una 'lunga' con più sensori; vi è anche la possibilità di installare il 'cofferdam' a mezza nave, una struttura che aiuta a migliorare la sicurezza dei battelli, con una serie di apparecchiature e attrezzi che permettono la sopravvivenza dell'equipaggio, come se fosse una sorta di 'scialuppa di salvataggio', installata a mezza nave, sul ponte di coperta (se così si può definire essendo un sottomarino) ;essa non è in realtà una capsula staccabile, ma è una sorta di 'rifugio' per l'equipaggio in caso di allagamento interno. Il Cile non l'ha voluta; a parte che ovviamente compromette un po' la silenziosità dell'unità in moto (dato che ne 'sporca' la silhouette), il problema è che si tratta di una marina oceanica 'vera': appena si esce dalle coste cilene c'è subito l'abisso, e non c'è modo di salvare il personale di un'unità incidentata, che collasserebbe totalmente con la pressione. E ora parliamo del MESMA.

Questo è il Module d'Energie Sous-Marine Autonome, costruito da un pool di industrie ma soprattutto sviluppato dalla DCN di Nantes. In sostanza, si tratta di un apparato 'denuclearizzato' con una turbina a vapore il quale è generato non dal nocciolo nucleare, ma da un bruciatore di gasolio e ossigeno liquido, con un 'Ciclo Rankine' nel quale 500 litri di acqua si muovono nel circuito, vaporizzandosi e condensandosi ciclicamente. In sostanza, vi sono il bruciatore, condensatore e turbina, mentre vi è anche un alternatore collegato a quest'ultima con un alternatore. Resta il problema dei gas di scarico, che vengono espulsi dal battello; tuttavia, non pare che causino tracce tali da pregiudicare la stealthness dell'unità, con le bolle d'aria che spariscono già a 2 metri di distanza dallo scafo. Il MESMA è un sistema giudicato sicuro (pur con acqua pressurizzata), ma è meno efficiente rispetto al ciclo Stirling e alle pile a celle combustibili, e poi ovviamente c'è da imbarcare i serbatoi di ossigeno liquido. In ogni caso, è pur sempre un sistema utile, e i pakistani l'hanno voluto per i loro Agosta 90, è un apparato in effetti considerato molto facile da installare, tanto da essere addirittura definito un 'plug and play' come se fosse una periferica di un computer. Esso è semplicemente costituito da una sezione aggiuntiva di scafo sistemata dietro la vela. La Air Liquide realizza i serbatoi di ossigeno, i quali sono sistemati dentro lo scafo resistente, a similitudine degli U-214 e differentemente dagli U-212; la tecnologia per usare simili serbatoi in sicurezza dentro lo scafo è derivata, apparentemente all'opposto della tecnologia, dai razzi spaziali ARIANE. Gli 'Scorpene', così equipaggiati, sono capaci di navigare immersi fino a 18 giorni; non è certo un sistema nucleare, e a differenza di questo, gli AIP non hanno una potenza di picco tale da garantire un'elevata velocità; ma è nondimeno un grosso passo avanti, che in assenza di un reattore atomico è l'unico modo di stare a lungo immersi, aumentando a circa 5 volte l'autonomia normale in navigazione subacquea. All'opposto del MESMA, le celle PEM (Proton Exchange Membrane) sono molto più efficienti, ma qui c'è da imbarcare l'idrogeno, molto più pericoloso dell'ossigeno (essendo un combustibile, e altamente volatile), per cui l'utilità militare dei PEM, almeno per il momento, non pare molto elevata a bordo di un'unità militare, un'esperienza tutta da verificarsi, mentre il MESMA, per quanto con un'efficienza stimata a circa il 30%, è frutto di tecnologie esistenti già, basicamente, per i sottomarini atomici, che la Francia usava già da 35 anni. Ma che il futuro è nelle PEM lo si è pensato anche in Francia, e nel 2004 risulta che la DCN, per non saper né leggere né scrivere, aveva già cominciato le sue esperienze in merito, a buon rendere per il futuro. Nel 2004 la DCN costruiva circa 0,7 sottomarini l'anno e l'HDW tedesca 1,3, l'obiettivo era ottenere un pareggio, cosa che avrebbe tenuto a galla l'industria ispano-francese del settore e tolto il monopolio del settore ai tedeschi.Il programma cileno è stato portato avanti dal consorzio DGN/Izar, con supervisione della DGA francese e del Ministero della Difesa spagnolo, più 25 uomini della Marina cilena inviati a Cherbourg e Cartagena; il programma è per il 67% francese e il terzo restante spagnolo, quest'ultimo carico di lavoro è relativo alla zona poppiera; l'assemblaggio dello O'Higgins è avvenuto a Cherbourg, la seconda nave, la Carrera, è stata assemblata in Spagna; DCN ha collaudato il sistema di combattimento in mare, la Izar fa ugualmente per il 'Carrera'. La consegna è avvenuta nel 2004 e 2005 rispettivamente.

Quanto allo stato del programma, va ricordato anche il SUBTICS e la sua genesi, iniziata nel maggio del '95 con la formazione della UDS International, 50% per la DCN International e 50% Thales, che hanno sviluppato il Submarine Tactical Integrated Combat System. Il SUBTICS, per l'appunto, parente stretto del TACTICOS delle navi di superficie. Il lavoro su questo sistema però iniziò anche prima, nel 1986, da parte del centro DCN di Tolone e a Nizza da parte della Thomson CSF, poi Thales, con il miglioramento dei sistemi delle classi 'Inflexible' e 'Amethyste', per non parlare degli SSBN 'Le Triomphant'. Altre esperienze sono state alla base, da parte della DCN, i sistemi di combattimento degli 'Agosta', ma anche gli SSK olandesi e gli 'Hai Lung' taiwanesi (che sono poi i due 'Zwaardis migliorati' costruiti dagli olandesi) e persino i Type 209/1200 della marina greca. I primi con il SUBTICS vero e proprio sono stati gli Agosta 90B o classe 'Khalid', costruiti dal '95. Nel 1999 venne iniziata la progettazione di un SUBTICS di seconda generazione per andare dietro alle nuove tecnologie informatiche. Questo sistema ha integrato completamente il sonar di bordo che è il set della Thales. UDS e DCN hanno costruito il TITLAT, la gestione informatica dei dati, la DCN da sola ha realizzato il sistema di controllo lanciasiluri noto come DOC, e altri sottosistemi. Gli O'Higgins hanno sei consolles multifunzione con un computer commerciale Power PC e due schermi BarcoVIew da 19 pollici. Il passaggio a tecnologie COTS, oramai irrinunciabile vista la lentezza dello sviluppo dei sistemi militari rispetto a quelli civili (dal mercato ben più dinamico), ha permesso notevoli risparmi e miglioramenti (per la cronaca COTS significa Commercial Off-The Shelf), così che si è dimostrato vano lo sviluppo dei calcolatori MUSTANG da parte della TUS, che pure assemblava già componenti commerciali per realizzarli (sono andati agli SSK pakistani). Con due soli armadi è possibile ospitare tutti i computer anziché i tre precedenti e ovviamente, con maggiori prestazioni. E non solo, la rete Ethernet di bordo, già capace di ben 10 MB/sec, è passata a una da 100 MB/sec, che comunque è stata scelta per gli sviluppi futuri, non perché non fosse sufficiente anche quella originale. Infine il nuovo SUBTICS è in linguaggio C++, oramai soppiantante i vecchi sistemi come l'ADA, e il sistema operativo è l'UNIX, con protocolli TCP e UDP/IP. Nell'insieme questo sistema è in concorrenza con l'ISUS 90 di Atlas Eletronik, che è il riferimento della categoria per i sottomarini convenzionali.

Può così accadere che scendendo a bordo di un sottomarino militare (lo sono quasi tutti, del resto), un qualunque 'nerd' si ritrovi a proprio agio manovrando i sistemi di bordo con la familiarità di un PC. Del resto, a differenza degli aerei, se non anche dei veicoli militari, le navi sono tutto sommato un ambiente facile per far operare un computer, anche commerciale (o 'quasi'), dato che non vi sono accelerazioni violente, nemmeno in una tempesta (e tanto meno in un sottomarino, perché sott'acqua non vi sono tempeste), le uniche due questioni sono: a- l'umidità, e b-l'ambiente altamente elettromagnetico che richiedono adeguate attenzioni, per non ritrovarsi con i computer 'fritti' per qualche cortocircuito dovuto alle perdite o al vapore condensato. Il vero problema è realizzare, piuttosto, il software, quello sì, dev'essere creato e scritto (centinaia di migliaia di righe) appositamente, così come le connessioni alle 'periferiche' (ovviamente un sonar, l'apparato motore e le ESM di bordo non sono stampanti e fax). Questa unificazione ha oramai reso pressoché irrilevanti la differenza tra 'civile' e militare. Del resto, di quest'avvisaglia si era già avuto modo di rendersene conto. Prima dell'invasione dell'Irak, una delle ragioni (meno menzionate) era che, essendovi stata una grossa importazione di consolles per videogames, si temeva che molti processori fossero smontati e anziché essere usati per divertire gli adolescenti irakeni, impiegati per formare un supercomputer che avrebbe simulato fenomeni complessi, in particolare esplosioni nucleari. Questo utilizzo dei supercomputer è stato davvero fatto, ma non era il caso irakeno.

A questo punto c'è da ricordare gli altri 'ex'. Uno è l'Italia, che dopo gli ottimi (anche se limitati) 'Toti', è cascata un po' male con i 'Sauro', che hanno avuto vari problemi iniziali; per lo studio successivo, noto come S-90, si pensava ad una nave tanto capace (con le solite, astronomiche specifiche degli ammiragli della Marina) che alla fine ascese a 3.000 t; normale per gli SSK giapponesi e forse anche russi, ma non accettabile per la Marina italiana e le finanze del Paese; così si è messo da parte l'orgoglio nazionale e le tradizioni cantieristiche, adottando invece i Type 212/U-212 tedeschi. Gli Olandesi hanno costruito da tempo immemorabile (le più antiche tradizioni arrivano a secoli addietro) dei sottomarini, anche di tipo recente, come gli eccellenti 'Zwaardis', ma oramai non sono più nel mercato; gli Svedesi con i 'Gotland' sono stati autori di un valido battello, l'ultimo di tanti altri, ma oramai è un tipo un po' superato (ma ci sarebbe sempre tempo, se la volontà politica esistesse ancora); i russi hanno i 'Kilo', che sono stati sviluppati in maniera estesa, ma oramai sono anche mezzi tutto sommato vecchiotti e con sistemi (batterie e siluri in primis) non molto efficienti (almeno nel caso della marina indiana risultano numerosi problemi); quando aggiornati con tecnologie recenti, non sempre funzionano bene (vedi la marina indiana e i suoi problemi con i 'Klub'), e comunque costano di più del normale. Con l'Italia, di recente, è venuto fuori un progetto in comune per un sottomarino di media grandezza, chiamato S-1000, vedremo quali saranno gli sviluppi in un mercato che comunque, dopo la Guerra fredda, ha conosciuto un crollo impressionante; i sottomarini cinesi sono per molti versi simili a quelli russi, non sono prodotti 'al top' e non hanno ottenuto recentemente grossi successi di vendita. I britannici hanno chiuso in bellezza (o in bruttezza, dipende dal punto di vista) la loro rispettabile tradizione di sottomarini con i quattro 'Upholder', poi ceduti per una sterlina (e l'uso dei poligoni per un certo numero di anni) ai canadesi, si tratta di unità valide, ma dopo di queste non c'è stato altro, la RN è diventata 'nucleare'. Gli USA hanno 'stoltamente' abbandonato gli SSK da decenni per buttarsi interamente sul nucleare, con unità molto più grandi di quelle convenzionali e non facili da 'trasformare' (i francesi e i cinesi hanno fatto l'inverso, senza grossi risultati, 'nuclearizzando' un progetto convenzionale); tant'è che i taiwanesi, anche quando hanno avuto l'OK per l'export di sottomarini, non hanno trovato nessuno che osasse sfidare le ire della Cina (gli olandesi ne sanno qualcosa, dopo la fornitura di due SSK negli anni '80), e loro, che potevano e volevano farlo, si sono trovati a pensare di produrre su licenza i Type 209 tedeschi, perché il 'know-how' non si improvvisa in questi campi, né sarebbe stato accettabile vendere direttamente gli SSN ai cinesi. Così al dunque, gli unici due costruttori 'di prima importanza' sono oramai diventati i tedeschi e i francesi. I giapponesi, che paradossalmente, costruiscono un SSK all'anno, più dei francesi, non ne esportano alcuno e quindi, malgrado le loro avanzate unità navali, non sono una realtà nell'export per via delle loro normative estremamente limitanti nella vendita di armi.

Quanto alle caratteristiche degli O'Higgins:

  • Tipo: Scorpene 'Basic'
  • Dimensioni: 66,4 x 12,3 x 6,2 m
  • Dislocamento: 1.550-1.700 t
  • Motore: un EPM da 3,5 MW, 4 diesel MTU da 840 hp l'uno
  • Prestazioni: velocità immerso oltre 20 nodi, profondità operativa 300+ m, autonomia 6.500 nm a 8 nodi o 50 gg

Infine parliamo della DCN, che era, al 2004, un colosso con 13.000 dipendenti e sette cantieri, centri di ricerca e sede centrale (a Parigi). Questa realtà della cantieristica navale è l'unica in grado di realizzare ogni sorta di nave militare, dalle fregate agli SSBN e alle portaerei. Ma dal 2001 questo colosso, precisamente dal 19 dicembre di quell'anno, è stato parzialmente privatizzato, sempre sotto il controllo del governo francese, essendo una realtà strategica di primaria importanza. Da questo è venuta fuori una suddivisione importante, con due branche, la DCN Warship& Systems, e la DCN SErvces & Equipement, che serve al supporto delle navi create dalla prima. Nel 2002 il mercato, malgrado il disastro della crisi post-11 settembre (o forse proprio per questa) aveva premiato la sua attività, con un portafoglio ordini di 1,9 mld di euro e un fatturato di 2,2, e un margine operativo di 123 mln, contro i 187 di perdite del 2001, e utile netto di 118. Nell'agosto del 2002 è stata poi creata la Joint-Venture con Thales Naval France, creando così l'Armaris, che opera soprattutto nell'export, incluso anche il programma Horizon (la piattaforma è, per la Francia, gestita al 50%, il resto è l società Horizon Spa) per la parte della piattaforma, ma anche per quello del sistema di combattimento (Eurosysnav SAS, con il 50% di Armaris e il 50% di Finmeccanica-AMS), nonché come sostituta di DCN e Thales(UDS) nel programma SAWARI II per i Sauditi, sebbene il programma, come già per i sottomarini cileni, è ancora sotto il controllo della DCN, con la quale i contratti vennero a suo tempo firmati, per cui è stato più facile fare così che riscrivere e passar di mano tutto. Non è successo ugualmente per la Malaysia, il cui programma per i due SSK è stato gestito fin da subito dalla Armaris.

  1. Po, Eugenio: Le fregate 'Aquitaine', RID mar 09
  2. Maugeri, Claudio: La portaelicotteri Tonnere Aerei Maggio-Giugno 08 p.19-25
  3. Eugenio Po, art. su RiD mar 2004