Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Israele-3

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Copertina

Marina[modifica]

Sottomarini[modifica]

I sottomarini israeliani sono oramai una specialità ultracinquantennale, dato che la specialità nacque già nel 1951 e fino al 2005 aveva avuto circa 1.800 sommergibilisti brevettati, nonostante la dura selezione e la scarsità di mezzi subacquei.

La prima generazione di sottomarini israeliani specificatamenet concepiti è di concezione Tedesca, sotto forma di 3 'Type 640', sottomarini Type 209 in versione da 45 metri, la più piccola. Essa è simile in caratteristiche ai Type 206 della Marina tedesca, più lunghi (48 m) ma più leggeri (500 t). Israele è l'unico utente di questa versione del Type 209, normalmente gettonato nel modello da 56 m e 980/1.185 t, che a metà degli anni '80, su 47 ordinati da 12 clienti era nettamente la favorita. Per la cronaca, le 5 versioni dei Type 209 realizzate erano l'originario Type 209 da 54,3 m (960/1.105 t), quello da 56 m (980/1.185 t), da 59,5 m (1.000/1.285 t), che erano l'evoluzione del filone principale 'medio'. Poi c'erano il Type 640 da 45 e 420/600 t, pensato per impiego costiero, grossomodo equivalente ai 'Toti' italiani o ai tipi svedesi. Il più grosso era il Type 1500 da 64,4 m e 1.660/1.850 t. E i clienti all'epoca erano Grecia (4 da 54,3 + 4 da 56 m), Argentina (2 da 56 m e 4 Type 1500), Perù (6 da 56 m), Turchia (12 da 56 m), Venezuela (2 da 59,5 m), Cile (due da 59,5 m), Ecuador (due da 59,5 m), Indonesia (due da 59,5 m e 4 programmati), Brasile (2 da 59,5 m e uno in programma) India (4 Type 1.500 e due in programma) e Israele, che aveva già programmato 3 sottomarini più grossi dei Type 640. Quanto ai suoi sottomarini, visti probabilmente come antidoto ai 'Romeo' Egiziani, essi erano stati ordinati non alla IKL, ma alla Vickers di Barrow, in Gran Bretagna. Questo avvenne per ragioni politiche ed economiche essendo i cantieri inglesi interessati a rientrare nel mercato delle costruzioni subacquee di tipo convenzionale. E così vennero modificati i Type 206 per le esigenze israeliane, tanto che è opinabile definirli ancora parte della famiglia 209. Essi vennero costruiti nel 1975-77 ed entrarono in servizio nel 1977 e in origine si pensava di utilizzare per la loro difesa, in caso fossero scoperti, un sistema missilistico contrarei SLAM (Submarine-Launched Antiaircraft Missile)[1]. In seguito sono stati aggiornati con armi e sensori migliorati, forse anche con i missili Sub-Harpoon, di cui si sospetta una versione con testata nucleare. Avendo 8 tubi di lancio, 17 nodi di velocità massima e valida manovrabilità, i 3 SSK classe 'Gal' hanno costituito un deterrente piccolo ma efficiente, con un equipaggio di appena 23 elementi. Questo non era un fattore di trascurabile importanza, un po' per la selezione durissima tra i sommergibilisti israeliani (che tra l'altro prevede attualmente un QI sopra i 130), e un po' per evitare perdite umane elevate in caso di incidente, come quello che coinvolse il sottomarino Dakar. Gli Israeliani infatti hanno avuto anche in precedenza ai 'Gal' dei sottomarini, prima uno vecchio 'S' e poi un più potente 'T' con 75 elementi dell'equipaggio.

Ora passiamo ai sottomarini moderni, gli SSK classe 'Dolphin'. Essi sono sempre di origine tedesca, pensati per essere superiori ai battelli arabi dei dintorni, e adatti per gli scopi degli anni '90 e oltre. Quindi dovevano essere superiori anche come dislocamento, di circa 1.500 t, equipaggio contenuto in numero, e a differenza delle 'Sa'ar', finanziate con fondi FMS, erano da finanziare con fondi tedeschi e americani. La IKL tedesca ebbe il contratto, mentre la Rockwell ebbe l'incarico del sistema di combattimento, che nella sua centrale operativa sarebbe stato gestito da circa 9-14 uomini. Il contratto venne firmato l'1 marzo 1990, con un costo di circa 600 mln di dollari, e i lavori iniziarono già il 1 luglio successivo. Nel frattempo il sistema di combattimento passava alla Loral e Krupp Atlas, dopo la solita diatriba e polemiche che hanno caratterizzato anche il programma Sa'ar 5.

Ma non era finita qui. Il costo era di 340 mln e questo venne considerato eccessivo dopo i tagli alla Difesa del 1990, tanto che venne annullato dal CSM Barak. Sarebbe forse finita qui, senonché durante la guerra del 1991, Israele venne colpito da vari Scud irakeni. Il problema era che la Germania era all'epoca coinvolta con forniture militari al regime di S.Hussein e i mass-media misero in scena una campagna di denuncia contro la 'connivenza' del governo. Visto che questo causò delle inevitabili proteste, vi furono di conseguenza pressioni politiche che sbloccarono il contratto, anzi andò anche meglio del previsto. Infatti il Cancelliere Kohl decise di ordinare i sottomarini e donarli ad Israele. Un po' era dovuto anche alla volontà di mantenere l'occupazione nei cantieri tedeschi, ma certo per Israele i vantaggi politici dati da qualche danno subito contro gli Scud, furono pagati subito in moneta sonante. E nel 1995 arrivò anche un terzo sottomarino, con il costo ripartito al 50% tra Germania e Israele. Così quest'ultimo ha ottenuto quel terzo sottomarino indispensabile a fornire la continuità in mare di almeno un'unità, mentre un'altra sarebbe stata in manutenzione e l'altra in revisione.

La consegna di queste avanzate unità navali è stata rapida: il DOLPHIN arrivò in Israele il 27 luglio 1999, il LEVIATHAN nell'ottobre, il TEKUMA nell'ottobre 2000. Inoltre in programma vi sono altri due sottomarini (situazione al 2005).


  • Dislocamento: 1.640/1.925 t
  • Dimensioni: 57,3 x6,8 x12,7 m
  • Motori: 3 MTU 16V 396 SE 84 e 3 alternatori da 750 kW per un motore da 2,8 MW
  • Velocità: 11/20 nodi
  • Equipaggio: 25, aumentabili a 45
  • Sistemi elettronici: 1 radar Elta d'attacco, banda I, CUS 90, FAS-4, sonar passivo PRS-3, ISUS-90 controllo armamento, 2 periscopi Kollmorgen.
  • Autonomia: 30 gg
  • Armi: 4 tls da 650 mm, sei da 533 mm, con 5 missili Harpoon, mine, siluri DM2A3

I tls da 650 mm sono considerati particolarmente inquietanti. Infatti, questo calibro potrebbe significare la presenza di mine di maggiore potenza del normale, ma soprattutto potrebbe significare la presenza di missili da crociera a lungo raggio, forse una versione del Popeye, armati con testata nucleare. Pare che, ma la notizia non è stata mai ufficialmente confermata, un primo test ebbe luogo nell'Oceano Indiano, con una distanza percorsa di quasi 1.800 km, con un centro sull'obiettivo designato[2].


Dopo che la fornitura ebbe richiesta già nel 2002, alla fine essa venne sbloccata grazie al ritiro (unilateralmente deciso e molto controverso) di Sharon dalla Striscia di Gaza nel 2005. Il costo è di 1,2 mld di euro, un terzo pagati dagli USA, altrettanto dai Tedeschi. Le risorse israeliane sono state dirottate verso questi nuovi battelli nonostante non mancasse chi voleva più corvette. La forza complessiva di 5 Dolphin, con capacità probabilmente nucleari, e gli ultimi due (più grossi e pesanti) muniti di sistema AIP (come gli U-212)[3].

Le Sa'ar' e l'evoluzione della Marina Israeliana[modifica]

La INS Hetz, classe Sa'ar 4.5

Inizialmente, anche la piccola Marina Israeliana era equipaggiata con un mix di unità navali provenienti da parecchie nazioni. Una delle prime azioni belliche vide l'uso di barchini esplosivi (previo addestramento da parte di personale della X Mas) contro la ben superiore flotta egiziana, e anche con qualche successo. Ma la maggior parte delle navi israeliane erano motocannoniere e motosiluranti, fino ad arrivare alle due 'ammiraglie', ovvero l'Eilat e lo Jaffa, due grossi 'Battle' inglesi, ceduti alcuni anni dopo la fine della guerra. E fu proprio l'Eilat a marcare una linea di demarcazione tra l'era del cannone (a cui partecipò affondando nel luglio del '67 due motosiluranti egiziane, assieme ad alcune unità leggere israeliane, in quello che fu il più grande scontro tra navi di superficie del dopoguerra), e quella del missile, quando, il 21 ottobre 1967, 3 missili Styx sui 4 sparati da 2 'Komar', colpirono ed affondarono il grosso cacciatorpediniere con 47 vittime. Esso si era approssimato ad un porto egiziano, e le piccole navi di fornitura sovietica non dovettero nemmeno uscire per inquadrarlo e tirargli tutti i loro 4 missili. Esse erano solo delle motosiluranti P6 modificate per trasportare 2 missili anziché 4 siluri, ma l'effetto che provocarono fu devastante, non solo materialmente, ma perché da quel momento vi fu una vera e propria corsa allo sviluppo di missili antinave e di opportune difese contro queste stesse armi, chiaramente le dominatrici degli scontri navali (in verità ben pochi) che sarebbero venuti nel futuro. Gli Israeliani avevano già in sviluppo il piccolo missile Gabriel, che era nato come programma nel '62. Dopo di allora, Israele si orientò verso navi di piccole dimensioni, anche per ridurre le perdite umane in caso di affondamento, e armate con batterie di missili e cannoni automatici moderni, onde concentrare su di un piccolo scafo una grande capacità di fuoco. La lotta ASW arriverà successivamente, e in seguito si penserà al miglioramento di quella AA, ma tutto questo richiederà scafi più grandi e costosi.

Intanto torniamo alla genia delle Sa'ar. Queste navi vennero realizzate all'estero, nonostante che la guerra del '67 avesse alienato molte delle simpatie per Israele (essendo stata una guerra 'preventiva' era difficile sostenere l'assoluta necessità di combatterla; ma del resto anche la guerra del '56 fu parimenti una guerra d'aggressione, concordata con Francia e GB). Dato che i nuovi alleati americani apparentemente non avevano molto da offrire, ci pensarono i cantieri francesi CNM, e questo nonostante che, proprio a seguito della guerra, una fornitura di ben 50 Mirage 5 venne requisita e immessa in servizio con l'A de l'A (dove resteranno fino agli anni '90). Detto delle difficoltà politiche, la realizzazione delle Sa'ar o Saar fu rapida, nel 1967-69. Queste navi di costruzione francese erano in realtà di progettazione tedesca, della Lurrsen, ed erano parenti stretti delle Jaguar tedesche, da cui derivavano, ma modificate per ospitare, quando disponibili, 5 missili Gabriel, tra i primi ad essere sviluppati in Occidente. Saranno proprio i progetti tedeschi a far sì che la Francia si introduca nella vasta produzione di unità missilistiche che avvenne nel 1967-1985, iniziando praticamente con le 'Saar' e le similari 'Combattante II'. Il progetto comprendeva uno scafo in acciaio e sovrastrutture in alluminio, con appena 3 cannoni da 40 mm antiaerei e limitatamente, antinave. Poi però il loro scafo da circa 250 t si dimostrerà capace di meglio. Infatti le 6 successive 'Saar II' ebbero il nuovo cannone da 76 OTO ad alta cadenza di tiro, più due armi da 12,7 mm, e due lanciatori tripli per missili Gabriel. Le sei 'Saar' originali sono state modificate, in 4 esemplari, come corvette ASW con sonar EDO 780 a poppa, a profondità variabile, 2-4 lanciasiluri Mk 32 da 324 mm per gli Mk 46 da 45 nodi, 2 cannoni da 40 e 2 da 12,7 mm. Le altre due 'Saar' sono state modificate, sempre stando alla situazione della metà anni '80, in navi d'attacco antinave con le armi delle 'Saar I' (eccetto forse la suite ASW) ma con due lanciatori singoli e uno triplo Gabriel. Così sono state denominate 'Saar II'.

Le 'Saar II' originali invece hanno barattato un lanciatore triplo per i Gabriel con due lanciamissili Harpoon singoli, di maggiore portata, oltre che con la versione Mk II del Gabriel per i restanti lanciamissili. Con queste modifiche si è arrivati alla 'Saar III'.

Le successive 'Saar IV' sono note anche come 'Reshef' e hanno sviluppato le tecnologie e i sistemi d'arma, inclusa una vasta dotazione ECM ed ESM di produzione sia israeliana che italiana. 10 le navi costruite (due cedute al Cile, nonostante l'embargo per il regime di Pinochet) e tre prodotte per il Sudafrica, che ne ha prodotte altre 6 a Durban su licenza (anche qui si è trattato di un affare molto 'chiacchierato', perché questa e altre 'triangolazioni' facevano sì che tecnologie occidentali andassero in una nazione sotto embargo, stavolta per l'Apartheid). Vi sono state varie combinazioni di armamento, e verso la metà degli anni '80 questo comprendeva: 2-4 Harpoon, 4-5 Gabriel Mk II o III, uno o due pezzi da 76,2 mm, o anche uno+1 da 40/70 mm, e per la difesa ravvicinata, ben 2 cannoni da 20 e 3 impianti binati da 12,7 mm. Presente anche, ma solo su alcune unità, l'EDO 780.

In seguito sono arrivate le Saar 4.5 o 'Alia', che sono diventate le prime unità con elicottero tra quelle della Marina israeliana, anche se si tratta solo di un Bell 206. Queste unità da 500 t potevano così vedere oltre l'orizzonte per localizzare bersagli per i missili Harpoon, presenti con un lanciatore quadruplo o due binati, assieme a 4 più economici Gabriel Mk II e III, un cannone TCM binato da 30 mm, 6 singoli da 20 e 12,7 (questi ultimi erano 4). Venne infine eseguita la predisposizione per un lanciamissili Barak sopra l'hangar, all'epoca ancora con un lanciatore brandeggiabile simile ad un piccolo Sea Sparrow. Il sistema venne installato sperimentalmente a poppa di una 'Reshef', e serviva a consentire una maggiore capacità di difesa rispetto ai soliti cannoni e missili, sia Redeye che SA-7 di preda bellica.

Questo per il momento chiudeva la questione a metà anni '80, per un totale quindi, in servizio nella Marina israeliana, di 6 'Sa'ar II', 6 'III', 8 'IV', 4 '4.5' e due in costruzione.

Ecco le caratteristiche delle navi in parola[4]

Saar II e III--Reshef--Alia:

  • Dislocamento: 250--450--500 t a pieno carico
  • Dimensioni: 45x7x2,5---58,1x7,6x2,4---61,7x7,6x2,4 m
  • Motori (diesel): 4 MTU su 4 assi per 14.000 hp
  • Velocità: 40--32--31 nodi
  • Equipaggio: 40--45--53
  • Sistemi elettronici: 1 CSF Neptune TH-D1040, 1 Selenia RTN-10X, ECM, eventuale EDO 780; idem ma con ECM Elta MN-53, lanciatori chaff, sonar ELAC; idem


Come si può apprezzare, v'é una sostanziale equivalenza tra le Saar I-III e le 'Combattante II francesi (47 m e 275 t) con gli stessi motori, mentre le 'Reshef' sono analoghe alle Combattante III (56,15 m, 425 t p.c., 15.000 hp). Solo le 'Alia' o Alya' o anche Saar 4,5 sono un tipo originale, anche se in definitiva largamente basato sulle 'Reshef', almeno come apparato motore.

Le navi israeliane hanno avuto diverse armi di tipo nazionale. Una è stata, indubbiamente quella di maggior prestigio, il sistema Gabriel. Esso venne sviluppato già del '62, e pur essendo decisamente semplice, fece in tempo a partecipare alla guerra del Kippur, dove dozzine di essi distrussero varie navi arabe e anche diversi mercantili neutrali. Questo missile, dall'aria tozza, con due coppie di impennaggi cruciformi rettangolari, di cui quelli posteriori più piccoli, era priva di alette ripiegabili e così si rendeva necessario usare lanciatori di vetroresina singoli, di forma piuttosto irregolare e sfaccettata, e in questo, piuttosto simili ai Penguin norvegesi, anche come massa e prestazioni. Questi ordigni erano utilizzabili anche da autocarri per la difesa costiera. La versione Mk I aveva radar altimetro e autopilota, con crociera all'elevata quota di 100 metri sul mare, però vicino al bersaglio scendeva a soli 20 metri. Ad appena 1-2 km entrava in azione il sistema di guida, basato su di un radar illuminatore posto sulla nave lanciatrice in banda I. Anche per questo era necessario accendere il sistema solo all'ultimo, data la possibilità di essere soggetti al jamming. Del resto è lo stesso sistema usato dai missili Sea Skua, mentre i Penguin ricorrono ad un sistema autonomo a guida IR. Erano disponibili anche comandi radio per la guida elettro-ottica o uno di controllo da parte del radar cercatore, che insegue e comanda il missile durante il volo. Nell'insieme il Gabriel non era certo, nella sua forma iniziale, un'arma sofisticata: piuttosto lento, con una gittata pari a circa la metà di quella delle armi sovietiche. Eppure ebbe successo e forse in nessun campo come nel settore navale, specie con la battaglia di Lakatia, Israele ottenne una superiorità tanto schiacciante nella guerra del Kippur. A dire il vero, per converso, c'è da dire che proprio nel settore navale Israele appariva decisamente inferiore alle marine arabe, soprattutto a quella egiziana.

Il Gabriel Mk II era simile al precedente, introdotto attorno all'inizio degli anni '80, mentre grossomodo nello stesso tempo arrivò anche l'Harpoon, di maggiore portata, ma nondimeno più compatto grazie alle alette ripiegabili; nel mentre il Gabriel Mk III otteneva finalmente un radar di ricerca attivo in banda I e la possibilità sia di essere usato in modalità fire and forget che fire and update con un apposito datalink (inesistente sul pur più grosso Harpoon). Dal Gabriel Mk III venne estrapolata anche una coppia di versioni aria-superficie, le A/S e A/S ER (quest'ultima con motore a razzo allungato). Sono usati da aerei come i Phantom e i pattugliatori Sea Scan.

Gabriel Mk I, II, III:

  • Dimensioni: lunghezza 3,35--3,81--3,84 m; diametro 34 cm; ap.alare 1,38--1,38--1,1 m
  • Pesi: totale 431--522--558 (600 ER)kg, testata 180--180--150 kg
  • Prestazioni: v. max 0,65--0,7--transonica; portata 21--26--40 km (60 per l'Mk III A/S)[5]


Le artiglierie di bordo sono per lo più M2 Browning, cannoni da 20 mm Oerlikon o Hispano, CIWS Phalanx, 40 mm Bofors, ma soprattutto i 76 mm OTO-Melara, usati spesso da Israele in guerra, e per azioni di bombardamento costiero, purtroppo spesso coinvolgendo anche la popolazione civile. Nonostante la granata pesi poco oltre i 6 kg, essa è quanto di più potente sia praticamente utilizzabile da navi così piccole come quelle Israeliane, dopo che il cacciatorpediniere Jaffa venne radiato dal servizio.

Ma gli Israeliani hanno anche realizzato un impianto CIWS per la difesa ravvicinata delle loro navi, che è una sorta di TCM-20 terrestre ingrandito. Esso è chiamato infatti TCM-30 e usa due cannoni da 30 mm Oerlikon. L'affusto è stato ottimizzato per limitare la dispersione alle distanze maggiori, rendendo l'arma più precisa possibile. Le munizioni di loro sono molto potenti. Questo sistema, con capacità sufficienti per ingaggiare bersagli difficili (dipendenti anche dal tipo di centrale di tiro installata), ha sostituito vari impianti Bofors da 40 mm dopo la sperimentazione sulla motocannoniera GEULA, classe 'Alia'. Alla metà degli anni '80 questo sistema coesisteva assieme a 14 Phalanx già forniti per la Marina Israeliana. La sua efficacia come sistema antimissile poteva essere comparabile se aveva un valido sistema di tiro, ma contro aerei e bersagli di superficie la sua potenza era chiaramente superiore, come anche la gittata massima. La dotazione di colpi pronti all'impiego è limitata a 250 totali, più due contenitori con altri 40 colpi complessivi di pronta ricarica.

  • Calibro 30 mm
  • Alzo: -20/+85°
  • Armi (2): v.iniziale 1.080 m.sec, cadenza di tiro 1.300 c.min totale.


Le 'Sa'ar 4.5' del tipo non porta-elicotteri sono note anche come Classe Nirit, costruiti dai Cantieri Israele Shipyards di Haifa, già autori di parecchie delle precedenti unità. Pensata come nave da export, come successore delle 'Reshef', è diventata poi una nave da esperimenti per i nuovi sistemi d'arma israeliani, e nel 1988 venne comprata dalla Marina. La nave dispone per la prima volta del sistema missilistico Barak nella sua configurazione finale, con i moduli di lancio verticale. Questo missile è un'arma potente per la difesa ravvicinata, eppure estremamente compatto. Esso ha una portata di 12 km, lancio verticale, testata da circa 18 kg e in portata, testata e capacità è persino migliore del similare Sea Wolf VL inglese. Anche il modulo pesa di meno, circa 1.150 kg contro 1.360. La velocità massima è di circa mach 2 e la guida è elettro-ottica. Quest'arma è diventata in seguito anche un prodotto export per diverse marine estere. La Nirit è entrata in servizio nel febbraio 1991. La sua COC ha due settori, uno per la difesa e l'altra per l'attacco.

Queste navi seguirono ALYA e GEULA, le due Saar 4.5, note come 'Alya' o anche come Chochit, che avevano per la prima volta un elicottero Bell 206 o, poi, Panther. Simili a queste, vennero costruite anche due 'Noshav' prive di elicotteri ma con armi e rifornimenti aggiuntivi.

L'aggiornamento della Marina Israeliana ebbe quindi luogo con la seguente strategia: introduzione delle Saar 4.5, delle Saar 5, e poi aggiornamento delle Saar 4.5 allo standard delle altre. Nel mentre, attorno alla metà degli anni '90 le Sa'ar 2 e 3 vennero ritirate dal servizio. Quanto alle Saar 4.5, esse vennero ammodernate dal 1988, e dopo una quindicina d'anni aveva avuto luogo su 8 navi, sia in servizio che in costruzione, perché questa classe era ancora in scalo quando se ne decise la trasformazione grazie alle tecnologie delle corvette Sa'ar 5 o 'Lahav'. La classe Sa'ar 4.5 ammodernata ebbe come nome 'Nirit', con la prima di esse, la 'Hetz', in servizio dal 1991. Entro il 2002 ne seguirono altre 5: KIDON, YAFFO, TARSISH, HEREV e SUFA. Le altre due navi aggiornate sono le 'Noshav'.

Queste unità hanno la seguente costruzione: acciaio dolce per scafo, ponte di coperta, paratie, tuga e sovrastrutture in alluminio. Progettate per tenere bene il mare e operare senza degrado significativo fino al mare forza 6, con ottima manovrabilità, sono state costruite dai Cantieri Israeliani, che hanno reso indipendente la Marina da forniture estere dagli anni '70. Le loro operazioni si sono estese fino all'Oceano Indiano, fatto non certo usuale per unità da meno di 500 t. La loro sagoma è inconfondibile, dato che è dominata da una specie di albero-sovrastruttura integrato, con condizionamento per raffreddare l'elettronica, e ridotta sezione radar grazie all'uso di spigoli a 'fisarmonica' e materiali RAM. I motori sono in due locali separati, ciascuno con due MTU 16V a controllo elettronico.

La vista delle antenne degli alberi principali delle 4 'Nirit' qui visibili, dà l'idea dell'importanza della guerra elettronica anche nel settore navale

L'equipaggio ha certo un elevato livello di confort per navi costiere o comunque di piccole dimensioni: ripartito in tre sezioni a mezza nave, prua e poppa, ciascuna di esse ha condizionamento d'aria, Tv, zone di svago e letti individuali. I turni di servizio sono 3 per garantire a tutti un adeguato riposo. Il CIC è di notevoli dimensioni e consente di coordinare le operazioni difensive e d'attacco, con ben 20 addetti con consolle di tipo avanzato, con trackball e software Windows di derivazione commerciale. L'addestramento del personale è facilitato da un sistema di simulazione presente nel Naval Tactical and Command Trainer Center, che simula, interagendo con i sistemi di bordo, le minacce e le risposte. Quanto ai sensori e alla potenza di fuoco, la nave è decisamente all'avanguardia, come preteso dai pianificatori della piccola ma agguerrita marina israeliana. Come spesso accade per le navi costiere, le batterie d'armi sono numerose in relazione al dislocamento. 8 missili Harpoon sono piazzati proprio dietro all'albero principale, dietro ancora vi sono 6 Gabriel Mk III, poi i missili Barak, e infine il cannone da 76 mm. A prua, davanti alla plancia, vi è il CIWS Phalanx. Forse l'unico problema è proprio che il cannone e il CIWS sono disposti all'incontrario rispetto ad un ottimale layout, nel senso che il pezzo di medio calibro sarebbe più utile a prua, e il CIWS a poppa. Ma spesso accade che le piccole navi non possano fare questo tipo di scelta per ragioni di pesi e di ingombri interni.

Che le navi di questo tipo siano ben armate è del resto chiaro vedendo come il ponte di coperta, che è continuo da prua a poppa estrema, è lungo circa i 2 terzi della nave ed è interamente occupato da lanciamissili e cannone, senza lasciare nessuna sovrastruttura disponibile per altri usi.

Differentemente da molte altre navi di vecchia generazione, però, le 'Nirit' hanno anche validi sensori per sfruttare al meglio i loro sistemi e difendersi. Sistemati tutti sull'albero principale, vi sono il radar AMDR (che significa 'localizzazione automatica dei missili') Elta EL/M 2228S, pulse-doppler in banda S, giusto alla sommità della sovrastruttura; a lato, l'EL/M-2221 STGR per ricerca, inseguimento e guida. Mentre le precedenti motocannoniere avevano l'RTN-10X italiano, queste hanno un sistema autoctono in banda X e Ka, e usano differenti soluzioni d'onda sia per usare i missili che i cannoni. Ve ne sono due. Poi vi sono il sistema Compass con un FLIR e laser (opzionale, come lo è la versione 3D dell'AMDR), il sistema ESM è invece essenziale per la scoperta di minacce elettroniche, e come tale, molto avanzato. Si tratta di un sistema in banda 1-18 GHz, capace di localizzare anche radar a salto di frequenza con una percentuale dichiarata del 100%. Esiste il COMINT NATACS-2000, opzionale, con 4 antenne. I sistemi ECM entrano in azione dopo la localizzazione delle minacce, come lo SHARK, con antenne multifascio, il lanciatore di decoy 'Deseaver', non si sa poi quali siano le contromisure subacquee, quasi certamente presenti ma altamente riservate. L'armamento è costituito dai missili Barak, per un totale di 32 armi su moduli a 8 colpi, testata da 22 kg e sistema altimetrico che 'setta' automaticamente la sua spoletta di prossimità per non esplodere anzitempo negli ingaggi di bersagli a pelo d'acqua. La gittata massima, pare, sia di 10 km, mentre la minima è eccezionalmente ridotta, dato che è efficace a 500 metri dalla nave (la maggior parte degli altri missili SAM non funziona sotto i 1.000-2.000 m). La velocità è di circa 600 m.sec, non eccezionale anche se sufficiente per l'autodifesa e anche la protezione ravvicinata di altre navi.

Con un massimo di 32 Barak, il cui sistema di guida elettro-ottico è anche utilizzabile per attacchi antinave, 14 missili antinave di due tipi diversi, cannone da 76 e CIWS, le Sa'ar 4.5 hanno una delle maggiori potenzialità combattive tra le navi di piccole dimensioni, accresciute dalla dotazione elettronica di bordo. Anche per questo sono state esportate in Sudafrica (già utente delle 'Reshef'), Cile (idem) e Sri Lanka.

  • Dimensioni: 58,1 o 61,7 mx 7,6x2,8 m
  • Dislocamento: 440-488 t (max), 115 t combustibile
  • Motore: 4 MTU 16V 296 da 3.433 hp l'uno, su 4 assi e 4 eliche tripala a passo fisso, 4 gruppi elettrogeni; 33 nodi, 5.400 km di autonomia
  • Sistemi d'arma: 8 Harpoon, 6 Gabriel II (?), 32 Barak, 1 CIWS, 1 76 mm, 2x20 e 4x12,7 mm.
  • Elettronica: radar EL/M 2228S, 2 radar EL/M-2221, 1 ESM, 1 ECM, sistemi lancio decoys[6].


E infine le Sa'ar 5, corvette vere e proprie nate dalla naturale crescita degli scafi per via delle specifiche sempre più esigenti della Marina. Questa, che uscì dall'era delle grandi navi dopo il disastro dell'Eilat, nell'ottobre 1967, c'è ritornata col tempo dalla finestra, con un programma nato fin dal 1979, data alla quale venne completato il primo documento in merito, promosso dall'allora ammiraglio Zeev Almog, nonostante lo scetticismo di altri dell'S.M. e persino di ufficiali della Marina in pensione. Le perplessità erano molte, ma avere una vera corvetta capace di operare in alto mare, sarebbe stato parimenti interessante. E per il finanziamento, esso sarebbe stato passato dagli USA con il 'Fondo annuale di aiuti militari'. Ma che tipo di navi realizzare, 3-4 corvette da 1.200 t o una decina da 400-500 t? Si discusse animatamente su cosa fare e in generale, su cosa sarebbe stato necessario per la Marina nel futuro. Alla fine, nel 1984, venne dato l'OK per la costruzione della nuova classe, il cui progetto sarebbe stato curato dalla società J.J. McCullen Associated con un contratto da 10 mln di $. Essa sarebbe stata prodotta dai cantieri israeliani. Serviva una nave capace di stare in mare circa 4 settimane e imbarcare gli elicotteri Dauphin, con un sistema di difesa aerea capace di affrontare minacce aeree sofisticate, dato che gli aerei sono una minaccia pericolosissima per le piccole navi d'attacco (come dimostrato da diversi scontri navali nel Golfo Persico). Ma i problemi non finirono qui, le apparecchiature disponibili negli USA erano per lo più destinate a navi di grosse dimensioni. Come per le utilitarie, invece, latitavano sistemi di categoria e peso inferiori, abbondanti invece in Europa, dove eran abituati a costruire navi ben più piccole. Quindi si cercò qui molti subsistemi, perché discostarsi dalle 1.250 t nominali avrebbe potuto essere pericoloso per le critiche contro il progetto, già difficilmente sopite. Il numero degli uomini d'equipaggio doveva essere ridotto, dato il rischio di subire perdite elevate con una sola nave colpita, come nel caso del caccia Eilat (classe Z, 4 pezzi da 114 mm, affondato con 47 morti e 91 feriti a bordo). Così si previdero solo 50 uomini d'equipaggio. La capacità di sopravvivenza doveva essere in ogni caso elevatissima, grazie anche all'aiuto dell'USN che all'epoca stava progettando i 'Burke'. Vennero scelte vernici e sistemi di riduzione dell'impronta radar e acustica adatte. Alla fine di tanti dibattiti, vennero realizzate le corvette richieste, ma certo non senza pagare il prezzo di tanta qualità e compattezza, ben 200 mln di dollari l'una. Il sistema di combattimento venne progettato alla Rockwell International, con un team israeliano, come già alla McMullen. Le 'Sa'ar 5' hanno avuto vari accorgimenti stealth: sistema canadese Prairie Masker a 'bollicine d'aria' contro i sonar e l'irradiazione del rumore, sistema pure canadese Davis per ridurre la segnatura IR con l'uso dell'aria presa dall'esterno e mischiata agli scarichi. Le sovrastrutture sono in due parti, poste sopra una tuga, con il fumaiolo e il sistema di raffreddamento in mezzo. Entrambe hanno sovrastrutture tronco-piramidali, con parecchi elementi, però, che hanno tale struttura 'inversa' ovvero con le pareti più larghe verso l'altro. Anche la tuga anteriore, dove c'è il Phalanx, è tronco-piramidale inversa. Nel 1989 venne firmato il contratto, che venne approvato da Rabin, anche se, al posto delle 4 navi che si volevano, se ne approvarono solo 3, più però 2 sommergibili tedeschi. Nel maggio di quell'anno venne scelta, anziché i cantieri nazionali, la Ingalls Shipbuilding della Litton, in Missisippi, contro offerte poste da 8 proponenti, e il varo dell'EILAT si ebbe il 9 febbraio 1993.

Dotate di due diesel MTU e una turbina LM2500, esse hanno propulsione CODOG, la più efficiente: diesel per la crociera, turbine per la massima velocità, rispettivamente 17-20 nodi e 34. Molti i sistemi stranieri, come quello canadese per il controllo della piattaforma, ma quello da combattimento è stato realizzato da un consorsio di IAI, Tadiran e Elbit, mentre l'MBT della IAI ha avuto responsabilità nell'armamento vero e proprio. La sola centrale operativa ha ben 17 consolle multifunzione a colori, una ogni 4 marinai a bordo. Esiste un sistema SDB-2 per la distribuzione dati, l'ICS-2 per le comunicazioni con numerosi canali HF-UHF, radar ADMR della versione 3D, generatore di rumori ATC-1 antisiluro rimorchiato (standard su molte navi israeliane), lanciatori di chaff a 72 cartucce, sistema elettro-ottico MSIS, già usato sulle Saar 4.5 e DVORA, che ha laser, IR e CCD. Non mancano un sistema COMINT-DF della Tadiran, capace di analizzare una banda di 20-500 MHz, controllando circa 1.000 canali al secondo. L'ECM della Elisra e Rafael, ha due trasmettitori con antenne a schiera, non stabilizzati, con settore di copertura di 180°. Il tutto deriva dal precedente RAN-1010. Questa è la componente della Rafael, ma la Elisra ha fornito l'apparato NS-9003. Il sistema ESM ha una copertura di 2-18 GHz. Infine il sonare EDO americano, leggero, è presente nel tipo 796[7].

  • Dimensioni: 86 x 12 x3,2 m
  • Equipaggio: 74
  • Dislocamento: 1275 t (max), 160 t per il sistema di combattimento
  • Motore: 2 MTU da 3.000hp e 1 LM2500 da 30.000 hp; 34 nodi, 3.500 nm a velocità economica
  • Sistemi d'arma: 8 Harpoon, Gabriel (?), 64 Barak, 1 CIWS, 2x20 mm, 4x7,62 mm, 2 tls da 324 mm Mk 32, elicottero AS.565 Atelef (il Panther)
  • Elettronica: radar EL/M 2228S, radar navale SPS-55, 2 radar EL/M-2221, 1 Mk 90 di tiro, 2 MSIS, 1 ESM, 1 ECM, 3 sistemi lancio decoys a 72 canne e 2 fumogeni da 24 canne, sonar a media frequenza (6-8 KHz) EDO 796 Mod.1, e uno rimorchiabile Rafael CORIS-TAS da 10-1.600 KHz[8]

Ecco le navi varate:

  • 501 EILAT, impostazione 24-02-92, varo 09-02-93
  • 502 LAHAV, 25-09-92 e 20-08-93
  • 503 HANIT, 05-04-93 e 04-03-94

Nonostante tutto questo livello di tecnologia, non mancano anche delle limitazioni. Per la prima volta, eccetto che nel caso delle 'Alya', non ci sono i cannoni da 76 mm, quando la presenza di uno di essi, magari di tipo SR, renderebbe alquanto inutile il Phalanx e sarebbe capace di eseguire azioni di tiro costiero e anti-superficie. Alle minacce avrebbero pensato il cannone, i Barak, i sistemi ECM e le capacità stealth. Nell'insieme l'armamento non è particolarmente pesante viste le dimensioni, se comparato alle motocannoniere 'Saar 4' e 4.5. La successiva generazione di navi israeliane sarà rappresentata da unità da circa 2.000 t, ancora più avanzate e con sistemi maggiormente integrati, mentre l'equipaggio sarà ancora più ridotto. In ogni caso, tutte le sue capacità non hanno salvato la HANIT nel 2006, quando è stata colpita da un missile lanciato dalla costa del Libano. Non è chiaro come siano andate le cose e i danni non sembrano siano stati pesanti, forse il missile ha colpito una gru o uno dei due alberi. 4 marinai sono rimasti uccisi, e certamente, per una nave di questa modesta taglia, l'effetto di un colpo in pieno avrebbe potuto essere ben maggiore, visti i danni che i missili antinave sono capaci di infliggere anche alle fregate e caccia di 3.000 t, per esempio l'HMS Sheffield e l'USS Stark.

La marina al 1991[9][modifica]

  • 3 sottomarini 'Gal': 450/600 t, 11/17 knts, 45 m, 8 tls da 533 mm, numeri 75-77
  • 2 'Saar 4.5' o Nirit, 500 t, 31 knts, 61,7 m, 6 Gabriel+8 Harpoon, 1x76 mm+1 Phalanx, 2x20, 2x12,7 mm (81-82)
  • 2 'Saar 4.5' o Alya, 500 t, 31 ktns, 61,7 m, 4 Gabriel+4 Harpoon, 1-2 Phalanx, 2x20 e 2x12,7 mm (80-?)
  • 8 Saar 4 (4 'Motelet' e 4 'Reshef'): 415 t, 32 knts, 58,1 m, 4 Gabriel, 4 Harpoon, 1x76 mm, 1 Phalanx, 2x20 e 2x12,7 mm
  • 4 'Saar 3': 235 t, 40 knts, 45 m, 2 Gabriel, 3 Harpoon, 1x76 mm, 2x12,7 mm
  • 4 'Misgav' (Saar 2): 235 t, 40 knts, 45 m, 2 Gabriel+2 Harpoon, 1x40 mm, 4 tls da 324 mm
  • 2 'Mivtach': 235 t, 40 knts, 45 m, 5 Gabriel, 2x40 mm, 2x12,7 mm
  • 3 'Shimrit': 2 Gabriel+4 Harpoon, 2x30 mm, 71 t, 45 knts, 25,6 m
  • 1 'Dvora': 47 t, 36 knts, 21,6 m, 2 Gabriel, 2x20 e 2x12,7 mm.
  • 36 'Dabur': 25 t, 25 kts, 19,8 m, 2x20 e 2x12,7 mm
  • 3 'Ashdod', 400 t, 10,5 knts, 62,7 m, 2x20 mm (61-63).


Note[modifica]

  1. Armi da guerra 95
  2. RID 1/05
  3. RID Aprile 2006
  4. Tutta questa prima parte: Armi da guerra 12
  5. Armi da guerra 25
  6. Eshel T: Upgrading per le Sa'ar 4.5, RID novembre 2003
  7. Sadeh, Sharon: Le Corvette Sa'ar 5, RID ott 19953
  8. Doron, Opher La Marina Israeliana e la guerra litoranea, RID nov 2003
  9. I programmi della Marina Israeliana, RID maggio 1991