Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Svezia

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Al 1985[1][modifica]

    Al culmine dell'ultima fase della Guerra fredda, attorno a metà degli anni '80, la Svezia era sì neutrale, ma (differentemente dalla Svizzera) confinante direttamente con i due blocchi ed esposta alla loro influenza, se non anche ad atti d'intimidazione con violazioni continue dello spazio aereo e marittimo. L'Esercito era piccolo, e per una nazione dalle spese ridotte per le armi, e con una popolazione di appena 7 milioni di abitanti, non poteva essere altrimenti. Come nel caso della Svizzera, però, c'era lo schema dei riservisti di pronto impiego, che in poche ore potevano moltiplicare le forze disponibili fino a dare a questo Paese uno degli eserciti più numerosi del mondo, supportato da una valida aviazione tattica e da una piccola ma efficiente marina, a sua volta rinforzata da una potente difesa costiera.

    C'erano solo 9.000 soldati inquadrati come professionisti nell'esercito, e 36.000 coscritti, da addestrare accuratamente in oltre 50 centri e scuole e poi inviati alle unità operative, 50 battaglioni in tutto tra le varie specialità.

    La leva durava tra i 7,5 e i 15 mesi; dopo si diventava riservista attivo con un richiamo annuale; era previsto di richiamare i riservisti in 72 ore di tempo e così invadere la fredda ed estesa Svezia avrebbe costituito un problema non indifferente da parte di chiunque. L'esercito svedese poteva infatti aumentare di 700.000 effettivi, più i 100.000 della Guardia Nazionale, il che significava che oltre il 10% della popolazione poteva essere cooptato in armi; si potevano così formare ben 100 battaglioni di fanteria, 500 compagnie indipendenti, più la Guardia Nazionale, il tutto inquadrato in 26 distretti di difesa.

    La componente corazzata, sia pure in un ambiente poco consono all'uso di grossi reparti di questo tipo (ma pur sempre migliore che nella montagnosa Norvegia o tra i laghi della Finlandia), era la più consistente della Scandinavia: 330 Centurion, 200 Ikv-91, 330 'S', molti Pbv-302, artiglierie FH-77, missili TOW e in futuro i BILL, armi svedesi speciali. In tutto c'erano 5 brigate corazzate, 19 di fanteria di cui le 4 'Norrland' per la difesa delle zone polari, ovviamente equipaggiate con il Bv-206, veicolo anfibio e da neve. Molti avevano cannoni SR, TOW e missili RBS-70 antiaerei a guida laser, della Bofors. Ma nessuna di queste unità era tenuta in azione in maniera permanente, mentre lo era il battaglione elicotteri con AB.204 e AB.206. Inoltre c'erano 11 squadriglie Do 27, Bulldog e altri tipi leggeri.

    L' aviazione aveva 45 aerostrisce preparate per le operazioni improvvisate, capaci di far volare gran parte dei 161 Draken, e con circa 300 Viggen oramai già in servizio. Poi c'erano gli Sk60B, da attacco e addestramento, e al gradino più basso 58 Bulldog. I trasporti, molto utili per le missioni all'estero come quelle sul nord del territorio, avevano solo 8 C-130 e alcuni C-47 Dakota. In tutto c'erano:

    • 6 squadriglie d'attacco con i Saab AJ37 e 105 (gli Sk60 da addestramento)
    • 6 da ricognizione con i Viggen
    • 2 da addestramento SK37 e SK35C
    • 2 squadriglie da trasporto
    • 5 da collegamento (Saab 105)
    • 1 squadriglia di ricerca e soccorso con i KV-107
    • 1 di elicotteri Alouette II e AB.204.

    L'accademia era una delle basi più importanti dell'aviazione, a Uppsala. In tutto la Flygapnet era molto potente, anche se relativamente essenziale; con circa 400 aerei da combattimento era davvero molto consistente. I Viggen erano aerei ancora molto moderni, sia pure parzialmente superati rispetto all'ultima generazione di caccia moderni americani, grossi aerei capaci di ricoprire molti compiti, dall'attacco al suolo alla caccia.

    La marina era armata per la difesa costiera; i cacciatorpediniere, armati con missili antinave con i cannoni da 120 mm automatici, erano stati in gran parte radiati dal servizio e ne restavano in servizio (in riserva) 2; c'erano invece 45 batterie di artiglieria da posizione e 12 mobili, queste ultime erano con i Karin da 120 mm; c'erano anche i missili RB-08 e RB-52 di vecchio tipo, da sostituire a breve con gli RBS-15. Un'altra componente era quella delle mine, con 2 navi posamine di grande stazza, 2 da addestramento posamine, 9 navi posamine costiere, 36 litoranee; per la loro bonifica esistevano invece 11 dragamine costieri e 20 litoranei. A parte l'attenzione per la difesa costiera e la guerra di mine, esistevano anche molte piccole ma ben armate navi da combattimento, nell'insieme una forza temibile e ben equipaggiata con armi e sensori per lo più nazionali:

    • 12 sommergibili, con altri 4 in costruzione, tutte navi di piccole dimensioni e di elevata tecnologia, adatte al Baltico
    • 17 navi d'attacco missilistico 'Hugin' con i piccoli missili norvegesi Penguin
    • 18 torpediniere e 33 navi costiere, più altre 4 in approntamento

    Infine c'erano 2 squadriglie di elicotteri: quella con i KV-107 basata vicino a Goteborg, con 10 elicotteri appositamente preparati alla guerra ASW e SAR, e si pensava, anche per il lancio di missili RBS-15. L'altra base con gli elicotteri era a Berga, con 4 Alouette, 10 AB.206 e 11 d'addestramento.

    La componente d'assalto anfibio era molto potente, anche se limitata alla difesa costiera. C'erano infatti 143 mezzi, di cui solo 9 per mezzi corazzati, mentre gli altri erano di piccole dimensioni e servivano per il personale e il materiale; erano utili per la logistica come per lo sbarco di truppe, anche alle spalle delle prime linee nemiche, sempre considerando che in acque tanto gelide come quelle svedesi, quando non c'erano i ghiacci, la temperatura era tanto bassa da correre il rischio di morire in pochi minuti in caso succedesse un incidente di navigazione o nello sbarco. Le basi erano Stoccolma, Karslkona, Goteborg e Harnosand. Nell'insieme, anche la marina svedese era una forza di piccole dimensioni, mirata per costare poco e difendere la neutralità e sovranità del Paese.

    Tra l'altro, in tal senso una svolta nelle tecniche ASW venne avviata dopo che un sommergibile sovietico, tra l'altro di vecchio tipo, era entrato in un 'santuario' svedese, venendo scoperto solo perché finì su di un basso banco sabbioso. Questo ha causato un notevole clamore, e ha spostato dalle unità dedicate solo all'attacco o al pattugliamento, anche al compito ASW, molto più difficile da interpretare. Per questo alle navi Spica I e II, da attacco e del peso di circa 300 t, seguirono le 'Goteborg' di tipo molto più moderno con siluri e missili, ma anche armi e sensori ASW, cannoni da 57 mm e 40 mm con radar di tiro moderni. Tutte le armi svedesi erano di concezione nazionale, come anche i sistemi radar. I siluri a lungo raggio erano i Tipo 61 a perossido d'idrogeno, e in quanto dotati di tale sistema di propulsione ad alta energia (studiato dai Tedeschi), erano capaci di 45 nodi su circa 20-30 km, oltre che filoguidati e con compiti antinave; i siluri ASW invece erano solo quelli da 400 mm, inclusi quelli dei sommergibili. Erano anch'essi filoguidati, con sistema di autoguida finale. I cannoni da 57 mm e 40 mm Bofors erano ad alta cadenza di tiro e con sistemi di guida e proiettili svedesi. Anche i missili erano tutti svedesi, tranne i Penguin, che erano armi norvegesi comprate nell'ambito di uno scambio tra le due nazioni.

    La Flygvapnet al 1993[2][modifica]

    All'epoca le spese per la difesa della Svezia erano sotto il 3% del PIL e il 7,5% delle spese statali, non trascurabile valore sia pure per una nazione di circa 8,5 milioni di abitanti. Dovendo difendere un paese di oltre 400.000 km2 posto fra i due blocchi della NATO e del Patto di Varsavia, la Svezia si è trovata a destreggiarsi in una difficile situazione, come del resto lo era quando era neutrale ai tempi della II GM con i vicini Tedeschi, che erano anche ai confini occupando la Norvegia, e, dall'altra parte della Scandinavia, c'erano gli Alleati Finlandesi. Per sua fortuna, sia pure cedendo materie prime come i minerali di ferro, la Svezia rimase al di fuori della catastrofe. Poi si è trovata di fronte a un problema costituito dalle forze aeree sia sovietiche dell'Artico (la penisola di Kola aveva tra l'altro 20 basi aeree) che del Baltico. Nel 1991 vennero registrate ancora 275 missioni di intercettazione per trovare prontamente i violatori dello spazio aereo svedese. L'unica esperienza operativa 'reale' è stata però quella della missione in Congo nei primi anni '60 con i J29 Tunnan, di cui uno si incidentò durante il tragitto in Italia. La Flygvapnet era ed è rimasta soprattutto dedicata alla difesa aerea, nonostante avesse ricevuto oltre 2.000 jet dalla sua fondazione, quasi tutti svedesi. La sua necessità secondaria era l'interdizione, e solo dopo veniva il supporto sul campo di battaglia, per quanto possa sembrare strano dato che è un compito relativamente più facile. Ma avendo per lo più macchine multiruolo e quindi ad alte prestazioni, questo compito è svolto con mezzi diversi da quelli (a basse prestazioni e lunga autonomia) ideali.

    Organizzazione[modifica]

    Nel 1992 la Svezia era divisa in 4 settori per la difesa aerea e 5 regioni militari interforze, ma con la riorganizzazione post-Guerra fredda, di cui anche la Svezia ha avvertito l'avvento (con il crollo dell'URSS), si riducevano a 3 settori della difesa aerea e 3 regioni, ciascuno con un centro comando e controllo sotterraneo e alcuni secondari, mentre la rete di scoperta aerea era la nuova STRIL 90 con i radar PS-87 e nuovi sistemi di comunicazione ed elaborazione dati, spesso in container e quindi mobili quando necessario. I radar erano all'epoca sia i PS-87 che i meno recenti PS-85, circa 40 unità, spesso su di un supporto mobile basato in un bunker quando non necessario, ma elevabili in 60 secondi di 25 metri da terra, il che aiuta soprattutto a guardare oltre le cime degli alberi. Non mancavano 1.350 posti di osservazione ottici con apposite piattaforme sui confini, animate da volontari muniti di binocoli che, per quanto utili soprattutto di giorno, sono un supporto preziosissimo contro le penetrazioni sotto la cortina radar. Inoltre anche di notte i jet si fanno 'notare' per il rumore, quindi i posti di controllo erano indubbiamente utili anche se di 'bassa tecnologia'. I programmi erano però quelli di un sistema radar aeroportato, i Saab 340AEW con il sistema Argus, un innovativo radar a scansione elettronica senza antenna rotante.

    In tutto c'erano 9 Stormi, due dei quali da sciogliere entro il 1993, e gli squadroni da 18 dovevano scendere a 16 nel 2002. L'aviazione, essenzialmente costituita dai velivoli da combattimento, in caso di guerra si 'gemmerebbe' con ciascuno squadrone sdoppiato e i 3 squadroni addestrativi sul Saab 105 trasformati in unità da ricognizione e attacco leggero, supportati da 5 squadroni con aerei da trasporto leggeri sia civili che militari più gli elicotteri BO 105, BV-107, Super Puma.

    Mentre gli squadroni da caccia erano dipendenti dalla regione, quelli d'attacco, essendo destinati a missioni ben più delicate (attacco contro altri Paesi) erano sotto il controllo della Prima divisione aerea. Le basi erano molte, soprattutto con le BAS 90, circa 30 di queste piccole basi ausiliarie da costruire, ma si trattava di una base decisamente atipica, tanto che potevano persino raggiungere 150 km2 di estensione con una pista da 2 km e 4 secondarie da 800 m, con bretelle e aree di raccordo, e con le basi del Nord anche dotate dei costosi hangar corazzati. Spesso però erano usati solo gli spazi con la mimetizzazione per gli aerei, e l'uso di falsi bersagli (aerei-civetta, per esempio) per ingannare gli attaccanti. Naturalmente tutte le basi aeree necessitavano di aerei dal decollo piuttosto corto, e infatti i caccia svedesi erano generalmente STOL.

    Personale e attività[modifica]

    In tutto, lo striminzito personale della Flygvapnet aveva 9 stormi, 3.700 ufficiali, 3.800 civili, 4.800 coscritti. In caso di guerra, però, si sarebbe arrivati a 4.600 ufficiali, 1.600 ufficiali riservisti, 62.000 coscritti, volontari e civili per altre migliaia raggiungendo quasi 80.000 effettivi. Così da appena 12.300 si sestuplicava l'organico raggiungendo grossomodo la forza dell'AMI italiana, che aveva all'incirca lo stesso numero di aerei di prima linea.

    In tutto c'erano appena 1 generale a 3 stelle, 3 a due, 30 brigadieri e 50 colonnelli, un numero di alti ufficiali incredibilmente ridotto, specie se comparato all'AMI dell'epoca.

    L'addestramento per consentire a quest'aviazione di operare si valeva dell'elevato grado di istruzione della nazione e così dopo 6 settimane gli avieri di leva erano già pronti per il reparto, e dopo 6 mesi pronti a tutti gli effetti; una dozzina di loro poteva accogliere 2 Viggen, mentre alcuni, con un corso simile, avevano la difesa delle installazioni. In tutto il servizio militare era di 11 mesi con richiami periodici fino a 47 anni, per circa 100 giorni di 10-14 come periodo. Gli ufficiali, a causa del piccolo numero formatosi, si impegnavano a stare nell'aviazione per 10 anni con possibilità di rinnovo alla scadenza di tale contratto. Gli ufficiali erano destinati oltre i 40 anni ai trasporti o elicotteri, fino a 55 anni anche se con un'attività di volo ridotta a 35-50 ore all'anno. Per gli ufficiali superiori c'era la scuola di guerra di due anni, ma non consecutivi. Anche i riservisti potevano ritornare in servizio attivo e volare.

    L'aviazione continuava a ricevere circa 1.000 domande l'anno, 450 erano gli aspiranti che passavano i primi controlli, poi il colloquio psicologico dimezzava ancora il numero con tanto di una prova di stress per vedere l'attenzione. Dopo una prova psicologica (che costa meno delle visite mediche) si veniva sottoposti alle visite mediche, con un totale di 75 aspiranti ammessi e una sessantina che le passavano. Poi selezioni ulteriori li riducevano ad appena 17-20 per le scuole d'accademia; tutto qui per una tale forza aerea. Corso di 3 settimane preparatorio o 3,5 ore alla scuola ufficiali, corso di volo basico di 125 ore sugli SK60 per un anno con parecchie fasi di apprendimento, poi altre 60 ore di volo per altri 5-7 mesi, e 6 di conversione operativa, infine il pilota veniva mandato al reparto e lì c'era da fare un altro anno per perfezionarsi e infine altri 6-8 mesi di perfezionamento. In tutto il pilota aveva bisogno di 205 ore di volo e 75 di simulatore, poi 140 ore annue per 3 anni, oltre a 20 di simulatore. Con il tempo le ore si riducevano, per esempio dopo 12 anni si scendeva a 100 ore e 15 al simulatore; questo significava assai meno ore di volo rispetto alle 180 ore della NATO, un po' come nel Patto di Varsavia, ma estremamente dense di attività e di sortite aeree operative per ottimizzare al massimo i soldi spesi per l'aviazione militare, indubbiamente molto costosa per le casse svedesi, riuscendoci molto bene.

    Le capacità degli avieri sono, pur essendo di leva, capaci di far rifornire un Viggen in 10 minuti e 7 per un Draken, che ha serbatoi di minore capacità (e così si può anche stimare quella del Viggen, che ufficialmente è 'classificata'). Anche la difesa delle basi, specie per il discorso delle azioni di commandos, è affidata a battaglioni locali, mentre infine v'erano circa 50 basi secondarie per il loro uso in caso di emergenza.

    I caccia Viggen erano i mezzi standard della Flygvapnet, con un certo numero di Draken ancora presenti in servizio, dopo l'aggiornamento. I caccia Gripen avrebbero dovuto sostituire i Viggen, ma l'ultimo di questi era arrivato nel 1989 (di 149 Viggen da caccia, prodotti dal '79), mentre i modelli ricognitori e d'attacco erano pesantemente aggiornati, anche se al momento i ricognitori terrestri SF37 non parevano essere messi in tale situazione. I nuovi AJS-37 erano previsti per 75 apparecchi, da mettere in servizio entro il 1995, ottimizzati per esempio per i dispenser plananti DWS-39 e i missili RBS-15.

    Quanto al Gripen, primo dei caccia di nuova generazione, le consegne sono state molto rapide visto che lo stormo F-7 ha cominciato a riceverlo attorno al 1993 e che si sarebbe ritrovato operativo entro il 1995, per essere seguito da altri reparti, per un totale di 8 squadroni per 126 monoposto e 14 biposto fino al 2002 circa, iniziando la sostituzione dei Viggen d'attacco e i Draken, mentre già si sapeva che i Gripen erano aggiornati dal 3o lotto allo standard C e D. Si pensava di usare circa 300 aerei per 16 squadroni alla fine della riorganizzazione. Gli SK-60, oramai obsolescenti erano per il momento solo aggiornati ma essendo stati costruiti fino al 1970 erano oramai vecchiotti; ne restavano 130, dei 147 aggiornati negli anni '80 con i nuovi longheroni, mentre i motori J85 erano oramai logorati (erano costruiti su licenza dalla Torbomeca, tra l'altro), da sostituire con motori nuovi su almeno 65 aerei e dal '95 sarebbe finalmente comparso anche un GPS. Anche più vecchi erano i Lansen ECM con appositi pod elettronici. Non era invece ancora deciso che missile avrebbe costituito l'arma a medio raggio, se l'AMRAAM o il MICA (sarebbe stato il primo).

    Materiali e unità di volo[modifica]

    Gli squadroni avevano 12-14 aerei, ma in tempo di pace solo una mezza dozzina erano attivi, capaci però di volare anche 4 volte al giorno.

    Ecco l'organizzazione prevista dopo la riorganizzazione: 1st Air Division:

    • F-15, Soderhamn, con in uno squadrone OCU AJ37 e due di AJ37, collegamento (come tutti gli stormi) con SK-60
    • F-7, Satenas, con 2 squadroni di AJ37 e uno su C-130

    Difesa Aerea:

    • F-21, Lulea, 1 sqn di SF e SH-37, 2 di JA 37
    • F-16, Uppsala: 2 sqn di JA37
    • F-4, Ostersund: 2 sqn di JA-37
    • F-10, Angelholm: 2 sqn di J35, 1 di SF-SH-37
    • F-17, Ronneby: 2 sqn JA-37, 1 SH/SF-37

    Supporto-addestramento:

    • F-5, Ljungbyhed, 3 sqn di SK-60
    • F-20, Uppsala: Accademia
    • F-14, Halmad: Scuola
    • F-13M, Malmslatt: squadroni 1 da trasporto e 1 ECM


    Aviazione al 1995[3][modifica]

    La Svezia, neutrale per sua fortuna fin dal 1814, è l'esempio, assieme alla Svizzera, di come due nazioni anche molto diverse tra di loro, possano essere pacifiche, ben armate e, grazie all'assenza di guerre, ricche. La Svezia aveva 449.964 kmq con 8.300.000 abitanti (metà anni '90), reddito medio 25.490 dollari annui; tuttavia, forse lo stato sociale svedese ha pesato troppo con l'amministrazione socialdemocratica, rimasta al potere fino al 4 ottobre 1991, ma la coalizione di centrodestra non ha potuto cambiare apprezzabilmente rotta (per fortuna, visti i disastri 'neoliberisti' dell'economia reaganiana), e così, dopo le elezioni dell'ottobre del '94, tornarono al potere quelli della sinistra moderata (situazione diversa da oggidì, quando il governo di centrodestra ha deciso, tra l'altro, di non intervenire nel salvataggio della Saab, storica industria svedese finita a suo tempo tra le grinfie della General Motors, che ha pensato bene di 'tagliare' i costi chiudendola: è il globalismo bellezza, nda). La Flygvapnet era inizialmente nota com Kungliga Svenska Flygvapnet, ovvero aviazione 'reale', ma dal '74 è diventata solo 'Fligvapnet. La sua potenza era davvero degna di nota, grazie soprattutto ad un intelligente programma di costruzioni e progetti portati avanti localmente, anche se attingendo ampiamente da tecnologie estere. La Saab ha guidato questa crescita (e per sua fortuna, almeno il comparto aeronautico non è in mano agli americani), e così la Svezia ha mantenuto una sostanziale sovranità, quasi eguagliando la Francia quanto ad indipendenza (tra i pochi punti non autoctoni, le armi e il motore, sia pure rielaborato localmente), e superando in questo tutti gli altri paesi europei (Gran Bretagna inclusa, proprio lei, che assieme all'Italia aveva in origine molto contribuito all'aviazione svedese). La ristruturazione seguita alla fine della Guerra fredda, nella quale la Svezia era letteralmente inglobata tra NATO e Patto di Varsavia (restando tuttavia indipendente, seppure più orientata verso l'Occidente), ha comportato il taglio drastico delle spese militari; la ristrutturazione della Fligvapnet entrò in vigore il 1 luglio 1993, ma i tagli risultarono inferiori a quanto inizialmente previsto.

    C'é da dire che il nome corrente dell'aviazione svedese è Fligvapen, forma indeterminata che significa in concreto 'forze aree'. Le sue caratteristiche, forzatamente tali data la necessità di controbilanciare il numero di aerei con i soldi disponibili, e mantenere l'indipendenza sostanziale nella progettazione e costruzione (altrimenti, addio neutralità), ha visto tre caratteristiche fondamentali: ricorso ad aerei di costruzione propria, larghissima percentuale di tipi operativi rispetto a quelli di supporto e numero ridotto di tipi, che sono stati resi più multiruolo possibile. Del resto, se i Viggen sono macchine da caccia, attacco, ricognizione e difesa aerea, hanno bisogno di più versioni per esserlo; gli F-104, Mirage III, Mirage F.1, MiG-23/27 avevano la stessa capacità, e solo con il Gripen si è arrivati ad un velivolo totalmente multiruolo, con la sola versione biposto come differenza inevitabile.

    Le forze aeree svizzere avevano circa 4.000 ufficiali attorno al 1994, a cui si aggiungevano 5.000 dipendenti civili e poi un certo numero di soldati di leva e molti riservisti, il tutto simile alle Fliegertruppen svizzere. Le basi aeree svedesi erano molte, ma soprattutto c'erano una trentina di basi minori di rischieramento nelle quali, più che in costosi hangar, si poteva sperare di far sopravvivere gli aerei, per non parlare dell'uso delle autostrade come piste di fortuna (e delle foreste come rifugi).

    Al 1994-95 c'erano nove FLYGFLOTTILJ, ovvero 'stormi', ciascuno su due squadroni o gruppi, talvolta uno solo, con organici teorici di 18 aerei l'uno. Era possibile appoggiare gli stormi con un Helicoptergrupp, e da un'unità di collegamento o Samhand-skyflygrupp, anche per traino bersagli.

    La difesa aerea, data la situazione ,era particolarmente importante e c'erano quattro settori o comandi regionali, attivi fino al 30 giugno 1994, essi erano chiamati Luftforsvarsektoren; poi il Norrland settentrionale e quello meridionale sono stati uniti in un unico Settore settentrionale. Al 30 giugno era sciolto lo stormo F-13 'Bravalla' di Norkopping, con 18 ricognitori SF-37 e SH-37, questi ultimi per impieghi navali, nonché altrettanti JA-37, questi ultimi trasferiti all'F-16 di Uppsala, dipendente dallo Stato Maggiore dell'aeronautica; in cambio il settore centrale h aavuto l'F-15 di Soderhamn, con due gruppi di AJ-37, prima parte dell'aviazione di appoggio tattico; il settore Sud (Luftforsvarsektor Syd in svedese), QG ad Hangelholm, è rimasto immutato, con l'F-10 'Skanska' Flygflottilj e l'F-17 'Blekinge'; di questi, l'F-10 ha abbandonato uno dei tre squadroni di Draken, gli unici rimasti in servizio con l'aviazione, per convertirsi sugli AJS-37 aggiornati, mentre l'F-17 ha visto sciolta la 1 Jaktflygdivisionen con gli JA-37, per cui l'F-10 è rimasto solo con gli aerei da ricognizione.

    Infine, detto del comando difesa aerea, il Comando tattico (Forsta Flygeskadern), ovvero la 1a Squadra aerea, è noto anche come First Air Division. Questo è il nome internazionale, perché come rileva argutamente Sgarlato, gli svedesi, che parlano una lingua 'esclusiva' dei loro confini nazionali, se vogliono farsi capire dal resto del mondo ricorrono all'inglese. In effetti, la Svezia ha rappresentato a lungo un 'oggetto misterioso' per i ricercatori italici, specie ai tempi in cui non c'era poi questa grande conoscenza dell'inglese. La Svezia, 'schermata' dalla Germania e dal Baltico, era rimasta lontana dall'influenza latina e così molti termini sono decisamente desueti, anche se in fondo, non così diversi a guardarli bene, un po' come succede per il russo, da quelli delle nazioni 'latine' o anglosassoni, che ne sono l'anello di congiunzione.

    Questo comando era tuttavia minacciato di scioglimento, radiando gli AJ-37 o ammodernandoli come AJS-37, dato che oramai ben difficilmente si sarebbe manifestata un'invasione di terra ai confini svedesi, ora che l'URSS non c'era più e poi la Norvegia, buona vicina, non ospitava permamentemente reparti NATO sul suo territorio. Per il momento (al 1995) non era avvenuto, ma gli organici erano stati comunque ridotti di un terzo, facendo restare solo l'F-6 di Karlsborg con due squadroni di AJ-37, e l'F-7 di Satenas, con due altri gruppi di AJ-37, in predicato di diventare la prima unità con i nuovi JAS-39, consegnati dalla fine del 1994. L'F-15, a suo tempo parte di questo comando, è stato ceduto al settore di difesa aerea centrale.


    Le basi aeree principali svedesi, ricapitolando, erano all'epoca queste, partendo dal nord estremo in giù: Kallax, Ostersund, Sodearhamn, Uppsala, Linkoeping-Malmasteaett, Karlsborg, Saetanaes- Tun, Halmstadt, Angelholm-Barkakra, Ronneby-Kallinge.


    Le sigle sono:

    A: per Anfallplan o Attack, attacco

    FP o Fpl: Fordindplan, collegamento

    Hkp.: Helikopter, elicottero

    J: Jakt, caccia

    S: Spanplan o Spaning, ricognizione; SF è per Spaning Foto, ricognizione fotografica, SH, Spaning Havsovervakning, ricognizione e sorveglianza costiera

    Sk.: Skolplan, addestramento

    Tp.: Transportplan, trasporto.


    Quanto agli aerei veri e propri:

    Hkp.2: S.A. Alouette II

    Hkp.3: AB 204B

    Hkp.4: Boeing-Kawasaki 107-II

    Hkp.5: Hughes Model 269-300C

    Hkp.6: AB 206

    Hkp.7: MBB Bo.105CB

    Hkp.9 MBB Bo.105CBS

    Hkp.10: AS-332M-1 Super Puma

    Hkp.11: AB 412CS

    Flp.51 e 151, Piper PA-18 Super Cub

    Fpl.53-153: Dornier Do.27A-4

    Sk.60: Saab 105

    Sk.50: Saab 91B Safir

    Sk.61: Scottish Bulldog

    Tp.10: Gulstream IV

    Tp.84: C-130

    Tp.86: Sabreliner (N.A.-Rockwell)

    Tp.87: Cessna 404 Titan

    Tp.88 Fairchild Metro III e Merlin IVC

    Tp.89: CASA C.212

    Tp.100: Saab 340 E

    Tp.101: Beech Super King Air 200


    I reparti di cui sopra, con un elenco parziale, erano questi:

    F-16, Uppsala, squadriglia autonoma di JA-37

    F-15 'Halsinge', Soderhman, due gruppi AJ-37

    F-10 'Skanska' con due gruppi di J-35 in conversione sugli AJS-37

    F-17 'Blekinge', aerei ricognitori

    F-6 'Vastgota', Karlsborg, due squadroni su AJ-37

    F-7 'Skaraborga', Satenas, due unità su AJ-37


    Detto dei reparti di prima linea, c'erano gli SKolforband, addestramento che hanno avuto tuttavia la radiazione degli SK.61 Bulldog, e mantenimento dei vecchi SK.60 per tempo non determinabile con rimotorizzazione, il che ha fatto fallire l'idea di avere gli Hawk inglesi. Per il resto c'erano solo pochi aerei da collegamento, otto C-130E e H nella Transportflygdivisionen, parte dell'F-7, e pochi altri aerei leggeri.

    La Marina (Marinen, aveva il Marinflyget, con tre Helikopterdivisionen: 11a di Bega, 12a di Ronneby e 13a di Save: in tutto c'erano elicotteri KV-107 e AB.206, oltre a quattro Piper PA-31 Navajo per compiti addestrativi e un C-212-200MP Patrullero con tanto di capacità antinave, più altri tre aerei simili della serie -300, appartenenti alla Kystwakt, che è la guardia costiera locale. L'Armen, ovvero l'esercito, era dotato dell'Armeflyhgkar o Armeflyget, con elicotteri tra cui 20 BO.105CB armati di sistema Saab-Emerson Elitow, lo stesso dei Mangusta; e 26 Model 300C per addestramento, più sei Bulldog per scuola pilotaggio, forse in cessione all'aviazione come macchine da collegamento.

    Tra gli aerei, importante è sempre stato il Viggen, nato come macchina multiruolo. In origine il Draken avrebbe dovuto essere aiutato da un velivolo noto come Saab 1350, da attacco al suolo, da adottarsi come A-36, ad un certo punto persino ne venne studiata una versione con un potente R.R. Olympus, ma di fatto venne soppiantato da un nuovo tipo, il Saab.1534, ordinato il 28 settembre 1962 come sistema d'arma Fpl.37, poi SAAB-37 e infine AJ-37 Viggen (Folgore), che in aggiunta alle qualità del Lansen, tra cui la dotazione di armi e sistemi ognitempo pur con un solo motore, era anche capace di missioni STOL e minore necessità di manutenzione: se ne sarebbero voluti ben 831, per fare dell'aviazione un tipo 'unificato' nelle varie versioni, un po' come il sogno di Mc Namara con l'F-111; ma di fatto si ridusse il totale prodotto a 340 circa: otto prototipi AJ-37 di cui uno caduto prima ancora della consegna all'aviazione e altri del tipo Sk.37 e JA-37; di questi prototipi, cinque vennero poi modificati come AJ-37, a cui si aggiunsero 108 AJ-37 di serie, 17 Sk-37 addestratori, 28 SF-37 e 27 SH-37 da ricognizione, più 149 JA-37 o Jaktviggen da caccia: in tutto circa 341 aerei, l'ultimo, un JA-37, uscito di fabbrica non più tardi del 26 giugno 1990, circa 10 anni dopo il primo caccia di questo tipo, che di fatto, è considerabile sia un equivalente dei Mirage F.1 o MiG-23, che del Tornado stesso, magari in versione PA-100 monoposto, anche se risolve in maniera radicalmente diversa il problema delle operazioni STOL, ricorrendo ad una più semplice ala a delta canard. In questo senso è stato un anticipatore (così come del motore ad alto rapporto di diluizione, anche se l'RM-08 è veramente grosso rispetto agli RB-199 e a qualunque altro motore da caccia moderno eccetto i DF-6 russi), tanto che i successivi caccia europei sono diventati canard, anche se hanno esteso l'idea pienamente alla ricerca dell'agilità di manovra oltre che delle doti STOL.

    In aggiornamento risultavano 115 aerei AJ e ricognitori, diventando 'unificati' al livello AJS-37 multiruolo; così si ottiene un risultato simile a quello del Gripen, noto originariamente come Saab-2110; nel 1988 di questo piccolo e polivalente aereo si prevedevano 350-400 esemplari per ben 21-23 squadroni, ma poi si è dovuto 'calare' e nel 1995 ne erano stati ordinati cinque prototipi e 140 esemplari di serie, di cui 14 erano i biposto JAS-39B, mentre all'orizzonte c'era anche il progetto per il modello C con motore potenziato, previsto in 120 esemplari, ma c'erano anche timori che questa versione non potesse essere finanziata.


    Organico.

    FLYGVAPNET:

    • 21 Saab J-32B, D ed E 'Lansen'
    • 45 Saab J-35J Draken
    • 82 AJ e AJS-37 Viggen
    • 47 SF-37 e SH-37
    • 16 Sk.37 Viggen
    • 137 JA-37 Viggen
    • 9 JAS-39 Gripen
    • 16 Scottish Bulldog
    • 2 Lockheed C-130 E e 5 C-130H
    • 2 Rockwell-North American Sabreliner
    • 2 Fairchild-Swearingegn Metro III
    • 1 FAirchild Metro IVC
    • 1 Saab 340E
    • 3 Beech Super King Air 200C
    • 3 Gulfstream Aerospace G-IV
    • 1 SAAB 340 AEW-C
    • 12 Aerospatiale AS-332-1 Super Puma
    • 4 Eurocopter Bo.105CBS
    • 5 AB-412CS Griffon

    Marinen:

    • 4 Piper PA-31 Navajo
    • 1 CASA C.212-CE4 Aviocar -200MP
    • 4 Boeing Vertol V.107-II-4 e 3 -II-5
    • 10 Agusta AB.206A Jetranger

    Kystvakt: 3 CASA C.212-200/300 Patrullero

    Armen:

    • 2 Dornier Do.27A-4
    • 6 Scottish Bulldog
    • 12 AB-204B
    • 19 AB-206A
    • 26 Hughes Model 269-300C
    • 20 Eurocopter Bo.105CB

    Flygvapnet: la realtà dopo la ristrutturazione (2004)[4][modifica]

    Fino al 1974 era la Kungliga Svenska Flygvapnet, ovvero l'Aviazione reale svedese, poi perse la qualifica di 'Reale', pur mantenendo le tre corone del suo stemma blu-giallo. Nata nel 1926, è una delle forze aeree più antiche del mondo e una delle più dipendenti dagli aerei prodotti autarchicamente. Una piccola forza aerea in termini numerici grazie alla ricerca della massima efficienza: 4.000 ufficiali e 4.400 graduati ed avieri e 5.000 civili, uso dei riservisti per mantenere i reparti in efficienza, e mobilitazione di un massimo di 17.000 uomini in caso di necessità per rinforzare i pochi avieri e piloti disponibili. C'erano 7 Stormi o Flygflottilj con uno-3 gruppi l'uno chiamati Flygdivisionen con 14-16 aerei l'uno e metà almeno (8) di pronto impiego. Le unità d'appoggio per le Flygflottilj sono l'Helikoptergrupp e la Sambardsflygrupp, per i mezzi di combattimento.

    Al comando era lo Stato Maggiore Unico, lo Hogkvarteret responsabile per tutte e tre le forze armate, e una ripartizione territoriale della copertura. Prima i reparti da difesa aerea erano integrati con la difesa aerea e i reparti d'attacco con il comando centrale, ma con i Gripen le differenze sono cadute. I Comandi regionali o Luftforsvarsektoren o anche Flygkommando hanno continuato ad esistere, sia pure con la riunione tra quello del Norrland settentrionale con quello meridionale il 30 giugno 1994.

    C'erano anche il Flygkommando Mitt e il FK Syd, sciogliendo l'F-13 con i ricognitori SF e SH-37 più 18 caccia JA-37 una squadriglia autonoma sugli S-35, mandata ad Uppsala (era l'F16) per poi essere sciolta. Il comando centrale ha ottenuto l'F15 che aveva 2 gruppi con gli AJ-37. Il FK Syd ha ottenuto l'F7, F10 e F17. I Bulldog sono stati radiati per ragioni economiche dai reparti addestrativi o Skolforband e la scuola di volo (Krygflygskolan) trasferita nel '97 dall'F5 all'F10 di Angelholm-Barkakra per un totale di 105 Sk.60, usati anche dai reparti di collegamento. I trasporti sono i C-130E e H ovvero i Tp.84 della Trasportflygdivisionen fino al 2001, ma poi assegnati dal gennaio 2001 alla Insats-styrka Flyg 01, o anche Swafrap (Swedish Air Force Rapid). Questo è un reparto d'intervento rapido per missioni fuori area e comprendeva anche la F21 di Lulea-Kallax, con i nuovi AJSF-37.

    Nel 1998 è stato costituito lo Stormo elicotteri (Helikopterflottilj), diviso su 3 Helikopterdivisionen, ovvero la 11 di Berga, 12 di Ronneby e 13 a Save con i V-107 Seaknight, AB.206 e un singolo C.212-200MP da pattugliamento marittimo, di cui altri tre sono andati alla Kystwakt, ovvero la Guardia costiera. La Divisione elicotteri ha anche incorporato l'Armeflygkar con i suoi 20 Bo.105CB con missili TOW e sistema HeliTOW.

    Quanto agli aerei, nel 2004 c'erano rimasti essenzialmente i Viggen, nati come SAAB-1350 e poi da adottare come A-36. Erano previsti anche un tipo con il motore R.R. Olympus. Ma tutto questo non venne adottato, mentre invece apparve il Saab-1534, che il 28 settembre 1962 venne ordinato come Fpl.37, ovvero Sistema d'arma 37 e poi AJ-37 Viggen. Ne erano previsti ben 831, ma alla fine ne uscirono dalle linee solo 8 prototipi AJ-37 (di cui 5 modificati come JA-37) più uno dei tipi SK-37 e AJ-37, 108 AJ-37, 17 Sk-37. 28 SF-37, 27 SH-37 e 149 JA-37 per un totale di 341 fino al 26 giugno 1990, quando l'ultimo dei numerosi Jaktviggen da caccia uscì dalle linee SAAB. Nel 1993-97 i potenti Viggen vennero sottoposti all'aggiornamento avionico per 48 AJ-37, 25 SF e 25 SH-37, diventati aerei multiruolo AJS, AJSF, AJSH-37. Seguì il SAAB-2110, nato come aereo da attacco e combattimento leggero, di cui nel 1988 si ipotizzavano ben 350-400 esemplari, ma al dunque limitati a 5 prototipi e 140 di serie A e B, più 50 C (consegnati dalla metà del 2002) e 15 'D'. Entro il 2004 i Gripen, i primi e più piccoli tra i caccia di nuova generazione, avevano superato le 34.000 missioni con oltre 20.000 ore di volo. Mentre i possenti Viggen, ora modernizzati anche nel tipo JA-37 e mimetizzati con una livrea a bassa visibilità chiara anziché 'spezzata' in nero, verde e marrone precedenti (oppure, per alcuni JA-37, una candida per la superiorità aerea, su cui facevano contrasto le sagome verde-scuro dei missili Skyflash e Sidewinder J e L). Infine la F16M aveva i sei Saab-340 AEW 'Argus' di Malmslatt con i radar aeroportati 'Argus'.

    La Flygvapnet è stata così capace, razionalizzando al massimo, di dotarsi di una componente da caccia moderna e di un aereo AEW, due cose che molte altre forze aeree hanno impiegato molto più tempo, quando ci sono riuscite, a comprare, con spese esorbitanti e-o con dipendenza dall'estero (come i caccia F-16 americani).

    Ecco la forza totale dei reparti dell'epoca:

    FLYGKOMMANDO SYD:

    • F-7 (Skaraborgs) Flygflottilj di Satenas:
      • 1.JAS-divisionen con i Gripen
      • 2.JAS-divisionen (OCU) su Gripen
      • Transportflygdivision su C-130
      • Sambandflygrupp su Sk.60
    • F-10 (Skanska) Flygflottilj di Angelhorlm (in dismissione)
      • 1.JAS-divisionen su Gripen (trasferimento per Ronneby-Kallinge)
      • 2.JAS-divisionen (OCU) su Viggen e Gripen (idem)
      • Sambandflygrupp su Sk.60
    • F-17 (Blekinge) Flygflottilj a Ronneby-Kallinge
      • 1.Jaktflygdivision su Viggen
      • 2.Jaktflygdivision su Viggen
      • Sambandflygrupp su Sk.60

    FLYGKOMMANDO MITT:

    • F-16 (Upplands) Flygflottilj di Uppsala:
      • 2.Jaktflygdivision su Viggen
      • Sambandflygrupp su Sk.60
    • F-16M Flygflottilj di Malmslatt:
      • FRS-divisionen su S.100B
      • SIS-divisionen su S.102B
    • Transportflygenhet di Stoccolma-Bromma su Tp.100A e Tp.102

    FLYGKOMMANDO NORR:

    • F-4 (Jamtlands) Flygflottilj a Ostersund
      • 1.Jaktflygdivision su Viggen
      • 2.Jaktflygdivision su Viggen
      • Typingflyngningsskede (OCU) su Viggen
      • Telekrig (ECM) su 'Viggen' (Sk.37E)
      • Sambandflygrupp su Sk.60
    • F-21 (Norrbottens) Flygflottilj a Lulea-Kallax
      • 1.Spaningsflygdivisionen su Viggen e Gripen
      • 2.Jaktflygdivision su Viggen e Gripen
      • Sambandflygrupp su Sk.60
      • Swafrap di Lulea su Viggen e C-130

    Aerei:

    • 48 AJS-37
    • 47 ASF e ASH-37
    • 15 Sk.37
    • 134 JA-37
    • 131 JAS-39
    • 105 Sk.60A
    • 8 C-130E e H
    • 2 Sabreliner
    • 1 Saab-340E
    • 3 Super King Air 200C
    • Gulfstream IV
    • 6 Saab-340 AEW 'Argus'
    • 1 Cessna Citation II

    Helikopterflottililj

    • 11 AS-332 Super Puma
    • 20 Bo-105CB e CBS
    • 5 AB-412CS
    • 1 C-212MP
    • 4 Boeing 107-II-4
    • 3 Boeing 107-II-5
    • 7 Kavasaki 107-II
    • 8 AB-204B
    • 10 AB.206A
    • 19 AB.206A
    • 15 Hughes 269/300
    • 2 AW-109 'Power'

    Le sigle: A= Anfallplan o Attack, FP o Forbindplan (collegamento), Hkp. Helikopter, J Jakt (caccia), S Spangplan (ricognizione), SF Spaning Foto (ricognizione fotografica), SH Spaning Havsovrvakning (sorveglianza costiera) Sk. Skolplan o addestramento, Tp. Trasportplan, o trasporto.

    Come si vede, anche qui esiste una qualche somiglianza con le lingue anglosassoni e persino latine, anche se la dizione svedese è più dura e ampiamente dotata di K, V e R nei suoi vocaboli, così che al dunque aero-scuola o scuola-plano diventa Skolplan, ancora riconoscibile anche se con radici diverse.


    I Gripen della Flygvapnet, al 2006[5][modifica]

    Storica apparizione di 7 Gripen svedesi alla Red Flag 08-3. Gli oggetti dalla strana luminescenza nell'abitacolo sono gli HUD.

    Per l'epoca sono finalmente giunti in servizio i primi JAS-39C alla Flygflottilj 21, in carico al suo 1° Sqn. Oramai scomparsi i potenti Viggen e gli anziani Draken, l'unico aereo da combattimento rimasto agli Svedesi è il Gripen. Le riduzioni del dopo-Guerra fredda hanno riguardato anche le basi, oramai quelle principali sono Satenas, Ronneby e Lulea, ciascuna su due gruppi di JAS-39, le ultime due con un misto dei Gripen delle varie versioni, A, B, C e D. E' a Lulea-Kallax che esiste la base della F21, distante 150 km dal confine finlandese e vicina al Golfo di Botnia. Ha una pista di 3.350 m che è la più lunga di tutto lo stato. La F21 era nata nel '49 come unità da ricognizione con gli S-18A, poi ha avuto gli S-26 (P-51 Mustang) e J-28 Vampire, fino a che non ebbe i nazionali J-29C Tunnan, diventando un reparto di caccia-ricognitori dal '63. Per allora c'erano aerei più moderni nella Flygvapnet, e nel '66 si rimediò con i J-35 Draken E, sempre da ricognizione, più tardi seguiti dai J 35D da caccia, rispettivamente per il 1 e il 2° sqn. Nel '73 apparve il 3° squadrone, con gli SK 60 da attacco leggero, ma soprattutto nel '79 arrivarono i Viggen. Il 1° Sqn ebbe gli SF-37 riccognitori terrestri, nel 1982 apparvero anche i nuovi JA 37 da difesa aerea per il 3° sqn, mentre 3 anni dopo toccava la stessa conversione al 2°. Si trattava quindi di uno stormo che da marginale, era assurto ad una grande importanza, con ben 3 unità con i Viggen, tutti di versioni particolarmente importanti.

    Nel '98 venne sciolto il 3° Sqn, ma nel 2002 il 2° ha cominciato la conversione sui Gripen. Sarebbe stato proprio il 1° Sqn dell'F21 a rimanere l'ultimo con i Viggen di tutta l'aviazione svedese, aerei più volte ammodernati ma ritirati nel 2006. Invece, il reparto da collegamento ha conservato alcuni SK-60 sia biposto che a 4 posti, nonché un Saab 340B biturbina da trasporto e collegamento. Inizialmente sono giunti i Gripen di prima generazione, ma a testimonianza dell'importanza di quest'angolo sperduto della Svezia, presto sarebbero stati uniformati sui monoposto C e il corrispondente biposto D. Non è una grandissima evoluzione, ma questo caccia, il primo, più economico e più leggero tra i caccia europei di nuova generazione, ha un cruscotto ammodernato con display a colori, generatore di ossigeno automatico, e soprattutto, sonda per rifornimento in volo. Anche il biposto D è capace di operare come un vero cacciabombardiere da penetrazione con due elementi d'equipaggio. Per il resto vi sono poche migliorie, ma per il momento non un nuovo e potenziato motore come l'EJ200, o un nuovo radar. Anche così, la piccola aviazione svedese, per la quale l'industria nazionale ha prodotto ben oltre 2.000 caccia di progettazione originale, ha ottenuto ben 204 aerei, di cui 28 biposto. Si tratta di valori inferiori rispetto ai velivoli previsti in origine (oltre 300) e anche così, sebbene i piani originari fossero per un aggiornamento uniforme di tutti i Gripen allo standard C e D, i nuovi tagli alla Difesa hanno impedito questo e si parla di togliere dal servizio i caccia più vecchi, rivendendoli o mettendoli in riserva, considerando la loro giovinezza. Dopo vari problemi di messa a punto, il Gripen è diventato un aereo molto efficace, con esportazioni in Cechia, Ungheria e Sudafrica. Quanto ai ruoli, sono svolti con missili AIM-120, ma non mancano anche prove con il missile a corto raggio IRIS-T e in prospettiva, il METEOR a lungo raggio. Per l'attacco al suolo ci sono bombe, razziere, bombe LGB e ordigni con guida GPS; per attacchi stand-off sono invece presenti missili Maverick, dispenser DWS-39 plananti e i missili antinave a turbogetto RBS-15. In seguito si parlava del nuovo TAURUS, altro dispenser stand-off. Piuttosto, è rimasto aperto il problema della ricognizione tattica, con un pod SAAB per la ricognizione ognitempo e digitale, con relativo datalink. Per questo, ancora piuttosto che JAS-39 si dovrebbe parlare di JA-39. Di fatto, ritirati i Viggen da ricognizione il problema sarebbe rimasto scoperto. Quanto alle altre caratteristiche, permangono il cannone BK-27, il motore RM12 da 8.300 kgs, il radar PS-05/A della Ericsson, con capacità aria-aria e aria-superficie di eccellente livello (tra l'altro è un parente anche dell'ECR-90 dell'EF-2000); per il resto vi sono un HUD grandangolare e tre MFD a colori, sedile MB Mk S-10L inglese (prima tutti i caccia avevano sedili SAAB), e soprattutto, i canard, oltre a dare un'eccellente agilità, permettono di operare dalle piste delle basi BAS 90, dove unità di 4-6 apparecchi sarebbero decentrati in caso di attacco nemico, scappando rapidamente dalle poche basi principali disponibili. Usando le autostrade per operare, con appena una decina di specialisti per aereo, l'aereo è capace di essere rifornito e riarmato in 10 minuti, grazie anche alla presenza di un'APU (migliorata nell'ultima versione), sistemi di autodiagnosi e riduzione del 40% del tempo richiesto dal Viggen per la manutenzione. Il consumo di carburante, poi, nonostante il Gripen abbia un motore dal minor rapporto di diluizione, è pari a circa la metà della potente ventola RM08 del Saab 37. Si tratta di un caccia 'utilitaria', che è capace di operare da piste innevate, salendo in spazi tra i 400 e gli 800 m a seconda del carico a bordo, comunque non elevato (max 6 AAM o armi varie, più un serbatoio e il cannone). Naturalmente tutto l'aereo è stato pensato per operare in condizioni artiche e per essere usato anche da tecnici coscritti, due cose tutt'altro che normali per un caccia così sofisticato, ma rispondenti alle necessità svedesi.

    Pur mancando dell'esuberanza di spinta e potenza di Rafaele, EF-2000, F-22, con il suo costo ridotto e la sua facilità d'uso è un concorrente del tutto credibile quale macchina da combattimento avanzata. Le sue piccole dimensioni ed emissioni lo rendono anche alquanto stealth quanto a RCS, calore e sagoma (molto bassa e sfuggente), altri vantaggi di quello che può essere considerato una sorta di piccolo F-16 con ala a delta.


    Al 2008[modifica]

    Dopo ulteriori tagli, la potente Flygvapnet è destinata a ridursi ancora da 138 a 100 velivoli, meramente sufficienti per difendere un territorio di 400.000 km2, sia pure in una regione meno armata e pericolosa di quanto non fosse un tempo. Sono stati anche ordinati elicotteri e vari velivoli, mentre la Svezia ha preso parte al programma europeo UCAV Neuron. Non sembrando ancora abbastanza, nel maggio 2008 venne annunciato dal Comandante supremo Hakan Syrén, che si potevano ritirare ulteriori Gripen, oramai da anni l'unico tipo da combattimento, fino a ridursi ad appena 60 aerei da caccia. Questo significherebbe ritirare fino a 144 Gripen. Questi aerei, in versione multiruolo aggiornata, saranno sì meno costosi degli altri tipi, ma nel 2006 erano valutati qualcosa come 76,1 milioni di dollari; un costo che significa oltre 11 miliardi di dollari per aerei di cui ci si sarebbe presto disfatti, possibilmente rifacendosi con vendite all'estero di seconda mano (dove il Gripen è già assai richiesto). Uno dei soli 3 stormi da caccia ancora esistenti sarebbe conseguentemente chiuso, forse l'F21 o l'F17. Per non rendere definitivamente troppo debole la difesa aerea svedese (oltretutto i Gripen sono usati anche per attacco e ricognizione), il 13 settembre il governo ha negato che vi saranno ulteriori tagli: il numero minimo di 100 caccia, tutto quello che resta di piani che arrivarono ad un picco di 350-400 aerei, sarà mantenuto. Dei 204 Gripen ordinati e quasi tutti consegnati (che fanno dell'aviazione svedese il maggior utente a tutt'oggi, di un caccia di nuova generazione), sei saranno venduti, con altrettanti in opzione, alla Thailandia. Le consegne sono previste nel 2011.

    Quanto agli aerei disponibili:

    • 98 JAS-39A, 15 B, 41 C, 12 D: 24 C e 4 D sono in leasing alla Chechia e Ungheria, da restituire entro il 2016.
    • 42 Saab 105
    • 6 Saab 340 AEW (S 100S)
    • 6 S 100B (trasporto)
    • 18 BO 105 (HKP 9), da rimpiazzare con A.109
    • 14 CH-46 (Hkp 4) da rimpiazzare con 18 NH-90 nel 2008/9
    • 10 AS 332 Super Puma (HKP 10)
    • 20 A.109 in ordine di cui 8 per le navi
    • 8 C-130E (TP 84)
    • 2 Gulfstream IV trasporto VIP (TP 102)
    • 3 UAV SAGEM Sperwer
    • C-17 in ordine

    Organizzazione:

    • F 7 Såtenäs, vicino Lidköping
    • F 17 Kallinge
    • F21 di Lulea

    L'unità elicotteri, erede sia dell'aviazione dell'esercito ("Arméflyget") che di quella della Marina ("Marinflyget") è diventata l'unico utente dei mezzi ad ala rotante. È uno stormo(Hkpflj) sotto il comando dell'Aviazione. Attualmente comprende:

    • 1st Helicopter Squadron (1 Hkpskv), Boden e Froson

    Located at Boden (former Army Aviation unit) and F 4 Frösön

    • 2nd Helicopter Squadron (2 Hkpskv), Berga e Uppsala

    Located at Berga (former Navy Aviation unit) and Uppsala (at LSS)

    • 3rd Helicopter Squadron (3 Hkpskv), Ronneby /Kallinge

    Located at Ronneby (at F 17 Kallinge)

    • Helicopter Squadron Malmen (Hkpflj/Malmen), former Linköping/Malmen
    • 5th Helicopter Squadron (5 Hkpskv) Gothenburg City Airport ed F 7 Såtenäs.

    Artiglieria costiera, al 1995[6][modifica]

    La Svezia aveva una lunga tradizione di difesa costiera e le sue armi disponibili erano potenti. Sotto il controllo della Marina, aveva ben 6 brigate di artiglieria costiera, 3 battaglioni anfibi, 3 mobili di artiglieria costiera. Quest'ultima aveva 28 gruppi armati con cannoni Karin da 120 mm, simili agli FH-77 e come questi, mobili, oppure armi fisse con torrette corazzate da 75 e 120 mm, e infine i missili RBS-15 a turbogetto, di tipo moderno e a lungo raggio (oltre 70 km). La difesa affidata ai tre battaglioni anfibi era invece data dagli RBS-17. Questi non sono altro che gli Hellfire americani provvisti di una rampa di lancio leggera, singola, da usare da terra, e una testata HE anziché HEAT.

    Quando ancora esistevano 5 brigate con 30 battaglioni la Svezia aveva deciso di comprare il missile Hellfire per integrare i cannoni, all'epoca in fase d'introduzione quelli da 120 mm e di radiazione quelli da 152 mm, mentre i missili Rb.52 (Rb sta per Robot) erano nient'altro che i vecchi SS-11 da 3 km. Era però tempo d'ammodernamento, e così venne messo in servizio lo Strika 85, il sistema di comando e controllo per ottimizzare la difesa costiera. I cannoni Karin, che hanno minore potenza degli FH-77 da 155 mm, possono sparare non meno di 10 colpi al minuto, mantenendo fino a 200 colpi in 20 minuti primi. I missili Saab RBS-15 erano altre armi da mettere in linea prossimamente, ma non si dimenticò nemmeno il missile Rb.52, da sostituire con un'arma più moderna. E così alla Rockwell venne passato già nel 1984 un contratto da 7,7 milioni di dollari per modificare l'Hellfire nell'RBS-17. La testata è della Bofors e sostituisce la precedente da 9 kg HEAT, il peso è di 48 kg con un contenitore stagno di trasporto pesanti altri 23 kg; il tripode di lancio è pesante 40 kg circa ma è scomponibile in due colli da 20. Infine l'equipaggiamento di controllo pesa 10 kg. Tutto il sistema è assemblabile in 5 minuti e la rampa riarmabile in appena un minuto. La gittata accreditata è superiore a 5 km e il tiro iniziale con la nuova arma è avvenuto nel marzo 1986. Da notare che all'epoca era malamente in servizio l'Hellfire base nelle unità AH-64, in fase di approntamento. Eppure questo sistema era già stato sviluppato e ne erano in programma tra gli 800 e i 1.000 esemplari. Non c'è dubbio quindi che i pianificatori Svedesi prendessero molto sul serio la difesa costiera ancora nel 1988[7].

    Quanto ai cannoni da 75 mm, questo strano calibro trova spiegazione nel fatto che si stratta semplicemente di torrette di vecchi carri armati interrate e usate come bunker da difesa costiera. Ne fanno da contrappeso i cannoni in torretta corazzata Bofors ERSTA da 120 mm, usati anche dai Norvegesi e probabilmente parenti dei tipi navali da 120 mm automatici. Naturalmente vi sono radar di scoperta e controllo tiro, come il 9KA 500 Kardinal, versione mobile del Kastell, e come tale trasportabile in un rimorchio di autocarro.


    Marina svedese, tempi moderni[8][modifica]

    La missione della Marina svedese è cambiata e attualmente è orientata anche alle missioni internazionali, compatibilmente con mezzi pensati comunque per azioni di tipo relativamente vicino alle coste nazionali, e solo lentamente in fase di 'crescita' dimensionale. Nel frattempo, però, dal 1999 le probabilità di essere invasi da terra sono considerate ridotte se non trascurabili e anche per questo la funzione della pur cospicua marina svedese è piuttosto aleatoria, anche per la relativa stabilità del Baltico e la neutralità della Svezia, rigorosamente mantenuta nel corso dei decenni. Il concetto di 'Difesa totale' è quello che consiste nel far sì che la Svezia abbia la maggiore protezione da ogni sorta di minaccia esterna o anche da calamità o pericoli interni. È stata concepita nel 1996 per far operare le strutture di sicurezza bene sia di pace che in guerra, anche in azioni di peacekeeping internazionale.

    Organizzazione[modifica]

    Quanto alla flotta svedese, essa è così suddivisa. Il suo nome è Svenska Marinen, con organico di 9.500 elementi di cui 2.700 ufficiali, sia donne che uomini, e della truppa ben 6.000 al 2003 risultano essere di leva; più 6.000 riservisti di cui 1.600 ufficiali, 3.000 di questi sono dell'artiglieria costiera. Infine non mancano 1.300 dipendenti civili.

    I comandi, dal 1997, sono: Settentrionale, Orientale, Meridionale e Occidentale, ma dal 2000 sono stati ridotti a quello Meridionale e Orientale.

    Complessivamente vi sono: 3 flottiglie di superficie, una sottomarini, tre di navi MCM, sei btg anfibi, 3 squadriglie elicotteri, 1 batteria costiera di missili antinave RBS-15, 3 btg di artiglieria costiera mobile.

    Basi principali: Musko, seguita da Goteborg e Harnosand, più la scuola di Hasforden mentre fino al 2001 c'era anche Karlskrona.

    La ripartizione delle navi è diventata questa:

    • 2a Flottiglia d'attacco con la 20a Squadra corvette, 21a squadra attacco, 23a squadra vedette, Divisione prove
    • 3a Flottiglia d'attacco con la 31s Squadra corvette, 34a Squadra attacco, 36a vedette, 18a vedette
    • 1° Gr sottomarini: 2a squadra sottomarini, squadra ricognizione siluri, navi appoggio e divisione prove
    • 2° Gruppo MCM: 21a e 41a flottiglia MCM, 111a, 211a, 216a flottiglia cacciamine, 426a flottiglia dragamine, divisione prove


    Questa l'organizzazione, mentre le navi disponibili sono senz'altro una ripartizione più complessa e tecnicamente interessante, visto che tra l'altro sono tutte di costruzione nazionale.

    Unità navali[modifica]

    • Sottomarini A-19 Gotland: navi da 1.384/1.494 t, 60,6x6,06x5,6 m, ordinate nel 1990 come evoluzione degli A-17, finanziate solo dal 1992, ma dal settembre precedente modificati per ospitare il sistema AIP in sede progettale, aumentando il dislocamento di 200 t e la lunghezza di 7,5 m. Le tre navi sono in servizio dal 1999 mentre altre due sono state abbandonate per sviluppare un sottomarino più potente e moderno. La versione Type 473 è stata scelta dall'Australia, mentre nel 2001 l'Halland è stato modificato con un condizionatore d'aria per operare nelle acque calde dei mari meridionali (che talvolta, specie nel Golfo persico, rendono l'aria davvero 'rovente') a bordo delle unità subacquee. Le navi sono il GOTLAND, UPPLAND, e HALLAND. I motori sono due diesel Hedemora V12 da 1.300 hp l'uno, più due generatori da 760 kW, un motore ASEA da 1.800 hp elettrico, e due Stirling V4 da 75 kW per il sistema AIP. Questo consente velocità max di 6 nodi con 24 t di ossigeno più gasolio. L'elica ha 7 pale, la velocità è modesta in superficie (10 nodi) piuttosto elevata in immersione, 20 nodi. Lo scafo regge normalmente profondità non molto elevate, circa 200 m, ha pannelli eco-assorbenti e i sistemi Stirling sono molto silenziosi di loro. Le disposizioni interne vedono un sensore magnetico per la smagnetizzazione automatica, un sistema C3I Saab 9SC Mk3 con tre consolle Terna II D multifunzione, che consentono di seguire fino a 95 bersagli contemporaneamente. Dal '98 sono stati modificati per i siluri Tp 62 multiruolo e i Tp 45 per rimpiazzare in futuro i Tp 431. Quanto ai periscopi, si tratta di un sistema britannico B&S CK 083 e un Kollmorgen Mod 76, il primo dei due con sistema FLIR e LLTV. Per l'attacco vi è un sonar Atlas tedesco del tipo CSU-90-2 con sistemi frontali PRS-15 ed elementi laterali allo scafo, mentre non c'è un sonar rimorchiato vero e proprio; 4 TLS hanno calibro di 533 mm e due da 400 mm, per un totale di 16 siluri da 533 e 6 da 400 (se i tubi di lancio sono carichi al momento dell'inizio della missione, in quanto ognuno ha due ricariche). Vi sono anche possibili mine, ma non i missili RBS-15, scartati a suo tempo perché meno utili dei siluri. In tutto l'equipaggio è di appena 23 elementi.


    I precedenti A-17 Vastergotland, da 1.070-1.143 t, 48,5 x6,06 x 5,6 m, ovvero VASTEGOTLAND, HALSINGLAND; SODERLAND, e OSTERGOTLAND, vennero ordinati nel 1981, in servizio nel 1987-90; gli ultimi due hanno ricevuto un sistema AIP per un allungamento dello scafo di 10 m e servizio da riprendere nel 2004, mentre gli altri due battelli, per quanto ancora moderni, sarebbero stati radiati nonostante uno scafo moderno, con profondità operativa di 300 m e rivestimento anecoico. I due motori Hedemora V12A da 1.080 hp, due generatori Schneider da 1080 hp, 1 motore da 1800 hp ed elica a 5 pale per 11 e 20 nodi, autonomia di 45 giorni in mare. Vi sono a bordo due periscopi britannici e sistema di tiro Ericcsson IPS-17. Previsti come anche per gli A-19, sonar attivi antimine, per il resto l'armamento è come quello dei battelli successivi e i sonar sono il CSU-83 con il DBQS-2 anteriore e quelli laterali FAS-3-1, e curiosamente, in questo caso anche un sonar rimorchiato assente sugli A-19. Solo 5 ufficiali e 15 marinai bastano per manovrare questi battelli da 48 m.


    Le navi di superficie sono anzitutto la classe 'Goteborg', 57x8x1,93 m ovvero la K21 GOTEBORG, K22 KAVLE, K23 KAALMAR e K 24 SUSNDVALL, in ordine dal 1985 servizio nel 1990-93. Unità da 425 t, dovevano essercene altre due ma si è preferito cancellarle. Dal '98 hanno ricevuto dei lavori di ammodernamento, con miglioramenti elettronici, gestione combattimento, comunicazioni, ecc, e modifica della sovrastruttura (in alluminio) per ridurre l'eco radar. I motori sono 3 MTU da 8.634 hp totali su tre assi, che azionano 3 idrogetti KaMeWa, ma la K 22 ha anche un sistema motore prodiero. La velocità massima delle Goteborg è di 32 nodi e la loro potenza combattiva è notevole, con cannone SAK 57 Mk 2 da 57/70 mm, 8 missili RBS-15, cannone L70 da 40 mm in torretta prodiera, 4 tubi lanciasiluri da 400 mm, 4 lanciarazzi Saab ASW 600 a 9 canne e due rotaie per 40 e passa mine. Il sistema c'arma è gestito da un apparato Saab 9LV Mk.3 con sei consolle multifunzione. Dal 2002 l'aggiornameno ha visto togliere la torretta da 40 mm poppiera. Per il resto v'è un radar Terma PN-612, un Pilot per la ricerca di superficie, un Giraffe per la scoperta aerea e superficie e due sistemi FCS Saab 9GR 400, più un sonar Simrad SS 304 Spira e persino un sistema VDS Thalse TSM 2643 Salmon. Tutto questo rende le navi delle piattaorme di tiro antinave e anche antisommergibile con siluri e razzi leggeri (questi per 'avvertimento' nei confronti di chi sconfinasse nelle acque svedesi), mentre manca una valida capacità antiaerea data l'assenza di un sistema SAM come per esempio, un sistema ESSM o ASTER. Per il resto la nave, più moderna possibile (anche per lo scafo suddiviso in 9 compartimento stagni) è di appena 43 elementi.


    Le precedenti 'Stockholm', ex- Spica III, sono la K 11 STOCHKOLM e la K 12 MALMO, ordinate nel 1981 e in servizio dal 1985, modernizzate dal 2002. Hanno motori con turbine a gas Allison 570 da 7.170 hp, poi sostituite da una TF50 da 5.300 hp, più due diesel MTU da 2095 hp l'uno, per una velocità di 32 nodi a pieno carico, sovrastrutture modificate per ridurre la sezione radar e l'emissione IR, sistema MARIL 800 di controllo della nave sostituito dal 9LV Mk 3. Le armi sono un SAK Mk 2, 8 RBS-15, 4 tubi da 400 mm, 2 razziere a 6 canne calibro 127 per decoy antisom da 127 mm ALECTO, 2 rotaie per 40 mine, mentre i cannoni da 40 mm sono stati smontati nel 2002. I sistemi di tiro e scoperta sono il Giraffe 50HC, Terma PN-612 per la navigazione, 9LV per il controllo del tiro, sonar SS 304 e il 2642 Salmon a profondità variabile. In tutto c'erano 30 elementi per queste navi da 335 t a pieno carico e 50,5x7,5x2 m.


    Le altre navi comprendono le Karapen, da 170 t, 36,53 x 6,3 x 1,7 m,sono 9 Hugin modificate in servizio dal 1978, modificate in pattugliatori dal '92 in poi, con due motori da 3200 anziché 3600 hp e altri miglioramenti; velocità 32 nodi, 4 missili RBS-12 Penguin Mk2 , cannone da 57, 4 lanciarazzi ASW a 9 canne e 24 mine; sistemi di scoperta con il Terma Scanter 900 per navigazione e Saab 9LV 200 Mk 2 per controllo tiro, sonar Simrad SA-950HF più il VDS ST-240 HF. Totale equipaggio 20. Queste piccole navi erano da togliere dalla linea entro il 2004.

    Poi c'erano le Spica II, da 230 t p.c., 43,6 x 7,1 x 1,6 m, di cui restavano 6 superstiti di navi arrivate nel 1973 e ammodernate nel 1995-99, mentre le altre venivano radiate entro il '98. Hanno sistema di combattimento MARIL 880, che è collegabile anche per ingaggi oltre l'orizzonte con un elicottero di designazione per i missili antinave. I motori sono 3 RR Proteus con 4.300 hp di potenza per 40,5 nodi; i missili sono 4 RBS-15, più il cannone Mk 1 da 57 e 2 siluri Tp 613, ma è possibile aumentarli a sei al posto dei missili oppure aumentare i missili a 8 sbarcando tutti i siluri, oppure mine al posto delle armi di questi tipi. Sulla torretta vi sono ancora razzi illuminanti, 6 da 103 mm su ogni lato. Quanto al sistema elettronico, c'è un Terma Scanter 009 per navigazione, Giraffe 50HC per ricerca aerea e superficie, il 9LV 200 Mk1 per il controllo del tiro, sonar Simrad ST-240 e razzi ASW che però sono stati sbarcati recentemente. Previste in servizio fino al 2010, sono state radiate entro il 2004 a causa dei consueti tagli al bilancio.

    Quanto ai pattugliatori, vi erano gli Hugin Modificati, da 150 t, 36,7 x 6,3 x 1,7 m, una sola nave con cannone da 40 mm e Scanter 009 per la navigazione, due motori Commins diesel da 1.400 hp per 20 nodi e 15 elementi di equipaggio.

    I Dadaro sono navi da 50 t, 34,4 x 5,1 x 1 m 3 ordinate nel 1983 e armati con un'arma da 20 e due da 7,62 mm, con sistemi di sorveglianza con sonoboe, radar Scanter e Terma per navigazione, 7 marinai ed ufficiali e 30 nodi con due diesel MTU da 1000 hp circa.

    Le navi per la guerra di mine sono anzitutto la Karlskrona da 3.550 t, 105,7 x 15,2 x 4 m , in servizio dal 1982, per nave supporto e comando e persino come bersaglio per esercitazioni con i siluri nonché come nave scuola e posamine. Armata con cannone da 57 Mk 1 e due da 40, 105 mine se necessa<rio, ha il solito Scanter 009 di navigazione, Sea Giraffe 50HC, due sistemi di tiro 9LV, e sistema EW Argosystems AR-700, più due lanciarazzi ECM Philax. Ha motori Nohab-Polar F212 da 10.566 hp e 20 nodi. L'equipaggio è di 118 elementi come posamine, molti di più come nave scuola.

    Le Alvsborg sono navi ad 2.450 t, 92,4 x 14,7 x 4 m, due in servizio dal '76 ma attualmente solo una in servizio, la VISBORG (l'altra dal '96 è in servizio in Cile), come nave ammiraglia della flotta costiera. Essa ha 3 pezzi da 40 mm e 300 mine, più 4 lanciarazzi per ECM, il solito Terma Scanter 009, Giraffe 50 HC e radar 9LV di tiro, più ECM Argosystems AR-700. I motori sono 2 Nohab da 4.200 hp complessivi e un motore prodiero da 350 hp. V. max 16 nodi, equipaggio 20 ufficiali e 70 marinai, aumentabile se necessario ad almeno 158.

    Le altre navi sono la KBV 171 da 375 t p.c., 49,9 x 8,52 x 2,4 m, nave apoggio per i sommozzatori, aveva una nave gemella però inviata alla Marina Belga nel 1998. Non ha armi, ma un sonar SUSEA e un radar Decca, due motori diesel V16A per 20 nodi e autonomia di 3.000 nm a 12. Totale equipaggio 14 elementi.

    La A 61 UTO è una nave più grande, da 1.600 t, 55,91 x 12,75x 4,57m, del '73, prima nave per ricerche petrolifere e poi appoggio sommozzatori dopo una conversione in un cantiere di Singapore. Ha due armi da 20, Scanter 009, motore diesel da 5.500 hp, 14 nodi e 65 uomini di equipagio.

    I cacciamine sono i Landosrt, ovvero i Type M 80, sette navi del 1984-92 in vetroresina simili come scafo al VK 171 già visto. 360 t , 47,5 x 9,6 x 2,3 m. Altri 4 sono stati venduti a Singapore. Essi hanno un cannone da 40/70 mm, due armi da 7,62, 4 razziere a 9 colpi ASW, rotaie per mine, sistema Scanter di navigazione e sonar TSM 2022 per la caccia alle mine, EW Matilde e due lanciarazzi Philax a 36 canne della Saab per compiti di lancio falsi bersagli. A bordo vi è anche il sistema 9LV per il tiro (versione 100, il 200 è per il 57 mm), sistema navigazione e cacciamine 9MJ 400, due ROV Sea Owl e la capacità di controllare fino a 3 catamarani telecomandati del tipo SAM in vetroresina, che possono dragare mine magnetiche. Sempre in tema di sistemi avanzati, nel '95 vennero anche imbarcati gli IBIS VII, sonar cacciamine a bordo di un ROV Double Eagle sempre della Sutec. Sono anche stati sperimentati sistemi di dragaggio mine finlandesi di vario tipo. Quanto al motore, si tratta di 4 diesel Scania DSI-14 da 1.546 hp complessivi con due propulsori epicicloidali V-S, 15 nodi e 2.000 miglia di autonomia a 12 nodi. Equipaggio di 12 ufficiali e 14 marinai.

    I più piccoli 'Styrso' sono dragamine-cacciamine da 200 t a pieno carico, 36x7,9x2,2 m, in servizio nel 1996-97, scafo in vetroresina e minime segnature, sistema di protezione NBC. Ne sono previste altre 8 (al 2003) come cacciamine, usando anche sommozzatori. Hanno due armi da 12,7 e previsione per un pezzo da 40, sonar a scansione laterale, uno di chiglia, rdar di superficie, sistema di comando e controllo ERIMIS che integra di tutto, dal GPS al telemetro laser, e due ROV Sea Eagle della Bofors, con sonar e telecamera di bordo; infine hanno sistemi di dragaggio magnetico EL-90, acustico AK-90, provenienti dalle vecchie Arko, ora radiate, e la possibilità di controllare i SAM catamarano. I motori sono 2 Saab-Scania DSI-14 da 364 hp l'uno per 13 nodi e 1.500 miglia a 12 di autonomia, 15 membri dell'equipaggio manovrano il tutto.

    I Vicksten sono navi ancora più piccole da 130 t, ce n'era in servizio solo una del '74, scafo in vetroresina come quello delle altre unità MCM svedesi (una novità per l'epoca) che doveva essere il prototipo di una classe di cacciamine da 300 t mai realizzata. Motore da 460 hp per 11 nodi equipaggio di 9 uomini.

    L'Agier è una nave da 240 t per supporto sommozzatori, ex- nave petrolifera norvegese e poi comprata come nave-base per i suoi uomini-rana, con una camera di decompressione, ha due motori diesel da 770 hp l'uno, sistema Scanter, 11 nodi e 10 membri d'equipaggio.

    Più numerose le M15, 5 unità con lo stesso ruolo, ma degli anni '40 e con scafo in legno, da rimpiazzare con le Styrso. Velocità 13 nodi ed equipaggio di 10 elementi.

    Le navi ausiliarie di questa piccola ma moderna flotta sono la A 201 Orion, da 1.400 t, 61,3x11x4,2 m e del 1984, si tratta di una nave ELINT con un grosso radome anteriore e piattaforma per elicotteri; la A 264 Trosso, appogio per pattugliatori d'altura da 2.554 t (nave ex-russa modificata nel '96), 74,5x14,7x4,5 m; la nave appoggio A 263 GALO per pattugliatori costieri, da 1.600 hp; il rifornitore A 343 Sleipner, da 1.049 t, traghetto norvegese comprato nel 1992 e capace di trasportare 1130 m3 di carico; la A 214 Belos, 104,91x 18,45 x 5,1 m soccorso sottomarini da 5.600 t che era una nave appoggio sommozzatori italiana modificata poi in Brasile, con tanteo di infermieria e 35 posti letto, minisommergibile Mantis con quota di 760 m max e modalità di funzionamento come ROV, campana di salvataggio funzionante fino a 1.500 m (quindi per soccorrere batiscafi, non certo sottomarini) da tre posti, ROV Sea Owl e due camere di decompressione piccole e una da 35 posti.

    Infine v'é l'artiglieria costiera, anch'essa di notevole importanza, dato che ha 3.600 elementi di cui 2.800 di leva e 3.000 riservisti. Ha cannoni Bofors Karin CD 80 da 120 mm lunghi 55 calibri, più missili RBS-15 e 17. Essa è suddivisa in 3 reggimenti da 750 elementi con 8 cannoni l'uno più sei battaglioni anfibi da 800 uomini e con 48 mezzi da sbarco Serie 90, 19 canoe e 26 mezzi da sbarco e assalto di vario tipo. Infine v'è un battaglione missili con 200 elementi e si autocarri armati ciascuno di sei missili RBS-15 Mk 2. Per coordinare il tutto vi sono anche due QG mobili per comandare fino ad una brigata l'uno. Ovviamente questa formulazione era piuttosto superata dagli eventi e il battaglione missili, come anche quelli d'artiglieria, erano in rischio di chiusura, come anche uno dei tre battaglioni anfibi, cose facilitate anche dal fatto che circa metà del personale era di riserva.


    L'aviazione navale era piccola ma efficiente, con 350 uomini e 24 elicotteri, di cui 10 AB 206 e 14 Vertol 107, di questi ultimi 3 per dragare le mine e 11 per SAR e ASW, con sei cariche di profondità o 4 siluri TP 422, associati ad un sonar VDS del tipo AS-380. Vi sono anche 3 C-212 Aviocar in versione pattugliatori, ma 2 sono per la Guardia Costiera. La Flygvapnet usa attualmente 5 Fairchild Metro III con il sistema ERIEYE, prima montato sui Saab 340; e contribuisce per il SAR con 12 Super Puma.

    I nuovi programmi[modifica]

    Infine lo sguardo per il futuro, al 2003. Anzitutto i sottomarini, allorché nel 1994 venne dato un contratto per una nave di nuova generazione, a cui si aggiunse l'interesse danese e norvegese. In realtà oramai, sempre dal 1999, il cantiere Kockums venne comprato dal ben più grande gruppo HDW tedesco, ma senza assorbirlo. Detto questo, l'accordo tra Kockums, Kongsberg (Norvegia) e Odense (Danimarca) diede origine al Viking Submarine Corporation, con 10 navi da consegnare tra il 2005 e il 2015. Nondimeno la Norvegia abbandonò il programma nel 2002 e come prevedibile, c'era la forte tentazione di adottare il tipo U-214 tedesco. Il Viking sarebbe una nave al solito piccola, 50x 6,7 m, da 1.350 t di dislocamento in superficie, due diesel Hedemora V12 per 2.600 hp totali e simile per tutto il resto agli A-19 tranne che per avere solo 6 tls da 533, armabili anche con missili e UAV, e con incursori subacquei, magari da portare con il mezzo speciale Hugin 3000 da 3 km di profondità raggiungibili.

    Le navi d'attacco di nuova generazione sono invece ancora di tipo autarchico, con le 5 Visby, ovvero la K 31 Visby, K 32 Helsinborg, K 33 Harnosand, K 34 Nyoping, K 35 Karlstadt mentre una sesta nave è stata abbandonata. Queste unità sono state impostate dal 1996 e varate dal 2000, con la capoclasse in servizio già nel 2002 e le altre entro il 2007. Sono navi dalle capacità stealth molto spinte, studiate anche con la SES Smyge, dalle simili forme anche se più piccola, e rimasta sperimentale. Esse sono state inizialmente concepite come SES, ma poi si è pensato ad un più economico sistema a scafo normale, ma in ogni caso fatto in fibra di vetro e carbonio, dentro una matrice di esteri vinilici e poliesteri, più PVC. Il tutto dà una ridotta segnatura anche al radar. Il dislocamento è di 620 t, 72,8x 10,4 x 2,4 m, motori CODOG con 4 turbine Vericor TF50A per 21.400 hp totali, e due MTU 16V da 3.500 hp circa, più due idrogetti KaMeWa. Le armi sono un pezzo SAK Mk 3 da 57 mm con munizioni avanzate del tipo 3P multiruolo programmabili per scoppio, prossimità e frammentazione; 8 RBS-15, 4 lanciasiluri da 400 mm, 2 lanciarazzi a 6 canne ALECTO da 127 mm, 1 elicottero in piattaforma posteriore con hangar, per la prima volta nella marina svedese. Nel settembre 2001 la Svezia ordinò, confermando la sua tradizioen di cliente per mezzi italiani, un ordine per 20 A.109 Power di cui 5 per impieghi navali, e gli altri come mezzi per impieghi SAR e ASW da terra. Dopo tanti anni in cui sono stati proposti come elicotteri navali, questa è la prima volta che vengono usati davvero in tale ruolo (a parte per compiti con servizi di polizia e paramilitari).

    Per il resto i radar sono uno di sorveglianza in banda C Sea Giraffe, uno di navigazione in banda X e uno di scoperta in superficie in banda S, sistema controllo del tiro CEROS 200, sonar HYDRA con elementi anche a profondità variabile e doppia frequenza, nonché uno trainato; sistemi EW CS-3701 e decosy antimissile e antisiluro tirabili dai sistemi ALECTO da 127 mm, sistema Saab 9LV CETRIS con 16 consolle. Tutte le armi e i sensori sono praticamente 'a scomparsa' sotto le strutture e il ponte, per cui dall'esterno non si può apprezzare nulla di queste navi se non la forma tronco-piramidale del cannone e dietro, della plancia comando centrale. Le prime 4 Visby sono state anche dotate di 2 ROV antimine Double Eagle e due Seafox per la loro distruzione, e poi anche un vero UUV da ricognizione subacquea di concezione svedese. Sull'ultima nave compare anche finalmente, al posto dei sistemi delle mine, 2 lanciamissili quadrinati per ordigni tipo BAMSE da 15 km di gittata. tutto questo è manovrato da appena 15 ufficiali e 20 marinai.


    Al 2008[modifica]

    Fino a tempi recenti, la Marina era comandanta dal Capo della Marina (Chefen för Marinen, CM), tipicamente un Vice-Ammiraglio. Ora vi è l'Ispettore Navale (Marininspektören), Amm. Anders Grenstad. I Gradi sono gli stessi dell'Esercito.

    Organizzazione:

    • 1a flottiglia sottomarina (1. ubflj) di Karlksrona
    • 3a flottiglia da guerra navale (3. sjöstridsflj) a Karlskrona
    • 4. sjöstridsflj a Berga
    • 1° reggimento Marine (Amf 1), Berga.
    • Basi: Karlskrona, Muskö, Berga, Göteborg, Visby, Malmö e Härnösand.


    Spariti gli incrociatori leggeri(Tre Kronor, Göta Lejon e Gotland) e poi, dal 1982, i caccia, la flotta svedese divenne molto più 'sottile' di quanto sia accaduto in qualunque altra marina: negli anni precedenti aveva ben 3 incrociatori leggeri e 24 tra caccia e fregate, poi divenne essenzialmente una flotta di navi leggere per attacco e lotta nel settore mine. Questo significò di fatto annullare la protezione per le navi mercantili in movimento in mare aperto, e valide solo per la difesa costiera. Quanto agli elicotteri, essi apparvero nei tardi anni '50. Tuttavia, né questi né le navi leggere riuscirono a impedire le infiltrazioni dei sottomarini sovietici (tra l'altro di vecchio tipo) nelle acque protette, con il famoso caso del 'Whiskey on the rocks' del 1981, di cui si è parlato prima. Attualmente le corvette 'Visby' e i sottomarini Vastergotland sono le navi più importanti della programmazione navale e delle capacità della Marina in generale; è ancora molto utile il Battaglione marines con le navi d'assalto 90H e altri tipi. Attualmente, però, per il supporto aereo la flotta deve rivolgersi all'Aviazione dato che questa controlla tutti gli elicotteri.


    Ordine di battaglia:

    • 5 corvette stealth 'Visby':
    K31 HMS Visby, impostata il 17-2-95 e varata l'8-6-00, serve con la 3a Flottiglia.
    K32 HMS Helinborg, varo 27.6.03, idem
    K33 JMS Härnösand, 16.12.2004 idem
    K34 HMS Nyköping, 18.8.2005, idem
    K35 HMS Karlstad, 24.8.2006, idem
    K36 HMS Uddevalla, cancellata.

    Queste navi sono state afflitte da problemi di bilancio e così vi sono stati ritardi e inconvenienti vari. Esse sono molto avanzate, come spiegato prima, ma a tutto il 2008 solo il cannone Bofors è stato sperimentato. Altri tipi di bordo dovrebbero essere siluri e i missili RBS-15. L'elicottero A.109 è stato leggermente ridotto in lunghezza per essere accolto nell'hangar di queste navi. I materiali già comprati per la K36 saranno invece utilizzati per costruire un simulatore di terra. In tutto, nel 2009 dovrebbero esservi due navi pienamente operative, certo in largo ritardo sui programmi. Ma oramai le spese svedesi per la Difesa sono state notevolmente tagliate e questo ne è la conseguenza. Si confermano navi da 650 t, dimensioni 72,6x10,4x2,5 m, motori CODOG (2 KaMeWa idrogetti collegati a 4 TF-50 e a 2 MTU 16V 2000 N90), per oltre 40 nodi. Vi sono 27 ufficiali e 16 coscritti a bordo. I sensori sono il Sea Giraffe, sistema Ceros 2000 per controllo tiro, sonar di prua e rimorchiabile, ECM MASS.

    • 2 corvette Stockholm
    • 2 corvette Goteborg
    • 5 MCM Landsort
    • 2 MCM Koster
    • 5 MCM Styrso
    • 12 pattugliatori Tapper
    • 1 classe Jägaren
    • (ben) 187 Stridsbåt 90
    • 3 sottomarini Gotland
    • 2 sottomarini Södermanland
    • circa 100 mezzi da sbarco G
    • Navi ausiliarie Carlkrona, Visborg, Trossö, Furusund, Fårösund, Grundsund (tutti posamine), Belos (salvataggio sottomarini), Urd, Ägir, Pelikanen, Pingvinen, Sleipner, Orion (gli ultimi due trasporti), navi scuola Falken, Gladan, M21, M22, Viksten, A501, A502, A503, A504, A505.

    Quanto agli obiettivi, la Marina, scomparsa l'URSS, è rimasta con meno problemi con cui confrontarsi, ma di recente ha cominciato ad operare in Estonia e nei Paesi baltici, e soprattutto nelle missioni ONU. La Marina, per tale compito, ha varie navi dispiegabili entro 30 giorni, ovvero 2 Goteborg, 1 nave supporto, 2 cacciamine Landsort e una nave supporto, un sottomarino e un'unità anfibia (nel futuro). La corvetta HMS Gävle ha iniziato la collaborazione con l'ONU allorché ha cominciato a pattugliare con l'UNIFIL le coste del Libano nell'ottobre del 2006, poi rimpiazzata dalla Sundvall, che a sua volta è tornata in Svezia nel 2007.


    Esercito e Guardia Nazionale[modifica]

    Quanto resta delle ridotte forze di terra, attualmente, è ripartito in Esercito e Guardia Nazionale.

    Fino al 1975 era il Re ad avere il comando dell'Esercito. Vi sono state riorganizzazioni nel 1994 e nel 1998 e con questa i compiti dello Staff del Capo dell'Esercito sono stati trasferiti all'Ispettore generale dell'Esercito, lo stesso è avvenuto per la Marina e l'Aviazione.


    Le unità sono, tra l'altro: 1 reggimento di fanteria, il Livgardet, a Stoccolma; un reggimento e due battaglioni di cavalleria. Vi sono anche gli Ussari Livrementets (per assalto aereo), e i ranger del K 4. V'é una cp per la difesa NBC, tre reggimenti di truppe corazzate e meccanizzate: il P4 Skaraborgs regemente, Södra skånska regementet (P 7), Norrbottens regemente (I 19). Infine vi sono un reggimento di artiglieria (A 9, a Boden); uno di contraerea (Lv 6, Halmstad), un reggimento di ingegneri (Ing 2, Eksjo) e una cp ingegneri a Boden per operazioni nell'articol Vi è anche un reggimento di comunicazioni, uno logistico.


    La Guardia Nazionale (Hemvärnet) ha invece ben 60 battaglioni e 42.000 truppe, per lo più ex-esercito. Sono tutti volontari, mentre l'Esercito di per sè è di leva (1 anno di servizio attualmente, vi sono anche donne) che comporta poi la messa in riserva di guerra.

    Le armi dell'Esercito sono:

    • fucili Ak 5 (derivati dall'FNC, 'induriti' per le esigenze ambientali svedesi), versioni base, A, B, C, D, lanciagranate; gli Ak 4 (HK G 3) usati soprattutto dalla Guardia nazionale; Kpist m/45 in varie versioni (mitra), per la G.N. Le pistole Glock 17 (Pistol 88); i fucili Psg 90 (A.I. L96A1), Ag 90 (M82A1 da 12,7 mm); Grg m/48 cannoni senza rinculo (i Carl Gustav), in varie versioni, più gli m/86 (AT-4); lanciagranate Mk 19 (Grsp 40 in Svezia); mitragliatrici Ksp 58 )MAG), 90 (MINIMI), Tksp 12,7 (M2 HB).


    • Mezzi: carri Strv 121 (Leopard 2A4), Strv 122, CV9040 IFV, Bgbv 90, Epbv 90, Lvkv 90, Pbv 302, Pvb 401 (MT-LB). I BMP-1 (350 comprati) sono stati radiati dopo circa 10 anni. Non sono stati un grosso successo: sebbene comprati per appena 32 mln di lire l'uno, hanno poi ricevuto costosi refitting e alla fine sono stati rimpiazzati dai CV-90 quando questi sono diventati disponibili in numero sufficiente. Gli MT-LB, invece, nonostante la concorrenza dei mezzi BV-206S, sono rimasti in servizio.
    • Sistemi di supporto: mortai da 81 e 120 mm, sistemi Strix controcarri; Bofors FH-77B, BONUS (artiglieria), XM982 Excalibur, cannoni semoventi Archer, cannoni a.a. Bofors da 40 mm.

    Quanto alle ulteriori riduzioni, c'è la proposta di chiudere il reggimento di ingegneri -Göta ingenjörregemente- cosa approvata nel settembre 2008. Scompare così un'antica unità nata dal 1873, anche se divenuta reggimento solo nel 1963, poi ridotto a btg nel 1994 e nel 2000 ritornò a reggimento.

    Quanto all'Artiglieria, il reggimento Artreg è l'unico dell'esercito, attualmente a Boden. Ha gli FH77A e B, in prospettiva Archer dal 2010.

    Quanto al Norrbottens pansarbataljon (Norrbotten Armoured Battalion), esso è una delle poche nuove formazioni del 20imo secolo, ora a Boden come parte del reggimento Norrbottens. Esso venne creato nel 1957. Per un certo periodo degli anni '90 cessò di esistere come unità indipendente, unito piuttosto all'organizzazione della Brigata Norrbotten. Fu riportato alla sua identità nel 2000 come uno dei 5 battaglioni del reggimento. P 5 significava 5° reggimento corazzato. Adesso è uno dei 3 reggimenti d'addestramento per le truppe corazzate.


    Un altro reggimento è il P4, un'altra unità corazzata nata già nel XVI secolo come reggimento di fanteria. Divenne un'unità corazzata dal 1942. E' a Skovde, sempre nella contea antica di Skaraborg. Il reggimento divenne P 4/Fo 35, fuso negli anni '90 nella Skaraborgsbrigaden o MekB 9, ma poi ritornato indipendente nel 2000. In tempo di pace è incaricato di formare l'addestramento dei coscritti nelle truppe corazzate, per un totale di 600 persone o un battaglione l'anno. E' a Skovde. Vi sono parecchie compagnie, ciascuna con mezzi, sistemi antiaerei, carri armati ecc.


    I Livgardet sono un reggimento combinato di cavalleria e fanteria, soprattutto, in tempo di pace, incaricati di addestrare le reclute. Vi è un btg fanteria su 3 cp meccanizzate leggere, specializzate per i combattimenti in città con la difesa di Stoccolma come primo e principale compito in guerra. Il btg cavalleria 'Dragoni' invece addestra la polizia militare, e le unità di contro-sabotaggio, guardie e altro ancora. Il 4° squadrone è l'unico nelle F.A. svedesi che ha montatura a cavallo e come tale, spesso presente in cerimonie pubbliche. Essi sono gli eredi del più antico reggimento esistente, nato nel 1521 quando venero scelti 16 uomini come guardie del corpo di Gustavo Vasa. Anche la compagnia del battaglione Guardie è la più antica al mondo, dal 1523 esisteva come unità, anche se non a livello di compagnia. Separate le Guardie con la riforma del 1994 in tre diverse unità, vennero ancora sottoposte ad una riforma, con lo scioglimento dell'unità I 1/Fo 44 nel 2000,mentre le altre due, la IB 1 e K 1 sono rimaste.


    Il reggimento dragoni Norrland, noto anche come K 4 o K 8, è un reggimento di cavalleria nella provincia di Lappland, erede di unità analoghe dal XVII secolo. Riorganizzato come battaglione nel 1958 poi come reggimento dal 1980. Esso si incarica della difesa dell'Estremo nord, molto importante ai tempi della Guerra fredda, quando v'erano diverse unità del genere.


    La Guardia nazionale svedese o Hemvarnet, è parte delle F.A. ma non parte diretta dell'esercito. Si tratta di un cospicuo esercito territoriale controllato dai comandi dei locali reggimenti. Fu formata durante la II GM, il 29 maggio 1940, con gruppi di 8-15 uomini a difendere città e fattorie (private o statali) e incaricata di usare armi, medicine, insomma essere sia unità combattenti che di supporto.

    Attualmente vi sono battaglioni che sono suddivisi in compagnie, e in plotone di 'risposta rapida' o Insatspluton, il più reattivo delle unità della G.N.

    Nel 2006 c'erano 37.000 soldati (42.000 nel 2001) su 66 battaglioni (erano 69 nel 2001) di 300-700 elementi. Sempre nel 2001 c'erano anche 27 compagnie di risposta rapida e 122 plotoni, ovvero le unità dai tempi di reazione più rapidi.

    Il loro addestramento è per essere unità di fanteria e comunicazioni locali, e il loro punto di forza è la conoscenza dei territori in cui operano. Si addestrano per servizi di sorveglianza e addestramento al tiro, mentre come parte della logistica vengono usate strutture civili, anche ospedali. Queste guardie sono ovviamente molto importanti anche in tempo di pace come rapide risposte in caso di calamità naturali o disastri di vario tipo (incendi, inquinamento ecc.).

    L'addestramento per contratto è in genere di 20 ore, ma prima servono almeno 85 giorni d'istruzione militare. Il livello della G.N. varia molto, vi sono persone capaci di eseguire compiti complessi e rischiosi meglio di altre, sulla falsariga dei Rangers. Molto frequenti gli addestramenti al tiro, le sessioni di allenamento avvengono spesso nei weekend o nei pomeriggi. L'armamento è quello di vecchio tipo dell'esercito. Solo i plotoni di risposta rapida, abbastanza comprensibilmente, sono motorizzati (almeno con mezzi militari). Tra le armi, quindi troviamo gli Ak 4, spesso con cannocchiali 4x per tiratori scelti, lanciagranate M203, mitragliatrici FN MAG 58, Psg 90 sniper, alcune Glock 17. Vi sono anche armi come mine di terra, esplosivi vari e sistemi di comunicazioni. Vi sono anche vecchi sistemi di illuminazione: bengala, e sistemi NVG russi di prima e seconda generazione, comprati per il prezzo conveniente e di qualche utilità in combattimento, sebbene certo non all'altezza dei tipi più moderni. Le radio sono Ra145 e 146 di origine americana. Altri 'sensori' a 4 zampe sono i cani, in genere due per plotone.

    Vi sono anche i 'Cadetti' (hemvärnsungdomar), ragazzi e ragazze tra i 15 e i 20 anni, con addestramento militare basico, tipo ginnastica, orientamento, studi sulla difesa, uso basico delle armi da fuoco (con pistole calibro 22 fino a 16 anni e AK 4B con il 'red dot' da 17 anni), con capacità anche di comandare gruppi e plotoni da 17 anni. A 18 si può fare parte dell'addetramento militare vero e proprio, ma ancora, per qualche ragione, non vengono chiamati ufficialmente soldati. L'addestramento comprende vari corsi e gradi e dura 4 anni, dopo di che il Cadetto ha ricevuto l'equivalente di 85 giorni di addestramento militare e anche le basi dell'addestramento di comando. Una specie di 'boy-scout' da combattimento, per un Paese pacifico, ma che ancora 20 anni fa poteva richiamare in armi il 10% della popolazione. L'addestramento avviene un giorno ogni settimana, con un livello di 2-5 settimane per anno. Hanno, nel caso, la stessa uniforme delle forze regolari. Dal 2008 è stato stabilito che un cadetto di almeno 18 anni che ha completato almeno i primi 3 livelli di addestramento è pronto per un altro corso onde diventare a 20 anni parte della Guardia Nazionale. Molti ne sono soddisfatti, perché pur non essendo richiamati dalle F.A. vere e proprie, sono pur sempre intenzionati a servire la loro Patria. Organizzazioni paramilitari di questo tipo sono ovviamente un rischio in molte nazioni, che sia uno stato arabo o una nazione con tendenze fascistoidi. Ma non è, a quanto pare, il caso della Svezia, a quanto pare ben integrata, come un po' tutte le nazioni del Nord Europa, tra il servizio militare e la vita civile, in maniera che l'uno non pesi, paradossalmente, sull'altra, anche indirettamente, con un budget eccessivo per mantenere grandi eserciti regolari.



    Ultime notizie:Il comandante supremo delle F.A. ha annunciato una riduzione senza precedenti delle già smilze forze militari di Stoccolma. Si tratta della riduzione di un terzo degli organici, e del dimezzamento dei carri armati in servizio. Il bilancio della Difesa sarà consolidato infatti a 4,9 mld di dollari l'anno fino al 2014. Sarà soprattutto un salto in avanti per modernizzare le proprie unità e dotazioni per compiti di proiezione di potenza e non di difesa nazionale, come era sempre stato fino a non molti anni fa. L'esercito è il più colpito dai tagli, perdendo il 30% delle sue forze riducendosi ad appena 12.500 effettivi utilizzabili in combattimento, rispetto alla già ridotta armata di 20.000 effettivi attuale. La forza di manovra sarà di appena 7 battaglioni e il battaglione anfibio, passato sotto il controllo dell'Esercito.

    Questo è compensato parzialmente dal discreto stato di salute dell'industria della Difesa svedese: proprio dalla stessa fonte (PD mar 2009, sezione news) sappiamo che è stato consegnato il 1.000 imo esemplare del CV-90, il veicolo nato Hagglunds e adesso BAE Systems-Hagglunds (ovvero il gruppo britannico ha acquistato la ditta svedese). Il mezzo è in produzione dal 1991. Mille esemplari possono non sembrare molti in 18 anni di produzione; ma se è vero che i Marder tedeschi, più pesanti, sono stati costruiti in oltre il doppio e in appena 6 anni, nel dopo Guerra-fredda, a cui appartiene il mezzo svedese, è sicuramente un risultato notevole che lo pone come capo del mercato internazionale del settore. Ne hanno comprato Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Svizzera, Finlandia. Proprio agli Olandesi è andato il n.1000, parte di un totale di 184 veicoli CV9035 MKIII ordinato anni addietro.

    Note[modifica]

    1. Armi da guerra 62.
    2. Andrea Nativi, FLYGVAPNET, l'Aeronautica Svedese, in RID, settembre 1993, pp. 58-63.
    3. Sgarlato, Nico, Aerei Lu 1995 p.39-44
    4. Sgarlato, Nico: Flygvapnet,A&D mar 2004 42-45
    5. Caliaro, Luigi: I Gripen alla F21, Aerei gen-feb 2007
    6. RID ott 1995
    7. Ludi, Giovanni, A&D Feb 1988
    8. Mini, Maurizio: La Marina svedese oggi, RID set 2003 p 42-51