Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Estremo Oriente

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • Qui la trattazione è costituita da quanto v'é a Est dell'Iran, a Sud della Siberia (che è parte dell'URSS/Russia, stato-continente, ma trattato come europeo-orientale) e a Nord dell'Australia. In pratica l'Asia centrale e orientale. Come il Medio Oriente anche questo è un luogo strategico per gli equilibri mondiali. Meno ricco di petrolio, estremamente popoloso, con problemi enormi e spesso ereditati da un passato che non passa -vedi le due Coree-, anche qui le spese per gli armamenti sono enormi, spesso scollegate alla dimensione degli Stati. Si pensi a Singapore. Come il Medio Oriente, dove ha sede l'IDEX, anche qui vi è un ricchissimo mercato per i produttori di tutto il mondo; a Singapore e Malaysia vi sono importanti saloni internazionali aerospaziali e della 'Difesa' in generale. Si pensi che, con i suoi 700 km2 scarsi, Singapore è più armato dell'enorme Malaysia, il suo principale vicino, e questo malgrado sia indipendente solo da pochi decenni. Le due Coree hanno avuto un passato tremendo e un presente teso, con Seul sotto tiro dell'artiglieria 'nordista', e la Corea del Nord sotto tiro dell'aviazione di Seul. Gli americani, a differenza del Medio Oriente, qui sono ampiamente e storicamente presenti, soprattutto come retaggio della passata occupazione dei tempi della II GM. Si pensi che Okinawa è stata restituita alla sovranità giapponese solo da una quarantina d'anni. E Tokio, del resto, pur se detentrice di una capacità militare notevole, vede le sue forze impiegate solo per compiti difensivi, tanto che sono state denominate 'forze di autodifesa' e non forze armate. La guerra del Vietnam non necessita di molte spiegazioni, quelle indo-pakistane, endemiche più o meno come quelle arabo-israeliane, sono molto meno conosciute. Attualmente, i due ex-contendenti continuano a guardarsi in maniera non esattamente amichevole, e sono entrambe potenze nucleari; gli Stati Uniti si sono inseriti nel mercato e nella politica di entrambe (mentre in passato questo accadeva solo per il Pakistan), ma anche più importante è il ruolo di Pechino, amica del Pakistan e avversaria di Nuova Dheli. Alle volte gli acquisti di armamenti sono poco comprensibili, come la spesa ingente sostenuta da Islamabad per comprarsi un lotto di batterie Aspide, quando la principale minaccia attualmente è costituita dai Talebani, e dal 'fuoco amico' dei drone statunitensi, specie provenienti dall'Afghanistan.

    Insomma, anche se per sommi capi, la storia e la forza degli eserciti asiatici è altamente interessante, e si pone come alternativa al dominio mondiale attuato da USA, URSS/Russia e Europa. Ex-colonia per la gran parte, l'Asia è adesso un gigante economico e tecnologico, che porta avanti una tradizione millennaria di civiltà e storia. Ma per il futuro le cose non appaiono rosee. Una minaccia che i programmi nucleari e missilistici non riescono certo a contrastare è l'incremento demografico, drammatico specie rispetto alle risorse disponibili; un'altra, ancora più subdola, è l'effetto di scelte ambientali ed energetiche che spesso vengono imposte dall'estero. A parte la deforestazione e lo sfruttamento dei suoli, ora il pericolo è anche un altro: il riscaldamento globale, che sta sciogliendo i ghiacciai dell'Himalaya. Visto che questi alimentano fiumi immensi, che servono alla vita di centinaia di milioni di persone, è chiaro che il futuro è altamente a rischio, la destabilizzazione potrà solo portare alle guerre per l'acqua, la risorsa che oramai scarseggia in tutto il mondo. Sia per quello che è (se è acqua dolce), sia per quello che ha (pesca e risorse marine in generale). Le Forze armate classiche non possono risolvere davvero questi problemi; che si resisterà alla tentazione di usarle, questo invece è un altro paio di maniche. Specialmente se il futuro è anticipato dalla guerra indo-pachistana del Siachen (un enorme ghiacciaio), che certo non è un luminoso esempio di convivenza tra i popoli.

    Buona lettura.