Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-Missili 2: differenze tra le versioni

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Il missile venne distribuito ad alcune brigate speciali missili indipendenti, e sotto il comando diretto del Comando delle forze di riserva o RVGK, a sua volta sotto il controllo dello Stato maggiore centrale e non direttamente dell'esercito. Essendo un'arma nucleare, era considerato, malgrado la gittata modesta, un'arma strategica a tutti gli effetti e solo in seguito si cominciò ad accettare che il campo di battaglia potesse diventare 'nucleare' e l'artiglieria dell'Armata Rossa divenne la Forza Missili e Artiglieria o RAV; i missili R-11M vennero organizzati su cinque brigate con 9 lanciatori, 200 mezzi e 1.200 uomini, con il compito di supportare le armate e i corpi d'armata. C'erano stati molti progressi, comunque, già nello scegliere i carburanti da usare al posto dei carburanti criogenici, piuttosto problematici da usare in sistuazioni campali. Nel caso dell'impiego dei sistemi missilistici era al livello tattico-operativo, quello che era per i lsupporto di corpo d'armata e divisionale, operativo era quello del Fronte o gruppo di armate, e quello tattico a livello di divisione. Nel 1962, finalmente, le brigate vennero anche schierate in Germania dell'Est, ma l'R-11M era ancora considerato un sistema non del tutto maturo, specie per via del carburante liquido, poco semplice da usare per i coscritti sovietici, non molto preparati a sistemi sofisticati. Ma lo sviluppo di missili a propellente solido come l'Onega e il Ladoga, con portate fino a 300 km, non ebbe luogo perché l'industria sovietica non era totalmente all'altezza della situazione (e infatti ha continuato a lungo ad usare i propellenti liquidi anche con armi come gli SS-11, quando gli equivalenti Minuteman erano a propellente solido); alla fine con i prototipi R-11MU ennero migliorati i propellenti e anche i sistemi di guida; tra il dicembre del '59 e il settembre del '61 vennero tirati armi di questo tipo a Kasputin yar e presto entrò in servizio il nuovo R-17, ovvero lo Scud-B; il precedente R-11/Scud-A verrà radiato tuttavia solo negli anni '70.
 
L'ordinamento dei missili Scud era teso ad usare testate nucleari e secondariamente chimiche, mentre le testate HE non erano molto considerate per la loro scarsa precisione e fabbricate essenzialmente per l'export, ma anche per colpire grossi obiettivi come gli aeroporti, se necessario; le testate chimiche erano mediamente solo una per ogni 25 missili, per il resto c'erano quasi esclusivamente testate atomiche. Le testate erano sotto la responsabilità del 12imo GRUMO, ovvero ispettorato del ministero della Difesa, che si occupava di armi nucleari, della loro utilizzazione e stoccaggio, che nel caso degli Scud era vicino al campo di operazioni previste con speciali brigate per il loro utilizzo. Ogni missile era sotto il controllo di tali unità e solo loro avevano le chiavi e i codici di lancio per le testate d'impiego delle armi atomiche. Le brigate missili erano in genere due per ciascun fronte e ogniunaognuna era con due battaglioni, una cp tecnica, una meteo, una riparazioni, una rifornimenti, una genio, un plotone NBC e uno sanità; i missili erano sei e otto i rimorchi per i missili di riserva, nonché tre camion speciali per il trasporto delle testate atomiche, 10 mezzi comando, sette per il rifornimento di propellente e mezzi minori; dal '67 il MAZ 543 cambiò parecchio le cose; ogni brigata ebbe tre btg con 12 complessi totali e un numero ridotti di mezzi logistici. Lo Scud veniva preparato prima del trasporto, con il pompaggio del carburante e l'installazione della testata; poi veniva mandato in azione. Negli anni '70 alcune brigate ebbero anche 18 e 27 TEL, perché alcune unità erano state sciolte come messaggio di distensione, ma le altre avevano ancora lo stesso numero di lanciamissili. Ce n'erano 35 al 1991 con 450 TEL e forse anche più. Alcuni Scud-A vennero passati al Patto durante gli anni '60, alla fine di quel decennio arrivarono anche gli Scud-B, il tutto con brigate sul modello sovietico, mentre l'addestramento era sul poligono di Kasputin Yar; l'accesso alle testate atomiche era solo sotto autorizzazione sovietica. C'erano ancora, negli anni '80, quattro brigate polacche, tre bulgare, tre cecoslovacche, due tedesche, due rumene e una ungherese.
 
 
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