Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA: Reparti dell'US Army

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • 101ima AD, al 1992[1][modifica]

    L'US Army ha avuto solo due divisioni aerotrasportate, che sono relativamente poche per la sua capacità di trasporto (oltre a quella dell'USAF), e soprattutto sono relativamente poche rispetto a quelle sovietiche: ben 7 divisioni, pesantemente equipaggiate con mezzi corazzati e armamenti pesanti specifici. Nondimeno, in tutto l'Occidente era la forza più grande tra tutte quelle della categoria: l'Heer tedesco ne aveva 'solo' una, quello italiano una brigata (la 'Folgore', erede della divisione del tempo di guerra).

    Differentemente dall'URSS, che ancora a metà degli anni '80 poteva muovere solo una divisione aerotrasportata per volta con tutti gli aerei del suo pur potente V-TA, comando trasporto aereo, gli USA avevano molto probabilmente la possibilità di muovere entrambe le divisioni,specie se gli obiettivi erano a portata d'elicottero. La 101a e la 82a, entrambe, come gran parte delle unità aerotrasportate (NB qui si parla di 'aerotrasportate' e non di 'paracadutisti', essendo qualcosa di più di semplici fanterie leggere scaricabili con il paracadute), con un morale molto alto, eccellente addestramento e gloriose tradizioni, erano le divisioni con cui l'US Army poteva proiettare potenza con breve preavviso dappertutto nel mondo. La 101a, chiamata 'Screaming Eagles' era la più famosa. Nata nel 1918, il 23 luglio, disattivata già l'11 dicembre, venne ricostituita nel 1921 a Milwaulkee, ma solo come reparto della riserva. I tempi per l'aviotrasporto erano ancora immaturi, ma il 15 dicembre 1942 le cose cambiarono: l'unità venne sciolta e ricostituita come Airborne Division, su di un reggimento paracadutisti, 2 di aliantisti (all'epoca era un mezzo da sbarco 'aereo' a tutti gli effetti), 1 di artiglieria. A questi si aggiunse un secondo reggimento paracadutisti nel giugno '43 e poi la 101a venne trasferita in Gran Bretagna, dove si addestrò per l'invasione del continente europeo e ricevette nel gennaio del '44 un terzo rgt parà. Combatterono per 30 giorni alla UTAH BEACH, dopo vennero rimandati in Gran Bretagna. Ritornarono per l'operazione 'Market Garden' assieme alla 82a e alla 1a britannica, combattendo per 72 giorni, durissimi come gli altri. Combatterono a Bastogne nel dicembre '44, rinforzati da reparti corazzati. Passarono alla seconda linea il 18 gennaio dopo avere fermato l'avanzata dei tedeschi, cambiati con la 4a divisione corazzata. L'ultima azione fu l'occupazione dela bunker di Berchtesgaden, Austria. Poi si prepararono per l'attacco al Giappone, ma non ebbero bisogno di farlo data la fine delle ostilità e venne sciolta il 30 novembre 1945. Entro il '56 venne ricostituita 3 volte solo come unità addestrativa. In quell'ultimo anno era basata su 5 gruppi di combattimento autonomi, cosa che nel '64 verrà cambiata in un modo simile a quello mantenuto ancora nel '92. Naturalmente non mancò di arrivare in Vietnam, il 29 luglio 1965 con la prima Brigata e il dicembre dello '67 c'era tutta la divisione. Nel '68 divenne, in quel luglio, erano il 101st Airborne Division (Airmobile): la differenza era soprattutto quella di avere cambiato definitivamente il paracadute con l'elicottero (naturalmente solo sulle brevi distanze). Solo all'inizio del '72 ritornò negli USA. Dopo la sua più lunga e difficile esperienza bellica, la 101st venne riorganizzata e tornò combat ready solo nel giugno 1973. Ancora nel '74 vennero apportati mutamenti nell'impiego, tanto da diventare ufficialmente una Air Assault Division.

    Attorno agli inizi dei '90, la 101st era una specie di incrocio tra fanteria leggera ed elicotteri, l'unico reparto d'assalto eliportati esistente al mondo. Era basato infatti non tanto sui grossi aerei da trasporto, a parte la logistica, ma su un gran numero di elicotteri, e in particolare su:

    • 3 brigate aeree: la 1st 'Always first', la 2nd 'Strike Brigade' e la 3rd 'War Eagles'. Ognuna era organizzata su una compagnia comando e 3 battaglioni di fanteria.
    • Ciascuno di questi era basato su comando (4 mortai da 81 mm), plotone scout, mezzi di trasporto, 3 compagnie fucilieri e una controcarro (20 Hummer con missili TOW).
    • Ogni compagnia fucilieri era su comando e 3 plotoni per un totale di 150 uomini, equipaggiati con mortai da 60 mm, missili M-47 Dragon, razzi AT-4 e LAW, mitragliatrici M60 da 7,62 mm.

    Perché tanti sistemi controcarro a tutti i livelli? Perché, come dimostrato dalla catastrofe dell'operazione 'Market Garden' per quello che riguardò gli inglesi, i reparti corazzati erano i peggiori nemici dei parà e bisognava farvi fronte in caso di azioni eliportate.

    I supporti non mancavano esternamente alle brigate: il 320th Field Artillery Regiment con 3 battaglioni da 105 mm, leggeri per il trasporto da CH-47 o anche UH-60. Infine vi erano gli obici da 155 mm, con la 'C' battery, in uno dei reggimenti. Ma soprattutto, oltre agli obici aviotrasportabili (i 155 solo dai CH-47) era possibile l'uso dell'Aviation Brigate, con circa 300 elicotteri ripartiti su 3 battaglioni di UH-60 (4, 5 e 9th), 1 battaglione di UH-1 (6th), 1 di CH-47D(7th) per il trasporto; il 7th Cavalry Regiment con il 2nd per gli OH-58, AH-1 e gli UH-60 da ricognizione, il 1st con 18 AH-64A, e il 3rd con gli AH-1F in predicato di usare gli AH-64. In tutto v'erano, ripartiti in 3 squadroni del reggimento d'attacco e 5 battaglioni da trasporto. Totale: 115 UH-60, 38 UH-1, 45 CH-47, 60 OH-58, decine di AH-64, AH-1. In tutto, si potrebbe dire che questa potenza ad ala rotante era paragonabile a tutta quella disponibile (rigorosamente a livello di corpo d'armata) in tutto l'Eserciti Italiano. Però qui era concentrata in una sola divisione. Per supportare una tale potenza, v'era il Support Command da 3.100 uomini in 6 battaglioni logistici. Il Corps Support Group avea invece 2.900 uomini (e presumibilmente donne) in 4 battaglioni del genio, trasporto e rifornimento. Poi c'erano il 326th btg del genio, 501st delle trasmissioni, 311th per il delicatissimo compito della raccolta di informazioni (intelligence), e il battaglione antiaereo ovvero il 2nd/44th con cannoni Vulcan e missili Stinger. Infine da ricordare la compagnia 'pathfinders', che per quanto poteva essere strano, erano gli unici abilitati all'uso del paracadute dell'intera divisione, incaricati di esplorare le LZ, Landing Zones, per preparare l'arrivo della divisione.

    Le capacità di comando e controllo erano pure molto estese: e i centri di comando tattici potevano essere separati tra di loro anche di oltre 30 km, cosa davvero insolita per una divisione. La mobilità è molto grande con questi criteri. In Irak l'artiglieria irakena non è riuscita a intercettare efficacemente le punte avanzate dei mezzi Alleati a causa della difficoltà di colpire obiettivi tanto mobili. Le task forces indipendenti con cui far operare la 101st erano in genere di 3 battaglioni di fanteria,1 battaglione di artiglieria, 1 di elicotteri (2 compagnie elicotteri medi e una compagnia di elicotteri pesanti e d'attacco). La task force era completata da una compagnia Genio, una medica, una contraerea, una trasmissioni, e se necessario può avere una supporto di un intero battaglione di elicotteri controcarri. Una compagnia di 15 elicotteri UH-60 potva trasportare una compagnia di fanteria al completo in una sola missione, oppure obici da 105 mm e 40 colpi (gli obici sotto la fusoliera). Questo era un compito che nel Vietnam richiedeva l'uso dei CH-47: fare questa cosa possibile per i reparti medi con i nuovi UH-60 era una grande innovazione. La sua capacità di carico non era tuttavia maggiore come truppe di quella degli 'Huey' data la fusoliera molto piccola. In sostanza, la 101st si poteva striplicare in 3 mini-divisioni aeree (sarebbe più semplice chiamarle brigate), una fusione senza precedenti tra reparti aerei e di terra.

    L'addestramento vedeva anzitutto la selezione, a Fort Campbell (sede della Divisione), dove c'era anche l'Air Assault School dove arrivava personale già addestrato basicamente, e dopo avere superato 9 prove di cui al massimo 1 fallita, e poi una corsa di 2 miglia in 20 minuti. oltre a vari altri test e requisiti- Poi venivano fatti 10 giorni durissimi di addestramento intensivo, il che comunque faceva sì che dei 140-50 candidati erano ammessi circa l'80%. La giornata era pesante: iniziava alle 4 e finiva alle 23, lasciando 5 ore per il riposo, eppure prevedeva 12 ore di lezione, ginnastica, esercizi, corsa di 3 miglia in meno di 25 minuti, mentre il volo sugli elicotteri iniziava il primo giorno, v'erano da imparare le tecniche di discesa dagli elicotteri come la STABO, scendendo coi cavi dall'elicottero da altezze di 30 metri. La preparazione fisica prevedeva anche 6 miglia da percorrere in 90 minuti con un carico di 20 kg, ma ancora non era eccessivo. L'ultima prova richiedeva tra le 5.30 e le 8.30 un percorso di 12 miglia con tutto l'equipaggiamento, strano che sia così importante proprio per una unità aeromobile ma tant'è. Insomma, dopo il successo era da raggiungere, ma solo dopo una selezione molto dura. In ogni caso, la maggior parte dei candidati superava la prova. Nella base esistevano strutture come i simulatori di volo ad immagine sintetica SFTS per l'UH-60 della CAE-Link, capace di far operare anche in ambienti notturni, con una mappa di 40 km di lato memorizzata nel computer, ma v'erano anche i simulatori dell'AH-64, i più sofisticati.

    Per Desert Storm la Divisione si è mobilitata. L'allerta scattò l'8 agosto, 10 giorno dopo v'erano già gli AH-64 in Arabia Saudita, poi è arrivato anche il resto. La base venne scelta in una zone vicina all'aeroporto internazionale di King Fahd, con temperature infernali, specie negli abitacoli degli elicotteri. Ma venne trasformato nella base 'Camp Eagle II'. In pratica tutto arrivava per via aerea, con un impiego minimo della componente navale per i rifornimenti. Inizialmente c'era da difendere un'aerea di 650 km2, vicino alla zona assegnata ai Marines, e avanti alla zona della 24th e della 82th, l'altra divisione aeroportata. Alcuni avamposti vennero costruiti in avanti, come la 'Bastogne' a 3,5 ore di veicolo o 1 ora di elicottero a N-O della base principale, e la Oasis. Alla fine, ben 2 delle 3 brigate vennero schierate in queste basi avanzate, dove gli uomini restavano a rotazione per 30 giorni, e rientravano al campo principale per altri 15 giorni di riposo. Al 6 ottobre 1990 lo schieramento era completo.

    La tensione non accennava a calare, e addirittura le informazioni raccolte attorno al 10 gennaio, appena una settimana prima della guerra, parlavano di una improvvisa offensiva di 3 divisioni irakene della Guardia Repubblicana per attaccare la cittadina militare di King Khaled, una situazione pericolosa, con i reparti pesanti del VII corpo d'armata americano bloccati ancora dai congestionati porti d'arrivo in Arabia. La 101ima venne impiegata per arginare la minaccia 'percepita', con 4.000 soldati, spostati 350 miglia ad Ovest.

    Ma fu proprio la 101ima ad aprire le ostilità il 17 gennaio. 8 elicotteri Apache sferrarono un attacco tra i più incredibili che siano mai stati compiuti da un reparto elicotteristico, quasi una specie di 'vendetta' per il fallimento dell'operazione di circa 10 anni prima, la 'Eagle Claw'. Qui vennero inviati in azione questi elicotteri, un MH-53 PAVE LOW, un UH-60, 2 CH-47 e un altro Apache come scorta. C'erano da distruggere due postazioni radar irakene, di fondamentale importanza per aprire un corridoio alla massa di apparecchi che stava per essere lanciata all'attacco. Il minimo era di bloccarle per circa 20 minuti, ma fu largamente superato: gli AH-64, caricati con 8 Hellfire, 19 razzi da 70 mm, serbatoi aggiuntivi e 1.100 colpi da 30 mm, erano in una configurazione diversa dal solito, ma la utilizzarono efficacemente. Penetrati dentro le linee nemiche di circa 60 miglia, colpirono in due gruppi di 4 le postazioni radar distruggendole totalmente. Stavano a circa 5 km di distanza e al tempo stesso molto bassi: erano fuori tiro della contraerea leggera, e al tempo stesso troppo bassi per i missili SAM a medio raggio, e per giunta volavano di notte, per cui non si potevano usare armi a guida ottica per ingaggiarli. In tutto la missione durò ben 15 ore. Furono sparati ben 27 Hellfire, tirati 100 razzi e 1.100 colpi di cannone, MiG irakeni tentarono senza successo l'ingaggio degli elicotteri, mentre un SAM portatile danneggiò un CH-47 distruggendogli un elemento del carrello, ma senza abbatterlo.

    Dopo questo successo, la divisione venne spostata ad Ovest con 3000 veicoli, tra il 18 e il 24 gennaio, assieme all'attività dei C-130, con altre 500 sortite e passa. A quel punto la divisione si concentrò a 50 km da Rafah, nella cosiddetta TAA Campbell, una enorme striscia di terreno per ridurre il rischio di un attacco chimico. Poi cominciarono le missioni di ricognizione armata oltre i confini irakeni, catturando anche dei prigionieri, esfiltrazione e infiltrazione di corpi speciali. In queste operazioni era molto importante la dotazione di sensori ottici degli AH-64 Apache, specie di notte, e la collaborazione con gli A-10 Thunderbolt. La 101a costituiva,assieme alla 24th, 82th e la divisione francese 'Daguet', il XVIII Corpo d'Armata.

    Poi nelle ore della campagna di terra, con una serie di attacchi diversivi si inchiodavano le forze irakene in Kuwait lungo il confine irakeno e saudita, un'offensiva sarebbe stata lanciata lungo la costa per aggirare con una manovra avvolgente le posizioni irakene e isolare la Guardia Repubblicana.

    Il 24 febbraio vennero lanciati in profondità, in Irak, 4 battaglioni eliportati, con quasi 300 elicotteri, raggiungendo l'obiettivo 'Gold' e trasformato nella base avanzata 'Cobra', un complesso dal diametro di 20 miglia. In poche ore 2000 fanti sono stati trasportati dagli elicotteri UH-60 e CH-47, e nelle prime 24 ore sono state fatte 1000 missioni con gli elicotteri della divisione, senza quasi resistenza da parte irakena. Poi venne lanciato un assalto con 66 UH-60 per costituire una nuova base avanzata ancora più interna, a 150 miglia di distanza, la base Eagle. Questa base era a soli 150 miglia da Baghdad. In pratica, con questa mossa è stata bloccata la via di fuga agli irakeni da Bassora, controllando le vallate dell'Eufrate. Nondimeno, per quanto strano possa sembrare, gli elicotteri sono limitati dal cattivo tempo: terribili piogge trasformano il terreno in un pantano. La 101a stava appoggiando, nel secondo giorno dell'offensiva, l'avanzata delle forze corazzate, distruggendo tra l'altro con 6 Hellfire un ponte fin'allora sfuggito ad attacchi aerei. Inoltre le operazioni erano favorite dai CH-47, che potevano trasportare 120 Hellfire di ricarica e 9.000 l di carburante per ogni coppia di macchine impiegate a supporto delle unità di AH-64. Il terzo giorno venne costituita un'altra base avanzata, da parte della 2nd Brigade, e chiamata 'Viper'. Il giorno dopo erano già disponibili 4 battaglioni di elicotteri AH-64, d cui uno della Alabama ANG, 2 della 12th Brigata aerea e uno della 101a- Ora si trovavano a N dell'Eufrate. Da lì iniziarono a distruggere i mezzi irakeni in fuga. Le azioni di questi battaglioni, con 18 AH-64 e 9 OH-58 sono state massicce e incredibilmente sono andate a segno senza perdite. 13 AH-64 sono stati gravemente danneggiati, ma l'unico elicottero perso dalla 101a è stato un UH-60 in missione SAR per recuperare un pilota di F-16. 5 soldati vennero uccisi e 3 catturati. Incredibilmente, nonostante la vulnerabilità degli elicotteri (basti pensare alle perdite a Grenada e anche a Panama) non vi furono altre perdite in questa azione audace oltre le linee nemiche. Del resto nemmeno i francesi ebbero perdite di elicotteri Gazelle, pure intensamente impiegati.

    La 101st, specialmente quando cooperava con le unità pesanti convenzionali come la 24th divisione si è dimostrata un'unità costosa ma molto efficace. In Italia, all'epoca, col nuovo modello di difesa non si provava nemmeno a organizzare una brigata del genere, nonostante che tedeschi ,inglesi e francesi lo avessero sperimentato almeno fino ad un certo punto, basti pensare alle divisioni 'Daguet' e alla 1st AD inglese spiegate nel Golfo.

    Per il resto, si aspettava un miglioramento delle dotazioni: gli Hummer erano troppo pesanti per un disinvolto trasporto con gli UH-60 in temperature desertiche, stazzando 3,6 t. mancavano abbastanza sistemi antierei e u nobiche leggero da 105 mm, mentre gli elicotteri AH-64 dovevano ancora essere adottati alla lotta aria-aria.

    Apache nell'ANG, 1994[2][modifica]

    Gli Apache della ANG sono una realtà piuttosto recente. Vediamo come ci si è arrivati, anno dopo anno. I primi 11 elicotteri di serie furono ordinati nel FY 1982 e consegnati dal 26 gennaio 1984. Il sistema era tutt'altro che perfezionato, nonostante i tanti anni di studi per svilupparne le capacità, i cui punti di forza erano il TADS (brandeggio del sensore 120 ° con alzo -30+60), sistema FLIR-ottico-laser integrato, con campi visivi di 3,5 o 16 x, associato (ma già da solo costava 1 milione di dollari al pezzo) al PNVS per la visione notturna, con campo visivo di 30x40°, brandeggio di 90, alzo -45/+20°, IHDSS per i piloti, capace di far orientare il cannone M230 ma anche le teste di ricerca degli Hellfire. Il cannone ha 1200 colpi come massimo (raramente impiegato), munizioni M789 e M799, ma anche analoghi tipi per cannoni DEFA o Aden, brandeggio di 200 gradi, alzo -60/+11°. Poi ci sono i missili Hellfire da 1,7 mach e testata HEAT da 9 kg, 76 razzi , i missili Stinger, corazze in kevlar, pale con 5 longheroni capaci di reggere anche i colpi da 23 mm, camicia d'acciaio per proteggere la trasmissione capace di reggere i colpi da 12,7 mm, funzionamento per 60 minuti del sistema di trasmissione anche senza lubrificazione, il che consente di tornare alla base anche se questa è a circa 200 km. Poi vi sono sistemi avionici come l'AN/APR-39 RWR, AN/AVR-2 LWR, distgurbatori vari come l'ITT AN/ALQ-136, l'AN/ALQ-144, lancia-chaff AN/ALE-40.

    Tutto questo armamentario era abbastanza sofisticato per mettere in difficoltà l'US Army, figuriamoci l'ANG, che aveva tutt'altro che completato la transizione verso il nuovo elicottero nel 1991, all'epoca della Guerra del Golfo; d'altro canto l'AH-64 entrò in servizio solo nel luglio 1986 e per l'ANG si trattò di aspettare altri 2 anni. Le consegne di 811 di questi mostri volanti iniziarono il 26gennaio 1984; al 7 dicembre si era arrivati a 300 macchine, in un'epoca in cui le linee di montaggio sfornavano 10 elicotteri al mese (quindi l'intero ordine di elicotteri A.129 poteva essere soddisfatto in molto meno di un anno, tanto per fare un paragone), ed era prevista l'assegnazione dell'Apache a 34 battaglioni elicotteri sia US Army che ANG.

    I primi 3 Apache dell'ANG vennero forniti all'ANG nel giugno 1987, ma ancora nel marzo 1991 non si era superato il totale di 90, su di una previsione per 12 battaglioni di elicotteri d'attacco (216-288). La preparazione degli equipaggi avveniva a Fort Rucker, assieme a quelli dell'US Army, poi andavano al 14th Aviation Regiment, e infine a Fort Hood, Texas. In tutto, al 1994, v'erano 7 battaglioni a ranghi completi, e così anche qui gli AH-1 hanno ceduto la mano ai loro più complessi sostituti.

    I primi elicotteri operativi vennero assegnati all'inizio del 1988, all'1-130 Aviation Attack Bataloon della North Carolina ANG, quando ancora i problemi di manutenzione dell'avionica dell'Apache non erano stati ben 'risolti'. Poi sono seguiti l'1-149th Aviation della Ellington ANGB, Texas, poi il 1-111th della Florida, 1-211th dello Utah, 1-151st in Sud Carolina, il tutto piuttosto in fretta, verso la fine degli anni 80. Solo in seguito sono arrivati anche all'1-183rd dell' Idaho e -285th sul Silver Bell AAF di Marana, Arizona. I battaglioni di elicotteri erano in origine equipaggiati con 40 macchine e altrettante, poi ridotte alla metà, di macchine OH-58 da ricognizione e cooperazione, ma non tanto con l'esercito ma con gli altri elicotteri, quelli d'attacco. Negli anni '90 era diverso: ogni battaglione aveva 18 AH-64 suddivisi in 3 compagnie, 6 elicotteri più 4 OH-58A Plus, chiamate A, B e C, ciascuna su 35 effettivi di cui 16 piloti. La D company ha invece la responsabilità della manutenzione e un singolo OH-58 (più due piloti collaudatori), mentre infine la HQ Company ha 3UH-60L con 12 piloti. In tutto quindi vi sono, anzi vi erano all'epoca, 18 AH-64, 13 OH-58 e 3 UH-60 con 62 piloti.

    Uno di questi battaglioni dell'ANG, non diversi da quelli dell'US Army, era l'1-211th dell'Utah ANG, di West Jordan AAF, Salt Lake City. Le qualifiche erano piuttosto esigenti, con un minimo di 140 ore l'anno per il FAC 1 (prima linea) o 60 per i collaudatori o quelli dei reparti comando, la FAC 2. Comunque tante, visto che vi erano solo una cinquantina d'ore di volo per i piloti dell'ALE italiana come media. E questo, si badi bene, con l'ANG significa impiego 'part time': nella vita reale molti aviatori avevano un'attività di volo privata. Nello Utah, i primi Apache arrivarono nel novembre 1989, dopo che erano passati 3 mesi dall'abbandono da parte degli ultimi AH-1F, tanto che il battaglione non aveva più apparecchi eccetto gli UH-1 MEDEVAC. C'erano gli OH-6 come elicotteri da ricognizione, ma poi vennero trasferiti in reparti della East Coast e rimpiazzati dagli OH--58.

    Per il 1996 erano previsti invece 24 AH-64 perché le compagnie avrebbero perso gli OH-58 rimpiazzandoli con due AH-64 extra. L'1-211th Bataloon era parte del 211 Aviation Group, coprendente anche l'1-83rd e 1250th, e tutti insieme facevano parte della 66th Aviation Brigate di Fort Lewis, a sua volta parte del 1st Corps Army Group, in tutto un'organizzazione realmente titatica. L'US Army aveva anche base l'Operational Support Aircraft Company con 3 Beech C-12.

    Note[modifica]

    1. Nativi, Andrea: La 101a Divisione, RID Novembre 1992 pagg. 77-82
    2. Calver, Denis: Gli Apache della National Guard, Aerei Settembre 1994, pagg. 26-31